Professione Veterinaria 12-2013:ok
12-04-2013
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la VETERINARIA
PROFESSIONE
A.N.M.V.I.
ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI
12 2013
SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Anno 10, numero 12 dall’8 al 14 aprile 2013
Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
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LA DISOCCUPAZIONE PESA SULLA SOCIETÀ
L’IMU SCACCIA L’IRPEF
VIA DI SOMMINISTRAZIONE NON AUTORIZZATA
PRE E POST PARTO NELLA CAGNA
MANUALE DI ECOGRAFIA VETERINARIA
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COLLABORAZIONE RECIPROCA
BREVI IZS Il Ministero della Salute ha istituito due nuovi Centri di referenza: all'IZSLER il Centro di referenza nazionale per i rischi emergenti in sicurezza alimentare e all'IZSTO quello per le indagini biologiche sugli anabolizzanti animali.
AFLATOSSINE Il mais stoccato perché contaminato dalle aflatossine sarà utilizzato per la produzione di energia rinnovabile in oltre 500 impianti di biogas della Pianura Padana. Lo prevede un accordo di filiera promosso dagli assessorati all’agricoltura del Veneto e della Lombardia.
CIRCHI Nelle more dell'emanazione del Regolamento per l'educazione e l'esibizione degli animali nei circhi, l'Ente Nazionale Circhi ha istituito il registro dei veterinari accreditati. I veterinari che desiderano far parte dell'elenco devono farne domanda alla presidenza ENC (via di Villa Patrizi 10, Roma; segreteria@circo.it) allegando curriculum e foto tessera.
LCORL I ricercatori dell'Università di Hannover hanno scoperto il gene dell'altezza nei cavalli (LCORL). Analizzati i geni di 1850 cavalli appartenenti a 42 razze diverse. LCORL è il gene che limita la crescita nei cavalli. La mutazione genetica è presente nelle razze di pony, compreso il cavallo di Przewalski, ed è assente nelle razze di grandi dimensioni.
CESIO Nessuno dei cinghiali dell'Asl VerbanoCusio-Ossola è radioattivo. È l'esito delle analisi svolte dall'Izs di Vercelli sui 36 campioni: lingue e tessuti muscolari di animali uccisi in passato e poi congelati e altri appena abbattuti nei piani di contenimento o dopo incidenti stradali (20). Gli animali provengono da tutta la Provincia. In tutti la presenza di cesio 137 è inferiore alla soglia minima. Le analisi continuano.
POLIZIA RURALE La Regione Veneto ha deliberato l’istituzione di un gruppo di lavoro interdisciplinare per la predisposizione dei regolamenti di polizia rurale. Il documento dovrà essere perfezionato entro il 31 dicembre. Fa parte del gruppo il Dirigente regionale della Unità complessa di sanità animale e igiene alimentare.
Salute risparmio
e
Fondo Sanitario A.N.M.V.I.
REGOLAMENTO STP
In società con il capitale Dal 21 aprile i professionisti possono aggregarsi in nuove forme societarie. A PAGINA 3
Il medico veterinario, in quanto accreditato, ha "il dovere di segnalare i mancati adempimenti alle autorità competenti". L'Ordinanza ministeriale non lo prevedeva, è una novità del nuovo Accordo StatoRegioni per l'Anagrafe degli Animali d'Affezione e il Ministero della Salute la sostiene. ANMVI non è d’accordo, come non lo è la maggioranza dei medici veterinari (“Io non sono una figura statale e nemmeno una autorità”. “Non possiamo costringere i proprietari”). Le ragioni di chi è favorevole, è giusto farle presente, poggiano sul principio che serve più efficacia. Ma in discussione non è un principio e nemmeno il fine, in discussione è il ruolo del medico veterinario LP. Libero professionista vuol dire “a contratto” con il cliente e non con la Pubblica Amministrazione, ciò vuol dire che le parti possono anche decidere di non accordarsi per una prestazione, basta il legittimo e libero diniego di una parte. Lo dice il Codice Civile e lo dice la riforma delle professioni che, per questo, usa il termine “liberalizzazioni”: il cliente è libero di scegliere il professionista e di richiedere una prestazione o nessuna. Anche sulla base di valutazioni di tipo economico. Questo è nella natura civilistica dei contratti fra privati e non ha nulla a
che fare con le logiche delle amministrazioni sanitarie pubbliche. Anche se l’accreditamento è per lo svolgimento di un “pubblico servizio”, non ne derivano “compiti di verifica”. Un libero professionista non può decidere gli obblighi di legge (se potesse!) e non ha poteri di controllo sul cittadino-cliente. Se facesse leva sulla segnalazione alla Asl violerebbe il rapporto fiduciario con il suo cliente (e non solo quello probabilmente) e potrebbe persino essere sospettato di cointeressenza, per ottenere una prestazione a pagamento. Se non si privilegiano i metodi educativi, il timore della segnalazione (che vuol dire sanzionabilità) incoraggerà l’elusione dell’obbligo. È invece giusto dire che il veterinario è "al servizio della collettività" e che "ha il compito di contribuire ad una corretta ed uniforme applicazione delle disposizioni di legge”. Allora, facciamo in modo che la prestazione dal LP sia incoraggiata da campagne istituzionali (on line non costano nulla) e la Salute si batta per l’esenzione IVA e per la totale detraibilità della spesa. E si aprano davvero le anagrafi informatizzate alla piena interattività dei liberi professionisti. Anche la diffusione dei lettori fra le forze dell’ordine aiuterebbe. Questa è “collaborazione reciproca”.
TEDESCHI SEMPRE PIÙ VEGETARIANI CERTAMENTE LA PRESENZA RILEVATA NEGLI ULTIMI GIORNI DI CARNE DI CAVALLO IN HAMBURGER DICHIARATI DI CARNE BOVINA avrà accelerato la tendenza dei tedeschi a mangiare meno carne. In Germania, infatti, ogni giorno circa 2000 abitanti rinunciano ai wurstel ed agli hamburger decidendo di diventare vegetariani. Più di 700mila tedeschi ogni anno, complice anche la crisi economica che in Germania, sia pure meno che da noi, ha ridotto tutti i consumi alimentari, rinunciano alla carne. La motivazione principale di questa scelta, già presa definitivamente da oltre 8milioni di tedeschi, però non sarebbe la crisi economica e neppure la paura sulla qualità dei prodotti, ma essenzialmente l’amore degli animali. La cosa strana d’altra parte è che, nonostante questo incremento continuo e considerevole dei vegetariani, il consumo di carne non tende a ridursi. Evidentemente chi resiste con la dieta a base di carne ne consuma sempre di più riequilibrando il calo dovuto alla scelta di molti suoi concittadini di rifiutarla completamente. Infatti, partendo dai dati nazionali di mercato, i “carnivori” dovrebbero mangiarne almeno 61 chili a testa all’anno, che significa circa 1,2 chili alla settimana. Un consumo veramente elevato che lascia qualche dubbio sulla correttezza di questi dati. D’altra parte, invece, in Italia il consumo di carne è in netta diminuzione, complice certamente anche in questo caso l’amore degli animali ma soprattutto la crisi economica e, negli ultimi tempi, le notizie di truffe e di mancanza di controlli sulla qualità dei prodotti che hanno spaventato molto i consumatori italiani particolarmente sensibili ed attenti a quello che mangiano.
A.N.M.V.I