Eidos news 227 x il web

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Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03

ANNO 9 N.227 prossima uscita 4 Aprile

lava, stira e... ammira!


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la lavanderia a portata di mano

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n sogno che si avvera a distanza di qualche anno. Due amiche, prima ancora che colleghe, hanno deciso di investire su se stesse e di aprire una lavanderia self service. Filomena Di Gianvittorio e Daniela Di Giuseppe hanno così unito idee e forze per dare vita a “Waterlily”, la prima lavanderia self service nata nel quartiere di Voltarrosto. E’ stata inaugurata l’8 marzo scorso, nel giorno della festa della donna. A volerla sono state proprio due donne che hanno scommesso su un’attività che consenta loro di aver un reddito e di seguire la famiglia, le loro figlie. La lavanderia self service “Waterlily” è lungo la via Salara 60, la vecchia ss 150, a due passi dalla scuola di Voltarrosto. Non è un franchising perché la lavanderia, che resta aperta dalle 7 alle 23, è di proprietà di Filomena e Daniela. Due le lavatrici a disposizione, una da 18 chili per un costo di 8 euro e l’altra da

E’ stata inaugurata lo scorso 8 marzo, nel quartiere di Voltarrosto, lungo la via Salara (ex ss 150), a due passi dalla scuola. Un servizio all’avanguardia e completo di lavaggio e asciugatura con sistemi ecologici nel totale rispetto dell’ambiente. E presto anche l’opportunità di farsi stirare i capi di abbigliamento 10 chili il cui lavaggio ha un prezzo di 5 euro. Due anche le asciugatrici, entrambe da 18 chili, per un prezzo di un euro ogni 10 minuti. A differenza di molte altre lavanderie self service, “Waterlily” offre una qualità-prezzo molto interessante e con un vantaggio non di poco conto per gli utenti. Le due lavatrici hanno un sistema automatico per il dosaggio di detersivo, ammorbidente e igienizzante, agevolando quindi il compito degli utenti ed evitando che questi prodotti vengano acquistati a parte. Altra novità importante è che le asciugatrici, così come le lavatrice, hanno un sistema ecologico per il massimo rispetto dell’ambiente. Ad esempio il vapore che si crea nel grande cestello durante la fase di asciugatura viene recuperato in forma

liquida e poi utilizzato, essendo puro, per il sistema di lavaggio delle lavatrici. Presto Filomena e Daniela proporranno anche un’altra interessante novità che farà sicuramente comodo a donne con poco tempo e a uomini single. Verrà proposto, infatti, il servizio di stireria a mano e saranno le due amiche a prendersi cura dei vostri capi da stirare. E in futuro verrà attivato anche un servizio per lavare oggetti in uso agli animali, tappetini e scarpe. “Waterlily” è facilmente raggiungibile e inoltre offre un ampio parcheggio. Si arriva sul posto, si programma il lavaggio dei panni e nel frattempo si ha anche la possibilità di andare a fare la spesa visto che in zona c’è anche un supermercato. Un servizio completo difficile da trovare altrove.

Si ringrazia: Ricci Abbigliamento, Gabriele i parrucchieri, Beauty Center Giovanna. Assistente fotografia: Rebecca Bucci.


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Creiamo un campus

per tutti gli studenti

L’Istituto Moretti ha rispolverato il progetto per la realizzazione di un polo scolastico a Voltarrosto, su un’area di proprietà della Provincia. Lo studio prevede una serie di interventi strutturali e garantirebbe una sede nuova anche al liceo Saffo

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e possibilità di realizzare a Roseto un polo scolastico ci sono, ma forse manca la volontà politica per portare avanti un progetto innovativo in gradi di dare risposte concrete a tutti gli istituti superiori presenti in città. L’Istituto Moretti di Voltarrosto rilancia la proposta di creare un unico campus che riunisca anche il Liceo Saffo, sfruttando un’area in grado di accogliere una “casa dello studente”, la reception, un impianto sportivo, una sala polifunzionale simile a quella del Parco della Scienza a Teramo a cui verrebbe dato nome di Aula della Fratellanza, una piazza e tre strutture per attività didattiche. Un vero e proprio polo scolastico degli istituti superiori rosetani, due dei quali, Geometri e Ragioneria (ma

gli indirizzi didattici sono molteplici) sono già raggruppati in un’area sufficientemente adeguata, per ottimizzare i costi, offrire diverse soluzioni interculturali e attività didattiche in una zona facilmente raggiungibile. L’argomento è stato affrontato recentemente dal dirigente scolastico Elisabetta Di Gregorio e dal professor William Di Marco che qualche anno fa, grazie alla sua associazione, Cerchi Concentrici Promotor, fece commissionare ad un giovane architetto, Lucio Di Marzio, un progetto per la realizzazione del campus sfruttando un terreno di proprietà della Provincia, a confine con la sede dell’Istituto Moretti e per Geometri. Si tratta di un piano di intervento interessante, in grado di dare una risposta importante anche al Liceo Saffo che è

alla ricerca di una nuova sede. “Sappiamo che il Saffo è alla ricerca di una nuova sede”, ha spiegato il professor Di Marco, “Non c’è alcuna intenzione di entrare in polemica, con nessuno. Ma visto che esistono delle soluzioni valide, cerchiamo di portarle avanti. Noi qualche anno fa abbiamo avanzato una soluzione che tiene conto della realizzazione di un polo scolastico, di un vero complesso che raggruppi tutti gli istituti superiori della nostra città. Abbiamo l’area adeguata per un simile intervento”. Tanti i punti di vantaggio che presenta il progetto come la condivisione delle strutture didattiche, sportive. Ma non solo. C’è poi l’idea dell’ostello o “casa dello studente”, un modello valido negli altri Paesi europei e che in Abruzzo potrebbe essere il primo ad essere realizzato. Ci sono circa due ettari di terreno a disposizione su cui realizzare le opere. La dirigente scolastica ha annunciato di essere pronta a convocare una conferenza dei servizi a cui prendano parte il suo collega del Liceo Saffo Viriol D’Ambrosio e i referenti della Provincia. E la preside Di Gregorio non usa mezzi termini per sottolineare come la realizzazione di un polo scolastico sia l’unica soluzione attuabile. “Non crediamo che ci siano alternative”, ha puntualizzato, “abbiamo tutti gli elementi per fare in modo che questo progetto diventi una realtà”. Se il progetto non dovesse mai essere realizzato, il Moretti chiederà di tornare nella vecchia sede, dove oggi si trova il Saffo. Altra soluzione possibile è quella di creare un polo nel complesso sportivo della zona sud della città, dove oggi c’è anche un istituto di scuola media inferiore.

Il dirigente scolastico Elisabetta Di Gregorio e il professor William Di Marco


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La

Bosch incontra

la scuola di formazione

La multinazionale tedesca, grazie all’interessamento dell’imprenditore rosetano Angelo Lozzi, ha finanziato la realizzazione di un laboratorio di diagnostica per mezzi meccanici all’Ipias di Giulianova

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uando l’imprenditore fa qualcosa per i giovani, soprattutto per quegli studenti che frequentano un istituto superiore in grado di insegnare un mestiere. E’ il caso di Angelo Lozzi, titolare dell’omonima officina, nella zona dell’autoporto di Santa Lucia, che si è dato da fare affinché la Bosch, multinazionale tedesca che produce componenti per autovetture, finanziasse il progetto di realizzazione di un laboratorio all’Ipias di Giulianova. Il colosso teutonico, con un fatturato annuo di oltre 50 miliardi di euro, ha finanziato la realizzazione di un laboratorio per la diagnostica delle auto nell’ambito del progetto “Allenarsi per il futuro”. Tutto questo grazie proprio ad Angelo Lozzi che partecipando qualche mese fa ad un meeting organizzato dalla multinazionale, chiese al vice presidente Area Sud Europa Risorse Umane, Roberto Zecchino, di valutare la possibilità di finanziare una iniziativa importante per l’Ipias di Giulianova, con cui peraltro lo stesso Lozzi ha una collaborazione per la formazione degli studenti. L’iniziativa è andata quindi in porto e nei giorni scorsi è stato firmato un protocollo di collaborazione tra l’Istituto Pagliaccetti e la multinazionale tedesca. Presente, oltre al dirigente scolastico Leonilde Maloni, anche Ernesto Pellecchia, responsabile della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo e l’assessore provinciale Flaviano De Vincentiis. La Provincia ha collaborato facendo in modo che si ristrutturasse il locale dove la Bosch ha

Maurizia Cacciatori installato le moderne apparecchiature per la diagnostica. E’ il primo caso in Abruzzo in cui un’azienda privata, in questo caso appunto la Bosch, nel rispetto della riforma scolastica, interviene per finanziare un progetto che abbia un valore didattico e nel contempo anche professionale. L’iniziativa è stata molto apprezzata anche dal consigliere regionale Paolo Gatti, che nel Governo Chiodi aveva la delega al lavoro, che ha partecipato alla presentazione del progetto andato in porto. La multinazionale tedesca ha messo a disposizione 15mila euro con cui è stato possibile acquistare delle apparecchiature che permetteranno ad un gruppo di sei ragazzi, seguiti ovviamente dal corpo docente, di effettuare su un mezzo meccanico una diagnostica, quindi verifica dei fumi di scarico, dell’impiantistica elettrica, dell’intero sistema di combustione. Lozzi ha anche partecipato all’inaugurazione del laboratorio, una sorta di palestra per alcuni studenti dell’istituto giuliese, ricevendo i ringraziamenti di tutti, in modo particolare dal vice presidente Zecchino. “Noi siamo stati

Roberto Zecchino ben felici di intervenire in Abruzzo”, ha detto lo stesso Zecchino, “esperienze del genere le abbiamo realizzate ad esempio in Lombardia. Ma qui è la prima volta. Questo progetto ha come scopo quello di creare occupabilità. Cioè formare gli studenti in attesa di un’occasione di lavoro”. A portare un messaggio di speranza per il futuro dei giovani studenti anche una sportiva, l’ex pallavolista della Nazionale Maurizia Cacciatori che ha esortato i giovani a non mollare mai se veramente vogliono raggiungere traguardi importanti nella vita. Lozzi ha poi consentito alla comitiva di visitare la sua officina ai vertici della Bosch, gruppo con cui ha un rapporto di esclusivista.


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Il Cantiere Baroni “cancellato” dalla giustizia

per abusivismo

Il Comune ha preso possesso dell’area e degli stabilimenti. Si chiude una vicenda giudiziaria che andava avanti da troppo tempo. Ma le responsabilità sono soprattutto di chi non ha impedito nel tempo che questa storia andasse avanti: amministratori, burocrazia e giustizia lenta i veri responsabili

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a vicenda del Cantiere Baroni di Roseto è giunta al capolinea. Il Comune ha preso possesso dei capannoni e delle aree al termine di una vicenda giudiziaria andata avanti per alcuni lustri, sino a quando non è stata scritta la parola fine con una sentenza che non ammette repliche: la struttura era abusiva e in quel punto non poteva stare. L’epilogo il 10 marzo scorso quando vigili urbani e carabinieri hanno notificato gli atti al titolare, Giovanni Baroni, di sgombero. L’imprenditore rosetano, per la verità, aveva ricevuto nello scorso autunno la lettera del Comune che annunciava la presa di possesso dei capannoni per poi procedere alla loro demolizione, in virtù di sentenze che danno ragione all’Ente circa la costruzione abusiva degli stabilimenti all’interno dei quali negli anni sono state realizzate molte

imbarcazioni. Baroni ha tentato sino alla fine di salvare la sua attività. 40 anni passati a costruire barche su commissione ed ora nulla più. Rinunciare ad un pezzo della propria vita non è stato facile. L’uomo era intenzionato a restare nella struttura, ma alla fine ha dovuto mollare dinanzi a quegli atti notificati al termine di una battaglia legale che lo ha visto uscire sconfitto. Il cantiere si trova nella zona sud di Roseto, a ridosso del porticciolo turistico, quindi a poche decine di metri dalla foce del fiume Vomano. La presenza dei capannoni avrebbe impedito nel tempo una serie di interventi riguardanti soprattutto la messa in sicurezza di quest’area. Nel 2011 la condanna di fatto definitiva della struttura dopo che la Regione elaborò un progetto che teneva conto di una nuova sistemazione dell’argine nord del Vomano che venne ridisegnato per far fronte al

rischio esondazione. Il progetto prevedeva la sistemazione del nuovo alveo proprio all’altezza del sito del cantiere. Si tratterebbe di interventi considerati necessari anche per garantire una maggiore sicurezza al porticciolo turistico locale. L’imprenditore rosetano ha sempre contestato il progetto della Regione, annunciando persino un risarcimento danni per delle commesse perdute. Ha tentato sino all’ultimo di salvare i capannoni. Ma alla fine si è dovuto arrendere. A carico del Comune ora tutte le opere di demolizione dei fabbricati ritenuti abusivi. A questo punto però ci si interroga: se tutti sapevano che quel cantiere era considerato abusivo, per quale ragione la politica locale, gli amministratori che si sono susseguiti nel tempo, non sono intervenuti prima? Perché si è dovuti arrivare sino al 2015? Proprio vero che in Italia la burocrazia e una giustizia lenta molto spesso rappresentano uno dei cancri della società attuale.



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Maltempo

Nella foto: via Giotto allagata, a Roseto

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costa flagellata e

alberi abbattuti a centinaia Due settimane fa il Grecale e la mareggiata hanno causato danni per oltre 5 milioni di euro sulla costa. A roseto cipressi e pini sulle strade e persino contro le case. Abbattuti anche dei lampioni, mentre il fiume Tordino ha eroso nuovamente la discarica di Coste Lanciano riversando quintali di plastica sull’arenile. Problemi di erosione a Cologna Spiaggia. Gran lavoro del consigliere comunale Romano Iannetti che ha la delega alla manutenzione

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lberi abbattuti, strade dissestate, smottamenti, mareggiate, fiumi in piena. Il maltempo dei giorni scorsi è stato devastante per tutta la provincia di Teramo. Se all’interno i maggiori problemi hanno interessato frane e smottamenti, rotture di condotte della rete idrica, lasciando interi quartieri senza acqua e persino senza luce per il cedimento di alcuni tralicci, sulla costa il vento di Grecale ha letteralmente sradicato pini secolari e cipressi. Una situazione di assoluto disagio che ha tenuto impegnati le squadre di pronto intervento del Comune di Roseto e dei vigili del fuoco che in questi giorni hanno rimosso gli arbusti spezzati e finiti sulle strade o persino sulle case, come è accaduto a Cologna. Sul lungomare di Roseto sono stati abbattuti persino dei lampioni, mentre nella pineta Savini un pino si è accasciato sul lato di sud ovest sfiorando un muro di cinta e un’abitazione. Sono stati giorni di fuoco per il consigliere comunale con delega alla manutenzione Romano Iannetti che di fatto ha eseguito un’infinità di sopralluoghi per accertare lo stato dei fatti, lui che peraltro ricopre questo incarico a titolo di volontario non avendo alcun rimborso, non es-

sendo appunto un assessore. Iannetti è stato in prima linea, ci ha messo la faccia e si è preso anche le critiche dei cittadini che si sono lamentati per la scarsa attenzione prestata in questi anni al territorio in termini di manutenzione. Certo, l’evento di inizio marzo è stato sicuramente eccezionale, ma resta il fatto che una maggiore manutenzione, come ad esempio la potatura degli alberi (in alcuni casi la responsabilità è comunque dell’Anas) avrebbe evitato sicuramente situazioni di questo genere. A due settimane dalle festività pasquali bisogna però iniziare a pensare alla pulizia delle spiagge, alla sistemazione delle palme visto che ci sono zone in cui la potatura non viene eseguita da oltre tre anni. La primavera è ormai alle porte. Bisogna premere sull’acceleratore perché i primi turisti arriveranno con la Pasqua. Resta nel frattempo un punto interrogativo: quando inizieranno i lavori di chiusura dei varchi delle scogliere a Cologna Spiaggia? L’erosione degli ultimi tempi ha spazzato via metri e metri di arenile in prossimità dell’agricamping Marino che rischia di non riaprire i battenti. La Regione aveva promesso l’inizio dei lavori entro marzo. Ma la prima draga tarda ancora ad arrivare.

Romano Iannetti


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#amoroseto lancia la sfida a 13 mesi dalle elezioni Il movimento civico rosetano sta prendendo sempre più una propria fisionomia. Alcuni big della politica locale, come il parlamentare Giulio Cesare Sottanelli, hanno aderito all’iniziativa. Ma ci sono anche Flaviano De Vincentiis, Walter Aloisi, Silvio Pacioni e Mario Nugnes. Quasi tutti hanno un’esperienza nel Partito Democratico. Resta alla finestra Obiettivo Comune

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idare dignità ad un territorio e ad una cittadinanza che attualmente si sentono abbandonati dagli amministratori. E’ lo spirito con cui “#amoroseto” ha deciso di scendere in campo con ben 13 mesi di anticipo rispetto alle prossime elezioni amministrative in programma a Roseto. Un patto civico che raggruppa 4 movimenti tra liste civiche e associazioni locali. Abruzzo Cvico, L’Altra Città, Rosburgo 3.0 e Roseto nel Cuore hanno siglato una sorta di protocollo di intesa. Non mancano di certo nomi di spessore della politica rosetana, a cominciare dal parlamentare Giulio Cesare Sottanelli che probabilmente ha avuto il merito di lavorare sottotraccia per iniziare ad aggregare quante più forze civiche possibili. Ci sono Walter Aloisi, un passato da presidente del Consiglio Comunale e che 4 anni fa presentò la sua lista, Silvio Pacioni che arriva dai Giovani Democratici, Mario Nugnes e Flaviano De Vincentiis di Abruzzo Civico.

Quasi tutti hanno una radice piddina, rinnegata nel tempo perché, come ha sottolineato Pacioni, “il Pd è un monolite difficile da scalfire”, lanciando un chiaro messaggio alla famiglia Ginoble. Il patto “#amoroseto” si è presentato ufficialmente con idee molto chiare. “Partiamo dalla base”, ha detto l’onorevole Sottanelli, “dai cittadini che dovranno indicarci la strada da seguire. In questi anni la città è stata lasciata al suo abbandono e gli amministratori si sono giustificati sostenendo che non vi sono fondi”. Ruolo importante avranno anche le donne. In occasione della presentazione del raggruppamento c’erano anche due attiviste del movimento civico, Anna Paola Poliziani e Dana Pantic. Walter Aloisi avrà il compito di coordinare le liste. Mentre per il candidato sindaco non sono state fatte scelte. Non si escludono le primarie. Ma alla base di tutto deve esserci un programma condiviso. E solo successivamente si guarderà alla figura che dovrà scendere in campo. Ci sono

però degli obiettivi da raggiungere. La manutenzione del territorio, al pari della sicurezza, sono al primissimo posto. Ad assistere alla presentazione dell’ufficializzazione del movimento civico c’era anche Alfonso Montese, vice sindaco dimissionario della Giunta Pavone e leader di Obiettivo Comune, la lista che fu determinante per la vittoria del centro destra. Ad oggi però non ha ancora deciso di approdare nel nuovo patto civico. “Noi vogliamo che chi aderisce deve essere parte attiva”, ha aggiunto Sottanelli, “non una presenza di facciata. Obiettivo Comune è un movimento ben accetto”. Montese ha però una visione diversa delle cose. Secondo Obiettivo Comune, infatti, bisogna fin d’ora scegliere il candidato sindaco attorno al quale poi costruire l’alleanza e il programma. Il manifesto e il logo hanno intanto tre puntini di sospensione. Per Nugnes è il chiaro segno che quegli spazi potranno essere occupati da altri movimenti civici che nasceranno a Roseto e nelle frazioni.


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Politica

Comprereste un’auto usata da un nostro politico?

C’è da fidarsi di chi dice una cosa e ne fa un’altra? Non è una bella situazione quella della politica italiana. Un presidente del Consiglio non votato da nessuno; un Presidente della Repubblica che considerava il Parlamento incostituzionale, ma poi da esso è stato eletto; ben 173 parlamentari che hanno cambiato casacca in un anno e mezzo. Cosa dobbiamo aspettarci ancora? di William Di Marco UNA FORMULA BASATA SULLA FIDUCIA - La formula del “comprereste un’auto usata” è tipica degli Stati Uniti, Paese in cui la vendita senza inganni è fondamentale affinché ci si fidi di una persona. Lo stato della macchina come si presenta esteriormente al momento dell’acquisto deve essere realmente quello che poi il mezzo è nella sostanza, senza raggiri, cioè senza che quest’ultimo abbia subito manomissioni al contachilometri oppure che celi gravi incidenti o che ingannevolmente nasconda difetti di una certa identità. Per far capire, quindi, se ci si può fidare di una persona, negli States si pone la domanda d’apertura. La stessa traslata alla nostra classe politica, avrebbe una risposta che ci metterebbe quantomeno in forte difficoltà, per usare una litote linguistica L’AUTOMOBILE DI RENZI - Il veicolo del nostro Presidente del Consiglio Matteo Renzi ce lo immaginiamo da poco tirato a lucido da un bravo carrozziere. Il mezzo doveva essere “rottamato” da un bel po’, ma il suo proprietario ad un certo punto ha cambiato idea e lo ha portato in carrozzeria. Una passata di pasta abrasiva, qualche accessorio, un colpo di aspirapolvere e di pulitura a fondo, compreso il vano motore, e il gioco è fatto. È ovvio che una volta concluso l’affare, alla domanda che potrebbe essere posta dal cliente: “Ho comprato un buon prodotto?”, la risposta consequenziale è ormai un classico del renzismo, vale a dire: “Stai sereno”. Fuor di metafora, Renzi doveva essere il nuovo e sta usando i mezzi più vecchi e decrepiti dell’Ancien Régime. Ha rottamato quelli che secondo lui erano i “matusalemme” (leggi Bersani, Veltroni e D’Alema) della politica e

poi ha scelto un signore (degnissimo e anche di qualità) per la carica più alta dello Stato (leggi Mattarella) che viene dal profondo della Prima Repubblica. D’altronde il ricordo di come ha liquidato il suo amico di partito Enrico Letta è ancora freschissimo in noi. E poi le frasi storiche non mancano: “Chi cambia partito deve lasciare la poltrona”. Oggi il suo governo si regge grazie a diverse decine di transfughi che sono stati eletti in schieramenti completamente diversi dal suo, ma che servono alla causa, della serie “del maiale non si butta via nulla”. L’auto comprata da lui, tornando al nostro “gioco”, ci lascerà sicuramente a piedi. E pensare che è il miglior venditore in circolazione! L’AUTOMOBILE DI MATTARELLA - È una vettura che si presenta sicuramente meglio della prima. Non è stata portata di recente dal carrozziere e non ha subito dei restyling particolari, perché all’esterno non ci sono grandi pecche. Tuttavia il grosso del lavoro è stato fatto sul motore, abbastanza usurato. Con pochi ritocchi e qualche guarnizione si fa passare il cuore dell’auto come nuovo, mentre non lo è affatto. Poi è il venditore stesso che mette dei sospetti, quando parla del suo come un mezzo che non è stato fortunato sin dal suo nascere: il modello non è un cavallo di battaglia della marca che lo ha prodotto. Anche qui, fuor di metafora, il Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella nel dicembre del 2013 bocciò, attraverso la Corte Costituzionale di cui faceva parte, l’ultima legge elettorale, cioè il Porcellum (che nel 2005 aveva sostituito il Mattarellum, ideato dall’attuale Capo dello Stato), riconoscendone l’incostituzionalità in tutti e due i punti contestati dal ricorso presentato dall’avvocato Aldo Bozzi: il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze. Bene, da chi è stato eletto la più alta carica statale che abbiamo? Proprio dalle Camere che non sarebbero dovute stare lì a pontificare chi scegliere per tale ruolo. Un’altra nazione avrebbe prima provveduto a cambiare la legge elettorale. Mattarella si sarà chiesto se non c’era qualche incongruenza in tutto ciò? Crediamo di sì, ma dicono che la politica ragiona con altre logiche. E si vede. Tornando alla macchina, chi comprerà quella del nostro presidente, prima o poi rifarà il motore. L’AUTOMOBILE DEI 173 VOLTAGABANA - Qui c’è da dire poco. Prendere i voti in una lista, oltretutto perché nominati dall’alto (quindi, più che mai, in questo caso, quelle preferenze sono del partito piuttosto che della persona) e poi indossare una casacca dello schieramento avversario non è degno nemmeno di un giudizio. Chi muta pelle dimostra quale considerazione ha della politica e dell’elettore. Ognuno è libero di cambiare idea e gruppo di appartenenza, ma una volta che decide di fare un passo così importante, deve sottoporsi di nuovo al giudizio della gente. Il cento per cento di questi sarebbe stato mandato a lavorare, ma per davvero. Tornando alla metafora iniziale, comprare un’auto da simili individui è molto pericoloso: la vettura potrebbe risultare rubata.


ROSETO

CI PIACE

I carabinieri in congedo di Roseto in aiuto delle famiglie bisognose Anche quest’anno i cittadini di Roseto hanno dimostrato altruismo e generosità nella 3° raccolta di beni di prima necessità e prodotti alimentari, organizzata dall’Associazione Carabinieri in Congedo, destinati alle 140 famiglie del nostro territorio comunale assistite dalla CARITAS. I cartoni raccolti sono stati 361 (l’anno scorso ne furono 337). I beni offerti saranno smistati e consegnati alle famiglie dai volontari della Caritas in occasione della Santa Pasqua. Il presidente Gino Angelozzi a nome di tutti i soci dell’Associazione Nazionale Carabinieri “Marcello Prosperi” di Roseto ringrazia di cuore chi ha concretizzato lo spirito di carità

che il tempo di Quaresima porta a vivere. “Grazie a tutti coloro che nonostante il periodo di difficoltà hanno dato il loro contributo”, sottolinea il presidente, “Grazie ai supermercati rosetani che hanno consentito la raccolta davanti ai loro punti vendita, Conad di Cologna Spiaggia, alimentari Tarquini, Coal, Pallini, Issimo, Conad, Eurospin, MD e Tigre di Campo a Mare. Un grazie particolare a tutti i volontari per la loro disponibilità e il loro impegno. Grazie al Corpo Volontari Protezione Civile per la collaborazione e il trasporto della merce raccolta nella sede della Caritas di Roseto. Grazie a tutti e Buona Pasqua”

NON CI PIACE

La rottura della fogna la causa della voragine sulla statale 16 Una voragine causata dalla rottura della condotta fognaria che nel tempo ha eroso tutto il terreno attorno. E solo per un caso fortuito qualcuno non si è fatto male. E’ accaduto nei giorni scorsi, lungo la statale Adriatica, all’altezza della sede dell’ex Teleco Cavi. All’inizio una buca di una trentina di centimetri di diametro. Ma quando gli operai della ditta “Franco Petrini” sono entrati in azione, hanno scoperto che sotto mancava un’mpia porzione di terreno. La

strada avrebbe potuto sprofondare da un momento all’altro col transito di un mezzo pesante. Nella stessa zona già non molto tempo fa era stato riscontrato un avvallamento, che aveva provocato il ribaltamento di un camion. Anziché ispezionare l’area, venne risistemato un nuovo manto d’asfalto. Ma ovviamente il problema non era mai stato risolto. Con gli scavi eseguiti dopo l’ultimo episodio è stato possibile riparare la condotta fognaria e risistemare tutto il terreno mancante.


PINETO

Il progetto “Pineto Cammina”, è stato patrocinato dal Comune di Pineto in collaborazione con l’Associazione Medici Convenzionati Pineto. Promotore dell’iniziativa a Pineto è stato Antonio Moscianese Santori, medico cardiologo. L’iniziativa avrà luogo ogni lunedì e giovedì, alle 21, con ritrovo al piazzale della stazione ferroviaria. Ogni sera verrà stabilito un percorso diverso e la partecipazione è totalmente gratuita. Potranno partecipare tutti, dai bambini agli anziani. Uniche richieste: scarpe da tennis, una torcia e tanta voglia di camminare in compagnia.

di MARTINA FRANCHI

CI PIACE

Pineto...Cammina!

Reti rotte, grate di scolo divelte da terra, ingresso inaccessibile, contatore elettrico distrutto: questo è lo spettrale stato del campetto da calcio del Quartiere dei Fiori a Pineto, in via delle Ninfee. Eppure, ogni giorno tanti ragazzi e bambini (oltre a quelli della Scuola Calcio Pineto) trascorrono i loro pomeriggi lì dentro. Il Comune ha spesso effettuato sopralluoghi sulla zona, ma a quanto pare, nulla si è smosso in maniera concreta.

INFORMATIV A PER I CITTADINI

AR

Legge Regionale del 10 agosto 2012 n. 41 (BURA), che disciplina la materia funeraria e di polizia mortuaria cambia in modo radicale gli assetti dei compiti e delle funzioni in merito al trattamento del caro estinto. Ad esempio ora, per il periodo di osservazione, il trasporto del defunto – dall’ospedale a casa - è consentito prima delle 24 ore, previa documentazione. A riguardo, l’azienda Antonio Ruggieri S.r.l. garantisce il servizio di trasporto a costi contenuti, determinati in base all’impegno e, soprattutto, mette a disposizione presso i locali della sua azienda una sala di commiato a titolo gratuito. Inoltre, per ceneri e cremazioni ci sono tariffe ben definite, non elevate, se non inferiori a quelle di un funerale normale. La nuova Legge Regionale permette di conservare le ceneri privatamente o, se lo si desidera, è possibile disperderle in luoghi adatti. La nuova regolamentazione definisce, quindi, in modo chiaro le procedure in ambito mortuario. Pertanto è opportuno rivolgersi sempre a strutture specializzate che offrono servizi adeguati per tutte le esigenze, diffidando da chi non conosce le procedure e alimenta i costi ingiustificatamente.

Antonio Ruggieri S.r.l.

Via Brasile Zona Ind.le Voltarrosto - Rosrto Ufficio 085-8932081 . Fax 085-8932769 Info. 338-8602828 - e-mail antonioruggierisrl@gmail.com

NON CI PIACE

A.A.A Sembianze campetto da calcio, cercasi


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Ricordi 28 -

serie

II Renato D’Angelo

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Ha svolto un lavoro che oggi non esiste più, ma che anni fa era fondamentale per la vendita dei quotidiani. È stato lo strillone per intere generazioni di Abruzzesi e le notizie le sapeva colorire di una personale fantasia di William Di Marco

Eppure non aveva mai imparato a leggere e scrivere, date le enormi difficoltà che dovette affrontare da piccolo a causa del Conflitto mondiale. La sua forza di volontà e una memoria fotografica eccezionale lo portavano a spiegare cosa ci fosse scritto in quelle pagine di cronaca, convincendo il cliente. Ma in molti ancora lo ricordano in giro per le strade cittadine con la sua Fiat 500 a diffondere messaggi pubblicitari

ricordi O Renato D’Angelo

ccorre fantasia e una gran voce. Senza specificare cosa questi due aspetti vogliano significare, l’assunto iniziale potrebbe prestarsi a tantissime interpretazioni, se non addirittura alle varianti al tema e far in modo che si perda il filo conduttore a cui invece vorremmo allacciarci. I due elementi (la fantasia e la voce) sono tipici di chi vive, per esempio, nel mondo del bel canto, oppure per chi interpreta ruoli cinematografici o anche teatrali. Allargando il tiro, potremmo dire che sono strumenti anche di avvocati, politici, professori, cioè tutte quelle persone che devono saper applicare al meglio il mix che viene fuori dalle elucubrazioni mentali e dalle corde vocali. Invece in queste pagine vorremmo parlare di chi ha utilizzato la fantasia e la voce per fare altro, reinventandosi quasi un lavoro che oggi non esiste più, ma che un tempo accompagnava la vita quotidiana della gente. Renato D’Angelo è stato un po’ questo, un personaggio che con molta fantasia e una voce messa sempre a dura prova non faceva altro che invitare le persone per strada a comprare il giornale. Lo strillone, vera forza motore delle vendite dei quotidiani, era fondamentale affinché si smaltissero le copie che arrivavano al distributore, in modo che le notizie girassero per le case e tra la gente. Certo, i tempi erano diversi e non c’erano, in quegli anni ‘50 del Novecento, le comodità e gli strumenti informatici di oggi. Nella contemporaneità le notizie ci accompagnano (forse ci inseguono) dappertutto, e se il cellulare non si mette per un po’ in stand-by, continua a bersagliarci con un’”Ultim’ora” che inevitabilmente diventa penultima in pochi istanti. È l’epoca delle nuove tecnologie che aiutano gli utenti ad essere informati con i ritmi frenetici dell’immediatezza, con la logica delle poche battute scritte e dell’oggettività. Una volta non era così. Occorreva che la notizia, prima che potesse eventualmente essere letta, si ven-

desse per l’emozione che suscitava. Non era facile invogliare l’uomo che passava per caso lungo una via oppure le donne che erano a casa o ancora i negozianti appostati dietro un bancone: bisognava dare qualcosa di più alla notizia e far scattare la molla dell’acquisto del quotidiano. Allora entrava in scena da un lato la fantasia (un semplice ferimento poteva essere un gravissimo incidente, se non addirittura la trasformazione del malcapitato in un cadavere, che poi resuscitava alla lettura dell’articolo), dall’altro la voce che doveva essere ripetitiva e fortemente modulata su quegli aggettivi o avverbi che sanno tanto di sensazionalistico. Eppure il nostro Renato non riusciva nemmeno a leggerle quelle pagine che invece sapeva decantare con tanta dovizia di particolari, perché a scuola non c’era andato, se non in una fugace apparizione alla prima classe delle Elementari. Erano tempi duri, quelli della II Guerra Mondiale, e accadeva che bisognava da subito mettersi all’opera per guadagnare la giornata. Così il nostro protagonista, nonostante l’incapacità di mettere insieme le lettere dell’alfabeto, riusciva a suscitare l’attenzione dei passanti. E se qualcuno gli chiedeva dove fossero le notizie che lui tanto abilmente decantava con l’inseparabile megafono, aveva una capacità di imprimersi nella mente i testi iconografici (immagini, foto o anche scritte reiterate) che spiegava quello che c’era scritto, grazie a una precedente informazione acquisita nel magazzino della distribuzione. Ecco perché dire che stiamo parlando di altri tempi, veramente lontani da noi più di quanto la storia ci possa far credere, non è così fuori luogo. Renato D’Angelo è stato quello che nei paesi viene chiamato l’amico di tutti, con una grande qualità: sapersi arrangiare in ogni situazione e sostenere con dignità e forza di volontà la propria famiglia. Molti ancora lo ricordano con la sua Fiat 500 blu in giro per le vie cittadine a diffondere con l’altoparlante messaggi pubblicitari. Anche lì occorreva la


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GIOVEDI’ 26 Marzo 2015 ORE 22.00”

trio feliciano


Ricordi 28-

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Pescara, fine anni ‘50. Renato D’Angelo mentre vende le copie de “Il Messaggero”

Roseto, maggio 1955. Renato vende le copie dei quotidiani nella sua città

voce, soprattutto quando c’era da invitare al campo sportivo “Patrizi” o al palasport di via Salara le migliaia di sportivi per la partita pomeridiana dei due suoi grandi amori: la Rosetana e il Roseto basket. Oggi che è seduto su una carrozzina e alterna momenti in cui ricorda il passato con altri meno lucidi, la cosa a cui tiene di più è seguire in televisione i biancazzurri della pallacanestro. Ma il pomeriggio non sempre c’è lo spettacolo che lui vorrebbe vedere e allora una gara della Nba diventa per lui la partita dei suoi beniamini rosetani e alcune volte chiede al figlio: “Perché il Roseto ha comprato tutti giocatori neri americani? E perché il palazzetto l’hanno fatto più grande?”. La gioia di vedere la sua squadra del cuore, anche se alcune volte le immagini sono dell’altra parte dell’Atlantico, lo aiutano a sentirsi come un tempo, quando quelle partite era lui ad annunciarle. Adesso è il momento dell’ascolto, aiutati nella conversazione dal figlio Luigi. Da bambino prima di tutto venne il lavoro. Intanto va detto che sono nato ad Atri il 4 dicembre del 1925, con il nome di Donato Nicola, detto Renato, per distinguermi da mio fratello, anche lui Donato Nicola detto Nino: fu un errore dell’addetto all’anagrafe, il quale ci mise lo stesso nome. Mio padre Ciro, che faceva il falegname, proveniva dalla città ducale, come anche mia madre, Maria D’Angelantonio, che svolgeva il ruolo di casalinga. Quando ero piccolissimo ci trasferimmo a Roseto e andammo ad abitare nella zona del mare, a casa dei Taraschi, vicino al ponticello dell’Arena 4 Palme. Poi da sposato mi trasferii, in ordine, in via Spaventa, in via Umbria n° 7, in via Nazionale (di fronte il Centro anziani) e infine in via Michetti n° 2, dove abito adesso. Ero il terzogenito e prima di me c’erano i miei fratelli Vincenzo, nato il 31-10-1920 e morto 17-10-1994, e Nino (2-8-1923 e deceduto il 30-3-2008). Da piccolo ricordo che iniziai la Scuola Elementare con la maestra Maddaloni; in classe con me c’era Giuseppe Mazzoni, che diventerà un rinomato medico, mentre la mia esperienza scolastica finì presto. Non continuai e non feci nemmeno in tempo ad imparare i fondamenti della lettura e della scrittura. Da subito andai a lavorare. Non erano anni facili quelli della mia infanzia e mio padre faceva quello che poteva con la sua bottega, anche se spesso lavorava direttamente nelle case per le riparazioni. Dopo alcuni lavori saltuari, già da adolescente andai in Francia a

II

serie 19

Poggio Morello, 29 dicembre 1956, Renato D’Angelo e Teresa Ricci nel giorno del loro matrimonio

lavorare nelle miniere. Mi ricordo che era un lavoro durissimo, al punto che rientrai dopo solo un anno. Un tempo era così, si andava a lavorare da ragazzini e si diventava subito degli adulti. Di ritorno da oltralpe, entrai nel giro di quella che allora si chiamava “La Carovana” e vi rimasi per alcuni anni. In che cosa consisteva questo lavoro? Veniva chiamata così poiché era un gruppo di lavoro di scaricatori di sacchi. Lavoravamo sotto D’Eugenio, conosciuto come “Lu Castagnar” e la merce che arrivava alla stazione di Roseto con i treni doveva essere messa a terra. Così a turno noi ci caricavano i sacchi sulle spalle e facevamo questo trasporto. Il materiale era vario: si andava dal grano al granoturco, dal mangime ai cereali vari. Nel frattempo, quando mi capitava, andavo a mare con le barche dei pescatori locali. Mi chiamavano soprattutto per la sciabica e io arrotondavo. La Guerra fu dura anche per lei. Certo, quel periodo me lo ricordo bene, perché fu pieno di sacrifici. Sfollammo con la mia famiglia a Fontanelle e lì mi capitò un fatto che stava per finire in tragedia. I Tedeschi presero tre ragazzi per far abbeverare i cavalli. Tra questi c’ero anch’io e così portammo i quadrupedi vicino al fiume. Ma una volta giunti sul posto, ci venne in mente di fuggire. Avevamo paura e così decidemmo di filarcela. A quel punto, non vedendo ritornare i cavalli, i nazisti cominciarono a cercarci in ogni luogo. Minacciarono di far saltare tutta Fontanelle, se gli altri abitanti non ci avessero consegnato. Noi eravamo fuggiti nelle campagne e rimanemmo nascosti per cinque giorni. Poi le truppe si spostarono verso Nord per la ritirata e così potemmo tornare a casa. Ce la vedemmo brutta veramente. Appena dopo il conflitto, iniziò l’avventura con i giornali. Esattamente, ma non nel modo che ho svolto per il resto della mia vita lavorativa. All’inizio, con mio fratello Nino, aprimmo un’edicola. Era quella del centro, oggi collocata di fronte all’ufficio postale. Allora dietro di noi c’era una rivendita che veniva chiamata “La barese” ed era un posto frequentato perché vi si trovavano i lupini, le sementi, le fave e altre cose che piacevano molto ai ragazzi di allora. Ma il giro d’affari dell’edicola non era sufficiente per mantenere due famiglie, così la cedemmo e iniziai a fare lo strillone a Pescara per il quotidiano “Il Messaggero”. Ho ricoperto per circa 25 anni quel ruolo e ogni giorno mi recavo presso il distributore dei

ricordi


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Ricordi 28-

Roseto, 1961. Renato D’Angelo e la moglie Teresa Ricci festeggiano il 3° compleanno del figlio Luigi

Roseto, 15 maggio 2005, Chiesa Ss Maria Assunta, Comunione di Renato Junior. Da sin. Teresa Ricci, i nipoti Davide e Renato, e Renato D’Angelo Senior

F.lli Manzo, prendevo le 200 copie che mi assegnavano e incominciavo il mio giro. Andavo per la città e d’estate mi facevo tutto il lungomare. Più copie vendevo e meglio andava per me. Mi attrezzai pure con un megafono che utilizzavo sempre per dare risalto alle notizie. In quegli anni le vendite dei giornali passavano attraverso la distribuzione dello strillone, che si faceva il giro per le case, per le famiglie e per i negozianti. Dovevo camminare molto e impegnarmi per ottenere ogni giorno dei buoni risultati. La sua abilità era quella di ingigantire un po’ le notizie. Dovevo in qualche modo invogliare quelli che erano per strada all’acquisto dei quotidiani. Non sapevo leggere e prima di partire mi facevo dire quali fossero le notizie più importanti e dove queste fossero collocate nelle varie pagine. Avevo imparato a fotografarle nella mente e così sapevo dov’era la cronaca di Pescara, quella di Teramo e così via. Poi ci mettevo un po’ del mio e se un incidente di poco conto aveva coinvolto alcune persone, questo diventava molto grave con tanti feriti e quant’altro. Ingigantivo un po’, ma ai miei clienti questo modo di fare piaceva e così le copie quotidiane le facevo fuori tutte. Partiva prestissimo per Pescara e un paio di volte ci furono dei problemi. Si riferisce agli incidenti che ho avuto. Inizialmente andavo con un Motom 50 e caricavo tutto nel bagagliaio posteriore. Con il motorino ebbi un incidente abbastanza grave. Alcune volte mi recavo con l’auto che trasportava i giornali. Mi caricava a Roseto per portarmi a destinazione. Non c’erano limiti di velocità e i giornali venivano scaricati al volo, senza sosta. Si raggiungevano velocità elevatissime, così una volta, con una familiare della Volvo, andammo a sbattere e anche lì rimasi ferito. Insomma, non era affatto una vita facile. E le soste ai semafori? In un certo senso abbiamo noi anticipato i “Vu cunprà” di oggi. Ai semafori vendevamo molti giornali, perché le auto ferme erano invogliate all’acquisto. Insieme a noi c’erano anche diversi zingari che dividevano con me gli affari: loro per l’elemosina, io per i quotidiani. Se ci penso ora, capisco ancora di più alle rinunce che ho fatto. Tutto questo per non far mancare mai niente alla mia famiglia e soprattutto per insegnare a mio figlio i principi sani dell’onestà e del sacrificio. A proposito della famiglia...

Roseto, 2005, Centro Anziani. Renato D’Angelo nel giorno di Carnevale

II

serie 21

Roseto, fine prima decade del 2000. Renato D’Angelo prima di un incontro di basket del Roseto

Mi sono sposato il 29 dicembre del 1956 con Teresa Ricci, nata il 23 maggio del 1932 a Poggio Morello di S. Omero. Aveva sette sorelle e ci conoscemmo in una festa di amici. Ci fidanzammo subito e dopo circa un anno ci sposammo. Abbiamo avuto Luigi, nato il 10 gennaio 1958, oggi ispettore di polizia, che mi ha dato la gioia di due nipoti, Renato e Davide. Mio figlio d’estate, quando poteva, mi aiutava nella distribuzione dei giornali al mare, sotto il sole cocente. Io lo premiavo con la cosa che gli piaceva di più: le figurine dei giocatori di calcio della Panini. Anzi, molti suoi amici di allora si chiedevano come facesse ad avere tante figurine e soprattutto ad avere quelle più rare. Per me era facile, perché le prendevo direttamente dal distributore. Poi venne il tempo di mettersi in proprio. Finita la collaborazione con “Il Messaggero”, mi misi in proprio. Avevo acquistato una Fiat 500 blu, su cui impiantai un’amplificazione. Andavo in giro per la città di Roseto a fare pubblicità. Gli annunci più gettonati erano le partite di calcio della Rosetana e del Roseto basket, poi c’erano i rivenditori di porchetta e di tutte quelle cose che i negozianti volevano pubblicizzare. Ero direttamente io con la mia voce a richiamare la gente e la sera tornavo a casa esausto. Poi comprai un registratore e le cose migliorarono. Devo ringraziare l’amico Luciano Di Giulio detto “Lu bann’t” che mi preparava il preregistrato. Con lui la collaborazione è durata parecchio tempo. Insomma, una vita di sacrifici, sempre con l’intento di non far mancare niente alla mia famiglia e trasmetterle le cose giuste e gli aspetti importanti della vita. E questa voglia di fare, mi ha dato la forza di andare avanti. Renato adesso si vuole riposare un po’. Il viaggio nel tempo gli ha fatto rivivere momenti belli e ha messo in risalto un po’ il suo carattere di grande venditore di notizie. Lo faceva pure con la sua 500 - a proposito, per i tanti chilometri macinati, la cambiò ma sempre blu, in modo che la gente lo individuasse subito - e si faceva voler bene anche quando dovevano pagarlo. Se qualcuno gli chiedeva quanto ci voleva, lui rispondeva: “Niente, non preoccuparti, dammi 20.000 lire, solo i soldi per la benzina”. È ovvio che lì c’era compreso tutto, anche il suo lavoro, ma il cliente ci rimaneva così contento che lo richiamava sempre. Non c’è stata inaugurazione di attività commerciale rosetana che non abbia avuto lo speakeraggio di Renato D’Angelo.

Pubblicati: 1 Eleonora Filippone Thaulero; 2 Pasquale Zeppilli; 3 Sandro De Simone; 4 Domenico Di Battista; 5 Genovino Ferri; 6 Concetta Scaccioni; 7 Ettore Alcini; 8 Bruno Zenobio; 9 Mario Di Leonardo; 10 Romano Chiappini; 11 Pietro Iaconi; 12 Francesco Pincelli; 13 Maria Giunco; 14 Sante Mancini; 15 Camillo Mongia; 16 Raffaele Longo; 17 Lino Centola; 18 Soflia Di Simone.; 19 Pio Rapagnà; 20 Italo Di Antonio; 21 Antonio Di Felice; 22 Orlando Vagnozzi; 23. Sergio Di Pasquale; 24 Nicola Crisci; 25 Felice Cerquone; 26 Domenico Fasciocco; 27 Bianca Coppa.


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le donne lo sanno

A

nche quest’anno, come lo scorso anno, l’Avis di Roseto ha fortemente voluto che l’Assemblea Annuale dei soci si svolgesse il giorno dell’otto marzo. Questo perché l’Avis vuole sottolineare con forza il ruolo che le donne ricoprono all’interno del volontariato. Il nostro compito, come Associazione Avis, è quello della sensibilizzazione sul dono del sangue ma tuttavia, come Associazione di volontariato presente sul territorio, dobbiamo impegnarci e farci portavoce delle esigenze di tutta la comunità. Oggi, la nostra società, evolutasi in ogni ordine e grado, avveniristica e futuristica nel mondo delle scoperte e della ricerca, stenta molte volte nel dare un’immagine di se appena accettabile. Ciò accade ogni volta che al telegiornale danno una notizie di femminicidio, ogni volta che sentiamo di giovani ragazze a cui hanno fatto violenza e di donne maltrattate all’interno della propria abitazione da coloro che dovevano amarle. Queste sono tutte notizie che viviamo ogni giorno attraverso la televisione e magari immaginiamo lontane da noi. La nostra percezione di ciò che è sbagliato non deve portarci a pensare che siano problemi che riguardano gli altri o le altre donne. Questi sono problematiche che dobbiamo trattare senza paura e senza indulgenza nei confronti dei colpevoli. Dobbiamo con consapevolezza affermare che il volontariato è stato spesso di sostegno e lo sarà sempre in futuro, attraverso una semplice parola o con azioni concrete nei riguardi ci coloro che

Dona anche tu un pò di

sangue!

chiederanno aiuto. Oggi noi diciamo con forza basta! Basta all’oltraggio delle prevaricazioni dei diritti dei più deboli. Se la donna deve essere vista come un soggetto debole, noi non ci stiamo! Noi vogliamo ribaltare questo concetto. Per l’Avis la donna è un valore ed un encomio. Per l’Avis la donna, come volontaria donatrice, rappresenta la forza di tutta l’Associazione. È un vanto ed un onore per ogni Associazione poter dire di avere molte donatrici. Il concetto stesso della donazione trova nelle donne la più alta forma di espressione, che solo loro sanno amplificare attraverso il dono di una nuova vita. La routine delle nostre realtà da sempre ci porta ad affrontare battaglie quotidiane per le nostre piccole o grande vicissitudini. Spesso non siamo in grado di alzare lo sguardo oltre i nostri bisogni ed i nostri guai. Ciò non è vigliaccheria o cattiveria, ma solo lo spirito di sopravvivenza che in ognuno di noi si fa carico di salvaguardare la propria vita. Però tutti uniti all’interno di questa grande Associazione che è l’Avis, possiamo fare di più. Dobbiamo fare di più. Certo noi siamo donatori, e donare il sangue è già in se una delle più grandi verità come volontariato. Ma non dobbiamo mai abbassare la guardia, mai credere che gli altri siano solo gli “altri” e mai noi. Da sempre noi dell’Avis portiamo avanti il concetto dell’educazione a tutto campo. Essere un donatore vuol dire avere consapevolezza dei problemi degli altri, vuol dire crescere come persona e maturare il concetto di uguaglianza e rispetto dei diritti di ognuno. L’Avis perseguendo da sempre il valore dell’altruismo dà un esempio concreto di coscienza dei bisogni della società.

Essere un donatore Avis è davvero un valore aggiunto nella vita di ognuno. Essere una donatrice Avis è qualcosa che va oltre. “Essere una donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai.” O. Fallaci Il Consiglio Direttivo

AVIS Comunale di Roseto Via Calabria, 7 – Roseto degli Abruzzi e-mail: avisroseto@gmail.com Cell. 329/7230960 Apertura sede ogni lunedì dalle ore 11,00 alle ore 12,00


CUR IOSIZIE tizie)

o N & à it s io r u C (tra

23 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor

Vuoi far parte del coro di Roseto “Ars Vocalis”? È giunto il momento Riceviamo e pubblichiamo un avviso che farà piacere agli amanti della musica e del bel canto che hanno anche intenzione di cimentarsi in un’esperienza interessante con il coro di Roseto “Ars Vocalis”. Il gruppo ha avuto il plauso di Eidos in numerose occasioni. «Il Coro Polifonico “Ars Vocalis”, diretto dal M° Carmine Leonzi, comunica che nei giorni di lunedì e giovedì del mese di aprile 2015 (eccetto la Settimana Santa), dalle ore 20:30 alle 21:00, nella sede di via Milli (ex Scuola Elementare) si terranno le audizioni per le sezioni di voci maschili e soprani. Gli aspiranti cantori dovranno avere un’età compresa tra i 20 e i 40 anni circa; non è necessario conoscere la musica.

Gli impegni per le prove sono bisettimanali: lunedì e giovedì dalle ore 21.00 alle 23.00. Il coro, nato nel 2102, ha tenuto numerosi concerti in varie città italiane, conseguendo lusinghieri successi di pubblico e di critica. Prossimamente effettuerà una tournée in Sicilia con concerti al Teatro Greco di Siracusa, nella Cattedrale di Noto e nell’Antico Mercato di Catania. Organizza il Festival Polifonico Internazionale “Lido delle Rose”. Il suo repertorio spazia dalla polifonia classica al canto popolare, dalla musica moderna e contemporanea al jazz e vocal pop. Per informazioni: 3386639066 - carmineleonzi@gmail.com».



CUR IOSIZIE

(tra Curiosit

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à & Notizie)

I Ragazzi di una volta 25 La Rosetana che conquistò la serie C Poco più di dieci anni ci separano da quella bellissima e (guardando la situazione attuale) irripetibile impresa. La squadra di Roseto, tra le più antiche in assoluto della regione, le cui origini si perdono nell’evocativo appellativo della Rosburghese, ottenne un traguardo storico: guadagnare per la prima volta nella sua vita il campionato professionistico della serie C2. Il presidente di allora, Piero Iaconi, ha raccontato su queste pagine, nella sezione “Ricordi”, quell’indimenticabile periodo e noi lo riproponiamo, proprio per dar un forte segna-

le al movimento calcistico locale, fatto di migliaia di appassionati, ma che non ha più la bandiera della Rosetana, perché (almeno momentaneamente) quella società non c’è più. Di seguito una delle formazioni che conquistò l’ambito traguardo della serie C2 nell’ultima partita di campionato a Tolentino, stagione sportiva 2002-2003. Da sinistra: Palena (portiere), Di Giulio, D’Isidoro, Giansante, Nunziato, Marchetti. In basso da sinistra: Coletti, Melchiorre, Arancio, Irace, Sampino (capitano). Allenatore Antonio Ceccarini.

Il passato nel presente 7 - La rotonda Nord di Roseto agli inizi degli anni ‘60

ieri

oggi

Ancora una foto del lungomare di Roseto, tra i più apprezzati in Abruzzo. La sua origine, così come lo si vede oggi, è riconducibile agli anni ‘50, quando l’allora Amministrazione civica guidata dal sindaco Pio D’Ilario diede il via ai lavori che faranno nascere le due rotonde e la zona pedonale: allora questa aveva le famose mattonelle rosse, incorniciate da linee bianche. Fu una scelta coraggiosa dei nostri amministratori del tempo, i quali trovarono non poche difficoltà a far passare tale progetto con al doppia viabilità (lungomare Roma già esistente e lungomare Pasquale Celommi). Infatti si doveva realizzare il nuovo tratto dove già insisteva il bel passeggio di stile littorio, voluto a suo tempo dal podestà Pier Giuseppe Di Blasio, che aveva dalla sua un’apprezzata impostazione classica. Tuttavia l’aspetto ancor più innovativo - che avrebbe reso di certo più bello il nuovo lungomare - era legato alla lunghezza: doveva collegare le due estremità del Comune, cioè la sponda Sud del Tordino (compresa Cologna Marina) e la sponda Nord del Vomano. Sarebbe stato un litorale super, ma i progetti troppo lungimiranti sono visti dai contemporanei come visionari. Nonostante ciò il bel lungomare centrale è rimasto, rinnovato negli anni Duemila dall’Amministrazione retta dal primo cittadino Franco Di Bonaventura. Nel particolare abbiamo la rotonda Nord com’era un tempo. La differenza principale è data dalle piante: pini allora e palme oggi, tragicamente, ahinoi, infestate dal punteruolo rosso.


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Osservazioni astronomiche Sarà sicuramente un’iniziativa che appassionerà gli amanti del genere quella che si svolgerà venerdì 27 marzo dalle ore 16:00 in poi presso l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “V. Moretti”. Il titolo già spiega tutto, cioè “Incontro sull’osservazione e fotografia Astronomica - Conferenza e attività al telescopio” in cui ci sarà l’osservazione da Terra (dalle ore 18:30 alle 22:00 negli spazi esterni dell’Istituto) con gli strumenti ottici di un allineamento astrale e si potranno utilizzare dei dispositivi fotografici. Tale iniziativa rientra nel potenziamento del corso di “Grafica e Comunicazione”, ma è aperta a tutti coloro che vorranno partecipare, soprattutto studenti del territorio di altre scuole, segnatamente delle Scuole Medie. Il coordinamento è a cura del prof. Roy Cerreta docente di Tecnica fotografica. Attualmente insegna le discipline di Laboratori Tecnici e di Tecnologie dei Processi di Produzione presso l’I.I.S. “V. Moretti” di Roseto degli Abruzzi. Dal

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à & Notizie)

1982 il docente si dedica all’astronomia amatoriale, sia visuale che fotografica. Ha collaborato con l’Unione Astrofili Italiani in qualità di assistente coordinatore per la sezione osservativa del pianeta Marte, la British Astronomical Association di Londra e la Oriental Astronomical Association del Giappone. Per le sue ricerche ha utilizzato anche i telescopi degli osservatori astronomici di Collurania a Teramo, di Colle Leone a Mosciano Sant’Angelo e de l’Observatoire de la Côte d’Azur a Nizza. I suoi lavori sono stati pubblicati su periodici specialistici di settore sia nazionali che internazionali (tra i quali, l’Astronomia, Giornale di Astronomia della SAIt, Astronomia UAI, Journal of the British Astronomical Association, Communications in Mars Observations della Oriental Astronomical Association), in occasione delle grandi opposizioni perieliche del pianeta Marte. Da anni svolge attività divulgativa di astronomia amatoriale nelle scuole pubbliche.

Sapevate che alla foce del Vomano c’è un’oasi naturalistica? Di recente su Chorus (un periodico di approfondimenti culturali e analisi storica) è stata pubblicata l’introduzione della Tesi di laurea in Gestione degli Ecosistemi Terrestri e Marini Curriculum Terrestre a firma della dott.ssa Marta Lucia Pacioni dal titolo: “Proposta di riqualificazione ambientale del tratto terminale del fiume Vomano”, discussa presso l’Università degli Studi dell’Aquila, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente. Ebbene, il lavoro ha messo in evidenza come alla foce del nostro fiume Vomano sia da tempo presente, almeno sulla carta, un’oasi naturalistica (meglio rappresentata dal perimetro che si evince nella foto), ma che in realtà non è mai stata resa operativa dalle autorità preposte, in questo caso di tipo provinciale e regionale. L’ecosistema che si vuole proteggere è particolarmente importante, data la presenza di diverse specie di volatili che trovano riparo nei periodi delle varie

migrazioni, sia di carattere continentale, quindi a più ampio spettro, sia legate da spostamenti interni, provenienti anche dalla stessa vallata. Il progetto di riqualificazione di tutta l’area sarebbe molto funzionale per iniziare a pensare a piste pedonali e ciclabili che porterebbero

alla rivalutazione del letto del fiume per decine di chilometri verso l’interno. Insomma, quello che spesso viene indicato solo come ipotesi sulla carta è ora che trovi una realizzazione nella pratica per proteggere un patrimonio naturalistico che andrebbe ripensato.


rks a h S o Roset 28

foto: Mimmo Cusano

FINIRE BENE PER RICOMINCIARE MEGLIO

ti Maggit di Luca

Prossima gara al PalaMaggetti, domenica 22 marzo contro il Ferrara di coach Alberto Martelossi

I

Innocenzo Ferraro e Tony Trullo

l Roseto ha completato la squadra, accogliendo in organico il lungo Giovanni Carenza, infortunatosi lo scorso settembre in precampionato e vittima di una ricaduta durante la rieducazione. Adesso gli Sharks hanno una rotazione addirittura a 10, fatta di giocatori tutti pienamente in grado di impensierire le squadre avversarie. Peccato che la malasorte abbia consentito di completare la squadra quando mancano soltanto 5 gare al termine del campionato ed a

Curva Nord

basket

Giga Janelidze

salvezza matematicamente acquisita, ma ormai è inutile piangere su ciò che è stato. Il Roseto ha perso di misura nell’ultimo turno a Reggio Calabria, giocandosela fino agli ultimi secondi davanti a circa 4.200 persone. La squadra di coach Trullo ha 6 vittorie nelle ultime 9 uscite e in 2 delle 3 sconfitte ha perso praticamente all’ultimo tiro. Ce n’è abbastanza per un finale di stagione scoppiettante, dunque, con il Roseto atteso domenica 22 marzo in casa dalla sfida contro il Ferrara di coach Alberto Martelossi, che fu il vice del “Roseto più forte di sempre”, lavorando al fianco di coach Neven Spahija nella Serie A 2004/2005 ed iniziando da capo allenatore nella stagione successiva. Dopo la sfida contro la seconda forza del campionato, sabato 28 marzo, gli Sharks incontreranno in trasferta Omegna, per poi tornare in casa il 4 aprile contro Latina. Il 12 aprile, ultima trasferta del

Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere

campionato a Ravenna, per poi chiudere la stagione in casa, il 19 aprile, contro il Legnano. Poi sarà tempo di bilanci e di pianificare, si spera, la prossima stagione, quella della Serie A2 unica divisa in due gironi equivalenti, con la dovuta calma. La dirigenza potrebbe agire immediatamente, individuando i protagonisti incaricati di portare avanti il progetto e con loro costruendo il primo nucleo del Roseto 2015/2016. L’auspicio è che accada, evitando l’ennesima estate “calda” di cui la Roseto cestistica farebbe volentieri a meno.

Damier Pitts e Jacopo Borra


Roseto foto: Mimmo Cusano

di Luca

ti Maggit

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Basket

Sto29ry

NBA, PROVINCIA DI ROSETO! Chi ci ha giocato viene a Roseto, chi è stato a Roseto oggi è in NBA

even Spahija, coach del “Roseto più forte di sempre”, lo ha affermato con la solita ironia nell’estate 2014: «Se vuoi andare in NBA, prima devi passare per Roseto». Il tecnico di Sebenico, prima di iniziare la sua avventura con gli Atlanta Hawks, chiosò in quel simpatico modo dopo aver saputo che lui sarebbe stato il terzo vice allenatore ex Roseto, dopo Adrian Griffin (Chicago Bulls) e Patrick Mutombo (Denver Nuggets), entrambi ex giocatori con militanza rosetana. E, d’altronde, la NBA è stata fondata nel 1946, mentre il Trofeo Lido delle Rose nel 1945! Qualche giorno fa, Neven Spahija ha incontrato Patrick Mutombo, da lui allenato a Roseto nel 2004/2005, e ha mandato una foto per salutare tutti i tifosi rosetani. I due, oggi colleghi, sono insieme abbracciati. Spahija non è cambiato, mentre Mutombo è quasi irriconoscibile, avendo tagliato le trecce e indossato gli occhiali. Da due che lavorano oggi in NBA dopo essere passati da Roseto, a uno che in NBA era una stella e che a Roseto è tornato a fine febbraio dopo 10 anni: Mahmoud Abdul-Rauf. Il filo

che lega tutto è sempre il “Roseto più forte di sempre”, di cui il Califfo del Lido delle Rose era la stella. Nei suoi giorni di permanenza rosetana, Abdul-Rauf ha ricevuto il libro “il Cuore del Roseto”, che comprende anche una scheda su di lui. Il fuori-

classe ha poi ricevuto alcune copie di Eidos News che trattavano di lui e che ha riportato a Douglasville, Georgia, insieme al libro, per mostrare il tutto alla sua numerosa famiglia (moglie e 5 figli). L’ex giocatore si è particolarmente meravigliato quando gli è stata raccontata la storia di Gianluca Ginoble, stella del firmamento canoro, rosetano fresco vincitore del Festival di Sanremo con Il Volo. Grande appassionato di musica, Rauf non credeva ai suoi occhi quando su YouTube ha visto Gianluca duettare con Barbra Streisand e si è prenotato per il prossimo concerto del Volo ad Atlanta, Georgia. Il padre di Gianluca, Ercole Ginoble, tifosissimo del Roseto ai tempi del Califfo, ha già in tasca un biglietto per vedersi il concerto del figliolo al fianco del suo campione preferito.


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notizie brevi

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Danza, che passione per i ragazzi della B Dance Project

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ragazzi della B Dance Project fanno il pieno al Concorso Internazionale “Danza…che passione!”. Tenutosi al Teatro Orione a Roma lo scorso 28 febbraio, il contest ha visto sfidarsi a suon di passi ballerini di tutte le età nelle categorie di classico, modern/contemporaneo ed hip hop. La scuola diretta da Federica Angelozzi e Sabatino D’Eustacchio i due ballerini e coreografi rosetani accreditatisi ormai sul palcoscenico nazionale, ha ottenuto numerosi successi in ogni disciplina. “L’impegno e la passione che i nostri ragazzi sono capaci di tirare fuori in questi momenti, ci ripaga di tutti gli sforzi ed i sacrifici di una vita dedicata alla danza”, commenta Federica, che è anche assistente coreografa di Kledi Kadiu nel programma di Maria De Filippi “ci sembra davvero di rivedere noi stessi da piccoli quando muovevamo i primi passi nelle competizioni”. “Questi sono momenti molto importanti per i ragazzi”, continua Sabatino, anche lui impegnato nel programma Amici di Canale 5 come ballerino professionista, “e in queste occasioni di impegno, ma anche di divertimento, rafforzano sia le nozioni didattiche che l’amicizia che li lega. Ormai facciamo parte tutti di una grande famiglia”.

“Tutto questo non sarebbe possibile”, concludono i due direttori artistici, “senza l’ausilio dei nostri preziosissimi collaboratori: Pamela Marini, impeccabile coordinatrice, Andrea Martella, che ha curato le coreografie di Hip-Hop e Diletta Centola docente di Classico. Siamo una macchina ben oliata e questo per noi è molto importante.” Esito positivo anche per il piccolo Lorenzo Giotti, che a soli 6 anni con una coreografia di repertorio ha ottenuto una menzione speciale, oltre che l’invito a partecipare come ospite al Gala tenutosi la sera stessa e a cui hanno preso parte tutti i primi classificati del concorso. Questi i risultati di tutti i gruppi della B Dance: B OneCrew primi classificati, Two B Crew secondi classificati e B Baby Crew terzi classificati nella categoria Hip-Hop over e under; per la categoria Modern/Contemporaneogrande successo sia per il gruppo Under Project che per i B D Project piazzatisi al primo posto. Antonio Colleluori, i B D Project e i B One Crew si sono aggiudicati, inoltre, una borsa di studio. Il prossimo appuntamento che impegnerà tutti gli allievidella scuola, è lo spettacolo di fine anno, Cinderella, che si terrà il 2 luglio alla Villa Comunale.

Verso il frammento: Luciano Astolfi tra materia e forma a Francavilla

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al 24 al 31 marzo 2015 si terrà al Museo Michetti di Francavilla al Mare la mostra personale di Luciano Astolfi, a cura di Massimo Pasqualone, nell’ambito del Laboratorio di Arte Contemporanea all’interno dell’Università della Libera età di Francavilla. Il progetto intitolato MumArt, curato dallo stesso Pasqualone, è stato ideato dall’artista francavillese Sandro Lucio Giardinelli. MumArt propone un laboratorio di Arte contemporanea, con la presentazione di

mostre personali dedicate ad artisti abruzzesi e non, fino a giugno 2015. La mostra, con il patrocinio della Città di Francavilla al Mare, resterà aperta tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. La bellezza non si esaurisce nel dominio dell’estetica, ma ha bisogno di un ancoraggio etico e questo lo sa molto bene Luciano Astolfi che ritiene l’opera d’arte un medium, forse a realibus ad realiora, un messaggio che trasmette sempre e comunque un’emozione, perché, per dirla con Konrad Fiedler, “un’opera d’arte può dispiacere ed essere ugualmente pregevole”. Luciano Astolfi agisce ed interagisce con il pubblico. Agisce con la capacità di cogliere il frammento tra materia e forma, agisce come possibilità di percepire la verità nel frammento, uno sviscerare, estroiettare, estraniarsi per ritrovarsi, un cercare la bellezza agganciandola all’infinito, perché, dice Jannis Kounellis, “la bellezza è una cosa che capita ed indica brevi momenti”.


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L’assessore De Vincentiis e la palestra dell’Istituto “Moretti”

Carissimo assessore provinciale De Vincentis, avrei dovuto scriverLe prima questa mia perché il problema che Le esporrò è grave ed urgeva di immediata soluzione con i primi freddi. Mi cospargo la testa di cenere, anche se è compito di chi amministra prevenire e non aspettare l’imbeccata: mi consola l’adagio “ non è mai troppo tardi” come nel caso che Le prospetto. Seguo, ma non con molto interesse, il chiacchiericcio tra Lei, il suo partito e l’attuale Amministrazione Comunale di Roseto su quello che si propone di realizzare oppure sulle critiche a quello che dovrebbe essere la futura Roseto. Oramai i battibecchi tra politici si alimentano sulle poche cose realizzate e dove ogni errore nella realizzazione di un opera, pagata con i nostri soldi, in fondo è solo una quisquiglia per il politico che la ha fatta realizzare ed un grave danno per l’opposizione e viceversa. Queste chiacchiere sterili sono lontane dai pensieri dei Rosetani, a cui interessa invece che le cose, magari poche, vengano fatte e possibilmente bene. L’inconveniente, del pavimento verificatosi alla Scuola Schiazza è dipeso dalla fretta di apparire. È risaputo che per certi tipi di pavimento ci sono dei tempi tecnici e delle procedure che sono state in parte disattese o comunque non sufficientemente verificate e collaudate prima di procedere alla inaugurazione. È quindi da biasimare l’intempestiva necessità di gracchiare e paupulare del pavone che ha prodotto i risultati di immagine che sono sotto gli occhi di tutti! Comunque se i cittadini di Roseto, con il voto del maggio 2011 avevano bocciato quanto era stato fatto dalla Amministrazione di cui Lei faceva parte, vuol dire che i Rosetani badano più ai fatti che a “li chiacchier murt” ed il prossimo anno sapranno ricordare e valutare certi proclami e certi risultati. Purtroppo i politici in generale valutano la loro popolarità dal numero di pagine che riescono ad avere sui giornali e non sulla efficienza e la riuscita di una iniziativa portata a termine. Ella, carissimo assessore provinciale, ha tentato di attribuirsi il merito del finanziamento dei lavori per la sistemazione del tetto e delle infiltrazioni di acqua all’Istituto Moretti, quando quell’intervento era stato fatto deliberare dall’allora assessore provinciale Ezio Vannuci. Vada per il “piccolo” errore di percorso che forse poteva essere rimediato, visto l’importante incarico che riveste in ambito provinciale. Sia ben chiaro che quello che Le chiedo non è una concessione che Lei avrebbe fatto, ma solo un atto dovuto che dimostrava, con fatti concreti, che

veramente tiene al bene dei suoi concittadini ed i giovani in particolare. L’ Istituto Moretti ha due palestre: una ha i problemi che ho appena citato e ci piove sempre… anche quando c’è il sole, l’altra invece altro non è che un telone su una struttura metallica dove, da novembre a fine marzo la temperatura interna è quasi perfetta per ibernare persone e cose. Se veramente ci teneva al bene dei suoi concittadini avrebbe dovuto impegnarsi a trovare, tra le pieghe del bilancio dell’Amministrazione provinciale, le somme necessarie affinchè gli studenti di tale istituto potessero svolgere una normale attività fisica estendendo, per l’ingiustificato ritardo di intervento, la fruibilità del riscaldamento anche alle Società Sportive che gravitano attorno al Moretti. Torno a ripetere: non è una concessione che lei avrebbe fatto per i Rosetani, ma solo una giusta e doverosa azione in rispetto della legge 7 febbraio 1958 N° 88 relativa all’insegnamento della Educazione Fisica nelle scuole che all’articolo 5 recita quanto appresso: “Tutti gli edifici scolastici devono comprendere un’area per le attività all’aperto, Gli edifici per le scuole e istituti di istruzione secondaria e artistica devono essere dotati di una palestra coperta, quando non superino le 20 classi, e di due palestre quando le classi siano più di venti. Alle palestre devono essere annessi i locali per i relativi servizi. Le aree e le palestre di cui ai precedenti commi sono considerate locali scolastici agli effetti della manutenzione, della illuminazione, della custodia e della somministrazione del riscaldamento e della provvista di acqua da parte degli enti locali. Le attrezzature delle palestre fanno parte integrante dell’arredamento scolastico”. Fino ad ora questo non è avvenuto ed oramai siamo a fine marzo e gli studenti hanno solo perso tante ore utili per tali attività, quindi non Le resta che fare mente locale nella stesura del prossimo bilancio provinciale che preveda i giusti finanziamenti per garantire il riscaldamento del “pallone” dell’Istituto Moretti dai primi di novembre 2015 fino a Pasqua 2016 e garantire così l’attività sportiva degli studenti e dei giovani rosetani. La prego pertanto di mettere da parte, per alcuni giorni, le polemiche verbali e le nuove proposte politiche e si dedichi veramente a quelle attività che l’incarico provinciale Le compete e se lo farà saremo ben lieti di evidenziare questo suo impegno, ricordandoLe che mentre i movimenti politici stanno elaborando le liste dei possibili candidati per le prossime elezioni amministrative, anche i Rosetani stanno elaborando le liste nere dei politici a cui affidare, dal prossimo anno, l’incarico di spazzare il mare… dalla foce del Vomano a quella del Tordino!

Cordialità. Italo di Antonio


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SILONE, IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI

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MARIO GIUNCO didi MARIO GIUNCO

Ancora nuovi documenti, ma il mistero rimane

a quasi vent’anni il caso Silone turba le coscienze. Da quando, nel 1996, due studiosi, Dario Biocca e Mauro Canali, presentarono ad un convegno alcuni documenti, da cui risultava che Ignazio Silone (1900-1978), ritenuto anche icona della rivendicazione libertà e della dignità degli umili e degli oppressi, era stato informatore della polizia fascista, negli anni in cui si trovava al vertice dell’apparato clandestino del Partito Comunista. Lo aveva fatto per alleviare le condizioni di recluso del fratello Romolo, detenuto per motivi politici e poi morto in carcere. Lo sconcerto aumentò per la pubblicazione di una lettera, firmata “Silvestri”, datata 13 aprile 1930 e indirizzata a un funzionario di polizia, Guido Bellone. La grafia era quella di Silone, come alcuni riferimenti familiari e personali. “Silvestri” era dunque Silone, che scriveva: “Mi trovo nel punto risolutivo della mia crisi di esistenza, la quale non ammette che una sola via d’uscita: l’abbandono completo della politica militante (mi cercherò un’occupazione intellettuale qualsiasi). Oltre questa soluzione non restava che la morte. Vivere ancora nell’equivoco mi era impossibile, mi è impossibile. Io ero nato per essere un onesto proprietario di terre nel mio paese. La vita mi ha scaraventato lungo una china alla quale ora voglio sottrarmi. Ho la coscienza di non aver fatto un gran male né ai miei amici né al mio paese. Nei limiti in cui era possibile mi sono sempre guardato dal compiere del male. Devo dirle che lei, data la sua funzione, si è sempre comportato da galantuomo. Perciò le scrivo questa ultima lettera perché lei non ostacoli il mio piano che si realizzerà in due tempi: primo, eliminare dalla mia vita tutto ciò che è falsità, doppiezza, equivoco, mistero; secondo, cominciare una nuova vita, su una nuova base, per riparare al male che ho fatto, per redimermi, per fare del bene agli operai, ai contadini (ai quali sono legato con ogni fibra del mio cuore) e alla patria. (...)”. Chi era il destinatario della lettera? Una figura ancora più enigmatica, se possibile, dello stesso Silone. Nato a Firenze nel 1871 (ma di lui si ignorano data di morte e non si trova il luogo della sepoltura) Guido Bellone si trasferì a Roma con la madre e la sorella (proprio a lei era stata trasmessa la lettera di “Silvestri”, in un bar di via Nomentana). Era un funzionario della Questura, poi diventato ispettore generale della Polizia politica. Conobbe Silone, giovane intelligente, ma apprensivo e introverso, che probabilmente trovò in lui una figura paterna e protettiva, forse la sola dopo essere venuto a Roma, a seguito della drammatica rottura con don Orione. Bellone dimostrò per lui un’attenzione particolare (su questo aspetto si è insistito), fece in modo di averlo come confidente, unico e riservato. Per intercessione del commissario, Silone non subì pressioni o ritorsioni dopo la cessazione della corrispondenza. Nonostante la reazione degli studiosi e di chi lo aveva conosciuto, quella di “Silone spia dell’Ovra (e poi degli americani)” divenne

la “vulgata”. Tanto schiaccianti si ritenevano le prove d’archivio. L’immagine dello scrittore ne risentì. Basti pensare che a Silone era intitolato l’Istituto Magistrale di Roseto e che la denominazione fu sbrigativamente accantonata al momento dell’accorpamento con il Liceo Classico. Ancora alla fine dello scorso, in un romanzo (biografia romanzata) di Renzo Paris, “Il fenicottero. Vita segreta di Ignazio Silone” (Ed. Elliot, 2014), la vicenda è ripresa con nuovi particolari, calcando la mano su quelli già noti. “Fenicotteri” si chiamavano i comunisti che volavano da una città all’altra per consegnare la stampa clandestina e accanto allo scrittore “fenicottero” sfilano Gramsci, Togliatti, Lenin, Stalin, insieme alle sue donne, l’ebrea Gabriella Seidenfeld e Aline Valangin, la psicanalista che lo fece curare in Svizzera, nella clinica di Jung e si adoperò per la pubblicazione di “Fontamara” (con lei, poi, una stizzosa rottura). In primo piano, nel racconto di Paris, il rapporto con Bellone. Frutto di una ricerca di diverso genere è invece il libro di Alberto Vacca, “Le false accuse contro Silone” (Edd. Guerini e Associati, 2015). Con una attenta analisi di tipo grafologico, Vacca mostra che la maggior parte delle delazioni attribuite a Silone è opera di una spia patentata, che fu licenziata dall’Ovra per scarso rendimento, cognato di Filippo Tommaso Marinetti, amico di Pitigrilli (probabilmente anche lui spia), che si muoveva per l’Europa - come Silone - e teneva sotto controllo, tra gli altri, Curzio Malaparte. Vacca intende eliminare una serie di errate attribuzioni, ristabilendo verità e giustizia. “Non interessa in questa sede - scrive Aldo Forbice nell’appassionata presentazione - stabilire se queste distorsioni o errori siano stati voluti in buona o cattiva fede, se cioè siano frutto di frettolosità e negligenze dei ricercatori o altro. Quel che conta è che finalmente la verità (proprio quella che amava Silone) venga ristabilita”. La verità? Il 12 aprile 1938 il fiduciario zurighese dell’Ovra informava il Ministero dell’Interno di aver incontrato lo scrittore: “Non sono ancora riuscito ad impossessarmi dell’animo vero del Silone. Eppure non è soggetto eccezionale. Sin dalla prima volta, sin dal primo incontro io lo definii un sognatore ed è un sognatore. (...) Ed oggi aggiungo: che cosa sogna e dove comincia la sincerità? Preferisce ascoltare invece di parlare. Accenna un argomento e non lo sviluppa, preferisce attendere la risposta dall’altro. Alle volte sembra che affondi gli occhi nel vuoto con la comune aria dell’apparente distrazione e in quegli occhi senza sguardo non si legge se sono dietro a un pensiero dell’intelligenza attiva o sono stanchi...”. Infine, un mio ricordo. Nella tarda primavera del 1963, c’era già molto caldo, Silone capitò a Roseto, verso mezzogiorno, per una sorta di comizio ambulante per il Partito Socialista Democratico, in vista delle imminenti elezioni politiche. Parlava in piazza della Libertà, poca la gente. Mi colpì il vestito invernale che indossava, con soprabito e cappello. Mi colpirono soprattutto i suoi occhi, persi nel vuoto, che toglievano un senso anche alle sue parole.


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Due importanti avvenimenti in lingua romena Il 29 Marzo 2015 presso la Sala delle Assemblee dei Testimoni di Geova di Roseto degli Abruzzi, inizio alle ore 9.30, si terrà il Congresso in lingua romena intitolato Continuiamo a cercare la giustizia di Geova (Continuați să căutați dreptatea lui Iehova)! Il tema è basato sul versetto biblico di Matteo 6:33. Saranno trattati, tra gli altri, i seguenti argomenti: Chi persegue la giustizia troverà vita; il simposio delle ore 10.05 si intitolerà Aiutiamo altri a trovare la giustizia; il discorso pubblico sarà pronunciato alle ore 13.20 e si intitolerà Come possiamo distinguere il bene dal male? Tutti i romeni e coloro che comprendono questa lingua, sono invitati a intervenire; l’ingresso sarà libero e non si faranno collette. Troverete ulteriori informazioni su www.jw.com/ro/publicatii/carti Il 3 Aprile 2015 sarà il giorno più importante dell’anno per i Testimoni di Geova. Infatti, dopo il tra-

monto del sole, si raduneranno per commemorare la morte di Gesù Cristo (Comemorarea morții lui Cristos). Lo scorso anno in tutto il mondo circa 20 milioni di persone hanno ubbidito al comando di Gesù che, la notte prima di morire, dopo aver istituito una celebrazione semplice disse: “Continuate a far questo in ricordo di me”. Ci sarete anche voi quest’anno? I Testimoni di Geova porteranno a casa vostra un invito nel quale sarà indicata la Sala del Regno o il locale più vicino a voi dove si svolgerà questo evento e il suo orario di inizio. Coloro che parlano la lingua romena avranno la possibilità di essere presenti alla Commemorazione della morte di Cristo che si svolgerà nella loro lingua, presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova - Via Pertini 11 Pagliare di Morro D’Oro (Teramo) ore 21:00.

ERRATA CORRIGE: Pubblichiamo di nuovo l’articolo di Ilenia Secone Seconetti e Noemi Romanelli poichè nell’ultimo numero è stato erroneamente pubblicato con un altro testo. Ci scusiamo con i lettori.

Riuscito l’incontro con gli studenti dal titolo “Stavolta ce la giochiamo” organizzato da Sportmeet La manifestazione si è svolta il giorno 21 febbraio presso l’aula Magna dell’Istituto “Moretti”. A condurre la manifestazione è stato il dottor Paolo Crepaz, medico di diverse squadre nazionali, giornalista sportivo e docente di Pedagogia dello Sport all’Università Salesiana di Venezia “Mettersi in gioco, aprirsi pienamente per riuscire ad affermare i propri obiettivi ed entusiasmarsi nella consapevolezza di non essere prossimi alla vittoria”. Il messaggio ha toccato profondamente la psiche degli studenti partecipi al convegno sportivo dal titolo “Stavolta ce la giochiamo” ed è riuscito perfettamente ad innestarsi al tema della legalità, argomento spesso trattato dai docenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore rosetano. La manifestazione si è svolta il giorno 21 febbraio presso l’aula Magna del “Moretti”. A condurre la mattinata è stato il dottor Paolo Crepaz, uno dei tanti promotori dell’Associazione “Sportmeet”, nata con il compito di diffondere la cultura sportiva animata da un senso di fratellanza. Egli, esperto in materia, ha attirato fin da subito l’attenzione della platea - formata prevalentemente da ragazzi, ma anche da insegnanti - mirando sul significato della parola “giocare” nelle sue delle diverse sfaccettature. All’inizio è stato proiettato uno spot di una società di scommesse a tutti ben noto. Dopo aver sottolineato la presenza di dipendenze sia dal gioco nel settore dell’azzardo (ludopatia), sia dalle sostanze proibite (doping), è emerso come sia superfluo considerare il fenomeno sportivo solo a livello agonistico. Infatti, dalla lettura di alcune citazioni dei più grandi intellettuali dell’età moderna, si è dedotto che lo sport è l’unico mezzo in grado di

colmare le carenze politiche e religiose che da secoli opprimono la società. In realtà lo sport è affascinante perché alla sua radice vi è il gioco, ovvero quell’esperienza unica e straordinaria che è nel Dna dell’essere umano e che evidenzia l’aspetto ricreativo dell’attività in questione. Come afferma Pancho Gonzales, uno dei più grandi tennisti degli anni ‘50 e ‘60, nello sport c’è un circolo virtuoso: più ti diverti più ti alleni, più ti alleni più migliori, più migliori più ti diverti. Con questo richiamo il dottore ha invitato gli alunni a riflettere sul vero valore dello sport, enunciando le sei regole del “dado” portavoce del progetto “Sport for peace”. L’applicazione di tale formula in competizioni sportive permette a ognuno di noi di estrapolare la genialità individuale nascosta, tant’è che “Sportmeet” ha voluto incentivare la platea nella creazione di giochi innovativi da poter presentare nel prossimo convegno che si terrà venerdì 20 marzo 2015.


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SALUTE

QUANDO L’AORTA si

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n genere questo tipo di diagnosi per molto tempo è stata solo autoptica poiché la patologia era difficile da accertare ed anche da curare. Oggi un po’ meno. L’aorta è un grosso vaso arterioso che parte dal cuore, attraversa il torace per poi continuare nell’addome, e biforcarsi per irrorare gli arti inferiori. Ha una struttura formata, come le arterie del nostro corpo, da tre strati che ne permettono di assorbire la forza propulsiva del cuore ogni volta che batte. Le malattie che colpiscono l’aorta sono tante quali quelle infiammatorie, infettive, degenerative. In questa ultima rientra quella causata dalla pressione alta. Non bisogna dimenticare che il fumo è un nemico delle arterie, nel senso che spesso i forti fumatori, pur in assenza di altri fattori di rischio, si ritrovano con grossi problemi di danno vascolare. Di norma l’aneurisma dà segni di sé solo quando cresce e comprime le strutture vicine. Nel caso dell’aorta toracica, ad esempio, la compressione sull’esofago può determinare disfagia cioè difficolta nella deglutizione. Se l’aneurisma si accresce nella cavità addominale può produrre dolori in relazione alla sede ove più

di ALESSANDRO BONADUCE

è sviluppata la dilatazione dell’arteria. Qualche volta quando hanno dimensioni più che modeste possono essere palpate e si riconoscono per la loro caratteristica pulsatilità, differenziando l’aneurisma da una massa solida a cui viene invece solo trasmessa per contiguità. La diagnostica si fa per il torace con un ecografia anche se è possibile studiane solo per la parte più prossimale alla radice aortica. Per il resto è utile una angiotac, soprattutto finalizzata allo studio dimensionale per individuare il momento dell’intervento. Per l’aneurisma addominale, in genere sottorenali, un esame ecografico è da solo sufficiente per fornire elementi utili circa le dimensioni. Anche qui si può studiare l’estenzione con una angiotac valutando le possibilità offerte dalle varie strategie chirurgiche. Questo dipinto è del maestro Jan Vermeer e oggi è possibile vederlo in Italia. Ma la sua sede naturale è il Museuo Mauritshuis. Si tratta di un’opera di rara bellezza che ha ispirato il romanzo “La ragazza con l’orecchino di perla”. AD MAIORA DAL

BACCHINO MALATO

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI ROSETO DEGLI ABRUZZI

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Il primo Carnevale dei bambini dell’Istituto Comprensivo 2 di Roseto “Piccoli in maschera”: l’evento è stato organizzato dai genitori degli alunni della scuola materna, con scopi solidali

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genitori dei bambini dell’Istituto Comprensivo 2 di Roseto, in particolare delle scuole dell’infanzia di via Basilicata e via Piemonte, riuniti nel Comitato “Insieme si può”; hanno organizzato, lo scorso 15 febbraio “Piccoli in maschera”, la prima festa di Carnevale che ha visto protagonisti i piccoli alunni - e non solo loro! - delle scuole dell’infanzia rosetane. La festa si è tenuta presso la palestra della Scuola Media “F. Romani” ed è stata organizzata, oltre che per concedere ai bambini un momento conviviale e di divertimento, a scopo benefico: i fondi raccolti attraverso una coinvolgente pesca di beneficenza, infatti, saranno devoluti alle scuole dell’infanzia via Basilicata e via Piemonte di Roseto. I commercianti di Roseto hanno avuto un ruolo importante perché hanno contribuito alla pesca di beneficenza donando i premi e rendendo quindi possibile la raccolta di somme utili a fare un bel regalo alle scuole, settore che oggi, si sa, versa in condizioni ‘precarie’. “Il percorso che ci ha portato alla realizzazione dell’evento, è stato duro ma gratificante”, raccontano le mamme che fanno parte del Comitato. Infatti va a loro, alle mamme ed ai papà, il più grande ringraziamento per la riuscita della festa, perché, con il loro impegno, hanno creduto fermamente in questo progetto e hanno aiutato attivamente il Comitato “Insieme si può” nei preparativi della festa di Carnevale. “Siamo molto soddisfatte della riuscita della festa, non ci aspettavamo tanta affluenza e soprattutto siamo felici di aver avuto la collaborazione dei genitori e delle maestre”, concludono i genitori che hanno organizzato l’evento. Alle quattro, a rendere ancora più dolce il momento, è arrivata anche la merenda, con tante prelibatezze preparate dalle mamme dei bambini che partecipavano. La festa in maschera, il cui ingresso è stato di soli 5 euro per ogni famiglia, è stata inoltre movimentata dalle animatrici de “La Bacchetta Magica”, dalle ragazze del “Baby Parking Fata” con il loro divertente truccabimbi, da Rita Di Marco

di MARTINA FRANCHI

- una mamma dell’asilo via Piemonte, che si è prodigata a far ballare tutti - e dall’immancabile pagliaccio Gabriele che distribuiva le caramelle ai bambini, tra uno scherzetto e l’altro. Infine, c’è stata anche la premiazione della mascherina più bella. Le mamme del Comitato, orgogliose e soddisfatte di quanto insieme sono riuscite ad organizzare, non si sono però dimenticate di ringraziare chi, per prima, ha fatto sì che tutto si potesse concretamente realizzare: il dirigente scolastico, la prof.ssa Anna Elisa Barbone. “I nostri ringraziamenti vanno a Lei, che ha concesso i locali dell’Istituto Comprensivo 2. Ci teniamo anche a ringraziare l’Amministrazione Comunale, l’“Ottica Foto Pizzi 2000” per aver immortalato ogni momento e le maestre della scuola dell’infanzia via Basilicata e via Piemonte che, partecipando mascherate, hanno aggiunto un significato speciale alla giornata di festa, come animazione”. In ultimo, e non meno importanti, i ringraziamenti sono stati rivolti ai tanti sponsor che hanno collaborato: Gabriele Parrucchieri, D’Elpidio Elettroforniture, Grafica volantini Simone Campestre, Mollo Carmine per la stampa dei volantini, Di Silvestre Pierluigi, Gelco, Pastificio Verrigni, Cartolibreria Arcobaleno, Dimarcolor, Edicola di Piazza Ungheria, Ferretti Market, Aloisi ristrutturazioni abitazioni, Piccole Tentazioni, Colorstyle Lidia, Pasticceria Remo Gianforte, Lisciani giochi, Casa Anversa, Recchiuti bomboniere, La Saponeria, Nucleo, Sogni di bimbo, Frontside, Palabeach Roseto, La Boutique del regalo, Erboristeria Energy’s, Tutto per casa, Ottica foto video Pizzi 2000, Valfood,Bar Pizzeria La Rotonda, L’Arrosticino di Fiorella, YogurtArt, Parrucchiera Soveida, Evolution Parrucchieri, Copylandia, Pizzeria Hercules, Erboristeria L’Equiseto, Conad Roseto, Brucaliffo, Jeansmania Quaranta, Girotondo, Scarabocchio, Ortofrutta Palestrini, Hair Beauty Shop, Gattarrone Sport, Rue dei Sapori, L’Arca, Ottica Foto Flash, Di Donato Profumerie, Pasticceria Gianforte Francesco e Romana.


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petrolizzazione? NO, GRAZIE di MARTINA FRANCHI

Il Movimento 5 Stelle Pineto torna a farsi sentire, e questa volta il monito è severo. Gli attivisti, insieme al consigliere Santino Ferretti, sono già a lavoro sulla prossima mozione da presentare

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l Movimento 5 Stelle Pineto, coglie l’occasione, nel massimo rispetto del triste accaduto, per rinforzare la sua posizione di fronte alle scelte dell’Amministrazione Comunale e per rinnovare a tutti, la forza dei loro ideali. L’esplosione del metanodotto a Mutignano, avvenuta lo scorso 6 marzo, deve servire da esempio: questo è quanto il gruppo di attivisti, vuole trasmettere. “L’incidente accaduto a Mutignano, fortunatamente ha prodotto danni limitati, grazie al forte vento che tirava in direzione sud e che ha piegato le fiamme, molto alte, in quella direzione. Tuttavia, l’accaduto, ha mostrato la pericolosità di certe opere, soprattutto in un periodo di crisi che colpisce tutti indistintamente, enti pubblici compresi, i quali hanno abbandonato quasi del tutto la pratica della manutenzione”, dichiarano i grillini. “L’abbandono del territorio, lo si può notare percorrendo le strade di Pineto che versano in condizioni pessime e osservando le frane e smottamenti che oggigiorno sono una condizione quasi normale appena si verifica una pioggia. Dopo quanto accaduto, dovremmo tutti avere una maggiore sensibilità nella gestione del territorio, attestato che molti danni oramai sono stati fatti nel passato e soprattutto nel recente passato. Fino a venerdì scorso, poche erano le persone che sapevano della presenza del metanodotto ma molti non sanno che quello non è l’unico che esiste sul territorio di Pineto: per esempio, il pozzo di estrazione e accumulo sotto a Mutignano, verso Atri, sicuramente non rappresenta un elemento di tranquillità. A tutto ciò, si aggiunge la futura petrolizzazione del territorio, che è diretta conseguenza della legge denominata Sblocca Italia. A tal riguardo, alla nostra Amministrazione

Muretto Pineta Catucci. M5S Comunale, sottoporremo di nuovo una mozione consiliare contro le trivelle e vedremo se questa volta ci sarà la sensibilità per accettarla, contrariamente a quanto fatto nei mesi scorsi. Al fine di dare le dovute notizie ai cittadini, il M5S ha preparato un’interrogazione in cui si chiede al Comune di Pineto di darci notizie in merito alle linee tecnologiche esistenti sul nostro territorio ed in particolare: tracciati dei metanodotti; tracciati di linee elettriche ad alta tensione; tracciati di ogni altra linea potenzialmente pericolosa ed infine le mappe di pericolosità idrogeologica dei luoghi dove passano le suddette linee tecnologiche”. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle Pineto, sempre nell’ambito ambientale, ribadiscono: “In questi giorni, stiamo assistendo al taglio indiscriminato di esemplari storici di cipresso lungo Viale D’Annunzio, senza nessuna valutazione di stabilità degli alberi ad opera di tecnici qualificati. Valutare la stabilità di un albero è un procedimento complesso che necessita di metodologie e attrezzature specifiche, oltreché di personale tecnico adeguato, altrimenti si corre il rischio di abbattere esemplari sani e di lasciare in loco esemplari malati e/o pericolanti che invece andrebbero abbattuti. Le scelte dell’Amministrazione Verrocchio, sembrano siano guidate esclusivamente da possessori di motosega desiderosi di fatturare qual-

che migliaio di euro”. In questo senso, chiedono di fermare immediatamente gli abbattimenti e consigliano all’Amministrazione di affidarsi a professionisti in grado di valutare lo stato di stabilità degli alberi interessati. “Un’altra emergenza da tenere sotto controllo, è quella che interessa la Pineta Catucci, dove l’ennesima mareggiata dei giorni scorsi ha flagellato il tratto di arenile con danni non solo agli stabilimenti balneari ma anche alla sicurezza del paese, demolendo un pezzo di muretto che costeggia la pineta. Ma fino ad ora l’amministrazione, continua a fare solo chiacchiere”. Il Movimento fa sapere che si sta occupando anche della gestione dei rifiuti, acquisendo la documentazione necessaria e studiando un modo per ottimizzare tutto, portando risparmio nelle tasche dei cittadini e un maggiore afflusso di risorse nelle casse comunali. Infine, i grillini stanno tenendo sotto controllo alcuni tratti “bui” dell’AMP del Cerrano e della sua gestione. Su questo, nei prossimi giorni, avvieranno un confronto con tutte le forze politiche per trovare una soluzione condivisa che dia il segnale di un reale cambiamento.


Nutrizione e stile di vita

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In attesa della Pasqua, quale migliore alimento del

cioccolato?

Moltissimi sono gli effetti benefici del cioccolato fondente sul nostro organismo; sembra ridurre del 50% il rischio di morte per cause cardiovascolari

I

l cioccolato è un prodotto che deriva dalla lavorazione del cacao; vengono estratti i semi (o fave), fatti fermentare, essiccare e quindi lavorati andando a formare la pasta di cacao, che darà luogo al vero e proprio cioccolato! Distinguiamo tre grandi categorie di prodotto: il cioccolato fondente, che deriva dalla lavorazione della pasta di cacao con burro di cacao, zucchero e vaniglia; il cioccolato al latte, che deriva dalla lavorazione della pasta di cacao con burro di cacao, zucchero, vaniglia e latte; il

di Simona Ruggieri

cioccolato bianco, che deriva invece dalla lavorazione del burro di cacao con vaniglia, zucchero e latte. Ovviamente, a seconda della percentuale dei vari ingredienti, si andrà a produrre un prodotto di qualità differente e il cioccolato per eccellenza è sicuramente il cioccolato fondente, che deve presentare però almeno il 70% di cacao! Questo tipo di cioccolato apporta circa 515 Kcal per 100 gr di prodotto; 3,2 gr di proteine, 60,3 gr di carboidrati e 33,5 gr di grassi e tra i micronutrienti distinguiamo il fosforo, il calcio e il magnesio, la vit. A e la E, quelle del gruppo B e la vit. C. Moltissimi sono gli effetti benefici del cioccolato fondente sul nostro organismo; sembra ridurre del 50% il rischio di morte per cause cardiovascolari con un consumo medio di 10 g/die, grazie al patrimonio antiossidante e all’influenLa ricetta del giorno: za positiva sulla pressione arteriosa. Parallelamente si assiste ad un calo del coleIngredienti : sterolo LDL e della glicemia 50 g cioccolato fondente, e sembra inoltre esserci 100 g zucchero di canna, un effetto preventivo sulle 150 g farina integrale, 50 g complicanze tardive della farina di riso, 300 ml latte, gravidanza. È ovviamente 1 bustina di lievito. fondamentale scegliere un prodotto di qualità ma ciò Setacciare la farina, aggiungere il lievito, lo non giustifica un abuso a zucchero e il cioccolato fuso; versare poco alla causa dell’elevato apporto volta il latte, mescolando con una frusta fino calorico del prodotto e di ad ottenere un composto cremoso. Versare in alcuni effetti collaterali che una tortiera e cuocere a 180°C per 25 minuti. possono scaturire da un’ecFar raffreddare, farcire a piacere, e servire cessiva assunzione, come dopo una spolverata di zucchero a velo! l’emicrania!

torta al ci o c c o l a t o l e g g e r a !

• PIANI DIETETICI PERSONALIZZATI - soggetti sportivi, in età evolutiva, soggetti patologici (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete..) • VALUTAZIONE COMPOSIZIONE CORPOREA • HOLTER METABOLICO


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Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi ed il cuore. È un modo di vivere. Henry Cartier-Bresson

fotografia

Se volete pubblicare una vostra foto particolare inviatela a fotografia@eliodascenzo.it

Autore: Pierpaolo Aloisi, 37 anni, Roseto Titolo DELL’OPERA: Alba sul mare luogo: A largo di Roseto degli Abruzzi FOTOCAMERA: Nikon D3100 – Obiettivo 18-105 f/ 3.5-5.6 Parametri di SCATTO: Lunghezza focale: 105 mm Esposizione: 1/350 sec – f/5.6 – iso 400 Misurazione: auto a matrice

Elaborazione:

Photoshop

L’AUTORE RACCONTA... L’alba sul mar lieta ritorna e s’imporpora, e il marinar canta con voce nostalgica…....e sopra l’onde che passano sogna ancor la poesia del mar.... (Alba sul mare, Claudio Villa)

Valutazione

di ELIO D’ASCENZO

SUGGERIMENTO

(basata sullo scatto originale)

Composizione: discreta. (Provate a decentrare ogni tanto…).! Luce: Discreta. (Esponendo in mod. Auto risulta tutto abbastanza piatto).! Bilanciamento: buono. (Gli elementi compositivi sono in equilibrio). Movimento: scarso. (Tutto molto centralizzato, poca storia nell’immagine). Emozione: buona. Momento: ottimo. (Il momento del click per l’autore era la sovrapposizione della barca nel cerchio del sole nascente.). Voce/Comunicazione: discreto. Tecnica di esecuzione: scarsa.

ORIGINALE

In questi casi un tele più spinto avrebbe reso quest’immagine maggiormente suggestiva. Attenzione a quando si elabora! Se il file è un JPG, effettuando diversi salvataggi l’immagine si rovina irrimediabilmente. Quindi, convertite in TIFF il file natio per poi fare tutti i ritocchi che ritenete opportuno. Alla fine salvate in JPG per lo scopo finale ma conservatevi sempre il TIFF modificato, meglio ancora se avete il RAW. Dai! Uno scatto al giorno. Provare, creare…!


DANTE CLEMENTONI

10 Marzo 2015 100 ANNI!!! Un evviva alla giovinezza e alla vitalità che tu tanto bene rappresenti... TANTI AUGURI DA TUTTA LA TUA FAMIGLIA

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AUGURISSIMI AL COAL PER I SUOI 10 ANNI DI ATTIVITA’ E A MARINO... PER I SUOI PRIMI 50 ANNI!!! CON AFFETTO IL TUO STAFF

ALFREDO IACHINI

SILVANA 50 ANNI

100 ANNI!!

21 marzo 2015

7 marzo 2015

Il cielo impallidisce al cospetto della tua grazia e della tua bellezza. Il vero raggio di sole sei tu. Auguri dai tuoi colleghi di lavoro.

CENTO ANNI D’AMORE… CENTO ANNI DI TE… BUON COMPLEANNO DA TUTTI NOI

Direttore Editoriale WILLIAM DI MARCO

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