l’Alpone - Giugno 2019
l ’alpone
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Pro Loco | San Giovanni Ilarione
Saluto del Presidente
L’editoriale
Si apre la stagione estiva, come sempre dedicata anche nel nostro paese a tante manifestazioni interessanti. La Pro Loco doveva proprio in questi giorni rinnovare il proprio Consiglio, ma una decisione unanime del Consorzio Pro Loco Verona Est ha proposto di rimandare all’anno prossimo il rinnovo contemporaneo di tutti i Consigli delle Pro Loco, cosicché anche la nostra Associazione manterrà intatto il proprio gruppo direttivo per tutto il presente anno. Il mio augurio quindi va a tutti gli iscritti Pro Loco affinché sappiano trovare nuove energie per affrontare insieme questo ulteriore periodo e prepararsi al meglio alle elezioni dell’anno prossimo (ricordo che potranno votare il nuovo direttivo dell’anno prossimo solo coloro che sono iscritti nel presente anno). Vorrei infine ricordare con grande affetto la figura di Mirella Creasi, che per tanti anni in passato è stata attiva all’interno della nostra associazione, essendo stata anche una dei soci fondatori. Ai familiari e a tutti coloro che l’hanno conosciuta e stimata per quanto ha fatto per il paese di San Giovanni Ilarione vanno le nostre più sentite condoglianze.
Quando mi concentro su questa rivista penso ad una “conquista sociale”: 35 anni di servizio nei quali si è consolidata la credibilità, la fiducia, la comunicazione. Rimango positivamente impressionato dal numero di persone che raggiunge, periodicamente e costantemente, anche fuori dai confini d’Italia. E’ anche un mezzo per raggiungere i tanti figli di questa terra che sono, per scelta o necessità, lontani. E’ un modo per ricordarli. Don Lorenzo Milani, un anno prima della sua morte, scriveva: “Non si può amare tutti gli uomini. Di fatto si può amare solo un numero di persone limitato…”. Don Lorenzo aveva scelto chi amare, i ragazzi di Barbiana. Di quante persone si può conoscere la storia? Un numero limitato, come ci diceva don Lorenzo. Ma che permette veramente di fare la storia di tutti. Penso sia questo uno dei pregi di questa rivista e degli autori che la scrivono e che la sostengono. Studiare, scrivere, informare, fare memoria diventa così un modo di amare concretamente la propria terra, la propria gente.
Il Presidente Franco Cavazzola
Il Direttore Emilio Garon
Anno 34 Nr. 2
Giugno 2019
Stranezze del Maggio 2019
È MAGGIO A maggio non basta un fiore. Ho visto una primula: è poco. Vuol nel prato le prataiole: è poco: vuole nel bosco il croco. È poco: vuole le viole; le bocche di leone vuole e le stelline dell’odore. Non basta il melo, il pesco, il pero. Se manca uno, non c’è nessuno. È quando è in fiore il muro nero è quando è in fiore lo stagno bruno, è quando fa le rose il pruno, è maggio quando tutto è in fiore. Il poeta Giovanni Pascoli immagina maggio come un mese esigente di fiori, che colorano prati e boschi, e non era meno il culto che si aveva per questo nell’antica Roma, consacrato mese alla dea Flora,
protettrice dei boccioli, e alla dea Maia, simbolo del risveglio della natura, da cui, forse, prese il nome. Maggio, quindi, dal clima dolce, con giornate tiepide e serate fresche, che c’introducono all’estate. Non è però così in questo 2019, perché maggio non ci ha portato le dolci temperature, ma ci ha ricondotti in pieno inverno, iniziando con nevicate sulla Lessinia, poi cali delle temperature, piogge intense, temporali, grandinate, esondazioni di fiumi e frane. Nella Val d’Alpone le perturbazioni di maggio hanno piegato la produzione agricole. Oltre il 70% delle ciliegie, principalmente le precocissime, è andato perso e i danni sofferti sono imputabili al cracking, ossia la spaccatura della polpa del frutto per la [continua a pag.3]
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