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il magazine di Verona e Lessinia € 2,50
Anno 6 Numero 9 - novembre 2013
copia gratuita
LA SICUREZZA STRADALE NON È UN GIOCO Verona in prima fila con giovani e studenti
LEGALITÀ
INTERVISTA
VERONA
SPORT
Lotta alla mafia a tu per tu con Maria Falcone
Pantheon incontra il Ministro Mario Mauro
Il successo di giovani alla Festa della Fede
Anche Paolo Andreucci al prossimo Rally Due Valli
11/11/13 AL 01/12/13 DAL
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E di Matteo Scolari
V
DITORIALE
orrei insistere ancora una volta sui giovani. Sono tante le testimonianze, i racconti di vita, i fatti e le iniziative che nello scorso mese di ottobre hanno messo al centro le nuove generazioni. Insisto perché è chiaro che se vogliamo anche solo immaginare di cambiare lo stato attuale delle cose, è a loro che dobbiamo rivolgerci e su di loro che dobbiamo investire tempo, risorse ed energie. Ho avuto la fortuna, e l’onore, di conoscere personalmente Maria Falcone, sorella del giudice assassinato dalla mafia nel 1992 nel tragico attentato di Capaci. Un incontro intenso, pieno di significati e dall’elevato pathos emotivo. Durante l’intervista, il mio pensiero è andato ripetutamente alla figura di Giovanni, un modello per me, fin dall’infanzia. Un uomo straordinario (senza retorica alcuna) che ha sacrificato la propria vita, consapevole del destino a cui sarebbe andato incontro, per un’idea di bene comune. Pensavo anche ai tanti giovani di tutta Italia, e non solo, che proprio di Giovanni Falcone si innamorano ogni giorno, magari sui banchi di scuola, pur non avendolo conosciuto per evidenti questioni anagrafiche. Ragazzi e ragazze che si nutrono della sua storia, ammirano il suo coraggio, adorano la sua coerenza, apprezzano la sua onestà, piangono la sua morte, testimoniano i suoi insegnamenti. Non è forse questo un “miracolo”?
«...pur non avendolo conosciuto (Giovanni Falcone)... i giovani si nutrono della sua storia, ammirano il suo coraggio, adorano la sua coerenza, apprezzano la sua onestà, piangono la sua morte, testimoniano i suoi insegnamenti. Non è forse questo un “miracolo”?» mento scelto questo mese per aprire il giornale. Il dato che emerge dalle statistiche del 2012, e che interessa solo l’Italia, è di 3650 vittime di incidenti sulla strada e di un numero di feriti pari a quello dei residenti del Comune di Verona, ovvero quasi 260mila. Per mancanza di attenzioni, di comportamenti corretti alla guida, di consapevolezza che il rischio è per noi e per gli altri. Verona, come molte altre città, sta insistendo con mezzi, risorse, uomini, nel formare e nell’educare i giovani a un principio di responsabilità al volante che può dar luogo anche qui, a una piccola grande rivoluzione culturale. Non è impossibile, anzi. Come vediamo i “miracoli” sono alla nostra portata, basta accompagnarli, basta volerli.
«In lui vedono l’eroe buono, l’eroe positivo, specialmente in un contesto come quello attuale in cui si sente parlare di tante cose che non vanno» ci ha confessato la sorella del grande Giudice. Fra i nostri ragazzi può nascere il vero cambiamento culturale della società, rafforzato da un sentimento del bene e dell’onestà che si diffonde quasi in modo naturale già in tenera età, perché ce n’è bisogno, e che va assolutamente alimentato e protetto da noi adulti attraverso l’educazione. Un processo al quale siamo moralmente chiamati a rispondere e che interessa non solo l’ambito della legalità, ma moltissimi altri aspetti della nostra vita quotidiana. Pensiamo, ad esempio, alla sicurezza stradale, argo-
«Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante». Susanna Tamaro
Sommario
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Il Magazine di Verona e Lessinia Registrazione Tribunale di Verona n.1792 del 5/4/2008 Numero chiuso in redazione il 30/10/13 Direttore responsabile: Matteo Scolari Capo redattore: Matteo Bellamoli Redazione: Matteo Scolari, Matteo Bellamoli, Moira Falzi, Fabio Dai Prè, Jessica Ballarin, Loretta Campedelli. Hanno collaborato al numero di novembre 2013: Jessica Ballarin, Marta Bicego, Giorgia Castagna, Francesca Mauli, Giovanni Melotti, Francesca Merli, Arianna Mosele, Davide Motta, Camilla Pisani, Miryam Scandola, Alessandra Scolari, Paolo Tacchella, Giovanna Tondini, Francesco Turlon, Giulia Zampieri, Mattia Zuanni. Copertina e progetto grafico: Loretta Campedelli Società editrice: InfoVal S.r.l. via Tavigliana 1/A, 37023, Grezzana, (Vr) P.Iva:03755460239 tel. e fax. 045.8650746 mail: redazione@giornalepantheon.it web: www.giornalepantheon.it Facebook/Pantheon Sviluppo commerciale e pubblicità: Moira Falzi 340 8775197 Fabio Dai Prè 340 0735137 Contributi e donazioni per Pantheon Magazine: c/c postale 93072262 intestato a: Infoval srl – via Tavigliana, 1/A – 37023 Grezzana (VR)
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Scopriamo il mondo affascinante del bookcrossing: cos’è?
ECONOMIA Scarpe a Km Zero
La sorella del magistrato è stata a Verona lo scorso 22 ottobre.
Presentato alla Camera un progetto per il rilancio del settore.
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INTERVISTA Parla il Ministro Mario Mauro
NOTIZIE DAL MONDO Mai più verdi dalla rabbia
Il 18 ottobre era in Arena per il giuramento dell’85° RAV.
Si chiamano “Anger Room” e vi consentono di spaccare tutto.
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VERONA In 9000 alla Festa della Fede Successo per l’evento organizzato in Arena il 12 e 13 ottobre.
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TENDENZA I Bookcrossers sono sentimentali
EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ Intervista con Maria Falcone
Via Valpantena, 20 Quinto di Valpantena (VR)
anima.estetika@hotmail.it
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PRIMO piano Educazione stradale e guida sicura: l’importanza della prevenzione e della didattica. Un piccolo viaggio sulle “strade” con un’intervista al Comandante della Municipale Luigi Altamura e la cronaca della 3^ edizione di “Giovani in Strada”
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SPECIALE SAN GIORGIO C FOT OL O LA Show must go on! GE La stazione sciistica della Lessinia deve riaprire. Anche quest’anno.
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NATURA Alla guida dei sogni
“Microcredito Donna” è un progetto che aiuta l’impresa in rosa.
I primi dieci anni delle Guide Alpine XMountain di Verona.
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AVVENTURA Ho visto un altro mondo Alessandro Bordin, non vedente, e il suo giro del mondo in solitaria.
VITA DI MONTAGNA Uomini e lupi: convivenza difficile In Lessinia gli allevatori sono preoccupati per le incursioni dei lupi.
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Il Riparo di Stallavena si prepara all’apertura al pubblico, e intanto...
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MUSICA Un batterista per Batteristi
AIDS, il 1 dicembre la Giornata Mondiale per la lotta alla malattia.
Jacopo Frapporti, drumtech, gira il mondo con i batteristi più famosi.
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SPAZIO
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SPORT
UNDERGROUND
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EVENTI
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SCATTI D’AUTORE II
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SALUTE Il silenzio, barriera da abbatere
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ARTE & CULTURA Riparo Tagliente e Archeoarte
PERSONE Una favola per guarire “La storia di Pe, Sciò e Lino”, un libro scritto per ritrovare il sorriso.
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Novembre bagnato, in aprile fieno al prato.
ANGOLO IN ROSA L’impresa femminile è possibile
PRIMO PIANO Sicurezza ed educazione stradale
Responsabilità al volante
di Matteo Bellamoli
I dati degli incidenti sulle strade italiane tendono al ribasso, ma i numeri sono ancora alti, e Verona non è da meno. La cultura della guida sicura è di difficile diffusione, ma nella nostra città si lavora per far sì che a partire dalle scuole ci sia una maggiore consapevolezza. Abbiamo incontrato il Comandante Luigi Altamura e abbiamo visitato l’edizione 2013 di Giovani in Strada, l’evento di educazione stradale andato in scena lo scorso 15 ottobre. *tutti i dati dalla relazione “luglio 2003-luglio 2013 – 10 anni della patente a Punti” della Polizia Municipale di Verona
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Giornalepantheon novembre 2013
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roprio nei giorni in cui Pantheon andava in stampa, sul nostro sito internet www. giornalepantheon.it ha spopolato questa notizia: “un automobilista veronese di 36 anni è stato denunciato all'autorità giudiziaria perché alla guida con un tasso alcolemico di oltre 3 grammi di alcool per litro di sangue, a fronte di un limite massimo di 0,5 g/l. Gli agenti hanno intimato l'alt, ma il conducente non è nemmeno riuscito a fermarsi correttamente, rischiando di salire su un marciapiede per l'incapacità di controllare il veicolo”. Un assist notevole per l'apertura del primo piano dedicato alla sicurezza e all'educazione stradale. È la Polizia Municipale che ha lanciato l'allarme: sono in aumento a Verona i conducenti sorpresi alla guida in condizioni psicofisiche alterate. Dall'inizio dell'anno sono già stati superati i 300 casi, con punte di oltre 40 nei mesi di marzo e luglio. Il fatto preoccupante è che se il “coraggioso” conducente con il tasso a 3 grammi è stato fermato prima di commettere un sinistro, per la maggior parte dei
Sicurezza ed educazione stradale
casi questo accade dopo l'incidente, quando oramai gli effetti del danno possono risultare anche irreparabili. È pur vero che i dati degli incidenti, nel primo semestre del 2013 sono calati rispetto al 2012, ma i bollettini hanno evidenziato 830 casi: ancora tanti. L'Italia, nel 2012, ha chiuso con un totale di 184.500 incidenti, di cui il numero dei morti, anche dopo trenta giorni dagli eventi, è stato di 3.650 mentre i feriti sono stati addirittura 260.500, perché comprendenti anche chi, suo malgrado, non è in macchina al momento dell'impatto, come pedoni e ciclisti. La cultura della sicurezza stradale si è sì diffusa rispetto a dieci anni fa, ma i comportamenti corretti
dovrebbero avvenire indipendentemente dal fatto che sulla strada che percorriamo si trovino autovelox, velok o qualsiasi altra diavoleria studiata per rallentare la guida. Non si tratta di terrorismo. Se i 1.967 incidenti rilevati solo a Verona nel 2012 sembrano relativamente pochi, basti pensare che l'Italia non ha ancora raggiunto gli obiettivi europei che imponevano un calo del 50% dei morti sulle strade entro il 2010, e si colloca al quattordicesimo posto. Servono leggi più severe? Serve una più costante e precisa informazione ai giovani? Forse serve solo un po' di buonsenso.
PRIMO PIANO Sicurezza ed educazione stradale
Giovani in Strada La sicurezza che passa dalle scuole
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el 2012, rispetto all'anno precedente, si è riscontrata una diminuzione del numero di incidenti con lesioni di persone del -10,2%, ma a perdere il maggior numero di punti (e non solo perché le decurtazioni sono doppie, ndr) sono i giovanissimi: le cifre dicono 6.497 punti a patente per gli under 20. Solo a Verona, le violazioni commesse da neopatentati sono state 1.916. È fondamentale l'educazione, che per tanto tempo è mancata, soprattutto sui banchi di scuola. Ecco perché l'Automobile Club Verona, in collaborazione con il Comune e l'Ufficio Scolastico Provinciale, ha organizzato anche
quest'anno “Giovani in Strada”, evento di educazione e sicurezza stradale. Per un giorno, il Palazzetto dello Sport e la zona adiacente, si sono trasformati in una cittadella del safe drive con laboratori, prove pratiche, workshop e testimonianze atte a diffondere nelle nuove generazioni la cultura della guida sicura. Circa 2.000 i ragazzi coinvolti, provenienti da 19 istituti differenti di istruzione secondaria superiore, che hanno potuto sperimentare tutte le declinazioni della guida: dalle biciclette messe a disposizione dal servizio bike sharing della città, alle microcar; dai ciclomotori alle automobili, fino alla vera e
Fotografa il Qr code per vedere il video di Giovani in Strada
LA SICUREZZA CI APPARTIENE Lo scorso 7 maggio, in Gran Guardia, il sindaco Tosi ha premiato gli studenti vincitori della gara multimediale sul tema della sicurezza stradale realizzata nell'ambito della manifestazione “La sicurezza ci appartiene”. I premi sono andati agli studenti dell'ITIS Marconi Alberto Mecchi, Stefano Marchi, Enrico De Vecchi e Pietro Cesaraccio; agli studenti dell'Istituto Professionale Giorgio Ermes Frustoli e Martina Pregnolato; dell’Ente di formazione professionale ENAIP Veneto di Legnago Silvia Fonsa. Il progetto ha coinvolto oltre 1.300 alunni.
AUTO PER NEO PATENTATI
È disponibile, sul sito di patentati.it la lista 2013 di tutte le vetture che ammettono la guida di neopatentati. Per vederla potete collegarvi al link http://goo.gl/H6YBzh oppure fotografate il codice QR collegato a questo box.
SPEZZIAMO UNA LANCIA
A volte i giovani e giovanissimi sono categorie deboli sulla strada. Non dobbiamo pensare ai ragazzi solo come a sprovveduti che non vedono l'ora di correre per bullarsi con gli amici. L'inesperienza è calcolata anche nella difficoltà di evitare incidenti quando a causarli sono le imperizie dei conducenti più esperti. Pensiamo ad una svolta improvvisa, un sorpasso azzardato, una frenata in tangenziale o in autostrada. Spesso tradiscono anche chi ha la patente da molto tempo. Tutti siamo stati neopatentati e sappiamo come le reazioni, almeno in un primo periodo, siano rallentate anche dalla stessa paura di commettere qualche imprudenza o di dover tornare a casa con la vettura ammaccata.
CATEGORIE DEBOLI
Non solo i giovanissimi, le categorie deboli a rischio sulle strade sono molte. Pedoni, ciclisti e motociclisti sono altre categorie che spesso fanno le spese di comportamenti pericolosi. L'introduzione della patente a punti ha comunque contribuito alla riduzione di questi numeri. Dal 2001 al 2010 il numero di pedoni morti è sceso del 40%, quello dei ciclisti del 28% mentre per i ciclomotori e le moto la riduzione è stata circa del 20%. Anche qui però, valgono sempre le regole fondamentali del “non fidarsi”, soprattutto se si circola a piedi. Nell'attraversare la strada, anche se a semaforo verde e a carreggiata sgombra, siate sempre vigili e attenti a qualsiasi movimento. Altrettanto quando effettuate un attraversamento in bicicletta o un affiancamento o sorpasso in sella ad una moto. Un attimo di attenzione in più potrebbe salvarvi la vita.
QUESTIONE DI PUNTI
Nei primi dieci anni (2003-2013) dall'introduzione della patente a punti, a Verona si sono registrati 75.650 verbali per un totale di 291.273 punti decurtati. Il picco massimo è stato raggiunto nel 2009, quando le decurtazioni sono arrivate a 50.839 punti. Il trend è stato in continua crescita (fatta eccezione per una leggera diminuzione tra il 2006 e il 2007) fino al 2009, per poi registrare un calo a tratti sorprendente. Si pensi che tra il 2009 e il 2010 il calo è stato quasi del 30%; tra il 2010 e il 2011 del 18,7% e tra il 2011 e il 2012 addirittura del 54,2%. Lo scorso anno sono infatti stati decurtati solo 13.751 punti a fronte di 3.572 verbali. Si può ancora migliorare, certo, ma qualcosa è cambiato.
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Giornalepantheon novembre 2013
Sicurezza ed educazione stradale sità della guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto psicotropo delle droghe, ma era possibile fare formazione anche per quanto riguarda l'uso del casco, la conoscenza e cura degli pneumatici e molto altro. Moltissimo successo ha riscosso il simulatore di ribaltamento, che ha permesso di sperimentare direttamente
cosa significhi capottare e uscire dalla vettura “a testa in giù”. «In realtà per alcuni dei miei compagni» ha detto Martina, studente di terza superiore «questa uscita è prima di tutto un'occasione per stare lontano dai banchi di scuola. Tuttavia quando siamo rientrati, dopo la mattinata, molti si sono ricreduti e hanno veramente riflettuto su quanto ci è stato detto». «Durante il corso in autoscuola» ha ricordato invece Thomas, studente di quinta superiore da poco patentato, «non abbiamo toccato in modo approfondito il tema della sicurezza. Qui, in una mattinata, ti rendi conto di come funzioni invece la strada. Non ti perdona niente, basta un solo errore e potresti pagarlo molto caro».
Qui e sotto alcune foto (© Time Foto) scattate durante Giovani in Strada il 15 ottobre al Palazzetto dello Sport
propria guida sicura con simulazione di frenata bagnata assistiti da esperti e professionisti. Grazie alla partecipazione di numerose Forze dell'Ordine, gli studenti hanno inoltre potuto partecipare a workshop (piccoli seminari, ndr) su molti argomenti correlati alla sicurezza sulla strada. I Vigili del Fuoco e il personale medico del 118 hanno simulato degli interventi sul campo spiegando anche alcuni rudimenti del primo soccorso, la Polizia Stradale era presente con il Pullman Azzurro dove sono stati proiettati filmati che testimoniassero la pericolo-
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PRIMO PIANO Sicurezza ed educazione stradale
Prima di tutto prevenzione Il Comandante della Polizia Municipale di Verona, Luigi Altamura, conosce bene i rischi della strada e sa che tutto deve sempre partire dalla prevenzione. Anche in una città come la nostra, dove sia a livello pratico che comunicativo, si sono messe in piedi moltissime iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza stradale.
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Luigi Altamura
o scorso maggio, nel corso della 2^ Settimana della Sicurezza Stradale, è stato fatto un vero e proprio controllo a tappeto degli attraversamenti pedonali sia per evidenziare i comportamenti scorretti, sia per capire tutte le possibilità di rischio; a giugno è stato lanciato un allarme a medici e farmacisti per aiutare le Forze dell'Ordine informando con cura i pazienti su quali farmaci possano procurare effetti indesiderati e pericolosi per la guida; durante l'estate lo stesso Altamura ha partecipato a Roma a “Viabilità Italia” per allestire le dovute misure in vista degli esodi estivi, il 15 ottobre scorso la Municipale ha collaborato in modo attivo alla realizzazione di Giovani in Strada. Comandante Altamura, è stato un anno intenso, iniziato a gennaio con le riforme al Codice della Strada e l'introduzione della patente europea. Cosa ne pensa? L'Italia è pronta a recepire questi cambiamenti? Ho qualche dubbio, che abbiamo palesato a livello di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) e comandanti su due aspetti. Il primo riguarda le patenti che da quest'anno non potranno mai essere rinnovate, ma alla scadenza saranno emesse nuove. Questo potrebbe favorire qualcuno ad atti illeciti. È un adeguamento nato a livello europeo, ma in Italia forse andava scritto in maniera diversa. Il secondo dubbio riguarda la
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creazione della patente AM al posto del Certificato di Idoneità alla guida dei ciclomotori. Questo non per la patente AM in sé, quanto invece per l'impossibilità, oggi, di ottenere il patentino con corsi nelle scuole, ai quali la Polizia Locale ha sempre partecipato. Una mancanza grave proprio a Verona, uno dei primi comuni a introdurre la prova pratica. E che dire del contatto tra Polizia e ragazzi? Un approccio completamente saltato! Oltre ai giovani, avete lavorato molto sull'educazione e il controllo delle categorie “a rischio”. Cosa è emerso dalla Settimana della Sicurezza Stradale focalizzata sui pedoni? Il nostro scopo era quello di portare attenzione sul pericolo che i pedoni corrono soprattutto nelle città. Abbiamo aderito con molte iniziative, come quella del “Progetto 8 punti” ovvero la decurtazione di 8 punti dalla patente di chi non da precedenza al pedone in fase di attraversamento. I risultati sono stati molto buoni. Ci tengo però a precisare che il pedone è anche indisciplinato, e quindi l'educazione deve essere doppia: sia dentro che fuori dalle vetture. Tra le categorie deboli anche i ciclisti. Sfatiamo un mito: sono ancora vigenti le decurtazioni dei punti della patente per infrazioni commesse in sella alla bicicletta? No, non ci sono più, pertanto chi possiede una patente di qualsiasi tipo e
commetterà infrazioni che prevedono la decurtazione, non avrà nessuna decurtazione in quanto per quel veicolo non è prevista. Anche il ciclista è un utente debole, ma spesso deve venire educato. Provi a mettersi ad un qualsiasi semaforo la domenica mattina e conti i ciclisti che si fermano al rosso. Anche oggi ho ricevuto l'ennesima protesta dei negozianti di Corso Porta Nuova che lamentano come sul lato non dotato di pista ciclabile i ciclisti la facciano da padrone. Certo, fa più notizia sanzionare un ciclista: nel luglio 2007 una mia pattuglia ne sanzionò uno che stava telefonando. Finimmo su tutti i giornali etichettati come “fuori di testa”. Non è così. Verona è una città splendida per spostarsi in bicicletta, ma il veronese medio preferisce la carreggiata alla pista ciclabile, dimenticando che quando c'è, è un obbligo utilizzarla. Qual è l'infrazione su cui vi trovate ad intervenire più spesso? La sanzione più ricorrente nel 2012 è stata la violazione ai varchi della ZTL con circa 90mila violazioni, i divieti di sosta sono stati 45mila e il transito sulle corsie bus è arrivato a circa 43mila, poco più delle multe per mancato pagamento della sosta sui parcheggi blu (42mila). Il fenomeno più preoccupante, in aumento, è la circolazione senza copertura assicurativa. Chi procura un incidente grave o gravissimo e non ha copertura, reca danni enormi, non solo fisici. La vittima avrà un risarcimento chissà come e chissà quando attraverso l'associazione “Vittime della Strada” che lo Stato spesso non finanzia.
Open day ortodonzia Venerdì 15 novembre* porte aperte e prima visita ortodontica per bambini, ragazzi e adulti * In caso di raggiungimento del numero massimo di prenotazioni, sarà organizzato un altro open day nel mese di dicembre
Qual’è il momento migliore per iniziare il trattamento?
Trattamento intercettivo
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Quando sono ancora presenti numerosi denti da latte; nei bambini di età compresa tra 6-10 anni.
2 Trattamento in dentizione permanente Indicato per il paziente che ha cambiato tutti i denti, ovvero ragazzi di età compresa tra 12-15 anni e il paziente adulto. Comed – Centro Odontoiatrico Medico - Via Enrico De Nicola, 34 – Grezzana (VR) Tel 045.907273 – Fax 045.8657010 – comed@co-med.it
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Si distinguono due momenti principali per intervenire sul proprio sorriso:
PRIMO PIANO Sicurezza ed educazione stradale Cosa ne pensa professionalmente e personalmente a proposito del diffondersi a macchia d'olio delle colonnine del VeloOk? Sono contrario agli spaventapasseri, non mi sono mai piaciuti neanche da bambino. Se vogliamo riempire di spaventapasseri il territorio avremo dei benefici a breve e medio termine, ma sicuramente a lungo termine quei benefici non ci saranno più. Quando l'amministrazione comunale ha deciso di installarli ho posto come condizione di munirli di autovelox dentro. I risultati ci danno ragione. Sulla Tangenziale Nord c'è stato un incredibile decremento di incidenti e un decremento della velocità media: quelli che superano i 100km/h su 30 giorni erano 10mila e adesso sono 339. Abbiamo sempre lavorato con massima trasparenza: se c'è l'autovelox, sopra c'è la nostra pattuglia che controlla, anche se non prevista. Resto contrario allo spaventapasseri, ma il cassone con la roulette russa mi sta bene. Le faccio una domanda personale: ha figli? Sì, ma non ancora in età da patente. E cosa farà quando toccherà a loro diventare nuovi utenti della strada? Ho già deciso che per il ciclomotore passeranno sul cadavere del sottoscritto. Ne ho viste troppe in questi anni, ho avuto dei decessi anche fra conoscenti stretti, quindi preferisco fare una bella istruzione sulla macchina, prenderne anche una scassata per le prime esperienze, ma sul ciclomotore ho delle grosse perplessità. Ritengo che il valore della vita vada al di là della mobilità. Io e mia moglie faremo come i tanti genitori che al sabato sera sono davanti alla Gran Guardia ad aspettare i figli per riportarli a casa. In fila ci sarà anche il Comandante.
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2. 1. GUIDA CON LA PIOGGIA: I CONSIGLI
Se piove, riducete la velocità per consentire un tempo di reazione migliore e in modo particolare dove l'asfalto non è drenante e nelle curve ad ampio raggio, per evitare fenomeni di acquaplaning. Usate con dolcezza il volante, accelerate e frenate con calma senza esercitare troppa pressione ed evitare pattinamenti. Attenzione alle pozzanghere, che possono essere insidiose e nascondere spigoli vivi che potrebbero danneggiare pneumatici e cerchi.
2. BLOCCO VEICOLI NO KAT
Con la stagione invernale entrano in vigore i divieti di circolazione per i veicoli non catalizzati. Dal 6 ottobre al 6 dicembre e dal 7 gennaio al 16 maggio 2014 le limitazioni saranno le seguenti: dal lunedì al venerdì divieto dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle ore 14:00 alle ore 17:30. I divieti saranno sospesi durante tutte le festività infrasettimanali e del periodo dal 7 dicembre al 3 gennaio per le festività natalizie.
3. COLONNINE VELOK
Ricordiamo che le colonnine fisse per il controllo della velocità sono installate in: Tangenziale Nord (bretella Stadio) in due postazioni; via Bonfadio; via Lugagnano; via Bassone, via Valpantena, via Sommacampagna, via Preare, via Palazzina e Strada Bresciana.
Istituire il reato di “omicidio stradale”
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orenzo Guarnieri era un ragazzo fiorentino che all'età di 17 anni venne investito e ucciso da un quarantacinquenne ubriaco e drogato. Oggi l'Associazione che porta il suo nome, assieme all'Associazione Gabriele Borgogni, a quella Amici e Sostenitori della Polizia Stradale e in collaborazione con il Comune e la Municipale di Firenze, ha proposto un disegno di legge per istituire il reato di Omicidio Stradale. La proposta riguarda le lesioni o la morte provocate da un guidatore in stato di ebrezza (tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l) o sotto l'effeto di droghe. Nel testo si richiede la revoca definitiva e permanente della patente; l'aumento della pena fino a 8-18 anni e un giorno di carcere o di misura restrittiva anche con patteggiamento e rito abbreviato; l'arresto in flagranza
di reato; l'istituzione del nuovo reato di omicidio stradale. Tutte procedure oggi non previste nel Codice Penale. Sul sito www.omicidiostradale.it è possibile firmare la petizione per la proposta di legge, che ad oggi conta 72.216 adesioni. Sempre all'interno del sito è contenuto il testo completo della proposta, ed è possibile prendere contatto con i portavoce di questa iniziativa.
Articolo Publiredazionale in collaborazione con Scuole Medie C. Perucci
A scuola di vita Una storia educativa iniziata nel 1978, una scuola che mette in primo piano le esigenze dei ragazzi e il dialogo aperto con le famiglie, un ambiente sereno in cui l’offerta didattica è in continuo miglioramento, grazie anche alle nuove tecnologie e alle attività extracurricolari. La Scuola Media paritaria Carlo Perucci di Marzana è tutto questo e, seppure si tratti di una realtà piccola, l’attenzione riservata a questi aspetti è massima. «Non siamo la scuola dei grandi numeri» ci tiene a sottolineare il Preside Damiano Ceschi, «ma cerchiamo di fare tutto al meglio, senza mai dimenticare la nostra motivazione etica di ispirazione cristiana». Viviamo in un periodo difficile, in cui soprattutto i giovani e gli adolescenti sono bombardati di stimoli e abitudini che rischiano di confonderli e di far loro smarrire la strada più adatta ad una crescita cosciente e responsabile. «È proprio per questo motivo» prosegue il prof. Ceschi, «che il nostro compito di educatori cristiani è quello di far alzare lo sguardo alle giovani generazioni, per accompagnare i nostri ragazzi a scoprire giorno per giorno la loro vocazione; per guidarli nell’orientare la loro esistenza verso una piena realizzazione. Questo passaggio importante avviene, prima di tutto, sui banchi di scuola, tramite il lavoro motivato degli insegnanti ed una relazione sana con i compagni». Un percorso impegnativo per tutti i soggetti coinvolti, ma che risulta tanto più in discesa quanto più si è disposti ad aprire la mente e il cuore anche alla dimensione dello spirito e al vissuto di ciascuno studente. Questa filosofia è condivisa da tutto il corpo docente, giovane e dinamico, che ha scelto di aderire al progetto educativo riconoscendone la bontà e l’importanza. Tutto questo si traduce concretamente in una proposta didattica ampia che dà importanza non solo alle ore di insegnamento a scuola, ma anche alla relazione degli studenti con la famiglia. A testimoniarlo, l’iniziativa sperimentale del “Sabato mensile per la famiglia”. «Avendo mantenuto il piano didattico sulla settimana lunga (dal lunedì al sabato)» spiega il prof. Ceschi, «abbiamo pensato di consentire sempre un sabato libero al mese. Questo anche in quelle mensilità durante le quali non sono previsti dal calendario regionale ponti o vacanze». SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO “CARLO PERUCCI” - PARITARIA CATTOLICA
Via Are Coltri, 3 – 37142 Marzana (Verona) Telefono e Fax 045.550018 - email: sc.perucci@tin.it
Oltre a questo rimane sempre attiva la possibilità di ottenere le certificazioni linguistiche europee, in collaborazione con The University of Cambridge; chi vuole può aderire alla settimana di stage in Inghilterra durante l’anno scolastico mentre tutta la scuola ha partecipato al Progetto Comenius “Virtual Reality”, che, in collaborazione con il Polo della Conoscenza di Fumane, ha consentito ad alcuni ragazzi di vivere uno scambio culturale con degli studenti polacchi, spagnoli e turchi. La programmazione didattica obbligatoria prevede le sole ore del mattino mentre al pomeriggio sono attivi servizi facoltativi, a cui possono accedere gli alunni comunicandone l’intenzione anche durante la stessa mattinata. Nelle ore pomeridiane è sempre possibile usufruire dello studio assistito, con gli stessi docenti del mattino, durante il quale è possibile fare i compiti oppure seguire attività mirate di recupero/potenziamento. Questa proposta viene arricchita con altre attività informatiche, artistiche, sportive, che hanno lo scopo di stimolare gli interessi e la fantasia dei ragazzi. scopri la nostra scuola:
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ALCUNE DELLE OFFERTE CARATTERISTICHE DELLA SCUOLA “CARLO PERUCCI”. • • • • • • •
Inglese potenziato (5 ore settimanali curricolari) Informatica applicata alla didattica - In ogni materia alcune parti sono svolte esclusivamente al computer Sviluppo della lingua inglese - Per permettere la preparazione alle certificazioni europee Studio assistito con insegnanti della scuola Sabato mensile per la famiglia Trasporto Pc portatili per tutti gli alunni
La Scuola fa parte della Cooperativa Sociale “Cultura e Valori”
EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ Incontro con Maria Falcone
Mio fratello? Un uomo con un profondo senso dello Stato
Successo straordinario per la visita a Verona della sorella dell’ex giudice Giovanni Falcone barbaramente ucciso dalla mafia nel 1992. Maria Falcone ha suggellato il Progetto di Educazione alla Legalità promosso da Rete Prospettiva Famiglia in collaborazione col Comune di Verona, che ha coinvolto per un anno oltre 30 scuole della provincia.
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li uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini». È forse questa la frase pronunciata da Giovanni Falcone, e riportata dalla sorella Maria in occasione dell’incontro avvenuto il 22 ottobre scorso nello stracolmo Auditorium della Gran Guardia, che riassume il concetto più alto del Progetto di Educazione alla Legalità promosso dalla Scuola per genitori di Prospettiva Famiglia. «Un testamento morale» come ha spiegato Maria Falcone davanti a un’attenta e silenziosa rappresentanza di oltre 700 studenti delle trenta scuole elementari, medie e superiori appartenenti alla Rete presieduta da Alberto Tosi, che viene testimoniato ogni volta alle nuove generazioni per cercare di infondere in loro quel senso di giustizia che era parte fondante della vita pubblica e privata del giudice Giovanni Falcone. «Giovanni avrebbe voluto essere ricordato come un uomo che ha creduto in determinati valori tra cui il senso dello Stato» ha confidato la dott.ssa Falcone. «Mio fratello era un uomo con un profondissimo senso del dovere e ha scelto con grande coraggio e altrettanta consapevolezza di proseguire fino in fondo nella lotta all’illegalità, rinunciando alla propria vita per un’idea di bene comune».
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di Matteo Scolari
E proprio la figura dell’ex giudice ucciso nel 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta nel tragico attentato dinamitardo di Capaci, è stata al centro del lavoro svolto dalle scuole rappresentate in Gran guardia dagli Istituti Comprensivi 15, 16, 17, 19, 20, 21, dal Liceo scientifico Copernico, dall’Istituto tecnico Pasoli e dal Liceo Montanari. «Un anno di continui contatti con la Fondazione Falcone, di incontri con i vari Dirigenti scolastici per coordinare le attività, di verifiche e confronti con insegnanti e studenti per portare a compimento questo straordinario progetto imperniato sul tema della legalità» ha spiegato la referente di Prospettiva Famiglia, Daniela Galletta. «Ogni plesso, di ogni ordine e grado, ha imparato a conoscere non solo la figura di Giovanni Falcone, ma anche le origini dei fenomeni di penetrazione mafiosa che avvengono da anni anche nel nostro territorio veneto». «Durante il convegno i ragazzi hanno presentato alla dott.ssa Falcone i propri elaborati e hanno raccontato le emozioni che hanno vissuto lungo questo percorso di conoscenza e formazione impreziosito, durante l’anno, da alcuni momenti conferenziali molto significativi con figure di spessore quali Don Luigi Ciotti, Adriana Musella, Don Luigi Merola, Pino Masciari, Pierpaolo Romani e il giudice
Maria Falcone ospite di Prospettiva Famiglia
Giuseppe Ayala» ha concluso la professoressa Galletta. La sera prima dell’incontro in Gran Guardia, la dott.ssa Maria Falcone ha concesso gentilmente un’intervista ai microfoni di Pantheon. Dott.ssa Falcone, il suo impegno nei confronti dei giovani è straordinario, quali emozioni o sensazioni prova ogni volta che si trova di fronte a una nuova platea? Ho la sensazione bellissima che Giovanni non sia morto completamente, perché in molti di questi giovani che nel 1992, quando mio fratello è stato ucciso, non erano ancora nati, riscontro una tale attenzione, una tale memoria, e un tale ricordo che sono per me davvero consolanti e premiano tutto il lavoro che si è fatto in questi anni. Giovanni Falcone ha introdotto per la prima volta il concetto di mafia,
Incontro con Maria Falcone argomento fino a quel momento mai affrontato a livello pubblico o istituzionale. Aveva chiaro fin da subito come poter contrastare il fenomeno mafioso e se esso avrebbe mai avuto una fine? Giovanni ha sempre sostenuto che la mafia non si può vincere solo con la repressione, anche se è necessaria e deve essere degna di uno Stato di diritto, ma si sarebbe sconfitta soprattutto con il cambiamento culturale della società, con la rivoluzione del pensiero che lui stesso, con il suo esempio, con i suoi strumenti, con le sue idee e il suo sacrificio ha iniziato a infondere nelle persone che sono venute dopo di lui. Suo fratello era consapevole del destino al quale sarebbe andato incontro? Certamente. Lo stesso pentito Tommaso Buscetta, testimone chiave per definire i contorni del fenomeno mafioso e di Cosa Nostra, un giorno disse a Giovanni: “Dopo le mie di-
chiarazioni lei diventerà una star internazionale, ma il conto con la mafia lo pagherà con la vita”. Mio fratello prese atto di quella affermazione e proseguì con il suo lavoro. Dott.ssa, perché i giovani si innamorano di Giovanni Falcone? Perché in lui vedono l’eroe buono, l’eroe positivo, specialmente in un contesto come quello attuale in cui si sente parlare di tante cose che non vanno. Pensare a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino sapendo che hanno sacrificato la loro vita per il bene comune li rende grandi e indimenticabili anche tra i giovanissimi. Un ricordo di suo fratello da adolescente? Siamo cresciuti insieme, avevamo solo tre anni di differenza. Già quand’eravamo scolari, avevo la sensazione che avesse una marcia in più. Era eccellente a scuola senza studiare molto a casa perché stava attento in classe. Faceva tutto al massimo delle
“Acqua santissima”: Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano il nuovo libro a Grezzana
sue potenzialità, così nello sport con il canottaggio, l’atletica leggera come nelle materie quali la filosofia o l’italiano. Non c’era materia in cui andasse male. Con quale spirito ha raccolto il testimone dopo la sua morte? Ho fatto tutto per amore. Non ho mai pensato ne avuto la presunzione di raccoglierne il testimone. Il desiderio, che ho tutt’ora, è che tutto ciò in cui credeva Giovanni Falcone e le persone che gli erano accanto, come la sottoscritta, non venisse meno o andasse dimenticato con la sua morte. Il gesto vile dell’attentato non ci poteva togliere anche la speranza, per questo siamo ancora qui, oggi, a testimoniare gli insegnamenti che quest’uomo giusto, con grande senso del dovere, ci ha lasciato. Infoval srl
Lunedì 18 novembre alle ore 20.30 nella Sala Bodenheim di via A. Segni 2 a Grezzana verrà presentato il libro edito da Mondadori dal titolo “Acqua santissima - La Chiesa e la ‘ndrangheta: storia di potere, silenzi e assoluzioni”, ultima fatica editoriale di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso. Il primo è un magistrato italiano, attualmente Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, il secondo è un giornalista, scrittore, ricercatore e consulente italiano, uno dei massimi esperti di 'ndrangheta a livello internazionale. «A partire dall’Ottocento e per decenni» si legge nella prefazione, «gli uomini della ‘ndrangheta hanno beneficiato del silenzio e dell’indifferenza (spesso interessati) della Chiesa. Solo dagli anni Cinquanta cominciano a registrarsi le prime denuncie e le prime lettere pastorali, e la ‘ndrangheta diventa un cancro esiziale». Ingresso libero.
Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo
Un’antica locanda, completamente restaurata, per respirare emozioni e sapori d’altri tempi. A farla da padrone, la pasta fresca e i piatti fatti in casa secondo le ricette della tradizione. Gnocchi di ricotta fresca, bigoli col "musso", risotti, carni alla griglia, brasato di manzo, la "pastisada de caval"... L’esclusiva cantina si presta ad aperitivi e degustazioni. La locanda è inoltre provvista di 5 camere, arredate in arte povera, come vuole la tradizione locale. Via Quercia,8 - Loc. Pigozzo (Vr) - Tel. 045 8650920 - 045 8841030 - 347 5016953 - www.lepiereconfin.it
INTERVISTA Incontro con il Ministro della Difesa Mario Mauro
Dall'Arena un grido, una promessa: lo giuro! Venerdì 18 ottobre l’anfiteatro romano ha ospitato per la prima volta il giuramento dei Volontari in Ferma Prefissata di un anno appartenenti all’85° Reggimento “Verona”. Consegnata anche la cittadinanza onoraria alla bandiera di guerra. Un’occasione per scambiare alcune riflessioni con il Ministro Mauro. di Matteo Scolari Il ministro Mario Mauro durante il suo intervento
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anno fatto il loro ingresso nel centro storico della città di Verona appena dopo pranzo, un paio d’ore prima dell’inizio della cerimonia ufficiale, a bordo di alcuni autobus dell’Esercito Italiano. Giovani, eleganti, con le loro divise impeccabili, con quei capelli corti appena tagliati e sistemati; con la barba rasata, con il basco rigorosamente in testa e i guanti bianchi stretti nelle mani. Sguardi emozionati, concentrati, che dall’alto dei finestrini delle verdi corriere incrociavano con una punta d’orgoglio, lungo la strada, quelli della gente comune. Consapevoli, questo è certo, che quello che avrebbero vissuto nel pomeriggio in Arena, sarebbe stato uno dei
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momenti più importanti della loro vita. Alle 14.45 di venerdì 18 ottobre cinquecento Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) del 3° blocco 2013 appartenenti all’85° Reggimento Addestramento Volontari “Verona” hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana sulle note dell’Inno di Mameli, acquisendo lo status di militare. Un giuramento inedito, visto che è avvenuto per la prima volta all’interno dell’anfiteatro romano, e suggestivo, vissuto al cospetto della Bandiera di Guerra e agli ordini del Comandante del 85° reggimento “Verona”, Colonnello Gianfranco Giuseppe Francescon. Una giornata storica in cui il sindaco di Verona, Flavio Tosi, alla presenza del Ministro della Difesa, Sen. Mario Mauro, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano e delle massime autorità civili, militari e religiose, ha concesso la cittadinanza onoraria alla bandiera di guerra dell’85° Reggimento, a conferma del forte legame che, dal lontano 1884, unisce il Reggimento alla città scaligera, di cui porta il nome ed i colori giallo-blu della mostreggiatura. Abbiamo incontrato al termine della cerimonia proprio il Ministro Mario Mauro, il quale ci ha concesso, gentil-
mente, alcune dichiarazioni. Ministro, una giornata particolare per questi cinquecento volontari... L’evento che si è svolto oggi a Verona è stato veramente bello e significativo perché dà senso ai sacrifici che questi ragazzi hanno fatto e stanno facendo nell’interesse del Paese e anche della comunità che li ospita, quindi anche di Verona. Sono grato verso di loro per aver fatto una scelta di vita che li porta ad essere tra i veri garanti delle pubbliche istituzioni. Lei rappresenta un Ministero fondamentale per il nostro Paese, soprattutto in un momento in cui le tensioni, interne e internazionali sono accese. Con quale spirito affronta quotidianamente il suo ruolo istituzionale? Ho ricevuto l’incarico di Ministro della Difesa esattamente nei giorni in cui davanti a Palazzo Chigi, a Roma, si è consumato un vile attentato che ha provocato il ferimento di due carabinieri e di una donna. Un fatto gravissimo che avrebbe potuto avere un epilogo peggiore e che mi ha molto segnato. Ecco, io inizio la giornata con lo spirito e il sentimento che provai in quelle settimane, cercando di adempiere ai miei compiti garantendo la sicurezza e il bene comune. Lei è stato, tra le altre, vicepresidente dell’Assemblea paritetica europea e
La consegna della cittadinanza onoraria alla bandiera di guerra dell’85° RAV
Incontro con il Ministro della Difesa Mario Mauro Reggimento Addestramento Volontari “Verona” Reggimento dedicato all'addestramento di base dei Volontari di Truppa il cui motto è "Combattere da prodi". Si compone di un comando di reggimento, una compagnia di supporto logistico e due battaglioni addestrativi. Il quadro permanente dell'unità che ha sede a Montorio ed è alimentato con personale scelto in tutta la Forza Armata. La Bandiera di Guerra è decorata di una Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia, una Medaglia d'Argento al Valor Militare ed una d'Argento di Benemerenza. La festa del reggimento cade il 2 luglio, anniversario del combattimento al Monte Pasubio dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare (1916)
come purtroppo vediamo, alimentando per altro un traffico odioso di persone che fa l’interesse dei clan criminali. Perché si è arrivati a questa situazione di assoluta emergenza? Quali sono, se ci sono, delle soluzioni da attuare per evitare altre tragedie di questo genere? Visto che siamo stati così bravi in Europa ad abbattere le frontiere interne, perché nel momento in cui consideriamo il caso delle frontiere esterne, replichiamo che quelle siano questioni di carattere nazionale e non sovrannazionale? Sappiamo che gli attuali trattati non prevedono uno status federale dell’Unione europea, ciò non di meno il problema rimane e crediamo che attraverso la strumentazione europea delle cosiddette buo-
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ha condotto la battaglia per la difesa dei diritti umani nel mondo, compiendo decine di missioni al di fuori del continente europeo e promuovendo 13 proposte di risoluzione in difesa della vita e della libertà religiosa. Ha insegnato "Diritti fondamentali dell'uomo nel diritto naturale e nelle convenzioni internazionali" presso l’Università Europea di Roma e nel suo pluriennale impegno al Parlamento europeo ha cercato di sensibilizzare le istituzioni attraverso inizia-
tive su temi delicati quali le adozioni internazionali, la libertà di stampa, il genocidio del Darfur e promuovendo il dialogo interreligioso. Poco più di un mese fa, a Lampedusa, abbiamo assistito a una delle più grandi tragedie del mare degli ultimi anni. Vorremmo un suo commento. Alcuni Paesi europei ci fanno notare che il numero di rifugiati presso di loro è superiore a quello italiano, sia in termini assoluti come la Germania, o in proporzione come la Svezia. L’allarme che stiamo lanciando all’Europa non è basato su una questione numerica, non è che vogliamo meno rifugiati degli altri, piuttosto vorremmo che ci fosse una seria consapevolezza che tutti coloro che tentano la strada di arrivo in Italia via mare mettono a repentaglio la propria vita,
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INTERVISTA Incontro con il Ministro della Difesa Mario Mauro
ne pratiche si possano sperimentare soluzioni interessanti come Frontex ed Eurosur. Parlando di politica internazionale e di missioni all’estero, come si traduce l’impegno italiano e su quali fronti siamo impegnati? Contiamo 5600 uomini suddivisi in 23 nazioni operanti in 33 missioni.
Frontex ed Eurosur Giovedì 10 ottobre, il parlamento dell’Unione europea ha votato – con 479 voti a favore, 101 contrari e 20 astenuti – “Eurosur”, sistema di sorveglianza delle frontiere terrestri e marittime, e il rafforzamento di “Frontex”, agenzia Ue che promuove la sicurezza e la gestione dei confini, confermando così una politica sull’immigrazione basata su maggiori controlli e vigilanza. Eurosur entrerà in vigore il prossimo 2 dicembre per Bulgaria, Estonia, Francia, Spagna, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. Gli altri Paesi aderiranno dal primo dicembre 2014. Secondo il relatore che ha presentato il testo di Eurosur, il liberaldemocratico olandese Jan Mulder, «solo con un sistema pan-europeo di sorveglianza delle frontiere, saremo in grado di evitare che il Mediterraneo diventi un cimitero per i rifugiati che cercano di attraversarlo su carrette del mare, in cerca di una vita migliore in Europa. Per evitare che una tragedia come quella di Lampedusa accada di nuovo, è necessario un rapido intervento». Human Rights Watch e altre organizzazioni umanitarie hanno parlato invece di «mani sporche della Ue», spiegando che rendere i controlli più rigidi non fa altro che modificare (allungandole e rendendole spesso più pericolose) le rotte migratorie.
Giornata speciale per Domenico Pasi In Arena, ad assistere al giuramento dei Volontari dell’85° “Verona”, c’era un ospite speciale: Domenico Pasi, nato ad Erbezzo il 30 settembre 1922 e residente da anni a Poiano è stato invitato a partecipare dallo Stato maggiore dell’Esercito e poi omaggiato da tutti i presenti con un caloroso e commovente applauso. Pasi è un reduce di Russia, sopravvissuto al campo di concentramento 1/B in Prussia. «Mi reco spesso in visita alla caserma Duca di Montorio. Con l’attuale comandante si è creata una vera e propria amicizia e quando ci sono occasioni come queste mi invitano sempre. Per me è un onore anche se non sono sicuro di avere meriti particolari» ha confessato lo stesso Pasi qualche giorno fa, «io faccio di tutto per esserci, nonostante l’età e i miei problemi di salute. Lo faccio soprattutto per ricordare i tanti miei commilitoni morti a vent’anni chiamando a gran voce, in punto di morte, la mamma. Domenico Pasi l’avevamo intervistato sulle pagine di Pantheon nel 2009 affidandogli l’appellativo di “soldato della fede”: «Mia madre, quand’ero bambino, al mattino, mentre mi vestiva, mi insegnava le preghiere e mi diceva di ripeterle affinché non scoppiasse la guerra. Queste parole rivolte a Dio, prima, dopo, durante la ritirata di Nikolajewka, al mattino o alla sera, le ripetevo dentro di me. In continuazione. La Fede mi ha tenuto vivo in quei momenti di disperazione».
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Il Ministro Mauro intervistato dal direttore Matteo Scolari
Le principali sono dislocate in Afganistan, in Libano, in Somalia e in Kosovo. Non siamo in Siria, terra martoriata e in grande difficoltà. Ministro, un’ultima domanda: cosa risponde agli italiani che, in un momento di forte recessione economica che interessa il nostro Paese e non solo, critica le spese sostenute dallo Stato per l’acquisto di nuovi mezzi militari? Rispondo dicendo che la sicurezza contribuisce allo sviluppo. Non c’è lo sviluppo economico senza la sicurezza e soprattutto senza sicurezza non c’è la pace. Due buone ragioni per avere strumenti militari efficienti. Certo, è necessario guardare in faccia la crisi, saper contenere spese all’essenziale, ma sapere anche che compriamo aerei perché i predecessori vanno in pensione e che facciamo navi mentre le altre, vecchie di cinquant’anni, stanno affondando.
Articolo Publiredazionale in collaborazione con Gioielleria de Silvestri
Claudio e Clara de Silvestri con i figli Carlo, Alessandro e Daniele
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60 anni di storia ed eleganza
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Alessandro de Silvestri
aglia un traguardo importante una delle attività commerciali più eleganti e raffinate di via Roma a Grezzana. Sarà perché si tratta di una gioielleria, sarà perché fu la prima a comparire in vallata, sarà perché la famiglia che decise di avviarla è da sempre fortemente radicata al territorio di Valpantena e Lessinia, fatto sta che questo anniversario suscita un certo fascino. Era il 1 settembre 1953 quando Claudio de Silvestri inaugurò insieme alla moglie Clara l’oreficeria al civico n.82. I coniugi gestivano un negozio d’oreficeria nel loro paese, a Bosco Chiesanuova, già dal 1948. Come racconta la signora Clara «per alcuni anni a Bosco si è lavorato bene, ma in seguito alla mancanza di circa un migliaio di persone che preferirono scendere a valle in cerca di lavoro, ci fu una forte crisi. Consigliati dall’allora segretario comunale di Grezzana, un certo signor Cuoghi, decidemmo di aprire qui un’altra piccola gioielleria dove tuttora mio figlio ne segue la conduzione». «Mia madre mi disse che quando fu l’ora di richiedere le autorizzazioni per aprire il negozio, i funzionari comunali di allora non sapevano come orientarsi vista la richiesta del tutto inusuale» spiega Alessandro de Silvestri, figlio di Clara Leso «Fummo certamente i primi a portare in Valpantena questo tipo di attività e a distanza di sessant’anni possiamo dire con orgoglio di essere ancora qui nonostante alcuni momenti di difficoltà, alternati ad altri di grande soddisfazione». La Gioielleria de Silvestri offre servizi di oreficeria a peso,
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VERONA L’evento
In 9mila
alla Festa della Fede Gli scorsi 12 e 13 ottobre, in Arena, è andata in scena l'attesissima Festa della Fede, organizzata dalla Diocesi di Verona e dal Centro Pastorale Adolescenti e Giovani. Il clou della manifestazione nella serata di sabato 12, quando l'anfiteatro è stato preso d'assalto dai ragazzi del Meeting Adolescenti. di Matteo Bellamoli / foto Paolo Tacchella
ANNO DELLA FEDE, I PRECEDENTI
L'Anno della Fede venne indetto anche nel 1967 da Papa Paolo VI in occasione del 19° centenario del martirio dei Santi Pietro e Paolo.
«E
se il 40° del Meeting Adolescenti lo facessimo in Arena?». È iniziato tutto così, quasi per scherzo, più di un anno fa, quando a Casa Serena spuntò per la prima volta l'idea di organizzare il mega evento che il 12 e 13 ottobre 2013 scorsi è stato protagonista in Arena. Tutto è nato per celebrare i primi quarant'anni del Meeting Adolescenti, che solitamente si svolgeva al Palazzetto dello Sport, creando però una manifestazione completa che per la Diocesi di Verona è diventata qualcosa di più del semplice Meeting. Nella serata di sabato 12, sono stati
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ben 9000 i giovani che hanno riempito l'Arena, con 250 persone che hanno ballato e lavorato per lo spettacolo sul palcoscenico e almeno 400/500 che sono state coinvolte per la riuscita della serata. «L'evento ha veramente superato le nostre aspettative» ha detto Don Nicola Giacomi, da poco nuovo direttore del Centro Pastorale Giovanile. «La festa non è stata per noi solo quella in Arena, ma anche fuori, davanti all'anfiteatro, in Piazza Bra e lungo tutte le vie del centro colme di giovani festanti. C'erano veramente tanti ragazzi e questo ci ha riempito di gioia e
di soddisfazione». La manifestazione è poi proseguita anche domenica 13, con la Santa Messa e la 30^ Rassegna Musicale “Ecco perché Canto” che ha coinvolto otto gruppi chiamati ad esibirsi in un repertorio di musica cristiana contemporanea. Il lavoro di organizzazione e logistica è stato davvero intenso, ma al termine di tutto è lo stesso Don Nicola che sottolinea come ne sia «valsa la pena» e aggiunge: «la Provvidenza ci ha veramente accompagnato lungo tutta la fase dei preparativi. Molti professionisti e tecnici si sono messi a disposizione aiutandoci a mettere in piedi un evento così grande». Sembra che questo aiutarsi vicendevolmente abbia sposato, in anticipo, le parole che il Vescovo
L’evento Il Vescovo Zenti durante l’omeliami
Don Nicola Giacomi
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Giuseppe Zenti ha pronunciato durante l'omelia in Arena: «Comunione e Missione». Questa intensa due giorni è stata per Verona il momento di celebrazione dell'Anno della Fede, tant'è che ora la Diocesi non organizzerà nessun evento per la chiusura di questo importante momento. L'Anno della Fede, periodo di meditazione indetto dalla Chiesa Cattolica, è iniziato lo scorso 11 ottobre 2012 e si concluderà il 24 novembre. Ufficialmente è stato dedicato ad intensificare la riflessione sulla Fede, per aiutare tutti i credenti in Cristo a rendersi più consapevoli
del messaggio di Gesù e rinvigorire non solo la loro adesione al Vangelo, ma anche la loro capacità di trasmetterne il messaggio agli altri. Ma all'interno di un contesto così dogmatico, come potrebbe sembrare la motivazione che ha spinto all'apertura di un così intenso periodo di riflessione, viene da chiedersi come si possano ora raccogliere i frutti di questo lavoro soprattutto sui giovani. «Dopo la grande Festa in Arena» ha sottolineato Don Nicola, «abbiamo avuto molti ragazzi che si sono avvicinati alle attività parrocchiali, oppure vi sono entrati per la prima volta,
dandosi da fare per intraprendere cammini di crescita insieme ai loro coetanei. Questo è il grande messaggio che abbiamo raccolto, una risposta concreta di Fede da parte di tanti giovani». E risposta concreta è stata anche quella delle altre Diocesi, che sono state accolte nell'anfiteatro per partecipare a questo grande evento che non solo ha messo Verona al centro dell'attenzione, ma ha dimostrato con forza la sensibilità cristiana che nonostante questi tempi di crisi vocazionale e spirituale è ancora forte nella nostra città.
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HI TECH Nuove tendenze
Il Web la nuova frontiera del Sapere
Non solo e-learning, negli ultimi anni si sta assistendo al boom di corsi accademici online. Per saperne di più basta connettersi e navigare ed esperti di qualsiasi settore sono disponibili. Altamente qualificati e disponibili su richiesta, il tutto gratuitamente, o quasi. di Giorgia Castagna
S
dattica e dei titoli di studio, sono riuscite a fornire agli studenti materiali e lezioni direttamente online. E il resto è storia: dall’e-learning universitario alla cultura on demand, il passo è stato breve. Un esempio su tutti può essere quello di SuperSummit, il primo network di eventi online live e gratuiti per la formazione professionale, approdato da poco in Italia. SuperSummit dà voce e spazio a diversi esperti di svariati settori che tengono workshop e lezioni riprese e trasmesse in alta qualità sul web. Ma non è
tutto. Sa formula di SuperSummit si rifà al modello 'freemium' e cioè alcuni contenuti restano gratuiti mentre altri a pagamento. Obiettivo del creatore, Marco Montemagno, offrire contenuti formativi di qualità, utili ad aziende e professionisti che con lezioni da 60 minuti, tenute da oltre 40 esperti nei rispettivi settori, possono trovare consigli, esempi pratici, dati, nel corso di sessioni e workshop. E così nel giro di soli tre mesi gli eventi di SuperSummit puntano a spaziare dalla tecnologia alla bellezza, dallo Infoval srl
i è partiti con brevi video amatoriali “caricati” su YouTube dove, nel giro di due minuti c’era qualcuno a porre rimedio, tramite filmato, ad un piccolo problema: non sai fare il nodo alla cravatta? Ecco i movimenti da seguire. Non usi la piastra arriccia capelli correttamente? Eccoti accontentata! E chi più ne ha più ne metta. Ma il “settore”, se così si può definire, non si ferma ed è boom di veri e propri corsi. Le stesse università online, tra vari misfatti dovuti alla gestione della di-
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shopping al turismo fino al benessere. Il tutto comodamente seduti sulla poltrona di casa, senza costi di spostamenti o altro. Un modello vincente per tutti i soggetti coinvolti che all’estero genera già milioni di dollari, con aziende come CreativeLive e Lynda.com in testa. Ci sono però anche altre soluzioni a metà strada tra i classici corsi universitari offerti online e gli eventi tenuti da singoli esperti, poi trasmessi sul web. In Italia opera da anni Oilproject, un'idea di scuola virtuale, nata dall’intelligenza e dalle esigenze di un gruppo di giovanissimi ragazzi italiani, al tempo poco più che adolescenti, incontratisi nel 2004 in un forum online di tecnologia, e oggi
divenuta una community estesa (oltre 10.000 iscritti) e frequentatissima di utenti che desiderano imparare e mettere le proprie conoscenze e competenze a disposizione di tutti. Su Oilproject si seguono corsi e si insegnano tutte le materie, dalla filosofia all’informatica, dall’astronomia alla letteratura. I ruoli sono sempre e per principio interscambiabili, chi insegna è, o è stato, anche studente e viceversa e l’età dei “docenti” varia dai 14 e i 75 anni e perciò capita di trovare online video di economisti di fama e di italianisti conosciuti anche all’estero, o “semplici” studenti di liceo che spiegano la soluzione di un singolo esercizio di chimica. Sulla stessa linea, meno didattico e
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più tutorial, è I Bookcrossers sono dei sentimentali, che negli Stati Uniti ha riscosso molto successo, ospitando anche contenuti in lingua italiana e, ancora, 21 Minuti: i saperi dell’eccellenza su una piattaforma gratuita e italiana di condivisione della conoscenza in cui filosofi, economisti e scienziati mettono a disposizione del pubblico la loro esperienza. Ma navigando in internet le possibilità sono infinite e tutte con lo stesso principio: dottore, professore, esperto del settore, o semplicemente chiunque pensi di avere qualcosa da dire e abbia ottenuto l’attenzione della platea, prende il microfono e tiene un discorso. Confini temporali e geografici abbattuti quindi dalla nascita di queste piattaforme che stanno favorendo lo svilupparsi di un nuovo mercato alternativo di accesso alla cultura e per giunta pure gratuito.
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TENDENZE Nuove tendenze
I Bookcrossers sono dei sentimentali È un'altra delle tendenze attuali che però, per una volta, non è solamente online e rende di nuovo protagonisti i libri, facendoli viaggiare per il mondo da lettore a lettore. Scopriamo il fenomeno del bookcrossing. di Miryam Scandola
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on potrebbe essere diversamente. In Italia li chiamano corsari, in giro per il mondo Crossers. Sono i fedeli servitori dell'intersezione. Incrociano libri, storie, pagine unte dalle dita che le hanno sfogliate, semplicemente perché si sono emozionati nel leggerle. Quello che fanno è semplice: si innamorano di un libro, lo divorano e poi lo abbandonano. Su una panchina, in un locale, sul tavolino di una caffetteria. Disperdono con intelligente sconsideratezza brani e parole nei luoghi asettici e stanchi delle città, solo per consegnare a qualcuno un verso. E per concedergli la grazia, non scontata, di una frase ben riuscita. Lo insegnano gli innamorati. L'amore si deve raccontarlo, dirlo a tutti. E quando si ama si arriva anche al punto estremo e più vero della condivisione, che è la privazione. I Bookcrossers sono dei maestri in questo. Si derubano da soli delle loro letture in favore di altri ignoti. Lo sanno bene che occhi sconosciuti leggeranno, sobbalzeranno, sorrideranno tra le righe che loro hanno amato. Che mani estranee terranno il segno tra le pagine, salteranno con malizia i paragrafi noiosi, sfoglieranno insaziabili i capitoli, giocheranno, annoiate, con le copertine in metropolitana. Ed è proprio per questo che lo fanno. Sono convinti che i libri debbano
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camminare, seguire e, come dice Erri De Luca, «spostarsi insieme ai passanti che se li portano dietro per un poco». I Bookcrossers sono in tanti, tantissimi. Dall'Antartide allo Zimbabwe, passando per gli Usa dove tutto è partito nel 2001 grazie all'iniziativa di due coniugi americani, Ron Hornbaker e la moglie Kaori che hanno dato all'iniziata un dominio web ufficiale. Tra i 150 paesi del mondo che sono interessati al fenomeno, figura anche la nostra penisola, che registra attualmente 26 mila iscritti circa. Ma aumenta sempre di più il numero dei Bookcorsari (equivalente italiano del nome originale, ndr) nostrani che si sono appassionati a quello che è stato definito dal San Francisco Chronicle, “il messaggio in bottiglia dei giorni nostri”. Il procedimento è semplice; si sceglie un libro da “liberare”, si registra sulla pagina di bookcrossing.com e si ottiene un codice identificativo che permetterà di seguirlo nel viaggio, poi lo si lascia andare da qualche parte. Sarà compito dello sconosciuto che lo ritroverà segnalarlo sul sito e in seguito, ovviamente, restituirgli la libertà. Forse non capita tutti i giorni e forse neanche a tutti, ma qualche volta sicuramente accade anche qui, da noi, nelle belle vie della città scaligera. Anche Verona infatti è una città
dove i libri viaggiano. Le OCZ veronesi, ovvero Official Crossing Zone, segnate sulla mappa del sito, sono dappertutto. Bisogna solo guardare. Dal 19 ottobre anche la sede centrale della Biblioteca Civica di Verona ha inaugurato la sua OCZ e si è aggiunta all'elenco di bar e dei B&B della zona che partecipano all'iniziativa. Forse adesso, abituati alla sintassi della crisi, al lessico della velocità, alla grammatica scarna dell'indifferenza, trovare un libro, lasciato per noi da un volto sconosciuto su una panchina, diventa davvero immensamente poetico.
La home page di bookcrossing.com
Articolo Publiredazionale in collaborazione con Chiara Garonzi - Interior Designer & Home Personal Shopper
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essuti, cataloghi, campioni, riviste e progetti: è questo il mondo di Chiara, Arredatrice d’Interni e Home Personal Shopper con un’innata passione per tutto ciò che è arredamento, design, accessori, in una parola “casa”. Nata e cresciuta in una famiglia di falegnami e arredatori, Chiara, classe 1982, respira questo mondo da quando era bambina. «Fin da piccola, ogni volta che entro in una casa non posso fare a meno di osservare l'arredo, la scelta stilistica, la disposizione degli spazi, gli accostamenti di colore». Da qui, il desiderio di fare di una passione una professione. Prima il corso post diploma di Interior Designer, poi l’esperienza in un negozio d’arredamenti e infine il lavoro nell’azienda di famiglia, attiva nel settore dell’arredamento dal 1925. La professionalità e le competenze apprese in questi anni, hanno permesso a Chiara di specializzarsi nell’home shopping, di proporsi cioè come consulente personalizzata per l’arredo casa e shopping su commissione. «La nostra azienda si è sempre occupata soprattutto di arredamento medio-alto, in particolare di ville, hotel, uffici, ristoranti» spiega, «ma il mio sogno è quello di consigliare e fornire soluzioni a chi vuole arredare un appartamento ma non sa da dove partire, o a chi è alla ricerca di un qualche mobile o accessorio che completi l’arredo di una Chiara
stanza, magari senza spendere troppo». Il lavoro di Chiara consiste nel conoscere e interpretare le esigenze e i gusti del cliente, e sulla base del budget a disposizione, procedere alla cura di tutto il progetto. In questo modo, il cliente ha la possibilità di risparmiare tempo e viene liberato da inutili stress. «Oggi si ha sempre poco tempo per tutto e per arredare casa ne occorre veramente tanto». Chiara contatta le aziende, raccoglie i preventivi, gli eventuali campioni, evade gli ordini, organizza le consegne, cercando sempre di creare ambienti armonici in ogni aspetto, in grado di rispecchiare la personalità di chi li vivrà. «Il mio è un servizio a 360 gradi. Mi occupo di tutti i dettagli, fornendo consulenza su tutto. Se necessario, seguo il pittore, il decoratore, l’idraulico.. Insomma, al cliente fornisco il lavoro finito, “chiavi in mano”». Ma oltre al tempo, da non trascurare è il notevole risparmio di denaro. Rispetto a un negozio di arredamento, che ha alti costi di gestione, Chiara può garantire prezzi molto più convenienti. «Innanzitutto, la mia consulenza è completamente gratuita: dai consigli su materiali, tessuti, colori, a quelli sull’arredo definitivo, che sia coerente e in armonia con tutti gli altri elementi della stanza. E poi, un grande vantaggio è rappresentato dal fatto che vado ad acquistare direttamente nelle aziende, produttrici di prodotti in serie, o per chi desidera oggetti o mobili su misura, ho la possibilità di rivolgermi a artigiani e falegnami specializzati, professionisti del made in Italy». «La casa è lo specchio di ciò che siamo. Ogni elemento d’arredo, lampade, cuscini e tessuti, la possono personalizzare rendendola unica e confortevole. Molto spesso si tende a pensare “chissà quanti soldi ci vorranno per avere una casa così..”. Io posso progettare l’arredamento dei vostri sogni, quello che avete visto su una rivista, e tutto in base al vostro budget. Perché il segreto non è il denaro, ma sapersi muovere nel mercato, avere una buona rete di contatti nel settore, conoscere i materiali e le aziende».
ECONOMIA Carrera in partnership con Coop e Legambiente
“Scarpe a km zero” per camminare contro la crisi Presentato a fine ottobre alla Camera dei Deputati un progetto che restituisce fiducia a molte aziende calzaturiere italiane in difficoltà, salvaguardando al contempo la tradizione artigianale, l’ambiente e pure il portafoglio dei consumatori. di Matteo Scolari
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carpe a chilometri zero, ebbene sì. Di filiera corta se ne sente parlare già da tempo, specie nell’agroalimentare, ma nel settore dell’abbigliamento, e in particolare in quello delle calzature, non così spesso. A ideare il progetto “Km Zero”, presentato ufficialmente lo scorso 22 ottobre nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, e finalizzato soprattutto a dare nuovo impulso a molti laboratori artigianali italiani colpiti dalla recessione economica, è l’azienda Carrera Footwear in partnership con Coop e Legambiente. L’idea di fondo è quella di produrre e lanciare sul mercato nazionale calzature realizzate interamente in Italia con materia prima certificata a basso impatto ambientale alla produzione, quindi a difesa dell’ambiente, e dal prezzo assolutamente competitivo: tra i 39 e i 54 euro per un paio di scarpe da scegliere tra diversi modelli, dalle polacchine a quelle da ginnastica.
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Primo aspetto interessante è che il progetto si finanzia da sé, senza aiuti istituzionali o dall'esterno. In secondo luogo, non meno importante, consegna ai consumatori un prodotto adatto all'uso quotidiano, economico, in grado di superare in termini di qualità molti dei prodotti provenienti dall'estero - ad esempio dalla Cina –, ma di competerne anche sul prezzo. La produzione delle prime scarpe sarà affidata a piccoli laboratori artigianali della Puglia e della Campania, gli unici rimasti attivi dopo la chiusura di gran parte del comparto calzaturificio del Nord-Est e delle Marche, con condizioni eque per i lavoratori e nel massimo rispetto dell'ambiente. Sarà a basso impatto ambientale grazie al rispetto delle norme che impongono l'uso di materiali e lavorazioni ecosostenibili con benefici nel contenimento dell'inquinamento e il trasporto dei materiali e del prodotto finito sarà limitato al territorio nazionale. La distribuzione delle scarpe a chilometri zero di Carrera avverrà attraverso i punti vendita Coop. L'iniziativa supporta la Festa dell'Albero organizzata da Legambiente, che si terrà il prossimo 21 novembre
2013. Verrà devoluto il 2% sul prezzo di vendita proposto a Coop da Carrera. Alla Festa dell'Albero parteciperanno 50 mila alunni di 2500 classi italiane. Insieme pianteranno nuovi alberi. Un plauso al progetto “Scarpe a Km Zero” è arrivato anche dal Ministro dell'Ambiente Andrea Orlando: «È un esempio di come la sostenibilità ambientale si può coniugare con la sostenibilità sociale, di come le filiere produttive con forte consapevolezza etica possano dare un contributo importante al mantenimento di comparti produttivi minacciati dalla delocalizzazione». «Km Zero rappresenta una via positiva per la difesa dei posti di lavoro e delle specificità artigiane italiane, una possibilità di rilancio produttivo ed economico del meridione, e non solo, anche attraverso iniziative che fanno del rispetto dell'ambiente e della legalità, dell'attenzione ai processi produttivi, della sensibilità di grandi marchi altrettanti elementi di successo. Lo stesso successo che io auguro a questo progetto e agli altri che sulla stessa impronta lo potranno seguire» ha concluso il Ministro.
Articolo Publiredazionale in collaborazione con Erboristeria L'isola verde
A Natale ritroviamo il tempo per volerci bene Erboristeria – Parafarmacia L'Isola Verde - Via Fusina 5/a, 37023 Grezzana (VR) Tel e Fax 045.8650023
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Giorgia e Roberto
arà un altro Natale particolare, stretto dalle difficoltà economiche che molti stanno attraversando. Ma questo non deve trasformarsi in un limite, è importante non dimenticarsi di noi e delle nostre relazioni: dobbiamo ritrovare l'affettività e concederci un pensiero felice. «Riscoprire le festività degli affetti, con piccoli oggetti, cose utili e accessibili che ci aiutino mentalmente ad uscire da questa crisi». È questa la ferma convinzione di Roberto Marolato, che insieme alla moglie Giorgia gestisce da cinque anni l'Erboristeria e Parafarmacia l'Isola Verde di Grezzana. «Vogliamo regalare a tutti i nostri clienti un Natale a misura d'uomo, centrato sulla persona. Non manca la voglia di vivere queste festività, trasmettere un sentimento senza grossi fasti e sprechi, ed è per questo che abbiamo pensato ad una regalistica anche “a misura di portafoglio”». All'Isola Verde, per questi motivi, sarà disponibile un assortimento di confezioni già pronte, possibilità di buoni regalo personalizzati, ma anche l'opportunità di scelta libera da parte del cliente, per creare il proprio “pensiero” su misura. Un aspetto, quello del servizio personalizzato, che a l'Isola Verde conoscono molto bene. «Prendersi cura di sé attraverso il naturale, è già di per sé un'esigenza molto personale. Le cure omeopatiche e fitoterapiche sono sempre tarate sulle specifiche sfumature personali, e quindi il rapporto diretto con il cliente è un aspetto che viviamo quotidianamente e a cui attribuiamo massima importanza». In questi anni abbiamo assistito ad un ritorno importante verso le cure naturali, perché rispettano e considerano essenziali le singole e specifiche esigenze. Ecco perché chi delle cure naturali ne ha fatto una professione, oltre al continuo aggiornamento, deve essere sensibile e disponibile verso le richieste soggettive e uniche di ogni cliente. Oltre agli assortimenti per i pensieri natalizi, infatti, all'Isola Verde troverete anche assistenza e competenza per quanto riguarda la cura e la prevenzione delle patologie influenzali invernali. «Curiamo un rapporto fraterno con la clientela, cerchiamo di mettere a proprio agio i clienti, quindi qualsiasi sia il problema, la necessità, il nostro compito non si esaurisce mai nella sola vendita del prodotto» precisa Roberto. «Da sempre forniamo consigli gratuiti, personalizziamo le necessità, cerchiamo di trovare interventi adatti alle singole persone. In parafarmacia, intendo
precisare, non curiamo, ma diamo consigli, integriamo le prescrizioni mediche, diamo risposta alle reali necessità». Laureato in chimica e tecnologia farmaceutica, Roberto ha lavorato nel settore farmaceutico come informatore per oltre dieci anni prima di decidere, cinque anni fa, di rilevare l'Isola Verde insieme alla moglie e di specializzarsi nelle cure naturali e nella terapia integrata. In questi anni il negozio è cresciuto, implementando i servizi e specializzandosi sulle esigenze del territorio. «Dobbiamo ringraziare tutte le persone che ci hanno sostenuto e ci hanno dato fiducia» hanno voluto sottolineare Roberto e Giorgia, «perché è grazie a questa stima delle persone se siamo riusciti a rinforzare il legame con la vallata e il paese di Grezzana. Ci auguriamo che il nostro servizio sia davvero apprezzato, e i nostri clienti ci aiutino a loro volta con i loro consigli a migliorarci ancora».
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Notizie dal mondo
di Arianna Mosele
Mai più verdi dalla rabbia! Yoga rilassante o grido liberatorio? L’equilibrio e la pace interiore possono essere raggiunti in diversi modi. Dall’America una proposta suggestiva, sfogare la propria rabbia distruggendo tutto, ma solo se si tratta di una Anger Room.
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el telefilm statunitense “Anger Management”, l’ex giocatore di baseball Charlie è un terapista che, con i suoi metodi poco convenzionali e discutibili, si occupa della gestione della rabbia, un disturbo di cui lui stesso ha sofferto. Tra le tecniche più insolite ritroviamo: far rimanere svegli i propri pazienti per 36 ore consecutive al fine di liberare le proprie inibizioni, oppure una passeggiata in campagna intorno ad un maneggio. Non tutti tuttavia possono permettersi un terapista come Charlie. Dall’America arriva dunque una proposta più economica ed alquanto efficace: lo stress e la rabbia repressa
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Donna Alexander intervistata da una troupe tv
accumulate durante il giorno possono essere curate semplicemente entrando in una apposita stanza e demolendo indistintamente tutto ciò che vi si trova all'interno, senza limiti. La “Anger Room” nasce dall’idea di Donna Alexander, che ha realizzato la prima “stanza della rabbia” nel 2008 all’interno del proprio garage. Un’idea che aveva fin dall’età di sedici anni. Donna l’ha realizzata fondando pochi anni dopo la propria compagnia a Dallas, con il fine di promuovere una cura per la rabbia e lo stress in modo alternativo alla medicina tradizionale e alla psicologia moderna, un esperimento che dagli Stati Uniti si sta espandendo anche oltreoceano. Secondo i fondatori del progetto, colui che è sottoposto a continue pressioni e sbalzi di umore ritrova il proprio equilibrio più facilmente lasciando andare il proprio istinto e l’indole aggressiva piuttosto che subire estenuanti ore di terapia da uno psicologo, con un certo ri-
sparmio anche sul piano economico. Molti di coloro che hanno testato la Anger Room lo possono confermare, come si legge dal blog della società, utilizzato dagli utenti per raccontare le proprie giornate estenuanti. Ma in cosa consistono queste “stanze della rabbia”? Solitamente si tratta di un piccolo locale, arredato con mobili low-cost, che riproduce una cucina o un comune salotto, composto dai più svariati oggetti: tavoli, televisioni, telefoni, palloncini o sacchi da box, a seconda delle esigenze di ciascuno. Al cliente vengono forniti guanti di protezione, caschetto, occhiali di sicurezza e, fondamentale, una mazza da baseball. Una volta pronti, si può entrare nella stanza allestita. Le regole sono poche: la maggiore età e la presenza di una sola persona nella stanza (non sono ammessi nemmeno animali). I clienti più frequenti? Mamme stressate o manager. Ovviamente tutto ciò ha un costo: i clienti hanno la possibilità di usufruire di tali stan-
Notizie dal mondo Fotografa il codice QR e... sfoga la tua rabbia!
Le Anger Room nel mondo Questa stravagante idea si è diffusa anche oltreoceano, come in Serbia, a Novi Sad, dove il servizio è molto più economico che in altre città. Armati di mazza da baseball e elmetto, è possibile immergersi in un ambiente personalizzato (ufficio o abitazione) e distruggere il tutto con poche decine di Euro (guardate il video dal codice QR). L’esperienza delle Anger Room si è inoltre sviluppata anche in Germania e Italia, in particolare a Vecchiazzano (Forlì).
ze per un minimo di cinque minuti a 5$ fino ad un massimo di venticinque minuti a 75$ per persona. La direttrice ha tuttavia confermato che «molte persone spesso durano solo tra i due e tre minuti», un tempo sufficiente dunque per scaricare tensione e irritabilità. Come un vero hotel, la Anger Room propone sul proprio sito web varie offerte last-minute di stanze arredate pronte per essere distrutte a prezzi variabili. Un business in conti-
nua espansione. Non mancano ovviamente le critiche. Alcuni sostengono che questa attività sia al contrario particolarmente pericolosa in quanto comporta una istigazione alla violenza e all'aggressività, come dimostrano i molti video presenti in rete. Gli psicologi inoltre specificano che spesso tali stati d’ira possono poi trasformarsi in depressione e tristezza, a causa dell’emersione di forti emozioni. La sensazione di liber-
tà e compiacimento che si prova nello sfogare la propria frustrazione su oggetti si trasformerebbe dunque in un senso di vuoto e inquietudine. Alcuni, molto scettici sul progetto di Donna Alexander, hanno dichiarato «Perché non andare a correre o iscriversi ad un corso di boxe?». Come ha sottolineato l’ideatrice del progetto in un'intervista, la sua compagnia non vuole proporre una terapia medica e ha smentito le critiche dichiarando che «qualcuno può pensare che queste persone siano psicopatiche, ma nessuno può dire di non essersi mai arrabbiato, altrimenti il pazzo sarebbe proprio lui».
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The show must go on Lo spettacolo (di San Giorgio) deve continuare
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re decisive per le sorti di Malga San Giorgio. La cronaca già la conoscete: il bando pubblico per l’affitto del ramo d’azienda indetto da Nuova Lessinia Spa, la società composta da oltre 400 soci che ha gestito per quasi 12 anni gli impianti della stazione sciistica veronese, è andato deserto. Ora si cercano, non senza difficoltà, soluzioni alternative per far partire la nuova stagione. Tra cordate di imprenditori privati o idee suggestive come quella di creare un cooperativa a partecipazione allargata proposta dal consulente toscano Andrea Bicchierai, il rischio serio è che quest’inverno le porte dell’unica stazione di sci della provincia rimangano chiuse. Per non riaprire forse mai più. Di parole ne sono già state spese parecchie, per una volta vorremmo far parlare le immagini delle attività svolte a San Giorgio nel 2013 che testimoniano, al contrario di quello che a volte si pensa, che la stazione è viva, apprezzata, cercata, nonostante quelli che possono essere i suoi limiti. Pensiamoci, sarebbe davvero un peccato far calare il sipario su questo spettacolo… M.S.
Fotografie per gentile concessione di Paolo Tacchella
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L’angolo in rosa
di Camilla Pisani
Fare impresa femminile è ancora possibile Prestiti agevolati, fino a 25mila Euro, destinati a giovani donne che trovano il coraggio di avviare un'attività in proprio. Con Microcredito Donna, il Ministero del Lavoro si impegna ad aiutare quell'Italia che riparte, che si inventa un lavoro quando non c'è. Perché se c'è una cosa che in questo Paese non manca, è l'arte di sapersi arrangiare.
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a crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie”. Una citazione di Albert Einstein come spunto di riflessione offerto ad un Paese immobile dal punto di vista economico e politico ma, soprattutto, culturale. Il regresso economico che stiamo vivendo oggi è infatti lo specchio, quantificabile, di una profonda crisi identitaria: a mancare, ancora più del denaro, è il cambiamento. E la voglia
di metterlo in atto. Per innovare il sistema produttivo italiano e rilanciare una crescita troppo a lungo rimandata, la soluzione rimasta è fare qualcosa di diverso rispetto al passato. In una parola, rischiare. Cominciando dal valorizzare quella parte della popolazione maggiormente penalizzata nel trovare un impiego o nell'avere accesso al credito, quella femminile. Microcredito Donna è un'iniziativa presentata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo
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scorso 30 settembre, a Palazzo Chigi, ed è promossa dall'Ente Nazionale del Microcredito che, proprio in questi giorni, sta lanciando sulle reti nazionali la campagna istituzionale “Riparti da te! Bella impresa essere donna”. «Microcredito Donna vuole essere uno strumento di aiuto per tutte le donne che vogliono ripartire» ha detto il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, «ovvero dalla possibilità di creare una propria impresa, senza dover fornire garanzie personali alla
Se vivi a Verona Sul sito www.microcreditodonna.eu è possibile consultare l’elenco delle organizzazioni che hanno aderito al progetto di microcredito femminile e anche a Verona esiste un’associazione che dispone di uno sportello appositamente istituito per i servizi di microcredito. MAG, Società Mutua per l’Autogestione, nasce nel 1978 da un gruppo di cittadini, tra cui l’avvocato Giambattista Rossi, Loredana Aldegheri, Lino Satto e Maria Teresa Giacomazzi, uniti dall’interesse verso l’economia di solidarietà e le forme di lavoro autogestito. Nel 1982, accanto alla Società di Mutuo Soccorso, nasce la Cooperativa Mag Servizi, centro promosso in collaborazione con Legacoop Veneto, per dare il via a nuove imprese sociali ed accompagnarle nella crescita, con un’offerta che va dalla formazione alla consulenza. Oggi Mag costituisce una rete di collegamento per circa 370 imprese sociali e, dall’esperienza veronese, sono sorte altre realtà affiliate a Milano, Reggio Emilia, Torino, Venezia, Roma e Firenze. Lo sportello dedicato al microcredito è attivo dal 2005. Gemma Albanese, operatrice di Mag Verona, ci racconta come la campagna promossa dal Ministero del Lavoro per l’impresa femminile è stata recepita sul nostro territorio: «Dall’inizio della promozione di Microcredito Donna ad oggi abbiamo ricevuto circa sei richieste di finanziamento. I progetti pervenuti raccontano di donne che si stanno interessando particolarmente all’apertura di Bed&Breakfast, enoteche e bar, ma non mancano idee nell’ambito del tessile, dell’estetica e del babysitting. Le iniziative finanziabili saranno quelle che risulteranno concrete e sostenibili». MAG copre anche il filone relativo al microcredito sociale: «Lo Sportello di Microcredito» conclude Albanese «accoglie e ascolta anche quanti si trovano in una temporanea difficoltà economica e non riescono ad accedere ai normali prestiti bancari a causa di situazioni lavorative precarie o di situazioni personali troppo complesse».
L’angolo in rosa La home page di microcreditodonna.it
banca o chiedere aiuto alla famiglia, sia un genitore o il proprio marito o compagno». Il tentativo è quello di dare una sferzata ad un mercato del lavoro femminile in cui la migliore offerta è il più delle volte un ripiego: un'esperienza poco gratificante, malpagata e senza alcuna garanzia per il futuro. È in condizioni come queste che l'idea di dare vita ad un progetto personale, che nasce magari da un interesse coltivato con passione, può rappresentare un'alternativa ricca di stimoli. Ma come fare se si parte da zero? L’opportunità del prestito agevolato promossa dal Ministero del Lavoro si articola in due tipologie, la prima relativa all'imprenditoria femminile, concessa a «persone fisiche, società di persone o cooperative», per cui la somma erogabile arriva fino a 25mila Euro. La seconda è relativa al microcredito sociale, destinato a donne in condizioni di particolare difficoltà, sia economica che sociale, per cui l'importo massimo previsto è
di 10mila Euro. Questa modalità di finanziamento è finalizzata all'avvio di attività d'impresa su proposta di giovani che vogliono intraprendere la strada del lavoro autonomo, oppure al reinserimento di donne uscite dal circuito professionale in seguito, per esempio, alla maternità. Per partecipare al bando è necessario presentare la propria idea di business attivando la procedura online e compilando l’apposito form presente sul sito www. microcreditodonna.it entro il 30 Novembre 2013. L'Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) valuterà ogni domanda pervenuta, le proposte di impresa ritenute più valide verranno segnalate ad enti di microcredito convenzionati, come organizzazioni, associazioni e società dislocate su tutto il territorio nazionale. Il prestito non può avere una durata maggiore di 24 mesi e la cifra messa a disposizione viene calcolata a seconda del tipo di attività che si vuole creare e del settore di riferimento. Microcredito Donna non nasce con l’intenzione di
offrire solamente un contributo economico a chi decide di reinventarsi, ma si ripropone di formare una nuova categoria di imprenditrici donne, che possano davvero far ripartire la macchina economica del Paese. Chi prende parte al progetto potrà infatti avvalersi, nel corso di una fase di training precedente all’erogazione del finanziamento, di servizi di informazione, orientamento, valutazione dell'idea imprenditoriale e supporto per l'elaborazione di un business plan a sostegno della fattibilità del progetto. Ulteriori aiuti sono previsti anche in fase post-erogazione, nel quale ogni beneficiaria verrà seguita nella verifica dell'andamento delle attività.
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Ho visto un altro mondo! Alessandro Bordini, giovane ragazzo non vedente originario di Verona, ci racconta com’è vedere il mondo non con gli occhi ma con il cuore, in un viaggio guidato dall’altruismo, dalla solidarietà e dalla fiducia verso l’altro.
Q © Infoval srl
uando vieni a sapere che il prossimo intervistato è un ragazzo attualmente impegnato nel giro del mondo la curiosità sorge spontanea. Quando ti dicono che Alessandro, il ragazzo in questione, sta viaggiando da solo e per di più è non vedente, hai la certezza che quella che stai per sentire non sarà una storia ordinaria. Alessandro Bordini, originario di Nogara, ma attualmente cittadino del mondo, è straripante di vitalità, ironia ed entusiasmo. In seguito ad un grave incidente in paracadute ha perso la vista, ma ha acquistato molte altre
di Giulia Zampieri
cose. Il 2 aprile scorso è partito per intraprendere un viaggio che toccasse i cinque continenti e li unisse attraverso un sentiero di luce, come lo definisce lui. È così che ha avuto inizio il progetto di Light the Planet (letteralmente “illumina il pianeta”, ndr), un viaggio guidato dalla fiducia verso il prossimo, dalla volontà e dalla certezza che fidarsi e affidarsi all’altro è possibile, anche oggi. Abbiamo intercettato Alessandro mentre si trovava in Iran, tramite cellulare e non Facebook perché questo ed altri social network sono sotto censura in quelle zone. «In questo
Alessandro con un’amica conosciuta a Praga
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Osteria al 2 - di Bellamoli Michele Via Abate Pietro Caliari 12, 37142 Poiano (Verona) - Cell. 392 6417111 - Chiuso il lunedì
Una spedizione inedita e coraggiosa Seguire il viaggio Per maggiori informazioni e per seguire Alessandro nel resto della sua avventura tramite foto, racconti di viaggio e video è possibile consultare il sito www.lightheplanet.net Alessandro (a dx) sul Nilo
momento mi trovo nella parte sud di Teheran» spiega Alessandro, «ma ho appena acquistato un biglietto per Istanbul dove ho intenzione di ritornare per qualche giorno, prima di proseguire, si spera, verso Bombay, e poi da lì viaggiare alla scoperta degli altri tre continenti che mancano all’appello. Per ora, comunque, preferisco andarmene da Teheran e passare qualche giorno in un posto meno imbavagliato». Come sottolinea Alessandro, infatti, in Iran è illegale accedere ai più comuni social network, fare uso di alcolici o frequentare donne. «La cosa che mi ha colpito di più è che molta gente con cui sono riuscito a dialogare qui è contraria a tutto ciò, detesta gli estremismi. Gli iraniani sono persone estremamente cordiali e disponibili». E proprio cordialità e disponibilità sembrano essere le costanti dei tanti incontri fatti durante questo viaggio: da Mohammed, la
Istanbul, Moschea Santa Sofia
prima mano tesa ad aiutare Alessandro, quando partì dalla vicina Bergamo ormai sette mesi fa, a Belen, allegra signora incontrata a Madrid, fino ad Ayub, giovane sudanese incontrato a Khartoum. «Nelle prime tappe del mio viaggio ho sempre cercato i miei contatti prima dell’arrivo in una determinata città, pur spostandomi sempre da solo. Ora invece mi affido completamente al caso e alla gente che incontro e proprio per questo sono doppiamente soddisfatto, perché sto seguendo in tutto e per tutto lo spirito del progetto».
In un’epoca che sembra governata dalla diffidenza verso gli altri, anche tra vicini di casa, fidarsi e affidarsi totalmente agli altri, per di più in Paesi stranieri, ha davvero qualcosa di rivoluzionario. «Certo, piccoli episodi poco felici sono capitati, ma il bilancio è ampiamente positivo. Mi sono fatto questa idea: credo che la gente verso il nuovo, lo straniero, si lasci andare, specialmente se probabilmente innocuo come nel mio caso. Chi mai potrebbe temere una qualche forma di aggressione da parte di un ragazzo cieco, sperduto e sorridente? Nel mio caso, si sta rivelando davvero una formula vincente!». Ma se questi sono i vantaggi dell’essere cieco, che Alessandro svela con la sua consueta e contagiosa ironia, quello che viene da chiedersi è: quali sono le difficoltà e gli inconvenienti che sicuramente si nascondono in un progetto così coraggioso? «Sono convinto che molte cose affascinanti mi sfuggano» conclude, «ma sono anche convinto che in natura esista una sorta di equilibrio e che tutta la bellezza che non posso carpire con lo sguardo mi arrivi sotto altra forma. Quello che mi sta succedendo ne è la prova. È tempo di smettere di piangere per ciò che pensiamo di non avere, pensando solo alle nostre mancanze: in questo modo non saremo mai felici. Cambiando prospettiva da cui osservare noi stessi e la nostra vita essere felici può risultare semplicissimo!».
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PERSONE Il coraggio di mamma Anita e papà Gabriele
Una favola per guarire
La battaglia per la guarigione di un bambino, raccontata attraverso i disegni di mamma e papà, diventa un libro. Una storia, a tutti gli effetti, che unisce realtà e fantasia in un connubio affascinante e commovente.
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ome possono, una mamma e un papà, spiegare al proprio bambino, ricoverato in un reparto di oncologia pediatrica, che cosa gli sta succedendo e perché deve sottoporsi alle terapie? Anita Tommasi e Gabriele Buniotto, due genitori veronesi, hanno scelto di unire, alle parole e agli sguardi di incoraggiamento, agli abbracci e alle carezze piene di amore per il loro piccolo Nicola, dei disegni colorati. Questi disegni raccontano la storia di Lino, un piccolo pesciolino, triste perché non sta bene, perché non è più colorato come i suoi amici e non riesce più a correre e a fare le bolle come loro. Finché un latte magico e i raggi
Bella in
La famiglia Buniotto © foto Attilio Rossetti
di Francesca Mauli
di un sole molto particolare lo aiutano a stare meglio, permettendogli di tornare a giocare con gli altri pesciolini. Oggi Nicola ha 12 anni e sta bene, e la storia disegnata per lui da mamma e papà è diventata un libro cartonato, La storia di Pe, Sciò e Lino (Edizioni L’Omino Rosso, acquistabile online all’indirizzo www.regionalstorefvg.com), che si prefigge l’obiettivo di aiutare altri bambini e le loro famiglie ad affrontare la malattia. «Nicola aveva 3 anni e non riusciva a capire che cosa gli stesse accadendo. La psicologa del CRO (Centro di Riferimento Oncologico, ndr) di Aviano, in cui eravamo in cura, ci suggerì
IL LIBRO
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orario continuato lunedì e martedì: 9,00 >16,00 mercoledì, giovedì, venerdì, sabato: 9,00 > 19,00 Bosco Chiesanuova Giornalepantheon
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Otto pagine cartonate dai colori sgargianti. Basta un'occhiata a La Storia di Pe, Sciò e Lino, per capire che questa pubblicazione è stata fatta con il cuore. Il lavoro si apre con una piccola parte introduttiva in cui è raccontata la storia di Anita, Gabriele e Nicola prima di lasciare spazio alla vera e propria storia. Il libro non è indicato solo per le famiglie colpite dalla triste e difficile realtà della malattia, ma anche per tutti gli altri bambini. Grazie alle semplici e immediate parole, e ad una veste grafica affascinante, non sarà difficile aiutare i bambini anche in un percorso di apprendimento delle difficoltà della vita.
Il coraggio di mamma Anita e papà Gabriele di provare a spiegarglielo attraverso una storia. Così abbiamo disegnato, su dei semplici fogli a quadretti, la storia di un pesciolino, anche lui malato, che guarisce però grazie a delle speciali cure. L’effetto è stato immediato: già il giorno successivo Nicola era molto più sereno. Il dottor Maurizio Mascarin, che seguiva il caso di Nicola, ha conservato la storia, finché ha deciso di pubblicarla perché, a suo avviso, avrebbe potuto aiutare altre persone» raccontano Anita e Gabriele. «Anita non credeva che i suoi disegni sarebbero stati pubblicati un giorno, ma quella storia mi era pia-
ciuta molto, trovavo che potesse tornare utile non solo ai nostri pazienti, ma anche a tutti quei bambini che devono semplicemente guarire da un’influenza» spiega il dottor Mascarin che non è nuovo ad esperienze di questo tipo: da sempre ha l’abitudine di raccogliere il materiale prodotto dai suoi ragazzi e dai loro familiari in pubblicazioni, che hanno la doppia funzione di accompagnare i nuovi pazienti nel tortuoso percorso della malattia, e insieme di raccogliere fondi per la ricerca e per l’Area Giovani del CRO. «Quando ti colpisce una malattia» ha aggiunto il dottor Mascarin «ragazzi e genitori si sentono gli “ultimi della classe”, dei “ca-
limero” colpiti dalla sfortuna. Pubblicare queste storie permette loro di diventare protagonisti, arrivando a trarre qualcosa di buono anche da un'esperienza così negativa».
Alcune immagini che ritraggono le pagine interne della pubblicazione: colorata e dinamica perfetta per la lettura dei bambini.
IL CRO DI AVIANO Il CRO di Aviano è uno degli Istituti Oncologici di Riferimento presenti in Italia. Si occupa di ricerca - sia di base che clinica - e della cura dei tumori (4000 nuovi casi all'anno, di cui una trentina di bambini e una cinquantina di adolescenti). Nel gennaio del 2007 è stata creata, all'interno del CRO, un'Area Giovani, la prima in Italia interamente dedicata agli adolescenti ammalati di tumore, con l'idea di garantire a questa fascia d'età un sistema simile a quello già creato per i bambini: un'assistenza eccellente, con una forte attenzione non solamente alla malattia, ma anche all'aspetto sociale, all’impatto sulla famiglia, al vissuto del paziente, e protocolli di cura condivisi. «Gli adolescenti ammalati di tumore sono un po’ dei “figli di nessuno”: troppo grandi per lo specialista pediatrico, troppo piccoli per quello dell’età adulta» spiega il dottor Mascarin, responsabile del reparto di Radioterapia Pediatrica del CRO di Aviano. La mancanza, finora, di protocolli di cura specifici ha portato a un miglioramento pressoché nullo delle percentuali di guarigione degli adolescenti oncologici negli ultimi decenni. Obiettivo dell’Area Giovani e del suo team è di creare dei protocolli condivisi e diffusi e di far aumentare così le possibilità di sopravvivenza alla malattia. Per farlo, sono necessari molti fondi da destinare alla ricerca e per ottenerli, accanto agli aiuti pubblici, spesso marchiati dalla lentezza e dai vincoli della burocrazia, il CRO fa affidamento ai privati – singoli, associazioni, ma anche gruppi parrocchiali, teatrali… - che raccolgono denaro da destinare a questi scopi. Anche i proventi delle vendite delle pubblicazioni del CRO di Aviano (l’elenco completo, insieme a molte informazioni sull’Area Giovani, è consultabile all’indirizzo www.areagiovanicro.it) sono interamente devoluti alla ricerca.
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SALUTE AIDS. Una malattia che spaventa ancora
Il silenzio, una barriera da abbattere
Il prossimo 1 dicembre ricorre la giornata mondiale per la lotta all’AIDS. Un tema molto delicato per il quale abbiamo sentito il parere del dottor Massimiliano Lanzafame, che nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Borgo Roma si occupa, coadiuvato da un’equipe medica, di diagnosi e terapia. di Francesca Merli Dr. Massimiliano Lanzafame
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arlare di AIDS significa affrontare un problema che riguarda, secondo i dati, circa 34 milioni di persone nel mondo. Il Centro Operativo AIDS, nato intorno al 1980, ha stimato che nel 2010 in Italia il numero di persone affette dal virus dell’HIV, l’agente patogeno responsabile della malattia, si collocava in una quantità compresa tra 140mila e 160mila. A questo proposito il dottor Massimiliano Lanzafame, ci aiuta ad approfondire una tematica attuale e ancora troppo sottovalutata. Dottor Lanzafame, a che punto sono le ricerche sull’AIDS? A partire dagli anni Ottanta, mo-
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mento di inizio dell’epidemia, fino ad oggi, si è verificata una drastica riduzione della mortalità grazie alla scoperta e all’intervento della cosiddetta terapia antiretrovirale, presente dal 1996. La terapia, denominata HAART dall’acronimo inglese Highly Active Antiretroviral Therapy (terapia antiretrovirale altamente attiva, ndr) si basa sull’associazione di tre farmaci che hanno radicalmente ridotto la mortalità. Secondo gli ultimi studi, questa particolare evoluzione in campo medico è stata notevole dal momento che ha permesso a una persona sieropositiva, (è sieropositivo chi risulta portatore del virus dell’AIDS, ndr) di vivere tanto a lungo quanto una sieronegativa. Se da un lato l’aspettativa di vita del malato è aumentata di 40 anni, dall’altro bisogna tenere conto che chi è affetto da AIDS convive con una patologia che causa una serie di problematiche fisiche e psicologiche notevoli. La persona sieropositiva presenta un invecchiamento biologico più precoce rispetto a un sieronegativo, e si manifestano patologie che si creano
in parte per il fatto di aver contratto il virus, in parte perché l’uso cronico delle terapie è associato a effetti collaterali a lungo termine. Dottore, ci spieghi. Quali sono le modalità di trasmissione dell’AIDS? Mentre negli anni ’90 la principale modalità di trasmissione era costituita dall’uso endovenoso di droghe da parte di tossicodipendenti, dal 2010 l’80% dei casi riguarda la trasmissione sessuale non protetta. Nel rapporto eterosessuale, per conformazione anatomica la donna è più facilmente esposta a contrarre il virus, mentre l’uomo è più protetto. Se da un lato il sesso maschile facilmente lo trasmette, infatti nei rapporti omosessuali tra uomini c’è il rischio di contrarre la malattia, dall’altro difficilmente lo acquisisce, quando si trova ad avere rapporti sessuali con donne. La saliva, le feci, le urine, le lacrime e il sudore, non sono fattori di trasmissione dell’HIV, mentre il sangue lo è. L’infezione da HIV presenta tre fasi, la prima delle quali è definita “acuta”, quando il virus penetra
AIDS. Una malattia che spaventa ancora nell’organismo. Successivamente si raggiunge una fase di equilibrio che può durare anni, finché a un certo punto il sistema immunitario va in esaurimento, e il virus prende il sopravvento. Nell’ultimo stadio la sindrome inizia a manifestarsi con infezioni opportunistiche (infezioni causate da patogeni a causa di un sistema immunitario compromesso, ndr), e in questo caso si parla di immunodeficienza, quindi di AIDS. Qual è il modo più efficace per impedirne la trasmissione? Il modo più efficace per impedirla è quello di individuare i pazienti nella fase di infezione acuta, perché è il momento in cui si risulta maggiormente infettivi. Esiste quindi un largo margine di tempo per poter fare la diagnosi di infezione da HIV dal momento che il paziente si infetta molto prima di ammalarsi. Un riscontro tardivo di questo genere non si dovrebbe verificare, e un modo efficace per evitarlo è quello di fare i test preventivi, per andare a scovare chi ha
Il virus HIV
il virus e non lo sa. Bisognerebbe estendere la pratica del test e renderlo accessibile a tutti, andando oltre la paura e il pregiudizio. Il nostro ambulatorio offre un sistema di screening gratuito e anonimo, e da tre anni a questa parte per facilitare l’accesso abbiamo affiancato al test classico, ovvero il prelievo di sangue, il test rapido, che dà una
risposta immediata. Cosa manca di più nel 2013? Sicuramente c’è bisogno di una maggiore informazione. Alcune associazioni si stanno occupando di questo, cercando di riattivare un canale ormai debole che deve rimanere attivo. Mi piacerebbe che il primo dicembre, la Giornata Mondiale di lotta all’AIDS, durasse 365 giorni.
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NATURA Guide alpine
Alla guida dei sogni. Una storia alpinistica di Verona
Con l'avvicinarsi dell'inverno facciamo un salto nel mondo delle guide alpine di Verona, una realtà affascinante che combina il rischio con l'amore per la montagna e il rispetto per la natura. di Giovanna Tondini
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821. Si forma la prima associazione di guide alpine a Chamonix. 1989. La legge italiana stabilisce la tutela della professionalità della guida alpina. 2003. Mese di novembre. Sei guide alpine si incontrano in una pizzeria di Verona est. Sono trascorsi pochi giorni da quando, in una riunione, è stato sancito lo scioglimento de Les Pistards Volantes, la nota scuola di guide alpine patavina. Era il momento di voltare pagina. «Volevamo lanciare qualcosa di più professionale», ci racconta oggi Nicola, «così insieme abbiamo deciso di formare una nuova Scuola». XMountain Guide Alpine Dolomiti ne sarà il nome, dove “X” sta per tutto ciò che riguarda la montagna. Era l’inizio di una nuova avventura. Sono trascorsi 10 anni da quando Verona ha avuto la sua Scuola di Alpinismo, Scialpinismo e Arrampicata, in città. Storia recente? Storia del XXI secolo. Senz’altro. Ma ogni evento porta con sé un passato più lontano. Un bagaglio che ogni membro del
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gruppo XMountain ha formato e arricchito con la sua esperienza personale, ma che affonda le sue radici in un alpinismo locale di alto livello. Il Novecento è stato un secolo importante da questo punto di vista. Dino Priarolo, Angelo Poiesi (apritore di molte vie a Stallavena), Giancarlo Biasin, Nino Navasa e Claudio Dal Bosco, Franco Baschera e Graziano Censi sono nomi ormai noti in città. Tra loro ci sono anche le prime guide alpine, da Pernigo a Ottaviani, da Gerard a Seneci, che nel 1987 ha ideato il Rock Master di Arco, l’appuntamento arrampicatorio più prestigioso a livello mondiale. Con il passare degli anni si sono esplorati nuovi mondi e i futuri membri di XMountain erano già molto attivi come alpinisti. Marco, Michele, poi ancora Alberico, Davide, Nicola e Nicolino negli anni Ottanta e Novanta si impegnano in grandi ripetizioni, solitarie e prime invernali. Si cimentano sulle candele di ghiaccio verticali, così come nelle gare di arrampicata sportiva. Le pareti di Stallavena e Ceredo sono i luoghi privilegiati per i loro allenamenti, anche per chi, come
Massimo, Silvia e Tommaso comincia a seguirne le orme, per entrare poi nel gruppo XMountain. In pochi anni anche Franz, Federico e Luca avrebbero incrociato la strada delle guide veronesi. Ognuno con la sua storia, la sua esperienza. Ognuno con le sue caratteristiche. Varietà è la parola chiave del gruppo, come vario è lo spirito che lo anima. Questo permette di essere presenti su ogni terreno. Alcuni preferiscono l’acqua dei canyon, altri la roccia, altri ancora il ghiaccio o la neve… E non solo. Tommaso e Luca si sono impegnati anche nel sociale. Montagnaterapia «è un progetto che ho proposto nel 2009», ci spiega Tommaso. «Si è svolto in due esperienze nel 2010 e nel 2012 permettendo di portare in montagna
Guide alpine persone provenienti da situazioni di disagio sociale ed utilizzando la fatica della montagna e l’ascolto del proprio corpo arrampicando come mezzo di riabilitazione e socializzazione». Luca invece ha creato l’associazione Mountain for Life, per aiutare la ricerca sui tumori. «Una cordata che trasforma un’escursione in montagna in un gesto di solidarietà». Varietà è ricchezza. Ma c’è anche qualcosa che in fondo unisce il gruppo. «Una passione totale e inesauribile», che ti trasporta in cima alle vette, ti fa scendere dai pendii nevosi, ti cala nei canyon, ti porta a esplorare ambienti ignoti e lontani. «La montagna è la contemplazione della bellezza, l'irrefrenabile fascino dei suoi ambienti, il non pensare a null'altro che a quello che stai facendo. E’ pensare in modo semplice e ordinato». Ma tutto questo non basterebbe se non ci fosse «il piacere di condividerla e di trasmetterla ad altri», sottolinea Alberico. È proprio questo il segreto della guida alpina. «Far sì che quella giornata resti indimenticabile per il compagnocliente», come dice Silvia, «realizzare
i sogni delle persone sulle salite più impegnative», come afferma Nicola, è uno stimolo e una soddisfazione. Tommaso ci spiega che «l’espressione anglossassone trasforma il sostantivo in verbo: thanks for guiding me. La guida per loro è colui che guida». Certo deve essere una sensazione unica sentire qualcuno che si affida alla tua capacità, quasi fossi un mentore. In tutto questo però le responsabilità sono elevate. Non si tratta solo di trasmettere il divertimento e la tecnica, ma saperlo fare in totale sicurezza. E il rischio non manca. «È la risultante imponderabile del lavoro di guida», per dirla con Tommaso. «La capacità della guida di limitarlo al massimo è però la nostra forza». È importante “non farsi travolgere dal profitto (accompagnare qualcuno a tutti i costi)”, dice Nicolino. «Bisogna valutare tutti i pericoli, prevederli con margine». Quindi «saper rinunciare». Fare la guida comporta anche molti sacrifici. Lunga preparazione sul campo, due anni di corso guide per diventare aspirante, e ancora giornate di esami per raggiungere il sogno,
essere guida alpina. E poi per alcuni significa conciliare il lavoro di guida con la famiglia o con l’ufficio. Soprattutto per le guide alpine di città. Eppure vivere in città ha i suoi lati positivi. «Mi ha permesso di scoprire quanto sia bello insegnare ad arrampicare ai bambini, in palestra e nelle falesie», dice Silvia. Insomma, la lontananza dalla montagna non è un problema, anzi «può solo aumentare la voglia di andarci!».
RUBRICA
Vita di montagna
Uomini econvivenza lupi:che ha bisogno di risposte A sollevare la questione un gruppo di malgari della Lessinia che hanno chiuso la stagione dell'alpeggio con un bilancio di una trentina di capi sbranati dal predatore. I lavoratori delle malghe chiedono ascolto e un adeguato sostegno tecnico.
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ita dura quella del malgaro, con giornate che iniziano all'alba e si concludono a notte fonda, senza avere nemmeno il tempo di pensare a sacrifici e fatiche. Mestiere antico, come è del resto la pratica di caricare la montagna durante l'estate, portando sui pascoli dell'alta Lessinia dall'inizio di giugno alla fine di settembre migliaia di capi di bestiame. Attività che, da sempre, deve fare i conti con la natura e i suoi mutamenti. Anche con l'arrivo spontaneo dei lupi che, presenti ormai da due anni nel Parco naturale, la scorsa primavera hanno allargato la famiglia dando alla luce due cuccioli. Da una parte c'è dunque il predatore al vertice della catena alimentare che, per sua attitudine, quando non è parte di un branco si limita a cacciare piccole e medie prede come i cinghiali, la cui popolazione è aumentata a dismisura negli ultimi anni sulla montagna veronese, oltre a bestiame da allevamento quali pecore, capre e vitelli spostandosi su ampie aree di territorio. Dall'altra parte c'è inve-
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di Marta Bicego
ce chi lavora in alpeggio e, grazie a questo faticoso mestiere, mantiene la famiglia. Nelle 365 malghe che punteggiano i verdi pascoli della Lessinia, tante quante i giorni dell'anno, operano circa ottanta malgari. Si sono dati appuntamento al Rifugio Primaneve a conclusione di stagione, poco prima di abbandonare l'alpeggio, ma quest'anno con una preoccupazione in più: quella della convivenza tra l'uomo che vive di una pratica antica e l'animale che cacciatore è per natura e non si può addomesticare. «È una situazione che purtroppo sta
sfuggendo di mano, com'è già accaduto per cinghiali e marmotte. C'è chi è stato costretto ad abbandonare i pascoli prima del tempo stabilito, dopo aver perso diversi capi di bestiame sbranati dai lupi, e probabilmente il prossimo anno non ritornerà in Lessinia» esordisce il portavoce di un gruppo di allevatori che, a bilancio di una stagione particolarmente difficile, hanno deciso di mettere nero su bianco tale preoccupazione in una lettera indirizzata agli organi competenti tra i quali Comunità Montana della Lessinia, Parco, Provincia, Re-
Vita di montagna
a loro stessi. Sul piatto della bilancia i malgari non mettono solo i risarcimenti che dovrebbero arrivare dalla Regione, ma le questioni pratiche: «C'è chi suggerisce di prevenire questi danni con recinzioni elettrificate alte da 145 a 170 centimetri e con il rientro serale delle mandrie in locali chiusi» dicono. «Ma cosa comporta per noi, gli animali, i turisti, il paesaggio?» si chiedono, prospettando la trasformazione dei prati in «campi di concentramento con chilometri di filo elettrico» a ostacolare le escursioni di chi frequenta il Parco. Altrettanto impensabile è l'ipotesi del ricovero notturno dei ruminanti, che si nutrono di erba soprattutto di
notte, in locali per altro adibiti alla mungitura. «Crediamo poco negli adeguati sostegni finanziari, chiediamo invece un adeguato sostegno tecnico» ribadiscono, mirando dritti al problema e con il pensiero alla prossima stagione. «Siamo consci che il lupo è un predatore altamente protetto a livello comunitario, nazionale e regionale. Non intendiamo assolutamente affermare l'eliminazione fisica di questi esemplari» concludono. «Vogliamo che per questi animali venga trovato un habitat adatto ai loro fabbisogni, senza che vadano a ledere i fabbisogni delle persone che vivono in quell'ambiente».
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gione e Corpo Forestale. Non senza ricordare, a premessa, quale valore aggiunto offra alle terre alte la loro presenza: «Con l'attività dell'alpeggio, oltre a soddisfare le esigenze naturali degli animali, si mantengono puliti da spini e rovi i prati, si mantengono efficienti le pozze e gli scoli conferendo all'ambiente un aspetto ordinato e piacevole nel rispetto del precario equilibrio tra flora e fauna» spiegano. «L'ostacolo al nostro secolare lavoro è rappresentato dall'introduzione di specie, tipiche sì delle zone montane, ma non dei pascoli di cui è composta la Lessinia» proseguono. L'elenco include cinghiali e marmotte. E ovviamente i lupi. Il resoconto stilato dai malgari, relativo al territorio nei confini del Parco, conta una coppia di capi sbranati in alpeggio nel 2012 e circa una trentina quest'anno ai quali si devono sommare le predazioni a caprioli, pecore, capre, e conseguenze indirette agli animali, per esempio aborti e lesioni, provocate nella fuga dal predatore. Ai numeri si aggiungono i racconti di lupi visti in azione durante la notte e di carcasse abbandonate a sole e intemperie, poco oltre i confini della Provincia autonoma di Trento, dove gli agenti della Forestale trentina una volta accertata la causa di morte per attacco del predatore hanno attribuito la colpa a «lupi veronesi». Un nulla di fatto che ha contribuito a far crescere i malumori e a far sentire gli allevatori abbandonati
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ARTE & CULTURA Due iniziative che sostengono l’archeologia
Riparo Tagliente
si prepara per il pubblico Fa parte dei parchi archeologici più attestati in Italia e grazie ad uno stanziamento complessivo di 143mila Euro, il Comune di Grezzana sta operando per la messa in sicurezza del sito per consentire finalmente l'apertura al pubblico e non solo agli studiosi. di Alessandra Scolari
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a Valpantena a vocazione turistica? La risposta non può che essere affermativa, specie se valorizziamo il suo paesaggio e i suoi prodotti tipici, oltreché i suoi siti storici: dal Pantheon di Santa Maria in Stelle, al Riparo Tagliente, fino al Ponte di Veja. Ci soffermiamo su Riparo Tagliente, il sito paleolitico scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente e sul quale ogni anno (tra fine settembre e ottobre) professori e studenti dell’Università di Ferrara, su indicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in convenzione con il Comune di Grezzana effettuano (dal 1967) gli scavi e gli incontri con il pubblico. Questo sito, ubicato a 226 m s.l.m., per l’epoca era strategico, con il fondovalle, le scarpate rocciose e la parete calcarea, che conservano ancora materiale archeologico interessante, ma che oggi per essere visitabile deve essere messo in sicurezza. Quindi il comune di Grezzana ha avviato il progetto di riqualificazione dell’accesso e del sito, stipulando le convenzioni per la concessione in comodato di una porzione dell’area di proprietà privata (la scuola materna di Stallavena e Fratelli Campedelli, ndr) e stanziando 143mila euro, di cui 93mila finanziati da un contributo del Gal, Gruppo di Azione Locale. Quest’anno nell’area Riparo Tagliente a Stallavena, si è tenuta la Giornata
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Giornalepantheon novembre 2013
della Preistoria, alla quale hanno partecipato numerosi ragazzi, professori e adulti, scoprendo una delle realtà archeologiche di maggiore impatto presenti sul territorio e i materiali che hanno consentito di capire la vita e i costumi dell’uomo di tanti millenni fa. Il messaggio? Diffondere la conoscenza di questo sito preistorico e il suo interesse culturale e scientifico. Riparo Tagliente è considerato dagli studiosi tra i giacimenti preistorici più esplorati nel Nord Italia. I reperti trovati hanno contribuito alla ricostruzione della vita nel Paleolitico Medio e Superiore (60.000-10.000 anni fa), quando gli uomini vivevano in gruppi di cacciatori-raccoglitori. Michele Colantoni assessore alla Cultura del Comune di Grezzana, nella relazione del progetto ha sottolineato, «si tratta di un’opera voluta dall’Amministrazione, affinché il sito, per la sua importanza storico-culturale, non resti solo appannaggio degli studiosi, ma diventi un “parco archeologico”, da inserire all’interno di un itinerario culturale più ampio, fruibile (su richiesta) durante tutto l’arco dell’anno». Plauso per questa scelta anche del consigliere Adelino Brunelli. L’obiettivo è, dunque, quello di rendere Riparo Tagliente uno dei fulcri di un percorso culturale, incentrato sul primo popolamento del territorio, che dalla Valpantena potrà raggiungere altri siti significativi, quali Ponte di
Veja, il Museo di Sant’Anna d’Alfaedo e la Grotta di Fumane. Un percorso che potrà essere proposto alle scuole, alle famiglie, oltre che agli appassionati di storia: Riparo Tagliente fa parte dei parchi archeologici più attestati in Italia e quindi renderlo accessibile al pubblico significa valorizzarlo.
Una giornata nella preistoria Con questo titolo, decisamente accattivante, si è svolta una manifestazione voluta dal Comune di Grezzana in collaborazione con l’Università di Ferrara per diffondere sotto tutte le dimensioni culturali e scientifiche la conoscenza del sito preistorico del Riparo Tagliente. In nome di questa esigenza di divulgazione ed apertura culturale nei confronti delle scuole e di tutti i cittadini invitati a partecipare, sono state organizzate delle visite guidate al sito, ma anche delle attività didattiche e di approfondimento che, senza dimenticare l’aspetto ludico così importante per destare l’interesse dei visitatori più piccini, hanno composto un quadro molto vasto e variegato delle operazioni di fondo per la sopravvivenza dell’uomo preistorico: dalla scheggiatura della selce all’accensione del fuoco ed alla lavorazione di materie vegetali ed animali, passando per la fase delle prime manifestazioni artistiche, come la pittura in ocra su pietra. Così gli scorsi 4 e 10 ottobre nel sito di Riparo Tagliente, dalle ore 15:00 alle ore 17:00, i visitatori sono stati immersi in un mondo antichissimo con grande interesse soprattutto dei più piccoli, invitati, fra l’altro, a costruirsi una freccia utilizzando schegge di selce.
Due iniziative che sostengono l’archeologia
Archeoarte: raccontare il passato per ricostruire il futuro Si è conclusa domenica 6 ottobre la manifestazione itinerante nata per raccontare i luoghi di Valpantena e Lessinia. Ecco il bilancio di questa prima edizione che ha coinvolto, tra gli altri siti, anche il Riparo Tagliente.
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«Da parte nostra» spiega Fasolo, «non possiamo che dirci soddisfatti di questa prima edizione: il livello delle opere che abbiamo ricevuto è stato molto alto. Siamo felici non solo dell’ottimo lavoro svolto dagli artisti ma anche del successo riscosso dalle quattro giornate organizzate con il FAI alla riscoperta del territorio». Un successo che parla chiaro e che ha dimostrato che fare cultura, di alto livello, non solo è possibile, ma in momenti come questo è necessario, perché può diventare un’occasione di incontro, per fare rete e promuovere la sinergia tra le diverse realtà del nostro territorio. «È una realtà di fatto che la nostra valle stia vivendo un momento di profonda crisi» prosegue Renato Fasolo, «ed è proprio per questo che è necessario un cambiamento radicale, nelle nostre coscienze, nella nostra mentalità. Bisogna seminare in modo nuovo, per raccogliere i frutti del nostro lavoro e dare un futuro alla nostra terra che sia all’altezza del nostro passato». In questo radicale cambiamen-
Gli artisti segnalati Cristina Annichini Edda Benedetti Adriana Ederle Giovanna Girardi Roberto Leorato Rino Merzari Giancarlo Molinari Marcellino Zanini Sara Flora Welponer Silvano Corbellari - Sandro Zucchetti
to, anche momenti come Archeoarte sono preziosi contributi. La nostra terra, così ricca di idee lungimiranti e proposte innovative, richiede però l’appoggio delle istituzioni, vera linfa vitale, e il supporto di tutte le risorse necessarie per permettere a quei nuovi semi di radicarsi e di germogliare.
© Infoval srl
elle giornate del 5 e 6 ottobre la splendida cornice di Villa Arvedi ha ospitato Archeoarte, l’iniziativa culturale tenuta a battesimo da Pantheon nata dal felice connubio tra Archeoland e FAI per promuovere la nostra vallata e le nostre montagne. Come racconta Renato Fasolo, ideatore del progetto e presidente di Archeoland, «il progetto è stato accolto con grande interesse da parte degli artisti partecipanti e nondimeno dal pubblico». Cinquanta sono state le opere ricevute legate ai nove luoghi del nostro territorio scelti per il loro valore simbolico. Giampaolo Mazzara si è aggiudicato il primo premio, conferito da una giuria di esperti, che ha premiato l’artista che con la sua arte ha saputo cogliere il legame inscindibile tra la storia passata del maestoso castello di Montorio e la sua storia presente. Accanto a Mazzara sono stati però segnalati altri dieci artisti le cui opere verranno accolte nello spazio espositivo della 809 Art Gallery di Milano.
di Giulia Zampieri
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MUSICA A tu per tu con Jacopo Frapporti
Un batterista per Batteristi Classe 1988, diplomato in musica presso il Modern Music Institute (per cui ha aperto un centro abilitato a Fumane) è batterista militante presso le band SinCircus e On a Bridge of Dust, e attualmente assistente tour manager di Taria (cantante solista precedentemente voce del gruppo metal finlandese Nightwish), nonché drumtech per il batterista Mike Terrana (Yngwie Malmsteen, Tony Macalpine, Steve Lukather, Kuni e Beau Nasty).
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di Francesco Turlon
acopo Frapporti si occupa di assistere le band nelle diverse fasi di un tour: organizzando il pernottamento negli alberghi, i pasti nelle diverse tappe e assicurandosi che i palchi siano provvisti di tutto ciò che servirà all'efficienza della serata live, in particolare curando il montaggio della batteria, la disposizione e il suono corretto dello strumento. Armato di una miriade di chiavi per accordatura, un paio di guanti per evitare lesioni alle mani, una piccola torcia, due buone braccia e un ottimo orecchio, il nostro protagonista affronta migliaia di chilometri per portare avanti la propria professione di Drumtech. Ma come è riuscito questo venticinquenne a girare il mondo accompagnando alcuni tra i più grandi
Jacopo con Peter Wildoer © foto Matteo Chiarini
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Jacopo Frapporti © foto Elisa Cristofoli
batteristi contemporanei? È il 17 novembre 2008 e Jacopo è tra gli allievi dell’MMI ad assistere ad una clinic di batteria presso Musical Box. L'artista ospitato è Virgil Donati (vedi box), batterista italo-australiano attualmente residente a Los Angeles, che in quella sera affascina più di 300 batteristi e appassionati con evoluzioni e fraseggi ritmici inauditi (chi scrive era presente all'evento e conserva gelosamente un attestato di partecipazione). Se per il pubblico quello è stato un momento memorabile nella storia musicale scaligera, per Jacopo Frapporti rappresenta un vero e proprio punto di svolta, un'opportunità di carriera inaspettata. Viene infatti incaricato di trovare una sistemazione per il pernottamento dell'artista. Dopo aver montato il drumset del batterista e averne curato l'accordatura, il giovane propone a Donati di seguirlo nelle successive tappe italiane per aiutarlo nel settaggio della strumentazione. «Sarebbe stato un po' di giorni a Padova, Modena e Biella e gli ho chiesto se potevo
seguirlo per montargli la batteria. Era il primo anno di università, le lezioni erano appena iniziate e non avevo problemi. Sono salito sul furgone e gli ho dato una mano!» racconta Jacopo, intercettato via Skype a Karlsruhe in Germania, in un giorno di pausa durante il tour con Taria. Dopo quel breve tour i due rimangono in contatto e per quattro anni Virgil chiede assistenza a Jacopo per il successivo tour europeo. Purtroppo però, ogni volta i preparativi si interrompono quindici giorni prima dell'inizio del tour e tutto salta per diversi problemi. «Per quattro anni sono rimasto in ansia, aspettando l'occasione della vita. Nel mentre ho organizzato altri seminari, il più importante con Frank Gambale, rinomato chitarrista fusion. Poi a dicembre di due anni fa Virgil mi informa che sarà in tour con Allan Holdsworth e riproviamo a organizzare il tutto. Non ci ho creduto fino al momento in cui non sono salito sull'aereo!». L'avventura, per Jacopo, inizia in quel momento. «Il 2012 per me è stato un anno pieno di soddisfazioni», prosegue. «Da gennaio ho iniziato un rapporto di sponsorizzazione con Evans e Pro-Mark (noti marchi di pelli e bacchette per batteria, ndr), ad aprile sono partito con i SinCircus per un tour europeo dalla Repubblica Ceca alla Finlandia. In maggio abbiamo aperto tre date ai The Dillinger Esca-
A tu per tu con Jacopo Frapporti Jacopo con Mike Mangini
Virgil Donati e Mike Mangini Virgil Donati e Mike Mangini sono due e vere e proprie leggende viventi della batteria contemporanea. Il primo è definito l'inventore della tecnica per doppio pedale, pioniere nell'aver spostato i rudimenti dagli arti superiori a quelli inferiori. Tra le numerose collaborazioni ricordiamo: Derek Sherinian (Planet X), Steve Vai, Scott Henderson, Steve Walsh, Frank Gambale, Mark Boals, Tribal Tech, Dave Stewart, Josh Stone. Il secondo è attualmente il batterista della più importante band Progressive Metal internazionale, i Dream Theater, ed è stato a partire dal 2000 uno degli insegnanti di riferimento del Berklee College of Music di Boston. Una curiosità: prima di dedicarsi interamente alla batteria, Mangini ha conseguito una laurea in informatica lavorando per il programma software della Difesa (in particolare nel programma per il Missile Patriot). Nello stesso momento era impegnato in un altro progetto che riguardava il rapporto tra il cervello umano e il corpo. Sufficientemente eclettico!?!
ni confluisce qualche tempo dopo nell'organizzazione di un altro evento storico in Italia: il primo Drumcamp (campo scuola basato sullo studio della batteria, ndr) a Siena, con 30 allievi a stretto contatto con il famoso batterista italo-americano. Da quel momento Jacopo Frapporti viene raccomandato in ogni possibile situazione in cui sia necessario un drumtech. Così segue Thomas Lang (Steve Hackett, Gianna Nannini e Kylie Minogue), Carmine Appice (Pink Floyd, Stanley Clarke, Ozzy Osbourne, John Entwistle e Rod Stewart), Peter Wildoer (Darkane), Ray
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Lusier (Korn), Alex Acuna (Weather Report), e continua a portare artisti di fama internazionale nella sua città. Il prossimo in programma, a novembre, il chitarrista Tosin Abasi degli Animals as Leaders. Nell'immediato, terminato temporaneamente il tour con Taria, seguirà i Panzerballett dal 16 di novembre a Lipsia. In tutto questo parlare di spostamenti, tour e viaggi, non rinunciamo a chiudere con una nota di gossip: Jacopo, ma con tutto questo girovagare, come fai ad avere una relazione stabile e duratura? Semplice! Ho trovato un'anima gemella.
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Via Luigi Tubaldini 8 Stallavena di Grezzana (Vr) tel. 347 1384905 - 347 8744439 aperto dalle 5:30 alle 24:00 (chiuso il mercoledì pomeriggio)
Infoval srl
pe Plan a Treviso, Milano e Roma. Il giorno dopo la data a Roma ho preso un aereo per seguire a Berlino il tour di Allan Holdsworth con Virgil Donati. Il 27 maggio in treno da Zurigo a Milano, poi fino a Verona, dove Riccardo Merlini, amico e collega musicista, mi attendeva con una batteria pronta per Roma, dove abbiamo incontrato Mike Mangini (attuale batterista dei Dream Theater, ndr) che abbiamo assistito per 15 giorni in clinic (vale a dire un seminario tra un artista famoso che si esibisce informalmente davanti ad un gruppo di fan e di musicisti, ndr)». Il tour di clinics con Mike Mangi-
MUSICA Pantheon underground
Seek no date una nuova frontiera del metal
di Matteo Scolari
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ono approdati in Lessinia nelle settimane scorse, da Vicenza, per girare insieme al regista veronese Luca Adami il loro nuovo videoclip musicale. Loro si chiamano Seek No Date e sono cinque amici che, nel 2009, hanno deciso di dar vita a un progetto musicale innovativo partendo dal genere Metal Core. Nei loro brani si possono sentire influenze Hard Core, Metal e Crossover, un mix che si fonde in un sound personale e distintivo. Dopo un demo registrato nel settembre 2010, da cui è stato autoprodotto anche il videoclip "We Are Stronger Than You", i Seek No Date hanno dato vita, ad inizio 2012 al loro primo EP intitolato Bionic depression of man, contenente quattro brani (Liar, The darkest Thought, Damned e Don’t be Sorry), che ha già raccolto molti favori della critica specializzata. Ragazzi, vi siete uniti nel 2009 spinti dalla voglia di creare qualcosa di innovativo. Qual è la vostra idea di innovazione in ambito musicale? Innovazione per noi significa proporre uno stile il più originale possibile.
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La nostra idea è di fondere le nostre differenti esperienze e creare qualcosa d’impatto, omogeneo e coerente con le nostre idee. Il vostro sound appare come un ottimo mix tra hardcore e crossover. Un ibrido che può farsi apprezzare anche dai puristi? Perché no? Il nostro obbiettivo è avvicinare tutte quelle persone che cercano un sound nuovo, non legato ai soliti canoni del metal-core e del post-hardcore che ormai a livello compositivo e melodico non hanno più nulla da offrire. L’originalità è un faro a cui puntare o una qualità da esprimere? Entrambe. Pensiamo fortemente che l’originalità ripaghi sempre, siamo arrivati ad un punto tale che tutto (musicalmente parlando) è trito e ritrito. Un critico musicale, in una sua recensione, vi ha ripreso dicendo che nell’EP Bionic Depression of Man si ha la sensazione che abbiate studiato troppo a tavolino. Siete d’accordo con questo punto di vista? Le critiche sono sempre bene accette! Una canzone per avere una buona resa ritmica/melodica deve avere uno scheletro di base e ad accentuare questa caratteristica siamo noi stessi che nel comporre siamo molto meticolosi, attenti ai particolari e propensi alla precisione esecutiva. La musica che ne esce deve piacere prima di tutto a noi. Se qualcuno avesse l’impressione
di uno studio “a tavolino” eccessivo, potremmo ricordargli che “anche il caos ha il suo ordine”. Quali sono i temi principali che ispirano i vostri testi? C’è un messaggio o ci sono dei messaggi che per mezzo della musica cercate di far arrivare al pubblico? I nostri testi parlano principalmente della vita di ognuno di noi, delle nostre esperienze, parlano di profonda e sincera amicizia, di buoni sentimenti, ma anche di quelli meno buoni, spesso anche la rabbia e lo sgomento sono colonna portante di alcuni nostri pezzi. Superare i momenti difficili anche se è dannatamente duro, ribadire l’importanza delle persone care, ricordare il conforto dell’amicizia e dell’amore…questi i messaggi positivi e pieni di speranza che vorremmo passassero. Come vi vedete da qui a qualche anno? Quali sono i vostri obiettivi reali legati alla musica? Probabilmente non ci siamo mai posti un obiettivo preciso perché siamo ragazzi normalissimi, con lavori semplici, che vivono alla giornata prendendo tutte le cose, positive e negative, con tranquillità e umiltà. Il nostro sogno comunque è quello che accomuna tutti i musicisti: portare la propria musica il più lontano possibile e ad un pubblico sempre più vasto, l’impegno e la dedizione di certo non mancano.
SOCIALE Al Job&Orienta spazio a storie positive
I suoni del Talento Sabato 23 novembre Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani presenta “I suoni del Talento”, una serata interamente dedicata ai giovani che ce l’hanno fatta e che, malgrado la crisi e il difficile contesto economico e sociale, sono riusciti a trasformare i loro sogni in realtà. n programma presso il Teatro Nuovo (foto) dalle ore 17:00 alle 19:00 del prossimo 23 novembre, I suoni del Talento darà spazio alle testimonianze dei giovani veronesi che si sono messi alla prova e che con creatività e coraggio si sono rimboccati le maniche inventandosi da soli il proprio lavoro. È questo il messaggio che Progetto di Vita – Cattolica per i Giovani vuole lanciare a conclusione del Job&Orienta, la fiera che ogni anno viene frequentata da moltissimi giovani e giovanissimi in cerca di un futuro e di un'occupazione. All'interno dello stand di Progetto di Vita, suddiviso in più spazi, saranno ospitati partner istituzionali come Confidunstria ed H-FARM, un set televisivo per elaborare le interviste e uno spazio ospiti per ascoltare le storie di nascenti realtà imprenditoriali contraddistinte per la loro innovatività. A raccontarsi per primi nel corso della serata del 23 novembre saranno i ragazzi di H-FARM, incubatore che opera a livello internazionale per sostenere le idee di impresa attinenti con il mondo web, il digitale e i new media. Seguiranno poi i giovani di CSM College, un'associazione di formazione riconosciuta da Apple per l'educazione professionale in musica e multimedialità. Da ultimo, ma non meno importante, saranno intervistati i ragazzi impegnati nell'evento finale.
Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani È un’iniziativa di Responsabilità Sociale d’Impresa del Gruppo Cattolica Assicurazioni nata per rendere i giovani protagonisti della crescita culturale e dello sviluppo economico e sociale del territorio. L’obiettivo è dare una risposta concreta ed efficace al difficile rapporto tra giovani e mondo del lavoro grazie ai servizi offerti gratuitamente in ambito di orientamento e formazione, cultura d’impresa e solidarietà.
Gli organizzatori hanno sottolineato che il teatro sarà aperto a tutti, giovani e meno giovani, che vogliano riscoprire la possibilità di fare in un periodo così difficile. Tra le altre testimonianze anche quella di Thimonnier, un gruppo che sperimenterà con i partecipanti il lavoro della stoffa, e dell'Accademia Cignaroli, che proporrà la realizzazione di un trucco scenografico. A corredo della serata la mostra del fotoreporter Mattia Cacciatori, i quadri di Veltramini e la musica della rock band The Sun.
Merceria Fiore
Infoval srl
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di Matteo Bellamoli
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SPORT Eventi e manifestazioni di novembre
Andreucci-Gaspari, M BI BA
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coppia inedita al Due Valli
Andreucci impegnato in gara
È una bella sorpresa quella annunciata qualche giorno fa: il pilota ufficiale Peugeot Paolo Andreucci sarà al via del prossimo Due Valli assieme ad un grandissimo di casa nostra: Valentino Gaspari. La XXXI edizione del rally di Verona è tutta da seguire.
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l Rally Due Valli è pronto al via. L'evento organizzato dall'Automobile Club Verona torna il 15 e 16 novembre sulle strade di Verona, valido anche quest'anno come Finale di Coppa Italia e in aggiunta anche per il Trofeo Rally Asfalto, l'unico campionato in Italia che ammette la partecipazione delle World Rally Car, le vetture che corrono anche il Campionato del Mondo. A fare grande notizia in questi giorni è stata la conferma della partecipazione di Paolo Andreucci. Il sette volte Campione d'Italia, a cui quest'anno Umberto Scandola ha strappato la corona, sarà al via, in forma privata, con una Peugeot 207 S2000 navigato da Valentino Gaspari, navigatore di casa nostra, originario di San Rocco di Piegara. Grazie ad un accordo con la Due Gi Sport, team di Gaspari, Andreucci sarà al Due Valli per fare esperienza, a confermare le molte voci che vorrebbero il Due Valli valido come Campionato Italiano già dal prossimo anno. L'inedita coppia è già sulla bocca di tutti, perché Gaspari, coadiuvato nell'operazione dall'abile mano del suo direttore sportivo Matteo Castel-
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Giornalepantheon novembre 2013
di Matteo Bellamoli
lari, è uno dei navigatori scaligeri più popolari. Classe 1978, Valentino ha condiviso gioie e dolori della passione rallystica insieme al fratello Nicola, con il quale, guarda caso, portò per la prima volta a Verona proprio la Peugeot 207 S2000: era il Due Valli 2007. Ora su quella vettura, nel frattempo arrivata al massimo dell'evoluzione, ci salirà con uno dei piloti più forti d'Italia. Un'occasione davvero unica per Gaspari, che debuttò nel 1998 al Rally Città di Bassano (su Peugeot 205 rallye) e che da allora ha messo in saccoccia quasi 150 eventi. Ha corso con tutte le tipologie di vetture, dalla MG Rover ZR gruppo N, alla mostruosa Peugeot 306 maxi, dalla Subaru WRC ex Colin Mcrae fino alla Clio S1600 e alla Citroen Xsara WRC. La sua capacità tecnica, oltre che la grande umiltà e simpatia, lo hanno visto a fianco anche di Eddie Sciessere con
Valentino Gaspari, sorridente, al Due Valli 2012
cui, lo scorso anno, vinse il Rally San Martino di Castrozza. Molto bello ricordare che in occasione di questo XXXI Rally Due Valli, le tute di Andreucci e Gaspari saranno autografate e vendute all'asta dopo la gara e i proventi ricavati saranno devoluti all'ABAL, Associazione Bambini Autistici Lessinia (logo in alto).
Il percorso Il XXXI Rally Due Valli scatterà venerdì 15 alle ore 18:30 da Illasi, per poi transitare in passerella da Piazza Bra alle 20:30 e quindi disputare la prima prova cronometrata sulle Torricelle. L'agonismo vero sarà tutto domenica 16 con le prove di “Ca' del Diaolo”, “Marcemigo” e “Mezzane” da ripetersi per due volte. L'arrivo, sempre in Piazza Bra, è previsto per le 18:00 di sabato 16. Solo il TRA (Trofeo Rally Asfalto) disputerà la “Ca' del Diaolo” una terza volta, arrivando a celebrare il vincitore in Bra alle ore 20:30. Tutte le altre informazioni sul percorso e programma al sito ufficiale www.rallyduevalli.it
Eventi e manifestazioni
Enduro bike, sfida all’ultima discesa
Una giornata all’insegna della Mountain Bike, grazie alle “Teste di Marmo” di Lugo, che per mesi hanno lavorato nei boschi della Valpantena, dando vita al percorso della gara con l’aiuto del “Team KM Sport”. di Giovanni Melotti
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omenica 13 ottobre a Lugo di Grezzana è andata in scena la 1° edizione del “E ben sa ghe… Enduro”. Una mattinata dedicata alla Enduro Bike, una disciplina della più conosciuta Mountain Bike, che ha visto sfidarsi 51 atleti per i sentieri boscosi dell’alta Valpantena. La competizione, organizzata dal Forte Team KM Sport Bottecchia e dall’Asd Teste di Marmo è durata poco più di tre ore, con un percorso di 28 chilometri, impreziosito da 4 Prove Speciali, da percorrere nel minor tempo possibile. Il gruppo delle Teste di Marmo, nato 10 anni fa e composto da giovani ciclisti con
SCI ALPINO
la passione delle due ruote non motorizzate, si è dedicato per mesi alla messa in sicurezza del tracciato. Un vero e proprio lavoro di squadra per ripulire interi sentieri prima di allora impraticabili, recuperando l'ambiente naturale per finalità sportive, ma anche sociali. «Da un paio di anni abbiamo iniziato l’attività vera e propria di Mountain Bike» spiega il presidente Davide Tartali, «e dal 2013 siamo diventati un’associazione a tutti gli effetti». Al termine della gara, vinta da Dimitri Modesti, è stato organizzato un pranzo per gli enduristi e per tutti i presenti, nella piazza di Lugo: «una squadra di volontari ha gestito gli
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stand enogastronomici e preparato risotti per più di 150 persone». Una domenica all’insegna dell’agonismo e del sorriso con la disciplina Enduro per la prima volta nel veronese. Un esperimento perfettamente riuscito e da riproporre nei prossimi anni. «È stata una giornata magnifica sotto tutti i punti di vista. Anche il meteo è stato “dalla nostra”, nonostante il mese di ottobre fosse, come dire, un’incognita» conclude il Presidente, che per l’anno prossimo ha le idee molto chiare: «stiamo già pensando all’edizione 2014, magari anticipandola nel mese di settembre, sempre qui, nel nostro territorio della Valpantena».
Sport e solidarietà Le Teste di Marmo sono un’associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro, come si legge nel loro statuto, in grado di unire lo sport alla solidarietà. Lo dimostra anche la scelta di devolvere l’intero incasso, ricavato dalle iscrizioni della “E ben sa ghe… Enduro”, alla Piccola Fraternità Valpantena.
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ROVERè VERONESE
Il libro del mese
IL LIBRO DEL MESE
RUBRICA E PE DIT R R OR AG IA AZ ZI
recensione a cura di Alessandra Scolari
Autore: Roberto Piumini Illustrazioni: Pietro Ventura Titolo: Denis Del Pane Edizioni: Einaudi Ragazzi 2011 Prezzo: 11,50 Pagine: 220
Il libro: questa pubblicazione racconta la storia di un ragazzo (poco più di 11 anni), che arriva al mulino di Guéche (Lorena-Francia) in maniera strana. Qui viene accolto dai due mugnai: Tabin Francois (di nemmeno 30 anni) e Gustave (qualcuno in più), i quali, con il loro cane Fruet, dopo la morte del padre e della madre portano avanti l’attività. Il ragazzo, forse dopo la caduta dal cavallo, non ricorda più niente, nemmeno il suo nome, ma ha trovato degli amici in primis Fruet. Francois gli propone il nome «Denis» (era di suo padre) e di diventare nipote orfano dei due fratelli: il ragazzo accetta così può rispondere alle domande dei clienti del mulino. Denis in questa casa porta la vita: scopre l’attività del mulino, studia le capacità della ruota a cui porta innovazioni ed è affascinato dalla «cascata purissima e profumata della farina» che dava un pane «morbido e fragrante» centellinato anche da Denis. Tanto che mastro Jacques D’Ambert di Saint Pierre, gli offre l’opportunità di imparare a fare il pane. Intorno a lui, che diventa grande, un fiorire di amici (e qualche cavaliere). Poi ci sono le lettere... Nel frattempo al mulino la vita migliora, Francois incontra Nicole, che con la famiglia vuol molto bene anche a Denis «volonteroso, rispettoso e sveglio». Ma chi è questo ragazzo, diventato «saggio, generoso e prudente», che spesso fa sogni strani? Da tutt’altra parte, una mamma non smette di cercare il suo bambino anche se era «bizzoso e capriccioso». Un libro piacevole e coinvolgente. L’autore: Roberto Piumini è nato ad Edolo (Brescia) nel 1947 e, laureatosi in Pedagogia all’Università di Milano si avvia alla carriera di insegnante, ma la sua passione è scrivere, specie libri per i ragazzi. Ha vinto parecchi premi tra i quali il letterario Piero Chiara (1991) e nel 1995 il premio Cento per Denis del Pane, nel 1983 il premio Andersen con Storie all’orizzonte. Piumini usa un linguaggio raffinato (anche se talvolta con qualche virgola di troppo), dimostrando grande attenzione per i giovani lettori. Curiosità: In questo libro, l’autore, assieme alla storia di Denis, racconta le persone del mulino e soprattutto celebra l’attività molitoria e dei fornai. Il pane, opera di Jaques, i biscotti (tondi, quadrati alla vaniglia) di mamma Louise che Nicole vende accompagnandoli con garbo, come se fossero esseri viventi. Anche Denis diventa «un artista con i fiocchi» nelle varie specialità pane, biscotti e statuette. Al mulino Guèche la vita scorre serena, finché una tempesta di maggio distrugge anche la grande macina. Gustave annuncia «è una disgrazia ma non ci ammazzerà», ma Francois, responsabile della nuova famiglia, è sconfortato. Il suocero Mastro D’Ambert approva: «è giusto. Non bisogna fingere che i problemi non ci siano, quando ci sono». Ma «il Cielo manda la pioggia e anche al resto provvede», commenta il Cavaliere Monrad...
PANTHEON BOX OFFICE
a cura di Mattia Zuanni
Il film: “The Dark World” prosegue le avventure sul grande schermo di Thor, il Dio del tuono, mentre combatte per salvare la Terra e i Nove Regni da una nuova minaccia. In seguito agli eventi del primo film e di “The Avengers”, Thor combatte per ristabilire l’ordine nel cosmo; ma un’antica razza guidata dal vendicativo Malekith torna a immergere l’universo nel buio. Di fronte a un nemico a cui nemmeno Odino e Asgard possono resistere, Thor deve intraprendere il suo viaggio più pericoloso e personale, che lo riunirà a Jane Foster e lo costringerà a stringere una pericolosa alleanza con il malvagio fratellastro Loki. Fotografa il Qr code per accedere al trailer originale di “The Dark World”
Titolo: Thor: The Dark World Genere: Fantascienza, Azione Durata: 112 minuti Regia: Alan Taylor Attori: Chris Hemsworth, Natalie Portman, Tom Hiddleston, Anthony Hopkins Uscita (Italia): 20 novembre
Curiosità: Nell’ aprile 2011 il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige annunciò che dopo il film sui vendicatori (The Avengers del 2012) Thor avrebbe intrapreso “una nuova avventura”. I primi ad essere confermati furono Hemsworth e Hiddleston, che avrebbero ripreso i loro ruoli di Thor e Loki, e in seguito quasi la totalità del cast del film precedente. Considerando che il primo film, “Thor”, ha incassato 449.312.986 Dollari in tutto il mondo, riuscirà questo sequel a fare ancora meglio? La sfida è lanciata.
Classici da non perdere Titolo: The Millionaire Genere: Commedia Durata: 120 minuti Regia: Danny Boyle Attori: Anil Kapoor, Dev Patel, Mia Drake
È il momento della verità negli studi dello show televisivo in India “Chi vuol essere milionario?”. Davanti ad un pubblico sbalordito, e sotto le abbaglianti luci dello studio, il giovane Jamal Malik, che viene dagli slum di Mumbai (Bombay), affronta l’ultima domanda, quella che potrebbe fargli vincere la somma di 20 milioni di rupie. Il conduttore dello show, Prem Kumar, non ha molta simpatia per questo concorrente venuto dal nulla e rifiuta di credere che un ragazzo dei quartieri poveri possa sapere tutte le risposte. Arrestato perchè sospettato di imbrogliare, Jamal viene interrogato dalla polizia. Mentre ripassa le domande una per una, inizia ad emergere la storia straordinaria della sua vita vissuta per le strade, e della ragazza che ama e che ha perduto.
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L’acqua e la freccia, la freccia e l’acqua
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DAL 7 NOVEMBRE AL 1 DICEMBRE – ISOLA DELLA SCALA FIERA DEL BOLLITO CON LA PEARÀ Palariso Dopo la sagra del riso è il momento di assaporare il piatto più tipico della tradizione veronese: bollito e pearà. Numerosi stand gastronomici che oltre al celebre piatto serviranno anche altre pietanze tipiche e dolci della tradizione. Non mancheranno i tortellini in brodo, le tagliatelle con i fegatini, risotto all’Isolana, dolci, castagne e frutta di stagione. Info: 045.7300089 – www.isolafiere.it DAL 7 ALL’11 NOVEMBRE – VERONA 115^ FIERACAVALLI Veronafiere Torna uno degli appuntamenti fieristici più importanti per la città di Verona. Gare, eventi ed iniziative totalmente dedicate al mondo del cavallo. Da non perdere la competizione Jumping Verona, unica tappa del Campionato del Mondo di salto ad ostacoli. Info: 045.8298111 – www.fieracavalli.it DAL 15 AL 17 NOVEMBRE – ILLASI L’OLIO FA FESTA Piazza Polonia Tradizionale evento che ha come scopo la volorizzazione del prodotto locale. Panoramica completa delle varie tipologie di olio con assaggi, prodotti DOP, vini DOC e tanto altro allo stand allestito per l’occasione dalla Pro Loco. Info: 349.7435687 – www.comune.illasi.vr.it DAL 15 AL 24 NOVEMBRE – VERONA XXXIII FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO Vari cinema della città Occasione di incontro, scambio e confronto. Il titolo emblematico di questa edizione “Kaleidoscope” è chiaramente un riferimento a tutto quanto di buono possa emergere da una rassegna di questo tipo. Il Festival torna con tante novità, proiezioni inedite per grandi e piccoli che porteranno su schermo le emozioni vere dell’Africa. Info: 045.8033519 – www.cinemafricano.it 15 NOVEMBRE – SAN GIOVANNI LUPATOTO CORO LIRICO MARCELLIANO MARCELLO Cinema Teatro Astra – Ore 21:00 A soli 5€ lo spettacolo del coro Marcello che spazia dagli autori contemporanei ai classici passando addirittura per il circo internazionale. Info: 045.9250825 - www.cinemateatroastra.it 16 NOVEMBRE – VERONA A TEATRO CON MAMMA E PAPÀ Teatro Filippini – Ore 21:00 In scena L’acqua e il mistero di mariapura una bellissima fiaba che mischia leggenda e verità per accentuare nei bambini il senso di responsabilità nell’uso dell’acqua. Tel. 045.8001471 / 045.595284 - www.fondazioneaida.it 17 NOVEMBRE – VERONA UNA DOMENICA CON MAMMA E PAPÀ Teatro Stimate – Ore 16:30 In scena Pollicino fiaba senza tempo messa in scena dalla Compagnia Gli Alcuni. Il pubblico di bambini sarà chiamato a dare una mano direttamente durante la rappresentazione per cantare, ballare e passare oltre gli ostacoli. Tel. 045.8001471 / 045.595284 - www.fondazioneaida.it 17 NOVEMBRE – GIAZZA CASTAGNATA E VIN BRULÈ Piazza Dona Mercante – Ore 15:30 Volete trascorrere un pomeriggio in compagnia? Allora non perdetevi, nella caratteristica piazza di Giazza, le gustose caldarroste della Lessinia accompagnate dal caldissimo e speziato vin brulè. Info: 349.4632515 – www.giazza.it DAL 20 AL 30 NOVEMBRE – VERONA MOSTRA ARTISTICA Polo Confortini (B.go Trento) – dalle 10:00 alle 16:00 Mostra artistica di pittura e molto altro a cura del Circolo Artisti di Grezzana. La mostra sarà sempre aperta tranne domenica 24 novembre. Info: Luigi Ederle 045.908274 22, 23, 24, 30 NOVEMBRE e 1 DICEMBRE MEZZANE DI SOTTO FESTA DELL’OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA Tensostruttura – Villa Maffei Si tratta di una delle feste più antiche di tutta la provincia di Verona in uno dei territori simbolo dell’Olio Extravergine
d’oliva. Come di consueto chioschi gastronomici con piatti della tradizione, visite guidate ai frantoi locali, convegni sull’olio, musica live e rievocazioni storiche. Info: 045.8880808 – www.festadelloliomezzane.it 22 NOVEMBRE – SAN GIOVANNI LUPATOTO TUTTA COLPA DI EVA Cinema Teatro Astra – Ore 21:00 Commedia forte e tagliente che affronta il delicato tema della violenza sulle donne. La trama contiene accenni alle discriminazioni di genere, al mobbing e allo stalking. Spettacolo fortemente voluto dall’Assessorato alla Cultura. Info: 045.9250825 - www.cinemateatroastra.it DAL 22 NOVEMBRE al 22 DICEMBRE – VERONA CHRISTKINDLMARKT NORIMBERGA Piazza Dante Tornano i bellissimi mercatini di Natale di Norimberga in Piazza dei Signori (Piazza Dante) a Verona. Probabilmente l’appuntamento più bello dell’intero periodo Natalizio con i sapori bavaresi, la musica, i colori, i mercatini. Ingresso libero con i seguenti orari: tutti i giorni dalle 10:00 alle 21:30, venerdì e sabato dalle 10:00 alle 23:00. info: www.nataleinpiazza.it DAL 22 NOVEMBRE AL 22 DICEMBRE – VERONA MERCATINO DI NATALE Cortile Mercato Vecchio ed ex Tribunale A fianco di Piazza dei Signori, dove saranno allestiti i banchetti di Norimberga, tutto pronto per il mercatino di Natale di Verona con i prodotti tipici, i profumi e le eccellenze del territorio. I produttori locali coinvolgeranno per un’esperienza unica, che riporterà in primo piano i sapori della nostra tradizione veronese. Info: www.nataleaverona.it 24 NOVEMBRE – VERONA UNA DOMENICA CON MAMMA E PAPÀ Teatro Stimate – Ore 16:30 In scena Emanuele e il Lupo. Emanuele, lasciata la casa dei genitori, si mette in viaggio fin quando arriva in un bosco dove incontra un lupo. I due sconosciuti, dopo un’iniziale diffidenza, diventeranno presto amici. Tel. 045.8001471 / 045.595284 - www.fondazioneaida.it 29 NOVEMBRE – GREZZANA LE NOSTRE RADICI Sala Bodenheim – Ore 20:45 Una serata di arte e poesia a cura del Circolo Artisti di Grezzana alla riscoperta delle origini culturali della Valpantena. Interverranno Luciana Nuvolari, attrice di teatro, Nerina Poggese, poetessa, Giuseppe Teragnoli e Luigi Ederle. Info: Luigi Ederle 045.908274 29 NOVEMBRE – SAN GIOVANNI LUPATOTO AGGIUNgI UN POSTO A TAVOLA Cinema Teatro Astra – Ore 21:00 Serata all’insegna del buonumore con la commedia di Garinei e Giovanni e musiche di Armando Travajoli, con questa rappresentazione della Compagnia dell’Alba. Riproduzione fedele all’originale degli anni Settanta con canzoni tutte rigorosamente dal vivo, cori compresi. Info: 045.9250825 - www.cinemateatroastra.it DAL 29 NOVEMBRE AL 1 DICEMBRE – SANT’ANDREA ANTICA FIERA DEI BOGONI Piazza di Sant’Andrea Anche quest’anno si festeggia la chiocciola opercolata, in dialetto bogon o “snekan” in cimbro. La fiera delle lumache proporrà come al solito una delle più antiche tradizioni culinarie della Lessinia. Si inizia con il “marcà dei bogoni” aperto ancora prima dello spuntar del sole, alle 5:30 per poi continuare con convegni, cultura, artigianato e ovviamente i piatti a base di lumache. Per i meno avvezzi, anche tartufo e piatti tipici della tradizione veronese. Info: 045.6190773 – www.badiacalavena.eu DAL 30 NOVEMBRE AL 1 DICEMBRE – VERONA EUROBASSDAY Palazzo della Gran Guardia Festival, primo in Italia, dedicato al basso elettrico e ai bassisti, organizzato da “La città della musica”. Come ogni anno, prevista la presenza di ospiti di eccezione selezionati tra alcuni degli interpreti del basso più famosi del mondo. Info: 045.8205716 – www.eurobassday.com DAL 30 NOVEMBRE AL 26 GENNAIO – VERONA NATALE IN ARENA Arcovoli dell’Arena – dalle ore 9:00 alle 20:00 Torna in Natale di tutti i veronesi nella piazza di tutti i veronesi. Dalla mostra presepi alla stella di Natale che tornerà a farla da padrona nel centro città. Ancora le melodie, le musiche, i sapori e le luci che per grandi e piccini significano, senza dubbio, uno dei periodi più belli dell’anno. Info: 045.592544 – www.eventiarenaverona.it
Pantheon non si assume la responsabilità per cambi imprevisti di date o orari dei singoli eventi.
EVENTI
RUBRICA
Pollice verde
di Matteo Bellamoli
Al riparo dalla pioggia Novembre, mese uggioso per antonomasia, con le prime gelate, tanta pioggia e poco raccolto. Il lavoro della terra si prende una piccola pausa in vista dell'inverno.
B
annaffiate: il terreno è già molto umido di suo in questo mese. In giardino se avete piantato piante a bulbo e volete tenerle per il prossimo anno, rimuovete i bulbi, puliteli e lasciateli ad asciugare in cantina o in garage. Una volta asciutti vanno conservati sempre in luogo fresco ma non troppo all'interno di recipienti di legno
Nuovo fungo record! Lo scorso aprile (Pantheon 39), il nostro lettore Alessandro, di Sant'Anna d'Alfaedo aveva inviato la foto di una vescia da record. Su questo numero, Nicola Bombieri e Paolo Garonzi hanno demolito il record precedente con quest'altra vescia da 6.2kg ritrovata nei pressi di Loc. Croce a Bosco Chiesanuova. Chi volesse provare a batterli si faccia avanti, la sfida è sempre aperta!
con sabbia stratificata che li ricopra. Se volete avere un controllo sulle prossime fioriture, date una potata alla rose, avendo cura di tagliare sempre prima i rami secchi o non in forma. Con lo spazio ricavato dalla rimozione dei bulbi potrete allargare le distanze delle piante aromatiche, consentendo loro un maggiore sviluppo.
Cantina
Facciamo una capatina anche in cantina perché dopo tutto il lavorare di vendemmia, è ora di concedersi qualche lusso. I primi bianchi sono pronti al travaso e all'assaggio, ma eseguite la procedura con cautela, tenendo d'occhio la temperatura della stanza in cui travasate e senza avere fretta di terminare il lavoro. La resa del vostro vino dipende molto anche da questo passaggio. Pazienza invece per i mosti rossi, che andranno travasati più avanti, non prima della fine del mese.
FASI LUNARI NOVEMBRE domenica 3
Luna nuova
domenica 10
Primo quarto
domenica 17
Luna Piena
lunedì 25
Ultimo quarto
martedì 3/12
Luna Nuova
© Infoval srl
envenuti nel mese della nebbia e dei dolori alle ossa. È novembre. Se avete avuto una super produzione, nel vostro orto potrete terminare la raccolta degli ultimissimi ortaggi estivi prima di passare alla completa estirpazione dalle erbacce. Una volta che avrete il terreno lindo e pronto, sarete pronti per la semina. In piena terra fave, piselli, cicoria, radicchio e spinaci, mentre a trapianto il cavolo cappuccio primaverile, cipolle, scalogno e aglio. Potete provare anche la lattuga invernale ma solo in semenzaio. Piccolo consiglio: se piantante lo scalogno, non fatelo mai nella stessa porzione di terra dell'anno precedente, ma lasciate riposare il terreno per almeno tre o quattro anni. La raccolta di novembre sarà particolarmente scarna, a meno che non abbiate alberi da frutto come il kiwi. Novembre potrebbe essere l'occasione buona anche per piantare qualche pianta da frutto, anche se il trapianto sarebbe indicato tra settembre e ottobre, fatevi quindi consigliare dal vostro vivaista di fiducia. In previsione delle gelate, infine, proteggete l'orto con dei teli preposti e limitate le
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ERRITORto A SPIkkI
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CERRO
La Festa dei Nonni ha coronato l’anno culturale di Cerro Si è tenuta lo scorso 23 settembre la tanto attesa Festa dei Nonni a Cerro Veronese, organizzata dalla Biblioteca in collaborazione con il Comune di Cerro e l’Associazione Contrada dei Miracoli. Nel corso della manifestazione hanno trovato spazio intermezzi musicali anni Sessanta, la recita di alcune poesie a tema curate dal Gruppo di Lettura della biblioteca e la proiezione del cortometraggio “El prete noooo!” realizzato dagli alunni della scuola primaria di Cerro. Da non dimenticare la premiazione del Nonno 2013, titolo che è quest’anno andato a Rigo Giuseppe (nella foto è al centro tra il sindaco Garra e l’assessore Sergio Brunelli). «Nel complimentarmi e ringraziando la biblioteca per l’intensa attività culturale di quest’anno» ha ricordato l’Assessore ai Servizi Sociali Sergio Brunelli, «ci tengo personalmente a spendere due parole in favore di nonno Giuseppe. La sua esperienza è ammirevole ed importante per tutta la comunità. Si è infatti sempre occupato delle scuole, degli anziani, dei bambini e non solo. È un vero esempio di tutte quelle persone, anziani e non, che spendono il loro tempo libero a servizio del paese, senza le quali il comune avrebbe delle difficoltà di gestione non indifferenti, non ricevendo fondi atti a questo scopo dalle istituzioni governative, e subendo anzi spesso dei tagli al sociale». Un esempio importante di questa fondamentale attività di volontariato è quello fornito dalla Biblioteca, che in questi mesi ha messo in scena una fittissima serie di attività. Dalla collaborazione con le scuole medie, che ha dato vita a due bellissimi incontri con autori di altrettanti libri, fino alla lettura dei brani tratti da “La nostra polenta”, di Dino Coltro. Nel mese di aprile è stato organizzato il Concorso di poesia in dialetto (promosso dalla Pro Loco) e hanno preso il via anche gli appuntamenti di “Leggere nella Natura”, grazie alla collaborazione con il Gruppo Escursionismo Lessinia e il coinvolgimento della scuola primaria, e “I martedì della lettura condivisa”. Durante l’estate è stata la volta poi di “Nati per Leggere” e la serie di appuntamenti de “I giovedì in biblioteca” oltre alla riuscitissima serata di “Poesia sotto le stelle...” con l’intervento di molti poeti veronesi. I prossimi appuntamenti saranno, il 20 novembre, la lettura integrale della Convenzione per i diritti dell’Infanzia dell’Unicef mentre il 5, 12 e 19 dicembre sarà la volta dei “Filò di Natale”, il primo dedicato ai più piccoli, il secondo con poeti e scrittori locali, l’ultimo con la partecipazione di un coro di bambini e letture a tema natalizio. STALLAVENA E ALCENAGO
di Mirko Negrente
35 anni delle sezioni FIDAS Lo scorso 20 luglio si è celebrata la festa per il 35° anniversario delle sezioni FIDAS di Stallavena ed Alcenago, a cui hanno partecipato circa 300 persone tra donatori, simpatizzanti ed autorità. Al momento i soli donatori attivi delle due sezioni contano ben 200 unità circa: 110 per Stallavena e 85 per Alcenago. Durante la serata sono stati inoltre consegnati dei riconoscimenti ai donatori benemeriti che hanno conseguito importanti traguardi dal punto di vista delle donazioni effettuate, molti dei quali conferiti ai membri dei rispettivi direttivi, segno che la donazione del sangue rimane un punto cardine della nostra società e che va promossa in prima persona. Nel pomeriggio dello stesso giorno le sezioni congiunte di Stallavena ed Alcenago hanno per l’occasione organizzato un torneo di calcio a 5 tra le sezioni FIDAS della zona nord, che ha visto protagonisti moltissimi giovani donatori, ed il torneo si è concluso con una finale proprio tra le due squadre di casa. L’esperienza del torneo ha avuto un buon riscontro, sia dal punto di vista sportivo che dal punto di vista “promozionale”, in quanto la divulgazione dei vantaggi della donazione del sangue è estremamente importante, specialmente nei giovani, che rappresentano il futuro. In questo modo è stato possibile unire il divertimento dello sport al buonsenso di una buona azione, e le due realtà FIDAS sono intenzionate a portarlo avanti anche nei prossimi anni. Info: www.lecreazionidiannalou.blogspot.it – Annalisa 340 0597491
di Matteo Bellamoli
FUMANE
Giorgia. Il nuovo video al Ponte di Veja «Nel video di Giorgia le Cascate di Molina, la Valle dei Progni e il Ponte di Veja sono stati resi bellissimi grazie alla fotografia del regista Gaetano Morbioli. Ha reso così emozionante la Natura che circonda il nostro territorio che sembra essere un posto unico al Mondo!». Sono le parole di Giuseppe Totolo, Assessore al Turismo del Comune di Fumane, entusiasta del video girato per la nuova canzone di Giorgia “Quando una stella muore” che ha anticipato l’uscita del suo ultimo disco. «Grazie alla professionalità del regista Veronese la Valpolicella potrà presentare in tutto il mondo le sue bellezze naturali» ha proseguito Totolo, «creando un forte polo di attrazione turistica! Molina e la Grotta di Fumane già vengono visitati da 90.000 turisti, ma le nostre bellezze sono ancora poco esplorate dagli italiani e molto più invece dagli stranieri che ogni anno visitano il paese». Potete vedere il video dal codice QR di questa notizia.
di A.S
QUINTO
Nella chiesetta di S. Maria di Loreto ripetuta l’antica devozione: messa e distribuzione del pane Domenica 20 ottobre, nella chiesetta posta su Via Valpantena appartenente alla Villa, oggi, dei fratelli Tiziano, Stefano e Mauro Signorini, si è ripetuta la tradizione della messa (celebrata da mons. Gianni Ottaviani) e della benedizione del pane, distribuito poi ai presenti. Parecchi i cittadini che hanno potuto così vedere questo classico complesso padronale, che si affaccia sulla strada che porta a Santa Maria in Stelle. La chiesetta dedicata a Santa Maria di Loreto, risale al 1695. Lo conferma il Vescovo Giovanni Francesco Barbarigo che nella sua visita del 1700 scrive: «l’oratorio di Santa Maria di Loreto, da pochi anni eretto dall’eccellentissimo dottore Gaspare de Priamis è onorevolmente e abbondantemente provvisto di paramenti e arredi» e ordina la «sistemazione dell’altare e della porta che dall’aia immette alla chiesetta», nata con funzione semipubblica. Ovvero per essere frequentata, durante la messa, dai contadini e dai vicini. Ricordiamo che a Quinto il vescovo Barbarigo aveva trovato «125 anime da comunione e 200 in tutto»: questo dà l’idea della campagna che all’epoca caratterizzava la Valpantena. Anche gli studiosi sostengono che gli investimenti fondiari e il potenziamento delle tenute agricole conoscono il massimo sviluppo tra la fine del Seicento e i primi del Settecento. La grande proprietà di Quinto, passò da Gaspare Preame, un benestante avvocato attivo a Venezia, al canonico Gian Giacomo Preame e da questi al discendente Antonio Signorini (1825), che mantenne fede a questa devozione religiosa, come la conservarono i suoi figli. I nipoti dopo aver restaurato l’intero complesso edilizio, compresa la chiesetta, hanno ripristinato (dopo circa 50 anni) questa antica tradizione religiosa, che si ripeterà ogni terza domenica di ottobre.
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ERRITORto A SPIkkI di Mirco Squaranti Cona
LAVAGNO
Un bel successo per Lavagno Sport Motori 2013 Sabato 19 e domenica 20 ottobre presso l’area sportiva Enduro Lepia, nella zona “ex Casamercato” di Lavagno, si è svolta la manifestazione Lavagno Sport Motori 2013, organizzata da HRT Corse con il patrocinio del Comune di Lavagno. Sabato è andata in scena la manifestazione di moto enduro, denominata “Marathon HRT Corse” con ben 800 iscritti, mentre domenica 20 la manifestazione è entrata nel vivo con l’esposizione delle auto da rally che nel corso della giornata hanno anche girato in pista. Soddisfatto il presidente dell’HRT Corse, Antonio Avesani: «L’HRT Corse è nata autonomamente, e coinvolgere i ragazzi della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) è stato un bel plus. Anche quest’anno, come già quello passato, il ricavato dell’intera giornata è stato devoluto alla sezione veronese dell’Associazione. Abbiamo fin da subito dato l’appoggio all’iniziativa, perché lo sport fa sempre educazione nei ragazzi, e noi siamo sempre stati vicini alla UILDM per tutte le iniziative che portano avanti con coraggio e determinazione, nonostante le tante difficoltà». Durante l’esibizione delle auto da rally, tutti i ragazzi della UILDM hanno potuto provare l’emozione di salire a bordo. Importanti anche le parole di Davide Tamellini, socio della UILDM che ha curato direttamente i rapporti con gli organizzatori. «L’unione di un’iniziativa sportiva con la solidarietà è importante perché in queste occasioni è possibile sensibilizzare la gente alla disabilità e al volontariato» ha spiegato. «Un ringraziamento sentito al presidente dell’HRT Corse, ai suoi collaboratori e al gruppo Giovani Mezzane-Lavagno, per averci dato la possibilità di vivere questa straordinaria esperienza». La festa si è conclusa nel vicino capannone dell’Ein Prosit Fest con la musica di Max e Matteo, l’uno dj, l’altro rapper. di Matteo Scolari
VERONA
Nocini e il suo omaggio a Gianni Brera Si intitola “Io, editore di Gianni Brera” l’ultimo libro (il sesto in pochi anni) del giornalista sportivo veronese Andrea Nocini. L’opera, scritta a quattro mani con il catanese Marco Abramo, noto a Verona per un trascorso musicale da cantautore negli anni ’70, narra l’esperienza lavorativa intercorsa tra lo stesso Abramo e Gianni Brera, considerato all’unisono il più grande giornalista sportivo di sempre, in occasione dei Mondiali di calcio che si tennero nel nostro Paese nel 1990. Da quel rapporto professionale, intenso ed emozionante, nacque un volume fotografico intitolato “Immagine ‘90”. Andrea Nocini, dopo aver conosciuto casualmente Marco Abramo in un bar di Verona e dopo aver sentito parlare di questa parentesi vissuta con il grande Gianni Brera, ha convinto l’ex cantautore catanese a pubblicare gli appunti scritti di proprio pugno in quelle “notti magiche” di Italia ‘90. Dal libro “Io, editore di Gianni Brera” esce un ritratto straordinario del “Gioann Brera fu Carlo”, scrittore e letterato prestato al giornalismo che pur tra mille impegni, come ci confessa Abramo, «non si è mai sottratto a un appuntamento o a un incontro». Uomo di un’intelligenza particolare, brillante, originale che ha saputo coniare un’infinità di neologismi entrati nel lessico comune del giornalismo sportivo nazionale. Animo sensibile e sempre disponibile, ha consegnato ai posteri note di romanticismo e di umanesimo. Le stesse che Andrea Nocini infonde nel suo stile giornalistico, perla rara nel panorama scaligero e non solo. I ricavati della vendita del libro sono destinati ai bambini di Villa Nazareth di Roma. GREZZANA
FOTO NOTIZIA
Al via “Teatrabile”
Federico De Silvestri, originario di Grezzana, ha conquistato il 2° posto al Campionato Europeo della Pizza lo scorso 22 ottobre svoltosi a Milano.
Si chiama proprio così “Teatrabile” ed è un laboratorio teatrale gratuito e aperto a tutti che prenderà il via da metà novembre fino a fine maggio. A Grezzana si terrà dal 20 novembre presso la Piccola Fraternità il mercoledì dalle 18:30 alle 20:30, a Vigasio in Sala Consiliare dal 19 novembre ogni martedì dalle 19:30 alle 21:30. Il progetto, realizzato grazie a “Progetto di Vita – Cattolica per i Giovani” e sostenuto da Fondazione Cattolica prevede un percorso completo aperto a giovani, anziani e diversamente abili per fornire una formazione completa e alternativa e preparare uno spettacolo teatrale da mettere in scena durante l’estate 2014. Le lezioni saranno tenute di volta in volta da consulenti esterni e da attori semiprofessionisti, prima di lasciare spazio, dalla primavera in poi, alle prove di messa in scena. Il laboratorio prevederà esercitazioni di espressione, comunicazione, gestualità e movimento con suddivisione in gruppi di massimo 20 persone. Nel primo appuntamento (19 novembre a Vigasio e 20 novembre a Grezzana) sarà presentato il progetto a tutti gli interessati. Per info: Grezzana – 3494741930 (Riccardo) / Vigasio – 3488582551 (Alessandro)
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SCATTI D aUTORE
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Il concorso fotografico per i nostri lettori Il tema di questo mese era: “I volti dei nonni” Suggerimenti critici a cura di Maurizio Don 045.8700180 - 392.5823461 - www.mauriziodon.it - info@mauriziodon.it
Margherita Massella TORNARE BAMBINI COMMENTO CRITICO Buona l’inquadratura verticale del soggetto che aiuta a trasmettere l’effetto di simpatia. Il leggero grandangolo utilizzato porta in risalto il volto e accentua lo spirito comico di questo scatto, trasmettendo una sensazione di buffo che si adatta al soggetto e all’insieme.
Daniele Martin AUGUSTO “EL GUSTO” COMMENTO CRITICO Questa foto, inviata anche a colori, risalta senza dubbio di più in bianco e nero. Sarebbe stato preferibile un taglio verticale, per evitare i disturbi intorno al soggetto (i rami degli alberi). In questa zona infatti manca un riempimento scenico. In ogni caso un bello scatto.
Loredana Zanon I POMODORI DI NONNO EGIDIO COMMENTO CRITICO La foto spicca per la sua cromia e per il contrasto tra la canottiera gialla e il rosso vivo del pomodoro. Tuttavia sono presenti degli elementi di disturbo che rovinano l’effetto finale, vale a dire il tubo dell’acqua che spunta dal braccio e il palo di ferro che si intravede dietro la schiena del soggetto. È comunque un’inquadratura equilibrata nel suo insieme.
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Informazioni generali sul concorso Tutte le foto pervenute su www.giornalepantheon.it nello spazio dedicato al Concorso NB: Preghiamo i concorrenti di inviare sempre le foto almeno di 1MB e senza copyright. Il copyright sarà inserito a richiesta solo sulle foto pubblicate online.
PER IL MESE DI NOVEMBRE IL TEMA SARÀ “FORME E FIGURE TRA LA NEBBIA”
inviate i vostri scatti a matteo.bellamoli@giornalepantheon.it entro il 24 NOVEMBRE regolamento completo su www.giornalepantheon.it/download/concorso.pdf
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