Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03
ANNO 8 N.211 19 Luglio 2014
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SALDI tutto -30% e -50%
Sempre aperto da lunedĂŹ a sabato h. 9/13 e 16:30 /20:30 Domenica h. 17 /23 Da giovedĂŹ a domenica anche serale dalle 21 alle 23
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Rolli
dal 9 luglio la trattativa Intanto, un’altra azienda che opera nel settore della trasformazione di prodotti alimentari è pronta a compiere lo stesso passo. Si tratta dell’Italsur di Notaresco
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esta lo stato di agitazione alle Industrie Rolli, ma i lavoratori hanno chiesto ai sindacati di trattare con l’azienda. A maggioranza, ma per una manciata di voti, le maestranze hanno scelto la strada del dialogo e non dello sciopero ad oltranza. Il 9 luglio le parti si incontreranno nella sede della Confindustria di Teramo per trovare una soluzione condivisa. Gli operai in questo frangente hanno attuato complessivamente tre giornate di sciopero e organizzato un corteo per le vie cittadine. Anche perché il caso Rolli potrebbe avere risvolti sociali ed economici per un intero territorio. Intanto vanno affrontate anche altre questioni. Difatti, se Rolli definirà il passaggio dal settore alimentare a quello agricolo si scatenerà una reazione a catena che coinvolgerà molte altre industrie del settore. Ne è convinto il segretario generale della Cisl Alessandro Collevecchio che proprio in questi giorni ha ricevuto, per conoscenza, la lettera che i vertici della Italsur di Notaresco hanno inviato alla direzione provinciale del lavoro e all’Inps di Teramo. Si tratta di un’azienda che
opera nel settore della trasformazione e conservazione dei prodotti alimentari. Rispetto alle Industrie Rolli di Roseto ha un fatturato notevolmente inferiore e con un livello occupazionale che è pari al 10 per cento rispetto all’altra concorrente. E’ chiaro che se Rolli dovesse lasciare il settore alimentare per passare a quello agricolo con la cessione del ramo di azienda alla società Salpa, l’Italsur rischierebbe di essere spazzata via in quanto i costi che dovrebbe sostenere sarebbero del 35/40 per cento superiori rispetto all’azienda rosetana. Insomma, non ci sarebbe più concorrenza. Da qui pertanto la necessità di inviare la lettera all’Inps e alla direzione provinciale del lavoro annunciando che se Rolli passa al settore agricolo, anche l’Italsur di Notaresco avvierà lo stesso procedimento per restare quanto meno concorrenziale. “Ciò che Rolli intende fare”, ha spiegato Collevecchio, “rischia di avviare una reazione a catena. Ecco il motivo per cui le istituzioni, la politica, gli amministratori sono chiamati ad intervenire. Sono necessari dei paletti fermi per impedire uno stravolgimento dello stato delle cose, con inevitabili conseguenze
di natura occupazionale, previdenziale e assistenziale. La trasformazione degli alimenti deve restare nell’ambito industriale. Altrimenti anche chi realizza biscotti o pasta potrebbe richiedere il passaggio al settore agricolo”. Gli operai del settore industriale, di primo livello, percepiscono un salario lordo di circa 1500 euro mensili. Quelli del settore agricolo di poco più di mille euro, lavorando sempre gli stessi giorni. Inoltre nel settore agricolo si lavora a chiamata. Nel senso che un lavoratore può anche avere un contratto annuale ma se non vene chiamato dalla ditta per le prestazioni, non percepirà salario. Va detto però che solitamente si stabilisce un minimo di giorni che obbliga l’azienda a chiamare il lavoratore. Ci sono poi gli ammortizzatori sociali, la disoccupazione e altro ancora che sono totalmente diversi rispetto al settore industriale. Intanto, si attende che anche il tavolo politico chiesto dal sindaco Enio Pavone nel corso del Consiglio Comunale straordinario possa iniziare a muovere i suoi primi passi. Prima che sia troppo tardi.
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ESTATE ROSETANA OPERA PRIMA MOSTRA DEI VINI SCIABICATA
E poi tanta musica, con i concerti dell’Equipe 84 e Camaleonti, cultura, danza. A rischio però i fuochi pirotecnici dell’Assunta, in programma la notte del 15 agosto. Servono i fondi per allestire uno degli spettacoli più belli dell’intera fascia costiera abruzzese
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onostante le scarse risorse economiche, Roseto non rinuncia al calendario delle manifestazioni, soprattutto a quegli appuntamenti che hanno caratterizzato negli anni l’estate rosetana. Roseto Opera Prima, giunta alla diciannovesima edizione, la 43esima Mostra dei vini di Montepagano e la rievocazione della pesca con la sciabica sono considerati gli eventi clou di questa estate. La “Sciabica” si terrà sabato 12 luglio dalle ore 17 nella zona pontile e a seguire la possibilità di degustare dei piatti a base di pesce. “Roseto Opera Prima” si svolgerà dal 13 al 19 luglio in piazza della Repubblica e vedrà alternarsi, tutte le sere con inizio alle 21:30, sei pellicole di giovani autori esordienti. Un posto speciale nell’estate rosetana lo avrà, anche quest’anno, la 43esima Mostra dei Vini d’Abruzzo di Montepagano che si terrà nella splendida cornice del borgo antico nei giorni 25-26-27 luglio e richiamerà, come sempre, migliaia di visitatori da tutto l’Abruzzo e non solo. “Purtroppo non ci sono più le “vacche grasse” di qualche anno fa”, come ha puntualizzato il sindaco Enio Pavone, anche il calendario degli eventi risente. Anche grazie all’impegno dell’assessorato al
La sciabicata
turismo che, con disponibilità limitate, ha comunque lavorato alacremente, coinvolgendo associazioni ed operatori privati, e grazie anche al contributo del Bim di Teramo e della Fondazione Tercas, siamo riusciti a proporre un calendario molto interessante”. In particolare il programma, arricchito dalle sinergie con gli operatori turistici, i privati e le associazioni, consentirà, lungo tutta l’estate, sino ai primi di settembre, di coprire non solo Roseto capoluogo, ma anche tutte le numerose frazioni. “Ci hanno accusato di aver ritardato l’uscita del calendario degli eventi estivi”, sbotta il primo cittadino, “ma la verità è che prima di presentarli abbiamo voluto avere certezza delle coperture economiche. Al momento infatti abbiamo coperto le iniziative principali, ma mancano ancora 40-50 mila euro che ci stiamo impegnando a reperire per completare il calendario e confermare alcuni servizi, come ad esempio il bus navetta gratuito, che al momento non possiamo ancora annunciare”. Entrando più nel dettaglio il vice sindaco Maristella Urbini ha presentato gli appuntamenti più interessanti dell’estate rosetana. “Come sempre abbiamo voluto creare un calendario che, senza tralasciare gli appuntamenti storici”, dice, “andasse incontro ai gusti di tutti. La Villa Comunale si conferma luogo della cultura
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con mostre, presentazioni di libri, teatro e buona musica. Tutti i mercoledì ed i venerdì, tranne qualche data, sul Lungomare nei pressi dello chalet “La Lucciola” ci saranno i consueti spettacoli di musica, danza e arte proposti da scuole ed associazioni rosetane. Per i più piccoli abbiamo diverse iniziative ludiche, spettacoli ed i burattini alla Pineta Celommi”. Anche quest’anno ci saranno diversi mercatini, con la conferma di quello del baratto tutti i venerdì. Tornerà, per la seconda volta, l’edizione di “Capricci di Gola” il 16 e 17 agosto in via Roma, zona Pineta mentre il 23 e 24 agosto ci sarà “Borsacchio in Colorado” con cabarettisti da Colorodo Cafè nel quartiere Borsacchio appunto. Non mancherà la buona musica nell’estate rosetana, infatti il 2 e 3 agosto zona rotonda nord, spazio ai “Mitici Anni ‘60” con l’associazione musicale “Le Ombre” che porterà in
città due storici gruppi come l’Equipe 84 (sabato 2 agosto) ed i Camaleonti (domenica 3 agosto). Per quanto concerne invece le mostre il primo cittadino ha voluto sottolineare l’interessante iniziativa messa in campo da Villa Paris che, dal 18 luglio al 3 settembre, ospiterà l’esposizione “ART in ACT”. Diversi anche gli eventi sportivi che allieteranno l’estate di Roseto. Dopo il successo della ginnastica ritmica, della boxe al femminile e della rievocazione del circuito Città di Roseto intitolato a Nino Faga, dal 28 luglio al 1 agosto, l’Arena 4 Palme e la Palestra D’Annunzio, ospiteranno il 12esimo Memorial “Remo Maggetti”. Intanto, per i fuochi d’artificio dell’Assunta, l’amministrazione locale incontrerà presto il comitato organizzatore per fare il punto della situazione e capire se anche quest’anno potrà essere assicurato lo spettacolo pirotecnico.
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Ma che vogliamo fare con la disastrata e abbandonata via Marina? Ci sono delle zone di Roseto che sembrano appartengano al “bosco urbano”. Eppure non sono in periferia (fatto non ugualmente giustificabile), bensì al centro, come il caso della via in questione, dove oltretutto insistono diversi alberghi
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conosciuta anche come la via dei piccoli alberghi, delle pensioni e delle attività turistiche come ristoranti e “bed & breakfast”. Eppure è veramente lasciata all’incuria più totale. I residenti da tempo bersagliano la nostra redazione per far sì che, occupandocene sul nostro giornale, possiamo dare una scossa all’Amministrazione comunale. In passato ne abbiamo parlato in senso negativo, ma anche positivo, segnalando le iniziative di pregio di alcuni abitanti del posto che hanno comprato, a proprie spese, piante e fiori per rendere piacevole la strada. Ma in questo inizio estate la situazione sembra essere degenerata. Le segnalazioni ci vengono per l’incuria del verde (con erbacce ormai diffuse dappertutto, senza escludere la presenza di topi e serpenti), per le mattonelle e i cordoli saltati
a causa delle radici delle piante, per la pavimentazione in più parti piena di buche, per la vegetazione da piccola foresta ai bordi della strada. Insomma, sembra veramente di essere di fronte a una via che è stata lasciata nel totale abbandono, come se non ci abitasse nessuno. Va bene per i residenti, va bene per i passanti locali, ma i turisti che colpa hanno? E poi vogliamo parlare dell’immagine di degrado che viene recepita dai villeggianti?. E che non stiamo esagerando lo dimostrano le foto: sono molto più eloquenti di qualsiasi denuncia scritta.
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Politica
L’elezione diretta del Sindaco deve essere
per l’appunto... diretta
I soliti giochi dei furbetti consentono l’elezione del sindaco, in certe occasioni, in modo ingannevole. Bisognerebbe individuare il primo cittadino veramente direttamente, come avviene nei comuni fino a 15.000 abitanti di William Di Marco STESSI ARGOMENTI - In Italia parliamo sempre degli stessi argomenti e spesso ci giriamo intorno affinché veramente tutto alla fine resti com’era prima. È vero, e lo abbiamo ricordato spesso su queste colonne, che il famosissimo romando Il Gattopardo ci viene in aiuto e da lì si può estrarre l’essenza del nostro carattere. Molte chiacchiere da parte di chi ci governa, il più delle volte impacchettate in modo da confondere le idee, ma in definitiva quello che poi viene deciso rimane una cosa così lontana dalle intenzioni della gente, che ciò che originariamente si voleva fare viene del tutto stravolto. LA LEGGE ELETTORALE - In questi giorni si sta discutendo della legge elettorale per le elezioni politiche, che negli ultime vent’anni è cambiata spesso in modo peggiorativo. In realtà il problema è che non si vede l’utilità della stessa verso il cittadino, ma lo scopo ultimo è non scontentare i partiti, che sono l’ossatura del consociativismo e fonte di guadagno (con la conseguente logica di posti di lavoro da offrire ai soliti noti). Pertanto se si parla con qualsiasi persona di buona volontà (a questa categoria appartiene la maggioranza del Paese) si capisce come la cosa più logica sarebbe che chi prende più voti debba comandare, invece da noi tutto si complica, entrano di scena le coalizioni, subentrano i resti proporzionali, le percentuali che premiano e così via, tanto che la logica si trasforma in sofisma illuminato, frutto di menti sopraffine (o volutamente deviate?). Insomma, per via di una dittatura che ormai non c’è più da settant’anni, abbiamo sempre paura che, se il popolo decide direttamente, ci possa essere una deriva autoritaria che condurrebbe a chissà quale satrapia. Mentre nella maggior parte delle Nazioni le elezioni si risolvono in modo semplicissimo. Chi prende più voti vince e gli altri se ne tornano a casa. Ovviamente esistono i contrappesi per vigilare affinché la democrazia non venga stravolta, ma chi deve decidere è individuabile da subito e
se ne assume la responsabilità alla luce del sole. L’ELEZIONE DEL SINDACO - I lettori che seguono queste note sanno che noi da sempre siamo per l’elezione diretta del sindaco, sin dai tempi in cui in Italia il primo cittadino veniva individuato dal Consiglio comunale, che attraverso alchimie strane, eleggeva quello che solitamente aveva preso meno voti di tutti. Poi il 15 marzo 1993 ci fu il cambio, voluto dalla gente grazie a un referendum, e così si è passati alla chiamata diretta di chi deve rappresentare una comunità. Ma anche qui si intervenne in modo un po’ artificioso. La legge prevede che nei comuni fino a 15.000 abitanti chi prende più voti dopo la tornata elettorale diventa sindaco, senza quorum o sbar-
ramenti. Invece nei comuni sopra tale soglia, il maggior rappresentante comunale viene scelto al primo turno solo se supera il 50% più un voto, altrimenti, dopo due settimane, si va al ballottaggio dove tutto è permesso. Ciò significa che incominciano le trattative, la fiera dei mutamenti genetici, i cambi di casacca e quant’altro, stratagemmi per rovinare solo la fiducia che il cittadino ha verso i propri rappresentanti. Si verifica, pertanto, che persone di una certa parte politica, pur di mettersi in mostra, cambiano schieramento con una disinvoltura disarmante. Tutto ciò fa male alla politica e alla sua reputazione. Se a questo aggiungiamo che nel primo turno esiste anche il voto disgiunto (cioè voto un tal sindaco, ma al contempo metto la croce
su un consigliere di un gruppo fortemente antagonista al primo) la vergogna italica non ha confini. IL “CASO TERAMO” - Che il sistema del doppio turno faccia acqua da tutte le parti lo dimostra il “caso Teramo”, che oltretutto è spesso ricorrente in varie parti d’Italia. Nelle prime elezioni il sindaco uscente Maurizio Brucchi del centrodestra aveva sfiorato l’elezione, totalizzando il 49,77% (quasi 17.000 voti) su una percentuale di votanti del 74,25%. Nella seconda tornata a votare è andato circa il 20% in meno dei teramani e Brucchi ce l’ha fatta per poche centinaia di voti, giungendo al 51,52% con 13.616 voti. Significa che la sua sfidante, Manola Di Pasquale, che nel primo turno aveva preso il 25,12%, se avesse vinto, avrebbe preso comunque molte preferenze in meno di ciò che aveva realizzato il suo antagonista al primo turno. Capiamo che è un po’ cervellotico il ragionamento, ma si intuisce come nel secondo turno avvenga quello che da più parti è stato definito come “il mercato del bestiame”, in cui si formano delle coalizioni sconclusionate di trombati al primo turno. Questo atteggiamento non fa altro che incidere negativamente sulla reputazione della politica e le rivalse tra i candidati (e non i programmi) fanno il resto. È anche ciò che è successo a Livorno. L’estrema destra e il centrodestra, pur di non far vincere colui che al primo turno aveva preso la maggioranza di preferenze (Marco Ruggeri del Pd), hanno votato al secondo turno un grillino (Filippo Nogarin) per concretizzare quello che è stato definito “un miracolo” (ma di che?). Per noi occorrerebbe applicare per tutti la legge elettorale dei comuni sotto i 15.000 abitanti e se ciò non avvenisse, chi si presenta alla elezioni comunali come candidato sindaco con l’attuale legge a doppio turno, quanto meno dovrebbe dire da subito che al ballottaggio non si alleerà con nessuno. Sarebbe, anche se solo parzialmente, un primo vero segnale di cambiamento “interno” della politica.
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DANTE FRANCANI
IL CANTAUTORE CON LA TUTA BLU Il rosetano ha vinto Musicultura 2014 con la sua ballata dell’operaio. di Luca Maggitti
Dante Francani durante la finale di Musicultura
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uesta è una storia di fabbrica e musica. Dante Francani è un rosetano classe 1974. È sposato con Erenia e padre di Ludovica, bimba di 9 anni. Dal 1999 – anche se dal 2001 al 2004 ha provato a fare altro – lavora come operaio alla Cordivari, importante azienda metalmeccanica della vicina Morro D’Oro. Dante ha anche una passione: la musica. Allievo del maestro Manfredo Di Crescenzo, ha persino conseguito il diploma di teoria e solfeggio. Un paio di anni fa, a mensa – durante una pausa pranzo del lavoro in fabbrica – gli passa una canzone per la testa. È bravo a imprimerla bene in mente e così nasce “Tuta blu... o la ballata dell’operaio”. L’operaio che diventa cantautore. Dante la registra e propone nel mare magno di YouTube. La canzone – forse sarebbe meglio chiamarla “manifesto” – è apprezzata e subito i mass media iniziano a parlarne, mentre le prime radio lo invitano a cantarla. Molti complimenti, un premio vinto dalle nostre parti e l’onore, lo scorso anno, di aprire il concerto a Te-
ramo di Max Gazzè. Poi però c’è sempre la fabbrica, per pagare le bollette e sostenere la famiglia. A ottobre scorso, la moglie Erenia gli fa un inaspettato regalo di compleanno: la partecipazione a “Musicultura”, prestigioso festival musicale nazionale giunto alla sua 25^ edizione. Dante è sorpreso, pensa sia uno spreco di soldi, perché l’iscrizione costa 80 euro e perché ci sono oltre 1.200 aspiranti. Invece ha ragione Erenia – ah, le donne! – perché l’operaio/cantautore scala i vari gradi del concorso, arrivando nel lotto dei 16 dai quali usciranno gli 8 vincitori, esibendosi con il sassofonista e il fisarmonicista rosetani Fabrizio Mandolini e Daniele Falasca e con il batterista teramano Glauco Di Sabatino. 2 posti in finalissima li decreta “il popolo di facebook” e Dante Francani non è fra quelli, visto che il testo della sua canzone non è di quei motivetti orecchiabili che diventano presto “virali”, essendo una riflessione sofferta sul mondo degli operai. La profondità delle parole del rosetano fanno però breccia fra i componenti del “Comitato Artistico di Garanzia”, che deve nominare gli al-
Dante Francani e Fabrizio Frizzi
Dante Francani e sua moglie Erenia tri 6. Fra i componenti, artisti e letterati come Baglioni, Bennato, Carboni, Consoli, Cristicchi, Faletti, Giorgia, Maraini, Paoli, Rossi, Ruggeri, Serra, Vecchioni, Veronesi, Venditti. Dante viene scelto e insieme agli altri 7 finalisti va a Roma, per un concerto a Rai Radio 1. È già molto, ma non è ancora abbastanza, perché arriva la finalissima a 8 e Dante sale sul palco dello splendido Sferisterio di Macerata, nella semifinale di venerdì 20 giugno, solo e con un enorme pianoforte a coda dal quale spremere ogni goccia di
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Dante Francani a Musicultura
passione. Vince ancora e si qualifica per la finale a 4 di domenica 22 giugno. Dante ci riprova, introdotto da Fabrizio Frizzi. Canta ancora, facendosi forza fra pensieri, emozioni e lacrime e vince il primo premio assoluto: un assegno di 20.000 euro. La lunga marcia del cantautore con la tuta blu è arrivata alla fine: la 25^ edizione di Musicultura è vinta dal Cipputi rosetano, che canta la dura vita della fabbrica. Dopo la vittoria, il cuore operaio non si smentisce: Dante dedica l’alloro agli operai della Rolli di Roseto, insieme ai quali aveva fatto corteo la domenica precedente. Poi la famiglia: la canzone scritta per la mamma Rosanna, che non c’è più, e il fresco dolore per la perdita del suocero Luigi, con la speranza che, altrove, stiano brindando insieme alla sua vittoria. Non manca un sassolino dalla scarpa, tolto pensando a chi lo accusava di perdere tempo a scrivere canzonette,
Una veduta dello Sferisterio di Macerata
così come non manca un interrogativo rivolto alla razza padrona: «Il Made in Italy è, da sempre, il traino del nostro paese. Allora vorrei chiedere ai politici che fanno le leggi e ci governano: come è possibile massacrare gli operai, condannandoli a stipendi sempre più magri rispetto ad una vita dignitosa e nulla più, se sono poi gli operai stessi i veri delegati a fare la qualità?». Dopo la vittoria, il desiderio di Dante è incidere il suo primo disco, avendo altre canzoni nel cassetto. Intanto, domenica 6 luglio – su Rai Radio 1 – sarà possi-
bile ascoltarlo nello speciale dedicato a Musicultura, in onda dalle 19.30 alle 21, mentre sabato 19 luglio terrà il suo primo concerto a Roseto, al Lido Mediterraneo. “Tuta blu”, per la potenza del suo testo, meriterebbe una giornata di studio, oppure gli “Stati Generali del Lavoro”. Una canzone per aprire un dialogo – vero – fra imprese, sindacati e forze politiche, magari da organizzare a Roseto, invitando Matteo Renzi, Susanna Camusso, Luciano D’Alfonso e compagnia governante. È un suggerimento? Sì, lo è.
CI PIACE
Nino Faga e il “suo” circuito
di Piergiorgio Stacchiotti - foto: Mario Rosini
“Sindaco, prima di morire vorrei fare un moto e poi la rievocazione vera e propria, ultimo giro in moto sul nostro lungomacon la sfilata delle due ruote da corsa, re. Esaudisca questo mio desiderio”. La quasi tutte anni ’60 e ’70. Il momento richiesta è partita qualche mese fa da clou quando Nino Faga ha indossato il Nino Faga, ex campione di motociclismo casco, è salito sulla moto, ha compiuto di fama mondiale. Era in pista durante la il suo giro ed infine è stato premiato dalle “Tragedia di Monza” il 20 maggio 1973, autorità. Grande commozione per tutti. quando morirono durante la gara Renzo In migliaia hanno avuto modo di vivere Pasolini e Jarno Saarinen, due dei più un piacevole flash-back, tornando con grandi centauri di tutti i tempi. Faga è la mente ad una quarantina di anni fa, Nino Faga premiato dal sindaco ancora oggi uno degli sportivi più amati quando il “Circuito Città di Roseto” riin Abruzzo. Questo desiderio è stato esaudito domenica 29 giu- chiamava gli appassionati da ogni parte d’Italia e alcuni dei migno con la 1° Rievocazione storica “Circuito Città di Roseto” – 1° gliori team e dei più forti motociclisti dell’epoca, grazie anche alla Trofeo “Nino Faga”, sul lungomare Celommi. L’esposizione delle presenza del pilota rosetano.
NON CI PIACE
È possibile che a fine giugno il lungomare sud sia ridotto così? Lungomare sud di Roseto. Fine mese di giugno, con domenica annessa piena di turisti. La zona è tra i luoghi lato mare più frequentati, dopo il tratto centrale, perché c’è il pontile, un alto numero di alberghi e pensioni, le giostre e l’area dei circhi. Eppure, la situazione è veramente poco invitante, con erbacce altissime, siepi lasciate all’incuria, sporcizia che si annida sotto i rovi. Senza fare polemiche distruttive, ma è possibile che accada tutto ciò in un paese turistico? Certo, gli operai comunali sono ridotti all’osso e il problema risale a tanti anni fa, quando gli uffici comunali furono riempiti di impiegati e sulla strada le forze lavoro diminuirono. Ora bisogna agire, superare le polemiche e cercare di dare decoro alla nostra città: questa immagine parla da sola.
17-18-19 luglio 2014 torna ad Atri il “Green Hills in Blues” Non vi è dubbio che le sonorità blues siano dotate di quel sound heart capace di legare individui altrimenti isolati nella vastità della cartina geografica. Questo lo sa bene Vincenzo Melchiorre Ricci, direttore artistico del Festival Internazionale di musica “Green Hills in Blues”; anche quest’anno, infatti, non ha rinunciato ad offrire al pubblico una rassegna che, per qualità e coerenza artistica, resta nel solco della migliore tradizione blues, senza ignorare le nuove proposte del genere. Il 17, 18 e 19 luglio, nella storica Piazza Duchi d’Acquaviva di Atri (inizio concerti ore 21, 30 - Ingresso gratuito), musicisti provenienti dalle differenti correnti del blues americano (Louisiana, Texas, California, New York,) e italiano, si esibiranno sul palco che ospiterà, come ogni anno, giovani band e solisti della nostra regione. Evocando le atmosfere dell’affascinante New Orleans, chiuderà la kermesse, la notte del 19 luglio, l’evento “La Lunga Notte del Blues”.
CI PIACE
di Biancamaria Di Domenico
Via Libia chiusa al traffico per consentire la sistemazione di una sorta di prefabbricato utilizzato per nascondere allo sguardo i contenitori per la raccolta differenziata di un condominio. Accade a Roseto e la cosa non piace ad automobilisti e residenti. La strada, che dal mare porta verso l’interno, poteva essere percorsa a senso unico, consentendo la sosta su un solo lato. Con la sistemazione del fabbricato lo spazio di manovra e transito delle auto si è ridotto notevolmente. Di conseguenza l’amministrazione comunale è stata costretta a sistemare una transenna per il divieto di accesso. E nei giorni scorsi ci sono stati anche pro-
blemi per un’ambulanza che non è riuscita a fare manovra per raggiungere un cittadino in difficoltà. Per il Comune l’unica soluzione per fare in modo che i raccoglitori restassero all’aperto era quella di autorizzare la sistemazione di quel fabbricato. Il sindaco Enio Pavone però se la prende chi ha permesso la costruzione dei condomini senza prevedeProteste via Libia re degli spazi adeguati per il posizionamento dei contenitori per rifiuti condominiali. E a chi gli ha chiesto di sistemare i bidoni sul lungomare, ha fatto notare che sono stati eliminati da oltre due anni con l’avvio del porta a porto ridando decoro alla città. Ma ora c’è da risolvere il problema di alcuni condomini.
INFORMATIV A PER I CITTADINI
AR
Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.
Antonio Ruggieri S.r.l.
Via Brasile Zona Ind.le Voltarrosto - Rosrto Ufficio 085-8932081 . Fax 085-8932769 Info. 338-8602828 - e-mail antonioruggierisrl@gmail.com
NON CI PIACE
Via Libia e i “gabbiotti” per la spazzatura condominiale
IE CUR IOàS&IZ Notizie)
(tra Curiosit
19 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor
Perché Via nenni A CAMPO A MARE si chiama così?
Pietro Nenni
Cartina Campo a Mare Inf. via Togliatti Parliamo di una delle strade più larghe di Campo a Mare Inferiore. Parte direttamente da piazza Aldo Moro e arriva fino a Don Luigi Sturzo. Per gli amanti del calcetto la via è conosciuta perché nei pressi vi è un campo che un tempo aveva anche un apprezzabile manto in erba. Pietro Nenni (Faenza, 9 febbraio 1891 - Roma, 1º gennaio 1980) è stato un politico e giornalista italiano, leader storico del Partito Socialista Italiano. Brillante giornalista, durante il ventennio fascista fu uno dei massimi dirigenti del socialismo e dell’antifascismo italiano e internazionale;
durante la Liberazione, assunse cariche di governo guidando in prima persona la battaglia a favore della Repubblica. Dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, si avvicinò a Saragat, proponendo e ottenendo la temporanea riunificazione tra le due diverse anime del socialismo italiano e, dopo aver intrapreso la via dell’autonomismo, giunse a collaborare con la DC di Fanfani e Moro, con il PSDI di Saragat e il PRI di La Malfa nei governi di centrosinistra. Pietro Nenni era ateo: morì il giorno di capodanno del 1980 ed è sepolto presso il Cimitero del Verano di Roma.
Secondo appuntamento per “Piazze Illustrate” in piazza Dante a Roseto
Sarà dedicata al Purgatorio della Divina Commedia la seconda data di Piazze Illustrate, recente iniziativa dedicata all’arte e alla cultura con l’obiettivo di valorizzare le piazze e i talenti del territorio abruzzese. I giovani organizzatori Paolo Voto, Devis Ercole ed Emanuela Collevecchio, in collaborazione con le associazioni culturali Oltre le Nuvole e Cerchi Concentrici Promotor, organizzano una giornata all’insegna della cultura e del divertimento per adulti e bambini di tutte le età. Sa-
bato 5 luglio 2014, a partire dalle 16.00, in Piazza Dante Alighieri a Roseto degli Abruzzi, dieci giovani artisti delle scuole d’arte delle province di Teramo e Pescara realizzeranno in estemporanea un’opera riguardante il Purgatorio. Ma non è tutto: dalla pittura alla musica, dall’artigianato alla letteratura, fino all’intrattenimento per i bambini, tutti gli appassionati di cultura saranno accompagnati alla scoperta della Divina Commedia attraverso tre date. Un tema per ogni edizione per approfondire i tre libri di uno dei più grandi capolavori letterari di sempre. Collaborano all’iniziativa: ristorante Locanda del Cerbero, libreria Ubik, fumetteria Comic Zone, Honesto Art Work, yogurteria Yo-
gurtArt, centro estetico Daniela Lelli, negozio vintage per bambini Il Fiore Magico, birrificio God Save the Beer, pizzeria Le Barrique, Iachini Gioielli, Lido Celommi, Lido La Bussola, Lido Oasis, Caffè Salotto, Bar Aurora. Info: Cell. 329.00.21.649; mail:piazzeillustrate@gmail.com.
IE CUR IOàS&IZ Notizie)
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(tra Curiosit
Com’erano le patenti di guida durante il fascismo? Ecco quella di Pasquale Verrigni
Parlare di epoche storiche ormai abbastanza lontane dalle nostre significa anche vedere alcuni aspetti di vita quotidiana. Quella che vi proponiamo è una patente automobilistica che abbiamo nei nostri archivi, appartenente a Pasquale
Verrigni, figlio di Luigi e padre del noto professore Giancarlo, risalente al periodo del fascismo. Intanto Pasquale era uno dei proprietari, insieme ai fratelli Gaetano e Attilio, del pastificio Verrigni, oggi fiore all’occhiello della cucina regionale. Dal
documento si evincono le note biografiche che parlano della data e del luogo di nascita, vale a dire 18 gennaio 1908 a Montepagano. L’anno del rilascio non è individuabile, ma con molta probabilità risale al 1927 o prima, dal momento che come residenza è indicata ancora Rosburgo: va detto che il 20 febbraio 1927 la cittadina adriatica cambiò il proprio nome in Roseto degli Abruzzi. Che la probabile data di abilitazione sia il 1927 lo si evince anche dal visto del 20 febbraio 1937 (Anno XV dell’era fascista), in quanto la validità del documento era di dieci anni. Tuttavia nel foglio a fianco c’è un’altra data, cioè 27 febbraio 1934 (Anno XII E. F.). I visti sono del funzionario della Prefettura di Teramo, retta dal comm. Alberto Varano, mentre i timbri sono dell’Automobile Club di Teramo. Pasquale Verrigni morì il 16 marzo 1980.
“Dimarcolor Color People Festival” e “Incontri letterari”, due eventi della Cerchi Concentrici Promotor Il prossimo 24 luglio sul lungomare di Roseto, parte centrale, davanti al lido “La Lucciola”, si terrà la seconda edizione del “Dimarcolor Color People Festival”, una manifestazione dedicata ai giovanissimi gruppi musicali che avranno l’unica particolarità in comune: dovranno suonare brani degli anni ‘60 con sconfinamenti anche alla decade successiva, in riferimento un po’ al simbolo di allora: il famoso pulmino T2 della Volkswagen, che ancora oggi sa tanto di hippy. La band che traccerà il percorso della serata sarà la Accessori Anni Sessanta e a seguire si esibiranno Vuoto Elettrico e Pressure Drop. Impor-
tantissima sarà la presenza di due ospiti speciali, vale a dire Dante Francani, fresco della vittoria del prestigioso concorso “Musicultura 2014”, sponsorizzato dalla Rai, e del musicista Daniele Falasca, entrambi di Roseto. Il secondo appuntamento è per il 28 e 29 luglio presso il lido “La Vela” con Incontri letterari. Alle ore 21 si parlerà, nella prima serata, dello sconfinato e affascinante mondo della letteratura italiana, mentre nella seconda si terrà un approfondimento su Dante Alighieri e sull’attualità della sua poetica. A relazionare sarà la professoressa Manuela Racci, docente presso la l’Accademia Opera di Roma della cattedra in Biblioterapia.
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IE CUR IOàS&IZ Notizie)
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(tra Curiosit
È uscito Chorus di luglio Siamo al numero 38 della pubblicazione di approfondimenti culturali e analisi storica. L’editoriale è dedicato alla letteratura e alla sua importanza. Il titolo è: Che cos’è la letteratura? La prima edizione di “Incontri letterari” cercherà di dare una risposta, e appena dopo si specifica che «I prossimi 28 e 29 luglio, presso il lido “La Vela” di Roseto si terrà la prima edizione di “Incontri letterari”. Saranno due serate in cui si parlerà in generale di letteratura e nello specifico di Dante, grazie alla partecipazione della professoressa Manuela Racci». A seguire la studentessa universitaria Laura Rapali si è soffermata sull’evasione fiscale con l’articolo Innocenti evasioni, cioè «L’evasione fiscale in Italia sembra un male a cui non c’è rimedio. I dati preoccupano, ma è anche vero
che prima di qualsiasi provvedimento, occorrerebbe un bel salto culturale per poter pensare di cambiare le cose». Chiude una riflessione di Ugo Centi dal titolo: Se c’è la “rosetanità” è questa. Poi nel sottotitolo si chiarisce che «La cultura vale quando stai bene, e ti puoi dedicare un po’ ad altro, magari alle esigenze dello spirito. Se hai fame, forse cerchi un piatto di spaghetti prima di un libro. Ma se hai letto un libro, il posto dove si trova la pasta ti può venire in mente prima». Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 38; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.
La partita del 1945 tra la Rosetana calcio e la Rappresentativa Militare Polacca Dai nostri archivi abbiamo ripreso un manifesto del periodo immediatamente dopo la II Guerra Mondiale. Siamo nel 1945, mese di settembre e attraverso l’affissione del foglio si avvisavano gli sportivi che domenica 16, alle ore 17:00 al campo sportivo comunale (Patrizi sottinteso), si sarebbero affrontate le squadre della Rappresentativa Militare Polacca e della Società Polisportiva Rosetana. È facile intuire che i polacchi erano in zona per mo-
tivi legati al conflitto e, messo in disparte per un giorno i tragici eventi, ci si tuffava nello sport, vero toccasana per esprimere dei momenti di gioia. La formazione azzurra era la seguente: Candelori, Bartolone, Giansante, Piccioni, Sorgentoni, Brandimarte, Parisciani, Neri, Di Giosia, Aloisi, Di Pietro. L’invito era di andare tutti al campo, avvisando che gli uomini avrebbero pagato £. 20, mentre le donne sarebbero entrate gratis.
Queste scritte non hanno alcun senso, lo vogliamo capire? L’Italia è un Paese molto complicato e certe volte per mascherare la mancanza del senso civico, la “buttiamo” in arte. Le scritte indecenti e che sporcano veramente l’arredo urbano o le strutture pubbliche dovrebbero essere condannate senza se e senza ma, invece alle volte troviamo chi le vuole giustificare attraverso la lente deformante dei graffiti artistici o più semplicemente invocando l’ironia di frasi “simpatiche”. La “topolina” (anche se la “L” è rimasta a casa) a cui si fa cenno si sarà senz’altro vergognata, senza pensare al fatto che se tale scritta fosse stata posta sotto casa sua, il padre avrebbe fatto correre il “gattino” veramente a zampe levate. Op-
pure quest’ultimo, se avesse imbrattato le pareti della sua abitazione, avrebbe avuto lo sfratto dal padre. Invece, quando si è nel territorio del bene pubblico, tutto è concesso e si continuano a scrivere queste frasi insulse. Un consiglio e un’osservazione non richieste. Non conveniva, al graffitaro, dire quel che pensa direttamente all’interessata. Forse un bacio l’avrebbe ottenuto in diretta. In seconda battuta facciamo notare che nei pressi c’è via Marina, come riportiamo in un articolo specifico, in cui i residenti denunciano la presenza di topi veri e ratti. Non vorremmo che la ragazza, oltretutto, si offendesse e venisse confusa con la non apprezzata fauna locale.
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Francesco Pincelli Un lungo applauso lo accolse quando aprì gli occhi e già allora il suo cuore batteva per la rosa, che farà cantare ai tanti allievi in mille modi, musicando brani dedicati a Roseto, come gli suggerì Ennio Morricone di William Di Marco
Il padre sbatté a terra un piatto per la disperazione, perché aveva capito di aver di fronte un figlio testardo: voleva fare il musicista e il direttore d’orchestra e non c’era verso per fargli cambiare idea. Così l’adolescente Francesco iniziò la sua carriera musicale tra il violoncello, la fisarmonica, il pianoforte e l’organetto. E oggi, nelle sue composizioni, quegli strumenti emergono tutti, tra le note dei suoi spartiti
L ricordi Francesco Pincelli
a musica corre sbarazzina, trasportata dal vento. Non la incapsuli, non puoi fermarla come se fosse un normale spray la cui fragranza esplode premendo un semplice tasto: è qualcosa di più etereo. Ma alle volte ha bisogno anche di un mezzo, forse di quelli tradizionali, di quelli che non ti aspetti e se un vecchio treno che corre sui binari ormai segnati dal tempo ti dà una mano a trasportare la musica sulla cicogna dei bimbi buoni, allora puoi capire che sei sulla via giusta, soprattutto se c’è un segno inequivocabile: un fragoroso applauso che ti indica di essere sulla corretta strada. Troppo complicato? Certo, non è una fiaba quella che stiamo per raccontare, ma gli elementi magici non mancano. Ne sa qualcosa Francesco Pincelli che ha fatto della musica la strada maestra (in tutti i sensi) della sua vita e se sin da piccolo gli dicevano che aveva orecchio per il pentagramma e che quello avrebbe dovuto studiare più di qualsiasi altra materia, lui non si dimentica di un luogo importante per la sua esistenza: la strada ferrata. È nato in una stazione, è salito un’infinità di volte sul treno che lo portava al Liceo musicale di Pescara e all’Istituto Magistrale, ma la cosa più importante è che proprio su un vagone diretto a Milano incontrò sua moglie. Ecco che al maestro rosetano quello scandire ripetitivo dei rumori delle rotaie avrà inciso sui tempi musicali che lo hanno accompagnato nella vita. E continuano a segnare le sue giornate, fatte di studio, tastiere, ricerche e anche di bel canto, aspetto che concilia sempre a tener alto il buon umore. “Paradossalmente - spiega tra una montagna di spartiti e pubblicazioni musicali - lavoro molto più adesso che quando insegnavo. In pratica la pensione ha dato un’accelerata ai miei impegni”. Detto della stazione, detto del treno, dell’ispirazione di vedere il suo futuro nelle cinque linee orizzontali frapposte ai quattro spazi, manca da spiegare l’applauso. Evidentemente che avrebbe calcato i palcoscenici su cui esibirsi, per poi raccogliere il consenso del pubblico,
lo aveva capito proprio mentre stava per uscire dalla pancia della madre, quando la notizia si diramò all’istante in quella stazione di Vasto e subito ci fu chi corse sui binari per avvisare i passeggeri di un treno in transito. Dato il periodo di guerra, con i bombardamenti che si ripetevano incessanti, ricevere una bella notizia al grido “è nato, è nato” non poteva che suscitare un applauso liberatorio dei presenti, per esorcizzare i tristi fragori di un conflitto atroce, che proprio a inizio del 1944 trovava la sua massima espressione in terra d’Abruzzo. Così la sera tutti andarono a festeggiare al suono di una fisarmonica suonata da pescatori rosetani, che proprio in quella zona erano capitati. Gli elementi di questa storia continuano ad affascinare, ma creano un ginepraio da cui adesso bisogna uscire. Allora è il caso di invocare la musa più adatta, quella del bel canto che tanti bambini ha coinvolto in oltre sessant’anni di musica del nostro maestro Pincelli. Sembra di vederli affilati i suoi cori, i suoi tantissimi allievi, i suoi studenti che lo hanno seguito nelle innumerevoli formazioni che hanno intonato i più bei canti abruzzesi e le sue originali composizioni. È venuto il momento di fare ordine a un intreccio narrativo fatto di analessi e prolessi. Partiamo dal principio. Il treno ha fischiato... direbbe Pirandello. Il treno, la stazione, i binari sono tutte cose che mi appartengono, non perché mio padre fosse un ferroviere, anche se in famiglia erano in molti a lavorare in quel settore, ma perché sono nato proprio in una stazione, quella di Vasto. Ma vale la pena procedere con ordine. Mio padre Tommaso era originario di S. Margherita di Atri e proveniva da una famiglia di antica tradizione mugnaia. I miei nonni e bisnonni facevano tutti i mugnai ed erano sparsi un po’ in tutta la provincia. Papà, però, aveva scelto di fare il sarto e si sposò con Maria Giovanna Smerilli di Vasto. Dopo il matrimonio si trasferì nel paese di mamma e mi misero al mondo il 18 febbraio 1944, primo di tre figli: gli altri sono Giuseppe e Mauro. L’episodio è
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Roseto, 1951. Il piccolo Francesco nel giardino di fronte la sua abitazione della Croce, Roseto sud
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Roseto, 1953. Francesco in III Elementare. La scuola era sita di fronte dove oggi c’è la sede di Eidos
ricordi
curioso e me lo hanno raccontato moltissime volte. Quel giorno era il venerdì prima di carnevale e c’erano i preparativi per la festa. Una barca di pescatori rosetani era giunta sino a Vasto ed erano venuti a trovare dei paesani, tra cui c’era un mio zio. I nuovi arrivati erano Arduino Di Marco, detto “Lu poet”, Pasquale Di Giovanni, detto “Iaion” ed altri: i primi sapevano suonare la fisarmonica e si festeggiò fino a tardi la mia nascita. Evidentemente era destino che la musica fosse la costante della mia vita. Ma il fatto curioso fu che i miei abitavano decentrati rispetto al paese e mia nonna mandò mia madre dalla cognata in stazione, poiché mio zio era ferroviere. Nacqui proprio lì alle 10:35 e appena aprì gli occhi, qualcuno gridò ai viaggiatori di un treno fermo: “È nato, è nato”. A quel punto scoppiò un fragoroso applauso da parte di tutti i passeggeri che nel frattempo si erano affacciati dai finestrini. L’episodio fu così curioso, che spesso i miei me lo ricordavano. Dopo Vasto arriva Roseto, ma prima ci fu una tappa intermedia. È vero. I miei si trasferirono a Trevi in Umbria dal 1947 al 1949. In quel periodo all’asilo già cantavo e recitavo e qualche scena ce l’ho ancora impressa. Poi arrivammo a Roseto, perché mio padre voleva tornare vicino al suo luogo natio. Siccome i fratelli, che lavoravano in ferrovia, erano già qui, decise di sistemarsi definitivamente vicino a loro. Voleva avviare un bar nei pressi della stazione, ma poi incontrò Raffaele Maggetti, che aveva dismesso un’attività e aveva degli scaffali, il quale gli consigliò di aprire un genere alimentari nella zona sud, in pratica dove abitavamo. Il posto preciso era di fronte alla Croce, la famosa zona della Corea e così fu. Solo che all’inizio sembrava che non entrasse nessuno nell’attività, ma tutto cambiò nel giro di poco tempo, soprattutto quando agli alimentari fu abbinata la tabaccheria. Anzi il negoziò diventò più grande e fu il primo supermercato di Roseto. Mi ricordo che le donne venivano e non capivano che potevano prendere il carrello e scegliere i prodotti direttamente sugli scaffali. Poi il 2 luglio 1971 mio padre morì a soli 51 anni, così cambiarono diverse cose. Il genere alimentari lo togliemmo e rimase solo la tabaccheria, che andò a mio fratello Giuseppe, dal momento che io già facevo il musicista e mio fratello Mauro era in procinto di andare a Napoli a fare il calciatore. Torniamo indietro ai tempi della scuola. Le Elementari le frequentai in via Milli e i primi due anni ebbi la maestra Nicolina Di Cesare. La nostra classe era formata da
Roseto. 1953. I tre fratelli Pincelli. Da sinistra Francesco, il piccolo Mauro e Giuseppe
50 bambini e la povera insegnante alle volte era disperata. Ci minacciava che avrebbe chiamato il direttore Giuseppe Angelini, che aveva l’ufficio sopra la nostra aula. La III Elementare la frequentai di fronte dove oggi c’è la sede di Eidos, mentre in quarta ebbi come maestro Massimo Mazzoni. Qui accadde un fatto strano. Essendo nato a febbraio, ero entrato in ritardo a scuola, quindi volevo recuperare un anno e così nel pomeriggio frequentavo la V con il maestro Alfredo Giansante. Fu difficile, ma ce la feci. In I Media andai all’Istituto Bambin Gesù delle suore e mi ricordo che l’insegnante di Lettere era la Franceschelli, quello di Matematica Di Meo, di Educazione Fisica Plebani. Il mio compagno di banco era Vinicio D’Antonio, poi divenuto professore e preside: per me fu qualcosa di molto toccante quando dovetti suonare al suo funerale. Poi mi venne in mente di iscrivermi al seminario, perché sentii una vocazione per il sacerdozio missionario. Frequentai la Casa Missionaria di S. Martino D’Albaro dei barnabiti di Genova. Mio padre era amico del papà di Don Roberto Borghese che frequentava già quel collegio, così mi iscrissi lì. Di Roseto c’era, oltre Don Roberto, anche Giacinto Proti. Dopo un anno, però, decisi di ritornare, poiché il rettore Idelfonso Maria Clerici vide che ero portato per l’Educazione musicale e mi disse che si poteva essere ugualmente missionari nella vita di ogni giorno e che la mia missione doveva essere l’arte della musica. Rientrai a Roseto e continuai le Medie nella scuola statale di Silvi. Intanto suonavo la fisarmonica. Iniziai “a orecchio” con quell’Arduino Di Marco che aveva suonato alla festa della mia nascita, ma subito continuai con il maestro Pasquale Bizzarri. In verità era mio fratello Peppino che ci andava, ma a lui piaceva poco e io in brevissimo tempo avevo imparato molte cose, tant’è che il proprietario della lavanderia di fronte a noi, Edmondo Ferri, disse a mio padre: “È lui che deve andare da Bizzarri”. Fu così che iniziai le lezioni regolari e nel tempo sono stato anche dal grande Pietro Tavani. Poi arrivò il conservatorio... Lo stesso maestro Bizzarri mi consigliò di scegliere il Liceo Musicale “Luisa D’Annunzio” di Pescara. Allora si chiamava così e appena dopo il mio diploma cambiò nome in Conservatorio, dedicata sempre alla madre del poeta-vate. Bizzarri aveva una decina di allievi: disse a mio padre che ero il più bravo e che quella era la mia strada. Però papà non ce la pensava tanto. Diceva che dovevo fare una scuola “sicura”. Allora chi
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Pescara, 21 luglio 1974, Le Naiadi, Festival del Canarino d’Oro. Il maestro Pincelli riceve il I Premio per la canzone “Olè olè, Alì Moscè” cantata dalla teramana Luana Baronetti. Dietro Pincelli c’è il presentatore Pippo Baudo
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Montesilvano, 1998. Il maestro Pincelli riceve da monsignor Antonio Pintori un premio al Festival Nazionale “I canti della montagna”
era bravo in Matematica sceglieva Ragioneria, chi in disegno Geometra, chi in Italiano l’Istituto Magistrale. Poi chi aveva i soldi faceva il Liceo. Io non ero affatto portato né per i numeri, tanto meno per le righe e squadre. Andavo meglio nelle materie umanistiche, ma mi ero messo in mente di frequentare il Liceo Musicale pescarese. Tra me e mio padre ci fu un’accesa discussione e quando vide che non cedevo, sbatté a terra un piatto mentre stavamo mangiando e mi disse: “Se non troverai lavoro e andrai in giro con il piattello a fare l’elemosina, non lamentarti con me”. Acconsentì che mi segnassi: scelsi il violoncello, poiché le iscrizioni per pianoforte erano finite. Mi ricordo che eravamo in sei a iniziare e all’esame del decimo anno fui solo io ad arrivare. A consigliarmi quello strumento fu il maestro Mario Domenicucci che insegnava a due rosetani, Benito Messina e Giovanni Di Giosia. Mi disse che il grande Arturo Toscanini era stato un violoncellista e io lo presi subito come esempio, anche perché volevo diventare direttore d’orchestra. Mi diplomai il 24 luglio del 1969 con il direttore della scuola che era il famoso compositore Liberato Firmino Sifonia, poi divenuto primo direttore del nascente Conservatorio. Comunque, per accontentare mio padre, mi iscrissi anche all’Istituto Magistrale G. Marconi di Pescara, ma dopo un anno lasciai. Mi ricordo che la mattina presto partivo con il treno, poi a piedi mi recavo a Porta Nuova per la scuola. Mangiavo un panino e nel pomeriggio andavo al Liceo musicale e tornavo tardi a casa. Era veramente stressante. Fu così che iniziò l’insegnamento. In verità la prima volta che andai dietro una cattedra avevo 16 anni. Era il 1960 e il preside Alessio Di Cesare della Scuola di Avviamento mi mandò a chiamare dal bidello Adamo, perché aveva saputo che suonavo e conoscevo la musica. Chiesi che avrei dovuto fare e mi disse che da subito era meglio se gli alunni avessero sentito dei brani con la fisarmonica. Quella in assoluto fu la prima esperienza. Poi ebbi l’occasione di andare a suonare all’estero, nell’orchestra radiofonica di Caracas, ma non avevo fatto il servizio militare e così partii per Orvieto. Per me fu un’occasione persa, ma allo stesso tempo ebbi un incontro straordinario. Sono convinto che in cielo c’è già chi pensa a noi e ci vuole bene. Mi trasferirono a Roma e mi sentirono suonare. L’armonicista delle musiche dei film western di Ennio Morricone mi portò dal grande maestro, che mi sentì. Apprezzò quello che facevo e mi invitò a continuare nella mia
Sarno, 2003, chiesa di S. Francesco. Il maestro Pincelli con la moglie Maria Immacolata Paola e il figlio Alfonso, per i 25 anni di matrimonio
terra, studiando e approfondendo il folclore, cosa che poi ho fatto. Per quanto riguarda l’insegnamento, sono stato a Vasto, poi tornai in provincia girando un po’ tutte le Scuole Medie, fino a quando nel 1979 mi stabilii presso la D’Annunzio di Roseto, dove sono rimasto fino al 2007, anno in cui sono andato in pensione. Quanti cori ha creato e quanti brani ha scritto? Di cori che ho fatto nascere dal nulla sono tantissimi. In pratica in ogni scuola dove mi recavo, nasceva un coro. A Roseto nel 1960, in occasione del centenario della nascita della città, creammo, insieme al maestro Aldo Rampa e all’insegnante Anna Sperandii, un coro (Rosburgo) e una canzone, “Roseto è bella”, che due anni dopo fu trasformata in “Conca d’argento” e partecipò all’omonima gara radiofonica. Le ragazze del coro facevano parte tutte del laboratorio di donna Giulia Mezzopreti. Solo a Roseto ho dato vita a una decina di cori, tra cui i “Canterini delle 15”, “I Cantori di Rosburgo”, “Euterpe Città di Roseto”, vincendo spesso il “Festival della Rosa d’oro” organizzato dal Circolo della stampa. Per quanto riguarda la composizione, ho scritto più di 700 brani, insegnando ai bambini dell’asilo fino agli universitari. Oggi sono consulente musicale della “Settembrata Abruzzese”, la cui sede è a Pescara. Nella sua vita ci sono stati la famiglia e tantissimi giovani. Proprio così. Incontrai Maria Immacolata Paola Orrico, la mia futura moglie, sul treno, mentre andavo a Milano per un lavoro in campo musicale. Ci sposammo nella chiesa di Sarno, perché mia moglie è di quel paese, il 24 aprile 1978. Nel 1985 arrivò Alfonso e da oltre vent’anni abitiamo un po’ decentrati, dove la quiete mi aiuta nelle composizioni. Di giovani nei cori ne ho avuti veramente tanti. A loro posso dire di seguire la voce del loro cuore: è inutile fermarsi e ascoltare solo gli altri, senza agire. Inoltre bisogna ricordare che l’ultima parola ce l’ha sempre Dio. Parla ancora il nostro maestro dei tanti riconoscimenti, di quella medaglia d’argento della Presidenza della Repubblica guadagnata nel 1990 al Teatro Marrcuccino di Chieti grazie al brano “Paesi di montagna”, composto insieme all’amico Francesco Di Bonaventura. Poi guarda i suoi strumenti, tutti in fila e tutti che lo chiamano. Si ferma. Il suo sguardo punta la tastiera del pianoforte e le dita seguono lo spartito. La musica gli apre l’anima. Adesso la felicità è sul suo volto.
Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni; 7 Ettore Alcini; 8 Bruno Zenobio; 9 Mario Di Leonardo; 10 Romano Chiappini; 11 Pietro Iaconi.
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Gianluca Puliti, un rosetano alla Nasa, l’ente americano per le attività spaziali Negli Usa ha realizzato importanti progetti di ingegneria aerospaziale che gli hanno consentito di raggiungere lusinghieri traguardi lavorativi
di MARTINA BIDETTA
nuato a studiare. Ho fatto diversi colloqui di lavoro con importanti multinazionali, ma ho rifiutato ciò che mi stavano proponendo in quanto non all’altezza delle mie aspettative. Così ho fatto uno stage Gianluca Puliti con la nostra intervistatrice alla University of Notre Dame, vicino Chicago. Quest’ultima, con la collaborazione del Dipartimento di Energia del governo americano, ai suoi occhi vivaci e dallo sguardo intriso di sogni ab- mi ha elargito un assegno di entità cospicua che mi ha consentito biamo avuto un accesso diretto alla sua dimensione di realizzare un Master e un Dottorato di ricerca in fluidodinamica. interiore, dominata da una grande ricchezza profes- Il progetto ha avuto ottimi risvolti ed è terminato nel 2012. Dopo sionale, ma anche caratteriale, contraddistinta da alti una settimana mi sono sposato con la mia compagna, con la quale valori che lo legano alla sua terra d’origine. Parliamo di ero fidanzato da cinque anni e ho cominciato a trovare lavoro. Il Gianluca Puliti, un giovane rosetano che, subito dopo aver conse- mondo aerospaziale, attualmente, non offre molto, a meno che non guito il diploma di Maturità, è partito per gli Stati Uniti, spinto dal sei disposto a rischiare con compagnie private e piccole. Anche se desiderio di ampliare il proprio bagaglio culturale, riuscendoci a l’economia americana mostra segni di ripresa, il settore aerospapieno. Un’esperienza professionale con la NASA, in cui ha realizza- ziale è ancora molto sofferente. Negli ultimi due anni sto facendo ricerca nell’ambito medico. to un importante progetto di ingegneria aerospaziale, Consigliereste ad un giovane di trasferirsi in Amegli ha consentito di raggiungere lusinghieri traguardi rica? lavorativi. Ecco cosa ci ha detto. Sì, purtroppo. L’università italiana è molto teorica e Qual è stata la sua formazione scolastica e come manca l’aspetto pragmatico delle cose. In America c’è mai ha deciso di andare a studiare in Florida? una più facile immissione nel mondo industriale e in Non avevo mai avuto intenzione di andare a studiare quello accademico. Se lo studente ha grandi capacità oltreoceano, ma venni a conoscenza dell’esistenza di e vuole raggiungere un determinato risultato, il sisteun’ottima facoltà di Ingegneria Aeronautica in Florida, ma ti dà la possibilità di utilizzare tutti i mezzi di cui per cui non esitai a mettermi in gioco. Così, conseguinecessiti, per cui se il tuo progetto personale fallisce to il diploma al Liceo Scientifico “Marie Curie” di Giulianova con il massimo dei voti, inoltrai una richiesta Gianluca Puliti quando sei personalmente responsabile dei tuoi insuccessi. Lì c’è sempre un modo per riuscirci, con la volontà d’iscrizione alla Embry-Riddle Aeronautical University lavorava per la Nasa giusta e la buona etica arrivi lontano, anche perché il di Daytona Beach. Data la completezza del programma svolto al liceo, mi fu data la possibilità di saltare alcuni step del sistema è in grado di indirizzare il tuo percorso, con la predisposizione di interventi correttivi qualora se ne ravvisasse la necessità. piano di studi universitario americano. Anche in questo momento difficile dal punto di vista economico, gli E poi ha avuto modo di realizzare un progetto con la NASA. Nel frattempo ho conseguito due lauree, una in Ingegneria Aero- americani hanno tanto da offrire. spaziale e l’altra in Ingegneria Fisica (o Aeronautica). Grazie all’u- Com’è vista l’Italia negli Stati Uniti? E gli italiani? niversità che frequentavo ho lavorato per un progetto per la NASA Ci apprezzano per avere un’immaginazione e una creatività al di che prevedeva la realizzazione di un nuovo velivolo in grado di sopra degli altri. Quando mettiamo su carta una nostra idea, questa sostituire lo Space Shuttle. Sono stato impegnato in questo gratifi- ci permette di essere unici nel panorama mondiale, forse perché cante progetto per circa due anni e mezzo, dalla fine del 2004 fino siamo circondati da tanta bellezza. La politica è l’aspetto che viene a maggio-giugno del 2006. In particolare mi sono occupato degli maggiormente denigrato. Basti pensare che quando vogliono avere aspetti legati alla protezione termica dello shuttle e delle sue com- delle notizie in merito, consultano i giornali di gossip! ponenti interne, nonché della possibilità di rilasciare una sonda su Così, dopo una lunga chiacchierata e dopo aver riposto carta e una delle lune di Saturno in maniera tale da reperire dei frammenti penna, ci lasciamo ancora andare con qualche domanda personale. “Magari potessi portare mia moglie, il mio lavoro, la mia casa a per poi poterli analizzare. Il film-documentario sulla storia di Roseto si ferma al 2010. Tra Roseto!”, ci confessa Gianluca. Lo lasciamo andare, in modo che le ultime immagini proiettate c’è anche lei, perché ha tutte le possa, per ancora poche ore, respirare l’aria della sua Roseto e carte in regola per poter essere annoverato tra i personaggi che passeggiare sull’arena dorata del litorale sulla quale, da bambino, costruiva aerei e velivoli spaziali con le formine e con i Lego, senza hanno dato lustro alla nostra città. Poi cosa è successo? Le cose non andavano bene a livello industriale, per cui ho conti- pensare che di lì a poco sarebbe stato in grado di progettarli.
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Carissimo Eidos, è da tempo che vi voglio scrivere ma se non avevo l’ultimo giornale non l’avrei mai fatto. Bene ora mi accorgo di quanto tempo sprecato nel leggere il vostro giornale. Le fesserie che dite, le mattità che raccontate fanno rabbrividire. Tutto bene a Roseto? Bene Roseto è finita, questi maledetti politici che voi rispettate tanto
hanno distrutto tutto. Il giorno del consiglio comunale mi sono messo a piangere nel vedere padri di famiglia che piangevano e i mangioni a fianco. Mi dici quando mai queste [...] di onorevoli hanno fatto qualcosa? È una vita che mangiano sulla politica, non hanno mai lavorato e poi vengono a portare in giro la povera gente.
Vergognatevi quando li applaudite e li reclamizzate su questo giornale perché al di fuori di Eidos nessuno ne parla. Persone sane che si vergognano. Da oggi scrivete cose serie.
(Roseto 22-6-2014) Giuseppe
Caro Giuseppe, volevamo non rispondere alla tua lettera di protesta nei nostri confronti, non perché ci piace tarpare le ali del dissenso a chi ci critica, bensì per un motivo molto più semplice: la lettera è parzialmente firmata, in quanto priva del cognome. Tuttavia capiamo anche il forte senso di sconforto che oggi c’è tra gli abitanti del nostro territorio per le note vicende della Rolli. Noi, come ormai i lettori sanno e l’attesa che c’è nelle edicole del nostro giornale sta a dimostrare, non facciamo i portaborse a nessuno e la nostra forza è stata sempre l’autonomia, per la quale dobbiamo unicamente ringraziare i nostri sponsor. Il punto di riferimento di Eidos è stato, sin dal primo numero, il lettore, che cerchiamo di non tradire mai. Per farlo la nostra regola è dare spazio il più possibile alla pluralità delle voci, non legandoci in particolare a nessuno. Venendo nello specifico. Quando ci sono le tornate elettorali, tutti hanno diritto
allo spazio pubblicitario, che viene regolarmente pagato (ci mancherebbe!). Sulla questione del Consiglio Comunale straordinario tenutosi alla Villa Comunale, ognuno dei politici presenti si è assunto un impegno verso i lavoratori della Rolli e verso la cittadinanza. Certo, per alcuni è stata una passerella (e di ciò diamo ragione alla sottolineatura del lettore), ma il nostro compito adesso è quello di vigilare, affinché le promesse elargite ai presenti (cioè quella di far rispettare, da parte della nota società rosetana, il contratto nel settore industriale verso i dipendenti), vengano rispettate. Ed è ciò che faremo, perché sappiamo benissimo che sul lavoro e sulle vite familiari di molti nostri lettori, che ci seguono da anni perché sanno che riportiamo il più oggettivamente possibile le notizie, non si scherza. Le passerelle, se tali sono state, le smaschereremo. Presto. La redazione
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Villa Paris
un altro pezzo della storia di Roseto che sta per scomparire
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uando nel film sulla storia di Roseto si parlava della nascente Rosburgo, si faceva riferimento a quei “casini” che sorgevano nella nuova località, come seconde residenze di molti benestanti dell’entroterra (Teramo in modo particolare) che venivano a villeggiare in questa parte del litorale incontaminato, che aveva una caratteristica, sin da allora molto apprezzata: spiaggia ampia, sabbia finissima di color oro, mare limpido e invitante. E le immagini del documentario si soffermavano sulle foto antiche di questi villini così belli nella struttura, poiché si rifacevano allo stile “liberty” in voga all’inizio del XX secolo. Di quelle belle residenze non ne sono rimaste molte, ma quelle che ancora sono in piedi danno il senso di un valore estetico ancora fortemente preminente.
Ecco, detto ciò, fa veramente male al cuore vedere come il villino denominato Paris, posto in via Nazionale nella zona nord di Roseto (nei pressi di dove una volta c’era il consultorio) stia per essere trasformato in una moderna palazzina. La selva che avvolgeva la struttura storica rosetana aveva privato per tanti anni il viandante della vista della bellezza della costruzione, con una torre tipica del periodo di inizio ‘900 e il resto della casa dislocata su due piani. La finitura a mattoncini dava una connotazione di robustezza a queste costruzioni e il grande giardino rendeva la villa una piccola oasi. Adesso sono iniziati i lavori di ripulitura di tutte le siepi e delle erbacce, così da far emergere ancora di più l’eleganza della palazzina. Eppure, tra pochi giorni tutto questo non ci sarà più e una parte della nostra memoria edile e storica scompari-
rà per sempre. Allora viene da chiedersi un paio di cose. Se è ovvio - come sottolinea la tabella e il rendering esposto - che esiste un’autorizzazione e che il costruttore del caso specifico fa il suo lavoro per realizzare nuovi appartamenti e venderli, come è possibile che ci sia stata l’approvazione da parte degli organi competenti (comunali e regionali), compresa la sovrintendenza ai beni culturali e architettonici per la nuova edificazione? Già sappiamo la risposta: è tutto in regola. Da qui le domande: si è in regola anche con la storia dei luoghi? Con la storia di una comunità che è ancora alla ricerca di una sua conformità territoriale? Con la tracciabilità del proprio percorso identitario? Per queste seconde domande la risposta la possiamo dare noi, cioè assolutamente NO.
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Torna la Guardia Medica Turistica Dallo scorso primo luglio è stato riattivato il servizio che resterà in vigore sino al 31 agosto. Anche quest’anno è stata scelta la sede del Palazzo del Mare
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iattivato a Roseto, per la stagione estiva in corso, il servizio di Guardia Medica Turistica che sarà garantito fino al 31 agosto. Anche per quest’anno è stata scelta la sede del Palazzo del Mare, sul lungomare Trieste. “E’ un importante servizio rivolto ai turisti che potranno fruirne per le prestazioni di primo livello, per visite ambulatoriali e domiciliari tutti i giorni, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19”, ha spiegato il primo cittadino di Roseto, Enio Pavone, “Per questo ringraziamo la disponibilità della Asl di Teramo che dimostra ancora una volta grande sensibilità e attenzione verso la nostra città che, ricordiamo, è la seconda per numero di abitanti in provincia e, nel periodo estivo, vede la presenza di diverse migliaia di turisti”. Va sottolineato che il servizio, come per anni passati, non è finanziato dal Servizio sanitario nazionale, ma è aggiuntivo per i Comuni turistici ed è rivolto ai villeggianti. I residenti, infatti, potranno continuare a rivolgersi al proprio medico di base. Per gli utenti, inclusi gli esenti dal ticket per reddito ed invalidità varie, sono previste tariffe differenziate in base alla tipologia
L’attuale Palazzo del Mare di prestazione sanitaria richiesta, in particolare: 5 euro per le prescrizioni di farmaci, trascrizioni di ricette, 15 euro per la visita ambulatoriale e 25 euro per la visita domiciliare. Il numero di telefono della Guardia turistica è 334-3280016; per le prestazioni di urgenza nella fascia notturna (dalle ore 20 alle 8) i turisti potranno rivolgersi al servizio di conti-
nuità assistenziale, presso la sede del Distretto sanitario di base di Roseto, in via Adriatica (tel. 085-8020886). Infine, come da tradizione consolidata, la locandina informativa del servizio di Guardia medica turistica sarà distribuita in tutti gli chalet e le strutture ricettive cittadine, per favorire la massima conoscenza dell’iniziativa tra i turisti.
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In ricordo di Silvio Pela
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nipoti e familiari tutti vogliono ricordare il caro Silvio Pela, venuto a mancare lo scorso 9 giugno. La maniera piÚ bella è quella di commemorarlo nei suoi momenti piÚ belli, da appassionato e giocatore di basket. Un ringraziamento a Vittorio Fossataro e ad Antonio Luca De Giovanni, nipote del compianto Tonino Bruscia, che ci hanno aiutato a ricordarlo con immagini delle loro collezioni.
Campionato 1951-1952. (in alto) A.Giunco, P.Di Giuseppe, P.Di Blasio, P.Angelini, T.Bruscia, C.Mongia, P.Mazzarella. (in basso) S.Angelini, R.Maggetti, S.Pela, G.Ragnoli, M.Vannucci
Roseto promossa in Serie B. (in alto) Barba, Marcozzi, Bruscia, Mazzarella, Piccioni, Di Blasio, P.Angelini. (in basso) S.Angelini, Ragnoli, C.Mandolini, E.Bacchetta, Di Remigio, S.Pela, Di Francesco (in piedi)
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Ricordo a Gigino
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a mia conoscenza con Gigino risale a tanti anni fa, intorno agli anni ’70, prima di allora leggevo i suoi articoli sul Tempo e altre riviste. Ho avuto modo di conoscerlo in maniera più approfondita quando era presidente del patronato scolastico, facendo tanto bene a favore del plesso di Montepagano. Amicizia che è continuata con il suo impegno al Centro Servizi Culturali di Giulianova, dove ci sentivamo per organizzare piccoli eventi come concorsi per atti unici di teatro dialettale che poi mettevamo in scena. Ricordo dalle suore (qui in paese) o presso le scuole medie le rappresentazioni de “lu trav de la case” o de “scimpis la vicchiaie” che successivamente immettemmo anche nel circuito dialettale di Morro d’Oro e Notaresco.
Nel 1986 ci fu la creazione geniale del Museo della Cultura Materiale di Montepagano, assieme a Rossana Bacchetta , Ciro Di Marco ed alla sottoscritta. Rammento una sera d’estate, mentre eravamo intenti a organizzare presso le scuole elementari una piccola esposizione di oggetti della vita contadina e paesana, del suo impegno insieme all’allora sindaco Angelozzi e poi ancora con il sindaco Calvarese per avere una sede stabile presso l’antica sede Comunale e dall’intuizione nel dare il nome “museo della cultura materiale”. Ci portava tanti reperti della sua collezione privata che tutt’ora fanno bella mostra, tra cui riviste come la “Tribuna Illustrata” e la “Domenica del Corriere”. Nel 2000 elaborò l’unico catalogo del museo, con l’ausilio della regione Abruz-
zo, oramai tutto esaurito con scritti e ricordi relativo all’uso degli oggetti. Poco tempo fa mi inviò una sua foto assieme agli amici rosetani, “sfollati” (vedi foto) qui a Montepagano negli anni della II° guerra mondiale che lui nominava spesso nei suoi scritti e specialmente nel parlare dello stupendo panorama di “porta da piedi”. Quanti ricordi e belle conversazioni, ogni volta che saliva a Montepagano, a casa di Ernesto D’Ilario e Rossana Bacchetta o dai parenti Arturo e Marcellino ! Ricordo la sua generosità verso i più deboli, come promotore di una raccolta fondi, presso la comunità rosetana e abruzzese denominata gli “amici di Rosburgo” in America e precisamente a Philadelphia dove con i proventi riuscì ad acquistare una carrozzina per invalidi e donata successivamente ad un personaggio popolare Vittorio di Libratill, detto “Tattazzin” che tutti conoscevano per i suoi santini fatti con la creta e che in quel periodo soggiornava a Teramo presso il manicomio. Grazie Gigino per quello che hai trasmesso a noi paganesi di essere orgogliosi delle nostre antiche vestigia e nell’ aver dato i natali a Roseto. E da lassù ispira altri a continuare con le tue “punture rosburghesi” specialmente per il nostro campanile a cui tenevi tanto! Anna Maria Rapagnà e l’associazione Culturale Vecchio Borgo
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SHUTTLE GRATUITO PER I TURISTI
Shuttle navetta
Inaugurazione shuttle
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romessa mantenuta dalla Faita Federcamping. Da questa settimana è operativo lo shuttle navetta, della ditta Arcangelo Di Giacinto, che collegherà le zone nord e sud di Roseto con quella centrale, facilitando quindi lo spostamento dei turisti che in questi giorni affollano la Città delle Rose. L’altra sera c’è stata l’inaugurazione dello shuttle, come lo hanno definito i promotori dell’iniziativa Ivano Ortelli, titolare dello chalet Surabaya (zona nord) e Katja Soardi proprietaria dell’Eurcamping (zona sud). Il servizio garantirà almeno 7 corse giornaliere e non è escluso che nel clou della stagione estiva, quando si registrerà il pienone, possano essere aumentate. Va detto però che di tutti gli hotel che operano a Roseto, hanno aderito solo in due, Tartaruga e Marina, mentre i balneatori hanno offerto mille euro senza chiedere nulla in cambio. Altro aspetto che lascia perplessi è che tra tutti i commercianti rosetani, nonostante per loro fosse un’operazione a costo zero solo in 7 hanno
Dona anche tu un pò di
sangue!
aderito. L’utilizzo, gratuito, dello shuttle è riservato ai turisti ospiti nelle strutture ricettive partecipanti al progetto, muniti di regolare biglietto che verrà consegnato dai titolari dei locali. Lo stesso tagliando proprio in forza degli accordi stipulati con le associazioni di categoria, avrà valore di “buono sconto” utilizzabile negli esercizi commerciali e lidi balneari aderenti. Insomma, molti operatori turistici locali hanno rinunciato a questa importante iniziativa che per gli organizzatori ha un costo che supera i 15mila euro. Nonostante la scarsa partecipazione degli operatori e albergatori locali, Ivano Ortelli e Katja Soardi sono andati avanti ugualmente. E va detto che l’iniziativa è stata garantita solo ed esclusivamente dai privati, visto che non c’è alcuna partecipazione da parte del Comune. Anzi, l’Ente proprio in questi giorni sta cercando di reperire risorse economiche per assicurare un servizio di bus navetta che nel periodo estivo possa collegare gratuitamente le frazioni con la città capoluogo.
AVIS Comunale di Roseto Via Calabria, 7 – Roseto degli Abruzzi e-mail: avisroseto@gmail.com Cell. 329/7230960 Apertura sede ogni lunedì dalle ore 11,00 alle ore 12,00
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foto: Mimmo Cusano
ANCORA SILVER, ANCORA TRULLO. Scampato pericolo. Si continua in Silver, con Tony in panchina.
oseto resiste. Alla fine, per fortuna o perché nessun compratore ce l’ha fatta a soddisfare le richieste della dirigenza rosetana, il titolo di DNA Silver resta in città. Crediamo sia la scelta più intelligente, perché fare una squadra in Silver con giovani desiderosi di mettersi in luce, due americani “alla Legion” e un passaportato di sostanza è – paradossalmente – più facile che in DNB, visto lo sterminato mercato extracomunitario. E poi c’è il richiamo della categoria, che da quando ha pure gli stranieri è una piccola Serie A, con il risultato che, a Roseto, tanta gente si è riavvicinata al basket. Dunque Roseto riparte dalla DNA Silver e da coach Tony Trullo, che lo scorso campionato aveva sostituito Phil Melillo dopo 8 giornate. La proprietà ha voluto fortemente fare la prima proposta al tecnico rosetano, non lasciando ed anzi raddoppiando, visto che al biondo allenatore è stata offerta non soltanto la panchina, ma pure la responsabilità di fare mercato, di fatto estromettendo Marco Verrigni, direttore sportivo della stagione 2013/2014. La mossa di Peppe Di
Peppe Di Sante
Sante è chiara: avere un unico interlocutore, che si prenda la responsabilità di costruire una squadra e allenarla, senza poter eventualmente scaricare responsabilità. È una scelta di chi ci mette i soldi e, come tale, se sarà portata fino in fondo deve essere rispettata. Ci limitiamo solo a far notare che le eventuali colpe di una deludente stagione scorsa (mancata qualificazione ai playoff) possono essere attribuite a diverse componenti e che il direttore sportivo è solo uno di queste componenti. Insomma: fare di Marco Verrigni il capro espiatorio appare singolare. Comunque, non c’è ancora nessuna ufficializzazione in seno alla Società, per cui l’ex cannoniere rosetano potrebbe anche restare in organico, magari con un ruolo diverso (due stagioni fa iniziò come team manager). Chi dovrebbe Vittorio Fossataro, Ettore Cianchetti, Marco Verrigni
Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere
Tony Trullo
restare è il passato general manager, Vittorio Fossataro, uomo presente in quasi tutte le stagioni rosetane (solo con Michele Martinelli non è stato nello staff), mentre la squadra è di fatto da costruire, non avendo la società alcun contratto in essere. Le voci parlano di un team con 5 under e 5 senior, fra i quali i 2 stranieri e il passaportato, oltre a due italiani di spessore. Obiettivo dichiarato la salvezza e chissà che, costruendo una “squadra operaia” e simpatica, non si riesca a fare ancor più pubblico di quello giù numerosissimo (per la categoria) dello scorso campionato. Intanto, però, serve uno sponsor principale, visto l’abbandono di Modus FM: la Società dovrebbe al più presto attuare un piano di comunicazione e mettersi a caccia di un solido partner, per alleviare le “fatiche” del troppo solo Peppe Di Sante, che non può continuare a finanziare in larga parte “il giocattolo” ancora a lungo.
Trofeo foto: Cristian Palmieri
ti Maggit di Luca
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Lido de
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lle Rose
LA PRIMA VOLTA DELLA GRECIA La Nazionale Under 20 ellenica vince il 69° Torneissimo. Minuto di silenzio e Trofeo MVP in onore di Luigi Braccili.
andata in archivio la 69^ edizione del Trofeo Lido delle Rose, svoltasi al PalaMaggetti dal 19 al 21 giugno con la formula del quadrangolare internazionale. A contendersi il Torneissimo, nelle gare con girone all’italiana, le nazionali Under 20 di Grecia, Italia, Polonia e Russia. Nella prima giornata, la Grecia ha battuto la Russia 55-53, mentre gli Azzurri di coach Pino Sacripanti – Campioni d’Europa in carica – hanno vinto contro la Polonia per 71-61. Nella seconda giornata, la Grecia ha regolato la Polonia 77-69, mentre l’Italia è stata fermata
dalla Russia per 54-65. L’ultima giornata ha visto la vittoria di misura della Russia sulla Polonia per 71-68 e, nella gara finale, l’affermazione della Grecia sull’Italia per 75-72, con gli Azzurri che hanno avuto in mano il pallone per andare ai supplementari. È dunque l’Under 20 della Grecia ad alzare il trofeo del torneo estivo più antico d’Europa e forse del Mondo, nato a Roseto degli Abruzzi nel 1945, sulle macerie della Seconda Guerra Mondiale. Una edizione storica, quella del 2014, anche perché ha visto per la prima volta l’affermazione di una squadra ellenica. Negli ultimi 19 anni, è stato il 3° successo di una squadra
Mikhail Kulagin riceve, dalla famiglia Braccili, il Trofeo intitolato a Luigi Braccili.
Pino Sacripanti, coach dell’Italia Under 20, premiato da Marco Aureli.
straniera, dopo quello del 2006 degli israeliani del Maccabi Tel Aviv e quello datato 1995, ad opera dei turchi dell’Efes Pilsen Istanbul. Capocannoniere della manifestazione è risultato il greco Eleftherios Bochoridis, con 44 punti complessivi (25 nel decisivo match contro l’Italia), mentre MVP è stato nominato il russo Mikhail Kulagin, che ha ricevuto il trofeo intitolato alla memoria di Luigi Braccili. In onore del compianto “Gigino”, scrittore, giornalista e fra i fondatori di Eidos, è stato osservato un minuto di raccoglimento prima di Italia-Grecia.
L’abruzzese Simone Fontecchio, in maglia Italia, contro la Grecia.
La Grecia Under 20 festeggia la vittoria del 69° Trofeo Lido delle Rose.
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ABRUZZO AMORE
IL TEATRO DIALETTALE PER AIUTARE L’AFRICA Roseto, teatro all’aperto della Villa Comunale, sabato 12 luglio 2014 alle ore 21.
di Luca Maggitti
Abruzzo Amore consegna la donazione a Bruno Cerella, nel 2012.
Gli abitanti di Osteti davanti alla missione di Itiso.
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uova iniziativa di solidarietà e beneficenza di Abruzzo Amore – onlus rosetana attiva dal 2011, costituita da 6 donne e 3 uomini – che di recente ha donato 4 defibrillatori sul territorio di Roseto e 1 ad Atri. Il nuovo progetto che Abruzzo Amore sosterrà, grazie ad uno spettacolo teatrale in dialetto, guarda alla Tanzania. Supportare iniziative in Africa mediante il teatro non è una novità per l’associazione, visto che già nel 2012 uno spettacolo dialettale consentì di raccogliere 1.500 euro che furono donate al giocatore di basket Bruno Cerella, fresco Campione d’Italia con l’Olimpia Milano,
Abitanti nel villaggio di Itiso.
che le portò in Kenya, per il suo progetto “Slums Dunk”, grazie al quale – mediante la pallacanestro – ragazze e ragazzi delle baraccopoli di Nairobi possono avere una vita migliore. Quest’anno, invece, Abruzzo Amore sosterrà due progetti promossi dalla onlus “Amici di San Gabriele dell’Addolorata”. I progetti riguardano la missione Passionista di Itiso e il villaggio di Osteti, in Tanzania. Il primo è relativo a un pozzo a Osteti, per dotare di acqua potabile popolazioni che oggi impiegano fino a 4 ore di cammino per disporre di acqua per sopravvivere, mentre il secondo riguarda la ristrutturazione del tetto della missione Passionista di Itiso e del
Stefania Feliciani e Pierluigi Della Sciucca in “Politicamente scorretto”. salone per la catechesi dei ragazzi e degli adulti. Chi vorrà sostenere i progetti potrà assistere alla commedia dialettale “Politicamente scorretto”, opera in due atti portata in scena dalla “Compagnia dei Frizzantini”, diretta da Pierluigi Della Sciucca (uno dei soci di Abruzzo Amore), che ne è anche il protagonista. Lo spettacolo si svolgerà sabato 12 luglio 2014, con inizio alle ore 21, presso il teatro all’aperto della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi. Il ricavato, detratte le spese, sarà donato per la realizzazione dei progetti, dei quali si parlerà anche nell’intervallo fra il primo e il secondo atto della commedia.
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TRATTO DA STORIE VERE di MARIO GIUNCO
L’ultimo romanzo di Enrico Carofiglio. Dedicato ad aspiranti investigatori
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Ottimo, quando un’indagine prende un’accelerazione così immediata e rapida. Però il rischio, in questi casi, è di mettere a fuoco una cosa soltanto, e di tralasciare ogni altro dettaglio, che magari è importante o addirittura decisivo. E lì c’era qualcosa fuori posto, che non era riuscito a identificare. Un’incoerenza, un elemento dissonante. La dote fondamentale dello sbirro è proprio questa. Andare alla ricerca delle discontinuità, delle note dissonanti. Percepire quello che agli altri sfugge: i piccoli oggetti mancanti, le posture innaturali, i gesti forzati, i lievi affanni, i rossori, gli sguardi che sfuggono o indugiano troppo. Chi c’è e invece non dovrebbe esserci; chi va piano e invece dovrebbe andare veloce o chi va veloce e invece dovrebbe andare piano; chi si guarda attorno o chi sembra non guardare nulla; la loquacità eccessiva o il mutismo. Le regolarità alterate oppure esasperate. Le presenze o le assenze. Come nel racconto di Sherlock Holmes, ‘Silver Blaze’”. Pietro Fenoglio, protagonista dell’ultimo romanzo di Gianrico Carofiglio, “Una mutevole verità”, è un maresciallo dei carabinieri, trasferito dal Piemonte a Bari. Ha seguito l’arte paterna, ha vinto un concorso nell’Arma. Svolge il suo lavoro con dignità e sufficiente disincanto, ha gli informatori giusti, sa conquistarsi la fiducia anche di chi ha appena arrestato. Cerca rifugio nella musica, Mozart, Beethoven e Chopin (anche queste preferenze la dicono lunga) nei negozi di dischi e nelle librerie. Alla moglie, che sembra quella di Maigret, non parla quasi mai di lavoro, per tacito reciproco accordo. Le dona un romanzo di Simenon, acquista per lui un saggio sulla psicologia della menzogna. E’ un “noir”, quello di Carofiglio, e rispetta tutte le regole del genere: delitto, assassino, investigatore che scova il colpevole. Il maresciallo scrive i verbali a penna, con una grafia elegante e regolare, solo un po’ aguzza, rispettando i margini, la pagina sembra quasi stampata. Vuole evitare le sgrammaticature - lui che ha studiato Lettere - per smentire la nomea che i carabinieri si portano dietro. Corrono gli anni Ottanta, telefonini e computer ancora da venire, i giovani cominciano a vedere il futuro nell’informatica. Ma le indagini si fanno ancora alla maniera antica. Per fortuna, perché il buon senso, l’esperienza, il saper cogliere le dissonanze fanno risolvere i casi più complicati.
Pare di vederselo davanti, Fenoglio, cioè Carofiglio. E allora tutto l’armamentario circense, sempre più sofisticato, che oggi rende complicato e irrisolvibile anche il furto di galline? Basterebbe un maresciallo dei carabinieri, sembra suggerire Carofiglio, dotato di buon senso, in grado di cogliere le discontinuità, come i filologi, che partendo dagli errori di trasmissione, ricostruiscono i testi antichi. Un investigatore capace di sottrarsi alle conferenzestampa e alle televisioni, di lavorare in silenzio, perché un delitto è sempre un delitto, c’è sempre dolore e lui deve sparire, prima possibile, tornare nell’ombra. Non ha bisogno di riflettori. “Non aver paura di fare domande – dice Fenoglio a una recluta – anche apparentemente ingenue. Agli altri ma anche a sé stessi. Non bisogna dare niente per scontato. Bisogna allenarsi a osservare. Intendo dire, non solo con gli occhi. Bisogna tenere i sensi in funzione. Tutti. Guardare, ascoltare, toccare, anche annusare. Prendere nota. E se sei una recluta, bisogna capire quando parlare e quando stare zitti. Perché qualunque cosa tu dica è comunque molto probabile che non venga presa sul serio. O dici semplicemente una Enrico Carofiglio cazzata, il che, essendo una recluta, è facile, e allora hanno ragione a non prenderti sul serio. Oppure hai davvero una buona intuizione, ma questo, a meno che tu non abbia un capo intelligente, il che capita ma non spesso, di solito dà fastidio. Dunque non verrai preso sul serio, salvo ritrovarti il capo che, qualche giorno dopo, propone la ‘tua’ idea come se fosse sua. E il bello, o il brutto, è che perlopiù non è nemmeno in malafede”. Il romanzo di Carofiglio fa trascorrere un paio d’ore senza accorgersene, la trama è intrigante, ma significa qualcosa di più. L’autore è stato un magistrato inquirente, poi consulente della Commissione parlamentare antimafia, ha scritto un manuale sulla tecnica dell’interrogatorio, su come demolire o rafforzare una testimonianza nel dibattimento penale, che è diventato una sorta di antologia di racconti autentici, “L’arte del dubbio” (Sellerio, 2007). Si è occupato anche del linguaggio nella “Manomissione delle parole” (Rizzoli, 2010), mostrando come un uso sciatto e impreciso della comunicazione verbale vada a discapito del senso. Perciò anche le parole hanno bisogno di manutenzione, per ripristinare la loro forza originaria e renderle di nuovo aderenti alle cose.
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il giusto gusto a Montepagano
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a ricerca dei vecchi sapori della tradizione abruzzese ritorna con la seconda edizione della manifestazione culinaria “Il giusto Gusto”, che vuole essere un invito a tenere vive le ricette che hanno fatto e fanno della cucina abruzzese un esempio di come il cibo rappresenti la quotidianità di un popolo. Tutti sono invitati a preparare i “BOCCONOTTI”. Il 12 luglio prossimo alle ore 18:30 presso i locali siti in Montepagano, via Piave sei Santi, il prof. Paolo de Cristofaro e il dott. Crescenzo Allegretto faranno un’interessante introduzione su argomenti legati alla giusta alimentazione e alla salute alimentare. Successivamente una giuria di esperti valuterà i prodotti presentati e premierà i migliori. Potete contattare l’associazione culturale “VECCHIO BORGO” che organizza la manifestazione per informazione sulle modalità di partecipazione. Tel. 085.8936053 - 085.8936046 3772630145
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RACCONTO DEL PASSATO 49
Battaglione
“studenti Volontari” - 1941 di Tiesse
Giovani fascisti
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on so proprio ricordare chi fosse riuscito ad organizzare tutto, ma una mattina, in tutte le scuole di Pescara, gli studenti si radunarono in Piazza Salotto con cartelloni inneggianti alla nostra vittoria, ormai imminente. Si aveva fretta di poter partecipare e non restare fuori da quel giorno in cui la perfida “Albione” si sarebbe arresa sotto i colpi assestati delle nostre Forze Armate. Ognuno anelava al riconoscimento di quella presenza e poter dire ai posteri “c’ero anch’io”. Sfilammo per Corso Umberto, poi Via Vittorio Emanuele per recarci in fila verso il palazzo della Prefettura. Avanti marciavano quelli del G.U.F. e dietro tutti gli altri, sempre più numerosi, con ancora i libri sottobraccio. In piazza, dove un giorno Mussolini aveva arringato tutti i pescaresi, si affacciò il Prefetto, già avvertito, si disse onorato di assistere a tanto entusiasmo e patriottismo, promise la sua partecipazione, appoggiò l’iniziativa. Io ero ormai nel primo gruppo insieme a Pace. Il corteo ingrossava sempre più e una gran folla era ai lati per salutare i volontari in partenza per la gloriosa guerra. Eravamo come una nuvola che mossa dal venticello, man mano che avanza, cresce. Mi ritrovai con un mazzo di fiori in mano, una collanina al collo e una coccarda. Ci fu un lungo discorso patriottico di “chissà chi”, e poi tutti verso la stazione dove era stato preparato un vagone tutto per noi. Prima della partenza, le ragazze baciavano i più baldi, a me nessuna, io ero il piccoletto aggregato, tenuto d’occhio da Pace. Fischia il locomotore, si parte, sventolio di fazzoletti e bandiere. Ultimo saluto alla scuola, al Campo Rampigna dove avevo gareggiato tante volte. A Roseto, Pace mi suggerì di tenerci nascosti perché le nostre famiglie non avrebbero dovuto sapere. A Teramo si ri-
L’enfasi di una guerra che all’inizio sembrava arriderci, ma che alla fine risultò un disastro. E gli studenti di allora vivevano di miti... pur di marinare la scuola
compose il gruppo, bandiera avanti e tutti dietro, verso il Distretto Militare. Corso Cerulli, Corso S. Giorgio fra due ali di persone che ci salutavano. Al Distretto, la guardia, alla porta, ci presentò le armi, dentro ci accolsero formalmente, ci accantonarono in un lato della “piazza d’arme” e lì restammo. I soldati di servizio ci guardavano incuriositi senza mostrare tanto interesse per noi. Un maresciallo si avvicinò, parlò con qualcuno di noi, poi andò via. Verso il pomeriggio mi cercò Pace: “Tu hai una colazione vero? Qui non sanno niente di noi, loro vogliono sapere chi ci manda, vogliono i documenti e le domande”. L’unica cosa certa in quel momento era la fame che cresceva e un pezzo di pane faceva comodo! Chiamarono Di Marzio, lui aveva una domanda in corso e non lo rivedemmo più. Ancora Pace: “Non sanno cosa fare di noi, non possono prenderci in forza, non hanno una qualsiasi giustificazione per il nostro accorpamento e noi non apparteniamo a nessuno”. Si fece tardi, venne la notte, nessuno ci chiese se avevamo bisogno di qualcosa e dove dormire, temevano di dirci qualcosa, nel timore di rimanere responsabilizzati. Qualcuno se l’era già filato via e solo una ventina restammo a trascorrere la notte. Pace era quello che si dava da fare di più. Con impeto sosteneva: “Vogliamo servire la Patria, andare al fronte e combattere insieme agli altri”. L’indomani mattina, di buon’ora, i primi militari di passaggio ci guardavano come fossimo cani randagi. Sul tardi, suggerito dalla fame, infilai il portone d’uscita, raggiunsi la stazione ferroviaria e al primo treno merci mi infilai in una garitta e raggiunsi Roseto. A casa, nessuno mi chiese dove ero stato, nessuno si era accorto della mia assenza, tutto ritornò nella normalità.
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A Pineto arriva
il turismo rivoluzionario Un’agenzia, una buona idea e un bellissimo territorio su cui lavorare: dall’estate 2015, arriva a Pineto una gran bella novità
L’
agenzia di fitti estivi Pineto Vacanza, nata dall’idea del giovane dottore Alessandro D’Andrea, lancia una sfida alla crisi che sta travolgendo il nostro paese, con un progetto dall’emblematico slogan: “Stessa spiaggia, Nuova vacanza”. Il modello di struttura ricettizia pensato, permetterà, a coloro che sceglieranno Pineto Vacanza, di ottenere tutti i servizi, “on demand”, a domicilio. L’agenzia promotrice, ci ha ospitato per parlarcene. Da dove nasce la vostra idea? Si tratta di un nuovo tipo di vacanza pensata per combattere la crisi e le lacune del nostro paese, che, come in tutti gli altri paesi, esistono, oggi soprattutto a causa di motivi economici. Ci siamo immedesimati nel cliente e abbiamo trovato un modo per rispondere alle loro richieste più popolari. La tipologia di turismo a Pineto è prevalentemente familiare e le richieste più comuni che ci vengono fatte, riguardano la ricerca di maggiori comfort e libertà, in tutti i sensi, per genitori e bambini. Vi rivolgerete a questo target, quindi? Sì. Negli anni di lavoro in agenzia, abbia-
mo potuto constatare che il nostro territorio è adatto a ricevere famiglie con bambini. I nostri servizi, nel tempo, sono stati infatti quasi sempre rivolti a questo tipo di turismo. Oggi però, auspicando che migliori il loro grado di soddisfazione, abbiamo pensato a qualcosa di più di una semplice vacanza: in particolare, ad una struttura in cui possono lasciarsi coccolare in totale libertà. E la struttura diventerà, con tutti i servizi da noi offerti, sempre più appetibile. Inoltre, faremo trovare nei nostri appartamenti, un questionario di “customer satisfaction” da riempire, che poi andremo a valutare così da poterci sempre migliorare. Quali sarebbero i servizi che andrete ad offrire? Una delle comodità più ricercate dai turisti in vacanza è una baby sitter su cui poter contare mentre non si è a casa oppure nel momento in cui ci si vuole svagare un po’. Noi la offriremo a chiamata, in qualsiasi orario della giornata, grazie alla collaborazione con l’associazione “Summer Smile”, che si appoggerà a noi con il suo staff professionale. L’associazione, che a Pineto è molto conosciuta per l’attività di animazione offerta a turisti e residenti, si occuperà anche della colonia estiva, dalle 08:30 alle 18:30. Un altro modo per non far sentire schiavo dell’orario il nostro ospite, è quello di procurargli la spesa o i pasti già pronti, senza uscire di casa: anche qui, con una chiamata o usufruendo di un’applicazione per smartphone, potrà ordinare la spesa e i prodotti di gastronomia, al supermercato Conad di Pineto, altro nostro partner. Il Conad, a sua volta, provvederà a consegnare tutto in appartamento, con un paio di euro in più rispetto al prezzo di mercato. Ma, non è finita, perché abbiamo pensato proprio a tutto: in genere, noi come agenzia, non abbiamo mai provveduto alle pulizie degli appartamenti durante il periodo di soggiorno dei clienti, ma solo a quelle iniziali
di MARTINA FRANCHI
e finali. Il progetto in questione, invece, prevede anche la richiesta, sempre tramite una semplice telefonata, di pulizie della casa vacanza in base ai bisogni del cliente, quindi anche di quelle giornaliere. Numericamente, di quante strutture usufruirete? “Il nostro patrimonio si basa su circa 60 appartamenti. Il numero sembrerebbe esiguo ma per noi è sufficiente; in questo modo possiamo essere presenti il più possibile con i clienti e con gli stessi proprietari che mettono a disposizione la struttura. L’agenzia Pineto Vacanza, al fine di una promozione efficace sul territorio pinetese, ha inoltre installato degli info point - con personale formato ad hoc - presenti ogni giovedì e sabato lungo l’isola pedonale di Via D’Annunzio a Pineto, ai quali potersi rivolgere per ricevere tutte le informazioni e contatti utili. Questi ultimi saranno poi raccolti e utilizzati per tarare i servizi, cioè adeguarli alle esigenze del potenziale cliente, per poi procedere alla rimodulazione dei servizi offerti dall’agenzia, anche in termini di dotazione patrimoniale. “I presupposti ci sono, il lavoro e la buona volontà anche, ora non resta che provare a cambiare”, concludono sorridenti e speranzosi i ragazzi dell’agenzia.
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Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson
fotografia
Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it
Autore: Alessia Arcadio,17 anni, Roseto degli Abruzzii Titolo di studio: studentessa presso il liceo scientifico “Saffo” Titolo DELL’OPERA: Tramonto sul Trasimeno Luogo: san Feliciano, Magione, lago Trasimeno Apparecchiatura: SamsungPL20 obiettivo: Samsung elaborazione: Ps Parametri di SCATTO:
Lunghezza focale: 35 mm Esposizione: 1/250sec – f/9,8 – iso 120 Misurazione: manuale
di ELIO D’ASCENZO
L’AUTORE RACCONTA... “Vorrei, col tuo permesso, illuderti così, che avrai quel che meriti un giorno e che ogni traguardo raggiungerai... Sarebbe bello lo so ma presto o tardi però, magari in mezzo ad un tramonto, ti accorgerai che siamo foglie al vento, gente di passaggio, marinai... Beato te, che non lo sai.”
La fotografia naturalistica, il paesaggio, ci vorrebbe molto più spazio per parlare di questo genere di immagine, (prometto che a breve torneremo sull’argomento) assolutamente non facile da fotografare tecnicamente. A volte, conta più “l’animo che la tecnica comunque! Per prima cosa dotarsi di un treppiede, elemento indispensabile per ottenere la massima nitidezza. I grandangolari sono le ottiche che più si addicono al genere. Utilizzare la più bassa sensibilità ISO possibile, evitando i 50 per non perdere 1 stop di gamma dinamica. Diaframmi molto chiusi per ottenere una profondità di campo molto estesa. La fotografia di Alessia è molto suggestiva e le facciamo i complimenti, soprattutto per …l’occhio! Solo due piccoli ed evidenti appuntini, L’ora e la data, no, rovina tutto! Da disabilitare immediatamente nelle impostazioni del menù. Per quanto riguarda la composizione, ottima la cornice di fiori e piante in primo piano, crea una bella profondità ed induce l’osservatore verso il mare e la luce. In questo caso però bisognava evitare la luce del flash, fosse stato spento i colori del tramonto avrebbero avuto maggior enfasi dalla cornice sottoesposta.
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Alessandro 18 anni UN MONDO DI AUGURI
6 anni 7 ANNI
29 GIUGNO
10 LUGLIO
Tantissimi auguri da mamma, papà, Alessia ed Emanuele
Auguri da papà
DA MAMMA, PAPÀ E VITTORIA
Solo per pochi numeri
GRETA TAURO
Silvia Arcadio
pubblicate le vostre foto GRATUITAMENTE !!
Non portatele alla redazione ma inviatele alla nostra email : info@eidosnews.it Fino ad esaurimento spazi. AFFITTASI NEGOZIO IN PIENO CENTRO ROSETO (VIA MILLI) USO UFFICIO/COMMERCIALE MQ. 45 PREZZO INTERESSANTE INFO 327.0822721 - 392.9975776
Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO Direttore Responsabile Lino Nazionale 333 7181980 l.nazionale@virgilio.it È vietata la riproduzione anche parziale di testi e foto. IMPAGINAZIONE E GRAFICA: SARA SISTILLI
Il comitato festa Parrocchia Sacro Cuore è lieto di comunicare i numeri vincenti della Lotteria estratti in data 29-6-14 1 PREMIO CROCIERA PER 2 PERSONE SUL MEDITERRANEO
16954
2 PREMIO IPAD APPLE C/CUSTODIA
9040
3 PREMIO CORSO DI INGLESE CON INSEGNANTE MADRE LINGUA
3685
4 PREMIO OROLOGIO DA UOMO
3133
5 PREMIO BORSA BAULETTO DONNA PIERO GUIDI
1365
6 PREMIO BORSA 24 ORE UOMO PIERO GUIDI
15250
7 PREMIO BUONO SPESA € 200,00 MACELLERIA MIBA’
3519
8 PREMIO BUONO SPESA € 200,00 ISSIMO DI A. DI SANTE
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9 PREMIO BUONO SPESA € 200,00 COAL DI REMIGIO E QUARANTA
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10 PREMIO BUONO SPESA € 50,00 OTTICA D’ASCENZO Grazie a tutti coloro che ci hanno onorato della loro presenza. Al prossimo anno!!
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