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➜ PONTEDEUME

portante di Spagna. Superiamo un centro polisportivo (polideportivo), quindi la caserma (cuartel) de los Dolores, del XVIII secolo, che oggi ospita la fanteria di marina.

Proseguiamo dritto, passando davanti all’antico cancello dell’Astillero militar. Superata la piccola praza Manuel Amor Dies, dedicata nel 2010 a un sindacalista gallego eroe della resistenza al franchismo, continuiamo lungo la estrada de Caranza, iniziando una breve discesa e spostandoci sul lato destro della strada, seguendo il muro dell’arsenale.

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Al termine della discesa arriviamo alla grande rotonda Poeta Uxío Novoneyra, dove giriamo a destra imboccando avenida Telleiras e proseguendo dritto. A sinistra si stende un quartiere di casermoni, tutti però con grandi finestre affacciate sul mare. Prima del moderno auditorium di Ferrol, imbocchiamo a destra una passeggiata pedonale che costeggia la riva. Continuiamo verso destra lungo la bella avenida do Mar, affacciata sulla grande insenatura chiamata ensenada de Caranza. La passeggiata è molto piacevole e gli spazi verdi che digradano verso il mare sono abbelliti da sentieri e panchine. All’estremità opposta dell’insenatura vediamo le gru e i capannoni dell’arsenale.

Superiamo un monumento ai caduti del mare e proseguiamo fino alla praia de Caranza, dal profilo dolcemente ondulato.

Scendiamo per una stradina sulla destra e ci avviciniamo al mare, arrivando all’ermita di Santa María de Caranza, che si specchia sull’acqua della ría. Nel praticello di fronte all’ermita sorge un cruceiro che reca sulla sommità una Pietà appena sbozzata.

Prendiamo un sentierino sterrato sulla destra che costeggia la praia de Caranza fino a un’area di sosta, con panche e una fontanella, da dove risaliamo per una stradina così da tornare sulla avenida do Mar. La imbocchiamo girando a destra e proseguiamo dritto, fra l’ensenada do Montón da un lato e il polideportivo de Caranza dall’altro lato. Arriviamo a una rotonda e ci dirigiamo a sinistra, quindi passiamo sotto il viadotto della N-651, per poi seguire avenida Nicasio Pérez, dirigendoci verso il centro commerciale di A Gándara. (È possibile accorciare il Cammino di circa 11 km prendendo il ponte che attraversa la ría de Ferrol e arrivare direttamente a Fene. Il ponte ha su entrambi i lati un passaggio riservato ai pedoni. In questo caso, alla rotonda bisogna seguire le indicazioni per A Coruña e rimanere sulla N-651 fino a Fene. Naturalmente questa “scorciatoia” snatura il Cammino e non è consigliata se non a coloro che hanno l’esigenza di abbreviare le tappe.)

Poco prima di raggiungere l’ingresso del centro commerciale, svoltiamo a destra in una strada e, 150 m più avanti, giriamo nuovamente a destra in un giardinetto che costeggia l’ensenada de Gàndara. L’insenatura è pittoresca, ma con la bassa marea aleggia un odore sgradevole. Alle spalle dell’insenatura spiccano i capannoni della zona industriale (polígono) di A Gándara. Usciamo dal giardinetto e prendiamo a destra, seguendo la linea della costa su un sentiero di legno, poi entriamo in un altro giardinetto, lo attraversiamo sino all’altra estremità, quindi giriamo a destra, imboccando una strada che ci porta a una rotonda.

Qui svoltiamo a sinistra seguendo la direzione A Faisca, poi pieghiamo a destra, scavalcando l’autostrada su di un ponte. Svoltiamo a destra per un sentiero che scende fino ai binari della ferrovia FerrolBetanzos, che costeggiamo per circa 300 m, quindi passiamo sotto la ferrovia per una piccola galleria e risaliamo fra le villette e i giardini del quartiere residenziale (urbanización) di Faisca.

Al primo incrocio prendiamo la stradina asfaltata sulla destra quindi, dopo circa 200 m, giriamo ancora a destra e proseguiamo, sempre fra le villette, lungo il Camino do Vilar. Al bivio seguente teniamo la sinistra e, 200 m dopo, svoltiamo di nuovo a sinistra. All’incrocio andiamo a destra e passiamo sotto la FE-11.

Pochi metri dopo, imbocchiamo la stradina sulla destra, scendendo verso il monastero, di cui già scorgiamo il campanile. Dopo un centinaio di metri arriviamo al monastero di San Martín de XUBIA , detto anche mosteiro do Couto [1.1], affacciato verso l’interno della ría, dove il gigantesco viadotto dell’autostrada AP-9 sembra incrociare il ponte ferroviario, più basso.

Il cancello del monastero si apre su una radura adibita a parcheggio, dove si fronteggiano un semplice cruceiro e una bianca statua del Sacro Cuore di Gesù. Da qui, il Cammino Inglese ha un tratto in comune col Camino de San Andrés de Teixido, segnato da mojón con un disegno rosso a forma di pesce e da frecce bianche e rosse: bisogna fare attenzione a non confondere i segnali.

Dopo aver visitato il monastero, o almeno averne ammirato dall’esterno l’abside romanica, prendiamo la strada a sinistra del cruceiro e saliamo per 50 m fino al primo bivio, dove giriamo a destra, per una

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