SIATE IL MEGLIO DI QUALUNQUE COSA SIATE Con e dentro“il Paese” da cinque anni
Più la vita è vuota più diventa pesante
Auguri a tutte le mamme!!!
di Salvatore Lovoi*
Ciò che una madre canta vicino alla sua culla, accompagnerà un bimbo per tutta la sua vita.
C
arissimi lettori, “il Paese”, il periodico che onoro di dirigere “virtualmente”, compie il suo quinto anno di vita. La celebrazione cade in un momento di particolare contingenza socio-economica nazionale e mondiale, per via della crisi, il terribile sisma in Abruzzo, la pandemia suina in Messico. Per questi motivi, augurando alla redazione reale e al nostro “giornale” tantissime altre primavere, bandiamo gli infingimenti e diamo spazio ai grandi temi dell’impegno e della solidarietà richiesti dal momento. Qualcuno potrebbe argomentare che si tratta di questioni lontane da noi, ma sarebbe poco lungimirante dato che la globalizzazione è, da tempo, presente in casa nostra non solo via internet. Castelsaraceno, come altri centri della Basilicata, credo, viva i problemi locali e internazionali, alla stessa maniera di altre persone, per via di una spiccata sensibilità ereditata dai padri. Per cui, quando suona la campana suona anche per noi – per dirla con Hemingway. E, allora, ecco rinnovarsi l’impegno del nostro giornale che, goccia a goccia, contribuisce a colmare quei piccoligrandi vuoti esistenti nell’Oceano dell’informazione. Ecco tutti noi condividere il dramma delle popolazioni abruzzesi, memori dei rovinosi terremoti che hanno colpito le genti lucane. Ecco la solidarietà verso tali fratelli con “pensieri ed azioni” concrete. Ecco smuovere le coscienze per aumentare la cultura della sicurezza delle strutture pubbliche private. Ecco l’impegno per garantire, a chi ha scelto di vivere nelle nostre contrade, una migliore qualità della vita promuovendo iniziative a livello occupazionale, di salvaguardia dei servizi (sanità, scuola, trasporti, viabilità, tutela ambientale, cultura, sport, tempo libero ecc.). Sono sollecitazioni che colgo leggendo le pagine del nostro periodico, sempre più ricco di contributi e spunti da redattori e ospiti su diversi aspetti del sociale. A breve saremo chiamati ad esprimerci per le consultazioni provinciali, il rinnovo del Parlamento europeo ed il referendum. Sarà una grande prova di partecipazione alla vita pubblica della polis, la parola dalla quale deriva l’arte di vivere nella città che è: la politica. Tucidide, un importante storico greco nel V secolo a.C. scriveva: “La nostra forma di governo è chiamata democrazia perché si cura non del bene di poche persone, ma del bene di una vasta cerchia di cittadini”. Per far sì che tali principi vengano realizzati necessita che ognuno, però, si assuma delle responsabilità, ai vari livelli. Sempre Tucidide, a proposito della repubblica (che è cosa di tutti) ricorda : “Tutti i cittadini si interessano del governo della città (in senso lato), oltre che dei propri interessi privati, e chi non si cura dello Stato è stimato un uomo inutile”. Bando, dunque, al qualunquismo e svolgiamo eticamente il nostro ruolo, qualunque esso sia “pino sulla vetta del monte o cespuglio nella valle” (Eliot). * Direttore responsabile
Henry Ward Beecher
PROTEZIONE CIVILE GRUPPO LUCANO SEDE DI CASTELSARACENO IN ABRUZZO 6 aprile 2009, ore 03:32. La città dell’Aquila e alcuni paesi limitrofi vengono svegliati da una forte scossa di terremoto che sconvolge la vita degli Aquilani e mette in ginocchio molte persone. Nel giro di poco tempo tutto si mobilita: dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco, dalla Croce Rossa alla (Continua a pagina 4)
ALL’INTERNO Istituto comprensivo di Castelsara-
ceno, addio. pag. 2 Valerio Cascini premiato nella Cit-
tà dei Sassi, pag. 3 Quando si muore, si muore soli?
pag. 5 Processione del Venerdì Santo,
pag. 6 Lo Stalking, pag. 7 I Castellani a Torino, pag. 10 Basilicata orfana dei suoi storici,
pag. 11
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Mensile d’informazione Castelsaraceno - Apr./Mag. 2009 N. 45
SINGULTI e TREMITI … PALPITI D’AMORE
Il corpo si trasforma.. Il cuore si trasforma ed é capace di tutto. L'anima si trasforma e ha una luce nuova e un respiro grande che emana solo amore quando i suoi occhi sprofondano in quelli del figlio. Questa è l'essenza pura della parola mamma che é nascosta nel cuore e che sale fino alle labbra con suono dolce e miracoloso. L'amore materno ha caratteristiche particolari ed é il punto di partenza per la formazione di una personalità sana. Tale amore non esige nulla e non ha limiti. La sola ricompensa: la gioia che il figlio esiste. Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano due o tre: sono quelli che ci ha insegnato nostra madre da piccoli e che si tramandano di generazione in generazione. Dio non poteva essere ovunque, perciò ha creato le madri. Auguri a tutte le mamme!!! Carmela De Mare
Azalea dell'Airc Domenica 10 maggio l'Azalea della Ricerca di Airc ritorna in oltre 3 mila piazze d'Italia. Come ogni anno, sarà la Festa della Mamma a fare da sfondo a una delle manifestazioni più amate e apprezzate da tutti i sostenitori della ricerca. Con un contributo associativo di 14 euro, gli oltre 20 mila volontari Airc doneranno un’azalea contrassegnata dal marchio dell’Associazione. I fondi raccolti saranno destinati alla ricerca sui tumori femminili.
ISTITUTO COMPRENSIVO DI CASTELSARACENO:
ADDIO! La Riforma Gelmini ha fatto sentire i suoi pesanti effetti anche su Castelsaraceno. Ormai è cosa certa. La Giunta Regionale di Basilicata, con delibera n. 259/2009 del 19 febbraio 2009, ha riapprovato il piano regionale di dimensionamento scolastico 2009/2010, con la riduzione di 17 istituzioni. Con l’inizio del nuovo anno scolastico non ci sarà più la scuola di Miraldo e daremo l’addio al nostro Istituto Comprensivo. Ci sarà un nuovo Istituto Comprensivo formato dalle scuole di Castelsaraceno, San Chirico Raparo e San Martino d’Agri, con sede centrale a San Chirico Raparo. Mentre negli altri centri della Basilicata ci sono state vivaci proteste per il dimensionamento scolastico, ed alcuni sono riusciti ad ottenere quello che reclamavano, a Castelsaraceno la notizia è passata in sordina, è stata accettata con una rassegnata apatia. Si è solo sussurrato: “Ci dispiace, non si poteva fare diversamente!” Ma dove è andato a finire il nostro “decantato” campanilismo? Non mi stupisco per le decisioni prese dall’alto, ma per la nostra inerzia, per la nostra passività, che è il preludio della necrosi del nostro paese. Ma si può eliminare una dirigenza scolastica, così, senza neppure un desiderio di lotta, un minimo se-
gno di far valere le proprie ragioni? Eppure, nel passato, si è lottato, prima, per ottenere l’ufficio di presidenza e, poi, per mantenerlo. La nostra Scuola Media ha circa 50 anni di vita. Nata nel 1961/62 come scuola televisiva e successivamente dipendente da S. Chirico Raparo, ottenne la sua autonomia nell’anno scolastico 1970/71, in seguito a forti interessamenti politici, locali e regionali. Era allora sindaco l’avvocato Luigi Fontana, al quale fu affidato l’incarico di preside che tenne fino al 1983, ad eccezione dell’anno scolastico 1972/73, che vide come dirigente la professoressa Elisabetta D’Antoni. Dall’83 all’86 si susseguirono i presidi Esposito, Mancusi e Grieco. Dall’86 ad oggi ha retto la presidenza il dirigente scolastico Prospero Cascini, che negli anni ’90 ha accorpato anche le scuole medie di Calvera e Carbone; nel 2000 si è formato l’Istituto Comprensivo di Castelsaraceno, con sede associata in San Chirico Raparo, comprendente i tre ordini di scuola dell’infanzia, ele-
mentare e media. Il nostro edificio scolastico che è stato ristrutturato di recente, con il rifacimento del tetto e la pittura esterna, dal prossimo settembre sarà privo degli uffici di dirigenza e di segreteria, con conseguenze relative al personale che sarà soprannumerario. Dalla scuola secondaria di primo grado, nel 2010/11 scomparirà il tempo prolungato, con diminuzione di cattedre. Intanto, tutto il servizio di cablaggio della rete telematica che ha avuto un notevole costo, sarà impiantato a S. Chirico Raparo con grave dispendio di spese. Ne valeva la pena, considerando che la distanza tra i due centri è minima? Teresa Armenti
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“U PRUF’SSORE” DI VALERIO CASCINI Premiato dalla “Città dei Sassi” Le pagine del nostro periodico “Il Paese” sono arricchite da tempo dai bei versi in vernacolo di Valerio Cascini, che da Torino, ogni giorno, tra una causa ed una pausa, ci manda via e-mail due o tre quadretti di vita “cast’ddana”. La sua poesia non è passata inosservata, ma ha varcato le alture dell’Armizzone ed è stata apprezzata dovunque. Numerosi i riconoscimenti ricevuti da ogni parte d’Italia. Ultimamente il nostro poeta è stato segnalato al concorso letterario “Volti e luoghi di Basilicata 2008” indetto da Lucaniart, con la poesia “Annàsula”. Per Pasqua, ci ha inviato una sorpresa: il florilegio “’U Pruf’ssore”, pubblicato da Altrimedia Matera, per aver vinto il premio letterario “La Città dei Sassi 2008”- terza edizione. La giuria del premio si è espressa con la seguente motivazione: “I versi di ‘U Pruf’ssore” sono fatti di cruda dolcezza, priva di rimpianti. Una maniera per ricevere e dare messaggi di passato, dove non emerge forza retorica, ma una cauta predilezione per omaggi ad un dialetto che torna alla terra del ricordo. “P’accuietà ‘u uagnuneddo li fanno crere cose: ‘a luna ‘ndu fusceddo”. Sapendo di questa luna nel cesto scopriamo, ad esempio, un tocco dolce e genuino fino a “M’traglia” in virtù della quale la chiusa prende un piccino pianto intimo.” Il poeta e critico letterario Plinio Perilli ha definito la raccolta: “Un’incredibile stravagante e struggente Spoon River lucana tutta giocata sul dialetto come massimo recupero, sublimazione quasi del tempo … “fiabesco”.
Infatti, come il poeta americano Edgar Lee Masters nella sua antologia racconta le vicende di un microcosmo, il paesino di Spoon River, così Valerio Cascini ci prende teneramente per mano e ci porta indietro nel tempo, agli anni 50/60, per assaporare gli odori ed i profumi della cucina (l’uovo a due cocole, ‘a frascatula, ‘a chizzola, ‘a strazzata), per sentire i suoni ed immergerci nel paesaggio di Castelsaraceno, tra gli stretti vicoli, le ripide salite e le rapide discese, fermarci nella grande piazza, detta “Chiano a Corte” per gustare il gelato di Giggino. Emergono personaggi simpatici e caratteristici, che hanno fatto la storia del paese, come il barbiere Candinetta, ‘u pruf’ssore, ‘u furgiaro, chi ‘mbaccia ‘a timbesta, chi sbatte sopra una pietra bianca del Racanello il lenzuolo di percalla e chi ‘mborna ‘a škanata del pane. Le immagini scorrono nitide, come tanti fotogrammi e si associano alle foto che Franco Pinna scattò nel 1956 quando, insieme a Ernesto De Martino, visitò il profondo sud della Basilicata per far conoscere una realtà diversa. Erano, allora, tempi di povertà, di duro lavoro nei campi, a mietere il grano con le cannedde chiene i surore. Ai bambini bastava poco: “’Na sbanzola, ca s’allonga cu vendo sola sola, s’annaca a l’aria fina, vola e nu’ camina.” o l’aquilone costruito a scuola insieme al maestro. Le sue poesie sono brevi, dense di ricordi, intense di emozioni e sono pervase da una sottile ironia. Un’ironia che non è
Bombole i paise
'nda carriola almeno ci frio ‘u pesce.
Petto pinnino bombole vanno pi ‘ndu paise. A tutte l'ore caminano nda na carriola mese. M'è bbinuta meno mentre facia ‘u stratto e puru s'aggio sciabbaccata e mesa capisotta ‘u suco nun s'è fatto. M'ha fatto pi dispetto oi c'avia cristiani Mentre rimmenava ‘a pasta m'è morta sotta ‘a tiana. Vene cumpare meio nun te fa rincresce, ca bombola
Valerio Cascini
pungente, ma solletica amorevolmente e mette in evidenza il forte legame verso il paese natio, che Valerio lasciò all’età di 12 anni per andare a Torino. Egli ha conservato il dialetto degli anni della sua infanzia, che si può definire “cristallizzato”, non contaminato da neologismi vari. Nei suoi versi troviamo, infatti, parole ormai scomparse dal nostro linguaggio, come ‘u stratto, per il sugo di carne, tatto per papà, buatte per lattine, cannilluzze per lucciole, uandiera per vassoio, ‘a naticchiola ‘u paraceddo, la chiusura del pollaio. A Valerio, il nostro grazie per il suo amore verso Castelsaraceno, le sue tradizioni, la sua gente. Teresa Armenti
Oviceddo Sucatilo st'oviceddo frisco frisco i paraceddo. Nu pirtuso sopa e sotta e tu cale ‘nda ‘na botta. S' to voi ,he tu rillatto cu zuccaro cunzato e na hoccia, mica assai, i marsala prufumata. N'ovo oi e n'ato crai ra li Parme fino a Pasca t' n' caccia pi ‘nda frasca. T' ssilleva na parmata sette iurni si già n'ato. Na surpresa paisana na crescenza a s'ttimana.
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PROTEZIONE CIVILE GRUPPO LUCANO SEDE DI CASTELSARACENO IN ABRUZZO (Continua da pagina 1)
Protezione Civile. Il Coordinamento Regionale di Viggiano ha sollecitato tutte le sedi della regione per preparare le squadre di soccorso. La chiamata è arrivata anche a Castelsaraceno, che in modo immediato ha dato la disponibilità di un solo volontario, De Lorenzo Giuseppe. Nelle settimane successive è iniziato l’alternarsi delle colonne mobili con numerosi volontari che hanno offerto il loro aiuto, con disponibilità assoluta per compiere ogni mansione loro assegnata, indipendentemente dall’attività che ognuno di loro svolge nella vita quotidiana. Il 27 aprile 2009, alle ore 23:00, dal Coordinamento Regionale della Protezione Civile Gruppo Lucano di Viggiano è partita per il Campo Ex Italtel 1L’Aquila Ovest la terza colonna mobile composta da 48 volontari, tra i quali anche quattro della nostra sede: Giovanni Giovinazzo, M.Tiziana Iacovino, Rosangela De Lorenzo, Angela Lauria. Il campo ospita all’incirca 600 persone, è interamente gestito dal Gruppo Lucano, ogni volontario svolge un compito preciso. Il gruppo di Castelsaraceno si é cimentato tra la squadra di logistica pesante ed il servizio mensa. Arrivati sul posto, ci siamo trovati di fronte ad una realtà a dir poco “surreale”, ma è cruda realtà. La gente vive nelle tendopoli, magari è “costretta” a dividere la stessa tenda con persone che
non conosce. Dai loro occhi traspare la paura, la disperazione, l’angoscia di aver visto andare in frantumi i sacrifici di una vita. Per tutte queste persone le tute gialle dei volontari sono come luce viva, luce di speranza, quella speranza che gli Aquilani non hanno perso e non perderanno, infatti sui muri di qualche palazzo squarciato dal sisma si legge questo: “6 aprile 2009 ore 03:32 L’Aquila barcolla ma non molla!”. Nel campo si assiste all’altalena delle emozioni: dalla tensione si passa all’allegria, dalle lacrime ad un sorriso. Tutto dipende da come inizia la giornata e dal colore del cielo: se piove, i volti sono cupi; se invece i raggi del sole accarezzano i loro visi, si accenna anche qualche sorriso. In questo caso c’è da ricordare una frase di San Francesco d’Assisi che diceva: “Un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre!”. Il rapporto che si instaura tra il singolo volontario e la gente del posto è particolare, è forte. Passando tra le tende, molti si avvicinano per dirti ”Grazie, sei un angelo!”, per non parlare del momento della partenza, tutti a dirti “Vai via?”, “Tornate presto!”, o ancora “Non abbiamo più niente, l’unica cosa certa è che la no-
stra vera forza siete voi”. I bambini, poi, che dire di loro: si attaccano ai pantaloni della tuta e ti stringono e piangendo supplicano “Non è giusto che anche tu vai via, voglio venire con te!”. Durante il giorno, la tua presenza vuol dire tanto per loro; basta una qualunque parola pronunciata allegramente che il sorriso accenna a venir fuori. Il “Grazie!” di tutta quella gente, è la parola più importante, piena di emozione e sentimento della settimana trascorsa lì; per ogni volontario è un dono, è il regalo più bello di questa grandiosa esperienza. Gli Abruzzesi hanno ringraziato noi in continuazione, ma ora siamo noi a dire loro “Grazie, aquilani di quello che ci avete dato con il racconto di quei terribili secondi e della vita vissuta nel campo con voi. Grazie di cuore da tutti noi!” Abbiamo ricevuto tanto da questa esperienza: abbiamo capito che nella vita non serve a niente avere tanto e troppo, se poi in una decina di secondi tutto viene giù. Lauria A., Iacovino M.T., Giovinazzo G., De Lorenzo R.
ANCHE A CASTELSARACENO NASCE L’ASSESSORATO DEI RAGAZZI Per la prima volta a Castelsaraceno, nella scuola secondaria di 1° grado, si sono svolte le elezioni per l’Assessorato dei ragazzi. Le votazioni sono avvenute nel mese di novembre scorso, alla presenza del Sindaco, dott. Domenico Muscolino, e dell’assessore Anna Maria Cirigliano. Io sono stato eletto assessore. Questo è un progetto curato della Coop.Apice del Lagonegrese a cui hanno aderito sette comuni (Castelsaraceno, Castelluccio Inferiore, Lagonegro, Maratea, Trecchina e Viggianello). Lo scopo è di dare voce ai ragazzi nella vita sociale del proprio paese. Il 19 febbraio si è tenuta a Viggianello la presentazione dei progetti di ogni assessore, alla presenza del Presidente provinciale, dott. Sabino Altobello. E’ stata una bella esperienza che spero di ripetere ancora. Federico Lardo DIRETTORE RESPONSABILE: SALVATORE LOVOI LA REDAZIONE: V. CICCHELLI, T. ARMENTI, C. DE MARE, M. TEMPONE, C. LARDO, R. GIOVINAZZO, G. LARDO DISTRIBUZIONE A CURA DI G. CANDIA GLI ARTICOLI RISPECCHIANO LE IDEE DEGLI AUTORI CHE NE ASSUMONO LA RESPONSABILITÀ
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QUANDO SI MUORE, SI MUORE SOLI?
S
crivo, cari lettori, almeno questa volta, con una certa riluttanza, e mentre lo faccio, al lume di una mortale tristezza, in questa lunga e fredda notte marzaiola - casteddana, che sembra non voler mai giungere al termine; ancora fresca e vivida rimbalza tra le pareti dei miei ricordi recenti la tua figura, cara amica “Diversa ”. Sì, proprio così; questo il tuo nuovo nome di Battesimo: Diversa! Perché così ha stabilito per te l’“arrogante megalomane” che c’è in me. Faccio questa riflessione di partenza, perché se c'è un momento di solitudine assai dura nella storia delle persone, di ogni persona, normale o no … questo è senz'altro quello della morte. È così dura questa solitudine che persino quelli che non si rendono conto di essere in punto di morte la sentono e provano la necessità che qualcuno, quando sono fortunati, stia loro vicino. Il fatto è che la solitudine della vita prima, e poi della morte, dev'essere durissima, difficile da addolcire. Ebbene, come cristiani noi sappiamo che il buon Dio c’è e non lascia mai solo (queste miserie le lascia in nostro potere) chi muore. La Parola annunciata dalla Bibbia non elimina le situazioni dure della vita, ma le legge in modo nuovo e ci aiuta ad affrontarle il meglio possibile. È evidente, quindi: se Dio non lascia sola la persona che muore, ancor meno sola la lascia in quella vita che noi, con estrema facilità stigmatizziamo come infelice e grama. Quanto ho l’ardire di affermare con risolutezza, mi sostiene nel ricordo della morte della nostra cara compaesana Diversa. Il suo ridotto ambiente familiare. il suo stesso carattere non disponibile alle relazioni, hanno accentuato la sua solitudine, hanno convinto ognuno di noi circa la sua “diversità”. La nostra cultura in genere rifugge dal parlare di vita, quando – diciamo – non vale la pena essa sia vissuta; perché ha la certezza e la presunzione dei primi della classe che in essa non ci sia nulla di positivo. E mette quindi un grosso, pesante macigno sui deboli, su coloro che non contano, sui diversamente abili. Il buon senso, quando c’è …, Gesù stesso ci esorta a togliere queste pietre. E benché ci
sembri del tutto impossibile, ci stimola a scorgere piccoli germogli di vita persino in questi luoghi che appaiono inospitali per il futuro. Se noi sapessimo valorizzare la dura realtà del nostro vivere, qui a Castelsaraceno e non altrove, con una visione profonda e credente, perché no, potremmo forse non mettere pesanti massi sulle nostre stesse debolezze, o peggio, sui limiti fisici o psichici altrui. La fede cristiana, quando è solida, non pretende miracoli clamorosi, pur desiderandoli. Essi dimostrano che si può oltrepassare l'oscura debolezza del limite umano che c’è in ognuno di noi e svelare il germe di vita che Dio stesso ha seminato. Questo, credetemi, per noi di Castelsaraceno sarebbe un enorme miracolo! Mi auguro di tutto cuore che ognuno di noi possa goderlo pienamente. La tua dipartita, cara amica Diversa, per me, per chiunque, può trasformarsi davvero in un’occasione buona per riflettere. Parlandoci con sincerità, dobbiamo riconoscere che, forse, Diversa non ha avuto fortuna nella sua vita; forse noi stessi non l’abbiamo compresa. A volte … infatti emarginiamo quelli che non hanno grandi doti, ai nostri occhi appaiono diversi, strani, pazzi!!! Ebbene, credo che in queste vite modeste più che in altre, ci siano indubitabili valori che possiamo toccare con mano nei loro gesti semplici e nella loro silenziosa umiltà. Come credenti, immediatamente e come esseri solidali, togliamo le pietre dalle nostre incomprensioni o dalle nostre indifferenze e valorizziamo, finalmente, questi segni di vita. Impegniamoci sinceramente a evitare il più possibile di mettere lapidi sulla vita dei deboli e sforziamoci di scorgere nella debolezza i reali valori celati nel profondo. Questo è un miracolo grandioso, di cui mai ci stancheremo di rendere grazie. In tal modo, forse, ribalteremo un passaggio in una canzone del mitico Fabrizio De Andrè: “Quando
si muore, si muore soli”. perché se questo è vero, vale solo per pochi, quelli cioè, che condanniamo, noi cristiani, irrimediabilmente e senza appello ad un definitivo e sadico ostracismo! Alzo il capo dal foglio e intanto s’illumina il mio studio; è già mattino. Una luce, che non è un raggio di sole, penetra tra le pieghe di tutto il mio essere e mi richiama ad un quotidiano più triste, perché orfano di te, ben presto dimenticata, amica mia Diversa. E a te affido questo mio scritto e la poesia che segue, pensata e rivolta a tutti coloro i quali soffrono o sono costretti a vivere nella …
Solitudine La solitudine ti fa udire un silenzio mai vissuto prima, ti fa conoscere l’infinito abisso del nulla che c’è in te mentre, ancora vivo ti divora. La solitudine ti ingigantisce di notte. ti toglie la voglia di vivere, di lottare. Attutisce i suoni nell’aria che sono di tutti, rendendoli ovattati. Se non reagisci si fanno grandi, e più minacciose le ombre; perdi le cose del passato e vedi buio nel futuro che non è più tuo. Non ricordi, non vuoi più ricordare; né essere ricordato. E allora, pian piano, reclini il capo sullo smorto petto e ti addormenti, dolcemente, d’improvviso, in un tetro sonno che non ammette più ritorno! Poi, un bel giorno ti trovano così, esanime e loro, bigotti e ipocriti, si chiedono il perché il percome. Ma non sapranno, né conosceranno mai la tua ferale SOLITUDINE caro amico mio, me stesso …
Don Paolo Pataro
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RIPRESA UN’ANTICA TRADIZIONE PER LA PROCESSIONE DEL VENERDI’ SANTO I bambini del catechismo impegnati nella rappresentazione dei misteri dolorosi. per la processione del Roma, (alla “Croce” come Q uest’anno, Venerdì Santo, si è ripresa una diciamo noi castellani), antica tradizione che gli ultracinquantenni, di buona memoria, ricorderanno, forse, con nostalgia. Le ragazze si vestivano di nero (indossavano il grembiule della scuola che all’epoca era di raso) con in testa una corona fatta di erba detta “sparagina” ed accompagnavano la Madonna Addolorata, mentre i ragazzi seguivano Gesù Morto, mostrando gli attrezzi della flagellazione: chiodi, martello, funi. Partendo da questo rito, su idea e guida del nostro parroco, abbiamo inserito nelle attività catechistiche della Quaresima una riflessione più approfondita dei misteri dolorosi, per preparare i ragazzi alla loro rappresentazione durante la processione del Venerdì Santo. Per la prima volta, l’incontro tra Gesù Morto e l’Addolorata è avvenuto al Calvario in via
luogo più adatto e più suggestivo per questa religiosa manifestazione. E’ stata, questa, anche l’occasione per rivalutare e pitturare la Croce, che un tempo era un punto di riferimento per i giovani. Durante il percorso CalI ragazzi sono stati bravi, composti e seri, hanno messo da parte la loro super- vivacità e si sono calati ognuno nella propria parte, consapevoli e sensibili verso quanto andavano a rappresentare, e questo non può che rallegrarci. Ringraziamo per la collaborazione i genitori, che hanno seguito e incoraggiato i loro figli, il gruppo delle signore LL.S.UU., che con grande abilità hanno creato i costumi in breve tempo, il Punto Ludico, che ha finanziato la spesa per l’acquisto del materiale, la sig.ra Iacovino Anna, che ci ha procurato l’erba per la realizzazione delle coroncine e, naturalmente, don Paolo che ci ha seguito in questa attività, a cui hanno collaborato tutte le altre catechiste.
vario - Chiesa Madre, i bambini di scuola elementare hanno rappresentato i primi quattro misteri dolorosi ed i ragazzi di prima e seconda media hanno raffiguratola crocifissione e morte in Chiesa Madre, con la lettura di riflessioni Carla Lardo e Rosangela Giovinazzo preparate dal parroco.
I.G. Dance Machine a Castelsaraceno si balla! Il corso di ballo è incominciato agli inizi di ottobre con un discreto numero di iscritti. Siamo quasi in trenta e ci diamo appuntamento due volte a settimana presso l’ex asilo. Il nostro insegnante è un ragazzo di 22 anni, Cristian Cosenza, appassionato di ballo che si diletta in svariati stili e con un ottimo metodo di insegnamento segue tre diversi gruppi: le ragazze, “ le signore” e le bambine. Queste ultime il 25 aprile, presso il Palazzetto dello Sport di Melfi, hanno esordito in una gara di ballo a livello regionale, portando a casa un bellissimo secondo posto. In un’immensa distesa di abiti colorati e luminosi sono riuscite ad incantare la giuria esibendosi in ballo latino americano, sconfiggendo la grande emozione con un’esecuzione ad alti livelli. Ogni bambina è tornata a casa felice con la sua coppa. Alla fine di maggio è prevista un’altra gara, questa volta a Potenza. L’augurio è di portare a casa un primo posto con l’entusiasmo, l’energia e la vitalità che le ha contraddistinte sin dal principio. Anita D’Elia
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LO STALKING: Punite le molestie insistenti
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talking: è questo il termine inglese (che deriva dal verbo to stalk: proprio della caccia, in quanto significa appostarsi, avvicinarsi alla preda di nascosto), con il quale si indicano tutti quei comportamenti persecutori e molesti nei confronti di un’altra persona, duraturi nel tempo, che generano nella ultima ansia e paura soprattutto per la propria incolumità. Messaggi sul telefonino, chiamate frequenti indesiderate, il tutto accompagnato da appostamenti, pedinamenti e intrusioni nella vita privata dell’altra persona per arrivare, nei casi più gravi, anche alle percosse e alla violenza fisica: sono questi i comportamenti morbosi che caratterizzano le persecuzioni e che dal 2002 al 2007 hanno coinvolto il 20 per cento degli Italiani (fonte del Corriere della Sera, 16 gennaio 2008). Se fino a qualche anno fa questi problemi erano piuttosto limitati, le nuove tecnologie e i nuovi stili di vita hanno contribuito ad accrescere questo fenomeno all’interno della nostra società. Le molestie possono essere subite da chiunque e lo stalker (ossia il molestatore) può essere un conoscente, un collega, un estraneo: le statistiche ci informano che la vittima è quasi sempre donna e nel 70% dei casi il molestatore è uomo (fonte: Il Giornale, 12 marzo 2007), spesso legato alla vittima da un ex amore, sia esso un fidanzamento, una convivenza o un matrimonio. In questi casi il persecutore prova odio e risentimento verso la vittima cui attribuisce tutta la colpa
A Rosa, ‘a reggina ‘i li gatti Li capiddi ‘ndacchi ‘ndacchi a mezzo taglio. ‘A vesta scampanata a mezza gamma. ‘A camicetta a fandasia a mezzo busto.
della fine della relazione. Tenta così di controllare la sua vita cercando di rovinarla con minacce, appostamenti, aggressioni sia a livello fisico che psichico. La vittima, nella maggior parte dei casi, di fronte a tutti questi atteggiamenti, non ne parla e non si confida, per paura o per vergogna. Spera solo che finisca al più presto. Ma in questo modo non migliora di certo la situazione. A volte, può accadere che lo stalker, venendo a conoscenza dello stato d’animo procurato alla vittima, termini il suo atto persecutorio. Spesso, però, ciò non accade e la vittima risente sempre più di questa intrusione “pericolosa” nella sua vita. Una “sottocategoria” di questo caso, da considerare in modo particolare, sono i giovani. Infatti, per quanto possa sembrare improbabile accostare un problema così serio a dei ragazzi, il fenomeno è in costante aumento anche tra di loro tanto che nel 55% dei casi il molestatore ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni (fonte: Il Giornale, 12 marzo 2007). L’età dei soggetti fa intendere, da un punto di vista psicologico, una personalità debole o non ancora ben formata e che, per la paura di essere abbandonata, magari come ripetizione di esperienze infantili precoci di separazioni avvenute, si lega ossessivamente a qualcuno. Lo stalker quindi,
come afferma il Professor Curci (psicologo del centro antipedinamento di Roma), sviluppa disturbi relazionali legati ad eventi traumatici e che manifestano un gran bisogno di affetto. Si sottolinea, quindi, la possibile esistenza e persistenza nello stalker di un modello di attaccamento insicuro, per cui il soggetto non può fare a meno dell'altra persona, la quale diventa funzionale per la propria esistenza. Il governo dichiara, dunque, guerra allo stalking. Il consiglio dei ministri ha infatti approvato non molto tempo fa un disegno di legge “snello” (6 articoli), che introduce il nuovo reato di “atti persecutori” o “molestie insistenti”, lo stalking appunto; per il quale si prevede una pena da 1 a 4 anni di reclusione, aumentati se il fatto è commesso da un partner, o da un ex compagno. Il provvedimento porta la firma dei ministri della giustizia e delle pari opportunità. Tutto ciò ha reso nota una problematica che si muove da anni tra le vite di molti cittadini italiani. Sono nate, inoltre, numerose associazioni in grado di fornire dettagliate informazioni sullo stalking e sulla prevenzione o denuncia di tale fenomeno, altra piaga della nostra civiltà. Dea Cascini
ra Temba a chiazza cu ‘nu bello passo longo. ‘A bursetta rossa era a cumbagna tua. Nun ti lassava mai. E to ‘a tinivi stretta stretta cume a ‘na cosa cara cara.
cittu cittu parlavi cu Gisù Cristu, ca Maronna e li Sandi.
E ‘nu surriso, mica mezzo, ma larigo, larigo, pa’ gende ca scundravi p’ la via.
‘Nnanzi casa li gatti ti faciino festa, picché arrivava ‘a riggina loro. E to l’accarizzavi, li cuvirnavi, li ricivi li pinseri toi.
Quante iute e binute
‘Nda Chiesa, ‘u sicondo banco,
E loro nun si so’ scurdati ‘i te. ‘Nda l’ora ra partenza t’anu mannatu l’angeli ca t’anu ‘nghianato ‘n gelo E ‘u Patraterno t’ha pigliato ‘mbrazza e ‘nda vurecchia t’ha dittu tutto quiddo ca l’ati nun t’hano ritto mai: “Rosetta mia, ti voglio bene assai!”. Teresa Armenti
Mensile d’informazione Castelsaraceno - Apr./Mag. 2009 N. 45
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HEIAN KARATE-DO L'Heian Karate-Do di Castelsaraceno fa l'esordio in campo nazionale: nel Marzo del 2009 il sogno diventa realtà. Enza Gresia, dell'A.S.D. Heian Karate-Do di Castelsaraceno, conquista la possibilità di partecipare ai campionati italiani di Kata Cat. ES B Femminile. Si è aggiudicata il secondo posto alla fase regionale per la qualificazione ai campionati italiani tenutasi a Matera. Una vittoria che si tinge di rosa e che ha visto la piccola atleta impegnata nella specialità Kata individuale, aggiudicandosi anche la cintura nera 1° DAN. Ottimo quinto posto anche per il secondo atleta dell'ASD, Antonio Ciminelli, che ha gareggiato con un' ottima performance contro avversari di alto livello, nella categoria Juniores. Il 14/15 Marzo 2009 si è svolta la fase nazionale a Catania nella quale la piccola atleta Enza Gresia è riuscita a conquistare un ottimo 11° Posto. Tanta la soddisfazione del dirigente tecnico Vincenzo De Mare che ha commentato: “La prestazione degli atleti ha confermato la buona preparazione e l'ottima forma complessiva finora espressa nelle gare. La
possibilità conquistata da Enza Gresia testimonia l'opportunità, con adeguati allenamenti e impegno, di ottenere risultati sportivi tangibili.” L'A.S.D. Heian Karate-Do di Castelsaraceno sale sul podio ad Isernia:d opo la partecipazione ai campionati italiani l'A.S.D. Heian KarateDo di Castelsaraceno sale sul podio di Isernia. I giovani karateka portano a casa due medaglie d' argento alla 10° COPPA ITALIA ACSI, quinto memorial “Marcello Canonico” al Palasport di Miranda. A salire il Podio Enza Gresia di San Chirico Raparo e Antonio Russo di San Martino d'Agri. Una vittoria che ha soddisfatto i ragazzi e il dirigente Tecnico, Vincenzo De Mare, data la partecipazione di oltre 750 atleti alla gara, tra cui anche gruppi di prestigio, quali le fiamme oro della Polizia di Stato. Il campione del mondo di Kumite categoria Juniores, Ciro Massa, e altri atleti di portata internazionale.”Un ottimo risultato”, ha commentato il D.T. Vincenzo De Mare, congratulandosi con i propri atleti per aver dimostrato il proprio valore mediante un'ottima performance. “Ci auguriamo di poter continuare sulla strada intrapresa.” Aprile 2009 Matera (Palasassi): “Ottimo bottino di medaglie per l'A.S.D.
Heian Karate-Do di Castelsaraceno” Si è tenuta presso il Palasassi di Matera la gara “Gioco Sport” che ha visto protagonista tanti piccoli Atleti dell'A.S.D i quali Saverio Candela e Andrea D'orsi di Castelsaraceno, Antonio Cocchiarale di San Chirico Raparo, Antonio e Mirko Russo di San Martino d'Agri. Ad imporsi i fratelli Russo di San Martino che hanno solcato il gradino più alto del podio. Ma non sono stati gli unici a farsi riconoscere in gara, nella categoria fanciulli Antonio Cocchiarale di San Chirico Raparo si aggiudica il secondo posto e a seguire Saverio Candela di Castelsaraceno la medaglia di bronzo. Una bella sorpresa anche dall'atleta più giovane dell'associazione, la giovanissima Andrea D'orsi che coi suoi appena 5 anni, nella categoria bambini, sale sul podio, regalando una nuova soddisfazione al gruppo. Carmela Iannella
Elezioni europee del 2009 Nel 2009, le elezioni per il Parlamento europeo si terranno tra il 4 giugno e il 7 giugno nei 27 stati dell'Unione europea; 500 milioni di cittadini europei saranno rappresentati da 736 membri del Parlamento europeo con il sistema proporzionale, superando le elezioni del 2004 che furono le più grandi elezioni trans-nazionali della storia. In Italia il 6 e 7 giugno si terrà contemporaneamente alle europee anche la tornata ordinaria delle elezioni amministrative. Ecco, in pillole, il sistema elettorale con il quale si voterà e che servirà ad eleggere il gruppo dei 72 europarlamentari della delegazione italiana a Strasburgo. PROPORZIONALE PURO - Il riparto dei seggi avviene con il metodo proporzionale in base alla cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei quozienti interi e dei resti più elevati. SBARRAMENTO - Hanno diritto ad accedere alla ripartizione dei seggi solo le liste che abbiano conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi. CINQUE CIRCOSCRIZIONI - Il territorio italiano viene suddiviso in cinque circoscrizioni nelle quali votano i cittadini. La prima, ‘Italia nord-occidentale’ comprende Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria e Lombardia. La seconda, ‘Italia nord-orientale’ è composta da Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Terza circoscrizione, quella dell”Italia centrale: Lazio, Umbria, Marche e Toscana. L”Italia meridionale: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. E, infine, l”Italia insulare composta da Sardegna e Sicilia. PREFERENZE - Restano le preferenze, nonostante, nella prima ipotesi di riforma il centrodestra avesse tentato di cercare un accordo per l’introduzione delle liste bloccate come per le politiche. L’elettore può esprimere, dunque, non più di tre preferenze nella prima circoscrizione, non più di due nella seconda, terza e quarta e una nella quinta. ELEGGIBILITA’ - Per essere eletti bisogna aver compiuto almeno 25 anni. RIMBORSO ELETTORALE - Ha diritto al rimborso elettorale solo chi ha almeno un eletto e, dunque, chi ha superato lo sbarramento del 4%.
Redazione Informa
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LAUREE: TRIS DI 110 Presso l’Università la Sapienza di Roma, alla II Facoltà di Medicina e Chirurgia, ha conseguito la laurea Antonella Ponzio, con una votazione di 110/110 e lode. Titolo della tesi: “L’utilità della pro calcitonina nell’approccio diagnostico e terapeutico al paziente con sepsi in medicina d’urgenza”. Relatore il Prof. Salvatore Di Somma. Presso l’Università di Bologna, alla Facoltà di Scienze MM.FF.NN. “Alma Mater Studiorum”, ha conseguito la laurea in AstroFisica e Cosmologia Carmela Lardo, con una votazione di 110/110 e lode. Titolo della tesi “Definition of strategies and procedures for ground based data reductions and gaia’s absowte fwx calibration”. Relatore il prof. Francesco R. Ferraro. Presso l’Università di Potenza si è laureata in Scienze Forestali Maria Rosano, con una votazione di 110/110. La tesi, che riguarda Le SISTEMAZIONI IDRAULICHE E la CONSERVAZIONE DEL SUOLO, ha il seguente titolo:”Modellistica idraulica a scala di versante determinazione dei parametri equivalenti in mezzi porosi strutturati mediante configurazioni bimodali di modelli fisico empirici per la stima delle proprietà idrauliche”. Alle neolaureate ed alle loro famiglie vive congratulazioni dalla Redazione. Ad maiora semper! Classifica Finale Campionato di II Categoria Girone C N
P
Punti
Fortitudo Moliterno
Squadra
26 18 4
G
V
4
58
Real Grumento
26 17 5
4
56
Or. Lentini Maratea
26
5
55
Castelsaraceno
26 15 1 10
46
Sporting Chiaromonte
26
10 6 10
36
Nemus
26
10 6 10
36
Fratelli Cafaro
26
10 5 11
35
Sanseverinese
26
10 3 13
33
Castelluccio
26
10 2 14
32
Real Agromonte
26
8
6 12
30
San Martino D'Agri
26
8
6 12
30
Sarconi
26
7
4 15
25
17 4
Trecchina
26
5
6 15
21
V.R. Episcopia
26
4
8 14
20
Il nostro Parroco, don Paolo Pataro, tiene la sua catechesi settimanale ogni venerdì, dalle 12,10 alle 12,30, presso la Basilicata Radio La Regione Basilicata ha indetto n. 15 concorsi pubblici per titoli ed esami per la copertura di n. 78 posti per vari profili, a tempo pieno ed indeterminato, nel ruolo della Giunta Regionale di Basilicata. Il testo integrale dei bandi è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n. 17 del 10 aprile 2009, sul sito istituzionale della Regione Basilicata e sul portale www.csselezioni.it.
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L'UDC LUCANO SI DIVIDE E NASCE L'UD BASILICATA Carmela Iannella Candidata alla Provincia di Potenza Nell’ Aprile 2009, insieme a tanti altri Dirigenti Provinciali e Regionali, mi sono dimessa da tutti gli incarichi e dall’Udc, perché non condivido più la sua linea ambigua; ho aderito al nuovo movimento politico, l’UD, capeggiato dal prof. Vincenzo Giuliano, già sindaco di Satriano, Presidente Regionale dell’ANCI BASILICATA e Consigliere Provinciale. Un movimento, l’UD, di ispirazione cattolica, che si pone un preciso e determinato obiettivo: essere DISTINTI e DISTANTI dalle politiche finora attuate dal centro sinistra. La nuova formazione guarda positivamente, invece, a quelle forze con le quali in tutti questi anni si é combattuto insieme contro questo sistema malato, che da decenni rappresenta il
cancro della nostra Regione. Essendo una donna libera, non legata a nessun tipo di potere, ma solo ai miei principi e ai miei ideali, i quali si rispecchiano in un partito democratico cristiano, mi sono dimessa, mio malgrado, da un partito il quale, anche se dà tanto valore al principio della democrazia, in Basilicata non rispetta la dignità delle persone e, di conseguenza, le regole democratiche. Un partito che alle scorse politiche è stato protagonista di una battaglia di ideali, ma oggi, per convenienza, vuole correre da solo, per soddisfare le esigenze e salvaguardare gli interessi di poche persone. Non è accettabile e proponibile una battaglia di ideali solo in Basilicata. Una battaglia di ideali si conduce da Milano a Paler-
mo, non solo dove fa comodo. Correndo da soli in Basilicata, dove è stato sempre un alleato storico del centro destra, senza il coinvolgimento e il consenso della base, senza dichiarare prima del voto dove si indirizzeranno i consensi in caso di ballottaggio, l’Udc evidenzia con chiarezza che lo scopo della sua classe dirigente locale è quello di posizionarsi ed autotutelarsi. Indebolendo oggi volutamente il centro destra, si comprende chiaramente quali siano domani le intenzioni di alleanza per le prossime regionali. Solo chi sa da dove viene, cosa è e cosa è stato può chiedere responsabilmente agli elettori di seguirlo. Carmela Iannella
CASTELLANI A TORINO Castelsaraceno, con una nutrita rappresentanza di suoi ex cittadini, partecipa alle attività produttive del Piemonte ed, in particolare, del capoluogo Torino, città miraggio di sistemazione di numerosissimi emigranti provenienti dal sud Italia e da ogni dove, come testimoniano le diverse etnie che confliggono e si integrano a fatica nel tessuto connettivo della città dell'automobile. Noi castellani, grazie alle doti di intraprendenza, di parsimonia, di dedizione, di tolleranza, componenti genetiche naturali, alimentate anche da una formazione culturale volta al dialogo, al confronto, al rispetto delle regole convenzionali: ambiziosi, volitivi, risparmiosi, tendiamo a lasciare tracce visibili sui nostri percorsi sì che mi viene da sottolineare che tutti o quasi i nostri ex compaesani hanno realizzato gli obiettivi minimi: il possesso di un alloggio di proprietà per sé e spesso anche per i figli. Tutti o quasi tutti sono integrati al meglio nella città, vivono il ritmo frenetico della metropoli, senza farsi sopraffare, attingono alle risorse economiche, culturali, politiche, sociali, con oculatezza e con misura; nessuno si è esposto ad atti contrari alla legge, alla morale, al buon costume. La nostra comunità vive silente ma progredisce in maniera esponenziale. I figli dei Castellani di prima generazione sono quasi tutti laureati ed occupano ruoli importanti, a diversi livelli di responsabilità,
nella struttura organizzativa ed operativa della città. Tra tutti, però, è vivo il ricordo del paesello natio; molti riservano una quota delle loro ferie per trascorrerle durante l'estate insieme ai propri congiunti lasciati giù con sofferenza a presidio delle tradizioni locali dei nostri aviti territori. Esistono a Torino diverse associazioni di Lucani, il bisogno di incontrarsi tra conterranei è forte: parlare la propria lingua, ( i dialetti lucani sono simili tra di loro) è un'occasione per rinnovare il ricordo degli spazi agiti, dei luoghi rappresentativi, delle feste patronali, delle sagre paesane, dei paesaggi, delle strade, dei prodotti tipici della cucina, dei salami, dei formaggi, degli ortaggi e di tutto ciò che inerisce gli odori e i sapori della nostra terra. Con approssimazione provo a fornire l'elenco dei Castellani trasferiti anagraficamente e definitivamente a Torino scusandomi per eventuali omissioni ed errori: Armenti Consiglia; Cascini Valerio; Cicchelli Adelaide; Cicchelli Antonello; Cirigliano Angela; Cirigliano Carmela; Cirigliano Egle; Cirigliano Rosario; Cirigliano Vito; Corrado Rosa; De Lorenzo Antonio; De Lorenzo Teresa; De Mare Maria; De Stefano Angelo; De Stefano Nicola; D'Orsi Antonietta; D'Orsi Rosa; Filippo Antonio; Fulco Angelica; Fulco Antonio; Fuco Concetta; Fulco Maria; Fulco Mariarosa; Iacovino Carmela; Latronico Antonietta; La-
tronico Antonio; Latronico Rocco; Lauletta Anna Maria; Lauria Egidio; Megale Luigia; Miraglia Maria; Ponzio Rocco, Pugliese Isabella. Ho sottolineato ampiamente l'affermazione personale dei nostri compaesani, trascurando volutamente, i passaggi dallo Status iniziale a quello attuale, ma come insegna l'immenso Comenio “natura non facit saltus”. La gradualità dell'inserimento, le spinte e le sollecitazioni ad uniformarsi allo stile piemontese inconfondibile, hanno sortito l'effetto sperato. “Deus caritas est”, la fede nel credere nei propri mezzi sostenuta dalla tenacia e dall' amore, dalla disponibilità ad incontrarsi con l'altro, costituiscono il dono più grande e la risposta più convincente della giustezza di affidarsi al buon DIO, “Colui che tutto move” che illumina e governa il cammino della nostra vita mediante le sue Grazie. Prof. Vincenzo Cicchelli
Storia
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LA BASILICATA ORFANA DEI SUOI “STORICI” Dagli specialisti della Deputazione di Storia Patria all’eclettico di storia locale Raffaele Giura Longo di Matera Fino agli anni 60/70 si conosceva poco del passato della Basilicata; nei manuali scolastici erano riportate poche notizie di carattere generale. La laboriosa attività investigativa di grandi uomini come i l p ro f. D i no A da me st ea nu nell’archeologia e il prof. Giovanni Bronzini nell’antropologia hanno dato un volto nuovo ed interessante alla nostra regione. Tra gli storici, oltre a Tommaso Pedio, scomparso nel 2000, si staglia la figura del prof. Raffaele Giura Longo, di Matera, Presidente della Deputazione di Storia Patria. Egli ha dato un notevole contributo allo sviluppo economico e sociale della Lucania, sia come uomo politico, sia come intellettuale. Lo conoscemmo nell’agosto del 1996 a Viggianello, in occasione di un convegno sull’area del Mercure, organizzato dall’Associazione per la Storia Sociale del Mezzogiorno e dell’Area Mediterranea. Allora ci colpì la sua chiarezza espositiva unita alla sua conoscenza approfondita del territorio ed al suo rigore logico. Anche Castelsaraceno ha avuto la fortuna di averlo come relatore nel gennaio 2007, quando è stato presentato il libro del dottor Antonio Capano “Castelsaraceno, note storiche”. Nella sua introduzione ha parlato di Castelsaraceno come uno dei siti “magici” della Basilicata. Definito da Giuseppe Riccardi “Signore per nascita, gentiluomo nel cuore, lucido ed attento osservatore della sua terra”, il professore Giura Longo è venuto a mancare il 16 marzo all’età di 74 anni. Molteplici sono stati i cordogli dal mondo politico e culturale. Il Direttivo della Deputazione di Storia Patria, a firma del professore Antonio Lerra, ha emanato il seguente Comunicato Stampa: “Viene meno, con il prof. Raffaele Giura Longo, Presidente della Deputazione di Storia Patria per la Lucania dal 2001, una presenza altamente qualificata e rigorosa nel mondo scientifico-
culturale lucano, al quale egli ha dato apporti significativi e innovativi, di merito e di metodo. La sua Presidenza della Deputazione, sempre connotata da solida cultura di servizio, istituzionale e sociale, ha di molto concorso all’ulteriore sviluppo dell’attività istituzionale, dal piano scientifico-culturale a quello pubblicistico. Tra gli elementi più fortemente caratterizzanti tale proficua fase è stata l’insistita attenzione per i giovani ricercatori, che oggi costituiscono una delle risorse più significative per le finalità della Deputazione, che avrà certamente nell’esempio e nell’apporto del prof. Raffaele Giura Longo un solido e duraturo punto di ancoraggio”. Alla comunità di Castelsaraceno ha lasciato questo messaggio: “Tra Agri e Sinni è oggi in corso un vivace sforzo di trasformazione e di rilancio; ed in questo quadro, Castelsaraceno ha qualche buona carta da far valere a pieno titolo, sia sul piano della difesa del patrimonio storico e naturale, che è appunto di grande ed irripetibile fascino, sia sul piano delle nuove opportunità, tutte da incanalare e da “spendere” nella più giusta direzione”. Il suo pensiero costituisce, dunque, uno stimolo al nostro risveglio culturale.
Una piazza a Tommaso Pedio Mentre si è addolorati per Raffaele Giura Longo, Potenza dedica una piazza allo storico Tommaso Pedio, a nove anni dalla scomparsa. Nato nel 1917 nel capoluogo lucano, era stato per 20 anni professore di Storia Moderna all'Università di Bari ed autore di numerosissimi libri, articoli e recensioni. Nel 1972 ottenne il "Premio Basilicata" per la saggistica, per l'opera Storia della Storiografia Lucana; l'anno successivo divenne presidente della Giuria del Premio per la Saggistica. Ricercatore appassionato, ricorreva alle fonti, ai documenti, setacciando gli archivi pubblici e privati e rivalutando storicamente il brigantaggio. Considerò il brigantaggio una rivolta
anarcoide, la risposta selvaggia, priva di regole e di programmi di un popolo stremato da antiche questioni economiche. Si occupò di storiografia medievale, di storiografia moderna e contemporanea e, soprattutto, ebbe il merito di aver risvegliato l’attenzione sulla cultura monastica e dotta del Regno di Napoli, sui guai antichi del Sud. La sua non era mai fredda indagine ma era sempre ravvivata dalla passione dello storico e dall’impegno civile del politico. Dai suoi numerosi testi abbiamo attinto notizie per le nostre ricerche di storia locale. A lui siamo ricorsi due volte per chiarire dubbi sulla nostra mitica “Planula”.
Biagio Ferrari di Rivello Gli storici locali sono come le mosche bianche. Soprattutto nella Basilicata ne esistono pochi e, quando vengono a mancare, ci si sente privati di persone care che hanno impiegato il loro tempo alla scoperta del passato, lavorando negli archivi, tra carte sbiadite e sommerse dalla polvere, per portare alla luce un pezzo di storia. E’ il caso del professore Biagio Ferrari, di Rivello, maestro, poeta dialettale e storico locale, mancato all’affetto dei suoi cari l’8 marzo, all’età di 83 anni. Il professore Ferrari partecipava sempre ai convegni ed alle presentazioni di libri sulla storia. Appunto alla presentazione del testo “Nella magia della fede – La festa del Santo Patrono a Castelsaraceno”, tenutasi nel giugno 1996, avemmo l’opportunità di conoscerlo e di apprezzarne la sua passione, la sua umanità ed il suo spessore culturale. Molti sono i suoi scritti. Tra questi: “Rivello nel suo dialetto”, “Il convento di S. Antonio a Rivello”, “Le ipotesi etimologiche su Rivello e gli altri paesi della valle del Noce”, “La quercia grande”, “Don Domenico Lentini a Rivello”. Alle tre diverse personalità, accomunate dalla passione per il passato, va il nostro “Grazie”. Armenti - Iannella
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