EDITORIALE DI ADOLFO URSO
Presidente
Gianfranco FINI
fini@ farefuturofondazione.it
www.farefuturofondazione.it
La strada dell’Africa
Farefuturo è una fondazione di cultura politica, studi e analisi sociali che si pone l’obiettivo di promuovere la cultura delle libertà e dei valori dell’Occidente e far emergere una nuova classe dirigente adeguata a governare le sfide della modernità e della globalizzazione. Essa intende accrescere la consapevolezza del patrimonio comune, di cultura, arte, storia e ambiente, con una visione dinamica dell’identità nazionale, dello sviluppo sostenibile e dei nuovi diritti civili, sociali e ambientali e, in tal senso, sviluppare la cultura della responsabilità e del merito a ogni livello. Farefuturo si propone di fornire strumenti e analisi culturali alle forze del centrodestra italiano in una logica bipolare al fine di rafforzare la democrazia dell’alternanza, nel quadro di una visione europea, mediterranea e occidentale. Essa intende operare in sinergia con le altre analoghe fondazioni internazionali, per rafforzare la comune idea d’Europa, contribuire al suo processo di integrazione, affermare una nuova e vitale visione dell’Occidente. La Fondazione opera in Roma, Palazzo Serlupi Crescenzi, via del Seminario 113. Èun’organizzazione aperta al contributo di tutti e si avvale dell’opera tecnico-scientifica e dell’esperienza sociale e professionale del Comitato promotore e del Comitato scientifico. Il Comitato dei benemeriti e l’Albo dei sostenitori sono composti da coloro che ne finanziano l’attività con donazioni private.
Segretario generale
Adolfo URSO Segretario amministrativo
Pierluigi SCIBETTA
scibetta@farefuturofondazione.it
Consiglio di fondazione Alessandro CAMPI, Rosario CANCILA, Mario CIAMPI, Emilio CREMONA, Ferruccio FERRANTI, Gianfranco FINI, Giancarlo LANNA, Vittorio MASSONE, Angelo MELLONE, Daniela MEMMO D’AMELIO, Giancarlo ONGIS, Pietro PICCINETTI, Pierluigi SCIBETTA, Adolfo URSO
Direttore Mario CIAMPI
campi@farefuturofondazione.it
ciampi@farefuturofondazione.it
Direttore editoriale Angelo MELLONE
Direttore relazioni internazionali Federico Eichberg
mellone@farefuturofondazione.it
eichberg@farefuturofondazione.it
Segreteria organizzativa fondazione Farefuturo Via del Seminario 113, 00186 Roma - tel. 06 400044130 - fax 06 400044131 info@farefuturofondazione.it
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Nuova serie Anno IV - Numero 3 - maggio/giugno 2010
Direttore scientifico Alessandro CAMPI
Poste italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - 70% /Roma/Aut. N° 140/2009
urso@ farefuturofondazione.it
La strada dell’Africa Bimestrale della Fondazione Farefuturo Nuova serie anno IV - n. 3 - maggio/giugno 2010 - Euro 12 Direttore Adolfo Urso
È qui che si decidono gli assetti del futuro L’Africa non è più il grande buco nero della globalizzazione ma anzi il continente su cui si misureranno le migliori prospettive di crescita dei prossimi decenni. L’Africa mediterranea, che già quest’anno avrà le migliori performance di ripresa di tutto il bacino Euromediterraneo e di cui l’Italia è diventata la prima partner commerciale, superando Francia e Germania: da soli rappresentiamo un quarto degli scambi europei. La sponda sud del Mediterraneo rappresenterà per l’Italia nei prossimi anni quello che l’Europa centrale ed orientale è stata per le nostre imprese e per la nostra economia negli ultimi vent’anni. Sarà l’area di maggiore crescita ai confini dell’Unione, fonte di energia e consumatrice di prodotti, e nel contempo la maggiore destinataria del cono di luce dello sviluppo che si estende lungo il Golfo Persico, l’India, la Cina, il sud-est asiatico, l’Oceania: l’area del mondo che sta già trainando la ripresa, non solo luogo di produzione ma anche di consumo per miliardi di uomini prima ai margini ed ora al centro dell’economia mondiale. L’Africa mediterranea è già nostra partner, con le sue contraddizioni e le sue speranze: islamica ma in buona misura anche laica, ormai avviata nella integrazione con l’Unione attraverso l’area di libero scambio euromediterranea che finalmente sarà compiuta nel 2012, sulle prospettive del processo di Barcellona. L’Africa però è anche e soprattutto il conIn Africa si decidono tinente nero. Dal deserto del Sahara sino al Capo di Buona Speranza: una volta conle nuove gerarchie siderata come terra perduta, sopraffatta da globali e gli assetti un convulso processo di decolonizzazione del prossimo futuro che ne aveva piegato le speranze e lacerato le società. Negli ultimi dieci anni, molto è cambiato, senza che ce ne accorgessimo. Molti paesi sono cresciuti a due cifre e in tanti si è consolidata la democrazia, soprattutto lungo le coste commerciali. La nostra Europa era troppo presa dalla crescita della sua metà orientale e dalla necessità di integrarla, per accorgersi di quanto fossero cambiate le condizioni e soprattutto le prospettive di un’area del mondo che è stata a lungo europea. Nel frattempo, altri paesi ed altre economie hanno occupato gli spazi vuoti e soprattutto le aree di crescita. La Cina innanzi tutto, con una politica espansionista priva di scrupoli, fatta di prestiti e di imprese, nella corsa ad accaparrarsi le materie prime di cui necessita. Ed inoltre, a ruota, India e Brasile e le economie emergenti del sud-est asiatico, con gli Stati Uniti a tentare di fare argine, prima con Bush e con un’accorta politica bilaterale, poi con Obama che ha ovviamente un richiamo in più anche sul piano ideale e quindi multilaterale. L’Europa, grande assente, ha perso terreno ma ora sa o comunque dovrebbe sapere che proprio in Africa si decidono le nuove gerarchie globali e gli assetti del prossimo futuro. L’Africa ha tutto quello che serve alla crescita degli altri grandi, dei nuovi grandi