George Rodger

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“Ogni cosa che vedi in basso, sul vetro della tua Rolleiflex è la realtà, le cose come sono. La Fotografia è cosa deciderai di farne di tutto ciò”

GEORGE RODGER questo “sconosciuto”

Laboratorio di Fotografia e Cultura

San Giuliano Mil. 19 Novembre 2014


“ You must feel an affinity for what you are photographing. You must be part of it, and yet remain sufficiently detached to see it objectively. Like watching from the audience a play you already know by heart. ”

Si deve sentire una certa affinità con quello che si sta fotografando. È necessario essere parte di esso, e tuttavia rimanere sufficientemente distaccato per vedere obiettivamente. Come guardare dal pubblico un gioco che già conosci a memoria

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L’INIZIO 3


19 marzo 1908

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1927

College St. Bees

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193 6

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Conosciuto come il “tranquillo inglese”, si descrive come un sognatore che ha intrapreso la fotografia per vedere che cosa il mondo aveva da offrire al di la dei suoi orizzonti

“Potrei giocare con la composizione, dato che la forza di un’immagine e’ nella composizione stessa. Oppure potrei giocare con la luce. Ma non posso interferire con il soggetto. Il soggetto deve prendere il suo posto da sé e se non mi piace non lo devo stampare” 7


1940-1947

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George Rodger documented the aftermath of the Coventry Blitz of November 14/15th 1940


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La prima pagina del Daily Mail il 31 dicembre 1940


Fotografato da Henri Cartier-Bresson durante la liberazione di Parigi, 1944

CORRISPONDENTE DI GUERRA 10


London. Life in London during The Blitz of World War II in 1939-40. 1940

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London. Life in London during The Blitz of World War II in 1939-40. 1940

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London. Life in London during The Blitz of World War II in 1939-40. 1940

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Coventry. Postmen on their rounds find addresses gone. 1940

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Heavy rescue squad after an all-night bombing raid, London 1940

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London. Life in London during The Blitz of World War II in 1939-40. 1940

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London. Life in London during The Blitz of World War II in 1939-40. 1940

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SUDAN. El Fasher, Darfur province. Free French troops on parade with Sudan Defence Force, before departure to Eritrea. 1941

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CHAD. Hassau chieftains demonstrate their superb horsemanship in a "Fantasia". 1941

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Camel Corps at the Arab Legion at Mafrak, Jordan 1941

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EGYPT. German prisoners near the sea close to Dirne. 1941

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EGYPT. Graves of the crew of a British bomber shot down in June 1941

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EGYPT. A dead German soldier. 1941

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BURMA. Wounded soldiers from the Chinese Army are treated by Burmese nurses. 1942

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American invasion forces, Salerno, Italy 1943

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ITALY. Naples. Portrait of Robert CAPA during the Allied liberation of Italy. 1943

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The Liberation, Paris 1944

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The Luneburg Surrender, Germany 1945

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Children coming home from school, Spain 1945

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UN’ESPERIENZA TRAUMATICA 30


“Quando ho potuto guardare l'orrore di Belsen e pensare solo a una bella composizione fotografica, ho capito che mi era successo qualcosa dentro, e mi sono dovuto fermare�

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Hundreds of corpses on the ground beneath trees at BergenBelsen concentratio n camp, April 1945

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Male and female German SS soldiers forced to load corpses onto trucks under British guard at the BergenBelsen concentration camp, 1945

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Female SS soldiers fill a mass grave with corpses while under guard by British soldiers at the Bergen-Belsen concentration camp, 1945

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British doctors using DDT to delouse newly liberated prisoners at the BergenBelsen concentration camp, 1945

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Female prisoners in the newly liberated BergenBelsen concentration camp, 1945

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Scene at BergenBelsen, 1945

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Scene at BergenBelsen, 1945

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1947

William e Rita Vandivert Dopo un anno si ritirano dall’agenzia

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UN CAMBIO RADICALE 40


Le tribù e la natura selvaggia dell’Africa.

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TANZANIA. Children from the Wagogo tribe wear special headgear for the circumcision ceremony. 1947

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Warrior from the Amangwane tribe, Swaziland 1948

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Bari schoolgirls, near Yei, Southern Sudan 1948

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45 Basuto Boy, South Africa 1948


UGANDA. Pygmies. "Dance of the forest people". The Bachimbiri and Wagasero dance their own version of a courting dance, the "Kamundere", before a semi-circle of men of the tribes who kneel before them. 1948

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47 UGANDA. Wagasero girls wear strings of beads around their foreheads. 1948


48 SUDAN. Latuka rainmaker dancers. 1948


SUDAN. Kordofan. Two fighters from the Kao-Nyaro tribe who use lethal bracelets during fights. 1949

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SUDAN. A gathering of the Nuba tribe in the Korongo Jebels (mountians). Wrestlers face each other before a match. 1949

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The champion of a Korongo Nuba wrestling match, Kordofan, Southern SUDAN 1949

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SUDAN. Kordofan. The Nubas. The keyhole entrance to a Nuba house in the Korongo Jebels (mountains). Doorways are shaped to allow admittance to people carrying loads of firewood on their heads. 1949

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SUDAN. Kordofan. The Nubas. Dinka and Nuba girls dressed for ceremonial dance. 1949

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1950: Europa, India, Medio Oriente

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HAITI. Port-auPrince. Young Haitian girl. 1950

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Boys in the Blue Mountains, Jamaica 1950

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ISRAEL. Bethlehem. A priest, late for the service, dashes across Manger Square during High Pontifical Mass. Crowds are held back by Arab Legion soldiers. 1951

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58 A woman on the Via Dolorosa, Jerusalem 1952


INDONESIA. BALI. Ubud. Young girl in Ubud marketplace. 1953

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60 KENYA. Sir Evelyn Baring, Governor of Kenya. 1954


UGANDA. Bunyoro. The King of Bunyoro. "The Executioner" of Bunyoro with his symbolic axe. In ancient times he was kept very busy. 1954

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62 SUDAN. Aluma Plateau. 1954. Line of Bari women


63 PHILIPPINES. Moving house in the Philippines. 1955


The matriarch of a Tuareg tribe, Tamanrasset, Algeria 1957

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65 ALGERIA, 1957. Through the windscreen on route to In-Salah


66 ALGERIA. Sahara. Palmeries of Kerzaz near the Great Western Erg. 1957


67 The wool suq, Tunis, Tunisia 1958


68 Venice, Italy 1969


1977 … di nuovo Africa

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70 Masai Moran, Kenya 1979


71 KENYA. Masai Moran circumcision ceremony. 1979


72 KENYA. A junior Moran warrior, Kenya 1979


1995: Muore nella sua casa nel Kent il 24 luglio all’età di 87 anni

George Rodger and Bert Hardy con il nipote George, 1995

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Pubblicazioni Red Moon Rising, The Cresset Press 1943 Desert Journey, The Cresset Press, 1944 Village des Noubas (1955) Le Sahara (1957) George Rodger : Humanity and Inhumanity (1994)

Sito www.georgerodgerphotographs.com

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Cosa dovrei fare per diventare un fotografo come te? “Come si può rispondere su qualcosa che non ha una spiegazione tecnica, che è impalpabile e proviene dall’interno? Certo, inizialmente dovrai acquisire delle padronanze tecniche. Dovrai farlo, se vorrai esprimerti esteticamente utilizzando strumenti che sono puramente meccanici. Ma poi, dovranno diventare riflessi automatici, da dimenticare al più presto. Allora, una volta che questi riflessi saranno acquisiti, potrai concentrarti su quello che vedi nel mirino perché è attraverso il mirino che riuscirai a stabilire il legame tra la realtà e la tua personale interpretazione che di questa realtà vorrai darne. Ricordalo. Ogni cosa che vedi guardando in basso, sulla lastra della tua Rolleiflex è la realtà. Le cose come sono. La fotografia è ciò che tu deciderai di farne di tutto questo.“ George Rodger

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….. George ci aspetta a Cremona

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© PieroZ


Perché ho scelto questo autore ?

D)1908: George Rodger nasce il 19 marzo a Hale, Cheshire e trascorre la sua giovinezza nel Cheshire e in Scozia. Fin da giovane e’ portato per una vita avventurosa

D)1927: Frequentato il college St. Bees e terminati gli studi si arruola sulle navi della Marina Mercantile britannica

1929­1936: A circa vent’anni si trasferisce in America dove svolge diversi lavori (macchinista, operaio)

D)1936: Ritorna in Inghilterra ed inizia per la BBC la sua prima attività di fotografo. Acquista la sua prima 77 fotocamera 35 mm


D)1940­1947: Diventa corrispondente di guerra per il magazine LIFE e per i successivi 7 anni viaggia in 62 paesi dove fotografa ben 18 campagne di guerra 

Il blitz di Londra (La città di Londra, insieme ai villaggi limitrofi, fu ripetutamente

attaccata dalla Luftwaffe per 57 notti consecutive; si calcola che vi siano stati circa 40.000 vittime e 46.000 feriti)

West Africa  La caduta di Burma (Un omaggio a Rodger si trova nel sito delle Flying Tigers, il corpo di volontari americani che combatté i Giapponesi a Burma. Nel 1942, infatti, Rodger venne inviato a Burma per conto del settimanale Life e documentò la difesa di Rangoon)  Lo sbarco in Sicilia (generale Montgomery)  Lo sbarco in Normandia  La liberazione di Parigi, Belgio, Olanda  La resa tedesca a Luneburg  Liberazione del campo di concentramento di Bergen­Belsen 

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Liberazione del campo di concentramento di Bergen­ Belsen Era un campo di concentramento nazista situato nella bassa Sassonia, a sud­est della cittadina di Bergen, vicino a Celle  Tra il 1943 e il 1945 si stima che circa 50 000 persone morirono nel campo, di cui oltre 35 000 di tifo nei primi cinque mesi del 1945  In questo campo morirono Anna Frank 

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D)1947: Insieme a Robert Capa, Cartier­Bresson e David Seymour fonda l’agenzia Magnum. Tra i tre e’ quello meno conosciuto.

Alla base di questa scelta vi era la comune volontà di tutelare il proprio lavoro fotografico e garantirne il pieno controllo sulla diffusione delle immagini Secondo i soci fondatori, le immagini dovevano essere pubblicate a pieno formato, senza tagli, condizione che veniva garantita dal bordo nero del negativo le immagini scattate rimanevano finalmente di proprietà del fotografo e non delle riviste in cui venivano pubblicate

Per ogni fotografo, un’area geografica di riferimento dove operare: Henri Cartier­Bresson l’ Oriente, David Seymour l’Europa, William Vandivert l’America, George Rodger il Medio Oriente e l’ Africa e Robert 80 Capa piena libertà d’azione nel mondo


D)1948­1949: Traumatizzato dalla guerra lascia LIFE e si dedica a lavori che riguardano le tribù e la natura selvaggia dell’Africa. Fotografa le tribù Nuba del Sudan  Intraprende un lungo viaggio in Africa di oltre 20.000 chilometri  La moglie, Cicely, who traveled extensively with him in Africa, died in childbirth in 1949. In 1952, he married his American assistant Lois (Jinx) Witherspoon, who survives him, as do their three children, Jennifer, Jonathan and Peter 

1950: Viaggia attraverso Europa, India, Medio Oriente illustrando articoli per magazines europei e americani81


D)Fra il 1950 e il 1980 si reca più di 15 volte in Africa e la maggior parte dei suoi servizi fotografici viene pubblicata sul National Geographic.

1957: Spedizione nel Sahara per National Geographic  1958: Africa 

1959: Si stabilisce nel Kent con la moglie dove scrive per riviste

D)1977­1979: Ritorna in Africa per ben 3 volte concentrandosi sulla vita delle tribù (Tuareg e Masai)  1995: Muore nella sua casa nel Kent il 24 luglio all’età di 87 anni (mostra a Londra ma era malato) 

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Alla domanda “cosa dovrei fare per diventare un fotografo come te?”… Rispondo… Come si può rispondere su qualcosa che non ha una spiegazione tecnica, che è impalpabile e proviene dall’interno? […] Certo, inizialmente dovrai acquisire delle padronanze tecniche. Dovrai farlo, se vorrai esprimerti esteticamente utilizzando strumenti che sono anche puramente meccanici. Ma poi, dovranno diventare riflessi automatici, da dimenticare al più presto. Movimenti istintivi come aprire la bocca per mordere una mela. Allora, una volta che questi riflessi saranno acquisiti, potrai concentrarti su quel che vedi nel mirino perché è attraverso il mirino che riuscirai a stabilire il legame tra la realtà e la tua personale interpretazione che di questa realtà vorrai darne. Ricordalo. Ogni cosa che vedi guardando in basso, sulla lastra di vetro della tua Rolleiflex è la realtà – le cose come sono. La fotografia è ciò che tu deciderai di farne di tutto questo.

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Guardando nel tuo mirino, quel che vedi potrà essere bello o divertente o potrà essere triste. Il tuo cuore potrà fermarsi per l’orrore di tutto ciò o i tuoi occhi velarsi di pietà o di vergogna. Ma questa è la realtà e tu devi sapere cosa farne. Penso che nessuno possa indicarti in che modo agire, a parte raccomandarti di essere onesto con te stesso. Certamente, non puoi interpretare cosa vedi nel mirino e trasformarlo in una buona foto senza avere la giusta conoscenza di cosa si tratta. Devi sentire una certa affinità verso quel che fotografi. Devi esserne parte e, nello stesso tempo, rimanere sufficientemente distante e guardarlo in modo obbiettivo. Come osservare dalla platea una commedia che conosci già a memoria. Purtroppo, non esiste formula per acquisire questa “conoscenza – a – memoria”, questa comprensione. E’ qualcosa che nascerà spontaneamente dal profondo di te stesso. 

Estratto da una lettera inviata da George Rodger al figlio Jonathan, il 15 luglio 1970.

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15 luglio 1970

Mio caro Jonathan, (…) E’ alquanto difficile rispondere alle domande che mi poni, ma farò del mio meglio e se non comprenderai subito, ciò accadrà un poco più tardi. (…) Tu chiedi: – Che cosa devo fare per diventare un fotografo come te? – Se tu non avessi aggiunto quel “come te” in fondo alla frase, la risposta sarebbe stata per me molto più semplice. Come si può spiegare qualcosa di non tecnico, di non tangibile e che viene da dentro? (…)Naturalmente, quando si è davvero all’inizio, bisogna imparare qualche regoletta tecnica. Lo devi fare, se vorrai esprimerti esteticamente attraverso mezzi e strumenti puramente meccanici (il fuoco, il diaframma, la velocità, etc. etc.). Ma questi dovranno diventare in fretta dei riflessi condizionati e poi dimenticati. Essi dovranno diventare per te istintivi come l’aprire la bocca per mordere una mela. Poi, una volta stabilito questo automatismo, potrai concentrarti su quello che vedi nel mirino perché è attraverso il mirino che tu stabilisci il legame tra la realtà e la tua interpretazione di esso. Ricordalo. Qualunque cosa tu vedi sul vetro smerigliato della tua Rolleiflex è realtà.

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La fotografia è ciò che tu fai di essa. Ciò che vedi nel mirino può essere brutto. Il tuo cuore può resistere appena all’orrore di ciò che vedi o i tuoi occhi annebbiarsi per la pietà e per la vergogna. Ma è tutta realtà e tu devi sapere cosa farne. Credo che nessuno saprebbe consigliarti come imparare ad usare la realtà, tranne dicendoti di essere sempre onesto verso te stesso, ma ciò è piuttosto vago. Certamente non puoi interpretare ciò che vedi nel tuo mirino e non puoi farne una buona fotografia, senza averlo prima compreso. Devi riuscire a provare una certa affinità con quello che stai fotografando; devi essere una parte di esso e nello stesso tempo restarne sufficientemente distaccato per poterlo vedere obiettivamente. (…)Sfortunatamente non c’è nessuna formula per questo tipo di “partecipazione”. E’ qualcosa che viene dall’interno. Ma puoi esercitarti in questa direzione. Dipende molto dalla tua propria personale conoscenza del mondo e dalla tua abilità a percepire ed accettare come l’altra gente ci vive. (…) Qualcuno ha detto che maggiori saranno le tue difficoltà, migliore sarai te stesso. 86


Hai mai osservato un camaleonte? E’ una specie di lucertola che cambia i suoi colori accordandoli a quelli dell’ambiente: è verde nell’erba, marrone su un tronco, rosso pallido sulla latterite. E’ un metodo molto utile che potresti cercare di imitare. Non intendo dire che dovresti diventare color caffè nel Vizagatapam o completamente nero nel Bangassu, ma voglio dire che dovresti trovare quella certa attitudine per non apparire bianco in nessuno dei due posti. Ogni nazione, razza o tribù ha la sua morale, il suo orgoglio e la sua dignità, le sue regole e le sue abitudini e molto differenti le une dalle altre. E tu devi accettare queste cose e più le conosci e meglio è. Sviluppa il tuo metodo di camaleonte fino a saperti mescolare in tutti gli ambienti e sentirti veramente a casa tua sia nella capanna di un beduino che a palazzo reale.(…) E ovunque ti trovi, evita i trucchi. Una buona fotografia è basata sulla verità e sull’integrità. Il trucco è solo un mezzo da poveri uomini per giustificare la loro mancanza di talento, la loro incapacità a comporre una foto senza artifici. Fa che la composizione della tua immagine sia onesta, pura, forte e ben definita. E’ una questione di disegno e meno complicato esso è, più piacevole risulterà all’occhio. Tuo affezionatissimo padre.

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