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6-02-2013
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la VETERINARIA
PROFESSIONE
A.N.M.V.I.
ORGANO DI INFORMAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MEDICI VETERINARI ITALIANI
4 2013
SETTIMANALE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
Anno 10, numero 4 dal 4 al 10 febbraio 2013
Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 N. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
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MALTRATTAMENTO E SEQUESTRO PROBATORIO
MINOR COLPA CON LE BUONE PRATICHE
PRADOFLOXACINA: UN ANNO DI ESPERIENZA
10MILA VETERINARI CERCANO SU VETPEDIA
FOGLIETTI ILLUSTRATIVI PIÙ EUROPEI
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LIBERA CONCORRENZA SLEALE
BREVI TASSA SULLE CARNI Cristiana Muscardini, deputato al Parlamento Europeo, ha fatto proprie le istanze dell’ANMVI e presentato una interrogazione alla Commissione Europea. Dopo la proposta della Svezia di tassare il consumo delle carni per scoraggiarne l’uso a fini di tutela ambientale e animale, l’On. Muscardini chiede alla Commissione se sia consapevole della bilancia commerciale in attivo, dell’Italia proprio grazie alle esportazioni delle produzioni alimentari. E “se sia disponibile per un’operazione tendente a penalizzare questa positiva realtà esportatrice”.
ANAGRAFE La Conferenza unificata ha sancito l’Accordo tra Governo, Regioni, Province e Comuni in materia di identificazione e registrazione degli animali da affezione. Il provvedimento rinvia alle amministrazioni territoriali l’adozione di una serie di misure basate su criteri generali più uniformi e armonizzati.
STP Il Ministero della Giustizia ha approvato il Regolamento delle società tra professionisti. Le società saranno iscritte all’Ordine e alla Camera di Commercio. Indefiniti obblighi fiscali e di previdenza. Il testo passa al Ministero dell’Economia.
LATTE CRUDO In attuazione della Legge Balduzzi, il Ministero della Salute ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 gennaio il decreto sull’erogazione di latte crudo: obblighi di informazione in etichetta e misure per la vendita tramite distributori automatici.
CASO POINTER La Corte di appello di Bologna ha confermato la condanna (pena sospesa) di un anno e sei mesi di reclusione al veterinario allevatore Guberti. Danni morali alle associazioni animaliste. Annunciato il ricorso in Cassazione.
AUJESKY In vista della valutazione del rischio dei vaccini vivi attenuati nei riproduttori, il Ministero richiama la relazione annuale dei Servizi Veterinari. La scadenza per i Servizi Veterinari è il 12 febbraio. L’utilizzo in via sperimentale dei vaccini vivi attenuati nei riproduttori scadrà il 24 febbraio.
Salute risparmio
e
Fondo Sanitario A.N.M.V.I.
VERTENZA IPPICA
La scommessa più difficile Recuperare le entrate che spettano all’ippica. La SIVE sostiene la vertenza: è in gioco il futuro della veterinaria A PAGINA 3
Se un concorrente si avvale di “mezzi non conformi ai principi della correttezza professionale” non c’è niente da fare. Se getta discredito sulla nostra attività non c’è niente da fare. I liberi professionisti non possono invocare l'articolo 2598 del Codice Civile sugli atti di concorrenza sleale. Non è solo una sentenza (n. 22997/12) quella pronunciata dal Tribunale di Roma, ma una vera e propria dichiarazione di vuoto legislativo. Confrontata la legislazione europea con quella nazionale, il giudice romano ha sentenziato che "la disciplina nazionale della concorrenza non è assimilabile alla disciplina comunitaria della libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità, anche se nella nozione di "servizio" rientrano le attività delle libere professioni. Nel negare il risarcimento a un medico libero professionista, vittima di azioni di concorrenza sleale, il Tribunale di Roma ha dichiarato "l'inapplicabilità tout court del regime di responsabilità da concorrenza sleale ai rapporti tra liberi professionisti". Il caso in sentenza attiene ad azioni "ostruzionistiche" da parte di un professionista nei confronti dei colleghi subentranti, per distrarre la clientela ver-
so altri studi professionali. I Giudici si sono rifatti ad una sentenza della Cassazione del 2005, secondo la quale pur essendo “innegabile” che gli studi di liberi professionisti “siano, di fatto, per personale, mezzi tecnici impiegati e quant'altro, assimilabili ad una azienda", il regime di responsabilità da concorrenza sleale non è applicabile ai rapporti tra liberi professionisti". Quindi, i Giudici di Roma ritengono che una interpretazione estensiva del concetto europeo di impresa "non sia pertinente". Già. Peccato però che le liberalizzazioni, da Catricalà a Monti, abbiano proprio fatto leva su quei principi della concorrenza che adesso non valgono. Concorrenza sì per liberalizzarci e concorrenza no quando si tratta di usare quegli stessi estremi normativi per tutelarci? Due pesi e due misure? Confprofessioni ha chiesto al prossimo Governo di sottoscrivere lo Statuto delle Professioni. Per citare il Presidente Stella, lo Statuto dovrà essere "sancire ruolo e dignità di un terzo "polo" nella struttura economica del Paese”. Finora il rapporto tra professionisti e legislatori è stato condizionato da una serie di equivoci. E anche la giurisprudenza ne risente: avanti così, sleali si può.
ABBANDONO DEGLI ANIMALI IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA SALUTE HA RESO NOTI, PRIMA DELLA SCORSA ESTATE, I DATI MINISTERIALI aggiornati riferiti all’abbandono dei cani ed al fenomeno del randagismo in Italia. Vediamo di riprenderli: cani randagi tra i 500mila ed i 700mila, i cani di proprietà iscritti all’anagrafe degli animali d’affezione 5milioni 815mila compresi i cani ospiti nei canili-rifugio dei comuni. I canili sanitari autorizzati erano, nel 2011, 915. Nel 2010 i cani che sono entrati nei canili sanitari sono stati 102mila365. Se ci riflettiamo sono dati veramente impressionanti che meritano qualche riflessione. I cani in Italia sono circa 7milioni ed il 10% di questi sarebbero randagi. Secondo altre fonti il numero di 500/700mila è decisamente esagerato e dovrebbe essere almeno dimezzato ma resta comunque un numero enorme ed inaccettabile in un paese civile come dovrebbe essere il nostro. Il numero dei cani iscritti all’anagrafe non è attendibile tenendo conto che molte regioni sono scarsamente attive su questo obiettivo. Gli animali deceduti non vengono cancellati e quindi il numero è in continua crescita ma senza significato. 915 canili sanitari, 9 per provincia, evidenziano una situazione critica e cronica che non si muove verso soluzioni concrete assorbendo solo ogni anno milioni di euro ma senza alcuna prospettiva reale. Se pensiamo che questi dati si riferiscono a situazioni antecedenti la crisi economica dovremmo pensare ad un netto peggioramento nel 2012. Quello che è certo è che gli interventi del fisco sul settore (Iva, redditometro, detrazioni fiscali, ecc.) spingono molti proprietari a liberarsi dei loro animali, e non solo cani e gatti ma anche cavalli che incominciano sempre più frequentemente ad essere segnalati. E l’Italia sarebbe un paese civile.
A.N.M.V.I