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Utilizzo clinico dell’olio ozonizzato in liposomi (Lipozoneye) a livello oftalmologico
di Irene Gattazzo, Alessandro Galan, Giuseppe Lo Giudice
Abstract
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Scopo del lavoro: La ricerca di agenti antimicrobici ad ampio spettro di azione in grado di ridurre l’instaurarsi di resistenze batteriche e la comparsa di effetti avversi, ha portato ad un maggior interesse scientifico nell’impiego di antisettici topici. La presente revisione si propone di fornire una panoramica generale sull’olio ozonizzato in liposomi (Lipozoneye) e sul suo utilizzo clinico a livello oftalmologico. Materiali e metodi: È stata effettuata una ricerca su un database elettronico (PubMed and Medline) di articoli di diverso tipo pubblicati in lingua inglese tra il 2000 ed il 2022 con una combinazione dei seguenti termini: oli ozonizzati, ozono, antibioticoresistenza, colliri, infezioni oculari, ulcere corneali. Sono stati inclusi all’interno della revisione tutti gli articoli originali, le review, i case reports ed i case series in grado di fornire un excursus sull’efficacia e sulle limitazioni dell’uso dell’olio ozonizzato in liposomi come agente antimicrobico con particolare riguardo all’ambito oftalmologico. Risultati: Sono risultate essere numerose le evidenze a favore della somministrazione topica dell’ozono e del suo profilo di sicurezza, specialmente se somministrato come olio ozonizzato. Inoltre l’efficacia antimicrobica dell’olio ozonizzato liposomiale è stata comprovata su ceppi batterici resistenti alle comuni terapie antibiotiche. Il suo impiego in associazione con gli antibiotici, potrebbe eliminare possibili “sacche” di resistenza batterica ed ampliare lo spettro d’azione degli stessi. Discussione e conclusioni: Sebbene siano necessari trial controllati randomizzati con durata di follow-up maggiore, l’olio ozonizzato in liposomi ha dimostrato di essere efficace e sicuro e di poter essere proposto nella prevenzione e trattamento delle infezioni oculari croniche locali, in formulazioni appropriate e in casi controllati, come alternativa agli agenti antimicrobici topici.
Parole chiave: oli ozonizzati, ozono, antibioticoresistenza, colliri, infezioni oculari, ulcere corneali, profilassi chirurgica
Introduzione
Negli ultimi cinquant’anni è notevolmente aumentato l’interesse nella medicina “naturale” e, soprattutto, si è diffuso su larga scala l’utilizzo di prodotti vegetali nel campo microbiologico. La ricerca di agenti antimicrobici ad ampio spettro che evitino l’instaurarsi di resistenze e riducano la comparsa di effetti avversi ha portato ad un maggior interesse scientifico negli oli ionizzati e nel loro utilizzo clinico (1–3). Il trattamento con oli vegetali con ozono porta alla creazione di un film che consente il rilascio prolungato a livello della superficie oculare. Per ridurre gli effetti avversi
topici è, oltretutto, cresciuto l’interesse nella ricerca di nuove metodiche di delivery. Questa review si focalizza sull’uso attuale di agenti con oli ozonizzati in liposomi come agenti antimicrobici e sul loro possibile utilizzo topico a livello oculare.
Materiali e metodi
È stata effettuata una ricerca su un database elettronico (PubMed and Medline) di articoli di diverso tipo pubblicati in lingua inglese tra il 2000 ed il 2022 con una combinazione dei seguenti termini: oli ozonizzati, ozono, antibioticoresistenza, colliri, infezioni oculari, ulcere corneali. Sono stati inclusi all’interno della revisione tutti gli articoli originali, le review, i case reports ed i case series in grado di fornire un excursus sull’efficacia e sulle limitazioni dell’uso dell’olio ozonizzato in liposomi come agente antimicrobico con particolare riguardo all’ambito oftalmologico.
Delivery system
L’ozono è un gas altamente instabile che si forma nella stratosfera per l’azione delle radiazioni ultraviolette sull’ossigeno biatomico (O2). Quest’ultimo viene scisso e ricombinato in una nuova forma allotropica a tre atomi, dando origine ad un gas altamente instabile e ad elevato potenziale d’ossidazione (Figura 1). L’ozono (O3) è stato riconosciuto come uno dei migliori agenti battericidi, antivirali, antifunginei ed è stato usato in maniera empirica clinicamente come agente terapeutico nel trattamento di affezioni neurologiche, vascolari, reumatologiche, odontostomatologiche, dermatologiche e oftalmologiche (4,5) . Le attività biologiche degli oli ozonizzati sono da ascrivere ai composti ossigenati (H2O2, idroperossidi e perossidi lipidici) ed alle specie reattive dell’ossigeno (ROS) ad attività antimicrobica che si generano dagli intermedi di reazione a contatto con i tessuti. Gli oli ozonizzati, però, potrebbero risultare irritanti per alcuni tessuti delicati come quelli oculari. Questo limite è stato superato grazie alla tecnologia dell’incapsulazione, definita come un processo nel quale le goccioline dell’olio ozonizzato attivo vengono circondate da un coating di fosfolipidi organizzati in liposomi (Figura 2). L’incapsulazione tramite nanoemulsioni ne consente, infatti, un rilascio modulato, ne aumenta la stabilità fisica, ne diminuisce la volatilità e protegge dalle reazioni di ossidazione. Permette, inoltre, alle goccioline presenti al loro interno di interagire e di fondersi con le membrane lipidiche microbiche anche a seguito dell’attrazione elettrostatica tra la carica anionica del patogeno e quella cationica delle emulsioni stesse, ampliando ulteriormente lo spettro di azione dell’attività antimicrobica e la loro selettività (1) . A livello topico oculare la formulazione liposomiale presenta altri vantaggi significativi: una maggior penetrazione a livello batterico con conseguente maggior efficacia, un aumento della biocompatibilità e della biotollerabilità, garantendo il massimo confort, ed una diminuzione della tensione superficiale nel film lacrimale in grado di consentire una miglior
Radiazione luminosa
Figura 1 + calore
Figura 2
diffusione nel film lipidico e una detersione maggiore della superficie. Grazie a queste proprietà è stato ottenuto il brevetto della formulazione, con il nome di LipozonEye.(1) (Figura 3) Lo sviluppo di una formulazione specifica per uso oftalmico ha previsto un ulteriore miglioramento grazie all’ipromellosa (Ozodrop®, FB Vision, Italy) che, rendendo il complesso più persistente sulla superficie oculare, lo rende più tollerato e biocompatibile con i delicati tessuti dell’occhio.
I meccanismi d’azione dell’olio ozonizzato
I principali meccanismi d’azione dell’ozono e dei suoi derivati sono: l’azione antimicrobica ad ampio spettro contro batteri, funghi e virus; la stimolazione della riparazione tissutale favorita dal rilascio durante la reazione di ozonizzazione di fattori di crescita dai tessuti (6,7), in particolare di PDGF e TGF-β, responsabili a loro volta del rimodellamento e della guarigione tissutale (8,9); infine, l’azione antiossidante indiretta, in grado di attivare i meccanismi antiossidanti endogeni ed di eliminare sia i perossidi lipidici che i radicali liberi dell’ossigeno reattivi. In particolare, l’ozono stimola l’attività e la trascrizione degli enzimi ad azione antiossidante come la Superossido dismutasi, la Glutatione perossidasi e catalasi, coinvolti nello scavenging dei perossidi e dei ROS. La formazione dei prodotti ozonizzati, più stabili rispetto all’ozono gassoso, non varia la reattività della molecola originaria, anzi ne conserva la sua attività ossidante nei confronti delle cellule microbiche. I meccanismi di azione antisettica dell’olio ozonizzato sono stati ampiamente studiati, chiarendo come la sua azione si esplichi attraverso un’azione multitarget. In primis, gli ozonidi a contatto con gli essudati biologici rilasciano lentamente O3, trioxolano e lipoperossidi in grado di distruggere, per ossidazione, diversi agenti patogeni (batteri, virus, funghi) (8,10). Tali composti interagiscono con i fosfolipidi della membrana determinando una perossidazione delle membrane cellulari con conseguente lisi del microbo e, nel caso dei funghi, l’azione è diretta anche verso le membrane mitocondriali. Il danno “a cascata” che ne consegue porta anche al danneggiamento intracellulare del materiale genetico (DNA, RNA, plasmidi) e degli enzimi cellulari vitali nelle cellule microbiche. La produzione di ROS ad azione microbicida costituisce un ulteriore meccanismo di danno (11–13) . L’azione multitarget dell’olio ozonizzato in liposomi non permette l’instaurarsi di meccanismi di difesa da parte dei microbi, a differenza degli antisettici dotati di un solo meccanismo di azione che possono indurre la formazione di pompe di efflusso in grado di determinare lo sviluppo di resistenze crociate.
Figura 3
Uso Topico Oculare
L’attività dell’olio ozonizzato in liposomi per uso topico oculare è stata indagata in diversi studi sia sperimentali che clinici che hanno confermato sia l’efficacia antimicrobica e riparativa, sia la tollerabilità per le delicate strutture oculari. L’efficacia dell’olio ozonizzato in liposomi in un modello in vivo ad alta contaminazione batterica, come i pazienti veterinari, è stata dimostrata da Marchegiani et al., in uno studio prospettico, randomizzato, comparativo, interventistico che confrontava la riduzione della carica batterica della superficie oculare tramite Ozodrop® rispetto al povidone ioduro 5% (Betadine) nella profilassi della chirurgia oculare. I 44 occhi dei 22 cani arruolati nello studio sono stati suddivisi in quattro gruppi, trattati rispettivamente con ozono palpebrale, ozono congiuntivale, fluorochinolone e placebo. Per escludere ogni possibile effetto degli eccipienti della preparazione, è stato testato anche il solo veicolo privo di olio ozonizzato liposomiale (14) . Per valutare sia la conta microbica che la presenza di Stafilococchi coagulasi positivi, negativi e di Pseudomonas Aureginosa, sono stati prelevati dei tamponi all’inizio e alla fine del protocollo antisepsi che prevedeva l’instillazione di una goccia di olio ozonizzato in liposomi ogni 30 secondi per 4 volte al giorno e 1 goccia di Povidone Ioduro ogni 30 secondi per 4 volte al giorno nell’occhio controlaterale. A causa dell’effetto batteriostatico dell’ossibuprocaina cloridrato e battericida della lidocaina cloridrato, l’anestesia topica è stata applicata solo a seguito
della collezione dei campioni. L’analisi statistica ha rivelato una significativa riduzione nella carica microbica sia nel gruppo trattato con olio ozonizzato (p=0.04) in liposomi che in quello con povidone ioduro 5% (p=0.01), senza differenze statisticamente significative nei due gruppi. Il gruppo trattato con il solo veicolo non ha avuto una riduzione significativa della carica microbica, confermando come l’attività antimicrobica della soluzione oftalmica a base di olio ozonizzato liposomiale sia ascrivibile solo all’ozono liposomiale e non agli eccipienti (es. borato) (14) . L’efficacia antibatterica in vitro, invece, è stata dimostrata da Cutarelli et al. in uno studio che poneva una soluzione di olio ozonizzato in liposomi a concentrazioni crescenti (50, 100, 200, 400 µl) su sospensioni batteriche di Staphylococcus Aureus e Pseudomonas Aeruginosa diluite a 150 CFU/ml e mantenute per 10 minuti a 37°, in condizioni di contaminazione microbica e tempo di contatto simili all’applicazione di un collirio a livello oculare. Ciascuna soluzione è poi stata coltivata su terreno Agar sangue per lo Staphilococcus Aureus e nutrienti Agar per lo P. Aeruginosa. L’attività battericida è risultata rispettivamente del 46%, 54%, 76% e 80% contro lo Staphylococcus aureus e lievemente inferiore contro lo Pseudomonas aeruginosa (1%, 28%, 46%, 60%) (15) Nello stesso studio è stata valutata la tossicità tissutale su cheratinociti epiteliali degli oli ozonizzati in liposomi, testandoli a concentrazioni di 50, 100 e 200 µl, 3 volte al giorno per 3 giorni, rimuovendoli dopo 10 minuti di contatto. Il saggio MTT (3-(4,5-dimethylthiazol)-2,5-diphenyl-tetrazolium bromide) ha dimostrato come l’olio ozonizzato in liposomi non inibisca la crescita cellulare; al contrario, la valutazione quantitativa della conta cellulare ha dimostrato come 100 µl e 200 µl di olio ozonizzato in liposomi siano in grado di promuovere la crescita cellulare dopo 72 ore di trattamento, rispetto ai controlli (15) . Lo studio ha dimostrato, quindi, sia l’efficacia antimicrobica dell’olio ozonizzato in liposomi contro i ceppi batterici sia Gram+ come lo Staphylococcus aureus, sia Gram-, come lo Pseudomonas aeruginosa, sia la tollerabilità e l’assenza di tossicità cellulare, promuovendo al contrario la crescita cellulare delle cellule epidermiche. I risultati ottenuti avvalorano l’evidenza provata dall’esperienza clinica, confermando sia la tollerabilità che l’efficacia degli oli ozonizzati in liposomi sia da soli che in combinazione con terapia convenzionale nel trattamento e nella prevenzione delle malattie infettive della superficie oculare. Conseguentemente, è stata valutata in vitro l’attività antibatterica di una soluzione di olio ozonizzato in liposomi per uso oftalmico su ceppi batterici multiresistenti (MDR) sia Gram+ che Gram-. Nello studio di Grandi et al. sono stati prelevati 60 ceppi di batteri con profili di multiresistenza (resistenti ad almeno 3 classi di antibiotici, compresi i fluorochinoloni): 20 ceppi di Pseudomonas aeruginosa (PA MDR), 20 ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), 20 ceppi di Staphylococcus epidermidis meticillino-resistente (MRSE) e 10 ceppi di Streptococcus spp. (5 Streptococcus pneumoniae, 3 Streptococcus agalactiae, 2 Streptococcus pyogenes). Le colture di PA MDR, MRSA, MRSE e Streptococcus spp., dopo riattivazione delle cellule microbiche, sono state seminate su piastra di agar Mueller-Hinton. Al centro di queste sono stati deposti 75 µl di olio ozonizzato liposomiale ed è stata, quindi, osservata la crescita dei microorganismi dopo incubazione a 37°C, per 2, 4, 6, 8 e 24 ore (16) . A 2 e a 4 ore non si era ancora verificata la crescita batterica sulla piastra, mentre a 6 ore la crescita di tutti i ceppi di PA MDR era completamente inibita. Ad ore 8, solo il 20% dei campioni di PA MDR cominciava a presentare una ricolonizzazione dell’area dove era stata deposta la goccia di olio ozonizzato in liposomi, nonostante la presenza del terreno di coltura favorente la crescita. Per i ceppi di MRSA, MRSE e degli Streptococchi, invece, la crescita è risultata inibita per il 100% a 6 e a 8 ore. Per i ceppi di Streptococcus, addirittura, l’efficacia si è prolungata a 24 ore per il 70%. Complessivamente, è stata inibita la crescita del 94% di tutti i ceppi batterici testati ad 8 ore, mentre restava inibita la crescita del 10% dei ceppi a 24 ore. È stato quindi dimostrata l’utilità dell’olio ozonizzato per uso topico oculare nella profilassi preoperatoria, laddove gli antibiotici potrebbero risultare poco efficaci o condurre allo sviluppo di resistenze batteriche (16) . L’efficacia antivirale è stata invece valutata da Cagini et al. che ha confrontato la riduzione dei segni clinici e dell’infezione virale nelle congiuntiviti da adenovirus a seguito dell’aggiunta di olio ozonizzato in liposomi alla terapia topica a base di tobramicina 0.3% e desametasone 0.1% rispetto alla terapia con la sola associazione di questi. Lo studio prospettico, randomizzato ha suddiviso gli 80 pazienti con sospetta diagnosi di congiuntivite virale nei due gruppi di trattamento: i 40 pazienti nel gruppo studio hanno ricevuto tobramicina 0.3% e desametasone 0.1% topici e olio ozonizzato in collirio, entrambi quattro volte al giorno; i 40 pazienti nel gruppo controllo hanno ricevuto la sola combinazione tobramicina 0.3%/desametasone 0.1% quattro volte al giorno (17). Il trattamento è stato protratto per sette giorni in
entrambi i gruppi. È stato prelevato un tampone congiuntivale dal fornice congiuntivale per l’analisi PCR con ricerca di Adenovirus al giorno del reclutamento e a sette giorni di follow-up. Alla diagnosi e a 7 giorni di follow-up sono stati valutati su una scala da 1 a 4 i seguenti parametri: iniezione congiuntivale, chemosi congiuntivale e presenza o assenza di cheratite puntata superficiale ed infiltrati corneali subepiteliali. La negativizzazione del tampone a 7 giorni è risultata maggiore nel gruppo di studio (76%) rispetto al gruppo controllo (61%), sebbene non fosse statisticamente significativa. Lo studio ha riportato, invece, una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi sia nella riduzione dei segni congiuntivali che nella risoluzione della cheratite superficiale puntata. A 7 giorni, infatti, l’iperemia era presente in 55 (con un valore medio che scendeva da 3.1 a 0.84) occhi del primo gruppo e 66 occhi del secondo gruppo (con un valore medio che scendeva da 3.05 a 1.3) e la chemosi congiuntivale era presente in 29 occhi del primo gruppo (con un valore medio che scendeva da 2.67 a 0.36) e 53 del secondo gruppo (con un valore medio che scendeva da 2.46 a 0.82) (17) . Questo è stato il primo studio che ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza dell’olio ozonizzato in liposomi nelle congiuntiviti da adenovirus. Nonostante non vi sia stato un miglioramento degli infitrati corneali subepiteliali, l’uso di colliri a base di olio ozonizzato in combinazione con tobramicina 0.3% e desametasone 0.1% topici applicati quattro volte al giorno è risultato migliore rispetto alla terapia standard stessa nel controllare l’infiammazione della superficie oculare, consentendo, inoltre, un’elevata percentuale di negativizzazione dei tamponi virali. L’attività antifungina di un collirio a base di olio ozonizzato in liposomi per uso topico oculare è stata, invece, investigata da Celenza et al. Dopo aver prelevato quattro specie di Candida (C. albicans, C. glabrata, C. krusei e C. orthopsilosis), è stata determinata la concentrazione minima inibente la crescita (MIC) con metodi di microdiluzione dopo un’incubazione di 24 ore con Ozodrop. Tutte le specie isolate sono risultate suscettibili all’olio ozonizzato con valori di MIC compresi tra lo 0.195% per C. glabrata e il 6.25% per C. orthopsilosis (18). Si è inoltre valutato l’effetto sulla vitalità cellulare dopo esposizione a diverse dosi di collirio mediante saggio colorimetrico MTT. Dopo un’ora di esposizione al valore di MIC, circa il 30% delle cellule erano morte, raggiungendo valori fino al 70% alla massima concentrazione di Ozodrop. Per cercare di chiarire il meccanismo di azione multitarget dell’olio ozonizzato in liposomi sono state valutate le alterazioni delle membrane plasmatiche e mitocondriali dei microbi, la generazione dei prodotti di perossidazione lipidica e dei ROS ad azione microbicida prendendo come modello la specie C. Albicans. Mediante l’utilizzo di una sonda potenziometrica fluorescente (3,3’-dipropylthiacarbocyanine iodide, DiSC3(3)), si è potuto stimare l’effetto del collirio sull’alterazione dei potenziali di membrana. La porzione attiva degli oli ozonizzati, l’anello trioxolano, causa la perossidazione dei lipidi insaturi presenti sulla membrana plasmatica determinandone una deformazione in termini di struttura, stabilità e funzionalità, cui consegue un’istantanea dissipazione del potenziale di membrana cellulare. Alla concentrazione di 12.5%, cioè la stessa che causa l’80% di morte cellulare entro un’ora di esposizione, la percentuale di cellule con elevato potenziale di membrana si avvicina a zero, suggerendo in modo inequivocabile una significativa alterazione della funzionalità delle cellule fungine (18) . Utilizzando una sonda potenziometrica fluorescente diversa (2’,7’-dichlorofluorescein diacetate, DCFH2-DA), è stato, inoltre, determinato il quantitativo di produzione di ROS, indice del livello di stress ossidativo. L’aumento significativo della produzione di ROS ed il loro accumulo, danneggia i lipidi, le proteine e il DNA, portando ad una progressiva disfunzione e morte cellulare. I dati hanno dimostrato come il trattamento generi uno stress ossidativo, contribuendo ad un effetto citotossico del trattamento. Il presente studio ha dimostrato, quindi, non solo l’attività antimicrobica nei confronti di organismi appartenenti al genere Candida, ma anche il meccanismo multitarget dell’olio ozonizzato in liposomi che non dovrebbe permettere l’instaurarsi di fenomeni di resistenze microbiche. L’olio ozonizzato liposomiale non presenta solo un’azione antinfiammatoria e battericida, ma è in grado di promuovere la riparazione tissutale, risultando quindi di forte interesse nelle patologie oculari del segmento anteriore, come congiuntiviti, cheratocongiuntiviti secche e ulcere corneali. Spadea et al., ha dimostrato come a dosaggio di 1-2 gocce ogni 4 ore per un periodo di tempo da 3 a 7 giorni, in aggiunta alla terapia antibiotica, acceleri la riparazione di abrasioni corneali, riducendo contemporaneamente i segni di infiammazione, quali iperemia congiuntivale e congestione dei vasi ciliari. Lo stesso dosaggio è stato d’utilità anche nel coadiuvare la riduzione in un altro paziente di un’ulcera corneale, dell’infiltrato e dell’edema perilesionale a 7 giorni. È stato, infine, d’ausilio nel ridurre dopo 10 giorni di
terapia l’opacità corneale di una cheratite stromale e nel risolvere le aree di erosione corneale e la sintomatologia in termini di glare e di fotofobia (19) . Infine, l’efficacia antisettica di una soluzione oftalmica a base di olio ozonizzato liposomiale nella profilassi della chirurgia della cataratta è stata analizzata da Spadea et al. in uno studio prospettico, interventistico, multicentrico, non randomizzato, di fase 4. Su 174 pazienti (348 occhi), il gruppo trattato (174 occhi) ha ricevuto una terapia a base di olio ozonizzato 0,5% in liposomi e ipromellosa (2 gocce 4 volte al giorno) nei 3 giorni antecedenti all’intervento, mentre il gruppo controllo (i 174 occhi controlaterali) sono stati trattati con soluzione salina nei 3 giorni prima dell’intervento, con la stessa posologia. Per ogni paziente sono stati prelevati dei tamponi congiuntivali a T0 (il giorno prima di iniziare la terapia, 4 giorni prima della chirurgia) e al T4 (dopo 3 giorni di trattamento, 10 minuti prima dell’intervento chirurgico e della preparazione del paziente con povidone ioduro 5% ed anestesia topica) (20) . A T0 i il 30% dei tamponi non presentava alcuna carica microbica, mentre il restante 70% presentava una carica batterica con prevalenza di Stafilococchi coagulasi-negativi. La valutazione della carica microbica sui terreni di coltura Agar sangue e cioccolato ha dimostrato una riduzione significativa della carica microbica dopo 3 giorni di trattamento, pari a circa il 92%, a differenza del gruppo controllo dove è rimasta invariata (p<0.0001). Lo studio si è inoltre proposto di valutare la tollerabilità del trattamento e la soddisfazione generale dei pazienti. Solo in 3 (1.72%) pazienti dei 174 in studio sono stati segnalati eventi avversi topici, quali l’iperemia congiuntivale, che è stato riscontrata su una scala da 1 a 5, appena rilevabile (Grado 1). L’accettazione del trattamento è stata ottimale, considerando che 167 pazienti (95.98%) hanno reputato il trattamento, utilizzando una scala VAS da 0 a 10 punti, come “molto confortevole”, mentre 6 (3.45%) hanno segnalato un lieve discomfort e solo 1 paziente (0,57%) un discomfort moderato. Lo studio ha dimostrato come il trattamento con olio ozonizzato liposomiale per uso topico oculare, somministrato prima dell’intervento di cataratta in un ampio campione di pazienti, sia risultato in grado di ridurre in maniera significativa la carica microbica congiuntivale di batteri potenzialmente patogeni, in grado di causare endoftalmiti postchirurgiche. Data l’attività antisettica e l’assenza di tossicità o di potere allergizzante, l’olio ozonizzato liposomiale potrebbe essere considerato un adiuvante sicuro ed efficace per la profilassi preoperatoria domiciliare.
Conclusioni
Sono diverse le evidenze a favore della somministrazione topica dell’ozono e del suo profilo di sicurezza, specialmente se somministrato come olio ozonizzato. È stato dimostrato, infatti, come la sua efficacia antimicrobica si sia esplicata anche in caso di tempi di contatto ridotti con le cellule microbiche, con azione biocida selettiva per i batteri ed una tollerabilità tissutale ottimale. Non solo, ma l’efficacia antimicrobica dell’olio ozonizzato liposomiale è stata comprovata anche su ceppi batterici resistenti alle comuni terapie antibiotiche. Il suo utilizzo in associazione con gli antibiotici, dunque, potrebbe eliminare possibili “sacche” di resistenza batterica ed ampliare lo spettro d’azione degli stessi. Anche nelle infezioni virali oculari, l’olio ozonizzato liposomiale in associazione alla terapia primaria può consentire una migliore risoluzione dei segni clinici. Grazie a meccanismi d’azione multipli (l’alterazione dei potenziali di membrana, la perossidazione dei lipidi, la degradazione del DNA e di enzimi vitali, la generazione di ROS ad attività microbicida) l’olio ozonizzato presenta, inoltre, un’importante azione antifungina. Ed è questo meccanismo d’azione multitarget che impedisce l’instaurarsi di fenomeni di resistenze microbiche. Infine, si è dimostrato un utile adiuvante alla terapia antibiotica non solo per la sua efficacia antimicrobica ad ampio spettro, ma anche per l’effetto di riparazione “fisiologica” che evita l’insorgenza di cheloidi o di haze corneali. Ciò consente di evitare sia un abuso di antibiotici nel trattamento di patologie infettive della superficie oculare sia l’insorgenza di ceppi batterici multiresistenti. Sebbene siano necessari trial controllati randomizzati con durata di follow-up maggiore, gli oli ozonizzati hanno dimostrato di essere efficaci e di poter essere proposti nella prevenzione e trattamento delle infezioni croniche locali, in formulazioni appropriate e in casi controllati, come alternativa agli agenti antimicrobici topici.
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• Prestazioni rivoluzionarie che sfidano la convezione della monofocalità offrendo una visione intermedia migliorata.1 • Prestazioni superiori in condizioni di scarsa luminosità, che accrescono la fiducia negli esiti auspicati.2
• Rafforza le prestazioni visive con la stabilità di rotazione.3
TM
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Migliora la Visione. Supera le aspettative.
Referenze:
1. Data on File, Johnson & Johnson Surgical Vision, Inc. Sep 2018. DOF2018CT4015.
2. Data on File, Johnson & Johnson Surgical Vision, Inc. 2018. DOF2018OTH4004.
3. DOF2019OTH4015 - Study NXGT-103-MER3 - Proof of Concept Study for Next-Generation
IOL Models MER003 and MER004. Aug. 28, 2019.