Elementi di Economia Politica- cap5

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La produzione di beni. Per determinare la curva di offerta di beni e servizi, ossia le combinazioni ottimali tra prezzo e output per chi produce, dobbiamo esaminare i costi ed i benefici legati all’attività produttiva. I benefici della produzione derivano dal ricavato delle vendite, e l’andamento delle vendite dipende dalle caratteristiche del mercato, ossia dalla quantità di concorrenti dell’impresa e così via. I costi di produzione dipendono invece dall’utilizzo che l’impresa fa delle risorse disponibili e dal costo di reperimento di tali risorse. Cominceremo la nostra analisi dai costi di produzione. Gli economisti distinguono le decisioni legate alla produzione in due fasi distinte. Una prima fase logica è relativa alla dimensione dell’impresa: l’imprenditore, in base al volume delle vendite che si aspetta di realizzare nel futuro, deve acquisire uno o più locali per svolgere l’attività produttiva, deve procurarsi i macchinari necessari e così via. Una volta acquisiti gli impianti, e cioè una volta fissata la dimensione d’impresa, l’imprenditore deve decidere qual è il livello ottimale di produzione, e quindi quale sarà l’utilizzo degli impianti che si è procurato, e reperire le altre risorse direttamente legate alla quantità di produzione che si desidera raggiungere: le materie prime, i semilavorati, la manodopera. E’ evidente che la dimensione d’impresa non è immutabile, anzi l’imprenditore può in ogni momento decidere di ampliare i suoi impianti, o dismetterne una parte. Però si ritiene che tutte le decisioni legate alla dimensione d’impresa richiedano un lungo intervallo di tempo per divenire operative, mentre le decisioni sulla quantità di lavoro o materie prime utilizzate possono avere effetti rapidamente. Per questo motivo gli economisti distinguono tra breve periodo e lungo periodo. Nel breve periodo l’imprenditore prende per data e non modificabile la dimensione della sua impresa, e sceglierà quel comportamento, ossia quella quantità di produzione, che gli procura il massimo beneficio con gli impianti già a disposizione. Nel lungo periodo invece l’impresa modifica anche la sua dimensione in modo da rendere massimo il proprio beneficio. Nel breve periodo, dunque, possiamo distinguere i costi dell’impresa in costi fissi, che non variano al variare della quantità prodotta, e che dipendono in larga misura dalla dimensione degli impianti, e in costi variabili, il cui andamento è invece direttamente legato al livello di produzione desiderato. Prendiamo ad esempio l’attività produttiva di una gelateria. La dimensione degli impianti riguarderà il numero dei locali e la quantità di macchinari per la produzione dei gelati. Una volta acquisiti i locali e i macchinari1, si dovrà poi decidere quanti gelatai assumere, e per quante

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Per semplicità possiamo immaginare che locali e macchinari siano presi in affitto dall'impresa. Il costo fisso in tal caso coincide con le rate di fitto. 41


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