Quale governance globale?

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EDITORIALE DI ADOLFO URSO

Gianfranco FINI

fini@farefuturofondazione.it

Segretario generale

Adolfo URSO

urso@farefuturofondazione.it

Segretario amministrativo

Pierluigi SCIBETTA

scibetta@farefuturofondazione.it

Consiglio di fondazione

Direttore scientifico Alessandro CAMPI

Direttore Mario CIAMPI

campi@farefuturofondazione.it

ciampi@farefuturofondazione.it

Direttore editoriale Angelo MELLONE

Coordinatore editoriale Filippo ROSSI

mellone@farefuturofondazione.it

filipporossi@farefuturofondazione.it

Nuova serie Anno III - Numero 14 - gennaio/febbraio 2009

Gianfranco FINI - Adolfo URSO - Alessandro CAMPI - Angelo MELLONE - Pierluigi SCIBETTA Ferruccio FERRANTI - Emilio CREMONA - Giancarlo ONGIS - Giancarlo LANNA - Vittorio MASSONE - Daniela MEMMO D’AMELIO - Piero PICCINETTI

Poste italiane s.p.a. Spedizione in abboonamento D.L. 353/003 (conv. in L. 7/0/004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB (Roma)

Presidente

w ww. f aref u t u rofondazione.it Quale governance mondiale?

Farefuturoèunafondazionediculturapolitica,studieanalisisocialichesiponel’obiettivo di promuovere la cultura delle libertà e dei valori dell’Occidente e far emergere una nuova classe dirigente adeguata a governare le sfide della modernità e della globalizzazione. Essa intende accrescere la consapevolezza del patrimonio comune, di cultura, arte, storia e ambiente, con una visione dinamica dell’identità nazionale, dello sviluppo sostenibile e dei nuovi diritti civili, sociali e ambientali e, in tal senso, sviluppare la cultura della responsabilità e del merito a ogni livello. Farefuturosiproponedifornirestrumentieanalisiculturalialleforzedel centrodestra italiano in una logica bipolare al fine di rafforzare la democrazia dell’alternanza, nel quadro di una visione europea, mediterranea e occidentale. Essa intende operare in sinergia con le altre analoghe fondazioni internazionali, per rafforzare la comune idea d’Europa,contribuirealsuoprocessodiintegrazione, affermareunanuovaevitalevisione dell’Occidente. La Fondazione opera in Roma, Palazzo Serlupi Crescenzi, via del Seminario 113. Èun’organizzazioneapertaalcontributodituttiesiavvaledell’operatecnico-scientifica edell’esperienzasocialeeprofessionaledelComitatopromotoreedelComitatoscientifico. Il Comitato dei benemeriti e l’Albo dei sostenitori sono composti da coloro che ne finanziano l’attività con donazioni private.

QUALE GOVERNANCE MONDIALE? Bimestrale della Fondazione Farefuturo Nuova serie anno III - n. 14 - gennaio/febbraio 2009 - Euro 8 Direttore Adolfo Urso

Governance globale: meglio il G13 Il collasso finanziario del pianeta costringe il Nord ad allargare per la prima volta il tavolo dei big anche al Sud del mondo. Si riscrivono le gerarchie economiche e quindi i criteri di governance globali: una svolta storica, epocale che ha pochi precedenti nella storia. Nemmeno la crisi del ‘29 ebbe questi effetti perché allora non vi erano altri e qualificati pretendenti dietro la porta. Ad aprile il G20 di Londra raccoglierà l’eredità di quello di Washington svolto per la prima volta a livello di capi di Stato e di governo. Il primo obiettivo ch’era stato posto nella capitale americana, la chiusura del Doha round, non è stato raggiunto e si dubita che la nuova amministrazione Obama, impegnata in un massiccio sforzo interno dalle coordinate protezioniste, possa assumersi le responsabilità di fare nuove e significative proposte di apertura dei mercati in questa fase così difficile e tanto meno potrà farlo l’India alle prese con una difficile campagna elettorale. I G20 a Londra cercheranno di raggiungere una intesa sui nuovi criteri di governance finanziaria, a cominciare dalla creazione di quella bad bank che non solo Tremonti ritiene essere l’unica soluzione per disinquinare il mercato mondiale e quindi l’economia reale dalle tossine mortali dei derivati. Il loro ammontare è calcolato in circa trenta trilioni di miliardi Per la prima volta il Sud di dollari, oltre dodici volte il prodotto indel mondo siede al terno lordo del pianeta. tavolo dei big. Nasce un Poi, toccherà all’Italia con il vertice di lunuovo ordine globale? glio della Maddalena, districare la matassa definendo metodo e merito, il nuovo formato e le nuove tematiche, affinché la nuova governance globale coinvolga davvero i cosiddetti “emergenti” anche nella risposta sistemica: non solo finanza ma anche e soprattutto ambiente, energia, alimentazione, quindi sicurezza e sviluppo sostenibile. Toccherà quindi soprattutto a noi tentare di riprendere l’agenda del Doha round, per dare finalmente prospettive e stimoli alla ripresa, e nel contempo definire la nuova formula, certamente a geometria variabile, che però non appaia del tutto confusionaria, come sinora s’è manifestata, con tavoli che si allargano e si restringono a secondo degli argomenti, e commensali che si aggiungono sotto diverse forme. A Londra si “infiltreranno” anche Spagna e Olanda, con una governance che rischia di diventare una Babele. Sino ad oggi i G7-G8 hanno rappresentato il Nord del pianeta: Stati Uniti e Canada, Gran Bretagna, Russia e Giappone sono intorno alla calotta artica, Germania e Francia e Italia nella sua prossimità geografica. Tutti i nuovi entranti stanno invece più a Sud alcuni anche nell’altro emisfero, addirittura vicino


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Quale governance globale? by charta minuta - Issuu