Associazione Arnaldo da Brescia - Rassegna Stampa anno 2013
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Cronaca 9
BRESCIAOGGI
Mercoledì 4 Dicembre 2013
L’EVENTO. Lanuovasocietàdi gestione, laHotelMasterdi Zambanini, hasubito dettatoleregole peril successo
IlnuovoVittoriaapre allacittà «laterrazzadeibresciani» Qualità ed eccellenza a costi giusti: «Vogliamo ilmassimo ma con prezzi che non devono essere alti» Sipunteràmolto sulla ristorazione Silvana Salvadori Un cappuccino e una brioches al bar dell’Hotel Vittoria? Tre euro e 50 centesimi. E che brioches, «firmata» da Iginio Massari, il numero uno dei pasticcieri italiani con laboratorio in via Veneto. Altissima qualità, un posto di lusso e a prezzi popolari: quasi un ossimoro. Invece da qualche settimana è realtà. Con l’intenzione di farla diventare un’abitudine. Tanto che lo stesso Massari verrà ad insegnare «a quelli del Vittoria» come si fa un cappuccino in doppio vetro, il re dei cappuccini. Altro non poteva essere per il maestro di tutti i pasticceri che si trova a collaborare con l’unico hotel a cinque stelle della città. La linea dettata dalla nuova società di gestione, la Hotel Master Srl di Giancarlo Zambanini, Luca Andriani e Stefano Castelli che dal primo ottobre sono succeduti alla famiglia Vivaldini, è chiara: aprire le porte del Vittoria a tutti i bresciani regalando un’esperienza esclusiva. Da qui l’idea di aprire bar e risto-
rante anche a chi non pernotta in hotel, ricercando l’eccellenza ma contenendo i costi per garantire la più ampia fruizione. «Brioches e pasticcini li prendiamo da Iginio Massari perché vogliamo il massimo della qualità, ma i prezzi non devono essere alti. Secondo questa filosofia stiamo organizzando anche il ristorante offrendo pranzi a 15 euro e brunch domenicali a 20 euro, senza rinunciare alla qualità che contraddistingue le nostre cucine» spiega Zambanini. Un trentino di Riva del Garda ormai trapiantato a Brescia: dal 2000 la società di cui è direttore amministrativo ha in gestione l’Hotel Master di via Apollonio, acquistato due anni dopo, e dal 2004 anche l’Hotel Regal in viale Europa. «Lavorando in città ho capito che i bresciani considerano il Vittoria come il loro hotel. Poterlo gestire è sempre stato un sogno per noi, ora ci siamo riusciti e abbiamo grandi idee per questa struttura di cui mi innamoro ogni giorno di più» racconta Zambanini. Per questo, almeno per ora, non è intenzionato
Laterrazza al terzopianoche guardada unlatoilDuomo edall’altro piazza Vittoria SERVIZIO FOTOLIVE
L’ideaèdiessere unpunto diriferimento internazionale perilwedding organizzato Prenotazioni giàarrivate daLondra eBarcellona persposarsi sultettodiBrescia
a portare uno chef stellato in via X Giornate. «Qui abbiamo già una ristorante di alto livello e credo che uno chef da due o tre stelle Michelin non sarebbe adatto per quello che abbiamo in mente – spiega ancora Zambanini -. Servirebbe una struttura diversa con coperti e numeri di un certo tipo. Far lavorare uno chef del genere per cinquanta o sessanta coperti è quasi controproducente: sarebbe più adatto per un ristorante da dieci o quindici posti». La sua concezione di ristorazione si avvicina molto a quella dell’amico Davide Oldani, chef «pop» della provincia milanese che propone la sua cucina da una stella a prezzi popolari partendo da materie
povere. Per sedersi al desco del quale bisogna prenotare mesi in anticipo (sul suo sito dal primo dicembre sono aperte le prenotazioni per aprile, maggio, giugno e luglio). RISTORAZIONEa prezzi accessibili ma di alto livello, dunque, anche al Vittoria. Con la prospettiva di entrare nel mondo del wedding internazionale. «Da Londra e Barcellona stanno già iniziando a prenotare la nostra struttura per organizzare qui il banchetto di nozze» dice Zambaldini, ma la speranza è che inizino a farlo anche i bresciani. Non tanto per una questione di fatturato, sebbene una società che deve pensare a un bilancio non possa lavo-
GiancarloZambanini,ilnuovo «patron» dellostorico hotel rare certo per beneficenza, ma soprattutto di affezione ad una cosa che appartiene alla città e che ad essa, in qualche modo, può essere restituita. «Prendere in gestione una struttura del genere, con tutta la sua storia e i suoi problemi, non vuol dire guadagnarci, anzi – confessa l’amministratore -. Abbiamo già investito qui molti soldi per alcune migliorie che andavano fatte subito. Lo facciamo perché vogliamo che i bresciani possano frequentare l’Hotel Vittoria e scoprire le sue caratteristiche poco conosciute così come è capitato a me». Al terzo piano si apre una terrazza che guarda in faccia il Duomo da un lato e le architet-
ture di piazza Vittoria dall’altro. «Il mio sogno è aprire questa magnifica terrazza alla città. Vorrei poter permettere ai bresciani di godere di ciò che oggi vediamo in pochi: immagini cosa possa essere gustare un caffè su questa terrazza guardando la città dall’alto. Servono però dei lavori per rendere la struttura fruibile come il gioiello che realmente è. Ora abbiamo ottenuto un contratto di gestione solo di quattro anni che per un settore come il nostro è pochissimo. Ma sono convinto che con la famiglia Ghidini, proprietaria dell’hotel, troveremo un’intesa che ci permetta di lavorare come sappiamo». • © RIPRODUZIONERISERVATA
TRAFUGHE EANTICHICORRIDOI. L’AssociazioneArnaldoda Brescia riporterà i cittadinia conoscerel’albergo cheha fatto lastoria incentro
Visiteguidate ammirando stanzee affreschi Gruppi organizzati
de dell’associazione porteran-
nora è stato considerato poco
precedente (ai numeri 030
e il percorso che lo ha portato ad essere l’hotel di prestigio che è oggi. Arricchiremo il racconto con aneddoti sugli ospiti illustri e con le caratteristiche stilistiche e architettoni-
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Cronaca 9
BRESCIAOGGI
Mercoledì 4 Dicembre 2013
L’EVENTO. Lanuovasocietàdi gestione, laHotelMasterdi Zambanini, hasubito dettatoleregole peril successo
IlnuovoVittoriaapre allacittà «laterrazzadeibresciani» Qualità ed eccellenza a costi giusti: «Vogliamo ilmassimo ma con prezzi che non devono essere alti» Sipunteràmolto sulla ristorazione Silvana Salvadori Un cappuccino e una brioches al bar dell’Hotel Vittoria? Tre euro e 50 centesimi. E che brioches, «firmata» da Iginio Massari, il numero uno dei pasticcieri italiani con laboratorio in via Veneto. Altissima qualità, un posto di lusso e a prezzi popolari: quasi un ossimoro. Invece da qualche settimana è realtà. Con l’intenzione di farla diventare un’abitudine. Tanto che lo stesso Massari verrà ad insegnare «a quelli del Vittoria» come si fa un cappuccino in doppio vetro, il re dei cappuccini. Altro non poteva essere per il maestro di tutti i pasticceri che si trova a collaborare con l’unico hotel a cinque stelle della città. La linea dettata dalla nuova società di gestione, la Hotel Master Srl di Giancarlo Zambanini, Luca Andriani e Stefano Castelli che dal primo ottobre sono succeduti alla famiglia Vivaldini, è chiara: aprire le porte del Vittoria a tutti i bresciani regalando un’esperienza esclusiva. Da qui l’idea di aprire bar e risto-
rante anche a chi non pernotta in hotel, ricercando l’eccellenza ma contenendo i costi per garantire la più ampia fruizione. «Brioches e pasticcini li prendiamo da Iginio Massari perché vogliamo il massimo della qualità, ma i prezzi non devono essere alti. Secondo questa filosofia stiamo organizzando anche il ristorante offrendo pranzi a 15 euro e brunch domenicali a 20 euro, senza rinunciare alla qualità che contraddistingue le nostre cucine» spiega Zambanini. Un trentino di Riva del Garda ormai trapiantato a Brescia: dal 2000 la società di cui è direttore amministrativo ha in gestione l’Hotel Master di via Apollonio, acquistato due anni dopo, e dal 2004 anche l’Hotel Regal in viale Europa. «Lavorando in città ho capito che i bresciani considerano il Vittoria come il loro hotel. Poterlo gestire è sempre stato un sogno per noi, ora ci siamo riusciti e abbiamo grandi idee per questa struttura di cui mi innamoro ogni giorno di più» racconta Zambanini. Per questo, almeno per ora, non è intenzionato
Laterrazza al terzo pianoche guardada unlatoilDuomo edall’altro piazza Vittoria SERVIZIO FOTOLIVE
L’ideaèdiessere unpunto diriferimento internazionale perilwedding organizzato Prenotazioni giàarrivate daLondra eBarcellona persposarsi sultettodiBrescia
a portare uno chef stellato in via X Giornate. «Qui abbiamo già una ristorante di alto livello e credo che uno chef da due o tre stelle Michelin non sarebbe adatto per quello che abbiamo in mente – spiega ancora Zambanini -. Servirebbe una struttura diversa con coperti e numeri di un certo tipo. Far lavorare uno chef del genere per cinquanta o sessanta coperti è quasi controproducente: sarebbe più adatto per un ristorante da dieci o quindici posti». La sua concezione di ristorazione si avvicina molto a quella dell’amico Davide Oldani, chef «pop» della provincia milanese che propone la sua cucina da una stella a prezzi popolari partendo da materie
povere. Per sedersi al desco del quale bisogna prenotare mesi in anticipo (sul suo sito dal primo dicembre sono aperte le prenotazioni per aprile, maggio, giugno e luglio). RISTORAZIONEa prezzi accessibili ma di alto livello, dunque, anche al Vittoria. Con la prospettiva di entrare nel mondo del wedding internazionale. «Da Londra e Barcellona stanno già iniziando a prenotare la nostra struttura per organizzare qui il banchetto di nozze» dice Zambaldini, ma la speranza è che inizino a farlo anche i bresciani. Non tanto per una questione di fatturato, sebbene una società che deve pensare a un bilancio non possa lavo-
GiancarloZambanini, ilnuovo «patron» dellostorico hotel rare certo per beneficenza, ma soprattutto di affezione ad una cosa che appartiene alla città e che ad essa, in qualche modo, può essere restituita. «Prendere in gestione una struttura del genere, con tutta la sua storia e i suoi problemi, non vuol dire guadagnarci, anzi – confessa l’amministratore -. Abbiamo già investito qui molti soldi per alcune migliorie che andavano fatte subito. Lo facciamo perché vogliamo che i bresciani possano frequentare l’Hotel Vittoria e scoprire le sue caratteristiche poco conosciute così come è capitato a me». Al terzo piano si apre una terrazza che guarda in faccia il Duomo da un lato e le architet-
ture di piazza Vittoria dall’altro. «Il mio sogno è aprire questa magnifica terrazza alla città. Vorrei poter permettere ai bresciani di godere di ciò che oggi vediamo in pochi: immagini cosa possa essere gustare un caffè su questa terrazza guardando la città dall’alto. Servono però dei lavori per rendere la struttura fruibile come il gioiello che realmente è. Ora abbiamo ottenuto un contratto di gestione solo di quattro anni che per un settore come il nostro è pochissimo. Ma sono convinto che con la famiglia Ghidini, proprietaria dell’hotel, troveremo un’intesa che ci permetta di lavorare come sappiamo». • © RIPRODUZIONERISERVATA
TRAFUGHE EANTICHICORRIDOI. L’AssociazioneArnaldoda Brescia riporterà icittadinia conoscerel’albergo cheha fatto lastoria incentro
Visiteguidate ammirando stanzee affreschi Gruppi organizzati su due turni diversi:
de dell’associazione porteranno i bresciani a varcare la so-
nora è stato considerato poco accessibile». Un’istituzione
precedente (ai numeri 030 47660 o 347 4122750 nel pome-
e il percorso che lo ha portato ad essere l’hotel di prestigio che è oggi. Arricchiremo il racconto con aneddoti sugli ospiti illustri e con le caratteristiche stilistiche e architettoniche di quello che può essere
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Cronaca
Visite guidate ammirando stanze e affreschi Gruppi organizzati su due turni diversi: dalle 14.30 alle 16 e dalle 15 alle 16.30
04/12/2013
Un'ora e mezzo di tempo per scoprire la storia dell'Hotel Vittoria, i suoi aneddoti e i suoi segreti. Uno dei simboli della città finalmente riapre le porte ai suoi concittadini. L'Associazione Arnaldo da Brescia riporterà i bresciani ad «impossessarsi» di nuovo del «loro» hotel. Tutte le domeniche di dicembre, e poi da gennaio la seconda e la quarta domenica di ogni mese, le guide dell'associazione porteranno i bresciani a varcare la soglia dorata dell'unico hotel a cinque stelle della città. Una struttura che fa parte di Brescia dal 1932, ma che i cittadini, tuttora, guardano con deferente rispetto. «Noi bresciani abbiamo quasi soggezione solo a passare sotto al porticato davanti all'hotel – scherza Giuseppe Ungari, presidente del Consiglio comunale che ha dato il patrocinio al tour guidato -. Proprio per questo credo sarà un'iniziativa gradita ai cittadini che potranno riscoprire un tesoro che fa parte di Brescia e che finora è stato considerato poco accessibile». Un'istituzione dalle cui stanze sono passati nomi celebri di ieri e di oggi, come Tazio Nuvolari, Zucchero Fornaciari, Franco Battiato, Pep Guardiola e Silvio Berlusconi. Gli altri, assicurano le guide, verranno svelati durante le visite. LE VISITE GUIDATE sono state suddivise in due turni: dalle 14.30 alle 16 e dalle 15 alle 16.30. Al termine di entrambi ci si potrà fermare nel bar dell'hotel per una merenda con tè e pasticcini. È necessaria la prenotazione entro il venerdì precedente (ai numeri 030 47660 o 347 4122750 nel pomeriggio) perché è consentito un massimo di 30 persone per volte. I prezzi della visita variano in base al numero di persone: da un minimo di 11 a un massimo di 15 euro a persona, merenda compresa. «L'idea ci è venuta perché abbiamo intravisto la possibilità di mostrare un luogo amato dai bresciani, conosciuto da tutti ma tuttavia non vissuto – spiega Sandra Morelli, presidente dell'associazione -. Con le nostre guide contestualizzeremo la struttura all'interno di piazza Vittoria, racconteremo la sua storia e il percorso che lo ha portato ad essere l'hotel di prestigio che è oggi. Arricchiremo il racconto con aneddoti sugli ospiti illustri e con le caratteristiche stilistiche e architettoniche di quello che può essere considerato un vero e proprio monumento della città». Chi si è innamorato a prima vista dell'Hotel Vittoria è Giancarlo Zambanini, trentino di origine ma ormai bresciano di adozione. Direttore amministrativo della Hotel Master Srl, e dal primo ottobre anche amministratore del Vittoria, ha sposato di buon grado l'idea dell'associazione. «Più siamo qui e più ci innamoriamo di questa struttura - assicura -. Questo è l'hotel dei bresciani». SI. SAL.
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