ass. Cavalier Romani: la strega guglielmina

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La Strega Guglielmina di Elisa Anti

illustrazioni Manuel Malesani



LOCI AMINITATI QUAM PATRUS ANTON COLVERAT COLUMNA NOMINE GABRIELLAM IN MEMOR DOMUS SUE IERONIMUS MESCHINIUS ADIECIT A.D. 1834

Questo è quello che si sa della “guglia” del parco di Sona; ma noi conosciamo la vera storia...



C’era una volta, tanto tempo fa, in un paese chiamato Sona, una villa con un bellissimo giardino pieno di piante e di animali.

Tutti i bambini del paese avrebbero voluto passare i pomeriggi a giocare tra gli alberi.



Purtroppo, però, in una torre diroccata in un angolo del giardino viveva una strega di nome Guglielmina, che i bambini non li poteva proprio vedere. Appena uno di loro faceva capolino dal cancello, subito si metteva a gridare, a fargli le boccacce, a svolazzare tra i rami sulla sua scopa finchĂŠ il bambino non scappava via. Insomma, il parco era il suo regno, e non c’era verso di farglielo dividere con gli altri.


In realtĂ , Gugliemina

non era cattiva:

solo che fin da piccola gli altri bambini, appena scoprivano che era una strega, non volevano piĂš giocare con lei.


Poco importava che fosse una streghetta buona, simpatica e gentile, per gli altri era solo una strega, e siccome nelle favole le streghe sono tutte cattive, scappavano via. Se solo avessero provato a conoscerla meglio, avrebbero capito quanto fosse simpatica e gentile. Invece niente, avevano troppa paura, e cosĂŹ la povera strega rimaneva sempre a giocare da sola. CosĂŹ, dopo aver provato e riprovato a convincere i suoi amichetti a giocare con lei, aveva deciso che nessun bambino sarebbe piĂš entrato nel suo giardino. E anche dopo essere diventata grande non aveva piĂš cambiato idea.


Un giorno però, in una meravigliosa giornata di sole, un gruppetto di bambini aveva davvero tantissima voglia di andare a giocare in quel giardino. CosĂŹ, piano piano, senza farsi vedere, i bimbi si avvicinarono ad un buco che c’era nel muro di cinta, nascosto dai cespugli, e rimasero nascosti a spiare

la strega Guglielmina.

Era seduta sul vecchio albero storto con il suo vestito fatto di stracci, i suoi vecchi zoccoli rattoppati e i capelli spettinati. Mangiava una minestra di erbe e radici, che non aveva per niente un’aria appetitosa, e continuava a brontolare.



“Però“ disse allora una bambina “forse se non fosse sempre vestita tutta di nero, non sarebbe

sempre così di malumore”. “Già” aggiunse un’altra “e se si pettinasse un po’, si mettesse in testa qualche fiocco colorato o qualche fiore, forse le verrebbe un po’ di voglia di sorridere”.


“E se mangiasse qualcosa di più buono, sarebbe certamente più contenta” disse un bambino. “Perché non le facciamo qualche bel regalo?” propose un altro bambino. “Così forse sarà meno arrabbiata, e ci lascerà giocare nel suo giardino!”.


Tornati a casa, tutti i bambini raccontarono quello che avevano visto alle mamme e ai papà, e li pregarono di aiutarli a preparare dei regali per la strega Guglielmina. Così, una sera, tutti i genitori di Sona si riunirono per lavorare assieme: le mamme cucirono un meraviglioso vestito pieno di perline e brillantini, che aveva tutti i colori dell’arcobaleno. Un papà, che faceva il calzolaio, preparò delle bellissime scarpette morbide morbide. Un altro papà, che sapeva intagliare il legno, preparò uno splendido pettine tutto decorato con fiori e foglie. Altre mamme intrecciarono dei rami per fare delle coroncine che riempirono di nastri e fiori. Le nonne invece prepararono delle buonissime marmellate, mentre i nonni cuocevano del pane di tanti tipi diversi.



La mattina dopo, i bambini si avvicinarono zitti zitti ai cancelli del parco, seguiti dai loro papà che portavano i cesti con dentro i regali. Li lasciarono lì, all’ingresso, con un biglietto in bella vista: “Per la strega Guglielmina”. Poi, sempre in silenzio, tornarono a casa. Guglielmina rimase molto stupita nel vedere questa scena: nessuno le aveva mai portato dei regali, e non sapeva bene come comportarsi. Così fece finta di niente per tutto il giorno, anche se moriva dalla curiosità di sapere cosa le avevano portato. Andò a prendere i cesti solo a notte fonda, quando era sicura che nessuno la vedesse.


Quale fu la sua meraviglia nel vedere il vestito, le scarpe, il pettine e la coroncina, e nell’annusare il delizioso profumo dei panini e delle marmellate!



Nessuno aveva mai fatto per lei, niente di così bello, e Guglielmina ne rimase commossa. Decise che forse poteva provare a fare amicizia con quelle persone tanto gentili. E la mattina dopo, per la prima volta, gli abitanti del paese trovarono aperti i cancelli del parco. In pochi minuti, tutti i bambini erano nel parco a giocare sull’erba, come avevano sempre sognato. E anche i loro genitori e i nonni entrarono a passeggiare e a riposarsi al fresco dei grandi alberi.

“Guglielmina!” gridarono in coro i bambini “vieni a giocare con noi! Facci vedere le tue magie!”.


Appena Guglielmina uscÏ dalla torre, tutti rimasero a bocca aperta: con il vestito nuovo, la coroncina nei capelli e un dolcissimo sorriso sul viso, era davvero una strega bellissima! La giornata passò tra giochi e risate. Guglielmina mostrò ai bambini tantissime magie, e tutti si divertirono moltissimo.




Quello stesso giorno, un simpatico di nome Guglielmo stava provando la sua nuova scopa volante.

stregone

Rombando e facendo acrobazie, passò sul parco proprio mentre i bambini giocavano a farsi trasformare nel loro animale preferito. Guglielmina continuava a ridere, e a lui bastò un’occhiata per capire che era la strega piĂš bella e simpatica che avesse mai visto.


Da quel giorno, Guglielmo tornò spesso da quelle parti, fece amicizia con Guglielmina e poco a poco la conquistò. Alla fine, i due innamorati decisero di partire, per andare a vivere lontano lontano. C’era tutto il paese a salutare Guglielmina. La strega diede un bacio a tutti i bambini, abbracciò le mamme, i papà e i nonni. “Abbiate cura di questo parco - raccomandò rispettando le sue piante e proteggendo gli animali che ci abitano. E promettete di non dimenticarvi di me”. Ed è proprio per ricordare Guglielmina che ancora oggi, in un angolo del giardino, c’è quello che rimane della sua vecchia torre.


... e vissero tutti

felici e contenti


Elisa Anti Elisa Anti già giornalista e ricercatrice di storia medioevale, si è occupata di storia di Verona e di lettura agiografica. Si è soprattutto interessata del rapporto tra uomo e natura nel Medioevo, ed è autrice del volume “Santi e animali nell’Italia Padana”. È mamma di due bambini.

Manuel Malesani Manuel vive e lavora a Verona, dove ha iniziato come grafico e illustratore di storie per bambini. La sua attività principale è oggi la pittura e la realizzazione di tavole e scenografie, alla quale affianca un’attività di educazione ambientale per scuole di ogni grado, e che cerca di rendere efficace attraverso il coinvolgimento “creativo” dei ragazzi. Ha esposto in numerose gallerie anche estere e realizzato scenografie per molti teatri, oltre a produrre mobili ed installazioni per uffici, luoghi pubblici e case private. Per saperne di più, visita i siti www.malesani.com oppure www.megverona.com


Associazione Cavalier A. Romani Onlus L’Associazione Cavalier Romani è una associazione di famiglie senza scopo di lucro (Onlus), iscritta al registro regionale delle associazioni di volontariato. È nata nel 1996 come evoluzione del comitato genitori quando la scuola da privata comunale è diventata pubblica. Il passaggio si è avuto a seguito del ritiro delle suore che fino ad allora erano impegnate nel condurre la struttura. L’amministrazione comunale, con la scuola pubblica, ha voluto mantenere il ruolo dei genitori a quel tempo impegnati nella gestione della scuola privata, incaricandoli con apposita convezione di gestire alcuni servizi ausiliari di competenza del comune quali: Gestione cucina e gestione parco giochi. L’Associazione organizza attività extrascolastiche di dopo scuola sia alla “materna” che alle “elementari” in modo da dare un servizio a quelle famiglie con entrambi i coniugi occupati a tempo pieno. L’Associazione organizza inoltre corsi di

nuoto per la scuola materna e laboratori didattici particolari sempre in orario extrascolastico (16-18). È inoltre impegnata nell’animare le iniziative che favoriscono l’aggragazione delle famiglie: feste in vari periodi dell’anno, rassegna teatrale per bambini “Buonanotte Sognatori”. L’Associazione sostiene le proprie iniziative grazie ai contributi pubblici che è in grado di raccogliere tramite: Comune di Sona, Centro di Servizi per il Volontariato, Regione Veneto, Aziende private. Grazie a questo, le attrezzature che acquista per le varie attività sono a disposizione anche della scuola così da arricchirla di opportunità. L’Associazione collabora in modo intenso con l’Amministratore comunale, con l’Istituto Comprensivo Scolastico di Sona, con l’Ulss 22 per le varie iniziative tra le quali anche l’animazione estiva e con numerose associazioni locali. Il presidente Enrico Olioso.

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Consigli per i genitori Leggere una fiaba ad alta voce ai bambini, magari tutti i giorni, influisce positivamente sullo sviluppo sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità in più per stare insieme tra bambino e genitori) che cognitivo (si sviluppa meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). La narrazione contribuisce inoltre a passare e a mantenere i riferimenti culturali, a ritrovare e vivificare le “radici” che definiscono la storia familiare e collettiva, a rinsaldare i legami tra le generazioni.

Non lasciatevi derubare della cosa più bella nella vita dei vostri bambini: raccontate loro fiabe e storie! Fra i ricordi caldi e forti dei bambini divenuti adulti ci sarà anche questo: i miei genitori mi hanno sempre raccontato delle fiabe. Si formeranno legami d’amore molto più saldi di quanto avvenga accontentando i bambini nelle richieste che oggi si ritiene doveroso soddisfare. Da un’idea dei genitori dell’Associazione Cavalier Annibale Romani Onlus. Con il contributo di:

REGIONE DEL VENETO


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