Quindicinale iscritto al registro della Stampa presso il tribunale di Teramo n. 13/03 del 22/05/03
ANNO 10 N.250 prossima uscita 23 aprile
“Non vediamo l’ora di mettere mano ai vostri capelli�
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il posto giusto dove mettere la testa
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ook giovane al passo con la moda, capelli che molto spesso esaltano l’espressione di un volto. Il posto giusto? E’ Lopez Parrucchieri, nella zona sud di Roseto, via Nazionale 518 (Edificio 4 vele, vicino al multisala Odeon). Inaugurato appena tre settimane fa grazie allo spirito imprenditoriale, ed un pizzico di artigianalità, di Sara Lopez, giovane maestra parrucchiera. Origini spagnole, ma esperienza ventennale, con un’attività portata avanti per otto anni, a Girona, nella regione della Catalogna. Sara Lopez è stata anche docente all’Accademia dei Parrucchieri, nella penisola iberica. Conosce
quindi ogni trucco e ogni giusto trattamento per qualsiasi tipo di capello. Da qualche tempo in Italia, a Roseto con lo spirito imprenditoriale nel sangue. E così ha deciso, dopo aver trascorso un periodo alle dipendenze, di avviare la sua attività, di far conoscere alle signore, ma anche agli uomini la sua arte nel trasformare dei capelli in una vera e propria opera. E far conoscere anche ai clienti i prodotti Tahe, una linea di cosmetici totalmente spagnola. Ha una grande esperienza nell’acconciare le donne per il giorno più bello della loro vita, il matrimonio, ed è anche esperta visagista, nell’uso di cosmetici per dare splendore ad un volto. Sara Lopez, bella e simpatica, non si prende cura solo della testa delle donne, ma anche degli uomini, con un total look quindi sia per lei, sia per lui. Intanto, sino alla fine del mese di aprile, straordinarie promozioni. Per le donne: colore con ritocco alla radice, più taglio, più trattamento specifico a scelta, nutrienti, volumizzante, antigrasso, antiforfora, piega, al costo di 62 euro (e non 67) per capelli corti, 65 euro (e non 70) per capelli lunghi. Per l’uomo invece, pulizia cute, shampoo, più fiala e taglio 20 euro (e non 25). E presto ci saranno delle novità molto interessanti per l’uomo che ama prendersi cura della propria barba. Per qualsiasi informazione o per prendere un appuntamento, 085 8944552.
4 Foto: VALERIA DI MARTINO
TANTA GENTE ALLA FESTA DEI DIECI ANNI DI
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oveva essere una festa e così è stato. C’era tanta gente domenica 3 aprile all’Hotel Liberty per ricordare i dieci anni di vita del nostro giornale. Oltre ai soci che portano avanti questa interessante e a questo punto longeva esperienza (almeno per una free-press), vale a dire Riccardo Innamorati, Massimo Bianchini, Andrea Marzii e il sottoscritto, hanno fatto il loro intervento il primo direttore responsabile Federico Centola (l’attuale è il bravo Lino Nazionale), poi il socio fondatore Massimo Felicioni. A seguire il microfono è andato alle firme storiche come quelle di Mario Giunco e Luca Maggitti, al fotografo ufficiale Elio D’Ascenzo, e tutti hanno rimarcato l’importanza dei moltissimi collaboratori di ieri e di oggi. Un ricordo particolare è stato dedicato a Luigi Braccili, firma di pregio del giornale, fatto da
Giunco e dal figlio Umberto, mentre non si è voluto dimenticare l’apporto fondamentale del fotografo Sergio Pancaldi, oggi residente a Milano. Grande spazio anche a un excursus storico, dal primo numero ai vari passaggi che hanno reso il nostro Eidos un atteso appuntamento dei tanti lettori di Roseto, Pineto e della Vallata del Vomano. L’occasione del decennale è servita sia per rendere noto un sondaggio non scientifico, ma molto indicativo, elaborato su 140 intervistati che hanno dato un loro parere alla pubblicazione, sia per far conoscere un nuovo servizio di ricerca storica dei vari articoli apparsi su Eidos, dal primo numero ai giorni nostri. Di tutto ciò, comunque, ne parleremo meglio nei prossimi numeri. Infine una immagine di gruppo, molte foto sparse, curate da una giovane promessa della fotocamera come Valeria Di Martino. (WDM)
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IL RILANCIO DEL DISTRETTO SANITARIO DI BASE Il Comune di Roseto ottiene l’attivazione di due sportelli per l’esenzione ticket. E’ il primo passo verso il potenziamento del DSB, uno dei due operativi in tutta la provincia
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cittadini rosetani non saranno più costretti ad andare a Giulianova per rinnovare o richiedere le esenzioni del ticket per reddito. Dopo le sollecitazioni nei confronti della Asl di Teramo da parte dell’amministrazione comunale a fare in modo che si arrivasse ad una soluzione che non creasse disagi ai residenti, l’azienda ha deciso che dallo scorso primo aprile due sportelli si occuperanno del servizio nel distretto sanitario di base. Questi i giorni e gli orari di apertura degli sportelli dove si potrà richiedere o rinnovare l’esenzione del ticket. Sportello 4 (piano terra): lune-
dì, martedì, giovedì e venerdì dalle ore 8:30 alle ore 12:30; martedì e giovedì dalle ore 15:00 alle ore 17:00. Sportello 3 (presso postazione Cup): tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:30 alle ore 12:30. Per informazioni sul servizio è possibile contattare i seguenti numeri: 085/8020876 e 085/8020868. Il Comune, anche in base alla recente riforma dei Distretti Sanitari, che ne vedrà solo due su tutto il territorio provinciale, uno a Teramo, l’altro appunto a Roseto, punta a far diventare il DSB un vero e proprio punto di riferimento per la costa teramana, in particolare per la zona sud.
L’obiettivo, grazie anche alla collaborazione con i vertici della Asl, è quella di potenziare il distretto rosetano con nuovi ed importanti servizi a favore della collettività. Per andare incontro al notevole afflusso dell’utenza che, in questi primi giorni di riapertura del servizio e di rinnovo dell’esenzione, gioco forza vorrà usufruire del servizio ripristinato a Roseto, l’amministrazione rosetana ha confermato che sarà garantita la presenza della Polizia Municipale e di associazioni che operano assieme al Comune per prevenire eventuali situazioni che possano creare disagi di ordine pubblico. Soddisfazione è stata espressa anche dal nuovo responsabile del Distretto Sanitario di Base, Giandomenico Pinto.
ESENZIONE TICKET PER REDDITO COME INDICARE L’ESENZIONE Il medico prescrittore, durante la compilazione dell’impegnativa (ricetta rossa), su richiesta dell’assistito, rileva l’eventuale codice di esenzione per reddito (E01-E02-E03-E04) relativo al paziente, lo comunica all’interessato e lo riporta sulla ricetta; in alternativa provvede ad annullare con un segno la casella contrassegnata dalla lettera “N” (non esente) presente sulla ricetta. Dal 1° aprile 2011 è riconosciuta l’esenzione per reddito dal pagamento del ticket solo se tale diritto è espressamente indicato nella ricetta di prescrizione di visite o di esami specialistici, come indicato sopra. In via del tutto eccezionale per le ricette prescritte fino al 30 aprile potrà essere utilizzata la vecchia modalità di attestazione dell’esenzione. QUANDO RIVOLGERSI ALLA ASL Gli assistiti che ritengono di avere diritto a tale esenzione dovranno verificare la presenza del proprio nominativo nell’elenco in possesso dei medici. Se il proprio nominativo non compare nell’elenco, l’assistito potrà recarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di competenza per ritirare l’apposito certificato provvisorio di esenzione per reddito. Tale certificato viene rilasciato a seguito di un’autocertificazione scritta del paziente che dichiara di appartenere ad una delle classi previste per l’esenzione. L’autocertificazione dovrà essere resa dall’interessato (o da chi per esso ne abbia titolo) munito di valido documento d’identità. Dovranno essere esibite le tessere sanitarie TEAM (tessera europea di assistenza malattia) sia del richiedente che dei beneficiari dell’esen-
zione. Tutte le autocertificazioni rese saranno controllate. Pertanto qualora vengano meno i requisiti del diritto all’esenzione attestata, il certificato non è più valido e il cittadino è tenuto a informare l’ASL di competenza. CHI HA DIRITTO ALL’ESENZIONE PER REDDITO La normativa attuale individua gli aventi diritto all’esenzione sulla base del reddito lordo complessivo del nucleo familiare riferito all’anno solare precedente. Le classi di esenzione previste sono: • E01 – Soggetti con meno di 6 anni o più di 65 anni con reddito familiare inferiore a 36.151,98 euro (ex art.8, comma 16 della L. 537/1993 e succ. modifiche e integrazioni); • E02 – Disoccupati – e loro familiari a carico – con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 Euro per ogni figlio a carico (ex art. 8 comma 16 della L. 537/1993 e succ. modifiche ed integrazioni); • E03 – Titolari di assegno (ex pensione) sociale – e loro familiari a carico - (art.8, comma 16 della L.537/1993 e succ. modifiche e integrazioni); • E04 – Titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni e – loro familiari a carico – con reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro incrementato a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico (ex art.8, comma 16 della L. 537/1993 e succ. modifiche e integrazioni).
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PARTE LA RIVOLUZIONE DELLA
RISERVA NATURALE DEL BORSACCHIO
Affidato all’architetto De Gregoriis l’incarico per la revisione del Piano di Assetto Naturalistico. L’avvocato D’Orazio lavorerà al piano pluriennale di attuazione, mentre l’associazione Ambiente e/è vita si occuperà della gestione. Appare ovvio che su questo argomento ci sarà battaglia nella prossima campagna elettorale
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iserva Naturale del Borsacchio, uno dei temi scottanti della prossima campagna elettorale a Roseto. Non sembrano esserci dubbi. L’amministrazione rosetana, dopo aver respinto gli attacchi e le operazioni per un eventuale commissariamento, ha deciso di predisporre gli atti per l’incarico di revisione del Pan (Piano di Assetto Naturalistico), la redazione del Programma Pluriennale di Attuazione e l’affidamento per la gestione ad un’associazione di protezione
ambientale. Questo significa nell’arco di pochi mesi si potrà finalmente avere un progetto di sviluppo e valorizzazione di una delle aree più importanti, sotto il profilo naturalistico, dell’intera provincia di Teramo. Ad oggi, però, i 1150 ettari di terreno che ricadono nella Riserva, soprattutto per quanto riguarda la fascia costiera, sono in uno stato di abbandono. Quella del Borsacchio e della sua Riserva è una storia che parte da lontano, dal 2005, e che non ha ancora trovato una coda finale. Nel dicembre 2011 il Consi-
glio Comunale ridisegnò il perimetro dell’area. Successivamente il Consiglio Regionale, nel giugno 2012 deliberò una nuova perimetrazione della Riserva del Borsacchio. Con l’entrata della legge sulla ridefinizione dei confini sono stati esclusi dal territorio della Riserva delle aree fortemente antropizzate come quella del quartiere dell’Annunziata di Giulianova, del crinale di contrada Giammartino di Cologna Paese e della zona su cui insistono le strutture turistiche del lungomare nord di Roseto degli Abruzzi. A questo
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punto il Comune ha provveduto ad installare i cartelli segnaletici perimetrali e lungo le strade di accesso alla Riserva del Borsacchio. Si è poi giunti all’approvazione del progetto pilota di gestione sulle attività da svolgere all’interno della riserva. Quindi il Consiglio Comunale di Roseto, nominò il Comitato di gestione individuato nella Giunta Comunale. Successivamente è stato affidato al professor Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell’Università D’Annunzio di Chieti-Pescara, l’incarico di consulenza scientifica per lo svolgimento dell’attività di revisione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva del Borsacchio, definito nel novembre 2014. Nel frattempo è stata avviata una procedura di transazione con gli eredi Nigro, che aveva predisposto il precedente PAN, peraltro mai adottato dal Comune, nonostante sia stato sottoposto due volte all’attenzione del Consiglio Comunale dalla precedente maggioranza. Tale procedura si è conclusa con l’accordo transattivo sottoscritto il 10 dicembre scorso e in base al quale gli eredi Nigro hanno rinunciato definitivamente all’incarico loro affidato. Il 27 gennaio scorso sono stati richiesti fondi alla Regione per la
gestione ordinaria della Riserva. A marzo di quest’anno è stato dato mandato al Dirigente del settore competente di affidare all’architetto Fabrizio De Gregoriis l’incarico di revisione del Piano di Assetto Naturalistico, all’avvocato Benigno D’Orazio l’incarico per la redazione del Piano Pluriennale di Attuazione e all’Associazione di protezione ambientale “Ambiente e/è Vita” l’in-
carico per la gestione della Riserva Naturale Guidata del Borsacchio. Con questi ultimi atti si è conclusa una fase importante, iniziata nell’ormai lontano febbraio 2005, anno di istituzione della Riserva, dando avvio a una seconda fase, resasi necessaria dopo la riperimetrazione dell’area, che terrà conto delle istanze del territorio per giungere alla redazione definitiva di un nuovo Piano di Assetto Naturalistico. Secondo l’amministrazione rosetana
si tratta di un passo strategico che potrà concludersi entro breve tempo con la stesura definitiva, l’adozione e la successiva approvazione del PAN, la predisposizione del Programma Pluriennale di Attuazione. In questo modo si stabilirà quali dovranno essere le azioni necessarie per lo sviluppo dell’intera area, e l’avvio della gestione ordinaria della Riserva con attività ambientali e turistiche nel rispetto di quanto stabilito dalla legge istitutiva”. “Da rosetano sono molto felice di poter lavorare alla revisione del PAN”, ha sottolineato l’architetto De Gregoriis, “e sono pronto a operare, come già fatto nella mia lunga carriera, per il bene della Riserva sfruttando tutte le opportunità che ci saranno offerte per il suo rilancio”. L’avvocato D’Orazio, già responsabile dell’Area Marina Protetta del Cerrano, è convinto che si possa migliorare la gestione della Riserva e pianificare le attività da mettere in atto per il suo rilancio , mentre Patrizio Schiazza, presidente dell’associazione “Ambiente e/è Vita” conferma che il gruppo lavorerà da subito per ottenere dalla Regione i fondi necessari affinché questo progetto possa prendere avvio già in pochi mesi e sia aperto, proprio nella Riserva, un ufficio a servizio dell’utenza e dei visitatori.
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Quel che è successo lo scorso marzo è noto a tutti. Il comune ha letteralmente arato due spiagge dove nidificava il “Fratino” . Anche se siamo abituati ad incontrarlo non dobbiamo pensare che sia diffuso, anzi, è una specie ad alto rischio di estinzione. In Italia si contano meno di 1600 coppie ed a Roseto sono meno di una dozzina. Per questo rientra in particolari tutele come la Direttiva CEE “Uccelli” 79/409 , nella convenzione di Berna e Bonn. Anche la Regione Abruzzo con l’art 7 dell’ordinanza balneare e lo stesso comune di Roseto nel suo Piano Spiaggia ha dovuto accogliere una osservazione del WWF,Area Marina protetta e SOA a tutela del “Fratino” . A parlar spicciolo,con una simpatica metafora,possiamo paragonare l’accaduto ad una ipotetica partita di calcio per una finale mondiale, dove il comune è una delle due squadre ed i giocatori, ignorando tutte regole, prendono il pallone con le mani e cominciano a tirar pugni agli avversari per segnare un goal. Il Charadrius alexandrinus è tra i più piccoli uccelli limicoli nidificanti in Italia. ed ha una spiccata fedeltà al sito riproduttivo , per questo distruggere il loro habitat può avere conseguenze gravi. Ma la difesa del suo ambiente non sono mere battaglie ambientaliste. Questo piccolo uccello è un indicatore della qualità della nostra costa. Vive e si riproduce in tratti “sani”
delle nostre spiagge e non a caso la sua presenza è uno dei parametri per veder assegnata la famosa Bandiera Blu. Sono anni che AMP,WWF e SOA portano avanti il progetto “Salva Fratino” con relazioni annuali e comunicazioni scritte ai comuni che segnalano i siti riproduttivi. Quel che è accaduto è inaudito ed ovviamente stiamo lavorando con uno staff di legali ad un esposto. Non mi dilungherò sulle repliche del comune e sulla tesi della “ossigenazione della spiaggia” che , in altre situazioni ,potrebbero solo far sorridere. Roseto vive anche di turismo, su questo siamo tutti d’accordo ed è qui che cadono tutte le argomentazioni strumentali. Il turismo viene fatto seguendo le scelte e le “tendenze” dei turisti , non degli operatori che rimangono legati a modelli falliti degli anni 70 ed 80 fatti di cemento e brutture. Il turista oggi cerca altro, vuole il verde , ambienti ospitali strutture integrate con l’ambiente, questo è il futuro del turismo e della nostra economia. Tutti i comuni dell’adriatico si stanno riconvertendo con lungomari fatti di verde e strutture vocate al turismo sostenibile non per “ambientalismo” ma per motivi di maggior resa economica dovuta a una maggiore attrattiva turistica. Purtroppo da anni siamo amministrati da fossili fermi nel passato che non sanno cogliere il presente e il futuro danneggiando non solo il Fratino ma l’economia e l’ambiente della nostra città. Marco Borgatti
“Una ruspa al lavoro per poche ore e salta la nidificazione del fratino su due spiagge a Roseto degli Abruzzi. È accaduto a metà marzo all’altezza dell’albergo Mion e dello stabilimento Luna Rossa: con un’operazione di pulizia meccanica sono stati completamente “arati” due tratti di spiaggia dove sono presenti da anni siti riproduttivi del Fratino, il piccolo limicolo che nidifica sulle nostre coste, protetto a livello nazionale e internazionale. Essendo a conoscenza della necessità di preparare le spiagge per l’inizio della stagione balneare, come WWF avevamo segnalato per tempo a tutti i comuni della costa di prestare la massima attenzione in quelle aree dove è segnalata la presenza del fratino, rendendoci disponibili a dare gratuitamente la nostra collaborazione. E appena si è diffusa la notizia dell’inizio dei lavori, i nostri volontari hanno contattato più volte gli uffici del Comune per segnalare la presenza di fratini nell’area. Ma non è servito a nulla: ancora una volta si è scelto di intervenire nel peggiore dei modi, incuranti di quel patrimonio di biodiversità che i nostri comuni costieri ancora conservano. “ Dante Caserta Vice Presidente Nazionale WWF
ROSETO
CI PIACE
NONNI VIGILI, IL COMUNE CERCA NUOVI VOLONTARI Il Comune di Roseto pronto ad allargare il gruppo di nonni vigili, ma anche nonne, che operano sul territorio con spirito di volontariato soprattutto per il servizio di vigilanza fuori dalle scuole in orario di apertura e chiusura al fine di limitare le situazioni di rischio; sorveglianza sul corretto utilizzo dei giardini pubblici da parte dell’utenza, comportamento dei pedoni e dei conducenti di cicli, motocicli e veicoli. I cittadini residenti nel Comune di Roseto, con più di 65 anni d’età o che percepiscono un trattamento pensionistico, indipendentemente dall’età, che siano propensi a svolgere attività di volontariato sono invitati a presentare la domanda da indirizzare direttamente al
sindaco, Palazzo Comunale – Piazza della Repubblica n. 1. Le domande potranno essere presentate entro le ore 14 del 30 aprile prossimo attraverso una delle seguenti modalità: recapito a mano all’Ufficio Rapporti con il Pubblico, a mezzo raccomandata A/R indirizzata al Sindaco del Comune di Roseto degli Abruzzi – Piazza della Repubblica n. 1, 64026. Il volontario prima di iniziare l’attività parteciperà ad un corso di formazione della durata di alcuni giorni organizzato dalla Polizia Stradale in collaborazione con il Comune. Le persone incaricate dell’attività di Nonno/Nonna Vigile assumeranno la posizione di collaboratori volontari e senza vincolo di subordinazione.
NON CI PIACE
BUCHE COME CRATERI E PNEUMATICI SPACCATI Ci siamo occupati del problema con un ampio articolo già in passato, non più di un mese fa. Ma la situazione, purtroppo, non è stata ancora risolta. Anzi, è letteralmente peggiorata perché quelle che erano prima delle buche, oggi sono diventate delle pozze profonde anche 35 centimetri e larghe più mezzo metro. La strada è quella di Coste Lanciano, ridotta in condizioni pessime, dissestata in più tratti con una decina di buche che hanno già causato incidenti e la rottura di pneumatici e cerchioni. Due casi si sono registrati nell’ultima settimana. D’accordo il piano asfalti che dovrà presto decollare. Però sarebbe opportuno che certi crateri, come testimonia la foto, venissero richiusi con un po’ di bitume o asfalto a freddo. Prima che qualcuno si faccia male sul serio.
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UNA CASA MUSEO DELL’AGATA, PERCHÉ NO Dal 12 al 28 marzo, presso la Villa Filiani, si è tenuta una mostra di opere varie tra ceramiche, sculture dipinti e documenti per sostenere la costituzione della Casa Museo Dell’Agata. Con la stretta collaborazione del Comune, il “Centro Agathè, arte-scienzareligioni” del presidente Anna Dell’Agata sta portando avanti un progetto ambizioso che speriamo culminerà nel riconoscimento regionale. Una villa ad alto contenuto culturale che custodisce le opere di una intera dinastia di artisti ad iniziare da Giuseppe (pittore, poeta e letterato) per continuare con Mario (matematico, pittore, poeta, narratore) e Anna ( ceramista e pittrice).
di TIZIANO ABBONDANZA
CI PIACE
PINETO
È un parcheggio abbandonato a se stesso, l’incuria prevale a discapito dell’ordine e del bello. Stiamo parlando del parcheggio auto più importante di Pineto, a ridosso del centro del paese, viene utilizzato soprattutto dagli utenti che arrivano dai quartieri limitrofi e dai turisti. Esso permette di non congestionare il centro, specie adesso che il Comune ha deciso, inutilmente perché inutilizzati, di istituire dei parcheggi a pagamento attorno al palazzo cittadino. Su 13 pali di illuminazione ben 6 risultano spenti, questo favorisce, di notte, l’appartarsi di coppiette in auto che poi abbandonano carte e altro sul suolo.
NON CI PIACE
PIAZZALE ROMA SPORCO
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CUR IOSIZIE tizie)
o N & à it s io r u C (tra
15 a cura della redazione Cerchi Concentrici Promotor
IL SALONE TRIOZZI NEL 1971 AL “CANTAEUROPA” COME ACCONCIATORE DEI VIP
Insieme al Festival di Sanremo era la manifestazione canora che faceva conoscere i nostri cantanti per tutto il Vecchio continente. Così nacque il Cantaeuropa, ideato sin dal 1962 dal patron Ezio Radaelli, che portava nei principali Paesi gli artisti italiani che andavano per la maggiore. Occorreva, sul treno dedicato che faceva tappa nelle più importanti città europee, una organizzazione perfetta, compreso il parrucchiere e il barbiere. Fu in questo modo che il coiffeur ufficiale, un romano amico dei fratelli Erardo e Dario Triozzi, chiamò i barbieri rosetani per aiutarlo in questa lunga trasferta. Erardo, il più grande, era impegnato, e così la scelta cadde sul più giovane Dario. Per lui fu un’esperienza unica che durò dal 15 al 30
novembre di quell’anno. “Ho conosciuto tutti i vip di allora e ho visto degli spettacoli entusiasmanti” è la considerazione dell’artigiano rosetano a 45 anni dall’evento. Così riportavano i giornali di allora: «L’edizione del Cantaeuropa del 1971 parte da Sanremo a metà novembre. Si tratta di una carovana di 150 persone che girerà l’Europa a bordo del Cantaeuropa Express, un treno sul quale prendono posto, oltre ai cantanti, 15 giornalisti, 6 fotografi, 10 addetti al materiale di scena, circa 20 inviati delle troupe delle televisioni estere, parrucchieri e addetti al guardaroba. Sul treno vengono caricati 15 quintali di viveri e dodici di bevande. Tra i cantanti ci sono i big Sergio Endrigo, Milva, Gianni Morandi, Rita Pavone, Bobby Solo e Claudio Villa, le rivelazioni dell’anno Mia Martini e i New Trolls, i giovani Marcella Bartoli, Jordan, Pierino e le voci Blu e gli interpreti folk Giusi Balatresi, il Duo di Piadena e Jimmy Lo Cascio. Ed ecco la lunga sequenza delle varie città europee che hanno ospitato le tappe del Cantaeuropa 1971: Sanremo, Nizza, Ginevra, Metz, Lione, Liegi, Rotterdam, Parigi, Stoccarda, Francoforte, Dusseldorf, Copenhagen, Wolsburg, Monaco, Vienna ed Ancona». (Le foto: ritratto di Dario e Erardo (seduto) Triozzi; la cartolina di Rita Pavone con le firme degli artisti, tra cui Bobby Solo, Gianni Morandi, Teddy Reno e Milva; infine il pass intestato a Dario Triozzi)
CHORUS DI APRILE È IN EDICOLA L’apertura di questo numero è dedicata a un’altra celebrazione. “150 anni fa nasceva Benedetto Croce. Il suo elogio alla libertà è ancora oggi un messaggio vivo e attuale”. Croce è studiato dappertutto e la riscoperta che si è avuta negli ultimi vent’anni da parte del mondo anglosassone dà un senso ancora più ampio alla sua mole di scritti e studi. A seguire viene presentata l’introduzione della tesi di Laurea di Antonino Tarquini in Giustizia Sportiva dal titolo “Il Diritto di Difesa nel nuovo Codice di Giustizia Sportiva della Figc”. La tesi è stata discussa il 20 marzo 2015 presso l’ Università degli Studi di Teramo, Facoltà di Giurisprudenza, Corso di Laurea Magistrale. Il relatore è stato il ch.mo prof. Piero Sandulli. Poi due interventi di Ugo Centi, direttore di Controaliseo. Il primo: “Roseto e la cultura: binomio perfetto”, specificando che La serata di
presentazione del catalogo della grande mostra sui dipinti di Pasquale e Raffaello Celommi, che si è tenuta per tutto l’inverno nei locali di Villa Paris, è stata un successo. Circa 70 le opere esposte, provenienti da collezionisti e privati sparsi in tutto il mondo. Il secondo: “Il cancello della villa” - Mi fermo un attimo. La sequenza scorre: dritto al cancello si vede il mare; anzi, per la precisione un casotto. Dev’esserci pure un passaggio secondario attraverso la ferrovia. Sarà un puro miracolo che non ci hanno costruito una palazzina-ostruttiva davanti. Il giornale è disponibile: a) sul sito www.williamdimarco.it, cliccando “Riviste” nel menù in alto, poi Chorus e poi ancora n° 59; b) sul sito www.eidosnews.it, nella sezione “Leggimi”. Per riceverlo a casa basta segnalare il proprio indirizzo di posta elettronica a chorus@williamdimarco.it.
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IL CAMPIONE DEL MONDO GIANMARCO TAMBERI È L’ORGOGLIO DELL’ATLETICA VOMANO
Il neo Campione del Mondo e Primatista Italiano di salto in alto con la misura di 2,38, Gianmarco Tamberi, “è dotato di talento estroso ed artistico”. Così lo ama definire il direttore tecnico dell’Atletica Vomano Gran Sasso Gabriele Di Giuseppe, colui che lo ha ingaggiato e portato in Abruzzo. Infatti, nel 2010 Tamberi si trasferisce dall’Atletica Osimo alla Bruni Atletica Vomano di Morro D’Oro, seguendo le scelte del fratello Gianluca, altro punto di forza del Club del Presidente Ferruccio D’Ambrosio, che nella stessa stagione conquista uno storico Scudetto di società nella massima serie dell’atletica italiana, alla finale “A” Oro di Borgo Valsugana in provincia di Trento. Il risultato di Borgo Valsugana fu senza precedenti per una squadra abruzzese, per il giovane Gianmarco un settimo posto con la misura di 2.04, che lo mandò su tutte le furie. Da lì sono arrivati tutta una serie di successi e record straordinari. Gianmarco - come ha avuto modo di raccontare in un incontro del 7 novembre 2011 con gli studenti dell’Istituto Superiore “V. Moretti” di Roseto, tutto dedicato alla famiglia Tamberi - è un appassionato di musica, ha suonato la batteria
à & Notizie)
nel gruppo “The Dark Melody”, con un classico repertorio rock anni Settanta, è iscritto alla facoltà di Economia e sogna una medaglia Olimpica. Compatibilmente con la preparazione per i Giochi Olimpici di Rio 2016, è atteso il ritorno in Abruzzo del Campione del Mondo di salto in alto, in occasione della fase del Campionato di Società in programma nei giorni 7 e 8 maggio allo stadio Adriatico “G. Cornacchia” di Pescara, dove è previsto anche il rientro alle gare del Campione Europeo di salto triplo Daniele Greco, e del primatista Italiano under 23 di lancio del giavellotto Gianluca Tamberi. Dai blocchi di partenza anche l’Azzurro dei 400 ostacoli Leonardo Capotosti, pilastro storico dell’Atletica Vomano, e il mezzofondista abruzzese Fabiano Carozza: saranno due giornate all’insegna della grande atletica. (Nella foto gli studenti del Moretti con, da sinistra, Gianmarco e Gianluca Tamberi)
“NON SONO STANGO” È IL NUOVO SINGOLO DI DANIELE FALASCA IN USCITA L’8 APRILE “Non sono stango”, divertente gioco di parole nel titolo (stango-stanco), è un brano fortemente identificativo per l’artista rosetano. Il significato del titolo è un messaggio forte e di speranza: non essere stanchi di continuare sulla strada che si è scelto di percorrere, quella della musica incontaminata e priva di qualsiasi sporcatura derivata da artefici esterni. «Non sono stanco di fare questa stupenda professione, nonostante le infinite difficoltà che si incontrano oggi, soprattutto quando hai idee nuove» dice con convinzione Daniele Falasca. Particolare la scelta dell’utilizzo della lettera G al posto della convenzionale C all’interno della parola “stanco” nel titolo del brano: «Stango con la G, ironicamente, perché sono Abruzzese e qui da noi le persone anziane usano mettere la G al posto della C e poi anche il ritmo ricorda il Tango. Nel mio caso un Tango moderno». Il brano è estrapolato dall’album “Incipit”, un lavoro ricco di tracce, inciso in Trio con due affermatissimi musicisti: Daniele Mencarelli al basso elettrico e Glauco Di Sabatino alla batteria. “Incipit” è il risultato di anni
di gavetta professionale di Falasca a fianco di grandi talenti con i quali ha condiviso importanti palchi, inciso ed assorbito diversi generi musicali. L’ascoltatore sarà posto d’innanzi a 20 brani di composizione autorale che risulteranno un mix di stili musicali diversi e che manterranno sempre una propria storia individuale. Il collante narrativo di quasi tutte le tracce è incarnato invece da una dimensione più intima: la dedica alla moglie.
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(tra Curiosit
ANTONIO BIDETTA INTERVISTA FILIPPO GRAZIANI,
à & Notizie)
IL CANTAUTORE TERAMANO, FIGLIO DELL’INDIMENTICATO IVAN Di recente si è tenuta la quarantesima sessione di conferimento delle lauree triennali presso l’Università di Teramo. La cerimonia si è svolta nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza, dove una trentina di studenti hanno ricevuto dalle mani del preside della facoltà di Scienze della Comunicazione, Stefano Traini, questo importante riconoscimento. Ancora una volta la città di Roseto degli Abruzzi, e in particolar modo Montepagano, ha avuto modo di distinguersi attraverso un suo cittadino, Antonio Bidetta, che è stato scelto dal collegio dei professori per intervistare Filippo Graziani (cantautore e figlio di Ivan Graziani) durante la consueta intervista di rito che viene fatta a un personaggio famoso. La decisione è caduta sul ragazzo rosetano perché rispondeva a una serie di criteri, quali la
spigliatezza, il carattere, la formazione e le capacità. Antonio se l’è cavata egregiamente e si è laureato con una tesi dal titolo “Musica e videogiochi: dal valzer viennese a Super Mario Bros.”, dove ha dimostrato le affinità tra due mondi apparentemente lontani come la musica classica e i videogames. (Nella foto da sin. Filippo Graziani e Antonio Bidetta)
IL 25 APRILE TORNA L’ATTESA PASSEGGIATA DI PRIMAVERA Come ogni anno, con l’avvento della primavera si torna ad ammirare, in particolare nelle giornate festive, frotte di magliette multicolore che si affannano per portare a termine la loro fatica fatta di corse lungo le strade. Uno dei percorsi più affascinanti, a detta dei partecipanti stessi, è quello della Passeggiata di Primavera che il Club Azzurro organizza da diverso tempo. Il percorso appartiene a quelli che riconciliano con la natura per la varietà del paesaggio che si può ammirare tra una falcata e l’altra. L’edizione di quest’anno porta impresso sul pettorale il n° 39 e rappresenta una delle più longeve manifestazioni in ambito regionale ed una delle più apprezzate dagli amatori che ogni domenica si cimentano sulle strade d’Abruzzo. Nel carnet del Club Azzurro si annovera, tra l’altro, l’organizzazione di un Campionato Italiano di corsa su strada, di due edizioni di Vivicittà con oltre 950 partecipanti non solo abruzzesi, ma anche atleti provenienti dalle regioni limitrofe: Molise, Puglia, Lazio, Umbria e Marche. La partecipazione degli amatori nelle ultime edizioni è stata di circa 500 atleti, tra cui una sessantina di nuove promesse under 16. Particolare attenzione è dedicata alla manifestazione riguardante i “pulcini”. L’appuntamento è nella zona antistante il PalaMaggetti.
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ROSETO IL COMUNE ESTERNALIZZA IL SERVIZIO MULTE Di esternalizzazione si era parlato in passato, ma di concreto non era stato fatto nulla. Il primo passo riguarda il servizio multe che secondo l’amministrazione locale dovrebbe migliorare con lo snellimento delle procedure e maggiori benefici per la collettività. Ad occuparsi della cosa la ditta Index srl
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opo tanto parlare, il Comune di Roseto ha compiuto il primo passo verso l’esternalizzazione di una serie di servizi. Il primo a passare in mano ai privati è quello relativo alla gestione delle multe, ovvero delle contravvenzioni al codice della strada. Nei giorni scorsi firmato l’accordo tra l’Ente e i rappresentanti della ditta INDEX S.r.l. per l’esternalizzazione del servizio di gestione completa dei verbali derivanti dalle violazioni al codice stradale a supporto della Polizia Locale. “Si tratta infatti di una delle prime esternalizzazione di un servizio che viene operata in questo Comune”, ha spiegato il sindaco Enio Pavone, “esternalizzare la gestione delle contravvenzione era un obiettivo strategico. Consentirà non solo di snellire e migliorare diversi servizi previsti dal codice della strada, con indubbi benefici per la collettività, ma permetterà anche alla nostra Polizia Municipale di aver più agenti a disposizione per i servizi ordinari e di avere così più unità sulla strada, a presidio del territorio”. L’accordo siglato prevede, tra le altre cose, che la ditta INDEX S.r.l. si occupi della spedizione e della notifica degli atti, della loro rendicontazione economica e della gestione della sanzione fino all’invio dei ruoli e, nel caso sopraggiungesse, anche della gestione contenzioso. La convenzione prevede poi anche il noleggio al Comune di Roseto di apparecchiatura elettronica mobile a norma per il controllo della velocità, della revisione delle autovetture e del possesso della copertura assicurativa. Grazie a questo accordo quindi la Polizia Municipale sarà finalmente dotata di apparecchiatura adeguata ed al passo coi tempi che consentirà un più attento e capillare controllo del territorio, di verificare con sistemi di ultima generazione le varie violazioni al codice della strada con maggiore sicurezza per la viabilità rosetana e per tutti i cittadini. Particolare attenzione soprattutto sul controllo del rispetto dei limiti di velocità. Qualcuno potrebbe pensare che tale operazione comporterà un
aumento del numero delle contravvenzioni per consentire all’Ente di fare subito cassa. In realtà l’obiettivo è soprattutto quello della prevenzione. L’accordo sarà attivo a partire dalla prossima settimana ed avrà una durata di 36 mesi.
22 di MARIO GIUNCO
CULTURA
NEN ‘CIAVAJETE COME LI PAGANE BRUNO DI PASQUALE “TRADUCE” IL VANGELO DI MATTEO NEL DIALETTO DEL TERAMANO
uande preghéte nen facète come l’ipocriti, che se métte ‘nviste lò li sinagoghe e li piazze pe farse nutà. Quille già l’à ‘vute, la ricumpénse. Ma quande tu prighe, chiùdete là la cambre e prighe lu Padre tò, che lò ce sta; e siccome te véde, te dà la ricumpénse. Quande preghéte, nen ‘nciavajéte come li pagane, che créde de èssere ‘saudite pe li truppe chiacchiere. Nn’avéte da ‘rsumijà a hisce, pecché lu Padre vostre sa quélle che ve sérve, prime che je lu cerchéte. Perciò preghéte cuscì: ‘Padre nostre che stì su ‘ncile, puzz’èssere sante lu nome tò, se realizzesse lu régne tò, se facésse la vuluntà tò su ‘ncile e quajù ‘nterre. Dacce uje lu pane che ce sèrve e armìttece li dibbete, coma facéme noje nghe li debbeture nustre e nge cunnùce ‘ntentazione, ma sullìvece da lu male’. Se perdunéte all’ùmmene li colbe che te’, lu Padre celèste perdone pure a voje; ma se nun perdunéte all’ùmmene, neanche lu Padre vostre perdunarà li colbe vustre”. (Matt. 6, 5-13). Bruno Di Pasquale, giornalista e scrittore, già insegnante nelle scuole elementari, ha dedicato diverse ricerche al dialetto teramano. Conoscere qualche termine della parlata degli antichi, spiegarne la storia, chiarirne il significato, è ormai scienza per pochi. In Abruzzo abbiamo avuto insigni studiosi, come Ernesto Giammarco e Marcello de Giovanni, entrambi scomparsi. A Roseto, negli anni Sessanta, è stato attivo l’Istituto Dialettologico dell’Università de L’Aquila, che ha svolto un ruolo importante nello studio e nell’insegnamento del dialetto, prima del livellamento linguistico imposto dalla televisione. Perciò tutti i tentativi di far rivivere l’antica lingua, che affonda le sue radici nella storia ed è ricca di stratificazioni, di immagini, di fantasia, di poesia, sono benemeriti. Bruno Di Pasquale ha già tradotto in dialetto teramano un classico della letteratura per l’infanzia e non solo, “Il piccolo principe”, di Antoine de Saint-Exupéry, diventato “Lu Princepe Zulle”, con le illustrazioni originali di Michelangelo Mammoliti (Riccardo Condò Editore, Popoli). Presso lo stesso editore è ora uscita la “tra-
duzione” del Vangelo secondo Matteo, (“Lu Vangèle de Matteo”), da cui abbiamo tratto il brano iniziale. E’ una resa suggestiva e popolare, alla portata di tutti. Un solo esempio: “Quande preghéte, nen ‘ciavajéte come li pagane”. Ecco il testo latino: “Orantes autem nolite multum loqui sicut ethnici” (“Quando pregate non parlate molto come i pagani”) e la versione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana : “Pregando, non sprecate parole come i pagani”. Nella “traduzione” di Bruno Di Pasquale, i pagani, da “chiacchieroni” e “sprecatori di parole” diventano, con una straordinaria trovata linguistica, “balbuzienti”, balbettano. I greci chiamavano “barbari”, cioè “balbettanti”, gli stranieri, che non riuscivano ad esprimersi nella loro lingua. I “pagani” di Montepagano. Se c’è una parola che ha dato fastidio agli studiosi (e resta ancora misteriosa per molti aspetti) è proprio “pagano”. Che significhi “adoratore degli idoli”, “politeista”, “non cristiano” è fuori di dubbio. Perché? Qual è l’etimologia del termine? E che c’entra con Montepagano? Il Vangelo di Matteo, come abbiamo visto, chiama i pagani, con termine greco e latino, “ethnici”, cioè appartenenti ad un “ethnos”, a un popolo, a una “nazione”, a una “gens” (i “gentili”, contro cui si scagliavano i cristiani). Ugualmente incerta è l’origine del toponimo “Montepagano”, derivante da Pagano, conte abruzzese al tempo dei longobardi (Palma) o perché il luogo fu edificato dai “Saraceni, ovvero Pagani”, al seguito del “crudel Barbarossa” (“Cronica” di Cristoforo Scanello, 1571). “Pagano” è considerato un termine spregiativo, che si afferma nel IV-V secolo d. C. (ma era diffuso anche prima), per indicare, secondo i cristiani, un devoto dell’antica religione, che, a seguito delle persecuzioni e delle leggi imperiali, si era rifugiato in un “pagus”, cioè in un villaggio di campagna. E’ tuttavia strano che i non cristiani siano stati definiti contadini. Perciò qualcuno capovolge la spiegazione. Erano gli adoratori dell’antica religione, che conservavano i riti tradizionali nei villaggi di campagna, a definirsi, con una punta di orgoglio, “pagani”.
UN SAGGIO DI VINCENZO DI MARCO SUL FILOSOFO LEVINAS “Emmanuel Lévinas. L’epifania del volto” (Pazzini Editore, 2016) è il recente lavoro di Vincenzo Di Marco - docente nei licei, presidente del Centro Studi “Vincenzo Filippone-Thaulero e Cultore di Estetica presso l’Università degli Studi “D’Annunzio” di Chieti - dedicato a Emmanuel Lévinas (Kaunas, Lituania 1906 – Parigi 1995), considerato uno dei più grandi pensatori del Novecento. Anche la sua vita è stata segnata dalle vicende del secolo della Shoa, ha perso alcuni familiari nei campi di sterminio. La sua speculazione filosofica si colloca nel solco della tradizione metafisica occidentale, che inizia con i Greci. “Lévinas è stato un critico acerrimo e spigoloso – scrive Vincenzo Di Marco nella Premessa – di questa tradizione filosofica, non nascondendo che le erronee impostazioni teoretiche che molto spesso si ritracciano al suo interno sono all’origine di guasti irrimediabili in campo etico e politico”. (M. G.)
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37° CORSA DEI POLLI
IN TANTI ANCHE DA ROSETO
Appuntamento questa domenica a San Vittore di Cesena dove i dipendenti dell’azienda avicola Amadori di Mosciano Sant’Angelo per partecipare ad una bella manifestazione di solidarietà
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na bella mattina di festa aperta a tutti, podisti competitivi e famiglie al completo: domenica 10 aprile è in programma la 37esima “Cursa di Poll” a San Vittore di Cesena, organizzata dalla Podistica San Vittore – Pida e Sanzves in collaborazione con Amadori. La Corsa dei polli è un appuntamento storico che, dal 1979, coinvolge podisti da tutta la Romagna e non solo, fino a registrare 3.000 partecipanti nella passata edizione. La corsa competitiva, iscritta nel calendario ufficiale UISP Endas Scarpaza, si svolge su un percorso di 17 km, con la dura salita su Via Gualdo e Via Rio Casalecchio, e la discesa a fianco della storica Villa Silvia a Lizzano. Chi preferisce camminare o correre in tranquillità, può scegliere uno dei tre percorsi aperti a tutti, da 17 km, 7 km o 3 km, sulle belle colline di San Vittore. L’iscrizione (10 euro per la competitiva, 2,50 euro per le altre) può essere effettuata anche sul posto il giorno stesso. E, all’arrivo, l’intero quartiere di San Vittore, insieme all’azienda Amadori, scende in campo con musica, giochi per bambini, panino, salsiccia e
sangiovese per tutti, per vivere un momento di festa insieme. Anche quest’anno lo sport va a braccetto con la solidarietà: parte dell’incasso sarà devoluto all’associazione Anffas Cesena per la realizzazione del parco giochi “Play for all” all’interno della “Fattoria dell’ospitalità” a Diegaro, un progetto di accoglienza per le persone disabili e per tutta la città: anche una quarantina di ragazzi dell’Anffas parteciperanno alla Corsa dei Polli, accompagnati da familiari e volontari. Amadori, da sempre sponsor dell’evento, parteciperà con la propria squadra di corridori e camminatori, i “Peopoll Runners”: l’anno passato furono circa 400 i dipendenti Amadori presenti - tra operai, impiegati, dirigenti, compresi atleti provenienti dalle sedi di Santa Sofia e Mosciano Sant’Angelo - e quest’anno si prevede una partecipazione ancora più ampia, visto che già 400 persone hanno confermato la propria adesione, tra cui ben 200 provenienti dalla sede teramana. Da Roseto partiranno in 30. Sono lavoratori e lavoratrici che hanno sposato la causa della solidarietà e per trascorrere una giornata in allegria, diversa dal solito.
LA SCUOLA MEDIA D’ANNUNZIO A PERUGIA, TRA ARTE ED INDUSTRIA DOLCIARIA
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rande soddisfazione degli alunni delle classi prime della Scuola Media D’Annunzio di Roseto. Il viaggio d’istruzione con destinazione Perugia, avvenuto il 31 marzo scorso, ha appagato tutti i partecipanti sia dal punto di vista culturale che laboratoriale. La visita alla città ha fatto riscoprire e consolidare le conoscenze artistiche e storiche trasmesse attraverso lo studio dei testi. La Rocca Paolina, il Palazzo dei Priori, la Cattedrale di San Lorenzo, la Fontana Maggiore, l’Arco di Augusto, il Collegio della Mercanzia
e del Cambio sono state le tappe più significative del percorso. Che dire della discesa dal centro della città alla stazione dei pullman per mezzo del “Minimetrò”? Alla “Casa del cioccolato” della Perugina il piacere tattile che il cioccolato regala è unico. Gli alunni, sotto la guida del cioccolatiere, hanno prodotto con le proprie mani dolcetti deliziosi. Hanno mostrato curiosità, senso di responsabilità, attenzione a tutto ciò che li circondava. Seguiti e sostenuti dai loro accompagnatori, ricorderanno a lungo la bella esperienza vissuta insieme.
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Via Accolle 18 Roseto degli Abruzzi (TE) Tel. 085-8930487 Fax 085-8931818 info@diodoroecologia.it
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foto: Andrea Cusano
UNA VITTORIA PER I PLAYOFF:
VIETATO MOLLARE!
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Domenica 10 aprile arriva Ravenna. Il Presidente Cimorosi suona la carica
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Daniele Cimorosi e Alex Petrilli
l Roseto è a due soli punti dalla conquista dei playoff: obiettivo al quale credevano, ad inizio stagione, solo il patron Peppe Di Sante e il presidente Daniele Cimorosi. Che dopo lo scivolone esterno di Ferrara (32 punti subiti nel solo primo quarto) ha incontrato la squadra, per motivarla e spingerla a non mollare proprio a un passo dal sogno. Cimorosi ha spiegato l’importanza del momento: «All’inizio del campionato, noi avevamo uno Scu-
Tony Trullo
detto da vincere: quello della salvezza. Bene, finora ne abbiamo vinti due, perché oltre a salvarci con molto anticipo abbiamo riportato il grande pubblico al PalaMaggetti. Però, date queste premesse, io ho detto alla squadra che adesso sarebbe stupido e criminale gettare tutto alle ortiche e non conquistare i playoff, mollando proprio quando più conta». Il Presidente ha poi avuto parole importanti anche per la Roseto cestistica: «Noi giochiamo per i colori di un posto in cui la pallacanestro c’è da oltre un secolo. Noi passeremo, Roseto e la sua gloria cestistica rimarranno. E allora voglio dire a tutti i componenti della squadra che, grazie a quello che di grande e importante faranno per Roseto, avranno più visibilità mediatica, più possibilità di giocare in categorie superiori e quindi più possibilità di spuntare migliori contratti». Insomma, tutti uniti per un ulteriore, grande e insperato traguardo. La partita della certezza
Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere
matematica può essere già quella di domenica 10 aprile, la terzultima prima del termine della stagione regolare, quando al PalaMaggetti arriverà il Ravenna dell’ex Matteo Malaventura e del giocatore Michael Deloach: il più inviso alla tifoseria rosetana. Il team manager rosetano Alex Petrilli e il suo omologo ravennate hanno ben lavorato e Deloach ha chiesto scusa per le passate incomprensioni. Il Presidente Cimorosi ha chiesto a tutti i tifosi di guardare avanti e di pensare solo al Roseto, senza rivangare inutili tristi ricordi che potrebbero solo danneggiare il cammino della squadra verso i playoff. Crediamo sia la scelta migliore e più saggia, nel rispetto della tradizione cestistica rosetana e per proseguire nel migliore dei modi un’annata finora eccezionale.
Pierpaolo Marini
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LUKE RECKER: IL PISTOLERO
Benny, figlio del tiratore del Roseto 2003/2004, ha incontrato Steph Curry
ucas Recker – Luke per il basket – arrivò a Roseto nella stagione 2003/2004. Enzo Amadio era appena andato a Pesaro e a Vittorio Fossataro toccò una incombenza da far tremare i polsi: ripartire nella massima serie in qualità di “presidente traghettatore”, dopo la parentesi Tulli durata lo spazio di una presentazione. A novembre tornò Martinelli, con Alcini, Cimorosi e gli altri soci, ma dall’estate all’inverno fu molto dura mettere in piedi la squadra e far partire un campionato praticamente senza coperture, o quasi. Il coach chiamato a Roseto fu Luca Dalmonte, che per il ruolo di esterno tiratore scelse Recker, classe 1978 di Luke Recker 197 cm, secondo molti destinato a una carriera in NBA, se nel derbyssimo contro Teramo del 2004 un incidente automobilistico non gli avesse segnato l’esistenza, campionato nel Lido delle Rose ebbe permettendogli comunque una digni- 3 allenatori (Luca Dalmonte, Andrea tosa carriera euMerletti e Neven ropea. In Italia, Spahija), giocò 32 Recker giocò a gare, durante le Roseto e a Livorno quali fu impiegato nel 2005/2006, 31,5 minuti, seallenato da coach gnando 17,2 punti Paolo Moretti. Le e catturando 2,8 altre stagioni le rimbalzi. Quel Ropassò in Spagna. seto, che dopo le Una carriera tutto prime tre stagioni di sommato breve, Serie A1 consecutiprima di ritirarsi ve fu il primo a non e stabilirsi a Iowa giocare i Playoff City, dove vive con Scudetto, fu però la splendida moamatissimo perché glie Megan, la fivinse entrambi i priglia Avery di 7 anni mi storici derbyssie il figlio Benny di mi di Serie A contro Benny Recker e Steph Curry 5. Recker, che nel il Teramo e fu cor-
saro a Pesaro (il famoso epilogo: “Scarone da tre... passi”). Luke fu il pistolero del Roseto capace di tirare con il 40,9% da 3 punti, tentando quasi 8 triple a partita (Bryon Allen, oggi, tira quasi 7 volte a partita, con il 37% da oltre l’arco ed è il migliore degli Sharks). Il ricordo più bello è quello del 18 gennaio 2004, in occasione del primo storico derbyssimo vinto 99-79 dal Roseto. In quella gara, Recker fu il cannoniere rosetano con 29 punti, tirando 8/14 da 3 (57,1%) e infilando 6 triple su 7 nel solo primo quarto (con Roseto che totalizzò 9/10). Su YouTube, grazie a Daniele Francani, esiste un indimenticabile video di 1 minuto e 42 secondi, cercando “Pioggia di Triple [Euro Roseto - Teramo Basket]”. Qualche settimana fa, Luke ha portato il figlio Benny, amante del fromboliere Steph Curry (buon sangue non mente), in Minnesota a vedere la partita NBA fra i Timberwolves e Golden State Warriors. A fine partita, d’obbligo la foto del piccolo Benny con il suo idolo Curry, che Luke ci ha inviato insieme ai saluti da dare a tutti i tifosi del Roseto, felice che gli Sharks siano rinati e combattano per un posto nei playoff di A2.
Bonaccorsi, Recker, Martinelli, Di Marco e Alcini brindano al derbyssimo di ritorno vinto
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RICORDI ROSETANI DA VICENZA Mario Norante, fratello del compianto maestro elementare Donato (a sua volta padre di Antonio), è un colonnello dell’Esercito, in pensione con il grado di generale. Vive a Vicenza e a Pasqua è stato una settimana a Roseto degli Abruzzi. Ci ha lasciato queste foto, da condividere con i lettori che vivono nella sua amata città natale.
Anno 1948. Classe seconda elementare della Maestra Addari. In piedi, da sinistra, il quarto è Mario Norante.
CarteGiunco Roseto 1957/1958 Juniores, secondo classificato. Da sinistra: Angelini, Stagno, Fidanza, Bruscia, Cozzolino, Bacchetta, Di Pasquale, Ippoliti, Norante.
Il 9 aprile a Montepagano
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IL GIUSTO GUSTO
’Associazione culturale “Vecchio Borgo”, il B&B “La nostra magione” e D.one Ristorante diffuso, in collaborazione con la Proloco Montepagano, MSP Italia e con il Consorzio Colline Teramane, grazie al patrocinio del Comune di Roseto; presentano “Il Giusto Gusto”: la quinta edizione della manifestazione che prevede la preparazione di prodotti tipici, sulla base di ricette che rispecchiano l’antica tradizione abruzzese. Quest’anno l’evento si svolgerà sabato 9 aprile 2016 presso i locali siti a Montepagano, in via Piane dei Santi, 16. Il tema de “Il Giusto Gusto” sarà la Mazzarella: involtini di agnello avvolta in foglie di indivia legati con budelline dello stesso agnello. Chiamata anche, in base ai diversi dialetti locali Tuncenelle (a Chieti) e Marro (a L’Aquila); la Mazzarella è il primo “obbligatorio” del
pranzo pasquale nella tradizione abruzzese. In passato, i pastori le portavano con sé durante le lunghe transumanze perché cibo economico, sostanzioso e soprattutto comodo da consumare. Qualcuno ha definito le Mazzarelle uno street food dell’epoca. Programma: Ore 18:00 – “L’aristocrazia gastronomica in Abruzzo” a cura del prof. Ezio Sciarra; “L’igiene nella preparazione delle Mazzarelle abruzzesi” a cura del dott. Crescenzo Allegretto – AUSL Teramo Ore 19:00 – Concorso Ore 20:00 – Degustazione vini e altro, Consorzio Colline Teramane, D.One Ristorante diffuso. L’evento sarà allietato dalla musica dal vivo del Quintetto Cameristico Deltensemble e i convegni del pomeriggio saranno moderati dalla dott.ssa Nuccia De Angelis.
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SOGGIORNI TERMALI
ECCO LE PROPOSTE DI QUEST’ANNO Varato dal Comune di Roseto il programma 2016. Quattro località per un totale di 150 anziani. Si parte con Riolo Terme a maggio e si finisce a Montecatini il 24 giugno. Ogni soggiorno avrà la durata di 12 giorni
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resentato dal Comune di Roseto il programma per i soggiorni termali per anziani, articolati in turni di 12 giorni ciascuno, nei seguenti periodi e per un numero massimo di 150 anziani: • Riolo Terme, dal 23 maggio al 3 giugno (ritorno 4 mattina); • Salsomaggiore Terme, dal 6 al 17 giugno (ritorno 18 mattina); • Caramanico Terme, dal 13 al 24 giugno (ritorno 25 mattina); • Montecatini Terme, dal 13 al 24 giugno (ritorno 25 mattina). Possono partecipare gli anziani residenti nel Comune, autosufficienti, già pensionati e coloro che, per sopravvenuta invalidità, non esercitano attività lavorativa. E’ ammessa la domanda anche del coniuge di un richiedente pensionato che, pur non percependo alcuna pensione, abbia compiuto il sessantesimo anno di età e non svolga alcuna attività lavorativa. La quota individuale di partecipazione è fissata nelle seguenti misure, del richiedente e del coniuge (come risulta dalla dichiarazione dei redditi – unico/730 o dai relativi certificati di pensione/ CUD, nel caso che l’interessato non sia tenuto alla presentazione della dichiarazione): • € 110,00 - reddito complessivo al lordo delle deduzioni ed oneri deducibili non superiore a € 7.747,00 • € 190,00 - reddito complessivo al lordo delle deduzioni ed oneri deducibili da € 7.748,00 a €15.493,00 • € 230,00 - reddito complessivo al lordo delle deduzioni ed oneri deducibili da € 15.494,00 a € 20.658,00 • € 350,00 - reddito complessivo al lordo delle deduzioni ed oneri deducibili superiore a € 20.659,00 Le istanze di partecipazione, (secondo il modello predisposto dall’Ufficio), dovranno essere presen-
tate direttamente allo Sportello U.R.P. (piazza della Repubblica Palazzo Comunale P.T.) che rilascerà ricevuta, nei giorni appresso indicati: Riolo iscrizione giorno 26 aprile 2016 dalle ore 9,00 alle 13,00 dalle ore 16,00 alle 18,00; Salsomaggiore iscrizione giorno 27 aprile 2016 dalle ore 9,00 alle 13,00 dalle ore 16,00 alle 18,00; Caramanico iscrizione giorno 28 aprile 2016 dalle ore 9,00 alle ore 13,00 dalle ore 16,00 alle 18,00; Montecatini iscrizione giorno 29 aprile 2016 dalle ore 9,00 alle 13,00 dalle ore 16,00 alle 18,00. Non è consentita la partecipazione a più di un soggiorno in alcun caso. L’ammissione al soggiorno per i posti disponibili di ciascun turno avviene sulla base di apposita graduatoria che verrà stabilita dall’Ufficio suddividendo le domande pervenute nelle quattro fasce di reddito e collocandole in ciascuna fascia secondo l’importo del reddito, a partire da quello più basso. Quindi verrà presa in considerazione, ai fini dell’ammissione, una quota uguale di anziani per ogni fascia fino alla concorrenza del numero totale degli utenti da ammettere al servizio. Nel caso in cui, in una fascia non risulta un numero sufficiente di anziani iscritti, la quota residua verrà ripartita tra le altre fasce. Le domande in esubero, oltre quelle ammesse e quelle presentate fuori termine, faranno parte di una lista di attesa per eventuali sostituzioni in caso di rinuncia o di impedimento dei beneficiari. Al versamento della quota di partecipazione dovrà provvedersi immediatamente a richiesta dell’Ufficio e comunque prima della partenza, mediante versamento su apposito c/c postale. L’Ufficio Affari Sociali, (sig.ra Dezi) in tutti i giorni feriali dalle ore 9,00 alle ore 13,00 ed anche dalle ore 16,00 alle ore 18,00 del martedì e del giovedì, fornirà le informazioni necessarie per una corretta compilazione della domanda.
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III serie
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PIETRO D’ELPIDIO
È STATO UN GRANDE LAVORATORE CHE HA PENSATO QUASI ESCLUSIVAMENTE A FAR CRESCERE LA SUA ATTIVITÀ, CONDIVISA OGGI CON I TRE FIGLI. EPPURE I SUOI RICORDI AFFONDANO NELLE VICENDE DELLA II GUERRA MONDIALE, QUANDO UNA SCHEGGIA PER POCO... di William Di Marco DOPO LE ELEMENTARI FREQUENTATE A VOLTARROSTO, IL PICCOLO PIETRO SEMBRAVA DESTINATO ALLA VITA DI CAMPAGNA. POI ARRIVARONO I LAVORI NELLA FABBRICA MONTI E COME APPRENDISTA FU ASSUNTO IN UNA DITTA DI IMPIANTI ELETTRICI: DA QUEL SETTORE NON NE È PIÙ USCITO. NEGLI ANNI HA VISTO CRESCERE SOTTO IL PROFILO URBANISTICO MOLTE CITTADINE, MA NELLA SUA MENTE RIMANGONO IMPRESSE LE TANTE OCCASIONI PERSE DA ROSETO PER DIVENTARE UNA IMPORTANTE LOCALITÀ TURISTICA
ricordi D Pietro D’Elpidio
a qualche parte si nasconderanno gli dei, quelli dell’antichità classica. Non è possibile che tutto fosse così legato alla sola fantasia o all’invenzione pura di chi se li immaginava sopra gli uomini, abitatori di montagne sacre come l’Olimpo oppure degli inferi delle celate necropoli!. Per qualcuno di loro, oltretutto, era anche più difficile nascondersi, dato che rappresentava la luce vera. Certo, quando si parla della massima espressione di queste divinità viene in mente il greco Zeus o il latino Giove o ancora l’etrusco Tinia: tutti impersonavano la potenza massima e quindi il bagliore. Ma proprio il bagliore è una di quelle cose che fuoriesce anche dagli ordigni, cioè da quelle bombe che spesso sono causa di morte e distruzione. Pietro D’Elpidio, il piccolo bambino che correva lungo le pianure del Vomano, era ancora un fanciullo, ma quel chiarore e quel rumore assordante delle esplosioni se li ricorda “come se fosse ieri”. È lui stesso a sottolinearlo, mentre con lo sguardo si perde nella notte dei tempi e la mente ritorna per un attimo alla II Guerra Mondiale. I tedeschi in fuga dovevano far saltare il ponte di Fontanelle una volta superato, ma gli Americani li avevano preceduti. Anche loro cercavano di rallentare la corsa dei nemici. Così una squadriglia si abbassò e bombardò il passaggio. La casa della famiglia di Pietro era distante un paio di chilometri dallo sganciamento, eppure una scheggia abbastanza grossa sfiorò il bambino che per poco non ci rimase secco. Quegli ordigni, quelle luci che si diffondevano nel cielo, soprattutto di notte, saranno rimaste impresse nella mente del ragazzino che negli anni un nesso con il folgore lo trovò, appena ebbe modo di cominciare a lavorare. E dopo un breve periodo in campagna ad aiutare la zia nella zona di Santa Petronilla, ebbe l’occasione per trovare quella che sarebbe diventata l’attività della sua vita. Dovevano costruire gli impianti elettrici nella nascente fabbrica di Monti e il piccolo Pietro si fece avanti e poco più che tredicenne,
trovò lavoro nell’impresa pescarese che curava tutte le linee elettriche. Non era affatto esperto del settore e di suo aveva solo la voglia di imparare e di cogliere al volo quello che il boom economico stava offrendo all’Italia intera e anche a una Roseto in continua crescita. Arrivò presto la piccola impresa, poi un magazzino, dopo ancora un negozio, l’impiantistica, il capannone. Il suo nome, che contraddistinguerà l’elettricità di quella famosa “luce” d’ispirazione iniziale, diventa sinonimo di questo settore per gran parte della provincia teramana e non solo. Saprà aggiornarsi negli anni, dando sempre una svolta alla propria attività, per poi coinvolgere tutti i figli che oggi lo affiancano in questo viaggio iniziato agli albori degli anni ‘60 del secolo scorso. La sua esistenza è stata abbinata soprattutto al lavoro e alla famiglia, con pochi passatempi, se non la passione per una barca e per il pattinaggio, sport che lo ha coinvolto anche grazie all’interessamento della figlia Annalisa. Della sua città conosce molte cose, anche di quelle opportunità che potevano essere colte e che invece sono sfumate per una miope visione di chi aveva la possibilità di decidere per il bene collettivo. A questo punto ascoltarlo diventa un obbligo, almeno per noi. Notaresco, ma per poco. Si riferisce alla mia nascita e le spiego come andarono le cose. La mia famiglia abitava alla pianura di Guardia Vomano, esattamente in contrada Silvetta, la zona di fronte al bivio che va a Notaresco, verso il fiume. Nacqui lì il 1° agosto 1938. Mio padre faceva il contadino e lavorava i terreni della famiglia Savini. Mia madre gli dava una mano, ma soprattutto stava a casa per accudire gli otto figli. La prima era Lina (nata il 1411-1929) e a seguire venivano Lucia, Pasquale, Giuseppina, Amalia, io, Bruno e Checchina. D’altronde quei luoghi specifici dove abitavamo noi erano pieni di altri D’Elpidio, tutti un po’ imparentati l’uno con l’altro. Tuttavia la mia permanenza
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Roseto, fine anni ‘40, Scuola Elementare di Voltarrosto. Il piccolo Pietro D’Elpidio è indicato dalla freccia. Il maestro di allora era Alfredo Proti
La Spezia, 1959. Pietro D’Elpidio durante il periodo trascorso in Marina Livorno, 1959. Pietro D’Elpidio sulla nave Isonzo
in quella zona durò fino all’età di sei-sette anni. Poi mi trasferii direttamente a Roseto, da una mia zia che abitava a S. Petronilla e aveva delle terre vicino il Vomano. Era il periodo della scuola. Andiamo con ordine. C’era sì la scuola, ma anche la guerra. È vero, tant’è che la I Elementare la feci a Guardia Vomano, ma le lezioni furono interrotte per via del fronte tra Tedeschi e Alleati. Ricordo molti episodi della II Guerra Mondiale, veramente come se fossero accaduti ieri. Eravamo dei bambini, ma tutto quello che successe in quei mesi fu un condensato di paura e di immagini molto dure. I Tedeschi erano di una violenza inaudita. Devo dire che con gli abitanti del posto non si prestavano a brutalità gratuite, ma se non obbedivi ai loro ordini, erano guai. Una volta vidi un ufficiale a cavallo; apparteneva alle SS, si avvicinò a un suo militare e dall’alto della sua postazione gli sferrò un calcio così violento che al malcapitato uscì il sangue dall’orecchio. Facevano paura solo a guardarli e noi piccoli eravamo terrorizzati. Alle volte vedo dei film ambientati in quel periodo e la prepotenza che viene rappresentata forse non dà il vero senso di ciò che erano capaci di fare le SS. Erano addestrati per non avere pietà di nessuno e nel tempo ho capito che quelle persone lì potevano fare solo la guerra. Un’altra volta rischiai veramente tanto. Il fronte andava spostandosi e le truppe germaniche non si ritiravano tanto sulla costa, perché facile preda dei bombardamenti. Cercavano di passare dalle colline, anche perché erano più riparati dagli alberi e boschi, allora più presenti. Così da Atri scesero per il Vomano, attraversarono il ponte a Fontanelle e si diressero verso Notaresco. A quel punto una squadriglia di aerei americani bombardò la zona e una scheggia, nonostante fossimo un po’ lontano dal punto dove caddero le bombe, arrivò fino a casa nostra e mi sfiorò. Se fossi stato colpito, sarei sicuramente morto. E quel pellegrinaggio alla Chiesa di S. Tommaso? Quello avvenne dopo, ma prima ci sono ancora altri ricordi della guerra. I Tedeschi si accampavano nelle nostre abitazioni e facevano razzia di tutto. Gli animali che avevamo, soprattutto le mucche, cercavamo di toglierle dalla stalla e portarle vicino il corso d’acqua, nascondendole. Rimanevano per giorni interi sotto le grandi querce, aspettando il passaggio delle truppe. Ma ho anche un ricordo nitido degli sfollati. Ne erano veramente migliaia e provenivano in particolar modo da Pescara, Francavilla e soprattutto Ortona. C’erano tante persone in fila che camminavano lungo la S. S. 150 con i
Roseto, 28 aprile 1968, chiesa di Ss Maria Assunta. Pietro sposa Lucia Ginoble
carretti. Portavano dietro il necessario e fuggivano dai loro paesi. È un po’ quello che si vede in televisione sulla Siria di oggi, compreso le distruzioni. E lì che vale la pena ricordare il pellegrinaggio che mia zia fece, insieme ad altri, al santuario di S. Tommaso a Ortona. Andammo con un carro bestiame e quando passammo per Pescara ma soprattutto Ortona, vidi la vera distruzione della guerra. Non c’era un edificio integro e tutto era stato bombardato. Adesso riprendiamo con la scuola. Come ho già ricordato, dopo la I Elementare, mi trasferii a Roseto da mia zia. A Voltarrosto frequentai tre classi e la scuola era di fronte dove oggi c’è una rivendita di attrezzi per l’agricoltura, nella casa di Petrei. L’ultimo anno, invece, lo feci in un’abitazione vicino a dove oggi c’è il semaforo. Mi ricordo che la statale non era asfaltata e passavano pochissime auto e camion, questi ultimi quasi tutti dei Dodge lasciati dagli Americani. I compagni di allora erano Mimì Vannucci, Gino Ferrara, Dante Di Marco, Di Gianvittorio ed altri. Finite le Elementari, iniziai subito a lavorare. Aiutavo mia zia nei campi, dal momento che abitavo con lei, ma quel periodo non durò tantissimo. Era il 1951, stava per aprire la Monti Confezioni e c’era bisogno di interventi per convertire la produzione. Così andai a cercare lavoro da una ditta di Pescara, la Ife di Spagnoli e Mancinelli, che faceva gli impianti elettrici. Mi presero e da quel settore non sono più uscito. Svolgevamo molti lavori soprattutto a Pescara, dove stavano sorgendo palazzi nuovi e case private, dopo la distruzione della guerra. Era un’edilizia diversa? Se ci penso mi viene da sorridere. Prendiamo l’esempio del ponte del Vomano tra Roseto e Scerne. Fu costruito tutto manualmente, con i mattoni che venivano trasportati con i carri trainati da cavalli, caricati a mano e scaricati nello stesso modo. La stessa cosa vale per gli argini, con tantissime persone che portavano il materiale di risulta con la semplice carriola. Occorreva un tempo biblico, ma siccome a lavorare erano in molti, ecco che tutto veniva accelerato. Sembravano tante piccole formiche all’opera. Anche nei cantieri dov’ero io si faceva tutto a mano. I sacchi di cemento, i laterizi si portavano da un piano all’altro. Non c’erano le gru odierne e ancora non erano diffusi i montacarichi. Insomma, veramente un’altra era. Quando iniziò l’attività in proprio? La linea di demarcazione fu il servizio militare. Rimasi con la ditta fino a quando non mi chiamò la Marina per 26 mesi,
ricordi
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Roseto, 1968. Pietro con la prima macchina da lavoro, una Fiat 500 Giardiniera. Ne avrà tre uguali
Roseto, Natale 1972. Foto della famiglia D’Elpidio. Da sin. Pietro con in braccio Adriano, Danilo (sotto) e mamma Lucia Ginoble con in braccio la piccola Annalisa
anche se di effettivi ne feci due in meno. Dopo Taranto, fui trasferito a Roma e infine imbarcato su una nave cisterna che portava l’acqua nelle zone dove non c’era la rete idrica. Così andavamo spesso in Sardegna, in modo particolare a Stintino, all’Asinara, poi all’Isola del Giglio e di quella esperienza ricordo delle vere e proprie abbuffate di aragoste: belle, grandi e polpose. Quando finii la leva, e siamo nel 1960, dopo alcuni lavoretti in proprio, aprii subito una ditta individuale. La sede era in via Nazionale, a fianco il salone Triozzi. C’erano tre vetrine e la terza era occupata dalla rivendita di Nicola Messina. Avevo anche un piccolo deposito di materiale elettrico, ma il mio forte erano gli impianti. Cambia anche casa. Sì, perché da S. Petronilla, zona fiume Vomano, mia zia compra un appezzamento in contrada Marina, vicino ai camping sud. Facemmo una casa, che poi negli anni ho ampliato. Intanto l’attività andava bene e le case in costruzione aumentavano. Incominciai ad avere degli operai, fino a formare una squadra di quindici addetti che erano impegnati un po’ in tutta la provincia. Erano gli anni del boom economico e le opportunità erano veramente tante. In merito a queste grandi opportunità di quegli anni, mi sovviene sempre quello che vidi con i miei occhi. Dalla Romagna era arrivato un tecnico, era un geometra, che attraverso anche dei finanziamenti pubblici, stava costruendo una serie di hotel a Giulianova e ad Alba Adriatica. Era uno molto in gamba e lo si vedeva da come predisponeva gli spazi interni. Nel tempo i suoi alberghi non hanno subito modifiche, tanto erano strutturati in modo razionale. Sapeva benissimo dove dovevano essere collocati le cucine, il bar, le camere, la hall e tutti gli altri spazi. Molte altre strutture similari, fatte anche da ingegneri e grandi progettisti, sono state nel tempo modificate perché non predisposte in modo adeguato. Per quel tecnico romagnolo, invece, tutto era molto più facile, in quanto era un vero esperto del settore. Ebbene, questo signore fece carte false per poter costruire una decina di alberghi a quattro stelle a Roseto. Sono cose che so per certo, anche perché lui era innamorato delle nostre zone e soprattutto della città delle rose. Aveva individuato l’area appena a nord dell’abitato, che allora si fermava nei pressi dell’hotel Bellavista, ma i nostri amministratori non vollero sapere nulla. Erano pronti i finanziatori e c’erano anche i sovvenzionamenti a fondo perduto, ma tutto rimase lettera morta. Quella sì che fu un’occasione buttata al
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Roseto, anni ‘70, Hotel Bellavista, matrimonio di Vincenzo Pulcini. Da sin. Antonio Leoncini, Alvaro Di Febo, Erardo Triozzi, Dino Di Marco, Renato Di Francesco (sotto), Pietro D’Elpidio, Vincenzo Zeppilli (in piedi), Franco Bruni e Luigi Mazzone
vento, in modo particolare se si pensa al livello ci accoglienza che si voleva importare nel nostro turismo. Intanto l’attività si ingrandisce. Dalla prima sede, mi spostai al palazzo vicino del condominio Doria. Comprai un negozio e nel frattempo in via Manzoni avevo un magazzino per le attrezzature, dal momento che continuavo a fare gli impianti. Questo mi portò a costruire un capannone nella zona industriale di Roseto e a comprare una casa a un piano, sempre in via Nazionale al numero civico 315, dove ho ancora oggi l’attività. Negli anni ho ampliato la sede, ho ceduto la società d’impiantistica ai miei operai e ho preso in affitto un capannone di Branella per il materiale più grande da cantiere. Oggi la sua famiglia è con lei al lavoro. Intanto devo dire che mi sono sposato il 28 aprile 1968 con Lucia Ginoble. Abbiamo avuto tre figli, Danilo nato l’11 febbraio 1969, Adriano (25-11-1970) ed Annalisa (8-10-1972). Oggi tutti e tre sono con me nell’attività e questo mi fa molto piacere. E il tempo fuori dal negozio come lo ha passato? Di tempo ne ho sempre avuto poco, perché il lavoro mi ha assorbito quasi interamente. Tuttavia sono stato socio del Circolo Nautico, spinto dall’ingegnere Elicio Valentini. Ho anche una piccola barca, ma ci vado poco. Poi sono stato coinvolto anche nella società di pattinaggio La Paranza, grazie anche all’impegno di mia figlia. Roseto per lei vuol dire... Moltissimo, ho realizzato tutto in questa città, anche se penso sempre alle occasioni perdute! Roseto negli anni ‘50 e ‘60 era una vera perla e quel salto qualitativo purtroppo non l’abbiamo mai fatto. Le colpe sono tante, anche se la politica ha le sue grandissime responsabilità. Sembra che questo paese non interessi a nessuno. I giovani la convincono? Molto dipende dalle famiglie. Una cosa è certa: non li vedo motivati e questo non è un bel segno. Adesso il nostro protagonista esce dal racconto e riprende il suo aspetto abituale, di persona pacata e tranquilla con la quale è difficile non andare d’accordo. È una delle poche che ha una visione d’insieme di come vanno affrontati i problemi. D’altronde i tanti anni passati nei cantieri gli hanno dato una esperienza unica. Ora aspetta la chiusura del negozio. Poi via con la bicicletta verso casa. È forse l’unico mezzo al quale non rinuncerebbe mai.
Pubblicati: 1 - Mario Giunco; 2 - Luigi Lamolinara; 3 - Anna Maria Rapagnà; 4 - Domenico Cappucci; 5 - Domenico Osmi; 6 - Armando Di Giovanni; 7 - Enzo Corini; 8 - Antonio Palmieri; 9 - Cassiodoro Di Sante; 10 - Dino Di Giuseppe; 11 - Leone Marini; 12 - Lorentina Iezzi; 13 - Vittorio Centola.
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GRAZIE AL LIBRO “I RICORDI DI EIDOS - II SERIE” L’ASSOCIAZIONE CERCHI CONCETRICI PROMOTOR
DONA DUE STAMPANTI E UN “COMBI” ALLA BIBLIOTECA COMUNALE I proventi della vendita del volume scritto da William Di Marco sono serviti per un nuovo atto di “bongenismo”
È
stata presentata alcuni giorni fa, in un’apposita conferenza stampa in Municipio, l’ennesimo atto di bongenismo effettuato da parte dell’Associazione “Cerchi Concentrici Promotor” a favore della collettività rosetana. Mediante i soldi raccolti dalla vendita del libro “I Ricordi di Eidos– II serie” (Verdone Editore, Castelli, 2015), scritto dal docente William Di Marco, sono state donate due stampanti-fotocopiatrici a colori e un “Combi”, un apparecchio utilissimo che consente di convertire delle videocassette (di cui la biblioteca ne ha in catalogo circa 5.000) in supporto digitale più facile da conservare e veloce da consultare. Ad aprire i ringraziamenti è stato il sindaco stesso della comunità rosetana Enio Pavone che ha dichiarato: «Vogliamo ringraziare di vero cuore l’associazione “Cerchi Concentrici Promotor” che è ormai diventata un fondamentale punto di riferimento culturale, ma non solo, per la nostra città e tutto il territorio grazie alle frequenti donazioni e i molteplici eventi che si adopera a organizzare». Subito dopo, l’assessore alla Donazioni effettuate nel corso degli anni dall’Associazione Cerchi Concentrici Promotor grazie alla vendita dei seguenti libri di William Di Marco: • Roseto e le sue storie, Sigraf, Pescara, 2006 Acquisto di un defibrillatore per il primo intervento di assistenza a Roseto • I viaggi di Eidos, Andromeda Edizioni, Castelli, 2007 Acquisto di due defibrillatori (con la Tercas) per le squadre amatoriali rosetane di calcio • Romanzo Incidentale – Simone lo sa, Cerchi Concentrici Promotor Edizioni, Roseto degli Abruzzi, 2009 Realizzazione dell’impianto multimediale al Museo della Cultura Popolare di Montepagano
di CELINE SPECA
cultura Maristella Urbini ha continuato il discorso focalizzando l’intervento sull’importanza della cultura: «I gesti effettuati dall’associazione sono fondamentali per incrementare la cultura nella nostra città, poiché la sensibilità che essa trasmette segna in modo positivo le nostre vite, e ritengo fondamentale ricordare che, in un periodo in cui le richieste di fondi sono aumentate, l’associazione stessa si è attivata e al posto di chiedere ha iniziato a donare». È intervenuta nel dibattito anche la direttrice della Biblioteca Comunale, Maria Antonietta Marinaro: «Desidero porgerei i miei ringraziamenti sia all’associazione per questa importante donazione che all’Amministrazione comunale che, malgrado le numerose difficoltà, ci ha sempre sostenuto, consapevole dell’importanza della cultura nel territorio». «Dalla vendita del libro “I Ricordi di Eidos – II serie”, lavoro che parte proprio dalla storia di tanti noti personaggi della città, è stato possibile tale gesto. Grazie soprattutto ai numerosi giovani che partecipano all’associazione stessa che queste donazioni diventano possibili» conferma il presidente della Cerchi Concentrici. Sono stati proprio il vice presidente dell’associazione Martina Bidetta e i consiglieri Ercole Montese, Dino Del Bono e Andrea Montese a ricordare il significato della parola “bongenismo” da loro coniata, ovvero la realizzazione di una serie di iniziative destinate al sociale in cui ci si mette a disposizione della collettività in modo partecipativo e attivo.
• 150 Anni. La storia di Roseto (1860-2010), Cerchi Concentrici Promotor Edizioni, Roseto degli Abruzzi, 2010 Realizzazione del monumento ai 150 anni di Roseto degli Abruzzi posto al centro del lungomare • Angelo Lipari e Leonardo Gotti. Storia dell’operato di due Prefetti teramani, Verdone Editore, Castelli, 2011 Acquisto di giochi per i bambini delle Scuole Materne di Roseto • I Beatles. L’avventura più bella del mondo, Verdone Editore, Castelli, 2012 Realizzazione dell’impianto multimediale al Palazzo del Mare di Roseto
• I Ricordi di Eidos, Verdone Editore, Castelli, 2014 Donazione di n° 3 computer alla Biblioteca Comunale di Roseto • Scritti (2007-2011), Verdone Editore, Castelli, 2014 Donazione di n° 20 banchi più sedie per l’aula multimediale della Scuola Primaria e Secondaria Inferiore di Cologna Spiaggia • I Ricordi di Eidos - II serie, Verdone Editore, Castelli, 2015 Donazione di n° 2 stampanti-fotocopiatrici a colori e di un “Combi” per la conversione dei video da Vhs in Digitale
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IN VIA MARINA E IN VIALE MARCHE C’È SPAZIO PER LA PISTA CICLABILE
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er via Marina una soluzione più che alternativa, potremmo dire... aggiuntiva. I residenti del luogo, dopo aver sentito esporre dall’Amministrazione comunale presso il Palazzo del Mare le prossime soluzioni viarie per la zona, hanno pensato di proporre un miglioramento alla viabilità ciclabile con una spesa minima. Basterebbe, a detta di alcuni di loro, verniciare per terra lo spazio per le biciclette e il gioco per incanto si risolverebbe in un attimo. Ma procediamo con ordine. Via Marina, una delle più importanti del versante del mare - soprattutto d’estate data l’insistenza di diversi alberghi e pensioni - è quella che costeggia la ferrovia nella zona del pontile. La nuova viabilità prevede il senso unico da Sud a Nord, per poi far sfociare il traffico in viale Marche, cioè il sottovia nei pressi del palazzo di Monti. Anche per quest’ultimo tratto è previsto il senso unico (dal mare alla via Nazionale). Così la proposta è imperniata sulla creazione di una
pista ciclabile in tutta via Marina e prevedere lo stesso spazio anche in viale Marche, rinunciando in quest’ultima a una fila di nuovi parcheggi (pochissimi per la verità) che dovrebbero sorgere su uno dei due lati. Coloro che ci hanno girato la proposta sostengono che, anche se un domani (!?) dovesse nascere un nuovo passeggio per le due ruote sul lungomare, vale la pena di pensare all’oggi, iniziando a utilizzare questo tratto che permetterebbe di collegare la grande piazza Marco Polo (del Globo) fino a una zona quasi centrale di Roseto. L’idea non è affatto peregrina e la spesa... si limita alla segnaletica per la corsia richiesta. Non male il suggerimento.
“ACERRIMO”, IL NUOVO ALBUM DI SUCCESSO DI NANCO
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Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, è di Notaresco. Il suo stile ricorda il classico cantautore italiano
n sogno importante, un sogno divenuto realtà. Un obiettivo difficile, un percorso ad ostacoli ma tanto desiderio di “arrivare” a chi lo ascolta. Nanco ce l’ha fatta: “Acerrimo” è l’album del momento, Acerrimo è sulle radio nazionali. “I sogni sono importanti, vanno conquistati. Bisogna crederci. Fidatevi, ne vale la pena”. Il cantautore racconta le sue esperienze, i suoi dubbi e il suo percorso prima di arrivare a uno dei traguardi più importanti della sua vita: pubblicare un album di successo. Dodici brani ricchi di amore per i figli e racconti di vita. Ogni brano cela un pezzo di cuore di Nanco, alcune sembrano persino poesie. “Acerrimo sono io. Chi mi conosce sa che sono così. La canzone parla della mia esperienza con l’uniforme da finanziere”. Nanco si è raccontato e ha raccontato dell’album durante la presentazione ufficiale avvenuta sabato 12 marzo presso la sala polifunzionale della Provincia di Teramo. Un tabaccaio di quarant’anni con due figli e una moglie che lo sostiene nota dopo nota: Nino Di Crescenzo, in arte
di ARIANNA MAZITTI
Nanco. Uno stile che ricorda il classico cantautore italiano. Lo stesso cantautore che sta scomparendo, ma che fortunatamente qualcuno cerca di far riemergere. “Acerrimo” è acquistabile da martedì 15 marzo sia come CD che come pacchetto di sigarette. Il notareschino Nanco, insieme alla casa discografica, ha pensato bene di inserire i brani in una chiavetta USB e venderla dentro un pacchetto di sigarette. Un’idea furba e originale che ha permesso all’album stesso di farsi conoscere tramite la radio di Linus, radio Deejay. Ogni passo è importante, ogni nota è come volare verso il successo. Ogni nota racconta una storia, ogni canzone racconta attimi pieni di emozioni. Ogni emozione vissuta da Nanco si nasconde in questo album: “Acerrimo” segna il ritorno del cantautore italiano, quelle canzone che mancavano a tutti. “Il periodico di turno”, la canzone dedicata al figlio più piccolo Nicola, sarà trasmessa da tutte le radio nazionali. L’album è anche solidarietà: l’acquisto del cd sosterrà la fondazione Umberto Veronesi. “Acerrimo” è pronto. “Acerrimo” è arrivato. Nanco è una promessa.
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PERCHÈ NOI CI SIAMO
iovedi 31 marzo l’Associazione Commercianti Assorose ha organizzato una serata speciale presso La Bussola: un aperitivo cenato come occasione di incontro. E’ nei momenti più difficili che l’unione fa la forza e l’Assorose lo sta dimostrando. “PERCHE’ NOI CI SIAMO” con questo slogan si sono presentati numerosi commercianti per confrontarsi sulle decisioni future da intraprendere. Una sola parola d’ordine: unione. Un solo obiettivo: far fiorire la nostra città. Perché Roseto merita, perché Roseto non può fare a meno di un’associazione rappresentativa, dinamica, attiva e propositiva.
A sottolineare l’importanza dell’evento sono intervenuti il Sindaco e gli altri Candidati Sindaci che hanno contribuito a rendere più stimolante il dibattito, ascoltando con disponibilità e interesse al confronto le tante domande loro poste. I buoni propositi si tramuteranno presto in proposte concrete che l’Assorose si impegna a realizzare con determinazione auspicando sinergie e collaborazioni anche con gli altri operatori turistici. Hanno bisogno di tutto il nostro sostegno. E tu .. ci sei?
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IL ROSETANO DANIELE PALAZZESE ALLA CORTE DI RYANAIR Per lui una bella esperienza, dopo il Turistico frequentato a Roseto. Da aprile la sua sede è Dublino di EMANUELA DE LUCA
a scuola che dà lavoro”: quale motto più giusto per descrivere l’Istituto Moretti, come ci dimostrano ogni giorno moltissimi ragazzi ex “morettiani”. Tra questi, abbiamo avuto il piacere di incontrare il giovane Daniele Palazzese, di 23 anni, diplomatosi nel 2013 nell’indirizzo Turistico che oggi ha intrapreso una fortunatissima carriera come Steward nella famosa compagnia aerea “Ryanair”. Lo abbiamo avvicinato per alcune domande: Cosa è successo dopo il diploma? Nell’estate del 2013 ho iniziato a lavorare presso l’azienda Rolli per mettere dei soldi da parte e poi andare all’estero. Non era un’occupazione che mi soddisfaceva e ogni giorno cercavo altro su internet. Ho trovato un test offerto dalla compagnia aerea dublinese Ryanair e dopo aver risposto ad alcune domande, sono stato convocato per un colloquio a Roma. Esso serviva per dimostrare loro le mie competenze con la lingua inglese ed ha portato ottimi risultati. Dopo due settimane, infatti, sono partito con grande gioia per uno stage di sei settimane in Germania, per seguire diversi corsi, rigorosamente in lingua inglese. Tornato in Italia, mi hanno mandato alla sede di Bergamo, dove lavorerò fino ad aprile, per poi trasferirmi in quella principale a Dublino. Com’è stata l’esperienza di stage?
& MONICA DEL PAPA
È stato un corso formativo circa la sicurezza, l’atteggiamento, e tutte le informazioni riguardanti il lavoro sull’aereo. C’erano ragazzi da tutta Europa, quindi ho dovuto mettere in atto tutte le mie conoscenze della lingua inglese, che erano solo basilari e scolastiche. All’inizio è stata dura, ma le cose sono migliorate subito. Com’è la giornata tipo di uno Steward? Tramite un sito collegato con la compagnia, noi da casa possiamo informarci sui viaggi che dobbiamo fare durante il giorno. Io vivo a Bergamo con delle coinquiline, la mattina mi alzo presto per andare all’ aereoporto. Siamo sottoposti ai controlli di routine al metal detector, poi facciamo il check-in e saliamo sull’aereo per fare tutti i controlli di sicurezza prima dell’imbarco. Nel momento in cui sono saliti tutti i passeggeri, ci occupiamo del servizio clienti: principalmente biglietteria e bar. Arrivati nella città di destinazione, torniamo subito indietro per poter iniziare un nuovo viaggio. Non c’è un numero preciso di viaggi ogni giorno, ma le ore lavorative sono circa dieci. Si lavora per cinque giorni alla settimana, l’unica pausa è la festività natalizia. Prospettive per il futuro? Ad aprile,come ho già detto, sarò trasferito a Dublino, nella sede principale della compagnia. E da lì a poco, dovrei avere anche un contratto a tempo indeterminato. Lì le cose saranno diverse: il lavoro sarà più impegnativo e i viaggi saranno più lunghi, ma si rimane comunque in Europa! Aspetti positivi e negativi di questo lavoro? Sicuramente è un lavoro che mi soddisfa, sono ogni giorno a contatto con persone nuove e di ogni nazionalità. L’unica cosa negativa è che non ci danno la possibilità di visitare le città perché appena arrivati dobbiamo ripartire subito, per intraprendere un nuovo viaggio.
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Brontolo
di ITALO DI ANTONIO
LA TELA DI PENELOPE Sempre gli stessi amministratori, nel secolo scorso, avevano presentato delibere su delibere per la sistemazione della villa Comunale, ma è di questi giorni la notizia che la gara di appalto per la sua ristrutturazione ha avuto degli intoppi per cui si deve ricominciare da capo seguendo un progetto datato che non rispecchia più le esigenze e le realtà economiche del momento. Mi chiedo, ma le famose delibere che poi determinano le gare di appalto dei lavori pubblici sono per caso fatte ad arte con lacune, in modo da produrre impugnazioni che danno la possibilità di creare l’alibi per lasciare tutte le opere incompiute, come il lungomare?
AFFABULATORI Eravamo negli anni ’80 e con i soldi dei rosetani fu acquistata villa Clemente, un ammasso di ruderi irrecuperabili. Da allora le varie Giunte comunali ci hanno riempito la testa con apposite delibere per il restauro della stessa fino ad arrivare, sempre nella stessa area al “favoloso” progetto della sua demolizione e realizzazione del Palagiovani. Per tutto il loro periodo di amministrazione il PD lo ha promesso, lasciando ai posteri un’area ogni giorno più degradante e degradata. Correva l’anno 2008 quando il deus ex machina della sinistra rosetana annunciò l’acquisto del titolo sportivo di Fabriano per tornare nell’olimpo del basket accompagnando l’exploit con l’arrivo di nuovi investitori e la definitiva acquisizione e sistemazione dell’Arena Quattro palme. Stendendo un velo pietoso di quelle iniziative, di quei faraonici progetti ci sono rimasti faldoni e faldoni di carte ingiallite dal tempo che assieme al pontile sono di fatto rimasti solo “monumenti al degrado” o se volete con benevolenza i soliti castelli in aria. Ma ora che le Ferrovie dello Stato hanno deciso di mettere in vendita l’area simbolo dello sport rosetano, i democratici si svegliano dal loro torpore ed accusano l’attuale governo cittadino di non aver provveduto al suo acquisto. Già a loro interessano gli acquisti di ruderi, senza pensare che poi serve anche la sistemazione e la manutenzione.
QUALCUNO SI FACCIA DA PARTE Gli amministratori non si sono ancora resi conto che siamo oramai giunti in un tempo in cui i rosetani sono stufi di queste situazioni di incompiute e di quei politici che si riempiono la bocca degli errori degli altri, nascondendo i loro, facendo promesse con le fiabe degli affabulatori! Chi ha amministrato fino ad ora ed ha lasciato incompiute e macerie si faccia da parte! Da ora i cittadini vogliono realizzazioni di opere complete e chiavi in mano. Buttiamo a mare tutti i vecchi progetti. Per la villa Comunale provvediamo a consolidare la struttura e magari costruire un nuovo tetto più alto che possa ospitare al suo interno una sala riunioni di cui si sente veramente il bisogno nella nostra città. Visto poi che Villa Clemente è al completo abbandono e tutti erano d’accordo per la sua demolizione per creare il Palagiovani, poichè non si troveranno mai più i soldi necessari per una sua degna sistemazione ed utilizzo, è meglio vendere questa area, dopo averle dato un giusto indice di edificabilità: con il ricavato si può provvedere all’acquisto dell’Arena 4 Palme, alla sua ristrutturazione ed alla sua messa a norma (attualmente non lo è), creando così, assieme alla Villa Comunale, un polo che possa diventare un polmone verde e nello stesso tempo il fulcro della vera attività culturale, ludica e sportiva di Roseto.
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di MONICA CALVARESE
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ESENZIONE DAL CANONE
l 30 aprile 2016 (16 maggio se la dichiarazione è inoltrata per via telematica) scade il termine per la presentazione dell’autocertificazione in cui il contribuente dichiara di essere esonerato dal pagamento del canone RAI per l’anno in corso. Chi è in possesso dei requisiti per l’esenzione è chiamato in prima persona a recuperare le informazioni circa le modalità di espressione del proprio diritto, recentemente rese note dall’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo che l’esonero è previsto nel caso in cui l’intestatario dell’utenza elettrica, così come ciascun altro membro della famiglia anagrafica, non sia in possesso di alcun apparecchio per la trasmissione televisiva. Il canone di abbonamento alla televisione per uso privato è dovuto, infatti, in virtù del suo solo possesso: a partire dal 2016, con l’introduzione della nuova modalità di pagamento mediante l’addebito sulla fattura dell’utenza di energia elettrica, vige la cosiddetta presunzione di detenzione dell’apparecchio televisivo, vale a dire che si presuppone che ogni inte-statario di un’utenza elettrica sia in possesso di un televisore. Sono, inoltre,
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esonerati i cittadini che abbiano più di 75 anni e un reddito annuo fino a 6.713 euro. Il contribuente che abbia i requisiti di esonero è tenuto, pertanto, a compilare la dichiarazione sostitutiva, scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, dove sono peraltro consultabili le istruzioni per la sua compilazione (www.agenziaentrate.gov.it), ed inoltrarla al medesimo ente a mezzo di raccomandata o per via telematica, o anche direttamente presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate nel caso degli ultrasettantacinquenni esenti. Si precisa, infine, che la dichiarazione ha validità annuale: qualora le con-
dizioni di esenzione persistano sarà necessario ripresentarne una nuova a partire dal 1 luglio dell’anno precedente all’anno di riferimento dell’imposta e fino al 31 gennaio: per beneficiare dell’esenzione per l’anno 2017, dunque, bisognerà inviare la dichiarazione a partire dal 1 luglio 2016 fino al 31 gennaio 2017.
Esempio di compilazione del modello: in caso di esonero per mancata detenzione va barrata la prima casella del quadro A.
LA PASSIONE DI CRISTO A MONTEPAGANO
acrocosmi e microcosmi: gli uni, caratterizzati da una velocità divorante, bramosi di tutto e subito, luoghi geografici paradosso che in un completo immobilismo si spingono in ogni oltre attraverso infiniti spazi virtuali; gli altri, immersi nella naturale scansione del tempo fatto di giorno e notte, di fatica e di riposo, di lento fluire del fare nell’essere di cui Montepagano ne é l’emblema. É in questa cornice che l’associazione culturale Vecchio Borgo, guidata dal presidente Annamaria Rapagnà, investe le proprie forze, giovani e adulte, attraverso una dedicazione meticolosa e amorevole del tempo. Tempo per restituire dignità alla tradizione spesso mortificata o facilmente dimenticata. Nella cornice della seicentesca chiesa della SS. Annunziata è stato possibile ancora una volta rivivere drammaticamente la Coena Domini, rievocazione storica centenaria, quadro di rappresentazione che prende vita grazie all’altrettanto centenaria confraternita del SS. Sacramento. Un Gesù che nella piena consapevolezza del pro-
prio essere decide di diventare ristoro per tutta l’umanità. Un fermo immagine, fotografia del momento in cui Uno si carica docilmente delle colpe dei molti, un anno zero del riscatto di una umanità che brancolava nel buio della disperazione. Uno spaccato visivo ma auditivo con musiche di Vivaldi, Mozart, Puccini, Frisina eseguiti da Alessandro Perfetti (controtenore) Mauro Faragalli (tenore) Francesco Paolo Pilotti (baritono) Ivano Aloisi (tromba) A seguire, la lettura della Passione secondo Matteo tradotta in vernacolo dal maestro Bruno Di Pasquale e le riflessioni, anch’esse in vernacolo, dei poeti provenienti da ogn> parte della provincia intervallati da musiche eseguite dal chitarrista Antonio Di Gabriele. In chiusura l’intervento degli “Amici del Sant’Antonio” della parrocchia Sacro Cuore di Roseto, gruppo folcloristico che conserva un bagaglio culturale non scritto ma tramandato oralmente, intriso della vivacità tipica della voce popolare e interpreti di un brano dedicato al dolore della Madre di Gesù.
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Francamente... me ne infisco
di MASSIMO FELICIONI
Dottore Commercialista
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PROJECT FINANCING In questo nostro appuntamento cercheremo di rendere più chiaro l’istituto della finanza di progetto, meglio conosciuto come project financing, e di capirne meglio le motivazioni e le finalità
Cos’è il project financing? Da tempo diffuso nei paesi del Common Law, il project financing è una forma di finanziamento tramite la quale le pubbliche amministrazioni, nella forma pura, possono reperire capitali privati per la realizzazione di progetti e infrastrutture ad uso della collettività, oppure, nella forma spuria, intervenire direttamente nell’operazione. In altre parole il soggetto privato sostiene le spese di realizzazione, assicurandosi la remunerazione derivante dalla gestione funzionale ed economica dell’opera stessa.
Ambito di applicazione L’ambito del progetto può essere: - Lavori pubblici e lavori di pubblica utilità; - Servizi di pubblica utilità; - Opere calde o opere fredde, dove le seconde sono a funzione sociale predominante.
Quali sono i soggetti coinvolti? La realizzazione di un’opera pubblica attraverso l’istituto del project financing presuppone il raggiungimento di un accordo tra diverse parti:
funzionalità, della fruibilità dell’opera, dell’accessibilità al pubblico, del rendimento, del costo di gestione e di manutenzione, della durata della concessione, dei tempi di ultimazione dei lavori della concessione, delle tariffe da applicare, della metodologia di aggiornamento delle stesse, del valore economico e finanziario del piano e del contenuto della bozza di convenzione.
Come si affida?
I finanziatori, enti pubblici e privati che investendo nel progetto ne assumono una quota di rischio
Sono quattro le procedure di “affidamento” previste: - Procedura a gara unica: l’amministrazione esamina le offerte pervenute e redige una graduatoria, secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; - Procedura a doppia gara: svolta in due fasi, dove nella prima viene attribuita il diritto di prelazione; - Procedura su iniziativa del privato per le opere inserite nella programmazione; - Procedura su iniziativa del privato per le opere non inserite nella programmazione.
I gestori , che solitamente coincidono con i promotori
Obiettivo
I promotori, sostenitori dello sviluppo di un’iniziativa economica I realizzatori, società d’ingegneria, progettazione, costruzione e fornitura
I decisori , soggetti politico - amministrativi
Contenuto e valutazione La proposta di finanziamento deve contenere lo studio di inquadramento territoriale e ambientale, lo studio di fattibilità, il progetto preliminare, la bozza di convenzione, il piano economico-finanziario e gli altri elementi che dettagliano il progetto. Successivamente, entro il 31 ottobre di ogni anno le amministrazioni aggiudicatrici valutano la fattibilità delle proposte presentate sotto il profilo costruttivo, urbanistico ed ambientale, nonché della qualità progettuale, della
A chiusura di questo semplice breviario, evidenziamo quali sono gli obiettivi a cui deve tendere l’ente pubblico nell’intraprendere questo progetto complesso. Infatti, le amministrazioni acché possano trarne beneficio, devono cercare di: - ridurre drasticamente le risorse da impiegare; - eliminare i rischi nell’investimento; - tendere all’efficienza tecnica e gestionale, trasferendo al privato l’ottimizzazione delle fasi di progettazione e realizzazione; - elevare la qualità dei servizi attraverso un meccanismo virtuoso senza ulteriori aggravi fiscali per il cittadino.
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ALIMENTI TIPICI REGIONALI
I FANTASTICI
LIMONI DI SORRENTO di SIMONA RUGGIERI
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Sono ricchi di vitamina C e la buccia è di medio spessore, molto profumata per la ricca presenza di oli essenziali: è di colore giallo citrino
rofumi coinvolgenti, colori vivi, consistenze diverse, il Sud Italia è davvero uno scrigno di prodotti conosciuti in tutto il mondo. Oggi siamo in Campania, terra dei mille prodotti, terra dei pomodori San Marzano, dei carciofi di Salerno, del fior di latte, dei fantastici limoni di Sorrento! Il limone di Sorrento è un prodotto ortofrutticolo italiano a “indicazione geografica protetta”, si differenzia dai limoni della vicina costiera amalfitana per le diverse modalità di coltivazione e per proprietà organolettiche differenti.Il “femminiello sorrentino”, anche detto limone “Ovale di Sorrento” presenta dimensioni medio-grandi (ciascun limone non pesa meno di 85 grammi), una polpa di color giallo paglierino con un succo altamente acido (che lo differenzia dal moderatamente acido succo del limone amalfitano) ed è ricco di vitamina C. La buccia è di me-
dio spessore, molto profumata per la ricca presenza di oli essenziali, e di colore giallo citrino. Tali caratteristiche sono esaltate dalle particolari tecniche di produzione, ancora legate alla coltivazione delle piante sotto le famose “pagliarelle”, stuoie di paglia che vengono appoggiate a pali di sostegno di legno, solitamente di castagno, a copertura delle chiome degli alberi, al fine di proteggerli soprattutto dal freddo e dal vento e per conseguire anche un ritardo della maturazione dei frutti, che rappresenta uno dei principali elementi di tipicità di questa produzione. Quella del limone è una ottima composizione, in quanto il limone è ricco di acqua (circa per il 90%), ma privo di grassi. Gli zuccheri sono circa 2,3 gr per 100 grammi e le proteine 0,6 gr. Tra i micronutrienti annoveriamo il potassio, la vitamina C, ma anche tracce di calcio e fosforo.
La ricetta del giorno: la tradizionale delizia al limone!
Ingredienti. Per il pan di spagna: 4 uova, 80 g farina, 40 g zucchero, succo di limone; per la crema: 200 g tuorli, 200 g zucchero, 200 g burro, 200 g acqua, 20 g colla di pesce, limoncello, 500 ml panna, buccia di limone; per la bagna: 500 ml acqua, 300 g zucchero, limoncello e buccia di limone. Preparare il pan di spagna: seguendo i classici passaggi e riempire gli stampini (180° per 20 min circa). Per la crema, ammollare la colla di pesce in acqua fredda e, a parte, far sciogliere in un pentolino acqua, scorza di limone e zucchero. Filtrate e rimettete sul fuoco per qualche minuto e aggiungete a filo sui tuorli precedentemente sbattuti, mettendo il tutto in una pentola a fuoco lento. Mescolate e lasciate sobbollire; ai primi segni di bollore, aggiungete il burro e fate cuocere 2-3 minuti, unite ora la colla di pesce strizzata e fate riposare la crema. Una volta fredda, amalgamate la panna, ben montata, e preparate la bagna. Svuotare i sospiri di pan di spagna dalla parte piana, conservando la parte ritagliata per richiuderli, immergerli uno per volta nella bagna e riporli su un vassoio. Riempirli con il composto di crema al limone, chiudere con la parte ritagliata e decorare a piacere con altra crema.
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DOMENICO BORGHESE - 100 ANNI
Dai figli, generi e nipoti tutti, i più affettuosi auguri e i complimenti per il superamento di un traguardo così significativo e con una così splendida forma! Per il mondo tu puoi essere una sola persona, ma per una persona tu puoi essere il mondo! Tanti auguri per i tuoi quarant’anni... Ti voglio bene... Patty
AFFITTASI / VENDESI
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50 anni di matrimonio 16 aprile 2016 Auguri di cuore e per i Vostri 50 anni di matrimonio insieme! Con affetto i nipoti e parenti tutti… Vi vogliamo bene. Con affetto, i Vostri figli.
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Buona primavera!
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