Eidos news 222 x il web

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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 9 N.222 prossima uscita 24 Gennaio


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Secondo studi nazionali l’Istituto Moretti è il secondo in regione in ambito Economico-Turistico e il primo in provincia in ambito Informatico-Tecnologico Per molte famiglie che si apprestano a iscrivere i propri figli alle Superiori è importante sapere cosa pensano delle nostre scuole degli studi oggettivi come quelli effettuati dalla “Fondazione Agnelli”. L’Istituto di Roseto, con i suoi sette indirizzi, risulta tra i migliori a livello abruzzese, grazie alle sue impostazioni articolate

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he l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Vincenzo Moretti” sia importante a livello provinciale è cosa risaputa, dato il fatto che è tra i più antichi della costa e tra quelli che ha il più alto numero di iscritti. Tuttavia le indicazioni riportate riguardano certamente dati oggettivi, ma che hanno un approccio molto generico e senza uno specifico studio che ne attesti la validità. In altre parole, a una famiglia che deve iscrivere il proprio figlio alle Superiori importa fino a un certo punto che la futura scuola sia nata prima o dopo di un’altra e che abbia un numero più o meno elevato di studenti. I rilevatori più

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importanti dovrebbero essere altri e qui occorrerebbe qualcuno che desse i voti ai vari istituti presenti sul territorio. A svolgere questo compito è stata la Fondazione Giovanni Agnelli. Lo studio elaborato si basa su uno strumento matematico in grado di misurare la competitività di oltre 4.000 Scuole Superiori italiane, pubbliche e private, valutando quelle che preparano meglio all’università. L’obiettivo di Eduscopio.it (che è il portale della Fondazione) è offrire la possibilità di confrontare le scuole di aree specifiche, a partire dalla capacità di preparare i diplomati agli studi universitari. Ebbene in tutto questo mare di numeri e indici valutativi l’Istituto Moret-

ti di Roseto è risultato il secondo a livello regionale per quanto riguarda l’indirizzo economico-turistico, mentre per i corsi informatico-tecnologico la scuola rosetana è stata la prima a livello provinciale. Sono indicazioni che danno un segnale forte di come il Moretti abbia lavorato bene in questi anni, al punto da dare realmente ai propri studenti una possibilità di sbocco universitario e lavorativo di una certa qualità. È il caso di dire ai tanti alunni delle medie: “Il mondo del futuro costruiscilo ora”, il tutto inserito nello slogan consolidato che identifica la scuola, vale a dire “Il tuo domani da professionista”. (Foto di Silvia Scarpone)

Ragionieri Amministrativi (AFM = Amministrazione, Finanza e Marketing) Ragionieri Programmatori (SIA = Sistemi Informativi Aziendali) Turistico (Manager del turismo, conoscitore di tre lingue straniere) Geometri (CAT = Costruzione Ambiente e Territorio) Grafica e Comunicazione (Tecnico grafico ed esperto in comunicazione) Elettrico-Elettronico (MAT = Manutenzione e Assistenza Tecnica) Moda (PIA = Produzioni Industriali e Artigianali)


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Pavone: “Penalizzati dai ta Conferenza stampa di fine anno del sindaco e della sua Giunta. Il 2014 è sta che continua a crescere. L’amministrazione pronta a prestare attenzione su qua che garantiscano posti di lavoro. Il 2015 sarà l’anno di alcune importanti

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’ stato un anno con molte ombre e poche luci. Il 2014 è passato agli archivi come l’anno della grande vertenza sindacale a Roseto che ha interessato le Industrie Rolli. Da giugno sino ai primi di novembre si sono susseguite diverse giornate di sciopero per difendere contratto aziendale e posti di lavoro, con le maestranze che hanno lanciato un grido d’allarme. L’argomento è stato al centro della conferenza stampa di fine anno del sindaco Enio Pavone e della sua Giunta. Il bilancio tracciato ha confermato tutte le difficoltà di amministrare un territorio così importante come quello di Roseto con sempre meno risorse, anche se il primo cittadino tutto sommato ritiene che ci siano stati aspetti comunque molto positivi. “Fare il Sindaco di Roseto è molto impegnativo”, ha detto Pavone, “Le gioie, intese come rapporto con la gente, la possibilità di fare il bene dei propri concittadini e la responsabilità di governo di una città importante e conosciuta, superano infatti di gran lunga gli aspetti negativi. Certo, i problemi e le difficoltà sono tanti, in particolare dispiace non

riuscire sempre a dare risposte soddisfacenti”. Roseto, come il resto dell’Italia, deve fare purtroppo i conti con il grave problema dell’occupazione che colpisce tante famiglie. “Su queste tematiche, come noto, i Comuni non hanno competenze specifiche”, ha aggiunto, “ma noi ci siamo sempre impegnati a dare risposte concrete e proseguiremo a farlo. Personalmente continuerò a seguire i casi, sfortunatamente in crescita, di richieste di cassa integrazione e riduzione del numero di occupati non facendo mai mancare il mio sostegno. C’è chi, fin troppo ottimisticamente, dice che ne stiamo uscendo, personalmente ci spero, ma per il momento vedo tante persone che faticano a tirare avanti, che non riescono a pagare l’affitto o la rata del mutuo”. Numerose famiglie che sono molto preoccupate per l’avvenire dei loro figli. Il sindaco tuttavia vede anche imprenditori capaci e dinamici, che cercano di dare solidità al sistema economico locale. Malgrado le oggettive difficoltà generali, Pavone ha comunque voluto rassicurare la città che saranno diverse ed importanti le iniziative intraprese per il

2015. “L’impegno di tutti sarà quello di continuare ad attuare quanto previsto nel nostro programma elettorale”, puntualizza, “Vogliamo promuovere un’amministrazione pulita e vicina ai cittadini; sostenere le famiglie anche con buone politiche abitative; lavorare per la manutenzione di canali e fossati, piazze, aree verdi, edifici scolastici ed impianti sportivi, con particolare attenzione alle frazioni ed ai quartieri periferici; completare l’importante progetto di riqualificazione della piazza e della palestra di Cologna Spiaggia che abbiamo deciso di rivisitare e migliorare recependo le istanze della cittadinanza e del Consiglio di Quartiere”. Saranno inoltre portate avanti le tre opere pubbliche messe in cantiere nei primi mesi del 2014 e destinate a migliorare la viabilità sulla Ss 150. Tra gli impegni anche la sistemazione del porticciolo turistico e la realizzazione della pista ciclabile che collegherà Roseto con Giulianova e, grazie al nuovo ponte


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gli del Governo centrale” to un anno difficile su molti fronti. Preoccupa il dato sulla disoccupazione lsiasi proposta che potrà essere presentata per creare attività sul territorio opere pubbliche: novità lungo la ss 150 e ponte ciclopedonale sul Vomano sul Vomano, Roseto con Pineto. C’è poi il discorso che riguarda il Piano Regolatore. “Negli ultimi Consigli Comunali”, prosegue ancora Pavone, “abbiamo gettato basi importanti per il futuro di Roseto, approvando un’importante delibera urbanistica sulla proposta metodologica di variante alla componente strutturale del Prg, uno strumento di urbanistica partecipata che, ne sono certo, sarà fondamentale per il futuro della nostra città. Ora si punta a definire la nuova manovra urbanistica e nei primi mesi dell’anno sarà possibile portarla all’esame della Commissione consiliare competente, che sarà presto nominata”. L’obiettivo, confermato dal primo cittadino, è quello di ripetere quanto fatto nel 2014 con la storica approvazione del nuovo Piano Spiaggia, atteso in città da anni e che dovrebbe consentire di ripensare lo sviluppo turistico della città garantendo, tra le altre cose, ai balneatori di esercitare l’attività in maniera più completa e funzionale estendendola anche ad alcuni servizi quali la ristorazione e le serate a tema musicale. “Quella del turismo è una carta che dob-

biamo giocarci tutti insieme”, tiene a precisare il sindaco, “forti anche di importanti riconoscimenti, non scontati, come la conferma della Bandiera Blu e della Bandiera Verde. Nell’ultimo anno c’è stata la definitiva consacrazione, a livello nazionale, della Mostra dei Vini di Montepagano. La nostra città è finita sulle cronache nazionali di settore grazie alla 19° edizione del Premio Cinematografico “Roseto Opera Prima” ed alla 12° edizione del Premio di Saggistica “Città delle Rose”. Nonostante le grandi difficoltà economiche che attanagliano il territorio si continuano ad organizzare eventi importanti e prestigiosi come la Rievocazione storica della Pesca con la sciabica”. Durante la conferenza stampa il Sindaco ha voluto poi ricordare il grande successo fatto registrare questa estate, da agosto a metà settembre, dalla manifestazione “Rinascimento Paganese”, realizzata dall’Associazione “Frate Sole” presieduta dal professor Dino Di Giuseppe, presente in conferenza. “Iniziative come questa, che ha per un mese e mezzo ridato vita all’antico borgo di Montepagano, non solo portano tanta

gente, ma aiutano anche a far conoscere ed apprezzare il nostro territorio”. Nel 2015 proseguirà poi la battaglia dell’Amministrazione comunale contro coloro che sporcano e deturpano la città e si punterà, come da programma elettorale, ad estendere già dai primi mesi del nuovo anno la raccolta “Porta a Porta” su tutto il territorio, frazioni comprese. Il sindaco ha poi ricordato il ruolo dei Consigli di Quartiere, strumento fondamentale per la città. Per quanto riguarda le questioni politiche e le presunte beghe interne, Pavone ha cercato di gettare acqua sul fuoco sostenendo che la coalizione è compatta, soprattutto all’indomani del conclave di Montepagano. Il rimpasto di Giunta, le nuove deleghe ad alcuni consiglieri comunali dovrebbero aver messo a tacere eventuali fronde. Ma resta aperto sempre il discorso legato a Gianfranco Marini, l’esponente dei liberalsocialisti che si è sempre sentito fuori posto all’interno del centro destra, sin dal giorno della vittoria delle elezioni quasi 4 anni fa. Entro in municipio con il pugno sinistro alzato, a conferma che la sua anima socialista non è mai morta.


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Pio Rapagnà tuona contro il sindaco Pavone e la sua Giunta Il leader di “Città per vivere” rimprovera al primo cittadino di aver dimenticato qualcosa di importante nel corso della conferenza stampa di fine anno. Il riferimento è alla variante alla statale Adriatica di cui tanto si parla ma che al momento non fa parte del programma delle opere da realizzare nell’immediato

el fare, davanti alla stampa ed ai Cittadini, il consueto bilancio di fine anno della sua Amministrazione, non ha fatto alcun riferimento a problemi “strategici” che bisognava, invece, affrontare di petto. Nonostante ripetute sollecitazioni da parte della Lista Civica Città per Vivere, il sindaco ha clamorosamente smentito perfino lo “spirito” di fratellanza, di unione e di collaborazione con il quale, attraverso un “bel manifesto pubblico” fatto affiggere sui muri di Roseto e di tutte le frazioni, ha inteso rivolgere i propri auguri per le festività natalizie e per il nuovo anno 2015 a tutti i Cittadini, alle forze politiche ed alle liste civiche, auspicando partecipazione e contributi per il bene della nostra città”. Così Pio Rapagnà in una nota polemica e alquanto pepata nei confronti dell’attuale esecutivo cittadino. Tema dimenticato è quello della variante alla statale Adriatica, argomento sempre scottante da queste parti. Ne ha ben donde il responsabile di Città per Vivere che da oltre 30 anni porta avanti la sua battaglia per liberare la città dalla morsa del traffico e delle polveri sottili. Ma sul tavolo delle cose dimenticate non c’è solo la variante. “Pensiamo ad esempio alla delocalizzazione delle tantissime “antenne selvagge” installate all’interno del centro abitato di Roseto ed a ridosso delle abitazioni, delle scuole e degli Uffici pubblici”, prosegue an-

cora l’ex parlamentare rosetano, “allo smontaggio della “Torre Tralicciata” di 35 metri ancora sovrastante sul Colle San Rocco nel Centro Storico e antico borgo “rinascimentale” di Montepagano, alla restituzione della Tarsu versata in più dalle famiglie e dalle attività produttive per la “cattiva e deficitaria” gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani da parte dei 6 Comuni del Cirsyu negli anni dal 2007 al 2014, per una somma complessiva da rimborsare di 3 milioni di euro. Ma il silenzio più che preoccupante c’è stato in particolare sulla realizzazione della circonvallazione al centro abitato di Roseto, quale variante alla statale 16 Adriatica attesa dagli anni ’50”. Secondo Pio Rapagnà il sindaco e l’intera amministrazione comunale “hanno ignorato consapevolmente che la realizzazione della variante è una opportunità irripetibile di rilancio economico, di creazione di nuovi posti di lavoro, di liberazione definitiva della città dal traffico di attraversamento e dagli altissimi livelli di inquinamento atmosferico ed acustico attualmente esistenti. L’opera consentirebbe”, conclude il leader di Città per Vivere, “di realizzare finalmente, con lo

stesso finanziamento, strutture capaci di tutelare la salute dei residenti e di garantire una maggiore sicurezza stradale a salvaguardia dell’incolumità di ciclisti e pedoni, costretti a convivere con un insostenibile e caotico livello di traffico all’interno del centro cittadino e delle frazioni”.


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Roseto, varato il nuovo ecocalendario La novità principale riguarda il ritiro della frazione organica entro 24 ore successive ad un giorno di festa. L’iniziativa consente ai cittadini di non trattenere per troppo tempo in casa i rifiuti che si decompongono emanando cattivi odori, come ad esempio scarti di cucina Modello di compostiera domestica

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n nuovo ecocalendario per i cittadini di Roseto che sono soggetti al servizio di raccolta dei rifiuti col sistema porta a porta. Le novità principali riguardano la raccolta dell’organico il giorno successivo le festività. La riorganizzazione è entrata in vigore con il 2015 e la ditta che si occupa del servizio ha schierato immediatamente le squadre di operai ritirando la frazione organica a distanza di 24 ore dai festeggiamenti del Capodanno, evitando quindi che in casa restassero residui di cibo e scarti di lavorazioni in cucina che avrebbero potuto causare cattivo odore. Intanto a Roseto la percentuale di raccolta differenziata, come ha sottolineato l’assessore all’ambiente Fabrizio Fornaciari, è superiore al 30 per cento su tutto il territorio. Ma la percentuale cambia laddove è in vigore il porta a porta. “Qui, ovvero a Roseto capoluogo dove il servizio è attivo ormai da circa due anni”, ha spiegato l’amministratore rosetano, “abbiamo superato abbondantemente il 64 per cento. E

Rifiuti a ridosso del fiume Vomano la percentuale è destinata a crescere ulteriormente. Siamo in attesa di sottoscrivere l’accordo con la ditta che si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei rifiuti, dopo di che il porta a porta interesserà tutto il territorio”. L’accordo con la Diodoro Ecologia, che comunque già si occupa del servizio rifiuti a Roseto, non è stato ancora sottoscritto in quanto c’è un’inchiesta della magistratura sull’appalto. In città inoltre è stata data alle famiglie l’opportunità di dotarsi delle compostiere domestiche. L’acquisto del kit era previsto entro il 31 dicembre scorso. Ma è probabile che il Comune decida per una proroga. Chi accetterà di produrre compost domestico avrà uno sconto del 20 per cento sulla Tari, la nuova tassa sui rifiuti. La produzione domestica del compost consentirebbe all’Ente di abbattere sensibilmente i costi di gestione sui rifiuti. Con la collaborazione dei cittadini si ridurrebbe ulteriormente la frazione di organico da ritirare. Va detto però che in città non sono mancate le polemiche sull’acquisto delle compostiere. In

molti hanno avuto difficoltà a trovarne alcune disponibili. Da qui, quindi l’ipotesi di prolungare i termini di scadenza. Nei prossimi giorni il Comune si pronuncerà in tal senso. Intanto, aumenteranno i controlli su tutto il territorio per scoraggiare chi ha la cattiva abitudine di abbandonare i rifiuti lungo le strade di periferia o a ridosso di isole ecologiche. Fornaciari ha assicurato che le sanzioni amministrative saranno inasprite ulteriormente. Tra le altre cose, chi sarà identificato verrà immediatamente segnalato alla Procura della Repubblica con denuncia penale per il reato di inquinamento.


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Politica

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Ma Renzi è il figlio di Berlusconi? Al di là della parodia di Fiorello, in Italia occorrerebbe un’azione fuori dai partiti e attuata da giovani, che cambierebbe molte cose e farebbe tornare la fiducia a lunga scadenza. E di fiducia e prospettiva vive un Paese che vuole guardare al futuro

di William Di Marco UN PANORAMA POLITICO CONFUSO - In un momento storico come quello che l’Italia sta vivendo, bisognerebbe veramente avere un approccio il più possibile distaccato e “storico” del nostro panorama politico, affinché gli aspetti più oscuri e meno comprensibili trovino una spiegazione che spesso appare del tutto fuorviante, almeno stando a un’analisi di superficie. La frase del titolo è un po’ forzata, ma nemmeno tanto, perché l’immagine è stata presa in prestito dalla satira che vede l’agire amministrativo dell’ex sindaco di Firenze come se fosse una prosecuzione di ciò che aveva fatto in precedenza il magnate delle televisioni e alcuni tratti caratteriali sembrano veramente molto vicini, se non affini. Il quadretto più completo lo disegna Fiorello nel suo “Fuori programma” su Radiouno Rai, quando imita i due protagonisti proprio in un dialogo tra padre e figlio, con i consigli del primo al suo epigono, il quale a sua volta chiede numi al più esperto. DALL’ARTICOLO 18 IN POI - Uno degli aspetti più eclatanti è stato sicuramente l’Articolo 18 dei lavoratori, cavallo di battaglia nel 1994 del primo periodo di governo del Cavaliere, quando, approvata la sua abolizione (senza modifiche, che in un modo o nell’altro l’avrebbero depotenziata), si vide tutti i sindacati contro, con un Sergio Cofferati capace di portare al Circo Massimo di Roma ben tre milioni di lavoratori che manifestarono contro tale decisione. Pochi in realtà sapevano che proprio i sindacati (come d’altronde i partiti) usufruivano di questo articolo, poiché a detta di Savino Pezzotta (allora segretario della Cisl) un sindacato, come un partito, deve sentirsi libero di licenziare chi ideologicamente la pensa in un modo diverso. Il successo mediatico e della piazza spinse Bossi a togliere la fiducia al primo governo Berlusconi, che dopo sette mesi fu mandato a casa. Oggi il

“figlio” Renzi ha riproposto quella abolizione e ha dovuto trovare un compromesso con l’ala massimalista del suo partito, che in un certo modo ha diluito le intenzioni iniziali, anche se la riforma ha creato ugualmente dei malumori in molti, sia in coloro che la volevano più incisiva sia in quelli che non vorrebbero nessun cambiamento, con il ripristino dello status quo ante.

LE MODIFICHE COSTITUZIONALI Stesso discorso potrebbe essere fatto per le riforme costituzionali. L’attuale Presidente del Consiglio ha capito che la nostra Costituzione fa acqua un po’ da tutte le parti, soprattutto dove si delinea la forma di governo e l’assetto delle due Camere. Per tale motivo ha messo in primo piano, da quando si è insediato circa undici mesi fa, la revisione della nostra Carta, unitamente alla legge elettorale. In pratica ha ricalcato, in modi diversi e anche con contenuti non uniformi, quella che il centro destra propose come riforma costituzionale approvata a maggioranza nei due rami del Parlamento, ma poi bocciata dal referendum del 2006. Non entriamo nel merito di chi tra le due fosse (o sia) la più giusta (lacune ne hanno entrambe), ma quel tentativo fu messo al bando proprio dal partito di Renzi, il quale oggi ne propone un’altra, differente in alcuni aspetti, ma con lo scopo di rendere più governabile e

gestibile questo nostro Paese. DUNQUE SONO PADRE E FIGLIO? - I due, quindi, si assomigliano molto, al punto che Matteo Renzi ha più volte sottolineato - particolare sfuggito alle riflessioni politiche- che l’Italia, a furia di contrapposizioni ideologiche, ha perso venti anni, buttati letteralmente al vento. I problemi - come già sottolineato su queste colonne - non sono dovuti tanto alle proposte, quanto a chi le enuncia, con la famosa formula dell’ipse dixit (“l’ha detto lui”, frase ideata dai seguaci di Pitagora, per dire che se parlava il maestro, tutto era lecito e vero, a prescindere del contenuto). E questo scontro che continua imperterrito, fa sprofondare le nostre istituzioni e ci allontana dalla modernità del resto del mondo. NESSUNA SOLUZIONE, SE NON... - Non c’è nessuna bacchetta magica per rimettere in moto il nostro Paese e realmente iniettare una dose di vero ottimismo e fiducia nel futuro. Con questi politici - prendete alla lettera ciò che leggete, senza nessun velo retorico non si andrà mai da nessuna parte. Vivono in un contesto partitico di stampo Otto-Novecentesco, che si identifica in un sistema di aziende statali che ha bisogno di accentrare tutto il potere nelle loro (dei politic) mani per dettare le condizioni e i tempi, sia nel pubblico sia nel privato. Molti giovani si rendono conto sempre di più che questo meccanismo ci sta portando alla deriva. Alcuni preferiscono l’estero evoluto per disintossicarsi, altri vorrebbero fare qualcosa. E noi da tempo diamo un consiglio, certo non semplice da realizzare, ma pieno di speranze per un vero cambiamento: riscrivere da capo tutte le regole, come accadde nel 1946. Con un’Assemblea Costituente, fuori dai partiti e formata da giovani, cambierebbero molte cose e tornerebbe la fiducia a lunga scadenza. Di fiducia e di prospettiva vive un Paese che vuole guardare al futuro.


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L’

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(tra Curiosità &

13 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

Perché via Volta a Campo a Mare si chiama così?

La strada in questione è la seconda che s’incontra dalla S. S. 150, andando verso Nord, imboccando via Galvani. Congiunge con l’altra arteria che sbocca sulla Salara, cioè via Marconi, formando, con via Gioia, un reticolato che attraversa il popoloso quartiere. Alessandro Volta (Como, 18 febbraio 1745 - Como, 5 marzo 1827) è stato un fisico italiano, conosciuto soprattutto per l’invenzione del primo generatore elettrico mai realizzato, la pila, e per la scoperta del metano. È grazie a lui che termini come “pila”, “tensione” e “capacità elettrica” sono entrati nell’uso quotidiano. Il suo principale merito è di aver mostrato all’umanità una nuova fonte d’energia. Partendo dalle sue tesi sullo “stato elettrico” di un corpo, giunse alla sua prima importante invenzione: l’elettroforo perpetuo, un generatore di energia elettrica costruito nel 1775.

Continua l’ascesa nel mondo della boxe dell’atleta-studente Marco Balducci L’arte del pugilato, soprattutto tra i dilettanti, è fatta di grande tecnica e di capacità di saper “schermare”. Lo dimostra il bravo Marco Balducci (dell’Accademia Pugilistica Giulianova, guidata dal Maestro Luciano Caioni), studente modello al “Moretti” di Roseto, che in ottobre si è aggiudicato a Chieti la vittoria alle finali regionali giovanili serie “Youth”, categoria 64 Kg, per poi ripetersi il 16 e 17 ottobre a Spoleto, dove ha vinto gli ottavi di finale, qualificandosi per l’ultimo raggruppamento nazionale, tenutosi a Trevi. Nella città umbra dal 21 al 23 novembre si sono svolte le fasi nazionali e ai quarti il nostro è stato battuto da un pugile, che lui stesso aveva già superato a giugno, quando Balducci si era aggiudicato il titolo italiano. Attualmente l’atleta giuliese è il terzo in Italia, nella sua categoria, per numero di match vinti. Una promessa dal futuro incoraggiante.

Dopo la nomina a docente di fisica all’Università di Pavia nel 1778 e gli esperimenti sul metano, da cui arrivò a costruire la cosiddetta “lampada di Volta”, si concentrò sullo studio dei conduttori elettrici, mettendo a punto nel 1780 il condensatore d’elettricità. Fu un passo cruciale per la successiva invenzione della pila, annunciata per la prima volta alla Royal Society, il 20 marzo del 1800. Con Volta la corrente elettrica smise di essere un fenomeno statico, manifestandosi quale elemento fluido in grado di svilupparsi da una sorgente e raggiungere un altro corpo. Un merito che gli fu riconosciuto chiamando volt l’unità di misura del potenziale elettrico e della differenza di potenziale. Fu nominato da Napoleone “Cavaliere della Legion d’onore”. (da InfoWeb)


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(tra Curiosità &

È in edicola e sul web Chorus di gennaio 2015 Il periodico di approfondimenti culturali inizia il suo quinto anno di vita. Il primo numero del 2015 apre con una riflessione politica che vuole analizzare l’attuale situazione da un’altra angolazione. Il titolo dell’editoriale è: “In Italia negli ultimi venti anni c’è stata una guerra ideologica, partitica o politica? Più semplicemente uno scontro editoriale tra De Benedetti e Berlusconi”, in cui poi si sottolinea Se parliamo del nostro sistema politico ci sembra di rimanere imprigionati in un labirinto. Da noi hanno dominato, fino a un certo punto, delle ideologie legate ai totalitarismi. Poi queste si sono trasferite altrove e a impugnare il timone sono stati due gruppi editoriali. Distorcendo, ognuno per proprio tornaconto, la realtà. La prima pagina continua con un’altra introduzione alle tesi di laurea, questa volta in diritto amministrativo. A presentarla è il neodottore Marco Di Giuseppe con “Cosa succede in Europa nell’ambito del pubblico impiego?”. Di seguito altri

due articoli. Il primo è dell’insegnate Doretta Celommi con “Possono i Pink Floyd entrare nelle scuole? Il gruppo inglese, attraverso musica raffinata e testi semplicissimi nei contenuti, è diventato portavoce di un’umanità nascosta e silenziosa che vive in uno stato, più o meno riconosciuto, di sofferenza”. L’altro è di Ugo Centi, direttore di Controaliseo che ci parla di “Villa Paris (ormai ex). Quella struttura di inizio ‘900 ricordava un’epoca precisa della nostra storia. Ma noi, noi d’oggi, forse non vogliamo sapere come era fatta ‘quella’ città, non vogliamo testimoni: ci condannerebbero per i guasti che siamo stati capaci di produrre”. Il giornale è disponibile: a) sul sito www. williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 44; b) sul sito www. eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.

A Roseto sono stati realizzati tanti presepi, ma quello di Sandro Fossemò è stato particolare L’abilità di fare il presepe è diventata sempre più sopraffina e sono diverse ormai le ambientazioni natalizie che assumono forme sempre più complesse, tanto da diventare dei veri capolavori. Così alla fedeltà dei paesaggi fa da contraltare l’ingegnosità dei meccanismi, come alle statuine sempre più articolate si contrappongono case e edifici certosini. Il presepe di Sandro Fossemò è un po’ diverso dagli altri. Intanto egli è partito da un tema e lo specifica sul suo blog www.blogmetropo. blogspot.it, in cui sottolinea che il suo lavoro è «ispirato all’Albero di Iesse dove il profeta Isaia ci annuncia la nascita di Gesù attraverso il sogno di Iesse, vale a dire il padre di Re Davide. “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un ramoscello germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di

conoscenza e di timore del Signore.” (Is. 11,1-2)». Insomma, un presepe in cui il tema delle scritture è fondamentale e tutto ruota intorno a un simbolismo molto pronunciato. In tal modo Fossemò non fa altro che ispirarsi alla Bibbia, in modo da arricchire ogni anno di più il suo lavoro, grazie a studi specifici sul tema.


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CUR IOSIZIEizie)

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ot N & à it s io r u C (tra

I Ragazzi di una volta 20 - Una classe delle Elementari, anno scolastico 1968-69 Il periodo della Scuola Elementare è tra quelli che rimangono impressi per tutta la vita, perché intanto sotto il profilo pedagogico è tra i più formativi in assoluto, ma anche per il fatto che certe amicizie restano per sempre. In questo caso abbiamo anche il fascino “letterario” della maestra unica, capace di infondere, oltre che il sapere, lezioni di vita che rimarranno indelebili. Nella foto si riconoscono: in piedi da sinistra Marco Di Fino, Gilda Collevecchio, Patrizia Bonadu-

ce, Giuliana De Ascentiis, Maria Argentiero, Adriana Addazi, Marina Candelori, Doretta Addari, Gianfranco D’Eugenio, Tito D’Eustachio; seduti da sinistra Fabio Coccione, Domenico Brandimarte (defunto), Giorgio Di Giandomenico, Francesco Di Giovanni, Domenico Cerritelli, Adriano Di Croce, Giovanni Chiappini (defunto), Claudio Cirillo. Anno scolastico 1968-69, maestra Maria Giunco in Sorgentone, Scuola Elementare “D’Annunzio”, assente Giovanna Croce.

Quando d’estate i ragazzi andavano a piedi nudi Le storie delle persone che hanno vissuto più da vicino tempi ormai lontani dalla nostra contemporaneità, affascinano sempre. Così, parlando con i fratelli Erardo e Dario Triozzi, è stato tirato fuori dal cassetto dei ricordi l’immagine dei bambini e dei ragazzi degli anni ‘50 che andavano senza scarpe. Dario, il più giovane dei due, si ricorda perfettamente come erano le usanze di allora. Appena finita la scuola, iniziava ufficialmente l’estate. La prima cosa che si faceva, era quella di mettersi scalzi, lasciando a casa le scarpe. In pratica si andava a piedi nudi per tutta la giornata ed

era abituale per tutti i ragazzi avere questo atteggiamento che oggi chiameremo “salutista”, ma che allora era dettato da tanti motivi, uno dei quali, forse il principale, dovuto al ridotto budget familiare. «Quando qualcuno ancora non si levava le calzature - specifica ancora Dario - noi tutti lo rimproveravamo con il classico: “Ma che fa, purt ancora l’ scarp” e questi subito si metteva a piedi nudi». Tale contatto naturale con il terreno durava fino ad agosto poi, con l’apertura della scuola, iniziava la normalità. È una storiella che andrebbe letta da noi tutti e soprattutto dai giovani, utile ad alcuni per farli tornare... con i piedi per terra.


ROSETO

CI PIACE

Arrivano i rimborsi per i libri di testo Buone notizie per molte famiglie di Roseto. Il Comune fa sapere che possono essere presentate da parte dei cittadini residenti ed aventi diritto, in base all’indicatore ISEE relativo ai redditi 2013, fissato dalla normativa (massimo euro 10.632,94), le richieste relative al beneficio del rimborso totale o parziale dei libri di testo, per l’anno scolastico 2014/2015. Le domande, redatte su moduli predisposti dall’Ufficio (scaricabili dal sito del Comune), relative all’anno scolastico 2014/2015, si devono presentare entro il termine massimo del 30 gennaio prossimo all’Ufficio Relazio-

ne con il Pubblico (U.R.P.), in Piazza della Repubblica, piano terra del Municipio. Ulteriori informazioni possono essere richieste all’Ufficio Scuola (tel. 085/89453647-648, Responsabili del procedimento la signora Margherita Rocini). Gli uffici sono aperti al pubblico dalle ore 9 alle ore 13 tutti i giorni feriali e il martedì ed il giovedì dalle ore 16 alle ore 18. “Invitiamo tutti gli interessati a fare richiesta di rimborso parziale o totale dei libri di testo”, ha dichiarato l’assessore alla Pubblica Istruzione, Alessandro Recchiuti, “per qualsiasi chiarimento o delucidazioni i nostri uffici sono a disposizione”.

NON CI PIACE

Biblioteca al freddo, la protesta degli utenti e dei dipendenti L’Italia non è la sola a soffrire i primi giorni di vero inverno perché anche nella biblioteca comunale di Roseto se ne può sentire un assaggio. Non solo passeggiando sul lungomare o lungo le strade cittadine, approfittando delle vetrine addobbate a festa per i saldi di questa stagione. Anche nella biblioteca comunale, nelle vicinanze della Villa, si avverte un freddo pungente. Nel periodo di grande freddo, a cavallo tra le festività natalizie e il Capodanno, i termosifoni sono rimasti spenti, sollevando le lamentale dei tanti giovani che frequentano la struttura per leggere un libro o per fare delle ricerche. Ma a protestare non sono stati solo gli utenti. Perché la denuncia è arrivata anche dai dipendenti che hanno sottolineato come in certe condizioni non sia possibile lavorare.


PINETO

tizianoabbondanza@gmail.com

Finalmente a Pineto sono tornate le iniziative che hanno dato il clima giusto alle feste natalizie. Associazioni, quali Summer Smile, Risvegli Sonori e Antares, coadiuvate dall’Amministrazione Comunale hanno collaborato per organizzare un ricco calendario di eventi, consistenti in serate di cabaret, tombolate, musica dal vivo, distribuzione di doni - a tutti i bambini accorsi il giorno di Natale - laboratori artistici e persino il cenone del 31 dicembre. Grande esempio di partecipazione attiva della cittadinanza per rendere una comunità più vera, unita e disponibile verso il prossimo. Il Comune ha dimostrato grande volontà e spirito di iniziativa, facendo installare in pieno centro una pista di pattinaggio su ghiaccio, grande novità di questo fine anno 2014.

di TIZIANO ABBONDANZA

CI PIACE

Le festivita’ a pineto

Questo grande pino minaccia di cadere da un momento all’altro e siccome non si trova in campagna ma, in via Mazzini, nei pressi dell’ingresso posteriore della Scuola Media, è un serio pericolo per le tante auto parcheggiate al di sotto di esso e per i tanti passanti in macchina o a piedi. Molte persone che abitano in questa zona, dichiarano che l’albero si è ulteriormente incrinato durante la copiosa nevicata del febbraio 2012. Perché aspettare che accada il peggio, quando basterebbe provvedere al taglio della pianta e alla successiva sostituzione con un altro arbusto?

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

Via Brasile Zona Ind.le Voltarrosto - Rosrto Ufficio 085-8932081 . Fax 085-8932769 Info. 338-8602828 - e-mail antonioruggierisrl@gmail.com

NON CI PIACE

un pino pericolante


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Ma dove stanno le compostiere? Carissimo Assessore Fabrizio Fornaciari, quante belle notizie ci ha dato alla vigilia di Natale, avevamo bisogno di tanto ottimismo. Mentre il premier Renzi se la prendeva con i “gufi” che attaccavano il suo programma, Lei, andando controcorrente, ci ha dato bellissime sorprese. Il 23 dicembre alle 15,51 il sito del Comune di Roseto ha comunicato che Ella aveva predisposto un programma di risparmio per noi cittadini sulla tassa della spazzatura, se entravamo in possesso di una compostiera entro l’anno. La cosa mi ha interessato veramente e subito mi son dato da fare perché ho pensato che poteva essere una buona idea per il mio regalo di Natale e perché no… anche originale per i nostri amici; anche se difficile da confezionare era sempre una novità. Mi sono messo subito in moto per reperirne almeno 10 anche se tra me e me dicevo che dare anche lo scontrino di acquisto ai nostri amici per usufruire delle incentivazioni non era il top, ma a caval donato non si guarda in bocca e quindi dovevano solo apprezzare la bella idea, visto che lo scontrino lo avrei messo in una busta sigillata da consegnare intonsa agli uffici comunali. Comunque gira che ti gira tutti i negozi di Roseto ne erano già sprovvisti, per cui ho detto ai miei amici che la mia sorpresa sarebbe arrivata la domenica successiva. il 27 ed il 28 dicembre ho fatto il giro dei negozi dei paesi vicini ed anche al mercatino a piazza Olimpia, ma le mie ricerche sono risultate vane! Qualcuno sostiene che la Sua sia stata la pensata dell’una e tre quarti (quella pensata che i mega dirigenti fanno a quell’ora quando dopo aver cazzeggiato su Facebook o Twitter per tutta la mattina e prima di lasciare l’ufficio si dicono “beh, qualcosa debbo pur far vedere che ho fatto” e buttano giù una boutade). Ma il comunicato era delle 15,51 e quindi sono solo maldicenze e penso che qualcuno altro prima di me ha avuto la brillante idea per fare affari dal primo gennaio: le ha comperate tutte per rivenderle al mercato nero! Di ‘sti tempi tutto può succedere. Anche nei giorni successivi le mie ricerche sono state vane ed in fondo “finita la festa, … gabbato lu santo” mi sono risparmiato i regali, però sono a chiederLe di apprezzare la mia buona volontà ed essere inserito tra i

beneficiari dello sconto, portando agli uffici competenti i depliant che mi sono procurato via Internet. Magari lì mi sapranno anche consigliare quella più adatta al mio giardino, che acquisterò subito dopo. Grazie per la brillante iniziativa! Altra bella sorpresa l’ho avuta venerdì 26 dicembre alle ore 14,56 sempre sul sito ufficiale del Comune di Roseto, che ha annunciato che era pronto il calendario 2015 della raccolta differenziata e che si poteva ritirarlo presso la URP a Palazzo di città. Secondo me quella è stata decisamente una riuscita iniziativa di scienze delle comunicazioni per invogliare i cittadini a recarsi in Comune ad assistere alla conferenza di fine anno della Giunta e prendere due piccioni con una fava! La conferma la deduco dallo stesso comunicato che avvisava la cittadina che in seguito il calendario sarebbe stato visibile anche sul sito del Comune. Subito non poteva essere esposto se non per raggiungere un certo obbiettivo. C’è chi dice che, vista la festività del 26, era già molto che qualcuno avesse, appena pranzo, raggiunto Palazzo di città per portare la bella notizia: purtroppo tutti gli scanner e le fotocopie del Comune erano spenti e certo chi ha predisposto il comunicato non poteva disegnare a mano, in bella calligrafia e magari anche con decorazioni, il programma di raccolta di gennaio 2015! Va beh, per il prossimo anno consiglio che i membri di Giunta, vestiti da Babbo Natale o da Re Magi, vadano casa per casa a portare il calendario 2016 e così, senza destare sospetti, potranno iniziare la campagna elettorale in un clima molto festoso. Restando al tema della spazzatura mi permetto di osservare che noi rosetani abbiamo la brutta abitudine di mangiare pesce alla vigilia di Natale e ci saremmo aspettati che il giorno 27 dicembre la raccolta differenziata avesse previsto l’organico, ma capisco perfettamente che chi sta nella stanza dei bottoni sa prevedere le cose meglio di me ed ha creduto giustamente che la plastica dopo averla conservata in casa per una settimana puzza più degli organici natalizi. Per il prossimo anno forse meglio pensarci meglio. Ma che sbadato che sono… con la compostiera sul balcone di casa l’anno prossimo tutto funzionerà… meglio! Cordialmente e buon 2015. Italo Di Antonio


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di MARTINA FRANCHI

e’ andata bene “Una letterina

per Babbo Natale”

organizzata dai genitori degli alunni della scuola di Campo a Mare Il Comitato Genitori Uniti, formato dalle mamme dei bambini della scuola materna ed elementare di Campo a Mare, ha organizzato una festa di Natale con la preziosa collaborazione di sponsor locali na letterina per Babbo Natale”, la festa organizzata dal Comitato Genitori Uniti domenica 14 dicembre, all’interno della scuola di Campo a Mare in via S. Petronilla a Roseto. La benevolenza dei genitori e degli interessati e curiosi giunti alla festa, infatti, si è fatta sentire e vedere con le offerte che hanno consentito di raggiungere un buon budget. Il Comitato Genitori Uniti è stato il motore di tutta l’organizzazione: infatti, con l’autorizzazione della Dirigente Scolastica, la prof.ssa Anna Elisa Barbone presente alla festa, una trentina di mamme dei piccoli alunni della scuola di Campo a Mare di Roseto hanno pensato di rendere speciale il Natale dei loro figli organizzando una giornata, iniziata nel primo pomeriggio con la lettura animata di favole, ricca di appuntamenti come il laboratorio didattico o l’esposizione di stand natalizi, dove i dolci e gli oggetti venduti sono stati fatti interamente dalle mamme della scuola. Hanno pensato, inoltre, di animare il pomeriggio con l’intrattenimento per bambini e hanno preparato per tutti tante buone cose

da mangiare. L’arrivo di Babbo Natale con la consegna di dolci – preparati dai forni locali – e di caramelle (gentilmente offerte dalla Gelco, che vivamente si ringrazia insieme agli altri sponsor), unitamente al coro dei piccoli alunni della scuola sono stati solo alcuni dei momenti più belli della giornata. La pesca di beneficenza poi, ha regalato sorrisi ai bambini che hanno estratto e vinto giocattoli donati da Lisciani Giochi. Nessuno si aspettava una così grande risposta, nemmeno i membri del Comitato Genitori Uniti, che hanno dichiarato: “Siamo molto soddisfatte della riuscita della festa e dell’impegno e passione che tutti i genitori ci hanno messo. Senza la collaborazione di tutti gli sponsor ma soprattutto senza l’autorizzazione della dirigente scolastica che ci ha concesso di organizzare la festa proprio tra le mura della scuola, nulla sarebbe stato possibile o comunque non sarebbe riuscito tutto così perfettamente”. In seguito all’invito ricevuto, sono intervenuti all’evento anche la vice Sindaco, Maristella Urbini, l’assessore alle Politiche Sociali e alla Pubblica Istruzione,

Alessandro Recchiuti e il presidente del Consiglio, Nicola Di Marco, i quali hanno assicurato la massima disponibilità da parte dell’Amministrazione. Per la riuscita della festa, si ringraziano i seguenti sponsor: Lisciani giochi, Oslv Italia Srl, Cordivari Srl, Industriale sud Srl, Birrificio “Terre d’Acqua Viva”, Vini Centorame, Pastificio Verrigni, Ma.Sa. Carni, Pasticceria “Mani di Fata”, Tri.. Angolo pizzeria, Tigre Campo a Mare, Samarcanda preziosi, Gelco, Pasta all’uovo “Angela”, Scarabocchio, Toys City, InPrimoPiano Roseto, Nucleo , Acqua e Sapone , Oasi Supermercato, Cartoleria Italnova, Parrucchiera Evelina, Iris profumeria, Globo, Parrucchiera Mara, La boutique del regalo, Katiuscia Hair Stylist , Piante e Fiori da Neri , L’Arca, La casa del Fiore, Bar Samdrink, Benessere donna centro estetico, Beauty Vale, Evoluzione uomo , Bar pasticceria Gianforte, Bar Di Gregorio Roberta, Benetton intimo, Industrie Rolli e Vivaio Garden Rosetoflor.


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Ricordi 23 -

serie

II Sergio Di Pasquale

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Non fu subito un piccolo marinaio, ma presto si unì al padre Peppe e al nonno Valentino per entrare di diritto nella dinastia de “li boje”. Poi arrivarono gli oceani e anche un sequestro della marina militare danese di William Di Marco

Il mare di Roseto lo assaporò sull’imbarcazione di famiglia e subito dopo fu il periodo della Genepesca a bordo di navi in cui c’erano anche i fratelli Valentino e Pasqualino. I lunghi viaggi in cui si stava fuori metà anno sono un ricordo alle volte piacevole per l’umanità dei compagni, ma è certo che il freddo polare e la nebbia che entra nelle ossa non li dimenticheranno mai più. E oggi si gode la mitezza del nostro mare

ricordi Q Sergio Di Pasquale

uante sfaccettature ha la forza? Questa idea non è imprigionabile in una sola nozione: alle volte la vorremmo come amica e altre non ci piacerebbe vederla contro di noi. Eppure la forza si riscontra un po’ dappertutto e spesso la invochiamo per i nostri lavori quotidiani. Essere carichi di questo tipo di energia è importante per superare i piccoli ostacoli che troviamo nel nostro agire, anche i più semplici e banali. Ecco perché vedere Sergio Di Pasquale, il cui nome non associato all’eponimo “Lu boje” di tutta la famiglia è veramente impossibile, dà il senso di quel vigore che uno si porta dentro e dietro come un indelebile segno distintivo. E il concetto di potenza lo si ritrova sia nell’espressione più piena individuabile nei buoi, animali capaci di tirarsi appresso qualsiasi carico, sia nel senso severo del giustiziere-boia, che sa incute timore e non fa sconti a nessuno. Ma quella robustezza di cui si serve la persona è utilizzata spesso per fare al meglio il proprio lavoro, per essere in un certo senso indipendente dagli altri nel concludere una mansione nel migliore dei modi. E se si è in mare, ma non quello tecnologizzato di oggi, bensì quello di una volta - in cui il sacrifico giornaliero si misurava inevitabilmente con la potenza esplosiva delle braccia e delle gambe - allora tutto torna, pure quel nomignolo che sa tanto di passato e di mitologico. I richiami alla forza bruta degli uomini muscolosi dei film di qualche decade fa che fecero la fortuna del cinema dell’oratorio al Campo dei Preti, rispuntano alla memoria e Sergio di quel tempo e di quei luoghi ne sa qualcosa. «Siamo “Li boje” - ci spiega il nostro protagonista con l’orgoglio di chi sa che quel nomignolo vale molto di più di un ufficiale appellativo dell’anagrafe - perché è un soprannome che diedero a mio nonno Valentino e forse tutto è legato alla forza che aveva nel risolvere da solo le questioni marinare, specialmente quando c’era da ritirare la barca in

quei giorni di freddo assoluto». La sentenza è diretta e quindi può essere inclusa nel libro della marineria locale. E Sergio ricorda bene quell’uomo, padre di suo padre Giuseppe, non solo perché lo vide all’opera, ma perché per un periodo ci lavorò insieme. E quella famiglia che ha segnato la marineria locale ha avuto in eredità dei tratti in molti suoi rappresentanti, che li riscontri ancora oggi. Il buon Peppe era un padre dalle parole centellinate, ma tutte con la stessa caratteristica: erano lapidarie e senza panegirici. Se diceva una cosa era quella e non poteva essere affatto equivocata. I figli, tutti, lo sapevano e l’attuale “lu boja” di terza generazione non fa altro che ripercorrere quegli stilemi, fatti di poche ma precise parole, anche negli ordini da impartire ai figli. Il mare Sergio lo porta dentro i propri muscoli e certe volte prende il posto anche del vitale sangue. Le rotte che ha solcato non sono tanto quelle del nostro piccolo Adriatico, quanto quelle immense degli oceani e le navi, per molta parte della sua vita, sono state delle dimore, forse poco accoglienti e prive di quel necessario calore umano che solo la famiglia sa dare, ma pur sempre un piccolo microcosmo dove tutto diventava prezioso e le cose si apprezzavano veramente per il valore che avevano. Quel carattere, frutto del Dna familiare e della sua esperienza lavorativa, oggi sono racchiuse in questa persona che nel suo racconto sa metterci il fascino di un mondo di pescatori che non c’è più, ma anche il sapore dei sacrifici che lo hanno reso un vero “lupo di mare”. E nel sentirlo, riecheggiano i flutti ciclopici dei mari lontani. Roseto e il mare per lei sono state una cosa sola... La nostra casa era in via De Amicis, quasi sotto la collina. Lì sono nato l’8 marzo 1939. Mio padre Giuseppe, detto Peppe, viveva di pesca e mia madre, Elena D’Angelo, faceva la casalinga. Non poteva essere altrimenti con ben nove figli e tredici parti, perché purtroppo quattro fratelli morirono,


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Ricordi 23 -

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Roseto, 1950. Sergio Di Pasquale in una foto alla Scuola Elementare

Roseto, anni ‘50. Da sin. i fratelli Antonio, Luigi e Sergio con il padre Giuseppe Peppe Di Pasquale

due in tenera età. Quando venni al modo ero il terzogenito. Prima di me c’erano Valentino del 1932 e Pasqualino del 1935. Dopo di me arrivarono Mario nel 1941, Maria Giulia nel 1944, Luigi 1946, Antonio 1948, Filomena 1953 e Federico Gabriele 1958. Insomma, una bella famiglia come spesso capitava una volta. Prima di andare oltre bisogna chiarire una cosa. So bene a cosa si riferisce. Il nostro soprannome “Lu boje” è stato sempre un po’ controverso. Lo hanno ricordato anche alcune pubblicazioni e ne ha parlato un altro marinaio scrittore come Enzo Corini. Tuttavia fu mio nonno ad essere apostrofato così. Si chiamava Valentino e non era di statura molto grande. Si diceva, però, che avesse molta forza, come un bue e quindi da lì il nomignolo con cui tutti a Roseto e non solo ci riconoscono. Ritirava le imbarcazioni da solo ed erano i tempi in cui era a bordo con Filippo Di Pietro, uno dei capostipiti della marineria locale. Sul nostro soprannome qualcuno ha anche fatto riferimento alla severità del boia-esecutore, ma credo che la prima ricostruzione sia la più veritiera. Oltretutto suo nonno lo conobbe bene. Ma è meglio partire da quando era piccolino e frequentava la scuola. È un periodo che ricordo molto bene. Intanto gli insegnanti li ho in mente tutti. Frequentai la Scuola Elementare “Giannina Milli” e nell’ordine ebbi la maestra Di Cesare, molto brava, la Paparone, la Pavone, il maestro Di Furia e infine anche Gigino Braccili. Non è che mi attirasse molto lo studio e una volta non è che c’erano tutte le attenzioni di oggi. Così ripetei la II e la IV Elementare e appena dopo mio padre mi mandò a lavorare. Scelsi di andare a fare il falegname e non c’era un perché. Credo che la motivazione fosse legata al posto libero che l’artigiano che mi fece fare l’apprendistato aveva. Era Luigi Di Marco e aveva il laboratorio in via Mazzini, sotto la collina. Ma l’esperienza durò un paio d’anni, poi ci fu la svolta. Il mare con papà e nonno. Proprio così. Per me fu una gioia poter lavorare con loro. Mio padre comprò una paranza a vela, dopo tanti anni passati sulle navi della Genepesca che solcavano l’oceano e con molte imbarcazioni al porto di Giulianova, in modo particolare la Nicola Padre, insieme a Nazzareno, Giulio e Federico Brandimarte, Alfonso Sbrolla, i Giorgini e Gennarino detto

II

serie 25

Silvi, 9 ottobre 1965. Il matrimonio di Sergio Di Pasquale e di Teresa Di Francesco

“Lu turuarell”. Così iniziammo a uscire in quattro: c’era mio nonno Valentino, mio padre, mio fratello Pasqualino e io. Di quei giorni ricordo in modo particolare la mano di mio nonno, chiusa con le sole tre dita che facevano da morsa a tutto ciò che prendeva. Evidentemente l’inutilizzo dell’anulare e del mignolo era dovuto ai tanti anni in cui aveva manovrato il timone. Quel periodo, però, me lo ricordo come anche molto difficile, poiché si guadagnava poco. Venne il tempo della Genepesca anche per lei. Tutto nacque dal fatto che il più grande dei miei fratelli era già imbarcato. Si guadagnava bene, anche se la vita era molto sacrificata. In quegli anni c’era un pullman che partiva da Silvi, si fermava a Roseto e poi a Martinsicuro per caricare le decine di marinai che andavano al porto di Livorno. La mia avventura nacque un po’ per caso. Insieme a mio fratello Pasqualino e all’amico Eligio Teodoro decidemmo di partire. Il grande problema era che non avevamo fatto la domanda e di conseguenza non avevamo nessun tipo di permesso o di autorizzazione. Andammo un po’ all’avventura. Così arrivati al porto, davanti ai cancelli degli uffici della compagnia, rimanemmo da soli, mentre tutti gli altri erano stati chiamati, poiché contrattualizzati. Dalla finestra si affacciò un signore con i baffi, che sapemmo poi chiamarsi Taddei, che mi chiese: “Come ti chiami?”. Dissi il mio nome e cognome e sottolineai che avevo già esperienza, come d’altronde gli altri che erano con me. Dissi anche che avevo un fratello a bordo. Mi rispose che saremmo potuti salire con il ruolo di mozzo, l’unico disponibile. Così fu e da lì iniziò la mia prima esperienza. Il comandante era Andreotti, che poi ritroveremo in un’altra esperienza. Era il 22 giugno 1959. Cosa faceva a bordo. Nei primi viaggi facevo l’uomo di fatica. Le nostre mete erano la Groenlandia, Terranova, il Labrador e le coste del Canada. Pescavamo i merluzzi e dopo averli tirati su, tagliavamo la testa e la coda e li posizionavamo in tre tipi di cassette: piccole, medie e grandi. Poi subito nei frigoriferi. Proprio in quel periodo istallarono a bordo la macchina dei filetti. In pratica stavamo sei mesi fuori dall’Italia, rientravamo un mese circa per poi ripartire. Si salpava all’inizio dell’anno, si tornava a giungo e a dicembre. Per cinque anni consecutivi feci questa vita. Quando eravamo sulle coste

ricordi


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Ricordi 23-

New York, 1973. Sergio Di Pasquale in posa davanti le Torri Gemelle

Roseto, luglio 1988. La famiglia di Sergio Di Pasquale: da sin. Massimiliano, mamma Teresa, Monia e papà Sergio

del Canada ogni due mesi facevamo una sosta di due o tre giorni a St. John’s, capitale delle province di Terranova e Labrador e subito dopo si ripartiva. Che esperienza è stata quella della Genepesca. Una buona opportunità lavorativa, ma dura. Intanto impari ad apprezzare le cose che hai a bordo e a non sprecare nulla. L’acqua era razionata e dovevi fare con pochissimo quello che abitualmente facevi con molto di più. Gli spazi erano raccolti e i turni erano di sei ore lavorative e sei di riposo, in cui dovevi anche mangiare. Non dimenticherò mai il freddo e la nebbia. Anzi, la seconda cosa è più brutta della prima, perché ti entra dentro le ossa. Eravamo a temperature di meno 20 gradi e non ci riposavamo mai, solo quando il mare era fortemente agitato. Poi dovevamo fare anche due ore di guardia sulla plancia dei comandi se il tempo era cattivo, mentre ci posizionavano a prua se c’era la nebbia. Il nostro compito era di avvisare la presenza di eventuali ostacoli. Dopo i sei mesi, il pesce congelato si riportava a Livorno e da li veniva commercializzato. L’amicizia a bordo era importante... È vero, ma non è che abbia legato molto con gli altri. L’unico vero amico è stato Ferruccio Di Blasio di Silvi, con il quale ho stretto una vera amicizia. Lui era sposato e io ancora no. Poi tra gli amici ho avuto anche Marcellino Di Marco che studiò e si preparò per avanzare di carriera, fino a quando è diventato comandante. Io invece, dopo il ruolo di “mozzo”, diventai “giovanotto” e infine “marinaio”. Successivamente si sposò anche lei. Ero già fidanzato dal 1961 con Teresa Di Francesco di Silvi e abbiamo avuto due figli: Massimiliano il 9 luglio 1966 e Monia il 15 ottobre del 1970. Tutto nacque per caso. Sulla nave c’era con noi suo fratello Bruno che aveva la foto della sorella. Mi colpì subito, così al primo rientro cercai d’incontrarla. Ci sposammo il 9 ottobre del 1965, ma già a gennaio ripartii per la Genepesca. Questa volta andammo verso Sud, e lì il mare aveva una varietà di pesci incredibili. Tiravamo su i calamari, le sogliole, le orate e molti altri prodotti ittici, tanto erano ricchi i fondali. Quell’esperienza cominciò un po’ a essere faticosa, perché ero lontano dalla famiglia. Così a maggio decisi di rientrare a Giulianova e di imbarcarmi con la Geremia Padre. Mi recavo al porto con la bicicletta ogni giorno e insieme a me c’era Alfredo Talamonti. Dopo

II

serie 27

Roseto, giugno 1996. La famiglia Di Pasquale “Lu boje” al gran completo: da sin. Antonio, Maria Giulia, Mario, Sergio, Pasqualino, Valentino; sotto: Federico Gabriele, Filomena e Luigi

un po’ tornai in Toscana, a Viareggio. Cambiai compagnia assumendo il ruolo di nostromo, cioè colui che comanda una ciurma. Approdai anche in Argentina, dove mi colpì il fatto che tutti parlassero italiano. Poi ancora un ritorno da queste parti, sempre a Giulianova, con il Conte Rosso che arrivava a Bari, fino a quando cambiai radicalmente tipo d’imbarcazione. Fu l’amico Giulio Brandimarte che mi diede la dritta per farmi entrare sulle petroliere. Lo incontrai in piazza Dante a Roseto e gli chiesi cosa potesse fare. Nel giro di pochi minuti telefonò alla compagnia e subito fui preso. Il lavoro era meno stressante e oltretutto si guadagnava di più. Stetti sulle grandi navi come la Kawasaki, la Esso, la Scandia, la Barcellona, la Tokyo e la nostra rotta era principalmente l’Arabia Saudita. I viaggi erano meno lunghi e duravano circa un centinaio di giorni. Che episodi ricorda di allora? Non molti perché il lavoro era duro. Una volta, però, ci fu una situazione un po’ strana e pericolosa. La marina militare danese ci costrinse ad approdare, perché secondo loro avevamo sconfinato. Ci trattarono un po’ male, ma quando vennero a sapere che il nostro comandante Andreotti era stato a capo dei sommergibili italiani durante la II Guerra Mondiale la musica cambiò e ci fu addirittura il picchetto d’onore. Comunque, dopo altre esperienze ancora a Giulianova con la famiglia Marà e sulla nave Cristo Re, fui costretto a fermarmi per una delicata operazione al cuore. Mi impiantarono cinque by-pass e dal 1997 sono in pensione. E la sua Roseto? Rimane la città più bella al mondo: quando ero fuori la sognavo. Mi piace in tutti i suoi aspetti, anche se devo dire che ultimamente la vedo un po’ trascurata, soprattutto nelle zone un po’ periferiche. Dove abito io in via Michetti la situazione di incuria la si nota con facilità. A un vecchio “lupo di mare” non sfugge proprio nulla. Lui le cose le osserva: ogni mattina a piedi parte e dal lungomare nord arriva fino al pontile e poi ritorna. Guarda, scruta, vede le cose che non vanno, ma il suo amore per il borgo delle rose sovrasta i piccoli o i grandi mali che si vedono per strada: non può dimenticarsi l’incantesimo di quei sogni che faceva sulle navi, che lo portavano spesso a pensare alla soavità del mare nostrano. La giusta medicina per amare i luoghi in cui vivi.

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni; 7 Ettore Alcini; 8 Bruno Zenobio; 9 Mario Di Leonardo; 10 Romano Chiappini; 11 Pietro Iaconi; 12 Francesco Pincelli; 13 Maria Giunco; 14 Sante Mancini; 15 Camillo Mongia; 16 Raffaele Longo; 17 Lino Centola; 18 Soflia Di Simone.; 19 Pio Rapagnà; 20 Italo Di Antonio; 21 Antonio Di Felice; 22 Orlando Vagnozzi.


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Befana e Babbo Natale

dei Carabinieri in congedo di Roseto I volontari hanno allietato la giornata ai 53 ospiti della casa di riposo Campanini di Sant’Omero facendo trascorrere loro un momento di assoluto svago. Inoltre doni e merende per tutti. Soddisfatto il presidente Gino Angelozzi

H

a un ruolo importante l’Associazione Nazionale dei Carabinieri in Congedo. A Roseto il gruppo, presieduto dal presidente Gino Angelozzi, è operativo ormai da alcuni anni. Presente in ogni manifestazione che richiede servizio d’ordine, sicurezza degli spazi affollati. I volontari dell’associazione sono inoltre presenti in occasione dei mercati rionali. Ma i carabinieri in congedo portano un sorriso anche tra i bambini e gli anziani. Anche quest’anno, infatti, anticipando di un giorno dalla sua tabella di marcia, la Befana dell’

Dona anche tu un pò di

sangue!

Associazione Nazionale Carabinieri di Roseto, insieme allo stanco Babbo Natale, ha portato un pomeriggio di festa con musica, merenda e doni ai 53 ospiti della casa di riposo “Campanini” di Sant’Omero. Soddisfatto il presidente Angelozzi. “Noi operiamo in modo assolutamente volontario”, ha sottolineato, “offriamo inoltre la nostra collaborazione alle iniziative che vengono organizzate nella nostra città da parte dell’amministrazione. Per quanto riguarda l’iniziativa delle festività natalizie, siamo davvero contenti di aver portato un sorriso a queste persone”.

AVIS Comunale di Roseto Via Calabria, 7 – Roseto degli Abruzzi e-mail: avisroseto@gmail.com Cell. 329/7230960 Apertura sede ogni lunedì dalle ore 11,00 alle ore 12,00


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eventi

Il premio

“Rosetano dell’anno”

è giunto alla seconda edizione. C’è attesa per sapere il nome del vincitore

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n premio è sempre qualcosa di speciale e deve cercare di evidenziare il meglio che c’è in un determinato ambito del quale, per l’appunto, si vogliono mettere in risalto le caratteristiche più vere e più accrescitive. Con questo intento è nato il premio “Rosetano dell’anno”, giunto alla seconda edizione e che ha visto all’esordio assegnare il riconoscimento a Mario Giunco, capace di fare della cultura e del sapere umanistico lo scopo principale di tutta la sua vita, preservando al contempo la memoria storica dei luoghi. Tuttavia questo premio ha qualcosa in più rispetto al riconoscimento della grandezza di una persona (uomo o donna che sia) che si è messo in evidenza in uno specifico campo d’azione. Il soggetto che viene posto sotto la lente di osservazione da parte di una commissione presieduta dallo staff di Eidos deve aver valorizzato, grazie al suo operato, il sano spirito d’appartenenza alla comunità e al territorio di appartenenza, ovviamente nella fatti-

specie quello rosetano. In altre parole la persona che si aggiudicherà il premio (fino alla fine il nominativo sarà “top secret”) dovrà aver dimostrato di essersi impegnato per dare un valore aggiunto alla nostra realtà cittadina, sapendo che il suo agire ha portato ad un accrescimento di tipo culturale, ricreativo, economico, intellettuale alla “Città delle rose” e grazie al suo agire la città stessa ne ha guadagnato d’immagine, d’importanza, beneficiando di una crescita sociale accertata. Quest’anno il nome del premiato sarà veramente di altissimo profilo, ma per scoprirlo occorrerà aspettare ancora un po’. La cerimonia di premiazione avverrà nel corso di una serata di beneficienza che il nostro giornale sta organizzando per le prossime settimane. Ne riparleremo, ma per il momento è importante sapere che di Rosetani capaci di fare crescere la nostra comunità ce ne sono tanti, bravi a coltivare il grande attaccamento nei confronti della nostra terra e delle nostre tradizioni.

per info e prenotazioni sulla cena di beneficienza: 392 9975776 329 9480823


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foto: Mimmo Cusano

TEMPO DI DERBY Arriva il Chieti, domenica 11 gennaio al PalaMaggetti

omenica torna il Derby d’Abruzzo tra Roseto e Chieti. Gli Sharks lo giocheranno al PalaMaggetti, dopo il fortunato esilio di Recanati che ha portato due vittorie contro squadre forti come Omegna e Ravenna. Scontata la squalifica nella città leopardiana, la squadra di coach Trullo riabbraccia quindi il suo pubblico nella gara emotivamente più delicata della stagione. Infatti, da quando si è riproposto all’attenzione del movimento cestistico abruzzese e nazionale, il derby fra Roseto e Chieti ha visto sempre gli Squali sconfitti. La scorsa stagione la gara di andata di disputò a Roseto e vide la squadra di coach Trullo – esordiente in casa dopo il vittorioso esordio in trasferta proprio a

Recanati, avendo sostituito coach Melillo – perdere 86-92 contro il Chieti di coach Nino Marzoli trascinato da Shaw (30 punti), Gialloreto (17) e Bonfiglio (16). Nel girone di ritorno, a Chieti, vinsero i padroni di casa 80-73, con Passera (19) e Cardillo (8) sugli scudi. In questa stagione, il Roseto ha perso alla prima giornata di campionato 78-70, subendo soprattutto Monaldi (24 punti), Sollazzo (16) e Saffold (16), che potrebbe non giocare domenica perché la società teatina vuole tagliarlo per sostituirlo con una guardia. La prima opzione è Young, del Casalpusterlengo (A2 Gold), che però non sembra potersi liberare dal suo attuale ingaggio. Altre piste possibili portano a Berry del Torino (A2 Gold) e Williams del

Edoardo Di Emidio

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

Pesaro (Serie A). Vedremo se Chieti riuscirà a piazzare il colpo a sensazione prima del derby. In casa Roseto, invece, dopo l’ingaggio di Bartoli e il rientro di Bryan la rotazione possibile in mano a coach Trullo è di 8 giocatori, con Pitts, Jackson, Bartoli e Marini esterni, Janelidze, Bryan e Ferraro lunghi e Moreno polivalente esterno in grado anche di giocare sotto i tabelloni, che ci sarà nonostante la squalifica di una giornata rimediata nell’ultima trasferta a Legnano (la Società pagherà 2mila euro di multa per mandarlo in campo). Ancora distante il rientro di Carenza, la squadra rosetana non può considerarsi affatto tranquilla, visti i 10 punti in classifica e il conseguente penultimo posto in coabitazione con Latina, lasciandosi

Damier Pitts


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Tony Trullo

alle spalle solo Matera e Piacenza a 8 punti. E se i lucani hanno una striscia aperta di 8 sconfitte consecutive e per invertire la rotta si rinforzano con Migliori e Caroldi, il Piacenza ha piazzato due colpi stratosferici per la categoria, ingaggiando Becirovic (vincitore dell’Eurolega 2007) e Zizic, entrambi reduci da Forlì, squadra

di A2 Gold ritiratasi dal campionato. Insomma, la corsa alla salvezza è più viva che mai e gli esiti ancora incertissimi, visto che nessuno ci sta a cedere e quindi retrocedere. Chieti sta meglio di Roseto, visti i 14 punti in classifica, e può giocarsi il derby con la certezza di restare, qualsiasi sia l’esito del campo “la Regina dell’Abruzzo”. Dunque pressione tutta sulle spalle del Roseto, che avrà bisogno del calore del suo pubblico. E, a proposito di pubblico, al momento di andare in stampa nessun divieto è stato applicato dalle forze dell’ordine alla vendita dei biglietti, dopo il divieto di partecipare alla gara applicato ai tifosi rosetani all’andata. Meglio così: il derby è più bello con entrambe le tifoserie e il cassiere rosetano è più contento.

Giga Janelidze

Sylvere Bryan

Pierpaolo Marini

Yankiel Moreno

Innocenzo Ferraro


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Nuove strategie per il piano “rifiuti zero” Se n’è parlato a Giulianova nel corso di un convegno alla Sala Buozzi. Roseto pronta a fare la sua parte e ad appoggiare il piano di rilancio del Cirsu che dal primo gennaio scorso è a disposizione di tutta l’area provinciale per la lavorazione e lo smaltimento del pattume Gerardini e Di Matteo

La platea

Francesco Mastromauro iamoci una mano a fare la differenza”. E’ stato questo il tema di un interessante dibattito sulle strategie da adottare per portare avanti il piano “rifiuti zero” che si è tenuto alla sala Buozzi di Giulianova Paese e che vede la partecipazione di alcuni Comuni della Provincia, a cominciare da Giulianova uno dei primi ad aver appoggiato il progetto che si pone come obiettivo primario l’azzeramento quasi totale della produzione delle sostanze di risulta. A questo progetto aderiranno presto anche altri Enti, a cominciare da quelli dell’area Cirsu con Roseto che ha già fatto sapere che non si tirerà indietro. L’obiettivo è sicuramente ambizioso ma non è affatto utopistico pensare che nell’arco di pochi anni si arriverà a sfiorare quasi il 100 per cento della raccolta differenziata. Tutto sta anche nell’educare le nuove generazioni, ad adottare comportamenti che mirano senza ombra di dubbio a non fare uso di pro-

dotti che in qualche modo contribuiscono ad aumentare il pattume. Non a caso alla giornata informativa sui rifiuti zero sono stati invitati a partecipare alcuni studenti delle ultime classi degli istituti superiori di Giulianova. Erano presenti il sindaco della città che ha ospitato il dibattito Francesco Mastromauro, il suo collega di Montorio al Vomano Giovanni Di Centa, il presidente del Cirsu Angelo Di Matteo, il dirigente dell’area rifiuti della Regione Abruzzo Franco Gerardini, amministratori locali e alcuni insegnanti. C’erano anche alcuni ex operai della Sogesa che sperano di rientrare nel ciclo di produzione delle attività dell’impianto tecnologico di Grasciano. Ma quali sono le strategie da adottare per arrivare a produrre sempre meno rifiuti? La Regione a tale proposito ha avviato una campagna di informazione molto interessante, una sorta di suggerimenti o buoni consigli che ciascun cittadino dovrebbe applicare. Ecco alcuni esempi: scegliere prodotti con meno imballaggi (meno frutta, verdura, merendine imbustate

o inscatolate), preferire rifornimenti alla spina di detersivi, pasta e caffè. Ormai nella grande distribuzione si va sempre più in questa direzione. Da casa ci si porta il contenitore da ricaricare. Questo discorso vale anche per l’acqua, utilizzando quella del rubinetto di casa o delle casette che ormai si trovano in quasi tutte le città. In questo modo si producono meno bottiglie di plastica. Incentivare inoltre gli esercenti, con la riduzione anche del 50 per cento della tassa sui rifiuti, a proporre prodotti con meno imballaggi e “ricaricabili”. E meno rifiuti produciamo, più rispetto avremo per l’ambiente con meno discariche sui territori. Si è parlato anche di Ecosagre. D’estate vengono spesso organizzate sagre di ogni genere. Ebbene, l’idea è quella di fare in modo che gli organizzatori garantiscano una raccolta differenziata. In caso contrario gli Enti non dovrebbero rilasciare alcuna autorizzazione. Solo adottando queste strategie si riuscirebbe a raggiungere la soglia dello zero nella produzione dei rifiuti.


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Altre palme distrutte dal punteruolo rosso Tra Roseto e Cologna Spiaggia il coleottero ha decimato gli alberi. Sul lungomare rosetano nel giorno di Santo Stefano la chioma di un albero si è staccata dal tronco finendo sulla pista ciclopedonale. Solo per puro caso non è stato colpito nessuno. Servono urgenti lavori di manutenzione

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ontinuano a morire le palme sul lungomare di Roseto e Cologna Spiaggia. Nell’ultimo mese almeno altri 20 esemplari di Phoenix sono stati divorati dal punteruolo rosso, il coleottero nordafricano che ha già distrutto oltre il 20 per cento del patrimonio palmicolo sul territorio comunale rosetano. Nel periodo delle festività natalizie, poi, la chioma di una palma si è letteralmente staccata, quasi per intera, cadendo sulla pista ciclopedonale del lungomare Celommi, nella zona centrale. Fortunatamente in quel momento non transitava nessuno, altrimenti sarebbero state conseguenze serie per il malcapitato. Questo tratto di lungomare, infatti, è

molto frequentato, soprattutto da chi ama mantenersi in forma con una leggera corsa. I rami divorati dall’insetto sono caduti ai piedi della palma, ormai morta. Il problema rischia però di ripetersi in quanto su un tratto di appena 50 metri di lungomare ci sono almeno altre 6 palme che presentano la chioma completamente abbassa, implosa su se stessa. E’ la conferma che il punteruolo rosso ha già divorato la pianta dal suo interno. Serve però un lavoro di manutenzione più puntuale e attento. Il 31 dicembre scorso il vento da nord, il Burian, che soffiava con raffiche di oltre 80 chilometri orari ha letteralmente strappato i rami di palme non potati in questi anni. Recentemente il sindaco Enio Pavone

ha eseguito un sopralluogo sul lungomare rosetano e su quello di Cologna Spiaggia. Il Comune, non appena le condizioni meteo lo consentiranno e comunque sempre con l’arrivo dei primi caldi, provvederà a sostituire tutte le palme morte. Le Phoenix distrutte dal famelico insetto saranno sostituite con le Washingtonia, una palma più resistente agli attacchi del punteruolo rosso. Saranno piantumate anche all’ingresso dell’Arena 4 Palme, dove 3 delle 4 palme sono state annientate dal coleottero. Mentre in piazza della Libertà, nel cuore di Roseto, saranno sistemati altri alberi. I lavori inizieranno a primavera, mentre le piante morte saranno bonificate subito dopo le festività natalizie.


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Via libera al regolamento per gli alaggi pubblici D’ora in avanti le imbarcazioni da diporto e della piccola pesca potranno essere portate in secca solo nei punti stabiliti. Saranno inoltre rimossi i relitti abbandonati sulla spiaggia

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el corso dell’ultimo Consiglio Comunale è stato approvato, con il voto favorevole della maggioranza, il regolamento comunale per disciplinare l’utilizzo delle aree speciali a gestione pubblica per uso libero destinate ad alaggio, varo, sosta barche e delle relative strutture di servizio (previsto nel Piano Demaniale Marittimo Comunale). Secondo l’amministrazione rosetana, grazie a questo regolamento verrà disciplinato l’utilizzo dei due alaggi pubblici presenti sul territorio a Roseto e Cologna Spiaggia. “In pratica si tratta di spazi pubblici”, spiega l’assessore Camillo Di Pasquale, delegato al demanio, “nei quali sarà possibile, previa richiesta al Comune e dietro il rispetto di alcuni requisiti fissati dal regolamento, lasciare in sosta i propri natanti gratuitamente. Così facendo andremo, da un lato ad eliminare la “sosta selvaggia” delle barche, dall’al-

tro a combattere l’uso improprio di questi alaggi che, sempre più spesso purtroppo, erano diventati ricettacolo di sporcizia e deposito indiscriminato di carcasse di cui, in molti casi, non si riusciva nemmeno a risalire al proprietario”. Come illustrato dal regolamento negli spazi destinati ad alaggio, varo e sosta delle barche sarà vietato

Camillo Di Pasquale

istallare ombrelloni, sedie, materassini ed altri accessori, nonché sostare ed effettuare la balneazione nel corridoio di lancio prospicente l’area stessa. I cittadini interessati ad ottenere l’assegnazione di un posto barca nelle aree predisposte dovranno fare domanda al Comune rispettando, ovviamente, i criteri predisposti dal bando. Circa un anno fa il sindaco Enio Pavone aveva varato un’ordinanza per verificare il numero dei natanti abbandonati sulla spiaggia rosetana deturpando il litorale. Oggi con tale regolamento la materia verrà finalmente disciplinata, eliminando di fatto le zone di degrado. Il controllo e la pulizia di questi spazi saranno affidati ad associazioni senza fine di lucro, cooperative, società ed enti che hanno, nell’ambito del proprio oggetto sociale, la possibilità di svolgere tale attività, fermo restando che queste aree dovranno poter essere utilizzate esclusivamente in forma gratuita e libera.


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Roseto , approvata la

proposta metodologica del Piano Regolatore Foto: Panoramio, da Google Maps

L’assise civica a maggioranza ha espresso parere favorevole ad un provvedimento che urbanistico che riguarda la variante allo strumento che disciplinerà la crescita del territorio zona per zona

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na proposta metodologica di variante al Prg per disciplinare la crescita omogenea, zona per zona, del territorio di Roseto, valorizzandone le peculiarità. Può essere racchiuso in sintesi così l’atto approvato a maggioranza dal Consiglio Comunale cittadino che verrà applicato con il nuovo anno. Per l’amministrazione locale si tratta di un atto che punta da un lato a cancellare le scelte operate negli anni passati con l’adozione della variante al Piano Regolatore, dall’altro a riprendere il cammino di una programmazione “seria, efficace e condivisa del territorio”, afferma il sindaco Enio Pavone, “con la riaffermazione del principio di responsabilità e trasparenza del governo locale”. “Ricordiamo infatti che la variante al Prg fu approvata”, prosegue il primo cittadino, “dall’allora maggioranza monocolore targata Pd nel marzo del 2011, a poco più di un mese dalle elezioni comunali, nella totale assenza di un sano e civile confronto politico. Grazie alla nostra decisione di ritirare il Piano si è aperta, di fatto, la possibilità di ridiscutere le decisioni programmati-

che sul piano urbanistico-amministrativo”. Ma che cos’è la proposta metodologica? Si tratta in pratica di strumenti di urbanistica partecipata con l’obiettivo di porre attenzione alla sostenibilità ambientale. “Il nostro territorio ha infatti subito, nel tempo, trasformazioni importanti”, aggiunge Pavone, “con un rapido consumo delle aree disponibili, visto che i fenomeni di urbanizzazione hanno interessato parti estese. Pertanto il nostro Prg deve tener conto delle

trasformazioni territoriali ed urbane”. Va studiata quindi l’evoluzione insediativa al fine di giungere ad una rivisitazione che porti alla definizione di uno strumento di pianificazione urbanistica del territorio che sia “snello” ed adeguato alle nuove esigenze. L’obiettivo è di dare, grazie anche ad una adeguata partecipazione dei cittadini e alla nomina di una Commissione urbanistica, una concreta attuazione a queste linee di indirizzo.

Le principali scelte strategiche approvate riguardano: - La valorizzazione delle frazioni collinari di Montepagano, Casal Thaulero e Cologna Paese, anche attraverso il riconoscimento di situazioni urbane venutesi a creare, di fatto, lungo i crinali. - La rigenerazione urbanistica dell’area di Roseto Centro. - Lo sviluppo sostenibile dell’area sud, Porto Turistico. - Il recupero del patrimonio edilizio agricolo non utilizzato. - Il riconoscimento del Polo commerciale nella zona di Roseto Sud. - La riorganizzazione dell’area del Casello Autostradale. - La nuova disciplina delle cosiddette “aree a vincolo decaduto”. - Le agevolazioni degli interventi in zona agricola. - Il superamento dei Comparti. - Il recupero del patrimonio edilizio esistente. - La rivisitazione del regolamento per i programmi complessi. - La revisione del regolamento edilizio.


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L’artigianato prima forza economica in Abruzzo La crisi tuttavia si fa sentire. Cresce il numero delle cancellazioni alla Camera di Commercio. Mantengono quelle professioni legate alle riparazioni degli oggetti perché non tutte le famiglie possono più permettersi di spendere per comprare qualcosa di nuovo

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’ l’artigianato il punto di forza dell’economia abruzzese. Lo sostiene il presidente regionale di Casartigiani Flaviano Montebello analizzando gli ultimi dati che parlano di un settore che conta oltre 75mila addetti su un totale di 34mila imprese. Tuttavia, la crisi si fa sentire visto che aumenta anche il numero delle cancellazioni alla Camera di Commercio. Idraulici, elettricisti, falegnami sono quelli che risentono di più del difficile momento perché legati soprattutto al mercato dell’immobile. Si costruiscono meno case, quindi meno lavoro. Ma è anche aumentata la richiesta di chi oggi punta a riparare un oggetto, piuttosto che sostituirlo. E’ il caso dei calzolai e dei sarti che hanno visto incrementare il lavoro. “La crisi presenta aspetti negativi, indubbiamente”, ha puntualizzato Montebello, “il periodo di congiuntura economica sta mettendo in ginocchio molte attività. E chi non ce la fa è costretto a fare un passo indietro, ad avviare la procedura di cancellazione.

La forte crisi economica si abbatte sul settore ma i dati dicono che l’artigianato resta una forza economica di spessore che va tutelata”. E’ però un settore che ha bisogno di un sostegno economico e finanziario, soprattutto per tutti quei giovani che hanno intenzione di avviare un’attività ma che non hanno la liquidità sufficiente per uno start up. Casartigiani interviene con dei finanziamenti attraverso i Confidi. “I giovani hanno bisogno di finanziamenti in conto capitale o in conto interessi”, ha aggiunto il responsabile regionale dell’organizzazione di categoria, “per avviare le attività. Gli strumenti la nostra organizzazione li

mette in campo perché riteniamo che l’artigianato, soprattutto il piccolo artigianato, sia ancora il motore della nostra economia”. Comunque il problema economico non riguarda solo i giovani che voglio avviare un’attività. Interessa infatti anche imprese consolidate ma che hanno scarsa liquidità anche per via di pagamenti ritardati di lavori già realizzati. Addirittura il ritardo nel liquidare le fatture è salito da 120 a 180 giorni. E a soffrire di più sono soprattutto le piccole attività a conduzione familiare. “Questo è vero”, conclude Montebello, “però siamo anche attenti all’andamento generale dell’economia europea. Una ripresa è attesa, non sappiamo quando, ma ci sarà. E quelle attività che saranno in grado di superare la crisi del momento, saranno in grado di farsi trovare pronte quando il mercato del lavoro riprenderà. L’Abruzzo è una regione forte, l’artigianato nostrano è di assoluta qualità. Non bisogna disperdere questa risorsa che sarà in grado di offrire, una volta superata la crisi, delle opportunità di lavoro interessanti”.


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“Giusto Gusto”

all’insegna della sfogliatella abruzzese

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ella suggestiva magione nel centro storico di Montepagano si è svolta la III° Edizione del “Giusto Gusto”, questa volta protagonista è la “sfogliatella abruzzese”. Hanno partecipato 7 concorrenti donne, giudicate da una eccellente giuria che hanno elogiato le prime tre classificate per aver riscoperto l’antica ricetta con l’ingrediente principe ovvero la marmellata d’uva. La serata è iniziata con un dibattito sul miele, alimento nobile, tenuto dal Dottor Crescenzo Allegretto, dirigente dell’Asl Veterinaria. Interessante il suo intervento sulle proprietà organolettiche del miele abruzzese, in particolare quello proveniente dalle campagne di Tornareccio (Ch), dove ogni anno si tiene un convegno nazionale. Nella seconda parte della serata è avvenuta la premiazione dei vincitori del concorso. Questi i nomi dei giurati, Dottor Allegretto, Prof.ssa M.Pia Di Nicola, Dott.ssa Nuccia De Angelis, e il noto maestro pasticcere rosetano Sandro Ferretti. Si sono classificate in ordine al 3° posto la sig.ra Giuditta d’Addario, 2° posto la giovane Martina Ginoble e 1° classificata la sig.ra Anna Marrone. All’interno dei locali, oltre ai dolci, si è gustato il vino Montepulciano della casa vinicola Anfra di Pineto e una mostra di quadri dei pittori Alba d’Eugenio e Paolo Foglia, il tutto accompagnato da un gradevole rinfresco preparato dal cuoco stellato Michelin, Davide Pezzuto. L’Ass. Vecchio Borgo e la fam. D’Angelo Catania ringraziano tutti gli intervenuti e in particolare i giovani dell’Ass. Veni Vidi Vini per aver collaborato all’ottimo allestimento e contribuito alla buona riuscita della gradevole serata. Appuntamento ora alla prossima edizione.


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IL di MARIO GIUNCO

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DESTINO E IL PAPPAGALLO

Il mistero del vento che non si vede e soffia, accarezza e toglie la vita. Con qualche divagazione, da Omero a Modesto Della Porta

on ci pensi nemmeno. Atena ammonisce Zeus, il padre degli dei. Vorrebbe forse strappare alla morte un uomo da tempo “dovuto al destino”? Nel ventiduesimo libro dell’Iliade Ettore attende la fine. Cerca di fuggire correndo intorno alle mura di Troia, per tre volte, Achille lo insegue furibondo, per vendicare l’uccisione di Patroclo. Ma non c’è scampo. “Ormai gli dei mi chiamano. Mi è accanto la malvagia morte, non è più lontana, ormai non è evitabile, e questo da tempo era caro a Zeus e al figlio arciero di Zeus, che tante volte mi hanno salvato. Ormai mi ha raggiunto la Moira”. Caduto, implora Achille. Non lo lasci in pasto agli animali, accetti il riscatto dei troiani per le sue spoglie. Anche lui dovrà morire presto, sotto le mura di Troia, non tornerà a casa. “No, cane, non mi pregare – replica Achille - né per i ginocchi, né per i genitori. Nemmeno se Priamo vorrà riscattarti a peso d’oro, neanche così la nobile madre piangerà steso sul letto il figlio che ha partorito, ma cani e uccelli tutto ti sbraneranno”. I greci usavano molti termini per significare il destino, per esorcizzare il mostro ignoto, la forza sconosciuta, che vinceva il volere degli stessi dei. Avevano inventato tre divinità, le Parche, che componevano lo stame e filavano la vita degli uomini. Che a un certo punto la troncavano, senza doverne risponderne ad alcuno. Per i romani era il “fato”, un termine legato per etimologia all’atto del parlare, alla parola. “Non sperare che il fato possa essere mutato con le preghiere”, dice la Sibilla di Cuma a Palinuro nell’Eneide virgiliana. “Non chiediamoci, non è lecito saperlo, quale fine ci abbiano riservato gli dei. Lasciamo perdere gli oroscopi. Quanto meglio sarà accettare quel che capita, sia che ci attendano molti anni, sia che viviamo ignari qualche scampolo di vita, un attimo di serenità, anche poche ore di gioia. Senza illusioni o rimpianti. Mentre parliamo già fugge il tempo odioso”. E’ il poeta latino Orazio (65-8 a.C.). Poi il destino diventerà la volontà di Dio, ugualmente immutabile, insondabile, eterna. Cui è vano opporre il libero arbitrio. Unica consolazione è considerare la sventura segno della Provvidenza, in vista di un bene futuro. Saltiamo ora qualche secolo. “Che! lu destine? E m’arrivenne a’ mmente/ di quande Mammaròsse certe sere/ parlave di

destine. ‘E’ gnì lu vente,/ - dice’ – n’si vede e suffie, dà le stratte,/ t’accide, t’accarezze, è nu mistere…’”. Modesto Della Porta (Guardiagrele 18851938), una delle voci più alte della poesia abruzzese, si affida al dialetto e a un popolano, che racconta una gustosa scena di paese: “E’ state mo, chell’àvetra matine./ ‘Nnanz’a la chiese de la ‘Ddulurate/ nu vecchie, che sunave lu pianine,/ dice’: ‘Curréte non vi vruvignate,/ avete dispiacere? Avete spine?/ Saprete l’avvenire e il passate,/ Due soldi, e il pappagalle ammaestrate/ vi troverà il cartelle del destine’” (…) “Mo, pe’ ddu’ solde? E chi nen se l’accatte?/ M’avvicinive. Chelu vicchiarelle/ aprì lu spurtellucce: ‘Avanti amore!/ - fece – sortite fuore, Rosinelle,/ prendetemi il destine del signore’/ Lu pappahalle ‘scì da lu spurtelle,/ fece tre quattre zumpe allòche fore;/ ma, mentre tenè’ mmocche lu cartelle,/ èsce la hatte di zì’ Cassiedore,/ l’affèrre ‘ncanne, e ttèle gnì lu vente./ ‘Acchiappe! Aiute!…Addie lu capitale!/ - fece lu vecchie – Leste bbona gente!…’./ Ma chela hatte ave’ scappate a balle,/ si ì a fficcà’ sott’a nu capescàle/ e si magnà destine e pappahalle!…”.


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Biblioteca Delfico di Teramo

ecco i libri per ipovedenti

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razie ad una proficua collaborazione con la Biblioteca Italiana per Ipovedenti (B.I.I.Onlus) di Treviso, la Biblioteca Provinciale “Melchiorre Delfico”, ha ricevuto in dono un primo quantitativo di libri “a grandi caratteri”, per un totale di 32 volumi, espressamente destinati ad essere fruiti da persone ipovedenti e da persone anziane con la vista indebolita. “L’acquisizione, che si spera possa essere ulteriormente accresciuta nel tempo”, dichiara il direttore della Biblioteca, Luigi Ponziani, “sottolinea l’attenzione che si intende avere nei confronti dei cittadini portatori di particolari disabilità, ribadendo nel contempo la vocazione culturale e sociale di una Biblioteca come la nostra, da sempre intenta ad accrescere la sua proiezione pubblica aperta a tutti i settori sociali”. L’iniziativa piace ed è destinata ad allargarsi a macchia d’olio coinvolgendo anche altre biblioteche presenti in provincia di Teramo. Qualcosa del genere potrebbe accadere anche alla biblioteca comunale di Roseto. I libri per ipovedenti non sono destinati solo a giovani che hanno problemi di vista, ma anche alle persone anziane che nel tempo hanno avuto un sensibile abbassamento della vista. Sono libri scritti con un corpo maggiore, solitamente il 18, che consentono quindi una facile lettura. In Italia sono molte le biblioteche che offrono questo servizio, soprattutto grazie alla collaborazione di case editrici che pubblicano testi adatti ed adeguati.


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Il Training Autogeno per il controllo degli effetti collaterali delle

terapie antitumorali

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e tecniche di rilassamento, come il Training Autogeno, utilizzano un linguaggio terapeutico – riabilitativo di tipo somatico e in questo modo determinano nel paziente un effetto terapeutico globale, cioè non soltanto a livello somatico, ma anche psichico. Oltre al Training Autogeno, sono importanti in questo senso anche le tecniche ipnotiche, le visualizzazioni guidate, il Biofeedback e il Rilassamento Progressivo di Jacobson. Il Training Autogeno e anche le altre tecniche determinano una serie di effetti generali sull’organismo, i più importanti dei quali sono: - Induzione di uno stato di rilassamento - Distacco emotivo da situazioni particolarmente stressanti - Sviluppo di maggiori capacità di recupero sul piano psicofisico

Considerando questi benefici, si può utlizzare efficacemente: - Per il controllo dello stress e dell’ansia - Per il controllo del dolore - Per il controllo degli effetti collaterali delle terapie antitumorali (soprattutto nausea, vomito e modificazioni dell’immagine corporea) - Per favorire l’adattamento alla malattia - Per stimolare un atteggiamento combattivo nei confronti della malattia, soprattutto nella fase della riabilitazione e del reinserimento sociale Pertanto è utile l’apprendimento e la pratica quotidiana del Training Autogeno in associazione a presidi farmacologici o, laddove questi ultimi siano contro indicati, come valida alternativa terapeutica. Il Training Autogeno può essere praticato sia individualmente sia in gruppo; in particolare si raccomanda la modalità in gruppo in quanto utilizza l’effetto sommatorio dei risultati individuali suddetti a livello psicofisico con tutti gli effetti socializzanti e di supporto emozionale dovuti all’apprendimento in gruppo. Bibliografia: -Schultz, J.H; Il Training Autogeno (vol. 1-2), Milano: Feltrinelli, 1964. -Granone, F., Trattato di Ipnosi, Torino: Boringhieri, 1983. -Schartner, C., Burich, T., Carcy, M.P., Effectiveness of biofeedback with progressive muscle relaxation training in reducing the aversiveness of cancer chemotherapy: a preliminary report. Japan J. of Biofeedback Res., 1985, 33-40. -Standard, opzioni e raccomandazioni per una buona pratica psico-oncologica, Società Italiana di Psico-Oncologia, 1998.


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SALUTE

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L’esplosione emorroidaria

urtroppo nella nostra anatomia, le vene hanno un ruolo quale quello di riportare il sangue con “le schifezze cloacali” indietro e rendere pulito l’orto cellulare. Questo per colpa delle cellule che mangiano in continuazione. L’architetto primordiale si è divertito a metterle anche lì, dove nessuno le avrebbe volute e, sicuramente, di “cose ripugnanti” ne vedrà passare in continuazione. Esse, però, hanno il pudore di non offendersi. Quando disgraziatamente le facciamo “arrostire” in mezzo ai fetori più ripugnanti (vedi stipsi), queste si “incazzano” e per ripicca si gonfiano, quasi di boria, chiudendo l’orificio anale (come a dire …

di ALESSANDRO BONADUCE

adesso provate a farla se ci riuscite). Vabbè, può succedere con qualche intingolo in più sotto le feste, un po’ di porchetta e qualche altro contorno accattivante! Adesso però dobbiamo capire come trattarle, sicuramente bene, altrimenti la paghiamo cara. La stipsi ha diverse cause: errori alimentare, vuolsi-eccessi, scarsa assunzione di liquidi (parlo dell’acqua), eccesso di alcoolici, stare troppo tempo seduti o in piedi, non fare attività fisica, alcune malattie addominali (cirrosi epatica ad esempio), alcuni farmaci (e per questo prendetevela con chi ve li ha prescritti). Le varici emorroidarie sono alla stessa stregua delle vene varicose ed insorgono con un meccanismo simile. Per questo problema potete e dovete indossare le calze elastiche, mentre per le varici emorroidarie non è possibile ancora. In genere si prescrivono prodotti “venotropi” con lo scopo di decongestionare i vasi dilatati. Naturalmente aiutano a decongestionare anche il vostro portafoglio dalle troppe o poche banconote in vostro possesso. Questo perché se non modificate i vostri comportamenti alimentari servono a poco. Pertanto è importante bere, come i cammelli magari, camminare, non stare troppo seduti se altrimenti potete regolare l’alvo, assumere fibre naturali (meglio le verdure crude e non quelle cotte). Non prendete le tisane della nonna! Se poi tutto questo non basta si potrebbe provare con… Mbè, Rembrandt ce lo insegna con un magnifico dipinto: “La donna che si bagna nel ruscello”, una stupenda opera conservata nella NATIONAL GALLERY di LONDRA. Pensate, sembra che soffrisse anche lei di…

AD MAIORA DAL BACCHINO MALATO


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La “Vita” è solo un

di MARCELLO PERPETUINI

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insieme di elementi?

uesta volta, nella nostra rubrica, ci addentreremo in uno degli argomenti di maggior fascino, sia scientifico che etico. Parleremo infatti del concetto di Vita. La vita che si struttura come un sistema in cui i diversi organismi trovano la loro realtà. “Tecnicamente” è possibile descrivere la vita come un insieme di elementi fondamentali costituiti da atomi, molecole e i relativi processi chimici o percorsi metabolici. Le radici della vita dunque si spingono talmente in profondità, tanto da raggiungere le basi della fisica e della chimica. I legami chimici multipli sono indispensabili alla formazione delle strutture biochimiche complesse e il carbonio, l’azoto e l’ossigeno sono i soli atomi che formano con regolarità tali legami multipli. Inoltre è assodato che gli elementi leggeri formano i legami chimici più forti. Pertanto non deve sorprendere constatare come questi tre elementi, assieme all’elemento più leggero di tutti, ossia l’idrogeno, siano gli atomi predominanti all’interno delle strutture biologiche. Fin qui dunque abbiamo descritto la vita “intesa” dal punto di vista scientifico. Ma può essere davvero così riduttivo un concetto talmente vasto come quello di Vita? Se è vero dunque che gli esseri viventi non sono mai realtà isolate, a sé stanti, ma sempre immersi in una rete di relazioni, ne deriverà che la Vita è da concepirsi come un agglomerato, una congiunzione di vite che interagiscono continuamente tra di loro. Non può essere pensabile infatti che un qualsiasi essere vivente, anche biologicamente molto semplice, possa esistere e quindi sopravvivere da solo. Isolatamente. Senza interazione non può esistere sviluppo e quindi crescita e dinamicità. Ma allora come è nata la vita sul nostro pianeta? Abbiamo visto negli scorsi numeri, che la vita molto probabilmente si sviluppa nell’universo attraverso comete molto particolari che portano con sé i mattoni della vita, gli amminoacidi. Le più recenti teorie applicano questo concetto anche alla Terra. Diversi miliardi di anni fa queste comete, impat-

tando sul nostro pianeta hanno, con ogni probabilità, iniziato il fantastico e meraviglio processo vitale che oggi conosciamo. Le cellule, che sono alla base di ogni organismo vivente, animale e vegetale, sono un microcosmo che si riproduce e si evolve in continuazione. Ma una cellula solitaria avrebbe senso? Le cellule infatti attraverso la loro membrana che si struttura in un sistema di interconnessione, un sistema in continuo movimento è possibile immaginarle come una specie di “trasportatore a nastro” che ininterrottamente viene prodotto, distrutto e riprodotto di nuovo. La vita potrebbe essere graficamente rappresentata perciò come una serie infinita di interconnessioni tra i vari esseri viventi che la compongono. Come infiniti neuroni di un immenso cervello che in continuazione trasportano informazioni e nutrimento da una parte all’altra del pianeta. La vita è energia e per esistere deve produrne e consumarne tantissima e senza mai una sosta, per consentire quel processo inarrestabile che noi definiamo esistenza, realtà. Che senso avrebbero la nostra Terra e l’intero universo senza alcuna forma di vita in grado di contemplarne la sua magnificenza? Tuttavia oggi uno dei pericoli più grandi per la nostra specie e per la nostra sopravvivenza è immaginare che la vita possa dipendere dalle biotecnologie, ad esempio, uno degli scenari più inquietanti del nostro tempo da cui si dovrebbe da subito prendere le distanze, perché la vita sul pianeta non dovrebbe mai essere condizionata da alcuna forma di mutazione biogenetica o eugenetica, pena il possibile implodere della vita stessa e quindi della stessa umanità per effetto di meccanismi autodistruttivi dall’esito incontrollabile. L’universo ha elargito un grande dono all’uomo: con i suoi migliori atomi ha creato una parte di se stesso dentro di sé per poter comprendere tutto ciò che lo circonda, ma non per autodistruggersi. Questo infatti sarebbe l’esatto opposto del supremo concetto che fin qui abbiamo definito: VITA. Nel prossimo numero: l’avvento della razza umana.


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Successo per la II Edizione

“Aspettando la Befana” L’iniziativa, organizzata dal Comitato di quartiere Borsacchio, ha coinvolto tantissimi bambini che hanno ricevuto dei piccoli doni

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rande successo e tanta gente per la II Edizione di “Aspettando la Befana”, iniziativa organizzata dal “Comitato di quartiere Borsacchio” con il patrocinio del Comune di Roseto. La manifestazione ha visto la presenza di molti bambini che, accompagnati dai loro genitori, hanno potuto salutare la Befana e farsi una foto con lei, ricevendo in cambio un piccolo dono. “Ci tengo a ringraziare il Comitato di quartiere Borsacchio”, ha affermato il sindaco Enio Pavone, “il suo residente Mario Bucci ed i suoi soci, le numerose associazioni che hanno offerto il loro contributo e quanti hanno reso possibile questo splendido pomeriggio che ha dato gioia a tanti piccini e, sono convinto, ha fatto tornare un po’ bambini anche noi adulti”. Presenti anche alcuni assessori che hanno accompagnato il primo cittadino alla manifestazione. Nel corso della giornata di festa sono stati inaugurati anche i primi 5 cestini per la raccolta dei rifiuti (dei 12 totali realizzati dalla Dado Creazioni Artistiche Srl che ne ha donati 2) che il Comitato ha deciso di regalare al quartiere.

GIOVEDI’ 15 gennaio 2015 ORE 22.00”

lucky radio

Funcky/dance live music


Nutrizione e stile di vita

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Frutta secca

la grande protagonista delle passate festività, va sempre tenuta in considerazione

di Simona Ruggieri

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e festività natalizie le abbiamo ti da acidi grassi insaturi e polinsaturi), ormai alle spalle, ma è ancora vitamine (in particolare vitamina B ed E possibile comprare cesti ricchi dalle proprietà antiossidanti) e sali midi delizie e dei più svariati pronerali (Mg, K, Cu, P, Fe Ca). Esercita un’azione protettiva nei confronti delle dotti! Panettoni, torroni, pandomalattie del benessere (diabete, obesità, ri, dolci tipici ma anche noci, mandorle, ipercolesterolemia) ed è perfetta nell’alinocciole, datteri, ed è proprio questa categoria, la frutta secca, mentazione dello sportivo la grande protagonista di e di tutti coloro che seoggi. guono una alimentazione La frutta secca si divide in vegetariana. glucidica, o frutta secca Le noci, ad esempio, granon oleosa, ricca di zuczie alla loro composizione, favoriscono la riduzione di cheri e povera in grassi, colesterolo LDL e protega cui appartengono albicocche, prugne, datteri, gono la salute delle nostre fichi; e frutta secca lipidiarterie; sono considerate veri e propri antiossidanti ca o oleosa, ricca in grassi naturali e quindi combate povera in glucidi, a cui appartengono arachidi, La ricetta del giorno: salsa di noci tono i processi infiammanoci, nocciole, mandorle, tori e inoltre sembrano Ingredienti per 4 persone: 250 gr noci, 40 pinoli e pistacchi. Proprio intervenire nel controllo gr parmigiano, 250 gr latte, 40 gr mollica di quest’ultima categoria metabolico del diabete di pane, olio, aglio, sale q.b. rappresenta una grande tipo 2. Si consiglia quindi Scottate i gherigli di noci in acqua bollente, risorsa per la nostra saludi inserire una manciaspellate e lasciate intiepidire; mettete la molte. ta di frutta secca (20-30 lica a mollo nel latte e, una volta morbida, La frutta secca è un vero grammi/die) all’interno frullate insieme alle noci, al parmigiano, all’ascrigno di energia (in medella colazione o dello spuntino, magari insiedia 600 kcal per 100 g di glio e al mezzo bicchiere d’olio. Se l’impasto prodotto edibile) e di nume ad un frutto fresco di risulta troppo denso, aggiungete un po’ di latte stagione e soprattutto in trienti fondamentali (come (quello usato per far ammorbidire il pane) e alternativa ad altre fonti proteine circa 13-15%, aggiustate di sale. Quando avrete ottenuto un lipidiche meno salutari. grassi 50-60 %, costituicomposto omogeneo, la salsa sarà pronta per

condire il vostro spaghetto integrale!

• PIANI DIETETICI PERSONALIZZATI - soggetti sportivi, in età evolutiva, soggetti patologici (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete..) • VALUTAZIONE COMPOSIZIONE CORPOREA • HOLTER METABOLICO


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La mostra su

Pier Giuseppe Di Blasio

a 50 anni dalla morte è stato un successo di ugo centi

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ono andato a vedere la mostra sul 50° della scomparsa di Pier Giuseppe Di Blasio. Anzi, “L’omaggio della città a P. G. Di Blasio”, come ha detto uno degli organizzatori dell’appuntamento culturale, lo “storico” Mario Giunco. La mostra viene quasi vent’anni dopo la precedente del 1995, periodo inframmezzato solo da un ricordo alla manifestazione di filatelia “Abruzzophil” del 2008 (Emidio d’Ilario, organizzatore filatelico, era presente in sala). Allora, come posso spiegare la cosa? Comincio così: Pier Giuseppe Di Blasio si può definire uno dei “padri fondatori” di Roseto, nel senso che era “Podestà” della città nel 1927 quando il Comune “scese” da Montepagano alla Marina, che per l’occasione perse il nome di Rosburgo per acquistare quello di Roseto. Ci fu una particolarità: l’ultimo sindaco di Montepagano era il socialista Raffaello Celommi, pittore di vaglia. Il primo Podestà di Roseto divenne, appunto, Pier Luigi Di Balsio, un ceramista di prim’ordine: due artisti, insomma, che si trovarono ad amministrare la Città nello stesso periodo storico. La mostra del 50°, peraltro molto voluta dall’attuale vicesindaco Maristella Urbini, punta allora soprattutto sulla personalità artistica di Di Blasio. Allo scopo ha richiamato per la presentazione, avvenuta nella bella sede della restaurata Villa Paris di via Marcacci, la stessa curatrice del 1995, la professoressa ravennate Maria Rita Bentini. Presenza recuperata da Mario Giunco non a caso, perché proprio a Faenza, vicino Ravenna, al museo della ceramica, c’è un’opera di Di Blasio. Opere che, per sovra mercato, sono sparse in tutt’Italia, presso privati, banche ed enti pubblici. Per non dire quelle della dimora Acerbo di Loreto Aprutino, purtroppo inagibile causa noto sisma. Di Blasio era essenzialmente un pittore, di formazione classica che dipingeva, invece che su tela, su ceramica. Superando difficoltà

tecniche d’ogni genere dovute alla “cottura” del colore. Rappresentava in prevalenza scene di vita agreste, contadine e pastori. Non come “denuncia” sociale come nella scuola napoletana del Patini, ad esempio, ma placidamente e poeticamente secondo il neoclassicismo di matrice romana e fiorentina, che era il brodo di cultura nel quale Di Blasio primeggiava, come dimostra la sua amicizia con Carlo D’Aloisio, direttore della Galleria d’arte moderna di Roma in quegli anni impregnata anche dalla pittura di Sironi. Un artista a tutto tondo nazionale, dunque. Ma con indelebile radice rosetana. Come messo ben in luce, già dagli anni ’60, dall’indimenticabile “Gigino” Braccili, evocato alla grande nella presentazione a Villa Paris. Ma Roseto voleva dire anche Raffaele D’Ilario o il nipote dell’artista Pino Mazzarella, oppure per altri versi il romano-rosetano attore di teatro Renato De Carmine, tra l’altro sepolto proprio qui al cimitero di Roseto. Insomma, viene fuori una “memoria” che – si è detto alla vernice della rassegna – ben dovrebbe essere testimoniato da un catalogo, magari da affidare a qualche giovane oppure a qualche tesi universitaria di ricerca in tal senso. Insomma, tutta una rete, una “rosetanità”, un clima nel quale Mario Giunco

ti fa perdere quando la racconta con la sua memoria proverbiale. Dalla quale, però, si può trarre qualche parziale conclusione che valga per l’oggi, al di là del doveroso momento celebrativo. Questa traccia, questo sassolino di Pollicino, a modesto parere di queste righe va ricercato nella “armonia”. Vedete, l’epoca per altri versi turbolenta di Di Blasio, trovava un punto di armonia a livello territoriale ed urbanistico, quando Roseto nasceva con le sue Ville d’epoca, il suo Belvedere a mare, e le sue prime attrezzature turistiche. Guardate quelle ville: vi ritrovate un equilibrio, uno stile, una… appunto, “armonia” che poi il “caos” del dopoguerra e di oggi ha fatto perdere. Ecco, il classicismo di Di Blasio è, a livello artistico, tutto un programma, anche politico, e come tale criticabilissimo. Ma quell’impostazione aveva un riverbero territoriale che invece era “organico”, cioè rispettoso del luogo. Alla prima delle due opzioni culturali non sono affezionato, la seconda, quella territoriale, mi affascina. E mi sembra fertile. Si può coltivare anche oggi. Può parlarci. Può dirci qualcosa. Ma non basta una mostra. Occorre lavorarci a livello Politico (non partitico, Politico). La butto lì: cara Maristella Urbini, se la sente?


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La “magia” di Daniela Musini incanta i Rosetani durante la presentazione del suo libro “I 100 piaceri di d’Annunzio” ormai è diventato un vero successo editoriale, con i dieci riconoscimenti ricevuti a livello internazionale. E l’autrice rosetana, davanti al suo pubblico accorso al Piamarta, ha dato dimostrazione di spiccate capacità interpretative

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on poteva esserci un inizio d’anno più auspicante per la cultura rosetana. E a sottolinearne l’avvio, adesso più che mai da considerarsi promettente, è stata l’ambasciatrice per antonomasia a livello internazionale di quegli studi dannunziani che hanno saputo unire il rigore della ricerca all’interpretazione del pathos poetico del grande Vate. Così i Rosetani, dopo oltre due anni di riconoscimenti raccolti un po’ in tutte le parti del mondo, hanno potuto abbracciare Daniela Musini, la scrittrice, attrice, drammaturga e pianista nata nella Città delle Rose e che mai si è staccata da quel senso profondo di appartenenza ai luoghi della sua prima parte di vita, al punto che quando può ricorda a tutti le sue origini. L’occasione è stata data dalla presentazione del suo lavoro “I 100 piaceri di d’Annunzio. Passioni, fulgori e voluttà” che ha chiuso una prima parte, almeno per ora, di diversi

e prestigiosi successi ottenuti nei vari premi internazionali, in cui il libro è stato accolto sia dal pubblico sia dalla critica con motivazioni sempre elogiative nei confronti dell’autrice. E il 3 gennaio scorso, al Centro Piamarta della parrocchia del S. Cuore, con l’organizzazione curata dalla Cerchi Concentrici Promotor, Daniela Musini ha dato dimostrazione della sue capacità interpretative e della enorme sensibilità quando dopo aver parlato del percosso elaborativo del lavoro editoriale e raccontato le sconfinate curiosità del personaggio d’Annunzio - ha interpretato alcuni passaggi di testi poetici e drammaturgici quali: le lirica “L’onda” e “A mia madre”; poi il “Monologo dell’addio di Eleonora Duse” e il “Monologo di Mila” da La figlia di Iorio; per chiudere con l’evocativa ed emozionante “La pioggia nel pineto”. L’apertura dell’evento è stata curata da Mario Giunco, profondo conoscitore delle tematiche letterarie legate segna-

tamente a una Pescara che inizialmente, come gran parte della critica nazionale, ha stentato a dare il giusto risalto a uno dei più grandi poeti e scrittori a livello europeo tra fine ‘800 e inizio ‘900. Giunco ha rimarcato l’importanza del lavoro che in questi anni ha svolto Daniela Musini e di come, attraverso anche le sue apparizioni televisive, abbia permesso di ricreare quel giusto interesse intorno alla figura di d’Annunzio, che oggi a pieno titolo è considerato tra i più grandi poeti della nostra letteratura. Quello con Daniela Musini è stato un appuntamento culturale intriso di grandi suggestioni: il pubblico ha applaudito lungamente le performance dell’autrice e attrice che, pur se non si è esibita su un palco e con abiti da scena, ha dato dimostrazione di un’abilità interpretativa che le fa onore, ma soprattutto che rinvigorisce in modo unico il senso profondo di appartenenza suo e della sua famiglia alla terra degli avi. (WDM)


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R itor no al

passato

di GIORGIA PASQUINI

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Roseto come Milano o Londra? Alle volte capita, soprattutto se in una mostra dedicata alla tecnologia il collezionista è delle nostre parti

elle volte succedono delle cose straordinarie in posti tanto piccoli. Perché Roseto, rispetto ad una città come Milano e Londra, è davvero tanto piccola. Quello che non cambia però è la probabilità di incontrare persone speciali, ricche, e certamente non siamo qui a parlare di soldi. Presso la scuola elementare Gabriele D’Annunzio, infatti, ho incontrato il signor Aurelio Formicone, noto ai rosetani come la voce de “Le Ombre”, che ha regalato ai bambini la mostra più sorprendente degli ultimi tempi: “Storia di vita - La tecnologia dal 1900 al 2014”. La tecnologia, il design e, soprattutto, la curiosità sono stati i protagonisti dell’evento che ha coinvolto anche i ragazzi delle Scuole Medie.

Aurelio Formicone, trentennale tecnico di IBM, ha raccontanto tecnicamente e sentimentalmente tutti gli oggetti che hanno circondato la sua vita: oggetti propri e prestati, oggetti che hanno fatto parte di un secolo di storia e hanno determinato lo sviluppo di una cultura oggi scontata. Un valzer tra radioline Brionvega, macchine da scrivere, grammofoni del primo novecento, macchinette fotografiche a soffietto, home game Commodor 64, televisioni a due canali o a valvole e cineprese storiche. Per la prima volta Roseto degli Abruzzi si trasforma e con essa anche la storica Scuola Elementare: sembra di essere a Milano, in Triennale, e di assistere ad una mostra internazionale, vista la qualità degli oggetti esposti e la validità degli insegnamenti.


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di Edda Migliori

Nelle foto Edda Migliori con S. E Alfredo Bastianelli Ambasciatore Italiano a Bruxelles.

L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano

primo Parco marino certificato d’Europa orre Cerrano the first protected marine area…” queste le parole dello speaker che hanno eletto “L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano” a primo Parco marino certificato d’Europa. A Bruxelles lo scorso 11 dicembre, nella prestigiosa sede del Parlamento Europeo, di fronte ai massimi rappresentanti europei ed italiani del mondo dei parchi, il Presidente di Europarc Federation Ignace Schops ha consegnato al Presidente dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano Benigno D’Orazio l’ambita certificazione CETS per il turismo sostenibile. Un evento unico ed irripetibile poiché l’AMP Torre del Cerrano è stata la prima in Europa a ricevere questo tipo di certificazione. “Sono fiero ed onorato del riconoscimento CETS – ha detto visibil-

mente commosso il Presidente D’Orazio – Dietro questa realtà c’è tutto un mondo che ha reso possibile l’odierno risultato, frutto di un percorso iniziato nell’ottobre 2012 e che inserisce a pieno titolo l’AMP nella rete ecologica dei Parchi europei, riconoscendo vincente la politica di protezione e valorizzazione dell’area adottata sin dalla sua costituzione. Spero che questo concetto, autentico volano per il turismo e l’economia, venga sposato dal nostro Abruzzo, regione verde d’Europa”. Orgoglio, speranza e un briciolo di commozione hanno accompagnato i delegati in questa avventura in Belgio in cui non sono di certo mancate le emozioni: dalla visita al Parlamento Europeo al poter assistere alla conferenza di premiazione, dalla Sala dell’Emiciclo ai tanti importanti appuntamenti. La consegna della CETS è stata prece-

duta da un altro momento altamente significativo: l’incontro con gli abruzzesi in Belgio nella sede della Regione Abruzzo a Bruxelles. Nel pomeriggio di mercoledì 10 dicembre, in una sala gremita all’inverosimile, il Presidente Benigno D’Orazio, l’Assessore ai Parchi Donato Di Matteo, i Sindaci di Pineto e Silvi, Robert Verrocchio e Francesco Comignani hanno parlato del valore della Carta Europea per il Turismo Sostenibile in Abruzzo, dei vantaggi concreti che ne deriveranno, dai finanziamenti europei alla visibilità internazionale, oltre alla possibilità per l’AMP di certificare a sua volta altri soggetti, enti, associazioni, imprese. Era presente tra gli altri, S. E. Alfredo Bastianelli, Ambasciatore italiano a Bruxelles, che ha ribadito l’importanza della certificazione ricevuta e si è congratulato per il risultato ottenuto.


A destra: contratto di Fiume sotto: Inaugurazione pista di pattinaggio;

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di MARTINA FRANCHI

Anno nuovo, vita nuova

Prima però tiriamo le somme

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Il primo cittadino di Pineto, Robert Verrocchio, insieme alla sua Giunta, ha tracciato il bilancio dei primi sei mesi di amministrazione comunale

ono passati sei mesi, era il 14 giugno scorso, da quando a Pineto si è insediata l’Amministrazione guidata da Robert Verrocchio ed è già arrivato il momento di fare il punto della situazione. Tante sono state le iniziative organizzate a Pineto e dintorni, con lo scopo di rivitalizzare la cittadina e di riattivare il commercio in città. L’ultima notizia del 2014 che ci giunge dalla giunta è che è stato approvato il bando pubblico per il Park Adventure di Parco Filiani. Così, appena dopo le festività, dovrebbero iniziare i 45 giorni per individuare il soggetto che prenderà in gestione quella che si annuncia come “una delle attrazioni turistiche più importanti di tutta la regione”. I settori che passeremo in rassegna sono quelli del turismo, del sociale, dei lavori pubblici, dei risparmi in bilancio. In città quest’anno sono stati realizzati tanti eventi e create tante circostanze di convivialità, grazie alla collaborazione con le associazioni locali: un esempio recente ne è la tensostruttura insediata al parcheggio della stazione che, dal 23 dicembre al 6 gennaio è stato il luogo che ha ospitato tante iniziative, per grandi e piccini, gestito dal comitato P.A.SS, Pinetnie, Antares e Summer Smile. Sono state approvate opere

pubbliche per un valore di circa 700 mila euro – di cui 450 mila finanziati attraverso l’assunzione di mutuo ordinario con la Cassa Depositi e Prestiti come da Delibera di Consiglio n. 14 del 18-09-2014 – tra cui la sistemazione idraulica della Cannuccia, la manutenzione di strade urbane ed extraurbane e la pista ciclabile tra Borgo S. Maria e Pineto. Su impulso del Comune, la Provincia ha anche approvato progetti per la mitigazione del rischio idrogeologico per circa un milione e mezzo di euro, con il rifacimento del ponte di Zappacosta e il nuovo canale a protezione di Scerne; punti critici in caso di piogge intense. Sono stati poi avviati i progetti molto importanti per l’adeguamento delle strutture sportive e per l’edilizia scolastica. Per quel che riguarda il settore ambientale, oltre ad una rinnovata sinergia con l’AMP di Torre del Cerrano, il mese di ottobre ha visto la firma da parte del Comune di Pineto del Mayor’s Adapt e un mese dopo la stipula del patto per il Contratto di Fiume Vomano-Mavone, che andrà presto in consiglio. Sempre in linea con la politica dei risparmi attuata nel corso di questa amministrazione, il sindaco cita la convenzione con il Comune di Silvi, che ha permesso di dimezzare le indennità del segretario co-

munale. “Siamo anche venuti incontro ai commercianti con agevolazioni sulla Tari, mentre, per ciò che riguarda la Tasi, abbiamo allineato Pineto alla stragrande maggioranza dei comuni italiani, al contrario di quanto sostiene qualcuno che parla di raddoppio. Avremmo voluto fare di più, ma purtroppo i tagli a bilancio in corso non ci hanno permesso di fare diversamente”, ha specificato Verrocchio. Chi parla di raddoppio è il Movimento 5 Stelle, rappresentato in consiglio da Santino Ferretti, che dichiara: “Nel suo dire, in questi sei mesi a Pineto si è fatto molto. Tutti si sono accorti però, che quest’anno vi è stato un netto calo di presenza turistiche e che, a differenza di ciò che accade in giro, Pineto è forse l’unico Comune che ha aumentato il bilancio anziché tagliare le spese. E come è riuscito a fare questo? Raddoppiando l’aliquota della Tasi – fatto testimoniato dalla Delibera di Consiglio n.7 del 07-08-2014 dove approva la revisione delle aliquote Imu e Tasi per l’anno 2014 - ma per il sindaco questo è un riallineamento alla stragrande maggioranza dei comuni italiani! Allora la nostra domanda è: perché non ci si è allineati a quei pochi Comuni che non hanno apportato aumenti o a quei pochissimi che hanno addirittura abolito l’intera imposta?”.


Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson

fotografia

Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it

Autore: Angelo Stama, 52 anni, Roseto degli Abruzzi, geometra, professione operaio ditta Rolli. Titolo DELL’OPERA: Alba a Roseto degli Abruzzi Apparecchiatura:Non pervenuto Parametri di SCATTO: Non pervenuto

L’AUTORE RACCONTA...

di ELIO D’ASCENZO

“Il cielo pallido si va colorando di rosso, e il cuore sembra arrestarsi dinanzi alla strana e immutabile maesta’ del sole che sorge: qualcosa che accade ogni mattino da migliaia e migliaia di anni.”

Purtroppo il nostro affezionato lettore Angelo, nonché grande fotoamatore, stavolta ha dimenticato (ma lo perdoniamo ) d’inviarci i parametri di scatto ma la cosa interessante è che non ci sono nemmeno sull’info file! La tempistica del giornale al momento di andare in stampa non ci ha consentito di aggiornarli. Fotografare l’alba dunque! Potrebbe sembrare un’immagine banalissima. Inquadriamo e scattiamo, e gli automatismi della macchina fotografica fanno il resto. Certo! Ma se vogliamo ottenere qualcosa di più interessante…ecco alcuni piccoli consigli: utilizziamo sempre gli ISO più bassi, diaframmi abbastanza chiusi, da f/11 a salire, anche se tutto questo comporta sicuramente l’uso del cavalletto, ma va benissimo, anche magari in funzione dell’uso della tecnica dell’HDR. Controlliamo l’esposizione in modalità SPOT (importantissimo) misurando una porzione di cielo a sinistra e a destra del sole, senza includere comunque il sole stesso. Con la pellicola, se non si poteva agire in camera oscura, si tendeva generalmente a sottoesporre di 1 o 2 stop ed utilizzare filtri degradanti per avere colori più saturi e caldi. Se vogliamo un’ immagine più calda impostiamo il bilanciamento del bianco in modalità NUVOLOSO. Con i sensori digitali, soprattutto se si scatta in JPG (consiglio assolutamente sempre e comunque il RAW), conviene esporre correttamente la scena. La sottoesposizione o peggio la sovraesposizione farebbero perdere qualità alle nostre immagini, laddove un semplice intervento in postproduzione, con photoshop o altri software di fotoritocco ci permettono di ottenere gli stessi risultati partendo da un’immagine ben esposta. Ricomporre l’inquadratura facendo attenzione alla regola dei terzi. A proposito di regola dei terzi; vedere sotto la correzione secondo il mio parere. Dai! Uno scatto al giorno. Provare, creare…


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