1
Economia Celeste. Una nuova soluzione alla crisi. di Orazio Iaci.
2
Dedicato a tutti coloro che con consapevolezza, continuano ad ascoltare con il cuore, vedere con lo spirito e con eroico coraggio, a donare incondizionatamente. Orazio Iaci
3
Premessa. Sentiamo parlare di crisi ovunque. Tutto è in crisi ormai, persino la nostra stessa identità. Definire una soluzione sembra ormai impossibile e qualsiasi cosa ci venga proposta, sembra l’ennesima beffa, un altro tentativo che si rivela un inganno. E purtroppo, il più delle volte, lo è. La gente soffre e la “felicità” sembra essere disponibile solo per pochi. Troppo pochi. Come è possibile? Da questa semplicissima domanda, nasce l’idea che sta alla base dell’economia celeste e di conseguenza, questo mio progetto donato a tutti voi con sincerità. In questo piccolo documento che mi accingo a creare, non pretendo di partorire un capolavoro e nemmeno di creare un opera letteraria perfetta, bensì solo di riflettere con voi su una soluzione che mi è balenata alla mente e che non posso non condividere. Tornando al discorso della crisi, si può benissimo affermare che il tutto sembra essere causato da: Un modo errato di gestire le risorse nel nostro pianeta.
4
Abbiamo fatto perpetuare un sistema cancerogeno che non solo non apporta una vera ricchezza per tutti, ma sta lentamente danneggiando le “infinite” risorse offerte da una generosa e copiosa natura che sembra essere stata progettata da straordinari ingegneri che volevano che tutto fosse disponibile e a portata di mano. Questo sistema cancerogeno, (di cui parlerò tra breve), che tutti conosciamo e che per molto tempo è rimasto invisibile, è un vero e proprio insieme di anelli che creano una catena di schiavitù a cui tutti, (persino i maggiori beneficiari), al momento, sono connessi. Di recente, questa “catena” è divenuta più visibile. Esporre i concetti dell’Economia Celeste non sarà facile per me, in primo luogo perché è un argomento che nella sua estrema semplicità, risulta immensamente complesso e poi perché, pur trovandoci in uno stato di schiavitù, sembriamo non volerne più uscirne, probabilmente per paura della felicità vera o della libertà vera, che ormai , forse, non sappiamo neppure più immaginare. Siamo come quegli uccellini in gabbia, dove anche se gli viene aperta la porta, hanno paura di uscire, perché temono ciò che c’è fuori e quindi per ignoranza del mondo esterno o per pura abitudine e routine, preferiscono la piccola gabbia, che ormai conoscono, senza sapere ciò perdono. Io proverò insieme a voi a percorrere questo viaggio, in un futuro, uno dei tanti futuri che potremo realizzare. Se questo viaggio saprà darvi qualcosa, lasciare una traccia o anche solo fare riflettere, io sarò più che soddisfatto. Voglio aprire questa 5
porticina della gabbia insieme a voi o, perlomeno, capire che esiste una porticina da aprire. Spero che nell’era dei social network e dello sharing senza frontiere, questo mio lavoro, del tutto gratuito, possa diffondersi il più possibile, quindi se vi piace, vi prego, condividetelo e diffondetelo in tutti i modi possibili, purché ne rispettiate l’integrità e i contenuti, senza alterarli in alcun modo. So già in partenza che molti di quelli che leggeranno queste mie parole, potranno non essere d’accordo, qualcuno potrà anche additarmi come un utopista sempliciotto o uno stupido, mi va bene. Potete esprimere qualsiasi punto di vista, io credo nella libertà di pensiero e per questo condivido con tutti voi questo “nuovo” pensiero: l’Economia celeste. Buona lettura.
6
Economia … celeste? Cominciamo questo viaggio spiegando sommariamente il perché di questo nome. Se stavate pensando a una forma di economia di colore azzurro, siete fuori rotta … A prima vista si potrebbe pensare anche a qualcosa di new age, o pseudo-religioso. Nulla di tutto questo. Il discorso che si articolerà presto, sarà molto concreto e dettagliato, basato su fattori oggettivi e facilmente riscontrabili, a meno che siano la nostra paura o i nostri condizionamenti a farci rifuggire da essi;(il non volere aprire la porta). Partirò dalla definizione di economia come la descrive wikipedia, (ottimo strumento “gratuito” di conoscenza), considerando questa definizione più che sufficiente per i nostri scopi: “Nell'ambito delle scienze sociali l'economia - dal greco οἱκονομία composto da οἶκος (oikos), "casa" inteso anche come "beni di famiglia", e νόμος (nomos), "norma" o "legge" e quindi "regole della casa" ma anche, più estensivamente, "gestione del patrimonio", "amministrazione"è la scienza che analizza la produzione, distribuzione ed il consumo di beni e servizi.
lo scambio,
la
[…] Con tale termine si intende, inoltre, il sistema di organizzazione delle attività di tale natura poste in essere da un insieme di persone, organizzazioni e istituzioni ovvero un sistema economico.”
7
Quindi si deduce che l’economia si occupa di regolamentare la produzione, lo scambio, la distribuzione ed il consumo di beni e servizi il tutto fatto da una collettività di persone, istituzioni, ecc.. Questa economia, è l’economia che tutti conosciamo più o meno dettagliatamente, in base al nostro grado di apprendimento. L’economia non è quindi una cosa da poco, perché di fatto è quella scienza che regolamenta la vita. Questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Tutto quello che mangiamo, beviamo, vestiamo, usiamo per vivere è regolamentato dall’economia. Quindi, considerato quanto detto dovremmo, a mio parere, porre molta attenzione a che tipo di “economia” creiamo, perché in base a questo sceglieremo la nostra vita. Il suffisso “celeste”, che può apparire eccentrico, l’ho aggiunto in riferimento all’Universo (inteso anche nella concezione di microcosmo). Come tutti ormai sanno, esistono milioni di galassie, miliardi di miliardi di pianeti, innumerevoli forme di vita e tutto è regolamentato da leggi impermutabili e perfette che a stento l’essere umano è in grado anche solo di immaginare. Questa è la perfezione e l’armonia che possiede l’Universo, (la natura), quindi la perfezione celeste, l’armonia celeste è proprio quel quid che è incastonato in questa nuova forma di economia che vi sto per proporre, le dona, per osmosi, la sua 8
perfezione. Il termine celeste contiene in se anche il valore di superiore e armonico.
Le origini. Per comprendere bene l’economia celeste sarà necessario andare nel passato e fare un brevissimo viaggio nelle origini della natura e dell’uomo. Come spesso accade, qualsiasi intuizione è frutto dell’osservazione e poi del ragionamento sulle meccaniche del passato e del presente. Siamo così presi da questo mondo frenetico e asmatico, che abbiamo dimenticato di fermarci a riflettere. Se solo ci fermassimo più spesso, ci renderemmo conto dei vari inganni in cui siamo immersi. Inizialmente, quando la natura era incontaminata, esistevano tante cose. Esisteva il terreno, esistevano i mari, gli alberi da frutto, e tante altro. Tra le tante, esisteva anche l’uomo. Questa stranissima creatura, dotata di grandissima intelligenza, cominciò a usare tutto quello che trovava. Grazie alla sua postura eretta, (unico esemplare della terra ad avere questa abilità), e alle sue mani prensili, traeva il cibo, il vestiario e materiale per creare case e tutto quello che gli era utile per preservare se stesso e la sua specie dalla morte e dall’estinzione. 9
Tutto era gratis. Al solo costo della propria fatica e del proprio ingegno. La creatività dell’uomo ha partorito grandi innovazioni, ma poi, ad un certo punto della storia, l’uomo fa la sua più stupida e pericolosa creazione. Il denaro. Il denaro, penso che non mi si possa contraddire, è di sicuro un’evoluzione del baratto. Sia il baratto che il denaro, nascono, a mio parere, dalla commistione di tre elementi fondamentali:
Necessità. Paura. Egoismo.
Ok, fermiamoci un attimo. So che per molti può sembrare un’affermazione forte, ma cercherò di spiegare il perché. L’uomo, sostanzialmente ha bisogno dei seguenti beni e servizi per vivere degnamente:
aria da respirare. acqua cibo spazio vitale (abitazione, creazione) tempo materiali vari per adempiere ai processi creativi che generano i beni e i servizi di cui sopra.
Tutti questi beni, in natura, si possono ottenere senza denaro. 10
Senza denaro, ripeto. Per ottenerli serve solo l’ingegno e il lavoro dell’uomo. Non il denaro. Tutto in natura è gratis. Non ho mai visto nessun animale sulla terra camminare con un portafogli o un bancomat. Un uccellino quando deve costruire il proprio nido non fa un mutuo, ma prende quello che trova, senza pagare nessuno, e lo usa per costruire il suo nido. Fa così perché non può concepire il concetto di pagare, un concetto tipicamente umano … Il legno, le rocce, l’acqua, l’aria e tutti i vari tipi di cibo sono gratuiti. La natura (secondo i principi dell’intero universo, i principi celesti), non ha progettato che qualcuno pagasse con dei pezzi di carta o di metallo per avere ad esempio l’aria. State pagando l’ossigeno che respirate adesso? No? Chiedetevi come mai. Ora, se tutto questo era gratuito, perché è nato il baratto?
1. Necessità: La questione è molto semplice, accadeva spesso che chi abbondava di grano, non avesse nemmeno un poco di legno da ardere, magari per cuocere. Qualcuno abbondava di legno e non aveva abbastanza grano ed ecco che è nato il baratto e 11
quindi il commercio. Un semplicissimo scambio di merci per riequilibrare un eccedenza o una mancanza. A tot di grano io ti do tot di legno. Sembra tutto normale e senza inganno, ma è davvero così? Osserviamo più approfonditamente l’azione del baratto anche da un profilo psicologico. A tot di questo mio bene tu mi dai tot di quello tuo. Il mio legno mi è costata tanta fatica, non voglio dartene più di tanto. Non intendo “regalarti” questo grano. Per averlo dovrai darmi qualcosa in cambio. (la base del commercio):
2. Paura ed egoismo: Ho inserito la paura e l’egoismo insieme, perché sono strettamente correlati. Infatti la paura genera l’egoismo che a sua volta genera la paura stessa, in un continuum ciclico e infinito dove l’uno è il nutriente dell’altro. Di quale paura stiamo parlando? Ci sono tante tipologie di paure al mondo, fobie basate su pericoli reali e oggettivi e fobie basate su pensieri astratti e in genere inoffensivi. Le più grandi sono sempre connesse alla paura della morte. Se pensiamo che i beni di prima necessità servono a vivere, è facile capire dove la paura faccia breccia. 12
Stiamo parlando dunque della Paura di essere privati del proprio bene e quindi, di stare male o nei casi maggiori morire. Da qui nasce, prima in forma latente poi sempre più patologicamente, l’egoismo nella condivisione del bene preso in oggetto. L’egoismo può essere considerato il risultato di un processo di difesa del tutto istintuale, privo di ragionamento logico, per garantire la propria sopravvivenza e si basa su un tipo di visione individualista. In questo modo di percepire il mondo, l’altro (chiunque esso sia) è nostro nemico. La problematica dell’egoismo diventa visibile e cancerogena per la società, quando quest’ultimo diviene la base della vita e dei rapporti sociali, raggiungendo proporzioni molto grandi, tanto da divenire ingordigia e crudeltà e... “moneta”. È chiaro che in un mondo ostile, può essere un istinto naturale cercare di difendersi, ma l’egoismo affonda le proprie radici molto più in profondità, nel desiderio di possesso che è un inganno: Il mio legno … Il mio grano … Mio … cosa è mio? Cosa mi appartiene? Il possesso di un bene, per quanto tutti possano credere il contrario, è una pura illusione. 13
Per quanto vi sforziate, qualsiasi mezzo utilizziate, in realtà non potrete possedere mai nulla di fisico. Potrete usarlo, beneficiarne, mai possederlo. Non esiste nulla che possa attestare a “livello Universale” che un dato bene sia solo vostro, se non esercitando una forza o un potere che imponga alla collettività questa “idea illusoria” frutto della nostra capacità umana di astrazione e categorizzazione del mondo esterno. Detto in parole povere, immaginate di possedere una casa di colore rosso. Siete convinti che è vostra e la collettività umana, asseconda questa vostra convinzione. Grazie a delle leggi scritte, legittimiamo questa idea astratta e illusoria che è il possesso. Immaginiamo adesso che arrivi un alieno, (anche se basterebbe un terremoto), questo alieno è completamente esterno alla comunità umana, non ne fa parte ed è tecnologicamente più avanzato e potente. Secondo le leggi del suo pianeta tutte le case di colore rosso sono di appartenenza agli alieni. Gli alieni sconoscono le leggi umane e se ne infischiano. Ora ditemi … a chi appartiene la casa? Di sicuro apparterrà all’alieno. Se poi consideriamo l’esistenza di una razza aliena ancora più forte, la casa apparterrà a quella razza. Insomma la casa apparterrà al più forte … e quindi non apparterrà mai a nessuno perché ci sarà sempre un più forte, ma molti possono beneficiarne, illudendosi di possederla. Il senso di possesso è univocamente concatenato con l’ignoranza del mondo e dell’universo, quando si arriva a comprendere la vastità dell’intero universo si comprende che non può esistere 14
alcun possesso. Tuttavia, di un bene possono beneficiare più individui o un solo individuo. Ritorniamo adesso al tempo del taglialegna che barattava, domandiamoci una cosa. Il legno del taglialegna, era di qualcuno prima di essere raccolto? Questa è una domanda fondamentale. La risposta è che il legno era di chiunque e di nessuno, ma anche il grano era di chiunque e di nessuno. Così come l’aria è di chiunque! C’è da chiedersi quando allora comincia il “possesso” di un bene, quel’è l’istante in cui un uomo crede di avere diritto di possedere qualcosa? Probabilmente quando ha dovuto effettuare un certo “lavoro” per ottenerne il beneficio, il lavoro è fatica, quindi questa fatica legittimerebbe il senso di possesso. Se quel determinato bene ci viene sottratto con la forza ci sentiamo derubati della nostra fatica e del nostro benessere. Vi sentite derubati quando qualcuno respira la vostra aria? Direi di no. Perché? Le risposte possono essere molteplici, ma tutte basate su preconcetti e concezioni parziali della realtà:
l’aria è un bene che c’è in grande quantità e quindi … bla, bla, bla (la stessa cosa accade per le altre risorse in natura)
15
Non dobbiamo fare fatica per avere l’aria … (purtroppo lo crediamo: infatti la stiamo rovinando. Dovremmo fare un poco di fatica in più a preservarne la purezza non alterando i meccanismi che la producono) L’aria è di tutti (è vero, proprio come le altre risorse)
In realtà io credo che la risposta più corretta possa essere che: non siamo ancora stati “condizionati” a considerare l’aria come un bene che va pagato, in quanto difficilmente si può rinunciare ad esso senza morire e difficilmente si può impacchettare e imbrigliabile visto che ricopre l’intero globo. Ma con l’acqua già la macchina economica ci è riuscita, basandosi sui concetti di “purezza” e “gusto”. L’acqua era un bene che come importanza veniva subito dopo l’aria e fino a poco tempo fa, era assolutamente gratuita! Per tutti! (e di ottima qualità). Ancora oggi è possibile averla gratis in molte parti del mondo, ma il continuo inquinamento porterà alla totale trasformazione di questo bene primario in qualcosa di ottenibile solo con il denaro, pena la morte. In economia, una delle strategie più efficaci per creare profitto (anche a discapito dell’umanità stessa), è quella di saper creare una “necessità” di un certo bene o un certo servizio e che questa necessità spinga un potenziale acquirente a spendere del denaro per averla.(molte volte si tratta di una necessità illusoria e priva di vantaggi per l’uomo). Volete un altro esempio? Esistono molte bibite gassate famose, scegliete voi quale.
16
Molte di queste bibite non erano presenti in natura, non apportano alcun miglioramento all’organismo umano e finché non erano pubblicizzate, nessuno ne sentiva la necessità. Nessuno avrebbe speso del denaro per possedere un poco di una bibita, semplicemente perché non era necessaria e non si conosceva. I proprietari delle varie bibite (alcune di queste divenute dei veri e propri colossi), hanno creato la “necessità” di possedere questa bevanda, associandola alla potente immagine del dissetarsi, alla freschezza e al gusto; utilizzando potenti strumenti di marketing che condizionassero la mente dei potenziali acquirenti a comprarla. Questo è quello che fa di continuo la comunicazione con tantissimi altri prodotti di nicchia. Questo sistema non fa altro che rinforzare il desiderio di possesso portandolo a livelli cronici. Il concetto di possesso, che nasce da un istinto di protezione, si è tramutato in un veleno che alimenta il nostro egoismo e addirittura siamo arrivati a consumare più di quello che ci necessita e altri non hanno nulla, nemmeno la base. Ma se la natura è ricca e gratuita, perché tutto questo? Egoismo e paura semplicemente hanno messo in catene l’umanità. L’egoismo è una delle reazioni umane più “non evoluta” che esista, sintomo che ancora l’uomo deve fare una crescita considerevole e uno sforzo a capire che è parte del tutto e così come tutto gli è dovuto tutto deve dare.
17
Il denaro è un mezzo inventato che non fa altro che legittimare e amplificare vertiginosamente il concetto di possesso ed egoismo e aggiunge un “plus valore” ancora più pericoloso, lo posso definire l’annullamento della coscienza. L’uomo ha inventato un oggetto a cui ha deciso di dare un valore. Quest’oggetto non era in natura e non possiede alcun valore reale, (non può essere mangiato, respirato, bevuto o indossato o utilizzato come materia prima), in pratica non serve assolutamente a nulla, ha solo il valore che noi gli attribuiamo. Un valore immaginario, astratto e potenziale. Legittima il concetto di possesso, sostituendosi al lavoro. Siamo noi a scegliere di renderlo così importante, più importante della nostra stessa vita. Sono certo che molti di coloro che hanno studiato economia potrebbero storcere il naso alle mie affermazioni, ma vi chiedo di pazientare e vedrete che quello che scrivo non è poi così folle, perché si basa su una logica precisa e non così difficile da capire. Fatichiamo tanto in questo mondo per vivere, fatichiamo più di quello che dovremmo! Non ci rendiamo conto della fatica e dell’energia in più che sprechiamo tutti i giorni, per ottenere soltanto un millesimo di quello che potremmo e dovremmo avere. Il denaro, come abbiamo detto, genera l’annullamento della coscienza, di fatto non siamo più capaci di capire come molte cose vangano prodotte. Non abbiamo coscienza del loro vero 18
valore e soprattutto abbiamo perso di vista la coscienza della ricchezza. Tutti infatti ormai credono che la ricchezza sia il denaro. Provate a prendere un essere umano, dategli tantissimo denaro dicendogli: “Tu adesso sei ricchissimo!” Poi chiudetelo in un bunker antiatomico, dove non c’è nulla tranne aria. (almeno quella …) Quanto credete sia ricco? Non lo è affatto. Il fatto è che l’uomo non ha bisogno di denaro: ha bisogno di beni e servizi. Avere beni e servizi concede la ricchezza, perché quei beni e quei servizi permettono di perpetuare la vita del singolo e della specie. Se qualcuno “ha” una casa, è molto più ricco di chi ha soltanto 500.000 € in un conto. Lui ha dei numeri astratti o carta, con un valore momentaneo, quindi una ricchezza “potenziale”, non reale, l’altro invece “ha” una casa (un bene reale). Il concetto di ricchezza comunque è molto più profondo di così, perché prescinde dal concetto di possesso, riprenderemo il concetto dopo. 19
Adesso molti di voi stanno giustificando in cuor proprio il pover’uomo del baratto che aveva paura e doveva per forza comportarsi come si era comportato. In un certo senso, avete ragione! È tutta una questione di evoluzione. L’uomo tra tutti gli esseri viventi della terra, è l’essere più intelligente che esista, (o almeno così sembrerebbe). Questa straordinaria intelligenza è un grande potere che sembra essere stato donato da un’evoluzione piuttosto generosa. Sembra però che ancora gli esseri umani non usino tutto il loro potenziale. Avere tanto potere si tramuta anche in avere tanta responsabilità. Noi siamo gli unici esseri della terra capaci di distruggere l’intero pianeta. Quindi abbiamo la responsabilità di preservarlo e anzi accrescerlo armonizzandoci alle leggi dell’universo. Questo è un altro passo evolutivo dell’umanità, capire l’universo e le sue leggi. Capire la natura del mondo e armonizzarsi ad essa. L’economia celeste potrebbe essere una grande spinta in avanti per l’umanità che non solo ha il potenziale di portare armonia e felicità per tutti gli esseri umani, ma anche portare un nuovo salto evolutivo al livello di coscienza individuale e collettiva a livello tecnologico e a livello sociale. Quindi possiamo perdonare il nostro antenato che usava il baratto, perché si trovava in uno stato evolutivo umano in cui 20
ancora non era capace di vedere oltre il proprio stomaco e oltre il proprio vivere. Prima di scoprire la ruota l’uomo era infinitamente diverso, non immaginava quanta fatica in meno avrebbe potuto fare con la ruota o con il fuoco. Adesso siamo esseri umani molto differenti, possiamo pensare e vedere cose che nemmeno potevamo immaginare e quindi non possiamo perpetuare un comportamento evolutivo di migliaia di anni indietro, bisogna andare avanti. Oggi è il tempo di scoperte scientifiche incredibili, la scoperta della fisica quantistica, siamo riusciti ad uscire dal nostro pianeta e parliamo già di esplorazione spaziale, abbiamo cominciato ad esplorare perfino la genetica cioè i mattoni di cui siamo composti! Non solo siamo esseri pensanti, ma sappiamo anche trovare e modificare ciò che ci compone, siamo andati molto oltre la ruota e il fuoco. Tutte queste scoperte scientifiche si sono formate pur se incrostate in un sistema economico antiquato e debilitante ed egoistico, perché gli uomini sono creature straordinarie che non possono fare a meno di “creare”. Immaginate cosa potrebbe sviluppare l’uomo se si evolvesse in un sistema economico basato sulla vera ricchezza. Un sistema che ci svincola dal dire: “non ci sono abbastanza fondi per creare questo …” oppure: 21
“l’economia non permette questo avanzamento perché il mercato ne risentirebbe …” L’economia celeste può superare tutti questi limiti, regalare grande ricchezza all’intera umanità andando oltre le nostre origini e oltre la nostra immaginazione.
Cos’è l’economia celeste. Finalmente, dopo qualche premessa, siamo arrivati a dire cosa è esattamente l’economia celeste. Cercherò di chiarire esaustivamente questa mia visione, in modo che possa essere chiara e logica per tutti. In effetti la difficoltà non sta nel dire cos’è, ma nel comprendere la sua fattibilità, argomento che tratteremo verso la fine di questo piccolo viaggio. Posso partire già da subito dicendo che l’economia celeste non è un economia basata sul denaro, ma pone l’uomo al centro del sistema, seguito subito dopo dalle risorse. Il centro dell’economia celeste non è il denaro, ma l’uomo. In questa nuova forma di economia nessuno userà più alcuna forma di denaro ne di baratto. L’uomo potrà avere ciò di cui ha bisogno sempre e gratis. Avrete bisogno di cibo? Non lo andrete a compare, semplicemente andrete a prenderlo.
22
Avrete bisogno di materie prime per la creazione di qualunque cosa? Non le dovrete comprare, semplicemente prenderne quanto ve ne necessita. Tutto è gratis nell’economia celeste, non si vende e non si compra nulla. Di sicuro vi starete chiedendo come tutto ciò sia possibile. Vi spiegherò come: Vi ho accennato prima che l’economia celeste non si basa su alcuna forma di denaro, ma che pone al centro del proprio universo l’uomo. Questo perché la più grande ricchezza che noi possediamo, siamo noi stessi.(ecco a cosa mi riferivo prima quando dicevo che abbiamo perso di vista quale è la vera ricchezza). Qualsiasi sia la materia prima o il bene che ci serve, siamo noi esseri umani a crearlo. Quindi utilizziamo il nostro lavoro e le nostre straordinarie capacità, per ottenere i vari beni e servizi necessari. Nell’economia celeste non si lavora per guadagnare banconote di carta, si lavora per produrre un certo bene o un certo servizio e lo si fa con grande passione, perché si ha una naturale propensione per quel determinato lavoro che amiamo svolgere nel migliore dei modi. In questa forma di economia, tutti gli esseri umani lavorano, non esiste nessuno che se ne sta con le mani nelle mani, tutti collaborano attivamente, con grande gioia e passione, alla creazione del tessuto sociale, delle infrastrutture e dei beni e 23
servizi. La cosa interessante è che non lavorano per otto ore al giorno, ma molto, davvero molto meno, ottenendo una ricchezza che oggi è impensabile e soprattutto un avanzamento tecnologico, sociale e spirituale senza pari come mai è avvenuto nella storia fino ad ora e che non potrà mai avvenire altrimenti. Adesso, per chiarire ancora meglio il meccanismo, vi farò un piccolo esempio di economia celeste applicata una collettività umana semplificata e ridotta, per rendere le cose più facili da comprendere, ma poi questi concetti possono essere applicati anche in larga scala. Immaginiamo una società composta da 8 individui:
1 cuoco (crea il cibo) 1 sarto (crea il vestiario) 1 ingegnere (crea le innovazioni tecnologiche) 1 Esperto ambientale (si occupa del sistema idrico dell’aria ecc.) 1 raccoglitore di materie prime (procura tutte le materie prime necessarie) 1 creativo e comunicatore (si occupa della comunicazione) 1 amministratore sociale (si occupa della gestione delle problematiche comunitarie e politiche) 1 medico.
Tutti e otto questi individui hanno delle necessità per vivere:
Cibo Vestiario Innovazioni tecnologiche Un modo pulito
24
Materie prime Comunicazione Una società funzionante Cure
Visto che io amo il buon cibo comincerò la spiegazione con il cuoco. Il cuoco ama fare il cuoco ed è naturalmente portato per fare questo mestiere, così come gli altri sono felici di fare ciò che fanno. Tutti lavorano per il piacere di fare al meglio il proprio dovere con grande professionalità e per la collettività (cioè anche per se stessi). Infatti adesso non si ragiona più per singolo, ma per la collettività. Non bisogna mai commettere l’errore di considerare la collettività qualcosa fuori da se, ma se stessi, il bene degli altri produce un bene a me stesso. L’ingegnere, arrivata l’ora di pranzo, ha fame e va a mangiare dal cuoco, gratis o si fa dare il cibo che gli serve gratis e lo porta a casa. Il cuoco è ben felice di farlo, infatti il suo obbiettivo non è guadagnare denaro, ma fornire un bene nel miglior modo possibile all’ingegnere. Il cuoco non sta perdendo nulla perché oltre ad avere il cibo ha, di certo, anche qualsiasi innovazione tecnologica che gli serva , per esempio per la sua cucina, l’avrà gratis, fornita dall’ingegnere. Questo permette di creare un cibo di alto livello di cui lo stesso ingegnere potrà godere. Se il cuoco ha bisogno di nuovi vestiti, il sarto gli farà avere ciò che gli necessita gratis. E tutti i componenti della società daranno a tutti gli altri, quello che serve gratis e 25
riceveranno gratis ciò che necessità. Tutti sono felici, perché hanno tutto quello che gli serve. Ogni individuo ha pari importanza di qualunque altro, non esiste una “gerarchia” tutti sono fondamentali nell’economia celeste e non esiste un lavoro più bello di un altro. Se dovessimo rappresentare questo tipo di struttura sociale non sarebbe una piramide come adesso ma sarebbe un cerchio o un’elisse, (avete mai notato che tutto nell’universo usa questa forma?). Tutti i lavori sono belli, anche perché saranno fatti da persone estremamente portate per quell’incarico e nessuno vieta che un essere umano, se gli va, possa fare anche più di un lavoro. Provate anche voi con la vostra immaginazione a fare altre combinazioni con la lista di individui che ho creato sopra e vedrete che qualsiasi cosa combinerete avrà una funzionalità eccellente e a nessuno mancherà mai nulla.
I frutti dell’economia celeste. Una cosa può essere giudicata funzionale o non funzionale secondo i frutti che può generare. Come in ogni campo, il ragionamento astratto permette di anticipare, più o meno ragionevolmente, quello che può essere il risultato di un determinato processo di azioni. Adesso è arrivato i momento di analizzare più da vicino quali frutti può apportare l’economia celeste e poi paragonare il suo rendimento all’economia che attualmente ci regolamenta. 26
Grazie ai principi dell’economia celeste, la società si trasforma in una struttura che si autoalimenta, come in una particolare forma di moto perpetuo. Un organismo in perfetta sintonia. Una società così, non può crollare, o avere problemi che non possano essere risolti perché ogni eventuale cedimento viene immediatamente risolto dalla collettività con il massimo potenziale disponibile. Possiamo paragonarla all’acqua, infatti l’acqua non può essere spezzata e si riadatta a qualsiasi ostacolo o forma. Non la potete spezzare o rompere. Adesso, con il tipo di economia attuale e per come la struttura sociale è costruita, la soluzione di un problema (grande o piccolo che sia), risulta difficile e farraginosa. I tempi sono lunghi e spesso non si arriva ad una soluzione, semplicemente perché: 1. Non usiamo tutto il nostro potenziale a causa dei vincoli economici attuali che ci limitano in maniera esagerata. 2. Ogni individuo è sconnesso dall’altro, e quindi il tessuto sociale è discontinuo e non coeso. 3. Esiste una bassissima consapevolezza delle problematiche e quindi una bassa partecipazione dell’intera collettività. 4. Esiste una gerarchia debilitante, strutturata dall’alto verso il basso che rende ciechi i componenti (fondamentali) che stanno più in basso. 27
Per comprendere ancora più approfonditamente questa forma di economia, guardiamo il nostro corpo: è un esempio vivente di economia celeste. Non c’è un solo organo (o cellula o atomo), che non svolga il proprio dovere. Il cuore pompa sangue, i polmoni ossigenano il sangue, lo stomaco digerisce, ecc … tutti eseguono il loro lavoro per il bene dell’organismo che sono loro stessi! Il tutto in una particolare coesione biunivoca, che rende i tanti uno solo. Non guadagna denaro il cuore e nemmeno il cervello … Adesso immaginate il nostro corpo funzionare secondo i principi della normale economia che al momento si usa nel mondo. Il cervello si accaparra più risorse perché ritiene di essere più importante del cuore, il cuore fa sciopero perché il cervello non ha fornito i giusti servizi, il sangue, per risparmiare, porta meno ossigeno di quello che necessita … Un uomo morirebbe al suo nascere ... non arriverebbe nemmeno ad aprire gli occhi. Grazie all’economia celeste possono esistere organismi complessi come il nostro, composto da una enorme, variegata ed eterogenea “società” di elementi. Questo dovrebbe già essere sufficiente a farvi rendere conto di quanto imperfetto sia il modello sul quale stiamo basando la nostra vita sociale ed economica.
28
L’economia celeste regolamenta l’intero universo e tutto ciò che deve possedere un elevato rendimento. I vantaggi di una simile strutturazione economica sono molteplici:
Povertà bandita. Il concetto di povertà si può esprimere in poche righe: non avere ciò che renda la vita possibile (o degnamente godibile). La povertà non è concepita dalla natura, è una creazione tutta umana ed è figlia dell’economia attuale basata sul denaro e sull’egoismo. Nell’economia celeste, non è possibile nemmeno concepire il concetto di povertà. Non esiste alcun tipo di povertà e non può esistere con questo sistema, perché è basato su principi di reciprocità e collettività che non concedono la creazione di una carenza o un mancanza. Il singolo è il tutto e il tutto è il singolo, la povertà del singolo corrisponde alla povertà della collettività e viceversa. In una società dove tutti contribuiscono alla ricchezza di tutti, privi dal concetto di egoismo, come potrebbe esserci povertà?
La delinquenza è bandita. La delinquenza, tranne rarissimi casi, è un altro di quei fenomeni sociali direttamente connessi a motivazioni
29
psicologiche strettamente ancorate al concetto di paura e privazione. Quando un uomo non può più avere ciò che gli necessita per vivere, quando non ha più nulla da perdere, può incorrere in uno stato mentale di egoismo assoluto in cui tenta di prendere ciò che vuole, con la forza e questo atteggiamento genera comportamenti sociali aberranti, che tendono a sottrarre “dall’altro” ciò che ci necessita. Oppure è un uomo vittima di condizionamenti basati sull’egoismo, condizionamenti che vengono generati dalla stessa società e dal sistema economico con il quale viviamo. Un altro fattore che va evidenziato è che le strutture educative o di rieducazione e integrazione sociale, molto spesso non riescono a fare bene il proprio dovere, semplicemente perché il loro funzionamento è regolamentato da una economia basata sull’egoismo. La stessa cosa vale per le strutture di polizia ammanettate dal sistema economico che non fornisce i mezzi o l’adeguata preparazione sia pratica che mentale per adempiere al loro compito. Quindi alla fine notiamo che, anche in questo caso, il “male” è generato semplicemente dal sistema economico “sbagliato” che influenza, in modo diretto o indiretto, il funzionamento di qualsiasi altra struttura o comportamento sociale. Risolvendo questa problematica con i principi dell’economia celeste, non esisterà più alcuna forma di delinquenza, perché la maggior parte degli uomini non avrà assolutamente alcuna necessità di sottrarre ad altri la ricchezza, semplicemente 30
perché avrà tutto quello che si desidera e non ci sarà nulla da sottrarre a nessuno. In secondo fattore, grazie all’economia celeste, tutte le strutture educative, rieducative e di contenimento saranno estremamente efficienti e quindi capaci di gestire eventuali comportamenti anomali che potrebbero comunque presentarsi, soprattutto nella prima fase di passaggio.
Efficienza assoluta. Per spiegare questo concetto mi rifarò nuovamente al parallelismo con il corpo umano perché reputo che sia molto facile da assimilare. Immaginate un fumatore, chi fuma, immagino che lo sappiate, immette nel proprio sistema respiratorio grandissime quantità di veleno. Essendo il corpo umano basato su principi di economia celeste, come accennato prima, osservate quanto a lungo quell’essere umano continua a vivere pur se “costantemente” avvelenato. Notate la straordinaria efficienza dell’organismo umano, riesce ad assorbire gli effetti nefasti del fumo e se il fumatore smette di immettere veleno, nel giro di poco tempo, la straordinaria capacità di guarigione del corpo, eliminerà definitivamente 31
ogni forma di veleno. Questa perfezione è la stessa che avrebbe la nostra società, se applicassimo i principi di economia celeste. Anche se venisse immesso “veleno” nel tessuto sociale, l’organismo “umanità” riuscirebbe a risolvere il problema e continuare a funzionare efficacemente, ma visto che in una società del genere nessuno è interessato a immettere “veleno”, immaginate soltanto la perfezione e l’efficienza che raggiungeremmo.
Istruzione di altissimo livello. Noi siamo ciò che sappiamo. Purtroppo noi non sappiamo ancora ciò che siamo. Chi controlla la nostra conoscenza, controlla la nostra vita. L’educazione, la formazione e la conoscenza sono potentissimi strumenti, necessari per costruire gli uomini del futuro. Se la conoscenza, l’educazione e l’istruzione sono basati su un sistema al collasso, rigido e privo di altruismo, come potrà mai avere una vera efficacia? Come potranno essere forgiati uomini capaci di affrontare consapevolmente la magia della vita in modo costruttivamente evoluto?
32
Una conoscenza creata da persone appassionate che dedicano tutta la loro energia per trasmettere il loro sapere e la loro esperienza in modo adeguato, è una conoscenza potente che creerà di sicuro altra ricchezza e altra conoscenza. Economia celeste significa conoscenza elevato ad infinito. Gli insegnanti non saranno più persone costrette a insegnare o persone incapaci di insegnare (anche se esistono insegnati capaci e appassionati, ma purtroppo una minoranza). Saranno potenti conoscitori, padroni della loro materia di insegnamento, avranno capacità comunicative elevatissime e coinvolgeranno in modo “pratico /teorico” i loro allievi, per prepararli in modo davvero efficace a ciò che sarà il loro lavoro secondo le loro vere inclinazioni. La conoscenza sarà libera e facilmente fruibile, si attueranno tutti i sistemi per rendere la conoscenza facile e assimilabile. Ovviamente non si tratterà solo di conoscenza per creare lavoro, ma anche di arricchimento personale e avanzamento delle coscienze. Come ogni cosa nell’economia celeste, ci sarà flessibilità e una pronta risposta alle varie esigenze, anche questo diverrà un altro “organo” eccezionalmente funzionale.
Meno lavoro, più ricchezza. Immaginate sette miliardi di persone che lavorano attivamente e organicamente. Saranno sviluppate tecnologie, (pulite), che renderanno il lavoro molto più facile, e ci sarà più tempo libero 33
per tutti, basterà lavorare per una o due ore a testa e si otterrà una ricchezza di gran lunga maggiore di quella attuale.
Ecologia La terra sarà la nostra casa, non avremo più necessità di usare sistemi energetici “arcaici” come il petrolio o l’energia nucleare. Useremo metodi di energia libera e completamente pulita. Staremo molto attenti al nostro pianeta e creeremo molte più aree di verde. Saremo connessi con “l’entità” terra e armonizzati al tal punto non solo da non rovinare più il luogo che ci da la vita, ma anche renderlo più funzionale e bello. Miglioreremo i processi che creano le risorse e troveremo il modo di rendere ogni risorsa infinita. La parola Ecologia smetterà di esistere e gli uomini del futuro non la comprenderanno più, perché sarà radicata nel loro codice comportamentale, nel loro DNA e sarà naturale concepirla.
Fattore barriera Adesso che abbiamo un quadro generale piuttosto completo di cosa possa essere l’economia celeste, è arrivato il momento di guardare in faccia un potente spettro, quello che possiamo definire una vera e propria barriera che crea un “apparente” ostacolo alla realizzazione fattiva dell’economia celeste. Di sicuro, mentre leggevate queste mie parole, questo spettro continuava a sussurrarvi all’orecchio. Il suo sussurro per 34
alcuni è piccolo, quasi silenzioso, per altri assordate, ma di fatto vi parla di continuo. Questo sussurro si può riassumere in una sola parola: “impossibile”. Lo spettro di cui vi parlo, anche se molti di voi non se ne sono accorti, non ha fatto altro che ripetervi questa parola. Magari molti di voi hanno pensato: “ sì … belle parole, ma è impossibile” Altri invece avranno pensato: “che fesserie, è impossibile” Che abbiate avvertito tutto questo è normale e fisiologico, non preoccupatevene non ha alcuna importanza. Adesso vi dimostrerò quanto potente è il fattore barriera, (lo spetto) e contemporaneamente, quanto è falso. Il fattore barriera si nutre semplicemente della solita vecchia amica paura. Molti di voi si sono trovati a combattere tra il desiderio di avere una società come io l’ho descritta e l’apparente impossibilità di realizzarla. Il fattore barriera che avete sperimentato rappresenta le sbarre della gabbia, quelle sbarre che tanto bene conoscete e dal quale avete paura di uscire. Vi dico già da subito che la realizzazione dell’economia celeste non è impossibile, così come non è stato impossibile volare, andare sulla luna e tante altre cose straordinarie che abbiamo 35
fatto, semplicemente perché qualcuno ha creduto che si potessero fare. Molti li additavano come folli, tantissimi hanno deriso quei pensatori. Addirittura quando fu inventata la locomotiva, le persone erano convinte che l’uomo non potesse resistere a tali “velocità”, ma qualcuno ha creduto si è impegnato e ciò che era impossibile, adesso è routine per voi. Sì; credere che si possa fare è il primo passo fondamentale. Ma il credere, ovviamente, non deve giungere da un dogma, altrimenti sarebbe pura astrazione, deve giungere piuttosto dalla logica possibilità di attuazione di un piano. Chi di voi ha studiato Sistemistica, sa bene che qualsiasi sistema complesso è costituito da tanti sistemi semplici più piccoli che lo compongono. Più un sistema si scompone più semplici saranno gli elementi che lo compongono. Lo stesso principio si può applicare ai problemi, per quando un problema sia complesso, è possibile scinderlo in tanti piccoli problemi più semplici, la soluzione di questi problemi più semplici, ci porterà a risolvere il problema più complesso. L’economia celeste è comparabile a un sistema complesso che, se visto nella sua interezza, può intimorire, ma se analizzato in tutti i suoi vari costituenti, diviene incredibilmente realizzabile e di facile attuazione. Lo avete sentito lo spettro? Vi ha parlato quando ho scritto “facile attuazione” 36
Bene … continuiamo. L’attuazione dell’economia celeste, di sicuro richiede un’attenta analisi, una precisa strutturazione perché possa attecchire nel tessuto sociale. Di certo non basterà questo mio breve testo a fare un analisi accurata, infatti vi ricordo che io sto intraprendendo un viaggio con voi, stiamo sbirciando insieme fuori dalla gabbia e vi anticipo che l’economia celeste non può essere realizzata da un singolo uomo, ma solo da una collettività. Se tutti gli uomini fossero abbastanza evoluti a livello di coscienza individuale e collettiva, l’economia celeste si potrebbe attuare da subito. Purtroppo l’uomo, non si trova in questo stato attualmente, proprio per questo sentite lo spettro. Lo spettro è semplicemente la vostra paura di perdere le cose importanti o è il frutto dei condizionamenti, i quali, che lo vogliate o no, vi portate dietro, in modo silente, tutti i giorni. Ma queste paure sono soltanto frutto di illusioni e man mano che continuerete a leggere vi renderete conto che con i giusti tempi e piccoli passi non solo l’economia celeste si può realizzare … ma si sta già realizzando sotto i vostri occhi! Bisogna soltanto accelerare un pochino i passi e fare il tutto con più consapevolezza del dove si vuole andare. Come già più volte accennato l’economia celeste pone l’uomo come centro della ricchezza ed è proprio dall’uomo che bisogna partire. 37
Il più grosso ostacolo è la ridistribuzione della ricchezza, è li che gli uomini hanno le loro paure. Se c’è qualcuno che avrà grande timore di attuare l’economia celeste, questo qualcuno è rappresentato di certo dagli attuali “ricchi”. È normale che un uomo che ha accatastato ricchezze non voglia certo metterle in condivisione con gli altri. Infatti non serve che lo faccia. Il primo passo è il pensiero. Si deve lavorare su come concepiamo gli altri e il mondo. La realizzazione dell’economia celeste non è fatta di grandi e plateali azioni, ma di piccolissimi e invisibili gesti. Dopo la lettura di questo testo, domandatevi: Sono capace di donare qualcosa? La risposta è sicuramente si! Nella vostra vita per quanto possiate essere “cattivi” o egoisti avrete di sicuro fatto un dono a qualcuno (anche se microscopico e insignificante). Quella è un’attuazione di economia celeste. Quindi costruire l’economia celeste significa dare qualcosa a qualcuno gratis. Ma il tutto deve avere una strutturazione specifica ecco ad esempio un metodo che potrebbe portare a un’economia celeste.
Metodo Come vi ho accennato l’economia celeste è di facilissima attuazione e richiede un minimo sforzo da parte della collettività e il coraggio di qualche “pioniere”. Con il metodo di tipo esponenziale che sto per descrivervi scoprirete che non c’è poi una così grande difficoltà nella realizzazione di questo 38
sistema economico basato sul dono. Questo perché l’intero “peso” dell’attuazione verrà polverizzato frantumato in piccolissime particelle e ogni singolo individuo dovrà soltanto fare piccoli gesti, poco faticosi che porteranno alla costituzione dell’economia celeste. Prima di lasciarvi al metodo vorrei soltanto chiedervi, se vi andrà di farlo, di cominciare ad osservare attentamente una banconota, (di qualsiasi taglio e nazionalità), e cercare di prendere consapevolezza che è soltanto carta. La vostra vita vale molto di più. Cercate, quando andrete a fare la spesa o quando uscirete con gli amici, di comprendere la differenza tra beni reali e quelli fittizi come la moneta. Questo piccolo esercizio potrebbe farvi vedere un mondo diverso. Tornando al metodo l’ho suddiviso in fasi (semplicissime): 1° fase Qualsiasi sia il vostro lavoro, scegliete un giorno del mese a vostra discrezione, uno qualsiasi, non ha importanza quale. In questo giorno donerete a qualcuno, sempre di vostra scelta, una vostra prestazione professionale o un bene. Il bene deve essere una bene di qualità, o una prestazione di qualità, come se vi avesse pagato, per intenderci. Specificate a questa persona, con chiarezza, che fate quel dono seguendo i principi di economia celeste e se avete tempo, spiegate meglio di che si tratta, la persona che riceve il vostro dono non è costretta a fare altrettanto, non deve esserci alcuna 39
forma di costrizione o aspettativa, il vostro dono è fatto e deve finire tutto li (anche se non sarà mai così posso assicurarvelo). L’importante è che siate voi a scegliere di donare un atto di “economia celeste”, infatti l’economia celeste è una cosa che si può solo dare e non si può in nessun modo chiedere. Dovrete dare sempre ad una persona diversa, scegliendola con attenzione secondo vostri parametri. Per il resto dei giorni del mese continuate normalmente la vostra attività facendovi pagare. 2° fase Non appena vi capiterà di riceverete a vostra volta un gesto di economia celeste intensificate i vostri doni, facendone due al mese e continuate con routine sempre nello stesso modo. Se riceverete ancora gesti di economia celeste nei vostri confronti fate voi un gesto di economia celeste a settimana, potreste arrivare persino ad uno al giorno e così via … tutto in base al ritorno che vedrete nei vostri confronti. Il principio di base è più riceverete più darete. Sarà bello per voi ricevere qualcosa che avreste dovuto comprare gratis così come sarà bello da parte vostra dare questa gradevole esperienza a qualcun altro. Con questo metodo, non si perde assolutamente nulla e l’economia celeste comincerà a crearsi sotto i vostri occhi. La starete creando voi! Questo metodo è di tipo esponenziale, se fatto correttamente porterà all’eliminazione del denaro in un arco di tempo medio lungo. L’importante è la consapevolezza 40
del gesto, consapevolezza propria e consapevolezza di chi riceve. Non deve mai essere un’elemosina, ma un libero dono fatto dignitosamente. Esempi? Eccoli:
un consulente, una volta al mese fa una consulenza gratuita un meccanico una volta al mese fa una riparazione gratuita un panettiere da del pane gratis.
Ecc … fate voi. Pensate allo schema della società semplificata che ho esposto qualche pagina fa. Beh … che dire, questo è tutto, finisce qui questo breve viaggio e spero che possa essere una base di partenza o uno spunto per chi legge. Come vedete non serve alcuna rivoluzione, non serve nessuna manifestazione o guerra, servono dei semplicissimi gesti, una piccola rinuncia, e questi piccoli gesti, come gocce d'acqua creeranno uno straordinario oceano di pace e felicità, questo ovviamente è il mio punto di vista, riflettete nel vostro io più intimo e agite secondo quelle che sono le vostre scelte. Il mondo è fatto da noi, da me che scrivo da te che leggi e soltanto da noi può essere cambiato. Cosa vi dice lo spettro adesso? Saprete fare un dono una volta al mese?
41
Sinceramente, Orazio Iaci
42