Il libro restituisce una esperienza sviluppata all’interno del DIDA, in cui la pratica della fotografia, oggetto del Seminario tematico "Fotografia come strumento di indagine urbana", partecipa ad una attività di ricerca volta ad indagare gli spazi ordinari dell’urbano nella loro natura multiversa. Esso si confronta con una porzione periferica del Comune di Firenze caratterizzata da importanti fenomeni di marginalità e dalla presenza di due grandi strutture carcerarie. Il testo raccoglie alcuni contributi scientifici sul tema del rapporto tra carcere e città, il lavoro fotografico di Davide Virdis ed i lavori individuali dei sette studenti/fotografi coinvolti nel seminario.