ALTERAZIONI DELLA SCRITTURA PER MALATTIA Scrivere comporta la coordinazione di molti muscoli. Questa capacità motoria fine si sviluppa completamente attorno ai 15 anni d’età. Con l’invecchiamento si ha una diminuzione dell’abilità motoria e, conseguentemente, può cambiare il tipo di scrittura. Questo accade più presto e in modo più marcato quando, per l’insorgere di patologie neurologiche, si verifica perdita delle cellule nervose che producono dopamina, responsabili della coordinazione muscolare. E’ il caso della malattia di Parkinson. Nel malato parkinsoniano, infatti, a causa del rallentamento dei movimenti e di una minore destrezza manuale, si manifestano delle caratteristiche modificazioni nella scrittura che generalmente si presentano nel corso della malattia, ma spesso già all’esordio. Non c’è nessun paziente parkinsoniano, non importa di che età, che non abbia problemi di scrittura. Il paziente inizia a scrivere normalmente, da sinistra verso destra, e mano a mano che scrive tende a tracciare le lettere alfabetiche con caratteri che si rimpiccioliscono sempre di più, tanto che le ultime parole hanno dimensioni più piccole rispetto alle altre. Spesso i pazienti non riescono a mantenere la stessa riga e le parole non sono ben allineate. Quando c’è tremore della mano, la scrittura diviene piena di sgorbi ed è spesso illeggibile. I disordini del movimento Con la denominazione di disordini del movimento vengono considerate quelle condizioni neurologiche nelle quali vi è una alterazione qualitativa del movimento o la comparsa di movimenti anomali dovuti ad alterazioni dei gangli della base, del cervelletto e della corteccia cerebrale motoria. Le principali situazioni cliniche sono: •
i tremori
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le distonie
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le coree
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i tic
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le mioclonie
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la malattia di Parkinson
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i parkinsonismi atipici
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