L'Alpone numero 4 2013

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l ’alpone

Autorizzazione del Tribunale di Verona del 3 luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45% art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50% - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 28 - Nr. 4 - Dicembre 2013 - Recapito a cura dell’Ente Poste Italiane

Autorizz. del Tribunale di Verona del 3 Luglio 1986 - R:S: 705 - Sped. in abbonamento Post. - 45 % art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Filiale di Verona da Verona C.M.P. - 50 % - Trimestrale di informazione e cultura - Anno 28 - N. 4 - DICEMBRE 2013 - Recapito a cura dell’ Ente Poste Italiane

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Saluto del Presidente Un altro anno, denso di attività e di appuntamenti, sta giungendo al termine, con un bilancio tutto sommato positivo, visti anche i problemi economici che sempre più condizionano gli sforzi di tutte le associazioni operanti sul territorio. La recente Sagra della Castagne si è dimostrata, secondo il commento di molti, un vero successo, grazie alle novità presentate ma soprattutto grazie al lavoro di tante persone e gruppi associativi che, ovviando con la creatività e la passione alle carenze di investimenti, sono riusciti a mantenere la manifestazione ad un livello qualitativo apprezzabile. A tutti questi protagonisti, che sono il vero motore della Sagra, va il mio grazie più sincero e convinto. Un successo addirittura superiore alle attese ha riscontrato poi l’ultima pubblicazione targata Pro Loco, ovvero il libro di foto “Done e òmeni, maridève”, che in pochi giorni ha letteralmente esaurito le copie pubblicate. Un grazie ai curatori e a coloro che hanno contribuito, raccogliendo le foto e i dati che arricchiscono il libro, a dare al paese un altro, significativo capitolo sul nostro passato. So che gli stessi curatori stanno pensando ad un’altra opera per l’anno a venire, sempre incentrata sulle foto di un tempo: non mancherà, ne sono sicuro, l’apporto di tutti i lettori de "L’Alpone", chiamati a rovistare nei vecchi album di famiglia per consegnare i volti amati dei loro cari a questa nuova e pregevole iniziativa. Un augurio infine a tutti gli ilarionesi, a quelli lontani soprattutto, di Buone Feste e di Felice anno nuovo, nel segno di una collaborazione che speriamo possa dare sempre nuovi frutti a servizio del paese. Presidente Pro Loco Franco Cavazzola

Pro Loco | San Giovanni Ilarione

Anno 28 Nr. 4

Dicembre 2013

PROVINCIA DI VERONA San Giovanni Ilarione celebra i suoi primi 90 anni di Veronesità. Il 30 dicembre 1923 un Regio Decreto sanciva il passaggio del nostro paese dal territorio della provincia di Vicenza a quello di Verona. L’11 febbraio dell’anno successivo ne garantiva il pubblico riconoscimento la Gazzetta Ufficiale con tre essenziali e quanto mai formali articoli sottoscritti dal re Vittorio Emanuele III e dal Presidente del Consiglio Benito Mussolini. Novant’anni dopo, in un periodo in cui le province hanno perduto gran parte del loro significato storico al punto che ogni tanto viene addirittura ventilata l’idea della loro cancellazione a livello amministrativo, l’evento sembra destare l’interesse solo di quei pochi che amano, per puro diletto personale, guardare alle vicende del passato. E

se qualcuno oggi dichiara di sentirsi orgoglioso di essere veronese, forse lo dice pensando più alle vicende calcistiche (ritornate finalmente gloriose) dell’Hellas che non al senso di appartenenza ad una provincia il cui capoluogo rimane, malgrado i moderni mezzi di trasporto, ancora lontano. Giova allora ricordare che il “Distacco di San Giovanni Ilarione dalla provincia di Vicenza e la sua aggregazione a quella di Verona” (così recitava il decreto) non è stata una semplice formalità e ha preteso una paziente opera di mediazione a livello comunale, provinciale e infine parlamentare durata ben quattro anni. Infatti lo studio e le pratiche a sostegno del passaggio vennero approntate nei mesi appena susse-

Piazza Colonna e la nuova sede del municipio dopo il 1921.

guenti la fine della Prima guerra mondiale: è il gennaio del 1919 allorché la giunta prima e l’Amministrazione comunale poi espongono ed approvano la relazione in cui si precisano i motivi della richiesta, che doveva mettere fine ad una confinazione “illogica ed irrazionale” e “lesiva al massimo grado degli interessi della comunità”. L’ordine del giorno venne approvato all’unanimità, sebbene fossero presenti solo 12 consiglieri su 20. Deve trascorrere quasi un anno perché la decisione venga approvata (il 18 dicembre 1919) dalla provincia di Verona, che sollecita nell’occasione i parlamentari veronesi a sostenere l’iniziativa. Il compito di presentare la proposta di legge n. 1444 della XXV legislatura spettò agli onorevoli Ugo Guarienti e Giovanni Coris, che il 22 marzo 1921 annunciavano al sindaco che la Camera “aveva approvato la presa in considerazione della proposta di legge” da loro presentata. Sembrava fatta, e invece la fine della Legislatura rimandò il tutto ai parlamentari neoeletti nella successiva tornata elettorale. Il duo Guarienti-Coris non si perdette d’animo e, ripresa l’attività della Camera, ripresentò la medesima istanza il 10 dicembre dello stesso 1921. Ora le cose, almeno a livello burocratico erano tutte a posto, eppure dovettero passare altri due anni prima di arrivare al tanto atteso passaggio sotto Verona: due anni che possiamo definire quanto meno “movimentati”, fatti di antiche e mai sopite dispute interne al paese (si arrivò ad un passo dalla costituzione di due comuni, uno vicentino e uno veronese, corrispondenti rispettivamente grossomodo ai territori delle parrocchie di Castello, da una parte, e di Villa con Cattignano dall’altra), di contrasti all’interno degli stessi [...] [continua a pag. 3]

UN’EREDITÀ DONATA A CHI NE HA PIÙ BISOGNO 3.850€ donati

al Direttore di Telepace. In tempi di crisi, come quelli in cui stiamo vivendo è sempre più diffi-

cile rinunciare per dare agli altri. È bello, però, vedere come la generosità sia ancora un dono che non ha limiti, che non si ferma nemmeno di fronte a tutte le problematiche che l’incertezza economica del momento ci riserva. Non occorre andare lontano per trovare persone che con il proprio altruismo daranno sicuramente un importante aiuto a chi sta vivendo situazioni alquanto disagiate. Per questo motivo ci sembra giu-

sto riportare e lodare il gesto di un nostro concittadino abitante a San Giovanni Ilarione (che vuole mantenere l’anonimato), il quale, pur avendo ricevuto una certa somma di denaro in eredità [3.850,00 euro] ha deciso di donarla, il 20 Novembre, a persone più bisognose tramite la collaborazione di don Guido Todeschini, direttore di Telepace. Ci auguriamo che qualcun altro possa seguire questo esempio di carità.

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