Scampia ieri, oggi... e domani? fotoreportage di
Andrea Brera
...le "Case dei puffi": chiamate così per via dei materiali scadenti, da giocattolo, con cui furono realizzate; e per quel sarcasmo che sempre accompagna la rabbia di chi è costretto a vivere nei ghetti, spicchi di capoluogo senza servizi né Stato... ...In questa che nacque come città giardino per degenerare subito in ghetto, un non-luogo, senza identità, tagliato da strade che dividono più che collegare, con case allineate e non una piazza dove incontrarsi... ELEONORA BERTOLOTTO Repubblica -19 agosto 2003
i luoghi
....quartieri che hanno il solo obbligo di essere la prova ontologica dell' esistenza dell'inferno... DAVIDE MORGANTI Destinazione Scampia racconti di confine Repubblica -30 luglio 2005
Vietato entrare o uscire. Qui lavoriamo noi, con la droga.
....Agli angoli delle strade, aghi sporchi, siringhe e pensiline con i vetri sfondati circondano i passanti e si aggiungono ai cumuli di spazzatura. Nei casermoni dove gli spacciatori aspettano i fantasmi, cancelli abusivi di ferro proteggono il mercato di eroina e cocaina... DARIO DEL PORTO Con la siringa e pochi soldi sul bus i fantasmi di Scampia Repubblica - 07 novembre 2006
l’oblio
...a Scampia ho capito la lotta per sopravvivere... MATTEO GARRONE regista del film “Gomorra”
...un pezzo di Terzo mondo, questo è il quartiere dove vivono e sono radicati boss e trafficanti di droga... MAURO PARISSONE autore della serie televisiva trasmessa su La7 “Così è la vita”
Noi non siamo come tanti altri, siamo cittadini di serie "C", siamo di Scampia.
...Ci sono scritte con pennarello, col gesso, con lo spray ("Maria ama Sasà", "Napoli facci sognare") e sotto un grande "Dio c' è", la frase cruda che è un po' disperazione e un po' sfottò: "La droga è l'unica cosa che ci resta".... ELEONORA BERTOLOTTO Repubblica -19 agosto 2003
oh mio Dio salvami...
...calano le luci sui sottopassaggi piombati e circoscritti da rete metalliche, sui cumuli di spazzatura e su bambini tra i 6 e i 15 anni che non hanno un gioco, un campetto o un biliardino ma solo tubi cui arrampicarsi. Qualche volta fanno i garzoni impiegati al nero nei bar. Oppure portano la spesa del fruttivendolo a casa. Molti non hanno un mestiere. Sono bambini che trascorrono la giornata in mezzo alla strada e basta. Repubblica - 01 febbraio 2009
i bambini
...Dai lotti delle case popolari si affaccia solo qualche donna per stendere i panni. Più in là un poco di buono in un bar sparava a un pregiudicato. Scampia è così: ringhia, azzanna, ruba. Si nutre di rabbia, di assenza, di innocenza guasta... EMANUELA AUDISIO Scampia, nel giorno del presidente strade deserte nel rione dei killer Repubblica - 05 gennaio 2005
“Quando sono arrivato alle Vele di Scampia, la prima cosa che mi è venuta in mente, è la frase con cui inizia l’inferno di Dante “……lasciate ogni speranza voi che entrate…..”. Ci sono andato per due volte nel corso dei mesi di agosto e di settembre del 2008. A Scampia si vive circondati da povertà, degrado, ricettazione e spaccio di eroina. L’assenza dello Stato è totale. È il luogo che nel corso degli anni è stato definito il paradiso della droga. I viali a volte si trasformano in piste per corse clandestine. Questo è tutto ciò che circonda i bambini quando escono per andare a scuola e per giocare. La cosa che più mi ha colpito, sono le scritte sui muri dei piani interrati che riportano passi della Bibbia. Parole a cui sono appese le speranze di chi, attraverso messaggi a Dio, cerca di esorcizzare la propria disperazione. Come non mai mi sono reso conto di quanto vedere aiuti a comprendere.” Andrea Brera Andrea Brera è nato a Bollate (MI) il 17/11/1967. Fotografa per hobby. Vive e lavora a Milano.
Questa mostra nasce per far conoscere al maggior numero possibile di persone la realtà di Scampia. Un luogo che tristemente appare sulle pagine di cronaca dei quotidiani italiani. Dopo il caso letterario di Gomorra, questa parte di Napoli dovrebbero conoscerla tutti. Eppure, come dice Andrea Brera, vedere con i propri occhi è tutta un’altra cosa. Le foto presenti in questo catalogo trovano commento nelle parole di giornalisti, attori, registi, che volutamente abbiamo recuperato negli archivi di quanto pubblicato negli anni. Parole crude, che denunciano una parte di mondo molto vicina eppure lontanissima e dimostrano che questa realtà resta immutata nel tempo, nascosta dal muro dell’indifferenza. Noi abbiamo visto e non possiamo far finta che tutto ciò non ci riguardi. Speriamo che sia così anche per voi. Perché non si tratta solo della mafia, della droga o di Napoli, ma anche dell’estensione inarrestabile di un paesaggio urbano disumanizzante, inaccettabile sia per chi lo vive sia per chi ne accetta l’esistenza facendo finta che non esista. Francesca Buffo Francesca Buffo è nata a Milano il 26/01/1965. Grafica e giornalista, vive e lavora a Milano. Dopo avere visto Scampia, attraverso “gli occhi” di Andrea, ha realizzato questo catalogo. Le foto, le notizie sulla mostra e le eventuali iniziative correlate ad essa sono disponibili anche in internet sul sito www.salviamoscampia.it
Scampia ieri, oggi... e domani? progetto grafico
Francesca Buffo
realizzazione editoriale
QUANTO BASTA creative solutions