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Con interventi di: Kosma Zlotowski, Sophia In't Veld, Philippe Lamberts, Nico CuĂŠ e Nicolas Bay a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione
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III
Treviso
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
UNA CARRELLATA di personaggi: in alto a sinistra il sindaco galeano di Preganziol, poi Il Canal che non può mai mancare, la sezione di Conegliano con il suo striscione e l’assessore del Comune di Treviso Manera. In basso, sempre da destra, un momento della sfilata per le vie del centro di Milano, il governatore Zaia sul palco della autorità e gli alpini del gruppo vittoriese
LA GRANDE FESTA MILANO Tempo nemico e che ne-
mico! Ma è stato vinto. Gli alpini non hanno paura (come dice una loro canzone) e sabato all’imperversare di pioggia, grandine e vento, su Milano e dintorni, hanno opposto la capacità di organizzazione che li rende unici anche in situazioni molto critiche. Se le tende volavano via, con tavoli e panche, gli alpini le facevano tornare subito al loro posto. E ieri, cessato il fortunale, pronti a sfilare per le vie di Milano. E tra loro le Penne Nere trevigiane arrivate con pullman, auto, treni. Gli ultimi a partire, all’alba di ieri, sono stati Nino Geronazzo, già vicepresidente nazionale Ana e due volte presidente del Comitato organizzatore (Coa) e l’ex sindaco di Conegliano Floriano Zambon, nonché un drappello del Gruppo Treviso Città con Dario Dal Borgo, Maurizio De Biasio e Romeo Bastianon. Andata, sfilata, e ritorno. In treno. Nonostante tanti problemi personali, alla sfilata conclusiva dell’Adunata del centenario non potevano mancare. Un esempio di quella passione che caratterizza tutti gli Alpini come più volte sottolineato dal presidente Luca Zaia, presente alla sfilata.
“Veci”, “boce” e sindaci in parata la Fameja Alpina conquista Milano Le penne nere della Marca ancora protagoniste ` Partecipazione da record nel segno del Prosecco nell’Adunata del Centenario di fondazione dell’Ana e sulle tribune Imelda, vedova del generale Reginato `
ospitato fra gli altri il presidente dell’Ana Sebastiano Favero e due ex: Giuseppe Parazzini, Corrado Perona, che hanno fatto onore al Prosecco. Poi, l’inno ai muli del Reparto Salmerie di Vittorio Veneto, presieduto da Francesco Introvigne, oggi “civile” visto che Iroso, l’ultimo quadrupede “militare” della brigata Cadore, appena morto, era “rappresentato” dal basto su un carrello spinto dal suo proprietario e custode Toni De Luca, con la scritta “Muli e sconci fanno parte della nostra storia”.
LE FANFARE Alla grande, la sezione di Treviso con 4 fanfare (Maser, Montebelluna, Nervesa e Motta) e striscioni con scritte sull’adunata e il poliedrico impegno delle Penne Nere. Col presidente Marco Piovesan (“felice per dell’adunata”), gli ex Raffaele Panno e Ivano Gentili, nonché l’assessore comunale Alessandro Manera, più sindaci di tante amministrazioni locali trevigiane. Ma due elementi riguardanti la sezione sono balzati in particolare evidenza, all’insegna del “rosa”, per così dire. In sfilata, il nuovo
direttore della Fameja Alpina, in gonnella, Sara Zanotto, e in tribuna d’onore la vedova dell’eroe ufficiale medico Enrico Reginato, signora Imelda, con quell’oro splendente appuntato sul bavero del vestito, accompagnata dal figlio Giovanni, applauditissima, quando è passato lo striscione che recava la semplice ma eloquente scritta “Medaglia d’oro Enrico Reginato/ 12 anni di prigionia in Russia”. E nel commento di Stefani, ecco l’esempio di un testimone delle sofferenze dei nostri soldati, nonché di un uomo che aveva messo al primo
posto della sua opera “la sacralità della vita”. Che è poi uno dei valori di cui si fanno interpreti le Penne Nere, con il senso del dovere, la solidarietà, e l’amor di Patria, come dallo stesso Stefani ancora sottolineato in un crescendo di entusiasmo e, a volte, di commozione. Non diversamente poteva andare, perché in ogni adunata nazionale dell’Ana è “veramente la Patria che torna”, e gli alpini (sempre parole di Stefani) «Non hanno paura di restare soli... Noi la morosa ce l’abbiamo: è l’Italia». Giovanni Lugaresi
DALLA MARCA Alpini trevigiani delle sezioni Conegliano, Valdobbiadene, Vittorio Veneto, Treviso: ieri hanno marciato all’ombra della Madunìna, con l’orgoglio della propria identità. Che è stata sottolineata dallo speaker, anche lui di Marca, Nicola Stefani, appassionato narratore di storia, memorie, uomini e muli della “Terra del Grappa, del Piave, del Montello”. Parlando delle Penne Nere coneglianesi, Stefani ha messo in evidenza quello che fu il 3. Reggimento artiglieria da montagna e quello che rappresenta oggi il Coro Ana di Gaiarine, intitolato a Giulio Bedeschi. Non va trascurato, per il Coneglianese, il ventennale dell’Osteria La Vecchia di Lino Chies e Toni Battistella che in piazza Beccaria ha
A POCHE SETTIMANE DALLA MORTE, SFILA IL BASTO DI IROSO E LA SCRITTA “MULI E SCONCI LA NOSTRA STORIA”
SUGGESTIVO Alpini davanti al Duomo di Milano: un’immagine che è diventata l’icona dell’Adunata.
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(FOTO CLAUDIO FURLAN LaPresse)
Il personaggio Chies, da Nikolajewka a “Porta a Porta” (g.lu) Il volontariato degli Alpini sarà protagonista, domani sera, nella trasmissione televisiva di Bruno Vespa “Porta a Porta”. E’ una delle notizie apprese durante la sfilata conclusiva della 92. adunata dell’Ana, quella “del Centenario”. Uno degli interlocutori del popolare giornalista televisivo sarà un alpino “doc” della Marca: Lino Chies, da Ogliano. Non a caso, dal momento che Chies rappresenta, insieme ai fratelli Davide e Sebastiano Favero (attuale presidente dell’Ana) e al loro zio Bortolo Busnardo (bassanese), che “è andato avanti”, una sorta di “icona” del volontariato delle Penne Nere, che ha raggiunto il suo vertice nella realizzazione della Operazione Sorriso nella città di Rossosch, dove durante la campagna di Russia aveva sede il comando del Corpo d’Armata Alpino. L’idea, la progettazione, la realizzazione di un asilo-scuola materna da donare a quella popolazione nel cinquantenario della battaglia di Nikolajewka, per onorare i Caduti, ebbe in questi alpini dei protagonisti indiscussi. Un’impresa fortemente all’insegna della trevigianità, poi, dal momento che i fratelli Favero sono di Possagno, Chies, come detto, di Ogliano, e uno dei capicantiere più operosi ed efficienti, Sante Cietto (“andato avanti”), della sezione di Conegliano. Ma Chies è stato operativo anche in altre storiche azioni di solidarietà: la tragedia del Vajont, che lo vide intervenire in divisa, e il terremoto del Friuli.
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PRIMO PIANO
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 MESSAGGERO DEL LUNEDÌ
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i protagonisti
Canti e bandiere all’ombra del Duomo 1. Gli alpini della sezione di Udine sfilano all’adunata indossando la maglietta del Friuli; 2. Le penne nere della sezione di Pordenone durante il loro passaggio davanti al Duomo di Milano; 3. Presente all’adunata nel capoluogo lombardo anche la sezione di Trieste: 4. La sezione di Udine con lo striscione che omaggia la storia degli alpini
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«L’orgoglio dell’Italia» Sfilano gli alpini a Milano in ottomila dal Friuli Si è conclusa con successo la tre giorni dell’Adunata nel capoluogo lombardo Botta e risposta a distanza fra Trenta e Salvini che aveva indossato il cappello
dall’inviato Enri Lisetto MILANO. Alla fine anche la gente
della città più cool d’Italia si è messa a bordo strada, lungo i 2, 3 chilometri tra porta Venezia, corso Matteotti, via Orefici e Dante sino a largo Cairoli, per applaudire le 80 mila penne nere che hanno sfilato a chiusura della tre giorni di adunata del centenario dell’Ana. È stato un crescendo di curiosità, per milanesi e turisti, tanti anche stranieri, che hanno visto sfilare l’Italia, dal Sud all’Est – applauditissimi gli 8 mila friulani al grido di “Julia! ” – dal Centro all’Ovest, all’ombra del Duomo.
LA BANDIERA DELLA JULIA
Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha reso gli onori alla bandiera di guerra del 5° reggimento alpini (che dipende dalla Julia) scortata da tre compagnie e dalla fanfara di Udine. Poi la sfilata, una storia tra le storie degli uomini che servono o hanno servito lo Stato e han-
no indossato un cappello mai più appeso al chiodo. È stata la festa della più grande associazione d’arma d’Europa, oltre 350 mila iscritti, un viaggio tra testimonianze di umanità, generosità, solidarietà aperto dagli alpini in armi, dagli atleti paralimpici, da quelli residenti all’estero. FRIULANO DAL CANADA
Rappresentanti di Zara, Pola, Istria («anche gli italiani sanno cosa significa essere profughi»), penne nere sparse nel mondo che sono rientrate dal Cile all’Argentina, dal Sudafrica al Belgio. Dal Canada è tornato Gino Vatri, nato a Gorgo Uno degli striscioni della sezione di Pordenone di Latisana il 4 gennaio 1945, che oltreoceano ha fondato la ciso che mi iscriverò e il prossi- IL MINISTRO DELLA DIFESA rivista “Alpini in trasferta”. mo anno sfilerò anche io, socio di Udine est». Pino Schirru è di Il ministro della Difesa ElisabetIL PUBBLICO origini sarde e abita a Bovisio ta Trenta, accompagnata dal Tanti, dunque, si sono assiepa- Masciago, dove dirige il Coro capo di stato maggiore della Diti lungo le transenne. Stefano Cai. «Siamo stati in tour in Friu- fesa generale Enzo Vecciarelli, Nadalutti è alpino, è di Udine li sa? A Spilimbergo, Corde- ha voluto essere presente sin ed è tra quelli. Non sfila: «Non nons, Villa Manin, Lignano. E dall’inizio dell’adunata. Salusono iscritto all’Ana». Freme, siamo rimasti in contatto e oggi tando il pubblico assiepato lunper non essere oltre quel limite, sono qui, ad applaudire gli alpi- go le transenne, un alpino l’ha tanto che ammette: «Ho già de- ni friulani». invitata a indossare il cappello
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La sezione di Vittorio Veneto ha fatto sfilare il basto del mulo Iroso
Il Capo dello Stato invia un messaggio: «La vostra attività è un esempio luminoso»
C’è chi è rientrato dal Canada per poter partecipare alla manifestazione
alpino. «Il cappello – ha risposto – lo mettono solo gli alpini e io non lo sono». Risposta a distanza al collega agli Interni Matteo Salvini che il giorno prima il cappello in testa ce l’aveva, alla Cittadella, cantando una canzone in memoria di una penna nera caduta. «Gli alpini – ha aggiunto Trenta – sono il simbolo dell’Italia che si è riunita, che ha affrontato due guerre, ne è uscita e si è ricomposta. Continuano a essere un simbolo molto importante del nostro Paese».
Trenta e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, c’erano il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, del Veneto Luca Zaia, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Tra i vertici militari il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Salvatore Farina, il comandante delle Truppe alpine, Claudio Berto e il generale Claudio Graziano, presidente del Comitato militare dell’Unione Europea.
IL CAPO DELLO STATO
Sergio Mattarella ha inviato un messaggio in occasione del centenario dell’Ana, «una ricorrenza di cui l’intero Paese va orgoglioso. La testimonianza offerta quotidianamente nell’attività associativa dagli alpini in congedo è per tutta la società esempio luminoso di volontariato e motivo legittimo d’orgoglio». I PRESENTI
Sul palco, oltre al ministro
I NUMERI
«La stima di 500 mila presenze – sottolineano gli organizzatori – è credibile, anche perché molti sono arrivati in giornata». A vigilare sulla manifestazione sono stati 600 uomini delle polizia locale in più. LE CURIOSITÀ
Tutti gli alpini hanno reso omaggio a Iroso, l’ultimo mulo morto a 40 anni alcune settimane fa. La sezione di Vittorio Veneto ha fatto sfilare, sopra il tricolore, il suo basto. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
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JESOLO - CAORLE - PORTOGRUARO
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 LA NUOVA
la polemica
«Più turisti che in Campania? Anzichè attaccare, ci copino» Zaia replica al collega governatore De Luca e difende il lavoro degli operatori Il consigliere regionale Basciano (napoletano, Pd): «Vincenzo si informi meglio»
Giovanni Cagnassi JESOLO. «Caro Vince’, ccà nisciu-
no è fesso. Secondo te 32 milioni di italiani e stranieri che scelgono il sole e il mare di Jesolo e del Veneto e il verde di Cavallino sono fessi...? Pulizia. Sanità. Accoglienza sono i nostri plus». Da governatore a governatore, Luca Zaia risponde a Vincenzo De Luca commentando la polemica lanciata dal governatore della Campania contro le spiagge di Jesolo a Cavallino, bollando il mare di Jesolo come «una pozzanghera». «L’invidia è una pessima musa ispiratrice» dice Zaia, «fa perdere lucidità, dire e fare strafalcioni, che magari non si pensano. È successo anche all’amico collega De Luca. La sua Campania ha un territorio e un mare meraviglioso, ma se Jesolo e Cavallino da sole fanno quasi 12 milioni di presenze l’anno, fossi in lui mi chiederei perché succede. Se Cortellazzo e Treporti attraggono
Il litorale jesolano in un’immagine dall’alto e, nel riquadro, il presidente Luca Zaia
più di Posillipo» aggiunge «un motivo c’è, ed è prima di tutto la qualità complessiva dell’offerta, grazie alla quale siamo la prima regione turistica d’Italia con 70 milioni di presenze l’anno e quasi 20 milioni di arrivi. E in questo ambito Jesolo apporta 5,5 milioni di presenze e Cavallino, la capitale inter-
eraclea
Verso la conclusione il lavoro dei commissari Uffici a pieno regime ERACLEA. Una settimana di uf-
fici chiusi o a mezzo servizio, da oggi il Comune di Eraclea dovrebbe tornare a pieno regime a disposizione dei cittadini. Sono in corso gli accertamenti della commissione ministeriale di accesso, insediata martedì scorso per vagliare gli atti relativi a 15 anni di amministrazione comunale e decidere se Eraclea sarà il primo Comune sciolto per mafia dopo l’arresto del suo sindaco, le indagini a carico del vicesindaco e l’arresto di oltre 50
persone a seguito delle indagini della Procura. La fase di indagini negli uffici comunali dovrebbe essere terminata. Da martedì scorso molti uffici sono stati chiusi per permettere ai componenti la commissione di esaminare atti e faldoni poi portati via. Nella maggior parte delle mattinate gli uffici comunali, in particolare l’Anagrafe, sono stati chiusi al pubblico non senza disagi e tensioni. «Purtroppo sono disagi che i cittadini hanno dovuto
nazionale del plen air, arriva a 6,2 milioni. Capisco che siano cifre che possono far girare la testa a un competitor come il governatore della Campania, ma i numeri arrivano per dei motivi: la professionalità degli imprenditori e operatori del settore; la sicurezza per i clienti, che trovano vacanze sicure
sopportare», ha detto l’ex sindaco e consigliere comunale dell’opposizione Giorgio Talon, «adesso attendiamo con fiducia gli esiti di questi accertamenti sperando che non ci siano più chiusure degli uffici al pubblico». La commissione è presieduta dal viceprefetto Piera Bumma, già commissario prefettizio al Comune di Caorle nel 2015. Ne fanno parte poi Domenico Frustagli, tenente colonnello della Guardia di Finanza e Riccardo Sommariva, vice questore aggiunto della Questura di Venezia. Si esprimerà in 30 giorni, prorogabili ad altri 30. Il prefetto, avuto l’esito degli accertamenti, relazionerà al Ministero dell’Interno per la decisione finale se sarà sciolto per mafia con decreto del Presidente della Repubblica. — G.Ca.
IN BREVE Portogruaro Si apre una buca strada chiusa
concordia
Ordinati tre nuovi sacerdoti Ordinati sabato tre nuovi sacerdoti per la diocesi di Concordia Pordenone. Nella cattedrale il vescovo Pellegrini ha impartito l'ordinazione a don Alberto Della Bianca, che prenderà servizio a Sant'Andrea di Portogruaro, don Luca Ciligot (Torre di Pordenone) e don Giulio Grandis (Maniago).
I vigili del fuoco di Portogruaro sono intervenuti ieri pomeriggio in via Acqua d’or a Portogruaro per una grande buca, larga un metro e mezzo, che si è aperta sulla strada dopo le abbondanti pioggie che hanno rovinato il fine settimana in tutto il Veneziano. Sotto il manto stradale, hanno spiegato i pompieri, corre una tubazione. La strada è stata chiusa per motivi precauzionali e sono intervenute le squadre del pronto intervento.
grazie all’ordine pubblico e a un sistema sanitario tarato sulle loro esigenze. E la qualità ambientale con ferrei e continui controlli sulla balneabilità delle località, le attrezzature che arricchiscono gli stabilimenti balneari; la buona cucina, il buon pesce, il buon vino. Mi fermo qui. Ho fatto questo
breve elenco per dire grazie ai nostri operatori e per dire all’amico De Luca che, a volte, basta copiare». Attacca anche l’ex sindaco di Jesolo, e consigliere regionale, Francesco Calzavara. Ora l’incidente diplomatico finisce per coinvolgere regioni, partiti, Nord contro Sud, leghisti contro Pd. «Le deliranti e denigratorie dichiarazioni del presidente della Campania» attacca Calzavara «sarebbero divertenti e degne del suo alter ego televisivo Crozza, se non andassero a offendere il lavoro di generazioni che si sono adoperate per trasformare questo territorio in una delle aree più apprezzate a livello internazionale. Credo che il presidente De Luca dovrebbe chiedere scusa ai veneti e rimanere tranquillamente nella sua Campania a occuparsi di formiche negli ospedali da lui gestiti». E dalla direzione regionale del Pd, Francesco Basciano, campano doc, replica a De Luca, corregionale dello stesso partito. «Dovrebbe informarsi sul livello raggiunto da queste spiagge» dice l’esponente del Pd regionale, napoletano trapiantato al lido di Jesolo «da Jesolo e anche Cavallino Treporti. I servizi agli ospiti delle località turistiche, frutto dell’impegno di imprenditori che sono stati lungimiranti e preparati nel loro settore. Forse De Luca ha espresso critiche gratuite e strumentali per cercare di sollevarsi dalle difficoltà politiche che sta affrontando, ma non lo troviamo giusto». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
gli operatori turistici
«Ci invidia perchè facciamo bene il nostro lavoro» Anche gli operatori del turismo alzano gli scudi contro De Luca. «È lo specchio della cattiva politica italiana, che preferisce denigrare gli altri, anziché fare mea culpa su quello che non ha fatto per migliorare le cose» afferma il presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa «Rappresenta quella classe politica che, per evitare di approfondire i motivi per cui le cose non vanno bene, preferisce denigrare gli altri. De Luca si dovrebbe chiedere come mai la sua Regione non riesce a crescere turisticamente quanto le altre, invece di sparare contro una realtà come il Veneto che da tempo è la prima regione d’Italia per presenze turistiche, e su località come Jesolo che ha imprenditori ed istituzioni che operano per fare crescere il livello dei servizi e per fare emergere le proprie eccellenze». Luigi Pasqualinotto, presidente Consorzio JesoloVenice: «Quello di De Luca è, per ossimoro, un complimento. Se un territorio circoscrivibile a una pozzanghera riesce ad attirare il doppio delle presenze di una città come Napoli, significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro di promozione che vede impegnato in prima linea il Consorzio».
annone veneto
Addio a Valentino Paladin il capostipite della casa vinicola Aveva 90 anni e si è spento nella sua casa a Motta di Livenza Oggi alle 17 il funerale Il figlio Carlo: con la sua passione ha fatto crescere l’azienda ANNONE VENETO. Si è spento nella sua casa di Motta di Livenza, Valentino Paladin, pioniere della vitivinicoltura e del vino di qualità, fondatore e presidente del gruppo Paladin S.p.A. Aveva 90 anni. Classe 1928, Valentino Paladin era originario di una famiglia conosciutissima di San Polo di Piave, di cui lui era primogenito. Nel 1962, si trasferì a Motta di Livenza, anno in cui fondò l’azienda vitivinicola, con terreni ad Annone Veneto e a Portogruaro. «Anno dopo anno, l’azienda è cresciuta, acquisendo terreni e aziende, oltre che nel Veneziano, anche in Toscana nella zona del Chianti e nel Bresciano zona del Franciacorta. Lui ci metteva passione nel suo lavoro, frutto di anni di esperienza, che gli hanno consentito di puntare ad un vino di assoluta qualità», spiega il figlio Carlo, che prosegue: «Mio padre metteva passione e cura nel produrre vino di qualità. Tutto ciò ha permesso all’azienda di crescere sempre più, fino a diventare leader nel settore e a dare lavoro ai familiari, ma anche a una quarantina di dipen-
Valentino Paladin: l’imprenditore si è spento a 90 anni
denti». Valentino Paladin è stato presidente del consiglio d’amministrazione, dagli albori fino al 2014. Fra le aziende Paladin, ci sono la tenuta di Castello Bonomi, sul versante più mediterraneo della Franciacorta, dove si coltivano le uve di pinot nero destinate ai vini frizzanti. Ad Annone Veneto, ci sono i terreni del Bosco del Merlo e Paladin con le uve di pinot bianco e grigio, chardonnay e prosecco. In Toscana, ci sono le coltivazioni del pregiato Chianti di Castelvecchio. Nella sua vita, Valentino Pa-
ladin si è dedicato esclusivamente alla famiglia e al lavoro, in queste tre zone d’Italia, dove ha saputo dare un’impronta di qualità, dando vita a marchi noti in tutto il mondo. Valentino Paladin si è spento nella sua casa di Motta di Livenza, assistito dalla moglie Rita. Lascia anche i figli Dino, Carlo, Lucia e Roberto, alcuni dei quali hanno seguito la sua attività. Il funerale sarà officiato oggi pomeriggio alle ore 17 nel duomo di Motta di Livenza. La salma riposerà nel cimitero cittadino di San Giovanni. — Alessandro Viezzer
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Primo Piano
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
Lo scontro sui dossier
Strappo di Salvini: «Subito autonomia, tasse e sicurezza» «Consiglio dei ministri in settimana `Proposta di legge leghista: inceneritori sull’intesa, decreto bis e flat tax» in ogni regione o arriva un commissario `
IL CASO ROMA «Io in Consiglio dei ministri la settimana prossima interverrò sul decreto sicurezza bis, sull’autonomia e sulla diminuzione delle tasse, ma anche sulla necessità di sbloccare i cantieri, tema che vede i 5Stelle timidi. Non si può continuare a dire no anche alla Tav. Poi, se vogliamo parlare di conflitto di interessi, parliamone...». Così Matteo Salvini, ospite di Lucia Annunziata su Rai3, detta la sua agenda agli alleati 5Stelle da qui alle Europee. «Nel Consiglio dei ministri i rapporti cambiano se non si mantengono le parole date», avverte il capo leghista. Messaggio perentorio, che colpisce direttamente anche Roma, rilanciando l’intesa con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna su cui i ministri grillini stanno facendo muro, dicendo - da Giulia Grillo a Sergio Costa - no a un’Italia di serie A e un’altra di serie B. Ma il Carroccio ha urgente bisogno di ripartire, dando un segnale ai suoi elettori nordisti che premono per l’autonomia, a costo di inimicarsi quelli tanto faticosa-
mente conquistati al centrosud. Di qui, anche l’ultima mossa leghista in Parlamento: un ddl sottoscritto dall’intero gruppo, che di fatto mette fine al trasferimento dei rifiuti da una Regione all’altra, obbligando tutte a dotarsi di un proprio termovalorizzatore. Un messaggio esplicito a Virginia Raggi e alla sua linea di veti sugli inceneritori in una Capitale ormai in emergenza cronica per i rifiuti.
BASTA DISCARICHE Ogni Regione, prevede dunque la norma leghista, ha l’obbligo e la responsabilità di smaltire i propri rifiuti. Basta, dice la Lega, con le discariche. Basta con il business dei rifiuti perché esportarli all’estero rappresenta «un costo eccessivo» per l’Italia e ne beneficiano solo i Paesi del Nord Europa. Basta con «l’automatismo del-
la legge Renzi» per cui «chi possiede termovalorizzatori deve accettare» la spazzatura altrui. Il partito di via Bellerio punta a risolvere “a monte” il problema dell’immondizia. Obbligando le Regioni a costruire impianti per essere autosufficienti e producendo allo stesso tempo energia. E per chi si sottrae è previsto - dopo una diffida - il commissariamento automatico. «Serve una legge nazionale. Bisogna mettere fine alla logica del trasferimento della spazzatura da una regione all’altra e dall’Italia all’estero», sottolinea Simona Bordonali, deputata della Lega ed ex assessore in Lombardia, prima firmataria della legge. «I termovalorizzatori esistenti - aggiunge - sono sovraccarichi. Lo Sblocca-Italia non risolve il problema. La situazione non è più gestibile». L’obiettivo è modifica-
re l’articolo 35 del decreto legge del 2014 che – si sottolinea nel testo – «non tiene conto dell’autonomia di pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti» e ha portato ad una «deresponsabilizzazione delle Regioni per quanto concerne il raggiungimento di obiettivi virtuosi in materia di gestione dei rifiuti». Occorre, invece, mettere fine ad una gestione «emergenziale» e recepire le direttive europee.
TARIFFE Il trasferimento dei rifiuti da una Regione all’altra per la Lega deve essere «una extrema ratio» e può essere disposto solo «previa intesa con la Regione di destinazione che stabilisce anche le condizioni del conferimento», fermo restando che alla regione destinataria va indirizzato un contributo «nella misura di 20 euro per ogni
PIZZA Spuntino di Matteo Salvini prima del comizio a Sanremo (ANSA)
tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato». Ma lo Stato deve imporre – ecco l’obiettivo della legge – alle Regioni deficitarie un adeguamento della pianificazione «entro centottanta giorni» e l’avvio delle procedure per la realizzazione di «interventi strutturali». Mentre il governo deve individuare «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del-
IL TRASFERIMENTO DI IMMONDIZIA IN ALTRE PARTI DEL PAESE “EXTREMA RATIO” E SOLO IN VIA TRANSITORIA
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Mario Pozza*
L
e pagine del nostro Gazzettino ogni giorno di più sembrano un bollettino di guerra. E davvero una guerra è in atto. Una guerra contro l’autonomia e contro il Veneto. Occorre partire, per descrivere il campo in cui si svolge il conflitto, dall’ultima intemerata del Ministro Toninelli che pretenderebbe che una nuova tassa per avere un Mose funzionante. Precisa che non dovrà gravare sui veneti, ma l’impressione rimane: a chi chiede autonomia si risponde con l’ipotesi di nuove tasse. Chissà se al Ministero ricordano la storia dell’opera, tutta in capo allo Stato, e in attesa di avere una risposta sull’argomento mi auguro che la oggettiva inopportunità dello sciagurato emendamento sia sfuggita a qualche suo zelante dirigente e non sia stata partorita dal Ministro in persona. Di sicuro Toninelli almeno ha letto le reazioni compatte di tutta la Regione e soprattutto quelle del Presidente Zaia e del Sindaco Brugnaro che intercettano i nostri sentimenti in pieno. Ma è, quello sul Mose, l’ultimo atto di una farsa che va avanti da un anno. Una commedia in-
le disposizioni» della legge per ciascuna Regione «la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani». Nel caso di mancato rispetto «da parte della regione degli adempimenti a proprio carico», è prevista una procedura di commissariamento «con l’individuazione espressa del presidente della regione quale commissario ad acta». «Oggi c’è l’impellente necessità di ridurre al minimo i rifiuti da conferire in discarica», si sottolinea. Sempre sulla stessa materia, al Senato, invece, la Lega ha depositato un altro testo che «oltre a elevare a 500 euro la sanzione amministrativa pecuniaria minima applicabile in caso di abbandono di rifiuti, devolve ai comuni, anziché alle province, i proventi delle relative sanzioni, allo scopo di rendere maggiormente stringente la normativa e di salvaguardare il decoro delle nostre città dal malcostume di alcuni cittadini, oltre che di tutelare l’ambiente e l’igiene pubblica». Emilio Pucci
RIFIUTI La Lega vuole che ogni Regione abbia la responsabilità di smaltire i propriuo rifiuti
«Riforma, Mose, Tav: guerra al Veneto Così si offendono cittadini e imprese» differente alle ragioni del contratto di governo in cui il tema autonomia era stato inserito; irridente il referendum che è stato vinto da Zaia, certamente, ma di più, dai milioni di cittadini che si sono espressi senza possibilità di essere fraintesi; in contrasto con la stessa ragione d’essere di un governo che per taluni evidentemente è una specie di tela di Penelope che si fa di giorno e si disfa di notte; insensibile di fronte al buon lavoro della ministra Stefani e alle eccellenti intuizioni di giuristi del calibro di Mario Bertolissi. Ritengo davvero offensivo non tenere in alcuna considerazione il volere di tanti milioni di cittadini e delle centinaia di migliaia di imprese venete, lombarde emiliane, di quella vasta area
ALTA VELOCITÀ Lavori di costruzione della Tav in Piemonte: la linea dovrebbe arrivare in Veneto
«AL CONVEGNO SULLE INFRASTRUTTURE DEL 16 MAGGIO IL SISTEMA CAMERALE MANIFESTERÀ LA SUA INSODDISFAZIONE» 4db293bb-be9e-495d-93a5-2110b33e7d8a
della nostra Nazione che produce decine di punti di Pil. Sono, e non da solo, contrarissimo al cosiddetto reddito di cittadinanza. Ma credevo che ci sarebbe stato una specie di scambio: reddito, per i fannulloni, in cambio di autonomia per la società che produce. Senza scambio, che interesse c’è stato nel votare il reddito di cittadinanza, nuovo fardello per il nostro povero Mezzogiorno condannato a non avere stimoli e leggi che lo facciano risorgere? Insomma, senza autonomia sarebbe bene che il governo se ne vada a casa. Certo, la guerra ha pure altri fronti. Tra poco, per esempio, si vota, ma nulla sappiamo dei programmi di chi vuole farsi eleggere. Conosciamo nomi, liste e curricula, ma ancora ci sfuggono i
programmi. Mancano un paio di settimane al voto ma l’idea che mi sono fatto è che ancora una volta il pattuglione di eurodeputati italiani sarà confusamente presente dove si legifera e dove si dovrebbe poter contare su lobbies serie e competenti. Tra qualche giorno, il 16, il sistema camerale ha organizzato un convegno sul tema delle infrastrutture: in Veneto si farà la Tav? Se sì, sarà interessante far notare che tra Verona e Padova non esiste nemmeno una linea tracciata con il lapis. Se invece la scelta dovesse essere negativa, bisognerà indicare con chiarezza i colpevoli di una simile scelleratezza. Ferrovie dello Stato cosa pensa che sia il Veneto? Dalle scelte che fa probabilmente lo immagina sulla riva destra del Danubio, quella parte dell’inconosciuto mondo che una volta si chiamava Pannonia. Non siamo per nulla soddisfatti delle scelte di chi in ogni caso si muove anche con i soldi dello Stato e sulle infrastrutture pubbliche e credo che tale insoddisfazione il 16 sarà manifestata. Ecco, abbiamo messo mano al tema della mobilità di uomini e merci perché siamo desolati. E le elezioni sono alle porte. Anche qui, in Pannonia. *Presidente Unioncamere del Veneto © RIPRODUZIONE RISERVATA
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 IL MATTINO
SELVAZZANO - ABANO IN BREVE
tra padova e vigodarzere
Le Ferrovie progettano il raddoppio della linea lungo il ponte sul Brenta
Ubriaco al volante Guidare alticcio gli costa la patente La serata si è conclusa davvero nel peggiore dei modi per un giovane automobilista del paese: fermato dai carabinieri di Trebaseleghe nell’ambito di unj normale controllo stradale e sottoposto all’alcoltest, è risultato avere in corpo un tasso di alcol pari a 1,25 grammi per litro. G.P., 26enne di Trebaseleghe, è stato denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza e, come sanzione accessoria, è scattato nei suoi confronti il ritiro della patente.
Ok al piano industriale: stop al binario unico per potenziare il traffico passeggeri-merci verso l’Alta e la Pedemontana
Felice Paduano VIGODARZERE. Ferrovie, ci sarà
il raddoppio del ponte sul Brenta tra le stazioni di Padova Centrale e Vigodarzere. Nel nuovo piano industriale 2019-2023 delle Ferrovie dello Stato presentato venerdì a Roma dall'ad (amministratore delegato) Gianfranco Battisti e dal presidente Gianluigi Castelli alla presenza del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per quanto riguarda il Veneto non c’è solo la conferma della realizzazione dell'Alta Velocità tra Brescia e Padova, via Verona e Vicenza e del collegamento della stazione di Venezia/Mestre per l'aeroporto Marco Polo.
PONTE RADDOPPIATO
C’è soprattutto la conferma dell’ampliamento del ponte
ferroviario sul Brenta. Un'opera attesa da decenni, che andrà a potenziare non solo il tratto di 5 km tra Padova e Vigodarzere, ma anche le linee che collegano la città del Santo con Campodarsego, San Giorgio Delle Pertiche, Camposampiero, Fratte di Santa Giustina in Colle, Villa del Conte, Citttadella, Rossano, Rosà, Bassano del Grappa e con la linea Camposampiero-Fanzolo-Montebelluna-Feltre-Belluno. Due linee fondamentali per il traffico ferroviario che riguarda l'intera fascia pedemontana e la pianura veneta. PROGETTI STRADALI
Ne beneficerà sia il traffico passeggeri che quello merci sulla direttiva Padova-Castelfranco-Treviso-Portogruaro- Cervignano-Tarvisio-Trieste Villa Opicina. La linea Padova-Bassano è stata inaugurata nel
1877, 11 anni dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, mentre la Padova- Castelfranco, oggi tutta elettrificata, diversamente dalla Camposampiero-Cittadella-Bassano del Grappa ancora in via di elettrificazione, è stata costruita nel 1886. « Il raddoppio ferroviario del ponte migliorerà il traffico merci e quello degli utenti che si spostano da Padova all’Alta» sottolinea Roberto Tosetto, direttore dell'Interporto di Padova ed ex sindaco di Trebaseleghe, «Speriamo che il progetto diventi esecutivo a breve». Benefici anche nei collegamenti stradali. «Il raddoppio dell'unico binario agevolerà i progetti stradali già in piedi ai quali il Comune di Padova sta lavorando con i Comuni di Cadoneghe e Vigodarzere» osserva Andrea Micalizzi, assessore alle Infrastrutture di Padova. —
Abano Viva i libri e il libero pensiero La linea ferroviaria sul Brenta all’altezza di Pontevigodarzere
montegrotto
Blackout in centro Colpa degli impianti «Lunghi interventi» Blackout all’illuminazione pubblica in alcune vie del centro. Da qualche giorno sono al buio Corso delle Terme, alcune laterali come via Orazio, ma anche piazza Carmignoto.
abano terme
Casa di Cura, incontro proprietà - sindacati
compleanno
Pierina festeggia 100 anni Pierina Bolzonella (nella foto) è arrivata al traguardo dei cento anni. Grande festa con la figlia Patrizia, la nipote Cristina con Stefano e la pronipote Anna. La signora Pierina, che ha ricevuto la visita del sindaco Filippo Giacinti, è stata salutata anche dal vescovo lo scorso gennaio.
vive in comunità a cinto
Ciccio, il giovane attore del film “Solo cose belle” CINTO. È stato presentato con
successo martedì al Senato e sabato nel cinema Rex di Padova il film “Solo cose belle”. Si potrà vedere anche all'Esperia sabato 18 alle 21 e domenica 19 alle 18.30. Tra i protagonisti della pellicola girata in Romagna, c'è Francesco “Ciccio” Yang, un ragazzo quattordicenne affidato a una delle famiglie della Comunità Papa Giovanni XXIII, la “Casa Famiglia Santi Aquila e Priscilla” di Maria Cristi-
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na Borromeo e di Luca Di Tomasso inaugurata tre anni fa a Valnogaredo. Persona con disabilità, Ciccio ha origini cinesi, è nato a Empoli, frequenta la seconda media, è un grande appassionato di calcio e di informatica e il regista Kristian Gianfreda lo ha scelto «perché Ciccio nella sua disabilità è consapevole: sul set si arrabbiava se gli cambiavamo le battute, si è studiato tutte le parti e le scene. E interpreta bene l’aspet-
ABANO TERME. Oggi l’incontro tra proprietà e sindacati, ma i lavoratori della Casa di Cura di Abano possono nel complesso rimanere tranquilli. Il presidente del Policlinico aponense, Nicola Petruzzi, si lascia andare a parole rassicuranti nei confronti dei 785 dipendenti della Casa di Cura. Dopo il declassamento ufficializzato dalla Regione Veneto da presidio ospedaliero a struttura integrativa, c’erano forti preoccupazioni tra dipendenti e sindacati. «Attendiamo di avere sottomano la versione definitiva delle schede ospedaliere, quel-
to della simpatia e della vitalità, che volevamo fare emergere con questo film». «Mi auguro che questo film venga visto da più persone possibili, soprattutto dai giovani, perché lancia segnali che parlano direttamente al cuore», ha detto la presidente del Senato Casellati. Il lungometraggio di Gianfreda, con i toni brillanti della commedia all'italiana, racconta l'incontro-scontro tra un sonnacchioso paesino dell'Emilia Romagna, alle prese con imminenti elezioni, e una casa famiglia che accoglie persone considerate normalmente “sbagliate” o “inutili”, animate però da una grande voglia di riscatto e da un'ancor più grande forza d'animo. — Piergiorgio Di Giovanni
la approvata anche dalla Giunta regionale», spiega Nicola Petruzzi, «Se non ci saranno ulteriori sorprese non credo si andrà a toccare il personale. Se la Regione non farà scherzi credo che i nostri lavoratori debbano stare tranquilli. Anche se, ci tengo a precisare, è chiaro che dovremo fare delle ulteriori valutazioni in base a quanto emerso nelle schede ospedaliere». Oggi l’atteso incontro tra Petruzzi e le categorie sindacali, Cgil, Cisl, Uil. Sindacati che avevano chiesto un incontro urgente all’indomani dell’approvazione delle sche-
«Ho preso in mano le segnalazioni fatte dai cittadini», spiega il consigliere delegato alle Manutenzioni Omar Turlon, «faccio presente che il servizio è gestito dalla Simet: per avere un riscontro immediato è necessario rivolgersi alla ditta al numero verde 800 052662. Di solito in 48 ore si risolve il gusto. In questo caso il blackout è dovuto a un problema strutturale e servirà più tempo». F.FR.
de da parte della Vª Commissione Sanità del Veneto. «Sentirò cosa hanno da dirmi» dice Petruzzi, «Sono in attesa dell’esposto in procura nei confronti della Casa di Cura annunciato dalla Regione. Vorrei davvero capire cosa ci contestano dopo i tanti controlli effettuati che hanno sempre dato esito negativo». Intanto il 21 maggio, alle 20.45, nel Teatro Polivalente di Abano in via Donati un convegno sulla sanità al quale parteciperanno l’assessore regionale Manuela Lanzarin, il presidente della Vª Commissione Sanità del Veneto Fabrizio Boron e il direttore dell’Usl 6 Euganea Domenico Scibetta. «Non credo proprio di partecipare«, taglia corto Nicola Petruzzi, «La Regione non mi ha mai voluto ascoltare durante la discussione sulle schede ospedaliere». — Federico Franchin
abano terme
Dissuasori e limiti in tre vie comunali ABANO TERME. Ecco gli interventi di riordino della viabilità ad Abano. Sono tre le arterie interessate da interventi destinati a garantire la sicurezza stradale: via Giarre, via dei Tigli e via Stella. In via Giarre è prevista l’installazione di dissuasori della velocità ottici e acustici in prossimità delle intersezioni con via dei Tigli, via Santa Maria, via Levante Ferrovia. Lo stesso accadrà vicino a tre curve pericolose. Anche in via dei Ti-
gli è prevista la posa di dissuasori della velocità ottici e acustici all’altezza dell’incrocio con via Gambato. Infine in via Stella, all’altezza dei civici 71 e 75, Amministrazione comunale e Polizia locale hanno deciso di istituire il limite di velocità di 30 km orari, limite che verrà comunicato tramite l’installazione di segnaletica orizzontale e verticale. I lavori partiranno in questi giorni. — F.FR.
Sullo schermo allestito nell'atrio del primo piano della biblioteca, venerdì è stato proiettato il filmato del rogo dei libri contrari allo spirito tedesco, avvenuto il 10 maggio 1933 a Berlino e in altre città della Germania a opera dei nazisti. Davanti alle immagini e dietro a un cumulo di libri da 'bruciare', Mario Simonato ha letto il racconto “Undici figli” dello scrittore Franz Kafka. L’applaudita performance per celebrare la libertà d'espressione è stata introdotta dal direttore della biblioteca Daniele Ronzoni, che ha ricordato altri roghi di libri nel corso dei secoli, e dall'assessore alla Cultura Cristina Pollazzi.
Ai domiciliari Sconterà a casa sua poco meno di 6 mesi Ha un conto in sospeso con la giustizia di 5 mesi e 28 giorni e i carabinieri lo arrestano. Si tratta di Oriano Pedini, 57 anni di Curtarolo: sconterà la pena in detenzione domiciliare come previsto dall’ordine di carcerazione fatto scattare dalla procura. Il Tribunale di Padova aveva condannato il 57enne per un reato contro la pubblica amministrazione commesso nel 2010 a Curtarolo.
Vo' Dal 13 al 15 settembre torna la Festa dell’Uva Per la terza volta consecutiva, sarà la ditta World Appeal di Noventa Vicentina a organizzare la sessantanovesima edizione della Festa dell'Uva, in programma dal 13 al 15 settembre. Da sempre, il momento clou della kermesse è la sfilata dei carri allegorici prevista per la domenica pomeriggio. Sono proprio le opere realizzate con l'intelaiatura costituita da ferro, legno, carta e stoffa e ricoperte da acini di uva bianca e nera ad attrarre i visitatori adulti e bambini. Per celebrare “l'oro dei colli”, ampio spazio anche alle degustazioni negli stand in piazza accompagnate da spettacoli musicali e di danza.
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 IL MATTINO
PROVINCIA
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L’Adunata delle penne nere
Centomila alpini sfilano a Milano «Salvini, togliti subito il cappello»
montagna, indossando il tipico cappello con la penna nera. Venendo però contestato da un gruppo di giovani alpini bresciani che, all’urlo di «toglilo subito», gli hanno fatto notare che non si tratta di un vessillo che può portare chiunque.
Le lacrime del governatore Zaia davanti al basto del “generale” Iroso, il mulo-simbolo morto da poco
POLEMICA
Laura Berlinghieri MILANO. La prima immagine è
quella delle lacrime del governatore Luca Zaia, di fronte al basto del generale Iroso portato da quello che fu a lungo il suo padrone, Antonio De Luca, insieme ad Alberto Zanette, del reparto salmerie di Vittorio Veneto.
LA COMMOZIONE
Il mulo, 40 anni (120 per un uomo) è “andato avanti” a fine aprile. Era la matricola 212 delle penne nere, in forza alle truppe del settimo reggimento di Belluno. De Luca di Cappella Maggiore, nel Trevigiano - lo salvò dal macello nel ’92, comprandolo all’asta. Grazie a lui, il finale della sua storia è stato posticipato di oltre 25 anni. E pianto, appunto, da Zaia. Eppure il governatore non suscita lo stesso grado di simpatia all’interno della cerchia quadrupe-
de: da un lato, il ricordo commosso di Iroso; dall’altro, un siparietto opposto, con un mulo veneziano che - nonostante gli incoraggiamenti del suo accompagnatore - si è rifiutato di avvicinarsi al palco d’onore, ignorando il richiamo di Zaia.
di sé in piazza Duomo dalle 13 per oltre un’ora. A incoraggiarli, tra gli applausi, delegazioni arrivate da tutta la regione, attrezzate con le bandiere tricolori. D’altra parte, la giornata è stata nel segno dell’unità. LEVA E STOCCATA
LA SFILATA
Quella di ieri è stata una giornata di festa a Milano, con le quasi 100mila penne nere che hanno sfilato tra le strade della città, da porta Venezia a largo Cairoli. Fulcro della lunga parata, il transito a lato del Duomo, con centinaia di migliaia di persone ammassate per assistere al passaggio degli alpini. In tanti sono arrivati all’alba, per accaparrarsi un posto lungo la transenna: lì sono rimasti fino a sera inoltrata, per assistere alle ultime scene della sfilata, che si è snodata lungo 2,3 chilometri. Dodici le sezioni venete che hanno fatto bella mostra
Il governatore Luca Zaia davanti al basto del mulo Iroso Sotto le penne nere padovane durante la sfilata a Milano
Come sottolineato il giorno prima dal presidente dell’Ana, il trevigiano Sebastiano Favero, che nel corso di un appuntamento ufficiale dell’adunata ha cavalcato il cavallo di battaglia di Salvini: il ritorno alla leva obbligatoria (meglio se annuale, ma vanno bene anche sei mesi), «come unica cosa che, insieme al calcio, abbia mai saputo unire veramente gli italiani». Con tiepidi applausi (di circostanza?) anche di Sala. A proposito di Salvini: sabato, nella cittadella degli alpini allestita all’interno del Parco Sempione, il ministro dell’interno ha intonato un coro di
Una stoccata a distanza anche da parte della ministra della difesa Elisabetta Trenta, che ieri ha aperto il corteo rifiutandosi di indossare il cappello: «Lo devono portare solo gli alpini. Salvini lo ha indossato? Lui non è neanche un militare, io invece sì». Solite schermaglie a distanza. Niente cappello invece per il redivivo La Russa e ben pochi onori per il fu parlamentare e il fu ministro Giovanardi, dal passaggio in sordina. Grande assente della giornata, Mattarella, autore però di un messaggio letto nel corso dell'incontro tra i vertici dell’Ana e le istituzioni lombarde. «Desidero esprimere all’Ana il ringraziamento della Repubblica per i valori tramandanti in questo secolo di attività, l’impegno in campo sociale e nell’ambito della protezione civile» le parole del presidente della Repubblica. Infine, Mattarella ha rivolto un saluto commosso agli alpini «andati avanti». Bello pensare che questo ricordo sia dedicato anche a Iroso. —
La solidarietà, l’impegno e il ricordo di chi c’è non più portati in parata «Avanti, avanti, sfila il Veneto, dai bocia fate sentire il vostro cuore»
I quaranta gruppi della sezione di Padova con bande e sindaci L’EVENTO
overe, aiuto, ricordo. Questo sono i nostri alpini», afferma il governatore veneto Luca Zaia dal palco delle autorità della 92esima adunata nazionale degli alpini di Milano. Ieri era la giornata dove sfilavano tutte le sezioni e il Veneto ha fatto la sua bella parte: in diverse migliaia da tutte le provincie, veci, bocie e bande al seguito, che hanno fatto tremare gli imponenti palazzi con i canti alpini. Nei giorni precedenti le strade del capoluogo lombardo si sono tinte di verde, tricolori e penne nere che in allegria si mescolavano agli abitanti, facendoli entrare nel la magia del clima alpino. Ieri era la giornata delle emozioni e dell’orgoglio, dei ricordi e dei valori. Una sfilata non è una semplice passerella, ma una testimonianza di appartenenza ad una grande famiglia a servizio della comunità. E gli alpini ne sanno qualcosa. Ieri come oggi. Ieri nelle montagne a
«D
combattere, oggi nelle emergenze a dare una mano. Dovere, aiuto, ricordo. «Questo sono appunto gli alpini» sostiene orgoglioso il presidente Zaia, salutando i gruppi che gli passano davanti. «Nel soccorso ai bisognosi, nel volontariato, nelle iniziative sociali nei nostri paesi, nell’assistenza agli anziani. Loro ci sono sempre. Quando c’è una penna nera, là ci sono generosità e spirito di sacrificio». Uomini fieri, instancabili e sempre in prima linea. Come non dimenticare la loro presenza nelle zone terremotate o in quelle allagate, nei servizi a fianco dei comuni e nelle montagne a preservare la natura e i sentieri dei ricordi. «Avanti. Avanti. Sfila il Veneto! Dai bocia, fate sentire il vostro cuore e il vostro orgoglio» esorta il governatore mentre arrivano i gruppi veneti che cantano “Sul ponte di Bassano noi ci darem la mano!”. «È un orgoglio e un’emozione sentire per le strade di Milano questa canzone del 1916 cantata dai nostri alpini!». Uno dietro l’altro passano anche tutti i 40 gruppi della sezione Ana di Padova e
Rovigo, guidata da Roberto Scarpa e premiata sabato mattina per la preziosa attività con le scuole. C’è il maestro Giuliano Bonato del gruppo di Terme euganee che con la sua fisarmonica nei giorni scorsi ha cantato e suonato per tutta Milano. E c’è anche il complesso bandistico “Ciro Bianchi” di Cittadella che sfila assieme all’assessore regionale Giuseppe Pan e al parterre di sindaci e amministratori comunali padovani. Il numeroso gruppo di Camposampiero porta in sfilata anche il cappello dell’alpino Luciano Busolin “andato avanti” 7 mesi fa. E si commuove più volte il governatore Zaia durante tutta la manifestazione, scendendo in strada ad omaggiare e stringere le mani in un paio di occasioni. Prima di tutto quando passa il vicentino di Cartigliano, Riccardo Cerantola, 45 anni, alpino malato di sla, che porta con sé uno dei valori più importanti per una penna nera: “non arrendersi mai”. «Forza Riccardo! Siamo tutti orgogliosi di te!» lo esorta Zaia. — Paola Pilotto
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Primo Piano
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
L’abbraccio di Milano agli Alpini: «Simbolo dell’Italia riunita» In 30.000 dal Nordest per la festa del centenario delle Penne Nere `
Emozione per l’omaggio a Iroso, poi passaggio di testimone a Rimini `
LA COMMOZIONE
L’EVENTO MILANO Il grande abbraccio di Milano agli Alpini. La città della Madonnina si è stretta intorno alle Penne Nere nel giorno conclusivo del “Raduno del Centenario”, la novantaduesima adunata nazionale che coincide appunto con i 100 anni dell’associazione, fondata nel 1919 da un gruppo di reduci nella Galleria Vittorio Emanuele II e attualmente presieduta dal trevigiano Sebastiano Favero. Una grande festa in cui determinante, ancora una volta, è stato l’apporto del Nordest: secondo le stime, almeno 30.000 i partecipanti dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia e dal Trentino Alto Adige agli appuntamenti che nel fine settimana hanno visto la presenza di 500.000 persone, di cui 90.000 allo sfilamento di ieri.
IL SIMBOLO Tre giorni di tricolori, cori, fanfare, brindisi, risate. «Milano non è mai stata così alpina», commentava oggi in piazza Duomo un generale in congedo osservando la muraglia di persone che applaudivano, due ali di folla che si snodava ininterrottamente dai Bastioni di Porta Venezia, dove alle 9 ha preso avvio il corteo, fino al Castello Sforzesco, dov’era stata allestita la cittadella che con i suoi 40 stand e i mezzi militari ha richiamato 120.000 visitatori. «Gli Alpini sono il simbolo dell’Italia che si è riunita, che ha affrontato due guerre, ne è uscita, e si è ricomposta. Continuano a essere un simbolo molto importante del nostro Paese», ha detto Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, accompagnata dal capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli. Sul palco, tra le autorità, anche diversi veneti: per il Governo il sottosegretario Massimo Bitonci, per la Regione il presidente Luca Zaia con l’assessore Elena Donazzan e la capogruppo Silvia Rizzotto.
ideali dei nostri padri sono il nostro futuro”, i patriottici “Alpini ed Italia per sempre” e “Siamo qui per l’Italia”, il solidale “Onoriamo i caduti aiutando i vivi”, l’orgoglioso “Julia: divisione miracolo!”, gli infaticabili “Da cent’anni con lo zaino in spalla” e “Cento anni e non sentirli! Con coraggio sempre presenti”.
AGLI APPUNTAMENTI DEL FINE SETTIMANA HANNO PRESO PARTE 500.000 PERSONE, DI CUI ALMENO 90.000 PER LO SFILAMENTO
Tante le emozioni della giornata. Ad esempio per la presenza di Silvio Biasetti, 106 anni compiuti il 2 maggio, reduce della sezione Ana di Biella: «È un personaggio, non perde mai un raduno», hanno sottolineato i suoi amici. Oppure per la partecipazione di Riccardo Cerantola, alpino vicentino malato di Sla, sospinto in carrozzina dai suoi familiari con l’adorato cappello in testa. Tra i soldati in servizio attivo c’era una delle sei medaglie d’oro al valor militare italiane viventi, il sergente maggiore Andrea Adorno, catanese di 38 anni, ferito in Afghanistan nel 2010 per difendere i suoi commilitoni durante un conflitto a fuoco: «Una pallottola mi ha colpito sfiorando la femorale, ma io dovevo coprire alcuni compagni che stavano trasportando un ferito e ho continuato a fare fuoco di copertura con la mia mitragliatrice. Sono vivo grazie all’addestramento». Commozione anche per l’omaggio a Iroso, il leggendario mulo della brigata Cadore morto due settima-
LA FIUMANA Lo spettacolare colpo d’occhio sulla Milano alpina (LA PRESSE)
ne fa a 40 anni ma ieri “Presente!”, come recitava il cartello portato in sua memoria dalle Penne Nere di Vittorio Veneto. Il governatore Zaia gli ha dedi-
cato un post su Facebook: «Il ricordo di Iroso, il mulo alpino più vecchio d’Italia, piomba sull’adunata. Sfila il suo basto portato dal grandissimo Toni De Luca che lo salvò da morta certa. Un silenzio commosso lo accoglie e tutti rendiamo omaggio a questo “generale” che ci ha lasciato da poco. Tanto, come dicono gli alpini, non è morto: è soltanto “andato avanti”».
LA STECCA A conclusione della tre-giorni è arrivato l’alzabandiera, uno dei momenti simbolici più attesi insieme al tradizionale passaggio della stecca, cioè la consegna del testimone alla prossima realtà ospitante: Rimini. «Grazie alla città per averci accolto a braccia aperte» ha scritto in serata il generale Riccardo Genovese, presidente del comitato organizzatore dell’adunata milanese. © RIPRODUZIONE RISERVATA
I VENETI A sinistra Luca Zaia con Toni De Luca e il basto di Iroso. Sopra il saluto di Sebastiano Favero con Massimo Bitonci
GLI STRISCIONI In testa alla marcia lo slogan “100 anni di coraggioso impegno”, seguito da un reggimento in armi e da tutte le sezioni, italiane ed estere, e dalla Protezione Civile, di cui gli iscritti all’Ana formano l’ossatura. La prima regione a sfilare è stata la Sicilia, l’ultima quella ospitante e cioè la Lombardia. Mogli gli striscioni che hanno scandito la giornata: L’immancabile “Veci e bocia”, il programmatico “Ricordare, aiutare, onorare. Ieri, oggi, sempre”, il generazionale “Gli
IN TESTA AL CORTEO LO SLOGAN “100 ANNI DI CORAGGIOSO IMPEGNO”, POI TUTTE LE SEZIONI SIA ESTERE CHE ITALIANE 4dc06898-5871-45fe-83da-4393f008c065
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 LA TRIBUNA
TREVISO
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L’adunata
le penne nere di marca
La marcia dei trevigiani è durata un’ora intera Sotto la “Madunina” accorso mezzo milione di persone resta imbattuto il record dell’ultima adunata di Treviso
Zaia si asciuga le lacrime dopo aver toccato il basto del mulo Iroso
Milano ha fatto il pieno di alpini, ma non ha eguagliato Treviso. 600 mila le presenze, due anni fa, all’Adunata del Piave. Mezzo milione, all’ombra della ‘Madunina’. Ma la città non è rimasta fredda, come le penne nere di Marca temevano. Ieri, proprio i trevigiani hanno dato vita ad una scena mai vista prima: i bambini che al di là delle transenne allungavano mani e brac-
cia per salutarli. Come si fa con il papa. E Marco Piovesan, il presidente della sezione di Treviso, si è commosso. Come, peraltro, lo era Antonio De Luca, lungo tutto il percorso della sfilata, spingendo il carrello con il basto del suo “Iroso”, l’ultimo mulo degli alpini, morto il mese scorso; l’impresario forestale di Cappella Maggiore lo aveva salvato dalla macellazione nel
1993, insieme ad altri 12 animali con tanto di matricola dell’esercito. Quando De Luca s’è presentato davanti alla tribuna, con il Reparto Salmerie di Vittorio Veneto, il presidente Luca Zaia gli è corso incontro per toccare quella ‘reliquia’, il basto, appunto e poi lasciarsi sfuggire una lacrima. Un’ora abbondante è durata la marcia dei trevigiani, in fila per 9, al passo del ‘trentatre’. Impressionante la marea delle penne nere della sezione di Treviso; sembravano un Piave in piena, tutti con la camicia a quadri, tendente al grigio. Numerosa anche la pattuglia dei sindaci, la più numerosa. Si sono presentati, per primi, i veci e i bocia della sezione di Valdobbiadene, in testa il presidente Valentino Baron, il presidente. Lo speaker, Nicola Stefani, pievigino, ha ricordato ai 500 mila che ascoltavano, le colline del Prosecco, che ‘aspirano’ a essere riconosciute patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Poi si è palesata la sezione di Vittorio Veneto, col presidente Francesco Introvi-
gne; tra i sindaci, Roberto Tonon e l’on. Angela Colmellere di Miane (col marito Diego Bottacin, assessore regionale, in testa alla Protezione civile). Dietro a loro anche i Cori dell’Ana, il Col di Lana e il mesulano. A fatica ben 26 alpini della Val Lapisina riuscivano a tenere disteso il più grande tricolore dell’adunata. "1919 c’eravamo. 2019 Ci siamo e ci saremo": questo il significativo striscione portato dalla sezione di Conegliano, presidente Gino Dorigo; una quindicina i sindaci. E poi Treviso, con l’accompagnamento di bande, fanfare, cori. Nel pomeriggio il ritorno tra il Piave e il Montello. Un bilancio? «Positivo» assicura Renato Genovese, di Vittorio Veneto, che ha coordinato l’organizzazione. «Ringrazio la città per
Zaia si commuove e si scioglie in lacrime al passaggio del basto del mulo Iroso averci accolto a braccia aperte – afferma, rintuzzando qualche critica, a volte troppo politica - ma soprattutto il nostro ringraziamento va a tutte le istituzioni del territorio che ci hanno accompagnato nell’intero cammino organizzativo e che si sono spese per uno svolgimento ottimale della nostra 92a Adunata: Comune, Città Metropolitana Milano e Regione Lombardia». Il prossimo anno tutti a Rimini e nel 2021, probabilmente, a Udine; così si augurano i friulani. — Francesco Dal Mas
gli amministratori
Numerosi i sindaci e gli assessori trevigiani che hanno sfilato
Angela Colmellere deposita la proposta della giornata nazionale L’on. Angela Colmellere, sindaco di Miane, ha portato a Milano la proposta di legge – già depositata in Commissione Difesa della Camera – per istituire la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino, da celebrarsi il 26 gennaio. «Lo scopo è quello di tenere vivo il ricordo della battaglia di Nikolajevka, combattuta il 26 gennaio 1943, tramandando alle nuove generazioni i valori che il Corpo degli Alpini incarna nella difesa della sovranità e dell’interesse nazionale e nell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato», spiega la deputata leghista trevigiana. Il testo impegna
a «promuovere ed organizzare cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche e mostre fotografiche, nonché testimonianze sull’importanza della difesa della sovranità nazionale, delle identità culturali e storiche, della tradizione e dei valori etici di solidarietà e di partecipazione civile. Una ventina i sindaci presenti a Milano: oltre a Colmellere, fra gli altri, anche Chies, Della Pietra, Rostirolla, Soldan, Rossetto, Guidolin, Moro, Fantuz, Fregonese, Galeano, Sartor. E poi i vice, gli assessori delegati (fra cui Manera del capoluogo). Non meno di 50 i comuni trevigiani presenti. —
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Nordest
CONFARTIGIANATO: «IRRINUNCIABILE EUROPA» Oggi alle 16.30, alla Scuola di San Rocco a Venezia, confronto sulle Europee. Il presidente Agostino Bonomo: «Le imprese vogliono un’Ue più forte».
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
Mose, è l’ora del processo d’appello Domani l’udienza di secondo grado per sei degli imputati che `L’ex sindaco Orsoni e l’ex magistrato alle acque Piva chiedono avevano scelto il rito ordinario. Ricorso postumo per Matteoli l’assoluzione (e non la prescrizione). Istituzioni e Cvn parti civili `
so la posizione per riunirla a quelle degli altri coimputati. Tutti potranno in ogni caso rivolgersi successivamente alla Suprema Corte.
LO SCANDALO VENEZIA È l’ora dell’appello per il processo Mose. Domani mattina, di fronte alla Corte presieduta da Carlo Citterio, si aprirà il dibattimento di secondo grado a carico di sei degli otto imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario. L’udienza non riguarda l’ex eurodeputata Amalia Sartori e l’architetto di Giancarlo Galan, Danilo Turato, entrambi assolti in primo grado, contro i quali non è stato presentato ricorso e dunque la sentenza è diventata definitiva. In aula sono chiamati a comparire l’ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni (finanziamento illecito), l’ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva (corruzione), l’imprenditore romano Erasmo Cinque e il veneziano Nicola Falconi (accusati entrambi di corruzione), nonché l’avvocato romano Corrado Crialese (millantato credito). Ma sarà preso in esame anche il ricorso presentato post mortem dai legali dell’ex ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli, condannato a quattro anni di reclusione per corruzione dal Tribunale di Venezia, il 14 settembre del 2017, ma deceduto il 18 dicembre dello stesso anno, prima del deposito delle motivazioni della sentenza. Un caso giuridico con pochi precedenti: la difesa chiede che la condanna lasci il posto ad una sentenza di assoluzione, mentre accusa e parti civili si batteranno per l’inammissibilità della richiesta. Non è escluso che alla Corte basti una sola udienza per decidere.
L’EX MAGISTRATO ALLE ACQUE Assolta in primo grado per il collaudo assegnatole per l’ospedale dell’Angelo e prescritta l’accusa relativa alle tangenti che l’ex presidente del Cvn, Giovanni Mazzacurati, ha raccontato di averle versato nel corso del suo mandato, l’ex presidente del Magistrato alle acque Piva punta a ottenere l’assoluzione nel merito anche per la seconda imputazione, che i giudici di primo grado hanno ritenuto fondata, ma non punibile per il troppo tempo trascorso.
L’IMPRENDITORE
IN AULA Da sinistra Giorgio Orsoni e Altero Matteoli durante il processo di primo grado. L’ex ministro è morto il 18 dicembre 2017
Un vicentino
Soffiata sulle azioni, la Consulta: «Confiscare solo il profitto delle operazioni»
L’EX SINDACO Assolto in primo grado per i finanziamenti in bianco (per i giudici non c’era la prova che il primo cittadino sapesse che erano frutto di illeciti fiscali da parte del Consorzio Venezia Nuova) e prescritto per quelli in nero, Orsoni aveva fatto ricorso “per saltum” direttamente in Cassazione chiedendo l’annullamento della sentenza di primo grado in quanto, a suo avviso, la legge sul finanziamento illecito non include i candidati sindaci nell’elenco dei soggetti obbligati a rispettare la norma. Per questo motivo chiede l’assoluzione. Ad occuparsi del caso saranno sempre i giudici della Corte d’appello, ai quali la Cassazione ha trasmes-
A ROMA La sede della Consulta
VENEZIA In caso di insider trading, la confisca va limitata al solo profitto, senza estendersi al prodotto delle operazioni finanziarie illecite e dei beni utilizzati per commetterle. L’ha deciso nei giorni scorsi la Corte Costituzionale, in merito alla vicenda relativa ad un imprenditore veneto. Si tratta di Davide Bolognesi, originario di Vicenza, già azionista e consigliere di amministrazione di Fmr Art’è. Nel 2012 la Consob l’aveva sanzionato con multe per complessivi 350.000 euro, confische fino a circa 150.000 e 18 mesi di interdizione dalle cariche amministrative. In particolare 200.000 euro riguardavano l’accusa di abuso di informazione privilegiata in relazione all’Opa volontaria totalitaria sulle azioni del gruppo editoriale, di cui Bolognesi «era a conoscenza in
virtù della sua posizione di socio fondatore, azionista ed amministratore» della società, «nonché in qualità di socio di Codex, la società veicolo appositamente costituita per il lancio della succitata Offerta pubblica di acquisto». In sostanza il vicentino aveva comprato 30.000 azioni al prezzo complessivo di 123.000 euro, ma al momento del lancio dell’Opa, il valore totale dei titoli acquistati era salito a 150.000 euro, con una plusvalenza dunque di 27.000 euro. Quanto al resto delle sanzioni, altri 100.000 euro erano stati comminati al componente del Cda per aver fatto una soffiata sull’operazione a un dipendente e i restanti 50.000 per aver ritardato l’esercizio delle funzioni della Consob. Dopo essere approdato in
Cassazione, il contenzioso è arrivato davanti alla Consulta, chiamata a pronunciarsi sull’importo dei beni da confiscare. Ebbene secondo la Corte è costituzionalmente illegittima la confisca amministrativa dell’intero prodotto delle operazioni finanziarie illecite e dei beni utilizzati per commetterle, anziché del solo profitto ricavato da queste operazioni. Per i giudici questa sproporzione emerge in modo evidente in questo caso: a fronte di un profitto di 27.000 euro , Bolognesi è stato sottoposto a una sanzione patrimoniale complessiva di 350.000 euro, la cui componente “punitiva” è circa tredici volte superiore all’effettiva utilità economica ricavata. (a.pe.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
L’imprenditore romano Erasmo Cinque è stato condannato a 4 anni di reclusione con il sequestro a fine di confisca di oltre 19 milioni di euro (assieme all’ex ministro Matteoli) in relazione ad una maxi corruzione relativa ai lavori di marginamento e bonifica di Porto Marghera): i suoi difensori si battono per la piena assoluzione. Così come fanno l’imprenditore veneziano Nicola Falconi (condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi) e dell’avvocato romano Corrado Crialese (un anno e 10 mesi, pena sospesa). Quasi tutti gli episodi, in ogni caso, dovrebbero essere ormai coperti da prescrizione, eccezion fatta per quelli contestati ad Erasmo Cinque.
LE PARTI CIVILI In appello ci saranno tutte le parti civili costituitesi durante il processo di primo grado per ottenere il risarcimento dei danni sofferti. Si tratta di Presidenza del Consiglio dei ministri, ministero delle Infrastrutture, Regione Veneto, Città Metropolitana e Comune di Venezia, nonché Consorzio Venezia Nuova. Gianluca Amadori © RIPRODUZIONE RISERVATA
L’UDIENZA NON RIGUARDA L’EX EUROPARLAMENTARE AMALIA SARTORI E DANILO TURATO, ARCHITETTO DI GIANCARLO GALAN, IN QUANTO GIÀ ASSOLTI
Asiago Dop rafforza vendite e quotazioni: 1,5 milioni di forme IL BILANCIO ASIAGO (VICENZA) Il formaggio Asiago Dop rafforza vendite e quotazioni, in controtendenza rispetto al comparto dei semiduri. Questi i dati più significativi del bilancio 2018 presentato ieri all’assemblea dei soci del Consorzio di tutela: una crescita costante per entrambe le tipologie con 1.582.108 forme totali, scorte ai minimi storici, incremento delle vendite in Italia sia in quantità (+1,6%) che a valore (+1,7%) e importanti successi nella difesa in-
ternazionale in Cina, Giappone e Messico. Così si chiude il mandato del presidente Fiorenzo Rigoni e si aprono le celebrazioni per i 40 anni di fondazione della denominazione veneto-trentina.
I NUMERI L’anno 2018 ha visto un rafforzamento dell’efficacia dell’azione del Consorzio, che ha puntato sulla valorizzazione della qualità distintiva del prodotto e la diversificazione della specialità. A confermarlo anche il positivo aumento di tutte le tipologie prodotte e il successo del progetto di po-
sizionamento che ha promosso la conoscenza e diffusione dello stagionato nelle principali catene della grande distribuzione organizzata. Nel dettaglio, l’Asiago Dop stagionato, prodotto in
PRESENTATO AI SOCI DEL CONSORZIO DI TUTELA IL BILANCIO DEL 2018: SUCCESSI NELLA DIFESA INTERNAZIONALE IN CINA, GIAPPONE E MESSICO c0c3df29-bc48-4537-8364-f09b66ec6d96
ASSEMBLEA Ieri la presentazione del bilancio consortile si è svolta ad Asiago
241.331 forme (+8.794, pari al +3,78%), continua, per il secondo anno consecutivo, a segnare un consistente aumento portando la sua crescita, nell’ultimo biennio, all’8,81%. L’ottimo risultato è stato premiato da vendite in crescita del 9,8% e da un aumento delle quotazioni, su base annua, del +4,92%. Positiva anche la performance del fresco, con 1.340.777 forme prodotte (+1.948, pari a un +0,15%), che ha registrato un lieve incremento di vendite (+0.21%) e un aumento medio delle quotazioni del +1,32%. © RIPRODUZIONE RISERVATA
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 IL MATTINO
PIOVE DI SACCO - MONSELICE - ESTE
co Andrea Vanni ha fatto chiudere due pozzi proprio dopo aver rilevato soglie d’emergenza di perfluoroalchilici: «Avevamo fatto analizzare quattro pozzi artesiani del paese e anche l’acqua di acquedotto di scuole, edifici pubblici e alcune abitazioni private. In due casi, e precisamente in due pozzi, sono stati riscontrati valori molto alti di Pfas: abbiamo quindi emesso un’ordinanza che ne vietava l’utilizzo».
famiglie disposte a pagare le analisi
Parte una colletta per verificare la presenza di Pfas nei pozzi a Conselve
LE ANALISI
Il promotore Bassato: «Non sappiamo com’è la situazione nelle nostre falde». Monitoraggi extra anche a Vighizzolo CONSELVE. Una colletta per eseguire le analisi private su alcuni pozzi e verificare la presenza o meno di Pfas. L’idea, lanciata sui social e col passaparola, di raccogliere una piccola somma, 10 euro a testa, per finanziare l’indagine tutta conselvana ha riscosso interesse e le adesioni crescono di giorno in giorno. MANCA POCO
Ormai manca poco per raggiungere l’obiettivo, vale a dire pagare le analisi su tre pozzi in tre punti diversi del territorio. «Da anni sentiamo parlare di Pfas» spiega Filippo Bassato, promotore della colletta «e il Conselvano ricade in “Area Gialla”, zona di attenzione.
DIECI EURO È IL CONTRIBUTO CHE VIENE RICHIESTO PER PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA
AVVISI ECONOMICI
monselice
Addio Dario Martin uomo d’impegno e cuore MONSELICE È mancato nella
serata di sabato 11 maggio Dario Martin, storico militante socialista e comunista di Monselice. Dopo una lunga malattia durata sette anni, da venerdì mattina era stato ricoverato all’ospedale di Schiavonia e si è spento tra il calore della famiglia e dei pronipoti. Classe 1932, Martin nel primo dopoguerra a soli 15 anni aveva aderito al Partito socialista di cui è stato attivo militante e successivamente al Partito comunista italiano mentre negli ultimi anni è stato un attivo sostenitore del Partito democratico monselicense. Titolare della carrozzeria Diana di Este dal 1968 è stato premiato dall’associazione artigiani con un diploma di eccellenza per la qualità del suo lavoro. «Una persona mite, un uomo integerrimo nel sostenere con l'azione e l'impegno personale i valori di una umanità più grande e più solidale. È stato un uomo di poche parole sempre attento alle persone che gli stavano attorno». Così lo ricorda il genero Francesco Bussi, che continua: «Ha amato profondamente i suoi nipoti ed riuscito a resistere alla malattia, grazie alle nuove cure, sino a vedere anche gli amatissimi pronipoti». Il Pd di Monselice, attraverso le parole di Vittorio Ivis segretario provinciale del pd si stringe al dolo-
Sappiamo che l’acquedotto è controllato e sottoposto a continue analisi mentre ci chiediamo come è la situazione qui a Conselve nelle nostre falde. Mi è sembrato che la cosa più semplice da fare per rispondere a questo interrogativo sia quella di commissionare alcune analisi private, da pagare attraverso un veloce crowdfunding sul web. Il contributo richiesto è di 10 euro a testa e in parecchi hanno già risposto. Continueremo a raccogliere fondi ancora per una decina di giorni, quindi commissioneremo le indagini sui tre pozzi selezionati in tre punti diversi del territorio e a profondità diverse, fino ad un massimo di 11 metri. Ovviamente tutti i
Dario Martin
re della famiglia e ricorda come Dario Martin sia sempre stato una figura di riferimento per il gruppo «un grande spirito di umiltà e solidarietà. Una colonna sociale considerevole che ci aiutava a portare importati segnali alla città. Ci mancherà molto perché era una persona preziosa politicamente ma soprattutto umanamente perché consentiva di costruire un clima positivo di dialogo. Era un portatore di sani principi e valori, di questi tempi mancano persone come lui». Lascia l’amatissima moglie Luciana, con cui ha condiviso 65 anni di vita e di impegni sociali, le figlie Valeria e Mara e i numerosi nipoti e pronipoti. I funerali si svolgeranno mercoledì 15 maggio, in forma laica, come desiderava Martin. — Giada Zandonà
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Banchetto del comitato “mamme no Pfas”
dati saranno resi pubblici e messi a disposizione delle autorità competenti, pensiamo entro giugno». Dei dati sulla concentrazione di Pfas nelle acque sotterranee a Conselve esistono già dal 2013. Ogni anno l’Arpav esegue, come in molte altre località, l’analisi su un campione prelevato da un pozzo nella zona centrale del paese e i risultati sono negativi, con concentrazioni ben al di sotto della soglia. «Gli enti preposti fanno il loro lavoro» continua Bassato «noi vorremmo avere dei dati su più punti, per questo abbiamo preferito
l’auto finanziamento, in modo da poter muoverci in autonomia, senza gravare sui bilanci pubblici o dover attendere a lungo per una risposta. Siamo un gruppo di cittadini uniti attorno a questo scopo, slegati da movimenti e associazioni. Il nostro unico interesse è poter eseguire queste nuove analisi e pensiamo che anche in altri paesi si possa adottare lo stesso metodo». Che le situazione dei Comuni in “Area Gialla” sia comunque delicata lo testimonia quanto avvenuto, ad esempio, a Vighizzolo d’Este, dove tre anni fa il sinda-
CAMPOSAMPIERO 44enne operaio, ho la passione per la cucina, amo gli animali, ho un cagnolino col quale faccio lunghe passeggiate. Amo il mare in ogni stagione. Generoso, affidabile, responsabile. Vorrei rifarmi una vita, non sono portato per le avventure. Roberto Cell. 329 3308050 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CAMPOSAMPIERO 65enne vedova bionda occhi chiari minuta. Esprimere in poche righe chi si è e i propri desideri non è facile, posso dire che la mia speranza è di trovare un signore verso cui provare un sentimento d'affetto. Loredana Cell. 393 8572663 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CITTADELLA 41enne libera professionista. Longilinea, capelli lunghi lisci; jeans e camicetta sono la mia "divisa" quando non lavoro. Sportiva, appassionata motociclismo, gite fuori porta, amo anche la tranquillità domestica. Cercherei un signore maturo, che sa bene cosa vuole. Lorena Cell. 392 9602430 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CITTADELLA 42enne odontotecnico, libero senza figli, persona fidata, disponibile, paziente, con la testa sulle spalle. Ho diverse passioni che ora occupano il tempo libero ma che non sarebbero un intralcio nel caso in cui dovessi trovare una compagna. Michele Cell. 340 3664773 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CITTADELLA 69enne vedova, bionda occhi castani, normolinea, ex artigiana; indipendente, perbene raffinata; vesto classico, non seguo le mode del momento poichè la sobrietà e l'eleganza vanno sempre di moda; desidero un'amicizia ev. relazione con un signore distinto, di spessore. Elsa Cell. 327 5465690 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CITTADELLA Giulietta, commerciante 64enne. Longilinea, elegante, viso e soprattutto sguardo dolci perchè così è il mio carattere. Non ho impegni familiari d'alcun genere, so quello che voglio, ho un bel lavoro; desidero conoscere una persona seria ma soprattutto motivata Cell. 328 1464948 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CURTAROLO 39enne; tenera, dolce, sensibile ma anche vitale ed energica. Mi piace fare di tutto se la spinta è quella giusta. Mi vedo carina, ma è difficile che ceda ad una semplice lusinga, mi conquistano serietà ed onestà. Annamaria Cell. 329 3308050 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 CURTAROLO 43enne, operaio divorziato una figlia, cm 185, castano occhi chiari; semplice, amante della vita di coppia; generoso, di buon cuore. Non faccio vita notturna; vorrei conosce-
re una lei max 45enne pref. con figli, per amicizia ev. relazione. Enrico Cell. 393 8572663 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 MONSELICE vedovo 67enne alto brizzolato occhi chiari, giovanile. Sono una persona pragmatica, realista, il futuro è il mio presente, non cerco necessariamente una convivenza, ognuno può stare a casa sua, solo il tempo ci dirà come si svilupperà la nostra storia. Cell. 349 0893495 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 PADOVA 46enne laureato senza figli castano occhi verdi amante sport cinema, viaggi. Ogni tanto vado a ballare latino; saltuariamente faccio volontariato. Vorrei conoscere una brava ragazza semplice con dei valori e dal carattere dolce. Info www.agenziavenus.it Andrea cell. 393 6941340 ufficio venus tel. 049 2050393 PADOVA 48enne imprenditore cm 185 brizzolato occhi azzurri, dei Pesci, amo viaggiare. Sono sempre stato portato alla vita di coppia ho una attività e di conseguenza gli impegni non sono pochi però riesco a gestire bene il tempo libero Marco Cell. 392 9602430 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 PADOVA 53enne castano/brizzolato occhi cerulei, commerciante. Sono una persona dalle mille e più passioni, che spaziano dalla nautica al camperismo. Amo gli animali, ho un gatto. Vorrei accanto una signora con caratteristiche simili. Info www.agenziavenus.it Rif.I0861
Le analisi erano state condotte da un laboratorio privato vicentino ma poi confermate anche da Arpav: l’ente, contattato, conferma il rilevamento di 761 nanogrammi di Pfas per litro d’acqua (il limite è di 500) rilevati in un pozzo in falda superficiale (3 metri di profondità ). Le informazioni, conferma sempre Arpav, furono notificate al s indaco e all’Usl quali autorità competenti. In quel caso, tuttavia, più che un inquinamento di falda pareva una contaminazione da Fratta Gorzone: solo i 2 pozzi vicini a questo fiume infatti risultavano fuori dalla norma. E, come è noto, il Fratta Gorzone è tra i più inquinati d’Italia. «Tra pochi giorni incontrerò Domenico Scibetta, direttore generale dell’Usl 6, e chiederò maggiori garanzie sanitarie per la popolazione del mio paese, visto che per i Comuni in “Area Gialla” non è previsto alcuno screening sanitario legato alla contaminazione da Pfas», chiude il sindaco Vanni. — Nicola Cesaro Nicola Stievano
Matteo Cell. 328 1464948 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 PIAZZOLA SUL BRENTA 39enne imprenditore, cm. 187 senza figli; amante animali motociclismo viaggi sport. Alcune volte vado a ballare. Determinato socievole intelligente creativo sensibile. Cerco una persona che abbia dei valori su cui poter stabilire un rapporto duraturo Andrea Cell. 340 3664773 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 PIAZZOLA SUL BRENTA Roberta 63 anni, credo ben portati. Ottima cuoca, vivo sola; non ho molte amiche, poichè anche da sposata ho sempre preferito stare con la mia famiglia; ora che sono rimasta sola, vorrei un signore con cui ricominciare-Cell. 327 5465690 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 PIOMBINO DESE 50enne divorziata...sono una donna che vorrebbe ancora vivere la felicità di un bel sentimento come l´amore, molti hanno paura di questa parola, io no. Cerco un uomo amante della famiglia e dei bambini, corretto e di parola. Silvia cell. 393 8572663 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 SELVAZZANO 54enne, genuina e molto semplice, per questo cerco una persona alla mano, non costruita, con uno stile di vita tranquillo. Vivo sola da qualche anno, operaia, sono castana occhi scuri, snella. Non cerco una semplice amicizia. Daniela Cell. 392 9602430 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 TREBASELEGHE 46enne artigiano, vivo solo, single senza figli. Ho molti amici coi quali organizzo feste a casa mia, vado a ballare e gioco a calcetto. Mi piacerebbe conoscere una lei semplice, amante dei bambini e dinamica max 50enne. Roberto cell. 328 1464948 Ufficio Venus Tel. 0423 374186 ZONA COLLI 44enne castana occhi verdi minuta, impiegata, non faccio vita mondana; sportiva, appassionata arte viaggiare lettura. Riservata, discreta, curata ma semplice allo stesso tempo. Voglio rimettermi in gioco, ho bisogno di cambiare la mia vita. Info www.agenziavenus.it Marta cell. 340 3664773 Ufficio Venus Tel. 049 2050393 ZONA TERMALE 75enne celibe senza figli. Alla mia età ci si può correggere, ma è difficile cambiare, per questo vorrei al mio fianco una signora affine e con un carattere che può sufficientemente "incastrarsi" col mio. Info www.agenziavenus.it Gabriele cell. 327 5465690 Ufficio Venus Tel. 049 2050393
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IX
Provincia
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
Vendita di villa Emo: «50 milioni per famiglie e imprese» `Ad annunciarlo
nell’assemblea dei soci il presidente Pignata MONTEBELLUNA Sei milioni 117 mila euro con Cet1 al 14,42%: Il Credito Trevigiano Banca di Credito Cooperativo ha chiuso il 2018 con il miglior utile degli ultimi 10 anni. «Stiamo lavorando nel solco della nostra storia e cultura ultracentenarie -ha detto il presidente Piero Pignata- Il Credito Trevigiano punta a sviluppare la coesione sociale e a essere partner affidabile di famiglie, rispar-
miatori, comunità civili, imprese medio piccole. Con l’eventuale dismissione di villa Emo -ha concluso- potremmo mettere ulteriori 50 milioni per finanziare imprese e famiglie». Poi un veloce passaggio sulle voci di possibili fusioni o aggregazioni. «Siamo lusingati -ha aggiunto Pignata- perché significa che Credito Trevigiano è diventata una banca protagonista. Rimaniamo aperti al dialogo con tutte le realtà del Trevigiano, del Vicentino e del Padovano. Però scelte e responsabilità spettano ai nostri 6.401 soci». I risultati hanno convinto i soci, riuniti al Palamazzalovo di Montebelluna, hanno poi approvato, quasi all’unanimità, il bilancio.
I NUMERI Gli altri dati di bilancio. La raccolta complessiva si è assestata su un miliardo e 515 milioni (3,88% in più rispetto a dicembre 2017). Quella indiretta è cresciuta del 10,26% (il risparmio gestito segna un più del 13,3% pari a 40,2 milioni). Gli impieghi vivi verso la clientela salgono del 3,47%, pari a 23,3 milioni, registrando nel corso dell’anno l’erogazione di nuovi finanziamenti per oltre 105 milioni. Netta la riduzione dello stock dei crediti deteriorati che ha registrato un calo del 25,8%. L’incidenza dei crediti deteriorati netti rispetto al totale degli impieghi è pari al 6,42% rispetto al 7,62% del 2017. Le commissio-
ni nette nel 2018 registrano un incremento di 1,16 milioni (+11,53%) rispetto allo steso periodo dell’anno precedente. La testimonianza la positiva dinamica commerciale della banca. «Abbiamo lavorato molto per rafforzare gli indici patrimoniali e reddituali - ha detto Claudio Giacon, direttore generale - in modo da presentarci in regola nel nuovo gruppo bancario di Iccrea e poter mantenere la più ampia autonomia operativa».
LE ALTRE SCELTE L’assemblea dei soci ha anche eletto, all’unanimità, Domenico Girardi, consulente aziendale di Castelfranco, nuovo consigliere del Cda. Il presidente
PRESIDENTE Piero Pignata
Pietro Pignata ha invece informato i soci che il Cda ha deliberato di mettere a disposizione un plafond stabile, con un importo da definirsi di anno in anno, per interventi a favore di progetti di istruzione e di prevenzione alla salute. Per il 2019 è di 100mila euro e già 40mila euro sono stati destinati all’Usl 2 per gli ospedali di Montebelluna e Castelfranco. Infine per giovani soci, oltre alle borse di studio, che quest’anno hanno visto 50 studenti premiati, è pronta l’inedita iniziativa “Athenaeum, sosteniamo il tuo talento”. Finanzierà gli studenti universitari meritevoli che si specializzano ma non vogliono pesare sulla famiglia.
Post razzisti: Sforzin verso l’addio Imbarazzo nella lista Miatto per le frasi ingiuriose sui social ` Da Re: «Ognuno deve rispondere delle proprie affermazioni» contro i neri del candidato consigliere, maestro delle elementari L’assessore regionale Donazzan: «Parlerò con il Provveditorato» `
nersi dal postare certi commenti sui social». La Prefettura ragiona anche sul profilo di incandidabilità. «Posto che non è il Prefetto a dover decidere, bisognerà capire se l’Anpi intende sporgere denuncia per istigazione all’odio razziale. In quel caso verrà valutata».
VITTORIO VENETO Si avvia verso il passo indietro Tancredi Sforzin, l’insegnante elementare e militante di Casa Pound candidato consigliere comunale nella lista di Toni Miatto nel mirino per frasi razziste. «Fanno pulire ai negri il Meschio quando non sono in grado di lavarsi nemmeno le mutande». Una frase scritta sui social anni fa ma che ha scatenato una buriana e potrebbe costargli una denuncia da parte del dirigente scolastico di Gaiarine, la scuola in cui presta servizio. Per questo il giovane candidato vittoriese, maestro elementare, pare sia stato consigliato dalla sua stessa parte di mettere a tacere le polemiche uscendo volontariamente di scena.
LE FRASI
GIORNATA CONVULSA E’ stata una domenica concitata tra le fila del centrodestra vittoriese. Fatta di telefonate, consulti e incontri. «Stanno facendo una valutazione, credo alla fine farà un passo indietro ma è chiaro che ogni singolo consigliere risponde per sè delle proprie affermazioni. Tanto più in una lista civica in cui le persone vengono scelte al di là dell’appartenenza politica» spiegava ieri al telefono Gianantonio Da Re. «E’ inutile che la Lega oggi lo scarichi -gli risponde però di rimando Marco Dus, candidato sindaco del Pd- Tacredi Sforzin è un figlio politico di Toni da Re, già candidato 5 anni fa nella sua lista e risultato secondo in ordine di
LA POLEMICA Il candidato Tancredi Sforzin, Gianantonio Da Re e il prefetto Maria Rosaria Laganà
preferenze». La verità è che le affermazioni del docente elementare, di cui da tempo è nota l’appartenenza a Casa Pound, rischiano di mettere in grave imbarazzo la campagna elettorale di Miatto.
PRESSIONI «Comprendiamo che il candidato sindaco di centrodestra sia in difficoltà-conclude DusMiatto si pone come moderato. In realtà utilizza la tecnica del cavallo di Troia. In lista con lui ci sono diversi esponenti di estrema destra, non solo Sforzin. E non è bastato che l’aspirante consigliere, per ridarsi
una verginità politica, abbia cancellato tutto dai suoi profili nel momento in cui ha deciso di scegliere in campo. Le sue frasi, peraltro note, sono state conservate dall’Osservatorio Antifascista Vittoriese che alcune settimane fa aveva lanciato l’allarme». Ieri, in prima battuta, Sforzin aveva risposto sicuro: «Passo indietro? La mia candidatura non è in discussione». Oggi pare che all’interno della lista si siano fatte pressioni da più parti per un’uscita di scena. Ma la vicenda del 36enne vittoriese rischia di avere una doppia ricaduta.
LE REAZIONI Il dirigente scolastico di Gaiarine, dove Sforzin presta servizio come insegnante alla scuola primaria, sta valutando la denuncia. «Aspetto ad esprimermi, prima voglio parlare con il dirigente scolastico ed il provveditore -commenta Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione- certo queste frasi sono squalificanti e si commentano da sè». Sdegno anche dalla Prefettura. «Mi sembrano forme di razzismo becero -accusa Maria Rosaria Laganà- come aspirante consigliere ma soprattutto maestro ed educatore dovrebbe aste-
36 anni,con chiare simpatie negli ambienti della destra estrema, Tancredi Sforzin tiene un blog, l’intellettuale dissidente. E’ un volto noto, ha un bacino di simpatizzanti. Alcune settimane fa lui e un’altra candidata nella lista di Toni Miatto sono finiti nel mirino dell’Osservatorio Antifascista Vittoriese e dell’Anpi. La relazione riportava una silloge di frasi apparse sui social di Sforzin. «È arrivato il grande giorno, stasera brucerò sul Panevin tutti i libri di Gramsci che troverò nella biblioteca di Vittorio Veneto. La comunità non ha bisogno di leggere quello schifo: il fuoco sacro degli antichi curerà e guarirà tutti i mali del corpo e della mente. Panevin vs comunismo». A far scoppiare la bomba in città è stata però un’altra frase. «Ogni protesta degli immigrati, per come la vedo io, è illegittima. Quando poi la fanno gli africani che sono dei vittimismi cronici, farei sparare sulla folla». Infine la frase sui neri e il Meschio, che pare aver messo il definitivo freno a mano sulle sue aspirazioni elettorali. Elena Filini
Zuffa tra cani: «Il problema sono i padroni» ODERZO «Il problema non è il cane, bensì il padrone. Non ci sono razze più aggressive di altre, la questione risiede tutta nell’educazione impartita alla bestiola». Dopo la zuffa avvenuta sull’argine alcuni giorni fa, nel corso della quale un pitbull ha morso un cane di razza Shiba Inu, ad intervenire sulla questione è Lisa Cimolin, nostra lettrice e proprietaria di un pitbull. «Mi sento, come proprietaria di un pitbull di esprimere la mia opinione. Le zuffe tra cani sono comuni e coinvolgono tutte le razze. Il problema non è il cane ma il
La Prealpi e la fusione: «La banca si rafforzerà»
padrone che deve rispettare le regole e conoscere il proprio animale. Parliamo, infatti, di animali, con una loro natura, istinto e temperamento. Nel caso descritto, dove abbiamo solo la versione della proprietaria di uno dei cani coinvolti, l’errore è stato nel lasciare il cane sciolto, sia che si tratti di un cane di piccola o grossa taglia. Entrambi possono causare danni a cose e persone. I cani vanno seguiti e nessun padrone può prevedere totalmente il comportamento del proprio cane. I cani vanno educati, esistono tantissimi professionisti del settore». In effetti un cane ben educato risponde ai comandi del proprio padrone. «Essendo
proprietaria di un pitbull, ho portato il mio cane ad un centro cinofilo per tutto il primo anno della sua vita. Socializzazioni, addestramento ho speso molto denaro ma, ne sono stata ripagata» prosegue la donna. «Nei centri di addestramento per cani, i padroni imparano anche la psicologia del cane, a
SHIBA INU AGGREDITO DA UN PITBULL «NON CI SONO RAZZE AGGRESSIVE MA ANIMALI CHE VANNO EDUCATI»
ADDESTRATO Un pitbull tranquillo
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capirne e prevedere i comportamenti. Piccoli segnali come il pelo che si rizza nella schiena, i movimenti della coda. Nel caso specifico, un cane al guinzaglio si sente minacciato essendo al guinzaglio, quindi ha reagito. Non posso escludere che il cane pitbull in questione non sia un cane aggressivo, ci sono moltissimi cani di tutte le razze aggressivi. La razza pitbull non è pericolosa, è una razza non conosciuta abbastanza. Al contrario è molto socievole ed equilibrato, va educato come tutti gli altri cani». La lettrice è andata al nocciolo della questione: la necessaria educazione di cane e padrone. Annalisa Fregonese
TARZO «Questo è un rafforzamento per la nostra banca, ci dà la sicurezza». È questo il messaggio che un pensionato bellunese ha voluto dare personalmente al presidente della Bcc Prealpi di Tarzo, Carlo Antiga. Lo ha avvicinato al termine della serata di venerdì che si è tenuta nella sede della banca a Sedico in cui è stato presentato il progetto di integrazione con Bcc San Biagio del Veneto Orientale. Non era un pensionato qualsiasi, ma un ex bancario, esodato dalla banca popolare di Vicenza, alla sua chiusura. Ha perso anche delle azioni che come dipendente aveva dovuto acquistare. Insomma, una voce importante che si è alzata venerdì sera, dopo quelle di alcuni bellunesi perplessi di fronte alla fusione. Persone che hanno seguito all’epoca il confluire della Bcc Belluno nella Prealpi e che temono effetti negativi dall’operazione con il gruppo San Biagio di Portogruaro (Ve). Temono che la banca si allontani dei territorio. Alla serata c’erano circa una trentina di persone, quasi metà erano componenti del consiglio Prealpi, arrivati in forza per spiegare l’operazione in cui credono fortemente. «La banca così diventerà più solida», hanno assicurato. Un passo fondamentale anche in una prospettiva futura, visto che le banche saranno maggiormente soggette a tensioni in un contesto di insicurezza come quello attuale. I vertici di Bcc prealpi hanno anche assicurato che continueranno a fare affidamenti a piccole e medie aziende e famiglie consumatrici. Protagonista resterà anche l’impegno nel sociale con le erogazioni liberali, che l’anno scorso hanno raggiunto 1 milione e 300mila euro. Soldi che vengono donati a associazioni di volontariato, società sportive impegnate per i giovani e al mondo culturale, in particolare per il recupero del patrimonio artistico. La Bcc sarà l’unica banca ad avere al suo interno 3 società di mutuo soccorso. Domenica prossima tutti i soci sono chiamati alla Zoppas Arena di Conegliano dalle 8.30 in poi per l’assemblea e il voto sulla fusione.
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Nordest
IL PIANO VENEZIA Concludendo gli stati generali dell’emigrazione veneta nel mondo, nell’ottobre scorso l’assessore Manuela Lanzarin aveva dato l’annuncio: «Dal 2019 al 2021 la Regione metterà a disposizione 450.000 euro del proprio bilancio per queste iniziative». Quelle cioè riguardanti «l’altro Veneto», una nazione virtuale che conta 5 milioni di corregionali e oriundi residenti all’estero, eredità di un fenomeno storico-sociale che fra il diciannovesimo e il ventesimo secolo vide la registrazione di 3,2 milioni di espatri. Misure che in questi giorni stanno prendendo forma attraverso le delibere appena pubblicate sul Bur, che prevedono solo per quest’anno un pacchetto da 390.000 euro, fra cui spiccano i 50.000 destinati al ritorno nella terra di origine degli emigranti e dei loro discendenti.
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
Rientro degli emigranti la Regione paga le spese Pubblicate sul Bur le delibere riguardanti `Pronti 50.000 euro per favorire il ritorno, contributi e progetti per i veneti nel mondo altri 40.000 per far visitare la terra degli avi `
Gli indennizzi
Valvole killer, nominata la commissione tecnica
I COSTI La legge regionale in materia punta infatti «da un lato, a favorire e facilitare il rientro e l’inserimento nel territorio regionale di cittadini veneti emigrati all’estero nonché dei loro discendenti, e dall’altro a garantire a favore delle collettività venete all’estero il mantenimento dell’identità veneta e lo sviluppo della conoscenza della cultura di origine». Per questo un primo provvedimento riguarda il rimborso delle spese sostenute per il viaggio, il trasporto delle masserizie e la prima sistemazione in Veneto. A presentare le domande possono essere cittadini italiani che siano nati o abbiano vissuto per almeno tre anni sul territorio regionale e che siano rimasti all’estero per non meno di cinque, nonché i loro vedovi, figli, nipoti e pronipoti. I contributi potranno sostenere i costi del viaggio attraverso mezzi pubblici e privati; del trasporto di og-
RADUNO Un’immagine della festa dei “Veneti nel mondo”: quest’anno la celebrazione dell’emigrazione veneta si terrà domenica 28 luglio sulla Piana del Cansiglio. Nel tondo l’assessore Manuela Lanzarin
L’ASSESSORE LANZARIN: «DOVEROSO IMPEGNARE UNA QUOTA DI BILANCIO PER ALIMENTARE LA MEMORIA E TENERE VIVE LE RELAZIONI»
getti personali, vestiario, arredo, mobilia ed attrezzature varie; del canone di locazione e delle bollette di luce, acqua e gas. Per ogni famiglia la sovvenzione non potrà superare i 5.000 euro, mentre le scadenze sono fissate al 31 luglio per il primo riparto e al 31 ottobre per il secondo.
I SOGGIORNI Ma se questi sono rientri concepiti per essere definitivi, una seconda linea di erogazione riguarda invece i soggiorni temporanei. Ulteriori 40.000 euro sono infatti dedicati ai progetti promossi da enti locali, istituzioni, associazioni culturali e del mondo dell’emi-
Docenti di sostegno, test difficili strage di prof a Padova e Verona SCUOLA VENEZIA Si sono presentati in migliaia, ma alla fine più della metà è stata scartata già al test pre-selettivo per accedere al Tfa, che è il percorso universitario per diventare insegnante di sostegno. Dei 60 quiz del test, 20 erano riservati alle competenze linguistiche ed è qui che i candidati avrebbero avuto le maggiori difficoltà. Alla fine sono stati ammessi allo step successivo mille candidati all’Università di Padova per 500 posti disponibili e 700 nell’ateneo di Verona per complessivi 350 posti. Per riuscire ad ammettere il doppio dei candidati rispetto ai posti disponibili, così come richiesto dal bando, è stata modificata anche la griglia di valutazione. Mentre inizialmente per passare alla prova successiva, che consiste nello scritto con domande a risposta aperta, bisognava raggiungere un punteggio di 21 risposte esatte su 30, alla fine si è deciso di ammettere anche chi aveva totalizzato meno di 21 risposte esatte fino al raggiungimento dei numeri necessari. Alla fine del percorso verranno comunque accolti al Tfa in 850 tra le due università di Padova e Verona, a tanto ammonta il
contingente assegnato al Veneto dal Miur nella ripartizione dei 14.424 posti assegnati a livello nazionale. Numeri superiori rispetto agli anni scorsi, ma non ancora sufficienti a colmare il fabbisogno di insegnati con la specializzazione per insegnare agli studenti con disabilità, considerato che per l’anno scolastico ormai quasi concluso già ne mancano poco meno di 1500. Una sproporzione legata sia ai numeri chiusi
TROPPI RESPINTI VALUTAZIONI “ALZATE” PER COPRIRE I NUMERI INTANTO LA CONSULTA CONSIDERA LEGITTIMI I CONCORSI RISERVATI
negli atenei sia all’aumento del numero dei ragazzini con certificazione medica.
IL RECLUTAMENTO Carenze che in Veneto vanno anche oltre il sostegno, sono infatti esaurite le graduatorie per molte materie e i concorsi - eccetto quelli per l’infanzia e la primaria - non sono stati banditi. Solo in Veneto quasi 3mila posti non sono andati in ruolo per mancanza di candidati. Tema al centro dello sciopero che i sindacati della scuola - Cgil, Cisl Uil , Snals e Gilda - avevano proclamato per il mese di maggio e che ora hanno sospeso perché, lo scorso 6 maggio, sono stati convocati dal premier Giuseppe Conte. Tra i temi posti dai sindacati il reclutamento e la stabilizzazione degli insegnanti precari, specie quelli con almeno 36 mesi di insegnamento. A loro sostegno intanto lo scorso 7 maggio la Corte Costituzionale si è espressa sulle questioni sollevate dal Consiglio di Stato riguardanti il sistema di reclutamento previsto dal decreto legislativo 59/17 (attuativo della “Buona Scuola”), sostenendo in particolare la piena legittimità delle procedure concorsuali riservate. Raffaella Ianuale
INSEGNANTI Avviati nelle università di Padova e Verona i test per accedere ai Tfa per ottenere la specializzazione del sostegno
CENTRALE UNICA DI COMMITTENZA DEI COMUNI DI NOVATE MILANESE, BOLLATE E BARANZATE Bando di gara Stazione appaltante: Centrale unica di committenza dei comuni di Novate Milanese Bollate e Baranzate. Amministrazione aggiudicatrice e punti di contatto: Comune di Novate Milanese, Via Vittorio Veneto, 18 – 20026 Novate Milanese; Telefono: +39 0235473357; pec: comune.novatemilanese@legalmail.it Oggetto. Procedura aperta per l’afidamento della gestione e dei servizi integrativi e di supporto ai nido comunali periodo 01/09/2019 – 31/08/2024 - CIG78928791CD. Importo complessivo: €3.712.750,00 (di cui €00,00 per oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso). Durata: cinque anni educativi, dal 01/09/2019 al 31/08/2024. Condizioni di partecipazione: Si veda documentazione integrale di gara. Tipo di procedura: aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa ai sensi dell’art. 95del D.lgs. n. 50/2016. Termine ricezione offerte: 15.06.19 ore12.00; Apertura offerte: 17.06.19 ore 10.30. Documentazione integrale disponibile su: www.comune.novatemilanese.mi.it; www.sintel.regione.lombardia.it. Il RUP dr. Stefano Robbi
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grazione, mirati «a dare la possibilità di visitare la terra d’origine a cittadini veneti emigrati e ai loro discendenti, di età pari o superiore ai 65 anni, che non possiedono le sufficienti disponibilità economiche per sostenere i costi del viaggio». Commenta l’assessore Lanzarin: «Il fenomeno migratorio ha profondamente segnato la storia delle comunità venete tra Otto e Novecento producendo cambiamenti e relazioni che tuttora dispiegano i loro effetti. Per questo è doveroso che la Regione impegni una quota, anche se modesta, del proprio bilancio per alimentare la memoria, mantenere vive relazioni tra comunità lontane e mettere a frutto, attraverso scambi e progetti rivolti al domani, quel capitale di conoscenze, esperienze e imprenditorialità che si è creato tra la terra veneta e le tante comunità di origine veneta sparse nei diversi continenti».
LE INIZIATIVE
VENEZIA Nominata la commissione tecnica regionale, chiamata a definire gli indennizzi per il caso delle valvole killer. È stato pubblicato sul Bur il decreto con cui viene istituito l’organismo che dovrà supportare la Giunta nel sostegno ai pazienti o ai loro familiari. I componenti sono quattro: il direttore degli Affari Legislativi di Palazzo Balbi (con funzioni di presidente), il responsabile del Terzo Settore, l’avvocato Luciana Puppin e il medico legale Anna Aprile (queste ultime in capo all’azienda ospedaliera di Padova). Il lavoro istruttorio dovrà essere completato «possibilmente entro il 30 giugno 2019». L’intervento economico era stato inserito nel Collegato alla legge di Stabilità, con l’obiettivo di chiudere la tormentata partita dei dispositivi cardiaci prodotti dalla ditta Tri Technologies e risultati difettosi. Inizialmente le vittime erano state risarcite, ma poi era intervenuta la prescrizione e alle famiglie era stata imposta la restituzione delle somme. (a.pe.)
Annunciando la prossima festa degli emigranti per domenica 28 luglio sulla Piana del Cansiglio, Palazzo Balbi ha quindi deciso di supportare pure i progetti organizzati direttamente nei Paesi esteri: 100.000 euro saranno dedicati a «convegni, seminari, mostre, manifestazioni, celebrazioni, festival e ogni altro evento che abbia come tema l’emigrazione veneta e/o la finalità di conservare e di valorizzare la cultura e l’identità veneta». Ammonteranno invece a 5.000 euro ciascuno i premi per le ricerche storiche nelle scuole superiori e per la migliore tesi di laurea sull’emigrazione, con una duplice finalità: «Non solo perché la memoria di quel momento così importante per la nostra storia, costituito dalla grande migrazione, rimanga vivo nei giovani e li renda consapevoli della forza, della determinazione, del sacrificio che l’hanno caratterizzato, ma anche per comprenderne gli aspetti di ricaduta economica nella nostra regione, come rimesse, e nei Paesi di destinazione, in termini di risultati economici e imprenditoriali». Infine da quest’anno 10.000 euro andranno ai nuovi gemellaggi tra i Comuni nostrani ed esteri che sono stati meta dell’emigrazione veneta. Angela Pederiva
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LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 CORRIERE DELLE ALPI
REGIONE
la sfida del federalismo
Salvini e Zaia: «Autonomia e Tav il M5S rispetti l’intesa di governo» Il leader della Lega: «Il prossimo consiglio dei ministri dovrà dare risposte» Di Maio ribatte: «Basta con i pasticci del titolo V, garantire la coesione nazionale» PADOVA. Continua il braccio di
ferro tra Lega e M5S sull’autonomia delle regioni, materia da contesa elettorale con Salvini e Zaia che rilanciano l’ultimatum e il M5S che frena. Governo diviso su tutto, l’incontro tra il premier Conte e il ministro Conte non ha sciolto il nodo politico su come realizzare il federalismo. Il muro di gomma alzato dal M5s assorbe tutti gli assalti della Lega, senza mostrare cedimenti. Fino a quando potrà reggere? I conti si faranno dopo il 26 maggio. Intanto continua il ping pong per lanciare messaggi tranquillizzanti ai propri elettori, con la Lega che preme sull’acceleratore e il M5s che frena. Ieri anche Matteo Salvini è tornato alla carica nel corso dell’intervista a «In mezz’ora» su Rai3. «In consiglio dei ministri la settimana prossima io interverrò sul decreto sicurezza bis, la diminuzione delle tasse e l’autonomia», ma anche sulla necessità di «sbloccare i cantieri, te-
ma che vede i 5 stelle timidi, ma non si può continuare a dire no, anche alla Tav, poi se vogliamo parlare di conflitto di interessi parliamone» ha detto Salvini. Tema ripreso anche in un comizio a Sanremo. «Nello sblocca cantieri ci sarà una norma pro-Tav? L’Italia ha bisogno di viaggiare. Siamo in una terra come la Liguria e il Piemonte, che hanno bisogno di
Il governatore del Veneto a Milano «La bozza deve essere portata in Parlamento»
I ministri Danilo Toninelli ed Erika Stefani a un vertice sull’autonomia
appello di confartigianato ai candidati
«Europa più forte per frenare il boom economico della Cina» Bonomo: al primo posto va messa la competenza per tenere il passo con i tecnocrati di Francia, Spagna Germania e Olanda VENEZIA. Basta con le polemiche tra Lega e M5S, bisogna parlare del futuro dell’Europa. A suonare la carica è Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato veneto, che oggi a Venezia ha organizzato un convegno che sarà concluso dal segretario nazionale Cesare Fumagalli.
Agostino Bonomo
«Gli artigiani e le micro, piccole e medie imprese sono in Europa 23,8 milioni. Generano il 67% dei posti di lavoro e quasi il 60% di Pil, i Il 93% delle imprese ha meno di 10 dipendenti e il 98% meno di 50. Chiediamo direttive Ue a misura di piccole imprese e lavoro autonomo, fattori che assicurano crescita e lavoro e sono lievito di libertà. Chiediamo un mercato in cui giocare effettivamente alla pari e una forte deregolamentazione per il credito alle piccole imprese», spiega Bonono. «L’im-
essere collegati al resto d’Europa. Penso al binario unico che c’è in troppe realtà del sud, dalla Puglia alla Calabria alla Sicilia, penso all’alta velocità che deve collegare tutto il paese, penso ai cantieri tra Brescia, Verona Vicenza Padova. Penso al tema dell’energia, alla valorizzazione dei rifiuti. Sono
portanza della consultazione elettorale per l’elezione del nuovo Parlamento Ue del 26 maggio non gode, per ciò che si legge e si ascolta, di un clima adeguato alle scelte che il voto comporta e di consapevolezza delle sue possibili conseguenze. Tengono banco questioni domestiche, non esaltanti, e una ricerca di consenso che usa fatti contingenti e retoriche superficiali nelle quali non traspaiono visioni di quale Europa si vuole, spiega il presidente di Confartigianato Imprese Veneto. La ricetta? «Ci vuole più coesione europea per battere la sfida del neo imperialismo cinese, una guerra commerciale che ci mette in ginocchio. Determinazione e competenza è quanto chiediamo ai partiti e ai candidati, per competere con la capacità negoziale di Francia, Germania, Olanda e Spagna.
tanti i cantieri da sbloccare». Il tema è stato ripreso anche da Luca Zaia a Milano. «Io ragiono da veneto, noi siamo sempre molto puntuali e precisi. C’è un contratto di governo e i 5 Stelle sanno che devono rispettarlo e in quel contratto c’è la parola autonomia. E i 2.328.000 veneti non se lo sono dimenticati. Io ultimatum non ne do, dico solo che i compiti per casa li abbiamo fatti ed è ora di approvare l’autonomia. Spero che il consiglio dei ministri si decida a mandare questo progetto, il nostro contratto in Parlamento e poi ne discutiamo. L’autonomia non può saltare, perché se saltasse vuol dire che verrebbe meno la parola data ai veneti, ai lombardi, agli emiliani e alle altre 17 regioni italiane che hanno o che vogliono l’autonomia. C’è un contratto di governo da rispettare, non può dar fastidio chi cresce. Se qualcuno vuol crescere come noi non deve far altro che rispettare i patti con i cittadini» ha detto Zaia. Immediata la replica di Luigi Di Maio dalla Puglia. «L’autonomia delle Regioni deve rispettare la coesione nazionale e siccome ancora risentiamo dei danni fatti con la riforma del Titolo V, grazie alla quale ci troviamo con venti Regioni dove ci sono venti sanità diverse, io dico di fare le cose con calma e non per iniziative elettorali. La Repubblica è una e deve essere unita. Credo che lo vogliamo anche i veneti e i lombardi», ha detto il vicepremier grillino. — Al. Sal. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Su questo terreno l’Italia è stata discontinua e non ha fin qui dato il meglio di sé», conclude Bonomo. Su questi temi alla Suola Grande di San Rocco a Venezia, oggi dalle 16.30, ci confronteranno, con la conduzione della giornalista Paola Saluzzi, autorevoli docenti. Ivone Cacciavillani, avvocato e studioso delle istituzioni della Serenissima; Vittorio Emanuele Parsi, ordinario di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano; Marco Lossani, ordinario di Economia Politica ed Economia Internazionale e dei Paesi emergenti all’Università Cattolica di Milano; Lapo Pistelli, Executive vice Presidente e direttore delle relazioni internazionali del Gruppo Eni; Roberto Bin, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Ferrara. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non solo il Dragone, anche l’Ue è nel mirino di Trump
E
Rizzo rilancia «Aumentare gli stipendi ai lavoratori»
Marco Rizzo ieri a Padova PADOVA. Marco Rizzo, che
guida la lista del Partito Comunista nella circoscrizione Nordest alle prossime Europee, ieri ha presentato programma e candidati al Pedrocchi di Padova. Alle spalle del segretario c’è Laura Bergamini, 58 anni, già candidata sindaco del Pc a Parma, educatrice in un asilo comunale. Graziato dalla raccolta di firme perché apparentato con i due eurodeputati del Pkk greco, il Pci di Rizzo punta a «creare un vasto fronte popolare che consenta all’Europa di far crescere l’economia e di aumentare gli stipendi dei lavoratori, mentre fin o ad oggi le decisioni adottate in nome della stabilità dei mercati e della finanza hanno finito per punire i lavoratori» ha detto ieri Rizzo al Pedrocchi. Gran parte dei candidati arriva dall’Emilia Romagna e anche dalla capitale, con Gianmarco Chilelli che ha preso posizione qualche settimana fa, dopo il blitz della procura antimafia di Venezia. «In #Veneto inchiesta sulla camorra. Saltano avvocati, politici, direttori di banca. I Casalesi facevano affari», con riferimento alle ultime clamorose novità del Veneziano. L’altra lista della Sinistra storica ha invece come capolista Silvia Prodi, nipote dell’ex premier dell’Ulivo, e Adelmo Cervi, figlio di uno dei partigiani fucilati dai fascisti a Reggio Emilia. Tra i candidati Luisa De Biasio Calimani, ex deputata dell’Ulivo. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
FRANCESCO MOROSINI
L’ANALISI
uropa e Italia attente: sebbene i canali della diplomazia economica restino aperti, la guerra dei dazi tra Usa e Cina sulle rotte commerciali del Pacifico le tocca da vicino. Al momento Washington è all’offensiva con dazi per circa 200 miliardi di dollari su merci importate ed altri ne minaccia per ulteriori 300 miliardi di dollari. Ovvio, la Cina replicherà – già lo fa, ad esempio, comprando soia dal Brasile – toccando i punti sensibili economico-elet-
partito comunista
torali della Casa Bianca. In più la Città Proibita, reiterando quanto fece il Giappone a fine ’900 contro dazi degli States sull’auto, potrebbe ridurre la propria presenza sul mercato americano dei bond, così spingendo all’insù i tassi d’interesse. Visto dal Vecchio Continente, si potrebbe dire: affari loro. Sarebbe un’illusione che, purtroppo, pare prevalere nel dibattito pubblico in vista delle prossime Europee. Male, perché qui l’Ue è in prima linea. La questione è: Trump, con i
dazi punta prioritariamente alla riduzione del deficit commerciale sia sul versante del Pacifico che su quello euro-atlantico? Insomma, la sua è un’agenda esclusivamente economica? Probabilmente no. Infatti, in quanto presidente degli Stati Uniti, logica vorrebbe che egli si ponga obiettivi politici prima che economici: di sicurezza nazionale, come egli stesso afferma. In altri termini, è cosa razionale per una superpotenza quale gli States, e che tale voglia resta-
re, diminuire la dipendenza economica dalla Cina, ormai suo sfidante globale. Detto altrimenti, l’autonomia militare di Pechino (sebbene la parità strategica con gli Usa sia tuttora lontana) modifica il senso politico delle regole del libero mercato. A riprova, il deficit commerciale degli Usa con paesi ad essi legati militarmente è ben più accettabile dalla Casa Bianca; anzi, fu proprio l’export attivo degli Stati dell’Ue, del Giappone e della Corea del Sud a creare una be-
nigna dipendenza di questi ultimi dal mercato statunitense. Cionondimeno, ora nel mirino protezionista di Trump è inquadrata, con la Cina, l’Europa. Perché? In parte a causa dell’attivo commerciale dell’Ue (e dell’Italia) che, almeno dal punto di vista dell’ideologia dell’America first, va quantomeno bilanciato anche se il costo economico di ciò minaccia di essere salato per i partner e gli Usa medesimi. Soprattutto, è plausibile che così Trump ritenga di “tirare le
orecchie” agli Stati dell’Ue, visti come alleati poco affidabili. Qui l’obiettivo principale degli Usa è la Germania sia come competitor economico che, geopoliticamente, per il suo legame, specie sull’energia, con la Russia. Ma i “colpi” alla Germania minacciano la Penisola in quanto opera entro la catena del valore tedesca. Gli economisti, come detto, spiegano che le guerre commerciali sono onerose per tutti, fautori compresi. Tuttavia, talvolta le ragioni di sicurezza e di potere, oggi lo fa Washington, fanno aggio sulla ratio economica. Ecco un tema per le elezioni europee. O no? — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
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LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 CORRIERE DELLE ALPI
BELLUNO
L’adunata del centenario
le immagini
Bianco, rosso e verde, sfilano i bellunesi Nelle foto di Giuseppe D’Alia, Laura Berlinghieri e agenzie alcuni momenti della sfilata degli alpini a Milano, a sinistra la sezione di Feltre, qui a destra il sindaco di Valle di Cadore Marianna Hofer in un selfie. E poi la sezione di Belluno durante la sfilata, le autorità bellunesi che sfilano con Padrin e i parlamentari. E infine la sezione del Cadore.
Sì alle Olimpiadi e al collegamento è il messaggio che arriva dagli alpini Durante la sfilata lo speaker ha affrontato alcuni dei più importanti temi dell’attualità bellunese, compreso lo spopolamento Francesco Dal Mas BELLUNO. Grazie agli alpini, a Milano per l’Adunata del Centenario, ora tutta Italia sa che in provincia di Belluno c’è un territorio che vuole il collegamento sciistico tra il Comelico e la Val Pusteria. Che esiste un problema spopolamento e che iniziative come questa possono contrastarlo. Sa anche, l’Italia, di dover tifare perché il Cio scelga la candidatura olimpica Milano-Cortina. Lo sa perché l’avvocato Nicola Stefani, di Pieve di Soligo, “megafono” dei raduni, lo ha spiegato puntualmente alle 500 mila tra penne nere e loro amici che erano schierati all’ombra del Duomo di Milano e lungo le strade della città e perché numerosi utenti l’hanno – ammette Roberto Padrin, presidente della Provincia, che come tale ha sfilato a Milano – appresa da decine di canali televisivi collegati. «Ancora una volta dobbiamo ringraziare gli alpini perché hanno “alzato la voce” sui problemi di maggiore attualità che affrontiamo». Quando mancavano 20 mi-
nuti a mezzogiorno s’è affacciato, all’angolo del Duomo, la Protezione civile del Nord Est. In prima fila l’assessore Gianpaolo Bottacin, capello d’alpino in testa. A pochi metri da lui una volontaria con un cuscino rosso e un cappello d’alpino. Era quello del mitico Rinaldo De Rocco, già sindaco di Canale d’Agordo, scomparso da poco. Il suo nome è risuonato nella piazza della Madunina e il primo a commuoversi, tanto da avere la voce rotta, era lui, Stefani. Un brivido ha percorso i 3 mila bellunesi presenti. Rinaldo, l’icona non solo degli alpini ma degli uomini delle terre alte. Si è affacciato un timido raggio di sole quando si sono palesate le magliette rosse della sezione Cadore, in testa il presidente Antonio Cason, alle spalle il consiglio della sezione e alcuni sindaci, tra loro Fausto Bortolot, presidente della Magnifica Comunità del Cadore. Dagli altoparlanti è stato scandito l’impegno dell’Ana per lo sviluppo del Comelico e, quindi, a sostegno delle nuove piste e degli impianti per il collegamento con la Pusteria. «Per evitare di dover
prendere la valigia in mano ed emigrare», ha detto lo speaker. Poi le magliette bianche di Belluno, al comando il vicepresidente Arrigo Cadore e, insieme ai sindaci, anche Roger De Menech. «100 anni di coraggio – questo il messaggio dello striscione – per agire, ma anche di impegno per servire». Soprattutto nella solidarietà. La Fanfara della Cadore ha ritmato i passi veloci.
Sotto le guglie del Duomo ricordato anche Buzzati mentre passano i bellunesi «Veloci perché – come ha spiegato Cadore – la strada era ampia e si poteva tranquillamente marciare per 9». Sotto le guglie del Duomo poteva essere dimenticato il bellunese Dino Buzzatti? Evidentemente no. È stato lui a paragonare quelle guglie ad una parete dolomitica. Quindi, prima il rosso, poi il bianco, ed ecco il verde dei Feltrini. «Da 100 anni sulle
orme dei nostri padri» proponeva un lungo striscione. «Potrebbe essere l’ultima volta che le tre sezioni sfilano separate – conferma il presidente Stefano Marech -. Al raduno triveneto di Tolmezzo marceremo uniti, per ridare unità al tricolore, a testimonianza di un comune impegno. Ma sia chiaro che la Cadore, Belluno e Feltre non si fonderanno, manterranno la loro autonomia. Ciascuno di noi ha rispetto per la propria storia». Commozione fino alle lacrime anche in un altro momento, quando la sfilata si è fermata per rendere omaggio ad Iroso, l’ultimo mulo degli alpini. È morto recentemente il “generale”, aveva la matricola 212; ieri c’era il suo basto, portato tra la folla da Toni De Luca, che nel 1993 aveva salvato il quadrupede dalla macellazione. Numerose le penne nere della provincia che ancora si ricordavano di quel compagno di (dis) avventura. Dalla tribuna d’onore, il presidente Luca Zaia ha fermato il corteo, pochi secondi, è sceso ed ha accarezzato la “reliquia”. — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
le reazioni
Bond: «Città fredda» Gli altri: «No, accolti davvero con calore» BELLUNO. Milano, fredda o
calda? «Senz’altro accogliente – per Roger De Menech, Pd -, almeno da quando ha scoperto il calore degli alpini, da sabato. Sfilando, di gente ne ho vista davvero tanta, con bambini che sporgevano le mani per toccare le penne nere». Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Gianpaolo Bottacin. «La città ha risposto bene, non si poteva pretendere che l’Ana la riempisse di tricolori. Ancora una volta l’associazione ha dimostrato tutta la sua efficienza». Bocciatura secca, invece, da parte di Dario Bond, (Fi). «L’amministrazione comunale di Milano ha voltato le spalle agli alpini. Milano è sempre una grandissima città. Ma per l’adunata nazionale nell’an-
no del centenario, poteva fare qualcosa di più. Perfetto il servizio d’ordine e l’organizzazione. Ma non ho visto tricolori alle finestre delle case. Non ho visto nessuna vetrina addobbata, evidentemente il coordinamento commercianti non si è preoccupato dell’adunata. Non ho sentito il calore e non ho respirato l’atmosfera vista lo scorso anno a Trento e in precedenti adunate, Come ad Asiago, a Bassano, a Treviso». Renato Genovese, il generale di Vittorio Veneto che ha coordinato l’organizzazione, traccia invece un bilancio positivo. «Grazie alla città per averci accolto a braccia aperte, ma soprattutto il nostro ringraziamento va a tutte le istituzioni del territorio». — F.D.M.
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Primo Piano
Lunedì 13 Maggio 2019 www.gazzettino.it
Lo scontro sui dossier
Strappo di Salvini: «Subito autonomia, tasse e sicurezza» «Consiglio dei ministri in settimana `Proposta di legge leghista: inceneritori sull’intesa, decreto bis e flat tax» in ogni regione o arriva un commissario `
IL CASO ROMA «Io in Consiglio dei ministri la settimana prossima interverrò sul decreto sicurezza bis, sull’autonomia e sulla diminuzione delle tasse, ma anche sulla necessità di sbloccare i cantieri, tema che vede i 5Stelle timidi. Non si può continuare a dire no anche alla Tav. Poi, se vogliamo parlare di conflitto di interessi, parliamone...». Così Matteo Salvini, ospite di Lucia Annunziata su Rai3, detta la sua agenda agli alleati 5Stelle da qui alle Europee. «Nel Consiglio dei ministri i rapporti cambiano se non si mantengono le parole date», avverte il capo leghista. Messaggio perentorio, che colpisce direttamente anche Roma, rilanciando l’intesa con Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna su cui i ministri grillini stanno facendo muro, dicendo - da Giulia Grillo a Sergio Costa - no a un’Italia di serie A e un’altra di serie B. Ma il Carroccio ha urgente bisogno di ripartire, dando un segnale ai suoi elettori nordisti che premono per l’autonomia, a costo di inimicarsi quelli tanto faticosa-
mente conquistati al centrosud. Di qui, anche l’ultima mossa leghista in Parlamento: un ddl sottoscritto dall’intero gruppo, che di fatto mette fine al trasferimento dei rifiuti da una Regione all’altra, obbligando tutte a dotarsi di un proprio termovalorizzatore. Un messaggio esplicito a Virginia Raggi e alla sua linea di veti sugli inceneritori in una Capitale ormai in emergenza cronica per i rifiuti.
BASTA DISCARICHE Ogni Regione, prevede dunque la norma leghista, ha l’obbligo e la responsabilità di smaltire i propri rifiuti. Basta, dice la Lega, con le discariche. Basta con il business dei rifiuti perché esportarli all’estero rappresenta «un costo eccessivo» per l’Italia e ne beneficiano solo i Paesi del Nord Europa. Basta con «l’automatismo del-
la legge Renzi» per cui «chi possiede termovalorizzatori deve accettare» la spazzatura altrui. Il partito di via Bellerio punta a risolvere “a monte” il problema dell’immondizia. Obbligando le Regioni a costruire impianti per essere autosufficienti e producendo allo stesso tempo energia. E per chi si sottrae è previsto - dopo una diffida - il commissariamento automatico. «Serve una legge nazionale. Bisogna mettere fine alla logica del trasferimento della spazzatura da una regione all’altra e dall’Italia all’estero», sottolinea Simona Bordonali, deputata della Lega ed ex assessore in Lombardia, prima firmataria della legge. «I termovalorizzatori esistenti - aggiunge - sono sovraccarichi. Lo Sblocca-Italia non risolve il problema. La situazione non è più gestibile». L’obiettivo è modifica-
re l’articolo 35 del decreto legge del 2014 che – si sottolinea nel testo – «non tiene conto dell’autonomia di pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti» e ha portato ad una «deresponsabilizzazione delle Regioni per quanto concerne il raggiungimento di obiettivi virtuosi in materia di gestione dei rifiuti». Occorre, invece, mettere fine ad una gestione «emergenziale» e recepire le direttive europee.
TARIFFE Il trasferimento dei rifiuti da una Regione all’altra per la Lega deve essere «una extrema ratio» e può essere disposto solo «previa intesa con la Regione di destinazione che stabilisce anche le condizioni del conferimento», fermo restando che alla regione destinataria va indirizzato un contributo «nella misura di 20 euro per ogni
PIZZA Spuntino di Matteo Salvini prima del comizio a Sanremo (ANSA)
tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato». Ma lo Stato deve imporre – ecco l’obiettivo della legge – alle Regioni deficitarie un adeguamento della pianificazione «entro centottanta giorni» e l’avvio delle procedure per la realizzazione di «interventi strutturali». Mentre il governo deve individuare «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del-
IL TRASFERIMENTO DI IMMONDIZIA IN ALTRE PARTI DEL PAESE “EXTREMA RATIO” E SOLO IN VIA TRANSITORIA
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Mario Pozza*
L
e pagine del nostro Gazzettino ogni giorno di più sembrano un bollettino di guerra. E davvero una guerra è in atto. Una guerra contro l’autonomia e contro il Veneto. Occorre partire, per descrivere il campo in cui si svolge il conflitto, dall’ultima intemerata del Ministro Toninelli che pretenderebbe che una nuova tassa per avere un Mose funzionante. Precisa che non dovrà gravare sui veneti, ma l’impressione rimane: a chi chiede autonomia si risponde con l’ipotesi di nuove tasse. Chissà se al Ministero ricordano la storia dell’opera, tutta in capo allo Stato, e in attesa di avere una risposta sull’argomento mi auguro che la oggettiva inopportunità dello sciagurato emendamento sia sfuggita a qualche suo zelante dirigente e non sia stata partorita dal Ministro in persona. Di sicuro Toninelli almeno ha letto le reazioni compatte di tutta la Regione e soprattutto quelle del Presidente Zaia e del Sindaco Brugnaro che intercettano i nostri sentimenti in pieno. Ma è, quello sul Mose, l’ultimo atto di una farsa che va avanti da un anno. Una commedia in-
le disposizioni» della legge per ciascuna Regione «la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani». Nel caso di mancato rispetto «da parte della regione degli adempimenti a proprio carico», è prevista una procedura di commissariamento «con l’individuazione espressa del presidente della regione quale commissario ad acta». «Oggi c’è l’impellente necessità di ridurre al minimo i rifiuti da conferire in discarica», si sottolinea. Sempre sulla stessa materia, al Senato, invece, la Lega ha depositato un altro testo che «oltre a elevare a 500 euro la sanzione amministrativa pecuniaria minima applicabile in caso di abbandono di rifiuti, devolve ai comuni, anziché alle province, i proventi delle relative sanzioni, allo scopo di rendere maggiormente stringente la normativa e di salvaguardare il decoro delle nostre città dal malcostume di alcuni cittadini, oltre che di tutelare l’ambiente e l’igiene pubblica». Emilio Pucci
RIFIUTI La Lega vuole che ogni Regione abbia la responsabilità di smaltire i propriuo rifiuti
«Riforma, Mose, Tav: guerra al Veneto Così si offendono cittadini e imprese» differente alle ragioni del contratto di governo in cui il tema autonomia era stato inserito; irridente il referendum che è stato vinto da Zaia, certamente, ma di più, dai milioni di cittadini che si sono espressi senza possibilità di essere fraintesi; in contrasto con la stessa ragione d’essere di un governo che per taluni evidentemente è una specie di tela di Penelope che si fa di giorno e si disfa di notte; insensibile di fronte al buon lavoro della ministra Stefani e alle eccellenti intuizioni di giuristi del calibro di Mario Bertolissi. Ritengo davvero offensivo non tenere in alcuna considerazione il volere di tanti milioni di cittadini e delle centinaia di migliaia di imprese venete, lombarde emiliane, di quella vasta area
ALTA VELOCITÀ Lavori di costruzione della Tav in Piemonte: la linea dovrebbe arrivare in Veneto
«AL CONVEGNO SULLE INFRASTRUTTURE DEL 16 MAGGIO IL SISTEMA CAMERALE MANIFESTERÀ LA SUA INSODDISFAZIONE» 4db293bb-be9e-495d-93a5-2110b33e7d8a
della nostra Nazione che produce decine di punti di Pil. Sono, e non da solo, contrarissimo al cosiddetto reddito di cittadinanza. Ma credevo che ci sarebbe stato una specie di scambio: reddito, per i fannulloni, in cambio di autonomia per la società che produce. Senza scambio, che interesse c’è stato nel votare il reddito di cittadinanza, nuovo fardello per il nostro povero Mezzogiorno condannato a non avere stimoli e leggi che lo facciano risorgere? Insomma, senza autonomia sarebbe bene che il governo se ne vada a casa. Certo, la guerra ha pure altri fronti. Tra poco, per esempio, si vota, ma nulla sappiamo dei programmi di chi vuole farsi eleggere. Conosciamo nomi, liste e curricula, ma ancora ci sfuggono i
programmi. Mancano un paio di settimane al voto ma l’idea che mi sono fatto è che ancora una volta il pattuglione di eurodeputati italiani sarà confusamente presente dove si legifera e dove si dovrebbe poter contare su lobbies serie e competenti. Tra qualche giorno, il 16, il sistema camerale ha organizzato un convegno sul tema delle infrastrutture: in Veneto si farà la Tav? Se sì, sarà interessante far notare che tra Verona e Padova non esiste nemmeno una linea tracciata con il lapis. Se invece la scelta dovesse essere negativa, bisognerà indicare con chiarezza i colpevoli di una simile scelleratezza. Ferrovie dello Stato cosa pensa che sia il Veneto? Dalle scelte che fa probabilmente lo immagina sulla riva destra del Danubio, quella parte dell’inconosciuto mondo che una volta si chiamava Pannonia. Non siamo per nulla soddisfatti delle scelte di chi in ogni caso si muove anche con i soldi dello Stato e sulle infrastrutture pubbliche e credo che tale insoddisfazione il 16 sarà manifestata. Ecco, abbiamo messo mano al tema della mobilità di uomini e merci perché siamo desolati. E le elezioni sono alle porte. Anche qui, in Pannonia. *Presidente Unioncamere del Veneto © RIPRODUZIONE RISERVATA
REGIONE
LUNEDÌ 13 MAGGIO 2019 MESSAGGERO DEL LUNEDÌ
polemica con il pd
civibank
Taglio dei parlamentari Fedriga non ha dubbi «È una riforma giusta»
Il piano strategico presentato in ateneo UDINE. Non è cosa da tutti i
Il presidente: l’autonomia si difende con i fatti concreti La nostra regione passerebbe dagli attuali 20 a 12 onorevoli
Maurizio Cescon UDINE. «Non è uno scherzo»,
tutto in maiuscolo con tanto di trattini a evidenziare la frase. Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha scritto un post su Facebook di buon mattino (prima degli auguri alla sua mamma e di tanti altri avvenimenti di campagna elettorale) per stigmatizzare l’atteggiamento del Pd regionale contrario al taglio dei parlamentari, approvato in prima lettura da Camera e Senato. E per rendere più efficace il suo post ha pubblicato il titolo del “Messaggero Veneto” sull’argomento. E poi ha aggiunto: «Il Pd si “ribella” al taglio dei parlamentari e mi chiedono di intervenire. Rispondo a costoro, che hanno paura di perdere la poltrona, che sono or-
goglioso che la #Lega abbia finalmente approvato il taglio del numero di parlamentari. Siamo tra i Paesi con il più alto numero di senatori e deputati al mondo.Se qualcuno ha paura di perdere la poltrona è un problema suo, non del Friuli Venezia Giulia». Pensiero chiarissimo, che non ha bisogno di interpretazioni particolari, tanto che a fine giornata il post aveva raccolto più di 825 mi piace (meno solo degli auguri alle mamme per la loro festa), 122 commenti e 183 condivisioni. «È incredibile che il Partito democratico - ha poi aggiunto il governatore - metta in relazione il numero delle poltrone a Roma con l’autonomia del Friuli Venezia Giulia. Ma allora i patti finanziari firmati da Padoan e da Serracchiani cosa c’entravano con
l’autonomia, visto che imponevano di versare a Roma una quantità enorme di denaro? Noi invece siamo riusciti a risparmiare 830 milioni in tre anni, questo è difendere la Specialità, mica difendere le poltrone. Semplicemente ci sono deputati e senatori che hanno paura di non essere rieletti e allora vogliono il posto sicuro». Sulla tutela della minoranza slovena Fedriga ritiene che, alla fine, una soluzione si possa trovare. «Se ne potrà parlare quando si metterà mano alla legge elettorale - aggiunge il presidente - . La riforma costituzionale di Renzi, quella bocciata dal referendum, non faceva assolutamente nulla per le minoranze della nostra regione, eppure la presidente del Fvg di allora, Debora Serracchiani era vice segretario nazionale del Pd e non disse
Il presidente della Regione Massimiliano Fedriga
assolutamente niente in proposito. È evidente che gli esponenti del Pd si muovono in maniera diversa se stanno in maggioranza o in opposizione, ma non entrano mai nel merito delle questioni». Fedriga difende la riforma che prevede a livello nazionale un drastico taglio di senatori (da 315 a 200) e di deputati (da 630 a 400). Per il Friuli Venezia Giulia il “conto” sarebbe di 8 onorevoli in meno, dagli attuali 20 ai futuri 12. «È una riforma che preve-
l’assegno regionale
I dem: «Il bonus povertà va ripristinato soltanto così l’aiuto andrà agli indigenti» TRIESTE. Il Pd regionale chie-
de con forza che la Mia, la misura di inclusione attiva varata dalla giunta di centrosinistra tre anni fa, venga al più presto ripristinata. «L’idea di valutare una riattivazione della Mia in Friuli Venezia Giulia, che si sta facendo strada nella maggioranza regionale, va percorsa con la massima velocità e accuratezza, in modo da arrivare pronti e da non lasciare senza mezzi le persone bisognose che non saranno coperte a sufficienza dal reddito di cittadi-
nanza», afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, dopo che dalla giunta regionale di centrodestra è stata manifestata un’apertura verso l’opportunità di rivedere alcune caratteristiche della misura attiva di sostegno al reddito (Mia), introdotta nella precedente legislatura, tenendo conto del reale impatto determinato dal reddito di cittadinanza. «Negli scorsi anni – ricorda Serracchiani – nei confronti della Mia abbiamo sentito dal centrodestra attacchi ingenerosi e chiara-
mente strumentali, fin dalla discussione in Consiglio, e poi parlando di “assistenzialismo”, di “aspettative non soddisfatte”, di servizi sociali “mandati al collasso” e via accusando. Spero sia acqua passata, e che la maggioranza sia stata resa prudente dal bagno di realtà fatto al Governo della regione e nel confronto con un esecutivo nazionale bicefalo che si muove a tentoni». Per Serracchiani infine «è auspicabile che stavolta non si debba tornare a presentare mozioni per convin-
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cere la giunta ad agire, ma che le preoccupazioni manifestate dai cittadini e dai corpi intermedi siano sufficienti. La Mia è servita e può aiutare ancora tanta gente, il reddito di cittadinanza presenta ancora criticità pesanti. Stavolta lo dico io: facciamo da soli e faremo meglio». Sulla stessa lunghezza d’onda pure il consigliere regionale dem Nicola Conficoni. «La Giunta non si attardi negli annunci e ripristini tempestivamente la Mia visto che sulla sua utilità ormai
de solo questo capitolo del taglio dei parlamentari, non mette insieme mille cose come quella di Renzi - conclude Fedriga -. Ritengo sia una cosa opportuna, penso che nel giro di 6, 8 mesi potrebbe essere approvata dai due rami del Parlamento anche in seconda lettura. Poi eventualmente potrebbe esserci un referendum, vedremo come andrà il voto. Ma chi si attacca alla poltrona lo fa solo perchè teme di perderla». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
non ci sono dubbi - dice Conficoni - . Che il reddito di cittadinanza fosse parziale e avrebbe ridotto la platea di aiuto lo avevamo già denunciato nei scorsi mesi. Così come sapevamo, grazie alla valutazione sull’attuazione presentata in comitato della legislazione e controllo, che la
Serracchiani: nel recente passato attacchi ingenerosi e strumentali misura di inclusione attiva (Mia) ha funzionato e la sua interruzione avrebbe creato problemi. Ci sono tutti gli elementi per comprendere che ricercare altre soluzioni, per piantare una propria bandierina, porterebbe solo a dilata-
giorni che una banca presenti il proprio piano industriale nel corso di una lezione universitaria. È accaduto al polo universitario di Pordenone, dove la presidente di CiviBank Michela Del Piero affiancata dal vicedirettore generale Gianluca Picotti ha illustrato a una nutrita platea di studenti dei corsi di laurea e laura magistrale in banca e finanza il piano strategico della banca per il periodo 2019-2022. Il piano industriale è la rappresentazione della programmazione del futuro aziendale che fissa gli obiettivi economici e finanziari e le azioni che saranno intraprese per permettere di raggiungere tali risultati. Analisi di mercato, direttrici strategiche, aspetti organizzativi, obiettivi di crescita e modalità di finanziamento sono i capisaldi del progetto. Di tutto ciò hanno parlato agli studenti i rappresentanti di Civibank, scendendo nei dettagli del piano strategico che punta a un irrobustimento patrimoniale quale fattore dello sviluppo e di espansione territoriale. —
re i tempi, mentre migliaia di famiglie sono in difficoltà». Infine, conclude Conficoni, «la Giunta ha fatto male a credere nel reddito di cittadinanza, sbandierato dal governo gialloverde come una soluzione ma rivelatosi un flop. Sui bisogni delle persone non si deve cedere alla facile propaganda». Il vice presidente del Fvg Riccardo Riccardi aveva ammesso che è opportuno ripensare le misure contro la povertà. «Per riprogrammare e rivedere gli interventi di contrasto alla povertà in regione e renderli più efficaci - aveva dichiarato Riccardi - sarà necessario rivedere alcune caratteristiche della Mia, introdotta nella precedente legislatura, considerando l’impatto del Reddito di cittadinanza». — BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI