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REPORTAGE
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OTTOBRE 2009
Una megagalattica metropoli viola
PRIMO PIANO
Andrea Muzzi*
I NEL CARCERE DEI MINORENNI Dentro l’istituto penale minorile di Firenze, tra problemi quotidiani e vite già difficili PAGG.16-17
CONSIGLIO COMUNALE Un’assemblea più veloce e più aperta ai cittadini: gli obbiettivi di una riforma PAGG.8-9
SPORT
Aree verdi in vendita, si va verso il rinvio Viaggio nel mondo gay di Righi-Strappi
Q
VIOLA, CAMBIO AL VERTICE A fine settembre Andrea Della Valle si è dimesso dalla presidenza. Ma il progetto va avanti PAG.37
ualche settimana fa la cronaca nera (che più nera non si può) ci ha raccontato di un’aggressione animalesca ai danni di un ragazzo di 26 anni avvenuta in pieno centro. Quel ragazzo è gay e si è ritrovato la faccia spaccata da un uomo che lo ha pestato sangue. E così anche dalle nostre parti è tornato alla ribalta il problema, serio, delle discriminazioni contro gli
PAG.3
curiosità I nascondigli di chi tradisce
omosessuali. E pensare che Firenze negli anni 80 era una delle capitali della movida gay. Come stanno le cose oggi? I locali ad hoc non mancano e richiamano un pubblico numeroso, ma la città - raccontano le associazioni - non è sempre aperta come sembra, al punto che qualcuno è ancora convinto che l’omosessualità sia una maPAGG.14-15 lattia.
A “CASA” PER VINCERE Giorgia Armellini è passata dalla B1 alla D di volley per tornare nella “sua” Impruneta PAG.38
PAGG.28-29
n questi giorni a Firenze si fa un gran discutere di dove nascerà la cittadella viola! Ogni vero fiorentino ha tre sogni nel cassetto: avere una fiorentina nel piatto, avere una fiorentina nel letto e soprattutto avere una fiorentina in champions league! Ai primi due sogni, un fiorentino, può anche rinunciare (conosco tanti amici vegetariani per scelta e single per obbligo), al terzo sicuramente NO! La fede calcistica è una cosa seria. Della Valle dice che gli introiti della cittadella viola sono indispensabili per rafforzare la Fiorentina. Sono d’accordo, solo mi domando perché accontentarsi? Perché fare solo una cittadella? Già il nome, “cittadella”, dà un che di piccolo, ridotto, sembra un paesino. Cosa ci costruisci all’interno di una cittadella? Un circolino! Quello lavora molto con le bevute degli amari, i tornei di briscola, qualche caffè corretto: però non mi sembra un grande business! Con questi soldi l’unico giocatore che ci puoi comprare è Beppe Furino che ha 72 anni! Osiamo di più: invece della cittadella io propongo una metropoli viola! Facciamo qualcosa di megagalattico, che intimorisca anche le altre squadre. Molte partite la Fiorentina le vincerebbe a tavolino perché dentro una metropoli viola molte squadre si perderebbero e non arriverebbero in tempo allo stadio per la partita! Se vogliamo vincere sicuro, allora la metropoli viola è quello che serve! *Comico
LA NOVITÀ. Stabilita l’area in cui sorgerà anche il nuovo stadio
La cittadella si farà a Castello N
elle scorse settimane è arrivato l’atteso annuncio del sindaco: “La cittadella viola nascerà a Castello”. Il verdetto è arrivato dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione di questo tempio dello sport che dovrà ospitare il nuovo stadio. Il primo cittadino ha però dettato alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – ha spiegato – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Co-
mune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. E dunque si riparte da dove ci si era fermati, da quegli ettari della discordia
che ancora sono oggetto di un’indagine della magistratura e che un domani saranno la nuova casa della Fiorentina. La decisione per questa collocazione ha incassato plausi: tra le altre c’è stata la soddisfazione di Cesare Prandelli (che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”) e in casa Della Valle, dopo il cambio ai vertici, è stata ribadita con forza la volontà di andare avanti con l’operazione Cittadella. PAG.10-11
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Ottobre 2009
TAVARNUZZE/1. E il consiglio provinciale aderisce alla battaglia dei residenti e dell’amministrazione
Elettrodotto, si apre uno spiraglio
A fine settembre incontro tra il sindaco e i tecnici del ministero delle Infrastrutture, che si sono detti “disponibili” ad un variante al progetto. Con l’approvazione di queste modifiche non sarebbero più costruiti i tralicci perché i cavi verrebbero interrati Federico Bausi
S
ull’elettrodotto di Tavarnuzze arrivano na, che insieme al Comune si è impegnata a “probuone notizie da Roma. A fine settembre il muovere tutte le azioni utili a raggiungere i risultati sindaco Ida Beneforti ha avuto un incontro sperati” una volta che il ministero avrà messo nero nella sede del ministero delle Infrastrutture, su bianco il suo via libera. Intanto anche la Provincioè il dicastero che deve dare il via libera all’inter- cia si schiera con i cittadini di Tavarnuzze che chieramento dell’elettrodotto nel Fosso del Lupo. Quel- dono di far passare i cavi dell’elettrodotto sotto terra la di far passare i cavi sotto terra, facendo a meno per non costruire i tralicci. Sempre nel mese scorso, di costruire i tralicci, è un’idea che risolverebbe i il consiglio provinciale ha approvato all’unanimità problemi di impatto sanitario e ambientale dell’ope- una mozione presentata dalla commissione Urbanira, Ma, per diventare realtà, quest’idea deve essere stica e Ambiente, presieduta dall’imprunetino Remo tradotta in una variante al progetto iniziale presen- Bombardieri del Pd. “La mozione – spiega Bombartato da Terna, l’azienda che gestisce la trasmissio- dieri – impegna il consiglio a seguire la questione, ne dell’energia elettrica sulla rete italiana ad alta e a farsi carico della situazione e assumere tutte le altissima tensione, e già approvato dal ministero. risoluzioni per arrivare ad un risultato positivo del Durante l’incontro a Roma, il primo cittadino di Im- problema”. Soddisfatte anche le altre forze politipruneta ha spiegato ai tecnici ministeriali i benefici che. Per Andrea Calò (Rifondazione comunista e che porterebbe la modifica al progetto sollecitata Comunisti italiani), “è importante che un’amministrazione provinciale aiuti dal Comune, trovando in un Comune a valorizzare loro “attenzione e disponi- Il primo cittadino: un territorio e a sottrarlo da bilità a valutare un percorso Bene così, ma adesso quelle scelte che possono rapido per l’approvazione la nostra proposta deve danneggiarlo dal punto di della variante, pur tenendo essere fatta propria da Terna vista ambientale, dal punto conto dei termini di legge”. di vista energetico, dal paeInsomma, si è aperto uno spiraglio per la soluzione richiesta dai cittadini di saggistico, morfologico”. Un po’ più critici Nicola Tavarnuzze: da Roma non è arrivato un via libera Nascosti del Pdl e Riccardo Lazzerini (Sinistra per pieno, ma certamente un “quasi sì”. Il ministero del- la Provincia). “Esiste già, con la legge 152 – ricorda le Infrastrutture, tra l’altro, ha preso l’impegno di Nascosti – uno strumento che offre la possibilità ai ribadire in una lettera la disponibilità a ragionare cittadini di partecipare alle decisioni. Ogni ulteriore della variante al progetto e a illustrare i tempi mi- elemento di partecipazione rischia non di tutelare nimi necessari. “Sono abbastanza soddisfatta – dice più i cittadini, ma rischia di bloccare le opere di cui il sindaco Beneforti – perché la strada imboccata è si ha bisogno. E questo vale anche per la Tav e per quella che auspicavamo. Certo, noi abbiamo solo qualsiasi altra cosa”. Lazzerini invece sottolinea che dato un suggerimento: la richiesta di modifica al “questo documento doveva già essere stato approprogetto deve essere presentata da Terna, ma siamo vato per una regione di tempistica e di problematica fiduciosi di un esito positivo della vicenda”. Una contingente. Come Sinistra abbiamo sempre chiesto soddisfazione condivisa anche dalla Regione Tosca- di arrivare ad un documento condiviso”.
TAVARNUZZE/2. La storia della cooperativa “Le Rose”
L’oasi dove cresci anche se sei grande C’
è un’oasi verde, a Tavarnuzze, autonomi: per dire, vanno a fare la dove da qualche tempo vive spesa, la sera escono e vanno a fare un bellissimo drago. E’ fatto tutto di una passeggiata o prendono il risciò. legno e lo hanno costruito i ragaz- D’altronde anche qui, a Tavarnuzze, zi che frequentano la casa colonica sono abituati a badare a se stessi e a gestita dalla cooperativa sociale “Le collaborare con gli altri”. Anche nelRose”, che si occupa di giovani con le piccole cose. Per esempio, per il deficit intellettivi non gravi. Il drago pranzo ognuno di loro ha un compito di Quintole per le Rose, la strada dove preciso: a turno c’è chi apparecchia, si trova la cooperativa, è nato in uno chi sparecchia e chi pulisce. “Il nodei tanti laboratori a cui partecipano stro obbiettivo – sottolinea la presiquesti otto giovani tra i 20 e i 35 anni: dentessa della cooperativa – è lavoda quello ambientale (la cura dell’or- rare sull’autonomia dei ragazzi e in to e del giardino) alla falegnameria questo senso ogni momento è buono alla danzaterapia, all’equitazione e per imparare, anche il pranzo”. E che molti altri. “I nostri laboratori – spie- la casa colonica di via Quintole per ga Giuseppina Inga, presidentessa Le Rose sia diventata un punto di dell’associazione – sono ispirati un riferimento, lo dimostrano le molte po’ alle vecchie botteghe artigiane collaborazioni che ha allacciato in 17 e mirano a intrecciare, con il lavoro anni di esistenza (è stata fondata nel 1992): dai manuale, progetti inarte e natuOtto ragazzi con deficit tegrati con ra”. Ogni intellettivo e un obbiettivo le scuole giorno – dal da raggiungere: l’autonomia, come quella lunedì al vegiorno per giorno di Cerbaia, nerdì, dalle ai laureandi 9.30 alle 16.30 – se ne svolgono almeno due e laureati della Facoltà di Scienze e ognuno è tenuto da personale lau- della Formazione di Bologna che reato. Ma le attività non si svolgono arrivano a Tavarnuzze per fare il tutte entro i “confini” dello spazio praticantato, alla scuola serale per verde che circonda la casa colonica. direttori di comunità organizzata dal I ragazzi fanno teatro, partecipano Comune di Firenze e che si tiene qui. a eventi come il Festival della Cre- Insomma, è uno spazio allargato e atività a Firenze e d’estate fanno le che si allarga. Anche in senso lettevacanze insieme. Ormai da qual- rale, perché ora è in ristrutturazione che anno, a luglio, vanno a Marina la tinaia che si trova vicino alla casa di Bibbona per una quindicina di colonica, di proprietà della Asl. “Vorgiorni. “Sono accompagnati da alcu- remmo utilizzarla per ospitare delle ni educatori – dice Inga – ma sono conferenze”, conclude Inga. /P.C.
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IMPRUNETA
URBANISTICA. Quattro punti per affrontare il “caso valorizzazioni”, la polemica più accesa dell’anno
Verde in vendita, il piano del Comune TAVARNUZZE/3
La cessione delle aree dei Sassi Neri e via delle
Libri, corsi e feste Tutti gli appuntamenti
Fornaci sarà (forse) rinviata al 2010. Intanto
29 ottobre, cinema teatro del Circolo ricreativo di Tavarnuzze. Saranno presentati due libri sulla storia e il futuro della frazione: alle 19 il presidente della Provincia Andrea Barducci e l’assessore regionale al Territorio Riccardo Conti introdurrano la presentazione del volume di Lucia Lorini “Dal villaggio al paese. L’espansione edizilia di Tavarnuzze”. Dopo il buffet, alle 21.15 sarà invece la volta di “Tavarnuzze fra presente e futuro. Progetti di riqualificazione” a cura del Comune. Saranno presenti tra gli altri il sindaco Beneforti, il vicesindaco Buccianelli e l’assessore Bombardieri. A partire da novembre, corso per soccorritore livello base organizzato dalla Pubblica assistenza di Tavarnuzze: lezioni una volta la settimana per tre mesi. Iscrizione gratuita telefonando allo 055.2022284 8 novembre, Pubblica Assistenza di Tavarnuzze. A partire dalle 15.30 festa dell’associazione con bruciate, vino nuovo, bruschette e altro. Alle 18 animazione con balli caraibici, poi la presentazione del nuovo sito internet e per finire karaoke.
l’amministrazione apre ad “alcune modifiche” da valutare con i cittadini Paolo Ceccarelli
É
stata la polemica imprunetina dell’anno, ma chissà che non finisca con la pace. Negli ultimi mesi si è discusso molto dei due spazi verdi – uno ai Sassi Neri, l’altro in via delle Fornaci – che il Comune ha messo in vendita per dare respiro ad un Bilancio “stretto” tra le conseguenze della crisi economica e i rigidi criteri del Patto di stabilità interno. E’ nato un comitato di cittadini a difesa delle aree verdi, che all’inizio di settembre si è addirittura accampato con una tenda al parco dei Sassi Neri per opporsi alla cessione delle due aree. C’è stato un consiglio comunale aperto, molto partecipato e “acceso”. E la polemica è poi continuata sui giornali. Ma ora c’è aria, se non di pace, almeno di una proposta di armistizio. Alla fine dell’estate che ha visto andare deserte le due aste, la giunta e gli uffici comunali hanno aperto una riflessione sulle cosiddette valorizzazioni, a seguito delle novità contenute nel decreto anti-crisi varato dal governo Berlusconi. Come anticipato nel numero agostano de Il Reporter, l’amministrazione si è messa a fare dei conti precisi su quali e quante risorse poteva liberare il provvedimento approvato dal Parlamento. Adesso questo lavoro di analisi è finito e la giunta di Ida Beneforti ha messo nero su bianco i risultati nonché le sue intenzioni sulla questione. Partiamo dai numeri: il decreto anti-crisi ha dato un “respiro” di 480mila euro alle casse comunali, grazie ad un alleggerimento di fatto del Patto di stabilità. Per risolvere i problemi, cioè “fare pari”, sarebbe servita la libertà di spendere 1 milione e 700mila euro, ma ciò non toglie – fa sapere l’amministrazione – che 480mila è una cifra “tale da meritare una riflessione”. Eccola: “ad oggi – si legge nella nota diramata a fine settembre – si è aperto solo un modesto spiraglio che potrebbe portare a chiudere il 2009 senza le valorizzazioni e concedere un tempo, anche se limitato, per valutarne alcuni miglioramenti, anche se le valorizzazioni restano per il futuro necessarie a garantire la realizzazione degli inter-
Copia in abbonamento postale
Il Reporter è un periodico di 7 edizioni che mensilmente viene distribuito da in 192.404 copie
La zona dei Sassi Neri
venti in corso e di quelli non procrastinabili”. Dunque, cosa ne sarà delle aree verdi? La risposta della giunta sono quattro punti. Primo, “per il 2009 potrebbe essere sufficiente per il rispetto del patto anticipare la vendita dei locali ex Coop (ammesso che l’asta non vada deserta) con l’aggiunta dei 480mila euro del decreto, anche se ciò comporterebbe il posticipo di alcuni pagamenti al 2010, con conseguente appesantimento del piano di spesa del prossimo anno”. Quindi, secondo
punto, “le valorizzazioni rimarrebbero comunque necessarie nel 2010, per coprire un piano di spesa che dopo l’anticipazione della vendita dell’ex Coop e lo slittamento dei pagamenti dal 2009 presenta forti criticità”. Il terzo punto è una mano tesa verso i cittadini che abitano vicino alle due aree verdi: “la situazione odierna – spiegano dal Comune – potrebbe aprire un piccolo varco, nel mese di ottobre, per valutare con i cittadini residenti, qualora siano interessati, la possibilità di al-
cune modifiche al piano delle valorizzazioni, se queste potranno slittare al 2010”. Al quarto e ultimo punto c’è una sorta di postilla, però fondamentale. “Qualora il bando per la vendita dell’ex Coop andasse deserto o non si trovassero punti di accordo con i residenti, l’amministrazione comunale procederebbe allora così come stabilito dal piano in vigore”. Sarebbe a dire che i due spazi verdi tornerebbero subito in vendita. Per ora, però, tutto o quasi è possibile. Anche la pace.
L’EVENTO Una mostra fotografica sul periodo storico tra il 1889 e il 1929
La Società Corale racconta “C’era una volta all’Impruneta”
C
om’era Impruneta e cosa succedeva una volta in paese, più precisamente tra il 1888 e i giorni nostri? La Società Corale può dare risposte abbastanza precise e adesso anche mostrarcele: in occasione della Fiera di San Luca (vedi pagina 5 de Il Reporter) ha organizzato una mostra, intitolata appunto “C’era una volta... all’Impruneta”, in cui sono esposte fotografie e vengono ricreati ambienti del periodo compreso tra il 1889 e il 1929. L’obbiettivo della Corale è da sempre quello di preservare e promuovere il patrimonio storico-culturale di Impruneta, e in questo senso va anche il tentativo di riprodurre
gli ambienti domestici degli anni che hanno segnato il passaggio tra due secoli e forse anche tra due concezioni del mondo. E le foto sono eccezionali documenti su mestieri, personaggi, situazioni e feste dello stesso periodo. L’inaugurazione della mostra, avvenuta il 12 ottobre, è stata anche l’occasione per presentare la targa commemorativa “Largo delle trecciaiole” realizzata in terracotta da Tullio Del Bravo, in onore ad un mestiere che ha fatto la storia anche di Impruneta. Ma, come detto, la Società Corale porta alcune preziose testimonianze anche del periodo successivo al ’29, e infatti ha preparato e ora presentato
Il Reporter di Impruneta raggiunge 6.273 famiglie nel Comune di Impruneta
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Anno III n. 57 del 5 ottobre 2009
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ufficialmente un cd fotografico che parla della sua storia tra il 1888 e il 2008. Un lavoro, realizzato con il contributo del Comune, che raccoglie più di 300 foto e testi di rilevanza storica e culturale, oltre a testi di Ferdinando Paolieri, scrittore, poeta e commediografo vissuto tra il 1878 e il 1928 che ambientò alcune delle sue storie letterarie proprio all’Impruneta. La mostra fotografica sarà visitabile fino a domenica 18 ottobre, giorno di chiusura della Fiera di San Luca. L’orario è: tutti i pomeriggi fino alle 23; martedì giovedì e domenica anche la mattina a partire dalle 10 /F.B. e sempre fino alle 23.
Dati non raccolti presso l’interessato Si informa che, ai sensi dell’art. 24, comma 1, lett. C, del D.Lgs 196/2003 (codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali, non è richiesto in quanto i dati sono provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art.13 del d.lg 196/2003). La informiamo che i suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da Web&Press s.r.l., al solo fine dell’invio presso la Sua residenza del periodico gratuito “il Reporter”. Il responsabile del trattamento è Web&Press s.r.l. Potrà in ogni caso richiedere l’eliminazione dei Suoi dati e in contemporanea la sospensione dell’invio della sua copia esercitando l’art. 7 scrivendo a Web&Press via Kassel 17 50126 Firenze.
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Ottobre 2009
ARTIGIANATO. Un viaggio nel mondo delle “botteghe” che sono attive in città e nelle varie frazioni
I falegnami di Santa Maria del Fiore La sagrestia vecchia e le controporte del Duomo di Firenze sono opera loro. La storia della falegnameria Vegni, iniziata nel 1892 con un signore che per arrotondare faceva anche il barbiere... Paolo Ceccarelli
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uesta è la storia di Giuseppe, detto Beppe, che mise bottega in piazza Buondelmonti 107 anni fa. Per tutta la settimana faceva il falegname, ma il sabato e la domenica dava una spazzata al locale, metteva una tenda e diventava barbiere, per arrotondare un po’. E’ la storia di Michele, suo figlio, che entrò in bottega giovanissimo nel 1905 e non la lasciò fino al giorno della
morte, 57 anni dopo. E’ la storia di Cesare che, per non far chiudere la falegnameria messa in piedi dal nonno, a 17 anni chiese al tribunale l’autorizzazione a diventarne il titolare. Ed è la storia di Mauro Poggi, Piero Bencini e Wladimiro Giuliani, che sono entrati in bottega da ragazzi e oggi sono i tre soci della falegnameria che fu fondata da Beppe Vegni nel 1892. Una vicenda, quella dell’azienda che oggi ha sede in via Europa, che viene da
lontano ed è arrivata molto in alto. Nel senso letterale del termine. Avete presente il palo di legno che sta sulla sommità del campanile di Giotto? Ecco, è opera loro. E non è l’unica che riguarda piazza Duomo, perché la falegnameria Vegni ha ricostruito le controporte di Santa Maria del Fiore, la sagrestia vecchia distrutta dall’alluvione del ’66, alcune librerie e altro ancora. “Adesso stiamo rifacendo le finestre del Battistero”, spiega Cesare Vegni che, dopo aver lasciato tutte le quote ai “tre ragazzi che ho visto crescere”, ora è un po’ il grande vecchio della situazione. (“Mah, più che altro mi sento il grosso vecchio...”, scherza allundendo alla sua stazza). Il Duomo è un cliente affezionato della falegnameria: una collaborazione che va avanti da 30 anni, così come quella con diverse parocchie. Ma al di là dei clienti importanti e delle grandi commesse, quanto è difficile mandare avanti l’attività oggi, al tempo di Ikea? “Per la verità non lo è – risponde Vegni – nel senso che, anche in un momento di grande crisi come questo, noi abbiamo tanto lavoro. La formula giusta è mettere insieme il vecchio lavoro manuale e le tecnologie. E’ chiaro che chi si rivolge a noi vuole molto di più di quello che può trovare a Ikea”. Mauro, uno dei tre soci, è convinto che “ci sia posto per tutti. Ovviamente – spiega – noi puntiamo a differenziarci scegliendo sempre e comunque la qualità, senza scendere a compromessi col mercato”. L’obbiettivo, dice, “è fare sempre meglio”. A partire
dalle piccole cose. Come dimostra l’aneddoto raccontato da Vegni, che dà anche l’idea del clima che si respira in questa falegnameria. “Qualche anno fa – dice – si pre-
senta una signora anziana con un vecchio soffietto in mano, dicendo che le si è rotto il manico. Mi sono messo subito a farne uno nuovo, mi piace troppo lavorare con il legno”.
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IMPRUNETA
EVENTI. In programma dall’11 al 18 ottobre. “CosĂŹ una volta l’anno si può tornare bambiniâ€?
E’ San Luca, mille di queste ďŹ ere Una settimana di mostre, mercati e giochi tra piazza Garibaldi e i Sassi Neri. E’ la grande festa del paese che va avanti da mille anni, senza neanche un’interruzione Franco Buti
S
i racconta che nacque per sfamare i pellegrini in visita al Santuario di Santa Maria. Dopo camminate lunghe chilometri, e con la prospettiva di farne altrettanti per tornare a casa, avevano bisogno di cibo e cosĂŹ in paese iniziarono ad arrivare quelli che oggi chiameremmo venditori ambulanti. Ma c’è anche chi ricorda che Impruneta era a metĂ strada del percorso compiuto in autunno dai pastori per migrare dalle valli dell’Appennino alla Maremma, la loro casa in inverno. I pastori si fermavano in paese per tirare il fiato durante il lungo viaggio, e coglievano l’occasione per vendere un po’ i loro prodotti (latte, formaggio) e comprare ciò di cui avevano bisogno (scarpe, vestiti e strumenti). E col tempo si è “istituzionalizzataâ€? come fiera del bestiame. Sia come sia, su una cosa non ci sono dubbi: la Fiera di San Luca è una festa millenaria e ogni anno gli imprunetini la ritrovano lĂŹ, nel centro della cittĂ . Il 2009, naturalmente, non fa ecce-
zione. E, come sempre, il programma prevede una settimana tonda di festeggiamenti: l’inaugurazione è avvenuta domenica 11 ottobre con il mercato enogastronomico e la chiusura è prevista per il 18 ottobre. I sette giorni, organizzati dall’associazione Fiera e dalla Pro Loco, saranno scanditi dagli appuntamenti canonici. Dal Fierone ai Sassi Neri di martedĂŹ al Palio di San Luca, la corsa dei cavalli, giovedĂŹ 15 ottobre, fino al mitico tiro alla fune tra i quattro rioni (venerdĂŹ sera). Domenica 18 conclusione, sempre con il mercato enogastronomico e il torneo di calcio tra i rioni “Memorial Ivano Torriniâ€?. “E non mancherĂ il luna park in piazza Accursio da Bagnolo nĂŠ il classico girrarosto dei polli in piazzaâ€?, spiega Paolo Andreoni della Pro Loco, che organizza la festa insieme all’associazione Fiera di San Luca. A proposito, ma mettere in piedi un evento del genere, oggi nel 2009, quanto è difficile? “Sempre di piĂš – risponde il presidente dell’associazione
Fiera Renato Merluzzi – perchÊ questa non è la fiera di Scandicci o Terranuova Bracciolini, e lo dico con tutto il rispetto. Quella dell’Impruneta è rimasta piÚ legata alla tradizione�. E le rigide norme igieniche, per esempio, a volte cozzano un po’ con la dimensione ancora paesana che è
la grande particolaritĂ della Fiera. “Sono regole giustissime – tiene a specificare Merluzzi – ma il problema è l’applicazione. Non si può trattare questo tipo di sagre come se fossero le megafesteâ€?. Buona fiera, comunque. “E’ l’occasione per tornare un po’ bambini, una volta all’annoâ€?
COM’E’ FINITA? Gli sviluppi della notizia piÚ importante raccontata nel numero del mese scorso de il Reporter
Festa dell’Uva, le Sante Marie vincono e fanno quaterna E
quattro. Il rione delle Sante Marie ha vinto anche quest’anno la Festa dell’Uva, dopo essersi aggiudicato giĂ le edizioni 2006, 2007 e 2008. D’altronde l’avevano detto, che non erano “saziâ€? e avrebbero puntato di nuovo al massimo traguardo. “E’ chiaro che tutti si aspettano da noi qualcosa di stupefacente – aveva dichiarato il mese il vicepresidente Nicola Subbi – ma noi manteniamo i piedi per terra. Certo proveremo a confermarci...â€?. CosĂŹ è stato e l’83esima Festa, che si è tenuta il 27 settembre scorso, l’hanno conquistata grazie al carro “Acqua Vitaeâ€? – anzi i carri, visto che erano tre: il racconto ambulante della storia d’amore tra acqua e terra dalla quale nasce la vite e di conseguenza il grappolo d’uva. A raffigurare tutto questo, una conca di terracotta, un mulino ad acqua e una botte, simbolo rispettivamente della terra, dell’acqua e del vino. La coreografia è stata
inscenata da 300 figuranti. Ma forse è giusto dire che, piĂš che sime, perchĂŠ corrispondono ad altrettante edizioni della Festa, vinto, le Marie hanno stravinto: la giuria, composta da quaran- ma è anche vero che nel 2006 chi avrebbe scommesso sul poker ta non-imprunetini, ha premiato sia il messaggio allegorico che delle Marie? Resta invece irraggiungibile il Pallò, che guida la l’impianto coreografico assegnando ben 256 punti ai mariani, classifica storica con ben ventisette vittorie e anche quest’anno si è dimostrato competitivo piazzancontro i 199 del secondo classificato dosi secondo, dopo il terzo posto del Pallò, i 182 delle Fornaci (terzo), i I mariani totalizzano 256 punti 123 del Sant’Antonio (quarto). Da e staccano il rione del Pallò (199). 2008 e ancora i due secondi posti segnalare che con questa vittoria, consecutivi nel 2006 e 2007. Ma, al Ottomila spettatori in piazza le Sante Marie staccano le Fornaci di lĂ della competizione tra i rioni, nell’albo d’oro: prima del 27 setc’è da ricordare l’ulteriore conferma tembre entrambi i rioni erano ultimi con undici vittorie a testa del successo che questa Festa, sopravvissuta a cambiamenti epoin ottantatre anni di Festa, ma adesso i Mariani si sono portati a cali come la caduta del fascismo, la guerra e ora la globalizzadodici e possono iniziare a “guardareâ€? il Sant’Antonio, fermo a zione, continua a registrare: quest’anno circa ottomila persone /F.B. diciotto vittorie da qualche anno. Certo, sei distanze sono tantis- hanno assistito alla sfilata dei carri.
6SL &JLO ‡ /HJD GL ,PSUXQHWD H 7DYDUQX]]H E’ in programma l’apertura dello SPORTELLO SOCIO SANITARIO presso il quale i nostri iscritti potranno ricevere informazioni e indirizzi sul Sistema Socio Sanitario Nazionale con particolare riguardo alle problematiche degli anziani. LE NOSTRE SEDI SONO A DISPOSIZIONE DEGLI ISCRITTI PER : • ASSISTENZA PER PRATICHE PREVIDENZIALI • ASSEGNI FAMILIARI PER PENSIONATI • REVERSIBILITĂ€ RICHIESTSA DI ACCOMPAGNAMENTO PER INVALIDI CIVILI E ASSEGNO DI INVALIDITA’ CIVILE • RED • INFORMAZIONI SOCIOďšşSANITARIE • COMPILAZIONE DI MODULISTICA VARIA • INFORMAZIONI SU TUTTO CĂ’ CHE Ăˆ NELL’INTERESSE DEL PENSIONATO
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il giornale del tuo Comune
Ottobre 2009
CULTURA. Tutti i numeri della struttura di piazza Buondelmonti: patrimonio, prestiti, presenze
Una biblioteca per grandi e piccini Federico Bausi
libri” – dice l’assessore alla Formazione Francesca Buccioni – sono due appuntamenti che ribadiscono come la biblioteca voglia essere il luogo di tutti e per tutti. Nel caso dei bimbi può diventare davvero la porta d’accesso al mondo della lettura, mentre l’appuntamento con Cristofolini può costituire una sorta di momento della riscoperta. Per questo l’invito personale, e sottolineo personale, che rivolgo a tutti è quello di partecipare a questi eventi”. E che la biblioteca imprunetina sia importante per la vita del paese lo dimostrano i numeri. Il suo patrimonio è di oltre 31mila volumi. Il tempo di attesa per i libri che non sono in disponibilità è tre/quattro giorni: il sistema bibliotecario dell’aria fiorentina, Sdiaf, conta su più di un milioni di titoli e per tre volte la settimana porta i libri richiesti a destinazione. L’ultimo bilancio disponibile della biblioteca è quello aggiornato al 31 dicembre 2008, anno in cui ci sono state 18.531 presenze, con 216 nuovi iscritti. Negli ultimi tre anni, poi, la media delle presenze giornaliere è stata intorno alle 70 persone. L’anno scorso i prestiti sono stati 9.665 (la media è tra i 40 e i 50 al giorno), mentre i nuovi testi acquisiti sono stati 1.923 di cui 243 per l’infanzia e quelli scartati perché non più attuali circa un migliaio. Da segnalare anche il buon catalogo per persone non vedenti, con 100 audio-libri, e i 323 documenti in lingua straniera, che dopotutto non sembrano così pochi per una realtà piccola come l’Impruneta. Se qualche “novizio” vuole fare un salto in biblioteca, si ricordi che – dal 14 settembre scorso – è entrato in vigore l’orario invernale: il lunedì e il venerdì è aperta dalle 14 alle 19, il martedì dalle 9 alle 13, mentre il mercoledì e il giovedì l’apertura è doppia, la mattina 9-13 e il pomeriggio 14-19.
Da ottobre via alle letture animate per bambini, con burattini e pupi di Stac, e quelle commentate per le persone con più di sessant’anni
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a ottobre, nella biblioteca di piazza Buondelmonti, ce ne sarà per tutti i gusti. Per grandi e per piccini, per lettori accaniti e chi legge poco o pochissimo. Dall’inizio del mese, e fino al 7 novembre, ogni sabato mattina ci saranno le letture animate per bambini (in età scuola elementare): dalle 10 alle 12 burattini e pupi di Stac racconteranno le storie contenute nei libri. Lunedì 19 ottobre sarà invece il debutto di un appuntamento dedicato alle persone con più di sessanta anni: “L come libri”, letture dedicate a chi non ha avuto tempo, o modo o voglia, di leggere molto. Ogni lunedì e venerdì, dalle 10 di mattina, l’ex preside Cesare Cristofolini leggerà e commenterà i classici della letteratura moderna e contemporanea. L’iniziativa andrà avanti fino a maggio e gli autori presi in esame da Cristofolini saranno quattro o cinque. “Sia le letture animate per bambini che “L come
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il giornale del tuo Comune
Ottobre 2009
POLITICA. Una riforma per rendere il consiglio comunale più veloce, concreto e aperto
L’assemblea imprunetina vuole aprirsi ai cittadini Paolo Ceccarelli
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elle stanze del Palazzo comunale è in corso una rivoluzione. Forse piccola, apparatentemente lontana dalla vita di tutti i giorni e quasi “sconosciuta”, nel senso che pochi – oltre ai politici e agli addetti ai lavori – se ne sono accorti. Ma in realtà si tratta di un cambiamento importante, perché riguarda uno dei luoghi dove si prendono le decisioni sul futuro del paese: il consiglio comunale. Da sei mesi si sta discutendo di una riforma del regolamento dell’assemblea impru-
netina. Può suonare come una questione tecnica che interessa solo ai 21 consiglieri comunali, ma non è così. Primo, perché le modifiche al regolamento puntano a dare modo di affrontare più argomenti della vita cittadina in una sola seduta. Secondo, perché la riforma riguarderà anche i cosiddetti “consigli comunali aperti”, quelli in cui i cittadini possono prendere la parola. “Oggi questo genere di sedute non è regolamentato – spiega il presidente del consiglio Dino Lotti – e le norme che introdurremo serviranno proprio a favorire la partecipazione dei cittadini”. E poi i consigli aperti sono già previsti in quasi tutti gli altri Comuni dell’area fiorentina. “Inoltre voglia-
mo velocizzare i tempi del consiglio – continua Lotti – in modo da dibattere un maggior numero di temi. Oggi la presentazione e la discussione di una sola interrogazione dura mezz’ora. Se si considera che il tempo dedicato alle interpellanze dovrebbe essere un’ora, si capisce perché abbiamo bisogno di questa riforma”. Per cambiare il regolamento è al lavoro una commissione speciale composta da alcuni consiglieri e presieduta a turno da un membro dell’opposizione e ora da uno della maggioranza. “Ci riuniamo una volta la settimana – dice l’attuale presidente della commissione, Alessio Calamandrei del Partito democratico – e ci siamo impegnati informal-
Il Palazzo comunale di Impruneta
ITALO SIDDU pensionato, 69 anni
SIMONE TOPPI disoccupato, 38 anni
CRISTINA DE SANTI farmacista, 38 anni
“Si occupino più della manutenzione delle strade”
“Il trasporto è il primo nodo da sciogliere”
“Cari consiglieri servono più spazi per i bambini”
“I nostri politici dovrebbero occuparsi di più della manutenzione della città, da quella dei tombini a quella dell’ambiente in generale. Certe strade, come via del Desco, sono così poco curate che le erbacce crescono dappertutto: escono perfino dai tombini. E poi i ristagni d’acqua, specialmente d’estate, attirano eserciti di zanzare. Chi deve fare la disinfestazione?”.
“Ai consiglieri comunali dico: il trasporto pubblico va migliorato, sia all’interno del paese che nei collegamenti esterni. Io, per dire, lavoravo al Ferrone e l’unico modo di raggiungerlo era prendere la macchina. Ma non lo dico solo per quelli come me, che un modo per spostarsi alla fine lo trovano, quanto piuttosto per gli anziani che hanno più difficoltà”.
“Vorrei che trovassero il modo per fare più spazi per bambini e persone anziane. Poi sentiamo la mancanza di un trasporto pubblico efficiente che colleghi il paese a Impruneta, e a scontarla sono sopratutto i più giovani che rischiano di rimanere un po’ isolati. E le frazioni: alcune, come i Bottai, sembrano lontane un po’ da tutto e da tutti”.
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ALDO 34 anni, molti interessi e progetti da realizzare, amici con cui parlare. Amo viaggiare, leggere, ascoltare musica, parlare, apprezzo la buona cucina, sono allegro, dinamico, positivo. Ti cerco dolce, comprensiva ed affettuosa, per creare il nostro mondo d'amore. CLAUDIO 36enne, impegnato in una azienda agricola, amo la campagna e le cose semplici. Cerco una ragazza sportiva, seria, educata, di sani principi, amante della campagna e degli animali per un amore di grande valore. AMEDEO 49enne, separato, sportivo. Ho sofferto per la fine del mio matrimonio ma ora il mio spirito è rinnovato. Voglio al mio fianco una donna leale, sincera, per creare un rapporto genuino. GIACOMO 52enne, separato. Cerco una compagna con cui condividere la tranquillità della casa e della coppia, seria, semplice, che abbia voglia di vivere. ETTORE 56 anni, giovanile, romantico, lavoro in proprio, amo la natura e gli animali, mi piace stare con le persone che hanno qualcosa da dire e da dare. Cerco signora con buoni valori, semplice ma di profonda interiorità, motivata a costruire qualcosa di meraviglioso. RENZO 58 anni, bella presenza, in pensione, ma con mille interessi. Ti cerco complice e passionale, compagna per una vita ancora lunga e da passare insieme. Se anche te sei separata o divorziata, straniera, con figli, ma hai voglia di rimetterti in gioco, cercami! LIVIO 63 anni, socievole ed estroverso, so anche cavarmela da solo. Tuttavia mi manca molto una partner con cui confrontarmi, dialogare e condividere i diversi momenti della giornata. Cerco una donna che voglia vivere intensamente l'esperienza di coppia in un clima di comprensione e rispetto.
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IMPRUNETA
Le modifiche diventeranno realtà entro la fine di febbraio. Nel frattempo Il Reporter è andato a chiedere ai residenti: “quali temi dovrebbero affrontare più spesso i consiglieri?” mente a presentare una bozza di nuovo regolamento entro dicembre. L’obbiettivo ufficiale è arrivare alla delibera finale entro la fine di febbraio, ma speriamo di fare prima”. Massimo Bisignano di Obbiettivo Comune fa un esempio di cosa non va del consiglio di oggi: “attualmente – dice – le interpellanze vengono discusse anche sei mesi dopo la loro presentazione. Si tratta di una situazione inaccettabile che svilisce il ruolo del Consiglio e le aspettative dei cittadini”. Qualche novità, comunque, è già stata introdotta. Durante la prima assemblea dopo le vacanze estive, i consiglieri hanno potuto presentare le cosiddette “domande d’attualità”: quesiti brevi, su un problema specifico e appunto attuale, a cui la giunta deve rispondere subito. Un altro strumento che dovrebbe servire a parlare di più i temi concreti della vita degli im-
prunetini – la buca che si è aperta da poco in una strada, solo per fare un esempio – e meno di “massimi sistemi”. “Stiamo lavorando per dare ai cittadini un consiglio che risponda più velocemente alle loro istanze – dice Marco Pesciullesi del Popolo delle Libertà – e che soprattutto costi meno. Per questo stiamo provando a passare dal materiale cartaceo a quello telematico, ma ciò prefigura un maggiore lavoro degli uffici per digitalizzare gli atti, cosa per ora non prevista”. Per Marco Mazzetti della Sinistra, “l’importante è riuscire a snellire le procedure senza perdere la qualità del confronto”, anche se il primo obbiettivo resta una assemblea più vicina agli imprunetini. “Approvato il nuovo regolamento – conclude Mazzetti – le risposte alle questioni sollevate dai cittadini arriveranno prima rispetto ad oggi”.
SILVANO SERACINI pensionato, 81 anni
ANTONELLA FANICCHI casalinga, 48 anni
“Stanno lavorando bene e si vede”
“Più confronto su come pulire e curare le strade”
“Sinceramente non ho quasi nulla da rimprovere ai nostri rappresentanti. A Impruneta vivo molto bene e non mi sembra manchi niente. Magari la pulizia di strade e marciapiedi, questo sì, ma non mi sembra un problema solo di Impruneta... Poi credo anche che tante cose si possano fare meglio, ma immagino che gli amministatori facciano il massimo. E’ che tutto non si può avere”.
“Dovrebbero prendere più di petto il problema della pulizia delle strade: alcune sono davvero poco curate, con l’erba che cresce ai lati e trattiene i rifiuti, come le lattine, lasciati da qualche maleducato. Tra l’altro a volte questa situazione causa dei piccoli allagamenti quando piove, perché i tombini sono un po’ ostruiti dal sudicio”
LAVORI IN CORSO BOTTAI proseguono i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio: è in corso la parte relativa alla costruzione della nuova pensilina in calcestruzzo per i mezzi di trasporto pubblici IMPRUNETA riprendono i lavori per il completamento del I lotto della Circonvallazione in corso i lavori di interramento delle linee a media tensione collegate alla realizzazione del nuovo elettrodotto a 380 kV: attualmente interessano via Valiano e via Fabbiolle TAVARNUZZE proseguono i lavori sull’area Cecchi per l’esecuzione del progetto di bonifica, compreso il consolidamento dell’argine necessario per l’asportazione del terreno VIA PONTE A IOZZI chiusura di un tratto della strada per la modifica e allargamento della sede stradale tra il sottopasso e l’accesso al cantiere autostradale superiore VIA QUINTOLE PER LE ROSE lavori per la realizzazione della stazione relativa all’interramento dell’elettrodotto a 380 kV: due tratti a senso unico alternato, con semafori. Inizio dal mese di ottobre CANTIERI CONCLUSI VIA COLLERAMOLE riaperta in anticipo rispetto ai tempi previsti, a conclusione dei lavori di consolidamento necessari per l’esecuzione della galleria del bypass del Galluzzo VIA SAN CRISTOFANO prossima la riapertura a conclusione dei lavori di rifacimento
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attualità
Ottobre 2009
URBANISTICA/1. La decisione dell’amministrazione ha raccolto consensi piuttosto diffusi
È quiete dopo la tempesta: la nuova collocazione piace Francesca Puliti
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l dado è tratto, Castello ospiterà la Cittadella viola. Dopo mesi di tira e molla, di dichiarazioni inseguite da smentite, di incontri e riunioni, adesso che i 168 ettari di terreno al confine con il Comune di Sesto cominciano a riassestarsi dopo il terremoto dell’inchiesta giudiziaria, peraltro ancora aperta, si intravede l’uscita dall’empasse. Tutto a posto dunque? Pace fatta tra la città e la Fiorentina, intesa come società? Le cose non sono così semplici. Tant’è vero che solo pochi giorni dopo la “sentenza” del sindaco sulla collocazione del nuovo stadio Andrea Della Valle ha abbandonato la poltrona di presidente della società gigliata, lasciando il posto ad interim al fedele Mario Cognigni, già dirigente viola. Una reazione giustificata dall’ormai ex presidente con il “clima non più condiviso attorno al progetto della Fiorentina”, in una lunga lettera ai tifosi, in
cui si avanzava addirittura l’ipotesi di una possibile cessione della squadra. “Se si ritiene che ci sia qualcun altro più adatto di noi a portare avanti questo progetto, si faccia avanti ora, siamo pronti a farci da parte e consegnargli la Società, se questo è quello che serve”. Ci ha pensato il fratello maggiore Diego a rimettere a posto i cocci nei giorni successivi, smentendo un’imminente vendita. E ribadendo con forza l’impegno a portare a termine l’operazione Cittadella. Un progetto da un miliardo di euro circa, che la Fiorentina è disposta a investire, alla faccia di quel “partito trasversale dei rosicatori” verso il quale lo stesso DDV non si è riguardato a lanciare strali infuocati. Un partito che non coinvolge il Sindaco. “Sono cose tra industriali – dichiara Matteo Renzi – l’amministrazione ha fatto tutto quello che poteva”. A confermare i rapporti distesi tra Comune e società gigliata arriva anche l’assessore allo Sport Barbara Cavandoli, sottolineando che “il cambio al vertice non modifica le intenzioni in merito al nuovo stadio”.
In mezzo a tutto ciò rimane la soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini” di viale Maratona. Una richiesta, quella di una struttura munita di palestra, mensa e sala video, che risale ormai a quattro anni fa e che adesso dovrebbe finalmente trovare posto all’interno della nuova convenzione. “Posso garantire che questa scelta – afferma il mister – apporterà 3-4 punti in più alla squadra a fine stagione”. Giusto quei puntarelli in grado di fare la differenza in classifica. Nel frattempo tra i litiganti che si contendevano la “nuvola” disegnata dall’archistar Fucksas, gongola il presidente del Q5, Federico Gianassi. “Trovo la relazione del sindaco molto interessante, perché inserisce lo stadio in un quadro urbanistico più complesso – dichiara – mantenendo come punto fermo la vivibilità della zona. In merito a ciò la questione mobilità e lo sviluppo di un’efficace rete di mezzi pubblici alternativi all’auto viene prima della Cittadella stessa”.
Soddisfazione di Cesare Prandelli, che finalmente vede più vicina la realizzazione del “suo” centro sportivo ai “campini”, e del presidente del Quartiere 5. Cambio ai vertici viola, ma Diego Della Valle ribadisce l’impegno ad andare avanti
Il progetto di Fucsas
MARCELLO pensionato
BEPPE ex dipendente Fiorentina
GIANFRANCO pensionato
“Ma il gioco vale la candela?”
“Lo stadio nuovo ci vuole”
“D’accordo con questa scelta”
Castello non so nemmeno dov’è, io sto a Campo di Marte e mi dispiacerebbe se la Fiorentina andasse via da qui. Comunque il Comune non dovrebbe spendere soldi pubblici per il nuovo stadio. Non so se il gioco vale la candela, ma in ogni caso la mobilità viene prima della Cittadella: serviranno parcheggi, perché la gente vuole andare in auto a vedere la partita.
Lo stadio nuovo ci vuole. Innanzitutto per i benefici economici che porterà fin da subito in termini di posti di lavoro. Per Firenze prima di tutto, prima ancora che per la squadra. Ai viola ci pensano Prandelli e Corvino, bastano loro. In 26 anni in cui ho lavorato per la società viola non ho mai visto uno staff tanto valido.
Castello è l’unico posto possibile dove fare la Cittadella, sono d’accordo con la scelta del Sindaco. A Campo di Marte è in mezzo alle case, non ci sono parcheggi a sufficienza, con i problemi che ne conseguono per chi abita nei paraggi. Certo l’importante è che da questa operazione la squadra abbia un ritorno economico.
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attualità
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URBANISTICA/2. Dopo mesi di ipotesi si riparte dal progetto iniziale, ma con alcune condizioni
La cittadella a Castello “Unica area possibile” Giuditta Boeti
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i ricomincia proprio da là, dove si era arenato tutto. La cittadella viola dovrebbe nascere nella piana di Castello. “È l’unica area che può costituire il cuore di questo progetto” ha detto il sindaco Matteo Renzi. L’annuncio arriva dopo mesi di ipotesi e congetture sulla localizzazione della cittadella dello sport, chiodo fisso della famiglia Della Valle che fin dal loro approdo alla società Viola avevano caldeggiato la realizzazione di questo progetto. Il primo cittadino però detta alcune condizioni. “Il progetto può smettere di essere utopia se si rispettano dei paletti – spiega il sindaco – il primo è l’evidenza pubblica: io non conosco nessun Comune in Italia che regala terreni a soggetti privati. Il secondo è il fatto che ai cittadini non deve costare un euro; noi siamo partner di questo progetto, e una parte degli utili o meglio ancora dei ricavi, dovrebbe essere destinata a iniziative in collaborazione tra Fiorentina e Comune per lo sport giovanile. Il terzo punto riguarda i volumi complessivi di Castello che non cambiano”. Quindi non si costruirà un centimetro in più di quel che è già previsto e questo per il sindaco è un punto irremovibile. Sui tempi di realizzazione Renzi ha precisato: “è in corso un’indagine giudiziaria che dovrà a breve presentare delle conclusioni”. Infatti, la zona di Castello, di proprietà
Fondiaria-Sai, lo scorso anno è stata oggetto di un’inchiesta avviata dalla procura del capoluogo toscano che ha portato al sequestro di tutta l’area. I circa 168 ettari di terreno tra Firenze e Sesto Fiorentino dovrebbero accogliere, in base ad una convenzione stipulata dal Comune nel 2005, circa 700 appartamenti, negozi, alberghi, impianti sportivi, palazzi per uffici di Regione Toscana e Provincia di Firenze. Concessione edilizia per la quale la Fondiaria-Sai di Ligresti, si è impegnata a cedere 80 ettari per costruire un parco pubblico. Ora, posto che il volume di verde pubblico di Castello resterà lo stesso, è proprio in quegli 80 ettari che dovrebbe sorgere la Cittadella. Quindi, per far posto al progetto dei Della Valle si dovranno ridurre almeno in parte le volumetrie su cui Fondiaria aveva già incassato l’approvazione della giunta Domenici. “Ho detto no ad interventi residenziali”, dice Renzi. “La mia idea di cittadella è lo stadio, un centro sportivo di prim’ordine, e un parco a tema sul calcio”. Matteo Renzi ha quindi posto il termine del prossimo 26 ottobre per il tavolo di concertazione tra i sindaci della cintura metropolitana (avvertendo però che “se non c’è accordo il Comune andrà avanti”) e alla Fiorentina chiede il rinnovo della convenzione sullo stadio Franchi per 4 anni (e non più 12 come quella attuale) a dimostrazione della volontà dell’amministrazione di chiudere sul progetto. Ora che il sindaco ha deciso, la palla torna ai Della Valle e al gruppo Ligresti.
MASSIMILIANO tecnico audio/video
ANDREA barista
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“Che sia la più bella d’Italia”
“Una scelta necessaria”
“Il Franchi non basta più”
“È un progetto ambizioso che richiederà l’appoggio di molti. Non credo che si possa dire che la cittadella non sia utile a Firenze anche perché va considerato che molte città stanno valutando di costruire nuovi stadi, più moderni, più sicuri e più accoglienti, ed io non voglio che la nostra Firenze sia da meno! Anzi dovremmo fare la cittadella più bella d’Italia”.
“Essendo un grande tifoso della Fiorentina credo che impianti come la cittadella Viola oggi siano necessari per mantenere alti i livelli di qualità in cui la squadra gigliata è arrivata dopo tanti sacrifici. Costruire la cittadella a Castello sembra essere l’unica soluzione possibile: logico che dopo tanto girare si è ritornati al punto di partenza!”.
“Essendo la Fiorentina una delle quattro squadre chiamata a rappresentare l’Italia in Champions League è giusto che si doti di grandi impianti in grado di accogliere anche le tifoserie ospiti. Spero che la cittadella venga costruita presto perché il Franchi è uno stadio che non è più in grado di accompagnare la crescita della squadra”.
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CURIOSITÀ. Il fumo di pipa, i pattini, la Topolino: ogni pretesto è buono per fare gruppo
Sulle rive dell’Arno un club tira l’altro Gli appassionati di “lento fumo” contano ben 2 associazioni, poi ci sono gli skateristi, i cultori delle grasse risate, gli amanti del Risiko. Dalle nostre parti passione fa rima con associazione, e alcune hanno una storia vecchia oltre cento anni Francesca Puliti
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’è quello del lento fumo e quello della risata, quello degli investigatori per diletto e quello degli skateristi scatenati. Non ci sono solo viola club nella città del giglio, né tantomeno circoli d’élite come quello del golf, del polo o, ultimo aggiunto in ordine di tempo, di Roberto Cavalli. Fiorentini, popolo curioso e appassionato, così legato alle tradizioni da farne un vanto e un club, come nel caso dell’amore per la pipa. Di gruppi dedicati all’antico ammennicolo ce n’è addirittura più di uno in città, il Corsellini Pipa club, nato nel 1969, e il più giovane Stilnovo Pipa club. Ma non si fanno mai concorrenza, tranne che durante le competizioni. Sì perché ci sono dei veri e propri campionati di fumo lento, dove vince chi fa durare di più il tabacco, tre grammi accesi con un solo fiammifero. C’è chi sullo slow smoke, nipotino dello slow food, ci ha fondato un business, come il Maledetto Toscano, club senese di amanti del noto sigaro. Chi cercasse un’associazione simile in territorio fiorentino può rivolgersi a Le Cigarò, nata nel 2001 da un gruppo di amici che al gusto del sigaro abbina quello dei cibi tradizionali. Età media nettamente inferiore all’interno del Roller club, che organizza scorribande notturne sui pattini in linea a giro per la città. Il ritrovo è ogni 1° e 3° giovedì del mese alle Pavoniere. Rimanendo in tema giocoso, c’è anche il Risiko club, fondato cinque anni fa da “un gruppo di amici sui 25 anni, che ora ne hanno una trentina e continuano a ritrovarsi una volta alla settimana per fare una partita” racconta Gabriele. Oggi gli iscritti sono più di 100 e i tornei sono distribuiti durante tutto l’anno. La palma per l’associazione più antica, in questa speciale classifica, va al Lyceum Club, fondato nel lontano 1908 dalla londinese Miss Constance Smedley, che ne aveva inaugurato uno a Londra quattro anni prima e ne avrebbe seminati di simili a Parigi e Berlino. L’obiettivo? L’emancipazione delle donne. E le donne emancipate si riuniscono ancora lì, nello storico Palazzo Giugni in via degli Alfani. Leggerezza è invece la parola d’ordine del Club della risata, filiale fiorentina di una rete di simili gruppi (oltre 6mila) sparsi in tutto il mondo. Funziona così: c’è un leader che conduce il “gioco”, coinvolgendo i partecipanti in una grassa risata collettiva. Una variante delle tecniche orientali per liberare anima e corpo dallo stress. Ha recentemente compiuto 20 anni, invece, il Topolino club, fondato da Alessandro Squilloni un po’ per gioco e finito con il di-
ventare uno dei più importanti gruppi del genere in Italia. “Oltre 900 iscritti, per la stragrande maggioranza fiorentini, e un parco auto superiore alle due migliaia” snocciola Squilloni, presidente del club. Anche se “per far parte del gruppo bisogna avere i capelli bianchi e qualche soldo da parte” si rammarica il presidente. Come dire, giovani amanti dell’auto d’epoca cercansi.
L’INTERVISTA Andrea Stoppioni, Stilnovo Pipa club
“Per noi è una filosofia di vita”
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i scende giù in una cantina di via Marconi, in zona Stadio, e si viene avvolti più che dal fumo, dall’atmosfera. Ma non si tratta della nostalgia dei bei tempi che furono, quelli dei nonni e dei bisnonni, si respira l’amore per un atto ormai fuori dal comune, e forse pure un po’ bizzarro, nella frenetica vita contemporanea. E’ la sede dello Stilnovo Pipa Club, 41 soci, che qui sotto hanno ricostruito anche una sorta di museo e una biblioteca in tema. “La biblioteca contiene stampe antiche, incisioni, libri d’epoca e fuori catalogo, pezzi ormai introvabili” spiega Andrea Stoppioni, socio fondatore e tesoriere del club. Alle pareti tanti esemplari di pipe antiche appese come quadri e anche alcuni trofei. “Abbiamo partecipato a diversi campionati nazionali e internazionali di lento fumo. Si può arrivare a oltre tre ore”. Adesso l’attività del club è un po’ rallentata “per anzianità dei membri”, spiega Stoppioni, ma i soci continuano a ritrovarsi attorno al grande tavolo di legno, giù in cantina. Perché non si tratta solo di tecnica, ma di una vera e propria filosofia di vita, che si tramanda di padre in figlio. “Anzi no, di nonno in nipote – puntualizza Andrea – fu mio nonno a fondare il club e a far conoscere la pipa a me e mio fratello Riccardo, l’attuale presidente”. Tra i soci anche un campione del mondo di lento fumo, Enzo Nidiaci, detto amichevolmente “lo Zio”. Nato in San Frediano, ma trapiantato a Campo di Marte, lo Zio Enzo non è solo un maestro nell’arte dello slow smoke, ma anche un fabbricante di pipe. Ma l’elenco dei soci e lungo e variegato, dai conti agli artisti, come Mauro Rigacci, pittore e scultore fiorentino, fino ai clochard. Come Baudilio, che solitamente staziona fuori dal supermercato di via Masaccio, ma è un grande appassionato del quieto vivere e /F.P. del lento fumare.
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ZOOM/1. Negli anni ‘80 era la capitale del divertimento omosex, poi le cose sono cambiate
Il volto gay della Firenze notturna Pub, bar, discoteche. Tabasco, Yag, Piccolo.
Giulia Righi
La nostra città ospita una serie di locali dedicati ad incontri con lo stesso sesso: in alcuni si beve e balla, in altri le serate sono un po’ più spinte e il sesso non è un tabù
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rima Roma, poi Firenze. Sono passate poche settimane da quando la miccia dell’omofobia ha innescato un circuito di demenziale violenza. E così in pochi giorni sono successi diversi episodi che hanno avuto come vittime persone omosessuali.
L’EVENTO Dal 26 novembre
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al 26 novembre al 5 dicembre Firenze tornerà ad ospitare il Florence Queer Festival, rassegna dedicata alla cultura gay, lesbica, transgender (e non solo). La manifestazione, diventata un appuntamento che si ripete ogni anno, è organizzata da Ireos, associazione di volontariato di e per gay, lesbiche, bisessuali, transgender nata nel 1997. Obiettivo del Festival (organizzato in collaborazione con Eventi srl e Arcilesbica Firenze) è quello di raccontare e descrivere l’universo gay, lesbico e transgender attraverso cinema, video, fotografia e dintorni. Tra le iniziative legate alla rassegna c’è “Videoqueer”, concorso dedicato a giovani registi che propongono cortometraggi delle durata massima di 3 minuti (iscrizioni fino al 15 ottobre, info su www. florencequeerfestival.it). Gli appuntamenti sono tantissimi e per il calendario completo è utile consultare il sito. Eccone alcuni: il “Queer theater” andrà in scena dal 20 novembre al 5 dicembre al Teatro di Rifredi, dal 27 novembre partirà anche il “Queer cinema” (di casa al cinema Odeon fino al 3 dicembre), mentre dall’11 novembre molte librerie ospiteranno “Queer book”. Proprio al Teatro di Rifredi, il 4 e 5 dicembre debutterà la prima assoluta di “Un tocco di rosa” lettura scenica della sceneggiatura di Ian Iqbal Rashid a cura di Angelo Savelli, con Serra Yilmaz. Un’altra iniziativa promossa da Ireos, ed in fase di svolgimento proprio in queste settimane è un ciclo di 6 incontri dal titolo “Volontari in cattedra”, pensato per promuovere una conoscenza dei temi dell’omofobia, della transfobia e delle dinamiche di pregiudizio e discriminazione in ambito scolastico e per incentivare la lotta al bulli/G.R. smo omofobico.
Uno, appunto, a Firenze. Dove un ragazzo di 26 anni è stato pestato a sangue da un poco più che coetaneo dopo una serata in un locale gay della città. Sulla dinamica, e sul movente, è al lavoro la magistratura, ma di certo c’è che ora un ragazzo si ritrova con 7 placche di titanio e 31 viti in bocca a memento dei cazzotti che gliela hanno distrutta. L’aggressore, conosciuto poco prima, pare si fosse dichiarato “etero ma aperto” e avesse acconsentito di passare la serata con la sua vittima e i suoi amici in un locale gay. Un posto più o meno come un altro, dove si beve, si chiacchiera. Qualcuno ammicca, qualcuno “punta”, qualcuno si fa guardare. Il rito degli incontri “maliziosi” in pub e affini è sempre quello. Anche se il locale in questione è dedicato ad una clientela gay. E a Firenze le cose girano come nel resto del mondo: ci sono posti dove si va per incontrare potenziali anime gemelle, oppure semplicemente per “imbroccare”, per riempire una serata con un’avventura. Etero, omosessuali. E’ uguale. Il rito del “da cosa nasce cosa” è sempre il solito, lo scopo è lo stesso. Anche se ci sono posti più peccaminosi degli altri, locali attrezzati con “dark room” dove tutto è concesso. Negli anni però le cose sono cambiate.C’è stata un’epoca, quella degli anni ‘80, in cui Firenze era un po’ la capitale del mondo gay, un paese della cuccagna dove non c’era bisogno di nascondersi per scambiarsi effusioni con una persona dello stesso sesso al ritmo di musica e cocktail. Poi le cose sono cambiate, certe città sono andate avanti e si sono riempite di club, pub oppure interi quartieri “gay friendly” e Firenze è rimasta ferma al palo. Certo, va detto, i locali dedicati alla clientela gay non mancano. Solo per citare i più noti: c’è il Tabasco, il Piccolo, lo Yag, il Fabrik, il Crisco. Tutti posti noti alla comunità omosex, fiorentina e non. Proprio il Tabasco è una delle icone della nightlife gay: cittadina, toscana, turistica. Dal 1974 sta di casa in piazza Santa Cecilia, dietro piazza della Signoria, e al suo interno ospita una sala da ballo, una dark room e una sala video. Altro must della socialità notturna gay sono le serate della Flog, che da quindici anni riempiono l’Auditorium a suon di musica e di incontri.Ma i tasselli del mondo gay di casa nostra sono tanti, il business c’è pure qui e non mancano neppure gli alberghi dedicati agli incontri omosex (vedi fitto elenco su internet) e una sauna riservata ai soli uomini che sta aperta fino alle due di notte.
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ZOOM/2. Le associazioni denunciano un clima meno tollerante rispetto a qualche anno fa
Ma la città non è aperta come sembra Benedetta Strappi
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ombe carta e coltelli, per fortuna, dalle nostre parti non ci sono arrivati e l’escalation di violenze a sfondo omofobico che ha colpito città come Roma qui non ha trovato campo. Ma il rapporto della città con la sua componente gay non sembra essere comunque dei più floridi. Firenze è rinascimentale anche in questo senso, diciamo, e certe volte l’apertura mentale resta un’ idea vaga, spiaggiata sui lidi del preconcetto. E allora capita – e lo raccontano i diretti interessati – che i ragazzi e le ragazze gay in giro per la città si sentano apostrofare con epiteti pesanti. “Malati”. “Promiscui”. “Non normali”. Alla faccia degli anni duemila, quelli in cui teoricamente certi pregiudizi dovevano essere acqua passata. No, le associazioni non hanno dubbi. “Certo, qui da noi non si respira il clima che si è respirato a Roma qualche settimana fa, ma la situazione è peggiorata”. Lo spiega Francesco Piomboni,
presidente di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa”, che tra Firenze, Siena, Arezzo e Prato conta circa 6mila tesserati. “Battute pesanti, risate alle spalle: a quelle ci siamo sempre stati abituati – spiega – ma non sono mai state così frequenti come nell’ultimo periodo. Me ne accorgo anche fuori dai locali. Qualcuno passa, offende, e qualche giorno fa è capitato di dover tornare dentro di corsa prima che la situazione degenerasse. C’è una regressione rispetto a qualche anno fa”. Niente passi in avanti dunque, la strada verso la tolleranza sembra si faccia in retromarcia. “Per tantissime persone il messaggio che passa è: omosessuale uguale anormale e promiscuo. Manca un giudizio obiettivo, ci sono delle pesanti chiusure mentali” spiega ancora Piomboni. E dello stesso avviso è anche Francesca Cavarocchi di Azione Gay e Lesbica: “In questi ultimi anni non si è lavorato alla costruzione di una cultura della diversità – spiega – L’escalation di
Battute e risatine all’indirizzo degli omosessuali sono sempre state all’ordine del giorno, ma pare che la situazione negli ultimi tempi sia peggiorata
IL FATTO. Un giovane gay è stato picchiato a sangue
Le istituzioni parte civile nel processo M
assacrato di botte a suon di cazzotti che gli hanno distrutto la bocca. La cronaca dell’aggressione a un giovane ragazzo omosessuale è fatta di una violenza sconsiderata, esplosa nella notte tra il 9 e 10 settembre, poche ore dopo una partecipata fiaccolata anti-omofobia che si era tenuta sui ponti fiorentini. Quell’episodio scellerato ha rievocato i fantasmi dell’intolleranza e naturalmente ha suscitato un’indignazione bipartisan, con parole di solidarietà arrivate da destra e sinistra. Il collegio di presidenza del Quartiere 1 ha deciso di costituirsi parte civile nel processo: “Un atto dovuto nei confronti di un episodio di violenza avvenuto nel centro storico”, ha commentato il presidente Marmugi. E lo stesso hanno annunciato Comune, Regione e Provincia. “Ci costituiamo parte civile - ha spiegato il governatore della Toscana Claudio Martini - perché episodi come questo sono inammissibili e offendono la convivenza civile tra le persone. Non appartengono alla
tradizione della nostra regione e per questo devono essere isolati e perseguiti”.Di buono c’è che il presunto aggressore del giovane è stato individuato all’indomani dell’avvenimento, 48 ore dopo. Si tratta di un uomo di 32 anni, un artigiano di Legnano, arrestato ed ora ai domiciliari. Agli inquirenti ha raccontato “Ho perso la testa, non avevo mai picchiato nessuno, non so cosa mi sia successo”. Tutto questo è avvenuto in una regione, la nostra, che nel 2004 è stata la prima ad approvare una legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, legge che ha rafforzato quanto già affermato dallo Statuto regionale. Per attuare la legge, l’assessorato regionale per i rapporti con i cittadini ha istituito un’apposita task force, che ha lavorato insieme ad associazioni, enti locali, amministrazioni pubbliche, per la piena inclusione di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender, mettendo a punto interventi nella sanità, nel socia/B.S. le, nelle scuole.
Un momento della fiaccolata contro l’omofobia
violenze va avanti da un pezzo, in questo periodo se ne parla di più, ma in realtà non è una novità, anche se capita spesso che gli aggrediti non se la sentano di denunciarle, di renderle pubbliche”. E per questo le associazioni stanno pensando di correre ai ripari: “Ci sentiamo con le armi spuntate – spiega ancora Francesca Cavarocchi – ora stia-
mo pensando a iniziative di sensibilizzazione”. Detto tutto questo, siccome per quanto sia ottusa non è comunque un paesino, Firenze continua a far da calamita per la sua fama di città “gay friendly”. E allora, spiega ancora Piomboni, in città approdano molti ragazzi gay, specie giovanissimi: “Per esempio se devono scegliere una città per l’universi-
tà è facile che optino per Firenze”. Perchè un po’ di movida omosex la nostra città ce l’ha ancora: “Ci sono occasioni di incontro (anche se purtroppo negli ultimi anni scarseggiano le iniziative culturali) – conclude Piomboni – ma c’è uno scarto generazionale e capita che i ragazzi gay, appena arrivati in città, socializzino con persone più grandi di loro”.
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REPORTAGE/1. Una giornata nell’istituto penale per minorenni “Gian Paolo Meucci”
Viaggio dentro il carcere dei ragazzi Laboratori, corsi di alfabetizzazione per imparare l’italiano, partite di calcio e percorsi scolastici: ecco come si trascorre il tempo dietro al grande portone di via degli Orti Oricellari, nel pieno centro di Firenze. Alla ricerca di un’esistenza “normale”
Matteo Francini
L’
entrata è un grande portone di legno chiaro, al numero 18 di via degli Orti Oricellari. Il cellulare va lasciato all’ingresso, non può esserci – una volta dentro – nessun contatto con l’esterno che non sia rigorosamente sotto controllo. Siamo nell’istituto penale minorile “Gian Paolo Meucci”, in quello che una volta era un convento e, prima ancora, un ospedale per infermi e bambini abbandonati. Un bell’edificio, che porta però con sé i segni del tempo. Entriamo. Dietro la portineria c’è subito la sala dei colloqui, dove i giovani “ospiti” incontrano le famiglie, quando queste vengono a trovarli. Non capita sempre, a volte sono troppo lontane per raggiungere Firenze, e allora ci si parla solo per telefono. Una sala rettangolare, né grande né piccola, sedie rosse tutto attorno alle pareti. Dietro si apre un grande chiostro. I muri bianchi, gli archi, un silenzio che ricorda più un convento che non un carcere. Solo una rete a fare da “tetto” e a dividere l’aria del cortile dal resto del cielo, ricordando che la libertà è là fuori. Da un lato del chiostro si aprono le stanze “di comando”, quelle da cui il direttore Fiorenzo Cerruto e il vicedirettore Paolo Pecchioli mandano avanti l’istituto. Poi, oltre l’immancabile porta blindata, c’è la “sezione detentiva”. Dopotutto siamo sempre in un carcere, anche se per minori, e anche se l’aria che qui si respira non è nemmeno paragonabile a quella di una prigione “per adulti”. Ed è qua, dietro la porta blindata, che ci sono le camere (tutte con finestre, niente letti a castello e ognuna con il suo bagno) sistemate su due piani, anche se uno è attualmente chiuso per carenza di personale. Sem-
pre qui ci sono le mense, il “cinema” (la sala proiezioni così battezzata da una grande scritta sopra la porta d’ingresso) e l’area ricreativa. Uno spazio, quest’ultimo, di oltre cinquemila metri quadri, con un campo da calcio che sicuramente ha visto giorni migliori, un giardinetto con le panchine, un calcio balilla da cui i ragazzi sembrano essere molto presi. Tutto intorno ci sono i laboratori e le aule. In una di queste si sta tenendo un corso di alfabetizzazione, mentre in un’altra Franca, un passato da artigiana, porta avanti il laboratorio di pittura, cornici e arteterapia che qui viene chiamato “Arte e natura”. Le pareti sono traboccanti di quadri, tutti dipinti dai ragazzi: molti ritraggono i loro paesi d’origine, moschee e paesaggi marocchini, una nave con la bandiera rossa e verde dello stato nordafricano che lascia o raggiunge un porto, una riproduzione dell’Urlo di Munch, un volto alla cui bocca è stata attaccata una sigaretta (“bello, vero?”, lo guarda Franca). Tre ragazzi, tutti magrebini, sono impegnati a dipingere, la testa bassa, non si lasciano distrarre. Proprio come bambini. Fuori, altri parlottano a gruppetti nel giardino. Sembrerebbero giovani qualsiasi in qualsiasi parco del mondo, se non ci fosse una guardia a ricordare che devono essere sempre controllati. Sono vestiti “alla moda”, jeans e scarpe da ginnastica, come i loro coetanei là fuori. Appena scorgono il vicedirettore lo circondano: “Vogliamo il parrucchiere, quando viene?”. Sul giardino svettano le case di via Palazzuolo. Sembrano attaccate al carcere, farne quasi parte. Ma ci pensa un alto muro a dividere il dentro dal fuori, questi ragazzi e le loro colpe dal resto della città.
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L’EDIFICIO
A due passi dalla stazione di Santa Maria Novella
Prima ospedale, poi convento Ma solo in pochi lo conoscono
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a quale istituto penale minorile, il Mario Gozzini?”. Capita spesso, a chi lavora al “Meucci”, di sentirsi porre questa domanda, da parte di chi pensa che in città, oltre a Sollicciano, ci sia solo la struttura conosciuta anche come “Solliccianino”. Perché Firenze sembra non conoscere il “suo” carcere per minori, più propriamente chiamato istituto penale minorile. Eppure è lì da anni, a due passi dalla stazione di Santa Maria Novella. Un grosso portone, una targa, due telecamere e le bandiere dell’Italia e dell’Europa sopra l’ingresso, davanti a cui passano ogni giorno centinaia di persone, tra chi va e chi viene dalla stazione. Ma, nonostante questo, sono in molti a ignorare la sua presenza. Fu Cione di Lapo Pollini, fiorentino, artigiano diventato poi console dell’Arte della Lana, a fondare nel 1313, all’angolo con via Polverosa (allora così si chiamava l’attuale via degli Orti Oricellari) lo Spedale di Santa Maria della Scala (che dà il nome alla strada), per infermi, pellegrini poveri e bambini abbandonati. Quando poi lo Spedale venne unito a quello degli Innocenti, nato con lo stesso scopo, e quindi soppresso, i locali vennero concessi alle monache di San Martino al Mugnone, che si erano viste demolire il loro convento in occasione dell’assedio di Firenze del 1529/30. Ed è questo storico edificio che oggi ospita l’istituto penale per minori Gian Paolo Meucci. In pieno centro, quasi nascosto tra le case, così da passare spesso inosservato tra i frettolosi passanti diretti a Santa Maria Novella. Ma per i residenti è diverso. Loro il carcere lo conoscono bene, tanto che recentemente, dopo l’ultima evasione di un detenuto dalla struttura, avevano ritirato fuori la questione dell’opportunità della sua presenza in una zona tanto centrale, e tanto vicina alle case. Ma a rassicurarli ci pensa il vicedirettore Paolo Pecchioli. “Dopo quell’episodio c’è stato un rafforzamento delle misure di sicurezza – spiega – il quartiere può stare tranquillo. Il problema invece è stato, nel tempo, la poca capacità di far conoscere quest’istituto, che per la cittadinanza è un emerito sconosciuto. E purtroppo, anche in Toscana, la devianza giovanile – conclude – non è una questione marginale: i numeri sono significativi, ci sono molti ragazzi a rischio”. /M.F.
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REPORTAGE/2. Ecco chi sono gli “ospiti” della struttura. Ognuno con la sua colpa e i suoi fantasmi
Le tante storie di vite già difficili Da omicidi a spaccio, da furti a rapine: qui passano i giovani autori di reati di tutti i tipi, delle nazionalità più disparate. E non mancano le difficoltà, a partire dal sovraffollamento
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nche al “Meucci”, come in molte altre carceri italiane, i conti non tornano. È stata un’estate calda, la scorsa, per molte prigioni italiane, segnata dalle proteste dei detenuti per sovraffollamento e condizioni di vita. E anche se i numeri – quello dei reclusi, ma anche della dimensione della struttura – non lo rendono paragonabile a Sollicciano, l’istituto minorile di via degli Orti Oricellari deve fare i conti con le sue “emergenze”. La struttura può accogliere fino a 28 ragazzi, ma da circa tre anni le camere del primo piano (che ne possono ospitare 8) sono chiuse per mancanza di personale: la sua capienza, dunque, scende a 20 posti. E attualmente i minori al suo interno sono 23. “Ma in primavera erano anche di più, 26 o 27 – racconta il vicedirettore Paolo Pecchioli – qui siamo sempre in difficoltà”. Difficoltà che non derivano solo dal numero di “ospiti” in eccesso. “Nel pieno della nostra attività dovremmo avere due corsi di alfabetizzazione, di primo e secondo livello, e un percorso di scuola media – spiega Pecchioli – ma questi corsi non sono tenuti da insegnanti di ruolo, e ogni volta rischiamo di restare senza. Quest’anno abbiamo iniziato con un solo docente”. Ma non solo. Perché c’è anche il problema dei laboratori. “Per il momento ne abbiamo due fermi – continua – con una perdita, in totale, di 45 ore settimanali di attività trattamentali. È una situazione gravissima, anche perché questo non è un carcere per adulti, durante il giorno i ragazzi devono fare attività, in cella non può restare nessuno”. Così, senza corsi a disposizione, può finire che il tempo trascorso a “fare niente” sia più di quello impegnato nelle varie attività. E la rieducazione diventa ancora più difficile. Perché, al Meucci, la vita trascorre sempre in comune, tutti insieme (“affratellati”, dice Pecchioli), senza percorsi differenziati per età o tipologia di
reato commesso. E dire che qua passano ragazzi che di reati ne hanno commessi di tutti i tipi – da omicidi a spaccio, da furti a rapine – e delle nazionalità più disparate: si va dai magrebini ai rumeni, dai rom agli italiani, soprattutto del sud. Anche l’età è varia: per legge, l’istituto può accogliere ragazzi dai 14 ai 21 anni, ma capita che qualcuno rimanga anche dopo il ventunesimo anno, o che al suo interno siano presenti extracomunitari senza documenti di cui stabilire l’età diventa molto difficile. “Ma la cosa più devastante è la presenza di giovani che sono già stati nelle carceri per adulti – dice il vicedirettore – fanno pesare la loro ‘esperienza’, gestirli diventa difficile. Così come difficile è gestire le differenze culturali: manca un mediatore, lo chiediamo da anni. I magrebini hanno atteggiamenti ostili, di scarsa fiducia nei confronti degli operatori, spesso dovuti a esperienze di vita negative – prosegue – ma un grosso problema ora è rappresentato dai ragazzi del sud Italia: vedono il carcere come farebbe un adulto, hanno già i comportamenti tipici delle associazioni criminali a cui fanno riferimento, come la camorra”. Ognuno, poi, ha la sua storia, i suoi fantasmi. Ne passano e ne sono passate tante, di storie, qui dentro. Storie belle “come quella di un ragazzo albanese accusato di concorso in omicidio che, dopo diverso tempo passato da noi, è riuscito a trovare un lavoro, si è fidanzato con una ragazza italiana e quando può viene a trovarci”, racconta Pecchioli, ma anche storie brutte. “Ricordo un magrebino in semidetenzione, veniva qui a dormire – ripensa – faceva uso di sostanze, e un giorno è stato trovato morto sulla carrozza di un treno. O un omicida napoletano completamente distrutto da quello che aveva fatto, aveva dentro fantasmi che lo mangiavano. Un giorno chiese di confessarsi: il cap/Ma.Fra. pellano, dopo, venne da me a piangere”.
L’ingresso del carcere minorile in via degli Orti Oricellari
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a tavola
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SAPORI. Il 70 per cento della piramide alimentare è costituito da cibi di casa nostra
La dieta toscana? Buona e salutare Laura Lenzi
L’INTERVISTA
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se provassimo a seguire la “dieta toscana”, anziché l’ormai sentita e risentita mediterranea? Potremmo avere delle buone sorprese. Ad esempio scoprire che il 70 per cento dei prodotti della piramide alimentare, quella che rappresenta varietà e dosi di alimenti di cui ci dovremmo cibare per restare in forma e in salute, è dato da tipici alimenti toscani. Oppure che, in qualsiasi direzione ci spostiamo attraverso il paese, nord, sud o isole che siano, il conto delle calorie tende inevitabilmente a salire rispetto al menu tipico della nostra regione. E pensare che li chiamano “piatti poveri”. Invece le ricette tradizionali si rivelano preziose. La cucina della nonna, alla fine, non si distacca poi tanto da quella del lontano medioevo, che povera lo era per necessità. Tanti legumi, cereali, poco sale e poi un po’ di tutto, dai frutti del mare a quelli della montagna, ma con parsimonia. Ricette esportate in tutto il mondo, rivedute e corrette in chiave moderna, fusion o molecolare, la pappa al pomodoro, la ribollita e i brigidini ci sono stati tramandati quasi intatti per secoli e secoli. E adesso si scopre che non c’è strada migliore per donne e uomini del nuovo millennio, sempre di fretta e perennemente attenti alla linea, che reindossare i panni delle vecchie massaie e mettere a mollo il pan secco. Niente di meglio che una bella panzanella, poco più che pane, olio e cipolla, per un pranzetto dietetico: solo 400 calorie a porzione. Sulla stesso livello la pappa al pomodoro, mentre la ribollita si attesta un po’ più su, sulle 500. Praticamente niente in confronto a un piatto di lasagne alla bolognese, oltre 1000 calorie a porzione, e comunque al di sotto di un risotto alla milanese o di una carbonara, che superano le 600. Ma potremmo gustarci anche una sacrosanta tagliatella al cinghiale con il cuore in pace: non più di 700 calorie. Con i secondi piatti meglio pensarci un po’ di più, perché il peposo, originario dell’Impruneta, e il cacciucco alla livornese, con grassi e calorie non scherzano: oltre 600 il primo e quasi 900 il secondo. Ma ci possiamo sempre rifugiare nella rinomata fiorentina: 100 grammi di bistecca alla brace apportano solo 280 calorie. Anche i “cibi da strada” non eccedono nell’apporto calorico, basti pensare che un panino con il lampredotto o con la trippa rimane al di sotto delle 390 calorie, contro le 420 della piadina farcita con prosciutto e squacquerone dei nostri vicini romagnoli. Infine passiamo al dessert. Due o tre cantuccini di Prato con un bicchierino di vinsanto fanno circa 400 calorie, mentre una fetta di schiacciata con l’uva o di castagnaccio, visto che siamo in autunno, ne apportano circa 300. Sommiamo un buon bicchiere di rosso e il conto del pranzetto tipico sale a circa 1200 calorie. Sperando che il conto del ristorante sia anche quello poco salato.
Ciro Vestita, nutrizionista
“Le ricette tipiche? Un toccasana”
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Il classico panino con il lampredotto
Chi l’ha detto che le cose buone fanno tutte male? Ecco un po’ di esempi che sfatano la leggenda: la panzanella ha 400 calorie a porzione, un etto di fiorentina ne ha 280, un panino al lampredotto rimane sotto le 390. Con il cacciucco invece bisogna andarci piano
olti alimenti della tradizione sono stati rivalutati proprio di recente. Possiamo dire che in Toscana non ci manca proprio niente”. Parola di Ciro Vestita, dottore nutrizionista. Di che cosa è ricca la “dieta toscana”? Facciamo un largo uso di prodotti antichi, a partire dalla frutta e dai legumi, che abbondano sulle tavole toscane. Alimenti che hanno una marcia in più, ricchi di nutrienti oltre che di sapore e poveri di grassi. La Toscana poi è in assoluto una delle regioni con il maggior numero di prodotti protetti e garantiti, prodotti privi di antiparassitari, praticamente a chilometri zero e dunque a maggior ragione consigliabili. Basti pensare alla mela ghiacciola o alla mela ruggine. Frutti che difficilmente si trovano nei supermercati, ma che vale la pena andare a cercare sui banchi dei mercati o direttamente alla produzione. E le ricette tipiche sono altrettanto sane? Certo, proprio perché si tratta di piatti che ereditiamo dalla tradizione, preparati dunque in maniera semplice a partire da ingredienti genuini. Le zuppe toscane a base di farro o di pane, ad esempio, sono un vero e proprio toccasana. Anche trippa e lampredotto sono così salutari? Contrariamente a quel che si può pensare si tratta di cibi poveri di grassi, oltre che a buon mercato, perché prodotti dalla muscolatura dell’animale. E poi non credo che nessun fiorentino sarebbe disposto a rinunciare alla trippa. Si narra anche che all’epoca del Savonarola i fiorentini fossero disponibili a qualsiasi privazione, ma non appena il frate parlò di vietare di vendere la trippa per strada, lo condussero dritto al rogo. /F.P.
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Ciro Vestita
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politica
Ottobre 2009
PARTITO DEMOCRATICO. Residenti, stranieri regolari, 16enni e fuori sede potranno esprimere la loro preferenza
Il 25 ottobre urne aperte per le primarie ci sono Bersani, Franceschini e Marino, mentre per la segreteria regionale la sfida è tra Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani. Si vota dalle 7 alle 20 in 49 sezioni Angelo Lenosi
I
n principio furono le primarie per indicare il candidato premier dell’Unione, progenitrice del Partito democratico. Era il 16 ottobre del 2005, e circa tre milioni di italiani (il 74 per cento dei votanti) incoronarono Romano Prodi, destinato, nella primavera successiva, a vincere le elezioni politiche. Ventiquattro mesi dopo, il 14 ottobre 2007, fu la volta delle prime primarie del Pd: circa 2,2 milioni di italiani (75 per cento dei partecipanti alla consultazione) indicarono in Valter Veltroni il segretario del neonato partito unico del centrosinistra. Un plebiscito, come quello che consacrò nello stesso giorno Andrea Manciulli segretario regionale del Pd grazie al consenso di nove elettori su dieci (furono 325mila i toscani che si recarono alle urne). A due anni di distanza la storia si ripete: i congressi nei circoli democratici, riservati ai soli iscritti al partito, prima del confronto finale. Domenica 25 ottobre, sarà quello il D-day, il giorno delle primarie aperte: tutti i cittadini potranno infatti partecipare alla selezione delle massime cariche del Pd, scegliendo il segretario nazionale (Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino i candidati) e quello regionale (carica a cui ambiscono il segretario uscente Andrea Manciulli, Agostino Fragai e Simone Siliani). Giorni d’attesa, di campagna elettorale, di partecipazione democratica: dibattiti, incontri, confronti tra candidati si sono susseguiti sul territorio, nelle sedi dei circoli, nelle feste democratiche. Coinvolgimento attivo, questa la parola d’ordine, ma con parsimonia. Rispetto alle primarie per il sindaco di Firenze, ad esempio, la competizione per eleggere i leader del Pd registra un minor impiego di risorse economiche: pochi manifesti, quasi esclusivamente dei candidati alla segreteria nazionale, nessuna concessione alla propaganda politica ma solo sintesi dei diversi programmi elettorali. I circoli sembrano vivere questa vigilia con buona partecipazione, e con un interesse discreto. Il 30 settembre scorso si sono conclusi i congressi periferici, riservati ai soli iscritti. Con un’affluenza alle urne che lascia ben sperare in vista delle primarie aperte del 25 ottobre prossimo. Tutti i residenti a Firenze, compresi gli stranieri muniti di permesso di soggiorno, i sedicenni e studenti e lavoratori fuori sede, potranno votare recandosi in uno dei 49 seggi sparsi sul territorio cittadino: per sapere quale sarà possibile consultare apposite pagine on line. Una volta individuata la propria sezione non resta che ritagliarsi uno scampolo di tempo tra le 7 e le 20, preparare una moneta da due euro quale contributo per le spese di organizzazione e tracciare i segni sulle schede. Con il voto alle primarie i cittadini si iscriveranno automaticamente all’albo degli elettori del Pd firmando la loro adesione al progetto politico del partito.
AGOSTINO FRAGAI Assessore regionale alle riforme istituzionali, Agostino Fragai corre per la segreteria regionale del Partito democratico sostenendo a livello nazionale la candidatura del segretario uscente Dario Franceschini. Nato a Serravalle pistoiese nel 1955, sposato e padre di due figli, Fragai, come il suo competitor Manciulli, ha alle sue spalle un’esperienza da segretario regionale del Pds (dal 1995 al 2001). E assieme a Manciulli è stato eletto in Consiglio regionale nel 2000: mandato durante il quale Fragai fu promotore della legge istitutiva delle primarie, ancora oggi l’unica in Italia. Oltre all’attività politica Fragai ha lavorato come quadro tecnico in industrie tessili ed elettromeccaniche, ed attualmente collabora occasionalmente con la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pisa.
ANDREA MANCIULLI Nato a Piombino 40 anni fa, Andrea Manciulli affronta questa maratona delle primarie da segretario regionale uscente del Partito democratico, dopo aver ricoperto analogo incarico nell’ultimo anno di vita dei Ds. E’ il rappresentante toscano della mozione di Pierluigi Bersani, ma ha raccolto il sostegno ufficiale anche di alcuni esponenti del Pd schierati a livello nazionale con Dario Franceschini. Attivo in politica dal 1995, nelle fila del Pds prima e dei Ds poi, Manciulli è consigliere regionale dal 2000. Sposato e padre di due bambini, Manciulli si è laureato in storia moderna a Pisa, per poi specializzarsi in storia sociale e dell’alimentazione a Parigi. Appassionato di strategia militare, di calcio e di cucina, ha collaborato con importanti riviste enogastronomiche.
SIMONE SILIANI Ex segretario della sinistra giovanile in Toscana, ex consigliere regionale per due legislature, durante le quali ha ricoperto gli incarichi di presidente del Consiglio e successivamente di membro della giunta Chiti, quindi assessore alla cultura del Comune di Firenze dal 2000 al 2006. Una lunga carriera di amministratore pubblico, quella di Simone Siliani candidato alla segreteria regionale del Partito democratico, rappresentando a livello locale la mozione di Ignazio Marino, di cui ha da subito apprezzato alcune sue posizioni, a partire da quelle sulla laicità. 47 anni, italoamericano Siliani attualmente lavora presso la Cooperativa archeologia e con la fondazione culturale “Responsabilità etica”, oltre che collaborare da quasi trent’anni con la redazione della rivista “Testimonianze”.
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In corsa per la poltrona nazionale
E AL ION S S FE TE N RO E P ME N A TA I ZIO ET MA MPL ATU R O O R F G IN C
politica
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POPOLO DELLA LIBERTÀ. Il centrodestra registra al suo interno correnti trasversali anche a livello locale
Tutte le anime della famiglia Pdl Il connubio tra Alleanza nazionale e Forza Italia va consolidandosi col tempo (come accade in ogni matrimonio che si rispetti) e gli equilibri tra le correnti
DENIS VERDINI
ALTERO MATTEOLI
ANGELO POLLINA
MASSIMO PARISI
ACHILLE TOTARO
PAOLO AMATO ALESSIO BONCIANI SAMUELE BALDINI
Ex coordinatore toscano di Forza Italia, attualmente coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini continua ad essere uno dei punti di riferimento principali a Firenze per il neonato soggetto politico del centrodestra. Alle sue spalle il nuovo numero uno regionale, il deputato Massimo Parisi, sostenuto a tutti i livelli, dal nazionale al cittadino, dalla quasi totalità del gruppo dirigente del Pdl, senza distinzioni tra l’anima di An e Forza Italia.
Uniti ma non troppo. Sciolta An si sono sciolte anche le tre vecchie correnti, facenti capo a Gasparri, Matteoli e Alemanno. Una diaspora interna che ha visto gli esponenti fiorentini di An abbandonare le loro vecchie appartenenze: lo storico luogotenente di Gasparri in Toscana Achille Totaro si trova così a fianco dell’ex rivale Matteoli, mentre un matteoliano di ferro come Riccardo Migliori sembra smarcarsi dal suo vecchio sodale per avvicinarsi alle posizioni finiane.
Il vicepresidente del Consiglio regionale ambisce a diventare il candidato del Popolo della libertà alla presidenza della Regione, sostenuto da due parlamentari (il deputato Alessio Bonciani e il senatore Paolo Amato) e dal capogruppo Pdl in Consiglio provinciale Samuele Baldini. Una ambizione, quella di Pollina, che potrebbe andare a scontrarsi con le aperture verso una candidatura civica espresse dal coordinatore nazionale Denis Verdini.
nazionali si riflettono a cascata sul versante toscano e fiorentino Simone Lammi
C’
erano una volta Alleanza nazionale e Forza Italia, due partiti distinti e talvolta distanti, figli di due culture politiche per molti versi differenti. Dopo anni di convivenza (Casa delle libertà, Polo delle libertà) i due soggetti politici si sono uniti in matrimonio, sciogliendo le proprie identità nel nuovo Popolo della libertà. Una cerimonia celebrata a livello nazionale la scorsa primavera e che, come ogni matrimonio che si rispetti, sta lentamente e faticosamente consolidandosi. Storie e caratteristiche diverse, ma sbaglia chi pensa che le due anime in contrapposizione corrispondano ai due partiti fondatori del Pdl. Come nel caso del Partito democratico (in cui nella battaglia congressuale si ritrovano sull’uno e l’altro fronte ex diessini e ex margheritini), anche il nuovo soggetto del centrodestra registra alleanze trasversali, a livello nazionale come locale. I buoni rapporti tra due toscani come il ministro Altero Matteoli (ex An) e uno dei coordinatori nazionali Denis Verdini (ex Forza Italia) si riflettono a cascata sul piano regionale e fiorentino, con gli uomini di entrambi i leader nazionali schierati compatti, come ha dimostrato recentemente il primo coordinamento regionale del Pdl in cui l’intera componente An – un tempo divisa al suo interno in tre correnti facenti capo a La Russa, Matteoli e Alemanno - ha fatto fronte comune con la quasi totalità di Forza Italia. Quasi totalità, si diceva, perché l’assemblea regionale del nuovo centrodestra ha registrato qualche distinguo da parte di alcuni esponenti berlusconiani: i parlamentari Paolo Amato e Alessio Bonciani (quest’ultimo anche coordinatore cittadino), il vicepresidente del Consiglio regionale Angelo Pollina e il capogruppo in Provincia Samuele Baldini. Malumori emersi e poi rientrati. Almeno per il momento. Perché la formazione degli organismi provinciali e cittadini è ancora in corso, e ogni anima vuole avere la sua voce in capitolo. Inoltre la scadenza elettorale per le regionali si avvicina e non è escluso che la partita interna sia conclusa. C’è da scegliere il candidato alla presidenza e gli aspiranti consiglieri, e i posti a disposizione del Pdl, alla luce della crescita della Lega che anche in Toscana potrebbe strappare alcuni seggi, potrebbero essere meno di quelli attuali. Con conseguenti riposizionamenti all’interno del Pdl, nuove alleanze trasversali, nuove convergenze parallele. Messe nel cassetto le appartenenze alle vecchie componenti interne ai due partiti, il Popolo della libertà locale conosce nuovi equilibri del Pdl, ancora da assestare. C’erano una volta An e Forza Italia, e ora non ci sono più. E’ il bipolarismo, baby.
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provincia
Ottobre 2009
LA NOVITÀ. L’Osservatorio provinciale ha fotografato la situazione occupazionale del territorio
Sorpresa, la badante parla toscano Le italiane iscritte nel registro apposito sono passate da 18 a 350, e i lavoratori stranieri sono diminuiti dell’1 per cento. Ma il dossier racconta anche che è peggiorata la qualità del lavoro e che i contratti durano sempre meno Ginevra Donnici
L
e badanti di casa nostra parlano toscano. Un cambio di rotta imposto dalla disoccupazione dilagante. Una sorpresa inaspettata per quelli che “gli immigrati prendono il posto di lavoro agli italiani”. Dati alla mano, le donne fiorentine tornano a fare lavori fino ad ora lasciati agli stranieri. Rispetto all’anno scorso le cittadine italiane iscritte nel registro delle badanti tenuto dalla Provincia di Firenze sono passate da sole 18 a ben 350, mentre cala il numero delle donne straniere (soprattutto romene) sul territorio fiorentino. Sono queste alcune novità emerse dall’Osservatorio permanente del mercato del lavoro istituito dalla Provincia di Firenze, uno strumento in grado di elaborare dati trimestrali, semestrali e annuali sui movimenti del lavoro (assunzioni, licenziamenti, trasformazioni del rapporto di lavoro) a livello provinciale e locale. Proprio dalle cifre fornite dall’Osservatorio emerge che dopo anni è in atto una riduzione di un punto percentuale dei lavoratori stranieri sul numero totale delle persone che hanno avuto un rapporto di lavoro. Dal 26 per cento del 2008 si passa al 25 per cento di quest’anno. La comunità maggiormente in calo è quella romena con una riduzione di 1.334 avviati, dove particolarmente forte è la riduzione delle donne: -937 sul totale. La fotografia che emerge dall’Osservatorio del lavoro mostra come nel primo semestre di quest’anno - in confronto allo stesso periodo del 2008- sia peggiorata la qualità del lavoro. Aumentano i contratti di breve durata rispetto a quelli a tempo indeterminato. Ma non è solo una questione di tempo, come spiega l’assessore provinciale al Lavoro, INTERVISTA. Parla Elisa Simoni, assessore Elisa Simoni: “Se il dato quantitativo è impressionante, anche quello qualitativo è preoccupante: questi numeri dicono che le donne sono costrette ad accettare lavoro dequalificato e a intermittenza”. Le tipologie di contratto, dichiarate dalle aziende del settore privato al momento dell’assunzione, moual è la situazione derivante dalla grave crisi econostrano che tutti i comparti presi in esame hanno una contrazione, a dimostramica che ha colpito anche il territorio fiorentino? zione che la crisi ha colpito ogni settore economico. La maggior flessione di persone occupate risulta laddove è applicato il contratto del commercio La situazione risulta molto complicata e delicata; vorrei cidove si registra una riduzione di 2.426 lavoratori avviati: in questo settore, tare alcuni dati a questo proposito: i rapporti di lavoro nel nei primi sei mesi del 2009, un lavoratore su quattro non ha avuto il rinnovo primo semestre 2009 hanno registrato un 30 per cento in del contratto. A tagliare il personale (- 1.984 unità) sono anche le aziende del meno rispetto al 2008. Quasi tutti i settori economici hansettore meccanico e tessile che riducono il numero dei lavoratori del 32 per no un segno negativo in termini di persone occupate. Per cento. Una flessione si registra anche nel settore dell’agricoltura con -642 questo è assolutamente necessario il rifinanziamento degli lavoratori avviati (-20 per cento). Colpisce anche il calo percentuale degli ammortizzatori sociali da parte del Governo. artigiani edili ed affini (-42,5 per cento) che risentono della situazione del Quali interventi mette in atto la Provincia per affronmercato immobiliare. Un altro indicatore dell’aggravarsi della crisi econo- tare la crisi? mica è rappresentato dal numero delle persone iscritte in lista di mobilità che Stiamo discutendo una proposta organica che tenga conto al 30 giugno 2009 era di 6.472 unità, di cui 3.289 donne e 3.183 uomini. Per di un intervento sia sull’immediato che in prospettiva straciò che riguarda la distribuzione territoriale si nota come nei tre Centri per tegica, integrando le politiche passive con quelle attive. Le l’impiego più importanti della provincia (Firenze, Sesto Fiorentino, Scan- parole d’ordine saranno solidarietà sociale e innovazione dicci) sia concentrato oltre il 71 per cento di tutti i lavoratori posti in mobilità sia nelle politiche del lavoro che in quelle della formazione. rispetto all’intero territorio fiorentino. La nostra priorità saranno gli oltre 400 lavoratori che ve-
provinciale al Lavoro
“Priorità a chi è senza ammortizzatori” Q
dranno terminare a breve il sostegno degli ammortizzatori sociali. Ma non ci possiamo dimenticare che per tutelare gli stessi lavoratori abbiamo l’obbligo di rispondere alla crisi aumentando la competitività delle nostre imprese e dell’intero sistema economico. Nell’ambito della crisi, i dati mostrano che le donne sono la categoria più svantaggiata nell’articolato mondo del lavoro. Anche nella provincia di Firenze è così? I dati sono effettivamente preoccupanti e evidenziano come le donne, in un periodo difficile come questo, accettino lavori precari e spesso poco pagati. Questo elemento ha forti ripercussioni sia in termini economici ma anche di tenuta sociale: è sulle donne che grava il peso della gestione familiare. Nei nostri interventi avremo una forte attenzione a queste problematiche con un approccio trasversale sia alle politiche del lavoro che a quelle della formazione. /G.D.
AMBIENTE. Una giornata di studi per analizzare le particelle pericolose contenute nell’aria fiorentina
Inquinamento da polveri sottili, la soluzione in un filtro I
l territorio fiorentino è attanagliato dall’inquinamento causato da traffico e riscaldamento. E’ quanto emerge dalla giornata di studi “Esperienze avanzate di riduzione delle polveri sottili: le strategie e i migliori esempi da seguire per il risanamento della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina”, un incontro organizzato dalla Provincia di Firenze in cui specialisti del settore e amministratori pubblici si sono confrontati su un tema di grande attualità quale quello delle polveri sottili (PM 10 e PM 2,5). L’evento, organizzato da Sergio Gatteschi, Presidente della sezione toscana dell’organizzazione ambientalista “Amici della Terra” ha coinvolto alcuni dei massimi esperti del settore, come Marco Chini (Arpat), Furio Forni, per la Regione Toscana (progetto Patos), Paolo Giambini ed Ennio Carnevale per il dipartimento di energetica della facoltà di Ingegneria dell’Univer-
sità di Firenze (progetto MoDiVaSET), che hanno diffuso i dati riguardanti la situazione nell’area metropolitana fiorentina. Il traffico e il riscaldamento sono i veri responsabili, soprattutto nella stagione invernale, del superamento della soglia di 50 μg/m3. Il maggiore contributo alla risoluzione del problema può essere attualmente offerto dalla messa a punto di apparati, sempre più sofisticati, per la rimozione del particolato fine e ultrafine. Tra questi merita particolare attenzione il progetto di Arturo Colamussi, inventore del filtro antiparticolato per gli autobus a combustione Diesel installato con successo sui mezzi del servizio di trasporto pubblico dei comuni di Bologna, Ferrara, Roma e Torino. I suoi filtri per bus alimentati a gasolio permettono di trattenere il 99,9% delle particelle ultrafini, che sono 100 volte più piccole delle famigerate Pm10. Gli interventi sulle emissioni dei bus
assumono una particolare importanza nel quadro delle strategie di contenimento delle polveri sottili, anche perché - ad esempio - un veicolo diesel Euro 0 emette una quantità di polveri (PM10) che è centinaia di volte superiore (secondo massa e cilindrata) a quella prodotta da un’auto catalizzata. “Rispetto ad altri tipi di filtro già in commercio – spiega Colamussi – il “Progetto Blu” presenta caratteristiche di efficienza molto più elevate, sia per quanto concerne le polveri ultrafini, sia per quanto riguarda la capacità di trattenere con notevole efficienza altri tipi di sostanze organiche contenute nei gas di scarico dei diesel, fra cui gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) altamente cancerogeni che i filtri a rigenerazione non sono in grado di trattenere. In più garantisce l’assenza totale di emissioni secondarie, proprie invece dei sistemi a /C.G. rigenerazione”.
OTTOBRE 2009
MICROCREDITO DI SOLIDARIETA’ PROSEGUE IL RISANAMENTO DELL’AREA DI VIA DELLE FORNACI Dopo le aziende Pesci e Ref anche Bilancino firma un protocollo di intesa che dà il via alla delocalizzazione dell’attività. Il Consiglio Comunale del 10 settembre 2009 ha approvato, con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario di Obiettivo Comune e PDL, il protocollo che fissa le tappe per lo spostamento dell’azienda Bilancino fuori del centro abitato. Lo spostamento avverrà in due fasi: nella prima sarà richiesta una autorizzazione temporanea per lo spostamento, nell’area prescelta, dei depositi di materiale più ingombranti, la seconda prevedrà lo spostamento integrale dell’azienda che lascerà sul territorio urbano solo un negozio per le piccole forniture. “Questi interventi – afferma soddisfatto il Sindaco – sono finalizzati alla riqualificazione delle aree urbane e residenziali ma nello stesso tempo offrono alle aziende spazi più adeguati e reali possibilità di sviluppo. E le aziende in questo particolare momento hanno bisogno di collaborazione e sostegno. L’Amministrazione Comunale di Impruneta e tutta la maggioranza hanno ben presente questo obiettivo. Il prossimo Regolamento Urbanistico potrà e dovrà essere veramente un volano importante in questa direzione. Intanto questo è un altro importante passo avanti”. L’Amministrazione Comunale e il Sindaco sono impegnati inoltre a creare le condizioni per la delocalizzazione di altre aziende, in particolare dell’area urbana di Tavarnuzze. Il sindaco Ida Beneforti Gigli
Il MICROCREDITO è nato per venire incontro alle richieste di sostegno finanziario provenienti da alcune fasce di soggetti “deboli”, che trovano difficoltà ad accedere ai canali ordinari del credito bancario. Pur avendo una finalità a contenuto sociale, “Il Microcredito” non si propone nè effettua beneficenza a fondo perduto. Nel corso del 2008 anche nel nostro Comune, deliberazione del Consiglio Comunale n. 50 del 26.6.2008, è stato attivato il progetto nell’ambito del Progetto Migranti, servizio di zona della Società della Salute dell’Area Fiorentina Sud Est, avviando così la sperimentazione di un fondo di micro-credito nella zona sociosanitaria Sud Est. Il progetto consiste nell’attivazione di un fondo di solidarietà locale per facilitare l’accesso all’alloggio e il miglioramento in genere delle condizioni socio-abitative della popolazione debole, mediante prestiti restituibili con rate di piccola entità e ad un tasso di interesse molto basso, gestiti con la collaborazione delle Banche di Credito Cooperativo del territorio (Pontassieve, Cascia di Reggello, Chianti Fiorentino e Impruneta). Il fondo ammonta a € 109.000,00 - finanziato per € 54.500 con fondi regionali, della Società della Salute e dei Comuni coinvolti e per € 54.500 dalle banche partner. Dal 1 gennaio al 31 agosto 2009 sono state presentate, per il territorio del Comune di Impruneta 4 domande di microcredito, 3 le domande accolte dalla commissione, 2 le domande accolte dalla banca. Da una rilevazione è emerso che diverse persone si sono recate agli sportelli per chiedere informazioni ma risultavano già esposte con società finanziarie, quindi un ulteriore debito avrebbe aggravato la situazione; in altri casi le richieste non erano coerenti con il progetto, infatti molti si sono rivolti ai servizi per spese non strettamente legate alla casa, quindi teoricamente non finanziabili; a questo proposito si sta ipotizzando di allargare le spese ammissibili da finanziare, uscendo quindi dalla logica della questione abitativa, e di aumentare il credito massimo erogabile. Recentemente il fondo è stato incrementato da parte della Regione Toscana per € 34.786,00,con conseguente quota parte investita anche dagli istituti di credito, Banche di Credito Cooperative convenzionate per un totale complessivo di € 69.572,00. Pertanto con questa integrazione il fondo passa da € 109.999,00 a € 178.572,00.Inoltre è allo studio, la possibilità che le commissioni di valutazione, potrebbero adottare criteri un po’ meno selettivi per fare in modo che un numero maggiore di domande arrivino alle banche. Dai dati emerge, infatti, che moltissime pratiche che arrivano alle banche vengono poi finanziate, ciò significa che i richiedenti hanno spesso buone credenziali, anche se il progetto è destinato a soggetti deboli, con difficoltà nell’accesso ai normali canali creditizi. Per dare maggiore visibilità al progetto e renderlo uno strumento conosciuto ed utilizzato è auspicabile un maggiore coinvolgimento delle associazioni del territorio; sarebbe fondamentale un coinvolgimento maggiore delle associazioni più attive che potrebbero raccogliere le domande e poi, con un loro rappresentante, partecipare alle commissioni di valutazione. Paolo Poggini Assessore alle Politiche del welfare e della salute
INIZIATIVA A FAVORE DELLA CROCE VERDE DI VIAREGGIO Grande successo ha riscosso il pranzo di beneficenza organizzato da Auser e Rete di Solidarietà di Impruneta, avvenuto la scorsa domenica 13 settembre, con poco meno di 140 partecipanti. Tale evento è stato organizzato in favore della Croce Verde di Viareggio, colpita con altri, come noi tutti sappiamo, dal tragico evento del 29 giugno scorso. Per far sì che tale sciagura non sia dimenticata e, soprattutto, per dare un piccolo, ma significativo, contributo per la ricostruzione, ecco che si è mossa anche l’Auser e Rete di Solidarietà di Impruneta raccogliendo con tale pranzo la cifra complessiva di euro 2.165,00. Si precisa che tutto il ricavato del pranzo, pari appunto ad euro 2.165,00, sarà interamente donato alla Croce Verde di Viareggio nei prossimi giorni (le spese vive dell’evento sono state sostenute dall’Auser e Rete di Solidarietà di Impruneta). Il Presidente Auser di Impruneta - Rete di Solidarietà, Bernardo Simonetti, coglie l’occasione per ringraziare l’Amministrazione Comunale, tutti coloro che hanno aderito e favorito l’iniziativa, tutti i volontari che si sono prodigati e che hanno reso possibile l’evento e tutta la cittadinanza del Comune di Impruneta.
PROTEZIONE CIVILE – CENTRO INTERCOMUNALE COLLI FIORENTINI E COMUNE DI IMPRUNETA La protezione civile è un sistema di risorse variegato che ha la finalità di tutelare in modo organizzato e coordinato la società dai danni o da possibili danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi ponendo al primo posto la vita umana. Il diretto responsabile della sicurezza dei cittadini è il Sindaco che, se la situazione lo richiede, promuove l’intervento di Provincia, Regione, Stato ed altri enti che si coordinano negli interventi. Per lungo tempo le azioni di protezione civile si esplicavano esclusivamente durante o immediatamente dopo un’emergenza con una logica passiva di assistenza alla popolazione colpita. Oggi si è andato affermando il concetto attivo di protezione civile che vede come momenti fondamentali quelli della previsione e prevenzione secondo il concetto che evitare un danno o mitigare il rischio è sempre molto più efficace che rimediare al danno subito; tali attività si concretizzano nel Piano di Emergenza. Al Sistema di Protezione Civile concorrono in modo fondamentale le associazioni di volontariato oltre a istituti e gruppi di ricerca scientifica, ordini e collegi professionali nonché ogni altra istituzione ed organizzazione anche privata. Di particolare importanza poi riveste il ruolo della popolazione: ogni cittadino entra a far parte del Sistema nel momento in cui collabora con esso attuando una serie di comportamenti adeguati che permettono di mettere in sicurezza se stessi, di fornire soccorso a chi ne necessita o semplicemente di facilitare l’efficacia degli interventi dei soccorritori.
CENTRO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE COLLI FIORENTINI Nel novembre 2005 i comuni di Barberino Val d’Elsa, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, San Casciano Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa hanno dato vita al Centro Intercomunale Colli Fiorenti con la finalità di gestire in forma associata il sistema locale di Protezione Civile. Il territorio intercomunale è piuttosto ampio con una superficie totale di poco superiore ai 550 Km2 mentre la popolazione è di oltre 120000 abitanti. L’ufficio unico intercomunale, ha sede presso Scandicci, comune capofila. • L’Ufficio Associato, operativo H24, svolge le seguenti attività : • gestione Sistema di Allertamento Meteo; • ricevimento delle segnalazioni circa situazioni di criticità in atto o previste; • verifica e monitoraggio delle segnalazioni e loro possibile evoluzione; • mantenimento di un costante flusso informativo con le strutture interne (Comuni) e con le altre componenti del sistema regionale di protezione civile (Provincia di Firenze, Regione Toscana, Consorzi di Bonifica ecc.) • gestione integrata delle risorse operative intercomunali Negli ultimi anni il volontariato di Protezione Civile è divenuto un fenomeno nazionale che ha assunto caratteri di partecipazione e di organizzazione particolarmente significativi. Questa ascesa è espressione di una moderna coscienza collettiva del dovere di solidarietà , unite dal comune senso dell’urgenza di soccorrere chi ha bisogno con la professionalità di cui ciascun volontario è portatore e con l’amore che tutti i volontari dimostrano scegliendo, spontaneamente e gratuitamente di correre in aiuto di chiunque abbia bisogno di loro. Nel nostro territorio intercomunale ci sono quattro entità di associazioni (Croce Rossa Italiana, Confr. Misericordia, Ass. Nazionale Pubbliche Assistenze e La Racchetta) per un totale di 14 sezioni che coprono tutti i comuni.
In supporto ai tecnici del Centro Intercomunale operano anche le varie associazioni di volontariato del territorio. Il Centro Intercomunale Colli Fiorentini ha un proprio sito internet dinamico www.collifiorentini.fi.it dove sono riportate le attività svolte, fotografie degli interventi, materiale di informazione ecc. PIANO INTERCOMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE Ogni comune è tenuto secondo la normativa nazionale e regionale, a predisporre un Piano di Protezione Civile che valuti i rischi sul territorio e definisca le risposte in funzione delle risorse disponibili e di una precisa catena di comando. Ove, come nel nostro caso, la funzione di Protezione Civile sia svolta in forma associata viene redatto un unico Piano Intercomunale. Dopo un lavoro di redazione durato piÚ di un anno ed un lungo iter burocratico nel febbraio del 2009 è stato approvato, anche dallo stesso Consiglio Comunale di Impruneta, il Piano Intercomunale di Protezione Civile il quale rappresenta lo strumento fondamentale per operare in caso d’emergenza. Tuttavia perchÊ tale strumento risulti veramente efficace è necessario che sia condiviso dagli operatori del settore e conosciuto dalla popolazione che rappresenta infatti una componente fondamentale del sistema locale di Protezione Civile assieme alle Associazioni di volontariato. Con la redazione del Piano Intercomunale di Protezione Civile si intende raggiungere le seguenti finalità : • salvaguardia della popolazione; • salvaguardia del sistema produttivo locale; • ripristino della viabilità e dei trasporti; • funzionalità delle telecomunicazioni; • funzionalità dei servizi essenziali; • censimento e salvaguardia dei Beni Culturali. Tutto ciò si è reso possibile attraverso lo studio accurato del territorio, definendo quelle che sono le criticità principali, le risorse disponibili (enti, volontariato, privati), le modalità d’intervento e le procedure operative dei comuni (responsabili, pronto intervento, polizia municipale ecc.) e infine le strutture e le aree d’emergenza per il ricovero ed assistenza alla popolazione. Il piano essendo uno strumento dinamico viene costantemente aggiornato dall’Ufficio Associato P.C. in collaborazione con le Amministrazioni Comunali. Conoscere il Piano significa essere piÚ sicuri e pronti nelle risposte, poter ricevere aiuti in modo piÚ efficace oltre che poter essere noi stessi di aiuto agli altri in modo costruttivo ed efficace. Nel sito del Centro Intercomunale: http://www.collifiorentini.fi.it è possibile approfondire la conoscenza del piano di protezione civile. Sul sito del Comune di Impruneta www.comune.impruneta.fi.it è disponibile un link per accedere al sito del Centro Intercomunale e quindi ai documenti del Piano di Protezione Civile. I RISCHI NEL COMUNE DI IMPRUNETA Rischio SISMICO Il rischio sismico risulta moderato: secondo la classificazione regionale il comune di Impruneta ricade nella zona 3s (possibili eventi caratterizzati da scuotimento modesto) Lo studio di microzonazione sismica condotto dall’Università di Firenze con il contributo della Provincia di Firenze, le osservazioni disponibili presso gli archivi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (I.N.G.V.), riportano 5 eventi registrati ed avvertiti anche se il loro effetto in termini di danni generati è stato quasi sempre modesto o nullo. Rischio IDRAULICO La pericolosità idraulica sul territorio interessa principalmente il corso della Greve; è da notare come il centro abitato di Tavarnuzze, sia fortemente interessato da pericolosità elevata (area in destra idrografica); altre aree a rischio si trovano a Bottai e Falciani. Il torrente Ema risulta pericoloso per l’area urbanizzata delle Cascine del Riccio. Ci sono poi una serie di aree a rischio legate ai torrenti minori ( Calosina, Pescina, Fosso dei Reniccioli) Rischio FRANA Secondo il Piano di Assetto Idrogeologico sono presenti alcune aree circoscritte caratterizzate da pericolosità elevata tra cui anche parte del capoluogo e, in minor modo, l’abitato di Falciani e di Borgo di Sopra. Per il resto territorio è ampiamente interessato da pericolosità media che insiste anche su aree urbanizzate come l’Ugolino, la parte meridionale di Tavarnuzze e la quasi totalità del centro di Impruneta. Altri rischi Per quanto concerne il rischio chimico ed industriale non sono segnalati impianti considerati a rischio
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incidente rilevante ai sensi del D.P.R. 175 del 1988; sono presenti però vari insediamenti industriali potenzialmente pericolosi localizzati principalmente presso Tavarnuzze (aziende galvaniche e di argenteria) e presso Il Ferrone (produzione di cotto). Le strade interessate dal transito di mezzi legati a tali attivitĂ produttive sono la S.G.C. Firenze-Siena, e la S.P. 3, oltre che l’Autostrada del Sole. Possibili incidenti di notevole impatto si possono verificare anche sulla S.R. 2 “Cassiaâ€? e sulla S.R. 222 “Chiantigianaâ€?. AREE DI EMERGENZA Nel Piano Intercomunale di Protezione Civile, sono state individuate aree dove la popolazione potrĂ ricevere i primi soccorsi e informazioni sull’accaduto (Aree di Attesa), altre aree dove sarĂ possibile, allestire strutture di ricovero per tutti coloro che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione (Aree di Ricovero) e infine aree destinate a particolari ricoveri e servizi (Aree per i soccorritori ed Elisuperfici). Le AREE DI ATTESA sono luoghi di prima accoglienza per la popolazione colpita da calamitĂ . Saranno utilizzate per un periodo di tempo di poche ore fino all’allestimento di aree di accoglienza. Ăˆ qui che bisogna recarsi per ricevere i primi soccorsi, avere informazioni e comunicare eventuali necessitĂ . E’ fondamentale che ognuno conosca le AREE DI ATTESA piĂš vicine alla propria abitazione. Le Aree sono contraddistinte da un apposito cartello, realizzati dal Centro Intercomunale e dal Comune di Impruneta. Nel territorio del Comune di Impruneta sono state individuate 4 Aree di Attesa: $5(( ', $77(6$ 3(5 /$ 3232/$=,21( ,'
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i gruppi consiliari PARTITO DEMOCRATICO PROTOCOLLO DI INTESA PER LA DELOCALIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ SVOLTA DALLA SOCIETÀ EDILBILANCINO: UN ESEMPIO DI GOVERNO DEL TERRITORIO. Nonostante le purtroppo sempre presenti difficoltà determinate dal Patto di Stabilità, l’A.C., appoggiata in pieno dal gruppo di maggioranza, continua a portare avanti il suo programma politico. Così, nella seduta del 10 settembre, sono stati approvati 2 documenti che fissano i modi e tempi per lo spostamento dell’azienda Bilancino. Finalità dei provvedimenti: il risanamento e la riqualificazione delle aree urbane operato di concerto con i privati cui vengono offerti, nel contempo, spazi più idonei all’attività. Si tratta di un percorso già iniziato con le aziende Pesci e Ref (protocollo già approvato) e che sarà riproposto anche ad altre aziende in situazioni analoghe. Il gruppo consiliare continua quindi, con orgoglio, nel suo impegno a “far naviga-
re il navigabile” e, come quasi sempre, lo fa tutto da solo. Anche in questo caso il PDL e Obiettivo Comune hanno votato contro mentre i consiglieri de “La Sinistra” non sono rimasti per il dibattito e la votazione perché avevano impegni più importanti. E pensare che si rammaricano di “non vedere pianificazione alcuna nei settori strategici delle infrastrutture e dello sviluppo”. Comunque chiunque fosse realmente interessato a conoscere e partecipare alla pianificazione del futuro di tutto il territorio comunale non avrà che da seguire gli incontri pubblici sulle “Prime linee programmatiche sul Regolamento urbanistico” che avranno luogo entro il mese di ottobre. Sarà solo il primo approccio ad uno strumento complesso e importante che vedrà il coinvolgimento di tutti i cittadini in tutte le sue fasi: proposta, adozione, osservazioni.
IL NOSTRO IMPEGNO NELLA SCUOLA L’anno scolastico è iniziato con le preoccupazioni derivate dall’attuazione della riforma Gelmini ed i tagli
introdotti dalla finanziaria 2009 alle risorse destinate all’istruzione. L ‘A.C. si è impegnata affinché l’apertura della scuola avvenisse con gli interventi di messa in sicurezza degli edifici attuati e con una offerta formativa ancora ricca ed interessante. L’aumento del costo dei servizi è stata una decisione sofferta ma necessaria per il nostro sempre più critico bilancio. Siamo consapevoli che l’aumento delle tariffe, pur avendo salvaguardato le fasce più deboli, arriva in un momento economico difficile per le famiglie e non porta certamente ad avere dei consensi. E’ comunque corretto che si conosca che l’A.C fa la sua parte contribuendo con 590.000 Euro a coprire l’intero costo dei servizi (vedi Reporter di settembre). Azioni e cifre che non trovano molto risalto ma che assicurano il nostro impegno e attenzione per la scuola e per l’istruzione. IL GRUPPO CONSILIARE DEL P.D. DI IMPRUNETA Per scrivere al Gruppo mail pd.impruneta@alice.it
LA SINISTRA
PARTITO DELLE LIBERTÀ
OBBIETTIVO COMUNE
UN AUTUNNO DI SPERANZE
IL POPOLO RINGRAZIA
Tra congressi politici nazionali e prese di posizioni attese o inattese di certi politicanti locali, l’autunno entrante ci consegna se non altro la speranza… Noi, de La Sinistra, pensiamo da sempre che la politica locale abbia bisogno di una svolta importante …. una svolta che i nostri amministratori non hanno voluto e non hanno saputo dare ma che allo stato dell’arte attuale è sempre più necessaria! Nell’intreccio della politica nazionale con quella locale non vi è dubbio che si respiri una confusione palpabile il cui riflesso si manifesta nel livello locale con la approssimazione di scelte strategiche importanti per il paese. A questo punto non possiamo che prenderne atto e sperare; sperare aldilà dell’ideologismo politico o dello schieramento di parte: “cambiare rotta” non può continuare ad essere percepito dal PD imprunetino come una sconfitta ma piuttosto deve essere un valore aggiunto teso alla risoluzione dei problemi del nostro Comune; ci aspettiamo a questo punto la definitiva “marcia indietro sulla questione verdi pubblici” la “ristrutturazione della macchina comunale” e il relativo “ridimensionamento dei dirigenti “, “chiarezza sulle scelte” ( dalla panchina artistica alla nuova scuola, dalle sedi rionali al regolamento urbanistico ) ….. che tutto ciò sia dettato da scelte nazionali o locali poco importa; la cosa certa e fondamentale è rappresentata dall’esigenza di voltare pagina! Noi continuiamo a sperare….
Sento il dovere di farmi portavoce dei tanti Imprunetini i quali, non avendo avuto possibilità economiche o problemi di salute, sono stati obbligati a passare i mesi estivi nel nostro amato Comune. Si ringrazia la A.C. per la tempestiva ed efficace campagna antiparassitaria intrapresa per disinfestare e pulire le fogne, debellando quindi la presenza delle zanzare che ci hanno perseguitato per l’intera estate. Si ringrazia la A.C.. per il disimpegno profuso a “larghe mani” che ha permesso ad autoveicoli e motorini di attraversare fino all’alba a tutta velocità il centro di Impruneta emettendo rumori assordanti prodotti da marmitte sicuramente non regolamentari e che non rispettando il limite imposto dei 40 Km. orari, frequentemente hanno messo in pericolo l’incolumità dei Cittadini anche sulle strisce pedonali. Si ringrazia la A.C. per non aver provveduto al lavaggio dei cassonetti impedendo così che dai medesimi non si sprigionassero maleodoranti miasmi procurati da materie in decomposizione a causa del gran caldo, obbligando a transitare in apnea. Si ringrazia la A.C. per l’assenza di qualsiasi controllo, affinché giovinastri sguaiatamente pernottassero fino all’alba in Piazza Buondelmonti, nel vicino Parco della Barazzina, e in Piazza Accursio, si dilettassero in gare a fari spenti lungo la Via Vittorio Veneto, incuranti del diritto altrui al sacrosanto e meritato riposo. La novità di quest’anno sono stati latrati di cani che dall’una alle quattro di notte hanno disturbato il sonno imprunetino, tanto in Luglio che in Agosto, malgrado i miei numerosi richiami agli Uffici competenti. Grazie A.C., grazie di cuore. Non dubitare che gli Imprunetini ricorderanno tali negligenze alle prossime Amministrative!
ABUSI NEI PIANI DI MIGLIORAMENTO AGRICOLO E AMBIENTALE (PMAA): UNA STORIA SENZA FINE?
La Sinistra Impruneta www.lasinistraimpruneta.it Marco Mazzetti Riccardo Lazzerini
Maria Teresa Lombardini Capogruppo PDL
A giugno 2005 Obbiettivo Comune ha chiesto di conoscere la situazione relativa all’attuazione dei PMAA e il risultato dei controlli effettuati. A quella data non era stato fatto alcun controllo e solo in seguito alla nostra richiesta fu affidato un incarico per procedere ai controlli. I risultati sono stati resi noti, dopo diverse sollecitazioni, solo il 28.1.2008 a distanza di due anni e mezzo dalla richiesta originaria. Dai controlli è emerso, in Commissione, che alcuni imprenditori agricoli non hanno realizzato i previsti interventi colturali (che giustificavano la realizzazione di nuovi volumi) e, in alcuni casi, hanno proceduto a veri e propri abusi edilizi. L’aver completato la realizzazione dei suddetti volumi senza aver provveduto alla messa in coltura, e quindi non aver neppure iniziato l’attività agricola, evidenzia che il vero obiettivo di questi imprenditori non era l’attività di impresa ma la edificazione in aree dove non è possibile costruire. Il fatto che sia passato un altro anno e mezzo, dalla Commissione, senza che, per quanto sappiamo, chi ha commesso gli abusi abbia pagato (multe, demolizioni) ci costringe a riprendere in mano la situazione presentando una interpellanza per chiedere conto al Sindaco di questa inaccettabile situazione.
VENDITA VERDI PUBBLICI: SINDACO E PD TROVINO IL CORAGGIO DI FARE L’UNICA SCELTA RAGIONEVOLE Dopo aver avversato in ogni modo, insieme al Comitato ed alle migliaia di cittadini firmatari della petizione e preso atto che l’asta pubblica indetta a luglio è andata deserta, auspichiamo che Sindaco e PD imprunetino trovino il coraggio di scegliere l’unica strada ragionevole, ovvero la cancellazione delle vendite. Peraltro la scelta di abbandonare l’assurda idea di sottrarre dei verdi pubblici (per renderli edificabili e venderli) è facilitata dalle novità normative di agosto (possibilità di effettuare pagamenti in conto capitale per circa 500.000 euro in più) e dalla concreta possibilità di anticipare la vendita dei locali dell’ex Coop di Impruneta, emersa nel Consiglio Comunale aperto. Per informazioni e segnalare problemi massimobisignano@libero.it, per le attività svolte consultare il sito www.obbiettivocomuneimpruneta.org
Il Capo Gruppo Consiliare Massimo Bisignano
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BREVE STORIA DELLA FIERA DI S. LUCA
AUTUNNO IN BIBLIOTECA
A darle il crisma della nobiltà basterebbe forse accennare al fatto che il paesaggista francese Jacques Callot (1592-1635) si aggirò a lungo per le strade e le piazze del paese nei giorni della festa e quando pensò di avere assorbito a sufficienza l’atmosfera pastorizia - o meglio, pastorale - di cui era imbevuta, mise nel torchio quella che unanimemente viene considerata una delle più belle acquaforti di carattere paesaggistico del Seicento, appunto la “Fiera dell’Impruneta”.
Ottobre 2009 Un mese straordinario Nelle biblioteche Della Toscana
Ancora quattro secoli fa la festa era conosciuta come una delle più vetuste ed importanti d’Italia. Un’importanza che le proveniva dal fatto che il paese si trova geograficamente a metà strada nel lungo itinerario che i pastori percorrevano, ogni anno in autunno, per spostarsi dalle fresche vallate appenniniche verso la Maremma, dove avrebbero trascorso l’inverno. E proprio all’Impruneta era consuetudine fare una sosta per vendere i prodotti del loro lavoro: latte, formaggio, lana; gli imprunetini, dal canto loro, accoglievano i transumanti sciorinando in piazza gli oggetti che avrebbero potuto far loro comodo: scarpe, vestiti, utensili. Altre fonti fanno risalire la fiera al pellegrinaggio dei fiorentini al Santuario per cui era necessario procurare cibo per i pellegrini e cominciarono ad affluire venditori ambulanti. Nella settimana intorno al 18 di ottobre non è banale dire che ce n’è per accontentare tutti: d mostre d’arte e d’artigianato, bancarelle di ogni genere la tradizionale corsa di cavalli, concerti bandistici e spettacoli pirotecnici.
PROGRAMMA Sabato 10 ottobre 2009 mercato settimanale per tutta la giornata Ore 16.00 sala consiliare cerimonia conclusiva del concorso nazionale di poesia Mario Gori -Associazione Culturale F. Paolieri Domenica 11 ottobre 2009 ore 9.00 apertura “via Paolieri in bancarella” ore 9.30 mostra campionaria Ore 12.00 luna park Martedì 13 ottobre Fierone 2009 Parco sassi neri: ore 8.00 al campo sportivo Mercato dell’arte e dell’ingegno ore 8.30: mostra del bestiame e animali da cortile, spettacolo e giochi per bambini con i ciuchini del parco di Cavriglia; Ore 15.00 spettacolo di musica country Ore 21.00 società corale: presentazione CD la società corale di Impruneta (1880/1919) Mercoledì 14 ottobre 2009 Ore 19.00: società corale letture in vernacolo Giovedì 15 ottobre 2009 Ore 14.00 corsa dei cavalli Palio di San Luca Ore 22.30 spettacolo pirotecnico Venerdì 16 0ttobre 2009 Ore 21.30 tiro alla fune tra i rioni del paese -3°trofeo Tuttauto Fiera S.Luca Domenica 18 ottobre 2009 Ore 09.00 via Paolieri in bancarella Ore 16.00 campo sportivo di Impruneta torneo di calcio tra i rioni “2° Memorial Ivano Torrini” durante tutta la settimana della Fiera Nei Ristoranti aderenti a “Vetrina Toscana a Tavola” saranno serviti piatti tipici locali della zona. Per tutta la durata della Fiera il servizio di trasporto locale CAP subirà una modifica. Il capolinea viene spostato a Squarci e per i giorni di lun. mer. e ven. viene istituito un servizio navetta per il collegamento con la Presuria. MOSTRE: Per tutta la settimana della Fiera in Barazzina l’Associazione Pro Loco presenta: “sapori d’Italia” degustazioni enogastroalimentari Associazione Art & Art: 35° Collettiva di San Luca: fotografia, spazio IAC Via della Croce 39 Inaugurazione sabato 10 ottobre ore 16,30. Orario mostra: domenica, martedì e giovedì ore 10,00/12,30 - 16,00/19,00 lun-merc-ven-sab ore 16,00/19,00. Società Corale via V. Veneto Lunedì 12 ottobre 2009 ore 21.00: inaugurazione mostra “C’era una volta... all’Impruneta” (1880/1919) Casa del Popolo Impruneta Via della Croce 39 10 – 18 ottobre 2009 mostra “Il mondo contadino in miniatura” a cura di Attilio Tatini Stand e degustazioni guidate orario mostra 14.00/24.00
L’Assessorato alla Cultura della Regione Toscana propone, per il mese di ottobre, l’appuntamento ricorrente delle biblioteche toscane con i cittadini: la campagna di comunicazione Tipi da biblioteca, in sinergia con l’iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura, Ottobre piovono libri, promossa dal Centro per il Libro del Ministero per i Beni e le attività culturali Le iniziative della Biblioteca Comunale di Impruneta per il mese di ottobre sono indirizzate ai bambini dai 4 ai 10 anni con i seguenti appuntamenti: sabato 3 ottobre: ore 10.00 Pupi di Stac con Cappuccetto rosso sabato 10 ottobre: ore 10.00 Vieniteloracconto con fiabe raccontate e lab. creativo sabato 24 ottobre: ore 10.00 la Birignoccola con storia di marionette e burattini sabato 31 ottobre: ore 10.00 la Birignoccola con storia di marionette e burattini sabato 7 novembre: ore 10.00 Pupi di Stac con il gatto con gli stivali sabato 14 novembre: ore 10.00 Vieniteloracconto con fiabe raccontate e lab. creativo si consiglia di prenotare L come libri Sempre a Ottobre per il quarto anno consecutivo presso la Biblioteca comunale, il Prof.re. Cesare Cristofolini propone un ciclo di letture ad alta voce di romanzi e racconti di autori italiani e stranieri della letteratura contemporanea. L’iniziativa è rivolta a tutti gli over 60 nella convinzione che il tempo al di fuori degli obblighi quotidiani, o dopo il lavoro (pensione) può essere speso per un arricchimento culturale, e così divenire occasione di riflessione. Incontro con i partecipanti per decidere il calendario degli incontri e gli autori da leggere lunedì 19 ottobre alle ore 10.00. Info: Biblioteca comunale di Impruneta tel. 055/2036404
NOTIZIE UTILI SCADENZE OTTOBRE Il 31 ottobre scade la prima rata del trasporto scolastico. I pagamenti devono essere effettuati sul c/c postale n. 172502 intestato a Comune di Impruneta – Servizio Tesoreria. L’attestazione di pagamento dovrà essere riconsegnata presso le sedi URP di Impruneta o Tavarnuzze, oppure presso l’Ufficio Socio Educativo. Per informazioni tel. 055/2036481. Il 31 ottobre scade anche il termine per pagare la prima rata del tributo del Consorzio di Bonifica Toscana Centrale, per chi ha optato per il pagamento in due rate. Il bollettino è stato recapitato, in allegato all’avviso di pagamento, ai soli proprietari di terreni o fabbricati. Per informazioni tel. 055/244366 – www.cbtc.it – mail info@cbtc.it . Entro il 31 ottobre 2009 sarà possibile richiedere il contributo regionale per “Borse di studio” rivolto agli alunni della scuola dell’obbligo e “Buoni libro” rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado. Il tetto ISEE per accedere al beneficio è di € 13.500,00. Informazioni e modulistica sono disponibili presso la Segreteria dell’Istituto comprensivo. L’Ufficio Socio Educativo informa che entro il 2/11/2009 sarà possibile presentare domanda per il contributo al sostegno di natalità. Informazioni e schema di domanda sono disponibili presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico Via Cavalleggeri, 16 Impruneta e Via Rosselli, 6 Tavarnuzze e presso l’Ufficio Socio educativo Via Paolieri, 16 Impruneta. Domenica 25 ottobre l’associazione Verdi Ambiente e Sociale (VAS) organizza il mercatino autunnale “ Mangiasano” Nell’ambito della manifestazione “Tavarnuzze: dai segni del passato ai disegni del futuro” Giovedì 29 ottobre presso il cinema teatro del circolo ricreativo Culturale – via Gramsci, 5 Tavarnuzze Presentazione dei libri “Dal Villaggio al Paese , l’espansione edilizia di Tavarnuzze” di L. Lorini “Tavarnuzze fra presente e futuro Progetti di riqualificazione” a cura del Comune di Impruneta Alla serata parteciperanno oltre gli autori Riccardo Conti Assessore Territorio e infrastrutture Regione Toscana Andrea Barducci Presidente della Provincia di Firenze Marco Jodice Presidente uscente Ordine degli Architetti Ida Beneforti Gigli Sindaco di Impruneta Leonello Buccianelli Assessore ai Lavori Pubblici Remo Bombardieri Assessore Ambiente e Manutenzione Leonello Corsinovi Dirigente Servizio del Territorio Alberto Breschi Architetto Roberto budini Gattai Architetto
aziende
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L’INTERVISTA. Paolo Bambagioni, presidente della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno
Mukki, la centrale esce dalla crisi Giulia Righi
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alle nostre parti latte fa rima con “Mukki”, che è poi il nome con cui i fiorentini sono abituati a chiamare la Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno. E questo succede da oltre mezzo secolo, dal giorno in cui il sindaco Giorgio La Pira ebbe l’intuizione di creare un consorzio che nel tempo è cresciuto fino a salire sul podio del mercato lattiero. Paolo Bambagioni ne è il presidente, a lui il compito di tracciare un ritratto dell’azienda. La Centrale del Latte ha una storia cominciata tanti anni fa ed è legata a un prodotto tradizionale per eccellenza: come ci si reinventa per rimanere competitivi sul mercato? Uno dei punti di forza che abbiamo rispetto alle centrali del latte “tradizionali” è il fatto di avere un marchio forte, “Mukki”, segno di una capacità di comunicazione moderna. Nei locali del nuovo stabilimento usiamo tecnologie, impianti e macchinari che ci consentono di immettere sul mercato prodotti nuovi. Come “Smuthie”, un prodotto completamente pensato e sviluppato nei nostri laboratori, e confezionato in speciali confezioni Tetra Pak da 33 cl: si tratta di una bevanda al latte al gusto di fragola, banana e cioccolato ed è stata un successo, in pochi mesi abbiamo venduto un milione di pezzi. Sull’onda di questo successo, felice combinazione di marchio e prodotto, a breve lanceremo due nuovi gusti, nocciola e vaniglia. Come si è mossa la Centrale per uscire dai venti di crisi che nell’ultimo periodo hanno
Paolo Bambagioni
LA CENTRALE IN CIFRE
SPAZI E PERSONE Il nuovo stabilimento di via dell’Olmatello è stato inaugurato nel maggio del 2005. Complessivamente si estende su 37mila metri quadrati, 3500 dei quali occupati dalla cella frigorifera. I lavoratori occupati direttamente dalla Centrale sono 182, ma con l’indotto (cooperative, agenti, stalle etc) si superano le mille persone.
I NUOVI SOCI A marzo dello scorso anno è stata concordata un’importante ricapitalizzazione dell’azienda, e sono arrivati due nuovi soci: Fidi Toscana, la finanziaria della Regione (che ha avuto il via libera da Regione Toscana, Provincia di Firenze e Comunità montana del Mugello) e la Camera di Commercio di Firenze. Con loro, a operazione conclusa, arriveranno in tutto 10, 4 milioni di euro. I due nuovi soci si aggiungono a quelli “storici”: i tre comuni (Firenze, Pistoia e Livorno), la Banca Nazionale del Lavoro e la Cassa di risparmio di Firenze.
LA FILIERA DEL LATTE Nel nuovo stabilimento arriva ogni giorno latte fresco da 130 stalle toscane, per un totale di circa 70 milioni di litri ogni anno. Quotidianamente da via dell’Olmatello partono 500 bancali alla volta di 177 zone distributive, sparse nel territorio toscano e della provincia di La Spezia, e vengono raggiunti circa 9 mila clienti, con oltre 10mila punti vendita serviti annualmente.
I PRODOTTI La Centrale produce latte fresco, alto pastorizzato, Uht, panna fresca, burro, mascarpone, mozzarella, stracchino, yogurt, formaggi, ricotta, dessert e uova. Ha anche una linea di prodotti biologici sotto il marchio “Podere Centrale”. L’ultimo arrivato in casa Mukki è “Smuthie”, bevanda di latte con fragola, banana e cacao, (dalla consistenza assai simile a quella di un frappè) lanciata sul mercato recentemente e che nelle prossime settimane si arricchirà anche dei gusti vaniglia e nocciola.
soffiato forte? Abbiamo adottato una politica interna basata sul recupero dell’efficienza e la riduzione degli sprechi. E’ stata necessaria una riduzione del personale, che però è avvenuta con la collaborazione del sindacato: si è trattato di accompagnare alla pensione 18 persone, il 10 per cento del personale. Eravamo indebitati per i costi del nuovo stabilimento e andava trovato un equilibrio. Abbiamo avviato un programma di risanamento nel 2007 ed entro il 2009, con un anno di anticipo, riusciremo a raggiungere il pareggio di bilancio. Una grosso aiuto, in questo senso, ci è arrivato proprio dai fiorentini che non hanno mai perso fiducia nell’azienda Ambiente e sociale, quali sono gli impegni di Mukki? La nostra azienda si è dotata di tutte le certificazioni ambientali, così come si può rilevare dal bilancio annuale di sostenibilità, e pone grande attenzione alla qualità e alla sicurezza delle condizioni di lavoro, oltre che alla tutela dell’equilibrio ambientale. Sul versante sociale, Mukki è tradizionalmente legata ad alcune realtà cittadine come il Meyer e l’Istituto degli Innocenti e ad alcuni progetti come “Agata Smeralda”, che assiste i bambini delle favelas di Salvador de Bahia. Qual è la sfida più grande per il futuro? Veniamo da un un triennio che ha portato due risultati: il riequilibrio economico e la ricapitalizzazione con l’ingresso di Fidi Toscana e Camera di Commercio di Firenze nella compagine sociale. Le sfide certo non finiscono mai, ma le affronteremo forti di questi risultati, e saranno anche i nuovi soci a darci indicazioni in questo senso: certo è che lo faremo all’insegna della qualità e nel rispetto di consumatori, lavoratori e allevatori.
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i fatti vostri
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SEXANDTHECITY/1. Auto, parcheggi o stradine nascoste: ecco una mappa dei luoghi del tradimento
Quelli che l’amore lo fanno di nascosto È una tra le cattive abitudini più vecchie del mondo: tradire il partner. E se i tempi cambiano, le usanze invece sembrano immutate, e gli angoli di Firenze scelti dalle “coppiette” abusive sono sempre gli stessi... Paola Ferri
Fiesole, Settignano e i dintorni del Piazzale sono tra i rifugi più gettonati
ma il rischio è quello di cadere nella banalità: qui, infatti, in serate particolarmente propizie, è possibile osservare la tipica conformazione delle coppiette a schiera. I piccioncini parcheggiano vicini ma non troppo gli uni agli altri, in modo da conciliare bisogno di intimità e paura di fare brutti incontri. C’è solo da augurarsi di non ritrovarsi come vicino d’alcova il compagno o la compagna ufficiale. Chi non si lascia scoraggiare da un po’ di strada da fare, si inerpica in direzione Vincigliata o verso il pratone dell’Olmo alla ricerca di un luogo più tranquillo. I più intrepidi invece restano in città e accostano in vie meno conosciute e frequentate, solitamente ai margini della città, favorite da un’illuminazione più soft. In zona Firenze sud, ai confini con la campagna, luci soffuse proteggono gli amanti dagli sguardi indiscreti. Infine per chi fosse a corto di fantasia e inventiva rimangono sempre alcuni parcheggi poco illuminati. Ma attenzione a quale si sceglie, che qui il rischio è di incappare in uno di quelli eletti a luogo di “scambio”, come si narra di uno dalle parti di Campo di Marte. Un’ultima avvertenza per le coppie clandestine: tenere a mente la lezione impartita dalla cronaca locale e ripensare al caso di quel giovane fiorentino che tradiva la moglie nella macchina di lei. L’auto si ribellò e prese fuoco sul più bello. Era solo qualche anno fa e qualche strada più in là.
FOCUS In rete è facile flirtare, ma anche essere scoperti
Tradire ai tempi di Facebook? Molto più complicato. E rischioso
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i chiamano “social network” e sono nati per mettere in contatto tra loro vecchi amici, conoscenti, colleghi e parenti sparsi ai quattro angoli della terra. O per buttare l’amo e vedere chi si riesce a pescare, un modo per appagare il bisogno di flirt, quell’amore vissuto in maniera “gassosa” ed evanescente, come lo definisce Giuseppe Civati nel libro “L’amore ai tempi di Facebook”. Niente di meglio per “pescare” che usare la rete, è praticamente un
immenso e fotografico elenco del telefono. Ma mentre in qualche paese anglosassone al solito più avanti di noi, il “libro delle facce” già provoca cause di divorzio, anche in riva dell’Arno ci si comincia a interrogare sulle potenzialità negative dei social network nei confronti della coppia. Che si moltiplichino le occasioni è accertato. Ma che renda le cose tanto più semplici a mogli, mariti e fidanzati poco inclini alla vita a due, non è affatto detto. “Anzi, il tradimento
diventa più rischioso – sostiene Civati – perché come aumentano le possibilità di conoscere nuove persone o riallacciare vecchi rapporti, crescono anche le possibilità di essere scoperti”. “E’ uno strumento che tende al flirt e come ogni medium facilita l’approccio, ma in realtà – conclude Civati - non inventa niente, si limita a rappresentare le relazioni così come sono oggi, specialmente tra i trentenni: gassose, instabili, aperte a mille opportunità”. /P.F.
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oppie clandestine in cerca di intimità o ragazzi senza troppe pretese e senza una casa propria dove rifugiarsi per passare un po’ di tempo con il compagno e la compagna: la notte è loro e le strade cittadine aprono varchi inaspettati di tranquillità. Se non si può varcare la soglia di casa, si battezza qualche altro luogo come nido d’amore. Per non correre il rischio di beccarsi una denuncia, come è capitato a una giovane coppia che non ha saputo resistere alla passione e si è abbandonata a baci e abbracci in riva all’Arno (in pieno parco delle Cascine e in pieno giorno) meglio optare per la cara vecchia auto. Un classico che non passa mai di moda, o un usato garantito, per rimanere in tema automobilistico, sperimentato da generazioni. Certo i tempi sono cambiati nel frattempo, i giornali sui vetri non usano più, roba da hippie che non si vede più in giro da anni. Il massimo che ci si può concedere sono i vetri oscurati, che tra l’altro fanno anche un po’ tendenza. E per il resto si sta al rischio. Sì, ma il rischio di essere beccati, oltre a quello di andare incontro a brutte esperienze. Se dal Pacciani in poi è subentrato il timore ad avventurarsi in stradine di campagna, meglio non allontanarsi troppo dalla città. C’è chi va sul sicuro e punta sul romanticismo, scegliendo il panorama di Fiesole e Settignano, o fermandosi a metà strada, in zona cave di Maiano. La Basilica di San Miniato e i dintorni del piazzale Michelangelo offrono altri poetici scorci e angoli riparati,
i fatti vostri
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SEXANDTHECITY/2. Affittare una stanza “a tempo” costa circa cinquanta euro
E tornano di moda gli alberghi a ore Sulla carta questo tipo di strutture non esiste, ci si arriva tramite passaparola: in realtà in città e nei dintorni ce ne sono di molto gettonati, e per tutti la parola d’ordine è riservatezza assoluta Lorenzo Salusest
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ncontri clandestini, consumati di giorno come di sera in anonimi alberghi di Firenze, lontani da occhi indiscreti di consorti, genitori, parenti e conoscenti. Non tutti hanno una casa libera a disposizione, né gradiscono vivere la loro intimità tra le lamiere di una macchina in luoghi più o meno appartati, più o meno pericolosi. Ecco che alle coppie non resta che l’ultima spiaggia. Un tempo si chiamavano motel, oggi sono più comunemente noti come alberghi a ore, alcove a costo accessibile e a privacy garantita. Circa 50 euro euro per una “sessione d’amore”, documenti richiesti (a tutela del personale di servizio), ma non registrati (a tutela degli amanti). Camere anonime, come gli amanti che le eleggono a tempio dell’amore, anche se per brevi lassi di tempo. Hotel “clandestini”, come gli incontri che ospitano. Perché è impossibile trovarli usando i canali ufficiali: gli alberghi ad ore sulla carta non esistono, ma la realtà parla di decine di strutture disposte ad affittare stanze “a tempo”. Rintracciarli non è impresa facile. Funzionano i suggerimenti degli amici, frequentatori assidui dei motel del terzo millennio, così come funziona la ricerca on line. Altrimenti non resta che rivolgersi direttamente, con un po’ di costanza e faccia tosta, agli alberghi normali e chiedere al portiere
se è contemplata – non ufficialmente, s’intende – anche questa insolita forma di locazione. Con risposte talvolta positive, talvolta negative. Si scopre così che non sono poche le strutture disposte ad affittare stanze ad ore: se ne trovano sia in centro, sia nelle periferie (in particolare vicino alle uscite autostradali), sia sulle colline intorno a Firenze. Alcuni sono meno noti, altri godono di fama indiscussa, e sono da anni la meta preferita di coppie che, per una ragione o per un’altra, sono costrette a consumare i loro amplessi in campo neutro, ma al coperto. Una fama acquisita grazie ad alcuni requisiti particolarmente graditi dai frequentatori: camere accoglienti, buon livello di igiene, prezzi alla portata. Ma a fare la differenza sono altre due caratteristiche: la collocazione geografica e la riservatezza. Meglio un albergo lontano dalle zone densamente abitate e frequentate di uno situato a ridosso di case e negozi; meglio incontrare personale di servizio discreto e compiacente, che assolva ad alcuni suoi obblighi (la richiesta del documento) senza ulteriori domande; meglio un albergo in cui i percorsi per raggiungere le camere non richiedono giri tortuosi, con passaggi pericolosi davanti alla reception o ad altre camere. Requisiti, questi, in possesso di poche strutture a Firenze. Quali? Impossibile dirlo, questione di riservatezza.
L’INTERVISTA Parla Paola Pompei, psicologa
“L’amante diventa un momento di svago di cui non si vuol fare a meno”
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n paio d’ore o anche meno, magari in pausa pranzo. Sopravvissuti sottotraccia per anni, gli alberghi a ore tornano a registrare un certo successo. La parola alla psicologa Paola Pompei. Dottoressa, come si può spiegare questo fenomeno? In parte la spiegazione sta nella volontà di non voler rinunciare a niente, nel desiderio di volersi procacciare a tutti i costi quella felicità temporanea, anche solo di un paio d’ore, incastrandola tra i vari impegni della
giornata. L’alternativa all’albergo sarebbe un appartamento, ma naturalmente si tratta di qualcosa di più dispendioso e complicato per chi non vuole ufficializzare un legame. Allora si preferisce l’hotel, magari vicino al luogo di lavoro e facile da raggiungere. Insomma l’amante diventa uno dei tanti appuntamenti da incastrare in agenda? In un certo senso sì. In una vita sempre di corsa, tra lavoro, figli, casa e palestra, l’amante diventa un momento di svago di cui non ci si vuole privare.
Ma si tradisce più di prima? O cambia il modo di tradire? Diciamo che c’è una fascia di età, quella dai 45 in su, che è più propensa al tradimento rispetto a qualche anno fa. Il fenomeno riguarda soprattutto le donne, che hanno vissuto una giovinezza di privazioni, senza la libertà di movimento delle generazioni successive e che, arrivate a una certa età, raggiunta una certa indipendenza economica e dagli impegni familiari, decidono di prendersi una fetta di libertà che non hanno
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mai avuto. E per gli uomini le cose sono rimaste invariate? No, anche nel loro caso si assiste a una evoluzione nel tradimento. La tendenza è quella a crearsi relazioni di durata più lunga, fino a portare avanti storie parallele per anni, senza trovare il coraggio di rompere il vincolo del matrimonio. Anche il sesso forte ha bisogno di comprensione e di dialogo, elementi che purtroppo spesso tendono a logorarsi all’interno della relazione coniugale. /F.P.
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curiosità
Ottobre 2009
IL CASO. Una mappa per scoprire tutti i lavori donati al comune di Firenze, strada per strada
Zona che vai, opera d’arte che trovi Dal Guerriero di Henry Moore alla stele di Pomodoro. Dalle statue cinesi di Ningbo a quella più piccola e meno ingombrante del giapponese Kousei Tateno. A spasso per le vie di Firenze per scoprire che la scultura di Gregg Wyatt non è stata la prima (e non sarà l’ultima) a sollevare polveroni tra i fiorentini Caterina Gentileschi
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esi fa il dilemma Ningbo, a settembre è stato il turno dei “Two rivers” di Gregg Wyatt destinati a piazza Poggi, e guardando indietro nel tempo si scopre che sono molte le sculture donate al Comune di Firenze e via via “piazzate” in una strada, in una piazza o in un giardino. E, si badi bene, ogni opera d’arte arrivata in città da trent’anni a questa parte, non è mai stata risparmiata dalle polemiche dei fiorentini, quasi si trattasse di un esame da superare prima di venire esposta. Prendendo in esame le più recenti, dall’inizio degli anni Settanta ad oggi, se ne contano dodici (tredici se si conta Wyatt), tutte brillantemente sistemate in questo o in quell’altro luogo. La maggior parte si trova in centro, ma nessun quartiere è stato risparmiato, ognuno ha il suo cadeaux, chi più chi meno d’impatto. Volendo fare un rapido excursus, e partendo dalla periferia più estrema di Firenze, proprio all’ingresso dell’aeroporto di Peretola, si incontra l’uccellino “cicciotello” firmato da Ferdinando Botero. “Paloma”, ovvero colomba, così si intitola l’opera giocosa che forse meriterebbe
una collocazione un po’ meno rumorosa. Spostandosi nel parco di Villa Vogel, in via Canova, ecco finalmente spuntare il “guerriero” e il “burocrate” donati dalla città di Nimgbo, che dopo aver passato qualche tempo in un capannone a Prato, hanno trovato nel parco la loro degna collocazione. All’estremità opposta di Firenze, sul lungarno Aldo Moro, spunta l’ “Uomo della pioggia” di Folon, divertente bronzo che si ripara dalle paturnie del mondo con un ombrello d’acqua. Dall’altra parte dell’Arno c’è “Usho”, del giapponese Kousei Tateno, al centro dell’aiuola che fa da spartitraffico in piazza Gavinana. Spostandosi verso un altro ingresso della città, ecco apparire “Dietrofront!”, gruppo marmoreo firmato da Michelangelo Pistoletto, che accoglie il visitatore nel piazzale di Porta Romana. E procedendo da Porta Romana verso il piazzale Michelangelo, ci si imbatte in un gruppo di statue longilinee che non potrebbero avere nome più appropriato. “Incontri” si chiamano, e spuntano tutto a un tratto dalle siepi del viale. Scendendo lungo il viale dei Colli e arrivando in piazza Ferrucci, il visitatore potrà andare alla ricerca dell’opera meno evidente di tutto il panorama fiorentino: “Fontana della maternità”, di Sauro Cavallini,
bronzi che a malapena si riescono a distinguere nell’andirivieni che caratterizza la piazza. Poco più in là, in piazza Poggi (e qui viene da domandarsi: dove verrà messo Wyatt se in piazza Poggi c’è già un’altra scultura?), c’è un big del Novecento, Giò Pomodoro, con la sua stele dedicata a Galileo Galilei. Attraversando il ponte, invisibile per chi non visita la basilica, c’è il “Guerriero” che porta la firma di Henry Moore, posizionato proprio davanti alla cappella dei Pazzi, in Santa Croce. L’ultima tappa di questo viaggio nei “regali d’autore” è nel cuore della città, davanti alla Fortezza progettata da Antonio da Sangallo. Piazza Bambine e bambini di Beslan è contesa da ben due opere regalate al comune di Firenze. La prima è “Silenzio!Ascoltate” di Mario Ceroli, che occupa gran parte dello slargo, e la seconda è “L’uomo della pace”, delizioso bronzo, ancora una volta di Folon, reso pressochè invisibile dalla mole del lavoro di Ceroli. Manca solo un donatore all’appello, Giuliano Vangi, che l’anno scorso portò via il suo San Giovanni da piazza Santa Maria Sopr’Arno per restaurarlo e che non è ancora tornato al suo posto. Speriamo che dopo tutte le polemiche degli ultimi tempi, non abbia deciso di regalarlo a qualcun altro.
A caval donato si guarda in bocca... Sorriso tirato, faccia accondiscendente. Un serie infinita di “grazie, grazie, grazie, non dovevi proprio disturbarti” e un pensiero fisso in testa: dove la infilo adesso sta’ “ciofeca”?. La classica reazione di chi non ha apprezzato il regalo appena ricevuto. Io personalmente, seguo una precisa scuola di pensiero. Non condivido l’atteggiamento di chi, pur di fare un piacere al donatore, espone sui propri scaffali soprammobili di dubbio gusto, portafoto con lastre d’argento multicolor o sfoggia magliettine stile hippie provenienti da un posto nel mondo dove non sono ancora passate di moda (“sai, le disegna a mano un ragazzo in Brasile, quando l’ho vista ho pensato subito a te”. Argh.). No, no. Bando alle smancerie. Se entrando a casa mia non vedrete quel “delizioso” orologino a forma di mazza da golf che mi avevate regalato per la laurea, non abbiate dubbi. E’ stato scaraventato in fondo ad un cassetto pochi minuti dopo averlo ricevuto. Tutto questo per dire
che un regalo è sempre un regalo, ma se è vero che non può essere rifiutato, è altrettanto vero che se non rispecchia il gusto di chi lo riceve, può essere messo in cantina (o quantomeno eliminato dal proprio campo visivo). Ma questo discorso vale anche se il presente è un’opera d’arte e se il destinatario è una città anziché una persona? Una città, come la casa o il corpo di ognuno di noi, deve indossare l’ “abito” che più le si addice e Firenze può permettersi di scegliere quello che vuole o non vuole indossare. Di sicuro non può riciclare il presente, ma perlomeno può permettersi di decidere se collocare il cadeaux nel cuore del centro storico o in luogo un tantino più defilato. Male male, quanto il donatore tornerà a fare visita, gli si può sempre rifilare la vecchia scusa che “in centro ce n’è già troppe, meglio un posto meno inflazionato dove l’opera risalti di più”. Sempre meglio della cantina.
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Paloma, Ferdinando Botero
viale Guidoni
Statue di Ningbo
copia di due originali conservati nella cit tà cinese, Villa Vogel
Stele in onore di Galileo Galilei, Giò Pomodoro
Piazza Poggi
Silenzio, ascoltate!, Mario Ceroli piazza Bambine/i di Beslan
Guerriero, Henry Moore
primo chiostro Basilica Santa Croce
L’uomo della pioggia, Folon
Lungarno aldo moro
Sommario
L'uomo della pace, Folon
piazza bambine e bambini di Beslan
Fontana della maternità, Sauro Cavallini piazza Ferrucci
Usho, Kousei Tateno piazza Gavinana
Incontri, Romano Costi viale Machiavelli
Dietrofront, Michelangelo Pistolet to Piazzale Porta Romana
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tempo libero
Ottobre 2009
TENDENZE/1. Con l’arrivo dell’autunno inizia la stagione dei corsi per rimettersi in forma
C’era una volta la ginnastica Il fitness classico? Roba vecchia. L’ultima moda è Bosu, una sfera che tonifica i muscoli “critici”. Ma nelle nelle palestre fiorentine spopolano pure le camminate sott’acqua e le arti marziali in piscina Serena Wiedenstritt
quagym è roba antica e ora alcuni istituti propongono dalla bicicletta in acqua alle arti marziali in piscina, e c’è perfino la possibilità di fare trekking senza sudare, aiutati da un tapis roulant subacqueo. Più facile, ma forse troverà qualche purista contrario alla novità, trasportare in acqua discipline senza attrezzi come yoga e pilates. A metà strada fra i due generi, altre palestre da questo autunno organizzano corsi di “acquawalk”: in questo caso l’attrezzo è uno speciale stivale che potenzia gli effetti di resistenza dell’acqua e consente una maggiore presa sul fondo della piscina. Così ancorati al fondo della vasca, niente rischio di scivolare e maggiore tonificazione per tutto il corpo, promettono gli esperti.
TENDENZE/2. Ecco una rassegna delle proposte formative più bizzarre
C’è chi cuce e chi invece studia il globish O
ltre le gambe c’è di più, cantavano Jo Squillo e Sabina Salerno qualche anno fa. Anche oltre il fitness c’è di più. Così, per tutti coloro che vogliono utilizzare il loro tempo libero imparando, ma non necessariamente a fare esercizi fisici, la scelta in città va dalle discipline più classiche ai progetti più innovativi. Ad esempio i Quartieri sono un’occasione da non perdere per allargare i propri orizzonti: il Quartiere 2 per l’autunno 2009 propone corsi di informatica, lingue, business english, degustazione vino, cucina, teatro per adulti e ragazzi, fiori di Bach, restauro, musica, storia dell’arte, pittura e altre discipline che spaziano dalla storia delle religioni al globish (ossia l’inglese semplificato alla portata di tutti), alla pittura creativa e ai laboratori di analisi del film dedicati ad “attori e divismo” organizzati insieme all’Istituto Stensen. Per maggiori informazioni e iscrizioni è necessario rivolgersi all’ufficio cultura, Villa Arrivabene, piazza Alberti 1a, tel.055/2767828. Il Quartiere 5, invece, si dedica agli aspiranti
fotografi (info: 055/4223403-4378494). Chi ha detto che il nuovo Robert Capa non possa muovere i primi passi e scattare i primi clic grazie ai corsi di fotografia, fotografia digitale e notturna e montaggio digitale organizzati dal centro audiovisivi di Villa Pozzolini? Ci sono poi le iniziative per grandi e piccini. Per i piccoli, o piuttosto giovani, ci sono le attività dell’Informagiovani (info su: http://portalegiovani.comune.fi.it). I corsi sono divisi per argomento, dal cinema al cucito, dal giardinaggio al fumetto, passando per arte, musica e tecniche naturali. Per i grandi c’è la vasta scelta dei corsi dell’Università dell’Età Libera: i programmi per l’anno accademico 2009-2010 sono scaricabili sul sito www.edafirenze.it. E infine ci sono i corsi per i buongustai, proposti da specialisti del settore come i componenti dell’Accademia Internazionale Enogastronomi Sommeliers. I posti per diventare esperti assaggiatori di vini sono limitati, per prenotarsi si può contattare info@aiestoscana.com o chiamare il 3663535047. /S.W.
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rimavera e autunno sono per definizione le stagioni del fitness. Se da maggio in poi le palestre si affollano per la temuta prova costume, il rientro in città favorisce i buoni propositi, come dedicarsi a se stessi e alla cura del proprio corpo, complice spesso anche qualche peccatuccio di gola commesso in vacanza. Mettiamoci anche che le palestre e i centri benessere si attivano per proporre corsi all’ultima moda, ed ecco cosa aspetta i patiti della forma ad ogni costo per il prossimo inverno. Lo strumento della stagione è il “Bosu”, una pedana di forma circolare con sopra una mezza sfera di gomma di circa 60 cm di diametro. Il nome è l’acronimo dell’inglese Both Sides Up. Dovrebbe conquistare chi già è appassionato di step e di pilates, o almeno così dichiara chi lo ha provato, perché tonifica i muscoli di gambe, glutei ed addominali, (da sempre i più ostici), riduce i traumi dello step e aiuta ad aumentare coordinazione ed equilibrio. Sicuramente l’origine statunitense - la sfera di gomma è stata inventata nel 1999 da David Weck e in Italia arriva direttamente da Broadway, per la precisione dalla lussuosa catena di palestre Equinox - è una garanzia di successo per diventare lo sport di moda dei prossimi mesi. La novità 2009 ha anche un sito dedicato, www.bosuitalia.it, dove gli appassionati possono comprare la propria sfera a 150 euro per un allenamento Bosu fatto in casa, mentre per rendersi conto di come funziona il nuovo sport basta cercare Bosu su www.youtube.it e si trovano numerose dimostrazioni pratiche. Se il Bosu è la novità 2009 “in superficie”, non mancano gli spunti per chi preferisce perdere peso in acqua: scorrendo le proposte delle palestre fiorentine pare proprio che in piscina si possano trasferire tutti gli sport. L’ac-
TEATRO/1. La stagione del Comunale non delude nonostante i drastici tagli al settore
Maggio, un autunno tutto in musica Un mini festival, una stagione corposa, trasferte all’estero e ospiti provenienti
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da tutto il mondo. Il Maggio non si arrende nemmeno davanti alla crisi
Metti una sera sul palco per parlare English
e porta sul palcoscenico spettacoli di grande qualità abbinati a una particolare attenzione per alcune produzioni contemporanee Martina Bandini
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iente paura, il sipario non calerà nemmeno quest’anno. Nonostante i problemi che affliggono le casse di tutto il comparto, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino presenta comunque una stagione di tutto rispetto, ricca di novità, di successi sempreverdi e di ospiti inattesi. Si parte all’inizio di ottobre con il mini festival “Recondita Armonia”, che già l’anno scorso ha riscosso grande successo (30mila presenze), proponendo tre opere della tradizione alternate tra loro in una dieci giorni tutta dedicata alla lirica, caratterizzata da allestimenti agili e produzioni di qualità. Per l’autunno 2009 tocca alla trilogia verdiana, La Traviata, Il Rigoletto e il Trovatore, fino al 16 ottobre sul palco del Comunale. Dall’8 novembre si parte invece con la stagione ufficiale, inaugurata da Seiji Ozawa, che torna a Firenze con un titolo mai rappresentato nel capoluogo toscano, “La piccola volpe astuta” di Leos Janacek, opera struggente dove gli animali dialogano fra loro e comprendono il linguaggio degli uomini, e in cui uomini e animali sono posti sullo stesso piano, nell’allestimento fiabesco, di grande impatto visivo anche per i più piccoli, che vede il debutto del regista francese Laurent Pelly ed è coprodotto– dopo la splendida Elektra dell’anno scorso - con il Saito Kinen Festival. In dicembre significativo è il progetto de Il Campanello, deliziosa farsa di Donizetti di rara esecuzione (l’ultima rappresentzaione a Firenze risale al 1948), che vedrà, insieme ancora a Bruno De Simone, i giovani cantanti formati ai corsi di MaggioFormazione, per la direzione di Fabrizio Maria Carminati ed un nuovo allestimento per la regia di Jean-Luis Grinda, con le scene dipinte di Raffaele De Savio che curerà anche un corso di formazione per pittori-scenografi. “L’Italiana in Algeri”di Rossini (22-29 gennaio) segna il debutto italiano nella regia lirica del gruppo catalano “Els Comediants”. Protagonista è Daniela Barcellona, affiancata da specialisti come Simone Alaimo, John Osborn e Bruno De Simone, dirige Enrique Mazzola e il nuovo allestimento è coprodotto con il Teatro Real di Madrid, l’Opéra National de Bordeaux e la Hou-
ston Grand Opera. Torna, dopo quasi trent’anni di assenza, il capolavoro liberty di Francesco Cilea “Adriana Lecouvreur”. Sul podio salirà Bruno Bartoletti, protagonista Adina Nitescu, accanto a lei Marco Berti, Juan Pons e Marianne Cornetti, regia e costumi di Ivan Stefanutti. Nel campo della danza e del balletto, il Teatro del Maggio sceglie di confermare l’investimento sulla propria Compagnia MaggioDanza, guidata da Vladimir Derevianko, con due titoli “tradizionali” come
“Carmen suite” coreografia di Alberto Alonso, étoile ospite Eleonora Abbagnato, in abbinamento a Il Campanello, e “Don Quixote” dello stesso Derevianko, entrambi con orchestra dal vivo. Spicca una nuova proposta nell’ambito del Festival per dare risalto ai linguaggi della contemporaneità, “The man in the box”, nuova creazione che vede l’ètoile Guillaume Coté nella triplice veste di coreografo, autore delle musiche ed interprete in scena. www.maggiofiorentino.com
TEATRO/3. Ancora qualche settimana alla fine delle operazioni di messa in sicurezza alla Pergola
Lavori agli sgoccioli, si apre il sipario A
ncora un po’ di tempo per l’inizio della stagione della Pergola, dove sono ancora in corso le operazioni per la messa in sicurezza di alcuni ambienti, lavori impegnativi per un edificio datato 1656. Il via alle danze verrà dato ufficialmente il 17 novembre, con Mariangela D’Abbraccio e Elisabetta Pozzi, che apriranno la stagione cimentandosi in una “Strana coppia” al femminile, per sorprendere una platea abituata a vederle in ruoli drammatici. A seguire un eccezionale Pirandello, (Enrico IV, Pensaci, Giacomino!, Non si sa come), oltre agli spettacoli “L’attore”, il “Capitano Ulisse” e “La strada”, insieme alla riscrittura kafkiana di Ugo Chiti con “Le conversazioni di Anna K.” e la novità del premio SIAE Giovanni Clementi (“L’ebreo”, con Ornella Muti in un’inedita veste scenica). E nel momento in cui fa tappa alla Pergola una delle migliori interpretazioni goldoniane degli ultimi anni, la “Trilogia della villeggiatura” dei Teatri Uniti, c’è un importante anniversario da ricordare, il venticinquesimo della scomparsa di Eduardo che ricorre il 31 ottobre. In stagione saranno due i testi del genio partenopeo, “La fortuna con la effe maiuscola” e “Ditegli sempre di sì” con Geppy Gleijeses. Anche Shakespeare sarà
protagonista, con la colorata versione di “Molto rumore per nulla”. Torna Tato Russo con una elaborazione da Dostoevskij, “Il paese degli idioti” e “Passaggio in India”. C’è poi “L’inganno” di Anthony Shaffer, l’ennesima tappa del viaggio di Glauco Mauri e Roberto Sturno alla ricerca di copioni non usuali. “Die Panne”, di Friedrich Dürrenmatt, dà modo a Gianmarco Tognazzi di cimentarsi nel ruolo che fu al cinema di Alberto Sordi. “L’anatra all’arancia”, è invece passerella per la verve di Debora Caprioglio. Uno spazio anche per la favola, quella di “Pippi Calzelunghe” e quella latina di “Concha Bonita”, che unisce gli estri di Alfredo Arias, Nicola Piovani e Vincenzo Cerami. A chiudere la stagione arriva Luca Ronconi col toccante “Giusto la fine del mondo” di Jean-Luc Lagarce, drammaturgo francese precocemente scomparso. Maurizio Scaparro, porterà per due giorni il suo “Polvere di Bagdad”, mentre il regista e Massimo Ranieri, interprete dello spettacolo, saranno protagonisti delle proiezioni del film “L’ultimo Pulcinella”, girato da Scaparro tra Napoli e la banlieue parigina. Farà una sorpresa anche Toni Servillo proponendo /C.G. il suo recital “Letture napoletane” il 1°marzo.
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uovo slancio per il teatro in lingua inglese. Quest’anno la Florence International Theatre Company annuncia la sua quarta stagione con un importante parterre di ospiti internazionali e con un calendario di grande qualità. Una realtà che cresce un anno dopo l’altro, coinvolgendo visitatori di origine anglosassone ma anche fiorentini attratti da un modo diverso di fare teatro. Tutti gli spettacoli sono sottotitolati in italiano, in modo da permettere ai cittadini del bel paese di entrare a pieno nella trama. “E’ un modo anche per coinvolgere i ragazzi e per dimostrare che gli studenti stranieri, soprattutto quelli americani – spiega Bari Hochwald, direttrice e anima della compagnia – non vengono in Italia solo per ubriacarsi, ma si interessano anche di arte e cultura”. Per Bari, americana purosangue che ha scelto Firenze come città d’elezione, la compagnia teatrale è motivo di vita, oltre ad essere una “missione”. Ogni anno porta in città artisti di calibro internazionale (per la stagione 2009 sono in arrivo attori provenienti non solo dagli Usa, ma anche dal Canada, dall’Olanda, e dalla Gran Bretagna) e mette in scena spettacoli diversi tra loro. A volte ironici e divertenti, altre volte più impegnati e presi in prestito dal teatro della tradizione. La stagione vera e propria – intitolata “Dove i mondi si incontrano” - aprirà i battenti il 19 novembre con lo spettacolo “... About Anne” con Salome Jens, messinscena delle opere poetiche di Anne Sexton, con la partecipazione straordinaria della Jens, attrice famosa a Broadway e in molti altri teatri sparsi per gli Stati Uniti. IL 20 e 21 settembre sarà poi la volta di un progetto speciale, il “teatro per nottambuli”, spettacoli che verranno rappresentati a partire dalle 23:30 (ciascun spettacolo durerà circa un’ora). Ma prima di dare il via alla stagione 2009/2010, la FITC darà un’anticipazione di se stessa nel corso del Festival della Creatività con l’evento “Creative Campus”, un progetto multidisciplinare che vede protagonisti studenti e artisti internazionali e locali. La manifestazione alla Fortezza sarà l’occasione ideale per tre giorni di workshop che daranno ai partecipanti la possibilità di mettere in piedi uno spettacolo/evento ispirato al tema “Quale futuro per Firenze?”, che verrà messo in scena nella giornata di chiusura del Festival. Info: www.florencethetre.com – 055.213788. /L.V.Z.
Un attore della compagnia
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cultura
Ottobre 2009
L’INAUGURAZIONE. Apre Ex3, centro dedicato alla contemporaneità, tra mostre, allestimenti e musica
L’arte prende casa a Gavinana Laura Lenzi
L’
Lorenzo Giusti, Arabella Natalini, Segio Tossi, Andrea Ceccarelli presidente del Quartiere 3 e il sindaco Matteo Renzi
to e futuro attraverso linguaggi innovativi”. Intanto si comincia con la doppia personale di Julian Rosefeldt e Ian Tweedy, che aprirà al pubblico il 29 ottobre. In seguito a riempire i 600 metri quadrati dell’Ex3, suddivisi tra la sala principale e le più piccole
side rooms, ci penseranno artisti italiani e internazionali come la nostrana Eva Marisaldi, l’islandese Ragnar Kjartensson e il sudafricano Robin Rhode. Con un occhio di riguardo per gli artisti di casa nostra: Sergio Tossi, Arabella Natalini e Lorenzo Giusti,
Dopo l’esperienza del Quarter, chiuso quattro anni fa, riprende vita la palazzina accanto al centro commerciale di viale Giannotti. Il 29 ottobre la prima mostra
che collaborano alla direzione del centro d’arte, stanno lavorando su un premio da attribuire al migliore artista toscano. In palio la possibilità di allestire una mostra negli spazi di Ex3 e la pubblicazione di un catalogo. In programma anche progetti didattici, in collaborazione con le scuole fiorentine, e workshop, come Ex3 Wall, dedicato alla pittura, ed Ex3 Video. Facendo sempre attenzione al budget, in parte ricavato da sponsor e partner privati e in parte finanziato
dal Comune (90mila euro per tre anni). Una cifra non esagerata, quest’ultima, ma pur sempre un punto di partenza da cui sviluppare rapporti e collaborazioni con altre istituzioni. In cima alla lista dei possibili interlocutori si collocano senz’altro la Strozzina e il Museo Marini, realtà già collaudate in ambito di arte contemporanea. In un futuro nel centro d’arte di viale Giannotti dovrebbe trovare posto anche una caffetteria. Con arredamento di design, naturalmente.
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arte contemporanea riparte da Firenze sud. Ex Cpa, ex auditorium e infine ex Quarter, la struttura di viale Giannotti 81, di fianco al centro commerciale, è finalmente pronta a riaprire i battenti, alla fine di questo mese. Con un progetto e un nome nuovi di pacca: si chiama Ex3, che deriva da “exhibition” e Quartiere 3, e sarà uno spazio espositivo in divenire, aperto ad arti visive, performance, musica e incontri. Uno dei nodi della rete di contemporaneità diffusa che hanno in mente il Sindaco Matteo Renzi e l’assessore alla cultura Giuliano Da Empoli. “Una rete – ha affermato lo stesso Renzi durante la presentazione di Ex3 - che metterà in comunicazione alcuni luoghi attualmente dismessi o sottoutilizzati come l’ex Meccanotessile, la Stazione di Santa Maria Novella, la Fortezza da Basso, il complesso AlinariLeopoldine”. Una sfida, quella dell’arte contemporanea, che il centro di viale Giannotti accetta e rilancia, attraverso le parole del Direttore Sergio Tossi. “Fra i nostri punti di forza porrei una doppia rete – dichiara Tossi – una metropolitana, una sorta di museo diffuso che metta insieme esperienze diverse della città, e una internazionale, che ci metta in contatto con centri analoghi al nostro. Centri d’arte di città d’arte, una categoria particolare, in grado di ricomporre passa-
cultura
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LA KERMESSE. Torna il festival che porta in città l’innovazione, la tecnologia e le nuove tendenze
Quattro giorni a tutta creatività Caterina Gentileschi
progettata e organizzata da Fondazione Sistema Toscana, gli spazi monumentali della Fortezza faranno da cornice a installazioni sulle metamorfosi urbane curate dai più grandi architetti e designer internazionali. Mentre la sala della volta ospiterà i progetti sulle trasformazioni urbane nelle città di Medellin, Seoul (nel 2010 Capitale mondiale del design dopo Torino), Shanghai, Montreal e nelle metropoli degli eccessi Doha e Dubai. E ancora Il Cairo, la megalopoli brasiliana di San Paolo che conta oltre 22 milioni di abitanti, e Tokio. Nella sala delle colonne le metamorfosi urbane saranno narrate attraverso progetti di arte pubblica/sociale e visioni. Anche la street art la farà da padrona: nella sala delle grotte, con la mostra “Once were writers” saranno allestiti una serie di video installazioni di giovani “graffitari” italiani. Il primo piano del padiglione Spadolini ospiterà la grande rassegna enogastronomica deGustiBooks con eventi e degustazioni dedicate al cibo urbano e l’area “kids”, con giochi, libri e laboratori educativi, pensati su misura per “le città del futuro” (prove di educazione stradale, costruzione di orti urbani e di oggetti riciclati). Incontri, talkshow, workshop e performance live con artisti e studiosi provenienti da tutto il mondo: tornano anche questa edizione, i caffè filosofici e i grandi concerti live. Quattro giorni per prendere consapevolezza e progettare le città del nostro futuro.
A
ottobre Firenze si veste di creatività e la Fortezza da Basso si prepara ad ospitare le idee e l’effervescenza del festival più innovativo della penisola. Edizione numero quattro per il “Festival della creatività”, che lo scorso anno ha portato a Firenze più di 400mila persone. Dal 15 al 18 ottobre la città del giglio si vestirà dei colori della fantasia abbinata all’arte e alla tecnologia. “Il futuro delle città, le città del futuro”, questo il tema che quest’anno farà da file rouge per le idee di designer, artisti, architetti e chi più ne ha più ne metta. Una folla strutturata di creativi che si riuniranno alla Fortezza per osservare da vicino le fucine di idee più fertili del futuro, ovvero le metropoli. Dalle metamorfosi urbane delle megalopoli più complesse del globo (da Shangai al Cairo fino a San Paolo), fino a progetti urbani legati a forme d’arte contemporanea come la street e la video art. E per chi proprio non ce la fa ad aspettare fino al 15 ottobre, c’è il “Fringe of Festival” una sorta di anteprima (dall’8 al 14 ottobre) durante la quale creativi, intellettuali, artisti e artigiani, apriranno al pubblico studi e botteghe esponendo progetti creativi ispirati al tema del festival della Fortezza. Durante i quattro giorni della kermesse, ideata dalla Regione Toscana e
L’EVENTO. I nuovi spazi comunali vengono aperti per la prima volta a un’esposizione fotografica
I volti del bel Paese in mostra a Fiesole P
Mario Luzi
apa Giovanni Paolo II, il poeta Mario Luzi, lo storico e politico Giovanni Spadolini, l’”Avvocato” Gianni Agnelli, e ancora il Presidente della Repubblica - allora Presidente della Camera - Giorgio Napolitano e i sui predecessori Carlo Azelio Ciampi con la moglie Franca e Oscar Luigi Scalfaro, il senatore Giulio Andreotti, l’attore Alberto Sordi, il regista Mario Monicelli e i registi cinematografici Robert Altman e Bernardo Bertolucci. Sono solo alcuni dei personaggi che hanno fatto visita a Fiesole e che sono stati immortalati dall’obiettivo di Stefano Giraldi e Paolo della Bella. Quarantuno foto, scattate fra gli anni ’80 e ’90, che descrivono Fiesole attraverso i suoi personaggi, di passaggio o stanziali, raccolte nella mostra “Obiettivo Fiesole. Scatti e ritratti di Paolo della Bella e Stefano Giraldi”, in programma dal 17 ottobre al 29 novembre nei nuovi locali del Comune in piazza Mino. L’esposizione viene inaugurata sabato 17 ottobre, alle ore 17, all’ap-
puntamento saranno presenti il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato e l’assessore alla cultura Paolo Becattini. Un piccolo furto alla cassaforte del tempo, scatti che testimoniano come Fiesole sia la “città dell’accoglienza”. Una sequenza di poeti e musicisti, pittori e attori si arricchisce di uomini politici e letterati, scultori e fotografi o scienziati, registi cinematografici ed architetti. Icone del tempo immortalate a colori o in bianco e nero. La mostra illustra un ventennio di storia culturale fiesolana: si compone, infatti, di una vasta rassegna di fotografie (trentacinque) scattate da Paolo della Bella, che fanno parte dell’archivio del comune e di una serie di “ritratti” (sei), sempre fotografici, di altri protagonisti della creatività immortalati da Stefano Giraldi, che saranno donate dal fotografo all’Archivio. Con la mostra si aprono per la prima volta ad un’esposizione artistica i nuovi spazi comunali inaugurati lo /L.V.Z. scorso 14 marzo.
FIORENTINA/1. A fine settembre, Lorenzo De Silvestri ha fatto il suo esordio ufficiale in maglia viola
Un (ex) “dissidente” alla corte di Prandelli Con Pandev e Ledesma era uno dei tre giocatori della Lazio in rotta con la società: poi, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Corvino è riuscito ad assicurarselo per cinque milioni di euro, battendo anche la concorrenza del Milan. “Per me è stata dura lasciare Roma, ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste”, aveva detto il giorno della sua presentazione. Ma ora guarda al futuro con entusiasmo. “Devo migliorare ancora in fase difensiva. Prandelli contribuirà a farmi crescere”
Lorenzo De Silvestri
Cristina Guerri
E
ra uno dei tre “dissidenti” (gli altri due, Pandev e Ledesma, lo sono ancora) della Lazio. Poi, a fine agosto, a pochi giorni dalla chiusura del calciomercato, Lorenzo De Silvestri è passato alla corte della Fiorentina (su di lui c’era anche il Milan) per cinque milioni di euro, chiudendo un rapporto - quello coi biancocelesti - durato, giovanili comprese, nove anni. Era tifoso della maglia che indossava, di cui un giorno sarebbe divenuto con tutta probabilità il capitano. Adesso la sua casa è Firenze e, dopo un periodo in cui è stato costretto a restare fuori dai campi di gioco per colpa di un infortunio, De Silvestri è tornato in campo per contribuire alla causa viola. E’ stato proprio contro la Fiorentina (era il 22 aprile 2007) che ha esordito in serie A, a soli 18 anni. “Per me - aveva commentato il giorno della sua presentazione - è sta-
ta dura lasciare Roma, visto che ho fatto anche il settore giovanile in biancoceleste. Resterò sempre un tifoso della Lazio, ma sono venuto via dal presidente, non dalla società. Ho fatto questa scelta perché la Fiorentina mi ha voluto fortemente. Sono felice di poter lavorare con un allenatore come Prandelli che è un insegnante di calcio. In più, Firenze è l’ambiente giusto per permettere a un giovane di crescere, cosa che spero possa capitare a me”. Il suo esordio con la maglia viola è avvenuto dal primo minuto nel derby col Livorno di fine settembre, durante cui De Silvestri ha subito dimostrato, nonostante non fosse ancora al 100%, il suo valore e le sue capacità. Cosa non è andato a Roma? Non posso dire tutto. Comunque chiedetelo a quelli che da Roma se ne sono andati. Chiedetelo a Osti, Sabatini e Persi-
chetti (tre dirigenti laziali, ndr). Non sono giocatori, ma dirigenti e due di loro sono di Roma. Riguardo a me, l’anno scorso, tornato dalle Olimpiadi, mi sono fatto uno stiramento, e quello che è subentrato a me (Lichtsteiner, ndr) è andato bene... però mi sono sempre allenato, ero sempre pronto a dare il massimo, credo di averlo dimostrato, abbiamo vinto la Coppa Italia. Non so perché Lotito dica di me quello che dice. Dove deve migliorare Lorenzo de Silvestri? Devo migliorare in fase difensiva, anche se credo, in questi due anni, di aver fatto qualche progresso. Prandelli contribuirà a migliorarmi ancora. Tatticamente come si vede nella Fiorentina? A me piace andare avanti e dare una mano in fase offensiva. Senza esagerare, perché esiste anche la difesa. Mi piace andare al
cross, però spero di inserirmi bene anche nella difesa perché è fondamentale. L’attenzione e la comunicazione tra i difensori è fondamentale per chi sta dietro. Come mai ha scelto di continuare a portare il numero 29? Il 29 agosto è il compleanno di mia sorella. Ho un rapporto bellissimo con lei, e per questo l’ho sempre voluto portare sulle spalle. Conosce cinque lingue, è appassionato di arte moderna, e in passato ha vinto il “trofeo Topolino” nello sci: insomma, non solo calcio... Sì, è vero. Credo che sia importante allargare la mente e, per quanto posso, ho cercato di darmi da fare. Le lingue che conosco sono tedesco, inglese, francese, spagnolo e, ovviamente, l’italiano. Per me è stata una fortuna fare atletica: mi ha aiutato tanto nella corsa.
sport
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FIORENTINA/2. Dopo sei anni si è dimesso da presidente della società. “Ma il progetto va avanti”
Il passo indietro di Andrea Della Valle Cristina Guerri
I
l 24 settembre scorso è stata scritta un’altra pagina nella storia della Fiorentina. In questa pagina non si parlava della strepitosa vittoria con il Liverpool (quella è avvenuta il 29 dello stesso
mese), ma delle dimissioni da presidente di Andrea Della Valle, che lascia la testa della società dopo sei anni (dal 2004 al 2009); dopo aver visto, nel primo anno, la squadra salvarsi all’ultima giornata dalla retrocessione, e dopo aver festeggiato il raggiungimento della Champions nella gestione Prandelli. Sei anni di
Subito messe a tacere le voci di vendita del club gigliato. Al suo posto il vice Mario Cognigni, ma presto sono attese novità
Andrea Della Valle
NUOVE FRONTIERE PER IL TRATTAMENTO DEL GRASSO RESISTENTE AI TRATTAMENTI TRADIZIONALI MEDICO-ESTETICI
sogni, scalate, vittorie, ma anche di polemiche: dei tifosi, per la cessione di giocatori importanti (i tifosi si ricorderanno le scritte: “Melo alla Juve = zero abbonamenti” e “Corvino vendi gli scarponi, non i campioni”), ma anche del resto dell’ambiente. Il “trono”, adesso, appartiene a Mario Cognigni, ex vicepresidente, ma si attendono novità in un futuro prossimo. I fratelli Della Valle non sono stati fisicamente presenti al Cda straordinario svoltosi in sede quella mattina, ma hanno partecipato tramite una conference-call (videoconferenza). Nello stesso pomeriggio una lettera, quella di Andrea, spiegava i motivi delle dimissioni. Tre pagine forti, scritte anche con un pizzico di frettolosità. Un fulmine a ciel sereno per chi si aspettava un suo passo indietro dovuto per lo più a motivi lavorativi: perché dopo la scomparsa di Oscar Micucci (cugino tra l’altro dei due fratelli), manager di spicco nel gruppo Della Valle, sarebbe stato comprensibile per Andrea stare un po’ più dietro alla Tod’s, l’azienda di famiglia. L’ex presidente parlava di mancanza di condivisione totale del progetto viola, di necessità di autofinanziamento economico della società, e di sensazione di sfiducia nei confronti del suo operato. Per tutti questi motivi, Andrea ha deciso di fare un passo indietro, e c’è stato anche chi ha cominciato a pensare per questo e tante altre ragioni - che i fratelli Della Valle sarebbero stati
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IL VOLUME In vendita il libro sulla vita del Fenomeno
Mutu, un gol in libreria
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ual è la differenza tra un campione e un giocatore normale? La classe, senza dubbio, il talento, i trofei vinti, ma questi sono ingredienti che possono non bastare. Perché puoi anche essere un fenomeno in mezzo al campo, ma perderti quando i riflettori dello stadio si spengono e si accendono quelli della fama, della gloria facile, delle amicizie sbagliate. E puoi cadere da quelle altezze e non avere poi la capacità per rialzarti, per rimettere sullo stesso binario il campione e l’uomo, il talento e la responsabilità che questo comporta. Tutto questo e molto di più è Adrian Mutu, raccontato da Matteo Morandini nel libro a lui dedicato dal titolo “Adrian Mutu, la consacrazione di un Fenomeno” in vendita dallo scorso 30 settembre in libreria. Un testo che racconta la vita nel calcio e non solo dell’erede di Hagi, arrivato in Italia giovanissimo da una provincia sperduta della Romania con le stimmate del predestinato. Nel bel Paese aveva trovato la consacrazione poi persa nelle polveri di Londra, che doveva essere un sogno ma che si è rivelata un incubo. Un campione che, tornato in Italia grazie a Luciano Moggi, si è rialzato più forte di prima. Un campione che, per strani incroci che solo il destino può architettare, sarebbe diventato il Fenomeno con la effe maiuscola arrivando a Firenze grazie alla caduta in serie B dell’odiata (dai fiorentini) Juventus, riabbracciando il suo “maestro di vita” Cesare Prandelli. Ora, la /C.G. sua storia è stata racchiusa in un libro.
Tecnica semplice e sicura, ridona i volumi corporei iniziali senza rincorrere alla chirurgia. L’acido ialuronico utilizzato è un gel sintetico puro simile alla sostanza prodotta dall’organismo per dare volume alla pelle, rivalorizzare i volumi e migliorare la struttura cutanea. Indicato nell’aumento e rimodellamento del seno, dei polpacci, dei pettorali, glutei, pene rimodellamento delle cicatrici, l’acido ialuronico Macrolane si rileva una soluzione efficiente alle nostre esigenze di essere più belli, più tonici senza rincorrere alla chirurgia. Le condizioni per fare un trattamento Macrolane sono: uno spessore cutaneo superiore a 1,5-2 cm, integrità cutanea, esami ematochimici e accertamenti diagnostici ecografici e radiologici nella norma, assenza di patologie gravi accertati in corso. L’intervento si esegue ambulatorialmente, durata del trattamento varia da 30 minuti ad un max di 90 minuti. Non ci sono punti di sutura le medicazioni sono minime. Il paziente può ritornare alle sue normali attività dopo 24-48 ore. L’effetto del trattamento ha una durata variabile da 8 a 14 mesi. I prezzi variano da min euro 1500,00 a max euro 3500,00. Il prezzo del trattamento include sempre un ritocco.
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Franchi - non denuncio chi ha scritto o detto certe cose, ma se lo meriterebbe”. Sospiro di sollievo in questo mare di incertezze sul futuro della società. E una frase, Diego, l’ha voluta confermare: “Il progetto viola va avanti”.
RIMODELLAMENTO NON CHIRURGICO DEL CORPO CON L’ACIDO IALURONICO
La softmicroliposcultura è una tecnologia all’avanguardia che sfrutta il meccanismo di azione degli ultrasuoni, che attraverso l’emissione delle onde cavitazionali emulsiona il grasso resistente agli altri trattamenti, rende la pelle più compatta, più omogenea. Agendo sulla struttura fibrotica di sostegno del grasso e della cute, oltre l’effetto lipolitico – di riduzione del grasso- attraverso il rimaneggiamento delle fibre collagene, ha anche un effetto lifting della zona trattata contrastandone la flaccidità. Questo è anche uno dei motivi per cui la tecnica viene utilizzata oltre nelle adiposità localizzate, per i lipomi e cellulite nelle varie fase di sviluppo e nei difetti postliposuzione con avvallamenti retrazione ed introflessioni della cute, fenomeno denominato molto spesso “buccia d’arancia”. Solitamente basta una seduta per eliminare un’adiposità localizzata di media entità, 2-3 sedute per migliorare l’aspetto cutaneo e la flaccidità. L’intervento viene eseguito al livello ambulatoriale in minima anestesia locale, non necessita ricovero o medicazioni post-intervento importanti. Il paziente riprende le sue normali attività da subito. In una prima fase si può avere un leggero edema ed indolenzimento della zona da trattare che possono durare fino a 3-4 giorni. Per cca 2 settimane il paziente deve indossare una guaina rimodellante. I risultati sono visibili già a 5-7 giorni dopo l’intervento, con la scomparsa dell’edema post-intervento. Con una sola seduta si possono eliminare da 4 a 12-14 cm di circonferenza. Le condizioni importanti che confermano l’idoneità al trattamento: funzione renale, epatica ed assetto coagulativo nella norma. I prezzi variano da min euro 1200,00 a max euro 1500,00 a seduta.
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pronti a cedere la società a chi poteva garantirne un futuro sportivo migliore. Poi, alla vigilia della partita di Champions con il Liverpool, ci ha pensato Diego a rassicurare tutto l’ambiente fiorentino: “La Fiorentina in vendita? -ha dichiarato al
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sport Impruneta
PALLAVOLO. L’eclettica Giorgia Armellini, classe ‘85, si racconta a Il Reporter
Dal Galluzzo a Impruneta. Per ripartire Lorenzo Mossani
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n quotidiano fiorentino recitava così: “Sono state protagoniste di una sofferta, ma esaltante, promozione in B1 le ragazze del Galluzzo Volley. Grazie a loro la pallavolo femminile fiorentina, colpita nel cuore dalle vicende Romanelli e Figurella, risorge ad alto livello”. Grazie, soprattutto, a una giocatrice allora quasi bambina, Giorgia Armellini, Firenze poteva ancora sognare nel volley. Giorgia, ragazza solare, atleta intelligente ed eclettica, capace di ricoprire più ruoli, aveva griffato quella storica promozione. Sotto la guida di Barbara Biagi, ora alla guida della Cpf, la giovane imprunetina si era trasformata da libero a centrale, formando con Ilaria Bencini un autentico muro. Oggi Giorgia ha 24 anni, e ha deciso di giocare a Impruneta, in serie D. Perché? “Semplice: quando si retrocede per tre anni consecutivi ti casca il mondo addosso, sportivamente parlando. Dovevamo essere la squadra di riferimento, invece in soli tre anni è finito tutto…”. Anche la sua passione per la pallavolo? No, quella non sparirà mai. Avevo voglia di tornare a casa e di vivere un anno importante con la squadra del paese in cui sono nata, o meglio vicino: in realtà sono di Pozzolatico. Cosa ha trovato, in più o in meno, giocando in serie D? La società qui è molto puntigliosa nei regolamenti, ma ci lascia molte più libertà. Difficile da spiegare, sono passata da una sorta di professionismo non pagato adeguatamente a un divertimento puro e semplice. Quindi non è pentita di aver scelto l’Impru-
L’atleta è passata dalla B1 alla serie D, senza rimpianti. “Ho scelto Impruneta perché avevo voglia di tornare a casa”. Oggi studia storia dell’arte ed è contenta della sua decisione. Hobby? Guardare i ponti fiorentini…
Giorgia Armellini
neta? Dall’allenatore al presidente, qui mi vogliono tutti bene. Non ho pressioni, vado in palestra solo con tanta voglia di pallavolo: mi rimane più tempo per uscire, studiare. Insomma, per una vita “normale”. Che studi ha intrapreso? Lettere, più precisamente Storia dell’arte: quindi studio i ponti fiorentini perché naturalmente, vista la situazione economica, potrei andarci a vivere (sorride la giovane centrale classe ’85, ndr). Ponte alla Carraria e Ponte Vecchio sono i miei preferiti! Quest’anno, il “suo” Galluzzo si è “trasferito” nella Cpf: vede più maturate le sue ex compagne? Fuori dalla palestra le vedo, dentro non chiedetemi di guardare le mie amiche giocare perché una volta che esco dalla palestra spengo il brainvolley. Se dovessi fare un pronostico, direi che hanno le carte in regola per fare bene, hanno una bravissima palleggiatrice, Ilaria Ranieri, e un’allenatrice molto preparata. Il “caso” Galluzzo rimarrà uno sfortunato episodio. Quale sono i suoi obiettivi per quest’anno? Sportivamente fare un campionato tranquillo con l’Impruneta, lottare su ogni pallone e dimostrare che, se sono arrivata in serie B, oltre alla fortuna un po’ di meriti erano anche miei! Poi ho una richiesta da fare: vorrei che il mio paese s’impegnasse di più per i giovani. Sono dell’85, ma i ragazzi sono quasi costretti a spostarsi verso Firenze, sia per studio che nel gioco e per lo sport. In sintesi, animiamo Impruneta, che come paese è bellissimo, ma ha bisogno di più linfa vitale! Giorgia, ha intenzione di restare un po’ di anni a giocare a Impruneta? Vedremo… quel che sarà, sarà. 930736
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SCUOLA DI ARTE E SPETTACOLO MAXBALLETACADEMY scuola di arte e spettacolo, tra le più importanti e prestigiose realtà della toscana; nelle 6 sale distribuite su 1000 mq di una intera palazzina a 3 piani, si svolgono quotidianamente tutte quelle attività, materie e discipline che rappresentano il mondo dello spettacolo. La danza in tutti i suoi stili, il teatro, il canto, il musical, la fotografia, la regia, la musica, sono le materie ed il linguaggio principale che viene praticato all’interno della scuola e il veicolo usato per una crescita artistica, professionale, ludica e formativa. Dal ‘95 ad oggi la scuola, con tutti i suoi docenti ha reso possibile, attraverso un percorso didattico che va dall’amatoriale al professionale, la formazioni di attori, cantanti, ballerini, insegnanti che hanno trovato sbocchi professionali nel mondo dello spettacolo. Gran parte del lavoro della scuola si sviluppa in programmi propedeutici, sia nella danza che nel teatro e canto, rivolto ai bambini e ai ragazzi come “La bottega del piccolo artista” e il “Palcoscenico Giovani” . Rimane altresì un impegno costante, l’organizzazione dei corsi amatoriale per adulti e ragazzi che vogliono imparare e divertirsi in un ambiente dinamico, efficiente, accogliente e simpatico. I successi ottenuti partecipando alle innumerevoli rassegne, festival, concorsi e manifestazioni spettacolistiche in genere, hanno fatto da stimolo anche per la costituzione di gruppi e compagnie, formate in molti casi dagli stessi allievi, che svolgono il loro lavoro e creano le loro produzioni all’interno della scuola, forti della residenza ottenuta!
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L’INTERVISTA. A tu per tu con l’assessore allo sport del Comune di Firenze
Cavandoli: “Innamorata di questa città” Lorenzo Mossani
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l nome di Barbara Cavandoli - nuovo assessore allo sport - tra i fiorentini è diventato famoso per due motivi: è giovane e si deve occupare della Cittadella Viola. Forse un po’ limitativo. Chi è, da dove viene, cosa ha fatto finora e cosa vorrà fare? Siamo andati a trovarla e abbiamo “scoperto” che è anche una donna che conosce tutte le discipline sportive, i suoi principi, le sue regole. E, soprattutto, una donna che sa quello che vuole dal suo mandato. Assessore, lei di origine è emiliana: perché ha deciso di rimanere a Firenze? Dopo l’Isef, ero ad un bivio: rimanere qua o tornare a Reggio Emilia. Poi una sera al piazzale Michelangelo, guardando Firenze, mi sono detta che non sarei riuscita a lasciarla, perché ne ero innamorata. Succede, soprattutto se si parla della nostra città, è troppo affascinante… Come è entrata nel mondo dello sport? Sono sempre stata un’appassionata di sport, oltre a praticarlo da sempre. Ho iniziato prestissimo a preparare i palleggiatori in una squadra maschile di volley misurandomi a livello agonistico, poi mi sono legata alla Uisp dove ho accresciuto il lato sociale e umano dello sport. Penso che attraverso le varie attività sportive si riesca anche a contribuire alle politiche di welfare della città. Quanto è difficile, nonostante le sue conoscenze, fare l’assessore a Firenze? E’ una sfida bella, impegnativa, complessa. Devo avere idee per migliorare la città, non posso fermarmi ad avere un ruolo. Quando
Barbara Cavandoli
sono stata eletta mi sono arrivate subito più telefonate di società che di congratulazioni. C’era bisogno di lavorare da subito, ho trovato il movimento sportivo effervescente, anche se a dire la verità essere una donna causa alcuni pregiudizi, rende le cose più complesse. Diffidenza che è cresciuta dopo le condizioni del manto del “Franchi” in Champions? Purtroppo il terreno dello stadio, che non è mai stato rizzollato da 21 anni, presenta, ormai da tempo, ciclicamente un problema nel periodo estivo. Ci siamo assunti le nostre responsabilità intervenendo immediatamente. E’ nostra intenzione trovare i migliori accordi con la Fiorentina perché questo non accada più. Vedremo una partita della Nazionale di rugby a Firenze? Abbiamo fatto tutto il possibile per avere Italia-Sud Africa ma ci siamo scontrati contro un muro di gomma. Comunque abbiamo già accordi con la Fir per altri appuntamenti. Come si pone con i vari presidenti delle Commissioni sport dei vari quartieri? Collaborazione, collaborazione, collaborazione. Cosa sono Gli Stati Generali dello sport? Lo sport a Firenze è ricco di società, di progetti, di persone con grandi qualità; è un po’ meno ricco di soldi e di strutture. Abbiamo deciso di valorizzare il lavoro di migliaia di volontari appassionati e tenaci. In che modo? Invitando a partecipare le associazioni e le società sportive, gli enti di promozione sportiva, il Coni, le Federazioni, le associazioni di volontariato e i cittadini interessati. Una tavola rotonda divisa in quattro aree tematiche con un solo obiettivo: sviluppare il potenziale dello sport fiorentino.
sport
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RUGBY. Il promettente futuro di Sebastian Rodwell, già adocchiato dai grandi club
A Firenze è sbocciato un azzurro Simone Spadaro
considerato un giocatore da Prima squadra. E’ vero che alcune società della Super ten si sono fatte avanti, ma io penso solo a fare un gran campionato a Firenze, in serie A1. Poi si vedrà. Quali gli obiettivi dei biancorossi? E’ la seconda stagione in A1 e cercheremo di posizionarci a metà classifica. Non solo l’obiettivo della salvezza. Secondo me abbiamo i mezzi per poter fare un buon campionato. Le aspettative sono buone e c’è un clima che può aiutare a fare bene. Come è il rapporto con il tecnico Paolo Ghelardi?
D
elusi per la mancata disputa di Italia–Sudafrica, test match previsto per il 21 novembre ed emigrato ad Udine, il mondo della palla ovale può consolarsi con il Giunti Firenze Rugby 1931 e con il nuovo astro nascente: Sebastian Rodwell. Un giovane che ha iniziato col calcio ma che poi ha sposato la palla ovale anche grazie al babbo inglese. Già nel giro della nazionale, Rodwell è stato adocchiato anche dai grandi club italiani. Controcorrente fin da giovane. Ha lasciato il calcio per il rugby: come mai? Mio padre ha vissuto molto in Africa e ha giocato prima in Kenia e poi al College in Sudafrica. Ho iniziato, come tanti, a giocare a calcio a Montaione, ma poi la passione mi ha portato a giocare a rugby e andare al Firenze rugby 1931. Non solo. E’ attualmente al Centro Coni di Tirrenia ed è entrato nel giro degli azzurri... Sono al terzo anno della scuola di rugby. Studio e mi alleno dal lunedì al venerdì. Ho 19 anni e non è facile. E’ molto faticoso anche perché vedo spesso i giocatori del Livorno e mi rendo conto della differenza che c’è tra calcio e rugby. Ma non ho rimpianti. Nel rugby, senza il sostegno dei tuoi compagni non puoi andare avanti. Il fatto di essere entrato nel giro azzurro, poi, mi gratifica e mi ripaga dei tanti sacrifici. Quali le sue esperienze in nazionale? E’ vero che è già stato contattato da altre squadre? Ho fatto il Mondiale Under 20 in Giappone e poi ho partecipato a un primo raduno col Ct Mallet. Ma è ancora presto per essere
Paolo l’ho avuto anche come selezionatore nelle rappresentative regionali e poi nell’Under 18 in Coppa Europa. E’ un’immagine storica del rugby a Firenze e ci trasmette sempre grande entusiasmo. La squadra vuole fare bene anche per offrire una bella soddisfazione a Paolo che, da tanti anni, si dedica alla squadra. Se la merita. Un accenno all’ipotesi di professionismo nel rugby. Per me rimane un divertimento. Vado a scuola e non penso a una professione basata sul rugby, ma non sono contrario all’idea che un giorno si possa arrivare anche a questo.
VIAGGIO NEL PALLONE. La nuova vita della storica società fiorentina
La Rondinella torna a volare L
a Rondinella torna a volare come una fenice. La storica società fiorentina ha spiccato il volo da dove è nata, ovvero San Frediano. Il club, che era stato messo all’asta e aveva rischiato di scomparire, ha trovato nuova linfa vitale nell’imprenditore Stefano Bemer, in Marco Venturini (già gestore del Circolo il Torrino), Alfredo Cozzi e Giampaolo Bindi. Quattro “ragazzacci” che non hanno voluto veder morire quella che era, è e sarà la seconda squadra di Firenze. Attualmente ci sono circa trecento soci, ma l´obiettivo è arrivare a cinquemila. Il calcio è ripartito dal campionato di Promozione: contro il Firenze Ovest molti sanfredianini si sono commossi. Nello staff, tanti ex atleti e un nome eccellente, Francesco Franchi, figlio di Artemio. Nelle carte federali è uno dei due vicepresidenti. Spicca anche il nome di Brunetto Vannacci, il presidente onorario. Lui, per molti, è ancora la Rondinella. I tifosi, con la memoria, tornano ai primi anni Ottanta, il periodo migliore. Erano anni in cui si poteva sognare perfino la promozione in serie B, la vittoria sul Bologna, le partite di cartello al Comunale. Poi c´è stato il crollo. Tantissimi i nomi che hanno vissuto la favola biancorossa: Rossi, Paz-
zagli, Landucci e Mareggini, solo per parlare di portieri, e poi Barzagli, Tavano, Maurizio Rossi e tanti altri. Frammenti di un passato che si era sbriciolato. Ora c’è un nuovo entusiasmo: alla presentazione si intonavano cori, abbracciavano giocatori, nelle serate passate alle Due Strade c’era chi contava gli anni per tornare al professionismo. Sogni? Può darsi. Ma Firenze ha bisogno di una seconda forza, per una nuova sinergia con la Fiorentina. Da troppo tempo la squadra gigliata e la Rondinella viaggiano su binari paralleli. Stefano Bremen commenta così questo nuovo ciclo: “Mi sono stupito di come i giocatori abbiano sposato subito la nostra causa. La nascita del San Frediano Rondinella, o meglio la rinascita della Rondinella, è stata una gioia per tutti. Io sono nuovo del calcio, non me l’aspettavo”. Qualcuno sogna già in grande: “Per un anno dobbiamo volare basso, lo sanno i giocatori e ho parlato chiaro ai tifosi, poi si vedrà”. Nel frattempo, quei quattro “ragazzacci” di San Frediano hanno reso perfetto il campo delle Due Strade. Senza dimenticare che su Facebook c´è già chi ha creato un gruppo Rondinella. Anzi, San Frediano Rondinella. Ben tornata alla seconda squadra di Firenze. /L.M.
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“NOI, PRIGIONIERI DEL TRAFFICO ALLE CURE” Spett.le Il Reporter, sono un vostro lettore ed abito in via Faentina verso il ponte alla Badia, vorrei portare a conoscenza del nostro Sindaco, e del presidente del quartiere 2 sig. Paolucci, che la questione viabilità di piazza delle Cure non è più rimandabile. Noi abitanti della zona ci sentiamo prigionieri del traffico da non poter più uscire di casa. I motivi sono molteplici e mai risolti: il traffico della mattina proveniente dal Mugello tutto, si riversa sulla statale imbottigliandosi in piazza delle Cure per la non percorribilità della stessa per via del mercatino e dei cialtroni che sostano in doppia fila, senza mai vedere un vigile e così chilometri di code e autobus fermi e inquinamento alle stelle. Non possiamo pensare che via Salviati verso la Bolognese risolva il problema (se pure è la nostra salvezza), detta via non permette un scioltezza di traffico, l’immissione sulla Bolognese è difficoltosa, per passare occorre essere spregiudicati, arroganti insolenti cafoni, è vero che dette doti non ci mancano, ma entrare tutte le mattine in questa avventura diventa assai pesante, sempre poi non succeda un incidente. La ferrovia non ha alleviato il traffico perché non funziona come metropolitana, passano 2/3 treni nella mattina ad orari impossibili e altrettanti la sera. Io che avrei la stazione vicino casa e altra stazione in zona industriale di Sesto per recarmi al posto di lavoro non riesco ad utilizzarla e come me altri, e così
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Ottobre 2009
prendiamo tutti l’auto e in fila come pecore!!! Né tanto meno utilizzarla per l’uso cittadino, attualmente dopo le otto della mattina non passano più treni, e sì che in pochi minuti si raggiungerebbe il centro in barba alle auto, alle buche e allo smog. Quando succederà qualcosa di diverso saremo tutti belli.......e sepolti!! Se mi permettete, potrei suggerire ai nostri simpatici amministratori di prendere in alternativa ai progetti già in essere per piazza delle Cure e mercatino, per risolvere la situazione, anche quella di coprire il Mugnone, almeno tra ponte alle Riffe e ferrovia (come eseguito per l’Affrico), e su quel nuovo spazio ubicare il mercato liberando la piazza e rendere le vie più scorrevoli e/o rendere l’ingresso in città più decoroso. Grazie dell’attenzione, saluti S. Santini LA “TRASFORMAZIONE” DI VIALE DEI MILLE Leggo dei numerosi progetti di trasformazione del Quartiere 2, tutti di grande interesse e rilevanza; ma nel frattempo si potrebbe pensare di eliminare da subito l’unica e perniciosa trasformazione che il viale dei Mille ha subito, quella della corsia centrale per i bus? Pericolosa, inutile (i bus avevano già la corsia preferenziale verso ponte al Pino e la corsia auto nella stessa direzione è pressoché inutilizzata) e fonte di quasi perenni code di auto inquinanti in fila per uno verso il Campo di Marte spesso addirittura fin dal viale Don Minzoni. Per favore ripristinate la situazione ex ante! Alessandro Balzani “VINAI DI QUARTIERE, CI SONO ANCH’IO” Buonasera, ho letto con interesse l’articolo su “Il Reporter del Q5” dedicato ai Vinai, mestiere antico che oramai da qualche anno sta avendo una nuova rinascita. Sono lieto che giornali come il Vostro diano spazio e visibilità ad attività legate al quartiere che svolgono un lavoro di valorizzazione di una delle più antiche tradizioni toscane quale è il Vino. Ho aperto nel 2004 la mia attività in via delle Panche ed insieme a “Vigna Vittoria” mi sento di affermare che abbiamo portato nel quartiere 5 una realtà commerciale che prima non esisteva: quella della vendita del Vino Sfuso.
Sono quindi rimasto amareggiato che nel Vostro articolo il mio negozio, che posso affermare essere una realtà abbastanza conosciuta, non sia stato citato. Non so come avete condotto le vostre ricerche, ma avendo scritto anche dell’attività de “I’ Vinaio”, e considerato che nel quartiere siamo solo in 4 ad avere questo tipo di attività specializzata, la cosa lascia un po’ perplessi. Inoltre il nostro sito internet appare sempre in prima pagina scrivendo “vino sfuso” su Google, quindi non era molto complicato approfondire. Mi auguro che il mio piccolo sfogo venga recepito in maniera costruttiva, più che come una critica dell’articolo, che ho molto apprezzato. Saluti e buon lavoro, Michele Cionini titolare di “diVINO SFUSO” Gentile signor Cionini, la ringrazio per la precisazione che ci ha voluto mandare, così come per l’apprezzamento dell’articolo a cui la sua lettera si riferisce e per quello della scelta de Il Reporter di dare spazio alle attività legate al quartiere, e pubblico con piacere il suo “piccolo sfogo” (come da lei definito). Voglio però, a mia volta, fare una precisazione: in questo, come in altri casi, quando parliamo di negozi, attività e professioni legate ai quartieri, è impossibile – ogni volta – citare tutte le realtà esistenti in ogni singola circoscrizione. E non è nemmeno questo lo scopo dei nostri articoli: quello che vogliamo è portare alla luce un mestiere, sondare lo “stato di salute” di professioni e attività tradizionali che magari, nel corso del tempo, hanno perso parte della loro centralità nel panorama economico fiorentino. I negozi, le botteghe e gli artigiani che di volta in volta appaiono sul giornale vengono citati dai nostri cronisti a mo’ di esempio, come attività o persone in grado di raccontare la propria esperienza, ma non vengono scelti in quanto più significativi o importanti rispetto ad altri. Questo non potremmo farlo, anche perché spesso (tranne alcuni casi particolari) l’importanza o la rappresentatività di un esercizio piuttosto che di un altro dipendono da considerazioni assolutamente personali. Mi fa piacere, e non ho motivo di dubitarne, che la sua, come ci scrive nella lettera, sia una “realtà abbastanza conosciuta”,
così come – aggiungo – ritengo che lo siano anche le altre. E voglio anche rassicurarla del fatto che le ricerche sono condotte dai nostri cronisti nella maniera sempre più attenta possibile, anche se poi può capitare a tutti di sbagliarsi o di tralasciare qualcosa: ma, le ripeto, le attività che appaiono sul giornale vengono scelte sempre, e soltanto, come esempio. M.F. A PROPOSITO DELL’UNITA’ D’ITALIA Caro Il Reporter, lo scritto di Andrea Muzzi, comico, sul prossimo 150esimo dell’unità d’Italia è certo quanto ci si aspetta dai comici: frustare facendo ridere. Siccome però ogni messaggio ha sempre i suoi sottointesi, quel che viene indirettamente comunicato è che l’unità ha fallito, con la riserva però che le classi politiche succedutesi fin qui hanno fatto poco o nulla per ‘fare gli italiani’, ossia che li hanno diseducati all’unità. Fatto nel quale l’eroe dei due mondi francamente c’entra poco, anzi col gesto di andarsene a Caprera fuggendo la corruttela del primo parlamento ha anche dato il segnale giusto, ossia che senza virtù morali non ci sono le civili. Sinceramente, Mauro La Spisa IL “SALUTO” A MARCO AGNOLETTI Egregio Direttore e Spettabile Redazione, su Il Reporter di agosto salutate il ex vostro direttore ed ex socio Marco Agnoletti, informando i lettori della sua nuova attività di portavoce del sindaco. Di solito un redazionale di questo tenore si conclude porgendo all’interessato i ringraziamenti per l’attività svolta ed i migliori auspici per la nuova che andrà a svolgere. Non trovandoli nel suddetto articolo, posso pensare ad una mancanza di spazio (è stato scritto, ma non c’è entrato per far posto alla foto). Oppure ad una volontaria omissione frutto di una velata ostilità, verso una persona che ha intrapreso con voi un impegno e un cammino “contro” definirei il giornale abbastanza critico verso l’amministrazione comunale - e che ora ritrovate invece “dall’altra parte” e dal quale prendete pubbliche distanze (“Sappiate che non è più nemmeno nostro socio”...). Se non fosse così, tuttavia, vi sug-
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invia la tua segnalazione alla nostra redazione redazione@ilreporter.it
Cerchiamo solo di raccontare la nostra città, con i suoi pregi e i suoi difetti, nel modo migliore possibile, e siamo soddisfatti quando, grazie anche alle vostre lettere, pensiamo di esserci riusciti. Tutto qua. M.F.
I MARCIAPIEDI E LE BICICLETTE
Fra le tante cose che contribuiscono al degrado della nostra “bella Firenze”, vorrei soffermarmi sulle biciclette parcheggiate sui marciapiedi e legate ai pali delle segnalazioni stradali. E’ vietato!!! Però nessuno si preoccupa di intervenire e così il mezzo, sempre più usato da tutti, prolifica. Le rastrelliere non risolvono il problema e neanche l’intervento della polizia municipale (se interviene, sarà una tantum): suggerirei allora di mettere nei pali vicino al muro dei “copri-palo”, in modo tale che non ci sia più spazio per legarci la bicicletta con una catena. Il marciapiede è solo per i pedoni!!!!
Un fiorentino indignato
Caro lettore, concordo con quanto da lei scritto su alcuni punti, e su altri no. Le spiego: ha ragione nel sostenere che i marciapiedi debbano essere soltanto per i pedoni, e che a volte le biciclette legate ai pali o a qualche appiglio “improvvisato” costituiscano dei veri ostacoli, anche perché non dobbiamo mai dimenticare che, anche dai marciapiedi più larghi e che possono sembrare grandi abbastanza da ospitare sia i pedoni che le bici parcheggiate, possono passare disabili in carrozzella o mamme con i passeggini, che – va da sé – hanno bisogno di più spazio. E anche in questo, come in molti altri casi, sta al buon senso di noi cittadini comportarsi correttamente. Debbo però dissentire con quanto da lei scritto sul fatto che le rastrelliere non risolvano la questione: penso, e anzi sono convinto, che un numero maggiore di rastrelliere lungo piste ciclabili e strade rappresenti l’unica soluzione possibile – e di piuttosto facile realizzazione - al “problema”, e che anzi possa invogliare ancora più persone a spostarsi in bicicletta, con grande beneficio per il traffico cittadino e per la qualità dell’aria che tutti noi respiriamo. Non capisco poi del tutto cosa lei intenda per “copri-palo”: non vorrei che, se il suo suggerimento venisse accolto, oltre allo spazio per legare le bici questi “copri-palo” togliessero anche quello per il passaggio. Facendoci tornare punto e a capo.
Matteo Francini gerisco un “in bocca al lupo” aggiuntivo per Marco Agnoletti sul prossimo numero. Cordiali saluti e complimenti per il giornale ed i suoi tanti approfondimenti sulla nostra realtà cittadina. Edoardo Novelli Gentile signor Novelli, il non aver pubblicato un ringraziamento e un “in bocca al lupo” a Marco Agnoletti per la sua nuova attività, nel redazionale in cui annunciavamo il suo nuovo ruolo, è dipeso soltanto da motivi di spazio. Voglio “ras-
sicurare” lei, e tutti i lettori a cui possa essere balenato il suo stesso dubbio, che la redazione de Il Reporter non ha nessun motivo di “ostilità” nei confronti di Marco Agnoletti, anzi. Colgo comunque l’occasione per fare (come da lei suggerito), a nome di tutta la redazione, i migliori auguri al nostro ex direttore per l’importante compito che è stato chiamato a svolgere. Ma colgo anche l’occasione per un’ulteriore precisazione: il nostro giornale non è, per partito preso, né “contro” nessuno, né a favore di alcuno.
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IN RICORDO DI “GRATTA” IL CLOWN Ho letto il vostro bell’articolo di “amarcord” su Gratta. Mi fa piacere che qualcuno, in una città indifferente come la nostra, ricordi questo piccolo grande clown. Ovviamente, essendo nato nel 1950, ho avuto la fortuna di assistere ai suoi numeri dentro quel tenero e “sbrindellato” circo. Così come ho potuto vedere film indimenticabili, nell’arena estiva del Garibaldi che d’estate veniva allestita nello stesso spazio e che ormai da anni è seppellita sotto il cemento di uno degli edifici più brutti di quello che era il mio quartiere. Vi mando il testo di un brano scritto da me alcuni anni fa proprio in memoria di quel dolce e tenero personaggio:
La ballerina e il clown Venite qui venite avanti anche voi per cominciare sta lo spet tacolo ormai uomini donne vecchi e giovani se ci credete che un po’ d’amore c’è entrate qui ma fate presto però guai a chi ride rider qui non si può c’è Grat ta il clown signori di qua benvenuti al circo della vita che va… Ride ride ride il pubblico sai tut ta la vita hanno riso di lui ride ride ride ride ma il destino di un clown è l’infelicità… il suo dolore a tut ti sot to il trucco nasconde è un bravo at tore ma la gente si sa ride ride ride ormai per scordarsi dei guai e se ne frega degli altri… “Ma dov’è quella donna che finalmente non riderà di me?” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e una mat tina arrivò così una nuova ballerina. Lei era giovane sembrava un angelo forse caduto quaggiù distrat tamente era bellissima e si salutarono con un dolcissimo ciao
la ballerina e il clown! Lui ballò con lei ma gli aumentava la febbre nessuno mai lo aveva amato così dormi dormi dormi dormi sentì mentre ballava che era amore per sempre… “Dimmi se sei la donna che finalmente non riderà di me!” Lo pensò o forse lo sognò ma il buon Dio lo sentì e quella mat tina il clown si addormentò fra le braccia aperte della ballerina ...... Lei era un angelo era bellissima ma non rideva dì lui e finalmente stret ti ballavano ormai volavano e al mondo dissero ciao ……. la ballerina e il clown. Con tut to il cuore, Beppe Dati CANTO DEL GALLO, UN RINGRAZIAMENTO Caro Il Reporter, grazie per la pubblicazione del piccolo articolo sul canto del nostro bel gallo del Valdarno che gira libero per i campi con le sue brave 5 galline bianche. Ho molto sperato di non ricevere rimostranze, e la simpatica lettera del suo lettore mi ha fatto molto piacere. A.R.
FIOCCO AZZURRO IN CASA REPORTER La redazione de Il Reporter fa le sue più sincere felicitazioni a Serena Wiedenstrit t, collaboratrice del giornale, che l’11 set tembre scorso ha dato alla luce il piccolo Niccolò. Al nuovo nato e a tut ta la famiglia gli auguri dei colleghi
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Teatro Corrado Guzzanti 17 Ottobre Nelson Mandela Forum Dopo anni di assenza dalle scene teatrali Corrado Guzzanti ha proposto un nuovo lavoro intitolato “Recital”. Lo straordinario successo ottenuto nella passata stagione, riporta l’artista a grande richiesta nelle principali città italiane nel prossimo autunno. Corrado sarà ancora una volta in compagnia di Marco Marzocca e Caterina Guzzanti. Troveremo alcuni suoi personaggi storici come il santone Quèlo, il conduttore La Porta o l’avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia, ma anche tanta satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell’ex presidente del consiglio Prodi, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di Pietro; Corrado si avvarrà dell’aiuto in scena di un maxi schermo sul quale andranno diversi contributi filmati in precedenza di quei personaggi che necessitano maggiori trucchi speciali impensabili da realizzare in tempo reale (Prodi, La Porta, i mafiosi). Caterina Guzzanti sarà tra le altre il ministro Mariastella Gelmini mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Da 20 a 35 euro.
Concerti Pippo Pollina e orchestra 15 Ottobre Sashall Una vita all’estero, a girovagare per l’Europa centrale, guadagnando la stima e i consensi degli addetti ai lavori, mentre in Italia il suo nome è semisconosciuto. E’ questa, a grandissime linee, la storia di Pippo Pollina, cantautore palermitano residente in svizzera. “Rossocuore”, il suo settimo album, in collaborazione con Battiato e Nada, prende spunto da un classico della letteratura internazionale come Finnegan’s Wake (il singolo in programmazione in molte radio italiane) di Joyce, La Luna e i Falò di Pavese e I Fiori del Male di Baudelaire. Testi intelligenti, colti, accompagnati da una musica che lascia trasparire la lezione della tradizione cantautorale italiana (Fossati e Battiato su tutti) arricchita di suoni tipicamente europei. In occasione di questa tournée uscirà uno straordinario “best of”, che raccoglierà il meglio dell’immenso repertorio di 25 anni di carriera artistica di Pippo Pollina. Il disco verrà registrato dal vivo in occasione del concerto di debutto con l’orchestra (75 elementi), il 5 settembre alla Volkhaus di Zurigo ed uscirà anche in Italia in concomitanza appunto con l’inizio del tour. Biglietti da 20 a 25 euro. Renato Zero Dal 26 al 29 Ottobre Nelson Mandela Forum Presente, il nuovo disco di inediti (17 canzoni) di Renato Zero è stato pubblicato il 20 marzo da Tattica e in una sola settimana ha venduto oltre 210.000 copie conquistando il triplo disco di platino. Alla realizzazione artistica di Presente (arrangiato da Danilo Madonia,
Chris Porter e Maurizio Parafioriti) hanno collaborato illustri musicisti come Gianluca Podio e Maurizio Fabrizio (compositori), Lele Melotti (batteria), Paolo Costa e Mickey Feat (basso), Phil Palmer (chitarre), Fabrizio Bosso (tromba), Stefano Di Battista (sax), Rosario Jermano (percussioni) e lo stesso Danilo Madonia (piano e tastiere). Ad alcuni testi hanno collaborato Vincenzo Incenzo e Mariella Nava. Presente vanta anche la partecipazione dell’Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dal Maestro Renato Serio, e di Mario Biondi (che duetta con Renato nel brano Non smetterei più). Intorno alla bandiera della musica, e Renato Zero ne è un testimone importante, si incrocia la bandiera del cinema italiano. Il videoclip del brano Ancora qui (prodotto dalla Buddy Film), infatti, girato in una villa del ‘600 alle porte di Roma e diretto da Alessandro D’Alatri, vede la straordinaria ed amichevole partecipazione di un cast eccezionale composto da Manuela Arcuri, Asia Argento, Paola Cortellesi, Paola Tiziana Cruciani, Massimo Ghini, Leo Gullotta, Alessandro Haber, Rodolfo Laganà, Olivia Magnani, Giorgio Panariello, Rocco Papaleo, Giorgio Pasotti, Daniele Pecci, Vittoria Puccini, Elena Sofia Ricci ed Emilio Solfrizzi, ognuno dei quali interpreta una parte del brano musicale con il playback della voce di Renato Zero. Cristiano de Andrè 28 ottobre Saschall Quello che di Fabrizio De André si è ascoltato, riletto con gli occhi di un compagno di viaggio unico. Quello che di Fabrizio De André non si sa, raccontato dal suo erede reale e morale. Cristiano De André, polistrumentista, compositore, cantautore, scava nelle pieghe del repertorio di Faber e parte per un tour che è un viaggio meraviglioso fra le canzoni che hanno consegnato alla storia della musica e della letteratura italiana il nome di De André. Sono passati 10 anni dalla scomparsa di Fabrizio De André. Una decade che invece di offuscare il valore culturale e popolare del suo lavoro, ci riconsegna il cantautore genovese in tutto il suo splendore. Cristiano non è solo un figlio d’arte. Diplomato al conservatorio, sale sul palco al fianco di suo padre Fabrizio nel 1980 a 18 anni, e non scende più, proseguendo con successo anche nella sua carriera solista. Un compagno di un’avventura dal vivo che rivive in questo nuovo viaggio musicale. Il tour, dopo aver toccato importanti località italiane in estate, riprenderà in autunno nei teatri e arriverà a Firenze a fine ottobre. “De André canta De André” avrà un’anima rock ed una più acustica e intimista. Cristiano mostrerà tutta la sua abilità di musicista polistrumentista. Suona di tutto: dalla chitarra al bouzouki, dal violino al pianoforte e tastiere. Sarà accompagnato da quattro musicisti coordinati da Luciano Luisi, già arrangiatore di Zucchero e Ligabue. La regia dello spettacolo è curata da Pepi Morgia già regista di tutti gli spettacoli di Fabrizio. La Band sarà composta da Cristiano De André alla chitarre, bouzouki, pianoforte, violino; Luciano Luisi al piano, tastiere e programmazione; Osvaldo Di Dio alle
chitarre; Davide Pezzini al basso e contrabbasso e Davide De Vito alla batteria. Concerti Centro Arte Vito Frazzi Fino al 6 dicembre Sala Consiliare “Orazio Barbieri” Scandicci Il Centro Arte Vito Frazzi compie 30 anni, e propone per l’occasione 11 concerti – uno ogni domenica – fino al prossimo 30 novembre, con il gran finale di domenica 6 dicembre. Ricco il programma proposto quest’anno dalla direzione artistica del Centro, composta da Rosa Maria Scarlino, Giuseppe Fricelli e Sara Nanni. Giovani e giovanissimi esecutori si alterneranno a uno dei più grandi interpreti del vernacolo fiorentino come Giovanni Nannini e si incontreranno con l’Ensemble San Felice, fino a un coro formato da giovani e giovanissimi cantori con cui sarà atteso l’arrivo del Natale. I concerti si terranno tutte le domeniche, dal 4 ottobre al 30 novembre, alle 11 nella Sala consiliare “Orazio Barbieri” del Comune di Scandicci, tranne l’appuntamento finale di domenica 6 dicembre, previsto alle 17,30 nella splendida Badia di San Salvatore a Settimo. Questo il programma del concerto: Coro Giovanile – Coro Polifonico - I giovani madrigalisti della Scuola di Musica di Fiesole diretto da Joan Yakkey. Con la partecipazione del Quartetto d’archi della Scuola di Musica di Fiesole, diretto da Edoardo Rosadini. Organo: Riccardo Foti. Programma: J.S.Bach, “Oratorio di Natale” in lingua italiana. Il Coro è formato da oltre 40 elementi di età compresa tra 8 e 19 anni. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito. Per informazioni: www. centroartevitofrazzi.it.
Mostre The fifty faces of Juliet Fino al 6 dicembre Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art Fino al 6 dicembre in mostra al neonato museo d’arte contemporanea di Lucca i cinquanta scatti che il maestro dada fece alla sua compagna e musa ispiratrice. Fotografie nelle quali il soggetto si trasforma assumendo contorni sempre diverse, sperimentando tecniche narrative mai uguali a sé stesse. Le porcellane di Betty Woodman Fino al 15 Febbraio 2010 Museo delle procellane, Palazzo Pitti Insoliti lavori, quelli realizzati da Betty Woodman, sconvolgono l’idea tradizionale di “corredo da tavola apprezzato” con le loro forme imprevedibili e l’intensità e brillantezza dei colori, senza tralasciare il bon ton ormai consolidato dei prestigiosi serviti amati dai regnanti. Ceramista già affermata a New York, Betty Woodman vive e lavora periodicamente nella sua casa dell’Antella, immersa nella campagna fiorentina, dove ha avuto modo di calarsi nella nostra stratificata cultura. La sua libertà espressiva le permette, così, di rinnovare la progettualità di forme tradizionali attingendo alle più diverse fonti storiche e geografiche per trovare un nuovo giocoso linguaggio della materia, scarico di quel lavoro faticoso e studiato
che pur si cela dietro ogni singola opera. Il barocco informale di Sergio Scatizzi Fino al 20 novembre Palazzo Pitti - Galleria d’arte moderna La Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, ospita nel Quartiere d’Inverno della residenza granducale fiorentina, una personale dedicata a Sergio Scatizzi, protagonista tra i più significativi e complessi del Novecento toscano. La mostra presenta una scelta di sessantuno opere, provenienti dallo studio dell’artista, emblematiche della sua recentissima produzione. Meno di dieci anni di attività intensissima (20002009), in cui ha dipinto con foga visioni su visioni, brani di natura attraversati e aggrediti quasi dall’irruenza del segno e del colore che diviene sempre più spesso elemento dominante dialogando con netta prepotenza con le scansioni lineari, in cui quasi per magia si ripartisce l’immagine.
L’evento Trick or beat 30 e 31 Ottobre
Due serate dedicate alla musica elettronica in occasione della notte delle streghe. E’ la seconda edizione di Trick or beat, festa che anche quest’anno darà voce ad alcuni dei più importanti dj della scena italiana e internazionale, portando avanti una politica, quella dello Switch Project – Creative social network, che abbina alla diffusione della cultura musicale dei prezzi molto contenuti, in modo da renderla fruibile a tutti. ll 30 alla consolle ci sarà il dj inglese Zinc, seguito da una sfilza di dj locali come Ckrono, Gada e Slesh. Il giorno dopo sarà la volta di Numa Crew, che suonerà insieme a Tomb Crew. Per informazioni e aggiornamenti, visitare il sito www.switchproject.net
Il corso Laboratorio di Formazione teatrale PPP Pier Paolo Pasolini Dal 12 Ottobre a giugno 2010 San Salvi città aperta La respirazione. La rimozione degli ostacoli alla libera espressione. La voce. Sensi e relazione tra corpi. Il training. L’Attore nello spazio scenico. Tecniche e giochi teatrali. La creazione a partire da… frammenti, emozioni, musiche, immagini, parole e la scrittura scenica e la realizzazione di una performance teatrale da e intorno a Pasolini. Il corso è aperto ad allievi attori, danzatori, registi, anche privi di esperienza. A fine laboratorio, è prevista la realizzazione di uno spettacolo teatrale, che sarà presentato nel giugno 2010 in Estate a San Salvi. Condotto da Sisi Abbondanza e Claudio Ascoli. Lunedì e mercoledì dalle 21 alle 23. Inscrizione: 50 euro. Quota mensile: 60 euro.
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L'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona "OPERA PIA L. E G. VANNI" dal 29 settembre 2009 il centro di riabilitazione realizza progetti di: attività motoria preventiva adattata: PER LA PREVENZIONE E LA CURA DI ALGIE VERTEBRALI, PER LE MALATTIE DEL METABOLISMO, SOVRAPPESO - OBESITA’, DIABETE MELLITO TIPO II
• POSTUROLOGIA DINAMICA La posturologia dopo anni di esperienze cliniche e sperimentali vanta oggi uno spazio significativo nella medicina,intesa soprattutto come prevenzione di alcune patologie ed algie vertebrali, e si riscontra come metodo di cura. Cosa si intende per postura corretta? La condizione in cui il nostro corpo si trova in equilibrio sia in forma statica che dinamica. Quando si accusano dolori muscolari alle articolazioni, alla schiena, allora la nostra postura è disarmonica e può essere la causa di disturbi di varia gravità: cefalea, lombalgia, sciatalgia, coxalgia, gonalgia, artrosi e osteoporosi, cervicalgia, periartrite al cingolo scapolo-omerale e dolorosità diffusa alla schiena, portando conseguenze di dolori cronici aumentandone una predisposizione dei traumi.La posturologia è una disciplina che si occupa proprio di questo attraverso una ginnastica posturale con esercizi specifici adattati alla persona, mobilizza le articolazioni, migliora l'elasticità muscolare e tonifica quei muscoli responsabili del benessere fisiologico della nostra schiena
• PATOLOGIE DEL METABOLISMO L'eccesso di calorie, determinate dal troppo mangiare e dalla sedentarietà può determinare un aumento di peso corporeo che spesso crea delle condizioni cliniche poco favorevoli al nostro benessere psicofisico. Il sovrappeso e l'obesità sono spesso il risultato di un eccessivo introito alimentare rispetto al nostro dispendio di energie. Una sana e regolare attività fisica, oltre che avere attenzione per i cibi che mangiamo, è spesso la soluzione al problema, in quanto riduce la massa grassa e quindi il tessuto adiposo, tonifica, mantenendo la massa magra ed i nostri muscoli più tonici. Numerose ricerche hanno dimostrato che la pericolosità del grasso in eccesso è maggiore quando l'accumulo si verifica entro la cavità addominale. Purtroppo il sovrappeso e l'obesità sono causa di malattie cardiovascolari come l'ipertensione, e aumentano i fattori di rischio come l'infarto e la stasi venosa. Anche il Diabete Mellito T ipo II è una conseguenza grave dell'eccesso di peso. Per non parlare del sistema muscolo scheletrico con rischio di artrosi, osteoartriti alla ginocchia, alle anche, i piedi piatti e tutto questo porta, come conseguenza a problemi di postura fisiologica. L'eccesso di peso comporta anche un appesantimento dell'apparato respiratorio ed un aumento delle malattie respiratorie.
• PROGETTO MOTORIO Dopo un anno di sperimentazione nel nostro centro, avendo conseguito ottimi risultati l'Azienda "Opera Pia Vanni" in accordo anche con i medici del territorio ha confermato la validità del progetto di prevenzione e cura rivolti al benessere psicofisico della persona. Il progetto motorio è realizzato e seguito dalla Dott.ssa Agresti Antonella, Laureata presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e specializzata in Scienze e Tecniche della attività motoria Preventiva Adattativa. Per individuare il progetto adeguato per ogni persona sarà cura della Dott.ssa fissare un colloquio ed una visita. Grazie ai dati impendenziometrici e stabilometrici si avrà una valutazione individuale del paziente. Il progetto motorio è realizzato in gruppo per un totale massimo di 8 persone e per più cicli. Il progetto prevede una frequenza bisettimanale. Ogni ciclo comprende 10 lezioni al termine del quale ogni paziente verrà rivalutato.
IL PROGETTO ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Impruneta Tel. 055 2311180 Fax 055 2311157 e-mail: info@operapiavanni.it dal Lunedì al Sabato dalle ore 9.00 alle 12.00 Uff. Segreteria
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PER INFORMAZIONI rivolgersi all'Azienda "Opera Pia Leopoldo e Giovanni Vanni" Via Vanni, 23 50023 Impruneta