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cessionari in presenza di concorso nella violazione
In linea generale, il legislatore ha previsto che il recupero dell’importo fruito in dichiarazione come detrazione, o della parte di credito ceduto e utilizzato dai cessionari in compensazione, sia effettuato nei confronti dei soggetti beneficiari, da intendersi come i soggetti titolari dell’agevolazione fiscale. In base al comma 5 dell’articolo 121 del decreto Rilancio, infatti, qualora «sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 (n.d.r. i beneficiari della detrazione d’imposta)»4 .
2. Disciplina della responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari in presenza di concorso nella violazione
Per quanto riguarda le forme di responsabilità dei fornitori e dei cessionari dei predetti crediti d’imposta, le stesse sono disciplinate dai commi 4 e 6 dell’articolo 121 del decreto Rilancio. Nella versione dei citati commi vigente prima della conversione in legge del decreto Aiuti-bis, i fornitori e i cessionari rispondevano: per l’eventuale utilizzo del credito d’imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto all’importo acquistato (articolo 121, comma 4); ad esempio, nel caso in cui il cessionario che, dovendo utilizzare il credito con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente (in 5 rate), utilizzi in compensazione il predetto credito con modalità diverse (ad esempio in 3 rate), oppure nel caso in cui l’importo del credito utilizzato in compensazione sia maggiore di quello spettante; in caso di concorso nella violazione; in particolare, in quest’ultima ipotesi,
4 Il secondo periodo del medesimo comma 5 dell’articolo 121 prosegue stabilendo che «L’importo di cui al periodo precedente è maggiorato degli interessi di cui all’articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e delle sanzioni di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471».