Pantheon 46 dicembre gennaio 2014

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www.giornalepantheon.it

il magazine di Verona e Lessinia Anno 6 Numero 10 dicembre/gennaio 2014

€ 2,50 copia gratuita

ro e m iale u N ec ine sp 6 pag 7

VERONA

DA VIVERE

Atmosfere ed eventi per un Natale in città e non solo

ECONOMIA

URBANISTICA

MONTAGNA

EDITORIA 3D

Un social network per un nuovo mondo

Giulio Segato racconta la sua Verona

Riaperti in Lessinia gli impianti di S.Giorgio

Un libro “tridimensionale” racconta le Alpi del ‘900


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E di Matteo Scolari

S

DITORIALE

e dovessi scegliere un sostantivo che più di altri mi è rimasto impresso nelle ultime settimane, beh quello è senza dubbio la parola speranza. Genericamente con questo termine si indica l’attesa fiduciosa di un futuro positivo o la realizzazione di ciò che più si desidera. Al giorno d’oggi, motivi per avere speranza, al di fuori del contesto della fede cristiana in cui il concetto è intrinseco, ce ne sono moltissimi. Speranza dei giovani di trovare un lavoro quando sembra che non ce ne sia più, di costruirsi una casa quando è diventato proibitivo soltanto pensarci, di mettere in piedi una famiglia quando le relazioni tra le persone sembrano essersi complicate terribilmente; la stessa speranza che hanno i genitori, intenti a capire i loro figli, desiderosi di potergli garantire una crescita e un domani con meno insidie possibili; la speranza di tanti imprenditori che in questo momento stanno arrancando insieme ai propri dipendenti sotto il peso di una crisi economica che appare lontana da una reale schiarita; la speranza di molti anziani, ad esempio, che vorrebbero sentirsi meno soli all’interno di una società cinica che il più delle volte li considera un peso e non una ricchezza. Durante l’incontro che abbiamo avuto il 18 novembre a Grezzana con il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore giornalista Antonio Nicaso in occasione della presentazione del loro ultimo libro edito da Mondadori, Acqua Santissima, Papa Francesco è stato definito proprio dai due autori “l’Uomo della Speranza”. Colui che con estrema forza morale e intellettuale sta intervenendo pesantemente su alcuni punti oscuri che hanno trascinato la Chiesa negli ultimi anni in

“Abbiamo bisogno di uomini coraggiosi che ci aiutino a immaginare un domani migliore” uno dei periodi più bui della sua storia recente. L’esempio di Papa Francesco, a mio avviso, è emblematico poiché testimonia come si possa unire un sentimento diffusissimo, la speranza appunto, a una volontà ben precisa di un uomo di agire e di cambiare il corso delle cose. Una stagione di grandi riforme, oserei dire rivoluzionaria, quella iniziata da Bergoglio che, con coraggio, consapevolezza e lungimiranza, restituisce entusiasmo e fiducia tra i fedeli e non solo, i quali vedono in lui un modello di coerenza ormai sempre più raro da trovare. Abbiamo bisogno di persone così, di uomini coraggiosi che ci aiutino a immaginare un domani migliore e che con il loro esempio ci spronino a ricercare e a essere protagonisti di quel nuovo umanesimo dei sentimenti, chiave di lettura della speranza stessa. Buon Natale.

La speranza è qualcosa con le ali, che dimora nell’anima e canta la melodia senza parole, e non si ferma mai. Emily Dickinson


Sommario

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Il Magazine di Verona e Lessinia Registrazione Tribunale di Verona n.1792 del 5/4/2008 Numero chiuso in redazione il 3/12/13 Direttore responsabile: Matteo Scolari Capo redattore: Matteo Bellamoli Redazione: Matteo Scolari, Matteo Bellamoli, Moira Falzi, Fabio Dai Prè, Jessica Ballarin, Loretta Campedelli. Hanno collaborato al numero di dicembre 2013 / gennaio 2014: Marta Bicego, Chiara Boni, Giorgia Castagna, Francesca Mauli, Giovanni Melotti, Francesca Merli, Arianna Mosele, Camilla Pisani, Miryam Scandola, Alessandra Scolari, Paolo Tacchella, Giovanna Tondini, Francesco Turlon, Giulia Zampieri, Emanuele Zanini, Mattia Zuanni.

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6 PRIMO PIANO Gli eventi del Natale a Verona

INFORMAZIONE Notizie scomode

Una rassegna delle manifestazioni e appuntamenti delle feste.

Un rapporto di Medici senza Frontiere racconta le crisi umanitarie.

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ATTUALITÀ La nuova povertà Giovani e meno giovani in giacca e cravatta: sono i nuovi poveri.

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STORIA e ARCHITETTURA Una passione per Verona

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L’architetto Giulio Segato racconta a Pantheon la “sua” città.

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Un social per una nuova economia

AMBIENTE Informazione green

Copertina e progetto grafico: Loretta Campedelli

Si chiama Sixth Continent ed è un social network che punta in alto.

Un portale online illustra tutte le novità del mondo bio e natura.

Società editrice: InfoVal S.r.l. via Tavigliana 1/A, 37023, Grezzana, (Vr) P.Iva:03755460239 tel. e fax. 045.8650746 mail: redazione@giornalepantheon.it web: www.giornalepantheon.it Facebook/Pantheon

SPECIALE INVERNO IN LESSINIA EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ La stazione sciistica di San Giorgio Nicola Gratteri ospite di Pantheon 1. riapre finalmente i battenti

Sviluppo commerciale e pubblicità: Moira Falzi 340 8775197 Fabio Dai Prè 340 0735137 Jessica Ballarin 349 3513927

Presentato in esclusiva a Grezzana il nuovo libro “Acqua Santissima”

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NOTIZIE DAL MONDO Esplorazioni urbane

È uscito l’ultimo libro, postumo, di Gianni Cantù, da poco scomparso.

Andare alla scoperta dei luoghi dismessi: sono gli urban explorers.

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Manutenzione ordinaria e straordinaria di caldaie < 35Kw Analisi di combustione Collegamento nuove cucine Riparazioni idrauliche in genere Lavaggio impianti di riscaldamento

Cell 349 2249812

2. Un giovane veronese immagina il restauro del Rifugio Gaibana

EDITORIA L’ultimo volo di Gianni Cantù

© Infoval srl

Contributi e donazioni per Pantheon Magazine: c/c postale 93072262 intestato a: Infoval srl – via Tavigliana, 1/A – 37023 Grezzana (VR)

WEB

Via Vajo dell’Anguilla, 13 - Quinto di Valpantena - Verona

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© foto Paolo Tacchella

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Tutte le cose da sapere prima di intraprendere un viaggio ai tropici.

NUOVE TENDENZE Indovina chi viene a cena? A cena con sconosciuti, la nuova frontiera dell’appuntamento al buio.

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SCIENZA Il CUORE nelle origini del mondo

PROGETTI FAb.Lab. a Verona... Perchè no?

Una bella intervista con Ettore Fiorini, studioso dei neutrini.

Sta per aprire in Valpantena un nuovo Fab.Lab. Cos’è e perchè?

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VITA DI MONTAGNA Progetto Wolf Alps

HI TECH Ricordi in 3D Un libro racconta le Alpi del ‘900 con una serie di scatti “speciali”.

Un progetto che punta alla tutela del lupo sulle montagne italiane.

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ANIMALI Un cavallo per amico

Prodotti tipici direttamente a casa! Basta conoscere un po’ il web.

Presto a Verona il primo maneggio sociale. Dove? A Corte Molon.

Consulenza legale e psicologica in B.go Venezia

LETTERARIO

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La Fevoss allarga i suoi orizzonti sul territorio

POLLICE

VERDE

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TERRITORIO A

SPICCHI

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SPAZIO

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PANTHEON

UNDERGROUND

Concorso

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SCATTI D’AUTORE II

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IN CUCINA Spesa a distanza di un click

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Per San Silvestro, ogni oliva nel canestro

SALUTE In valigia: informazione e...

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PRIMO PIANOVerona:

aria di festa

Cioccolata pandoro e alberi di Natale Tanti eventi per festeggiare il Natale e l'anno nuovo a Verona e provincia. Dopo un anno di approfondimenti dedicati all'attualità, all'economia, ai giovani e al delicato tema del lavoro, abbiamo riservato le prime pagine del magazine agli eventi che coloreranno le feste della città. Perché, almeno in questi pochi giorni all'anno, vogliamo dimenticare tutto quello che non va e rilassarci all'ombra della Stella.

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ovrebbe essere un Natale davvero speciale. A dirlo sono gli scienziati russi che hanno scoperto qualche mese fa la Ison, una stella cometa da sogno che, stando ai calcoli, tra il 24 e il 31 dicembre colorerà il cielo di una luce ghiacciata più luminosa di quella della luna. Tutti con il naso all'insù per quella che, neanche a farlo apposta, è stata chiamata “La Cometa di Natale”. C'è solo un forse: se questa principessa dei cieli passerà troppo vicino al sole prima di sfiorare la nostra Terra, allora potrebbe sciogliersi e addio effetto fiaba nelle notti più incantate dell'anno. In questa storia di fine anno 2013, ci sono tante somiglianze con la realtà attuale. Noi tutti abbiamo voglia di sognare, di lasciarci andare anche solo per qualche giorno, all'ombra dell'Albero, dei regali, degli affetti e

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

di Matteo Bellamoli

della serenità. Ma il periodo lo consentirà? Riusciremo per qualche ora a dimenticarci di tutti i nostri affanni per vivere serenamente la fine dell'anno? Qualcuno dice che “non è facile”, altri invece assicurano che “è necessario”. Fatto sta che nella nostra bella Verona, che anche in assenza della “Cometa di Natale” saprà accontentarsi della Stella dell'Arena, gli eventi e le occasioni per respirare quest'aria magica ci saranno tutti. Non solo nel centro storico, con i suoi colori, le sue luci e i suoi profumi, ma anche nella provincia, sulle silenziose ed innevate montagne e sulle spoglie e dolci colline. Non dite “non ho voglia di festeggiare”, perché un momento di pace, anche con noi stessi, lo meritiamo tutti, indipendentemente dal fatto che Santa Lucia abbia depositato doni o carbone sulla nostra tavola la mattina del 13 di dicembre.


DAL 14 AL 24 DICEMBRE

Eventi a Verona

Aspettando il Natale

DAL 22 NOVEMBRE aL 22 DICEMBRE

Mercatino di Natale

Piazza dei Signori – Cortile Mercato Vecchio Ingresso libero Uno degli appuntamenti irrinunciabili del Natale veronese. Quest'anno i banchetti di Norimberga si sommano alla casa di Babbo Natale e al mercatino di prodotti tipici in Cortile Mercato Vecchio. Da non perdere. www.nataleinpiazza.it DAL 30 NOVEMBRE AL 19 GENNAIO Rassegna Internazionale Presepi Arena di Verona – Ore 9:00/20:00 Ingresso €7,00/6,00 Qualcuno aveva vociferato che quest'anno non ci sarebbe stata nessuna Rassegna Presepi, invece l'evento torna ricco di novità e di contenuti. Portateci i vostri bambini, ne resteranno ammaliati. Quest'anno sarà dedicata a San Francesco, inventore del presepio. www.presepiarenaverona.it DA 1 DICEMBRE AL 27 APRILE

Stagione teatrale

Teatro Camploy – Ore 16:30 e 21:00 Ingressi a pagamento Una fitta serie di appuntamenti artistici sia in prima serata (21:00) sia il pomeriggio (16:30) con attenzione non solo ai grandi ma anche ai più piccoli. Visitate il sito per scoprire tutte le date. www.comune.verona.it/teatrocamploy

14, 15, 21, 22 DICEMBRE

Natale in Arsenale

Arsenale austriaco – Ore 10:00/19:30 Ingresso libero Mercatino “unconventional” all'Arsenale. Non solo prodotti tipici, regali, gadget e quant'altro, ma tutta una serie di prodotti di seconda mano, di riutilizzo dall'effetto “vintage”. www.comune.verona.it

Gita ai Mercatini di Merano

Il Gruppo Sportivo Novaglie organizza una gita ai Mercatini di Merano (Bz) per il 15 dicembre. Partenza ore 7:00 da Novaglie, e partenza da Merano per ritorno alle 16:30. Soste lungo il percorso in andata e ritorno. Quota 20,00€ per i già tesserati, 27,00€ per i non tesserati. Informazioni ed iscrizioni Viviana (347.7201440), Isidoro (045.8700094) e Giancarlo (349.1306467).

Piazza Bra – Lato Liston dalle Ore 9:30 Spente le luci dei venditori ambulanti di Santa Lucia, una piccola schiera di bancarelle resterà sul lato Liston con prodotti tradizionali, oggetti regalo e molto altro. Una bella iniziativa. www.turismoverona.eu 15 DICEMBRE

Dorothy e il Regno di Oz

Teatro Filippini – Ore 16:30 Spettacolo teatrale per bambini che racconta la celebre storia del Mago di Oz, in cui Dorothy sarà protagonista di un viaggio magico senza tempo. Consigliata per tutte le famiglie. www.fondazioneaida.it 20 DICEMBRE

Deidda Gaudino Pisani Trio

Hotel Due Torri – Ore 21:45 Solo concerto €10,00 / Cena+Concerto (Ore 20:00) €45,00 Evento di gran classe nel centro vip di Verona. www.facebook.com/jazzandmoree 21 DICEMBRE

Babbo Natale in moto

Piazza Bra – Ore 19:30 Una lunga serie di babbi natale in motocicletta attraverseranno tutto il centro storico. In Piazza Bra cioccolata calda e pandoro oltre alla gustosa risottata. Il ricavato andrà alle associazioni noprofit sul territorio. www.theghostmotoclub.com

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La redazione di Pantheon non si assume responsabilità per cambiamenti di data, ora o luogo.

Verona: aria di festa


PRIMO PIANOVerona:

aria di festa 6 GENNAIO

Piano duo

San Fermo Maggiore – Ore 16:00 Ingresso libero Concerto di pianoforte a San Fermo con le sorelle Laura e Beatrice Puiu, tra le più acclamate della scena musicale internazionale, saranno accompagnate dal sax di Marilinda Berto. www.museodiocesanoverona.it 22 DICEMBRE

10 GENNAIO

Teatro Filippini – Ore 16:30 Uno spettacolo racconta il viaggio di Pippi nei mari del sud, accompagnata dai suoi amici. Un bellissimo racconto in cui scoprire il coraggio in se stessi e le diversità. Per tutti i bambini. www.fondazioneaida.it

Castelvecchio – Ore 21:15 Ingresso €9,00 Il gruppo di Teatro Impiria, propone un'interessante rassegna teatrale. Andrà in scena “Molto Piacere” dal film Carnage di R. Polanski. Adattamento e regia di Andrea Castelletti. www.teatroimpiria.net

Sere d'inverno a castello

Pippi Pirata

22 DICEMBRE

Note di Natale

Teatro Filippini – Ore 15:00 e 19:00 Ingresso posto unico €6,00 Uno spettacolo natalizio per i bambini che affronterà temi legati alle Feste non senza lasciare una morale finale. Consigliato alle famiglie. www.carlettispettacoli.it 22 DICEMBRE

Concerto di Natale

San Fermo Maggiore – Ore 16:00 Ingresso libero Ospite speciale il Piccolo Coro dell'Antoniano “Mariele Ventre” di Bologna oltre ad una serie di ensembles di voci bianche. Consigliato per grandi e piccini. www.museodiocesanoverona.it 23 DICEMBRE

Big One in concerto

Teatro Filarmonico – Ore 21:15 La passione, la musica, le luci, i suoni della tribute band ufficiale europea dei Pink Floyd tornano a Verona nella suggestiva cornice del Teatro Filarmonico. Assolutamente da non perdere. www.geticket.it 27 DICEMBRE

La bella addormentata

Teatro Nuovo – Ore 21:00 Ingresso €38,00/17,00 Spettacolo di ballo del New Classical Ballet of Moscow, diretto da Arkady Ustianzev. Il corpo di ballo è formato da alcuni dei migliori ballerini dei Teatri Stabili Russi. Grande classe. www.teatrostabileverona.it

DAL 27 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

Aspettando l'Epifania

Via Roma – Ore 9:30 - Ingresso libero Nell'attesa della simpatica vecchina, Via Roma si veste a Festa con stand, oggetti, gadgets, regali, leccornie e tantissime calze. Per una passeggiatina all'insegna dell'enogastronomia. www.turismoverona.eu 31 DICEMBRE

Cenone di capodanno a Verona

Porta Palio – Ore 20:00 Costo cena €52,00 Tradizionale cena proposta dalla Pro Loco di Verona all'interno di Porta Palio. Menu a base di prodotti della tradizione veronese dal piatto al bicchiere. È necessaria la prenotazione. www.verona.net 31 DICEMBRE

Welcome 2014

Sala Buvette, Gran Guardia – Ore 20:00 Conclusione dell'anno con il “Natale Solidale”, evento unico nel veronese. Cena di gala con musica di Paola e Mauro. La serata è organizzata da Voci e Volti onlus. www.vocievolti.it – 045.8102159 DAL 5 GENNAIO AL 24 APRILE

Verona Cabaret Ridens Factory

Teatro SS. Trinità – Ore 21:20 Ingresso €10,00 Il Cabaret è diventato negli ultimi anni una grandissima moda, basti pensare ai tanti programmi tv che lo hanno riportato alla ribalta. Anche Verona ha preparato un cartellone specifico. www.veronacabaret.it

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orario continuato lunedì e martedì: 9,00 >16,00 mercoledì, giovedì, venerdì, sabato: 9,00 > 19,00 Bosco Chiesanuova

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10 GENNAIO

Aida

Palazzo Camozzini – Ore 20:45 Biglietti €35,00/20,00 Opera in inverno? A Verona anche questo è possibile. Per tutti i melomani ecco l'occasione per rispolverare le emozioni verdiane anche quando l'anfiteatro è chiuso agli spettacoli. www.villaincanto.eu 12 GENNAIO

Arte dell'improvvisazione

Teatro Filarmonico – Ore 11:00 Ingresso €18,00/15,00 Un'ensemble che Girardi, del Corriere della Sera, ha definito “di assoluto valore”. I Virtuosi Italiani metteranno in scena uno spettacolo quasi completamente improvvisato di musica classica. www.ivirtuosiitaliani.it 14 GENNAIO

Concerto di musica classica

Teatro Ristori – Ore 20:30 Ingresso €25,00/20,00/10,00 Le musiche di Bach reinterpretate da Mario Ancillotti al flauto e Claudio Brizi al calviorgano. Musica di grande classe per una serata dalle melodie d’altri tempi oramai dimenticate. www.amicidellamusicavr.it

Tutti i falò dell'Epifania del 6 gennaio A Grezzana non può mancare il grande falò, dalle ore 19:00; a Pastrengo alle ore 18:00 ritrovo in Piazza Piovezzano e poi a piedi fino al Forte Degenfeld per il rogo alle 18:45; a Peschiera del Garda il falò si accenderà alle 17:30 in Loc. San Benedetto; a Valeggio sul Mincio l'accensione è alle ore 18:30; a Prada di Brenzone sul piazzale antistante la funivia si brucia l'anno vecchio alle 20:30; a Garda nell'ambito di Natale tra gli Ulivi la befana va in fumo alle 18:00; a Torri del Benaco nel centro storico alle 17:00. DA 14 A 19 GENNAIO

La torre d'avorio

Teatro Nuovo – Ore 20:45 Ingresso €25,00/9,00. Domenica spettacolo ore 16:00 Torna Luca Zingaretti a Verona con questo spettacolo che ripercorre la caccia ai sostenitori del caduto regime hitleriano. Presentata la prima volta a Londra nel 1995 arriva anche al Nuovo. www.teatrostabileverona.it DAL 26 GENNAIO AL 2 MARZO

Verona Jazz Winter Festival

Teatro Ristori – Teatro Camploy – Ore 21:00 Ingresso Ristori €28,00/22,00 – Ingresso Camploy €15,00/12,00 Torna in grande jazz a Verona con la prima edizione di questo Festival che comprenderà l'esibizione di grandissimi nomi del jazz internazionale. Non solo per gli appassionati. www.teatroristori.org


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PRIMO PIANOVerona:

aria di festa

Eventi in Provincia

Natale a Bosco Chiesanuova

DAL 29 NOVEMBRE AL 6 GENNAIO

Natale tra gli Olivi

Nei fine settimana del 14,15 e 21,22 dicembre 2013, dalle ore 15:00 alle 19:00 il sabato e la domenica dalle 9:30 alle 19:00, torna a Bosco nella Piazzetta S.G. Scandola e nella ex scuola elementare il mercatino natalizio dell'Hobbistica e dell'Home made. Laboratori creativi il sabato pomeriggio dalle ore 15:00. Info: unamontagnadiidee@gmail.com tel. 349.6802126 Piazzetta Commercio, 8 – Bosco Chiesanuova

Garda, Lungolago Una delle rassegne top della provincia sulle sponde del Benaco. Specialità gastronomiche anche tedesche, prodotti di artigianato, mostre artistiche e dall'8 dicembre il grande presepe del Borgo. www.comunedigarda.it

27 GENNAIO

Royal London Ballet

Teatro Ristori – Ore 21:00 Ingresso €12,00, ridotto €10,00 Uno dei corpi di ballo che più entusiasma le platee di mezza Europa, arriva sul palco del Ristori con uno spettacolo che saprà accendere i cuori anche dei meno appassionati. www.teatroristori.org 28 GENNAIO

National London Theater Orchestra

Teatro Ristori – Ore 21:00 Ingresso €10,00, ridotto €8.00 Non poteva mancare l'eccellenza della National London Theater Orchestra al Ristori. Una serata che ripercorrerà in musica alcune delle melodie classiche più apprezzate. www.teatroristori.org DAL 12 AL 14 FEBBRAIO

Verona in Love

Natale a Bardolino

Bardolino Tra tutte le attrazioni vince la pista di pattinaggio nel porto di Bardolino in cui respirare un'aria da “Central Park”. Mostra presepi, spettacoli teatrali, musica e cinema a completare questo appuntamento. www.bardolinotop.it DALL'8 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

Natale a Torri

Torri del Benaco e frazioni Una serie di appuntamenti che coloreranno anche Lazise, Brenzone e Malcesine. Qui il Castello diverrà Castello di Babbo Natale, mentre tanto altro sarà nelle varie frazioni. www.prolocotorri.it – www.comune.lazise. vr.it – www.malcesinepiu.it

14 E 15 DICEMBRE

Natale al Borgo di Cavalo

Cavalo di Fumane Terza edizione del Mercatino di Natale al Borgo di Cavalo dalle 10:00 alle 21:00 con bancarelle e mostra mercato, artigianato locale e assaggi enogastronomici che mai mancano. www.borghidipietra.it 14 E 28 DICEMBRE

Nordic Walking in Lessinia

Camposilvano di Velo Veronese Camminate in Lessinia dalle ore 14:30 alle ore 15:30. Tutti i lunedì alle ore 9:30 nelle aree verdi del comune di Verona con partenza alle ore 9:30 e rientro alle ore 11:00. Info: Alessandra (347.1048374)

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Piazza dei Signori e vie del centro Ingresso libero “Se ami qualcuno, portalo a Verona”. Certo, non sarà proprio un evento natalizio o della fine dell'anno, ma merita uno spazio in questa rassegna per il suo fascino che sta conquistando moltissime persone. www.veronainlove.it

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Verona: aria di festa Santo Natale in Badia

15 DICEMBRE Ciaspolata notturna Velo Veronese (Camposilvano) Ritrovo alle ore 16:30 all'Agriturismo Camposilvano. Ciaspolata notturna per le contrade di Azzarino. Pausa brulè e arrivo dopo circa 3 ore. Per chi volesse, possibilità di cena in agriturismo. Info: Adriano (348.5111123)

Dedichiamo ogni anno uno spazio particolare alla mostra presepi di Badia Calavena curata dal Gruppo Alpini, allestita nell'oratorio dell'Abbazia, già di per sé un luogo magico e incantato da poter visitare durante le feste. Anche quest'anno la mostra inizierà l'8 dicembre per proseguire sino a domenica 12 gennaio. Nello specifico, sarà aperta dalle 14:30 alle 18:30 nei giorni di dicembre: domenica 8, domenica 15, domenica 22, domenica 29, lunedì 23, martedì 24, mercoledì 25 e giovedì 26. Aperta anche mercoledì 1 gennaio, domenica 5 gennaio e domenica 12 gennaio. Consigliamo a tutti una visita, non solo per le esposizioni della natività ma anche per la cura con cui questa rassegna viene allestita ogni anno.

15 DICEMBRE

Mercatini di Natale

Sant’Anna d’Alfaedo Occasione tutta particolare in Lessinia, con presepe vivente, gruppi corali, laboratori artigiani e la visita di Babbo Natale. Tutto ospitato nella bellissima frazione di Ronconi, piccola ma accogliente. www.valpolicellaweb.it 15 DICEMBRE

Marcia del Mandorlato

Cologna Veneta Il Mandorlato di Cologna Veneta è senza dubbio emblema del Natale Veronese. Dopo la festa, il 15 si terrà la marcia non competitiva con the, vin brulè, cioccolata e pan biscotto con salame casalino. www.festadelmandorlato.it DAL 24 DICEMBRE AL 6 GENNAIO

Presepe nel lago

Peschiera del Garda La statua del Bambin Gesù posata sotto l’acqua del Garda nel Canale di Mezzo dove sarà allestito il consueto presepe “subacqueo”. Se non l’avete mai visto vale la pena fare un giro a Peschiera. www.comune.peschieradelgarda.vr.it

DAL 24 DICEMBRE AL 5 GENNAIO

31 DICEMBRE

Cazzano di Tramigna Un’installazione densa di emozioni che consigliamo di visitare. Nella notte di Natale i pastori, contadini e suonatori prenderanno posto nella Chiesa in un vero tuffo nel passato. Il 5 gennaio visita dei Re Magi. www.comune.cazzanoditramigna.vr.it

Camposilvano di Velo Veronese Un ultimo davvero originale tra i monoliti della Valle delle Sfingi, in mezzo alla neve. Ciaspole fornite dall’associazione. In mancanza di neve la camminata si farà ugualmente. Cena all’Agriturismo Camposilvano. www.emozioninmovimento.it

Presepe vivente

Ultimo dell’anno sulle ciaspole

26 DICEMBRE

5 GENNAIO

Rifugio Bocca di Selva – Ore 14:00 Escursione facile nella Foresta dei Folignani. Si entrerà in silenzio nel bosco per ascoltare il rumore e il suono della natura all’interno di questo Bosco molto particolare. Cena facoltativa al termine della gita. Info: Adriano (348.5111123).

Soave – Ore 9:00/12:00 Poco da dire su questo appuntamento che ripercorre la tradizione delle terre contadine veronesi. Saranno allestiti stand gastronomici e di antichi mestieri. Molto bella. www.comunesoave.it

Dialogo con gli alberi al crepuscolo

Campofontana e il presepe vivente Da martedì 24 dicembre a giovedì 26 dicembre, a Campofontana (contrada Roncari) tornano le manifestazioni per il Santo Natale 2013 con il bellissimo prese-

Femo su el Mas-cio

pe vivente. Alle 21:00 di martedì 24 Santa Messa cantata. Al termine, aprirà il presepe vivente con l'arrivo di Maria, S.Giuseppe e l'Asinello. Il giorno di Natale alle 21:00 sfileranno i pastori con il loro gregge in un'atmosfera fiabesca. Il giorno di Santo Stefano (ore 21:00), arrivano i Re Magi con i trombettieri di San Giovanni Ilarione. Presepe vivente allestito tutti e tre i giorni. Info su www.presepecampofontana.it

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aria di festa

6 GENNAIO

Serata Gospel e non solo a Cerro Veronese

Grezzana – Ore 20:45 La Banda di Grezzana firma anche quest'anno il grande concerto di inizio anno, sempre diretta dal Maestro Dario Tosolini (di cui leggete anche a pagina 71). Repertorio con qualche sopresa. Durante tutti i weekend di dicembre, fino al 6 gennaio, la Banda passerà per le vie di Grezzana e frazioni per il consueto giro di auguri in musica. Tradizione immancabile. www.bandagrezzana.it

Anche quest'anno il grande Gospel sul palco di Cerro Veronese. Quest'anno suoneranno live giovedì 26 dicembre alle ore 21:00, Sonya McGuide and Atlanta Inspirational Gospel Choir. Ingresso €13,00 (9,00€ i ragazzi fino ai 14 anni). Info su www.teatrocerro.it Il 21 e 22 dicembre è in preparazione una festa dal titolo “Mescolando a Natale” con racconti, tradizioni, storie, poesie e canti nella piazza della Chiesa di Cerro. Sarà allestito un palatenda riscaldato. Info sempre al sito del Teatro di Cerro.

Concerto dell'Epifania

12 GENNAIO

Ciaspolata a Bolca

Baito Cerato – Ore 8:30 Partenza quasi all'alba e interessante visita al museo di Bolca. Alle 9:00 camminata fino alla Pesciara e dalle 10:00 camminata con le ciaspole. Visita alle cave (portare martellino) e rientro alle 11:30. Pranzo ore 11:30 al Ristorante Cerato e ripartenza per il giro del Monte Purga e dello Spilecco. Rientro alle ore 17:00. Escursione facile, durata complessiva otto ore. Info: Luca (340.9631510)

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DAL 9 AL 12 GENNAIO

Festa del Radicchio

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Roveredo di Guà Diciottesima edizione per la sagra che fa assaporare il gusto di uno dei piatti più poveri e caratteristici di tutta la provincia. Si narra che nacque in Valpantena, sulle colline di Alcenago. www.comuneroveredo.vr.it

DAL 17 AL 19 GENNAIO

Sagra dei Rufioi

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Soave, fraz. Costeggiola Il Rufiolo è un dolce conosciuto in questa zona Est della provincia realizzato con pinoli, cedrini, mandorle, amaretti e rum. In questa due giorni sarà accompagnato da tante altre degustazioni. www.comunesoave.it 18 E 19 GENNAIO Montefortiana Monteforte d’Alpone Oltre 18mila persone hanno già preso parte lo scorso anno a questa manifestazione tra le prime al mondo per numero di presenze. Tanti appuntamenti intorno alla marcia non competitiva in una vera e propria sagra di paese. www.montefortiana.org 19 GENNAIO

Ciaspolata dei Cimbri

Ristorante Jegher (Roverè) – Ore 16:30 Bellissima passeggiata nel cuore della Lessinia con pausa vin brulè e possibilità di cena tipica al ristorante Jegher. Info: Luca (340.9631510)

Festa di Sant'Antonio Abate Torna a Concamarise, dal 17 al 19 gennaio, l'appuntamento con la Festa del Tabar, dedicata a Sant'Antonio Abate. Venerdì 17 Santa Messa e poi apertura degli stand Gastronomici, alle ore 20:45. Prodotti veneti 100% con polenta e moretta (sanguinaccio) e graspia spillata come un tempo grazie alla collaborazione dell'Az.Agricola Casarotto. Sabato 18 alle ore 20:00 cena contadina. Domenica 19 gennaio, alle 12:30, dopo la Messa alle 10:30, aperitivo per tutti (del mazzantin) e pranzo con i piatti dell'epoca contadina. Alle 15:00 dimostrazione delle cottura di una forma di Parmigiano. Durante tutte e tre le serate, mostra dedicata ai giochi dei nonni, a cura di Giancarlo Masaia e Antonio De Carli.


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ATTUALITÀ Sbarcare il lunario

La nuova povertà, in giacca e cravatta

Giovani in cerca di lavoro, commercianti, piccoli e medi imprenditori costretti a chiudere e anche quel ceto impiegatizio che non ce la fa ad andare avanti. Questa nuova tipologia di poveri è stata al centro del dibattito “Emergenza povertà”, tra gli appuntamenti del Festival della Dottrina Sociale, a Verona dal 21 al 24 novembre. di Camilla Pisani

“Q

Pantheon 30 indag ò la disocc upazione giovanile

uando vado al lavoro i senzatetto mi fermano per strada per chiedermi l'elemosina. Mi vedono perfettamente vestita e truccata, perciò pensano che io mi possa sicuramente permettere di regalare almeno qualche centesimo. Non sanno che ho un contratto da 500 Euro al mese, che l'affitto della mia stanza, in un appartamento condiviso con altre quattro persone, ne costa 350 e che, quindi, a trent'anni, vivo con 150 euro al mese. […] i miei bei vestiti sono stati acquistati quattro o cinque anni fa, quando della crisi non c'era nemmeno il sentore, a

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

Mense dei poveri: sempre più affollate

volte la sera vado a letto senza mangiare e quando esco con gli amici, li raggiungo dopo cena perché mangiare al ristorante è una spesa che non mi posso permettere”. Questo è lo stralcio di una lettera aperta pubblicata qualche mese fa su Il Corriere della Sera, che aiuta a comprendere l'entità del fenomeno più grave che sta colpendo l'Italia della crisi: il ceto medio, la cosiddetta 'borghesia', sta subendo un abbassamento del proprio status sociale. Persone che, prima del 2008, avevano una possibilità di spesa superiore al loro reddito, e che potevano acquistare beni di consumo non essenziali, oggi spendono più di ciò che guadagnano solo per i beni di prima necessità. Questo azzera non solo la

loro capacità di acquisto, ma anche quella di risparmio. Sono loro i nuovi poveri, e sono in continuo aumento. Si è parlato di questo nel corso del convegno “Emergenza povertà: disoccupazione, precarietà, aumento dei poveri”, organizzato all’Auditorium della Gran Guardia di Verona lo scorso 23 novembre, nell’ambito della terza edizione del Festival della Dottrina Sociale. Al tavolo dei relatori, Massimo Castellani, segretario provinciale della Cisl, ha esordito con i numeri dell’emergenza: «Secondo i dati Istat, oggi, l’8% degli italiani vive in condizioni di povertà assoluta e il 12,7% di povertà relativa». Non serve essere economisti per rendersi conto che si tratta di percentuali in crescita,


Sbarcare il lunario

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che prima colpiscono le categorie più deboli, come donne e immigrati, poi tutti gli altri. «A partire dal secondo dopoguerra la società si era strutturata in modo preciso: per rispondere alle esigenze di una famiglia media, e garantire un bilanciamento di entrate e uscite, erano necessari due redditi. In mancanza anche di uno dei due, si cade nella povertà». Si tratta di una nuova tipologia di indigenti. Se prima i poveri rientravano in categorie ben definite, come anziani con pensione minima, malati ed extracomunitari, adesso questa condizione si apre a fasce sempre più ampie della popolazione: persone che fino a pochi anni fa avevano un impiego, una casa e una vita normale. Sono per lo più commercianti, piccoli e medi imprenditori, la cui azienda è fallita sotto il peso di tasse e insoluti, insieme a quell’esercito di professionisti freelance, lavoratori autonomi e consulenti che pagano il dazio del cattivo utilizzo della flessibilità nei contratti di lavoro: «Ormai si può pensare ad un progetto di vita solo se si ha un contratto a tempo indeterminato» ha

concluso Castellani, «ma in Italia questa è un’ipotesi che si verifica solo per un 15% del totale delle assunzioni, in favore di una flessibilità abusata, messa in pratica in modo assolutamente improprio, non come elemento di ricchezza per le imprese, ma solo come opportunità di risparmio sul costo del lavoro. Il risultato è una precarietà che definirei da ‘macelleria sociale’». Ad avanzare ipotesi di cambiamento ci ha pensato Claudia Faschi, Vicepresidente di Confcooperative, che ha sottolineato un tratto fondamentale della società attuale: «Dobbiamo recuperare la nostra dimensione di cittadini e cambiare il significato che diamo al termine lavoro che, se ieri era sinonimo di reddito, da utilizzare per acquistare beni, oggi dovrebbe voler dire partecipazione». Dare lavoro ai giovani, per chiamare in causa la categoria che più soffre della recessione, non deve significare dare loro denaro, ma affidare un ruolo, un modo con il quale possano contribuire e partecipare allo sviluppo del mondo in cui vivono. Simile anche l’opinione di Giancarlo Abete, Presidente di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti): «Serve una legge che garantisca una ridistribuzione equa del reddito e una scelta strategica che vada oltre l’individualismo nel quale ci siamo richiusi quando è venuta a mancare la nostra fiducia nei confronti dei ceti dirigenti». A mettere d’accordo tutti i relatori, tra cui figurava anche Leonardo Bec-

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chetti, docente di Economia Politica all’Università Tor Vergata di Roma, è proprio la possibile soluzione a questa empasse. Nel mondo occidentale sembra essere venuto meno un patto sociale, un accordo tra le parti secondo cui, chi era dotato di capitale, lo metteva a disposizione delle imprese che lo utilizzavano per produrre e vendere beni di consumo, assicurando così il circolo virtuoso dell’economia. Bisogna trovare il modo di ricomporre questa frattura. Nel vortice di un cambiamento epocale, la ricostruzione avviene individuando un obiettivo comune, a cominciare da quello che Faschi ha definito «il primo ingrediente di speranza»: il desiderio di cambiare le cose.


ATTUALITÀ Sbarcare il lunario

Pane Quotidiano Onlus: quando imprese e istituzioni lavorano insieme Tra i comuni della Provincia in grado di intercettare l'allarme lanciato dalle nuove fasce meno abbienti della popolazione, e che meglio hanno compreso le potenzialità derivanti da una sinergia tra istituzioni, imprese e cittadini, c'è San Martino Buon Albergo che, da qualche tempo, ha promosso la nascita di Pane Quotidiano Onlus. L'Associazione si occupa del recupero, e della donazione a domicilio, di prodotti rimasti invenduti ed è stata avviata grazie ad un accordo stipulato con il supermercato Iper del centro commerciale Le Corti Venete, che prevede la cessione di alimentari in eccedenza alla Onlus. «La crisi sta facendo scivolare sotto la soglia di povertà nuclei familiari fino a poco tempo fa appartenenti al ceto medio» ha commentato il presidente dell’Istituzione Servizi al Cittadino di San Martino Buon Albergo, Fabio Montoli. «Si tratta dei cosiddetti “nuovi poveri”: giovani, casalinghe, pensionati, famiglie monoreddito, o nelle quali uno o entrambi i coniugi sono disoccupati o cassintegrati. Questa fascia si sta allargando sempre di più ed era ormai necessario dare loro una risposta concreta». Pane Quotidiano è tra le associazioni che hanno aderito al progetto REBUS (Recupero Eccedenze di Beni Utilizzabili Solidalmente), una rete di solidarietà locale coordinata dall'Ufficio Progetti delle Acli provinciali di Verona, che organizza il recupero di beni invenduti o inutilizzati, come alimentari, farmaci, abbigliamento e libri, che possono ancora essere utilizzati anche se privi di valore commerciale e che, tramite donazione, vengono destinati ad enti di assistenza e beneficenza. Fronteggiati i bisogni di prima necessità, come il cibo, queste reti puntano anche alla crescita, allargando il proprio raggio d'azione e cercando di fornire ai cittadini ulteriori benefici. Pane Quotidiano Onlus, ad esempio, ha in programma anche l’avvio di un servizio di trasporto per disabili e anziani per agevolarli nelle esigenze di ogni giorno.

Torna il Capodanno solidale organizzato da Caritas Come ogni anno, il Centro Pastorale Giovanile Casa Serena, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Verona, organizza per la sera del 31 dicembre “Ultimo con gli Ultimi”, una proposta rivolta principalmente ai giovani tra i 17 e i 35 anni, per spingerli a vivere l'esperienza di un Capodanno al-

ternativo, da trascorrere insieme alle fasce più deboli della società. Durante la serata, i ragazzi verranno impiegati come volontari presso la mensa allestita dalla Diocesi di Verona con l'intento di offrire una cena, ma anche un momento di conforto e svago, a tutto quel mondo composto da persone sole, malate e in condizioni indigenti, accolte per festeggiare in compagnia l'ultimo giorno dell'anno. «Ultimo con gli Ultimi è un momento di condivisione, servizio e riflessione, che mira a far nascere dentro il giovane delle domande di senso e di chiamata a prendersi delle responsabilità di fronte ad una realtà che viene spesso nascosta e ignorata»: con queste parole, don Alberto Giusti, il direttore del Centro, lancia un appello a chi desidera partecipare a questo Capodanno particolare. Per prendere parte all'iniziativa, o ricevere ulteriori informazioni, è possibile mandare una mail all'indirizzo ultimocon@libero.it, oppure consultare il sito www.giovaniverona.it

Papa Francesco al 3° Festival della Dottrina Sociale Il momento più emozionante del Festival della Dottrina Sociale, che ha coinvolto Verona dal 21 al 24 novembre scorsi, è stato senza dubbio il video messaggio che Papa Francesco ha registrato per lasciare il suo pensiero a tutti i partecipanti all'evento, quest'anno titolato “- disuguaglianze, + differenze”. Il video è stato mostrato a più ripetizioni durante gli eventi che hanno composto la manifestazione, e in tutte queste occasioni ha meritato applausi e riflessioni. Durante il fine settimana si è parlato anche di economia, di cooperative, di pubblica amministrazione, ma le parole del Papa sono rimaste come un monito, un indirizzo, un intimo consiglio che ha trovato spazio nelle riflessioni personali di tutti i presenti, forse più vere rispetto a quanto è stato

esplicitato durante la quattro giorni. La riflessione del Pontefice, che consigliamo a tutti di guardare al sito www.dottrinasociale.it oppure dal codice QR di questo box, ha toccato tanti aspetti importanti. «Pensiamo ai giovani che oggi sono senza lavoro» ha detto il Santo Padre, «che in alcune zone sono il 40% o più. Questa è una ipoteca per il futuro, e se questo problema non sarà risolto presto, è la sicurezza di un futuro troppo debole, un non futuro». E ancora, un pensiero importante sulla solidarietà e l'aiuto, che in questo periodo natalizio spesso funziona come un riempitivo per gli spot televisivi: «in questo periodo abbiamo il rischio di togliere la parola “solidarietà” dal nostro vocabolario» ha sottolineato Papa Francesco, «perché è una parola scomoda, e per l'economia di mercato è quasi una parolaccia».

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dove ogni giorno è un giorno speciale Viale del Lavoro, 13 – 37030 Colognola ai Colli (VR) Tel. 045.6152476 – www.nidoblu.it –

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una vera e propria oasi felice, dove ogni bambino viene considerato nella sua autenticità: dalla somiglianza con gli altri fino ad ogni singola goccia di individualità, per consentire una crescita serena e felice, accompagnata da personale qualificato. Al nido si cerca ogni giorno di proporre una nuova cultura dell’infanzia, dove i bambini, considerati reali, “storici” e concreti, possano trascorrere ogni giorno un giorno speciale. Basta entrare per rendersi conto della particolarità e della cura di questa struttura. Vi colpirà l’architettura in legno massello, voi e i vostri bambini avrete l’impressione di essere in una calda ed accogliente baita di montagna, nella casetta dei folletti del bosco, nella fabbrica dei giocattoli di Babbo Natale. Il profumo del legno pervade l’ambiente come nelle migliori fiabe di fate e folletti, e fuori, nel grande giardino, spicca un enorme mandorlo: immaginate la magia di colori che questa pianta regala nei mesi primaverili. Aperto nel settembre 2002 come struttura aziendale di proprietà di Prisma- Performance in Lighting, a metà tra Vago di Lavagno e Colognola ai Colli, Nidoblù è oggi aperto anche al territorio. La Cooperativa Sociale omonima, che lo gestisce fin dalla sua apertura, si è lasciata coinvolgere profondamente nella filosofia di accoglienza e ascolto caratteristica di questa realtà e questo approccio ne ha fatto un ambiente stimolante per la crescita e per l’apprendimento. Dopo un lungo periodo di lavoro, studio e ricerca, il personale ha scelto di lavorare sul piano didattico non attraverso una programmazione delle varie proposte, ma mediante una progettazione e a dimostrarlo sono proprio i progetti attivati contestualmente al percorso educativo del nido. Per poter costruire una struttura, fatta a misura di bambino, è necessario avere un’idea ben precisa di esso. È opportuno partire dal presupposto che il bambino, anche a pochi mesi di vita, è attivo, protagonista del suo sviluppo e della sua formazione. Bambini “costruttori”, che non si possono considerare recipienti o oggetti passivi di diverse influenze, capaci invece di costruire oggetti, fantasie, immagini, pensieri, conoscenze, se solo si permette ai loro occhi, alle loro mani, al loro linguaggio, alla loro mente di lavorare e di “fare”. A caratterizzare fortemente Nidoblù è il progetto la “Fattoria Didattica”; la fattoria è stata costruita nel 2004 in collaborazione con il Servizio Veterinario dell’ULSS 20 e attualmente ospita 40 animali (conigli, maiali, pecore, un pony, un asino, oche, pulcini, anatre, galli e galline, …), controllati e sorvegliati sistematicamente da personale competente: i bambini possono vedere gli animali e avere la fortuna di ascoltare i loro versi direttamente dalle proprie sezioni. Sempre sul piano didattico altro progetto caratteriz-

Asilo Nidoblù

zante è “Magiche Esperienze” che coinvolge i bambini più grandi in piccoli gruppi per attività per lo più laboratoriale ed espressivo. Questi momenti favoriscono l’operatività dei bambini, il dialogo e la riflessione con l’utilizzo di spazi sia esterni che interni, come l’atelier, un luogo particolare dove vengono svolte alcune esperienze artistico/creative: tutte opportunità che favoriscono la maturazione dell’identità, la conquista dell’autonomia e lo sviluppo delle competenze di ciascuno. Ma in questa struttura l’attenzione è riservata non solo ai bambini, ma anche alla collaborazione con le famiglie. Lo dimostrano le cornici digitali esposte all’esterno di ogni sezione in cui quotidianamente le educatrici propongono le immagini delle varie esperienze giornaliere. Le iniziative nido-famiglia del progetto “Partecipare per crescere” sono molto più varie. Genitori ed educatrici possono relazionarsi alla ricerca di un rapporto di stima e fiducia reciproca trasformando il nido anche in un luogo di incontro e confronto. Fanno parte di questi momenti le serate di benvenuto, l’accoglienza delle nuove mamme, i corsi di massaggio e rilassamento, gli incontri di sezione, le feste di Natale e fine anno, i laboratori con le famiglie, le giornate di “porte aperte” (vedi box), le uscite didattiche o l’anguriata d’estate. Infine Nidoblù propone il progetto: “Essenza di mamma”, un percorso di accompagnamento e sostegno per la gravidanza e il dopo parto grazie all’intervento di personale qualificato; la seconda edizione inizierà il prossimo febbraio 2014 per la durata di dieci incontri a cadenza settimanale, occasione per vivere nel profondo questo unico e magico momento della vita. Nidoblù non è quindi solo un luogo per la crescita dei vostri figli, ma un luogo confortevole e sereno dove potrete trovare lo spazio idoneo per valorizzare le emozioni di ciascun membro della famiglia, compresi mamma e papà. Porte aperte al Nidoblù Sabato 14 dicembre 15:00/18:30 Domenica 26 gennaio 10:00/13:00 e 15:00/18:00 ...un'occasione speciale per conoscere la struttura e lo staff del nido. Visite alla struttura ogni giovedì pomeriggio dalle 14:30 alle 17:00 Gli inserimenti dei nuovi arrivati si effettuano durante tutto l’anno.

Il personale Miriam Montolli - coordinatrice ed educatrice Stefania Rancan - educatrice Elena Lunardi - educatrice Arianna Frigo - educatrice Federica Nordera - educatrice Roberta Adami - educatrice Donatella Olivieri - cuoca Claudia Cucchetto - educatrice Michela Ferrari - addetta alle pulizie Luisa Tessaro - consulente pedagogico e formatore Lorenzo Maimeri – presidente della cooperativa


WEB Capovolgere l’assetto economico piramidale

Sixth Continent

un social per una nuova economia

Presentato ufficialmente il 12 ottobre nella sede della Confcommercio di Milano, Sixth Continent è un Social Network di Consumatori che si prefigge di modificare l’economia internazionale attraverso i consumi dei Cittadini iscritti e delle Aziende e Imprese che decidono di aderire al progetto. di Francesco Turlon

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abrizio Politi, imprenditore toscano residente a Milano, insieme a un team di collaboratori ha sviluppato negli ultimi tre anni l’algoritmo Mo.Mo.Sy (Moderate Monetary System). L’algoritmo delinea una curva, una linea di resistenza massima comune a tutti i settori industriali, in grado di valutare «[...] la capacità massima di un’Impresa di produrre Utili Netti per ogni suo dipendente [...]». Questa capacità deriva dal rapporto tra utile netto e dipendenti coinvolti. Una volta appurato il punteggio (score), le aziende rientrano in una zona rossa o verde, in base al loro livello di sostenibilità sociale. Le aziende vengono comparate secondo il settore industriale, l'area geografica e i prodotti di analoga tipologia, mentre i dati sono analizzati sulla base dei codici S.I.C. (Standard Industrial Classification). Quando un’azienda rientra nella zona rossa? Quando produce profitti senza l'utilizzo del lavoro reale, senza utilizzare dipendenti, né fornitori in regime di mercato: utilizzando operai sottopagati, pagando tasse agevolate per sedi legali in paradisi fiscali, godendo di vantaggi particolari o ricoprendo posizioni di monopolio e oligopolio

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con automazioni estreme dei processi produttivi. Attualmente le aziende prese in esame sono 600mila in oltre 750 settori di riferimento. L’obiettivo di Sixth Continent è quello di redistribuire la ricchezza collettiva, l’80% della quale è attualmente in mano all’1% della popolazione, per farla tornare ai consumatori. In termini economici, e usando sempre la terminologia di Sixth Continent, si tratta di cambiare l’assetto economico piramidale, dove il potere d’acquisto è privilegio di chi occupa i posti più elevati, in uno toroidale, auto-alimentante e che beneficia il maggior numero di consumatori possibile (in merito invitiamo a visionare il video/documentario della

durata di quindici minuti presente sul sito www.sixthcontinent.org). Le aziende nocive possono tornare ad essere socialmente utili? Sixth Continent fornisce un programma e consulenza per portare queste aziende a regimi sostenibili. Guardando invece il caso delle singole persone, come si può far parte di questo processo di redistribuzione della ricchezza? Innanzitutto iniziando ad essere cittadino del sesto continente digitale e acquisendo all’iscrizione un reddito di cittadinanza. Una volta iscritti dal sito internet si entra a far parte di un quartiere (Block) di 1111 individui che, effettuando acquisti su uno store dedicato (dove sono presenti aziende che accettano cittadini


Capovolgere l’assetto economico piramidale di Sixth Continent), incrementeranno il reddito di cittadinanza collettivo di una percentuale definita, sfruttabile per nuovi consumi. L’acquisto del singolo beneficia quindi, in maniera ridotta, l’intera comunità. Diventare cittadino è gratuito e si può incrementare il reddito solo rimanendo all’interno della comunità, in modo passivo.É possibile invitare sulla piattaforma nuovi cittadini e contribuire attivamente allo sviluppo del sistema, diventando quindi veri e propri manager e affiliando le aziende affinché i cittadini possano acquistare prodotti presso i loro esercizi. Questo garantisce maggiori entrate e anche delle provvigioni. Per finire, il sesto continente dà la possibilità di finanziare progetti innovativi e avvii di start-up attraverso un programma dedicato: i cittadini promuovono idee e progetti nello stesso modo in cui il “Mi Piace” di Facebook ci permette di apprezzare i post degli amici. L’obiettivo di un continente unico digitale, in cui si propone un nuovo sistema economico che poggia le fon-

Come entrare in contatto con i servizi di Sixth Continent? Per informazioni più dettagliate potete consultare il sito www.sixthcontinent.org. Per mettere invece alla prova l’algoritmo Mo.Mo.Sy e conoscere le aziende socialmente attive potete visitare www.momosy.com. Infine, è possibile scaricare le tre app (Store di Sixth Continent, algoritmo Mo.Mo.Sy e applicazione per esercenti che accettano acquisti dai cittadini) sui diversi Market Store (iOS, Android).

La Home Page del sito www.sixthcontinent.org

damenta sul nobile gesto della redistribuzione della ricchezza complessiva, è senza dubbio ambizioso ma, da ciò che abbiamo potuto vedere, gli elementi di spinta dell’attuale rivoluzione tecnologica sono presenti: social, sostenibile, gratuito (nella modalità cittadino), si possono effettuare acquisti online, si utilizza una ricerca avanzata, in linea con le nostre esi-

genze e in mobilità. Nel momento in cui scriviamo questo articolo i cittadini sono arrivati a quota 10mila e l’economia spostata ammonta ad oltre 17.500 Euro, probabilmente già a 18mila nel momento in cui leggerete questo approfondimento. Sulla Terra siamo circa 7 miliardi di individui: tutti potenziali cittadini di un unico, grande, continente.


EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ Presentato il libro Acqua Santissima

‘Ndrangheta potentissima il Papa l’uomo della speranza

È

stato senza dubbio un privilegio poter ospitare a Grezzana due figure del calibro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso in occasione della presentazione nel veronese del loro ultimo libro, edito da Mondadori, dal titolo Acqua Santissima – La Chiesa e la ‘Ndrangheta: storie di potere, silenzi e assoluzioni. Gratteri è un Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria impegnato in prima linea contro le mafie, in particolare contro quella di origine calabrese, e vive sotto scorta dal 1989. Nicaso è un giornalista, storico delle organizzazioni mafiose, che da anni abita in Canada e insegna all’’Università del Vermont, negli Stati Uniti. I due autori, davanti a più di cento persone accorse da tutta la provincia per assistere all’incontro che si è tenuto nell’elegante Sala Bodenheim del Centro Culturale Eugenio Turri, hanno parlato ovviamente di ‘Ndrangheta, «fenomeno potentissimo», sottovalutato rispetto a Cosa Nostra «perché la Sicilia conta di più dal punto di vista elettorale», in grado di generare in un anno un volume d’affari di oltre 44 miliardi di Euro gra-

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

Lo scorso 18 novembre a Grezzana il magistrato Nicola Gratteri e il giornalista e scrittore Antonio Nicaso hanno presentato in anteprima la loro ultima fatica editoriale. Un’occasione unica per conoscere di più il fenomeno malavitoso di origine calabrese e il rapporto che ha avuto e che ha oggi con la Chiesa. di Matteo Scolari

zie soprattutto al traffico internazionale di cocaina. Si sono soffermati anche sul tema della religiosità e della fede, temi principali affrontati nel libro, in quanto «gli ‘ndranghetisti sono molto credenti e pregano Dio e la Madonna prima di andare a uccidere, convinti di essere nel giusto», per poi passare alle note collusioni di ieri e di oggi tra uomini di chiesa, amministratori locali e uomini della malavita calabrese, «questi ultimi in grado di operare da oltre 150 anni, anche al Nord, grazie “all’appoggio” dei primi». Ampio spazio dedicato a uno Stato, l’Italia, pieno di sprechi, che andrebbe completamente stravolto ripartendo da una riforma della giustizia e da un nuovo sistema giudiziario che dovrebbero essere in grado di far capire alla gente che non conviene delinquere e che i loro effetti, in cinque anni, porterebbero a una riduzione del 60 per cento della forza delle organizzazioni malavitose presenti nel nostro Paese. L’indulto? «Un errore, quando basterebbe che il nostro Ministro di giustizia andasse dai suoi omologhi in Tunisia, in Albania, in Romania... per trovare una accordo che preveda di far scontare la pena nel loro

paese ai circa 20mila detenuti stranieri presenti nelle nostre carceri sovraffollate. Il vitto sarebbe pagato da noi, che comunque sarebbe conveniente per un minor costo della vita. Tutte queste grandi “rivoluzioni” possibili non vengono fatte perché richiederebbero troppo “coraggio”». Quel coraggio, e quella speranza che i due autori ripongono nella figura di Papa Francesco, «un uomo straordinario ed estremamente coerente che è arrivato in uno dei momenti più bui e più bassi della storia recente della Chiesa e che sta rivoluzionando il sistema non soltanto accendendo l’entusiasmo tra i fedeli, ma scardinando i giochi di potere all’interno dei palazzi vaticani e dello Ior (Banca Vaticana)». Un Papa che si pone domande quali: “Che ne pensate di una chiesa povera? È proprio necessario avere una banca?”. «Sta mettendo in discussione tutto l’apparato del potere ecclesiastico. Una presa di posizione forte che potrebbe mettere a rischio la sua stessa incolumità perché sta toccando poteri forti di vere e proprie lobbies economiche che operano anche nelle potentissime sfere malavitose delle mafie». E la ‘Ndrangheta al Nord? «È ovunque, anche in Veneto, anche a Verona. Si muove in silenzio. La ‘Ndrangheta ha montagne di soldi e non sa più come spenderli. In questo periodo di crisi economica l’azione “preferita” dagli ‘ndranghetisti è quella di acquisire quote di minoranza di società in difficoltà, per poi impossessarsene totalmente» hanno concluso Gratteri e Nicaso «Un’arma vincente per contrastare il fenomeno a livello locale è l’associazionismo, lo scambio di comunicazione tra gli imprenditori, tra le persone».


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cinque minuti dal centro città, nel cuore di una delle zone più belle di Verona, che ogni giorno regala panorami mozzafiato, si trova un piccolo angolo di paradiso. Un patio immerso nel verde, una stufa al centro della sala a riscaldare l’ambiente semplice ed elegante, i tipici sapori della cucina casalinga, i profumi dei prodotti freschi e naturali. Questo è in poche parole l’Agriturismo Colle San Felice. Inaugurata nell’inverno di cinque anni fa, la struttura nasce dalla passione della famiglia Ferrari per la natura e la cucina. «In realtà l’azienda agricola è presente da diversi anni» racconta Sonia, che con il marito Alessandro e i suoceri Gilberto e Adriana, ha dato vita e gestisce l’agriturismo. Nella proprietà trovano spazio olivi, ciliegi, fichi, vigne e orticole, tra le quali il noto broccolo veronese, prodotto sulle colline delle Torricelle. «Le pietanze, fresche e genuine, sono legate alla stagionalità in quanto in cucina utilizziamo i prodotti che provengono dalle nostre coltivazioni». Oltre alla coltivazione di frutta e verdura, nel terreno circostante la struttura vengono allevati “animali di bassa corte”: anatre, oche, conigli, polli e galline. «Allevare noi stessi gli animali, significa avere la certezza della genuinità della carne che portiamo in tavola» spiega Sonia, che sottolinea come il condimento base di tutte le pietanze sia costituito dall’olio di loro produzione: «Si tratta di un olio extra vergine di oliva puro, utilizzato ancora grez-

zo, ovvero non filtrato. È un dettaglio importante, che esalta i gusti, dona sapore a tutti i nostri piatti e ne arricchisce le proprietà nutrizionali». Tra le specialità della casa, la pasta fatta a mano. «Tagliolini e pappardelle vengono preparati e tirati con la mescola, come da tradizione, e poi serviti con condimenti diversi, a seconda dei prodotti a disposizione nelle varie stagioni dell’anno». Da provare, è la pasta fatta con le trafile in bronzo dall’esperta signora Adriana, e i risotti, come quello all’Amarone, preparati con uno speciale riso biologico prodotto dall’Azienda Agricola della Corte Bà di Trevenzuolo. E poi ancora: arrosti, carne alla brace, sfiziosi antipasti, con un mix di carne e verdura, saporiti contorni stagionali e deliziosi dessert. Piatti tipici, della cucina veronese, ma naturali e casalinghi. Il tutto servito con cura ed eleganza, con un ottimo rapporto tra prezzo e qualità. Insomma, l’agriturismo è una vera oasi di natura e buona cucina, immersa nella quiete della campagna, con una vista straordinaria sulle colline che dalla città salgono verso la Lessinia. E questo solo a pochi passi dal centro storico. La struttura si presta inoltre per banchetti e cerimonie, e per chi venisse da fuori o volesse semplicemente fermarsi a dormire dopo la cena, è dotata anche di tre camere, due matrimoniali e una singola. Chiuso durante la settimana, la famiglia Ferrari apre il venerdì sera, il sabato sera, e la domenica a pranzo. Gradita la prenotazione.


EDITORIA Uscito il libro postumo del grande cronista veronese

Verona Volat

l’ultimo volo di Gianni Cantù Pionieri, eventi storici, priorità, manifestazioni aeree che hanno fatto di Verona un unicum nel panorama nazionale dell’Aeronautica. Sono questi i temi principali contenuti nel volume edito da Cierre, a firma del decano dei giornalisti scaligeri scomparso a fine ottobre all’età di 90 anni. Dopo averlo conosciuto e avuto come “collaboratore” speciale di Pantheon, abbiamo raccolto un ricordo dal figlio Guido. di Matteo Scolari

H

a dedicato gli ultimi mesi della sua intensissima vita alla scrittura di un’opera che, probabilmente, gli ha permesso di coronare uno dei suoi grandi sogni prima di lasciarci per sempre: quello di raccontare attraverso le pagine di un nuovo libro una delle sue più autentiche passioni, il volo. Verona Volat – Un secolo di aviazione a Verona è il titolo dell’ultimo libro di Gianni Cantù, fotogiornalista, storico, scrittore classe 1923, scomparso il 31 ottobre scorso. L’opera editoriale, il cui titolo riprende quello di una pubblicazione di Berto Barbarani del 1910, raccoglie in oltre 230 pagine, fatti, luoghi, aneddoti, storie di persone, protagonisti che durante il Novecento hanno contribuito a fare della nostra città una sorta di caput mundi dell’Aeronautica nazionale. Cantù, che da giovane prestò servizio militare nell’aviazione, non ha mai abbandonato questo grande amore ed è stato, tra le altre, anche presidente

dell’Associazione dei Caduti e degli Invalidi dell’Aeronautica militare. «Fu volontario in aviazione durante la Seconda Guerra mondiale e per molti anni fu anche un abile pilota. Ricordo che quand’ero bambino mio padre si alzava in volo con il suo Piper dalle piste di Boscomantico e sorvolava i cieli sopra il nostro paese, Porto San Pancrazio, salutando me e la nostra famiglia con rapidi zig zag» racconta l’unico figlio di Gianni, Guido Cantù «Questa sua grandissima passione l’ha spinto a girare il mondo, a partecipare ai grandi eventi e alle rassegne più importanti dedicate all’aeronautica e fu proprio in quelle occasioni che conobbe o intervistò molti dei personaggi di cui si parla anche nel libro». Oltre all’aviazione, Gianni Cantù ha dedicato buona parte dei suoi studi e delle sue ricerche alla storia, all’egittologia, alla paleontologia, all’archeologia, alla fotografia e addirittura all’arte rupestre pubblicando, in questi ultimi anni, una serie di interessantis-

Gianni Cantù nel suo studio (2010)

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

simi libri grazie all’enorme materiale a disposizione, per lo più fotografico, accumulato in cinquant’anni di fotogiornalismo (anche questo è un titolo di un suo libro): da Vestigia Romane a Il Vino dei faraoni, da I Doni della Fenice a Sor’Acqua, da Popoli – Uomo e Natura a Madri e figli nel mondo, da Libri di Pietra a Così lontani, cosi vicini – Fratelli d’Italia nel mondo, solo per citarne alcuni. «Aveva un’insaziabile sete di conoscenza, passava giornate intere a studiare e a immortalare con le sue foto luoghi da lui visitati e persone dal lui incontrate» prosegue Guido «Amava i viaggi, molti dei quali li abbiamo fatti insieme. Viaggiare con lui significava imbattersi in vere e proprie avventure, prendendo taxi locali, dormendo dai frati comboniani come capitò a Luxor o andando da Verona a Saragozza con una Fiat 600. Riuscimmo anche ad andare con una Nsu Prinz, un auto che tutti definivano una vasca da bagno, fino a Instanbul». La sua vera professione, al di là delle tantissime passioni, è stata quella di giornalista. Gianni Cantù ha lavorato come cronista di nera per quasi vent’anni al quotidiano l’Arena, dove conobbe l’amico fotografo Costantino Fadda, anch’egli recentemente scomparso, e si era formato le ossa da giovanissimo all’Ansa di Milano collaborando anche al quotidiano della sera La Notte. «Durante la sua carriera fu testimone di fatti di cronaca importanti. Amava portare avanti indagini per conto suo, senza cercare lo scoop, ma pre-


Uscito il libro postumo del grande cronista veronese dell’equilibrio, l’attenzione, il rispetto nei confronti degli enti preposti alle indagini e non si è mai permesso di intralciare il lavoro delle istituzioni o della magistratura per velleità personali, specie nelle situazioni più delicate come il già citato caso Dozier» aggiunge un ex segretario capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, anch’egli amico di Gianni. «Un carattere ostinato il suo, serio e molto determinato, ma altrettanto disponibile e generoso. Possedeva un’etica, una coerenza e soprattutto un’onestà professionale che tanti giornalisti di oggi hanno dimenticato» conclude una grande amica e compagnia di viaggi di Cantù, la signora Gabriella Moscardo. Noi di Pantheon abbiamo avuto l’onore e la fortuna di avere la sua prestigiosa firma su alcuni articoli che volle fornirci perché inerenti al territorio in cui nasce il giornale, ovvero alla Valpantena. È grazie a lui che abbiamo scoperto che l’inventore del paracadute, un certo Albino Turri, era nato a Quinto. È grazie a lui se abbiamo saputo che la chiesetta del-

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la Madonna dell’Altarol di Poiano si chiama così non per la presenza di un piccolo altare, ma di un’immagine di Maria che allatta. È anche grazie a lui se abbiamo capito che una delle regole fondamentali di questo mestiere è l’umiltà, e che per crescere come giornalisti, e come persone, «si deve sempre aspirare a cercare di imparare». “Grazie” è quello che ci sentiamo di dirgli in questo momento in cui starà senz’altro volando, a bordo del suo fedele Piper, dove lo spazio non ha confini e dove il cielo ha un colore azzurro limpido.

foto da: I miei cinquant’anni di fotogiornalismo

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occupandosi piuttosto di dare notizie certe, documentate, che altri non davano» prosegue Guido «Mi ricordo che stava via di casa giornate intere alla ricerca di una testimonianza, di un particolare, di un dettaglio che gli avrebbe permesso di arrivare per primo sul fatto». E come proprio come scrisse l’amico e collega giornalista Stefano Lorenzetto, nel 2009, in un suo articolo dedicato a Gianni, «Cantù fu il primo a riconoscere Giangiacomo Feltrinelli sventrato dalla bomba sotto il traliccio di Segrate; il primo a giungere davanti alla questura di Milano dove Gianfranco Bertoli aveva fatto esplodere un ordigno; il primo ad avvicinare il generale James Lee Dozier appena strappato alla grinfie dei brigatisti rossi. E l’unico a uscire in edizioni straordinarie quando fu rilasciato dai rapitori il presidente del Verona Hellas, Saverio Garonzi, e quando fu liberata dai carabinieri la piccola Patrizia Tacchella, figlia del re dei Jeans…». Sempre davanti. «Era un giornalista investigativo, lui si definiva d’assalto, ma aveva il senso


INFORMAZIONE Crisi dimenticate

Notizie scomode Fa riflettere il nono rapporto di Medici Senza Frontiere in cui compaiono i numeri di quanto le crisi umanitarie non vengano considerate nei principali notiziari italiani. Tra gossip, cuccioli rimasti orfani e lunghi approfondimenti sul meteo killer, ecco cosa non arriva mai nelle nostre case. di Miryam Scandola Uno scatto di guerra civile (Mali)

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ono farfalle le notizie, vivono poco, per natura. Sempre che sia dato loro il permesso di nascere. Discriminate a priori dalle logiche perverse di un'informazione che le dimentica di proposito, alcune storie non entrano in nessun modo nell'agenda setting dei notiziari. Il nono rapporto di Medici Senza Frontiere, realizzato in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, porta avanti un'indagine accurata sulla copertura che le crisi umanitarie ricevono nei principali notiziari (prima serata) dei due maggiori network della televisione generalista italiana. I dati emersi dalla ricerca se non indignano, dovrebbero almeno muove-

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Bambino in una struttura di Medici Senza Frontiere (Afghanistan)

re i pensieri. Solo il 4% dello spazio mediatico, nel 2012, è stato dedicato alle crisi umanitarie, alle emergenze sanitarie, ai conflitti e alle tragedie del mondo contro il 40% che è stato riservato invece agli scandali della politica e alla crisi economica, spesso accentuata ed esasperata in maniera ansiogena. È pur vero, come sottolinea il rapporto, che lo scorso anno, rispetto al 2011 sconvolto dai tumulti delle “Primavere arabe”, non ci siano stati fenomeni di portata internazionale, in grado di guadagnarsi, nella logica sporca dei media, il diritto alla visibilità. Una tragedia, sia essa causata da un conflitto o da una crisi umanitaria, merita rilevanza mediatica proporzionalmente al numero di occidentali coinvolti o al grado di devastazione che l'accompagna. Questa la ragione per cui della Siria di Assad o dell'Egitto in rivolta si sa molto, anche se non tutto, e della guerra civile in Repubblica Centrafricana o dell'Uganda

dei bambini soldato si sa poco, se non addirittura niente. Il dramma quotidiano di popoli lontani si racconta solo quando diventa la scenografia delle disavventure di qualche VIP, come è stato per il Sudan dopo l'arresto di George Clooney durante un sit-in davanti all'ambasciata della capitale. L'episodio ha contribuito a 8 delle 17 notizie, nell'intero 2012, dedicate al martoriato Paese ancora instabile dopo la scissione con il Sud-Sudan. La Somalia, invece, ha guadagnato lo spazio di 30 servizi solo grazie, si fa per dire, ai rapimenti di occidentali e di italiani ad opera dei pirati somali. Ma le grandi escluse dall'informazione italiana sono e rimangono le crisi sanitarie. Siano di natura umanitaria, come nel caso della malnutrizione, notiziata solo per il 0,6%, o connesse alle calamità naturali, come il colera, che sono raccontate in sole 26 notizie. La questione dell'Aids rimane ad oggi ancora bistrattata, se non dimentiUn gruppo di profughi in fuga (Sudan)


Crisi dimenticate DA NON PERDERE

Bambino soldato (Uganda)

Su Pantheon 47 (febbraio 2014) un reportage sulla Siria A proposito di crisi dimenticate, non perdete il prossimo numero di Pantheon, il numero 47, in uscita a febbraio 2014. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Luci nel Mondo Onlus, vi porteremo sul confine tra la Siria e la Turchia, nei pressi di Bab El Salam, in una delle zone dove ogni giorno si consumano i drammi di un intero popolo, nel tentativo di scappare da una nazione in rivolta, la Siria, ed entrare in Europa.

cata, dal sistema dell'informazione nazionale. Ridotta troppo spesso a sigla o associata agli slogan delle battaglie impegnate di qualche personaggio famoso, come Sharon Stone e Carla Bruni. Non subiscono battute d'arresto le soft news, che nonostante qualche ridimensionamento, continuano a portare agli onori della cronaca le vicende struggenti di un cucciolo di formichiere rimasto orfano. Sconosciuti invece rimangono i volti e le storie degli orfani, quelli veri, che dormono tra i resti del mercato in Repubblica Centrafricana, avvolti solo dal puzzo del marciume che devono scegliere come loro giaciglio. 70 notizie sulle curiosità dal mondo animale contro 11 sulla malnutrizione. 30 sulla fine del mondo secondo

i Maya contro 4 notizie sul Niger, 3 sulla Repubblica Democratica del Congo. 39 notizie in merito “all'emergenza freddo” contro le 2 sole che raccontano l'emergenza umanitaria in Mali. Sono numeri che fanno male. Specialmente se rapportati ad altri, quelli emersi dal sondaggio dell'Eurisko del maggio 2013, che rileva come il 63% della popolazione vorrebbe essere informato maggiormente in merito al mondo e a quello che lo sconvolge. In linea con questo interesse si è tenuto il 28 novembre 2013 nelle belle sale della Società Letteraria di Verona, un incontro, “I mass media e la salute globale”, organizzato proprio da Medici senza Frontiere. La conferenza che ha visto tra gli ospiti Mario Puliero, il direttore di Telearena, Silvia

A u g u r i a m o! B u o n e Fe s t e

Uomini armati in tenuta da guerrriglia (Somalia)

Mancini, esperta di Salute Pubblica per Medici Senza Frontiere e Mattia Novelli, operatore umanitario dell'associazione, appena tornato dal suo Sudan, è una risposta sicuramente piccola, locale, ad un problema grande e nazionale. Ma è un tentativo. E di tentativi, anche e soprattutto, si nutre il cambiamento.


STORIA & ARCHITETTURA Intervista con Giulio Segato

Una passione per Verona Alla soglia dei novant'anni, l'architetto Segato apre le porte di casa per raccontare la sua Verona. Quella vissuta durante la guerra, nel corso della ricostruzione, fino al ruolo come amministratore pubblico e vicesindaco.

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Giulio Segato

snodo di importanti vie di comunicazione, come ben sapevano Napoleone prima e gli Austriaci poi. Oggi i monumenti sono ricordi indelebili di questo passato aureo. E Giulio Segato lo sa bene. Lo ha sempre saputo, nei suoi lunghi anni nella giunta comunale di Verona. Assessore alla cultura, all’urbanistica, all’edilizia economica popolare e ai lavori pubblici. E ancora vicesindaco dell’amministrazione Sboarina. Questi i ruoli occupati tra il 1964 e il 1990, eccetto il biennio ’78-’80, quando c’era «odore di tangentopoli», precisa il ragioniere. Alla soglia dei novant’anni, che nemmeno si direbbe, Segato lavora ancora nel suo ufficio, un tempo la sua casa, sommerso dalle carte che ora cerca di sistemare. Una vita lunghissima, cominciata nel 1926 a Treviso. Una vita piena, e da sempre molto attiva.

«Durante la guerra mio padre mi aveva messo a lavorare nelle ferrovie per evitare che fossi arruolato». In questo modo Segato riuscì a portare il suo contributo antifascista: «potevo girare di notte e ho potuto salvare molti pri-

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t dicere lingua non valet hujus urbis scemata”. Viviamo in una città celebrata da secoli per la sua bellezza, come scrive un anonimo autore del IX secolo, in piena età carolingia. L’iconografia rateriana, il noto disegno che ritrae la città nel X secolo (vedi foto), ribadisce i connotati della Verona materiale, protetta dalle mura e attraversata dal fiume Athesis, con al centro il suo Theatrum (l’Arena), il pons Marmoreus (ponte Pietra), il Palatium. Scrittori, intellettuali, studiosi hanno versato fiumi di inchiostro per esaltare la città dalle origini antiche, sede di re come l’ostrogoto Teoderico, il longobardo Alboino, il carolingio Pipino. Città degli Scaligeri tra XIII e XIV secolo, e dei Veneziani, fino al 1797, Verona ha sempre mantenuto la sua importanza strategica, come

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gionieri». Nel 1943 si trasferì a Verona con la madre. Quasi a ripercorrere quel tragitto che la salma di Cangrande della Scala fece dopo la conquista della città di Treviso nel 1329, come ci tiene a sottolineare Giulio. Fu in questi anni, quando era ancora giovane, che Giulio cominciò a formarsi una coscienza politica. Molto lo dovette al padre, morto per la causa antifascista. Ma anche la guerra e poi la sua esperienza veronese rafforzarono le sue idee. Una volta arrivato a Verona studiò, diplomantosi in ragioneria. Nel 1947, a 21 anni, si sposò. «Ero un uomo maturo ormai». Nei sei mesi successivi alla fine della guerra, quando ormai aveva compreso che «esisteva una realtà diversa da quella fascista», aiutò l'architetto Cecchini a raccogliere e numerare tutte le pietre del ponte Pietra e di Castelvecchio. Scoprendo Verona nei suoi aspetti più segreti e nascosti, è nata la passione per questa città. Una passione che lo ha portato a prodigarsi in tutti i modi per salvaguardarne la storia e la cultura, ispirato da principi fondamentali: il senso del dovere, la Scatti di Verona oggi: zona Ponte Pietra (qui) e Piazza Erbe (a sx)

regola e la legge, la coerenza. E i risultati non sono mancati. Con soddisfazione Segato mostra l’attestazione del premio ricevuto dallo Stato italiano, nel 1983, di 27 miliardi delle vecchie lire per l’amministrazione cittadina. «Fu l’unico comune insieme a Bari a ricevere questo premio». «La Giunta», scrisse Segato su Verona oggi, «ha dato esempio di realismo intervenendo nei vari campi di sviluppo della città». Nel 2000 un riconoscimento ancora più importante. Quello dell’Unesco che fece di Verona una delle poche città in Italia patrimonio dell’umanità. Sono state dure le battaglie combattute da Segato per difendere la città. Da cosa poi? Dalla speculazione edilizia, dalla distruzione di quel tesoro che la città conserva, come ancora nel 2013 denuncia su L’Arena Brugnoli. «La mia più grande preoccupazione oggi» dice Giulio, «è che l’Unesco riveda il piano gestione e ammonisca la città veronese di non avere rispettato la zona verde». Quella fascia, cioè, di ben 3.250.000 m2 che contorna la zona rossa del centro storico (definita appunto patrimo-

L'iconografia rateriana con cui veniva raffigurata Verona nel Sec. X

Intervista con Giulio Segato

nio dell’umanità). Segato continua nella sua battaglia, come ha sempre fatto. Perché è certo che «ucciderete me, ma mai l’idea che è in me», come suo padre aveva scritto sul retro di un quadro della Madonna, citando Matteotti. Perseveranza, dunque. Come perseverante è il suo progetto, chiamato “Oltre Giulietta”, che porta avanti da più di trent’anni. Un nome che allude alla volontà di andare oltre il centro storico di Verona per valorizzare altre aree importanti, come quella Sud, del Quadrante Europa, della Fiera. «Verona sud è il centro economico della città e del suo sviluppo. È il futuro». Insomma, «Verona è come una bella donna nuda, che si copre con una sciarpa di seta», come ricorda Segato, citando Ruggero Orlando. Allora non possiamo che fare un augurio alla nostra città: “Magna Verona, vale, valeas per secula semper” (Iconografia rateriana, sec. X). Via Roma, 19 Grezzana (VR) – Tel. 045.907308

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Informazione green Lo si trova all'indirizzo internet www.veronagreen.it ed è uno dei protagonisti dell'informazione ecologica della città, iniziato grazie alla volontà di una giovane veronese che ha approfittato di un bando di concorso dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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alla crescita esponenziale che è stata protagonista degli ultimi decenni l’ha portata sull’orlo del collasso. Urge, quindi, porvi rimedio. Dallo scorso settembre Verona può finalmente contare su una testata giornalistica completamente vocata proprio all’ecosostenibilità e a tutto ciò che vi gravita intorno: si tratta di veronagreen.it, un nuovo sito di informazione dedicato alla pratiche “green”, un passo in più verso la diffusione di stili di vita più rispettosi del nostro mondo. Fondato da Eliana

Rapisarda, giornalista con la passione per l’ambiente, si pone come collettore locale del mondo eco veronese e come punto di riferimento per tutte le associazioni, le istituzioni e i singoli interessati al settore. «Non è che prima non si parlasse di queste tematiche» spiega la fondatrice «ma lo si faceva in maniera frammentaria: alcune testate pubblicano spazi di informazione “green”, e lo stesso fanno le associazioni del settore sui propri mezzi di informazione, ma mancava un sito di riferimento spe-

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reen economy, green building, green energy, green company. Basta guardarsi attorno per capire come il verde sia il colore del nuovo millennio. Complice la crisi, ma anche grazie a una nuova e sempre maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, si parla sempre di più, nei mezzi di informazione, di stili di vita sostenibili e di risparmio energetico, di riciclo e di ecoedilizia, di decrescita felice e di economia sociale. La Terra è una, e la corsa affannosa

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Un magazine tutto “verde”

diversi settori, all’interno di veronagreen.it, che coprono a 360° le tematiche legate all'ecologia e al rispetto dell'ambiente: si va dal cibo biologico all'utilizzo di prodotti ecologici, dal vegetarianesimo alle energie rinnovabili, dal miglioramento della mobilità alla gestione dei rifiuti». Il tutto veicolato da una visione di fondo positiva: il messaggio trasmesso, insomma, è che informandosi, conoscendo e facendo delle scelte anche piccole (il detersivo biologico, la verdura presa dal contadino che non usa pesticidi chimici) è davvero possibile cambiare le cose: «non si tratta di proporre un pensiero di povertà legato alla crisi, è tutt'altro: è un pensiero di innovazione, di ottimizzazione delle risorse che stiamo sprecando e gestendo male». Per il prossimo futuro, la redazione

di veronagreen.it punta al coinvolgimento diretto dei propri lettori: «vogliamo coinvolgere le associazioni e le istituzioni del territorio, dando loro spazio e creando delle collaborazioni. Contemporaneamente, vogliamo stimolare i singoli cittadini, che potranno inviarci le loro segnalazioni e i loro commenti agli articoli pubblicati, e avranno a disposizione un forum in cui conoscersi e confrontarsi. A loro, poi, vogliamo “regalare” anche un elenco delle aziende veronesi certificate “green”». L’attenzione al territorio come filo conduttore, quindi, con la consapevolezza di come questo faccia parte di un sistema globale più ampio: «viviamo in piccolo tassello di mondo in cui ognuno è chiamato a fare la propria parte. Solo così saranno possibili dei veri cambiamenti».

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cifico per Verona e provincia». Così, approfittando di un momentaneo stop nella propria carriera lavorativa e di un bando di concorso dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto dedicato alle nuove imprese della comunicazione, Eliana ha dato forma al suo sogno nel cassetto. Da settembre, da quando cioè è attivo, veronagreen.it ha ottenuto un crescendo di attenzioni, al punto che, oggi, sia il sito stesso che la pagina Facebook abbinata possono contare su un elevato numero di visualizzazioni giornaliere. Contemporaneamente si sta creando, attorno al progetto, uno staff di giornalisti e di appassionati collaboratori, tuttora in crescita. «Esistono altre testate di questo tipo a livello nazionale, ma noi volevamo proporre qualcosa di diverso e di strettamente legato al territorio. Se una persona fruisce di una notizia a livello nazionale, la sente sempre un po' lontana dalla propria sfera personale. Sapere invece che vicino a casa esistono realtà che operano in maniera “green” rende più facile dare concretamente il proprio contributo alla causa, andandovi ad acquistare prodotti e servizi. Questo tipo di informazione, così organizzata, è un modo in più per favorire stili di vita sostenibili» spiegano. Ed è proprio l’organizzazione dell’informazione scelta per questa specifica testata a fare la differenza: «L'idea» racconta Eliana «è di offrire un’informazione che sia anche pratica e concreta; per questo abbiamo creato


RICICLO Presto un nuovo centro a San Martino Buon Albergo

La “Mattaranetta” si fa in due Il centro di recupero ex “Emmaus” sta per aprire un secondo mercatino nella zona di San Martino Buon Albergo per ampliare il lavoro e diminuire ancora la percentuale di materiali che finiscono in discarica. Un progetto interessante che rilancia la filosofia del riuso.

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Aldo Barbini e Walter Mazo (sopra), la cooperativa (sotto)

di Emanuele Zanini

ecuperare quello che per altri è diventato scarto, sistemarlo, rimetterlo in circolazione evitando così ulteriori sprechi all’insegna del riuso e del riciclo di materiali. Da sempre è l’imperativo quotidiano della cooperativa sociale Mattaranetta di Verona, nata nel 2008 ma che ancora in molti chiamano semplicemente Emmaus di cui continua l’eredità quarantennale mirando nel contempo a favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. L’attività principale dell’associazione rimane quella di “svuota cantine”. Ogni anno vengono liberati scantinati, garage e case di oltre mille famiglie veronesi e della provincia che per motivi vari intendono disfarsi di oggetti di ogni tipo, con una media di una ventina di sgomberi a settimana. Non mancano tuttavia le persone che, sfruttando anche la vicinanza all’isola ecologica, portano direttamente nella sede della cooperativa articoli

di ogni tipo e valore: dal semplice libro fino ai mobili ed elettrodomestici. Una montagna di materiale, circa 800 tonnellate ogni anno, che senza l’intervento della Mattaranetta andrebbe gettata definitivamente creando in molti casi uno spreco. Già, perché poco meno del cinquanta per cento della merce conferita viene recuperata, controllata, sistemata e rivenduta nel rifornitissimo mercatino dell’usato all’interno della sede della cooperativa sociale. Una percentuale di “riciclaggio”, tuttavia, che nei prossimi mesi potrebbe aumentare sensibilmente. «All’inizio del 2014» rivelano Aldo Barbini e Walter Mazo, rispettivamente presidente e vice presidente della Mattaranetta, «apriremo un nuovo mercatino dell’usato, ancora più grande e fornito, al confine tra Verona e San Martino Buon Albergo (nell’edificio di via Pontara Sandri ex sede della concessionaria Albi, ndr). Qui nella sede attuale invece realizzeremo un nuovo centro riuso e riparazione specializzato che consentirà di diminuire ulteriormente il materiale da inviare definitivamente in discarica. Vogliamo che beni diventati momentaneamente rifiuti tornino ad essere oggetti perfettamente utilizzabili per creare un minor impatto sull’ambiente e contribuire alla riduzione degli sprechi». Sperperi che comunque in generale non calano: nonostante la crisi c’è chi, ci hanno raccontato Barbini e Mazo, si può permettere di disfarsi di un cellulare di ultima generazione perfettamente funzionante oppure di vestiti ancora con l’etichetta attaccata. I responsabili della cooperativa sottolineano inoltre che in generale la qualità dei prodotti sta calando progressivamente. «Il “nuovo” ha un livello qualitativo nettamente inferiore rispetto a una volta» spiegano. Un processo che non favorisce di certo il riuso. «Il riuso» precisa Barbini, «è e deve essere il custode della qualità». «Ma» aggiunge Mazo, «dobbiamo combattere anche contro l’obsolescenza programmata adottata sempre più spesso dalle aziende costruttrici, specie nel campo tecnologico in cui progettano prodotti con una vita assai breve e quasi impossibili da riparare, in modo che il consumatore sia costretto a comperare un altro articolo invece di riparare quello che già ha». Quali sono invece le persone che frequentano il mercatino e comperano gli oggetti usati? «Fino a qualche anno fa gli stranieri erano la netta maggioranza. Oggi ci sono sempre più italiani che vengono qui da noi alla ricerca di qualche occasione a basso prezzo, anche attraverso il nostro servizio di vendita on line». E non mancano riutilizzi bizzarri in pieno "vintage style": da chi acquista bauli usati trasformati in cucce per cani, oppure computer “convertiti” ad acquari o frighi vintage degli anni Cinquanta utilizzati come originali impianti stereo.


STORIA DI VITA Mamma Giulia ridà vita a Michelangelo

"Omnia vincit amor" perché l’amore vince su tutto.

Chiamatelo miracolo o semplicemente scienza. Michelangelo, il bambino di Erbezzo affetto da una malattia renale allo stadio finale, ora sta bene. Operato per la seconda volta presso il Children Hospital di Boston, dove ha ricevuto il rene della mamma, da due mesi ha ripreso a vivere come mai era successo prima. di Giorgia Castagna

“C

arissimi amici, ieri 26 Settembre 2013, è stato eseguito il trapianto di Michelangelo. La donatrice è stata mamma Giulia. È con grande sollievo e commozione che comunichiamo questa bella notizia […]. Grazie sempre a tutti voi, e un grazie speciale al nostro Don Fabiano che dal cielo ha tenuto per mano mamma Giulia e Michelangelo”. È con queste parole, pubblicate in un breve comunicato all’indomani dell’operazione subita da Michelangelo che la presidentessa del comitato “Il Coraggio della Famiglia” (nonché zia Loredana, ndr) esprime e comunica tutta la sua gioia. Per alcuni sembrerà ieri per altri parecchio tempo fa, in realtà è passato un lungo anno da quando Federico e Giulia armati di grande coraggio sono saliti su un aereo con i loro piccoli Perla e Michelangelo ed hanno attraversato l’Oceano Atlantico in cerca di una nuova vita (Pantheon 36, dicembre 2012 - gennaio 2013). Abbandonare la loro amata Lessinia e la loro accogliente Italia non per un capriccio, ma per provare a dare a Michelangelo, loro secondogenito, un’altra possibilità. Come ricorderete il “piccolo” è nato con una patologia sviluppatasi in gestazione, che a meno di un anno di vita lo costringe prima a dialisi peritoneale e poi, all'età di un anno e mezzo, a ricevere un trapianto di rene. Data la giovane età e le basse difese immunitarie, sono molte le infezioni virali e batteriche che attaccano il rene, portandolo nuovamente al rigetto cronico. Michelangelo subisce svariati interventi urologici e di altro genere trascorrendo così un’infanzia piena di sofferenze e difficoltà. La vita dei genitori e del bimbo è un continuo calvario di sofferenze che, nonostante le preziose cure dei medici di Verona e Padova, non sembra trovare fine. Ecco quindi “l’illuminazione” che convince i genitori a prendere una grande decisione. Trasferirsi in USA e sfruttare la tecnologia medica del Paese: trapianto da genitore a figlio, senza il passaggio da dialisi. La strada è in salita, ma grazie alla generosità dimostrata dagli abitanti della Lessinia e a seguire da tutta l’Italia, contributi economici sono arrivati persino dalla Sardegna e dalla Puglia, la famiglia Zampieri riesce a intraprendere questa strada. Arrivati all’Ospedale di Boston a dicembre (all’ultimo minuto, infatti, vengono indirizzati in questa struttura e non più a Stanford) iniziano i primi accertamenti e analisi e non più tardi del 21 febbraio Michelangelo viene sottoposto ad espianto del rene trapian-

tato. L'intervento ha buon esito e nessuna complicazione; lo staff medico stima il trapianto dopo quattro/sei mesi, tempo necessario per lo studio della compatibilità dei due genitori. Il primo studio rileva che entrambi i genitori sono idonei alla donazione. Papà Federico, primo ipotetico donatore, ha però qualche difficoltà. I momenti di rabbia e sconforto crescono, ma lo staff crede nella buona riuscita e senza perdersi d’animo sposta le attenzioni sulla seconda donatrice, mamma Giulia. L’estate sembrava infinita per Federico e Giulia che vedono però arrivare dopo breve tempo la data tanto attesa. Il 26 settembre 2013 mamma Giulia ridà vita a Michelangelo per la seconda volta donandogli il suo rene. Michelangelo, a due mesi dall’intervento, sta bene e ora inizia a vivere per davvero. Zia Loredana che (con occhi pieni di commozione, ndr) ha ripercorso con noi i tratti salienti dell’ultimo anno, ringrazia nuovamente tutti coloro che hanno sostenuto questo sogno e come presidente del comitato comunica che parte dei fondi raccolti saranno devoluti all’Associazione “Il Sogno di Stefano”. Info: www.ilcoraggiodellafamiglia.it

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Speciale inverno in Lessinia

Riaperti gli impianti sciistici della Lessinia

«San Giorgio ha sconfitto il drago!» Affidata a questo post apparso su Facebook al momento dell’ufficialità della notizia tutta la gioia delle persone che hanno creduto, scommesso, sostenuto o lavorato per la riapertura stagionale dell’unico impianto di risalita del veronese.

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lla fine ce l’ha fatta, «San Giorgio ha sconfitto il Drago». La stazione sciistica situata a 1500 metri s.l.m. nel comune di Bosco Chiesanuova è riuscita in quello che ormai in pochi credevano possibile, ovvero riaprire gli impianti anche per il 2013-2014 e permettere così ai tanti veronesi, e non solo quelli, che in questi giorni di dicembre sono in cerca di sano divertimento, di continuare a godere di momenti di relax sulla neve. Fino a poche settimane fa riaprire sembrava davvero una sfida proibitiva. Le premesse non erano certo confortanti: Nuova Lessinia Spa, la società che per quasi dodici anni ha gestito gli impianti, era stata messa in

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

di Matteo Scolari / Foto: Paolo Tacchella

liquidazione e il bando pubblico indetto dalla stessa società per affittare il ramo d’azienda era andato completamente deserto. Quando ormai anche i più ottimisti stavano per gettare la spugna, ecco il colpo di coda di Thomas Pandian, il liquidatore di Nuova Lessinia Spa: insieme a un gruppo di persone che pochi giorni dopo andranno a formalizzare una nuova società, assumendosi tutte le responsabilità del caso decide di mettere al lavoro tecnici e manutentori ancor prima di sapere se ci sarebbe stata poi una effettiva ripartenza viste e considerate le tantissime incognite. «In qualità di liquidatore, l’Assemblea dei soci di Nuova Lessinia mi ha chiesto di salvaguardare il patrimonio societario e se non avessimo rischiato mettendo in campo gli uomini un mese prima dell’eventuale riapertura non ce l’avremmo mai fatta a trovarci qui pronti all’appuntamento e il patrimonio sarebbe andato perso forse per sempre» ha spiegato Pandian. E come dice il detto “aiutati che il Ciel ti aiuta”, messa in pista la macchina è spuntato anche il pilota. Dopo un gioco delle parti durato qualche settimana, che aveva coinvolto un paio di cordate imprenditoriali, si è arrivati alla costituzione formale di una nuova società a responsabilità limitata che nel nome porta tutto l’attaccamento possibile al territorio: Bintar Snea. Due sostantivi ripresi dalla lingua cimbra che in italiano si traducono con inverno e neve.

A capo della Srl l’imprenditore Francesco Piserà, affiancato dal vicepresidente Alessandro Bellamoli, titolare di un ristorante pizzeria a Corbiolo. Nel CDA anche Marco Giani in qualità di direttore sportivo, Marco Ballini, presidente dello sci club Edelweiss, Fulvio Valbusa, Oro olimpico a Torino 2006, incaricato come responsabile della sicurezza sulle piste, Renzino Gaspari capo operai e Nereo Ceschi imprenditore “factotum” della Valpantena. Il presidente Piserà, proprietario di alcune strutture ricettive nella provincia di Verona, prenderà in gestione l’albergo ristorante Sporting e l’Ice Bar. Affidato a Carlo Baschera, già gestore del rifugio Fraccaroli, il Rifugio Gaibana. «Esprimo sentiti ringraziamenti ai soci di Binter Snea e a tutte le persone, in primis il vicesindaco di Bosco Claudio Melotti, che hanno creduto possibile questo piccolo grande miracolo. Con la riapertura teniamo viva la stazione sciistica con tutti i corsi della scuola sci e con le attività delle scuole e degli Sci club e gran parte del turismo della Lessinia» ha concluso Thomas Pandian. «Ora ci godiamo la stagione, ma siamo già al lavoro per pensare al futuro. Abbiamo in mano un business plan articolato e molto interessante. L’obiettivo per i prossimi anni è quello di pensare a San Giorgio non più soltanto come un impianto di risalita, ma come un grande parco dei divertimenti sia per l’inverno che per l’estate dedicato soprattutto ai giovani e alle famiglie».



Speciale inverno in Lessinia

Un rifugio multifunzionale

Punto di approdo della seggiovia principale che prende il via da Malga San Giorgio, il Rifugio Castel Gaibana è il tema della tesi di laurea di Emanuele Pomari, giovane studente da poco dottore in Ingegneria Edile/Architettura all’Università di Trento. L’idea di Emanuele è quella di ripensarne la struttura in chiave moderna: scopriamo insieme in che modo.

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alga San Giorgio è dal 1953, anno in cui venne costruita la prima seggiovia, il punto di riferimento nella nostra Lessinia per sciatori e appassionati di montagna. La stazione sciistica ha acquisito credibilità nel mondo sportivo veronese anche grazie agli Sci Club, che hanno usufruito degli impianti con i propri atleti. Le famiglie e gli appassionati hanno da sempre frequentato le piste, che sono diventate una vera e propria “palestra dello sci” rivolta a tutte le età. La situazione degli impianti è andata modificandosi nel corso del tempo fino a

di Francesca Merli

quando, a inizio febbraio 2013, si è cominciato a vociferare sull’ipotesi di una chiusura sempre più concreta. Non si sono fatte attendere le risposte da parte di tutti quelli che San Giorgio chiusa non la volevano neppure immaginare. Un comitato nato spontaneamente, “Salviamo San Giorgio”, in pochi mesi è riuscito a proporre una petizione online per scampare alla chiusura definitiva degli impianti, riuscendo a raccogliere oltre 5000 firme. Forse anche grazie a quella spinta, la stazione sciistica ripartirà anche quest'anno, contro tutto e tutti. Tra i tanti che credono nell’importanza di mantenere vivo e attivo tutto il comprensorio di Malga San Giorgio c'è anche Emanuele Pomari, di Roverè, fresco di laurea in Ingegneria Edile/Architettura, che con il suo progetto intende dare una risistemazione al Rifugio Castel Gaibana. Il Rifugio, situato a 1808 metri di altitudine, è da sempre la meta prediletta di sciatori e appassionati che, al termine della risalita con la seggiovia, si fermano per un momento di relax, ammirando il panorama mozzafiato a 360° di tutta la valle. Come confida Emanuele, il concetto di fondo del suo lavoro di tesi, «si concentra sul progetto di una struttura “multifunzionale”, che fornisca una vasta scelta di servizi e funzioni in grado di soddisfare al meglio le richieste e le ambizioni dei turisti d’alta quota».Il proposito di Emanuele infatti, è proprio quello di rendere il Rifugio maggiormente attrattivo, con l’obiettivo di portare una maggiore affluenza turistica in tutta la zona, compresa Malga San Giorgio. «Il progetto che ho presentato» prosegue, «è stato pensato al fine di rendere


LE FOTO

Un progetto per restaurare Rifugio Gaibana Un raffronto del Gaibana come si presenta oggi e come si presenterebbe al termine dei lavori: nell’altra pagina in alto in versione invernale. Qui a destra il prospetto che illustra l’illuminazione invernale (in giallo) ed estiva (in rosso). Qui sotto dei rendering degli interni. Partendo da sinistra la sala convegni, una camera doppia e la zona ristorante all’ingresso. Altre fotografie disponibili in redazione.

il Gaibana un rifugio all’avanguardia, mantenendo l’utilizzo di pietra e legno secondo le architetture delle Lessinia, ma in stile moderno». La sua idea è innovativa cominciando dalla genesi della struttura architettonica, pensata come una tipica malga della Lessinia, ma sezionata a metà e con la copertura prolungata (vedi foto). Come spiega Emanuele «le proporzioni del progetto derivano dalla rielaborazione di una tipica baita dell’altopiano dei Monti Lessini. Grazie al cosiddetto “sporto di gronda”, si viene a creare una forma in grado di schermare la radiazione solare in base alla stagione, ma allo stesso tempo capace di rendere fruibili gli affacci panoramici sul contesto paesaggistico del Parco Naturale Regionale della Lessinia». Infatti, oltre ai due materiali citati, Emanuele ha pensato di sfruttare

la funzione del vetro, materiale che permette di realizzare una struttura non chiusa, come le baite della Lessinia, ma aperta a sud, da dove si può ammirare un immenso panorama. Un progetto che è innovativo anche nelle modalità di impiego perché «il rifugio verrebbe concepito non solo come un ristorante-bar attivo durante la stagione sciistica, ma rimarrebbe in funzione anche durante tutto l’arco dell’anno». Oltre al ristorante, già presente attualmente, «la nuova struttura sarebbe organizzata su tre piani, di cui uno interrato, che offrirebbero molti servizi tra cui un buon numero di camere da letto per poter pernottare, una zona wellness dove rilassarsi nel cuore dei Monti Lessini godendosi il relax nelle zone dedicate a sauna, bagno turco e massaggi, una zona destinata alla palestra dove po-

tersi allenare, un’officina sci per la stagione invernale e mountain bike per quella estiva dedicata alle associazioni sportive, e una sala polifunzionale dove poter organizzare eventi, meeting, corsi di alpinismo o premiazioni di vari eventi sportivi». Emanuele ha pensato proprio a tutto, compresa «una zona gioco per bambini, che possono essere affidati a qualche educatore professionista in modo da consentire ai genitori delle escursioni rilassate». Una struttura dove far convergere più interessi «puntando sul piccolo, ma efficiente e funzionante». Il Rifugio Gaibana pensato in questi termini gioverebbe non solo al comprensorio di San Giorgio, in cui si registrerebbe certamente un rilancio delle attività, ma avrebbe un impatto fondamentale per la promozione del turismo in Lessinia.

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RUBRICA Notizie dal mondo

Esplorazioni urbane un viaggio nel passato

Avventurarsi all'interno di edifici e fabbriche in disuso nelle periferie cittadine è la forma più comune dell'urban exploration, pratica diffusa in tutto il mondo, alimentata da una certa dedizione al rischio e dal culto del passato. L'explorer si introduce nei siti abbandonati dall'uomo per osservare e raccogliere, in un archivio fotografico, le ultime immagini di questi luoghi. Anche Verona ha i suoi esploratori. di Camilla Pisani

“T

ake nothing but photographs, leave nothing but footprints”. Non fare altro che fotografie, non lasciare altro che impronte. È la legge che vige tra gli Urban Explorer che operano in tutto il mondo: non portare via nulla, non inquinare né alterare con il tuo passaggio il posto che stai visitando. È la raccolta di immagini a conferire un'accezione artistica a quelle che potrebbero definirsi semplici incursioni, ma la filosofia che si può trarre dall'urban exploration è molto più complessa: per prima cosa, l'esplorazione è urbana perché ha senso effettuarla solo all'interno di strutture costruite dall'uomo. Ciò che spinge questa categoria di esploratori è, infatti, la possibilità di penetrare nel tempo lasciato in sospeso da chi, in passato, ha abitato, lavorato e vissuto tra quelle mura. Recuperare mansioni, abitudini, affetti (spesso nelle ex fabbriche si trovano ancora gli uffici, ndr) e conservarne memoria, sotto forma di un archivio fotografico da

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

consegnare al presente quando gli edifici verranno smantellati. La natura non propriamente lecita di questa attività fa sì che le sue origini rimangano indefinite, ma è possibile individuare senza difficoltà le zone in cui il fenomeno ha preso piede. La città simbolo dell'urban exploration è, non a caso, Detroit. Già sede della General Motors, la città più importante del Michigan divenne il centro mondiale dell'industria automobilistica negli anni Cinquanta, ma subì in seguito un tracollo economico di proporzioni leggendarie. Buona parte della città è oggi disabitata e in condizioni di totale degrado, con edifici pubblici, scuole e chiese in decadenza, che offrono spunti di notevole interesse per explorers che si avventurano indisturbati tra i resti della Michigan Central Station, del Farwell Building o di innumerevoli altri siti chiusi dislocati per il suolo urbano. Altro caso è il Giappone. La rapida industrializzazione che il Giappone ha conosciuto negli anni tra le due guerre ha visto nascere un'enorme quantità di fabbriche, la maggior parte delle quali è stata rasa al suolo o abbandonata più avanti. Il paese continua ad offrire luoghi adatti in conseguenza ai disastri naturali degli ultimi tempi, come lo tsunami che ha distrutto la regione di Tohoku nel 2011. Tra le strutture ispezionate ci sono anche ospedali, manicomi, orfanotrofi, ville, cantieri, depositi treni e centrali elettriche.

I più intrepidi si fanno strada persino nelle Catacombe, come Le Carrières de Paris, 280 chilometri di tunnel sotterranei chiusi al pubblico, richiamo per esploratori di città che rischiano volentieri la multa di 60 Euro pur di ammirare i resti conservati in questi cunicoli. Per raccontare il fenomeno in Italia abbiamo rintracciato le testimonianze di due Urbex (vengono chiamati anche così) che operano proprio sul territorio veronese. La loro attività inizia per caso, una notte di capodanno di due anni fa. Dal retro di un locale di Verona, dove stanno trascorrendo la serata, scorgono la sommità di un edificio abbandonato da tempo. La visione notturna della cupola che lo rappresenta, ammantata di neve, è decisamente suggestiva, e attira la curiosità dei nostri testimoni, che decidono di visitarlo. Prendendo informazioni su internet i due si rendono


Notizie dal mondo conto di essere appena entrati a far parte di una vera comunità, vivida anche nel nostro paese «in particolare nel Friuli» raccontano, «dove oggi sono presenti numerose caserme abbandonate, dopo che nel 1945 la regione venne militarizzata nel tentativo di scongiurare un attacco sovietico o jugoslavo». I nostri si adeguano alle regole e partono equipaggiati di torcia e macchina fotografica. «Una delle cose più esaltanti è che quando sei dentro tremi dalla tensione. Sei un intruso, sembra che ci sia qualcuno ad osservarti ovunque. Il filo conduttore di queste esperienze è l'adrenalina» continuano, «il tuo stato psicofisico è come alterato, devi stare attento perché i luoghi dismessi non sono sicuri: pavimenti traballanti, ruggine, buchi nelle mura, nessuna insegna ad indicarti il pericolo, come nella vita reale. Ogni stanza è una scoperta, percepiamo il passaggio di chi era lì prima di noi e ne intuiamo le vite, o le morti: in alcuni uffici c'erano vecchi ritagli di giornale che riportavano le notizie dei caduti sul lavoro, in quelle stesse fabbriche». Luoghi abbandona-

ti, dove la presenza umana è ancora tangibile: calendari rimasti fermi al giorno della chiusura, immagini di santini, programmi musicali negli ex locali, listini dei prezzi in quelli che un tempo erano bar o luoghi di ristoro e, negli uffici, adesivi di squadre di calcio anni Ottanta e oggetti appartenenti a chi occupava quelle postazioni, che ne riportano tratti di personalità. «Ci immaginiamo le persone che hanno lavorato in questi posti, una di loro l'abbiamo soprannominata “la Rosa” perché la sua scrivania era ricoperta da poster di piante e di fiori». Tutto parla del passato, ma il futuro? «Di fronte a certi esempi di architettura di inizio Novecento ti chiedi perché debbano essere abbattuti se è possibile

riutilizzarli, magari per scopi sociali o culturali, o comunque a disposizione dei cittadini. Le fondamenta di alcuni siti sono ancora buone, e poi fanno parte del passato della nostra città». E, sempre per rispettare il regolamento dell'urban explorer, al termine di ogni sopralluogo, fino ad oggi circa una decina, anche i nostri si portano dietro scatti di rovine e di ricordi, un bottino di un certo valore: un pezzo di storia di Verona. Da conservare per quando queste strutture non esisteranno più, soppiantate dal nuovo e dal moderno. Come un centro commerciale o un ipermercato. Start the exploration!

Mail: urbex.verona@gmail.com


SALUTE All’Osteria Barucchi di Chievo, una serata da Mo Bro

Il baffo che fa la differenza Ogni anno, a novembre, migliaia di uomini si fanno crescere i “mustacchi” aderendo all’iniziativa proposta da Movember, un’organizzazione di beneficienza indipendente e globale impegnata nella raccolta fondi per la lotta al tumore alla prostata e dei testicoli.

S

di Matteo Scolari

e nel mese di novembre vi capitasse, come è capitato a noi, di entrare in locale o in un luogo pubblico e di trovarvi di fronte, anche per strada, a dei ragazzi che mettono in mostra orgogliosamente i loro mustacchi, o se preferite, i loro baffi, chiedetegli se sono dei Mo Bro. Tranquilli, non è un’offesa. Alcuni di loro vi guarderanno in modo strano, altri vi sorrideranno e vi risponderanno di sì. Ma chi sono i Mo Brothers? I fratelli di baffi sono uomini o ragazzi che aderiscono all’iniziativa internazionale proposta dalla Movember Foundation Charity, un’organizzazione benefica australiana impegnata dal 2003 nella raccolta fondi e nell’opera di sensibilizzazione sulle tematiche legate al cancro della prostata e dei testicoli e all’igiene mentale. I Mo Bro si iscrivono su Movember. com e iniziano l’avventura del loro Mo (moustache) trovandosi all’appuntamento del 1 “Movembre” con il volto perfettamente rasato. Per tutto il mese daranno prova di generosità e altruismo caricando sul sito le foto del proprio impegno e facendo una piccola donazione, diventando per trenta giorni veri e propri testimonial di questa grande campagna di sensibilizzazione. Anche le donne, le Mo Sisters, posso

contribuire alle donazioni attivando il passaparola anche tra il genere femminile. La fondazione nata a Melbourne dieci anni fa, oltre a promuovere iniziative di sensibilizzazione, finanzia, come dicevamo, anche progetti di prevenzione e ricerca sul cancro alla prostata. Nel 2012 sono stati raccolti oltre 113 milioni di dollari in tutto il mondo, mobilitando più di 1 milione di attivisti, per finanziare un programma di ricerca globale che riunisce diversi centri in diversi paesi del mondo e permette ai ricercatori di lavorare insieme e scambiarsi informazioni e risorse. Sempre con i fondi raccolti sta nascendo Promoveo, un social network simile a Linkedin che ha lo scopo di mettere in contatto medici e organizzazioni impegnate in prima linea alla lotta contro il tumore. L’idea di attivare gli uomini chiedendo di farsi crescere i baffi è la chiave del successo di questo movimento che ha come motto Changing the face of Men’s health, cambiare il volto della salute maschile. E il cambiamento in effetti sembra esserci: il 70% dei partecipanti alla campagna nel 2012 ha raccontato di avere discusso con amici o conoscenti di temi riguardanti la salute maschile, mentre il 20% si è recato dal medico per un controllo. Un buon risultato se si

La “Mo Sister” Katia Zantedeschi

pensa che, da statistica, gli uomini siano il 24% meno inclini ad andare dal medico, rispetto alle donne. Nel 2013 la campagna, già attiva in 21 Paesi, è entrata ufficialmente anche in Italia. Noi ne siamo venuti a conoscenza per la prima volta al Chievo, in località Sorte, entrando in un grazioso locale gestito da Katia Zantedeschi, una giovane e intraprendente ragazza veronese che ha accolto la proposta di un suo amico Mo Bro di allargare la conoscenza di Movember anche tra gli altri frequentatori dell’Osteria Barucchi. Ne è nata una serata divertente, tra giovani, che è diventata al tempo stesso un momento di riflessione su un tema di cui si parla ancora troppo poco.

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acciamo subito una precisazione: non si tratta né di uno studio associato né di una nuova società. Via Roma 76, a Grezzana, è solo un indirizzo. Un indirizzo dove più professionisti hanno deciso di condividere uno spazio, ognuno con la sua attività. È il primo esempio di coworking in Valpantena, e seppure la parola presenti un inglesismo indigesto a molti, si tratta di un’iniziativa estremamente innovativa e dalle grandi potenzialità. Il coworking, difatti, è un vero nuovo modo di lavorare, che unisce cooperazione, condivisione e comunicazione attorno alla creazione di una piccola (o grande) comunità di professionisti. La vicinanza fisica tra le varie realtà lavorative crea nuove idee e stimoli che si possono poi tradurre in progetti veri e propri. Progetti che ciascuno dei “coworkers” non sarebbe in grado di raggiungere o immaginare in autonomia, per quanto esperto e navigato nel proprio settore, perché frutto di un confronto, anche incidentale. Questa formula di collaborazione è perciò una marcia in più che permette di trovare soluzioni e slanci per affrontare criticità anche spinose del lavoro di tutti i giorni. Basta una pausa caffè assieme, una chiacchiera prima di spegnere le luci al termine di una giornata di lavoro, oppure uno scambio di opinioni su un tema di attualità. La ragion d’essere del coworking prevede di mettere in comune non solo risorse “fisiche”, ma anche (e soprattutto) immateriali: c’è una condivisione di contatti, competenze e know-how.

Anche l’esperienza di Via Roma 76 dimostra questo potenziale. Si tratta di uno spazio a metà tra l’ufficio tradizionale e la propria abitazione, non tanto architettonicamente, quanto per l’aria di cooperazione che vi si respira. Mentre in un ufficio tradizionale tutti sono impegnati per la stessa azienda o per lo stesso committente, in una realtà di coworking come questa è solo lo spazio che viene condiviso, perché ciascuno mette poi a frutto le proprie competenze per le specifiche esigenze della propria professione, senza dimenticare, appunto, che ciascuno può diventare uno strumento per l’altro.

Collaborano in Via Roma 76 TDV Servizi di Valentina e Denis Todeschini 349.6684527 – www.tdvservizi.it

• Consulenza tecnico giuridica e servizi a sostegno delle aziende nelle fasi di avvio e di gestione d’impresa; • Supporto nella redazione della documentazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Testo Unico 81/2008); •Assunzione dell’incarico di RSPP (Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione) per i settori: commercio, manifatturiero, edile, assicurativo, bancario, ristorazione, uffici, associazione, cave ed estrazioni minerarie; • Individuazione dei rischi specifici all’interno dei processi produttivi ed elaborazione del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi); • Corsi di formazione sulla sicurezza aziendale e sulle attrezzature di lavoro secondo il nuovo accordo Stato-Regioni; • Gestione delle commesse edili; • Consulenza per la partecipazione alle Gare d’appalto (ricerca ed analisi dei bandi di gara, assistenza ed affiancamento nella redazione della documentazione amministrativa ed elaborazione delle offerte tecniche; • Consulenza immobiliare ad aziende e privati.

Arch. Barbara Alberti

Studio Legale Fabian-Scandola

340.4650467 barbaraalb@libero.it

tel. 045.8004357, fax 045.9612667 antonio.fabian@a-a.it, michele.scandola@a-a.it

Classe 1984, diplomata al Liceo Artistico Statale di Verona è laureata in Scienza dell'architettura al Politecnico di Milano. Si definisce una creativa sempre alla ricerca di nuove sfide ed esperienze che soddisfino la sua curiosità. Crede che ogni ambiente, che sia abitazione, ufficio o locale commerciale, oltre ad essere esteticamente bello e funzionale, deve anche essere progettato per comunicare l'identità di chi lo vive. Cerca di coniugare al meglio l'aspetto pratico-funzionale con una verve artistica che rispecchi e valorizzi l'essenza di chi dovrà poi utilizzare quello spazio. Oltre ad occuparsi di progettazione architettonica di esterni ed interni, ristrutturazione, allestimenti, grafica 2D e 3D, Barbara è stata impegnata anche nella cura del design di alcune mostre che sono state allestite a Verona durante gli scorsi mesi. A questo si unisce la sua esperienza nell'offrire soluzioni progettuali dinamiche, qualitative con un supporto tecnico di consulenza durante tutte le fasi: preliminare, esecutiva e realizzativa.

Antonio Fabian e Michele Scandola collaborano attivamente dal 2006. Credono molto nel progetto di collaborazione del coworking del quale sono promotori convinti. Questa loro collaborazione in Valpantena nasce dalla volontà di sposare le esigenze del territorio, attraverso un rapporto diretto ed empatico. Condividere gli spazi lavorativi con professionisti del territorio significa infatti inquadrare le specifiche esigenze di questa zona e tradurle in concrete e fattive soluzioni legali, alla luce della collaborazione attiva con altre realtà professionali. Le competenze trasversali degli avvocati e dei collaboratori dello studio legale permettono di offrire tutela, giudiziale e stragiudiziale, in diritto civile e del lavoro, societario, bancario e commerciale. In particolare lo studio negli ultimi anni, ha seguito diverse società del territorio alla ricerca di risolvere le situazioni “critiche” del mercato attuale. Lo studio è presente anche a Verona con una sede in Vicolo Cieco San Pietro Incarnario, n. 7.


SALUTE Medicina del viaggio

In valigia

informazione e buon senso

Quando ci si prepara per un viaggio verso una destinazione esotica, è consigliabile fare riferimento agli esperti. Consigli e prevenzione aiutano a evitare che una vacanza, tanto attesa sfogliando le pagine di un catalogo, si possa trasformare in incubo. di Marta Bicego

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Kenya, i rischi sono diversi tra l'entroterra, la costa e la capitale

iaggi verso destinazioni esotiche? In valigia è consigliabile mettere una buona dose di informazione e un pizzico di buon senso. Questo per evitare che le vacanze tra palme e sabbia bianca, sognate sfogliando le pagine di un catalogo, si possano trasformare in incubo. Non è inusuale, infatti, che qualche turista ritorni a casa accompagnato, oltre che da un'invidiabile abbronzatura, da un ospite indesiderato. E insidioso, visto che della sua presenza ci si accorge a distanza di settimane, alla comparsa di una lesione pruriginosa causata da un vermiciattolo. Si tratta della larva migrans cutanea, malattia dermatologica che viene trasmessa per contatto diretto con sabbia o terreno infestati da questo parassita che alberga nell'intestino di cani e gatti.

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«Attraverso la produzione di una sostanza che ammorbidisce la pelle, anche integra da ferite, il parassita s'intrufola nell'uomo» scende nei dettagli il dottor Andrea Rossanese, responsabile dell'ambulatorio di Medicina dei viaggi del Centro per le malattie tropicali dell'ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar. E casi come questi non sono infrequenti: «colpa della non conoscenza del fatto che nei paesi tropicali e subtropicali non si cammina a piedi nudi sulla sabbia, non ci si distende sul bagnasciuga a prendere il sole senza stuoino. Se una persona è informata, è banale la prevenzione». Ed è qui il primo consiglio da annotare quando si programma una partenza con destinazione esotica: «ogni volta che una persona decide di compiere un viaggio in una zona tropicale e subtropicale, sareb-

be preferibile che, tra le 4-8 settimane precedenti alla partenza, passasse da un ambulatorio di vaccinazione e profilassi per viaggiatori internazionali presente in una Asl del territorio nazionale. Il personale è a disposizione non solo per somministrare vaccini e farmaci, ma per rispondere alla domanda più semplice che chi è in partenza può fare, ovvero conoscere i rischi ai quali si espone in viaggio». Prima di partire, sono varie le notizie utili a pianificare un soggiorno-vacanza sicuro: vanno dalla protezione personale rispetto alle punture di insetti, in modo da prevenire le malattie trasmesse attraverso questa via; alle misure cautelative in tema di materia alimentare per ridurre il rischio di incappare in diarree, epatite A, febbre tifoidea. Per rispondere alla domanda sui rischi, prosegue, l'operatore dell'ambulatorio vorrà conoscere la destinazione: «il Paese e l'itinerario che il turista intende seguire, poiché per una stessa meta ci possono essere zone con profili di rischio differenti. Se si parla di malaria, in Kenya è diverso andare sulla costa, al mare o nella capitale». A seconda della zona, si devono adottare accorgimenti specifici. Ci si regola poi in base a stagione e durata del soggiorno, considerando le attività praticate, specie se comprendono immersioni, arram-


Medicina del viaggio picate, discese di fiumi, esplorazioni nella giungla. «La somma delle informazioni raccolte permette all'operatore di stilare il profilo di rischio del viaggiatore e dare le dritte più opportune sulle vaccinazioni da eseguire, obbligatorie o facoltative, su profilassi e accorgimenti legati ad attività particolari che il viaggiatore abbia manifestato l'intenzione di praticare». Se il turista è diligente, si scopre al rientro. In generale, il viaggiatore medio i consigli li segue, ma la prudenza deve accompagnare pure le settimane di rientro. «La comparsa di febbre dopo un viaggio in un paese tropicale o subtropicale deve sempre essere riguardata come qualcosa di potenzialmente grave». Attenzione, quindi, se (o quando) la temperatura corporea supera i 38°, ha esordio brusco ed è accompagnata da brividi. In tal caso il consiglio è rivolgersi, entro le 24 ore, al pronto soccorso. «Meglio se in un ospedale con servizio di malattie infettive, per individuare la presenza del parassita della malaria, unica vera emergenza tropicale». Possono essere valutati

Atollo alle Maldive

Veduta mozzafiato di Bangkok

invece con maggiore tranquillità negli ambulatori di Medicina dei viaggi quanti riferiscono disturbi gastrointestinali o respiratori, prurito, manifestazioni o lesioni cutanee. Prudenza e informazione sono necessari, ma senza esagerare. «E senza che l'idea di incontrare uno specialista o varcare la soglia di un ambulatorio

dedicato a questo scopo possa trasformarsi in incubo sanitario per il viaggiatore alla ricerca di un momento di svago o di una meritata vacanza dopo un anno di lavoro. Se uno torna e non ha disturbi, non deve farsi preventivamente vedere senza la presenza di indizi che ci dicano dove andare a cercare la malattia».

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SCIENZA A tu per tu con il professor Ettore Fiorini

Per conoscere le origini del mondo ci vuole CUORE

Lo scienziato veronese, che quest’anno ha ricevuto in Russia il prestigiosissimo premio “Bruno Pontecorvo”, ci racconta alcuni particolari del progetto internazionale da lui fondato circa dieci anni fa, riconducibile agli studi e alle ricerche sulla fisica del neutrino, che potrebbe aiutarci a capire le origini della materia e quindi del mondo.

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di Matteo Scolari

e la prossima estate, passeggiando per le vie di Bosco Chiesanuova, vi doveste imbattere nello sguardo gentile e nei modi educati di un vispo signore sull’ottantina, sappiate che potreste trovarvi di fronte a uno dei maggiori scienziati che l’Italia possa vantare. Il fisico veronese Ettore Fiorini, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Professore emerito dell’Università di Milano-Bicocca, possiede una casa nel piccolo paese della Lessinia e nelle calde giornate di agosto, nei suoi rari momenti di vacanza, si concede delle lunghe passeggiate in solitaria in un ambiente, quello montano, che per lui, probabilmente, è stato luogo di ispirazione fin dall’infanzia per le sue ricerche sulla fisica e sulla natura.

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Il professor Fiorini si occupa da molti anni della cosiddetta fisica fondamentale, non applicata. Fisica nucleare, subnucleare e, recentemente, anche di astrofisica, che fu portata per la prima volta in Italia dagli Stati Uniti dalla scienziata Margherita Hack, di cui il fisico italiano fu allievo. «Mi sono occupato di molte cose in questi decenni di attività, ma devo dire che negli ultimi anni i miei studi si sono concentrati prevalentemente sulla fisica del neutrino, una particella neutra, come dice il nome stesso, molto penetrante e prodotta in grandissima quantità, ad esempio, al centro del Sole» spiega il professore «Una particella che fu intuita già nel 1930 dal grandissimo fisico austriaco, Premio Nobel, Wolfgang Pauli, ma che fu identificata e studiata in maniera approfondita da quello che viene considerato da tutti il vero padre del neutrino, ovvero Enrico Fermi. Il fisico italiano, che di Nobel ne avrebbe potuti vincere almeno cinque o sei, ne vinse uno solo, e non per questa straordinaria scoperta che sta alla base della fisica fondamentale». «Nel 1938, un altro gradissimo scienziato italiano, Ettore Majorana, aveva previsto che il neutrino, nonostante fosse praticamente impossibile da vedere all’epoca, potesse avere una massa, seppur piccolissima, e che quindi

Qui il professor Ettore Fiorini, in alto l’interno di uno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso

il neutrino viaggiasse attraverso la materia con una velocità leggermente inferiore a quella della luce» prosegue Fiorini «Soltanto alla fine del ‘900 si è potuto dimostrare in modo scientifico che il neutrino possiede effettivamente una massa, che però non siamo ancora in grado di misurare. Abbiamo un limite superiore che è di meno di 200mila volte quello dell’elettrone e i nostri studi si stanno concentrando per arrivare, se mai ce la faremo, a un numero esatto». Proprio per portare a termine la teoria di Majorana, successivamente raccolta e approfondita anche da Bruno Pontecorvo, maestro di Ettore Fiorini, è nato circa dieci anni fa un esperimento, fondato dallo stesso Fiorini, che ha sede all’interno dei Laboratori Nazionali INFN del Gran Sasso e si chiama CUORE (Cryogenic Underground Observatory for Rare Events Osservatorio Criogenico Sotterraneo per Eventi Rari). Si tratta di una collaborazione scientifica internazionale che riunisce circa 130 ricercatori provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e dalla Cina, il cui scopo è captare il cosiddetto “decadimento doppio beta senza emissione di neutrini”, un processo fisico estremamente raro, teorizzato proprio da Ettore Majorana, ma mai osservato finora. «Il progetto CUORE è finalizzato a


A tu per tu con il professor Ettore Fiorini

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calcolare la massa del neutrino, ma anche a studiarne la sua natura» aggiunge il professore «vorremmo arrivare a capire se il neutrino coincide con l’antineutrino, con la sua antiparticella. Questa scoperta avrebbe importantissimi risvolti in astrofisica poiché ci permetterebbe di conoscere di più il sole e le stelle ad esempio, o perché noi siamo fatti di materia e non di antimateria, ambedue prodotte con l’esplosione che ha dato origine all’universo, ovvero il Big Bang». Per le sue ricerche nel campo della fisica delle particelle e in particolare sugli studi condotti proprio sul neutrino in vari laboratori nazionali e internazionali, Ettore Fiorini all’inizio di quest’anno a ricevuto a Dubna, vicino a Mosca, il Premio Bruno Pontecorvo, istituito dal Joint Institute for Nuclear Research, la più importante organizzazione internazionale per la ricerca in fisica nucleare e subnucleare con sede in Russia. «Senz’altro una delle soddisfazioni più grandi della mia vita professionale. Bruno Pontecorvo è stato il mio maestro. Lui, di famiglia ebraica, fug-

Fiorini con il suo maestro Bruno Pontecorvo

gi dall’Italia alla Francia per poi stabilirsi e compiere ricerche negli anni ’50 in Russia, dove andai a trovarlo più volte. Io ho lavorato molto sui suoi testi e l’esperimento sull’oscillazione dei neutrini, che gli addetti al settore conoscono bene, fu proprio lui a proporlo. È un puro caso che non abbia ricevuto il Nobel, fu un uomo di grande genio e spessore». E il futuro della fisica in Italia? «Nel nostro Paese non è facile occuparsi di Ricerca, ci sono poche risorse a disposizione. Tuttavia, per quanto riguarda la fisica, siamo fortunati ad avere l’INFN, al quale devo molto poiché grazie all’Istituto Nazionale per la Fisica Nucleare ho potuto finanziare gran parte degli studi e degli esperimenti fin qui condotti» conclude Ettore Fiorini «In Italia abbiamo

tanti giovani preparati e appassionati. Talmente appassionati che rimangono al proprio lavoro pur non avendo certezze di un posto fisso nemmeno a quarant’anni. Una mia allieva, Fabiola Giannotti, dal 1992 ha partecipato in qualità di coordinatrice a uno dei più grandi esperimenti scientifici mai realizzati, ATLAS, che coinvolge tutt’ora oltre tremila studiosi provenienti da 38 Paesi di tutto il mondo. Nel luglio del 2012, dal CERN di Ginevra, Fabiola ha avuto l’onore di annunciare alla comunità scientifica internazionale la prima osservazione di una particella compatibile con il bosone di Higgs. Come vediamo in Italia i talenti ci sono, andrebbero valorizzati, non solo all’estero».

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HI TECH Un libro particolare

Ricordi in

3D

La riscoperta di antiche fotografie di famiglia, del primo Novecento, che oggi rappresentano mezzo secolo di storia italiana ed europea, pubblicate per la prima volta in 3D. Lo straordinario patrimonio della famiglia Melloni oggi in un libro. di Arianna Mosele

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na vecchia fotografia in bianco e nero in grado di ricreare, come in una visione, l’atmosfera della Venezia degli anni Trenta o l’incantevole paesaggio di Cortina. La società e i luoghi di settant’anni fa rivivono grazie alla moderna tecnologia. Non è fantasia, ma è quanto è stato realizzato da Marco Melloni nel volume Primi Novecento. Le Alpi in 3D, una raccolta di fotografie stereoscopiche scattate nei primi anni del secolo scorso e che oggi possono essere riscoperte grazie ad un semplice paio di occhialini per 3D. In un’epoca di cinema, televisione e pubblicità tridimensionale, anche la fotografia è in grado di ricreare ambienti di un passato lontano, proprio come in un film d’epoca. Questo affascinante progetto ruota intorno alla figura di Alberto Melloni, nato nel 1888 a Villafranca Padovana, la cui biografia è quella tipica di un uomo che ha vissuto nell’Italia dei primi anni del Novecento. Consegue la laurea in Economia e Commercio all’Università Cà Foscari di Venezia, partecipa come Ufficiale di Artiglieria durante il primo conflitto mondiale ricevendo la Medaglia d’Argento e, nel periodo della ripresa

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Alcune pagine del libro e un modello di fotocamera bioculare simile a quella dell’autore

economica, ottiene il ruolo di Codirettore generale presso il Credito Italiano. La passione che accompagna il giovane Alberto è tuttavia la fotografia, che riesce a coltivare e ad approfondire grazie agli innumerevoli viaggi: cattura così i paesaggi di Forte dei Marmi, Cortina, Milano e anche di molte città europee. Un patrimonio fotografico stampato su lastra che è giunto pressoché inalterato fino ad oggi e che rivive, in chiave moderna, grazie ai nipoti. Il nipote Marco Melloni, fotografo di professione a Milano, ha raccolto una collezione di 3.500 fotografie scattate tra il 1920 e il 1940 che rappresentano oggi non solo un ricordo familiare ma anche un patrimonio artistico e storico. Molti di questi scatti rappresentano infatti le città più belle d’Italia, come Milano, Roma, Venezia e molte altre, raccontando l’Italia degli anni Trenta e alcuni scenari antichi che oggi si possono solo ricordare. All'interno del libro non mancano le montagne delle Dolomiti e della Svizzera. Ma cos’hanno di così speciale queste fotografie? Sono state tutte scattate con una fotocamera stereoscopica dell’epoca e oggi rielaborate in immagini 3D grazie allo straordinario lavoro di Marco Melloni.


Un libro particolare Come spiega lo stesso autore di questo libro, «le fotografie sono state scattate all'epoca con una macchina fotografica dotata di due obiettivi che permettevano di realizzare fotografie tridimensionali. Le immagini venivano riportate su due lastre di vetro da sei centimetri per dodici, formando una copia di 12X12». Marco ricorda che fin da bambino, assieme al cugino Alessandro, aveva potuto ammirare queste straordinarie fotografie in 3D grazie ad un proiettore di legno dotato di due oculari: in questo modo città europee e luoghi suggestivi diventavano realtà, in un viaggio virtuale e unico per l’epoca. La famiglia Melloni ha scoperto dunque la straordinarietà e la magia della tridimensionalità prima di ogni altro. Oggi questo patrimonio è conservato dai due cugini che hanno allestito la collezione privata A&M Melloni, pubblicata in volumi e presentata inoltre in alcune mostre, una delle quali la primavera scorsa nella città di Trento in occasione del “Festival del cinema di montagna”. I vetrini originali sono invece con-

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servati presso l’archivio provinciale di Bolzano. Il processo di recupero e lavorazione del materiale fotografico è particolarmente complesso e necessita di molto tempo. Semplificando per i meno esperti, il restauro consiste nella pulizia dell’immagine dai segni del tempo, nell'assegnazione dei colori rosso e ciano e nella predisposizione delle immagini in modo tale da essere osservate attraverso gli occhialini colorati tipici per le visioni in 3D. Il lavoro di Melloni è davvero straordinario, e oltre ad aver trasformato una passione nella professione della vita, ha permesso di archiviare un originale contributo nella memoria storica e artistica del nostro Paese.

Che cos'è un anàglifo? Un anàglifo è un'immagine stereoscopica, o stereogramma, che, se osservata mediante appositi occhiali dotati di due filtri di colore complementare l'uno rispetto all'altro, fornisce una illusione di tridimensionalità.

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IN CUCINA Si diffonde la tendenza prêt-à-porter

Spesa a distanza di un click Creare un network vincente e conveniente, per produttori e per clienti, ma soprattutto per l’ambiente, incentivando meno inquinamento e più salute. È questo il credo delle nuove realtà di compravendita di prodotti agroalimentari online che si stanno diffondendo a macchia d'olio. di Chiara Boni

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are la spesa in pochi secondi, con un semplice click. Acquistare solo prodotti freschi e genuini, da coltivatori locali. Garantire guadagni più equi per i produttori e prezzi adeguati per i clienti. Promuovere metodi di produzione sostenibili e in armonia con il territorio. Tutto questo è alla base di una tendenza che si sta dimostrando sempre più di successo nel nostro territorio: quello dei mercati online, siti che mettono in contatto tramite il web i produttori e i consumatori, fornendo agli uni la possibilità di vendere ciò che producono senza intermediari e agli altri una vasta scelta di alimenti tipici locali di cui vengono garantite qualità e freschezza. Il risultato è un notevole risparmio economico, grazie alla filiera corta e a sistemi di gestione del trasporto innovativi. Insomma, un connubio vincente di tradizione e innovazione. A credere in questa tendenza sono, anche, i giovani. Lo dimostra Apparecchiato, una start up nata dall’idea di cinque veronesi, tutti tra i 25 e i 26 anni, che permette di acquistare onli-

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ne prodotti agroalimentari locali. La forza di questo progetto sta nel fatto che i consumatori vengono messi in contatto diretto con i piccoli produttori locali, che possono così vendere la loro merce senza bisogno di intermediari. Apparecchiato si occupa delle consegne a domicilio: nel giro di dodici ore portano i prodotti direttamente da chi li fornisce alla tavola di chi li consuma. Attualmente sono cinque i produttori che aderiscono al progetto, ognuno dei quali ha il proprio profilo descritto sul sito dell'iniziativa: l’azienda agricola Bomba-

sini di Zevio, l’azienda agricola San Cassiano di Mezzane, Malga Vazzo di Velo Veronese, il Panificio Lucchi Ljetzan di Giazza e Villa Rinaldi di Soave. Ad oggi il servizio è disponibile in alcune zone che comprendono i quartieri ad est della città (Borgo Venezia, San Felice, Porto San Pancrazio, Madonna di Campagna, San Michele Extra, Montorio, Mizzole, Marzana, Poiano e Quinto), fino ad arrivare a San Martino Buon Albergo, da dove il progetto è partito, Lavagno e Mezzane, ma gli ideatori assicurano che presto il servizio si estenderà: «mano


Si diffonde la tendenza prêt-à-porter

a mano che arriveranno richieste da altri paesi ci attiveremo arrivando, è il nostro auspicio, a coprire l’intera provincia». Un’altra esperienza simile è quella di Bioloc, nato nel 2008 con l’intento di fornire a tutti i cittadini veronesi la possibilità di ricevere a casa propria alimenti buoni e sani. Il caposaldo del progetto è la grande attenzione per l’ambiente, che ha già conquistato numerosi green addicted della città, senza contare che la filiera corta e l’assenza di intermediari consentono prezzi più adeguati, sia per i consumatori che per i produttori. Come afferma Federica, responsabile della Comunicazione di Bioloc, «si tratta

di un progetto innovativo basato sulla combinazione dei seguenti fattori: creazione di una catena di distribuzione a km 0 tra produttori e consumatori con abbattimento dei costi ambientali legati alla logistica, assenza di magazzino (just in time) grazie ad un software che gestisce la distribuzione e creazione di socialità fra i consumatori basata sullo sviluppo di centri di aggregazione diffusi sul territorio». Bioloc fornisce a chi fa richiesta cassette di frutta e verdura di stagione e diversi tipi di pane biologico, realizzato dal panificio Ceres solo con farine biologiche. Il progetto, che si avvale di 12 punti di consegna sparsi per tutto il territo-

rio della città e della provincia, reperisce i prodotti da due aziende locali, la Cooperativa Agricola Ca' Magre e l'Azienda Agricola Agriturismo Corte All'Olmo, entrambe inserite nella rete bio. Lo scopo di Bioloc è quello di mettere a disposizione di tutte le tasche i prodotti bio della nostra terra: un consumo massivo di questi prodotti, oltre a migliorare la salute, comporterebbe un abbassamento dell’inquinamento, senza contare l’importante aiuto dato all’economia locale. Citiamo infine anche Cortilia, un altro progetto in rete che si occupa della compravendita di prodotti artigianali locali e ne organizza la consegna a domicilio. Iscrivendosi al sito si ha la possibilità di ricevere a casa propria frutta e verdura di stagione, formaggi freschi, carni bianche e rosse, salumi ed affettati, marmellate, conserve, uova, farina, vino e birra artigianale. Il team di Cortilia opera un’accurata selezione sull’ampia gamma di prodotti offerti, il cui prezzo è stabilito direttamente dal produttore, senza intermediari.


NUOVE TENDENZE Hidden kitchen

Indovina chi viene a cena? Un nuovo modo di andare fuori a cena e vivere un'esperienza unica e nuova. La location è la casa di uno sconosciuto e al tavolo otto persone estranee che condividono la passione per il cibo e per ‘quattro sane chiacchiere’. A lanciare la nuova tendenza ci hanno brano fermarsi. La nuova tendenza San Francisco in vacanza e cercando pensato Lele e Melissa, che ci questa volta arriva proprio dall’Italia, su internet un ristorante dove poter aprono le porte della loro cucina. più precisamente da Milano, dove mangiare soul food (tipica cucina

S

di Giorgia Castagna

empre più spesso si parla dei nuovi social network, siti che consentono di mettere le persone in contatto e far nascere nuove relazioni. Luoghi virtuali dove perfetti sconosciuti possono incontrarsi, comunicare e condividere la propria vita con altri utenti. Ma se proprio i più conosciuti come Facebook, Twitter o YouTube, per citarne alcuni, fino a ieri a molti erano sconosciuti, le novità del settore non sem-

Lele e Melissa lanciano la loro hidden kitchen (cucina nascosta) già in voga in molte grandi città del mondo, da Parigi a San Francisco. Lui è art director mentre lei lavora nel mondo della moda, ma intraprendenza, amore per il cibo italiano e voglia di condivisione hanno fatto il resto. Per capire meglio la loro ‘Mà Hidden kitchen’ li abbiamo rintracciati nella viva Milano. Un’idea innovativa e curiosa che non può che far scaturire un’infinità di domande. Da dove prende forma la vostra idea? Eravamo a

americana elaborata dalla comunità afro-americana, ndr) siamo incappati in un portale che raccoglieva un elenco di eventi casalinghi in cui si poteva andare e condividere la cena con altre persone a casa di un perfetto sconosciuto. Siamo finiti a Oakland nel garage di una famiglia di origine creola con altre persone mai viste e inutile dirlo, ci siamo veramente divertiti un sacco! È così che io e Melissa, dopo anni di cene preparate in casa per gli amici, abbiamo deciso che non bastava più condividere la nostra passione


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Hidden kitchen

per il cibo tra pochi intimi, ma che sarebbe stato molto più divertente e stimolante aprire la nostra cucina a chiunque fosse interessato a provare un'esperienza sociale nuova e diversa dal solito “andare fuori a cena”. Come si svolgono gli incontri? La location è principalmente casa nostra, anche se c’è capitato di organizzare eventi al di fuori delle nostre mura. Tutto ha inizio con l’aperitivo di benvenuto e tra un drink e una chiacchierata si cominciano a fare le prime conoscenze. Gli ospiti rompono il ghiaccio e iniziano a rilassarsi. A quel punto inizia la cena vera e propria al tavolo, con la successione delle portate, le conversazioni, le bottiglie di vino, che puntualmente sono svuotate, e tra una portata e l’altra non mancano le partite a calcio balilla. Quanto dura la cena? Abbiamo un'ora d’inizio ma non di fine, quando tutti sono stanchi, ci si saluta o capita talvolta che si prosegua insieme la serata altrove. Come padroni di casa avrete delle regole? Abbiamo delle piccole “condizioni”

pubblicate sul sito, ma sono una sorta di scherzo, di gioco. In realtà non ci sono delle regole se non quelle di convivenza civile con le altre persone sedute al tavolo e con noi. La regola principale è “sentiti a casa e fai come se fossi a casa tua”, a patto che sentirsi a proprio agio non significhi canotta, ciabatta e rutto libero. Unica cosa richiesta portare una bottiglia di vino da condividere con gli ospiti e non dire a nessuno l'indirizzo di casa. Ma per poter provare questa cucina come si può fare? E come selezionate i partecipanti? Selezione e abbinamento non esistono, la composizione del tavolo è completamente casuale proprio per nostra filosofia, non ci piacciono le cose programmate. Inviamo una newsletter con date e menù alla lista d'attesa e i primi otto che si prenotano per ogni data si aggiudicano i posti. Solo a pochi giorni dalla data della cena inoltriamo l'indirizzo al quale raggiungerci. Ricevete poi dei feedback dagli invitati? Certamente, in tanti ci scrivono dopo

le cene. Ci capita spesso di mantenere i legami e di essere ospiti, a nostra volta, a casa di persone che sono venute da noi! Con altri ci vediamo per aperitivi e poi ci sono le persone che tornano più volte e che ormai sono “di casa”. Di sicuro non mancherà qualche aneddoto curioso? Aneddoti ce ne sono parecchi. Ci è capitato più volte che persone che non si vedevano da anni si siano incontrate casualmente allo stesso tavolo a cena da noi. Il nostro coinquilino si è fidanzato con una ragazza venuta a cena ed è capitato che nostri conoscenti abbiano accettato “l’invito” senza sapere in realtà che dietro a Ma' ci fossimo noi.

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PROGETTI Una serata di innovazione

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Fab.Lab.

a Verona… perché no?

Un Fab.Lab. (sopra) e la serata Innoval (sotto e a dx)

Un’idea nata da Innoval per aumentare business e occupazione sul territorio segue il modello di lavoro figlio dell'intuizione di un famoso scienziato statunitense. Di questo e altri progetti innovativi, si è discusso in un convegno a Grezzana.

G

di Giovanni Melotti

iovedì 7 novembre, nella sala convegni di Via Tavigliana a Grezzana, Innoval ha organizzato una serata dal tema “Manifatture e Innovazione” nella quale sono stati presentati diversi progetti, presenti e futuri. Il presidente Ivano Ferrari ne ha illustrato uno ambizioso e innovativo, che parla di un luogo di incontro tra aziende, scuole e privati nel quale concretizzare idee innovative e nuove professionalità: il Fab.Lab. L’idea di farlo nascere nel veronese è nata

proprio da Innoval e con il coinvolgimento e l’appoggio di associazioni ed enti territoriali, può diventare molto presto una realtà. Di Fab.Lab. (Fabrication Laboratory, ndr) ve ne sono già sia a livello europeo (a Manchester e a Berlino) che nazionale (a Torino e a Reggio Emilia) e si tratta più precisamente di un grande laboratorio che permette la realizzazione di una vastissima gamma di oggetti, tramite l’utilizzo di macchinari e strumenti computerizzati. Questa “palestra del lavoro”

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prevederebbe la divisione in diverse aree produttive (legno, elettronica, informatica ecc.) nelle quali opererebbero persone qualificate con strumentazioni moderne e all’avanguardia. Porterebbe inoltre innovazione e conoscenza tecnologica, tramite una condivisione di idee e uno sviluppo tecnologico sostenibile. Un Fab.Lab. a Verona significherebbe innanzitutto accrescere nuovi modelli di business, dando la possibilità a tutti di sviluppare concretamente progetti di lavoro, e soprattutto cree-

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Una serata di innovazione Young sì, ma Innoval! I giovani sicuramente giocano un ruolo fondamentale per Innoval. Prova ne è stata la nascita recente di Innoval Young, un gruppo di ragazzi intraprendenti che, attraverso l’organizzazione di eventi imprenditoriali, vogliono diventare protagonisti del proprio domani. «Crediamo nella collaborazione, nella condivisione e nello sviluppo» così la presidente di Innoval Young Valentina Todeschini. «Siamo una realtà nata da 2 anni ma abbiamo grandi ambizioni. Puntiamo a creare un ponte di collegamento tra giovani e aziende, così da promuovere la cultura del fare impresa». E a testimonianza dell’importanza del dialogo, i giovani dell’associazione proprio quest’anno hanno creato il primo business game, dove sono state presentate idee di business davanti ad imprenditori, finanziatori e potenziali investitori.

rebbe occupazione, in quanto potrebbero disporre dei suoi macchinari non solo artigiani, privati, aziende ed imprenditori, ma anche tutti coloro che volessero utilizzarli per lo sviluppo di idee e progetti personali. Entusiasta di questo progetto è stato il sindaco di Grezzana, Mauro Fiorentini, che, tra le altre cose, ha anche voluto sottolineare l’impegno che da anni Innoval porta avanti nel campo dell’innovazione e della tecnologia sul territorio. A lui si sono associati anche il presidente del consorzio marmisti Renato Dal Corso e il presidente di Apindustria Arturo Alberti. Quest’ultimo ha analizzato anche la delicata situazione occupazionale dei giovani, invitandoli a continuare a credere nell’innovazione e nella ricerca per un futuro migliore. Oltre al Fab.Lab., sono stati presentati, da ospiti importanti, altri progetti innovativi e spendibili sul nostro territorio. Luca Guarnieri, responsabile dell’area di ricerca dell’Università di Verona, ha presentato il portale iBridge, un luogo virtuale di incontro tra Università e Aziende dove queste ulti-

me affidano, ad un gruppo online di persone, la soluzione di un problema aziendale. Grazie a questo servizio gratuito di intermediazione le aziende possono scegliere la miglior soluzione tra le numerose fornite, e tutto questo grazie al cosiddetto sistema di «crowdsourcing» con il quale la «crowd», cioè la folla degli utenti (studenti, laureati o ricercatori) nel momento in cui ritengano di avere una proposta concreta, realizzabile ed adatta al problema, la presentano sinteticamente su iBridge. Sempre in tema di servizi online, due portavoce di Verona innovazione, Chiara Remundos e Marco Brunelli, hanno parlato di Entribù spiegando come, grazie a questo sito, gli aspiranti imprenditori e le start up trovino risposta ai loro problemi. Nicola Zago, fondatore di Sharazad, società di consulenza in ambito di marketing strategico, si è infatti soffermato sul progetto Lino’s type, un’officina tipografica che ha come obiettivo la creazione di una rete di connessione tra tipografi e illustra-

tori, tra artisti e designer. Zago ha spiegato come spesso gli artigiani in generale, e i tipografi in questo caso, abbiano alle spalle decenni di esperienza lavorativa e posseggano una grandiosa capacità di saper fare, ma d’altro canto siano “sconnessi dal mondo”, non colgano i cambiamenti del panorama commerciale moderno. Ecco allora che unendo all’esperienza artigianale pluriennale anche la creatività e la visione di persone più giovani, competenti e qualificate, è nato Lino’s type. Non è mancata poi la presenza anche dei portavoce di Quid, il progetto che già avevamo presentato su Pantheon 42 (luglio-agosto 2013). Viviamo in una città ricca di importanti risorse da sfruttare, è questo ciò che ha voluto ricordarci anche Germano Zanini, presidente Finval, lanciando anche una entusiasmante proposta: «Nel 2015 ci sarà l’Expo di Milano, perché non portare un giorno, gente da tutto il mondo a vedere anche le nostre eccellenze di Verona?».

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RUBRICA

Vita di montagna

Convivenza tra uomo e lupo

L’Europa mette in campo il progetto

WolfAlps

Presentato nel cuneese a metà ottobre un piano europeo che punta, per mezzo di un’articolata attività di monitoraggio e di comunicazione, alla conservazione del lupo sull’arco alpino e alla convivenza con le attività tipiche della montagna. di Matteo Scolari

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l suo nome completo è Life Natura IT 000807 “WolfAlps: il lupo nelle Alpi”. Si tratta di un progetto europeo quinquennale di monitoraggio e di ricerca sul fenomeno di ricolonizzazione naturale in’un’area molto ampia che va dalle Alpi cuneesi alle Dolomiti, dalla Lessinia alla Slovenia. WolfAlps, il cui budget è fissato attorno ai sei milioni di Euro, è stato presentato lo scorso 15 ottobre nella sede del Parco Regionale delle Alpi Marittime a Valdieri, in provincia di Cuneo, e ha il duplice scopo di preservare il ritorno del predatore (scomparso dalle Alpi attorno al 1920) e di tutelare al contempo le attività, soprattutto quelle legate all’allevamento, tipiche della montagna. Oltre all’ente piemontese (capofila del progetto), l’iniziativa gode della partecipazione attiva di altri nove partners italiani e stranieri: il Parco regionale del Marguareis, sempre in provincia di Cuneo, i parchi nazionali della Val Grande e dello Stelvio, le Regioni Lombardia e Veneto, la Provincia di Trento con il Museo delle Scienze Naturali, il Corpo Forestale, la Slovenia e il Parco nazionale del Triglav e l’Università di Lubiana. Dieci soggetti rientranti in sette “aree” chiave, tra cui la Lessinia (area 5), all’interno delle quali raccogliere nei prossimi cinque anni il maggior numero di dati tecnici sulla presenza

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del lupo e del suo impatto sulle attività economiche: dall’evoluzione agli spostamenti, applicando naturalmente misure di conservazione della specie, fino ad arrivare all’attivazione di iniziative di ecoturismo incentrate sulla figura del lupo, dando vita, come si legge nel progetto, «ad almeno dieci prodotti “wolffriendly” e ad almeno 60 eventi sul territorio per i turisti e per le scuole». WolfAlps, attraverso una massiccia opera di comunicazione, seria e trasparente, fornirà dati e notizie sulla presenza del predatore, come dicevamo, e al contempo organizzerà sul territorio cicli di incontri con gli allevatori di bestiame per informarli e formarli su quelle che sono le reali possibilità e i metodi concreti per ridurre ed evitare i danni. Gli obiettivi a cui punta il progetto sono quelli di diminuire sensibilmente gli episodi di avvelenamento e di bracconaggio, di limitare gli impatti negativi

sul bestiame, di aumentare la conoscenza del fenomeno e la consapevolezza tra i cacciatori, i pastori, le comunità locali, gli studenti e i cittadini che il lupo può essere una grande risorsa. L’opera di monitoraggio intensivo eseguito tramite i rilevamenti sul campo dei vari segni di presenza, le riprese video realizzate con foto trappole e avvistamenti diretti previsti anche dal piano europeo sono già iniziati da tempo anche in Lessinia, “area chiave” fatta rientrare nel progetto WolfAlps grazie proprio alla presenza accertata di un nucleo famigliare composto da quattro esemplari. Due sono gli adulti di provenienza spontanea: il maschio, Slavc, dalla Slovenia e la femmina, Giulietta, dall’arco alpino occidentale. Entrambi identificati nel corso del 2012, hanno dato vita nella primavera del 2013 a due cuccioli di sesso ancora indeterminato. L’home-range, ovvero il territorio esclu-


Vita di montagna

Ricolonizzazione dell’arco Alpino

Barriere fladry

Cane da guardiania

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sivo difeso dall’arrivo di altri esemplari, della famiglia presente in Lessinia è di circa 150 kmq, ricadente nell’Alta Lessinia centrale, a cavallo dei confini regionali tra la Provincia di Verona, la Provincia autonoma di Trento e la Valle dei Ronchi e le aree comunali maggiormente interessate dalla presenza sono Bosco Chiesanuova, Erbezzo e Ala. Ricerche condotte in Italia sulle dimensioni dei territori occupati da ciascun nucleo famigliare danno valori medi che oscillano tra 120-200 Kmq e 150-250 Kmq, con densità media di 1-3 capi residenti ogni 100 Kmq e una dimensione del branco variabile tra i due e sette individui in tarda estate. L’elevata mortalità dei cuccioli (fino al 60 per cento dopo il primo inverno), la riproduzione esclusiva della coppia dominante (coppia “Alfa”) e l’abbandono del branco da parte dei giovani di due anni di età in cerca di un nuovo territorio e di un nuovo partner (dispersione) escludono una proliferazione incontrollata di esemplari, come talvolta erroneamente si potrebbe pensare, sul

La definitiva scomparsa del predatore delle Alpi risale al 1920. Nel Veneto la ultime segnalazioni risalgono al 1931, nell’area bellunese, mentre per quanto riguarda la Lessinia l’estinzione del lupo risale addirittura alla prima metà dell’Ottocento. La naturale espansione settentrionale della popolazione appenninica, con la ricolonizzazione di ampi settori dell’arco alpino in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, è iniziata nei primi anni Novanta. Si prevede che nei prossimi decenni il lupo possa insediarsi sull’intero arco alpino andando a ritrovare l’areale storico della specie. Nel 2012 l’evento in Lessinia, seguito da un altro episodio, nell’e-

territorio della Lessinia. Per la prossima stagione di alpeggio l’Ente Parco Regionale della Lessinia e il Corpo Forestale stanno valutando, di concerto con la Regione Veneto e seguendo le indicazioni fornite dal progetto WolfAlps, opportune strategie di convivenza e gestione degli eventuali conflitti, con l’adozione delle metodiche e l’utilizzo degli strumenti più efficaci volti alla difesa del patrimonio zootecnico: dissuasori acustici, reti elettrificate, barriere fladry e cani da guardiania appositamente selezionati privi di aggressività nei confronti dell’uomo. Misure preventive a tutela del bestiame, che se applicate correttamente possono dare risultati molto efficaci. Circa la vocazione turistica dell’altipiano Lessinico e la presunta pericolosità della specie, il Corpo forestale dello Stato segnala che i dati relativi al restante territorio italiano, Appennino e Alpi occidentali, a fronte di oltre un migliaio di lupi presenti, non è mai stati documentato alcun caso di aggressione nei confronti dell’uomo nell’ultimo secolo.

state del 2013 nell’area della Val Tramontina (PN), in Friuli Venezia-Giulia, con la presenza accertata di due esemplari appartenenti a due popolazioni diverse.

Predazioni segnalate e accertate in Lessinia nel 2013 Al 30 settembre 2013 le richieste di sopralluogo pervenute all’Ente Parco e al Corpo forestale per presunta predazione dei bovini in alpeggio nella Lessinia veronese (circa 4000/5000 bovini) sono state 12, provenienti da cinque malghe situate nel Comune di Bosco Chiesanuova. Dai rilievi eseguiti 9 sono state attribuite con certezza a predazione da lupo, mentre per le restanti non è stato possibile determinare la causa di morte poiché sono stati rinvenuti solo resti ossei. Ulteriori due capi sono stati segnalati come dispersi. Anche nella Lessinia trentina le richieste pervenute al personale della Stazione Forestale di Ala sono state 12 e i relativi indennizzi sono tutt’ora al vaglio del competente Ufficio della Provincia Autonoma di Trento. I casi di predazione sul bestiame domestico o su animali selvatici, di cui è difficile fare una stima precisa, sono da considerarsi un evento naturale che si verifica quando le prede sono accessibili ai predatori presenti nello stesso territorio. Sebbene i lupi possano essere responsabili di ferite o uccisione di bestiame domestico o di fauna selvatica, ci sono altre concause che da sole fanno salire, ad esempio, al 2-3 per cento il tasso di mortalità media annuale di bovini condotti all’alpeggio: malattie, parassiti, problemi di alimentazione, eventi meteorici, traumi o avvelenamenti. Per una puntuale e corretta attribuzione delle predazioni è fondamentale una tempestiva segnalazione.

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ANIMALI Presto un maneggio sociale a Verona

Un cavallo per amico Corte Molon, in Lungadige Attiraglio, è diventata la sede, tra nitriti e cavalli galoppanti, di un centro d’eccellenza dove tra attività ricreative, educative e terapeutiche il cavallo diventa il migliore amico dell’uomo. Il progetto punta ora all'apertura di una struttura unica nel suo genere. di Giulia Zampieri

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a qualche anno a questa parte il termine Pet Therapy, quella serie di terapie basate sul rapporto uomo animale, è entrato a far parte del nostro vocabolario quotidiano. Alla Fiera Cavalli appena conclusasi abbiamo avuto l’occasione di addentrarci in questo ambito grazie all’incontro con Flora Spiazzi, dirigente sportivo presso il maneggio A.S.D. Horse Valley di Verona, che ci ha guidato alla scoperta del mondo equestre e delle terapie possibili grazie all’impiego dei cavalli. Nel nuovo centro di Corte Molon, a pochi passi dall’Adige, Flora assieme a psicoterapeuti, psicomotricisti, personale qualificato e ai volontari dell’associazione Garibaldini a Cavallo Onlus si adopera ogni giorno per aiutare disabili e giovani adolescenti grazie all’interazione con il cavallo. «Quando si parla di Pet Therapy, o meglio di ISA (Interventi Assistiti con Animali, ndr) si è portati di norma a pensare ad animali da compagnia, di piccole o medie dimensioni, e non al cavallo, l’animale che per antonomasia è immagine di forza e potenza. In realtà questo animale, così maestoso

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e docile allo stesso tempo, risulta essere il perfetto mediatore quando ci troviamo a dover interagire con disabili o ragazzi provenienti da situazioni di disagio. È proprio questo il caso del progetto ICARUS che abbiamo seguito e sviluppato in collaborazione con l’Ospedale Villa Santa Giuliana». Come spiega Flora infatti, questo progetto di ricerca è nato grazie a una stretta collaborazione tra il dott. Bezzetto, psicoterapeuta dell’Ospedale Villa Santa Giuliana, e una equipe di personale altamente qualificato con

la finalità di proporre delle attività terapeutiche ad adolescenti con profili psicologici e disturbi di vario genere. «Grazie a un eccellente lavoro di squadra e all’impiego dei nostri cavalli con ICARUS abbiamo aiutato molti ragazzi tramite un percorso riabilitativo pensato su misura. È impressionante vedere come il cavallo per questi ragazzi diventi un vero e proprio specchio: per chi soffre di disturbi alimentari, per esempio, il dover prendersi cura del proprio cavallo, doverlo pulire e nutrire permette di ristabilire un rapporto sano con il cibo. O ancora, per quei ragazzi che si chiudono completamente e non lasciano trapelare nessuna emozione dover iniziare a cavalcare un cavallo, e quindi cimentarsi con un’attività e un animale magari sconosciuti, porta emozioni forti, apre al dialogo e può stimolare, in un secondo momento, il


Presto un maneggio sociale a Verona Corte Molon Corte Molon si trova in riva all’Adige e ospita al suo interno una splendida villa cinquecentesca e gli edifici agricoli del tempo. Nella seconda metà degli anni ‘80 l’Amministrazione Comunale l’ha sottoposta a profondo restauro conservativo e da allora viene utilizzata per attività di carattere socio-culturale. Dall’aprile 2013 è in concessione a A.S.D. Horse Valley e all’associazione Garibaldini a Cavallo Onlus per dare vita a un centro equestre per Interventi Assistiti con Animali.

rapporto adolescente-adulto». Ogni intervento di terapia infatti, sia individuale che di gruppo, della durata di 2 ore, si articola in tre fasi distinte: si inizia con una fase di teaching, ovvero di apprendimento e formazione, nella quale vengono illustrate le caratteristiche del cavallo, le sue necessità ed esigenze, si prosegue poi con il grooming, dove si spiega ai ragazzi come accudire e preparare i cavalli, e si termina con il riding, dove il ragazzo è tenuto a cimentarsi con la monta vera e propria. «I benefici che derivano dalla relazione tra ragazzo e cavallo sono evidenti. Purtroppo però non esistono ancora dei sistemi valutativi scientifici che possano attestare la validità di questi interventi. La ricerca in merito è ancora limitata, ma ci stiamo adoperando in tal proposito, per dare validità scientifica al lavoro prezioso che facciamo grazie a questi splendidi animali». Il lavoro di Flora e del suo team però non si ferma qui: stanno infatti lavorando a un altro ambizioso progetto che porta il nome di “maneggio sociale”. «Ultimamente sentiamo spesso parlare di “agricoltura sociale” (lo sviluppo di aziende agricole in ottica sociale, ndr) e noi pensiamo che si

possa fare lo stesso anche in ambito equestre, dando la possibilità a giovani disagiati o inoccupati di imparare un mestiere e ottenere una qualifica riconosciuta a livello regionale, che possa inserirli nel mondo del lavoro magari in qualità di “tecnico di scuderia”, e avere così un futuro stabile e sicuro, che possa godere anche dei benefici di chi lavora a stretto contatto con la natura».

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Da una serata con lo psichiatra Vittorino Andreoli dedicata al dialogo con i figli è nata un'iniziativa di grande importanza per tutti i cittadini. Fino a maggio 2014, per due pomeriggi al mese, sarà attivo un doppio servizio di consulenza. di Matteo Bellamoli

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ra un Teatro Alcione pieno zeppo quello che lo scorso 8 novembre ha ospitato lo psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli in una serata dal titolo “Educare alla relazione e alla comunicazione in famiglia” organizzata da Rete Prospettiva Famiglia. Sempre di più, oggi, assistiamo ad una incomunicabilità tra genitori e figli, generata non soltanto dal salto generazionale che ha caratterizzato questo rapporto da sempre, ma anche e soprattutto da «un espandersi di tecnologie di comunicazione che spostano l'attenzione verso emozioni futili a discapito dei veri rapporti di affetto». A dirlo è stato lo stesso Andreoli, che ha fornito nel corso della serata esempi efficaci su come condividere gli affetti con i figli per creare una coesione famigliare forte e duratura. «Noi padri» ha detto Andreoli, «siamo spesso un emblema di perfezione, brillantezza e sicurezza, ma dobbiamo ammettere che abbiamo, come tutti, le nostre fragilità. La fragilità non va confusa con debolezza, e proprio per questo non va La Scuola fa parte della

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nascosta. È come un vetro di Murano: bellissimo, un vero pezzo d'arte, ma basta un colpo per mandarlo in frantumi. La sua fragilità è la sua bellezza». Ecco perché il dialogo con i figli deve partire anche da queste fragilità. «Non dobbiamo avere paura di metterci a nudo davanti a loro» ha continuato il professore, «perché il nostro obiettivo deve essere quello di creare un clima di armonia all'interno delle mura di casa. Non dobbiamo riempire i nostri figli di regali numerosi e inutili, ma dobbiamo stare con loro, parlare e riconoscere intelligentemente i nostri limiti. Loro capiranno il nostro sforzo di stare vicino a loro e al loro bisogno di relazione». L'adolescenza è un periodo molto delicato, anche all'interno delle famiglie, perché i ragazzi si costruiscono una personalità, danno importanza agli eventi a seconda della loro sensibilità. Il professore ha sottolineato anche la tendenza, spesso ingiustificata, di impartire insegnamenti in base ad esperienze già vissute, con le formule abusate di “che tu possa essere”, “che tu possa diventare”, “quando ero giovane io”. Le famiglie devono invece imparare a parlare di “noi”, a non confrontare periodi diversi che hanno poche cose in comune, cercando di fare tutti un percorso insieme. Spazio poi all'enorme diffusione della tecnologia: «l'uso indiscriminato di cellulari e internet, non trasmette affetti» ha detto fermamente Andreoli, «si creano solo delle emozioni e reazioni che terminano nel momento in cui vengono consumati. Dobbiamo cercare affetti che durino nel tempo, forniscano un esempio. Meglio qualche sms in meno e qualche minuto in più trascorso insieme». Per dare continuità a questo appuntamento, sempre su iniziativa di Rete Progetto Famiglia, sono stati attivati dallo scorso 14 novembre, due spazi dedicati alla consulenza psicologica e legale nella sede della 6^ Circoscrizione in Via Zagata (B.go Venezia). Si tratta di servizi completamente gratuiti che funzioneranno per due giorni al mese dalle 15:00 alle 17:00. Si tratta di un'occasione importante per la riflessione e il supporto a genitori, figli ed educatori in situazioni di difficoltà e di disagio. Per accedere al servizio è necessaria la prenotazione tramite la compilazione di un modulo sul sito www.prospettivafamiglia.it o all'indirizzo mail profamverona@gmail.com. Attivi anche due numeri di telefono: 349.0958222 (consulenza legale) e 342.1804068 (consulenza psicologica). I colloqui avranno una durata massima di 40 minuti e seguiranno questo orario: consulenza legale - 12 e 19 dicembre, 16 e 30 gennaio, 13 e 27 febbraio, 12 e 19 marzo, 3 e 17 aprile. Consulenza psicologica - 10 e 17 dicembre, 14 e 28 gennaio, 11 e 25 febbraio, 11 e 18 marzo, 15 e 29 aprile, 13 e 27 maggio.


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ggi formare è diventato sempre più importante, perché in qualsiasi settore è necessario avere un’attenta specializzazione, curata in ogni dettaglio ed esauriente. È fondamentale che i nuovi professionisti siano in grado di competere fin da subito con un mercato che rispetto agli anni passati, fa molti meno sconti. Lo sanno bene all’Associazione Estetical, centro di formazione professionale riconosciuto ed accreditato dalla Regione del Veneto, specializzato in particolar modo nella formazione professionale per estetiste. «Lavoriamo da sempre con la testa e con il cuore», spiega Ilaria Menini, dinamica responsabile dell’Associazione, «e il nostro vero successo è la soddisfazione delle nostre allieve». La struttura oggi si trova a San Martino Buon Albergo, all’incrocio con le principali arterie di viabilità della città e, seppure lavori con questo nome solo dal 2008, vanta un’esperienza trentennale nel settore. Lo dimostrano alcuni formatori che collaborano con questa struttura da vent’anni; questo aspetto, garantisce anche una qualità particolarmente elevata. Gli spazi dell’Estetical sono curati nel dettaglio e prevedono tre aule per la formazione teorica di varia tipologia, una stanza per le esercitazioni pratiche di laboratorio estetico, un apposito spogliatoio ed un’area attrezzata per le lezioni di trucco. Le colonne portanti dell’Associazione sono, appunto, i corsi di formazione professionale per estetiste, rivolti a tutti coloro che hanno già assolto l’obbligo scolastico. Si tratta di un percorso suddiviso in due parti: la prima, biennale, consente di ottenere la qualifica per esercitare la professione a livello dipendente; invece il terzo anno, facoltativo, permette di avviare, dopo aver superato con esito positivo l’esame finale, una propria attività autonoma di estetica e benessere. Va sottolineato, inoltre, che gli attestati rilasciati al termine di entrambi questi percorsi specifici hanno validità non solo regionale e nazionale, ma anche in tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Questo permette, specie per i frequentanti del biennio, di poter decidere di seguire il terzo anno anche a distanza di tempo ed indipendentemente dalla struttura. Tali percorsi vengono attivati ogni anno, seguono prevalentemente il calendario scolastico regionale e hanno possibilità di frequenza sia in orario scolastico/ diurno, sia in lezioni serali: nel primo caso dalle 8:00 alle

13:00, nel secondo dalle 19:00 alle 23:00. Ogni anno, con la nuova sessione di settembre, partono due classi prime per il biennio e due corsi di abilitazione volti all’apertura di nuove attività. Ma non finisce qui, perché Estetical organizza, sempre con personale qualificato e selezionato, un’altra serie di corsi, legati al settore dell’estetica ma non solo, che possono essere frequentati da allievi nuovi o da coloro che sono già estetisti e mirano ad un completo aggiornamento professionale. Con il nuovo anno, partiranno degli interessantissimi percorsi formativi: a febbraio 2014 prenderà il via un percorso triennale per “Operatore in riflessologia plantare e tecniche del benessere”, presentato presso la struttura lo scorso 30 novembre. «In questo specifico caso» sottolinea Ilaria, «si tratta di un’ottima opportunità, perché la riflessologia ad oggi non rientra tra le pratiche regolamentate dallo Stato Italiano, né tantomeno dalla Regione e, di conseguenza, una volta frequentato il corso e a partire già dal primo anno, è possibile praticare queste tecniche in libera professione semplicemente registrando una partita Iva in camera di commercio».

Curiosità Per tutti gli iscritti ad uno qualsiasi dei corsi di Associazione Estetical, grazie alla costante ricerca di collaborazioni attive con strutture presenti sul territorio, sono previsti degli accessi agevolati ad Aquardens e a Villa quaranta Park Hotel, realtà Top Wellness della provincia di Verona, nonché una convenzione con lo studio Psicologico del Dott. Williams Garay Alvarado che, attraverso una serie di “programmi antistress” si occupa di psicoterapia e benessere della persona. Inoltre per chi frequenta il nostro centro di formazione, è possibile avere a disposizione vari prodotti per il make up e per la cura del viso e del corpo delle linee Inglot e Spacemotion, a prezzi scontati e riservati a chi decide di entrare a far parte della nostra realtà. Proprio grazie alla nuova collaborazione con l’azienda Inglot Verona, verrà prossimamente organizzata una serata di presentazione al Lem Kafè di San Martino Buon Albergo – Via Archimede, 4.


SOCIALE Fevoss

Il presidente mostra la medaglia consegnata da Napolitano

Il Vortice d'amore della solidarietà Con un monumento, la Fevoss ha voluto ringraziare l'operato dei cittadini solidali di ieri, oggi e domani. Grazie ai suoi volontari la onlus, recentemente premiata da una medaglia del Capo dello Stato, è presente anche in Valpantena.

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olidarietà significa tendere la mano verso chi è bisognoso. Ed è quando più mani si uniscono, lavorando all'unisono, che riescono a compiere meraviglie. Lo dimostra l'opera silenziosa dei volontari della Fevoss, Federazione dei Servizi di Volontariato Socio Sanitario presente da ventisei anni nel territorio scaligero offrendo molteplici servizi che spaziano dalle attività socio-sanitarie ai trasporti di persone disabili o non autosufficienti, dalle iniziative di integrazione sociale e culturale all'assistenza domiciliare e ambulatoriale in collaborazione con istituzioni e aziende ospedaliere per contrastare disagio ed emarginazione, oltre a rispondere alle sempre più frequenti situazioni di bisogno. È generosa la gente della Fevoss, tanto che lo scorso ottobre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha deciso di premiarne l'operato con una medaglia. Riconoscimento giunto da Roma un po' a sorpresa e a pochi giorni dall'inaugurazione a Porta Vescovo del monumento “Vortice d'amore” che la onlus ha voluto dedicare ai cittadini solidali del passato, presente e futuro. Un messaggio universale di fraternità e partecipazione, per celebrare quanti si sono messi gratuitamente al servizio del prossimo. E una sfida visibile, per esortare ad avere fiducia nel domani finché si incroceranno le mani di uomini e donne di buona volontà. «L'opera in bronzo statuario visibile sullo spartitraffico tra le vie XX Settembre e San Nazaro è unica nel suo

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di Marta Bicego / foto di Federica Calò

genere», evidenzia il presidente della Fevoss Alfredo Dal Corso, «perché rende onore ai figli migliori della nostra comunità impegnati nel lavoro onesto, nella legalità, nel rispetto di culture e provenienze. Sono i veri attori di quel mondo che vorremmo più giusto e solidale». A curare i dettagli del monumento, la cui fusione è stata realizzata nella fonderia artistica del Fratelli Folla, è stato lo scultore Nicola Beber che ne rivela il significato: «rappresenta la grande mano di Dio, della Provvidenza, che sostiene altrettante mani generose. Sono una ventina: si incontrano, intrecciano, sostengono nel vortice delle buone azioni a ricreare il movimento benefico del farsi prossimo. Sono mani generose, da prendere a esempio nell'agire quotidiano, il cui moto culmina in una colomba dalle ali spiegate, simbolo di pace». Messaggio che abbraccia tutti i volontari, in particolare quelli che animano le attività della sede centrale dell'associazione, in via Santa Toscana a

Veronetta, e si estende a ringraziare la moltitudine di mani operose dei gruppi presenti tra città e provincia: a Santa Croce, San Michele, Saval, Borgo Milano, Porto San Pancrazio; a Concamarise, Gazzo, Buttapietra, Mezzane, Bosco Chiesanuova, Erbè, Sommacampagna, Bussolengo, San Pietro Incariano, Castelnuovo, Castel d'Azzano, San Giovanni Lupatoto, Belfiore, Caldiero, San Martino Buon Albergo, Costermano; infine a Legnago, Isola della Scala, Soave con associazioni federate alla onlus. La Fevoss è presente anche in Valpantena, dove in autunno sono riprese le attività del gruppo di Poiano con servizi di trasporto per persone non autosufficienti, visite mediche nell'ambulatorio di via Caliari, sostegno domiciliare. La disponibilità a mettersi al fianco del prossimo per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini guida fin dalla nascita il gruppo fondato nel 1990 dall'intuizione dell'allora parroco don Giulio Aldegheri, convinto che fosse impor-


Fevoss tante far sentire gli anziani protagonisti della comunità offrendo sostegno e compagnia per allontanare la solitudine. A Poiano il gruppo aveva chiuso i battenti a novembre dello scorso anno, dopo l'abbandono della storica coordinatrice Edvige Fraccaroli. A raccogliere il testimone è Renata Castellani che spiega di aver riunito «volontari con competenze in campo sanitario, pediatrico, infermieristico, legale, culturale, amministrativo e fiscale. Non mancano un attento ascolto psico-pedagogico e una consulenza amministrativa socio-sanitaria, con attenzione alla persona anziana, disabile e portatrice di handicap. I volontari coinvolti», aggiunge, «sono persone capaci di promuovere intelligenti momenti culturali e ludici attraverso l’arte e l'apprendimento delle lingue straniere». Operano in

Il monumento

Informazioni

Per informazioni e adesioni contattare la coordinatrice Renata Castellani (328 0250153) o la segretaria Lilliana Semprebon (045 550113)

Il monumento “Vortice d'amore” è alla ricerca di sostenitori. È possibile effettuare donazioni in favore di Fevoss Onlus con causale “Monumento” con versamento su: Unicredit Banca - Agenzia di Porta Vescovo - IBAN: IT64U0200811704000005545465; Banco Popolare di Verona e Novara - Agenzia di Veronetta - IBAN: IT48-I-05034-11711-000000004438; Banco Posta - IBAN: IT66J0760111700000011903374. Per informazioni: www.fevoss.org, telefono 045 8002511.

rete con gli alpini di Poiano, i medici di famiglia del territorio, la farmacia del paese, i medici del Servizio di continuità assistenziale dell’Ospedale di Marzana con i quali si è instaurata una relazione di aiuto reciproco. In questo ambito, conclude, «cerchiamo autisti che, in maniera volontaria, si rendano disponibili, nei fine settimana e nei giorni sia festivi che prefestivi, per il servizio di trasporto di persone non auto-munite che hanno la necessità di essere visitate al Servizio di continuità assistenziale dell'Ospedale di Marzana».


TERRITORIO Grezzana spera nel rilancio

I commercianti puntano al Natale

servono di Internet o degli ipermercati, luoghi dove non esistono relazioni sociali e l’acquirente spesso diventa un numero. Inoltre, parecchi studiosi sostengono che gli sfavillanti ipermercati, spesso si trasformano per tanti potenziali compratori in «frustrazione, perché ai molti stimoli provenienti da coloratissime vetrine ben disposte non corrispondono i mezzi economici». Durante la fiera di San Michele e la sfilata di moda (al Teatro Valpantena) impreziosita da fiori e musica, alcuni commercianti e artigiani hanno dimostrato la loro grande competenza e abilità nel proporre prodotti di qualità insieme alla tradizione. La platea del teatro, gremita in ogni posto, ha accolto con favore l’iniziativa frutto di intenso lavoro degli organizzatori, dei volontari e dei partecipanti, ai quali va un grande plauso. I risultati effettivi per i commercianti e artigiani (nel comune di Grezzana sono circa 200) arriveranno nel tempo, anche se molti sperano negli acquisti di Natale. Periodo che aiuterà gli stessi operatori a capire se la Valpantena (Grezzana in particolare) riuscirà a recuperare la vocazione commerciale stimata, per competenza e correttezza, per molti secoli.

Dopo il grande successo della fiera di San Michele e della sfilata di moda, commercianti e artigiani di Grezzana mirano al periodo natalizio per implementare i bilanci che nel 2013 (per molti) segnano rosso.

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è invece la ricerca spasmodica del risparmio immediato che spesso si rivela inefficace. La crisi ha fatto dimenticare il famoso detto (ancora di attualità) «chi meno spende più spende», un tempo linea guida di chi era alle prese con acquisti più o meno importanti. Già perché per la scelta del prodotto andrebbero posti a confronto parecchi elementi, in primis la qualità, poi la fiducia e stima nel venditore o nell’artigiano che sono garanzia del prodotto o servizio. Forse è arrivato il momento di recuperare e valorizzare il ruolo sociale svolto da intere generazioni di negozianti e artigiani, capaci di instaurare corrette relazioni, di capire le esigenze e di risolvere anche problemi non strettamente legati all’acquisto specifico. Fino agli anni Novanta veniva spontaneo servirsi nei negozi del proprio territorio, convinti che questo consentisse di «crescere insieme». Oggi molti cittadini per gli acquisti si

20

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© Infoval srl

n anno quello del 2013 segnato, specie in Italia, dal calo di consumi, ovvero da una domanda inferiore all’offerta che di fatto ha rallentato la produzione (e il lavoro) nelle industrie manifatturiere ed agroalimentari. Le cause di questa situazione sono molteplici: la minore capacità di spesa dei cittadini, una pressione fiscale senza limiti e una incertezza istituzionale e politica, che giorno per giorno sembrano spegnere entusiasmo e voglia di reagire. Eppure negozianti e artigiani guardano al Natale, con fiducia (seppur velata). Le luminarie (a Grezzana allestite dalla Pro Loco), mercatini e molte altre iniziative sono rivolte a risollevare passione e desiderio di fare: di ritornare protagonisti. Cittadini e intere famiglie, in linea generale, sono diventati molto più attenti e sprecano meno (e questo è apprezzabile). Meno condivisibile

di Alessandra Scolari

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Uniti per il Natale!

I commercianti e gli artigiani del comune di Grezzana annunciano: L’APERTURA DEI LORO NEGOZI LE

DOMENICHE DEL 15 e 22 DICEMBRE

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Claudio e Clara de Silvestri con i figli Carlo, Alessandro e Daniele

Gioielleria de Silvestri

60 anni di storia ed eleganza

T

Alessandro de Silvestri

aglia un traguardo importante una delle attività commerciali più eleganti e raffinate di via Roma a Grezzana. Sarà perché si tratta di una gioielleria, sarà perché fu la prima a comparire in vallata, sarà perché la famiglia che decise di avviarla è da sempre fortemente radicata al territorio di Valpantena e Lessinia, fatto sta che questo anniversario suscita un certo fascino. Era il 1 settembre 1953 quando Claudio de Silvestri inaugurò insieme alla moglie Clara l’oreficeria al civico n.82. I coniugi gestivano un negozio d’oreficeria nel loro paese, a Bosco Chiesanuova, già dal 1948. Come racconta la signora Clara «per alcuni anni a Bosco si è lavorato bene, ma in seguito alla mancanza di circa un migliaio di persone che preferirono scendere a valle in cerca di lavoro, ci fu una forte crisi. Consigliati dall’allora segretario comunale di Grezzana, un certo signor Cuoghi, decidemmo di aprire qui un’altra piccola gioielleria dove tuttora mio figlio ne segue la conduzione». «Mia madre mi disse che quando fu l’ora di richiedere le autorizzazioni per aprire il negozio, i funzionari comunali di allora non sapevano come orientarsi vista la richiesta del tutto inusuale» spiega Alessandro de Silvestri, figlio di Clara Leso «Fummo certamente i primi a portare in Valpantena questo tipo di attività e a distanza di sessant’anni possiamo dire con orgoglio di essere ancora qui nonostante alcuni momenti di difficoltà, alternati ad altri di grande soddisfazione». La Gioielleria de Silvestri offre servizi di oreficeria a peso,

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di pulitura gioielli, di lucidatura, di regolazione della misura, di restauro e di orologeria. In laboratorio è possibile riprodurre qualsiasi tipo di gioiello, anche su disegno del cliente, abbinando brillanti, pietre preziose, smeraldi, zaffiri e rubini. «Abbiamo un’ampia scelta di oggetti in esposizione e grazie a una rete molto vasta di fornitori riusciamo a soddisfare qualsiasi tipologia di richiesta» prosegue de Silvestri «Siamo rivenditori ufficiali della linea Maga Diamonds, dell’azienda Franco Magalini, e oltre ai preziosi proponiamo ai clienti anche oggetti d’arredo in oro e in argento. Il nostro orologio con marchio “A. de Silvestri” è apprezzato per qualità e prezzo da tutta la nostra fedele clientela». «In occasione del 60esimo anniversario della nostra attività abbiamo pensato di fare noi un regalo alla nostra affezionata clientela: vi proponiamo infatti l’acquisto di un gioiello o di un orologio, anche importante, con uno speciale sconto del 30% dal prezzo reale di listino. Questo lo potete fare presentando il tagliando allegato a questa pagina».

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Il libro del mese

IL LIBRO DEL MESE

RUBRICA

E PE DIT R R OR AG IA AZ ZI

recensione a cura di Alessandra Scolari

Autore: DAVID ALMOND – Traduzione di Antonella Borghi Titolo: IL GRANDE GIOCO Edizioni: Salani Editore (2013) Prezzo: 11,82 Pagine: 208 pagine Consigliato a ragazzi/ragazze dai 12/13 anni in su

PANTHEON BOX OFFICE

Fotografa il Qr code per accedere al trailer originale di “The Dark World”

Titolo: The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca Genere: Biografico, Drammatico Durata: 113 minuti Regia: Lee Daniels Attori: Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Jane Fonda, Robin Williams Uscita (Italia): 1 gennaio

Classici da non perdere

Titolo: ACAB. All Cops Are Bastards Genere: Poliziesco Durata: 105 minuti Regia: Stefano Sollima Attori: Pierfrancesco Savino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti Le vicende dei tre “cops” Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto special mobile in prima linea contro ultra, black bloc, No Tav. Tratto da un libro di Carlo Bonini, il film racconta la storia di questo gruppo di poliziotti del reparto celere facendo vedere le manifestazioni e gli eventi pubblici da un punto di vista diverso, dentro il casco di un poliziotto.

Il libro: Narra la storia di Christopher Watson (Kit), dell’amico John Askew e il suo cane Jax, nonché di Alison Keenan (Allie), la «bambina, fatta di ghiaccio, con la pelle d’argento e gli artigli di acciaio», però «piena di luce e di vita». Sullo sfondo Stoneygate, un’ex cittadina mineraria dove Kit, tredici anni, si trasferisce con la famiglia per stare vicino al nonno, dopo che la nonna è morta. Alla base del «Grande Gioco» questa vasta area incolta e disabitata «tra le case e il fiume, dove le crepe nel manto stradale e sui muri, i pali della luce di traverso o piegati, il terreno nero» sono segni tangibili della collina bucherellata dai cunicoli delle antiche gallerie di carbone abbandonate, cave dimenticate che si perdono nel buio. Il gioco è un’iniziativa di John Askew, ragazzo problematico e poco raccomandabile, ma capace di attrarre i compagni ai quali promette di vedere i fantasmi. Già perché un tempo, molti anni prima, una volta della miniera è crollata e sotto sono rimasti introvabili dei bambini (13 e 14 anni) che stavano raccogliendo il carbone. Anche Kit «detto il professore» viene attratto da Askew e dal suo gioco, tanto più che suo nonno ex minatore (anche se inizia a perdere la memoria) gli racconta la storia di quelle vite spezzate, convinto che «sono i racconti, i ricordi e i sogni a fare girare il mondo». Allie «forza della natura» ama recitare, perché «È un po’ come una magia. Io non devo essere sempre come sono, e neanche il mondo dev’essere sempre come è. Lo si può cambiare», ha un ruolo importante nella storia, però mantiene la sua identità e voglia di vivere. Alla fine a trionfare saranno la Primavera e l’Amicizia. Il pozzo e la galleria delle cave, dove si teneva il Grande Gioco, diventeranno siti turistici e di studio. L’autore: David Almond è nato nel 1951 nei dintorni di Newcastle nel Regno Unito, si è laureato all’University of East Anglia. E’ stato anche insegnante e giornalista prima di dedicarsi alla narrativa per ragazzi in cui è specializzato. Tra gli 11 premi ricevuti il Carnegie Medal e il Withebread Award. Con Il grande gioco, la prima edizione risale al 2001, ha ricevuto il premio M. Printz come miglior libro per gli adolescenti. Curiosità: L’atmosfera fin dall’inizio si presenta cupa (è autunno), carica di tensione, però la storia è costruita davvero benissimo e riuscirà a coinvolgere e appassionare il lettore (giovane e adulto). Adatto in particolare ai ragazzi che, nella fase di passaggio dall’infanzia all’adolescenza, spesso cercano brividi e paure. Un buon libro che, a mio avviso, aiuta ad andare a fondo ai tanti perché, il nonno sostiene: «in tutti c’è un barlume di bontà, il problema è dove andarlo a cercare e come riportarlo a galla» e fare un passo avanti nella letteratura per adulti. Straordinaria la figura di questo nonno, il quale, seppur fragile e malato, instaura un rapporto bellissimo con il nipote Kit, i suoi amici e perfino con Lucy bimba di pochi mesi. a cura di Mattia Zuanni

Il film: Interpretato da Forest Whitaker (Premio Oscar per L’ultimo re di Scozia) The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca è dedicato ad Eugene Allen. Nero di umili origini, maggiordomo alla Casa Bianca dal 1952 al 1986 è stato testimone della vita privata e delle vicende politiche di 7 presidenti degli Stati Uniti da Harry Truman, passando poi per Dwight D. Eisenhower, John Fitzgerald Kennedy, Lyndon B. Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, Jimmy Carter fino a Ronald Reagan. Il film racconta la tenacia e la determinazione di un uomo, la nascita di una nazione e la forza della famiglia. Attraverso lo sguardo e le emozioni di Cecil Gaines (questo il nome del maggiordomo nel film) si ripercorrono gli eventi e i cambiamenti della scena socio-politica americana: dall’assassinio di John F. Kennedy e di Martin Luther King, ai movimenti dei Freedom Riders e delle Black Panther, dalla Guerra del Vietnam allo scandalo del Watergate. L’impegno di Cecil con la “First Family” lo porta a trascurare la moglie Gloria (Oprah Winfrey) e a creare tensioni con il figlio Louis (David Oyelowo), attivista nei movimenti antirazziali. Nel momento in cui Cecil si trova a fare i conti con le azioni della sua famiglia e con se stesso, realizza di essere ad un crocevia di profondi cambiamenti non solo personali, ma di un’intera società. E di averne fatto parte.

Curiosità. Per il suo nuovo film il regista Lee Daniels (candidato all’Oscar nel 2009 per Precius) prende spunto dall’articolo di Wil Haygood “A Butler Well Served by This Election”, pubblicato sul Washington Post il 7 novembre del 2008. Il film vanta un cast stellare: Cuba Gooding Jr. (vincitore dell’Oscar come Miglior attore non protagonista in Jerry Maguire), Terrence Howard (candidato all’Oscar come Miglior Attore nel 2006) con (Hustle e Flow-Il colore della musica), Alan Rickman (vincitore di un Emmy Award e un Golden Globe) e molti altri ancora tra cui due cantanti internazionali come Lenny Kravitz e Mariah Carey. Negli Stati Uniti il film è uscito nelle sale cinematografiche il 16 agosto; con una spesa realizzativa di 25 milioni di dollari, l’incasso totale è stato superiore a 150 milioni. Non a caso, voci insistenti prevedono che non dovrebbe faticare troppo a conquistare una menzione come miglior film (nonostante la release date estiva).


PANTHEON UNDERGROUND Alla scoperta degli WOWs

I cinque soldati del Rock Una delle band emergenti più carismatiche e interessanti del panorama musicale veronese. Hanno registrato a Londra il loro album dal titolo War On Wall Street, un’autoproduzione dal respiro internazionale in uscita il prossimo 14 dicembre.

E

di Matteo Scolari

ra dai tempi di Kurt Cobain, ex leader dei Nirvana, che non mi capitava di ascoltare un urlo così potente, intenso, pieno di forza e di rabbia, come quello che Paolo Bertaiola, frontman degli WOWs, ci fa ascoltare nel brano Model Sodiers, contenuto nell’EP omonimo che precede di poco l’uscita del loro primo album di cui vi parlerò fra poco. Un urlo di sette lunghissimi secondi, ripetuto anche nel corso della canzone, che ti rapisce e che ti trasporta direttamente ai fasti del Grunge delle scena americana di Seattle degli anni Novanta. Questo è l’imprinting iniziale che ho avuto ascoltando il brano, ma dietro al lavoro completo dell’interessantissima band veronese c’è davvero un intero mondo da scoprire. Cinque ragazzi, cinque giovani che amano definirsi «soldati arruolati tra le fila dell’esercito del Rock» e che, nelle nove tracce di War On Wall Street, il loro primo LP registrato a Londra, presentano un “rock massiccio e di grande impatto” come lo ha definito la presti-

War On Wall Street Copertina di War On Wall Street: all'artwork ha lavorato Giuseppe Strambini, tatuatore di fama internazionale con base a Ink Addiction a Verona.

Fotografa il codice QR e scarica il video della canzone “Model Soldiers”

giosa rivista musicale Rolling Stones Magazine. «La nostra musica è il diretto risultato di ciò che ci piace...suoniamo semplicemente il nostro meglio» scrivono nella loro nota biografica. Paolo Bertaiola, voce, insieme ai chitarristi Matteo Baldi e Marco Bressanelli, al batterista Fabio Orlandi e al bassista Pierluca Esposito costituiscono l’attuale lineup. Un gruppo, formatosi nel 2008, a cui è difficile affibbiare un’etichetta o un genere specifico all’interno del quale disegnarne i contorni. Prima di arrivare a una produzione propria di testi e musiche, si sono fatti le ossa con le serate nei locali della provincia suonando cover degli Strokes, dei Radiohead, degli Artic Monkeys, ma al contempo ascoltando artisti come gli Queens of the Stone Age, Nine Inch Nails, Massive Attack, Potishead e molti altri ancora. Iniziano a proporre la loro musica in varie zone del nord Italia, compresa ovviamente Verona, nei locali o partecipando a festival importanti come il Varianti, che ha permesso alla band di condividere il palco con i Bloody Beetroots e i Motel Connection o come l’Albizzate Valley Festival, a Varese, con il ruolo di spalla ai Kissogram. A Torino, al Lapsus, fanno spalla ai Bonaparte. Dopo questa buona gavetta, oggi gli WOWs hanno raggiunto un’ottima consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri mezzi. Ciò traspare chiaramente ascoltando l’album d’esordio, in uscita il 14 dicembre, da cui emergono carisma, perso-

nalità, voglia di uscire da uno stretto provincialismo musicale e, forse, anche il desiderio di raggiungere, un domani, palcoscenici internazionali. L’esperienza all’estero li ha segnati profondamente: «registrare nel Regno Unito ci ha permesso di trovare una nostra identità» spiegano in una loro recente intervista. Sulle rive del Tamigi ci sono arrivati grazie al produttore italiano Giorgio Pona, conosciuto un anno prima della partenza, nel 2009, a Milano alle selezioni di Nokia Trends Lab. Pona li ascolta e decide di farli salire sull’aereo «perché la loro musica è perfetta per Londra». Da quel viaggio nasce, appunto, War On Wall Street al quale ha collaborato anche Rob McVey, già cantante della band inglese Longview, in qualità di vocal producer. Oltre alla già citata Model Soldier, un grido di preoccupazione nei confronti dei modelli di standardizzazione imposti dai mezzi di comunicazione di massa, da sottolineare il secondo singolo, Nice Day, il pezzo più rappresentativo del disco che esce accompagnato da un video girato a Milano tra la SAE Institute e il locale Le Scimmie, oppure Harlot's House, un pezzo che musica l'omonima poesia di Oscar Wilde, un melodico molto sentito. Strutturati benissimo anche a livello di comunicazione, con la presenza su vari canali, e sostenuti da un ottimo manager, gli WOWs sono una band da tener senz’altro sott’occhio. Il consiglio, ora, è semplicemente quello di ascoltarli. Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

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Articolo Publiredazionale in collaborazione con Frantoi Redoro

Daniele Salvagno

Redoro, olio extravergine veneto Dop il nostro prodotto di eccellenza

Frantoio tecnologico di Grezzana

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Olive al giusto grado di maturazione

a raccolta di questa stagione è ancora in corso, e proseguirà indicativamente fino al 20 di dicembre. Le prime partite di olive giunte in frantoio nel mese di novembre hanno reso circa il 10%, per poi toccare l’11 e 12% nella seconda metà del mese. Con dicembre ci si aspetta una resa superiore, ma «questi valori non hanno inficiato sulla qualità, anzi, la resa dell’olio inferiore ha garantito una concentrazione di profumi e aromi che confermano l’eccellenza del prodotto, in grado di fregiarsi della denominazione di origine protetta Dop». A dirlo è Daniele Salvagno, della Redoro Frantoi e presidente del Consorzio di tutela dell’olio extravergine d’oliva Veneto Dop. «Tutti gli ulivicoltori hanno ricevuto meno valore aggiunto ai quintali raccolti, a causa della resa inferiore alle aspettative, ma va sottolineato che la quantità di olive è stata del 20/25% superiore rispetto allo scorso anno. Questa produzione maggiore ha bilanciato la resa, e quindi le soglie di produttività saranno in linea con quelle dello scorso anno». A livello nazionale il Veneto è la punta di diamante dell’olivicoltura. Seppure la produttività sia minore rispetto ad altre zone, si tratta di vera eccellenza, e quindi il mercato di riferimento traina l’intero settore, anche e soprattutto all’estero. «Come Redoro quest’anno raggiungeremo per la prima volta una sostanziale parità tra il fatturato interno e quello verso l’estero» precisa Daniele, «e questo è un grande onore. Abbiamo investito molto in marketing e comunicazione; siamo stati presenti alle fiere di settore di S.Francisco, New York, Hong Kong, Panama e Miami; abbiamo spedito anche in Giappone. Fuori dall’Italia l’olio extravergine italiano è invidiatissimo e imitato, ma se sapremo fare squadra nei prossimi dieci anni potremo solo crescere. Questo non significa allontanarci dal mercato italiano, anzi, qui la cultura dell’olio è radicata e i consumatori conoscono il valore dell’extravergine. Noi di Redoro vogliamo che la Valpantena diventi davvero la capitale italiana dell’eccellenza olivicola sia per l’estero che per l’Italia stessa». Ma per una sfida tanto lungimirante occorre investire anche in tecnologia. La Redoro Frantoi ha rinnovato l’impianto quattro anni fa e oggi tutto il processo di molitura è indipendente a livello energetico. I pannelli solari garantiscono l’energia per i macchinari, mentre il riscaldamento funziona gra-

Antico frantoio di Mezzane

zie alla combustione del nocciolino. Sembra inoltre che alla Redoro si stia lavorando per recuperare l’acqua di vegetazione contenuta nelle olive e scartata al momento della spremitura per renderla bevibile, essendo ricca di polifenoli e quindi di proprietà nutritive. Un’innovazione straordinaria di cui sentiremo presto parlare. Ma cosa fa dell’olio veneto un prodotto di eccellenza? «L’amore per l’ulivo da parte di tutti i nostri olivicoltori. Si pensi che su circa 1100 ettari di campi coltivati ad uliveto lavorano circa 1300 produttori certificati Dop. Questo vuol dire che ciascuno ha una cura massima di ogni singola produzione, ed è un valore aggiunto che assicura specificità, controllo e qualità. Se come Redoro possedessimo tutto questo terreno, avremo un latifondo enorme con problemi di gestione non indifferenti e una cura del dettaglio di molto inferiore. A noi spettano i controlli in fase di molitura: le olive vengono vagliate sia prima sia durante la spremitura, per assicurare che rientrino nei parametri aziendali che permettano loro di riempire le bottiglie Dop piuttosto che 100% italiano». Questo amore per l’ulivo e per i suoi frutti si ritrova poi tutto in bottiglia. «Consiglio spassionatamente a tutti i consumatori di controllare sempre le diciture 100% italiano sulle bottiglie. Non fidatevi delle marche più blasonate che non sono sempre sinonimo di qualità» sottolinea Daniele che continua: «controllate sempre la data di scadenza e andate a ritroso di circa 18 mesi. Se la data corrisponde alla campagna di raccolta (novembredicembre) allora si tratta di olio nuovo, fresco, altrimenti è un olio che ha un anno in più sulle spalle. L’olio non è come il vino, che invecchiando migliora, ma va consumato giovane, fresco, ricco di tutte le sue proprietà nutritive». Per la nostra salute è irrinunciabile l’olio buono che permette, grazie ai radicali liberi, una rigenerazione delle cellule del nostro corpo. «Lesiniamo su un caffè» conclude Daniele, «ma non su una bottiglia di olio da 8/10€ sana, genuina e in grado di aiutare il nostro benessere. Quest’anno è un momento di crisi: per Natale spendiamo meno su whisky e champagne, ma regaliamo una buona bottiglia di olio veronese. Fa bene a noi, a chi la regaliamo e tiene alta l’eccellenza del territorio in cui siamo cresciuti e di cui dobbiamo sostenere tutte le virtù».

Frantoi Redoro – Via Marconi, 30 Grezzana (VR) - www.redoro.it – Tel. 045.907622


RUBRICA

Pollice verde

di Matteo Bellamoli

Relax di Natale Prendiamoci una “quasi” pausa di fine anno anche nel giardino, nel frutteto e nell'orto. Approfittiamo del riposo vegetale per progettare la prossima primavera. il terreno dal freddo. I vasi delle piante da esterno possono essere avvolti con carta di giornale per limitare l’effetto del gelo. Se avete intenzione di sistemare il prato in primavera, dicembre è il mese buono per sistemare il suolo con aggiunte di sabbia, argilla o altro. Munitevi di pala e carriola, e procedete con il rivoltamento del terreno. Collocate invece tutte le piante da interno in una zona luminosa vicino alle finestre e distanti dal calore eccessivo di caminetti, stufe o termoconvettori. Se avete il riscaldamento a pavimento, meglio porre il vaso o in alto oppure frapporre tra le mattonelle e lo stesso vaso, qualche pannello isolante, anche in legno.

Cantina Preparate i calici per il brindisi, anche perché nel campo è possibile iniziare a potare solo da gennaio, mentre in cantina potrete limitarvi al travaso del vino nuovo e ad assaggiarne qualche bicchiere con gli amici!

Un'altra zucca record Il nostro lettore Domenico Conti ci ha inviato questa foto che lo ritrae assieme a una coppia di zucche coltivate a Bellori nel suo orto. La più grande (sulla sinistra) ha raggiunto i 12/13kg di peso. Si tratta di un altro record segnato dai nostri lettori. Inviateci le foto del vostro “orto da record”! Le migliori saranno pubblicate su Pantheon.

FASI LUNARI DICEMBRE e GENNAIO Luna piena Ultimo quarto Luna nuova Primo quarto Luna piena Ultimo quarto Luna nuova Primo quarto

martedì 17 dicembre mercoledì 25 dicembre mercoledì 1 gennaio mercoledì 8 gennaio giovedì 1 gennaio venerdì 24 gennaio giovedì 30 gennaio giovedì 6 febbraio

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ono pochi gli ortaggi a dimora in questo periodo nell’orto. La raccolta si limita a rape, cavoli, cavolfiori, sedani, spinaci e insalate da taglio. Se avete la possibilità di predisporre degli ambienti protetti, potrete fidarvi di tentare la sorte con zucchini, peperoni e melanzane, ma non vi assicuriamo sul risultato. L’irrigazione è quasi nulla, perché di fatto le precipitazioni sono sufficienti a coprire il fabbisogno delle piante. Se innaffiate a mano, cercate di andare al fusto e non su foglie e frutti, per evitare la formazione di ghiaccio che potrebbe rovinare i prodotti. Se avete meli o peri, potrete concimarli utilizzando fertilizzanti naturali. Anche in giardino i lavori di questi trenta giorni sono leggeri. Cercate di proteggere le radici delle piante da giardino, sia con un substrato di foglie secche, cortecce sminuzzate, fronte o paglia, sia con teli appositi per isolare


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ERRITORto A SPIkkI

Giornalepantheon dicembre 2013/ gennaio 2014

POIANO

Arriva il wi-fi gratuito Il progetto “Verona Wi-fi” , che consente la connessione gratuita a internet in più di un centinaio di zone ed edifici pubblici del centro storico e dei quartieri cittadini, è stato attivato in questi giorni anche in tutto il territorio di Poiano. Le nuove zone interessate dal sistema wi-fi sono: piazzetta Bra Molinari, piazza Sant’Anastasia, piazza Capretto (di fronte alla Biblioteca Civica) e Porta Vescovo (angolo con via Arduino) nella 1ª Circoscrizione; gli spazi esterni del centro natatorio “Santini” nella 2ª Circoscrizione; Corso Milano, via Galvani, via Pancaldo, via San Marco e via Marin Faliero nella 3ª Circoscrizione. Il sistema Wi-fi “Guglielmo” utilizza come dorsale la rete in fibra ottica di Agsm, già in uso per il sistema di videosorveglianza, di centralizzazione semaforica e di gestione dei varchi della Ztl. L’elenco delle aree pubbliche coperte dal servizio Wi-fi è disponibile sul portale www.comune.verona.it CALDIERO

di Federico Maccadanza

Palaghiaccio in arrivo anche a Caldiero Il palaghiaccio a Caldiero sarà una realtà. L’iniziativa denominata “Caldiero on ice” consisterà in un palatenda con 200 posti a sedere attorno ad una pista di pattinaggio di 280 metri quadrati. L’idea innovativa e curiosa, nata nel paese delle acque termali, partirà il 6 dicembre con l’inaugurazione alle ore 20 presso la zona industriale ed artigianale di Caldiero. Per l’occasione la Pro Loco cucinerà il risotto agli intervenuti. Il palaghiaccio resterà in funzione fino al 12 gennaio dalle ore 14 alle 2. Il venerdì, il sabato, la domenica e i giorni festivi la struttura resterà disponibile ai pattinatori il mattino dalle 10 alle 12 e poi il pomeriggio dalle 14 alle 2. Il tutto sarà promosso dalla Pro Loco locale che provvederà anche al servizio cucina nelle serate di sabato e domenica con lesso e pearà; il bar interno sarà gestito dal bowling Crazy House. Il costo per un’ora di pattinaggio sarà di 5 euro. Il presidente della Pro Loco Francesco Fasoli e il consigliere comunale Cristina Lavagnoli sono coloro che hanno lanciato l’iniziativa. Secondo Fasoli infatti un punto di ritrovo durante le vacanze natalizie nella zona industriale ed artigianale di Caldiero favorirà lo sviluppo di un’isola pedonale adiacente alle attività commerciali. La scelta del luogo, non a caso, è caduta nelle vicinanze della trafficata strada statale 11 sulla quale transitano ogni giorno circa 16 mila veicoli. In tutto saranno circa una cinquantina i volontari della Pro Loco che gestiranno l’impianto. Il primo spettacolo vedrà il 14 dicembre uno show sul ghiaccio, con Babbo Natale che distribuirà doni ai bambini presenti, la sera sarà promossa una cena vegetariana su prenotazione. GREZZANA

Nuovo ufficio di Confartigianato

© Infoval srl

Occasione unica per tutti gli imprenditori artigiani della Valpantena e della Lessinia, oltreché della zona nord di Verona. Sarà infatti inaugurato a breve un ufficio di Confartigianato proprio a Grezzana, a disposizione di tutti i professionisti di questa zona. La notizia è stata preannunciata da Luciano Garonzi, presidente del Mandamento Locale di Confartigianato Verona. «L’ufficio sarà collocato in una corte restaurata di Via Roma», ha detto il presidente, «al civico numero 60. Rappresenterà un punto di riferimento per tutti i comuni del comprensorio: Erbezzo, Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Roverè Veronese, San Mauro di Saline e Velo, oltre al capoluogo». Grazie a questa apertura saranno disponibili servizi delocalizzati di ampio respiro, che riconoscono alla Valpantena un potenziale commerciale importante, per l’avvio, la gestione e lo sviluppo di attività artigiane. «Tutti gli imprenditori artigiani della Valpantena» ha aggiunto Giancarlo Molinaroli, delegato di Confartigianato Verona nel comune di Grezzana, «potranno rivolgersi al personale che sarà presente per ottenere ogni informazione riguardante le attività associative, il tesseramento, le tutele dedicate alla loro attività, i servizi e le consulenze in materia fiscale, contabile, gestionale, nei campi quali sicurezza, ambiente, qualità, credito, promozione, fornitura di energia elettrica e gas, gestione del personale, contrattuale, patronato, formazione per titolari e dipendenti, privacy e quant’altro possa interessare la gestione, le opportunità, i rapporti commerciali e lo sviluppo di tutte le imprese artigiane di qualsiasi settore, categoria e mestiere». Informazioni: Stefania Riva 045.9211523 - stefania.riva@artigianiupa.vr.it

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Giornalepantheon dicembre 2013 / gennaio 2014

ERRITORto A SPIkkI

SAN MARTINO BUON ALBERGO

Nuova sede per la Protezione Civile La protezione civile sanmartinese ha una nuova sede, che è stata inaugurata nei giorni scorsi in via Archimede 17. I volontari che durante l’alluvione del 16 e 17 maggio scorso erano in prima linea ad assistere i residenti di località Ferrazze, Centegnano, Cengia e Corte Trento, in centro al paese, possono ora contare su uno spazio di circa 250mq, in cui parcheggiare agevolmente i due mezzi di soccorso e tutta l’attrezzatura necessaria a rispondere sempre presente in caso di calamità sul territorio. Soddisfazione da parte del sindaco Valerio Avesani e del vicesindaco e assessore alla Protezione Civile Franco De Santi, che ha voluto ricordare come «per affrontare al meglio qualsiasi tipo di calamità naturale è necessario che ci siano sempre nuovi cittadini desiderosi di donare il proprio tempo per il bene della comunità. Per questo invito i giovani ad avvicinarsi alla protezione civile e ad intraprendere il percorso di formazione che li porterà a diventare volontari. I corsi sono incentrati sulla messa in sicurezza personale e dell’area in cui si interviene, sull’individuazione delle priorità e sull’utilizzo dei mezzi nel rispetto delle norme. La trafila è lunga, ma dopo si entra a tutti gli effetti a far parte della protezione civile».

SANT’ANNA D’ALFAEDO

Sfuma il tris di Quintarelli Ci aveva sperato fino all’ultima gara, ma il pilota veronese Ronnie Quintarelli, impegnato nel SuperGT giapponese, ha dovuto accontentarsi del sesto posto finale in campionato. Una stagione iniziata in salita con la Nissan GTR ufficiale del team Nismo, dopo essersi laureato campione per due anni consecutivi nel 2011 e 2012 con il team Mola. Anche la Nissan sperava che questo ingaggio potesse tradursi in una vittoria importante, anche a livello di marketing. L’italiano si è giocato tutto sul circuito di Motegi, gli scorsi 2 e 3 novembre, cercando di andare all’attacco di una vittoria che gli avrebbe permesso di realizzare uno storico tris. Purtroppo però, il calo prestazionale della Nissan si è fatto sentire, e assieme al compagno Masataka Yanagida, ha dovuto concludere solo all’ottavo posto, con un conseguente sesto assoluto nel campionato. «Dispiace molto non aver potuto ripagare le attese di tanti tifosi» ha detto Ronnie al termine della gara, «abbiamo dato il massimo ma non siamo stati fortunati. Nei prossimi mesi cercheremo di lavorare al meglio per prepararci alla prossima stagione». E il 2014 sarà di fatto un’annata molto particolare: cambieranno radicalmente i regolamenti, e quindi per Quintarelli, che ha già iniziato a sviluppare la nuova Nissan realizzata in base alle nuove norme sportive, potrebbe essere un’ottima occasione di riscatto.

GREZZANA

Premiato il Maestro della Banda di Grezzana Dario Tosolini, direttore della Banda Cittadina di Grezzana, ha conquistato lo scorso 24 novembre a Dossobuono, il primo premio al concorso provinciale per direttori, organizzato su iniziativa del Corpo Bandistico “Dino Fantoni”. È stata la prima iniziativa di questo tipo in Italia, realizzata sotto la direzione artistica di Giuliano Bertozzo, e ha registrato un tutto esaurito. La giuria che ha premiato Tosolini, compositore ed oboista oltre che direttore, era composta da esperti di grande spicco tra cui il Maestro Daniele Carnevali, Roberto di Marino e Denis Salvini. Proprio Dario sarà impegnato insieme alla Banda di Grezzana nei prossimi appuntamenti invernali, tra tutti il concerto di Natale in programma al Cinema Teatro di Grezzana lunedì 6 gennaio (ore 20:45). Come da tradizione, la cittadina sarà poi impegnata per gli auguri di Natale in musica a dicembre: sabato 14 a Lugo, con il concerto alle ore 20:45 a celebrare il Novantesimo Anniversario; domenica 15 a Grezzana V.le Rimembranza, Via Fossà, Via Catena; domenica 22 e giovedì 26 a Stallavena; domenica 29 in zona Cavolo di Grezzana.


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Articolo publiredazionale in collaborazione con CST Monti Lessini

Un anno di attività!

Parla il presidente del CST Monti Lessini

Loc. Carcaro, Bosco Chiesanuova

tel 045.6780159 – www.cstmontilessini.com – info@cstmontilessini.com Orari di apertura: lun-ven 8:30 – 21:30 / sab-dom 10:00 – 19:30

«E

h sì, è già passato un anno da quando abbiamo preso in gestione il CST Monti Lessini», racconta il Presidente dell’ASD Sporting Club Lessinia, che continua, «pensiamo di aver svolto un ottimo lavoro insieme anche all’aiuto dell’amministrazione comunale che in alcuni casi ha supportato qualche miglioria come, ad esempio, la riqualificazione dei campi da tennis in modo che potessero essere utilizzati per ospitare i campus estivi di pallacanestro». «Il primo anno di attività è servito per rilanciare il Centro sul territorio, rilancio riuscito anche grazie a importanti investimenti in comunicazione e in iniziative promozionali. Oggi siamo in grado di offrire una grande quantità di attività in acqua e fuori a prezzi inferiori di almeno il 15% rispetto ad analoghe strutture in Verona e dintorni. Prossimo obiettivo sarà rendere l’attività natatoria più continua. A tal proposito dovremo far capire quanto, su questa attività, vi siano due punti fondamentali, auspicando un radicale cambio di mentalità: • durata: la scuola nuoto va frequentata con continuità 365 giorni l’anno in particolar modo nella fascia 3-7 anni dove si sviluppano le capacità motorie specifiche dell’individuo in acqua. In caso di interruzione dell’attività anche per un mese, si riparte non da dove si era lasciato ma ben più indietro; • densità - praticare un’attività sportiva una volta a settimana, sia che l’obiettivo sia l'apprendimento sia l'allenamento, comporta tempi tripli rispetto alla pratica bisettimanale. Consigliamo, quindi, una frequenza almeno bisettimanale, non solo per la scuola nuoto ma anche per tutte le altre attività; Sul nostro sito www.cstmontilessini.com abbiamo da

poco pubblicato il resoconto attività dal quale traspare un alto gradimento del centro nel suo insieme e delle sue attività. Ora siamo, invece, focalizzati su dicembre, mese durante il quale proporremo due Circuit Training. Il primo sarà svolto nel campo polifunzionale, il secondo in piscina. I Circuit Training sono allenamenti pensati dal nostro staff per proporre un lavoro il più efficace possibile. L’interval training è, infatti, la metodologia di allenamento più indicata per il dispendio calorico: è divertente perché si cambia esercizio spesso e lo si fa a ritmo di musica, ed è flessibile in quanto ci si può inserire e uscire in qualsiasi momento, a seconda del tempo a disposizione e al livello di allenamento. Vi aspettiamo sempre più numerosi!».


SCATTI D aUTORE

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Il concorso fotografico per i nostri lettori Il tema di questo mese era: “Forme e Figure tra la nebbia” Suggerimenti critici a cura di Maurizio Don 045.8700180 - 392.5823461 - www.mauriziodon.it - info@mauriziodon.it

Aldo Tanaro PASSEGGIANDO TRA LA NEBBIA COMMENTO CRITICO Ottima fotografia. Il bilanciamento è perfetto, il soggetto è stato posto in uno dei terzi del fotogramma vicino alla zona aurea. Rispecchia il tema di questo mese e crea una buona resa su tutte le linee che definiscono il fotogramma. Forse come unica segnalazione, la foto risulta un po’ sottoesposta in ripresa e in bianco e nero avrebbe avuto una marcia in più.

Lussy Dalla Brea LESSINIA COMMENTO CRITICO Ottima la scelta del momento, tema assolutamente azzeccato. L’inquadratura andava probabilmente un po’ abbassata in alto (togliendo un po’ di cielo) e nella zona di sinistra. L’orizzonte, infatti, è molto centrale mentre andrebbe portato sui due terzi del fotogramma.

Luca Pedrolli SILENZIO COMMENTO CRITICO Dà l’illusione del volo, molto belle le nuvole così dense. Probabilmente sarebbe servito un po’ più di contrasto per gli alberi, per farli risaltare in modo più diretto. Pulita e semplice, specchia il tema in modo preciso ed efficace.

Silvio Scamperle NEBBIA A MONTORIO COMMENTO CRITICO Soggetto simile a “Silenzio”, ma quasi surreale. È fascinosa senza dubbio, ma la bassa risoluzione dello scatto fa perdere un po’ la nitidezza e rende la selezione finale difficile perché alcune zone si perdono nel fotogramma. Inquadratura comunque buona, e buono il soggetto.

Informazioni generali sul concorso Tutte le foto pervenute su www.giornalepantheon.it nello spazio dedicato al Concorso NB: Preghiamo i concorrenti di inviare sempre le foto almeno di 1MB e senza copyright. Il copyright sarà inserito a richiesta solo sulle foto pubblicate online.

PER I MESI DI DICEMBRE 2013 E GENNAIO 2014 IL TEMA SARÀ “I COLORI DEL NATALE” inviate i vostri scatti a matteo.bellamoli@giornalepantheon.it entro il 20 GENNAIO regolamento completo su www.giornalepantheon.it/download/concorso.pdf

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