Ilfattonisseno - gennaio 2015

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ISSN: 2039/7070

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Gennaio 2015

Mensile di approfondimento Direzione Editoriale: Michele Spena

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redazione: Viale della Regione, 6 Caltanissetta

Anno IV Num. 35

- Tel/Fax: 0934 594864

Poste Italiane S.p.A. - Sped. in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 conv. N. 46 art. 1 comma 1. Sud /CL

- Stampa: STS S.p.A. Zona industriale Vª Strada, Catania - Reg. Tribunale di Caltanissetta n° 224 del 24/02/2011

Speciale Scuola

La scelta “Superiore” Un viaggio nella scuola nissena per orientare studenti e genitori verso la scelta più opportuna. Gli Istituti superiori di Caltanissetta illustrano la loro offerta formativa. L’intervista

“Lo stato di salute del pianeta istruzione”

Pregi e criticità nella disamina del dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Antonio Gruttadauria. I giovani e le famiglie ripongono ancora aspettative in questa istituzione, fondamentale per la crescita sociale ma anche economica del territorio. di A. Sardo

tra dubbi e certezze

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Società

Imprenditoria

Cyber bullismo: Marco Venturi: la Polizia nissena “Scuola e impresa, in prima linea percorso sinergico” L’impresa è il cuore dell’economia, la preparazione è la fonte dell’impresa, la scuola è la base della preparazione. Un rapporto trilaterale che nella moderna didattica si coniuga negli stage che gli studenti spesso svolgono presso le aziende. Questa tematica è l’asse portante dell’intervista a Marco Venturi.

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Racconti di vita

La “scalata” di un ex studente nisseno

Totò Pignataro

Dal Viale della Regione alla Luna Una storia, che speriamo, funga da stimolo per ogni giovane, quella di Salvatore Pignataro, 48 anni, direttore della missione “Futura” per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. Animato dal suo sogno, impegno e studio gli hanno consentito di realizzare il suo desiderio: molto semplicemente, volere è potere. di M. Spena e D. Polizzi

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L’editoriale

Genitori e figli si orientano

La decisione sulla scuola superiore

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ennaio e Febbraio sono i mesi in cui i genitori sono chiamati a iscrivere i propri figli alla scuola superiore; le offerte formative sono davvero molte, come orientare i ragazzi e i loro genitori? Quali strumenti potrebbero usare i genitori e i loro figli per effettuare una scelta il più possibile consapevole?

Questo numero speciale è il nostro contributo per conoscere meglio gli Istituti superiori secondari nisseni e la loro offerta formativa. Ringraziamo le scuole che hanno aderito e contribuito al nostro progetto. Ad un primo sguardo si può notare come, rispetto ad un tempo, le possibilità di formazione si sono moltiplicate; oltre alla classica distinzione tra licei, istituti tecnici e istituti profes-

sionali si aggiungono oggi i diversi indirizzi formativi specialistici che ogni singolo Liceo o Istituto scolastico propongono per ampliare le possibilità di formazione. In questo panorama orientarsi e compiere la scelta “giusta” può essere un percorso che richiede tempo ed energie, non solo per i ragazzi, ma anche per i loro genitori.

L’adolescenza è un periodo delicato, ricco di cambiamenti, dove i ragazzi incominciano ad affacciarsi al mondo in autonomia, ma è anche l’età per eccellenza dell’incertezza; delegare completamente la responsabilità della scelta scolastica a proprio figlio potrebbe portare all’individuazione di un percorso formativo basato su motivazioni superficiali, come il seguire il gruppo di amici o l’i-

stituto più vicino a casa o dettate da idee molto generiche e poco fondate sulla concretezza degli argomenti di studio e dell’impegno che essi richiederanno al ragazzo. Allo stesso tempo i genitori potrebbero farsi condizionare, soprattutto in questi momenti storici difficili, da possibili sbocchi “spendibili” sul mercato, tendendo poco conto delle ca-

ratteristiche personali di proprio figlio. Quali possono essere gli spunti su cui genitori e figli possono riflettere per compiere una scelta il più possibile consapevole? La scuola, oltre a coltivare gli apprendimenti attraverso la didattica, rappresenta una specie di laboratorio dove i ragazzi possono sperimentare, conoscere e approfondire attraverso

nasce Logos, “il Vangelo della domenica” 3.0 alla terza settimana di gennaio una nuova presenza, autorevole e carismatica, sul FattoNisseno.it: il nostro Vescovo, S. E. Mons. Mario Russotto, commenterà il Vangelo della domenica con la sua omelia, in esclusiva per i nostri lettori del giornale on line, che sarà possibile seguire in video già dal venerdì pomeriggio. Il nuovo spazio della riflessione spirituale che offriamo ai nostri lettori

si chiama “Logos” (la Parola) e sarà disponibile per tutta la settimana, dedicato in particolare a tutti coloro che desiderano coltivare la propria interiorità alla luce e nel confronto con il Vangelo, liberamente e direttamente nelle proprie case. Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta dal 2003, è uno studioso della Sacra Scrittura particolarmente apprezzato a livello nazionale, già docente presso la

Direzione Editoriale Michele Spena

Direttore responsabile Salvatore Mingoia

Collaborazioni:

Ivana Baiunco Marco Benanti Liliana Blanco Rino Del Sarto Etico Fiorella Falci Giuseppe Alberto Falci Filippo Falcone Salvatore Falzone Annalisa Giunta Franco Infurna Lello Lombardo Donatello Polizzi Cardinale Richelieu Alberto Sardo Giuseppe Taibi Giovanbattista Tona

Disegno grafico Michele Spena

Impaginazione Antonio Talluto

Distribuzione

Giuseppe Cucuzza

Redazione Viale della Regione, 6 Caltanissetta redazione@ilfattonisseno.it Tel/Fax: 0934 - 594864 pubblicità: 389/7876789 commerciale@ilfattonisseno.it

Dal Web

L’iniziativa editoriale:

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le relazioni e i materiali messi a disposizione nelle lezioni, il proprio mondo emotivo contribuendo alla costruzione della personalità. Le scuole medie propongono di solito degli incontri di orientamento con i ragazzi per individuare i punti di forza di ogni alunno; oltre a questi elementi sarebbe utile integrare questo quadro analizzando le inclinazioni, gli interessi e le predisposizioni di ogni ragazzo trovando spunti di riflessione anche al di fuori dell’ambito scolastico. Come passa il suo tempo libero? Quali sono le passioni e le potenzialità che esprime? E con i coetanei? Cosa ci raccontano le persone che hanno a che fare con nostro figlio nell’ambito extra scolastico di lui? Confrontarsi con altri adulti che conoscono il ragazzo può aiutare i genitori ad ampliare la gamma di riflessioni e i punti di vista che magari non emergono in famiglia. In questo periodo molte scuole propongono open-day per visitare gli istituti, conoscere alcuni dei docenti, confrontarsi sull’offerta didattica e farsi un’idea del tipo di formazione che il ragazzo potrà ricevere. Accompagnarlo nellevisite agli istituti (openday), confrontarsi con altri ragazzi che frequentano già quella scuola, riflettendo poi in famiglia sulle impressioni reciproche, possono essere degli ulteriori strumenti per arricchire il quadro. Questo momento di orientamento può rappresentare un’opportunità importantissima nel percorso evolutivo sia dei genitori che dei ragazzi: ad esempio per ri-‘conoscere’ e far emergere l’identità che si sta costruendo nel passaggio da bambino ad adulto, ma anche ri-‘vedere’ il compito genitoriale attraverso una fotografia del presente condivisa assieme, sul quale essere supporto attivo e non direttivo nell’incamminarsi verso il futuro. E voi genitori di Rete Amica avete già aperto l’ascolto e il dialogo con i vostri figli? Quanto vi sentite coinvolti nella responsabilità di questa scelta? La discussione è aperta!

Facoltà Teologica di Sicilia, autore di decine di pubblicazioni di argomento biblico, relatore in molti corsi biblico-teologici in Italia e all’estero.

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Autonomia e competenza

le strade da seguire

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biettivo dell’orientamento scolastico alla scuola superiore è di facilitare lo sviluppo di quelle capacità personali e sociali che rendano i ragazzi in grado di scegliere il futuro percorso formativo e professionale in maniera autonoma e consapevole. Una decisione non facile che è bene affrontare nella giusta prospettiva. Imparare a conoscersi è il primo passo per imparare a scegliere e coltivare un pensiero progettuale su di sé. Se fino alla terza media il percorso scolastico procede per tappe “obbligate”, la scuola superiore pone per la prima volta il ragazzo di fronte a una scelta che, seppure in forma non ancora eccessivamente vincolante, gli chiede di assumersi la responsabilità di pensare adottando un’ottica progettuale su di sé che vada oltre l’immediato del qui e ora. Vediamo insieme cosa si intende per orientamento scolastico alla scuola superiore. Quello dalle medie alle superiori è un momento di passaggio delicato ed importante che necessita della giusta attenzione da parte di genitori e insegnanti e che spesso è coadiuvato da percorsi di orientamento scolastico portati avanti anche da psicologi. L’orientamento scolastico alla scelta della scuola superiore pone infatti vari ordini di problemi relativi sia alla specifica fase del ciclo di vita del ragazzo e della famiglia di cui fa parte, sia allo specifico contesto socioculturale che stiamo attraversando, sia a quelle che sono le caratteristiche della nuova riforma scolastica. La rapidità e imprevedibilità dei continui mutamenti del mondo del lavoro hanno da tempo messo in discussione i presupposti che fondavano i tradizionali percorsi orientativi e di carriera: si richiedono formazione e aggiornamento continui, flessibilità e capacità di adattamento. La scuola stessa in questi ultimi anni ha ampliato il tradizionale approccio per “contenuti” verso un approccio per “competenze”; quelle abilità personali e sociali (life skills) trasversali ad ogni

branca del sapere, necessarie ad una realizzazione personale e professionale e ad una cittadinanza consapevole. La capacità di comunicare, di affrontare situazioni nuove, di risolvere i problemi e di lavorare in gruppo diventano strumenti indispensabili per aggiornare continuamente le proprie conoscenze e far fronte ai continui sviluppi e trasformazioni della società. Per tale motivo, l’orientamento scolastico alla scuola superiore può utilmente configurarsi come percorso metodologico volto a sostenere lo sviluppo di queste “competenze chiave” a diretto vantaggio dell’autonomia dei ragazzi e della loro futura capacità di scelta. Il fine dei percorsi di orientamento scolastico non è più quello di stilare un profilo diagnostico-attitudinale, quanto di mettere i ragazzi nelle condizioni di poter loro stessi compiere autonomamente e responsabilmente una scelta alla scuola superiore che, pur facendo tesoro dell’esperienza di genitori e insegnanti, dovrebbe segnare il germoglio del loro personale progetto di vita.

Sostenere le “competenze chiave” a diretto vantaggio della loro autodeterminazione

La scadenza

Iscrizioni on line fino al 15 febbraio

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i sarà tempo fino al 15 febbraio per scegliere l’istituto preferito. Al terzo anno consecutivo di questa esperienza, due sono le principali novità introdotte. Per la prima volta sarà possibile l’iscrizione on line nelle Regioni che hanno aderito anche ai corsi di istruzione e formazione presso i Centri di formazione professionale regionali. Per la scuola dell’infanzia resta invece in vigore l’iscrizione cartacea e rimane l’esenzione dell’obbligo per le scuole paritarie di non aderire alla proce-

dura informatizzata. La seconda novità è che per aiutare famiglie e ragazzi a compiere la scelta giusta sul sito dedicato (http:// www.iscrizioni.istruzione.it) sono stati messi a disposizione diversi materiali informativi: una brochure sintetica, una guida approfondita, video tutorial. Dal lunedì al venerdì, fra le 9.00 e le 18.00, inoltre un operatore risponderà a telefono ai quesiti degli utenti. Già da lunedì prossimo il Ministero dell’Istruzione offrirà alle famiglie la possibilità di prendere confidenza con il sito,

che è stato rinnovato nella sua veste grafica, e di potersi registrare. Il sistema ‘Iscrizioni on line’ si farà carico di avvisare le famiglie in tempo reale, via posta elettronica, dell’avvenuta registrazione e delle variazioni di stato della domanda. Sarà, inoltre, possibile seguire in ogni momento l’iter della domanda inoltrata. L’Ufficio Relazioni con il Pubblico resterà a disposizione attraverso il suo canale web http://www. istruzione.it/urp, via telefono (06.58492377 - 2379 - 2755 - 2796

- 2803), e-mail e in presenza attraverso gli sportelli presenti al Miur con orario rafforzato e continuato dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì. Per sostenere l’attività dell’Urp, in occasione delle iscrizioni on line, è stato anche attivato un help desk che risponderà al numero 06.58494025 a cui le famiglie potranno rivolgersi per chiarimenti e aiuto. Anche quest’anno sarà attivato, come nel 2014, un questionario di customer satisfaction per raccogliere le opinioni degli utenti sul servizio.


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“La grande scelta”

Scuola, bussola della vita di Marina Castiglione Assessore Creatività e Cultura

Gli studenti non cedano al vento dell’omologazione

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i chiude il ciclo della scuola secondaria di primo grado e si affaccia il momento della decisione. Non si sceglie più in base alla distanza da casa, in base ai compagnetti di gioco, in base al modulo delle maestre più o meno creative o più o meno severe. Soprattutto, i protagonisti della scelta non sono più i genitori, ma i ragazzi in base alle loro inclinazioni profonde, alle loro proiezioni nel mondo. La scelta della scuola superiore è la prima scelta di reale orientamento nella vita, di prospettiva per un futuro che sembra lontanissimo e invece è, temporalmente, assai vicino. Certo, si sceglie tra le opzioni possibili all’interno del proprio spazio sociogeografico. Un piccolissimo centro non darà altra strada se non…la strada – accidentata per più motivi – del pendolarismo; un piccolo centro offrirà una, o al massimo due, possibilità di scelta; un medio e grande centro offriranno una più ampia e differenziata proposta formativa. La città di Caltanissetta, negli anni, ha sempre consentito agli studenti di scegliere indirizzi di studio superiore all’interno di una rete di Istituti completa che abbracciava la tripartizione tradizionale in Istituti d’istruzione liceale, tecnica e professionale. Da quando, poi, nel 1988, è stata istituita la Commissione Brocca, nata con il mandato di rivedere i programmi dei primi due anni della secondaria superiore, ai fini di un prolungamento dell’istruzione obbligatoria sino ai 16 anni d’età e di un superamento delle barriere tradizionali che prevedevano la tripartizione canonica, la sperimentazione è pienamente entrata nei nuovi indirizzi delle scuole cittadine e – soprattutto – nelle pratiche didattiche e nelle aspettative degli studenti e delle famiglie. Nuove articolazioni interne, sempre più aperte a funzionali sbocchi professionali, a conoscenze tecnologiche, ad ambiti artistici innovativi, oggi si am-

pliano ancora di più, a fronte di altre successive riforme. Ma le cause dell’innovazione non sono soltanto indotte dall’esterno e dagli obblighi legislativi di applicazione nazionale. Una classe Dirigente sempre più preparata e consapevole delle sfide educative ha posto le basi perché le scuole si aprissero al territorio e interagissero in un rapporto operativo e moderno con una società complessa. I docenti, con sempre maggiori corresponsabilità sia all’interno della macchina organizzativa degli Istituti, sia all’interno delle proprie classi – non di rado multietniche –, hanno spesso ripensato al proprio lavoro sotto gli stimoli della progettazione europea, della didattica digitale, delle nuove domande formative. La scuola nissena – statale e non – è cresciuta in formazione e capacità di coinvolgimento attivo. Facendo proprio il motto del “si impara facendo”, un tempo orientamento specifico e

Pirandello). Una scuola di qualità ha bisogno di basi di qualità e deve potersi lanciare verso orizzonti di qualità, al fine di formare studenti che diventino persone mature e critiche, lavoratori soddisfatti e cittadini consapevoli. Studenti che possano competere in conoscenza e iniziativa con i loro coetanei europei; che, pur mantenendo un forte legame con la loro terra e la loro storia, possano, se vogliono, affrontare con sicurezza il mercato del lavoro internazionale. Negli anni si è innescata una sana competizione tra gli Istituti superiori nisseni, tale da consentire a ciascuno di essi di ripensarsi e riarticolarsi, all’inizio con qualche resistenza, poi in maniera sempre più convinta e persino creativa. Le scuole superiori di

Gli Istituti superiori nisseni hanno ampliato la qualità della loro offerta formativa, la capacità di coinvolgimento attivo e riarticolato i corsi fondante dei soli Istituti professionali, oggi non c’è quasi scuola che non proponga attività teatrali, corsi di musica, esperienze all’estero, certificazioni europee, partecipazione a concorsi. Molti sono gli studenti che, grazie all’impegno personale e a supporti formativi d’eccellenza, hanno partecipato con pieno successo a competizioni studentesche nazionali (dal disegno informatico CAD alla narrazione dell’evoluzione degli strumenti scientifici sino ai prototipi di impianti fotovoltaici; dal valore culturale del dialogo tra credenti e non credenti alla scrittura creativa ispirata a

Caltanissetta offrono oggi praticamente tutti i tipi di percorsi possibili – scientifici, umanistici, artistici, tecnici, linguistici, sportivi, professionalizzanti – e nessuno può essere considerato un percorso di serie B, non tanto perché tutti i ragazzi meritano di militare nella serie superiore, non solo perché tutte le scuole cittadine oggi accolgono in spazi luminosi, possiedono palestre e laboratori attrezzati, ma soprattutto perché la scuola nissena rappresenta nel suo insieme una garanzia di serietà e di servizio a favore dei giovani. I tempi della scuola dirigista e vertici-

stica sono finiti a Caltanissetta come altrove, ma ciò non ha trasformato le nostre aule in luoghi dello scontro o dell’anarchia. Viceversa, il dibattito scolastico si è arricchito in quanto a metodi e temi, aprendo le scuole all’attualità, al coinvolgimento diretto, al confronto, alla costruzione della libertà di pensiero, ad una più stretta collaborazione tra docenti e famiglie. Forse è anche arrivato il momento in cui non le singole scuole, nella loro autonomia e nella loro ottima capacità di rispondere alle esigenze della cosiddetta “utenza”, ma la complessiva rete di Istituti superiori cittadini saldi un patto territoriale educativo con gli Enti locali e altre agenzie formative per farsi promotore di indirizzi formativi comuni e condivisi, che diano continuità, coerenza e forza allo sviluppo culturale e sociale dei ragazzi dell’intera comunità. Infatti, la grande emergenza che attraversa l’Italia e che Caltanissetta vive con evidenti riflessi, non è soltanto politica ed economica, ma è in primo luogo educativa e culturale: dal bacino della scuola occorre ripartire, con credibilità e unitarietà. Quando la scuola diventa casa dell’accoglienza della differenza, della bellezza dell’imparare, dell’incontro intergenerazionale aldilà della trasmissione di nozioni e concetti, essa diventa la palestra della costruzione dell’identità e della democrazia. La scuola, quindi, non è un problema di istruzione o di avviamento al lavoro: è proprio fra i 14 e i 19 anni che essa contribuisce a gettare le basi non soltanto delle competenze disciplina-

ri, ma proprio della dimensione umana di ciascuno e in una società “liquida” essa fornisce la bussola per orientarsi nella storia e nei prodotti dell’uomo, nella conoscenza della natura, nelle domande universali. Sviluppare la capacità di porsi domande, più che di dare risposte, è il compito primo – io credo – della scuola di ogni ordine e grado, a partire dalla semplice domanda leopardiana alla foglia, «Dove vai tu?». Per non essere spinti dal vento dell’omologazione, dallo stereotipo del giovane consumatore, dalla gabbia dei comportamenti passivi, dall’inerzia e dallo scetticismo imperanti, la scuola deve porre continuamente a sé stessa e ai propri alunni la domanda fondativa «Dove vai tu?». Senza questa domanda si istruisce, si predica, si spiega, ma non si educa. Perché l’educazione è un rapporto tra persone, prima che processo di trasmissione-valutazione; è sentire che nel rapporto con l’altro, per quanto più giovane, c’è un rischio, ma anche una speranza. Non vi è luogo più bello e più difficile della scuola, non vi è lavoro più nobile e coinvolgente dell’insegnante, perché gli insegnanti, soprattutto delle scuole superiori, si trovano a sentire quotidianamente l’onda profonda dei “fanciullini” che crescono, spauriti o aggressivi, silenziosi o polemici, lontani spesso dalla classe ideale che ciascun docente preferirebbe affrontare, ma assai più stimolanti proprio perché reali. E sono la realtà di domani.


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Alle imprese nissene “serve” la scuola

Imprenditoria & Società

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cuola, formazione, lavoro. Quali spunti è possibile cogliere dall’amministratore di un’impresa che punta sulla ricerca e su processi produttivi innovativi? E quali riflessioni può offrire il Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Caltanissetta, che a marzo andrà in pensione da una scuola che ha conosciuto in lungo e in largo. Chi è oggi un imprenditore sul mondo del lavoro? Come è cambiata la scuola oggi in cerca di spazi di apprendimento che l’ancorino al mondo del lavoro? Ne abbiamo parlato con Marco Venturi, amministratore della Sidercem, istituto di ricerca e sperimentazione dei materiali da costruzione di infrastrutture e con Antonio Gruttadauria, provveditore agli studi di Caltanissetta.

di Alberto Sardo

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arco Venturi, amministratore della Sidercem, istituto di ricerca e sperimentazione dei materiali da costruzione di infrastrutture, presidente di Confindustria Centro Sicilia, ci ha concesso un’intervista a largo raggio, partendo dal rapporto tra scuola e mondo del lavoro, arrivando a toccare i temi sensibili per lo sviluppo economico del territorio. “Oggi, in un tessuto imprenditoriale come quello di Caltanissetta, diventa difficile per la Scuola fare proposte formative perchè, diciamolo, quali sono le industrie del nostro territorio?”, si domanda Venturi, che però avverte: “l’im-

prenditore dev’essere ottimista, altrimenti chiude e manda a casa tutti, ma così non è, l’imprenditore è un ottimista”. E questa carica di ottimismo Marco Venturi la infonde ai giovani, che invita a impegnarsi e cogliere le opportunità di formazione in Italia e all’estero. Presidente Venturi, la vostra azienda fa sperimentazione e ricerca. Qual è la tipologia di persone che oggi possono aspirare a far parte di una realtà come la vostra? “Noi siamo un’azienda atipica. Siamo un istituto di ricerca e sperimentazione sui materiali delle costruzioni e facciamo molta formazione all’interno. Quindi a prescindere dal titolo di studio, se il ragazzo sia un laureato o un diplomato, la formazione la facciamo tutta all’interno, perchè è molto particolare il tipo di attività che svolgiamo”. Avete rapporti con il mondo della scuola e dell’università? “Abbiamo molti rapporti con le scuole superiori e le università. Cerchiamo sempre di svolgere attività

sotto forma di stage e corsi di formazione, lo abbiamo fatto con l’Istituto per Geometri o l’Istituto Mottura di Caltanissetta, con il Politecnico di Milano, le università di Palermo, Messina e Catania, con la Sapienza di Roma. Abbiamo ragazzi che vengono qui e i più fortunati in base agli sviluppi delle ricerche rimangono, ma gli altri poi vanno fuori e trovano una collocazione nel mercato del lavoro. La formazione permanente riguarda il nostro personale e abbiamo rapporti privilegiati con professori universitari di varie materie, chimica, geotecnica, tecnologia del calcestruzzo e acciaio e tanto altro. Non ci possiamo mai fermare sull’innovazione, la formazione e la ricerca.

Su l l a ricerca collaboriamo con le università seguendo le tesi di laurea degli studenti di ingegneria e geotecnica, seguendo ogni anno due o tre tesi sperimentali”.

Le aziende sane nissene possono trarre vantaggi dalla collaborazione con il mondo della scuola e dell’università

ne, le procedure di assunzione sono atipiche, devi farti conoscere da un punto di vista caratteriale. Gli stru-

menti di base non riguardano solo la tipologia di scuola. Un ragazzo che ha buona volontà e intende

farlo al meglio”. Prima c’era la scuola impermeabile all’azienda. Oggi il ruolo dell’impresa viene visto dalla scuola come un’opportunità. “I rapporti con la scuola devono essere importanti per le aziende. Oggi, in un tessuto imprenditoriale come quello di Caltanissetta, diventa però difficile per la scuola fare proposte formative perchè, diciamolo, quali sono le industrie del nostro territorio? Qual è la richiesta formativa delle aziende? Quali imprese sono rimaste nelle nostre zone industriali? Non c’è una specificità delle aziende che si caratterizzino ad esempio per la chimica o per l’agricoltura. Questo preoccupa la città, la provincia, la regione e il meridione”. “Oggi – prosegue Venturi - bisogna cambiare mentalità e fare un passo avanti. I soldi per il sud sono stati vanificati. Tolti i poli chimici, nelle altre aree non abbiamo più nulla. Di chi è la colpa? Io direi un po’ di tutti. Guardiamo l’area industriale nissena, Milazzo, Termini, Priolo, è la stessa cosa. Tolte le grandi aziende, chi ha avuto finanziamenti è poi fallito. Oggi le risorse sono sempre meno, gli imprenditori rimasti stringano la cinghia e pensino allo

Istruzione e Impresa, sinergia per il futuro Tra questi laureandi avete poi tenuto con voi qualcuno? Spesso i ragazzi sono rimasti qui a lavorare, anche con i corsi fatti al Mottura abbiamo preso due ragazzi. Prendiamo sempre dagli stage, dai corsi, che servono per farsi conoscere. In settori ad alto tasso di innovazio-

mettersi in mostra può trovare soddisfazioni. Se lo scopo della vita è solo lo stipendio a fine mese, allora culturalmente non ci appartiene. E’ la differenza che passa tra un lavoro e un posto. Da noi c’è una scala gerarchica, ma anche una grande famiglia. Qualsiasi lavoro fa ognuno, svolge un ruolo importante e deve

sviluppo e all’innovazione in azienda senza aspettare panacee da nessuno”. “Le scuole si possono aprire all’economia che c’è in città, se gli imprenditori sono disposti ad accoglierle. Penso che le aziende sane abbiano tutto l’interesse e il vantaggio a collaborare con scuole e università. Lì

hai l’humus per creare un legame per eventuali assunzioni e consentire ai giovani di formarsi”. Perchè ha criticato chi ha chiesto un intervento Pubblico per i danni subiti dai commercianti in centro storico? Il centro storico chiuso è una cosa interessantissima. Molte attività hanno chiuso per la crisi o perchè non si sono innovate al momento giusto. Ma sentire che per gli imprenditori locali dovrebbe intervenire il pubblico, non funziona. Se qualcuno vuole investire in centro storico investa. Una politica con la P maiuscola deve cercare di ripopolare il centro con coraggio. Per spopolarlo ci sono voluti 25 anni di edilizia selvaggia che ha riscritto la città. Oggi per ripopolare la città del centro, bisogna che ci sia qualcuno che la ami sul serio e che per vent’anni blocchi l’espansione in periferia e dia l’opportunità di

Puntiamo a una società meritocratica che garantisca tutti senza raccomandazioni e santi protettori riabitare il centro storico. Le scuole del centro hanno chiuso o rischiano di chiudere, sempre meno bambini e famiglie abitano in centro ed è chiaro che così finisce l’economia del centro”. Cosa dice agli studenti? “Agli studenti dico che bisogna studiare tanto e impegnarsi al massimo, indipendentemente da cosa e dove si studia. Dobbiamo puntare a una società meritocratica, che garantisca tutti, però è giusto che chi studia di più e si impegna di più vada avanti senza raccomandazioni e santi protettori. Un giovane se non trova un lavoro in questa città, non si abbatta, guardi fuori, i percorsi lavorativi non necessariamente partono sotto casa. Oggi c’è l’Europa, si apre un mondo, bisogna mettersi in discussione. Studiare fuori serve a conoscere altra gente, a prescindere dall’università. Ci si confronta con un mondo nuovo e oggi per qualsiasi mestiere devi relazionarti. La famiglia è importante, ma i figli devono crescere per conto loro”.


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L’intervista al dirigente dell’Uffico scolastico provinciale

Antonio

Gruttadauria

“La mia scuola nissena” A

ndrà in pensione a marzo dopo una lunga carriera nell’amministrazione della Scuola, il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Antonio Gruttadauria. Che non nasconde le criticità della Scuola nissena, ma ne indica anche i pregi come quello di essere rimasta una delle poche istituzioni, a godere della fiducia dei giovani e delle famiglie che vi ripongono aspettative per la crescita sociale. Una preoccupazione Gruttadauria la esterna per la questione sicurezza nelle scuole. Provveditore Gruttadauria, tanti giovani sono sfiduciati nel mondo del lavoro. Questa sfiducia si è introdotta in qualche modo nella scuola? “Onestamente devo dire di no. Una recente indagine ha fatto emergere che i ragazzi ancora credono nella scuola, che rappresenta un baluardo di fiducia nella società. Certo, risente della crisi, ma giovani e famiglie hanno molta fiducia nella scuola, e al netto di elementi negativi, la scuola rappresenta ancora un punto fermo per l’avanzamento della scala sociale. Non come prima, ma oggi come ieri la cultura serve per

presentano un dato preoccupante per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Mi preoccupa la sicurezza nelle scuole”. Non lo dice lei, ma credo si riferisca alla Province. Sono state depauperate le risorse necessarie ad attivare i controlli e la gestione delle scuole? “Non solo le province per le scuole superiori, ma anche i comuni sono in difficoltà per le scuole primarie e medie. Il problema è che un istituto scolastico non è un edificio normale, ma un edificio che vive. Sono tutti datati come epoca di costruzione e necessitano di un aggiornamento dal punto di vista della sicurezza e della piccola ma costante manutenzione. Fortunatamente in provincia casi eclatanti non

ne, le scuole avrebbero bisogno di maggior attenzione”. Oggi c’è il fenomeno del marketing tra le scuole per promuovere l’offerta formativa a giovani e famiglie. Cosa è successo? “E’ successo che nelle scuole è entrata la logica di una competizione per assicurarsi la materia prima, gli studenti.

su certe posizioni. Adesso indubbiamente deve anche pensare di aprirsi al mondo del lavoro e delle imprese. C’è stato un fallimento dell’istruzione professionale che prima effettivamente dava lavoro. Chi usciva dall’Ipsia, ad esempio, considerato l’indotto di Gela, trovava lavoro. Adesso che questi settori sono in crisi. Scuola e mondo del lavoro iniziano a dialogare. Gli istituti fanno visite in quelle poche aziende che ci sono, ma è un percorso che va implementato. Certo la scuola deve dare una formazione a 360 gradi e non essere a servizio del lavoro, ma se il titolo di studio serve anche a trovare una collocazione, questo non può essere ignorato”.

Dottore Gruttadauria, quando non vedremo più le scene di centinaia di precari costretti ad affollare i vostri uffici per un incarico? Il problema del precariato è un problema tragico. Ricordo tre anni fa un’insegnante che ha firmato l’assunzione in ruolo e subito dopo è stata collocata a riposo. Il precariato è stato creato con molte colpe del sistema sindacale della scuola che è un ambito molto sindacalizzato. Si è cercato di trovare nella scuola un’occupazione che non c’era in molti altri settori, inventandosi troppe forme di reclutamento e poi le graduatorie rimanevano così in attesa di concorsi. Mi auguro che questo Governo chiuda questa fase negativa della scuola, assicurando stabilità ai docenti, la scuola ha bisogno di stabilità, e invece

Oggi il professore deve illuminare la mente dei ragazzi, non si può limitare alla trasmissione del sapere. E lo deve fare in una scuola sempre più tecnologica. c’è troppa mobilità. Io sono stato sempre fautore dell’organico funzionale che assicuri stabilità per almeno tre anni, completando un ciclo anche per i ragazzi soggetti a cambiare docenti sempre. Devo però esprimere anche qualche riserva per l’immissione massiccia di precari in ruolo. Punterei anche sulla qualità. Non è assumendo affermarsi nella società e nel mondo del lavoro. Una buona scuola è una buona opportunità per il futuro. Ecco perchè i genitori e gli studenti sono sempre più interessati ad avere tante informazioni all’atto delle iscrizioni”. Qual è lo stato di salute della scuola nissena? “La scuola a Caltanissetta tutto sommato gode di un buono stato di salute. Certo comincia a risentire di un mancato svecchiamento del corpo docente, però le immissioni in ruolo di docenti e dirigenti stanno dando un input nuovo per adeguarsi ai tempi. La scuola non è al passo con l’evoluzione tecnologica. Gli insegnanti a volte hanno difficoltà con i nuovi strumenti, che i ragazzi invece utilizzano con padronanza. Quello che mi preoccupa è questa fase di crisi degli enti locali, i mancati finanziamenti e riforme ancora in divenire. I mancati trasferimenti agli enti rap-

ne abbiamo avuti, ma bisogna prestare molta attenzione. Il governo vuole investire molto sulla sicurezza nelle scuole e speriamo che si avveri. In tal senso sta per partire un progetto regionale per la formazione sulla sicurezza di tutto il personale della Scuola, compresi gli uffici. E’ una convenzione tra l’ufficio scolastico regionale e l’assessorato all’istruzione della Regione Siciliana che porterà tutti i docenti ad essere formati sulla sicurezza, sulla legge 626 e tutti gli altri aspetti”. Lei insiste su questo aspetto della sicurezza, perchè? “Insisto perchè da genitori e nonni, mandiamo figli e nipoti a scuola, e dobbiamo essere sicuri di mandarli in un ambiente dove possono stare tranquilli, dove non debba accadere, come è successo a gennaio, di andare incontro al freddo con riscaldamenti spenti in tante scuole di Caltanissetta. Forse è mancato un elemento di organizzazio-

Gli allievi sono sempre di meno, con il calo delle nascite. Allora si va alla ricerca di una migliore offerta formativa, di nuovi indirizzi, che non sempre però danno i risultati sperati. A volte si sono autorizzati nuovi indirizzi che poi non sono partiti. Forse bisognerebbe puntare su cose che siano state prima analizzate con un’indagine di mercato e professionale, su quello che può essere il mondo del lavoro del futuro, o quello possibile nel nostro territorio. C’è una ripresa del settore tecnico, alberghiero, coreutico, sportivo, agricoltura, c’è una tendenza a professionalizzarsi. Quando l’assessorato regionale emana la circolare sui nuovi indirizzi, tutti concorrono, però la materia prima, i ragazzi, per numero sono sempre meno per il calo di nascite ed iscrizioni”. Scuola e impresa, fino a qualche anno fa un binomio impossibile da accostare, e adesso? “Nel passato la scuola era arroccata

tutti i precari che risolviamo i problemi della scuola, bisogna vedere anche chi si assume e la formazione e l’aggiornamento che possiamo garantire a questi insegnanti. Oggi il professore deve illuminare la mente dei ragazzi, non si può limitare alla trasmissione del sapere. E lo deve fare in una scuola sempre più tecnologica”. (A.S.)

AVVISI LEGALI TRIBUNALE DI CALTANISSETTA AVVISO DI VENDITA n. 11/07 R.G.E.

Lotto unico Comune di Vallelunga Pratameno (CL) Via R. Pilo, 106. Fabbricato di antica costruzione destinato a civ. abitazione, composto da p.1º con 5 vani oltre cucina, bagno e doppio servizio di mq. 159 e da un p.2º con 4 vani sottotetto destinato a soffitta di mq. 142,56 con annesso terrazzo di mq. 19,07. Prezzo base: Euro 39.110,62 in caso di gara aumento minimo Euro 2.000,00. Vendita senza incanto: 31/03/2015 ore 17.30, innanzi al professionista delegato Avv. Antonietta Calabrese presso lo studio in Caltanissetta, Via Sardegna, 17. Deposito offerte entro le ore 12 del 30/03/2015 presso lo studio del delegato. In caso di mancanza di offerte vendita con incanto: 08/04/2015 ore 17.30 allo stesso prezzo base e medesimo aumento. Deposito domande entro le ore 12 del 07/04/2015. Maggiori info presso il delegato nonché custode giudiziario, tel. 0934553458 e su e www.astegiudiziarie.it. (A236518).


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o ISvSara t u t i t Is ni - Ju o Manz

I nostri licei

“passaporti per di Giuseppina Mannino

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’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Manzoni – Juvara” nasce dalla fusione di due licei storici, il liceo delle scienze umane (ex magistrale) “A. Manzoni” di Caltanissetta e il liceo artistico “F. Juvara” di San Cataldo. Tale fusione ha fatto sì che la scuola si arricchisse notevolmente nell’offerta formativa che risulta essere variegata e di forte spessore umano – artistico - culturale. I licei si caratterizzano tutti per una forte aspirazione formativa perseguita secondo differenti approcci, tutti accomunati dal consolidamento della base delle conoscenze. Ma conoscenze da sole non sono sufficienti: la parola greca paideìa indicava sia la “cultura” sia l’”educazione” mostrando di avere colto con estrema chiarezza che l’essere umano esprime fino in fondo la sua originalità con la conoscenza che possa elevarlo al di sopra del bisogno. E allora cosa distingue un liceo da un altro? Perché iscriversi ai nostri Licei? La risposta si trova nella specificità dei diversi indirizzi e nella dinamicità con cui viene realizzato l’insegnamento-apprendimento arricchito da attività di spessore culturale, formativo e creativo che fanno la differenza e rendono lo stare a scuola un dovere e un piacere condiviso e coltivato. Il liceo “Manzoni” con la sua sede a Caltanissetta si caratterizza per la presenza di tre indirizzi LICEO DELLE SCIENZE UMANE: la riforma Gelmini, riordinando l’offerta scolastica di secondo grado, ha istituito il Liceo delle Scienze Umane che costituisce l’approdo di un percorso avviato con la costituzione

il tuo futuro”

dell’Istituto Magistrale. Il suo profilo innovativo è correlato soprattutto alla disciplina Scienze Umane che ne costituisce l’asse portante sul piano curricolare e l’elemento che ne rende tipica l’identità. L’antropologia culturale,

la psicologia, la sociologia, la pedagogia concorrono, insieme con le altre discipline del piano di studi, a sviluppare negli alunni quella “competenza relazionale” che risulta strategica oggi all’interno della società che definiamo non solo “della conoscenza” ma anche “complessa” e “liquida”. La competenza più importante, oggi, nella nostra società è appunto quella di sapersi continuamente rimettere in gioco attraverso la capacità di entrare in relazione con se stessi, con gli altri e con il mondo ed è quella competenza di fondo trasmessa dal Liceo delle Scienze Umane.

LICEO ECONOMICO – SOCIALE: si caratterizza per la centralità delle “scienze giuridiche, economiche e sociali”, per lo studio di due lingue straniere ( inglese come prima lingua e, a scelta, francese e spagnolo), e per il ruolo della disciplina Scienze Umane che si identifica

per la sostituzione della Pedagogia con Metodologia della ricerca. Lo studente, attraverso lo studio delle discipline che caratterizzano il liceo economico sociale, acquisisce competenze nell’ambito delle diverse metodologie di ricerca e, in particolare, si impadronisce dei metodi e dei modelli della ricerca nel campo

delle scienze economiche – sociali e antropologiche sia di tipo quantitativo che qualitativo con particolare riferimento alla elaborazione dei dati, all’incrocio delle variabili e alla costruzione di modelli rappresentativi. Il Liceo economico – sociale, in un contesto storico in cui si discute dell’esigenza di “curvare” il mercato in senso umanistico, rappresenta un percorso liceale originale e al passo con i tempi. LICEO MUSICALE: rappresenta la novità nel campo dei Licei, istituito con la riforma Gelmini. Unico nella provincia di Caltanissetta e Agrigento, il percorso è indirizzato all’apprendimento tecnico- pratico della musica e allo studio del suo ruolo nella storia e nella cultura. Lo studente è guidato ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per acquisire la padronanza dei linguaggi musicali sotto gli aspetti della composizione, interpretazione, esecuzione, maturando la necessaria prospettiva culturale, storica, estetica, teorica e tecnica. Il Liceo musicale, in quanto liceo, mira alla formazione umana dell’individuo e la formazione dell’essere non può prescindere dalla musica che Aristotele teneva in grandissima considerazione giudicandola un

contributo prezioso all’educazione dei giovani. Il liceo trova naturale continuità nei corsi di studio triennali e bienna-

Tre licei che insegnano a mettersi continuamente in gioco per affrontare bene il futuro li dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) presso i Conservatori di Musica e assicura l’accesso a qualsiasi indirizzo universitario. L’Istituto nella sede di Caltanissetta è dotato di laboratori (informatica, chimica – scienze, musica, musica di insieme), di biblioteca, di aule con LIM e collegate in rete, di palestra, di un’aula magna per conferenze. E’ in uso il registro elettronico che permette ai genitori, attraverso una password, di accedere in tempo reale a tutte le informazioni riguardanti il proprio figlio (assenze, ritardi, profitto, comunicazioni varie). Una metodologia innovativa caratterizza l’insegnamento: la didattica laboratoriale con programmazione modulare, pluridisciplinarità e con lezioni sul campo. Particolare attenzione è rivolta agli alunni H e con disturbi

Via alla rete tra scuole: una preziona opportunità per crescere insieme

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a costituzione di una rete rappresenta un passo importante verso una scuola aperta, capace di mettersi in discussione , che dialoga con le parti uscendo dai propri circuiti autoreferenziali e perseguendo il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati alla evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva. L’azione del D. S., prof.ssa Giuseppina Mannino, si è concretizzata nella promozione di un accordo di

In alto, la D.S. Giuseppina Mannino. Sopra, la cerimonia di consegna degli attestati del progetto “Solidarietà e Impresa”

rete tra il nostro Istituto e gli istituti comprensivi del territorio al fine di assicurare il successo formativo degli studenti con il promuovere la continuità didattico – educativa tra scuola primaria, scuole secondarie di primo grado e quella di secondo grado con costruzione di curricola in verticale, con confronto delle competenze in uscita e di quelle necessarie e basilari per affrontare il biennio della scuola superiore e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica lavorando

insieme sulla motivazione che è la molla più importante ai fini dell’apprendimento e creando stimoli fortemente emotivo-affettivi. Altro obiettivo fondamentale della rete a cui aderiscono scuole medie ad indirizzo musicale è quello di favorire la diffusione della musica e creare un curricolo in verticale con il raggiungimento di competenze di base adeguate per un eventuale prosieguo nel Liceo Musicale. La scuola, già dall’anno scorso si è fatta promotrice di attività musi-

cali : il concorso “Suonando e cantando verso il Liceo” con la partecipazione delle scuole medie , la stagione concertistica “La musica dell’anima” che ha visto la presenza di giovani talenti e di musicisti affermati nonché la presenza forte e partecipata del territorio. In cantiere manifestazioni che prevedono lo scambio di esperienze musicali tra alunni del nostro istituto e delle scuole medie. Altro obiettivo della rete è Istituire laboratori finalizzati alla ricerca

didattica, alla documentazione di esperienze, di buone pratiche inerenti l’attività scolastica e la formazione in servizio dei docenti. Uscire dall’isolamento di un ordine di scuola diventa “conditio sine qua non” per una didattica orientativa centrata sui bisogni emergenti di una società “liquido – moderna”, mutevole, continuamente soggetta a trasformazione e, soprattutto, per una didattica che dia motivazione e susciti il fattore curiosità che è una grossa molla per apprendere.


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specifici dell’apprendimento ( DSA) - Una scuola aperta al territorio con iniziative artistico-culturali (rassegna musicale, II stagione concertistica), percorsi formativi integrati (in collaborazione con Associazioni, Enti Locali), iniziative culturali (teatro, cineforum, conferenze). La scuola ha stipulato una Convenzione con il Conservatorio “V. Bellini” di Caltanissetta ed è in rete con numerose scuole medie del territo-

rio per promuovere continuità nella didattica e percorsi di formazione comune per il personale. L’istituto aderisce alla rete regionale e nazionale dei licei musicali e dei licei economico- sociali. Numerose attività integrano e arricchiscono l’offerta formativa della scuola: -(Olimpiadi della Matematica – Certificazioni in lingua straniera- Stage in azienda – Partecipazioni a manifestazioni musicali – artistiche – letterarie –

economico – sociali – Attività sportive-Integrazione e accettazione del diverso – Solidarietà – Legalità ) La cultura progettuale è ciò che si intende sviluppare nella scuola: il progetto è un modo di lavorare, di pensare il proprio lavoro e in genere di pensare e di pensarsi in una logica di ricerca, di sviluppo e di miglioramento. E’ ciò che si sta facendo all’Istituto “Manzoni – Juvara” di Caltanissetta.

Le iniziative. Diverse le collaborazioni con enti e istituzioni del territorio

Tante attività

per una formazione a 360° M olte sono le attività svolte ed in itinere che arricchiscono l’offerta formativa dei curricoli dei nostri Licei. Il piano di studi offre un percorso formativo che coniuga il sapere con il “ saper fare” tramite una sintesi armonica di contenuti teorici disciplinari e attività laboratoriali che favoriscono lo sviluppo di competenze ed abilità spendibili nel mondo del lavoro. Il nostro slogan “ I nostri licei… passaporti per il tuo futuro” rimanda al carattere pragmatico dei suoi indirizzi e alla sua valenza trasformativa laddove saperi acquisiti e flessibilità mentale diventano i presupposti per inventare nuove professioni. Tra le varie attività avviate dal Liceo delle Scienze Umane è da annoverare il progetto “Apprendere ad apprendere”. Attraverso degli incontri pomeridiani di tipo laboratoriale, gli alunni, segnalati a rischio di dispersione, sono

stati condotti dai docenti di scienze umane in un percorso motivazionale e metacognitivo. Grande entusiasmo, coinvolgimento, stupore! Le modalità alternative e i temi affrontati hanno catturato gli alunni: esercizi sulle abilità cognitive, esercizi di rilassamento, visualizzazioni guidate, test sull’autostima, produzioni di mappe concettuali, riflessioni condivise sul proprio stile di apprendimento, vademecum sul metodo di studio efficace e tanto altro. Alla fine del percorso gli studenti si sono resi conto, stupefatti, di avere studiato argomenti complicati che afferiscono alla psicologia cognitiva e alle recenti scoperte delle neuroscienze. Senza provare il solito fastidio per la “scuola” i ragazzi hanno fatto un gran lavoro di consapevolezza sperimentando un nuovo metodo di studio. Altra interessante attività è stata è quella relativa al progetto “Solidarie-

tà ed Impresa”. Progetto di alternanza scuola-lavoro presso strutture dell’Associazione Famiglia Rosetta ONLUS. La finalità si riconduce alla individuazione dei bisogni del territorio nell’ambito del disagio socio-culturale e psicosociale e mette in atto, attraverso stage in azienda, esperienze relazionali adeguate alle diverse situazioni comunicative con riferimento al disagio. Non mancano le attività progettuali di carattere psicologico e sociologico ( stage presso l’azienda pubblicitaria Aurelab, stage presso il centro La Rupe di Bologna …), finalizzati all’analisi, allo studio e alla comprensione dei fenomeni che riguardano tanto il singolo, tanto la collettività. Pensiamo alle attuali forme di disagio, alle problematiche legate al mondo del lavoro, alle più recenti forme di marketing e comunicazione legate ai mass-media, ma anche all’incontro tra le culture e alla marginalità sociale. “Studium et labor”, pro-

re”, finalizzati al consolidamento delle competenze comunicative in lingua inglese e alla conoscenza di contesti culturali diversi da quelli di appartenenza, sono stati altamente motivanti e hanno coinvolto un numero cospicuo di alunni del triennio. Varie le attività relative all’educazione alla salute, ambiente e legalità attivate in un’ottica di prevenzione e di collaborazione con esperti ed operatori delle associazioni e apparati istituzionali del territorio: Comune di CL, A.S.P., U.O.S., Terra Promessa, Casa Rosetta, Fidas, Polizia Municipale, U.P.L.A., A.S.M., Arma dei Carabinieri. In particolare gli esperti, hanno operato all’interno dei gruppi classe motivandoli e permettendo una costruttiva riflessione da parte degli alunni. Particolarmente rilevante è stata la visita al centro “Pio La Torre” di Palermo che ha segnato la conclusione di una attività progettuale in collaborazione con il suddetto centro.

getto svolto presso lo Sporting Village di PA, ha invece favorito l’apprendimento di tecniche di animazione, di comunicazione, di organizzazione di gruppi di diverse tipologie (bambini, anziani, soggetti in situazione di handicap, ecc). Di taglio economico sociale, non mancano le attività mirate al consolidamento di competenze giuridicoeconomiche. Il progetto di educazione economica in collaborazione con l’Unicredit di Caltanissetta, ha la finalità di avvicinare i giovani al mondo del credito per guidarli ad acquisire il lessico essenziale nel contesto monetario, a comprendere il ruolo delle banche nell’attività di intermediare sul credito e conoscere i principali strumenti messi a disposizione dalle imprese e dalle famiglie. Stage Formativi a Malta e in Inghilterra, “English a key for my futu-

Tutte le attività di ricerca e documentazione sono supportate ampiamente da una ricca Biblioteca Scolastica, affidata ad una docente responsabile a tempo pieno, che si caratterizza come centro di risorse educative e si propone come luogo di prestito organizzato inteso come “ scelta motivata e consapevole da parte del lettore”. La Biblioteca Scolastica si caratterizza anche per l’ organizzazione di eventi culturali, grazie alla collaborazione di alcuni docenti di lettere. In particolare in occasione del “Maggio dei libri” sono state organizzate giornate dedicate allo scambio dei libri tra studenti e incontri con scrittori esordienti e di fama nazionale: Enzo Russo, Salvatore Paci, Daniela Trapani, Gaetano Giammusso. Non sono mancate le riflessioni sulla giornata dedicata alla violenza nei confronti delle donne ( 25 Nov. 2014). Essa rientra nelle attività di educazione alla legalità. Sono intervenuti i ragazzi ed i docenti per riflettere sull’impegno delle Nazioni Unite riguardo la tutela dei diritti delle donne in relazione ai fenomeni di discriminazione e di violenza che ancora oggi le vedono protagoniste.

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Liceo Musicale: un’opportunità per il territorio

l Liceo Musicale Manzoni nasce a Caltanissetta dopo diversi anni di sperimentazione. Dal 2013 è la scuola superiore di riferimento per tutti gli studenti che intendono coltivare e approfondire una formazione artistica musicale affiancandola alla cultura liceale. Grazie alla centralità geografica della città il Liceo Musicale rappresenta un’opportunità per il territorio nisseno e limitrofo. Il Liceo Musicale permette un “tuffo” nel mondo dei suoni per uscirne con una solida preparazione culturale, pronti agli studi universitari, siano essi musicali e non. Una grande possibilità di crescita per tutti i giovani musicisti desiderosi di proseguire i loro studi in un liceo dove arte, musica e creatività sono ingredienti fondamentali. Il titolo di studio che essi conseguono alla fine del percorso quinquennale è il diploma di maturità liceale che consente l’accesso tanto al I livello dell’Alta Formazione Artistica e Musicale quanto a qualsiasi facoltà universitaria. Si distingue per la modernità dei metodi di studio in quanto associa la preparazione artistico-culturale con le nuove e ormai indispensabili tecnologie informatiche-musicali. Esso rappresenta. inoltre, l’anello di congiunzione tra la scuola media e il conservatorio assicurandone la continuità dei percorsi formativi. L’iscrizione al percorso del liceo musicale è subordinata al superamento di una prova preordinata alla verifica del possesso di specifiche competenze musicali e si configura come un vero e proprio esame di ammissione, secondo descrittori definiti dalla commissione giudicante, volti ad accertare i prerequisiti e l’idoneità dei candidati per quanto concerne gli elementi di base della teoria musicale e la pratica strumentale. PROFESSIONI CHE NEL LICEO MUSICALE TROVANO UN NATURALE PRELUDIO PER L’ALTA FORMAZIONE MUSICALE E L’UNIVERSITÀ Il Liceo musicale ha lo scopo di creare figure di alto profilo professionale nell’ambito della pratica musicale. Permette e facilita l’inserimento in tutti gli ambiti tecnologici, artigianali, aziendali e commerciali legati alla musica. Area artistica: Strumentista (solista, camerista, orchestrale), Cantante (ambito lirico, cameristico, corale), Compositore (di generi e stili diversi, arrangiatore), Direttore (d’orchestra, di banda, di coro), Musicista di stili non accademici (jazz, pop, rock ecc.); Area musicologica e di divulgazione della musica: Bibliotecario, Esperto nella conservazione e nel restauro dei beni musicali; Area dell’insegnamento:Docente negli stessi Licei Musicali, nell’Alta Formazione Musicale (ex Conservatori) e nelle Università di discipline teoriche, storiche e analitiche della musica. Area tecnologica: Assistente di produzione musicale, Compositore di musica elettroacustica; Compositore di musica per multimedia, internet, cinema, televisione, sistemi interattivi; Fonico teatrale; Area artigianale, aziendale e commerciale: Accordatore, Costruttore di strumenti, Liutaio, Manager in campo musicale, Responsabile del marketing nell’editoria musicale, negli enti di produzione e nelle aziende di prodotti musicali.

LICEO MANZONI - SCUOLA APERTA Sabato 7 Febbraio dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Caltanissetta Viale Trieste,169. TEL 0934/598909; FAX 0934/554234. E-mail clis01400a@istruzione.it Sito web liceimanzonijuvara.gov.it Per qualsiasi informazione rivolgersi all’ufficio didattica della segreteria della scuola, tutti i giorni in orario antimeridiano.


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ico t s i t r A o e c i ara L v u J o Filipp

L’arte del costruire...

...il futuro ad arte

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l liceo artistico statale, ex Istituto d’Arte “ Filippo Juvara”, ha la sua sede a San Cataldo e il percorso è finalizzato allo studio dei fenomeni estetici e alla pratica artistica. Favorisce l’acquisizione dei metodi scientifici della ricerca e della produzione artistica e la padronanza dei linguaggi e delle tecniche relative. Fornisce agli studenti gli strumenti necessari per conoscere il patrimonio artistico nel suo contesto storico e culturale e per coglierne appieno la presenza e il valore nella società odierna. Il piano di studi si presenta vario e articolato e le discipline che lo caratterizzano forniscono agli studenti le competenze necessarie per dare espressione alla propria creatività e capacità progettuale nell’ambito delle arti. Il percorso del liceo artistico si articola nei seguenti indirizzi: - ARTI FIGURATIVE - ARCHITETTURA E AMBIENTE - DESIGN ( Disegno industriale – Tessuto e moda) L’Istituto è dotato di laboratori (informatica, chimica – scienze, laboratori di discipline plastiche, pittoriche, della moda, del restauro e di altri laboratori specifici), di biblioteca, di un auditorium con una capienza di circa 300 posti e di aule dotate di LIM. E’ in uso nell’istituto il registro elettronico che permette ai genitori, attraverso una password, di accedere in tempo reale a tutte le informazioni riguardanti il proprio figlio (assenze, ritardi, profitto, comunicazioni varie).

Una metodologia innovativa caratterizza l’insegnamento: la didattica laboratoriale con programmazione modulare, la pluridisciplinarità e con lezioni sul campo. Particolare attenzione è rivolta agli alunni H e con disturbi specifici dell’apprendimento ( DSA) Una scuola aperta al territorio con iniziative culturali, percorsi forma-

galità. In particolare si è avviata una collaborazione con il Comune di San Cataldo per interventi di rivalutazione del centro storico attraverso lezioni sul campo e attività laboratoriali che consentono agli studenti di mettere in pratica quanto appreso in aula, una collaborazione è in atto con la Diocesi di Caltanissetta per un intervento di riqualificazio-

gonisti in assoluto di rappresentazioni sacre realizzate con gessetti colorati sui marciapiedi del corso principale del paese. Ma i protagonisti non sono solo gli studenti dello Juvara: alunni delle scuole

“Il sapere e il saper fare” non è solo uno slogan ma un’azione formativa concreta e valida elementari - medie del territorio vengono coinvolti, tutto il paese partecipa alla “festa”e la giuria per la premiazione è composta da artisti locali e da altri provenienti dall’Accademia delle Belle Arti di Palermo. - Una settimana viene dedicata dagli allievi (SETTIMANA DELLA tivi integrati (in collaborazione con la Soprintendenza, con Associazioni, Enti Locali). Numerose attività integrano e arricchiscono l’offerta formativa della scuola: - Olimpiadi della Matematica – Stage all’estero con certificazioni in lingua straniera- Stage in azienda – partecipazioni a manifestazioni artistiche– Integrazione e accettazione del diverso – Solidarietà – Le-

CREATIVITA’) alla esternazione del loro estro con murales a tema che rendono gli ambienti scolastici accoglienti, colorati e culturalmente vivaci. Ognuno dà quel che sa e può, sfrutta il proprio talento e lo condivide arricchendo gli altri. La scuola diventa “laboratorio” “bottega” e si propone come alternativa credibile a molti modelli sociali stereotipati, preconfezionati e vincolanti. - “Il sapere e il saper fare” non resta uno slogan ma un’azione formativa concreta e valida e l’apprendimento si pone non come un’imposizione piovuta dall’alto ma come una disposizione volontaria che rende liberi e responsabili delle proprie scelte e dei progetti da coltivare per il futuro. - Questo è il LICEO ARTISTICO “F. JUVARA” DI SAN CATALDO…….. vi aspettiamo.

ne dell’area del Redentore, altre collaborazioni con i Comuni limitrofi che permettono agli alunni, sapientemente guidati dai docenti, di esprimere se stessi e manifestare le proprie emozioni. - E’ arrivata alla II edizione l’attività “Gessi tra i passi”, l’arte dei madonnari, una manifestazione che vede i ragazzi dell’Istituto “Juvara” prota-

La mission dello Juvara

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l Liceo Artistico Statale “Filippo Juvara”, affettuosamente riconosciuto come “lo Juvara”, è un Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore che svolge il proprio ruolo formativo espletandolo nell’ambito dello studio dei linguaggi visivi, finalizzati sia alla ricerca artistica pura, che allo studio degli oggetti della produzione artigianale e/o industriale. “Lo Juvara”, che ha un bacino di utenza di circa 30 comuni, partecipa attivamente alla formazione delle nuove generazione del comprensorio attraverso lo studio delle discipline di base comuni a tutti i licei, innestando a queste le discipline caratterizzanti il percorso formativo artistico (Discipline Geometriche, Plastiche e Pittoriche con i relativi laboratori). Il punto di forza dell’offerta formativa risiede

nei numerosi e diversificati laboratori attivati, che arricchiscono la didattica dello Juvara, come laboratori di disegno e progettazione informatizzata con l’ausilio di Cad specialistici e il supporto di tecnologie d’avanguardia come plotter dedicati, stampanti 3d e prototipizzatori, laboratori di discipline plastiche, laboratori di discipline pittoriche, laboratorio di ebanisteria e modellistica, con gli annessi laboratori di intaglio e intarsio, laboratorio di Moda e Costume, laboratorio di Tessuto diversificato in Arazzo, Tappeto e Stampa,laboratorio di scienze per la Chimica, Fisica e Scienze Naturali,laboratorio di Restauro Pittorico e Restauro Plastico. L’ampliamento dell’offerta formativa potenzia tutti i corsi presenti in Istituto introducendo discipline nuove e implementando le

altre discipline curricolari per fornire una preparazione di base e di indirizzo che possa consentire al discente non solo di potere continuare negli studi universitari, accademici e post-secondari, ma anche di potersi introdurre fin da subito nel mondo del lavoro. Per approfondire la conoscenza del Restauro Pittorico e Plastico e del Design Industriale ogni anno lo Juvara programma, nell’ambito dei Piani Integrati, stage formatividi Restauro Pittorico e Plastico e di Design destinato agi alunni del corso Arti figurative il primo e Design e Architettura e Ambiente il secondo, per permettere loro di fare esperienza lavorativa e, nel contempo, approfondire le tematiche del restauro e della produzione industriale che affrontano con le discipline presenti nei

curricula di base e nelle discipline introdotte con l’ampliamento dell’offerta formativa, affinché la loro preparazione nel campo sia tale che possa permettere loro di intraprendere, dopo il diploma, anche percorsi di studio universitarie/o accademici nell’ambito del restauro, della protezione e della conservazione dei beni culturali, nonché della produzione industriale e dell’architettura. Il Liceo Artistico Statale “F. Juvara”, crede fino in fondo al proprio ruolo formativo ponendo come obiettivo principale quello di formare giovani autonomi nelle scelte, creativi nell’applicazione, costruttivi nella definizione del proprio futuro e della propria attività. Diego Gulizia


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“Vieni avanti L

o Juvara è un Liceo Artistico Statale, facente parte dell’IISS “Manzoni-Juvara” con sede a Caltanissetta – San Cataldo, e si pone nel comprensorio come il polo principe per lo studio dei linguaggi visivi sia nell’ambito della ricerca pura e sia nell’ambito della loro pratica applicazione. Esso si articola in un biennio comune e in un triennio di indirizzo diviso in un biennio e un monoennio finale. Il primo, con un quadro orario di 34 ore, presenta, oltre alle discipline di base che sono presenti in tutti i licei, le discipline caratterizzanti dell’indirizzo artistico, come Discipline Plastiche, Discipline Pittoriche, Discipline Geometriche e Laboratorio artistico. Il triennio, con un quadro orario di 35 ore, è di indirizzo, per cui alla fine del primo biennio gli alunni sono tenuti a scegliere l’indirizzo da frequentare tra

mico e/o post-secondario e/o di potersi immettere immediatamente nel mercato del lavoro. L’ampliamento dell’offerta formativa potenzia gli indirizzi introducendo discipline nuove che, alla fine del percorso formativo, vengono certificate nel curricolo presente nel certificato di diploma rilasciato alla fine del quinquennio e dopo il superamento dell’esame di stato, dall’Istituto. Le discipline nuove e le implementazioni delle discipline curricolari sono le seguenti: • nel corso di Arti figurative: Restauro pittorico, Restauro plastico, Storia e Teoria del Restauro, Chimica del restauro e Discipline Geometriche; • nel corso di Architettura e Ambiente: Restauro architettonico, Restituzione virtuale del manufatto architettonico, Storia e teoria del restauro, Chimica del restauro e Discipline grafiche e pittoriche;

Offerta formativa ampia e dinamica quelli che sono presenti in Istituto. Questi ultimi sono tre: Arti Figurative, Architettura e Ambiente e Design. Il Design, a sua volta, è diviso in due sottoindirizzi, Design Industriale e Design del Tessuto e della Moda. Il primo dei tre indirizzi, Arti Figurative, diviso al proprio interno in Discipline Grafiche e Pittoriche, con il corrispondente Laboratorio della Figurazione Pittorica e Discipline Plastiche e Scultoree con il corrispondente Laboratorio della figurazione plastica, fornisce una preparazione nell’ambito delle arti figurative tradizionali come la pittura e la scultura, approfondendo la conoscenza di tutte le tecniche di rappresentazione bi e tridimensionale. Il secondo indirizzo, Architettura e Ambiente, fornisce una preparazione nell’ambito dei percorsi progettuali e operativi inerenti all’architettura e al contesto ambientale. Il terzo indirizzo, Design, nel suo sottoindirizzo di studio Design Industriale, offre una formazione progettuale finalizzata alla produzione industriale di oggettistica di qualsiasi genere, mentre nel suo sottoindirizzo Design del Tessuto e della Moda, offre una formazione finalizzata alla produzione dei tessuti e della moda. Per potenziare l’offerta formativa di tutti e tre gli indirizzi di studio e ampliarla attraverso un’articolazione didattica che tende a privilegiare anche l’area professionalizzante, lo Juvara mette in atto, ormai dal 2006, un ampliamento dell’offerta formativa che con la flessione oraria del 30% nel secondo biennio e del 20% nell’ultimo monoennio, introduce delle discipline nuove e potenzia i contenuti di altre discipline curricolari, per permettere agli allievi, di continuare gli studi in ambito universitario, accade-

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creativo”

ale espressione potrebbe rievocare parodisticamente il titolo di un film commedia all’italiana dei primi anni ottanta diretto da Luciano Salce, nulla di tutto ciò. Si tratta, invece, di un invito rivolto a tutti quei ragazzi che sentono di avere una carica di creatività, che sono attratti dal mondo delle arti e del bello, degli oggetti raffinati e unici o che aspirano a calcare lo scacchiere dell’arte contemporanea. E’ un invito esteso anche a coloro che sono proiettati verso la valorizzazione del patrimonio storico-artistico o che vogliono intraprendere la carriera di arredatori e architetti. Insomma, il nostro intento è quello di rivolgerci ai ragazzi che sognano, sperano ed aspirano a realizzarsi pienamente nella nostra contemporaneità nel campo delle arti visive, delle moda e del costume, del design e dell’architettura. E’ lo Juvara il luogo che offre un percorso di studi adeguati a tirar fuori la creatività dei nostri ragazzi, ad assicurare loro una preparazione

del passato e della contemporaneità. In ambo i casi comunque “la pratica artistica” viene svolta all’interno del laboratorio di appartenenza che così affianca la disciplina in un rapporto sinergico e di stretto dialogo. La frequenza di questo indirizzo conferisce una specifica preparazione culturale e tecnica per il proseguimento degli studi universitari e, in particolar modo, nei corsi accademici di Belle Arti e di specializzazione del settore artistico e del restauro, quest’ultimo si inserisce nell’ampliamento dell’offerta formativa. Il secondo indirizzo, molto diverso dal primo, riguarda l’Architettura e l’Ambiente. Si propone come un itinerario di studi rivolto agli studenti che intendono approfondire i processi progettuali e operativi afferenti l’architettura e il contesto ambientale attraverso l’uso del disegno, dei mezzi multimediali e delle nuove tecnologie. I ragazzi imparano a padroneggiare le tecniche grafico-geometriche e compositive, a gestire l’iter

tecnologie, della modellazione 3D. L’altro percorso di studi, Design del Tessuto e della Moda, interessa coloro che vogliano confrontarsi all’interno del settore della moda attraverso la conoscenza dei codici dei linguaggi grafici, progettuali e della forma. In particolare, tale percorso prevede lo studio di progettazione, taglio e confezione, decorazione e stampa dei tessuti, tessitura. In questo modo, la funzionalità del prodotto si coniuga con la creatività espressa dagli allievi, i quali mettono in campo le tecniche acquisite con intelligenza e costanza. Anche in questo caso, la formazione curriculare consente di raggiungere un’adeguata preparazione per continuare gli studi universitari e nello specifico spendere le proprie esperienze conseguite nel settore dell’abbigliamento, accessori della moda, tessile e stampa serigrafica, oltre che a frequentare i corsi accademici di Belle Arti e di specializzazione di settore. Per perseguire tali obbiettivi è fondamentale instaurare un clima

sicura e robusta a livello culturale ed a provvedere ad acquisire i metodi specifici della ricerca, della progettazione e della produzione tecnico-artistica. Un patrimonio e una progettualità tradotti in tre indirizzi, Arti figurative, Design, ed Architettura ed Ambiente collegati dai processi progettuali e dalle materie comuni ai licei, Lettere, Filosofia, Inglese, Matematica, Fisica e Storia dell’Arte. L’allievo alla fine del primo biennio, dopo aver fatto pratica con le materie di studio comuni ai tre indirizzi, sceglie con una certa consapevolezza il percorso adeguato alla sue attitudini ed inclinazioni. Il primo indirizzo, Arti Figurative, ha i suoi pilastri nelle discipline pittoriche e plastiche-scultoree. Le prime propongono un percorso volto ad acquisire i processi progettuali e operativi inerenti alla pittura e alla ricerca grafico-pittorica; l’altro invece focalizza l’interesse sulla produzione plastico-scultorea

progettuale dallo studio del tema, alla realizzazione dell’opera in scala, passando dagli schizzi preliminari, ai disegni tecnici, al modello tridimensionale fino alle tecniche espositive. La frequenza di questo indirizzo dà una sicura preparazione per continuare gli studi universitari e in particola modo per quelli legati alla facoltà di Architettura, Urbanistica e ai corsi di specializzazione ad essa connessi. Il terzo indirizzo, il Design, è articolato in Design Industriale e Design del Tessuto e della Moda. Il primo si rivolge agli studenti che desiderano sviluppare le capacità creative nei processi progettuali e operativi inerenti il design, acquisendo i linguaggi grafici, progettuali, della forma e della funzionalità. Per sviluppare tale iter ideativo-progettuale è necessario raggiungere competenze nell’uso del disegno a mano libera e tecnico, dei mezzi informatici, delle nuove

sereno e famigliare, indispensabile per un’armoniosa crescita umana e culturale a partire dagli ambienti dove i nostri ragazzi trascorrono diverse ore, tra aule colorate ed accoglienti che essi stessi hanno decorato in occasione della tradizionale settimana della creatività. Un istituto sempre in movimento, dinamico, radicato sul territorio, grazie anche alla pluridecennale attività nell’organizzare eventi e manifestazioni culturali, e alla collaborazione con altri enti pubblici, quali ad esempio i comuni di Caltanissetta, Delia e San Cataldo, la Soprintendenza dei Beni culturali ed ambientali di Caltanissetta, la Curia Vescovile del capoluogo nisseno e associazioni culturali presenti sul territorio. Vieni avanti creativo, lo Juvara ti aspetta a braccia aperte per farti visitare l’Istituto con i suoi numerosi laboratori e le sue aule caleidoscopiche.

• nel corso di Design, sottoindirizzo Industriale: Grafica 3D e Realtà Virtuale e Laboratorio di Grafica 3D e Realtà Virtuale; • nel corso di Design, sottoindirizzo Tessuto e Moda: Costumistica teatrale e cinematografica, Laboratorio di Costumistica teatrale e cinematografica e Storia del Costume. Oltre alle precedenti discipline, l’ampliamento riguarda anche alcuni aspetti delle altre discipline come la valutazione degli aspetti paralinguistici sia delle Lettere che della Lingua Inglese. Come è possibile comprendere l’ampliamento dell’offerta formativa, nel recuperare il patrimonio culturale e didattico-formativo sperimentato

Didattica laboratoriale in gruppi per garantire una più incisiva e profonda attività formativa fin dal 2006, quando il Liceo Artistico era ancora Istituto d’Arte, tende a fornire una preparazione completa del discente, sia nelle discipline di base che negli aspetti prettamente caratterizzanti l’indirizzo artistico. Per fare ciò interviene, al proprio interno, pure nella formazione delle classi per permettere che la didattica laboratoriale si possa espletare a gruppi, piuttosto che a classi intere, per una più incisiva e profonda attività formativa. Diego Gulizia

Luigi Bontà


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Storia & Cultura

È la Scuola che può indicare la strada

per uscire dalla crisi

di Fiorella Falci

Q

uando un sistema sociale dà valore alla scuola significa che sta crescendo, vuole svilupparsi, economicamente prima ancora che culturalmente. E’ un luogo comune infatti pensare alla scuola come ad una istituzione utile a “trasmettere” un patrimonio culturale del passato, una tradizione che pensa alla storia come “magistra vitae”, un pantheon di princìpi e di valori fondamentale per l’identità di un popolo ma sostanzialmente legato al passato. La scuola invece, almeno in Italia, ha

gerarchie che si andavano sganciando dai vecchi meccanismi del notabilato aristocratico e liberale, e si ancoravano alla qualità dell’istruzione e delle nuove competenze professionali. La scuola gentiliana era pensata come funzionale ad un disegno che faceva del ceto medio, costruito e alimentato dai processi di scolarizzazione, il perno della società che il regime voleva dominare, rendendola al tempo stesso “popolare” e gerarchica, fondata su istituzioni di massa che proprio dall’età scolare partivano, in parallelo con la

Tutta la profondità della crisi attuale della società italiana, la sua afasia, l’appiattimento della sua intelligenza critica, l’abbassamento preoccupante del livello culturale ed etico della sua classe dirigente, si leggono con implacabile chiarezza nel disvalore che alla scuola è riconosciuto, nella perdita di prestigio dei suoi docenti come riferimenti

nelle prime legislature del parlamento repubblicano almeno la metà proveniva dal mondo delle cattedre: Francesco Pignatone e Angelo Di Rocco, Luigi Arnone e Giuseppe Granata, Arcangelo Russo, erano stati educatori prima che legislatori. E la differenza con i legislatori di oggi è drammaticamente evidente.

sociali e autorità morali delle giovani generazioni e non solo, nella riduzione dell’orizzonte educativo e culturale del sistema scolastico a logiche aziendalistiche di efficienza, burocratizzate e sganciate dalla prospettiva formativa di chi assume la “mission” di alimentare la capacità di pensare e di sognare quello che non c’è ancora. Non è una questione di aggiornamento dei contenuti, ma di consapevolezza delle finalità, rispetto alle quali i contenuti, le materie, i metodi didattici, le tecnologie, l’informatica, le LIM, possono essere soltanto strumentali. I licei classici formavano anche ottimi scienziati studiando il greco e la filosofia, non perché fosse importante ricordare gli aoristi o i sillogismi medioevali, ma perché erano una dura palestra di ricerca del significato delle cose, di comprensione del senso della realtà, di capacità di interpretazione e di giudizio critico. Anche quando sembrava che si occupassero di un mondo scomparso per sempre. Non è un caso se anche la classe dirigente che ha guidato le istituzioni democratiche del Paese aveva un radicamento forte nel mondo della scuola. Tra i deputati eletti dal nostro territorio

Oggi la “mission” che la scuola ricava dall’analisi della società per cui lavora dovrebbe rilanciare, a partire dai docenti innanzitutto, la responsabilità di formare la struttura pensante e decisionale della società, il valore morale di formare cittadini liberi e consapevoli, non docili consumatori di prodotti e di comportamenti massificati. I linguaggi che a scuola si apprendono, in tutte le discipline, andrebbero padroneggiati, decodificati in profondità, smontati nel loro potere omologante al potere di chi detiene le chiavi della comunicazione sociale e dell’ economia. Non solo sapere, non solo informazione, non solo tecnologie, ma pensare, interpretare, esprimersi, relazionarsi

Oggi la “mission” è di rilanciare la responsabilità di formare la struttura pensante e decisionale della società conosciuto i suoi momenti migliori a prescindere dai contenuti e dalle discipline che vi si insegnavano, nelle fasi di svolta e di crescita del Paese, nei momenti difficili in cui ci si impegnava a costruire o a ricostruire l’Italia, sin dalla sua fondazione. Dopo l’Unità l’Italia non era molto più di un’espressione geografica, con buona pace della retorica patriottarda di un Risorgimento scritto dalla parte dei vincitori: gli Italiani non parlavano la stessa lingua dei libri di letteratura, non sapevano leggere e scrivere nella stragrande maggioranza, non si identificavano con lo Stato nuovo che aveva sostituito i vecchi regni. Il primo intervento di welfare dell’Italia unita ha riguardato proprio la scuola: le prime classi elementari obbligatorie e gratuite per tutti, con le leggi Casati e Coppino, hanno unito il Paese molto più che le guerre d’indipendenza, sono state le basi per la nascita di una nazione, per l’identità collettiva di un popolo. La riforma Gentile, nel 1923, ha ridisegnato il sistema scolastico nel suo complesso, costruendo i percorsi formativi di una società che il fascismo voleva “modernizzare” e massificare, ma con

scuola e penetrandone l’articolazione: dai “figli della lupa”, ai “balilla”, fino ai GUF, in “ogni ordine e grado”. Quella scuola formava e piegava al senso della gerarchia “scalabile”, selettiva, di classe certamente, ma anche meritocratica: l’unico “ascensore sociale” che i figli del popolo potevano utilizzare, per cambiare la propria condizione, uscire dalla povertà, diventare classe dirigente. O anche soltanto vivere meglio di quanto non avessero potuto i propri genitori. Il dopoguerra, la ricostruzione economica e democratica dell’Italia, capace di passare in quindici anni da nazione contadina sconfitta a potenza industriale tra le prime dieci del mondo, ha visto la scuola protagonista assoluta di un processo di inclusione e di promozione sociale senza precedenti per ampiezza e profondità. La scuola media unificata obbligatoria per tutti e la fine della vergogna dell’”avviamento professionale”, (il ghetto di chi era destinato “ad metalla”) ha sancito una svolta che avrebbe reso inconcepibili nel futuro le disuguaglianze e le discriminazioni che un popolo senza istruzione e senza cultura condivisa inevitabilmente è costretto a subire.

consapevolmente, educarsi all’autodominio, alla gestione non violenta dei conflitti. Senza simulare l’obbedienza dell’opportunità, come spesso vediamo fare anche ai nostri studenti, ma valorizzando la generosità e il coraggio delle proprie idee, che la scuola dovrebbe insegnare a sostenere, oltre che a elaborare. Il frutto del nostro lavoro di docenti dovrebbero essere persone libere e determinate, capaci di mettersi in gioco non solo per guadagnare qualcosa, ma per costruire e realizzare i propri sogni. Ricche di un’autostima che non si trasformi in narcisismo egoistico, ma nella consapevolezza delle occasioni che solo la nostra responsabilità può trasformare in un futuro felice. Non possiamo accontentarci di fare crescere giovani obbedienti e conformisti, coscienze illeggibili persino a

Non possiamo accontentarci di fare crescere i nostri giovani obbedienti e conformisti se stesse, inquadrati nei binari opachi anche se lucrosi della “banalità del male”. Così possono diventare soltanto pecore o serpenti. Il futuro ha bisogno invece di tutta la loro libertà.


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Comunicazione commerciale

Benessere & Salute

il DNA degli

Studi Casanova: l’approccio globale I

n odontostomatologia la scienza e la tecnologia applicata hanno fatto passi da gigante e si evolvono quasi quotidianamente. Gli “Studi Casanova” come sempre continuano a investire in risorse umane e tecnologiche con un solo obiettivo: “lo stato dell’arte”. Per questo sono sempre andati a cercare il sapere alla fonte. Come l’ortodontia a Tucson alla Tweed Foundation, poi sviluppata nelle sale operatorie del Montefiore

e i dieci anni di età, permette una efficace prevenzione delle scoliosi conseguenti a disfunzioni della mandibola , a malposizione dei denti o ad asimmetrie del viso, le quali spesso originano da traumi da parto. Fotografare allo scoliosometro la scoliosi permette di monitorare strettamente l’andamento della stessa e la sua evoluzione. Se si “centra” l’elemento perturbatore l’evoluzione è nettamente positiva. Nel caso di denti “buoni

lo dente a una bocca intera. Qui lo sviluppo del Know how va dalla formazione alla Calcitek, alla divisione di implantologia del Montefiore, alla posizione di opinion leader nei corsi sull’implantologia biologicamente guidata della IDI. Laddove sussistano le condizioni cliniche,si effettuano i restauri immediati con l’inserimento ,nella stessa seduta, degli impianti e dei denti provvisori fissi. Si effettuano le protesi “All on Four” e “All on six”. Nella ricerca di una integrazione più veloce e più valida degli impianti nell’osso , condotta sullo sviluppo di una nuova superficie degli impianti di titanio, si è giunti a risultati di eccellenza,comprovati e certificati da università italiane e dalle analisi della tedesca Degussa, nonchè da una serie di brevetti internazionali. La stabilità nel tempo di una riabilitazione implantare dipende certamente dalle condizioni iniziali, dalla pianificazione, dalla mano di

Gli studi Casanova

di New York e dell’Hospital Infantil di Città del Messico, integrata con gli insegnamenti di Cranio Facciale della dott.ssa Frymann a San Diego e mettendo a punto, in equipe, un approccio chirurgico globale per il trattamento delle deformità facciali. Eseguono i trattamenti ortodontici fissi, l’ortodontia funzionale nell’età della crescita, l’ortodontia invisibile con le placche trasparenti. Nei casi di mascellare o mandibola sporgenti oltre la possibilità del solo apparecchio ortodontico, si prepara la dentatura, si programmano gli spostamenti chirurgici e si finalizza il tutto riposizionando personalmente i “segmenti ossei” in sala operatoria.Tutto ciò in relazione con la nuova “sana” postura del cranio sulla colonna cervicale. Questo tipo di approccio e riposizionamento osseo del mascellare è applicato personalmente anche nel corso di interventi di neurochirurgia al basicranio condotti in equipe. In studio si trattano le disfunzioni dell’Articolazione della mandibola e i problemi posturali correlati alla colonna vertebrale secondo l’esperienza fatta all’ACTA di Amsterdam L’intervenire precocemente, tra gli otto

ma non belli”, essi si possono sbiancare, ricostruire,allineare,rivestire totalmente o parzialmente con faccette in ceramica, possono essere modificati nelle dimensioni, si rimodella la gengiva, si distendono e si trattano i tessuti periorali nei volumi e nella distensione mediante la radiofrequenza. Si fa in definitiva una “cosmetica”, a 360 gradi, del sorriso. Nell’evenienza che si siano persi i denti oppure che quelli ancora presenti non siano più validi, ecco che l’implantologia permette di avere i “denti fissi”. Così possiamo ripristinare da un singo-

chi esegue il lavoro e dalla tecnologia di strumentazione e materiali. I denti sono in bocca, e la bocca è un organo inserito nel complesso cranio-facciale, con una funzione masticatoria, la quale spesso non è perfetta. Con carichi, sovraccarichi, disfunzioni, cattive abitudini, digrignamenti e così via.Ci possiamo affidare sempre e solo alle viti e all’osso? Per monitorare tutto ciò, l’attrezzatura comprende il Radiografico e il tele radiografo per analisi radiologiche complete, ortodontiche, oltre che dell’articolazione temporomandibolare e dei seni mascellari. Il

I denti “buoni ma non belli” si possono sbiancare, ricostruire, allineare, rivestire: una “cosmetica a 360° del sorriso”

Kinesiografo di Jankelson con Elettromiografo, che registra i movimenti della mandibola e la funzione muscolare e il Dental Scan che registra i contatti fra i denti. Oltre naturalmente a 2 tipi di TENS, alla lampada per lo sbiancamento e agli Articolatori per una esatta registrazione della posizione dei mascellari. L’anestesia locale è supportata dalla sedazione cosciente con protossido d’azoto, e più ancora in profondità, dalla sedazione farmacologica eseguita dallo specialista anestesista. Per maggiori info:www. dentistacasanova.it

Estetica

La tecnologia d’avanguardia: la Radiofrequenza

I

l sorriso è una modalità relazionale di primaria importanza ed è una entità complessa, di più fattori. Per essere al top è indispensabile dedicare ai tessuti molli periorali (labbra, guance e mento) la stessa attenzione che dedichiamo ai tessuti intraorali, ovvero denti e gengive. Come? Riorganizzando e mantenendo tonico il tessuto più profondo, il sostegno della pelle, ovvero il derma. E quindi la pelle stessa.Studi Casanova si è dotato, in piena autonomia, del know how e dell’apparec-

chiatura medicale di RadioFrequenza al top per attenuare le rughe, dare consistenza e mantenere tonicità, lucentezza e setosità. Dalla ricerca tecnologica il posto d’onore fra le apparecchiature medicali per trattare la lassità cutanea spetta sicuramente alla RadioFrequenza non ablativa, e alla sua versione più potente, la Monopolare. Utilizza un dispositivo elettromedicale monopolare

di produzione italiana che lavora a 200 W e 300 khz. Attraverso un sistema sofisticato di emissione di onde radio localizzate e modulate, con il passaggio di un elettrodo di superficie sulla pelle si riesce a generare calore profondamente e selettivamente nel derma, “disorganizzando” le molecole di collagene e provocandone quindi la “contrazione”. Contemporaneamente si provoca la produzione di nuovo collagene, di elastina e si migliora la vascolarizzazione.In sintesi si “tende”l’impalcatura della pelle distendendo le rughe, i solchi e il “codice a barre”. Apparecchiatura di qualità, protocolli collaudati, dia-

gnosi preventiva, monitoraggio dell’andamento. Studi Casanova Vi mette a disposizione una prova gratuita personalizzata. Per prenotare la Vostra prova chiamate 0934 576171 www.dentistacasanova.it info@dentistacasanova.it


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Liceo TTIMO

SE O R E RUGG

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“Tradizione e innovazione, identità e memoria”

Classico, linguistico e coreutico: tre diversi indirizzi che rendono unico in Sicilia il Liceo nisseno

E

ntrando nel mondo del Liceo “Ruggero Settimo” si ha subito l’impressione di essere in un ambiente educativo molto stimolante: oltre a trovarsi in aule moderne, ambienti spaziosi per le attività sportive, ludiche, ricreative,

tica plurilingue, che sono indispensabili agli studenti sia per affrontare ogni giorno le scelte della loro vita sia per orientarsi a qualunque famiglia di professioni che riguardi l’esercizio di saperi pratici, di saperi teorici o la fusione tra di essi. E’ in-

per l’inclusione), dei progetti e attività di orientamento, di insegnamento di discipline non linguistiche in altre lingue europee, di alternanza scuola-lavoro, di certificazione linguistica, di sviluppo delle eccellenze, di collaborazione in rete tra scuole e

Entra anche tu nel mondo

Ruggero Settimo

“Comunità di apprendimento aperta, accogliente e motivante” culturali e artistiche, laboratori attrezzati con tecnologie innovative utili alla didattica e alla vita scolastica, è possibile percepire di essere entrati a far parte di una comunità di apprendimento aperta, accogliente e motivante, in cui i saperi tradizionali e contemporanei, le relazioni tra le persone e l’organizzazione, sono improntate ai valori umani, culturali e di cittadinanza, che vorremmo permeassero tutta la società. L’impianto culturale, metodologicodidattico e pedagogico del Liceo, nei suoi tre diversi indirizzi (classico, linguistico, coreutico – unico presente nella Regione con queste articolazioni), integra e promuove una cultura ampia e ap-

profondita, una sensibilità estetica e artistica, salde capacità logiche ed espressive, anche in un’ot-

somma una scuola per la vita e, per tutta la vita, chi è entrato nel mondo del Liceo “Ruggero Settimo”, ne porta con sé il ricordo e la nostalgia oltre che la certezza di avere appreso un saldo metodo di studio, capacità critiche e relazionali autonome e competenze trasversali che permettono a ciascuno di liberamente esprimersi e liberamente apprendere. Gli studenti e le loro famiglie trovano accoglienza ai bisogni educativi di cui ciascuno è portatore anche attraverso gli strumenti dell’ampliamento e arricchimento dell’offerta formativa, dell’efficienza dei servizi amministrativi, delle azioni di sostegno economico

nelle situazioni di disagio (comodato e prestito dei libri, contributi viaggio e borse di studio, sportelli didattici e di consulenza, piani didattici personalizzati

con il territorio, di interculturalità e tanto altro che sinteticamente sarà presentato in queste pagine, ma che è ampiamente rappresentato nel sito

Una scuola per la vita: i “ruggerini” portano con sé ricordo, nostalgia e certezza di saldo metodo di studio web www.liceorsettimo.eu. Nel disegno del legislatore i “percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”. (art. 2 comma 2 del regolamento recante “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico

A destra Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Irene Cinzia Maria Collerone

dei licei…”). La storia e il presente del nostro prestigioso Liceo, la professionalità e stabilità dei suoi docenti e del personale ATA, i percorsi di miglioramento posti in essere e i risultati dei suoi studenti di ieri e di oggi, sia durante il loro percorso da “Ruggerini”, che nella vita poi, testimoniano il raggiungimento di questi alti obiettivi. Scegliete sereni il nostro Liceo. Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Irene Cinzia Maria Collerone


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Laboratorio teatrale

Tutti in scena! U

na tradizione ventennale lega il liceo “R. Settimo” alla messa in scena di testi del teatro antico e non solo. L’entusiasmo e la passione di una preside e di un gruppo di docenti hanno fatto sì che prendesse vita una delle esperienze più coinvolgenti che ancora oggi siamo in grado di offrire ai nostri studenti. Sin dall’inizio, la precisa volontà di garantire un percorso importante, sia sotto il profilo culturale sia relativamente all’ambito più strettamente legato alla messinscena, ha condotto a cercare nel mondo del professionismo teatrale i registi-guida dei nostri laboratori. Con noi ha lavorato, nel 2002, Emma Dante, per la realizzazione dell’Elettra di Euripide, ma esperienze di altrettanto valore sono state condotte dagli altri registi/attori che durante tutti questi anni si sono avvicendati alla guida dei laboratori: B. Giuliana, C. Collovà, G. Cutino, G. Conversano, R. Burgio, R. Clementi, M. Magistro, G. Perriera, A. Venturino, M. Tringali. La messa in scena ogni anno conclude le attività extracurricolari della scuola rivolgendosi alla città intera. Ma lo spettacolo non è che l’ultimo e, probabilmente, non il più importante fra i momenti che scandiscono questa attività. Si comincia dalla scelta del testo, lo si approfondisce insieme ai docenti anche attraverso le sue rielaborazioni nel corso del tempo, si analizzano e si attualizzano le problematiche che esso propone. E ci si comincia a conoscere. Il laboratorio teatrale è uno dei luoghi

in cui i ragazzi del Classico, del Linguistico, del Coreutico, tutti insieme, in modo trasversale, possono vivere la scuola in modo profondamente diverso. Libero dal vincolo della classe, poiché è aperto a tutti gli studenti, indipendentemente dall’anno o dall’indirizzo frequentato, libero dal rigore della valutazione, poiché non c’è alcuna selezione, ma chiunque imparerà a mettersi in gioco (e non vi è termine

Ma il regista è un professionista. E dunque si lavora, si apprende che a teatro nulla è improvvisazione, ogni cosa è frutto di studio, approfondimento, anche fatica. E mentre si cerca qualcuno che sia adatto a recitare una certa battuta, si scopre che il coro, con il fascino della sua potenza, è fondamentale per la riuscita della tragedia greca, più che un qualsiasi buon “solista”. I pomerig-

matematica….Si impara, quasi senza accorgersene ad organizzare al meglio le proprie giornate, per non dovere rinun-

Ma noi docenti sappiamo che il risultato più i mp o r t a nt e lo abbiamo già ottenuto, aiutando i nostri studenti a scoprire che si può stare insieme a scuola in modo

gi trascorsi a scuola si fanno sempre più lunghi, man mano che si avvicina il giorno dello spettacolo e poiché anche la fine dell’anno si avvicina inesorabilmente, si impara a studiare fra una scena e l’altra, ci si fa aiutare dal compagno più grande o da quello dell’altra classe che è tanto bravo in

ciare a quelle ore trascorse insieme con chi condivide la passione per il teatro. Arriva la sera dello spettacolo, la sera dell’adrenalina e degli applausi, la sera della commozione di chi con professionismo ha guidato disordinatissimi e appassionati giovani dilettanti.

diverso, si può studiare e approfondire in maniera diversa. Una pizza dopo lo spettacolo, tutti insieme. E da domani? Le ultime interrogazioni, probabilmente, gli esami, per qualcuno. “Prof., però l’anno prossimo si ricomincia, vero?” Marcella Romano

“Esperienze straordinarie: nel 2002 la regista Emma Dante mise in scena con i nostri studenti l’Elettra di Euripide” più adatto), il laboratorio consente ai ragazzi di conoscere meglio se stessi, di migliorare la propria autostima, di aprirsi a nuove conoscenze, di instaurare un rapporto diverso con i docenti tutor, ai quali, forse perché non sempre sono i docenti curricolari, consentono di partecipare alle risate e anche alla nuova confidenza che nasce in questa piccola , ma forte comunità.

Una palestra per crescere R

accontare del Liceo “R. Settimo” per me significa ripercorrere le pagine della mia formazione e dell’idea di cultura e di scuola che si costruisce tra i banchi e dietro la cattedra. Il Liceo non è, infatti, soltanto un luogo per imparare il latino, il greco, poi le lingue moderne e ora la danza, ma un modo per confrontarsi con il mondo e per crescere. Non è un caso che nasca come “ginnasio”, la palestra del mondo greco, il luogo dove allenarsi per affrontare la gara. E’ un luogo dove apprendere come fronteggiare le sfide della vita, dove imparare a pensare, dove camminare per crescere. E’ un luogo di pensiero. Lo dimostrano i nostri studenti che ritornano, dopo anni di cammino all’Università o nel mondo del lavoro, a ringraziare per tutto quello che hanno ricevuto. Ma il Liceo è, soprattutto, un luogo di relazione, dove c’è attenzione per lo studente, dove anche il dislessico apprende il latino e il greco e si va a Firenze come a Budapest senza tener conto delle barriere architettoniche: non ci sono ostacoli là dove tutti i nostri studenti sanno che si deve procedere, andare avanti, crescere come cittadini responsabili, come protagonisti del mondo, come soggetti attivi di conoscenza. E’ questa la fatica che si compie ogni giorno, senza trascurare il contemporaneo. La scuola si è aperta negli ultimi anni ai nuovi linguaggi, consapevole della necessità di dover comunicare un messaggio che è sempre attuale: “conosci te stesso”, “non eccedere mai”, “il giusto è il bello” erano gli insegnamenti dell’oracolo di Delfi. Mai come oggi suonano essenziali questi inviti a conquistare uno spazio di libertà per ciascuno, consapevoli di se stessi e del mondo. Per questo nel tempo si è trasformata anche la didattica che certamente non è più quella della scuola gesuitica dalla quale, più di 150 anni fa, il Liceo è partito, ma che è in movimento per venire incontro al nuovo modo di pensare dello studente dell’era digitale.

Le Nuove Tecnologie, così, si sposano oggi al Liceo con il messaggio che ci viene dalle nostre radici, per una scuola che cresce sempre con lo sguardo rivolto al mondo e al territorio. Il territorio trova sempre le porte aperte per la quantità e la qualità degli eventi culturali che la scuola ospita (letture, concerti, incontri), che vedono come protagonisti professori ed intellettuali (spesso ex allievi), ma anche gli stessi studenti: le loro fresche energie si spendono in attività creative, costruite con cura, frutto della loro passione e della loro voglia di essere attori in uno spazio che i ragazzi sentono come proprio, mai distante ma sempre familiare. Ed io, che ho vissuto la scuola da studentessa ed ora da docente e da genitore, posso dire, racchiudendo in due parole ciò che mi ha dato il nostro “Ruggero”, che l’obiettivo che si è voluto sempre raggiungere è quello di una conoscenza dinamica. Studiare tra i nostri banchi significa acquisire la capacità di confronto con il mondo, con la storia, con il lavoro e con i compiti che vengono assegnati senza mai ritenere che questi siano troppo gravosi o impossibili: ogni conoscenza è una sfida e, per chi impara a crederci, la meta del cammino è il viaggio. Aurelia Speziale

Cinque lingue, cinque culture

“N

on conosce neanche la propria lingua chi conosce solo questa” (Miguel de Unamuno). A questa filosofia è improntata la didattica del Liceo Linguistico “R. Settimo” che dal 1991/92 integra la conoscenza delle lingue con lo studio della letterature e delle civiltà straniere. Cinque le lingue straniere proposte nel piano dell’offerta formativa: oltre alle

quattro previste dai piani di studio ministeriali (Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco) a partire da quest’anno anche il Cinese o l’Arabo. Gli studenti quindi possono scegliere tre lingue comunitarie e ampliare a loro scelta il piano di studi. Se lo studio delle lingue straniere è il fiore all’occhiello del nostro Liceo Linguistico, tuttavia non bisogna dimenticare che la formazione garantita alla fine del percorso di studi rende possibile l’accesso a tutte le facoltà universitarie, grazie alle altre discipline previste dal piano di studi, integrato facoltativamente con lo studio del Diritto. Per un ragazzo o una ragazza la scelta della Scuola Superiore è sicuramente un fattore decisivo per il suo futuro, perché allora scegliere proprio il Liceo Linguistico “R. Settimo”? Il nostro


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Classico,

ma sempre di gran moda

S

“Apprendimento in situazione: i nostri studenti all’Archivio di Stato”

Interazione ed integrazione

Istituto può anche vantare dei dati veramente competitivi, se si considera il numero degli studenti che ottiene certificazioni linguistiche di livello B2 e C1 in tutte le lingue straniere. Lo conferma l’indagine condotta dalla Fondazione Giovanni Agnelli (http:// www.eduscopio.it/): studiando accuratamente gli esiti, occupazionali ed universitari, dei nostri studenti ad un anno dal diploma ha desunto che il nostro è miglior liceo linguistico della Sicilia. Tale risultato è il frutto di un metodo di studio che, per garantire l’interazione nelle varie lingue, si avvale non solo delle attività didattiche curricolari, ma anche di stage all’estero, certificazioni, spettacoli in lingua straniera, lettori di madre lingua, progetti europei, mobilità studentesca individuale. Da non trascurare l’apporto delle nuove tecnologie, la metodologia CLIL, che prevede l’insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera, la didattica innovativa. Interazione, quindi, primo obiettivo funzionale all’inserimento nel mondo del lavoro e allo stesso tempo trampolino di lancio per favorire l’integrazione in una società sempre più multietnica e multilingue nella quale è fondamentale che i giovani siano portatori di valori e di competenze idonee a costruire un mondo interculturale. Laura Giannavola

tudiare lingue antiche (per alcuni morte), leggere testi scritti tanti secoli fa, discutere di fatti e personaggi che sembrano appartenere ad una cultura remota quale senso può avere nel nostro tempo? Nel mondo della tecnologia, come sostiene Umberto Eco, l’avvenire è di chi sa ragionare ed è indubbio che il percorso liceale classico abbia questo come obiettivo primario perché crea menti aperte e pensan-

co!). È un mettere al posto giusto tutti i pezzi di un mosaico per capire e far nostri i valori del mondo classico fondamento della cultura occidentale moderna. “Sono uomo e per me tutto quello che è umano non mi è estraneo” (Terenzio) Avere forte il senso dell’identità, esercitare consapevolmente la cittadinanza, esprimere le proprie opinioni nella libertà e nel rispetto dell’altro, non avere paura di mettere sotto accusa un governatore

civile. Formare “professionisti” è ben più facile che formare “cittadini”. Il liceo classico forma uomini liberi ma responsabili, critici, in possesso degli strumenti per lavorare ma anche di quelli per scegliere e vivere da cittadini nel mondo. In questo contesto anche lo studio delle lingue del contemporaneo diviene più stimolante per menti allenate a intrecciare proficuamente passato e presente. Comunemente si capisce ciò che

“La scuola che offre uno sguardo sul mondo da un punto di vista divergente”

Consulta la brochure con il Qr-code

ti, forma la persona e il cittadino, educa ai valori e ai sentimenti. Tradurre un testo classico è una concreta applicazione del metodo scientifico ed è come trovare la soluzione ad un problema matematico. Ogni interpretazione di un testo è una costruzione di significato, è un viaggio alla scoperta delle nostre radici linguistiche e culturali (quante parole nella nostra lingua provengono dal latino e dal Gre-

corrotto e inchiodarlo alle sue responsabilità dinnanzi alla Legge, tutto questo e molto altro lo abbiamo ricevuto in eredità dal mondo classico ed è un bene “patrimonio dell’umanità” su cui dovrebbe fondarsi ogni società

è utile ma non sempre si conosce cosa è bello, cosa è buono, cosa è giusto, cosa è sacro. La letteratura educa alle emozioni e ai sentimenti, è questa la sua utilità. Tutti i popoli hanno imparato i sentimenti attraverso le narrazioni mitiche. Il racconto di Omero della guerra di Troia ha educato i greci al coraggio, alla sacralità dell’ospite, al rispetto dei padri e degli dei. Euripide, Virgilio, Dante ci insegnano i sentimenti, a conoscere quel che proviamo, a distinguere il bene dal male, ciò che è giusto e ciò che non lo è. Un bisogno che è dell’uomo di tutti i tempi e in particolare dell’uomo di oggi in cerca di una bussola per orientarsi nella complessità del presente. “Sono uomo e tutto quello che è umano non mi è estraneo” (Terenzio) Silvia Pignatone e Giuseppina Pilato

Liceo coreutico: cultura in movimento

“Movimento e tecnica… arte e danza… al “R. Settimo”

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hissà in quanti, tra ragazzi e ragazze, lo hanno sognato e desiderato. Ora finalmente è una realtà. Si tratta del Liceo Coreutico “R. Settimo” di Caltanissetta, uno dei 2 Coreutici statali in Sicilia e uno dei 32 in Italia. Una grande opportunità per tutti quei ragazzi che vogliono coniugare la loro passione per lo studio della danza con un percorso formativo e culturale liceale di alto livello. E’ proprio questo, infatti, ciò che rende unico e assolutamente prezioso il percorso offerto dal Coreutico: da una parte l’apprendimento delle discipline comuni a tutti gli indirizzi liceali (italiano, lingua straniera, filosofia, matematica, storia, ge-

ografia, fisica, scienze, storia dell’arte), dall’altra lo studio delle discipline coreutiche tra teoria (storia della danza, storia della musica) e pratica, con una conoscenza degli elementi tecnici del linguaggio della danza e una costante attività di laboratorio (tecniche della danza classica e contemporanea, laboratorio coreutico e coreografico, teoria e pratica musicale della danza). Un percorso finalizzato, dunque, alla promozione della consapevolezza e delle potenzialità dello studente, nel rispetto delle regole del linguaggio della danza e dell’atto artistico – espressivo. Cinque anni di studio durante i quali lo studente potrà approfondire e sviluppare le sue conoscenze e abilità, maturando le

competenze necessarie per acquisire la padronanza del linguaggio co-

La danza è il movimento dell’Universo condensato in un individuo” (Isadora Duncan) reutico in tutti i suoi aspetti, in una prospettiva teorica, tecnica, storica, estetica e culturale, ma anche per accedere a

qualsiasi facoltà universitaria. La struttura del Liceo Coreutico si articola in un primo biennio comune, al termine del quale, a seguito di una selezione, gli studenti potranno accedere alla sezione danza classica o alla sezione danza contemporanea per il secondo biennio e per il quinto anno. Per l’ammissione al Liceo coreutico gli alunni dovranno dimostrare il possesso di requisiti fisici e tecnici, sostenendo preventivamente un esame di ammissione alla presenza di una Commissio-

ne composta dal Direttore dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, da un docente dell’Accademia e dal Dirigente scolastico del Liceo R. Settimo. L’Accademia Nazionale di Danza di Roma, con cui il nostro Liceo ha sottoscritto un accordo rappresenta, infatti, un costante punto di riferimento durante l’intero percorso scolastico, attraverso una continua relazione, formazione e valutazione. Ernesta Musca, Nadia Rizzo


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A ei IPSIG alil o Galile

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ompletato il percorso di innovazione realizzatosi con il riordino, l’Istituto Professionale per i Servizi, l’Industria e l’Artigianato “Galileo Galilei” di Caltanissetta può vantare la capacità di dare piena realizzazione alla mission dei professionali in genere, che è quella di formare il capitale umano necessario per garantire lo sviluppo economico e produttivo del territorio di riferimento della scuola. Successo formativo, piena realizzazione del diritto allo studio, erogazione di un servizio di qualità, formazione orientata al lavoro, integrazione, inclusione e pari opportunità, rappresentano i cardini dell’Offerta Formativa dell’IPSIA “Galileo Galilei” di Caltanissetta. L’uso intensivo dei laboratori contraddistingue questa realtà formativa da qualunque altra e la rende unica, capace di acco-

Sapere... per saper fare

Il binomio della formazione: professionalità a 360 gradi sperimentare, in contesti aziendali, la propria vocazione professionale, consentendogli di maturare un’idea certa di ciò che “vorranno fare da grandi”. L’Istituto Professionale, infatti, non può non considerare l’occupabilità come l’obiettivo ultimo da perseguire. Un ulteriore aspetto di estrema innovazione è la formazioni di figure professionali che finalmente esulano dalla vetusta classificazione maschile o femminile.

L’uso intensivo dei laboratori contraddistingue la realtà formativa, capace di accogliere ragazzi con inclinazioni diverse gliere ragazzi con inclinazioni diverse, con una grande intelligenza operativa e predisposizione per le attività pratiche. L’alternanza scuola-lavoro offre inoltre ai propri iscritti l’opportunità di

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Questo è il caso, ad esempio, dell’Odontotecnico, che subito dopo il Diploma può addirittura conseguire nella stessa scuola l’abilitazione alla professione, che sicuramente può

essere esercitata con successo sia da uomini, sia da donne. Anche l’indirizzo Servizi Socio Sanitari promuove lo sviluppo di competenze professionali di settore e di forti capacità relazionali, prerogative sia del genere femminile, sia del genere maschile.

L’indirizzo Manutenzione ed Assistenza Tecnica, può vantare nel corpo docenti la presenza di ingegneri donne, abilissime sia nella professione docente, sia nella libera professione. Non è un caso che sempre più donne ambiscano a diventare tecnici specializzati nel settore elettrico, elettronico e meccanico, con competenze specifiche in robotica e domotica . Possiamo finalmente dire che oggi non esiste più, per quanto ci riguarda, una netta demarcazione tra professioni maschili e femminili. E’ questo il messaggio che vogliamo trasmettere parlando di parità di genere, di emancipazione del ruolo femminile, con una donna che ha tutti i requisiti e le capacità per potere svolgere quelle attività che una volta erano prerogativa dei soli uomini. Conseguenza di tale evoluzione,

specchio delle trasformazioni della nostra società, è che l’utenza del Galilei si è modificata. Oggi l’IPSIA Galilei viene scelto per rispondere alle attitudini e alle vocazioni personali e professionali dei giovani, ormai scevri da qualunque condizionamento culturale o di genere , come invece poteva accadere in passato. Grande è anche l’attenzione prestata dall’Istituto alla formazione culturale dei propri iscritti. Infatti coniugare una solida cultura con la vocazione professionale dei propri studenti, “ il sapere” con “ il saper fare”, rappresenta uno dei tanti risultati di cui il Galilei è particolarmente orgoglio-

l’uso del registro elettronico e il servizio di comunicazione via SMS con le famiglie, rappresentano strumenti con cui scuola e famiglia, “agenzie educative per eccellenza” diventano partner complementari nel sostenere il processo formativo dell’alunno, posto al centro dell’azione educativa della scuola. L’Istituto Professionale “Galileo Galilei” inoltre, sempre attento ai bisogni espressi dal territorio, e nel rispetto della vocazione culturale, produttiva, formativa ed occupazionale dell’area di riferimento, ha avviato con l’anno scolastico 2014/2015, il corso serale per adulti di nuovo ordinamento, per l’ indirizzo “Ma-

so: non è un caso se una studentessa del quinto anno dell’indirizzo Servizi Commerciali ha vinto il primo premio nazionale di un Concorso indetto dalla Camera Civile degli Avvocati. Particolarmente accurati i percorsi personalizzati predisposti dai docenti in collaborazione con le famiglie, per agevolare l’integrazione di alunni stranieri, di alunni diversamente abili o con disturbi di apprendimento. A sostegno del Diritto allo Studio, il Galilei offre, tra i propri servizi, la fornitura gratuita dei libri di testo. Inoltre

nutenzione e Assistenza tecnica” . L’Istituto ha così dato voce a un’esigenza crescente di formazione per adulti che intendono rientrare nel sistema d’istruzione, anche a salvaguardia dei posti di lavoro già occupati. L’Offerta Formativa del Galilei si è quindi ulteriormente ampliata, potendosi così rivolgere ad un’utenza sempre più varia e complessa che guarda comunque ad un unico obiettivo : il lavoro. Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Loredana Schillaci


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IPSIA Galileo Galilei

Offerta formativa “avanzata” corsi all’avanguardia: C

...siamo già nel futuro

’è un luogo dove formazione e progettualità si incontrano in maniera naturale, dove la lotta alla dispersione scolastica è più efficace, dove si costruisce il futuro lavorativo dei nostri ragazzi e quello produttivo della nostra economia, dove la cultura si coniuga con la vocazione al lavoro. Sapere per saper fare quindi. Non è un caso che i laboratori, intesi sia come spazi virtuali, sia come contesti operativi, caratterizzino l’identità del nostro Istituto Professionale. Nei nostri laboratori, che abbiamo voluto arricchire di nuove risorse rendendoli tecnologicamente più avanzati, i nostri giovani possono imparare a sperimentare la loro creatività e ‘imprenditività’, scoprendosi inventori, imparando ad usare in anticipo gli

strumenti dell’impresa, capendo cosa rende speciale il “Made in Italy” e quali saranno le prospettive più interessanti per il Paese nei prossimi anni. Abbiamo cercato di rendere l’attività laboratoriale uno spazio consueto nella pratica didattica, come palestra

di innovazione, legata allo stimolo delle capacità creative e di problem solving degli studenti. L’IPSIA Galilei, ha cercato in questi ultimi anni di arricchire la propria offerta formativa, in modo tale da garantire a più utenti un servizio altamente professionale ed adeguato alle proprie esigenze e a quelle del mercato del lavoro. E’ stato così creato da due anni a questa parte, il corso Odontotecnico, in cui si mira a formare un tecnico specializzato nella realizzazione di apparecchi ortodontici. Il percorso di studio quinquennale, con esame di Stato ed esame di abilitazione alla professione che la stessa scuola rilascia, consente una completa formazione culturale e professionale, infatti alle ore di studio delle discipline dell’area comune (italiano,

storia, diritto matematica e inglese) si affiancano le materie tecniche dell’ambito odontotecnico: anatomia, fisiologia, modellazione odontotecnica, laboratorio, chimica dei materiali, gnatologia. Rimanendo in ambito socio- sani-

tario, l’Ipsia si completa con il corso dei Servizi Socio-Sanitari, un altro indirizzo di studi (sito nella sede coordinata di via Cairoli 3 a Caltanissetta), che mira a formare una figura capace di gestire progetti di imprese sociali, con conoscenze di tecniche di animazione sociale, facilitazione della comunicazione e della relazione tra persone e gruppi. Il corso prevede, oltre allo studio delle discipline dell’area

comune, discipline d’indirizzo a carattere specialistico di ambito sociopsicologico e medico-scientifico. Gli sbocchi occupazionali sono molteplici: collaboratori nelle scuole materne, assistenti di asili nido, coordinatori e organizzatori presso enti pubblici, cooperative sociali, associazioni ricreative culturali e sportive. Il Tecnico dei Servizi Commerciali è una figura professionale che il territorio di Caltanissetta ha conosciuto sei anni fa. Il corso accoglie studenti con attitudine al disegno e alla creatività, è un percorso di studi con lo scopo di far acquisire all’allievo, a conclusione del percorso quinquennale, compe-

tenze professionali che gli consentono di supportare le aziende sia nella gestione amministrativa e commerciale, sia nella promozione delle vendite, utilizzando anche tecniche di comu-

nicazione grafica pubblicitaria. L’allievo, già alla fine del terzo anno consegue la Qualifica Professionale di Operatore Grafico, con competenze che gli consentono di utilizzare software professionali per il trattamento delle immagini e per l’impaginazione di stampati; possiede anche competenze per promuovere l’immagine aziendale attraverso le diverse tipologie di comunicazione pubblicitaria, e può inserirsi in attività produttive con mansioni

d’ufficio in Marketing, Comunicazione, Pubblicità, con possibilità d’intraprendere la libera professione. Il Tecnico in Manutenzione e Assistenza Tecnica, è una figura professionale polivalente con competenze che consentono di gestire, organizzare, effettuare interventi di installazione e manutenzione ordinaria, riparazione, diagnostica, collaudo di apparecchiature, impianti, sistemi e apparati tecnici. Anche questo percorso ha durata quinquennale, ma con possibilità al terzo anno di conseguire la Qualifica Professionale di Operatore Elettrico, Elettronico e Meccanico, titolo indispensabile per poter essere immesso già nel mondo del lavoro. L’allievo è in grado di applicare la nor-

Abbiamo cercato di rendere l’attività laboratoriale uno spazio consueto nella pratica didattica, come palestra di innovazione mativa di sicurezza, per l’utilizzo di strumenti e tecnologie specifiche. Utilizza la documentazione tecnica per garantire la perfetta funzionalità della strumentazione e della circuiti-

Tra Caltanissetta e Londra alla scoperta dell’Inglese,

31 alunni conseguono il “Trinity”

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i sono da poco conclusi due importanti progetti PON C1–FSE2014-459 destinati a 31 alunni che frequentano le classi quarte e quinte dell’ I.P.S.I.A. “Galileo Galilei” di Caltanissetta. I due moduli dal titolo “Let’s learn English,” e “English at work” erano finalizzati, al conseguimento della Certificazione delle competenze nella lingua inglese, rispettivamente, di livello A2 e B1 del QCRE( Quadro Comune di Riferimento Europeo); obiettivi, entrambi, raggiunti poiché tutti gli alunni, a conclusione del percorso formativo, hanno superato, con successo, l’esame

80 ore di corso in 4 settimane tenuto da docenti madrelingua finale previsto conseguendo la certificazione Trinity. Ciascun modulo svoltosi, dal 19 settembre al 6 novembre 2014, si è sviluppato in 15 ore di formazione lin-

guistica e culturale del Paese ospitante presso la nostra sede scolastica, più 80 ore di corso, articolato in 4 settimane, realizzato presso il College Londinese: British International School e tenuto da docenti madrelingua. Gli studenti partecipanti, selezionati secondo il criterio del merito scolastico, nel tempo extra-scuola, sono stati impegnati in attività culturali coinvolgenti e motivanti quali workshop, drammatizzazioni e visite guidate a luoghi di rilevanza culturale. Molto interessanti le escursioni a Cambridge, Oxford, Stratford upon Avon, Leeds, Canterbury, Salisbury e Bath. Ciò ha consentito

agli studenti di comprendere meglio una realtà culturale e sociale diversa dalla nostra e di utilizzare il tempo libero in modo costruttivo e proficuo, sperimentando l’uso della lingua come reale strumento di comunicazione ed interazione sociale. I progetti, che hanno spalancato le porte di un universo assolutamente sconosciuto, oltre ad essere stati un efficace strumento per il potenziamento e lo sviluppo delle competenze linguistiche e comunicative nella L2,

con immediate ricadute sul profitto scolastico degli allievi partecipanti, hanno favorito lo sviluppo di competenze trasversali e il miglioramento delle competenze interculturali, relazionali, sociali e di cittadinanza attiva che sono fondamentali ai fini della crescita personale di ciascuno nell’ambito di una cultura che possa definirsi veramente europea.


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Essere più “professionali” Valore aggiunto nel mercato del lavoro

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stica, certifica la messa a punto degli impianti, ripara e collauda piccoli sistemi, impianti e apparti tecnici presso industrie elettriche, meccaniche ed elettroniche. La domanda di professionisti in ambito tecnologico- scientifico è in

costante crescita e c’è un’innegabile necessità di occupabilità nei settori collegati a queste competenze. L’opportunità che offre oggi l’IPSIA Galilei è da cogliere, e i laboratori della scuola sono i giusti poli di attrazione.

inutile stare sempre a sottolineare il particolare momento storico che stiamo vivendo, quello che dovrebbe interessare di più è il nostro impegno verso le nuove generazioni e il loro futuro. Per far questo bisogna partire dalla base, ovvero è necessario riorganizzare i rapporti tra scuola e lavoro. I nostri studenti spesso si trovano titubanti e confusi davanti alle scelte formative prima e lavorative dopo. Si dovrebbe riorganizzare sicu-

problemi dell’edilizia scolastica, l’assenza di investimenti per le nuove tecnologie e per i laboratori, necessari per mettere la didattica e il lavoro al passo coi tempi. Investire nella conoscenza è una scelta non più rinviabile per evitare il declino, anche perché l’Italia ha bisogno dei giovani. Secondo la fonte : Uniocamere del Ministero del Lavoro, la richiesta di diplomati tecnici in Italia cresce; per i diplomati meccanici da14.840 a 22.660 posti di

negli Istituti professionali le figure maggiormente richieste dal mercato del lavoro provengono dall’ indirizzo manutenzione e assistenza tecnica (tecnici meccanici, elettrotecnici, riparatori e installatori di apparati elettrici ed elettromeccanici, tecnici elettronici ecc..); anche una buona percentuale proviene dai servizi commerciali (aiuto contabile e assimilati, operatori su macchine di calcolo, grafici pubblicitari ecc…). Quali sono dunque le

ramente la fase di orientamento scolastico, dando ai ragazzi la possibilità di seguire le proprie vocazioni, avendo però ben chiare quali sono le reali aspettative lavorative nell’immediato futuro. Sarebbe necessario far crescere gli studenti in una scuola che sia al passo coi tempi, che sia cioè in stretta collaborazione con le aziende ed il mondo del lavoro, poiché questo ha bisogno di saperi e competenze. Fanno sempre molto discutere i decennali

lavoro, per i diplomati elettrotecnici ed elettronici rispettivamente da 7790 a 10.460 e da 2.840 a 3.730 posti di lavoro. Diventa allora chiaro che chi studia negli Istituti tecnici e professionali ha più probabilità di trovare un lavoro prima degli altri studenti. Ad un anno dal diploma in un Istituto Professionale sono ben il 61% coloro che trovano un lavoro contro il 45% dei diplomati tecnici e il 26,7% dei diplomati al Liceo. In particolare

competenze richieste ai giovani dalle imprese? Vengono innanzitutto richieste capacità di saper lavorare in gruppo e in autonomia, competenze informatiche, manuali, capacità di risolvere i problemi, capacità scritte e orali, conoscenza di una o più lingue, infine abilità creative e conoscenze amministrative d’ufficio.

Corso serale Indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica:

“l’istruzione non ha età”

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er non dimenticare chi non ha potuto completare gli studi, per gli adulti che intendono rientrare nel sistema d’istruzioni o implementare il loro percorso scolastico, anche a salvaguardia del posto di lavoro già occupato. L’ L’IPSIA Galilei svolge il Corso serale di II livello indirizzo Manutenzione e Assistenza Tecnica, la possibilità di conseguire con piani di studio personalizzati la Qualifica di settore e il Diploma di Tecnico nell’arco di un triennio, ideato per rispondere alle esigenze di un utente adulto che intende rientrare nel sistema formativo e che prevede percorsi didattici flessibili. Le loro peculiarità si possono individuare in questi cinque punti fondamentali: riduzione dell’orario settimanale di lezione; riconoscimento di crediti formali, professionali e personali; uso di metodologie didattiche specifiche per gli adulti; impianto modulare

dell’attività didattica; flessibilità dei percorsi formativi; i programmi di studio sono organizzati secondo una struttura modulare a classi aperte per salvaguardare le specifiche prerogative dell’utenza adulta, e tenendo conto della cultura personale già acquisita e delle esperienze professionali o scolastiche accertabili, come crediti formativi, per consentire di svolgere moduli di diversi livelli. Queste caratteristiche rispondono alle esigenze di un’utenza di studenti adulti-lavoratori che spesso non possono avere una frequenza regolare e sequenziale delle lezioni di modulo, cioè a dire la stragrande maggioranza degli studenti dei Corsi serali per adulti. Uno degli aspetti maggiormente innovativi dei Corsi serali per adulti è, sicuramente, rappresentato dall’estrema flessibilità con la quale lo studente può organizzare il proprio percorso formativo.

Una scuola per tutti, ...una professione per te

T

ra gli Istituti professionali della nostra provincia l’Istituto Galileo Galilei di Caltanissetta ha gestito l’organizzazione e il funzionamento della scuola per essere al passo coi tempi, cercando di rispondere alle esigenze dell’utenza e trasformando il riordino del sistema scolastico in nuove opportunità, garantendo percorsi innovativi tali da offrire ai suoi studenti una formazione che possa agevolare un tempestivo ingresso nel mondo del lavoro. L’offerta formativa della nostra Scuola si è arricchita aggiungendo ai già esistenti corsi elettrico, elettronico e meccanico ( diplomato in manutenzio-

Gli alunni hanno la possibilità di usufruire gratuitamente dei libri di testo ne e assistenza tecnica al quinto anno) il corso di grafica pubblicitaria(tecnico dei servizi commerciali al quinto anno)

e socio sanitario, anche il corso odontotecnico. Tutti gli indirizzi hanno durata triennale per il conseguimento della qualifica professionale, (eccezion fatta per i corsi socio sanitario ed odontotecnico) che consente di avviare libera attività imprenditoriale o l’impiego in aziende di settore; e durata quinquennale, per il conseguimento di un diploma spendibile immediatamente nel mondo del lavoro o per l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria. Gli alunni oltre che avere la possibilità di avvalersi di laboratori funzionali e tecnologicamente gestiti dalle diverse aree tecniche ( quattro laboratori di in-

formatica, disegno, misure, fisica, chimica, laboratori elettronici, di sistemi, meccanici, odontotecnico, robotica e domotica ecc..) hanno la possibilità di usufruire annualmente gratuitamente dei libri di testo; inoltre il servizio di comunicazione via SMS garantisce un continuo rapporto con le famiglie. L’Istituto Professionale dunque fa sì che ogni studente trovi nell’ambiente scolastico le profonde motivazioni della cultura e della pratica utilizzando l’utile bagaglio formativo fornitogli per inserirsi nel mondo del lavoro con competenze specifiche e adeguate.

Visualizza il “Piano di studi” con il Qr-code


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Al servizio degli educatori per educare al servizio

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In memoria di Paolo Borsellino, formare i giovani all’impegno, alla competenza e alla legalità

ivolgersi agli studenti e parlare di mafia a scuola. L’intuizione di Rocco Chinnici trovó la condivisione di pochissimi magistrati; tra questi uno dei più entusiasti fu Paolo Borsellino. A questa intuizione si ispira la «Fondazione Progetto Legalità onlus in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia» nata nel 2005 (è onlus da marzo 2008) e originata da progetto legalità che nasce nel 2002 su impulso dell’Anm Palermo. Ha un comitato direttivo composto da 8 magistrati - formato da Leonardo Agueci, Mario Conte, Giuseppe De Gregorio, Fabio Di Pisa, Matteo Frasca, Angelo Piraino (vice presidente), Filippo Serio - e il cui presidente è Giambattista Tona, magistrato della Corte d’appello di Caltanissetta, da tre anni componente del Direttivo, che subentra a Gaetano Paci. Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, ne è presidente onorario. Il presidente illustra le direttive della fondazione: “Andare nelle scuole è un’occasione di formazione e scambio di informazioni anche per e con i docenti, le prime sentinelle di un sentire generazionale da non sottovalutare. Le nostre attività, progetti e prodotti sono rivolti ad adulti e ragazzi”. Notevole l’impegno profuso che si sostanzia in giornate formative rivolte agli Enti Locali sulla normativa anticorruzione, pacchetti formativi, rivolti a professionisti, sulla normativa antimafia, beni confiscati, sull’anticorruzione. Si autofinanzia con le iniziative progettuali, con donazioni liberali (tra cui il 5xmille) e con sponsorship impegnate, investendo sulla costruzione di reti per la diffusione e crescita della responsabilità sociale. Il collegio dei revisori è composto da professionisti che sono anche amministratori

giudiziari di beni confiscati. Su www. progettolegalita.it sono disponibili statuto, atto costitutivo, il bilancio di ogni anno e tutte le informazioni su attività e risultati. Connotazione ancor più pregnante assume questa attività in Sicilia, dove la mafia non è soltanto un sostantivo astratto o

lontano, ma una realtà, più o meno velata, con cui tutti sin dall’infanzia dobbiamo fare i conti. La scuola, luogo di formazione e aggregazione, per antonomasia rappresenta dunque il luogo ideale in cui parlare di mafia, per conoscerne le origini, le illecite attività e quel sotteso modus vivendi freno reale allo sviluppo della nostra amata isola. La fondazione ha dunque diversificato la propria attività, della quale qui offriamo una rapida rassegna.

Film-documentario: “Io ricordo”, destinato al grande pubblico e alle scuole, è lungometraggio di 84 min (regia R. Gabbai) realizzato e donato da Indiana Production. Le storie dei familiari delle vittime di mafia sono legate dalla storia di un padre (Gianfranco Jannuzzo) che spiega al figlio cos’è la mafia e perché ha voluto chiamarlo Giovanni, come Falcone. Si ispira al libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando (Fabbri Editore) e a “La memoria ritrovata. Storie delle vittime della mafia raccontate dalle scuole” (Palumbo Editore, 2005). Le musiche originali sono di Francesco Buzzurro. IO RICORDO si collega ai due percorsi didattici promossi dalla Fondazione: «LA COSTITUZIONE DEL BUON ESEMPIO» dedicato alla conoscenza della Costituzione italiana. Fornisce metodologie, strumenti e materiali affinché i ragazzi attraverso la ricerca di buoni esempi anche nel loro quotidiano, possano interpretare i principi costituzionali. E’ collegato al libro La Costituzione raccontata (d)ai ragazzi, Palumbo editore, adottato in migliaia di classi in Italia. «LA MEMORIA SI FA SCUOLA», dedicato alle vittime della mafia, si impara a riconoscere alcuni concetti fondamentali

(legge, reato, racket, corruzione, voto di scambio, etc). E’ collegato ai VIAGGI DELLA LEGALITÀ: La Fondazione, infatti, dal 2008, organizza viaggi d’istruzione in Sicilia su richiesta, ripercorrendo le tappe del film IO RICORDO e facendo visitare le aziende sequestrate alla mafia. Il percorso prevede il raccordo con Addiopizzo, Libera Libera Terra Mediterraneo, Centro Pio La Torre.


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Officina della Memoria, collegato a un canale YouTube dedicato, WebDoc con testi curati da Noemi La Barbera e realizzato da Giuseppe Sottosanti è “un nuovo modo di raccontare con video ipertestuali dove puoi cliccare e approfondire”; nella sezione GeoDoc sarà possibile visualizzare su mappa l’elenco delle vittime della mafia e quello di tutte le associazioni, scuole, istituzioni che collaborano con la Fondazione.

per non dimenticare

“Parlare di mafia a scuola” Per imparare insieme a riconoscerla e contrastarla

Storia del Pool Antimafia. È un fumetto nato da un’idea di Manfredi Giffone (edizioni Einaudi). Racconta la lotta intrapresa dai magistrati antimafia nella Palermo degli anni Ottanta per contrastare la violenza mafiosa perchè le drammatiche vicende siciliane di quegli anni siano ricche di valore civile e vadano raccontate anche con strumenti non convenzionali.

di Giovanbattista Tona*

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Gli spot anti racket: “Non pagare il pizzo è una questione d’onore e di dignità”, 4 spot antiracket con Loredana Cannata (la madre), Marcello Mazzarella (l’imprendito-

Fatti contro la mafia

re), Corrado Fortuna (il figlio) e Nino Frassica nelle vesti del mafioso. Inoltre è stato realizzato un video appello sottoscritto da personaggi dello spettacolo (raccolto da Rosario Fiorello, Jovanotti, Ficarra e Picone, Ascanio Celestini, Giorgio Panariello, Roy Paci, Francesco Mandelli, Andrea Rivera, Max Gazzè, Pierfrancesco Favino). Si possono scaricare gratuitamente e utilizzare in classe per stimolare un dibattito. Aiutateci a diffonderli, unico obbligo: citare il sito.

uando Rocco Chinnici cominciò ad andare nelle scuole a spiegare la mafia, tra i suoi colleghi alcuni lo criticavano: un magistrato deve scrivere sentenze e non deve parlare in pubblico, dicevano i più tradizionalisti, e non mancavano di ventilare il sospetto che volesse mettersi in mostra. Ma Chinnici raggiungeva livelli tali di professionalità e di adamantina correttezza, che poi nessuno poteva rimproverargli nulla. Qualcuno capiva davvero nel profondo il senso di questo suo continuo cercare occasioni di incon-

tro con gli studenti; altri, che pure lo stimavano, non lo capivano e vi vedevano un vezzo, un’innocua debolezza, sulla quale si poteva passar sopra visto il grand’uomo che era. Ora gli incontri con i magistrati sono quasi una consuetudine; e qualcuno ventila il sospetto che siano inutili. E a seconda di come si fanno in effetti potrebbero essere inutili. Però se non se ne fanno proprio, certamente è peggio. Il contrasto alla criminalità organizzata sul nostro territorio sarà più agevole quando tutti, non solo i magistrati, avranno (e soprattutto faranno il possibile per avere) conoscenza e consapevolezza di un fenomeno, come quello mafioso, che un po’ si nasconde ed un po’ mistifica e che si alimenta dell’ignoranza e della scarsa voglia di sapere e di capire. La mafia si comprende con le risultanze delle indagini svolte sinora da magistrati e forze di polizia, leggendo gli studi svolti dagli specialisti di scienze sociali, ma anche raccontandosi ciò che succede nel nostro territorio, che è il luogo dove la mafia sa

stare. I ragazzi hanno voglia di sapere cosa è la mafia davvero, come si fanno in concreto le indagini, cosa sono e cosa sono stati i clan nei loro paesi e nelle loro città; cercano di interagire con i magistrati e, se ben stimolati, comunicano ad essi le loro sensazioni e i loro dubbi. E quando nasce questo dialogo sono loro che consentono ai magistrati di capire quale società si sta costruendo, con quali risorse utili a contrastare la mentalità mafiosa e con quali debolezze che a questa mentalità possono ancora lasciare spazio e potere. I magistrati, ma anche tutti coloro che svolgono ruoli di responsabilità nella società, dovrebbero andare nelle scuole non solo per spiegare ma anche per capire, non solo per formare ma anche per imparare, non solo per sedersi qualche ora di fronte ai giovani ma anche per fare strada con loro. I giovani sono quel futuro che sta diventando presente e che potrebbe essere migliore; se si cammina con loro e se loro camminano con noi, noi riusciremo a vedere di più il futuro e a rendere migliore anche il presente.

Sconzajuoco.

Sconzajuoco era la barca di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso nel 1991. E’ un documentario con interviste a magistrati, giornalisti, esperti per spiegare il rapporto tra mafia ed economia e la diffusione delle mafie anche al Nord. Il progetto è stato realizzato insieme alla Associazione Civile “Giorgio Ambrosoli” di Milano. E’ possibile vederlo online dal sito www.progettolegalita.it

Voce vicina, visione plurale

Scarica gratuitamente l’App su Apple Store

*Presidente della Fondazione progetto legalità in memoria di Paolo Borsellino e di tutte le altre vittime della mafia


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IISS o s s u R i Luig

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ovrei occuparmi, come ci si aspetta dal Preside, di descrivere le virtù e i pregi della scuola che dirigo da tanti anni, dei suoi corsi di studio, delle sue eccellenze, delle sue specificità e di tutto quanto possa servire ad orientare ad una scelta informata e consapevole. Tutto ciò è già divulgato, comunque, dal nostro sito internet ed è ben noto l’ottimo lavoro svolto quotidianamente da tutto il personale docente e non docente. E’ sempre possibile, inoltre, saperne di più visitando l’istituto nel corso della manifestazione “Scuola aperta” che annualmente apre le porte a genitori ed alunni consentendo anche di partecipare ad esercitazioni ed attività che arricchiscono e ampliano l’offerta formativa e che quest’anno si svolgerà nei fine settimana del 24 e 25 gennaio e del 07 e 08 febbraio. Voglio dedicare invece questa mia breve nota agli alunni, a quei meravigliosi ragazzi che “fanno” una scuola, a quei ragazzi pieni di entusiasmo e di vivacità sempre pronti a cogliere ogni attimo, ogni stimolo e che ci stupiscono continuamente per la loro intelligenza, umanità e

7 - 8 FEBBRAIO 2015 SCUOLA APERTA

“Grazie ragazzi, date un senso alle nostre giornate”

creatività. A quei ragazzi che qualche anno fa colsero immediatamente il mio invito a far propria la ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e che affrescarono le pareti delle aule con pitture che, meglio di ogni lezione, hanno rappresentato la storia, l’orgoglio e la forza di una nazione che fonda il suo futuro, sempre e comunque, sui giovani. O a quegli alunni che lo scorso anno, seguendo il filo della memoria e del ricordo, hanno allestito nei corridoi una mostra toccante ed intensa, appendendo simbolicamente ad una corda, tra un’aula e l’altra, centinaia di foto, disegni ed elaborati, accomunando ogni violenza e ogni guerra in un unico “NO”. Ed ancora a quei ragazzi che quest’anno hanno vissuto lo spirito del Natale allestendo le loro classi, imbandendo le tavole, accendendo virtuali caminetti e scaldando anche i cuori sostenendo progetti di solidarietà o ricordando con “murales” i simboli della libertà e dei diritti dell’uomo. A quei tanti e tanti giovani che crescono tra di noi superando ostacoli e difficoltà ma anche a quelli che “non ce la fanno”, più fragili e insi-

curi, e proprio per questo ancora a noi “più cari”. Potrei riempire pagine e pagine con le emozioni che mi hanno regalato nei tanti anni di lavoro a contatto con loro, illuminando i momenti

più bui ed aiutando ad andare avanti e a superare i quotidiani affanni della vita di una scuola, tra mille difficoltà e contraddizioni, ma anche tra mille motivi di orgoglio e di soddisfazione.

“Chimica, Materiali e Biotecnologie sanitarie” La forza degli stage del “Luigi Russo”

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nche quest’anno gli studenti del triennio” Chimica, Materiali e Biotecnologie sanitarie” potranno confrontarsi con esperienze di studio/ lavoro, grazie agli stage promossi dalla scuola con la collaborazione di Aziende locali. L’istituto “ Luigi Russo”, infatti stipula da parecchi anni convenzioni con l’ Azienda Ospedaliera “ S. Elia”, l’Azienda Acque di Caltanissetta e il laboratorio di analisi” IGIEA” di S. Cataldo per la realizzazione di stage formativi , permettendo agli studenti più impegnati di integrare l’attività didattica svolta nei laboratori dell’Istituto con esperienze presso i reparti di Patologia Clinica e Virologia, Anatomia Patologica e Citologia, Immunoematologia e Trasfusione, Radiologia interventistica e TAC o presso laboratori di analisi chimico-fisiche e microbiologiche e chimico cliniche. L’attività integra e completa l’offerta formativa di un corso di studi , quello in “Chimica, Materiali e Biotecnologie sanitarie”, che favorisce l’acquisizione di cultura e competenze nel campo biologico e sanitario ed è propedeutico agli studi e alle attività lavorative del settore riguardanti la chimica di laboratorio, le professioni sanitarie ( medici , operatori sanitari , farmacisti…) ma anche la ricerca biologica, la prevenzione e tutela della salute e dell’ambiente consentendo, comunque, una formazione culturale completa per la prosecuzione degli studi universitari in tutte le facoltà.

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Agli studenti viene quindi offerta l’opportunità di confrontarsi con un vero ambiente di lavoro e con situazioni reali e di acquisire conoscenze che possono facilitare le future scelte professionali . Diverse le esperienze che vengono proposte, dall’ esame Tac o TC agli approfondimenti delle conoscenze di anatomia, fisiologia e patologia ,dalle procedure di sicurezza dagli

Agli studenti offriamo l’opportunità di confrontarsi con un vero ambiente lavorativo e con situazioni reali agenti infettanti alla conoscenza delle metodiche di raccolta, trasporto e conservazione dei materiali patologici con pratica di microscopia, colorazioni, colture per l’isolamento e identificazione dei microrganismi ,antibiogramma, reazioni sierologiche e identificazione molecolare. Sono inoltre approfondite le metodologie e tecniche di ricerca e analisi in campo citologico, istologico e fisiologico, l’ osservazione delle alterazioni macroscopiche e microscopiche etc… L’approccio al settore immunologico e infettivo consente loro, inoltre ,

di acquisire consapevolezza sull’importanza sociale della donazione del sangue e del midollo osseo; L’attività svolta presso i laboratori dell’Azienda Acque favorisce, ancora , l’ acquisizione di metodologie e tecniche relative alle analisi chimiche, fisiche e batteriologiche dell’acqua ad uso potabile La disponibilità mostrata dai Diri-

genti delle Aziende partner, insieme alla disponibilità, professionalità ed entusiasmo dei vari responsabili/ tutor delle Unità Operative e dei laboratori coinvolti , ci ha consentito, negli anni, di realizzare dei veri percorsi formativi di alternanza “scuola- lavoro” e di offrire ai nostri alunni delle esperienze veramente uniche.

Grazie ragazzi, grazie a tutti i miei alunni, a quegli splendidi, meravigliosi ragazzi che danno un senso alle nostre giornate! Annalisa Fazia

“Ti ascolto” Anche quest’anno ha aperto i battenti lo “Sportello di Ascolto”, uno spazio dedicato ai ragazzi, ai loro problemi, alle loro difficoltà, ma anche aperto ai genitori e ai docenti, in continuità con l’esperienza pluriennale di formazione e tutoraggio che ha sempre contraddistinto la scuola per l’attenzione al benessere dell’alunno e al processo di apprendimento didattico. L’attività, condotta dalla prof.ssa Letizia Vinci, docente dell’istituto esperta in psicologia clinica, si inserisce nell’ottica della prevenzione del disagio e della dispersione scolastica, al fine di affrontare e risolvere le problematiche legate all’insuccesso scolastico o alle tante diverse difficoltà connesse all’adolescenza. Gli obiettivi del progetto puntano a rimuovere le cause dell’insuccesso scolastico, ad ascoltare e a favorire il dialogo, a favorire l’autostima valorizzando le potenzialità di ogni ragazzo. È inoltre uno spazio dedicato a promuovere il dialogo tra genitori e docenti per agevolare e sostenere l’alleanza educativa tra scuola e famiglia. È possibile rivolgersi allo sportello ogni lunedì, dalle 09,00 alle 11,00, prenotando un incontro o contattando personalmente il docente referente, sempre disponibile comunque ad interventi immediati, ove necessario.


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IISS Luigi Russo

“Progettare e realizzare” U

n’intensa attività di progettazione ad opera di un attivissimo “ team “ di docenti ha consentito, negli ultimi anni, di utilizzare ogni occasione offerta dai finanziamenti europei e di realizzare una miriade di progetti destinati agli alunni , ma anche di implementare la dotazione tecnico-scientifica dell’I.I.S.S. “Luigi Russo” di Caltanissetta . Grazie all’approvazione dei progetti da parte del Ministero ed all’erogazione dei finanziamenti sono stati realizzati, ogni anno, progetti PON mirati al recupero di competenze chiave di matematica, italiano, chimica e scienze e per il potenziamento di competenze e abilità di biologia, matematica e chimica mediante corsi di recupero ma anche attività di promozione dell’eccellenza con partecipazione a gare nazionali e laboratori di giornalismo, teatrali, cinematografici ed informatici che hanno ampliato l’offerta formativa. La partecipazione , inoltre , ai progetti straordinari C1 e C5 ha consentito a numerosi gruppi di studenti di poter soggiornare per un mese all’estero, frequentando corsi di lingua . I Pon C1 che hanno previsto lo studio di una lingua comunitaria si sono svolti a Nizza ,Londra, Edimburgo, Strasburgo e Norimberga ed hanno consentito agli allievi di ottenere una certificazione utilizzabile come credito scolastico e spendibile nel mondo del lavoro. . Altri alunni hanno invece partecipato a progetti di alternanza scuola/lavoro

presso aziende qualificate italiane ed estere. A Derry, in Irlanda, o presso laboratori degli Ospedali di Bolzano e Palermo ,alla riserva naturale ambientale di Dobbiaco e del Parco Nazionale d’Abruzzo o nel Salento , presso un’area marina protetta, ,i ragazzi sono stati coinvolti in esperienze davvero uniche. L’istituto ha anche partecipato al progetto” Lauree scientifiche” dando la possibilità ad alcuni studenti di assistere a lezioni svolte da docenti universitari delle facoltà di Matematica, Fisica e Chimica dell’Ateneo di Catania e frequentare i laboratori. Grazie a i finanziamenti FESR, anco-

e chimica organica e dotandoli di strumentazioni di ultima generazione . Potenziati anche quelli di biologia e di anatomia e realizzati due nuovi laboratori di lingue, un laboratorio di informatica ed un laboratorio multimediale; è stata inoltre finanziata e realizzata la rete lan, wired e wireless,

ed installato un server interno per i servizi didattici e per l’erogazione della formazione on.line. Ulteriori finanziamenti hanno consentito di acquistare lavagne interattive multimediali per ogni classe ed i notebook per tutti i docenti, consentendo così l’attivazione del registro elettronico.

Erasmus IL PROGETTO

Tanti progetti e finanziamenti per una scuola tecnologicamente avanzata

“Con l’Europa verso il futuro”

ra, si è potenziata la dotazione tecnico-scientifica della scuola nell’ottica di una sempre più costante implementazione della didattica laboratoriale nei curriculi scolastici, realizzando laboratori di chimica generale, chimica analitica e strumentale e di biochimica

Coloriamo la Memoria Ancora una volta gli studenti dell’IISS “Luigi Russo” di Caltanissetta, muniti di pennarelli e colori a spruzzo, hanno dato un tocco di colore alle pareti bianche della loro scuola per realizzare un murales, questa volta in memoria di Nelson Mandela, primo presidente in Sudafrica dopo la fine dell’apartheid. Non sono nuovi a questo tipo di esperienza i ragazzi. Già nel 2011, per commemorare la nascita dell’Italia unita, avevano trasformato le pareti delle loro aule in pagine di Storia con le immagini dei grandi uomini del nostro Risorgimento. Ogni anno, poi, in occasione di festività importanti, quali quelle

natalizie e pasquali, la scuola si è trasformata in un autentico laboratorio artistico, in cui gli studenti hanno dato sfogo alla propria creatività realizzando lavori originali ed esteticamente apprezzabili. Noemi Talluto, Emanuele Occhipinti, Evelyne Urso, Angelo Buttigè. Questi i nomi dei talentuosi artisti che hanno dato vita al murales in memoria di Mandela. Non casuale la scelta dei colori, tutte le gradazioni dell’azzurro per fi-

nire al bianco, per commemorare colui che nel 1993 ebbe il premio Nobel per la pace. Grande la soddisfazione dei ragazzi al compimento dell’opera, motivo di

orgoglio sia per il Dirigente Scolastico, prof.ssa Annalisa Fazia, sia per i docenti che quotidianamente lavorano per dar vita ad una scuola capace non solo di creare valide figure professionali ma anche di stimolare la creatività degli studenti.

Nuova opportunità formativa: la certificazione Nell’ambito del progetto di orientamento previsto dal Piano dell’Offerta Formativa è stato avviato un percorso formativo di alfabetizzazione informatica che apre le porte della scuola anche ad allievi di altri istituti , offrendo la possibilità di frequentare corsi e sostenere esami per il conseguimento delle certificazioni informatiche “EIPASS”. La scuola, centro autorizzato da CERTIPASS, unico soggetto erogatore delle certificazioni Eipass, propone questi percorsi formativi con contenuti e procedimenti costantemente monitorati e aggiornati in base alle indicazioni del MIUR e della Commissione Europea Cultura e Istruzione con la primaria finalità di sostenere e diffondere la cultura digitale e le “I-Competence”

attraverso la certificazione delle competenze, in conformità con le direttive della” LifeLong Learning” , grazie a programmi in linea con le prospettive professionali e occupazionali e mirati alla diffusione delle competenze. Il metodo del Programma EIPASS si fonda su una consolidata esperienza nel mondo dell’alfabetizzazione informatica sia dei ragazzi che degli adulti ed è uniformato agli orientamenti più recenti, nazionali ed internazionali in materia, in modo da rispondere al meglio ai bisogni didattici e formativi di una scuola in continua evoluzione. L’approccio metodologico presta grande attenzione alla comunicazione, che deve essere semplice ed efficace, e alla realizzazione di un ambiente di

apprendimento coinvolgente e partecipativo, tale da potenziare non solo le abilità informatiche, ma tutte le discipline e le competenze trasversali. L‘apprendimento dell’informatica contribuisce inoltre alla realizzazione del “saper fare”, permette l’esercitazione di diverse competenze nel medesimo tempo e sviluppa autostima e indipendenza, elementi indispensabili per il successo di ogni cittadino. Al termine dei corsi sarà possibile accedere alle sessioni d’esame, presso la

scuola, per ottenere una o più certificazioni tra le tredici disponibili ( in funzione dei livelli di competenza), tutte riconosciute come credito formativo nell’ambito scolastico ed accademico e valide come “attestati di addestramento professionale” ai sensi del D.M. 59 del 26 giugno 2008 del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

L’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “L. Russo” di Caltanissetta, coerentemente con la riforma degli Istituti Tecnici, da diversi anni offre ai propri studenti opportunità di stage formativi e di alternanza scuola-lavoro sia in ambito locale che in realtà lavorative europee. Anche quest’anno infatti, grazie all’approvazione del progetto Erasmus + azione 1 “CON L’EUROPA VERSO IL FUTURO”, finanziato dalla U.E. , dodici studenti meritevoli delle classi quarte dell’indirizzo tecnico usufruiranno di uno stage lavorativo e di approfondimento linguistico della

durata di cinque settimane ,nella cittadina inglese di Portsmouth. Il progetto sostituisce il precedente programma “ Leonardo da Vinci” al quale il “L. Russo” ha già partecipato per quattro anni e propone agli studenti della formazione tecnica/professionale percorsi all’estero da realizzarsi in contesto lavorativo presso istituzioni, imprese, centri di formazione e ricerca che si svolgeranno nei mesi estivi del 2015 e del 2016 (una settimana di preparazione linguistica- culturale e di introduzione allo stage e quattro settimane di stage a tempo pieno). L’esperienza comporta anche l’ impegno a partecipare, prima della partenza, alle attività preparatorie linguistiche e pedagogiche in Italia. A conclusione del percorso i partecipanti riceveranno una lettera di referenze rilasciata dall’azienda presso la quale hanno lavorato e il documento” Europass Mobilità “, attestato spendibile sia in ambito lavorativo che universitario.


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Attenzione, non disfate le valige!

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ono appena rientrati dal soggiorno di una settimana a Parigi gli alunni delle classi 3 A e 3 B del liceo linguistico “ Luigi Russo”. Oltre alla divertente giornata trascorsa a Dysneyland Paris, gli studenti, accompagnati dalle docenti di madrelingua Maria Antonietta Bonsangue e Liliane Giamporcaro e dal Dirigente Scolastico, hanno visitato i luoghi più belli della città , la Tour Eiffel, Les Champs Elysées, le Louvre, le SacréCoeur, Montmartre, Notre-Dame, Les Invalides, le Centre Pompidou, le Musée d’Orsay e tanto altro ancora.

L’atmosfera natalizia ha reso il soggiorno particolarmente suggestivo e resistere alla tentazione degli acquisti nei vati mercatini è stato veramente difficile. Girovagare per i bistrot ha consentito di poter gustare le tipiche specialità francesi (zuppa di cipolle, crepes, mousse al cioccolato,...) che , considerati i piatti ben ripuliti , sono state particolarmente gradite dai ragazzi ! Studiare il francese sarà , d’ora in poi , soltanto un piacere pregustando un prossimo tuffo nella cultura e nelle tra-

za classe in poi, con materiali didattici forniti interamente dalla scuola, tutti le classi del liceo linguistico che lo richiederanno potranno studiare una materia non linguistica in lingua francese ; ciò permetterà loro di conseguire simultaneamente oltre al diploma italiano anche quello francese. La doppia certificazione costituisce una marcia in piu per gli studenti italiani; ciò aprirà prospettive interessanti professionali sul mercato del lavoro italo- francese. Tutti gli alunni del liceo linguistico, inoltre, hanno la possibilità di conseguire,nel corso del quinquennio, la certificazione linguistica Delf.

Russo, Coca Cola e “Il gusto di vivere bene” Coerentemente con le finalità dell’indirizzo tecnico economico gli alunni delle classi 1 A e 2 A sono stati condotti a Catania per visitare lo stabilimento Sibeg , l ‘azienda siciliana autorizzata alla produzione e commercializzazione delle bevande a marchio The CocaCola Company e che si occupa di tutte le attività di marketing e pubblicità nella regione . I ragazzi ed i docenti accompagnatori sono stati accolti dagli operatori che li hanno guidati in un tour completo: plano produttivo, linee di produzione, soffiaggio, imbottigliamento e confezionamento (pet, vap, fusti e lattine) aree controllo qualità, sala sciroppi, trattamento acque e WWT. La visita allo stabilimento ha con-

sentito anche di conoscere meglio i prodotti a marchio The Coca-Cola Company, con una panoramica sulle caratteristiche organolettiche, sulle proprietà e sui valori nutrizionali di ogni singola bevanda. Nell’ambito del percorso educativoesperienziale, un’attenzione particolare é stata riservata alla promozione tra i ragazzi di uno stile di vita sano e attivo. Coca-Cola Italia investe infatti molte risorse nel promuovere lo sport e il movimento sponsorizzando e sostenendo eventi ma anche tramite i messaggi pubblicitari . Al termine della visita a tutti gli studenti é stato consegnato un booklet contenente, oltre alla storia di Sibeg, una panoramica sui prodotti e l’opu-

Al passo coi tempi Nuova opportunità per gli studenti dell’indirizzo Economico “Amministrazione, Finanza e Relazioni Internazionali per il Marketing”! Già dall’anno scolastico in corso, l’indirizzo economico dell’IISS “L.Russo” vanta la realizzazione di un progetto di potenziamento didattico che l’istituto ha voluto offrire. Il progetto integra le competenze dell’ambito professionale specifico del Perito Economico con quelle informatiche per operare nel sistema informativo di un’azienda e contribuire all’innovazione e al miglioramento organizzativo e tecnologico di un’impresa. Le competenze acquisite al termine del quinquennio nel campo delle lingue straniere, nelle tecniche di comunicazione d’impresa e nelle tecniche aziendali amministrative applicate al setto-

confrontarsi con le sfide oggi affrontate dalle aziende e imposte dai nuovi mercati. Il nuovo progetto promuove , inoltre, le attività di alternanza scuola lavoro suggerite dagli orientamenti della “Buona Scuola”, consentendo la trasformazione del concetto di apprendimento in attività permanente (lifelong learning, opportunità di crescita e lavoro lungo tutto l’arco della vita), attribuendo eguale importanza alla formazione scolastica e all’esperienza lavorativa,, integrando i sistemi dell’istruzione, della

re amministrativo, finanziario e internazionale vengono oggi integrate ed arricchite da competenze informatiche specifiche grazie alla compresenza tra un esperto informatico e i docenti curriculari di Matematica, Economia Aziendale e Geo-politica, Relazioni Internazionali e Tecnologia della comunicazione . Tale ampliamento didattico consentirà all’alunno di acquisire una più specifica professionalità atta a

formazione e del lavoro attraverso una collaborazione produttiva tra i diversi ambiti . Protocolli d’intesa con aziende locali, nazionali ed estere, e con enti di formazione forniranno straordinarie opportunità per l’organizzazione di momenti di approfondimento e per la realizzazione di stage presso strutture qualificate, con l’apporto di formatori esperti e tutor aziendali.

dizioni dei nostri “ cugini d’oltralpe “. Voleranno in primavera a Barcellona invece, questa volta gli alunni delle quarte del liceo linguistico, con la prossima vacanza studio a cui stanno lavorando gli insegnanti di Spagnolo, mentre i docenti di inglese e di scienze delle classi quarte ad indirizzo chimico-biologico sono già all’opera per organizzare un tour tra i musei scientifici di Londra (Natural History Museum, Scienze Museum …), così da coniugare lo studio delle scienze con l’approfondimento della lingua inglese.

Un titolo di studio bi-nazionale da non perdere Ad oggi è l’IISS “ Luigi Russo” di Caltanissetta l’ unica scuola della provincia a far parte della rete Esabac Sicilia, che offre agli studenti del liceo linguistico una straordinaria opportunita: un diploma francese, il Bacalaurèat, che consentira loro di accedere senza difficoltà alle università francesi ed a concorsi pubblici banditi per i diplomati in Francia. Dalla ter-

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scolo “Il gusto di vivere bene”, realizzato in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy, un pratico volume che vuole sensibilizzare i giovani lettori sull’importanza di un’alimentazione varia ed equilibrata e di un corretto stile di vita.

Uno stage allo stabilimento Sibeg per la conoscenza dei processi produttivi


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Fatti & Storie Spesso si abusa del detto, luogo comune, volere è potere. In talune occasioni serve però per fotografare, raccontare storie che possono servire da esempio. Ogni studente sappia, che nullo è precluso a chi si impegna per il proprio sogno: quello che ha fatto un nostro concittadino.

Caltanissetta

nello “spazio”

di Michele Spena e Donatello Polizzi

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altanissetta ha il suo “uomo delle stelle”, senza scomodare paragoni cinematografici, ma con concreto riferimento allo spazio. Lui è Salvatore Pignataro, 48 anni, ingegnere aeronautico, responsabile per conto dell’ASI della utilizzazione e delle operazioni legate alla stazione spaziale e direttore della missione “Futura” (di cui è incaricata la Cristoforetti). Non servono discorsi ridondanti, per andare in orbita (mai fu più azzeccato) il nostro Totò, ci sia concesso questo “eccesso” di confidenza, è partito da Caltanissetta, dai banchi del liceo classico “R. Settimo” per inseguire il suo sogno: non ha arretrato, non ha tentennato, non ha ceduto all’autolesionismo ed al vittimismo congenito nei nisseni, ma ha semplicemente studiato. Nulla è precluso a chi si impegna con passione. Peraltro questa “sudata” intervista ha una genesi complicata; in realtà era stata programmata per il numero del dicembre 2014 del nostro mensile cartaceo, ma lo scambio di e-mail con Totò era stato segnato dai suoi molteplici impegni. E che impegni, ecco il suo programma della prima quindicina di dicembre: “Incontro importante con la CE a Bruxelles settimana prossima, il 12/12 devo dare la bozza per un articolo su una rivista di spazio che mi hanno chiesto da tempo, tutta la settimana del 15/12 sono al KSC in Florida per una riunione con NASA e le altre agenzie spaziali. Oltre naturalmente a seguire le attività a bordo della nostra Samantha”. Questo è uno stralcio di una sua e-mail, un lapalissiano esempio di impegni, sul vero senso della parola. Ma non tutti i mali vengono per nuocere e adesso Salvatore Pignataro, racconta a tutti il suo “viaggio” verso le stelle: rampa di lancio Caltanissetta. Non possiamo non partire da qui: il tuo ricordo più nitido? Ciò che ti

torna spesso in mente della tua adolescenza nissena. I ricordi più nitidi sono quelli degli anni di Liceo al Ruggero Settimo. Di quel periodo sono le amicizie più importanti e gli episodi più divertenti e spensierati, come le gite in Vespa o di scuola e le serate passate con gli amici al circolo del tennis. E, malgrado un percorso scolastico contrassegnato a quei tempi più dalla goliardia che dall’applicazione, ad allora risale la consapevolezza dell’importanza dello studio e il gusto nel dare profondità e spessore a vari interessi. Nel percorso dei tuoi studi (liceo classico “R. Settimo” – Università di Palermo) lo “spazio” era già nei tuoi pensieri o si è rivelato in un secondo tempo? L’inclinazione per le materie scientifiche e l’astronautica c’era già ai tempi del Liceo. In quegli anni le sonde Voyager svelavano i segreti del Sistema Solare e cominciava l’avventura dello Space Shuttle che ricordo mi appassionò moltissimo. I decolli e gli atterraggi dello Shuttle erano eventi mediatici che andavano in diretta TV. Ricordo bene il primo volo del Columbia nell’aprile del 1981 e il tragico incidente del Challenger il 28 gennaio 1986, con i commenti amareggiati degli amici quella stessa sera in Viale della Regione, che era a quel tempo il classico ritrovo dei giovani di Caltanissetta. Avevo anche un interesse per l’aeronautica e le Stazione Spaziali mi incuriosivano e affascinavano. Il desiderio di lavorare al Programma della Stazione Spaziale Internazionale ho cominciato a coltivarlo qualche anno dopo, all’Università. Qual è la tua formazione e l’inizio

del tuo percorso lavorativo? Dopo la m at u r it à classica al “Rug gero S e t t i m o”, mi sono laureato in ingegneria aeronautica

“L’arrampicata” di

Totò

PIGNATARO all’Università di Palermo. Nel 1993, ho ottenuto una borsa di studio perseguito il master di ricerca in fluidodinamica dell’istituto von Karman di Bruxelles. Più di recente, nel 2011, ho conseguito un secondo master in Sistemi e Servizi Spaziali all’Università La Sapienza di Roma. Dopo gli studi, ho fatto il servizio di leva in Artiglieria Contraerei come ufficiale di complement o

esperto di sistemi radar. Il primo lavoro è in Agusta (oggi AgustaWestland) nel 1996. A Cascina Costa, nel varesotto, dove hanno sede gli uffici di progettazione di Agusta, ho lavorato fino al 2001 come responsabile del progetto dell’impianto motore di

un elicottero di nuova generazione. Il periodo in Agusta lo ricordo come una felice e formativa esperienza lavorativa e personale. Nel 2001, ho vinto un concorso nazionale per l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ho lasciato gli elicotteri per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Quale il tuo ruolo attuale e quali sono le tue principali responsabilità? In ASI, sono responsabile dell’utilizzazione nazionale della Stazione Spaziale per attività di ricerca e dirigo le operazioni a terra e a bordo per la realizzazione degli esperimenti italiani. Concordo con i colleghi della NASA il piano di utilizzazione ASI della ISS e gli accordi che assegnano alle attività italiane sulla Stazione le risorse necessarie, come ad esempio gli spazi per alloggiare gli strumenti o il tempo degli astronauti per eseguire le operazioni in orbita. Tramite un servizio industriale mi assicuro che i ricercatori e le aziende italiane, che preparano gli esperimenti e sviluppano gli strumenti di ricerca selezionati da ASI, ricevano istruzioni e supporto tecnico adeguato a garantire che quanto preparato a terra sia conforme all’uso a bordo della Stazione Spaziale. Come Direttore della “Missione Futura” della astronauta italiana Samantha Cristoforetti, ho gestito tutte le fasi di preparazione del piano di ricerca della missione, coordinando i team scientifici e tecnici e co-operando con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e con la NASA. Durante le operazioni a bordo per la esecuzione degli esperimenti, ho la responsabilità del centro di controllo italiano e la supervisione dei collegamenti con i centri di ricerca respon-

sabili degli esperimenti, per fare in modo che Samantha riceva tutto il supporto tecnico e scientifico che le serve per portare a buon fine le attività italiane sulla Stazione. Fino al 2011, l’anno di completamento della ISS, ho avuto la responsabilità, come direttore dei lavori, dei contratti italiani per l’allestimento e la messa in orbita di tre dei nove moduli pressurizzati, che costituiscono il segmento non-russo della Stazione Spaziale. Oggi quei tre moduli, realizzati interamente dalle industrie italiane, sono in orbita e costituiscono elementi fondamentali per il funzionamento della Stazione. La tua maggiore soddisfazione professionale. L’esplorazione umana dello spazio è un settore al limite delle capacità tecnologiche e scientifiche. Lavorare al Programma ISS, l’opera di ingegneria più complessa mai realizzata, è sicuramente un privilegio. Ci sono una serie di esperienze uniche che il mio lavoro in ASI mi ha permesso. Il confronto diretto e quotidiano con i colleghi delle maggiori agenzie spaziali, come NASA ed ESA, con i colleghi delle industrie del settore e dei centri di ricerca più avanzati, l’accesso ai centri di controllo e alle basi di lancio, un ruolo non secondario nelle missioni degli astronauti. Uno dei momenti più emozionanti che ricordo è il via in cuffia alla missione Shuttle STS-133 nel febbraio 2011, uno degli ultimi voli dello Space Shuttle. Con quel lancio è stato messo in orbita il PMM, il modulo logistico della Stazione Spaziale costruito in Italia, di cui ho diretto le attività di allestimento a terra e preparazione al lancio. Dopo quasi due anni di attività serrate e complesse,


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Partire da un sogno, dà una marcia in più. Ci permette di osare e raggiungere i traguardi desiderati. Iniziare dalla provincia non è un ostacolo insormontabile tra Torino, sede delle Thales Alenia Space, l’industria italiana che ha realizzato il modulo, e il Kennedy Space Center, in Florida, dove sono stati eseguiti gran parte dei lavori, il compito era semplice. Quando il Direttore di Lancio della NASA mi avesse interpellato, con il conto alla rovescia fermo a meno 9 minuti dal lancio, dovevo dichiarare “ASI è pronta al via”. Ebbene, quel via andava in diretta nazionale negli Stati Uniti ed era diffuso dagli altoparlanti delle spiagge delle Florida dove quasi un milione di persone aspettava di vedere uno degli ultimi decolli dello Space Shuttle. Ricordo di avere fatto le prove in albergo la notte prima per timore che quelle cinque parole mi rimanessero in gola. Così non è stato e la missione STS-133 è partita e si è conclusa con pieno successo. Un altro episodio divertente è stata la partecipazione nel

numero di scienziati e ricercatori italiani superiore a quello di qualunque altro paese europeo, ritagliandosi un ruolo da protagonista nell’uso della ISS. Quali sono invece gli aspetti più duri del tuo lavoro? Forse sono gli aspetti amministrativi il rovescio della medaglia. Le agenzie, quella italiana, così come tutte le altre, sono apparati governativi. Le attività, anche quelle più avveniristiche, sono accompagnate da molte esigenze amministrative e dalle inevitabili lentezze burocratiche. Non sempre competenza e risultati sono i criteri di merito e di scelta più importanti. In ogni caso è un lavoro articolato, che richiede dedizione, continua e senza orari, e che mi costringe a stare per molto tempo lontano da casa. Nei momenti di maggiore fatica, cerco di consolarmi convincendomi di

importante alla sostenibilità ambientale in settori come l’agricoltura in serra, il ciclo dei rifiuti, il trattamento dell’aria o dell’acqua, l’efficienza energetica. Potrebbero in altre parole, aiutarci a consegnare alle generazioni future un pianeta migliore. Avere successo in questa direzione, lo considererei un risultato importante da dedicare ai nostri figli.

Sopra il Roll-out della Soyuz in rampa di lancio, presso Baikonur Cosmodrome in Kazakhstan. A sinistra, una delle sue grandi passioni: la montagna. Nella pagina accanto, una fase del progetto Cosmic: volo di sperimentazione a gravità zero.

2010 ad una campagna di voli parabolici dell’Agenzia Spaziale Europea. Si svolge su un aereo opportunamente modificato che vola su una traiettoria parabolica ricreando al suo interno ad intervalli regolari la stessa condizione di assenza di peso che sperimentano gli astronauti in orbita. A bordo si effettuano esperimenti ed è anche una della tappe dell’addestramento degli astronauti. E’ un po’ come fare un giro di qualche ora sulle montagne russe. Un’esperienza divertente, quanto impegnativa per il tuo stomaco! Un motivi di soddisfazione, meno personale, ma non meno robusto, viene dal fatto che la partecipazione nazionale ad attività di punta come quelle del Programma della Stazione Spaziale contribuisce alla crescita del comparto industriale e della ricerca italiana, ritagliando alle nostre aziende e ai nostri ricercatori ruoli di rispetto in un contesto internazionale così prestigioso. Nella Utilizzazione della Stazione, da cui mi occupo dal 2003, in poco più di un decennio l’ASI ha assicurato l’accesso privilegiato alla sperimentazione sulla Stazione a un

contribuire anch’io, per una piccola parte, al progresso verso frontiere scientifiche tecnologiche più avanzate e a creare un futuro più ricco di opportunità per i ragazzi di oggi. La tua famiglia: moglie e figli, come cambiano, e hanno cambiato, il tuo approccio alla vita. Prima di trasferirmi a Roma nel 2001, quando ancora lavoravo in Agusta, ho conosciuto Emanuela che è di Laveno sul Lago Maggiore e a Laveno abita e lavora. Con Emanuela abbiamo avuto la nostra bambina Alice, che oggi ha dieci anni e abita a Laveno con la mamma. E’ loro che raggiungo nel fine settimana, nei periodi di vacanza e non appena possibile. Il resto del tempo lo passo a Roma, dove ha sede il quartiere generale di ASI, o in viaggio. C’è una parte del mio lavoro che Alice mi ispira in modo particolare. Alcune tecnologie per la realizzazione dei sistemi spaziali abitati di prossima generazione, le stesse che renderanno possibili le missioni umane di esplorazione dello Spazio profondo o la colonizzazione di Luna o Marte, sulla Terra potrebbero dare un contributo

I giovani e i sogni: quanto costa crederci in termini di impegno e sofferenza? Un tuo consiglio. Questa è un domanda da Mezzanotte e dintorni… E’ difficile aspettarsi una risposta originale da un ingegnere. Realizzare i propri sogni comporta confrontarsi con la realtà che è sempre diversa da come la si immagina da ragazzi. E’ lì che si paga il prezzo maggiore. Ci sono le fatiche e le necessità quotidiane da conciliare con le sfide che i sogni ci impongono, come cimentarsi con contesti nuovi e non

il propulsore interno che ci permette di osare e di raggiungere i traguardi desiderati, nonostante tutto. Mi viene in mente la vignetta disegnata su una calamita che ho portato ad Alice da un viaggio recente. Dice così: “Punta sempre alla Luna. Male che vada avrai vagabondato tra le Stelle.” Le tue passioni che esulano dal lavoro: sport? Non seguo il calcio. Mi piace fare sport e provo a praticarlo con regolarità. Sia a Roma o Laveno, che quando sono in viaggio cerco di trovare il tempo per fare una corsa, un po’ di nuoto in piscina o un giro in bici. Mi piace la montagna, anche se le scalate hanno lasciato da tempo il posto a più tranquille passeggiate, e in inverno quando posso vado a sciare. Naturalmente mi piace anche il mare. Ho fatto delle bellissime immersioni subacquee a Ustica e qui il ricordo affettuoso non può non andare al compagno di liceo e amico Michele Talluto, scomparso in un incidente la scorsa estate, che è stato il mio primo e indimenticato istruttore. Torni spesso a Caltanissetta? Qual è il tuo consiglio per la città? Torno una o due volte l’anno per vedere i genitori, mia sorella, gli amici. Il prossimo viaggio è programmato per l’inizio della primavera. Non è facile fare centro con i consigli a distanza e non bisogna sostituirsi agli

Per andare in orbita, ha utilizzato come rampa di lancio il mitico Viale della Regione: oggi è il direttore della missione “Futura” familiari, lo studio e l’approfondimento, che non sono mai sufficienti, le inevitabili delusioni, che sono le fondamenta dei risultati più solidi. Partire da un sogno, non solo dalle necessità, da tuttavia una marcia in più, è

amministratori che fanno un lavoro difficile e importante. Tuttavia un suggerimento potrebbe essere quello di attrezzarsi al meglio per sfruttare utilmente i Fondi Strutturali della Comunità Europea, quelli destinati

alle regioni in sviluppo. E’ un ottimo canale, che fa leva sui punti di forza locali, aiutando peraltro a identificarli, per fare crescere progetti innovativi in linea con gli obiettivi europei di crescita sostenibile. Oltre a un consistente supporto economico, i progetti finanziati dall’Europa sono un’ottima palestra per sviluppare una maggiore disciplina nella programmazione delle attività, nella pianificazione e nel controllo degli avanzamenti e del raggiungimento degli obiettivi. Di tutto ciò, le nostre regione del Sud non potrebbe che beneficiarne. Amici dei tempi della scuola, raccontano che durante una gita a Venezia, durante una sosta in Campania, per inneggiare alla Nissa ti issasti su un tetto con un fumogeno: realtà o leggenda metropolitana? Forse la cortina fumogena serviva a coprire qualche intemperanza da adolescenti. A distanza di anni, con i capelli grigi, la riflessione è che tutte le esperienze sono utili a formare il carattere. Spesso sono i genitori e gli insegnanti di fronte ai comportamenti dei ragazzi a determinare una direzione piuttosto che un’altra. Da come è andata a finire, per me e altri amici di avventura di quei tempi, non si può che dare il giusto tributo di riconoscenza ai nostri genitori e ai nostri insegnanti per la loro comprensione e indulgenza. Una domanda abbiamo “dimenticato” di porgergli, ma vogliamo immaginare che la risposta sia positiva. Che un ragazzino, sprofondato in una poltrona, agli inizi degli anni’ 80, sia stato catturato ed ispirato dalla voce fuoricampo che apriva e chiudeva la mitica serie fantascientifica “Star trek”: Spazio, ultima frontiera! Eccovi i viaggi dell’astronave Enterprise, durante la sua missione quinquennale diretta all’esplorazione di strani mondi, alla scoperta di nuove forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là, dove nessun uomo è mai giunto prima. …. Totò è giunto!


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IISS i Rocco elo D g n A Se.

IISS Sen. Angelo Di Rocco:

Aperta

“ mente formazione tecnica-professionale” La formazione tecnica-professionale apre la mente, le porte del futuro e permette di realizzare il tuo progetto di vita

L

’I.I.S. “Sen. A. Di Rocco di Caltanissetta, con le sue sedi associate: l’Istituto Tecnico Agrario, l’Istituto Professionale Alberghiero e gli Istituti Professionali Agrari di San Cataldo e Mazzarino, si costituisce con il 1° Settembre 2000 a seguito del piano di razionalizzazione della rete scolastica nella provincia di Caltanissetta. Oggi il “Di Rocco”, nel territorio, si pone come punto di riferimento per le molteplici attività che ha intrapreso nel tempo con i diversi operatori

Territorio” quella figura che, per qualche tratto, può essere raffrontata al “classico perito agrario” ma con competenze molto più complete e professionalmente più avanzate. Nell’Articolazione “Produzione e Trasformazione” si professionalizza invece il “nuovo perito agrario”, figura tecnica in grado di coniugare competenze professionali e tecniche

to per i Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale; l’indirizzo di studi è stato posto nei servizi poiché, a conclusione del percorso scolastico, il diplomato è in grado di operare tanto a supporto dell’azienda agraria, intervenendo in diversi settori, quali la valorizzazione, la commercializzazione e il marketing delle produzioni agrarie ed agroindu-

e della clientela, valorizzando i prodotti tipici; infine in quella di Accoglienza

Oggi il “Di Rocco” è punto di riferimento per il territorio: sintesi e capacità di efficaci risposte didattiche Turistica il diplomato è in grado di intervenire nei diversi ambiti delle attività di ricevimento, di gestire e organizzare i servizi in relazione alla domanda stagionale e alle esigenze

della clientela; di promuovere i servizi di accoglienza turistico-alberghiera anche attraverso la progettazione di prodotti turistici che valorizzino le risorse del territorio. L’offerta formativa nel settore è completata con il corso serale per lavoratori nell’articolazione enogastronomia. Il Convitto annesso all’Istituto è sicuramente un’eccellenza per il servizio prestato agli alunni che frequentano l’Istituto e che, da qualche anno, frequentano anche altri istituti della città. Il Dirigente Scolastico Bruno Lupica

LA MISSION

riuscendo a fare sintesi e dare risposte didattiche. Nel corso degli anni l’Azione Metodologica e Didattica si è arricchita sempre più al fine di essere coerente con l’evoluzione delle tecniche, dei processi di produzione, di commercializzazione e di marketing. L’Istituto Tecnico Agrario è una delle due radici con cui l’I.I.S. Di Rocco si ancora nella Madre Terra dell’istruzione e formazione; con la riforma l’Istituto Tecnico per l’Agraria, per l’Agroalimentare e l’Agroindustria, ha intrapreso una profonda revisione degli studi del settore indirizzando gli alunni verso una professionalizzazione molto specifica che trova nell’Articolazione “Gestione dell’Ambiente e del

di produzione vegetale ed animale e loro trasformazione. Il nuovo perito agrario si configura pertanto come “professionista” capace di operare sia in aziende agrarie che negli stabilimenti in cui avvengono le trasformazioni agroindustriali. Le due sedi del Professionale Agrario di San Cataldo e Mazzarino derivano dall’I.P.A. “Rosario Livatino” di San Cataldo, ed è proprio nel mantenimento dell’intitolazione al Magistrato trucidato dalla mafia, che trovano l’essenza di essere la seconda radice del “Di Rocco” che affonda nella Madre Terra. Con la riforma degli studi secondari superiore l’I.P.A. ha subito una profonda metamorfosi in quanto si è trasformato in Istituto Professionale di Sta-

striali, quanto all’interno dell’azienda, intervenendo in questo caso, nella produzione dei prodotti agricoli. Nella sede di Mazzarino da due anni è attivo il corso serale per lavoratori, riposta ad una chiara esigenza del territorio e ad una agricoltura prevalentemente specializzata. Il Professionale Alberghiero a Caltanissetta viene istituito a settembre 2000 con solo 4 prime classi, oggi ne conta complessivamente 39. La riforma degli studi secondari ne ha modificato il curricolo indicando nelle tre articolazioni un assetto più rispondente a quelle che sono le nuove esigenze del mercato del lavoro nel mondo dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. Nell’Articolazione Enogastronomia il diplomato è in grado di intervenire nella valorizzazione, produzione, trasformazione, conservazione e presentazione dei prodotti enogastronomici; operare nel sistema produttivo promuovendo le tradizioni locali, nazionali e internazionali, e individuando le nuove tendenze enogastronomiche; in Sala e vendita il diplomato è in grado di svolgere attività operative e gestionali in relazione all’amministrazione, produzione, organizzazione, erogazione e vendita di prodotti e servizi enogastronomici; interpretare lo sviluppo delle filiere enogastronomiche per adeguare la produzione e la vendita in relazione alla richiesta dei mercati

L’alternanza scuola lavoro “regola di vita didattica”

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ell’Alternanza Scuola Lavoro l’I.I.S. “Sen. A. Di Rocco” ne ha fatto non solo una norma di prassi didattica, come prescrivono i Regolamenti attuativi del riordino

degli studi secondari superiori, ma una “regola di vita didattica”. Offrire agli alunni la possibilità di intraprendere un percorso di alternanza scuola lavoro, che da questo anno scolastico inizierà dalla seconda classe, vuol dire consentire loro di: sperimentare fin da subito se le scelte che hanno fatto sono quelle che rispondono ai loro obiettivi (motivazione); confrontarsi con l’azienda e il la-

. .

.

voro in situ (acquisizione di competenze professionali); realizzare stage e tirocini nazionali ed internazionali (ampliare conoscenze ed obiettivi, applicare

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le lingue in situazione); comprendere che lo studio teorico non può assolutamente prescindere da una applicazione pratica corretta, guidata, valutata e certificata.

L’I.I.S. “Di Rocco” si contraddistingue per il rilevante impegno nella ricerca di fondi sia nazionali che europei affinché i suoi alunni possano beneficiare di progetti di A.S.L.


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Un progetto in itinere I campi di germoplasma dell’istituto Tecnico-Agrario

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partire dagli anni ’40, la rivoluzione verde, portata avanti da studiosi e ricercatori come Norman Borlaug, premio Nobel per la pace, con l’obiettivo di aumentare la produzione agricola come soluzione al problema della povertà e della fame nel mondo, ha avuto come conseguenza una sempre più accentuata uniformità varietale. Oggi, a livello mondiale, assistiamo ad una inarrestabile erosione del patrimonio genetico e quindi alla perdita della tipicità colturale, territoriale e delle tradizioni ad essa collegate. Il processo di miglioramento genetico che annualmente propone nuove cultivar, troppo spesso è stato indirizzato

stiche organolettiche e nutrizionali. Questo secondo aspetto era invece particolarmente curato nella tradizione contadina. Dopo settant’anni possiamo dire che l’avvento delle multinazionali del seme, non solo non ha risolto il problema della fame nelle popolazioni del terzo mondo, ma ha reso le stesse dipendenti dalle sementi brevettate, dai concimi chimici di sintesi, dai pesticidi, dagli apporti sempre più massivi di acqua per l’irrigazione, dalle macchine necessarie per attuare la gestione agronomica assistenziale di cui queste cultivar bisognano per sviluppare le loro potenzialità, pena il totale insuccesso. Ciò comporta, un costo

L’Istituto Tecnico Agrario si propone come luogo d’incontro per chiunque (cittadini, agricoltori, associazioni, comunità, studiosi etc.) voglia contribuire al recupero ed alla divulgazione delle tradizioni agricolo/gastronomiche delle aree interne siciliane ad una modifica delle varietà preesistenti per renderle più adatte alla meccanizzazione, all’impiego di concimi e pesticidi, al trasporto su lunghe distanze, alla conservabilità nelle frigo celle, all’esasperata ricerca della precocità o della tardività piuttosto che al consolidamento o al potenziamento delle loro caratteri-

di produzione sempre più cospicuo a fronte di un mercato globale dei prodotti agricoli che premia non la qualità ma il prezzo di vendita minore. Bisogna dare quindi una nuova funzione economica alle vecchie varietà siciliane, spesso poco produttive ma dalle qualità eccellenti, che nascendo nel nostro territorio

solo in questo contesto ambientale manifestano l’optimum delle loro caratteristiche organolettiche. Il valore aggiunto rappresentato dalle caratteristiche organolettiche, dal valore nutrizionale e dietetico e dal bagaglio storico culturale, ne fanno un prodotto che sfugge alle logiche delle produzioni di massa. Il consumatore deve essere consapevole che è meglio disporre di molti sapori, aromi e profili sensoriali. La biodiversità è un valore perché arricchisce la nostra scelta e ci aiuta a mantenere una dieta ricca e variegata. IL PROGETTO IN ITINERE L’Istituto Tecnico Agrario si propone come luogo d’incontro per chiunque (cittadini, agricoltori, associazioni, comunità, studiosi etc.) voglia contribuire al recupero ed alla divulgazione delle tradizioni agricolo/gastronomiche delle aree interne siciliane. L’istituto da qualche tempo ha avviato la coltivazione delle colture più autentiche della tradizione agricola dell’entroterra siciliano, con l’impegno tanto di custodire il germoplasma delle varietà antiche, sia erbacee (cereali e leguminose), che

arboree (al momento pistacchio e ficodindia, a seguire mandorlo, vite e fruttiferi minori), quanto di salvaguardarlo e di contribuire alla tutela della biodiversità agronomica. Nei laboratori sarà valutata la rispondenza agli standard eco/varietali delle colture attuate. Al maturare delle singole esperienze colturali, verranno prodotti testi monografici che illustreranno sia la tecnica di coltivazione che di trasformazione a fini alimentari (filiera corta e a Km 0), per la promozione e diffusione di un’alimentazione consapevole. IL CAMPO CATALOGO DEI GRANI DURI Presso l’azienda “Balate” è stato costituito un campo catalogo per il confronto varietale tra 9 cv di grani “antichi” (Maiorca (grano tenero), Irmana (segale), Trentino, Regina, Russello, Timilia, Perciasacchi, Bidì, Vallelunga pubescente), e cultivar moderne (Mim-

mo, Iride, Duilio, Coffa, Credit, Arcangelo, Vertola, Spartaco, Rusticano, Calò, Bronte, Simar, Simeto, Catasta, Core, Olivr). IL CAMPO CATALOGO DELLE LEGUMINOSE E’ stato costituito un campo catalogo di leguminose da granella, adiacente a quello dei grani duri. Sono già state seminate la “Fava larga di Leonforte” e la “Fava larga di Delia” e preparate le parcelle di terreno da investire con gli ecotipi di lenticchia di “Villalba”, “Nera di Enna”, “Nera di Leonforte”, cece “Principe”, “Nero delle Petralie”, “Femminile di Resuttano”, Cicerchia. IL CAMPO CATALOGO DI PISTACCHIO (Pistacia vera L.) L’IIS “Sen. A. Di Rocco” in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo, ha realizzato (marzo 2014) un pistacchieto della superficie di un ettaro, dove sono presenti 10 cultivar siciliane (Cerasola, Gloria, Bianca, Gialla, Tardiva di Serradifalco, Insolia, Cappuccia, Pignatone, Ghiandalora e Silvana), 6 cultivar estere (Rhasthj, Iran, Aegina, Sfax, Larnaka, Kerman) e 18 maschi diversi di Pistacia vera (Guerrero, Morello, Egino, Nazar, C16, Mateur, Askar, Especial) e 10 selezioni siciliane individuate dall’Istituto di Col-

Il profilo tecnico-professionale del Perito in Agraria ed Agroindustria

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conclusione del percorso di studi il diplomato acquisisce competenze specifiche nel campo dell’organizzazione e della gestione delle attività produttive nei settori vegetale e animale, con attenzione alla qualità dei prodotti ed al rispetto dell’ambiente; competenze e conoscenze volte al miglioramento dei prodotti e delle tecniche di trasformazione, alla valorizzazione dei prodotti, con attenzione alla trasparenza e alla tracciabilità, o alla gestione dell’ambiente e del territorio

secondo le normative concernenti l’agricoltura. Nell’ambito delle articolazioni previste è inoltre in grado di: - esprimere le proprie competenze nelle attività di miglioramento genetico dei prodotti, sia vegetali che animali, sulla scorta di competenze nel settore delle biotecnologie agrarie in modo da contribuire a garantire gli aspetti più significativi delle caratteristiche igieniche ed organolettiche; - individuare esigenze locali verso il

miglioramento delle situazioni ambientali mediante controlli con opportuni indicatori, protezione dei suoli e delle strutture paesaggistiche, sostegno agli insediamenti e alla vita rurale; - operare nel settore della trasformazione dei prodotti, attivando processi tecnologici e biotecnologici per ottenere qualità ed economicità dei risultati, gestendo altresì una corretta utilizzazione dei reflui e dei residui; - controllare con metodi contabili

ed economici le predette attività redigendo documenti contabili, preventivi e consuntivi economici, rilevando indici di efficienza ed emettendo giudizi di convenienza; - esprimere le proprie competenze nella pianificazione delle attività aziendali; relazionare e documentare le attività svolte; - procedere ad operazioni di rilievo, di conservazione del catasto, ad in-

terpretazione di carte tematiche, esprimendo le proprie competenze in attività di gestione del territorio; rilevare condizioni di disagio ambientale e progettare interventi a protezione delle zone di rischio; - operare nelle attività di promozione e commercializzazione dei prodotti agrari ed agroindustriali.


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In collaborazione con l’Università di Palermo si è realizzato un pistacchieto di un ettaro tivazioni Arboree dell’Università di Palerm o, per verificare la sincronicità dei calendari di fioritura rispetto a quelli delle femmine e la capacità fecondante. Al fine di vagliare il comportamento indotto da portainnesti diversi sulla medesima cultivar (Bianca) nel campo vi sono 6 blocchi replica di 12 piante ciascuno di cui 3 di Pistacia terebinthus, 3 di Pistacia integerrima, 3 di Pistacia atlantica e 3 dell’ibrido UCB 1. Le cv siciliane e estere ed una prima replica di maschi sono innestati su UCB 1, mentre una seconda replica di maschi è innestata su Pistacia terebinthus.

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1000 studenti per una scuola che si articola come un vero campus

L’ Alberghiero:

una realtà in continua crescita L’Istituto Alberghiero è caratterizzato da un riferimento prioritario ai grandi settori in cui si articola il sistema economico nazionale, contraddistinto da applicazioni tecnologiche e organizzative che, in relazione alla filiera di riferimento, possono essere declinate in base alla vocazione del territorio, ai progetti di sviluppo locale e ai relativi fabbiso-

gni formativi. L’integrazione con il territorio e il mondo produttivo non è solo un metodo di lavoro, è un fattore imprescindibile per l’elaborazione del piano dell’offerta formativa dell’istituto. Tre parole-chiave possono aiutare a sintetizzare i riferimenti progettuali in atto nell’Istituto in modo da rispondere ad una pluralità di bisogni: menti d’opera, professionalità e laboratorialità.

Il nostro istituto occupa oggi nel panorama scolastico un ruolo molto importante poiché promuove la formazione di specifiche competenze professionali spendibili in un settore, ritenuto essenziale per la ripresa economica del nostro Paese, quale quello turistico ed enogastronomico. Il plesso scolastico si articola come un vero e proprio “campus” ed è composto da un edificio principale e da altri edifici di servizio, moderni e funzionali, quali le cucine, le sale ristorazione e il bar. Gli edifici si trovano all’interno di una area verde opportunamente recintata. L’I.P.S.S.E.O.A conta oggi circa 1000 studenti, provenienti dai vari centri della provincia di Caltanissetta e da quelli delle province limitrofe, frequentato sempre più dai figli di famiglie che gestiscono qualificate strutture ricettive e ristorative. L’Istituto si distingue per l’offerta formativa ricca e diversificata e perché riconosciuto come una scuola attenta agli studenti e fortemente legata al territorio. La voce “professionale” presente nella sua stessa denominazione, significa non solo acquisizione di competenze professionali, ma preparazione di base, creatività e capacità di costruirsi il proprio futuro lavorativo. Scegliere di iscriversi nella nostra scuola significa credere nelle proprie capacità, impegnarsi con serietà affinché le competenze acquisite nel corso di studi, diventino lo strumento per fare di sé stessi anche dei “bravi “imprenditori” e non solamente “bravi lavoratori dipendenti”. I percorsi formativi sono fondati su una solida base di istruzione

generale e tecnico professionale, correlati agli interessi e alle motivazioni degli studenti. Le discipline di indirizzo concorrono, in particolare, ad educare all’imprenditorialità e consentono agli studenti di sviluppare una visione orientata al cambiamento, all’intraprendenza e alla mobilità geografica. A conclusione del percorso quinquennale gli studenti acquisiscono competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera. Oggi, molte aziende turistiche - ristorative, scelgono i nostri studenti poiché possiedono i requisiti essenziali per essere considerati “ soggetti attivi”. Sono numerosi gli alunni che hanno avuto la possibilità di frequentare grandi compagnie che operano nel settore turistico a livello nazionale ed europeo, dando loro la possibilità di un facile inserimento nel mondo del lavoro anche a livello internazionale. L’Istituto organizza, grazie ai Fondi Strutturali, esperienze di stage formativi e linguistici anche in paesi stranieri , al fine di dare agli allievi opportunità di svolgere sia esperienze professionali in contesti nazionali che nei Paesi dell’U.E. Le esperienze svolte all’estero costituiscono per i nostri studenti un’occasione unica poiché viene data loro la possibilità di aprirsi a nuovi orizzonti culturali e a diverse modalità di approccio al lavoro, educandoli nel contempo allo scambio di esperienze, alla collaborazione e all’integrazione. Per arricchire la formazione d’aula oltre agli stage, l’Istituto affianca percorsi di alternanza scuola lavoro (ASL), aspetto questo, che consente di istaurare rapporti di collaborazione e di interazione con le locali realtà imprenditoriali.

Innovazione didattica e formativa: “L’IPSSEOA verso l’Europa 2020” L’Istituto, coerentemente con i propri indirizzi, si è sempre impegnato ad avviare e mantenere un processo di promozione e sviluppo delle competenze professionali attraverso l’organizzazione e la realizzazione di percorsi didattici innovativi, atti a valorizzare e dotare il territorio di figure professionali specializzate nell’ambito della ristorazione e dell’accoglienza turistica. Tale impegno si è concretizzato, a partire dall’anno scolastico in corso, nell’attivazione di quattro percorsi sperimentali: Esperto in produzioni enogastronomiche di qualità” Esperto sommelier” Esperto in predisposizione di pac-

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chetti turistici per la valorizzazione del territorio” Operatore in Educazione alimentare per il benessere e la salute della persona” I percorsi sono stati pensati oltre che in un’ottica di apertura della scuola al territorio, come risposta ad un mercato del lavoro nazionale ed internazionale sempre più dinamico che richiede figure professionali altamente qualificate. I corsi nell’ambito delle tre articolazioni promuovono quindi, attraverso l’ampliamento e l’arricchimento del curricolo, inedite figure professionali ad alta qualificazione capaci di operare anche in contesti internazionali, con capacità competitive e di adattabilità ai cambia-

menti tecnologici e organizzativi. A conclusione degli studi il diplomato acquisirà competenze specifiche del percorso scelto in aggiunta a quelle definite nel profilo ministeriale. Sempre in relazione al percorso scelto sarà pertanto in grado di: ideare e proporre sia in chiave tradizionale che innovativa menu che sappiano valorizzare i prodotti del territorio; utilizzare la tecnica della comunicazione per offrire un corretto abbinamento fra cibo e vino , identificando i vini anche attraverso le tecniche di coltivazione, vinificazione e conservazione; predisporre menu coerenti con il contesto e le esigenze della clientela, in

relazione a specifiche necessità dietologiche e di dietoterapia; promuovere modelli alimentari per mantenere il benessere dell’organismo umano; creare inediti itinerari turistici valorizzando luoghi e percorsi regionali, nazionali ed internazionali. L’Istituto,

con l’attivazione dei nuovi corsi, intende quindi sottolineare il proprio ruolo di promotore del “sapere professionale” come base imprescindibile per affrontare e anticipare gli stimoli provenienti dall’evoluzione della società.


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IPSASR “ROSARIO LIVATINO”

La scuola per Il tuo futuro L

’Istituto professionale per l’agricoltura e l’ambiente “Rosario Livatino di San Cataldo si colloca storicamente nel panorama scolastico siciliano come la prima sede di Istituto professionale di Stato per l’agricoltura in Provincia di Caltanissetta. Nato nell’immediato secondo dopo guerra del secolo scorso come sede associata dipendente da Palermo, nel 1960 è diventata sede centrale affermandosi come una delle realtà scolastiche più rilevanti del Centro Sicilia con sedi coordinate nelle provincie di Enna, Caltanissetta ed Agrigento con sedi coordinate a Canicattì, Mussomeli, Nicosia, Aidone, Valguarnera, Mazzarino e Sambuca di Sicilia che solo nei decenni successivi si sono andate distaccando a seguito della ridefinizione delle Istituzioni scolastiche

nelle diverse provincie di ubicazione. L’Istituto, oggi è comprende le sedi di San Cataldo e Mazzarino. Da sempre sensibile alle istanze del territorio, nel corso degli anni, oltre a caratterizzarsi per il suo impegno nella formazione e qualifica di generazioni di agronomi ed operatori del mondo agricolo, ha conferito anche una valenza sociale al proprio operato. In questa prospettiva la sua intitolazione al giudice Rosario Livatino, barbaramente ucciso dalla mafia, ha rappresentato una scelta di campo forte che ne ha qualificato, negli anni, il suo impegno sul fronte della cultura della legalità. Con la riforma degli studi secondari superiori, l’Istituto è diventato Professionale di Stato per i servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale (Ipssasr). Una scuola dalla vocazione antica

ma che si proietta nel futuro di un mondo come quello agrario che appare in costante evoluzione e che, proprio per questa ragione, ha bisogno di profili professionali adeguati alle sue esigenze. In questo senso, a conclusione del percorso scolastico, il diplomato è in grado di operare tanto a supporto dell’azienda agraria intervenendo in diversi settori quali la valorizzazione, la commercializza-

zione e il marketing delle produzioni agrarie e agroindustriali, quanto all’interno dell’azienda intervenendo nella produzione di prodotti agricoli. La scuola propone un percorso che prevede al terzo anno la possibilità di conseguire il diploma di qualifica professionale di operatore agro ambientale, mentre a conclusione del quinto anno, l’alunno ha la possibilità di conseguire la maturità di agro tecnico che consente l’accesso a tutte le facoltà universitarie, di espletare la libera professione di Agro Tecnico previa esami di abilitazione, e di partecipare a tutti i concorsi che sono previsti dallo Stato. Dunque, un Istituto che da una parte conserva la sua impostazione professionalizzante e dall’altra proietta lo studente nel mondo del lavoro consentendogli più sbocchi e

prospettive. Ambedue le sedi si presentano agli alunni e alle loro famiglie come ambienti nei quali è possibile stimolare adeguati

percorsi educativi e di formazione. Sono dotati di serre adibite a sperimentazione per la propagazione di piante orticole e aromatiche. La sede di Mazzarino è dotata di una azienda in cui sono presenti vigneti, uliveti e frutteti. Nella sede di

San Cataldo vi è un’area sperimentale destinata a pistacchieto, un frutteto con diverse varietà arboree. L’istituto di San Cataldo è inoltre impegnato nel territorio con il progetto “Attiva Ambiente” in collaborazione con l’amministrazione comunale per la cura del verde pubblico e della villetta comunale di Santa Fara. L’Istituto, propone una preparazione qualificata, aggiornata e rivolta al futuro, una formazione che arricchisce il patrimonio culturale e professionale di ciascuno. L’analisi di olio e vino, ma anche le tecniche colturali di alboreti, la produzione di piante ornamentali all’interno della serra rappresentano altrettante risorse di una scuola nella quale si studiano, come insegnamenti comuni agli indirizzi dei settori, Italiano, storia, inglese, geografia generale ed economica, matematica, ma anche diritto ed economia, Scienze integrate e Scienze Motorie e sportive. Per quanto riguarda invece gli insegnamenti di indirizzo obbligatori ci sono Fisica, Chimica, Tecnologie dell’informazione e della

comunicazione, Ecologia e pedologia, laboratori tecnoclogici ed esercitazioni, Biologia applicata, Chimica applicata e processi di trasformazione, tecniche di allevamento vegetale e animale, agronomia territoriale ed ecosistemi forestali, Economia

Agraria e dello Sviluppo Territoriale, valorizzazione delle attività produttive e legislazione di settore, sociologia rurale e storia dell’agricoltura. L’istituto dispone di propri pullman per l’organizzazione e la gestione di visite guidate e promuove percorsi al termine dei quali lo studente diplomato nell’indirizzo “Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale” acquisirà competenze relative alla valorizzazione, produzione e commercializzazione dei prodotti agrari e agroindustriali. In questo modo oltre ad essere in grado di gestire le filiere produttive secondo il sistema di qualità, può anche utilizzare tecniche di

Da sempre sensibile alle istanze del territorio con uno sguardo rivolto al futuro analisi costi - benefici per progetti di sviluppo, produzione e trasformazione, e assistere i produttori in proget-

ti di sviluppo rurale e di marketing dei prodotti agrari e agroindustriali. Il tutto in una sintesi di conoscenze competenze e capacittà in grado di qualificarne il suo profilo in uscita nella prospettiva del suo futuro inserimento nel mondo del lavoro.


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Lingue straniere & dintorni

Caltanissetta è British Corsi di lingua di vario livello e per tutte le età

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’ACCADEMIA LINGUISTICA, Ente formatore University of Cambridge ESoL, British Institutes, ESB (English Speaking Board), è l’unico centro esami TOEFL IBT del centro Sicilia e Info Centre del polo dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, leader nella formazione linguistica nella

Docenti altamente qualificati, madrelingua e bilingue, costantemente aggiornati zona di Caltanissetta ed Enna. Il nostro centro si avvale esclusivamente della professionalità di insegnanti MADRELINGUA qualificati e offre servizi di formazione linguistica a privati, aziende, adulti e bambini a partire dai 3 anni. Abbiamo sviluppato una metodologia all’avanguardia che prevede un approccio diretto alla lingua inglese sfruttando la conversazione, per poi passare all’analisi grammaticale e sintattica delle nozioni acquisite. I docenti, tutti madrelingua e bilingue, sono selezionati con cura e alta-

mente qualificati. Vengono addestrati all’uso della metodologia e costantemente aggiornati. Gli insegnanti dispongono di ottime basi nelle varie tecniche e nei nuovi approcci, oltre a conoscere e capire la storia e l’evoluzione delle diverse metodologie di insegnamento. Utilizza infatti una varietà di metodologie e approcci, scegliendo da ciascun metodo le tecniche che considerano più efficaci e applicandole in base agli obiettivi e al contesto. Essi mirano a preparare le proprie lezioni in modo tale da facilitare la comprensione dell’inglese. E’ fondamentale saper creare interesse nello studente, che deve essere coinvolto in un percorso di studio calibrato sia in funzione del livello

di conoscenza della lingua, sia rispetto alle proprie esigenze personali. La metodologia più efficace si deve, in-

fatti, adattare alle abilità, obiettivi e stili di vita della persona attraverso programmi di formazione specifici e flessibili che permettano di imparare in situazioni e contesti diversi. Il nostro metodo arricchisce la competenza comunicativa nella sua interezza: competenza linguistica, competenza socioculturale, competenza discorsiva e funzionale ed altresì una competenza strategica. Attraverso un approccio olistico il discente impara a comunicare in modo

gua madre o lingua in apprendimento: indifferentemente dal livello di conoscenza la lingua ed il linguaggio nel suo insieme sono infatti un’entità capace di esternare il nostro pensiero in modo naturale. Sia la struttura dei nostri esami, obiettivo del percorso formativo, come il programma dei corsi, mezzo per raggiungere l’obiettivo, così come ogni singola unità didattica sono progettati attorno ad un concetto che è nucleo centrale del nostro approc-

Didattica: equilibrio tra produzione e comprensione scritta e orale

Seminario TOEFL per docenti di inglese a Caltanissetta Il TOEFL (Test of English as a Foreign Language) è un test volto a misurare le capacità degli studenti

efficace riuscendo ad esternare il proprio pensiero che trova un collegamento diretto alla lingua sia essa lin-

non madrelingua inglese, di comprendere la lingua inglese parlata, scritta e ascoltata a livello accademico. La certificazione TOEFL, la piu’ importante su scala mondiale, per la lingua inglese, è ad oggi una delle poche se non l’unica certificazione ad essere riconosciuta a livello mondiale. Nel tempo, la certificazione TOEFL, ha acquistato sempre cio didattico: equilibrio tra la produzione e comprensione scritta ed orale ed equilibrio tra la parte teorica e pratica. Ogni unità didattica deve essere un incontro di cultura inglese in inglese, per questo è fondamentale arricchire quanto sopra con “istantanee” di vita quotidiana e lavorativa estrapolate

piu’ importanza a tal punto che e’ divenuta requisito fondamentale per l’accesso a molte università italiane e straniere, e ai master di specializzazione in Italia ma soprattutto all’estero, titolo preferenziale per l’accesso a concorsi P.A. Per partecipare al seminario contattare Accademia Linguistica allo 0934510080 - 3275878299. Email: accademialinguistica@libero.it dalle informazioni che riceviamo quotidianamente dai mass-media che rendono la missiva attuale, reale, tangibile andando a creare un ponte con una cultura che trova espressione nella lingua in apprendimento. Le lezioni sono infatti arricchite dalla lettura di riviste, estratti di libri appena pubblicati, DVD o filmati dal web.


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IISS o n a i t s a Seb tura Mot

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Dal prossimo anno verrà ampliata l’offerta formativa con l’indirizzo Liceo internazionale Brics, Logistica e Trasporti, Informatica e Telecomunicazioni

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’IISS “Mottura” di Caltanissetta è un Istituto dal passato prestigioso e rappresenta, da 152 anni, il fulcro della formazione in riferimento alle attività estrattive, produttive, meccaniche, elettriche ed industriali nel nostro territorio. Con l’ulteriore Indirizzo del Liceo Scienze applicate completa il variegato quadro dell’offerta formativa costituita da Costruzioni, ambiente e territorio articolazione Geotecnica, Elettronica ed Elettrotecnica , Meccani-

duce saperi e competenze e, mentre realizza la formazione globale della persona, coltiva l’Umanità dell’uomo, nella prospettiva dell’apprendimento lungo l’arco della vita. Da quest’anno, l’Istituto è in rete con il Centro Permanente Istruzione degli Adulti della provincia di Caltanissetta e Gela ( CPIA di CL e EN) per fornire percorsi di istruzione nei corsi serali attraverso il riconoscimento dei crediti formativi e delle certificazioni delle

powerment) reciproco delle identità a confronto. Nella mia Buona Scuola, insegniamo agli alunni a fronteggiare situazioni problematiche, a sviluppare il pensiero critico e la capacità creativa, a saper scegliere tra identità ed attitudini, a divenire cittadini consapevoli, ad imparare sempre. Con l’inizio dell’anno siamo, già, pronti a riprendere Corsi e Progetti extracurriculari come il Corso di astrofisica che ri-

Mottura: voce e ascolto dei bisogni formativi delle nuove generazioni

ca e meccatronica, Chimica materiali e biotecnologie. Dal prossimo anno scolastico, sperimenteremo un ampliamento dell’offerta formativa con l’indirizzo Liceo internazionale BRICS, Logistica e trasporti, Informatica e Telecomunicazioni. E’ una scuola che propone ampi orizzonti e orientamenti culturali agli studenti e offre, alla fine del quinquennio, un “Diploma che dà e vale un lavoro”. E’ una scuola al centro

del dibattito didattico-educativo che ospita Seminari, Convegni, Corsi di Formazione di Enti, Agenzie, Ordini Professionali , Associazioni e Scuole in rete poiché ha una lunga tradizione risalente all’unità d’Italia di strette correlazioni con le vicende sociali ed economiche della Città . Inoltre, da quest’anno, sotto la mia Dirigenza Scolastica, è Scuola Polo dell’Osservatorio Area Locale di Caltanissetta sulla Dispersione Scolastica; Scuola Polo della formazione della Dirigenza scolastica in servizio e Scuola Capofila del Polo Tecnico-professionale tra Scuole, Consorzio Universitario, Imprese e Consorzi professionali. E’ una scuola eccellente “nell’economia e nella società della conoscenza”, intesa come modello organizzativo che pro-

competenze possedute dagli alunni. Questa è la mia “Buona Scuola”, voce e ascolto dei bisogni formativi delle nuove generazioni, attenta ai cambiamenti indotti dalle riforme, aperta agli orientamenti metodologici della didattica laboratoriale, dell’alternanza scuola-lavoro, delle innovazioni tecnologiche, della sperimentazione e della ricerca. Essa integra ed include le differenze, la diversità, l’intercultura. E’ ospite del nostro Istituto per l’intero anno scolastico un alunno proveniente dal Giappone. La

nostra Scuola valorizza “ talento e ideali”; è tensione tra realizzazione di sé e lavoro. Difatti, è’ frequentata da 28 alunni con disabilità che costruiscono, grazie ad un percorso personalizzato e con l’ausilio dei docenti e personale specializzato, il proprio progetto di vita. Con una punta di orgoglio posso affermare che, per la prima volta in 152 anni, al rinnovo del Consiglio di Istituto avvenuto sotto la mia Dirigenza, si è registrata la presenza di ben tre donne tra docenti e personale ATA, oltre la sottoscritta. In un Istituto fortemente maschilizzato, ciò riveste un particolare significato di riequilibrio della rappresentanza di genere, della volontà partecipativa e del rafforzamento (em-

aprirà il 22 c.m. curato dall’ing. Fiorino, a ripartire con Erasmus plus, progetti di recupero, Alternanza Scuola-Lavoro e tanti altri di cui potrete prendere visione nel nuovo POF della Scuola. E, adesso, qualche nota personale. Sono orgogliosa di dirigere questo Istituto che rappresenta, oserei dire, un destino di famiglia per le competenze professionali trasferitemi da mio padre che scese in Sicilia nel 1952, proprio per lavorare nel settore zolfifero e le cui conoscenze sono state di valido ausilio. A queste competenze si aggiunge l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche negli Istituti secondari superiori per 23 anni prima della Dirigenza Scolastica a Mussomeli, nell’ITCG”Hodierna” dal 2007 al 2013. L’ Istituto che lì ho diretto è risultato, da una recente indagine a cura della Fondazione Agnelli e riferita agli anni 2010/2011, 2011/12 e 2012/13, tra i primi cinque Istituti d’Italia nel rapporto tra voti conseguiti dagli alunni al diploma e voti conseguiti al primo anno di Università nei vari Atenei. Un grande riconoscimento nel campo della didattica che va esteso al corpo docente e Ata e all’intera squadra dell’organizzazione

Valorizziamo talento ed ideali. E’ tensione tra realizzazione di sé e lavoro scuola. E, adesso, vi invito al nostro OPEN DAY che avverrà nei giorni di sabato e domenica 24 - 25 gennaio e 31 gennaio1 Febbraio 2015 dalle 10:30 alle 12:30 e

dalle 16:00 alle 18:00 E, per concludere, nella mia “Buona Scuola”, da quest’anno, ho voluto istituire il “Social Smile”, cioè, il sorriso sociale, vero e proprio diritto-dovere di tutta la comunità educante. Il Social Smile è il desiderio di accogliere e di essere accolti, di essere ascoltati, di aprirsi agli altri, di comunicare “empatia”, di essere incoraggiati, di non arrendersi alle prime difficoltà. Il Social Smile è essere corretti e rispettosi, saper dire “Grazie!” oppure “Scusami!” E’ impara-

re a saper sorridere. E’ diventare grandi, nel cuore e nella vita. Questo è un miracolo che solo la scuola può compiere! Ma, adesso,al lavoro! Dobbiamo mietere molti altri successi, ancora! Vi aspettiamo nella nostra “Buona Scuola”! Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Laura Zurli

L’INIZIATIVA

Una soluzione concreta: libri di testo a tutti gli studenti

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ome si possano conciliare il diritto allo studio e le difficoltà economiche nelle quali si dibattono oggi le famiglie a causa della crisi? La risposta è semplice: “Liberi libri”, la formula adottata dall’IISS “S. Mottura” di Caltanissetta, che consente allo studente di usufruire di tutti i libri di testo con un versamento, sul conto corrente della scuola, di una cifra pari ad un decimo rispetto a

quella necessaria per l’acquisto del set completo di libri scolastici nuovi, stando ai dati di Federcommercio e Codacons. La scuola presta i libri a tutti gli alunni, senza alcuna graduatoria o requisiti di reddito, e questi si impegnano a restituirli, ben conservati, alla fine dell’anno. I ragazzi sono così finalmente emancipati, insieme alle famiglie, dalle estenuanti ricerche nei mercatini dell’usato o presso conoscenti, le quali raramente hanno successo anche a causa della “trappola” delle nuove edizioni, che rendono inutilizzabili i testi in circolazione in uso negli anni precedenti. Il progetto “Liberi libri” si pone, pertanto, come sostegno nel tentativo di arginare il salasso delle

spese di settembre, quando arriva la stangata e si deve mettere mano al portafogli, non soltanto per i libri ma anche per il corredo scolastico e l’abbonamento per i mezzi pubblici. Ma stiamo ai numeri: il progetto, avviato nell’A.S. 2008/09, è arrivato a regime dopo uno sviluppo progressivo dalle prime alle quinte classi e oggi coinvolge circa 800 alunni per un totale di 11.000 libri distribuiti attraverso un’organizzazione interna alla scuola .Tutti i ragazzi iscritti hanno i libri nello zaino appena la scuola ha inizio, in modo tale che siano pronti ad utilizzarli per le attività didattiche e lo studio. E se ancora non è il caso di dare troppo peso al “vile denaro” basta cambiare il punto di vista, basta convertire l’operazione dall’aspetto finanziario a più nobili finalità. Infatti si fa un bel dire “buona scuola” se poi la scuola non è “buona” a garantire a tutti gli strumenti per apprendere. Se è vero che la scuola è un diritto di tutti e per tutti, è tuttavia l’impegno concreto e locale che garantisce il servizio a studenti e famiglie. Il progetto di fornitura dei libri di testo “Liberi libri” si adopera affinché questo diritto sia effettivamente fruibile. La varietà e la qualità dell’offerta formativa della scuola sono condizione necessaria ma non sufficiente, occorrono lo sforzo organizzativo e l’investimento di risorse umane in servizio nell’istituto. Il riscontro positivo si quantifica in termini di opportunità di successo scolastico per tutti e di tutti.


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Telemottura

una web TV pluripriemiata T elemottura è uno spazio web gestito da un gruppo di studenti dell’IISS “S. Mottura” per parlare di eventi significativi attraverso TG news, articoli e approfondimenti. I ragazzi hanno competenze diverse ma quello che li accomuna è la creatività e la voglia di comunicare. Telemottura nasce nel 2011 da un’idea del Dirigente Scolastico prof. Salvatore Vizzini come modalità per documentare e diffondere le

nuovo programma Mottura Report , le diretteTV e realizzare il MuMiMottura Music Festival. Grazie ad un finanziamento europeo FESR le attrezzature sono state integrate con strumenti più innovativi e tecnologicamente più avanzati: mixer, crane , videocamere professionali che hanno contribuito alla qualità dei video. Le attività già avviate sono state apprezzate anche dal nuovo dirigente scolastico, prof.ssa Laura Zurli, che ha gratificato e sostenuto la reda-

ni, una media di 650 visite al mese. Sono stati pubblicati ben 54 articoli, 980 foto, quattro Mottura Report (approfondimenti) e otto Telegiornali. Una programmazione totale di 387 min. In via sperimentale sono state realizzate due dirette streaming, l’ultima in occasione dello spoglio elettorale per il rinnovo degli organi collegiali. Abbiamo, infine, ricevuto due importanti riconoscimenti. Il primo da parte dell’Ordine dei giornali-

Inclusione scolastica:

scuola polo riconosciuta

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l Mottura è un istituto che, come riconosciuto dalla comunità nissena, è divenuto da oltre un ventennio scuola polo per l’inclusione scolastica. La mission portata avanti dai dirigenti scolastici e dai docenti

riale strutturato e sussidi didattici specifici che agevolano l’intervento didattico e adottano le metodologie e le strategie più efficaci per favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati nel P.E.I. (Piano Educativo Individualizzato).

che si sono succeduti negli anni, è sempre stata improntata sull’accoglienza ed integrazione degli alunni disabili considerati come una ricchezza dal punto di vista umano e sociale. Attualmente, in istituto, sono presenti 25 alunni con disabilità e ciascuno di loro si avvale, mediamente, di 16 ore di insegnamento settimanale di sostegno. A tutti viene riservata attenzione da parte del personale della scuola e cura da un qualificato servizio di assistenza igienicopersonale. L’Istituto presenta un organico consistente di docenti con competenze specifiche e ciò permette la realizzazione di svariate azioni educative e didattiche finalizzate alla semplificazione del processo di apprendimento. Tenendo conto delle diverse patologie, che spaziano dal disturbo lieve a quello grave, i docenti utilizzano mate-

Il percorso formativo pensato per ciascun alunno, considerato unico e molto speciale prevede, inoltre, attività svolte in laboratorio: teatro, ceramica, sport, cinema, ippoterapia, multimediali, stage formativi interni(centralinista, bibliotecario, addetto alle fotocopie… ). Ogni laboratorio è luogo deputato all’arricchimento reciproco dove gli alunni, attraverso forme di collaborazione quali il tutoring o il cooperative learning, potenziano le loro strategie di coping e accrescono la propria autostima. La scuola, grazie agli accordi di rete con i servizi socio-psicopedagogici e sanitari e alla flessibilità didattico organizzativa, offre a tutti gli alunni le migliori opportunità per la piena realizzazione del diritto allo studio e pone le basi per una solida integrazione finalizzata all’attuazione di un proficuo “progetto di vita “.

La nostra mission: informare la comunità scolastica quotidianamente sti nell’ambito del progetto “Fare il Giornale a scuola” che ci ha visto vincitori per la categoria Giornali on line. La seconda affermazione riguarda il premio Nazionale “Giornalista per 1 giorno” organizzato dall’Associazione Nazio-

numerose attività curriculari ed extracurriculari dell’I.I.S.S. “S. Mottura”. Nel tempo, il nucleo originario composto da tre studenti (Marco Micciché, Giuseppe Giorgio, Marco Tumminelli) coordinati dalla prof.ssa Italia Castiglione è stato integrato da altri componenti (Daniele Bollo, Davide Fiorino Rosario Lorina, Angelo Marcianò, Valerio Mela, Elia Miccichè, Francesco Micciché, Daniele Nicoletti, Daniele Pagnotta, Yuji Kujirai, Martina Di Gloria, Cristina Gangi, e, dall’A.S. 2014-2015, dal prof. Vincenzo Valenza) che, con la loro competenza e passione hanno contribuito al successo di Telemottura. Nell’A.S. 2013-2014, la svolta; la redazione consapevole delle proprie potenzialità decide di creare un proprio sito, trasmettere i notiziari, un

zione . Dall’inizio dell’anno siamo stati impegnati in numerose attività che hanno documentato e fatto conoscere la nostra comunità scolastica ai lettori che ci seguono dal 2011. Lasciamo parlare i numeri: da Gennaio 2014, in appena un anno, il sito di Telemottura (telemotturacl.com) ha fatto registrare 7500 visualizzazio-

nale di Giornalismo Scolastico e la candidatura ufficiale agli Oscar del giornalismo scolastico 2015. Tanti successi e tante soddisfazioni ci gratificano per il lavoro svolto ma contemporaneamente ci spingono a migliorare il servizio offerto. Per il 2015 abbiamo tante idee e nuove sfide da affrontare ... continuate a seguirci!


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L’INIZIATIVA

Settimana della Scienza: “...che passione”

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ltre 1600 alunni, in sette giorni. Si è chiusa la quarta edizione della settimana della scienza che, dal 10 al 17 novembre 2014, ha visto l’I.I.S.S. “S. Mottura”protagonista di un evento,

che ha coinvolto più di 13 Scuole medie della provincia, per svelare i misteri della scienza, attraverso esperimenti curiosi e divertenti. L’Aula magna dell’Istituto si è trasformata in un grande laboratorio scientifico, per ospitare la manifestazione, quest’anno intitolata: “Viaggio nell’universo della scienza”, protagonisti, non spettatori, gli alunni delle scuole medie,coinvolti in affascinanti ed illuminanti attività ed esperienze laboratoriali in varie discipline di base quali: Chimica, Fisica, Meccanica, Elettrotecnica e nei loro numerosissimi risvolti tecnologici: Aeronautica, Meccatronica, Robotica, nanotecnologie e tecnologie riguardanti la produzione energetica da fonti alternative. L’attività è poi proseguita nei moderni ed attrezzati laboratori dell’istituto dove sono state condotte ulteriori esperienze tra cui: osservazioni al microscopio di un microecosistema costituito da una goccia d’ac-

qua stagnante,popolata da Protisti e invertebrati, estrazione del DNA, colorazione di preparati a fresco e reazioni chimiche di particolare effetto quali precipitazioni, saggi alla fiam-

“Viaggio nell’Universo della Scienza”, grande successo della quarta edizione ma, vulcani di bicromato d’ammonio, esperienze sulla produzione di elettricità, di meccanica e, non ultime, le visite alle sale di registrazione e al telescopio ospitato dal laboratorio di fisica. L’organizzazione delle visite

e delle suddette esperienze ha mirato ad evidenziare l’interessante nuovo approccio didattico integrato nello studio dei fenomeni e degli ambienti naturali e la complementarietà delle varie discipline scientifiche. Tutto si è svolto sotto la guida attenta degli allievi del Mottura. La settimana della scienza, nata in un Istituto che da sempre fa dell’innovazione il suo punto forte, grazie ai prestigiosi laboratori e ai docenti che con passione trasmettono l’amore per la scienza, è stata per i più giovani: scoperta, meraviglia,avventura. Sicuramente,per gli allievi del Mottura e per i docenti coinvolti nel progetto sono stati sette giorni d’intensa attività su vari fronti, mentre per i ragazzi delle scuole medie si è trattato di un giorno speciale . Tutto ciò, allo scopo di una corretta divulgazione della cultura scientifica per il miglioramento della qualità della vita.

Esperienze. Uniche e irripetibili sono le occasioni di crescita che offre una gita studio

I

n una società complessa e globalizzata come la nostra, la scuola non può limitarsi a trasmettere saperi ma deve anche rispondere ai bisogni formativi nuovi derivanti dal passaggio continuo dal locale al globale. Il territorio, la memoria, la storia, la cultura, le tradizioni vanno valorizzate ma allo stesso tempo lo sguardo dello studente va indirizzato verso orizzonti più ampi ricchi di varietà e diversità. Uniche e irripetibili sono le occasioni di crescita che un viaggio di studio all’estero può offrire ad uno studente. Il nostro istituto considera l’immersione in una cultura diversa e il contatto diretto con l’altro fondamentali per lo sviluppo dell’identità dei discenti e per il loro collocarsi nel mondo. Numerosi sono stati ad oggi i viaggi all’estero; tra i più significativi citiamo quello ad Indore, India in occasione di uno scambio di classe realizzato all’interno del progetto Intercultura. Le famiglie di due continenti diversi e i docenti hanno ospitato e trattato i graditi ospiti con un senso dell’ospitalità tale che le barriere

Around the World: il viaggio come scoperta culturali sono state annullate. Gli studenti del Mottura hanno potuto constatare di persona le contraddizioni che caratterizzano l’India, un

nario paese ha fatto riflettere sul valore che questa nazione da all’istruzione, alla famiglia, agli anziani, e alla religione. I giovani hanno

paese nel quale si contrappongono innovazione tecnologica e povertà. La permanenza in questo straordi-

condiviso sapori, cibi, odori, suoni stili di vita, esperienze che nessun libro può dare e che ancorate alle

Non solo scuola... ma anche attività pratica

N

ella nostra scuola gli alunni dei corsi Geotecnica, Elettrotecnica, Meccanica e Liceo Scienze Applicate fanno esperienze dirette all’interno di cantieri, in luoghi di interesse tecnico scientifico e all’interno di aule universitarie. I percorsi formativi sono realizzati durante le ore curriculari con l’obiettivo di favorire l’apprendimento in contesti operativi. Tutte le attività svolte in aula –laboratorio ed in esterno sono state eseguite con la tecnica della didattica laboratoriale. Sono state realizzate attività “sul

campo” attraverso visite guidate in cave d’inerti, nel cantiere di tunnelling per la realizzazione della galleria stradale con “minatore continuo” nei pressi di Caltanissetta. Altri studenti del corso di Elettrotecnica a Sansepolcro hanno fatto esperienze nei laboratori della ditta Eurosatellite, per la casa domotizzata e i ragazzi del corso di Meccanica hanno sperimentato il lavoro di torneria nella ditta Vinti di Caltanissetta, hanno visitato la centrale elettrica con solare termico a Priolo e le ditte Amarù di Gela e la Meccanotecnica di Riesi che

costruiscono ed esportano in tutto il mondo attrezzature ad alta precisione. Gli alunni del Liceo durante l’anno hanno frequentato corsi di Scienze, Fisica e Chimica presso le Università siciliane e presso alcuni laboratori del territorio allo scopo di affinare i metodi di indagine scientifica. In questo modo i nostri alunni fanno esperienze dirette nei cantieri, nelle varie industrie e nei laboratori, anche fuori dalla Sicilia, per toccare con mano il mondo del lavoro.

profonde emozioni vissute non saranno mai più dimenticate. Gli studenti del Mottura hanno anche partecipato al progetto Euroscola che ha fatto vivere loro una giornata da Euro parlamentari a Strasburgo. Insieme a 600 studenti, provenienti da 25

paesi europei, hanno pianificato delle proposte di legge usando l’inglese come lingua veicolare. Il confronto con i coetanei europei ha fatto loro comprendere l’importanza della conoscenza dell’inglese per comunicare, risolvere un problema, collaborare e pianificare. L’esperienza li ha messi in condizione di autovalutarsi in merito alle competenze linguistico- comunicative e trasversali.


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ifico t n e i Sc o olta e V c i L o r and s s e l A

Liceo Scientifico:

“Una scelta consapevole” C

ari alunni delle terze medie, è tempo di preiscrizioni alla scuola superiore e probabilmente siete già arcistufi dei consigli e dei dibattiti familiari che spesso accompagnano questa importante scelta, la quale, lungi dall’essere meramente scolastica, è anche una scelta di vita. Certamente è importante riflettere su quali siano le proprie aspirazioni, sulle discipline che ci si troverà ad affrontare e sui reali sbocchi consentiti dal corso di studi prescelto, perché il futuro si costrui-

so, cercando di focalizzare i propri punti di forza e i talenti da valorizzare. E’ importante partecipare agli open day per prendere confidenza con l’ambiente scolastico e ascoltare le esperienze degli alunni frequentanti con un ben dosato mix di distacco e interesse critico, tenendo conto che un leggero smarrimento è normale per un adolescente alle prese con una nuova esperienza. Insomma ora che abbiamo aggiunto la nostra voce alle varie e numerose che in questo periodo vi ronzano

sce gradatamente e, specialmente in questo periodo, la crisi mette a dura prova anche i sognatori più perseveranti. A questo punto dell’anno molti ragazzi hanno già fatto la loro scelta, ma non è troppo tardi per capire se questa è stata fatta con oculatezza. In generale, è normale che la famiglia, come pure gli insegnanti della scuola media, consiglino il ragazzo su quale possa essere il percorso più affine alle sue aspirazioni, ma è importante che la scelta definitiva sia compiuta dal giovane stesso. L’ideale sarebbe capire le proprie inclinazioni e i propri interessi, tenendo sempre come punto di riferimento la personalità e le sue attitudini. Un altro errore da evitare è scegliere la scuola da frequentare basandosi sull’esperienza degli amici o excompagni di classe: al contrario è opportuno nutrire maggiore fiducia in se stessi, nel proprio sesto sen-

nel cervello, vorremmo esprimere la nostra opinione, che si basa sull’esperienza di una scuola navigata, ma che non ha esitato a rinnovarsi

te le strade, rende accessibili tutti i percorsi universitari; pertanto avete ben cinque anni per riflettere “cosa farete da grandi”: avvocato, medico, ingegnere, nutrizionista, biologo, informatico, architetto, economista, interprete, e chi più ne ha, più ne metta. I vostri interessi si evolveranno velocemente proprio come il mondo del lavoro, di cui è necessario assolutamente tenere conto. Perché poi consigliare proprio il liceo scientifico? Perché il futuro è nelle scienze, le professioni più ricercate

Non abbiamo esitato a rinnovarci per andare al passo con i tempi e gli interessi dei nostri studenti culturale umanistico e linguistico; voi direte: ecco lo sapevamo che si

I vantaggi della scelta di un liceo: rende accessibili tutti i percorsi universitari. Apre tutte le strade per andare al passo con i tempi e gli interessi dei suoi studenti: il Liceo Scientifico. Innanzitutto bisogna elencare i vantaggi della scelta di un liceo come scuola superiore: esso è come un trampolino di lancio per l’università, perché apre tut-

s ono quelle relative all’ambito scientifico e del resto, non a caso, il liceo scientifico è l’istituto superiore più gettonato dagli adolescenti. Oltre a questi punti di forza, il liceo scientifico offre un solido bagaglio

studia tanto! Vi rispondiamo che la preparazione acquisita negli anni è superiore ad ogni “raccomandazione” e che, per affrontare la “giun-

Consulta la brochure con il Qr-code

gla”, è necessario essere competitivi ed acquisire una cultura solida e spendibile. Ma c’è di più: quest’anno il nostro istituto si rinnova ulteriormente, sulla base delle richieste dell’utenza: continua per il secondo anno il neonato liceo sportivo, rimane l’indirizzo Internazionale, sia con l’opzione anglocinese, sia con l’attivazione di quella anglo-araba. E ci saranno i seguenti tre indirizzi: se siete patiti dell’informatica vi proponiamo l’ampliamento Informatico, in cui l’informatica viene

aggiunta al piano di studi; se invece siete attratti dal mondo della biologia e delle scienze in generale, vi consigliamo l’ampliamento Biotecnologico, la cui peculiarità è l’insegnamento laboratoriale della chimica, della fisica e delle scienze; se infine siete interessati ad entrambi gli ambiti, l’ampliamento Informatico-biotecnologico è quello che fa per voi. Scegliete bene quindi e in bocca la lupo e vi aspettiamo ai nostri Open day: sabato 7 febbraio dalle 16 alle 19; domenica 8 febbraio dalle 9,30 alle 12,30. Prof.sse Mariella Paruzzo Maria Giulia Palermo


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Il ricordo di Marco Di Maria

neodiplomato della VB, studente in Medicina

La parola

a chi ha appena concluso...

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gni volta che penso al tempo trascorso tra quelle quattro mura del Liceo, dove ho avuto il privilegio di studiare, mi ritornano in mente le parole della mia prof di filosofia durante l’ultima sua lezione nella nostra classe: sembrava di essere in uno di quei film malinconici, dove un “Arrivederci” non suonava più come un “Al prossimo anno”, ma come una sorta di addio ed un augurio per la vita che verrà. Penso e ripenso ancora a questa frase e, lo confesso, ogni volta una lacrima scappa via dai miei occhi. Tuttavia ancora oggi credo proprio che la prof aveva davvero ragione: delle lezioni ricordo soprattutto gli argomenti che mi hanno più colpito, ma non riesco proprio a togliermi dalla mente i professori, i compagni, i collaboratori scolastici e tutti quelli che hanno segnato, più di qualunque altro, la mia vita dentro quell’Istituto. Non posso parlare male di quella che ancora considero la mia scuola, non posso proprio, ogni singolo istante è stato a dir poco superlativo. Forse magari il filtro temporale ha cancellato ogni aspetto negativo del mio trascorso, ma anche i momenti brutti, anche quelli in cui spesso ho criticato il metodo di alcuni o esposto i mille difetti che persistevano, mi hanno insegnato che quegli anni sono serviti a maturare, a pensare liberamente, a divincolarmi dallo spettro dell’ignoranza che tante di quelle volte può discriminarci in una società ormai sempre più concorrenziale. Nutro un affetto profondo per il Liceo Scientifico, un affetto che non potrei spiegare certo con queste poche parole che mi accingo a scrivere, un affetto che oscilla tra la gratitudine e la stima, un sentimento profondo che sconfina certamente nell’amicizia.Eventi ahimè tragici ac-

caduti in quel liceo, come purtroppo la dipartita prematura di due dei miei professori, mi hanno insegnato che nella vita non si può perdere tempo, bisogna inseguire a tutti i costi i nostri sogni, i nostri desideri, le nostre aspettative e mai rimandare. In fondo questo l’ho anche imparato dalle migliaia di ore di lezione svolte in quella classe, ho capito più di ogni altra cosa che si può pretendere il massimo da noi stessi, soprattutto quando ci sono professori e compagni pronti a sostenerci in ogni cosa. Ho capito grazie a loro che si può imparare tanto dalle piccole esperienze di ogni giorno, che le vere lezioni non erano certo quelle

i “non è giusto”, erano i richiami dei professori, erano l’aiutare il compagno più in difficoltà, erano i “per favore prof non mi metta la nota”, erano ogni singolo insegnamento che ci spiegava come vivere la vita. Non voglio essere ipocrita, anche io spesso ho pensato di non vedere l’ora di andarmene, di non poterne più in mezzo tutti quei compiti del pomeriggio e le interrogazioni del giorno dopo, ma ho affrontato ogni singolo giorno, e gli anni, senza che nemmeno me ne accorgessi, sono passati, e lo hanno fatto così velocemente che mi risuona strano dover leggere le parole di una mia ex prof e amica che mi chiede di scrivere

la tachicardia dopo aver corso fuori al cortile durante il test di Cooper di Educazione Fisica. Vorrei, ma non posso, e paradossalmente ne sono felice, perché così posso conservare quei momenti come ricordi indimenticabili della mia vita da liceale.Non mi piace fare il solito discorso sulla preparazione degli insegnanti e sulla qualità delle lezioni, però non posso certo negare che ogni singola persona ha garantito che ognuno di noi potesse ottenere il meglio, gestendo l’insegnamento in maniera senza dubbio ineccepibile. Non credo al discorso del tipo “il professore ce l’ha con me”, perché per esperienza, anche come

Non solo un Liceo Scientifico, ma un Liceo di vita che insegna ad essere libere menti pensanti

di Matematica, di Storia, di Inglese o di Latino, che certo senza dubbio mi hanno fatto crescere intellettualmente, ma erano i saluti dei professori di ogni giorno, erano i sorrisi di loro o dei miei compagni, erano le penne passate “perché la mia è finita”, erano i problemi affrontati assieme, erano

delle righe sul mio trascorso in questo Liceo. Vorrei ancora oggi poter alzarmi alle sette del mattino e ancora assonnato correre a scuola senza entusiasmo, vorrei ancora poter seguire anche le lezioni più noiose, vorrei ancora poter sentire il cuore che batte prima di un compito o peggio sentire

rappresentante di classe, ho visto molti docenti interessarsi attivamente del rendimento di ognuno dei suoi studenti. E’ vero poteva certo capitare che un voto venisse assegnato e contestato, ma la maggior parte delle volte questo è servito a spronarci, a farci riflettere, a risvegliarci da quella dimensione quasi onirica in cui spesso noi adolescenti ci rifugiavamo. Concretamente parlando sono entrato all’età di 14 anni al Liceo, come qua-

si tutti del resto, e durante gli anni ho dovuto affrontare personalmente parecchie difficoltà, come il doppio smembramento di classe, il cambio dei professori, il cambio di metodo di studio, ma tutt’oggi non posso dire di rimpiangere nessuna delle scelte fatte in quegli anni. Ho sempre trovato professori in gamba o comunque capaci di affrontare i problemi di ognuno, ma grazie alle mille esperienze che mi ha offerto il Liceo (come i due stage a Londra, il teatro, i progetti e le diverse Olimpiadi a cui ho preso parte) ho avuto modo di incontrare parecchi professori che vi insegnavano e l’impressione ogni volta è stata a dir poco positivissima. Anche i prof che spesso pretendevano l’impossibile si sono rivelati essenziali per la mia maturazione, ed è grazie a tutti loro, ma anche ai miei compagni, al personale ATA, al Preside e alla segreteria, che io oggi posso dire di essere nella giusta direzione verso il mio futuro e le mie aspirazioni. Vorrei poter dire ancora tanto in merito al mio amatissimo Istituto, ma non basterebbe un libro intero per descrivere le singole esperienze che mi hanno lasciato una traccia indelebile nel mio essere quello che oggi sono. Spero soltanto che in qualche modo anche io abbia lasciato un segno nel ricordo dei miei professori, lo stesso segno che ancora mi fa dire che il “Volta” è stato non solo un Liceo Scientifico, ma un Liceo di Vita. Sono convinto di essere stato per 5 anni interi uno dei molti studenti che hanno avuto e hanno tuttora il privilegio di studiare in una scuola, forse difettosa sotto molti aspetti, ma che non perderà mai l’entusiasmo di insegnare ad essere libere menti pensanti, curiose e attente ai cambiamenti di ogni giorno.

...E a chi ha appena iniziato... di Massimiliano Pinzino - Classe 2 C La scelta dell’istituto superiore per me non era stata poi così travagliata: fin dall’inizio dell’anno ero abbastanza convinto di iscrivermi al Liceo Scientifico. Credevo, e credo tuttora, che il Liceo Scientifico offra molte opportunità per il futuro e che sia la scuola superiore più completa. Inoltre, un ruolo fondamentale per la mia scelta fu svolto dall’orientamento. Ricordo quel giorno come se fosse ieri: mi recai a scuola abbastanza convinto di iscrivermi al Liceo Scientifico, ma prima decisi di esaminare le brochures con le offerte formative delle altre scuole. Andai a prenderne una, ma, appena

allungai la mano, mi ritrovai inchiodato come il peggiore degli assassini, alle prese con un interrogatorio, costretto ad ascoltare l’illustrazione del programma. Con questo trauma alle spalle andai verso l’aula dove i ragazzi dell’istituto A. Volta rispondevano alle richieste d’informazione sui vari indirizzi di studio. Arrivai e si presentarono i professori di quella che sarebbe stata la mia seconda casa. Tutto appariva perfetto, come lo avevo immaginato. Tornato a casa mi iscrissi subito perché l’idea di usare il laboratorio di scienze, di lingue e di informatica mi allettava molto. Il primo giorno di scuola in-

“Sorelle e fratelli” pronti ad aiutarti. Praticamente una gran famiglia contrai subito quelli che sarebbero stati i miei compagni di avventura. All’inizio, però, eravamo tutti un po’ imbarazzati, ma per poco. Fummo riuniti in auditorium per il discorso

di benvenuto del Dirigente Scolastico e poi ci recammo nella nostra aula. I professori si presentarono quasi tutti nell’arco di tre giorni: sembravano tutti simpatici, cari e affettuosi, ma sapevamo tutti che la loro disponibilità doveva essere contraccambiata con il nostro impegno. La prima settimana di scuola volò in fretta e, dopo qualche giorno di conoscenza, compresi meglio come erano i compagni e anche la scuola. Non so

bene come definire quest’istituto, ma è una cosa molto simile a una famiglia. Una famiglia con fratelli e sorelle pronti ad aiutarti e coprirti le spalle: i compagni. Con genitori che possono essere autoritari e giocherelloni, che, se non studi o ti comporti male, ti mettono in punizione, ma che premiano gli sforzi e riconoscono i meriti: i professori.


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Il Liceo Scientifico

diventa Internazionale L

’opzione internazionale (anglo-cinese / anglo-arabo) nasce nell’ambito dell’ampliamento dell’offerta formativa che il Liceo Scientifico “A. Volta” opera da alcuni anni e si caratterizza come approfondimento e potenziamento linguistico con due ore settimanali di lingua cinese o (a partire dall’a.s. 2014/15) arabo e due ore settimanali in più di lingua inglese finalizzata allo studio di una o più materie curriculari in modalità CLIL: 1^ e 2^ anno Art and Design (Disegno e Storia dell’Arte) 3^ e 4^ anno Combined Science (Chimica e Biologia) 5^ anno Physics (Fisica) Alla fine dei tre periodi gli alunni conseguiranno gli esami Cambridge IGSCEs nelle sopraindicate discipline. Il potenziamento dello studio della lingua inglese avverrà anche grazie ad una serie di attività complementari, quali: DRAMA WORKSHOP : attività di drammatizzazione in lingua inglese con una compagnia di attori di madrelingua ; STAGE LINGUSTICO in Inghilterra; GEMELLAGGIO con la scuola Mount Ridley di Melbourne (Australia), i cui studenti verranno ospitati durante le vacanze pasquali 2015. Dal 2013 la scuola è entrata nel circuito delle 25 scuole italiane d’eccellenza che sono centri accreditati Cambridge per il rilascio delle certificazioni IGCSEs ( International General Certificate of Secondary Education). I docenti del nostro Liceo prepareranno gli allievi per il conseguimento della certificazioni in Art and Design , Physics , Science. Il percorso formativo inizia, nei primi due anni, con lo studio della Storia dell’Arte in Inglese e si caratterizza per l’attività di codocenza, arricchita dall’esperienza laboratoriale e dalla pratica di diverse tecniche pittoriche e artistiche (acquerelli, lavorazione della cartapesta e della creta , creazione di murales) oltre che dall’osservazione diretta delle opere d’arte attraverso visite guidate presso musei e siti archeologici. Dall’osservazione e dallo studio diretto delle opere d’arte scaturirà la creazione di percorsi individuali approfonditi in lingua inglese che saranno parte integrante dell’esame Cam-

bridge IGCSE in Art and Design e che gli alunni della seconda classe sosterranno nel mese di maggio 2015. Inoltre le due classi dell’Internazionale faranno da guida artistica ai loro “twins” australiani nel corso della prossima visita degli studenti del Mount Ridley in Sicilia. Superfluo spiegare quanto siano fondamentali oggi sia una conoscenza approfondita della lingua inglese sia il conseguimento delle relative certificazioni: non si tratta semplicemente di studiare l’inglese in misura maggiore, ma di fornire agli allievi le competenze per parlare la lingua viva, per comunicare, così da garantirsi la possibilità di accesso a facoltà universi-

fondamentale per le relazioni di affari con una delle maggiori economie del pianeta; anche i rapporti tra Cina e Italia sono in continua espansione. Le stesse considerazioni varrebbero per la lingua araba, dopo le “primavere” che si sono verificate in vari contesti territoriali. E se ancora non vi basta, riportiamo anche alcune riflessioni del prof. Armando Turturici, ex alunno del Volta, nonché docente incaricato di lingua e cultura cinese presso lo stesso liceo.“Non avrei mai pensato di trovare un’occupazione già durante gli studi universitari. Al secondo anno del mio corso di studi in Lingue e Letterature orientali, presso l’Università Kore di Enna, ho già

tarie, il cui piano di studi propone alcune discipline in inglese. Nel mondo globalizzato in cui viviamo inoltre l’inglese è la lingua per eccellenza, il cui utilizzo disinvolto e corretto costituisce un requisito indispensabile in tutti gli ambiti occupazionali. E se sull’importanza e sulla spendibilità della lingua cinese avete qualche perplessità, vi riportiamo alcune considerazioni di illustri economisti, che definiscono il Cinese “la lingua del mondo globalizzato”: da stime ONU essa risulta la prima lingua da conoscere al mondo, per i suoi risvolti occupazionali, considerandone l’importanza della conoscenza come competenza

ricevuto diverse offerte di lavoro a Caltanissetta; oltre all’insegnamento scolastico e non, di recente molto valorizzato, è alta la richiesta di interpreti linguistici, nei più vari ambiti della vita quotidiana, data la massiccia presenza di popolazione cinese nella provincia nissena. La mia per la lingua cinese è una passione nata al quarto anno del Liceo. Amo il Cinese, perché è una lingua che esiste da più di mille anni e che si è evoluta nel tempo; essa è depositaria di eventi storici. E’ una lingua musicale, perché in essa il canto ha una funzione catartica, di liberazione dell’anima”. Provare per credere!

En plein del “Volta” alla settimana della cultura scientifica di Riccardo Galanti - Classe IV D

O

ttimo piazzamento del liceo scientifico “Volta”, che si è aggiudicato tutti e tre gradini del podio del concorso C’era una volta e ora c’è, indetto dal Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Catania, nell’ambito della XXIV Settimana della Cultura Scientifica, svoltasi alla fine del mese di ottobre. Il concorso, riservato a studenti di scuola secondaria di secondo grado, consisteva nella realizzazione di un video-racconto sull’evoluzione di uno strumento scientifico, fino all’uso (diretto o indiretto) che se ne fa oggi. L’istituto nisseno ha visto la partecipazione delle classi 4ªD, 4ªE e 4ªC, classificatesi rispettivamente al primo, secondo e terzo posto, con i video intitolati Uno sguardo sull’universo, Il tempo che scorre…, Il termometro e la sua evoluzione nel tempo. Il video vincitore Uno sguardo sull’universo è stato realizzato da alcuni studenti della classe 4ªD, che hanno voluto ripercorrere l’evoluzione di una delle più grandi invenzioni di tutti i tempi: il telescopio. Questi gli studenti del gruppo di lavoro: Riccardo Galanti, addetto al montaggio e alla regia, Andrea Amato, autore del video e Giorgio Corsino, Luca Lo Giudice e Pascal Tomasella, interpreti del corto. I ragazzi, guidati dai docenti di Fisica e Scienze, professoresse Fazia, Ferrrara, Lopiano e e Signorino, hanno voluto raccontare “la storia dello strumento che ci permette di studiare un qualcosa di infinito, immenso e misterioso: l’universo”. Viva soddisfazione è stata espressa dal Dirigente V. Parisi e dal gruppo di lavoro, premiato durante l’apposita cerimonia presieduta dal direttore e da alcuni docenti del Dipartimento universitario. La partecipazione ad iniziative simili comporta certamente una significativa e trasversale ricaduta didattica, poiché valorizza le eccellenze e stimola la creatività e l’autonomia degli allievi; anche in termini di orientamento, per far fronte alla cronica emergenza occupazionale, diventa fondamentale motivare le nuove generazioni ad intraprendere percorsi universitari di ambito scientifico. I video sono disponibili nel canale YouTube del Dipartimento dell’Università raggiungibile al link: https://www.youtube. com/channel/UCw8u358NJMqdrkxDiGo1f5w.


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L’intervista

Lorenzo Ornaghi

di Michele Spena

“Emergenza educativa” Istruzione, binomio vincente: pensiero e amore

“E

mergenza educativa” e “amore”, un binomio all’apparenza insormontabile coniugato con sapiente dialettica da Lorenzo Ornaghi, 67 anni, già rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (dal novembre 2002 fino alle dimissioni avvenute il 17 settembre 2012), ex Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Monti (dal 16 novembre 2011, al 28 aprile 2013), che esprime la sua autorevole opinione su numerosi temi legati al mondo dell’educazione. In un numero speciale legato all’istruzione non poteva mancare il punto di vista di un eccellenza del settore della didattica. Osservatore privilegiato e profondo conoscitore del mondo accademico universitario e dell’istruzione, non lascia campo al pessimismo, ma rilancia con convinzione l’amore per lo studio, la consapevolezza profonda del bene umano, della sua bellezza e della sua concreta possibilità, di accettare le sfide poste dalla realtà contemporanea. Solo intrecciando nuovamente il pensiero e l’amore, la ragione e l’umanità, ci si rende testimoni del senso più autentico della vita, per – e insieme con – le giovani generazioni. Come arrivano in un’Università gli allarmi relativi all’emergenza educativa? Esiste secondo lei questa emergenza? Quali sono i segni che la mettono in evidenza? Che esista un’emergenza educativa e che essa si manifesti in modi non solo numerosi e multiformi, ma anche assai pervasivi, è constatazione sempre più diffusa. Lo è tra i genitori e, in particolare, tra chi opera nel

mondo dell’educazione scolastica. Lo è anche nell’opinione pubblica e sugli strumenti di comunicazione, che ormai con grande frequenza registrano alcuni aspetti di una simile emergenza, talvolta amplificando i casi abnormi o più vistosi. Poiché siamo di fronte (o – per essere più precisi – pericolosamente in mezzo) a una vera e propria ‘emergenza’, credo che sia importante capirne i fattori profondi e, pur senza drammatizzare, saperne cogliere anche i più piccoli segnali di allarme. Il ‘problema’ educativo si è rapidamente trasformato in ‘emergenza’ non solo – come accennavo – per la pervasività sociale delle sue conseguenze, ma anche perché è sembrato cogliere di sorpresa una società (se così si può dire, in termini sintetici e forse un po’ troppo generici e deresponsabilizzanti) disattenta o impreparata. Personalmente sono convinto che l’Università debba riflettere senza infingimenti o illusioni sulla sua odierna funzione educativa, e debba vigilare il più possibile prestando ascolto ai tanti segnali di allarme. Anche nelle aule universitarie si riscontra in questi anni una mutata ‘disposizione d’animo’ (non saprei definirla in altro modo) da parte degli studenti. Non si tratta solo del pur innegabile ridimensionamento delle conoscenze, o della debolezza del metodo di studio, acquisiti nel percorso di istruzione media superiore. Ritengo si avverta piuttosto un diffuso, talvolta cosciente e dolorosamente vissuto, smarrimento di motivazioni profonde. Questo rende i

giovani più incerti di fronte alle impegnative scelte legate al curriculum accademico e alla vita professionale, meno capaci di orientarsi in un contesto sociale che, va riconosciuto, si rivela essere sempre più freddo (perché non appassionante) e talvolta ostile, sempre più indeterminabile e, almeno all’apparenza, immodificabile. Quali sono i fattori che spiegano l’emergenza educativa? Perché siamo a questo punto? L’emergenza educativa, proprio in

quanto fenomeno sociale non riducibile semplicemente a una somma di comportamenti individuali, può essere spiegato con una molteplicità di cause e fattori, già a partire dalle conseguenze non previste o inintenzionali delle riforme che tutti gli ordini di istruzione scolastica (e ora universitaria) hanno conosciuto in tempi diversi e con differenti modalità. Ma, tra le molte

nella frammentazione e dispersione delle identità e dei rapporti familiari e intergenerazionali, nella difficoltà delle istituzioni – di pressoché tutte le istituzioni, siano esse politiche o sociali – a rispondere positivamente alle domande e aspettative che, palesemente o in modo implicito perché difficile da formulare, si originano dall’incertezza e dalla frammentazione. Ci troviamo in uno stato di ‘emergenza’, poiché – come richiamavo, di sfuggita, nella precedente risposta – siamo stati disattenti o impreparati, affidando interamente a una realtà esterna – poco importa se questa fosse da identificare con la politica, la società, o, genericamente, gli ‘altri’ – la responsabilità di immaginare e costruire i luoghi e le forme più idonee di educazione. In ognuno di noi è prevalsa una colpevole trascuratezza nei confronti dei giovani, accompagnata dalla crescente superficialità o dal conformismo nella lettura dei «segni dei tempi». Un solo esempio fra i molti possibili: dopo la caduta del muro di Berlino, ci si è convinti (troppo presto) che la storia fosse finita, e che il modello occidentale avesse guadagnato tutto lo spazio della ribalta mondiale. In

me pare che l’emergenza educativa sia esplosa in Italia nel momento in cui si è allentato il rapporto dell’educazione con la cultura. O, forse, nel momento in cui la cultura del nostro Paese – non diversamente da quella della grandissima parte dei Paesi dell’Occidente – è sembrata perdere il suo ‘senso’ costitutivo e tuttora essenziale: ossia il poter e saper essere, in ogni circostanza, al servizio della persona e della collettività. Quanto i mass media contribuiscono a creare il clima di allarme di cui siamo testimoni? Si tratta di un allarme sull’educazione o sulle nuove generazioni in generale? Il ruolo dei mezzi di comunicazione di massa, com’è noto, pesa in modo rilevante sulla ‘costruzione della percezione’ dell’emergenza di cui stiamo discutendo; così come, in generale, pesa sulla nascita, sul rafforzamento e sui piccoli o grandi mutamenti di ogni rappresentazione sociale. Quello, però, che non andrebbe favorito bensì decisamente contrastato, è proprio il tono allarmistico con cui si trasmettono notizie di negligenze, manchevolezze o anche violenze, legate al mondo della scuola e dell’educazione. Il rischio che si sta cor-

cause, una mi sembra richiedere attenzione più delle altre. Ed è la causa che probabilmente dà conto, con maggior precisione, del perché la questione educativa sia un’emergenza di carattere ormai pandemico. Tale causa va soprattutto cercata, a mio parere, nella realtà odierna di incertezza, che ciascuno (e ogni giovane, in particolare) avverte in sé e attorno a sé,

verità, se alcune ideologie sono effettivamente venute meno, ciò è accaduto per loro intrinseco esaurimento e non a seguito di una tangibile superiorità delle alternative. Il pianeta, nel frattempo, ha sperimentato le trasformazioni delle nuove tecnologie, della comunicazione e dei trasporti, aprendosi alla ‘globalizzazione’ (con tutte le sue positive opportunità e, congiuntamente, i suoi pericoli o limiti). In sostanza, a

rendo, infatti, è duplice. Per un verso, si alimentano e si accrescono le paure e i pregiudizi dell’opinione pubblica, senza che i mezzi di comunicazione, di solito, accompagnino o sollecitino una riflessione non banale su tali fatti. Per altro verso, si possono generare effetti perversi di emulazione, quasi che il palcoscenico mediatico, soprattutto nelle percezioni e rappresentazioni dei più giovani, surroghi interamente la

La scuola è la fase decisiva per la formazione della personalità e del cittadino


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L’ex rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, analizza il pianeta istruzione logorato anche dalla crisi di valori

realtà. Di fatto, per i mezzi di comunicazione, i confini tra l’interesse per l’educazione e quello per le nuove generazioni sfumano e talvolta si confondono. Con il risultato che, il più delle volte, ci troviamo davanti a una ‘banalizzazione’ dell’emergenza, anziché alla ricerca delle sue cause e delle risposte più opportune per fronteggiarla. A mio giudizio, invece, proprio perché l’emergenza educativa è un fatto sociale, essa riguarda ognuno e tutti, esige l’attenzione sia dei cittadini sia delle istituzioni. Non si fronteggia adeguatamente una tale emergenza, se non siamo consapevoli della nostra identità come comunità, e se – soprattutto – non disponiamo di un’idea e una visione di

che non vogliono perdere. Qual è oggi il ruolo educativo di un’Università? Quanto riesce a far sperimentare il gusto del pensiero, la passione per la ricerca, la responsabilità della cultura verso il futuro del Paese e dell’umanità? È possibile oggi, attraverso lo studio e la ricerca, far percepire ai giovani l’importanza dell’intelligenza nel costruire il proprio progetto di vita? All’ultimo interrogativo rispondo senza esitazioni: sì. I giovani, anzi, devono ricevere dai meno giovani quell’insegnamento che è forse più durevole di ogni altro: vale a dire, la testimonianza di volere e sapere costruire – per quanto possibile – la propria vita, progettandone

zione, è necessario che la società faccia sentire la sua voce. E la dovrebbe far sentire, ricominciando a far capire che l’educazione della persona è il centro di ogni percorso scolastico. La scuola non è una più o meno lunga pista di decollo verso una professione, ma rappresenta la fase decisiva della maturazione della personalità. E, con essa, della formazione – in senso proprio e per nulla convenzionale o ideologico – del cittadino. Oggi si parla tanto di questione antropologica: in che modo il mutare della concezione dell’uomo influisce sulla questione educazione? Come, nell’attuale contesto culturale, tornare a dare ragioni di senso alla vita delle giovani generazioni?

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AVVISI LEGALI TRIBUNALE DI CALTANISSETTA Espropriazione Immobiliare Procedimento esecutivo n.78/2004 Il delegato alla vendita Avv. Vincenza Caruso rende noto che in data 20/03/2015, alle ore 16,00 presso il proprio studio sito in Mussomeli nell’a P.tta P. Sorce, 5 avrà luogo la vendita senza incanto di: Lotto Unico - Terreno – Uliveto - in Vallelunga Pratameno ( CL ) C/da Salice in catasto al foglio 10, part. la 95 di mq. 1.250,00 e part.la 96 di mq. 1.180,00 Prezzo Base vendita senza incanto .€34.200,00 Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12,00 del giorno prima fissato per la vendita presso lo studio della delegata, in bollo ed in busta chiusa Nel caso in cui la vendita senza incanto non dovesse avere luogo, sempre presso lo studio della delegata, si terrà la vendita con incanto il giorno 27/03/2015 alle ore 16;00 al prezzo base d’asta di €.34.200,00 con offerta minima in aumento di €.1.700,00 Le domande di partecipazione dovranno pervenire presso lo studio della delegata entro le ore 12,00 del giorno prima fissato per la vendita con incanto. Ulteriori informazioni possono essere richiesti presso il nominato delegato e custode giudiziario ed è possibile visionar, l’ordinanza, l’avviso di vendita e la perizia di stima sul sito www.astegiudiziarie.it Mussomeli 09/01/2015 Il delegato Avv. Vincenza Caruso

TRIBUNALE DI CALTANISSETTA Espropriazione Immobiliare - Procedimento esecutivo n.98/2012 Il delegato alla vendita Avv. Vincenza Caruso rende noto che in data 15/04/2015, alle ore 16,00 presso il proprio studio sito in Mussomeli nell’a P.tta P. Sorce, 5 avrà luogo la vendita senza incanto di: Lotto Unico: Appartamento per civile abitazione sito in Riesi Via Santissimo Rosario n. 124 posto al piano terra ed al piano seminterrato, censito al N.C.E.U. al foglio di mappa 34, particella 2540 (terreni), 2539 e 2540 ( fabbricati) categoria A/3, consistenza mq 124 c.ca. Prezzo Base vendita senza incanto .€47.500,00 Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12,00 del giorno prima fissato per la vendita presso lo studio della delegata, in bollo ed in busta chiusa Nel caso in cui la vendita senza incanto non dovesse avere luogo, sempre presso lo studio della delegata, si terrà la vendita con incanto il giorno 22/04/2015 alle ore 16;00 al prezzo base d’asta di €.47.500,00 con offerta minima in aumento di €2 400,00 Le domande di partecipazione dovranno pervenire presso lo studio della delegata entro le ore 12,00 del giorno prima fissato per la vendita con incanto. Ulteriori informazioni possono essere richiesti presso il nominato delegato e custode giudiziario ed è possibile visionar, l’ordinanza, l’avviso di vendita e la perizia di stima sul sito www.astegiudiziarie.it Mussomeli 09/01/2015 Il delegato Avv. Vincenza Caruso

quale vorremmo che fosse la nostra comunità di domani. Che cosa pensa dei giovani che incontra in Università? I giovani, che oggi passano per le aule universitarie, hanno per lo più qualità positive e grandi potenzialità. In misura non dissimile da altre epoche storiche, mi verrebbe da aggiungere. Forse, diversamente da età precedenti e nonostante le prime apparenze, sono costretti a subire un ambiente o un contesto sociale che, come già accennavo, sembra poco propenso a destare emozioni e passioni, a rafforzare desideri e aspettative, a far nascere la voglia di cambiare in meglio ciò che può essere cambiato. La realtà, che i giovani vivono, sembra circondarli senza rispettare i tempi della loro formazione e maturazione; li vuole subito adulti, cioè pronti a entrare nei circuiti del mercato e del consumo senza preoccuparsi troppo di metterli anche in condizione di lavorare e produrre con motivazioni e soddisfazione. Della durezza del contesto sociale i giovani sono consapevoli. E forse tendono ad accettarla o subirla come un dato immodificabile. Qui si apre la forbice, larga e pericolosa perché disorientante, tra la registrazione realistica dell’ambiente in cui i giovani crescono e il loro bisogno (anzi la loro ricerca – onesta e intelligente, anche se troppe volte inquieta perché inappagata) di profonde motivazioni ideali e spirituali. Motivazioni non astratte o soltanto dichiarate, bensì incarnate in persone concrete. I giovani chiedono guide, maestri e testimoni. Ne avvertono la necessità, per poter dare senso e risposte alle proprie aspettative. Con quel coraggio che i giovani hanno e

con il cuore e la ragione il domani. Non si può, come talvolta sembra, solamente ‘lasciarsi’ vivere. L’intelligenza nel costruire la propria vita implica pensiero, metodo e responsabilità. Richiede una visione culturale sempre aperta. L’Università gioca certamente un ruolo cruciale nel trasmettere e far crescere simili orientamenti. E questo ruolo essa deve mantenere anche in circostanze, come le attuali, non sempre favorevoli, sia per la difficoltà del sistema formativo nel suo complesso e dell’‘atmosfera sociale’ di cui abbiamo accennato, sia per le incalzanti riforme che da alcuni anni hanno interessato il mondo universitario. Tali riforme, pur contribuendo a migliorare in alcuni aspetti il percorso formativo, lo hanno reso piuttosto instabile a causa di continui cambiamenti e revisioni. Soprattutto, rischiano di far passare in secondo piano il nesso strettissimo, e oggi sempre più necessario, tra formazione ed educazione. Che cosa dovrebbe fare la società per fare la propria parte sulla questione educazione? Credo di aver già risposto in parte. Sulla questione educazione vi è innanzitutto la responsabilità – ma anche la bellezza di una missione e di un impegno insostituibili – delle famiglie, degli educatori a tutti i livelli scolastici, della persona stessa che viene educata. Non vi è dubbio, peraltro, che in questa nostra fase storica le grandi questioni, e in particolare quelle che condizionano il futuro di un’intera comunità, non possano non essere di interesse della società nel suo complesso, oltre che delle istituzioni politiche. Perché la politica non commetta troppi errori rispetto al tema dell’educa-

Se è corretto ciò che si è fin qui sostenuto, è allora evidente che la questione educativa si colloca al cuore della questione antropologica. Le modalità con cui ciascuno di noi concepisce se stesso e il proprio rapporto con il mondo sono inevitabilmente contrassegnate dal percorso educativo sperimentato. Le tendenze più ampie, che registriamo considerando le dinamiche complessive manifestate dalle generazioni attuali, ci permettono di affermare quanto una deriva relativistica nella comprensione dell’umano e nella sua più autentica promozione stiano rischiando di compromettere il futuro e la felicità di innumerevoli uomini e donne. Abbiamo già fatto cenno a simili pericoli. Per reagire, fornendo nuove «ragioni di senso» ai giovani, occorre inevitabilmente riavvicinare loro – e noi stessi – alla riflessione e alla ricerca della verità sull’uomo. Il che porta a un passo ulteriore. Che cosa, infatti, dà senso alle nostre vite? Che cosa ci motiva a studiare, lavorare, spendere il nostro tempo con le persone care, aiutare il prossimo? Io credo si debba rispondere, senza autocompiacimento ma con semplicità e coraggio: l’amore. Dobbiamo comprendere che solo recuperando la consapevolezza profonda del bene umano, della sua bellezza e della sua concreta possibilità, saremo in grado di accettare le sfide poste dalla realtà contemporanea. Solo intrecciando nuovamente il pensiero e l’amore, la ragione e l’umanità, potremo davvero renderci testimoni del senso più autentico della vita, per – e insieme con – le giovani generazioni.

TRIBUNALE DI CALTANISSETTA PROCEDURA ESECUTIVA IMMOBILIARE N. 36/2012 R.G. Es. ESTRATTO AVVISO DI VENDITA Il professionista delegato Dottore Alessandro Narbone avvisa che in data 22 APRILE 2015 alle ore 16,30 presso il proprio studio sito in Caltanissetta Via C.A. Dalla Chiesa n. 23/I, procederà alla vendita senza incanto, dei seguenti immobili: LOTTO UNO: nuda proprietà di un appartamento di civile abitazione, sito in Caltanissetta P.zza Marconi n. 14, posto ad angolo tra la gradinata A. Manzoni e la P.zza G. Marconi e confinate con Palazzo Guerreri. Si accede all’immobile dallo ingresso unico dalla P.zza Marconi 14, salendo dal vano scala e giunti al primo piano si accede al corridoio. L’immobile è composto da n. tre stanze che si affacciano sulla P.zza Marconi e una che si affaccia sulla scalinata in Via Manzoni, oltre bagno e cucina, esteso complessivamente mq 146,00, di cui 124 mq superficie vani principali e accessori diretti e 22mq superficie delle pertinenze esclusive. Infine si accede da una scala interna al sottotetto. Identificato al Catasto Fabbricati di Caltanissetta al foglio 301, particella 1 sub 7, cat. A/3, classe 3, vani 7, r.c. Euro 397,67. Prezzo base: euro 32.740,50. Domande di partecipazione in bollo entro le ore 12,30 del giorno precedente la data fissata per la vendita presso lo studio del professionista delegato, Dott. Alessandro Narbone. Cauzione non inferiore al decimo del prezzo offerto mediante assegni circolari non trasferibili intestati a “Dott. Alessandro Narbone n.q. Procedura esecutiva n. 36/12 R.G. Es.”. Versamento residuo prezzo entro 60 giorni da aggiudicazione. Eventuale vendita con incanto si terrà in data 29 APRILE 2015 alle ore 16:30, al prezzo base sopra indicato con offerte in aumento non inferiori a euro 1.000,00. Domande di partecipazione in bollo da depositare entro le ore 12:30 del giorno precedente la vendita con assegni circolari non trasferibili di importo pari al 10% del prezzo base a titolo di cauzione. Versamento saldo prezzo entro giorni sessanta dall’incanto, salvo aumento di quinto a norma dell’art. 584 c.p.c. Bando integrale, ordinanza di vendita e relazione di stima degli immobili consultabili sul sito www.astegiudiziarie.it. Per ogni ulteriore informazione rivolgersi presso lo studio del professionista delegato, Dott. Alessandro Narbone, tel. 0934-1900511; 335-8384191 – nei giorni di Martedì e Giovedì dalle ore 17,00 alle ore 19,30, previo appuntamento telefonico. Caltanissetta lì, 12/01/2015 Dott. Alessandro Narbone


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Fatti & POST SCRIPTUM di Filippo Falcone

Nuove generazioni di studenti italiani L o vediamo ogni giorno da quello che ci “passa” un’informazione, seppur spesso non libera: un’immagine sempre più netta di una classe politica, quella italiana, che continua a trastullarsi dentro i suoi palazzi d’avorio, in dibattiti lunari, di fronte ad una società che, allo stato attuale, rischia letteralmente di scoppiarci in mano. Non

accenna sopra, non può che ripercuotersi sul nostro stesso sentire nazionale. Primi segnali negativi al riguardo, abbiamo già avuto nel corso del centocinquantenario dell’unità nazionale, nel 2011, (rispetto al cinquantenario, nel 1911, sotto il governo Giolitti e al centenario, nell’Italia del boom economico, nel 1961). Nel corso dei festeggiamenti

vogliono comprendere, questi nostri “statisti”, che bisogna riavviare, senza più perdere tempo, il motore verso una società dove il lavoro diventi davvero, e non solo a parole, il nodo centrale della questione. Dove venga ridotta, con concretezza, la forbice ormai troppo larga delle diseguaglianze e ingiustizie sociali e si ridia una prospettiva di futuro, soprattutto

dei 150 anni di unità nazionale si è dovuta registrare - nonostante l’enfasi che ha voluto dare all’evento la televisione di stato - un diffuso disinteresse politico e storico, sia a livello didattico che civile, a partire proprio dalle scuole. Parliamoci chiaramente: quanti dei nostri studenti, medi e superiori,

A rischio i concetti di memoria e identità nazionale

alle giovani generazioni; quelle che oggi stanno frequentando le varie scuole di ogni ordine e grado. La necessità di rimettere in moto il nostro sistema socio-economico è ormai un’urgenza, perché quello che oggi sta di fronte ai nostri giovani, ben che vada, è un futuro di precarietà: niente lavoro sicuro, niente sicurezza sociale, niente sogni per cui lottare. Di fronte a tutto ciò la citata classe politica non vuol capire che, su questa strada, la crisi da economica e sociale, non può che trasformarsi, nel nostro paese, anche in crisi di democratica e di perdita di rispetto delle istituzioni e della memoria collettiva. Le sempre più ampie sacche di disaffezione ed astensionismo dal voto la dicono assai lunga in merito. Il cambiamento è dunque non più rinviabile e non può che ripartire dai settori della conoscenza: dalla scuola, all’università, al mondo della ricerca (comparti che vivono oggi in Italia una condizione di drammatica precarietà per migliaia di lavoratrici e lavoratori). Questo stato di cose a cui si

oggi, rispetto alla nostra storia risorgimentale, sarebbero in grado di collocare cronologicamente i fatti delle guerre di indipendenza, del movimento carbonaro, della cessione di Nizza e Savoia alla Francia, della guerra di Crimea e così via sino alla spedizione dei mille o, ancora, di delineare sufficientemente le figure principali di quella fase storica come Garibaldi, Mazzini, Cavuor, Vittorio Emanuele II, Gioberti, Pisacane, Orsini ecc. Credo pochi. Non è certo questa la sede giusta per abbozzare un resoconto storiografico delle ragioni di questa eclissi su una parte così importante della nostra storia, quale fu quella risorgimentale, ma certo è che a ciò ha molto contribuito, sul piano pedagogico, oltre alla sconquasso - a modesto parere di chi scrive, che lavora nel mondo della scuola pubblica - dei programmi didattici (sempre più compressi, generici e privi di individuazione di priorità e argomenti veramente importanti della nostra storia patria), anche l’abolizione di quella che una volta si chiamava Educazione civica, per proseguire alla spesso giustificata demoti-

vazione di molti docenti, per tutta una serie di trattamenti che lo stato gli riserva (rispetto agli standars degli altri paesi europei), sino a concludere, a livello universitario, all’assoluta schizofrenia del mondo accademico italiano d’oggi. In quest’ultimo ambito, ad esempio, da un lato si pone il blocco delle iscrizioni alle università con test d’ingresso (spesso solo ingranaggi di semplice e superficiale “esamizzazione”), dall’altro vi è un’inflazionamento dei titoli accademici “telematici”, dei corsi di laurea inverosimili e di tutta una serie di marchingegni burocratici di crediti, mini lauree, specialistiche (e chi più ne ha più ne metta), che hanno letteralmente contribuito, in molti casi, a far perdere di vista il valore vero e qualitativo dei nostri atenei. Ma, per tornare ai nostri valori di unità nazionale, voltandoci indietro solo di qualche decennio, ce stato un tempo nel quale una delle poche parti della nostra storia a cui veniva data importante priorità era proprio quella pre e post risorgimentale. Seppur, di fronte ad una certa patina di retorica, di nazionalismo, di alone mitico, tuttavia, quella parte di storia ci faceva essere fieri di appartenere all’italico suolo, al fregio del tricolore, all’inno - non certo bellissimo - di Goffredo Mameli. Ed ancora alla storia di quei personaggi, cui sopra accennavo, le cui vite, lette nei nostri vecchi e indimenticabili sussidiari, - seppur nelle loro contraddizioni - ci inducevano ad una sincera ammirazione e ad un profondo rispetto. Il messaggio che ci perveniva dallo studio di quelle pagine era quello dei valori fondanti che quegli uomini ave-

vano dato alla creazione della nostra identità nazionale. Il loro esempio arrivava persino a fornici una certa dose di civismo etico. Le loro statue, i loro busti, le loro lapidi nei nostri paesi e città, a solo guardarli incutevano un certo timore ed un profondo rispetto referenziale, da scoraggiare persino il più malintenzionato pittore naif o graffitaro ante litteram al pensiero di imbrattarli o danneggiarli. Si trattava, senza che noi stessi ce ne rendessimo conto, semplicemente di “amor di Patrio”. Oggi questo, nel nostro paese, sta venendo sempre più a mancare e la maggior responsabilità di ciò non può che essere attribuita ad una scellerata ed autoreferenziale classe politica, ormai completamente staccata dal mondo reale e non certo di buon esempio

gici in cui ci si riappropri dei concetti, ahimè traballanti, di “patria”, “nazione, “stato”, oggi sfuggenti e schiacciati da indifferenza e disaffezione generale. Non si può pretendere che questi nobili principi possano essere mischiati a risonanze ambigue e oscure di scandali, malaffare, mazzette a cui gran parte della nostra classe politica - che istituzionalmente li dovrebbe nobilmente rappresentare - oggi ci ha abituati. Tutto ciò non può che essere in completa antitesi, anche simbolicamente, - per rimanere alla pagine risorgimentali della nostra storia - con quei giovani che invece videro quel loro impegno politico e di militanza come una vera e propria missione laica; una missione di cui si sentivano investiti nella loro stessa scelta di vita, spinta sino all’estrema

Occorre un ripensamento di un’entità Paese in termini politico-culturali ed antropologici in cui ci si riappropri dei concetti di “patria”, “nazione, “stato”, oggi sfuggenti e schiacciati da indifferenza e disaffezione generale sui temi dell’etica e della morale. Se è vero che l’italiano, in genere, tende a non prendere quasi mai posizione è pur vero che ormai nessuno di noi cittadini condivide più il modus operandi di una classe dirigente il cui interesse primario non è il bene collettivo, ma solo il perpetuare se stessa. E, se non ci sono valori condivisi, non ci può essere storia condivisa, né tanto meno memoria collettiva condivisa. Solo questi elementi ci possono riportare ad un ripensamento di un’entità Paese in termini politico-culturali ed antropolo-

conseguenza del martirio personale. Certo, non si chiede alla classe politica d’oggi siffatte scelte estreme, ma se chi governa i nostri processi sociali, economici, formativi, non comprende che se a questo gigantesco caos nel quale è caduto ormai da tempo il nostro paese, non si mette mano in maniera urgente, anche con il piccolo esempio personale, dando vita ad una vera ri-pianificazione democratica, la dimensione pubblica non potrà che affievolirsi sempre più… fino al rischio reale di spegnersi del tutto.


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nico c e T to le e Istitu merciae tri Comr Geom i pe isard

p a R o i Mar

Le nuove sfide del Rapisardi

Sede di Viale Regina Margherita

Scelte consapevoli in realtà dinamiche

L

’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Mario Rapisardi” di Caltanissetta è una delle più consolidate e prestigiose scuole superiori della provincia nissena e vanta una tradizione culturale e professionale di grande rilievo. Le sue origini risalgono al 1905, dove nei locali dell’ex convento di San Francesco, sito nella centro storico della città, iniziava l’attività del Regio Istituto Tecnico. L’istituto si articolava in varie sezioni: Amministrativo, Commerciale, Agrimensura, Fisico, Matematica ed era frequentato da 87 alunni provenienti da diverse parti della Sicilia. Nel tempo l’istituto ha subito varie trasformazioni e soltanto nel 1961, con il DPR n.1222 del 30 settembre 1961 venivano rinnovati i programmi degli istituti tecnici. L’Istituto Tecnico è stato sempre per il nostro territorio un punto di riferimento, poichè ha saputo, nella sua offerta formativa, coniugare tradizione e innovazione, recependo i cambiamenti culturali sociali ed economici socio-economiche in un quadro progettuale coerente ed unitario, cementato dai valori del rispetto della dignità della persona, della legalità, della libertà e della responsabilità. Oggi, più che mai, è necessario fornire ai discenti che frequentano la scuola superiore sia il know- how (contenuti, abilità e competenze) necessario per divenire cittadini con-

Sede di Via Filippo Turati

sapevoli di una società a dimensione ormai europea e ad un mercato del lavoro sempre più esigente, ma anche quei valori imprenscibdibili che stanno alla base di una società civile e democratica. Il nostro Istituto, con la varietà di indirizzi che propone è oggi in grado di dare delle risposte concrete alle sfide che la nostra società, in continua trasformazione, pone ed

formazione affettiva e sociale attraverso la partecipazione alla vita scolastica, la maturazione del senso di responsabilità individuale e collettiva;.formazione intellettuale attraverso attraverso il potenziamento della la padronanza degli strumenti conoscitivi e culturali, favorendo lo spirito critico e la circolazione delle idee. La nostra scuola, nell’assumere questi compiti, ritiene necessario conse-

6 indirizzi di studio: il risultato di un lungo processo iniziato nel lontano1905

impone spingendo verso traguardi sempre più complessi e competitivi. Noi Docenti, orgogliosi di essere tali, al servizio delle nuove generazioni, ci siamo sempre impegnati e adoperati per promuovere la formazione umana dello studente con riguardo all’unitarietà della persona: e dunque

guire questi obiettivi formativi generali, alcuni dei quali comuni per tutti gli alunni, altri specifici in relazione all’età e all’indirizzo di studio prescelto. In atto, l’Istituto M. Rapisardi fornisce una valida preparazione, sia per accedere al mondo del lavoro

A scuola col “Tablet” Nell’ambito del progetto “A scuola col Tablet”, finanziato dalla Comunità Europea, il 12 e il 14 gennaio, presso l’aula Magna dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “M. Rapisardi”, sono stati consegnati a tutti gli studenti delle classi prime dei tablet iPad in comodato d’uso gratuito. Nel rivolgersi ai genitori degli studenti intervenuti per la firma del contratto di comodato, il dirigente scolastico, Dott.ssa Santa Iacuzzo, ha sottolineato che l’obiettivo del progetto è il miglioramento dei contesti e dei processi di apprendimento attraverso il potenziamento delle competenze digitali degli studenti, nonché di quelle relative alla comprensione e produzione di testi

che per la prosecuzione degli studi universitari. I sei indirizzi di studio sono caratterizzati da discipline che forniscono competenze e saperi ritenuti fondamentali nella odierna realtà e tendono a formare figure professionali in grado di lavorare in ambienti che richiedono specifiche conoscenze ed abilità tecniche che si esprimono in diversi ambiti: giuridico - economico, marketing, pub-

L’istituto garantirà l’utilizzo sicuro di Internet attraverso un sistema di protezione di vario tipo. Gli studenti avranno la possibilità di utilizzare il tablet Ipad per attività di apprendimento - sia a scuola che a casa. In ambito scolastico, i docenti integreranno gli strumenti e i materiali didattici tra-

dizionali con le applicazioni, i contenuti e i servizi fruibili in locale ed in rete. La scuola, inoltre, garantirà l’utilizzo sicuro di Internet attraverso un adeguato sistema di protezione per la navigazione che si avvale di strumenti quali filtri, blacklist e blocco di categorie di siti che impediscono l’accesso a contenuti non adatti ai minori. A casa, il buon uso dei tablet iPad e della rete Internet, è affidato alla cura delle famiglie, che dovranno collaborare con la scuola per un uso responsabile e corretto del bene loro affidato.

blicità e finanza, progettazioni edili, tutela del territorio, informatica e telecomunicazioni, turismo, lingue straniere. Tale gamma di indirizzi si concretizza, per i giovani, nella possibilità di scelta, consapevole e responsabile, attraverso un curato e sistematico orientamento che i Docenti predispongono ogni anno al fine di far cogliere e comprendere a ciascun alunno le sue inclinazioni rispondenti alle esigenze di una società in continua e rapida evoluzione. I sei indirizzi che caratterizzano il

nostro Istituto altro non sono che il risultato di un lungo ed elaborato processo evolutivo iniziato nel lontano 1905. Nel dettaglio sono costituiti: 1) Amministrazione, finanza e marketing: tale indirizzo fornisce competenze non solo nell’ambito economico – giuridico e fiscale, ma anche nell’ambito dei processi di marketing, integrati da competenze informatiche e linguistiche, dei prodotti assicurativi e finanziari. 2) Sistemi informativi aziendali: tale indirizzo fornisce competenze nell’ambito della gestione economica e informatica delle imprese, attraverso l’elaborazione dei documenti contabili, predisponendo bilanci, rendiconti e adempimenti fiscali, il tutto attraverso l’uso di software specifici. 3) Turismo: l’indirizzo fornisce competenze nell’ambito della gestione delle aziende turistiche attraverso la conoscenza della cultura storica, geografica e artistica del territorio e lo studio delle lingue straniere ( oltre all’inglese, il francese e lo spagnolo). 4) Costruzione, ambiente e territorio: l’indirizzo fornisce competenze nei campi della tutela ambientale e delle energie rinnovali, della progettazione e realizzazione di edifici ecocompatibili, del rilievo e rappresentazione del territorio, della sicurezza nei cantieri e luoghi di lavoro. 5) Informatica e telecomunicazioni: l’indirizzo in oggetto fornisce competenze nell’ambito dei sistemi


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Due plessi: le famiglie hanno facoltà di scelta secondo le proprie esigenze legate al territorio informatici, elaborazione dell’informazione, applicazioni e tecnologie web, reti e apparati di trasmissioni di dati, all’interno di aziende High Tech, nel campo della telefonia mobile e nella elaborazione e trasmissione di dati multimediali e satellitari. 6) Servizi Commerciali: l’indirizzo fornisce competenze professionali e operative nell’ambito della gestione e amministrazione delle aziende commerciali con specifiche finalità riguardanti la promozione delle vendite, dell’immagine, delle diverse strategie di comunicazione, compresi quelle pubblicitarie. Questi indirizzi sono attualmente dislocati nelle sedi di Viale Regina Margherita e Via Filippo Turati. Questi plessi rispondono anche alle diverse esigenze delle famiglie, con facoltà di scelta secondo le proprie esigenze legate al territorio. Le due strutture sono corredate di numerosi laboratori multimediali, palestre, biblioteche, laboratori di fisica, di chimica, aule da disegno, proprio per garantire un approccio allo studio laboratoriale e tecnologico. Prof. Calogero Adamo

DIPLOMA CAT. Costruzioni, ambiente e territorio

La professione per un futuro tutto da costruire I

l Geometra ha una storia millenaria, radicata nel tessuto sociale, dove ha operato e opera quotidianamente: una professione antica e comunque al passo con i tempi. Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT) sostituisce il tradizionale indirizzo geometri ma le tappe professionali rimangono le stesse: i diplomati, dopo un periodo di tirocinio, possono iscriversi all’Albo dei Geometri superando il relativo esame. La professione di Geometra viene regolata dal R.D. n. 274/1929: “Regolamento per la professione di Geometra”, che istituisce i Collegi Provinciali. L’attività professionale rientra nell’ambito “ordinistico”, ha ha un valore pubblicistico e deve fare propri i principi etici e sociali nell’espletare l’incarico e soddisfare le richieste del committente nel rispetto delle norme tecniche, giuridiche e comportamentali. Il Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Caltanissetta è l’Ente professionale al quale deve essere obbligatoriamente iscritto chi, dopo aver sostenuto l’Esame di Abilitazione, intende svolgere la libera professione di geometra: il perito in Costruzioni, Ambiente

e Territorio assume il titolo di Geometra quando si iscrive

all’Albo. Naturalmente il diploma consente l’iscrizione all’Università. La rapida e continua evoluzione della società influenza tutti i settori della produzione e anche quest’ambito professionale richiede competenze sempre più specifiche per misurarsi con realtà competitive e complesse: il profilo del corso di studi si caratterizza per la cultura tecnico-scientifica e tecnologica delle discipline contraddistinte da una costante innovazione dei processi, delle metodologie di progettazione e

organizzazione, dei prodotti e dei servizi. Il diplomato CAT si colloca in questo contesto con elevate conoscenze e competenze nei campi: • del risanamento strutturale e architettonico di edifici esistenti; • della salvaguardia paesaggistica e del

territorio; • del contenimento dei consumi energetici; • dell’impiego delle fonti energetiche alternative; • della sicurezza e gestione dei cantieri edili; • della progettazione informatica CAD;

Studiare le lingue al Rapisardi

Consulta la brochure con il Qr-code

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Le lingue straniere sono - da circa trenta anni - il fiore all’occhiello dell’istituto Rapisardi, sin dai tempi in cui era l’unico istituto in città in cui si studiavano tre lingue comunitarie. In accordo a questa sua particolare “vocazione europea”, la scuola negli anni si è dotata di tre laboratori linguistici affinchè tutte le classi potessero svolgere almeno una lezione a settimana in queste aule speciali dotate di software per il riconoscimento vocale, TV satellitare, cuffie e microfoni.

I dieci docenti di lingue straniere dell’istituto, sempre attenti alle nuove metodologie, accompagnano gli studenti nei corsi di lingue all’estero e negli stage lavorativi; organizzano ogni anno corsi per il conseguimento di certificazioni esterne, rivolti non solo agli studenti, ma anche agli adulti che vogliono rispolverare le proprie competenze linguistiche. Dall’anno scorso, inoltre, l’istituto organizza un corso annuale di lingua cinese che riscuote sempre un grosso successo.

• del rilievo del territorio con tecnologie e sistemi informatici avanzati. Questi scenari operativi hanno notevolmente allargato gli ambiti professionali del Geometra, offrendo ai ragazzi ampie opportunità di ingresso nel mondo del lavoro: stare al passo con le nuove tecniche costruttive e con le nuove soluzioni per gli impianti, saper utilizzare tutto ciò che l’informatica mette a disposizione, essere consapevoli degli aspetti economici e normativi e operare per il rispetto dell’ambiente e delle risorse: queste le sfide del nuovo corso di studi. Numerose le attività in cui studenti dell’indirizzi CAT del Rapisardi hanno raggiunto eccellenti risultati in ambito nazionale e internazionale: concorsi di progettazione Progetta una casa in legno per ARCA, CAD Olympics, I futuri geometri progettano l’accessibilità, Sicurezza e legalità sul lavoro nei cantieri edili, Gara nazionale CAT ecc.


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Adolescenti & web

Cyberbullismo e pericoli della rete

L’impegno della Polizia di Stato

di Salvatore Falzone

Ispettore superiore della Polizia di Stato

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l terrore corre sul filo e questa volta non è semplicemente il telefono, ma si aggiunge internet ed i pericoli connessi al web e agli smartphone, senza dimenticare i tablet. Un effluvio, spesso inarrestabile di parole, foto (e.. che foto), che si diffondono e spesso travolgono i destinatari, traditi dagli agguati dei mittenti, dalla cattiveria di chi li circonda. Nel corso del 2014 alla Polizia postale sono stati segnalati 300 nuovi casi di cyberbullismo; 30 minorenni sono stati denunciati per aver diffuso immagini pedopornografiche sul web e 428 persone sono state denunciate, di cui 38 arrestate, per aver cercato e scambiato immagini di abusi sessuali su minori. La specialità della Polizia di Stato, nel corso del 2014, ha monitorato 18.774 siti web, oscurandone 1.745 poiché contenevano immagini e/o filmati pedopornografici. Le denunce delle vittime di cyberbullismo sono raddoppiate rispetto al 2013, a dimostrazione che sta crescendo la consapevolezza intorno ai reati informatici. I freddi numeri non rendono contezza di un fenomeno preoccupante e dilagante. Un sondaggio svolto nel 2014 dalla So-

La Questura di Caltanissetta ha svolto un tour informativo nelle scuole della provincia cietà Italiana di Pediatria, su un campione di 2107 adolescenti, ha rilevato che l’81% di essi si collega sul web appena sveglio; all’87% degli adolescenti internet piace perché si può stare in

contatto con gli amici, per il 60% è irrinunciabile, per il 12% è il primo pensiero la mattina appena svegli e l’ultimo la sera prima di andare a letto, il 57% chatta la sera dopo cena e il 40% continua a farlo fino a tardi, con le conseguenze negative che ciò comporta nelle prestazioni scolastiche. Nel 2008 gli adolescenti che navigavano in rete erano il 42%, nel 2012 il 65% e nel 2014 il 93%. Analogo sondaggio svolto dalla Questura di Caltanissetta, su un campio-

genitori esercitano minor controllo. Nel momento in cui gli adolescenti si affacciano al mondo di internet, non acquisiscono semplicemente una via d’accesso a nuove informazioni e relazioni: il flusso che subiscono è bidirezionale. Si espongono, infatti, a una pratica di scambio non banale, che necessariamente comporta dei rischi. La vera sicurezza non sta però nell’evitare le situazioni potenzialmente problematiche, quando nell’acquisire gli strumenti necessari per gestirle.

nella nostra provincia, per volere del Questore Filippo Nicastro, con il progetto “Cyberbullismo, cyberstalking e pericoli del web!”, negli ultimi anni ha intrapreso un percorso formativo e divulgativo rivolto alle scuole primarie e secondarie, di primo e secondo grado, tendente a fornire ai

L’INIZIATIVA

Realizzato dalla Questura un libretto divulgativo finanziato dal Comune di Caltanissetta

C

on l’inizio dell’anno scolastico 2014/2015 la questura di Caltanissetta ha pubblicato un libretto divulgativo, curato dall’Ispettore superiore Salvatore Falzone dell’Ufficio Stampa, destinato ai ragazzi delle scuole secondarie, inerente le tematiche del bullismo, del cyber bullismo e dei pericoli della rete (cyber stalking, furti d’identità, sexting, grooming, pedopornografia), finanziato dall’Amministrazione Comunale e dall’Edizioni Lussografica di Caltanissetta, che, già in parte, è stato distribuito a circa 1200 studenti.

ne ridotto di adolescenti della Scuola media Filippo Puglisi di Serradifalco, conferma tale trend. Anche nella nostra provincia i nativi digitali che navigano in rete superano il 90% e, in linea con i dati SIP, il loro 84% lo fa attraverso smartphone e tablet e solo il 49% attraverso il PC di casa, alla luce di tale dato può facilmente osservarsi la trasmigrazione in atto dei giovani dal “vecchio” PC di casa agli strumenti più a loro prossimi (smartphone e tablet) e verso i quali i

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Sul mercato sono oggi a disposizione prodotti che promettono di proteggere i ragazzi da aggressioni e frodi controllando le loro attività online (pensiamo ad esempio ai c.d. parental control); spesso però la vera minaccia, oltre che di potenziali malintenzionati, è rappresentata da loro stessi, che possono adottare comportamenti rischiosi o compromettenti quando si trovano online. La Polizia di Stato, in ambito nazionale con il progetto “Una vita da social”, e

ragazzi una conoscenza etica e un minimo di nozioni tecniche. Dallo scorso anno, in particolare, si sta svolgendo un vero e proprio tour, da parte dei poliziotti della Questura di Caltanissetta e dei commissariati di Gela e Niscemi, che sta portando, tra centinaia di studenti, genitori e docenti, la discussione sulle tematiche del bulli-

smo, del cyber bullismo e dei pericoli della rete (cyber stalking, furti d’identità, sexting, grooming, pedopornografia, ecc.). I c.d. nativi digitali, necessitano di un’educazione digitale adeguata; poiché essere nati nell’era del digitale e possedere una certa familiarità con la rete non significa avere una competenza nell’uso della rete! Tant’è che nel quadro di riferimento delle “indicazioni nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione” tra le otto competenze-chiave per l’apprendimento permanente, definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, è precisata anche quella digitale che “consiste nel saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione”. Dagli incontri effettuati dalla Polizia di Stato fino al mese di dicembre 2014 è emerso un dato di fatto incontrovertibile: i ragazzi di oggi sono interessati all’uso immediato dello strumento tecnologico (smartphone, tablet, PC), ma nella stragrande maggioranza dei casi, non conoscono e non sono interessati a conoscere le regole minime di sicurezza e quelle comportamentali da adottare in rete. Tutto ciò che fanno online, secondo la loro percezione, non ha valenza nella vita reale! Le conseguenze di tali comportamen-


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ti sono indicate nei risultati del sondaggio svolto dalla Società Italiana di Pediatria: il 31% dei tredicenni (35% delle femmine) dichiara di aver subito (una o più volte) atti di cyber bullismo, il 56% di avere amici che lo hanno subito. Ovviamente gli adolescenti più a rischio sono gli assidui frequentatori dei social network. I giovani si espongono poiché tendono a presentare online un sé desiderabile e scintillante. Howard Gardner, professore di scienze cognitive presso la Harvard University, nel suo ultimo libro “Generazione App” edito da Feltrinelli, sostiene che “l’asincronia e l’anonimato permettono di assemblare presentazioni di sé strategiche, decidendo quali informazioni accentuare e mettere in

dere a una gran quantità di materiale pornografico disponibile in rete, con il rischio di subire una distorta percezione emotiva che può indurli a ritenere la pornografia come principale modello di relazione nel rapporto uomo-donna. Nel corso degli incontri svolti dalla Polizia di Stato sono stati forniti ai ragazzi consigli su come gestire il cyber bullismo e come prevenirlo. I ragazzi così formati sono stati invitati a presentare gli argomenti di cui si è discusso in classe ai genitori e ad altri adulti di riferimento, ciò nell’intento di creare una sorta di circolo virtuoso che possa diffondere nelle scuole e famiglie una maggiore coscienza su queste tematiche. I ragazzi sono, inoltre, stati invitati ad

SMS 43002

Come denunciare i soprusi

A

ttivato anche a Caltanissetta il servizio gratuito SMS 43002 contro lo spaccio di sostanze stupefacenti e il bullismo nelle scuole. “I cittadini e i ragazzi possono rivolgersi alle Forze di Polizia per segnalare fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti e di bullismo che vedono coinvolti come vittime o autori gli studenti nelle scuole”, spiega il Vice Questore Aggiunto Alessandro Milazzo, Capo di Gabinetto della Questura, “la segnalazione inviata con l’SMS arriverà direttamente agli agenti della sala operativa della Questura che provvederanno a smistare le segnalazioni alle pattuglie della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri impiegate nei servizi di controllo del territorio. Chi invierà le segnalazioni, anche minori, sarà protetto dalla massima riservatezza, nei limiti della vigente normativa”. Milazzo aggiunge “si può denunciare anche online attraverso il sito www.commissariatodips.it, in questo caso sarà necessario registrarsi e seguire le indicazioni del portale”. luce (quelle positive) e quali minimizzare o eliminare del tutto (quelle negative)”. Tale atteggiamento, molto comune tra gli adolescenti, evidenzia la preoccupazione che essi hanno del giudizio degli altri e la necessità di piacere ed essere accettati dal gruppo ad ogni costo. Ovviamente nel caso di mancata accetta-

attuare strategie di Peer Education, che utilizzano il rapporto educazione/influenza reciproca tra pari, in modo da contagiarsi le buone pratiche, formando ed informando gli amici che vivono accanto. La stretta collaborazione tra le agenzie educative primarie, famiglia e scuola, e la Polizia di Stato tende a promuove-

zione ed esclusione da esso, subiscono discriminazioni che nei soggetti più fragili e introversi provocano angoscia e sofferenza. Altro aspetto è quello relativo alla facilità che hanno oggi i giovani di acce-

re e compiere, anche nel campo della difesa dei minori esposti ai potenziali pericoli della rete, il concetto di sicurezza partecipata del quale una società sana e consapevole non può fare a meno.

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ico s s a l C Liceo ritario Pa osi” n g i oM r t e i P “

L’audacia di proporre sempre di più:

“C’è posto per ciascuno, con la sua vita faticosa” I l sottotitolo, ispirato dalle parole di Papa Francesco, intende connotare i nostri allievi, che ben rispondono all’etimologia del lemma “protagonista”, pur con tutte le prove che la vita riserva. “Protagonista”, infatti, deriva dal greco protos (primo) e agonistès (lottatore, attore); i nostri alunni sono i principali personaggi di un romanzo-verità didattico-educativo, a volte drammatico, a volte ironico, a volte giallo o giallo-rosa; hanno sempre ruoli di primo piano nella trama scolastica quotidiana, non sono un numero sono sempre chiamati per nome, entità Persone. C’è un effetto trasparenza nel nostro Liceo; caratteri e risultati sono diversi, ma nessuno, anche tra gli ex, viene identificato con l’acronimo «neet», che sottolinea un mancato impegno in attività lavorative, un non inserimento in un percorso scolastico e/o formativo. Proprio per questa poliedricità molti completano il loro percorso quinquennale brillantemente, ottenendo all’Esame di Stato una valutazione di 100/100, oppure, unici in tutta Caltanissetta – com’è accaduto nel passato anno scolastico all’alunno Andrea Miccichè ed in anni precedenti ad altri meritevoli allievi – l’autorizzazione a fregiarsi del titolo di “Alfiere del lavoro, da parte del Presidente della Repubblica, per il loro 100 e lode. Altri continuano a lottare, con maggiore o minore dinamismo, a volte arrendendosi temporaneamente, a volte spendendo i talenti in uniformità, per acquisire le competenze fondamentali nelle discipline che strutturano la dinamica di un liceo classico aperto, paritario,

che svolge un pubblico servizio. Mi si potrebbe obiettare che questa è la norma di ogni istituzione scolastica, ma ritengo che la connotazione specifica dei nostri alunni, i loro tratti distintivi peculiari siano legati alla loro abilità di duplice valenza, nello studio e nelle attività di tipo artistico o sociocollaborativo: progettano e condividono la costruzione di un singolarissimo presepe; allietano le stanche e solitarie ore degli anziani ospiti della fondazione “Mazzone” o del “Gurrera”; si cimentano in performance di clowneria, con tanto di preparazione

giuste analisi, la carica energica e il tempo della riflessione traspaiono negli incontri con i ragazzi ospiti dell’Istituto Penale Minorile, in quelli con i Pakistani, nelle partite di calcio che giocano con loro, nelle merende che condividono nelle giornate dedicate all’ “I Care”, che sono parte integrante del Piano dell’Offerta Formativa, come il progetto CIVITAS – Cittadini Vitali Attivi Solidali. Trova quest’anno particolare sviluppo il sottoprogetto “Aures et animus” (ascolto e coraggio) che prevede, in orario curricolare, l’intervento di una psicologa esperta

“Armonia”, che si è più volte esibita pubblicamente in rassegne cittadine, riscuotendo ottimi consensi; si cimenta anche nel corso delle tante attività extracurricolari culturali come la rassegna “Cercatori di bellezza: itinerari di lettura e armonie sonore” ed è di ausilio per evitare l’omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza, in armonia e insieme. Non si tirano mai indietro i nostri ragazzi, neppure quando i docenti li invitano provocatoriamente a tirare fuori il meglio delle pagine che leggono ad libitum per la rassegna “Parole e note”,

di sketch; si confrontano in assemblee d’istituto dove si provano in polemiche ideologiche e/o proposte che, difficilmente, se non guidati, arriverebbero a concretizzarsi, perché sempre molto ambiziose; pongono domande scomode e vogliono risposte chiare. Ma la crescita culturale, la coscienza di sé e delle proprie responsabilità, le

e sottolinea non solo la necessità che i giovani hanno di essere ascoltati e compresi, ma anche la loro capacità di sottoporre noi docenti e i loro genitori ad analisi e critiche che diventano incentivo anche alla nostra formazione. Da anni lo studio della musica, in uno con il laboratorio musicale, ha permesso di dare vita alla corale

in cui i testi da loro scelti vengono valorizzati dalla bellezza della musica di noti artisti e gruppi nisseni. Un

Lo studente è protagonista: dal greco protos (primo) e agonistès (lottatore, attore) altro progetto, apparentemente nato dal nulla, ritengo sia significativo, per il presente e per gli anni futuri: dal “Cambridge”, aperto agli alunni, in orario extracurricolare, per prepararli a sostenere l’esame per la certificazione in lingua inglese, è scaturito il CLIL Docenti. L’insegnante di lingua inglese, senza nessuna indennità di posizione, è divenuta, come chiede il testo del Miur e del Governo “La Buona Scuola”, “mentor” dei colleghi, in anteprima, costituendo il laboratorio di lingua inglese per la formazione tra pari, per dare spessore a quella metodologia CLIL che quest’anno, per la prima volta, farà la sua apparizione all’Esame di Stato.Alla luce di quanto detto, mi si permetta dunque di definire tutti, studenti e docenti, al modo di don Milani, «minatori di talento e spacciatori….d’entusiamo». Il dirigente scolastico Prof. Antonietta Viroli

Musica, maestro! A scuola si canta e si danza

Nel 2015 un partenariato con la prestigiosa Royal Accademy of Dance di Londra E se fare scuola non significasse soltanto imparare noiose nozioni, ma arricchire il proprio bagaglio culturale, le proprie competenze, con ogni forma d’arte, compresa la musica e la danza? La formazione della persona nella sua interezza, l’armonia dell’individuo e il suo equilibrio psicofisico sono sempre stati gli obiettivi prioritari del nostro Liceo, e oggi più che mai si coniugano con la sperimentazione di nuove “alfabetizzazioni”, in accordo col nuovo documento ministeriale “La buona scuola”, che richiede che «la scuola ritorni ad essere centro di scambi culturali, creativi, intergenerazionali, produttivi».

Dall’anno scolastico 2015-2016, l’ampliamento dell’Offerta Formativa del nostro istituto, come “scuola aperta”, in orario extracurriculare, è connotato dal partenariato con la prestigiosa Royal Accademy of Dance di Londra, nella persona di Michela Sclano, insegnante certificata di Danza Classica Rad, e del M° Giacomo Zatti, docente di Canto Moderno e Musica, formatosi alla scuola di Carlo Tedeschi. L’Accademia del Musical garantisce professionalità e opportunità creativo-lavorative, in ambito ballettistico e teatrale, a conclusione di un percorso, i cui programmi partono da Pre-Primary in Dance e Primary in

Dance, fino al grado 8, con esami professionali Rad. È inoltre previsto l’allestimento di un laboratorio teatrale e musicale, funzionale alla realizzazione di spettacoli. È un’innovazione didattico-educativa che si affianca al già consolidato laboratorio di Musica, tenuto dal professor Angelo Palermo e grazie al quale i ragazzi, apprendendo nel normale orario curricolare, hanno formato la corale “Armonia”. Ripartire dalla Bellezza, la vera Bellezza, quella colma di sostanza d`amore e di opportunità che possiamo cogliere affinché tutta la nostra persona possa essere felice ed esprimere senza

paure il meglio di sé in ogni cosa. Questi i “buoni propositi” della nostra scuola, questi gli intenti del partenariato tra il liceo Mignosi e l’Accademia del Musical. Un ambizioso progetto che, siamo sicuri, saprà dare da subito i suoi frutti e ciò perché si basa un’altissima dose di professionalità e sulla grande attenzione che la scuola ha sempre riservato sia agli alunni con Bisogni Educativi Comuni

che a quelli con Bisogni Educativi Speciali, con la personalizzazione dei percorsi nella “normale” progettazione dell’Offerta Formativa. Perché la musica, per dirla con Beethoven, «è una rivelazione: più alta di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia». Prof. Debora Di Pietra


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giovani, che sono accompagnati nel loro percorso di crescita, senza che le loro caratteristiche individuali, le loro emozioni, le loro speranze vengano mai soffocate.I ragazzi vivono oggi in una realtà spesso contraddittoria e ciò genera smarrimento: non esiste termine che possa esprimere meglio la loro condizione. Il nostro Liceo vuole essere allora un punto fermo, un luogo nel quale sentirsi al sicuro, dove ognuno è importante. Per questo oltre alle ore di lezione e all’insegnamento di discipline che caratterizzano il percorso classico, in un ambiente all’avanguardia per spazi e strumenti, i ragazzi hanno la possibilità di dedicarsi a qualcosa che sia davvero di loro interesse e nella quale riescano a dare il massimo. Ognuno di noi è diverso ed è per questo che le attività e i progetti proposti sono vari, in modo che ciascuno si senta davvero coinvolto in prima persona. Durante il primo giorno di scuola i ragazzi sono stati chiamati a esprimere in modo chiaro cosa si aspettano dall’anno scolastico in corso, cosa potrebbe veramente essere loro di stimolo. Sulla base delle proposte avanzate dagli alunni, poi, sono state predisposte attività e

stilati progetti, mai banali. Ci piace definirci “un arcobaleno”, perché è la varietà e l’individualità di ognuno a rendere armonico il nostro stare insieme. Ciascuno svolge un ruolo di primaria importanza, convinti che se togliessimo un “colore” all’arcobaleno, quest’ultimo cesserebbe di essere tale. Il filo conduttore di ogni attività, però, è la formazione della Persona, a partire da valori quali umanità, integrazione, rispetto degli altri e dell’ambiente. Si spiegano così

le esperienze di volontariato di cui i ragazzi hanno fatto tesoro: si tratta di momenti di condivisione e fraternità, giornate nelle quali gli allievi si occupano di qualcuno, facendosene carico: sono le cosiddette giornate “I Care”. Altre esperienze che hanno riscosso grande successo sono i progetti, promossi da enti come la Caritas, volti alla conoscenza e alla tutela dell’ambiente. L’interesse nei confronti del territorio nel quale si vive, poi, ha spinto i ragazzi ad avanzare la proposta di intraprendere una ricerca sulla zone caratteristiche di Caltanissetta, in modo da conoscerle meglio e presentarle a chi magari visita la città per la prima volta. In collaborazione con enti ed esperti che diano l’impostazione e orientino il lavoro, sarà possibile evidenziare i caleidoscopici aspetti dell’ambiente nisseno. La formazione della persona riguarda anche l’attenzione e la corretta interpretazione della storia. Non passa mai sotto silenzio la “Giornata della memoria” che ricorre il 27 gennaio. Ogni anno i ragazzi si impegnano non solo a ricordare quanto è stato, ma a conoscere una realtà diversa dalla loro, come quella ebraica, a partire anche dalle caratte-

ristiche culinarie: gli allievi si sono infatti cimentati nella realizzazione di dolci tipici della tradizione ebraica. Sentita è anche la partecipazione a concorsi di vario tipo, come il consueto “Premio Carvello”, promosso annualmente. Si tratta di sana competizione, che permette loro di mettere alla luce doti che emergono quando stimolate. Quest’anno i ragazzi hanno deciso di bandire anche un altro concorso: “ Parole… in forma”, in cui si è chiamati a realizzare un calligramma originale per forma e contenuto. Il concorso non è solo interno all’istituto ma rivolto a tutte le scuole. La premiazione avverrà proprio

Educazione fisica? Per noi è anche un lavoro! “Andiamo in palestra?” “No. In campo.” E così ogni settimana, il venerdì ed il sabato, i ragazzi del Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” vengono accompagnati dal prof. Giuseppe Cobisi, insegnante di tennis e professore di educazione fisica del Liceo, al Tennis Club Villa Amedeo di Caltanissetta, nelle ore di ginnastica. Non che il Liceo non abbia una bella palestra attrezzata o un campo di calcio a 5 polivalente, ma questi sono utilizzati per la preparazione atletica dei ragazzi e quando il maltempo non consente di andare sui campi rossi. Là i ragazzi imparano a giocare a tennis ed apprendono le regole del gioco. Il tennis è uno sport individuale che contribuisce, in maniera fondamentale, alla formazione della personalità degli alunni in quanto insegna loro a controllare ed a gestire le emozioni, a fronteggiare lo stress, ad abituarsi ad una sana competizione, a fornire prestazioni di fronte ad un pubblico talvolta numeroso e ad accettare il risultato, qualunque esso sia. Inoltre, da tre anni a questa parte, il Prof. Cobisi, che dal settembre scorso ricopre l’incarico di Responsabile Manager del Tennis Club di Caltanissetta, forma gli alunni del Liceo affinché diventino giudici di linea in grado di arbitrare i match del Torneo Internazionale di tennis maschile Challenger “Città di Caltanissetta”, che si svolge nella nostra città nella prima metà di giugno e che richiama molte persone provenienti da tutte le parti d’Italia. Durante questi dieci giorni i ragazzi del

coadiuvando l’arbitro della gara, cioè il giudice di sedia (chair umpire). Durante un match di livello internazionale è necessaria la presenza di almeno nove giudici di linea (line judge) che si alternano, con turni di trenta minuti, con la possibilità di arrivare ad arbitrare fino a dieci partite nell’arco di una giornata. E’ questa un’esperienza molto impegnativa, ma intensa ed emozionante, in quanto, se da un lato mette a dura prova le capacità psicofisiche dei ragazzi, dall’altra

Gli alunni del Liceo sono formati affinché diventino giudici di linea del Challenger “Città di Caltanissetta” offre immense gratificazioni, quali la partecipazione attiva ad un evento trasmesso in mondovisione sulla piattaforma di Sky (Super Tennis) e in streaming, una retribuzione diaria e la possibilità di vedere in azione e di conoscere atleti di caratura internazionale; dà, inoltre, loro l’occasione di maturare un’esperienza lavorativa molto richiesta in tutto il mondo come quella dei giudici di linea, senza contare la possibilità di migliorare la

in occasione della “Giornata della poesia” il prossimo 21 marzo. È questo che ci contraddistingue: essere scuola cattolica significa che l’interesse principale è la formazione dei giovani, quanto più comple-

Ci piace definirci “un arcobaleno”, perché è la varietà e l’individualità di ognuno a rendere armonico il nostro ta possibile. Il nostro sogno più grande è quello che i nostri ragazzi, passando davanti l’Istituto tra qualche anno, quando saranno più grandi e magari con famiglia, possano fermarsi e sorridere, dicendo: “Grazie”. Prof. Sabrina Fazzotta

Foto Walter Lo Cascio

S

ono giorni di grande fermento per le scuole, perché ragazzi e genitori sono chiamati a compiere una scelta di fondamentale importanza: quale percorso di studi intraprendere o consigliare in merito all’istruzione secondaria di secondo grado. Si è confusi, l’offerta formativa oggi è davvero varia e scegliere diventa sempre più una grossa responsabilità. La confusione però non deve distogliere l’attenzione da ciò che effettivamente è importante per la crescita, non solo dal punto di vista scolastico.Non bisogna mai perdere di vista il fatto che i ragazzi sono in primo luogo Persone con percorsi di studio, esperienze di vita, interessi e sogni che contraddistinguono ciascuno di essi.Se istruire significa “inserire” all’interno dell’alunno determinate nozioni o dati che possano aumentarne le conoscenze, “formare”, invece, è ciò che si verifica quando si spinge il ragazzo a diventare maturo, a crescere sulla base di valori imprescindibili per il vivere in modo sereno.Una delle caratteristiche precipue del Liceo Classico Paritario “Pietro Mignosi” è proprio l’attenzione ai

Foto Walter Lo Cascio

Quando frequentare un Istitito fa la differenza

Liceo sono chiamati a ricoprire un ruolo fondamentale per la riuscita del torneo in quanto, a turno, svolgono, durante le partite, il ruolo di giudici di linea,

padronanza delle lingue straniere, data la necessità di relazionarsi con giocatori e staff di diverse nazionalità, e di poter fare amicizia con altri ragazzi della loro età. Prof. Giuseppe Cobisi Prof. Tanja Macaluso

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il Fatto diRichelieu

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pingere la Vara”: non tutti possono farlo. E’ un sapere antico, quello dei p or t ator i dei gruppi sacri, ognuno dei quali legato ad una Vara, conoscitore del suo peso e dei suoi punti di oscillazione, capace di coordinarsi con gli altri per calibrarne gli spostamenti che ne potenziano la velocità, la orientano, gli scarti che la frenano, a seconda dell’andamento del suolo delle strad e

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L’idea del sindaco di Caltanissetta: la Vara dell’Ultima Cena esposta a Milano per l’ Expo

nissene, quasi mai pianeggianti. Il capolavoro di questa prossemica dell’antropologia culturale nissena è la salita di via XX Settembre, ripida ed insidiosa per le forze che ne determinano le dinamiche di retrocessione, se non si riesce ad esprimere una spinta massima nella sua uniformità, senza strappi, senza fughe in avanti, convergendo insieme, le intelligenze e i muscoli di decine di portatori, a muovere i simulacri come se camminassero, visibili al di sopra dell’altezza degli uomini, come se fossero mossi dal fiume della storia. La vicenda dell’Ultima Cena all’Expo è una metafora di segno contrario: il Mahatma lancia sui giornali l’idea di portare la Vara più grande e solenne del Giovedì Santo nisseno all’Expo di Milano, e annuncia di attendere soltanto l’ok di Curia e Sovrintendenza BB.CC. per passare alla fase operativa.

l’analisi dei passaggi e degli obiettivi, approfondendone insieme la conoscenza e sviluppando tutte le possibili soluzioni. Non basta pensare di avere uno sponsor (e magari imbandirne i prodotti sulla mensa eucaristica pensando di essere ad una conviviale del Rotary Club), non basta lanciare qualche segnale ad alcune istituzioni che si presume interessate e non coinvolgere la base sociale ampia di una manifestazione fondante dell’identità collettiva dei nisseni come le Vare del Giovedì Santo. I Gruppi sacri sono nati per rappresentare pubblicamente e nel momento più solenne dell’anno il desiderio di identificazione collettiva del popolo lavoratore della Città.

notte che precede il Venerdì Santo, facendo di una memoria sacra anche una festa di condivisione, una sorta di funerale laico di Nostro Signore, prima di quello mistico e profondamente spirituale del Cristo Nero. L’Ultima Cena riprende il grande e misterioso affresco di Leonardo che proprio a Milano si trova, e potrebbe essere significativo che fosse presente all’Expo, come simbolo di un cibo non materiale, che, insieme al lavoro di chi il cibo produce, identifica la dignità e la maestà di tutti i popoli, proprio di quelli ai quali

Piccolo particolare, lui, il Mahatma di Magonza, ideologo e leader maximo della democrazia partecipata, dimentica di coinvolgere, preventivamente all’annuncio, i Panificatori nisseni, detentori del sacro gruppo e curatori da oltre un secolo di tutte le sue uscite (finora, oltre al Giovedì Santo, soltanto per la Via Crucis con le Vare guidata dal Vescovo). E i Panificatori fanno subito sapere che di portare l’Ultima Cena a Milano non se parla nemmeno. Non approfondiamo i motivi, non è questa la sede, ma vogliamo fare qualche considerazione metodologica. Quando si guida una Città (o se ne ha il desiderio, la legittimità o la presunzione) non basta prendere al volo qualche idea, e lanciarla ad effetto sui mass media, senza averla prima elaborata coinvolgendo tutti i soggetti interessati, condividendo con loro

Artigiani, operai delle zolfare, imprenditori piccoli e grandi hanno scelto, alla fine dell’800, nella fase del massimo sviluppo di Caltanissetta, di condividere un momento della Passione di Cristo, rappresentarlo plasticamente con i materiali

l’Expo si rivolge, in tutti i continenti del mondo, con il suo tema “nutriamo il pianeta”. Per non banalizzare un progetto di questo respiro, per non ridurlo a mera promozione turistica, sarebbe stata necessaria una maggiore in-

il legame sociale che può mettere insieme tutte le energie positive del nostro territorio. Senza inseguire prima il “lancio” mediatico o la primogenitura, come si potrebbe fare in qualunque paesino. Il marketing territoriale, nell’epoca della globalizzazione, non è promozione pubblicitaria, ma è una delle strategie più complesse dell’economia contemporanea, specialmente dell’economia dei beni immateriali, unica prospettiva vincente in un territorio come il nostro, come da tempo, ormai, da più parti si proclama. Ma occorre sapere progettare, programmare e produrre strategie operative efficaci, elaborate con la partecipazione più capillare possibile, che non significa rinunciare alla “governance”, ma non scambiare la “governance” per decisione centralizzata e quindi burocratica, anche se spolverata di carisma profetico.

“Spingere la Vara” è la governance Quando si guida una Città non basta prendere al volo qualche idea, e lanciarla ad effetto sui mass media, senza averla prima elaborata coinvolgendo tutti i soggetti interessati, approfondendone insieme la conoscenza e sviluppando tutte le possibili soluzioni poveri della cartapesta, costruire un percorso di sedici tappe (dall’Ultima Cena all’Addolorata) che si snodasse per le strade del centro storico nella

telligenza politica, oltre che garbo istituzionale e rispetto per i soggetti. Non si costruisce sviluppo senza ricostruire, ritessere in ogni fibra,

Il modello della governance che funziona, quella per esempio delle politiche pubbliche che hanno portato gli Stati Uniti fuori dalla crisi in pochi anni, non a caso si definisce “city is a growth machine” (la città è un apparato di sviluppo), in cui il coinvolgimento attivo dei soggetti economici e politici del territorio qualifica la densità istituzionale che costruisce il consenso e la compartecipazione efficace. I processi decisionali di organizzazione e sviluppo devono attraversare in profondità tutte le reti di interessi che agiscono sul territorio. Con l’umiltà e la determinazione di chi sa di avere bisogno di tutti. E prima della formazione delle decisioni. Figuriamoci poi anche prima della comunicazione mediatica delle stesse. Altrimenti, con tutta la buona volontà, non si supera la soglia dei “dilettanti allo sbaraglio”. E infatti finora, alle performance del nostro Mahatma, non abbiamo sentito “suonare le campane”!


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Viale della Regione Fatti in Redazione

I Fatti di

Altro che 7 e 8...

“bocciati in comunicazione” E

ravamo al lavoro per concludere questo numero speciale dedicato alle scuole, ma nella nostra mente frullava il classico manca qualcosa…come al solito attendevamo fiduciosi l’illuminazione. Arriva il momento di andare a pranzo, usciamo dalla redazione (Viale della regione, numero 6), scendiamo le scale, usciamo dal portone e davanti ai nostri occhi si palesa “l’illuminazione”: Ficarra & Picone, 7 spettacoli a Caltanissetta e chissà quanti aneddoti avrebbero da raccontare sulla scuola i due strepitosi

di Michele Spena alla grande, i nisseni non fanno mancare mai il loro appoggio alla qualità. Indirettamente può diventare un suggerimento per l’Amministrazione o i privati che si cimentano in questo settore, evitate gli spettacoli di basso profilo o “scarsi”, concentratevi su pochi, ma “grossi” eventi: la città risponderà senza dubbio. Decidiamo dunque di contattare Salvatore e Valentino per inserire nel nostro mensile un tocco di “leggerezza”, bastano ‘due’ battute, i classici cinque minuti di simpatia, per regalare agli studenti

siasticamente agli eventi targati dai due comici, oltre a sciorinare un’accoglienza calorosissima, ma da parte dei due attori nessuna voglia di … comunicare, in maniera ufficiale. La sensazione è che la nostra città, accogliente ed ospitale, non deve però diventare terra di “conquista”. Nei rapporti di empatia, la caratteristica fondamentale è la reciprocità, tra Caltanissetta e la premiata ditta Ficarra e Picone, sembra che il capoluogo nisseno abbia più “dato” che ricevuto. Ciò non inficia la stima che

Sopra il poster 6 metri per 3 affisso di fronte la nostra redazione in Viale della Regione 6 (scusate per l’albero)

comici palermitani. Che cos’è “la fulminazione”? E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione. Già siamo al lavoro per disegnare la pagina, nessuno può negare che la scuola è sempre stata, per gli studenti, ma anche per i professori, teatro di risate, scherzi o aneddoti leggendari. L’impatto, dei due comici, sul capoluogo nisseno è stato meritatamente trasbordante: dopo pochi giorni, le sette serate registrano il sold out. Lo spettacolo “Apriti Cielo” è divertentissimo. I due comici, mattatori sul palco ed ormai icone nazionali della risata, sfoggiano grande pazienza con i fan che li aspettano fuori dal teatro: foto per e con tutti. Questo tal atro, ci sia consentito l’inciso, ci permette di aprire una parentesi: Caltanissetta per gli spettacoli di livello, risponde sempre

nisseni uno spaccato di Ficarra, Picone e la loro storia scolastica… ma qui scatta l’imprevedibile. Perché Ficarra e Picone con tutte le testate giornalistiche locali (quotidiani, tv, siti) hanno eretto un muro. Ci rendiamo conto che per loro dover interloquire separatamente con molti giornalisti potrebbe diventare confusionario e troppo dispendioso in termini di tempo; potevano allora organizzare una classica conferenza stampa, magari con il limite di una domanda a “testata”, per comunicare. Invece niente. Bravissimi, simpaticissimi, eccezionali sul palco, in una città che ha sempre risposto entu-

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Etico

“Intervista a mio nonno” V oliamo indietro nel passato attraverso i racconti dei nostri nonni. Anche loro sono stati alunni e tanto hanno da raccontare. Questa intervista non è frutto della fantasia ma l’autentica descrizione della scuola di un tempo. Con quale mezzo andavi a scuola? Andavo a piedi, anche se la scuola era lontana e io dovevo percorrere la strada senza scarpe. Le scarpe le tenevo in mano per non rovinarle e le mettevo appena prima di entrare a scuola. Fino a quale classe hai frequentato? Fino alla quarta elementare, anch’io come molti ho interrotto la scuola prima dell’obbligo che era fino alla quinta, perché dovevo badare ai miei fratelli minori. Avresti voluto continuare gli studi? Sì, perché mi piaceva moltissimo andare a scuola. Da quanti alunni era costituita la tua classe? La mia classe era costituita da circa 30 bambini, ma c’erano classi anche di 40 alunni. Come era l’orario scolastico? L’orario era dalle 8.30 fino alle 12.30 L’intervallo era alle 10.00 e durava circa 10 minuti; mangiavamo solitamente pane e burro o pane e marmellata e giocavamo “All’a’ tu” Che caratteristiche aveva l’aula? L’aula aveva i banchi doppi disposti in due o tre file, era riscaldata da una stufa che il bidello accendeva al mattino, quando funzionava, c’era anche la lavagna che poggiava su un cavalletto. Dove sedeva la maestra? La maestra sedeva dietro alla cattedra che era rialzata da una pedana in legno; lei era molto severa e aveva la bacchetta, ma la usava poco e solo con chi lo meritava. Più spesso dava dei castighi: stare dietro alla lavagna, uscire dall’aula, inginocchiarsi per mezzora ma a volte tirava le orecchie o dava qualche scappellotto ai bambini più indisciplinati o disordinati. Le davamo del lei e la rispettavamo in ogni caso. Quali materie studiavi? Studiavo quelle di oggi tranne tecnica, lingue straniere, ma c’era igiene e pulizia e ordine e bella scrittura. Con cosa scrivevi? Scrivevo con il pennino intinto nel calamaio, ma dovevo portare a scuola solo il pennino perché il calamaio era nel banco e veniva riempito d’inchiostro dal bidello alla mattina; usavamo un quadernetto a righe e un

quadernetto a quadretti e i libri. Tutte queste cose che portavo le mettevo nella cartella che era di cartone. Avevi tanti compiti da compiti da fare a casa? No, non ne avevo molti, perché la maestra sapeva che tutti i suoi alunni andavano poi a lavorare. Facevate gite? Ne facevamo pochissime, per esempio andavamo a piedi a Santo Spirito. Quante volte all’anno veniva data la pagella? La pagella veniva data tre volte all’anno. E i voti erano scritti col pennino. Oltre alle punizioni c’erano premi per i più bravi? No, c’erano solo bei voti sulla pagella. C’erano tanti bocciati? Sì, ce n’erano tanti quanti se lo meritavano. Che cosa vorresti che ci fosse ancora nella scuola di oggi? Il rispetto e l’educazione che avevamo noi e che oggi spesso non vedo più. Quando entrava qualcuno scattavamo tutti in piedi sull’attenti, chissà se esiste ancora questa forma di rispetto. Noi non potevamo permettercelo ma i miei figli andavano a scuola ordinatissimi col grembiule e un fiocco meraviglioso, mi chiedo perché ora non vedo più gli vestiti così. Per me la scuola era una cosa seria e ci mettevo tanto impegno, perché sapevo che era importante essere istruiti. Quali cambiamenti positivi pensi che ci siano nella scuola di oggi? Se dico nessuno vi arrabbiate? Ma una riflessione mi mette i brividi; quello che è stato detto e raccontato dal lato di chi lo ha vissuto verrà sentito con nostalgia e letto con un sorriso; ma i nostri ragazzi lo apprezzeranno? Oppure presi dal loro cellulare o dal loro I Pad disperderanno questi ricordi? Non vorrei fossero infastiditi dai ricordi e che noi finissimo per essere invece che portatori sani dei nostri ricordi e di quelli dei nostri nonni solo neutrali se non insignificanti elementi di un quadro familiare e scolastico in cui impera soltanto la tecnologia o l’effimero. Il filo del ricordo che tiene assieme le varie generazioni va rafforzato piuttosto che indebolito o addirittura tranciato. Altrimenti saremmo responsabili di un delitto perché non all’altezza di essere buoni educatori. Allora ragazzi, ascoltate il nonno e affondate le vostre radici nei suoi dolcissimi ricordi.

AVVISI LEGALI nut r i a mo verso i due paler- mitani e la bravura di Ficarra e Picone; anche noi siamo stati a vederli, e ci siamo divertiti un sacco, ma, rimanendo in tema di didattica e compiti, nella materia comunicazione i due, meritano una bella insufficienza. La nostra rubrica, Viale della Regione numero 6, abbiamo voluto ugualmente mantenerla: perché i ragazzi che leggeranno questo mensile, ed i nostri lettori in genere, possano sempre ricordare che certe volte il silenzio fa un rumore assordante.

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