Stadium n. 0/2021

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L’ANGOLO DELL’ASSISTENTE

A Natale, l’impegno e l’amore per far ripartire la vita IL BAMBINO CHE NASCE E L’INFINITA PAZIENZA DI RICOMINCIARE

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l bambino che nasce a Natale ci ricorda che vivere può essere definito come l’infinita pazienza di ricominciare. Tutti noi che, da più o meno anni, abbiamo iniziato la nostra esistenza, davanti a questo bimbo in fasce siamo sollecitati a fare i conti con una sillaba molto banale, formata da due semplicissime lettere: RI. Due sole lettere chiamate a comporre le parole più tipiche del vocabolario cristiano, che propone un “da capo”, “ancora”, “di nuovo”, “un’altra volta”. Quando crescerà e percorrerà le strade della Palestina, questo bambino annuncerà la “bella notizia” che sarà sempre possibile ricominciare dopo una malattia, una colpa, un fallimento, addirittura dopo la morte. La sua vita percorrerà sentieri di ripartenze: per il lebbroso sarà una pelle di primavera, per l’uomo incappato nei briganti l’amicizia di uno straniero, per il cieco nato il volto dei suoi genitori, per il paralitico un passo di danza

Dio non spreca la sua eternità in vendette, neppure la sua onnipotenza in castighi ma si impegna con infinito amore per far ripartire la vita. Con lui si vivono solo inizi, non si stilano consuntivi ma si tracciano preventivi con la sua barella, per Giairo la sua bambina che sorride tra le braccia. “È bello vivere – scriveva Cesare Pavese – perché vivere è cominciare, sempre e ad ogni istante”: quando sbagli strada ripartire da capo; là dove ti eri seduto, rialzarti; mollare gli ormeggi a ogni alba ma non verso giorni riciclati o fotocopie sbiadite. Con Gesù Bambino c’è sempre un dopo perché non permette che ci arrendiamo, offre sempre una seconda possibilità, e non soltanto una volta, ma ogni volta di nuovo. La sua tenerezza scrive nel cuore di ogni persona la parola “futuro”

e libera l’avvenire di una vita che desidera fortemente iniziare da capo scrollandosi di dosso le scorie di una vecchia storia ormai finita. A Natale, Dio non spreca la sua eternità in vendette, neppure la sua onnipotenza in castighi ma si impegna con infinito amore per far ripartire la vita. Con lui si vivono solo inizi, non si stilano consuntivi ma si tracciano preventivi. don Alessio Albertini Assistente ecclesiastico nazionale CSI Stadium

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