l ’alpone
Autorizzazione del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 28 - Nr. 4 - Dicembre 2013 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane
Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 Luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45 % art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50 % - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 30 - N. 2 - MARZO 2015 - Recapito a cura dell’ Ente Poste Italiane
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Saluto del Presidente Un saluto carissimo a tutti, mentre ci appre-
stiamo ad affrontare le attività estive che da sempre sono quelle che più impegnano le associazioni operanti sul nostro territorio. In particolare vorrei ringraziare i molti ilarionesi sparsi in giro per il mondo, che continuano a sostenerci con calore e affetto: a nome di tutta la Pro Loco vorrei assicurarli che cercheremo di farli sentire vicini al loro amato paese attraverso l’Alpone e le notizie che grazie al nostro giornale possiamo offrire loro. Un augurio affettuoso anche al giovane don Damiano Zanconato, che con la sua scelta di diventare sacerdote ha dato una bella testimonianza di fede e rinnova una tradizione da sempre molto forte fra la nostra gente. Ci sono insomma tutti gli ingredienti giusti per dire che c’è da lavorare per tutti e in tutti i campi a servizio del paese: soprattutto i giovani, si sentano invitati a mettere a disposizione le loro forze e le loro belle teste per migliorare la piccola società che è San Giovanni Ilarione e i paesi vicini, senza paura di sbagliare e con l’entusiasmo della loro giovane età. Il Presidente della Pro Loco Franco Cavazzola
40° SAGRA di SAN BENEDETTO ABATE Cattignano 10-11-12 luglio 2015 (programma a pag. 4)
SAGRA di SAN GIOVANNI BATTISTA 37° Mostra delle ciliegie Castello di San Giovanni Ilarione 27-28 giugno 2015 (programma a pag. 4-5)
Pro Loco | San Giovanni Ilarione
Anno 30 Nr. 2
Giugno 2015
DON DAMIANO ZANCONATO SACERDOTE! E’ STATO ORDINATO NELLA CATTEDRALE DI VERONA LO SCORSO 16 MAGGIO CON ALTRI CINQUE GIOVANI CONFRATELLI
Festa grande per la parrocchia di Castello, che il 17 maggio scorso ha visto un suo giovane conterraneo celebrare la sua prima messa, 42 anni dopo l’ultima ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 1973. Damiano Zanconato, 29 anni il prossimo 27 ottobre, va ad arricchire una terra che in un passato ormai lontano ha dato molti suoi figli alla Chiesa ma che negli ultimi decenni, in sintonia con i tempi attuali, ha assistito ad una evidente carenza di vocazioni religiose. Nella vicina parrocchia di S. Caterina in Villa è ancora viva la figura di don Paolo Burato, ordinato prete nel 2010 e oggi impegnato nel servizio pastorale a Malo. Una tradizione religiosa quindi che, pur fra mille difficoltà, viene ribadita ancora una volta e che dimostra l’attaccamento della nostra gente alla Chiesa. Inevitabile quindi la domanda, rivolta allo stesso don Damiano, di come si senta a rappresentare questo filo rosso che unisce passato e presente delle nostre comunità. Certamente pieno di felicità e gratitudine al Signore per avermi scelto a far parte di questa lunga serie di chiamate alla vita consacrata. Mai avrei immaginato nella mia giovinezza che sarei entrato a far parte di questa lunga serie di religiosi e religiose che di tanto in tanto vedevi tornare a casa dalle loro famiglie per trovare ristoro dalle fatiche e impegni pastorali, e che sotto certi aspetti mi hanno sempre affascinato. La tua vocazione è nata in maniera, diciamo così, “particolare”. Ce la vuoi raccontare? Così “particolare” che è nata dentro al trascorrere ordinario delle mie giornate, una chiamata che si è rivelata dentro ad eventi ed incontri ordinari. Se provo a far memoria del primo momento in cui ho avvertito che “forse” la mia strada sarebbe stata quella di entrare in seminario e diventare prete, mi torna subito alla mente quel pomeriggio trascorso al Seminario vescovile a Vicenza nella primavera del 1999. Dopo aver ricevuto il sacramento della confermazione, l’allora parroco don Daniele decise di portare tutti noi neo cresimandi in uscita a Vicenza, visitando una co-
munità di suore (anche se non ricordo bene) e la comunità delle medie del Seminario minore. Ricordo che ero rimasto entusiasta ed affascinato da quei ragazzi che pregavano, studiavano, giocavano assieme, quasi una sorta di invidia, anche se non avrei mai lasciato la mia famiglia per entrare in seminario. Nel frattempo frequentavo regolarmente la parrocchia, svolgendo alcuni servizi: inizialmente chierichetto fino a 13 anni, poi organista, qualche anno anche come catechista assieme a mio fratello Emanuele e all’occorrenza prestavo aiuto al comitato sagra durante le feste. Dentro a tutto questo “fare” però Gesù non centrava molto: al fine settimana partecipavo anche a tre messe non per fede o per amore del Signore, ma perché così potevo suonare l’organo, la mia più grande passione. Fin dalla fanciullezza ho avuto un debole per la musica, a 8 anni Valeria Marcazzan mi insegnò chitarra, poi iniziai a suonare la tastiera nel coro
“la Ghenga” e un bel giorno, nel luglio 2000, Luigi Gecchele si presentò alla mia porta con il titolo di un metodo per armonium, deciso a insegnarmi a suonare l’organo, la mia più grande passione. Più trascorre il tempo e più sono convinto che il Signore è riuscito a far breccia nel mio cuore proprio grazie a questa mia passione. Per usare un' immagine, una sorta di amo da pesca per farmi abboccare. Dopo il conseguimento del diploma di perito chimico, nell’ottobre 2005 mi trasferii a Roveré Veronese per motivi di lavoro. Di lì a qualche mese una mia cara compagna di classe delle superiori, Emanuela, mi chiese se ero disponibile ad animare con la musica un gruppo di preghiera che si andava formando a San Francesco di Roverè. Non mi sembrava vero: potevo continuare a suonare l’organo anche se non ero molto entusiasmato dall’idea di stare in chiesa circa 3 ore. Ma incontro dopo incontro, catechesi dopo catechesi, ho cominciato a conoscere questo Gesù, frequentare i sacramenti, pregare ed andare a messa non perché obbligato ma come bisogno. Di tanto in tanto mi tornava alla mente il seminario e l’idea che forse sarei diventato prete, ma pensavo che fosse una via di fuga, un ripiego a causa di una vita che molte volte mi lasciava a fine giornata con un pugno di mosche in mano. Anche se di tanto in tanto mi frequentavo con qualche ragazza, avvertivo che non sarei mai stato completamente realizzato accanto ad una donna e il fascino per la figura del prete, l’amore per le “cose di Dio”, al contrario, aumentavano sempre di più. Dopo un pellegrinaggio a Medjugorje e una serie di colloqui con il parroco di Velo V.se, don Roberto, presi la ferma decisione di capire se il Signore mi stava chiamando a diventare sacerdote. Quei mesi di discernimento sono stati molto travagliati: decidere se abbandonare il lavoro, affrontare un lungo cammino fatto da sette anni di intenso studio, rinunciare ad avere una moglie e dei figli ecc. Il tutto però sempre accompagnato da una grande forza interiore,
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