La Subfornitura n. 5 - Ottobre 2024

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la ubfornitura

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ATTUALITÀ

Intervista a Stefano Valvason, direttore generale di A.P.I.

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UTENSILI

Massimizzare la produttività in un mercato sfidante

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TRANSIZIONE DIGITALE

Dati chiari e di qualità per migliorare il time-to-market

La curiosità è la molla di ogni scoperta.

Produzione molle in acciaio per tutte le applicazioni industriali, minuterie metalliche e particolari sagomati in filo e nastro.

Via della Meccanica, 14

37139 VERONA (Zona industriale Basson)

Tel. +39 045 8510066 - Fax. +39 045 8510012 molle@gardesano.it - gardesano.it

Mollificio Gardesano, intuito e passione

L’attività del Mollificio Gardesano S.p.A. comprende la produzione di elementi elastici metallici, più comunemente chiamati molle e minuterie metalliche.

Sorto nel 1953 per iniziativa di Ubaldi Bruno, il Mollificio Gardesano S.p.A. si è poi sviluppato, anche con l’apporto dal 1955 del figlio del fondatore, Ettore, fino a raggiungere le caratteristiche di piccola industria, con insediamento in sede più adeguata nel 1960 Nel 1981, in concomitanza con l’entrata in azienda di Ubaldi Carlo, nipote del fondatore Bruno, il Mollificio Gardesano S.p.A. si trasferiva nella nuova ed attuale sede, situata nella funzionale Z.i. “Basson” di Verona.

L’azienda occupa mediamente 40 dipendenti su un area totale di 5.400 mq.

Filosofia aziendale è il costante sviluppo tecnologico con l’inserimento di macchinari produttivi d’avanguardia e la conseguente possibilità di ampliare la propria gamma di prodotti.

L’azienda è completamente disponibile a tutte le esigenze del Cliente, sia produttive che di tempistica, sia come consulenza per la definizione del progetto e di conseguenza dell’elemento elastico più adatto alle necessità del Cliente stesso.

L’azienda è inoltre attenta anche ai continui sviluppi del mercato per quanto riguarda l’utilizzo di nuovi materiali e di nuove lavorazioni atte alla realizzazione di prodotti più affidabili e rispondenti alle esigenze ed agli standard richiesti dai commitenti.

Sistema Qualità

Con lo scopo di soddisfare le richieste sempre più esigenti della Clientela ed assicurare precisione ed affidabilità al processo produttivo, il Mollificio Gardesano S.p.A. si è dedicato allo sviluppo e alla realizzazione del progetto Qualità, ottenendo la Certificazione Aziendale, secondo la normativa di riferimento “UNI EN ISO 9001”.

Materiali Lavorati:

• Acciaio Inox 304/316/303/307

• Inconel628, Alloy, Monel

• Acciai comuni da costruzione;

• Acciai speciali;

• Acciai automatici e leghe leggere;

• Materiali plastici.

Lavorazioni eseguite:

• Tornitura da barra fino a Ф65

• Tornitura di ripresa fino a Ф 180

• Fresatura 4/5 assi fino a 800x400x300

• Produzione ingranaggi e dentatura

• Piccoli assemblaggi di precisione

F.lli Locatelli s.r.l. meccanica di precisione dal 1967

Settori di sbocco:

• Aeronautico e navale

• Costruttori di macchine/impianti

• Elettromeccanico

• Illuminotecnica

• Raccorderia speciale o ad alta pressione

• Settore Petrolchimico

• Valvole e piccoli gruppi premontati

• Ruote dentate e ingranaggi

• Medicale

• Settore alimentare

SOMMARIO

Tecnologia, sostenibilità e persone per raggiungere l'eccellenza

Una mano tesa alle PMI che credono nel cambiamento

Un Data Space dedicato alle macchine utensili

Massimizzare la produttività in un mercato sfidante I sensori al servizio della visione artificiale Uomo-macchina: una collaborazione a prova di sicurezza

Editoriale

La formazione che salverà l'industria (E. De Vecchis)....4

Storia di copertina

Tecnologia, sostenibilità e persone per raggiungere l'eccellenza (A.Bignami, E. De Vecchis) 6

Attualità

Una mano tesa alle PMI che credono nel cambiamento ... 10 Tecnologie per il legno: ordini in contrazione del 2,8% 14

La metalmeccanica italiana subisce il calo dell'industria europea 16

Notizie Attualità 19

Appuntamenti

Dalle start-up ai grandi player: SPS porta a Norimberga un concentrato di innovazione 21

Utensili

Ottimizzare la produzione attraverso il monitoraggio intelligente dei dati 22

Macchine Utensili

Un data Space dedicato alle macchine utensili ...........23

Sensori forza/coppia multiasse dedicati ai robot 25

Utensili

Massimizzare la produttività in un mercato sfidante (E. De Vecchis, S. Ghioldi) 26

Sicurezza

Abbigliamento da lavoro ispirato alle esigenze di atleti e sportivi 30

Componenti

Giunti e componenti per un mercato in evoluzione 32

Gamma di passacavi con telaio scomponibile .............33

Transizione Digitale

Inaugurato il laboratorio multidisciplinare per la "buona" Intelligenza Artificiale 35

Dati chiari e di qualità per migliorare innovazione e time-to-market 36

La piattaforma di intelligenza industriale che velocizza i processi decisionali in diversi settori

Materiali

Cavi sicuri e sostenibili con il sigillo "PFAS-free" 39

Automazione

Filigrana digitale e sistemi di visione per migliorare l'automazione

Una tecnologia intelligente per lo stoccaggio del carbonio

Robotica I sensori al servizio della visione artificiale 42 Sistema di visione per il prelievo dei pezzi

LA FORMAZIONE CHE SALVERÀ L'INDUSTRIA

Nel 2024 la metalmeccanica non se la sta passando molto bene. Dalla 171esima Indagine Congiunturale di Federmeccanica emerge come, in Italia, nel secondo trimestre dell'anno in corso sia proseguita in maniera moderata l’espansione del PIL (+0,2%) mentre continua il calo nell’industria in senso stretto. Nel corso dei primi sei mesi del 2024, l’export italiano ha risentito della debolezza del commercio mondiale ancora condizionato dai tanti fattori di incertezza che caratterizzano il contesto internazionale. Le esportazioni metalmeccaniche nella prima metà dell'anno si confermano negative e la dinamica trimestrale, non solo convalida il trend discendente ma, nel secondo trimestre, evidenzia un nuovo inasprimento (-4,3% dopo il -2,0% del primo trimestre).

Causa di tutto questo è anche la difficile fase economica che stiamo vivendo oramai da diversi anni, abbinata all’incertezza sulla sua evoluzione futura che sta condizionando significativamente la produzione del settore metalmeccanico; inoltre, le tensioni geopolitiche in aree strategiche, soprattutto per quel che riguarda le catene di approvvigionamento, rendono sempre più difficile il contesto nel quale devono operare le imprese del settore, con pesanti ricadute anche sulla loro capacità di competere. Tra le difficoltà apparentemente più gestibili, c'è poi la carenza di manodopera. Per le aziende disporre di personale qualificato è una questione strategica per affrontare le sfide future eppure, a giugno 2024, la quota di imprese che ha dichiarato di incontrare difficoltà nel reperire i profili professionali essenziali per lo svolgimento dell’attività aziendale è stata pari al 69%. Perché è vero, viviamo un momento storico

caratterizzato da un declino demografico strutturale, denatalità e invecchiamento della popolazione, ma anche fragilità sia tra i giovani sia nella fascia di maturità e terza età. Tutto questo ha generato dei nuovi bisogni che le imprese stanno cercando di approfondire e di colmare, a partire dalla formazione, che deve essere incentivata il più possibile.

Il tema è ben rappresentato dalla riforma Valditara, attiva da settembre del 2024. Questa, infatti, risponde alla necessità di avvicinare i percorsi scolastici alle reali esigenze delle aziende, soprattutto in settori come la manifattura, la tecnologia e l'innovazione nonché a snellire e rendere più efficiente il percorso educativo per chi sceglie un indirizzo tecnico o professionale. La riforma punta a rimodulare il percorso educativo degli Istituti Tecnici (IT) e degli Istituti Professionali (IP), introducendo un sistema che prevede 4 anni di scuola secondaria superiore (invece degli attuali 5 anni) e successivamente 2 anni di specializzazione negli ITS (Istituti Tecnici Superiori). Gli ITS sono percorsi post-diploma orientati all'alta formazione tecnica, strettamente legati al mondo del lavoro e alle imprese. L'obiettivo è dunque quello di aumentare l'occupabilità e rispondere meglio alle esigenze del tessuto industriale e produttivo italiano in cerca sì, di personale qualificato, ma anche di risorse capaci di confrontarsi con un'industria sempre più in evoluzione, digitale e robotica. Un'industria in cui uomo e macchina sappiano collaborare e dialogare e in cui l'automazione sia vista come potenziale alleato e non un nemico da combattere: un'idea che deve andare a braccetto con quelle nuove generazioni da formare, pronte a sviscerare il più possibile le potenzialità dell'Industria 4.0.

di Eva De Vecchis

IL DIGITALE È PER TUTTE LE

Siamo arrivati quasi a conclusione del primo semestre 2023 e, oltre ai primi dati del settore manifatturiero che iniziano ad emergere, si è parlato molto di una

sostituire l’attuale Direttiva macchine 2006/42/CE. Si

che affronta un nuovo tipo di industria, più smart e più automatizzata rispetto alla precedente direttiva. Per questo la nuova proposta di regolamento riguarda anche le macchine e i prodotti altamente digitalizzati come i robot o le stampanti 3D per la fabbricazione:

incontro a una necessità ormai decisiva per l’industria

utilizzata dalle imprese italiane, in particolare quelle

nostro Paese, il mercato dell’Intelligenza Artificiale

milioni di euro (+21,9%) e, tra il 2022 e il 2025, è previsto che l’AI raggiunga i 700 mln con un tasso di crescita medio annuo del 22%, ancora poco rispetto ad altri paesi europei, ma qualcosa per gli standard della penisola.

“L’intelligenza artificiale applicata all’impresa, nell’immaginario comune, è spesso associata ad attività legate ai giganti del settore tech”, ha dichiarato Giovanni Baroni, presidente di Piccola di impresa, un fenomeno che, almeno in Lombardia,

aggiunto della manifattura. Ma non solo, le PMI che ancora investono poco nel digitale, rappresentano il 99% del nostro tessuto imprenditoriale, per questo oltre alle risorse del PNRR è importante partire dal territorio, dal confronto tra e con le piccole e medie imprese. Solo così è possibile fare la differenza e avvicinarsi in maniera consapevole a una risorsa immensa come l’AI.

INTERVISTA

Chiari Bruno affronta le tante e complesse sfide nel settore dei profilati estrusi puntando su Industria 5.0, diversificazione dei mercati e responsabilità sociale.

a cura di Eva De Vecchis e Alessandro Bignami

Quante sono le sfide del presente? Molte, secondo Chiari Bruno – azienda bresciana con quasi 50 anni di esperienza nel campo della lavorazione dei profilati di alluminio – a partire dal rallentamento europeo della produzione industriale e l’aumento dei costi delle materie prime ed energetici che hanno impattato negativamente sul settore. Uno scenario complesso che ha però spinto molte aziende a ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso delle risorse. Chiari Bruno, dal canto suo, ha risposto a queste sfide investendo in macchine ispirate ai paradigmi dell'Industria 5.0 e in sistemi di taglio di nuova generazione capaci di eseguire tagli precisi, minimizzando lo scarto. A questo si aggiunge la consapevolezza – da parte di una realtà che guarda sempre avanti – della forte connessione tra tecnologie e sostenibilità: perché dove c'è innovazione c'è anche cura per le persone e senso di responsabilità. La Subfornitura ha parlato di questo e altri temi con la Presidente del Cda Roberta Chiari e Domenico Codoni, Socio e Amministratore di Chiari Bruno.

Come si sta concludendo il 2024 per Chiari Bruno?

"Il 2024 dovrebbe registrare il medesimo fatturato dell’anno pre -

Tecnologia, sostenibilità e persone per raggiungere l'eccellenza

cedente. Le stime basate sui dati gennaio-luglio sono infatti allineate ai valori 2023. Sono piuttosto fermi i clienti “Brand” mentre abbiamo una certa dinamicità da parte di alcune estrusioni, anche se ci sono gli stessi sintomi dello scorso anno con scarsa visibilità degli ordinativi a breve termine. Nonostante questa situazione molto complessa siamo riusciti, nel corso dell’anno, ad acquisire nuovi clienti e a consolidare i rapporti con quelli storici tramite azioni specifiche di supporto e di continua cura del

cliente. Ci stiamo inoltre approcciando ormai da tempo a mercati diversi rispetto al Nord Italia, in particolare all’estero, e cominciamo a vedere i primi frutti".

La produzione industriale ha dato segni di rallentamento quest’anno. Sulla base della domanda dei vostri componenti e servizi, quali sono i settori che vede più in difficoltà e quali i più vivaci?

"Sicuramente l’automotive è tra i più in difficoltà, non solo per la

Il team di Chiari Bruno

riduzione della domanda di veicoli a combustione interna, ma anche per la transizione verso l'elettrico, che sta mettendo sotto pressione molte aziende della filiera. Le incertezze sulle normative ambientali, insieme alla carenza di componenti, hanno ulteriormente rallentato la produzione e creato difficoltà nell'intera catena di fornitura. Nonostante la cancellazione del Superbonus 110%, il settore delle costruzioni e l’edilizia mantiene una certa vivacità a breve/ medio termine, ma non è detto che questa situazione si mantenga nel tempo. La crescita dei prezzi delle materie prime, unita all'incertezza economica, potrebbe ridurre gli investimenti in nuove costruzioni, soprattutto nelle infrastrutture. Tra i settori in crescita quello dell’energia rinnovabile sta mostrando segni di grande dinamismo. L’aumento degli investimenti in energia solare ed eolica sta spingendo la domanda di alluminio per pannelli solari e turbine eoliche e tutti i loro componenti. Anche le soluzioni di stoccaggio energetico stanno alimentando la richiesta di componenti in alluminio per la loro leggerezza e resistenza. Altri settori in particolare fermento sono il medicale e quello dei macchinari e attrezzature per l’industria alimentare. La nostra azienda ha come mission, da sempre, quella di diversificare i propri mercati di riferimento per far fronte a queste dinamiche contrastanti e di restare in questo modo competitivi".

Qual è la situazione attuale del settore profilati estrusi e quale approccio state mettendo in campo nei suoi confronti?

"Il settore dei profilati estrusi in alluminio sta affrontando un periodo di sfide e opportunità legate a vari fattori economici e tecnologici. Da un lato, il rallentamento globale della produzione industriale e l’aumento dei costi delle materie

prime, inclusi energia e alluminio grezzo, hanno impattato negativamente sul settore. Dall’altro, la crescente domanda di soluzioni sostenibili e leggere in settori come le energie rinnovabili, il trasporto elettrico e l’edilizia verde sta aprendo nuove opportunità. I costi energetici elevati hanno aumentato le spese di produzione, mentre la volatilità dei mercati delle materie prime ha reso difficile mantenere margini di profitto stabili. Questo ha spinto le aziende a cercare soluzioni più efficienti in termini di produzione e a migliorare i processi per ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso delle risorse. Mentre alcuni settori tradizionali,

come l'automotive, stanno affrontando un calo della domanda, altri settori, come le infrastrutture green, l’elettronica e le energie rinnovabili, continuano a richiedere profilati estrusi in alluminio. Le caratteristiche di leggerezza, conducibilità, resistenza e riciclabilità dell’alluminio lo rendono la scelta ideale per soluzioni sostenibili".

Avete notato una maggiore richiesta da parte delle aziende di profilato a basso contenuto di piombo o comunque più ecosostenibile? Questa scelta influisce sulle modalità di taglio del materiale?

"Negli ultimi anni, abbiamo notato un aumento significativo dei profilati

a basso contenuto di piombo e di soluzioni più ecosostenibili da parte di aziende che operano in settori diversi, in particolare automotive, oleodinamica, edilizia, e beni di consumo. Sono molti i clienti che stanno attraversando una complicata fase di cambio della lega nei loro prodotti. Questa tendenza è trainata da normative ambientali sempre più stringenti, come le direttive europee REACH e RoHS, che limitano l’uso di sostanze pericolose, inclusi piombo e altri metalli pesanti, oltre che dalla crescente consapevolezza ambientale dei consumatori.

Le aziende sono sempre più orientate verso materiali che abbiano un impatto ambientale ridotto sia nella fase di produzione che nel ciclo di vita del prodotto. I profilati in alluminio, grazie alla loro riciclabilità e alla possibilità di ridurre il contenuto di elementi nocivi come il piombo, sono particolarmente adatti a soddisfare questa domanda.

Questa scelta di materiali più ecologi-

ci non solo incide sulla composizione dei profilati, ma influisce anche sui processi produttivi, inclusi quelli di taglio e lavorazione. I profilati a basso contenuto di piombo o con leghe speciali richiedono spesso attrezzature di taglio più precise e una maggiore attenzione ai parametri di lavorazione per mantenere la qualità del materiale e le sue caratteristiche meccaniche. La riduzione di piombo può influire sulle proprietà di duttilità del materiale, per cui è necessario rivedere i parametri standard (quelli che si utilizzano per le leghe ‘normali’) per ottenere un risultato ottimale. Anche l’usura degli strumenti può aumentare leggermente, richiedendo una manutenzione più frequente. L’attenzione all’ecosostenibilità si riflette anche nella volontà di ridurre al minimo gli sprechi di materiale durante il processo di lavorazione. Per questo, stiamo investendo in tecnologie che ottimizzano il processo di taglio,

"Vogliamo investire ulteriormente nell’efficienza energetica, un obiettivo che si collega alla nostra ambizione di intraprendere il percorso verso il modello delle aziende Benefit, che mette al centro non solo il profitto, ma anche il benessere delle persone, la cura per l’ambiente e la responsabilità sociale"

riducendo al minimo gli scarti e migliorando l’efficienza complessiva del ciclo produttivo. In sintesi, la crescente domanda di profilati a basso contenuto di piombo e più ecosostenibili ha un impatto significativo anche sui processi di lavorazione. Questo richiede alle aziende di aggiornare le tecnologie di taglio e ottimizzare i processi produttivi per mantenere elevati standard di qualità e sostenibilità".

Avete investito in nuovi sistemi di taglio o avete in programma di farlo?

"Sì, a partire dal 2021 abbiamo avviato un importante progetto di investimenti in attrezzature e macchinari all’avanguardia, grazie anche ai contributi del programma Industria 4.0. Questo ci ha permesso di aggiornare tutte le nostre linee di taglio e lavorazione, rendendole più efficienti e tecnologicamen -

La sede di Chiari Bruno a Chiari (BS)

te avanzate. Abbiamo investito in sistemi di taglio di nuova generazione, in grado di gestire una vasta gamma di dimensioni e tipologie di profilati, sia per componenti di piccole dimensioni che per profilati di medie e grandi dimensioni. Le nuove tecnologie ci permettono di eseguire tagli ad alta precisione, minimizzando lo scarto, migliorando la qualità del prodotto finale e ottimizzando i tempi di lavorazione. I nuovi centri di lavoro che abbiamo installato offrono maggiore flessibilità e automazione, consentendo un'integrazione fluida con le nostre linee di produzione. Questo ci ha permesso di incrementare la capacità produttiva e di ridurre i tempi di set-up, con un significativo miglioramento dell’efficienza operativa. Inoltre, questi nuovi sistemi ci consentono di rispondere meglio alle richieste di personalizzazione da parte dei nostri clienti, mantenendo elevati standard qualitativi e ridu-

cendo al minimo gli scarti. Continuiamo a monitorare le evoluzioni tecnologiche per assicurare che le nostre linee produttive siano sempre al passo con le esigenze del mercato".

C’è un progetto a cui tenete particolarmente e che vorreste concretizzare nei prossimi mesi? "Stiamo finalizzando proprio in questi giorni l’acquisto di alcu -

ne nuove macchine secondo i paradigmi dell’Industria 5.0, che non si limita solo alla connessione digitale tra uffici e produzione, ma pone un’attenzione particolare alla sostenibilità, ai consumi energetici e al benessere delle persone. Uno dei progetti a cui teniamo particolarmente è quello di rendere la nostra azienda sempre più orientata alla sostenibilità, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Vogliamo investire ulteriormente nell’efficienza energetica, adottando soluzioni innovative che riducano l’impatto ambientale della nostra produzione e ci permettano di essere più attenti al territorio circostante. Questo obiettivo si collega alla nostra ambizione di intraprendere il percorso verso il modello delle aziende Benefit, che mette al centro non solo il profitto, ma anche il benessere delle persone e la cura per l’ambiente e la responsabilità sociale.

Per noi, l’innovazione tecnologica va di pari passo con una visione aziendale più responsabile e sostenibile, in cui la tecnologia è uno strumento per migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire positivamente alla comunità. Nei prossimi mesi, lavoreremo per concretizzare questo progetto, costruendo una realtà aziendale che valorizza l’ambiente, il territorio e le persone che ne fanno parte".

INTERVISTA A STEFANO VALVASON

Le PMI sono il motore dell'industria italiana. Per crescere ed evolversi però hanno bisogno di chi, come A.P.I., creda nel loro potenziale offrendo un supporto a 360 gradi che ha tra i cardini la sostenibilità e l'intelligenza artificiale.

A cura di Eva De Vecchis

Non sempre le Piccole e Medie Imprese sono pronte ad affrontare le sfide del presente. In certi casi può essere importante affidarsi a chi sa quale direzione sia meglio percorrere. L’impegno di A.P.I. è proprio questo: dare i giusti strumenti alle realtà imprenditoriali che sentono di voler fare di più, crescere a livello tecnologico, riprogettare il proprio business e migliorare il proprio prodotto, la propria organizzazione o i propri processi e adattarsi così a un mercato in continua evoluzione. "A.P.I. accompagna le imprese in un percorso concreto", spiega a La Subfornitura Stefano Valvason, Direttore Generale A.P.I. (Associazione Piccole e Medie Industrie). "Le supporta nel pianificare e attuare azioni che realmente possano essere utili al business". Tra queste, il check-up sostenibilità – che permette di avere una fotografia ESG dell’azienda e di ragionare sulle aree di miglioramento e sugli interventi – ma anche il progetto “A.P.I. per la Transizione 5.0” che mette al centro l’intelligenza artificiale: uno stru -

ATTUALITÀ

Una mano tesa alle PMI che credono nel cambiamento

mento fondamentale per tutte le realtà che hanno voglia di innovarsi e restare competitive.

Stefano Valvason, quanto è importante il ruolo delle PMI in Italia e come queste vengono supportate da A.P.I.? "In Italia oltre il 99% delle imprese occupano meno di 50 dipendenti, sono quindi l’ossatura del Paese. Voglio essere più incisivo rispondendo con la concretezza dei numeri del sistema A.P.I. che conta circa 2.000 imprese. La media dei dipendenti è 20; la percentuale di imprese familiari è 90% e generano un giro d’affari di 10 miliardi di euro ogni anno. Basterebbe questo a rimettere al centro dell’agenda politica il sostegno alle PMI.

La piccola e media industria crea occupazione duratura e qualificata, valorizza e stimola la competitività del paese, è impegnata in percorsi di sostenibilità che coinvolgono il territorio in cui opera e tutta la filiera e, innovando, fa ‘start-up’ ogni giorno. Questi non sono solo slogan. Dietro a ognuna di esse, infatti, ci sono genio, passione, voglia di fare impresa ma, soprattutto, persone.

A.P.I., nata nel 1946, genera valore per le PMI, supportandole su molteplici versanti - dalla rappresentanza istituzionale, al sostegno della competitività, alla diffusione della ‘cultura d’impresa’ e della managerializzazione, all’assistenza tecnica, al risparmio energetico e da fonti

sostenibili, alla formazione continua, alla presentazione di nuove opportunità per lo sviluppo imprenditoriale, alla contaminazione di esperienze attraverso il confronto, fino alla promozione di incontri e iniziative dedicate alle specifiche esigenze aziendali.

Tutela, efficienza, sviluppo, innovazione, sostenibilità, networking sono le aree strategiche di A.P.I. per garantire alle imprese di entrare a far parte di una community di imprenditori che guardano avanti per lo sviluppo delle PMI.

Tra gli aspetti chiave di questo periodo storico c’è l’importanza di costruire un ponte tra le generazioni, che siano di lavoratori o di imprenditori. Infatti, è un’azione oramai imprescindibile per garantire la continuità delle PMI e per promuovere un solido futuro per il sistema manifatturiero".

Stefano Valvason, Direttore Generale di A.P.I., Associazione Piccole e Medie Industrie

Tematiche come la sostenibilità e l’intelligenza artificiale sono ormai all’ordine del giorno ed entrambe influenzeranno la gestione dell’impresa del futuro. Come le PMI possono raggiungere questi obiettivi e qual è il supporto offerto da A.P.I?

"Attraverso la sostenibilità e l’intelligenza artificiale – leve di business – è possibile dare nuovo slancio alle PMI per crescere, dare continuità all’azienda rafforzandone le professionalità, competere nei mercati internazionali e aumentare l’attrattività verso i giovani.

Non è più possibile procrastinarne gli investimenti e l’inserimento di questi asset nella strategia aziendale. Per continuare a crescere nei prossimi anni, è necessario, infatti, guardare avanti con elasticità e propensione al cambiamento.

L’impegno di A.P.I. è stimolare gli imprenditori e accompagnarli, dando strumenti alle imprese interessate alla crescita tecnologica, allo sviluppo di nuove idee, alla riprogettazione del proprio business nell’innovazione di prodotto, in quella organizzativa, e

nei processi, per adattarsi alle condizioni di mercati in continua evoluzione.

A.P.I. accompagna le imprese in un percorso concreto, supportandole nel pianificare e attuare azioni che realmente possano essere utili al business. Non solo con webinar gratuiti e incontri dedicati, ma con strumenti concreti. Per esempio, è molto richiesto il check-up sostenibilità, gratuito per le associate, che permette di avere una fotografia ESG dell’azienda e di ragionare sulle aree di miglioramento e sugli interventi.

L’Associazione ha, inoltre, recentemente avviato il progetto ‘A.P.I. per la Transizione 5.0’, con la collaborazione sinergica dei servizi finanziario, energia e fiscale gestionale societario.

L’approccio multidisciplinare consente di supportare le PMI in modo completo e di avere una visione complessiva dell’agevolazione e di come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento a servizio delle persone in azienda.

L’attenzione è alta, lo abbiamo visto attraverso la grande la partecipazione degli imprenditori

ATTUALITÀ

agli eventi sull’intelligenza artificiale come ‘PMI&Giovani, tra AI e patto generazionale’ , organizzato nell’ambito del progetto M.I.A Lombardia, Manufacturing Innovation Alliance – European Digital Innovation Hub. Co-funded by the European Union, che ha rappresentato l’opportunità per confrontarsi su quali siano le leve per avvicinare i giovani alle PMI, sempre più coinvolte dall’avvento delle innovazioni e dalle opportunità legate all’intelligenza artificiale e alla sostenibilità".

Le PMI, da sole, sono in grado di agire verso un percorso sostenibile o, invece, hanno bisogno di supporti esterni?

Se sì, quali sono?

"Spesso le aziende sono focalizzate sulla quotidianità: clienti, fornitori, ordini, costi… e non hanno tempo per ‘alzare la testa e guardare oltre’ o risorse per affrontare da sole il cambiamento. Per questo ci siamo noi e anche in questa nuova sfida A.P.I. è al fianco delle aziende con la sua ‘fabbrica’ di idee e progetti su misura creando opportunità per fare la differenza.

Abbiamo già iniziato con il check up sostenibilità e stiamo supportando tante associate dal bilancio di sostenibilità alle certificazioni, come quella ambientale o della parità di genere. Abbiamo uno staff di professionisti che possono supportare le imprenditrici, gli imprenditori e i loro collaboratori nella risoluzione di problemi anche complessi, con

approccio multidisciplinare, multiservizio e customer oriented. Il rapporto con le aziende associate non è cliente-fornitore, ma una condivisione di intenti e di progettualità per la crescita tra chi sta dalla parte dell’impresa. C’è poi bisogno di partecipare attivamente anche ai tavoli istituzionali, collaborare con enti e istituzioni private, pubbliche e con il mondo accademico per portare avanti le istanze delle PMI, che non sono di certo quelle delle grandi aziende".

Dal canto loro, cosa devono fare le Piccole e Medie Imprese per avvicinarsi alla sostenibilità e quanto è importante, in questo senso, il ruolo dei lavoratori, delle competenze e dei talenti? "La sostenibilità e l’innovazione ci spingono a riconsiderare un modello di crescita che si basi sulla qualità della produzione, sul rispetto per l'ambiente e sulla valorizzazione delle persone e della conciliazione vita lavoro. Si tratta di un cambiamento attuabile non solo sostituendo gli impianti più inquinanti, per esempio, ma lavorando sulle competenze e sui talenti, mostrando una nuova prospettiva. Da qui i corsi di formazione e gli incontri che organizziamo in Associazione, come le community, per stimolare la ‘cultura di impresa’. Confrontarsi e contaminarsi per crescere: sulla gestione aziendale, sulle reciproche esperienze con case history e best practice. Nel cambiamento sicuramente ci possono aiutare i più giovani,

"La lungimiranza dell'imprenditore si manifesta nella capacità di guardare avanti, comprendere le tendenze e identificare le leve che plasmeranno le piccole e medie imprese del futuro, preparandole per ciò che verrà"

anche se da tempo è emersa la difficoltà delle PMI a inserire nuove e qualificate figure professionali in azienda. A.P.I. è impegnata nel rafforzare il dialogo e il rapporto di collaborazione con Istituzioni, Scuole, Università ed Enti. L’obiettivo è costruire un ponte tra le generazioni, che siano di lavoratori o di imprenditori, infatti, è imprescindibile per garantire la continuità delle PMI e per promuovere un solido futuro per il sistema manifatturiero".

Da un sondaggio realizzato da A.P.I è emerso che il 27% degli imprenditori afferma che l’intelligenza artificiale è già presente nella loro quotidianità. Questo numero è destinato a crescere? E quanto conta l'evoluzione digitale per la sostenibilità delle imprese? "L'intelligenza artificiale sta diventando una componente sempre più centrale non solo nella vita delle imprese, ma anche nel nostro quotidiano. Gli imprenditori stanno riconoscen -

L'evento organizzato da A.P.I. sui temi dell'Intelligenza Artificiale e dei giovani

do questa tendenza e si stanno orientando verso un aumento degli investimenti tecnologici, nonché verso lo sviluppo delle competenze dei propri collaboratori. L'AI rappresenta ormai una strada obbligata. Per questo il dato del 27%, sarà una percentuale sempre più destinata a crescere.

La lungimiranza dell'imprenditore si manifesta nella capacità di guardare avanti, comprendere le tendenze e identificare le leve che plasmeranno le piccole e medie imprese del futuro, preparandole per ciò che verrà. Questo include anche la capacità di adattarsi a ciò che non possiamo prevedere, abbandonando il vecchio adagio ‘ho sempre fatto così’.

In un contesto in cui le macchine sono sempre più interconnesse, sostenibilità e intelligenza artificiale non sono in contrasto, ma devono essere parte della visione aziendale. Un esempio concreto è rappresentato dalle modalità attuative del credito d’imposta Transizione 5.0, uno strumento fondamentale per promuovere l’innovazione e la sostenibilità nelle imprese italiane".

Secondo i dati di Nomisma nel 2024 saranno più di 6.000 le PMI italiane e oltre 50.000 le aziende in tutta Europa che avranno l'obbligo di pubblicare il proprio report di sostenibilità, con dati e informazioni relative all'anno precedente. Senza entrare nel dettaglio, cosa si aspetta dai risultati delle imprese italiane?

"Ci aspettiamo che i risultati delle imprese italiane riflettano un impegno crescente verso pratiche sostenibili e una gestione più consapevole delle risorse. Ci vuole però una governance convinta e coinvolta nel cambiamento. Se accompagnate e informate, le aziende che sapranno inte -

grare la sostenibilità nelle loro strategie operative, non solo contribuiranno positivamente all’ambiente e alla società, ma otterranno vantaggi competitivi significativi.

In particolare, ci aspettiamo di vedere progressi in aree quali: la produttività, l’efficienza dei processi aziendali, la riduzione dei tempi di evasione degli ordini, la riduzione delle emissioni di CO2, l’adozione di energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la gestione responsabile dei rifiuti, il welfare e la formazione. Inoltre, prevediamo che le imprese più virtuose saranno in grado di attrarre maggiori investimenti,

di accedere a nuovi mercati e di migliorare la loro reputazione. Senza dimenticare che i giovani vogliono lavorare in imprese nelle quali possono identificarsi nei valori, è quindi necessario che queste siano sostenibili per essere attrattive.

Siamo fiduciosi che le PMI sapranno cogliere questa opportunità per dimostrare il loro valore e il loro impegno verso un futuro più sostenibile. Sta ad A.P.I. mostrarne la fattibilità e dialogare con le istituzioni per ridurre al minimo i balzelli e la burocrazia che affossano la possibilità di accedere alle agevolazioni".

DATI ACIMALL

Tecnologie per il legno: ordini in contrazione del 2,8%

Continua, per il mondo delle tecnologie per la lavorazione del legno e l’industria del mobile la lunga stagione di contrazione degli ordini che perdura oramai da ben nove trimestri ed è certamente la conseguenza più evidente dell’entusiasmante crescita messa a segno dal settore e dalla economia in

generale nel biennio “post Covid”. Ma veniamo alle cifre, riportate nella indagine trimestrale realizzata dall’Ufficio studi dell'associazione confindustriale Acimall: i dati relativi al periodo aprile-giugno 2024 rivelano una contrazione complessiva degli ordini del 2,8% rispetto allo stesso periodo 2023. Gli ordi-

IMPIANTO DI VERNICIATURA

ni dall’estero rimangono invariati, mentre gli ordini interni segnano un ulteriore calo del 5,9% rispetto a dodici mesi fa. Il portafoglio ordini scende a 2,9 mesi di produzione assicurata; i prezzi dal primo gennaio 2024 sono aumentati dello 0,9%.

L’indagine qualitativa rivela che il 45% del campione delle aziende intervistate prevede una sostanziale stabilità della produzione, mentre il 50% si aspetta una ulteriore diminuzione e solo il 5% propende per una crescita. In tema di occupazione gli intervistati – che, ricordiamolo, appartengono a un campione rappresentativo dell’intero settore –per l’80% si pronunciano a favore della stabilità e il restante 20% si attende una contrazione.

Giacenze stabili per il 55% degli intervistati, in aumento per il 20% e in diminuzione per il restante 25%.

Una atmosfera confermata dai dati relativi alla indagine previsionale: per quanto riguarda il mercato interno il 50% del campione propende per un futuro a medio e breve termine sostanzialmente stabile, il 5% immagina un momento di crescita e il 45% aspetta una stagione di decrescita. Opinioni che sono piuttosto “allineate” anche a proposito del mercato estero: il 50% crede in un andamento stabile, le cose peggioreranno per il 35% degli intervistati e il 15% (dunque un 10% di “maggiore ottimismo” sul versante estero) conta sul fatto che la domanda dal resto del mondo possa farsi più sostenuta.

Dürr: protezione superficiale a elevata efficienza energetica

L’impianto di verniciatura, attualmente in costruzione come soluzione chiavi in mano per la divisione Premium AEROTEC di Airbus, è il più grande singolo progetto finora realizzato dall'azienda di ingegneria meccanica ed impiantistica per il Gruppo Airbus. Il sistema verrà utilizzato per verniciare il serbatoio supplementare che consente l'elevata autonomia del nuovo Airbus A321XLR. Per la prima volta, un sistema di depurazione dei gas di scarico interamente elettrico sarà anch'esso integrato in uno degli impianti di verniciatura di Premium Aerotec presso lo stabilimento di Augsburg, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.

Il serbatoio del carburante integrato nella fusoliera dell'Airbus A321XLR

è il componente chiave per trasformare i precedenti aeromobili a corto e medio raggio nella nuova versione XLR (eXtra Long Range) a lungo raggio. Noto come serbatoio posteriore centrale, la sua capacità estesa da 13.000 litri aggiunge fino a 8.700 chilometri all'autonomia dell'aeromobile. Il serbatoio centrale posteriore è prodotto esclusivamente presso lo stabilimento di Augsburg.

Il progetto chiavi in mano copre l'intero processo, dalla preparazione alla sigillatura fino alla verniciatura vera e propria. Il nuovo impianto di verniciatura è composto da cabine di sigillatura, pulizia e verniciatura. Include anche test delle superfici e di tenuta. I requisiti in materia di corrosione e diffusione sono eleva-

ti. La superficie del serbatoio deve resistere alle condizioni estreme presenti nella parte inferiore dell'aeromobile senza essere soggetta a corrosione.

Uno speciale sistema di canalizzazione dell'aria riduce il consumo di energia

Al fine di soddisfare gli elevati requisiti in materia di protezione delle superfici, le cabine di verniciatura necessitano di temperature ed umidità costanti. Il condizionamento richiede molta energia, soprattutto per le vernici applicate manualmente. Non essendo consentito l'uso di aria di ricircolo, le cabine funzionano con aria di alimentazione e di scarico. Inoltre, vengono utilizzati sistemi di recupero energetico che riciclano il 65% dell'energia conte-

nuta nell'aria di scarico, riutilizzandola per il condizionamento di aria fresca e riducendo ulteriormente al minimo il consumo energetico.

Il serbatoio del carburante integrato nella fusoliera dell'Airbus A321XLR è il componente chiave per trasformare i precedenti aeromobili a corto e medio raggio nella nuova versione a lungo raggio Copyright: Premium AEROTEC

L'INDAGINE DI FEDERMECCANICA

Nel secondo trimestre del 2024 il settore metalmeccanico italiano ha registrato un calo produttivo dell'1,5%: un risultato che rispecchia il clima di incertezza generale causa dell'evoluzione negativa dell’attività industriale nei principali paesi europei.

L'attività economica della zona euro, nel secondo trimestre 2024, è cresciuta dello 0,2% mentre l’indice PMI®Composito dell’Eurozona ad agosto, anche esso complessivamente in aumento, ha evidenziato alcuni elementi di fragilità riconducibili ad un indebolimento dell’indice afferente a quelli che sono: i nuovi ordini, l’occupazione e la fiducia. In Italia, nel secondo trimestre dell'anno in corso, è proseguita in maniera moderata l’espansione del PIL (+0,2%), sospinta dall’ulteriore espansione nelle costruzioni e dal recupero nei servizi, mentre continua il calo nell’industria in senso stretto. Il contributo maggiore alla dinamica del PIL è provenuto dalla variazione delle scorte,

La metalmeccanica italiana subisce il calo dell'industria europea

mentre ristagnano i consumi e si contrae la domanda estera netta. Per l’anno in corso, le stime di crescita della nostra economia elaborate dai principali istituti internazionali sono all’insegna di un aumento del

In Italia, nella prima metà del 2024, i risultati della produzione industriale rimangono ancora in terreno negativo: -0,8% nel secondo trimestre rispetto al precedente e -1,7% nel confronto tendenziale (dopo il -3,9% segnato nel primo trimestre)

PIL compreso tra +0,6% e +0,9%. In tale contesto continua ad aumentare l’occupazione che in luglio ha superato la soglia dei 24 milioni, spingendo il relativo tasso al 62,3% (mentre il tasso di disoccupazione si contrae al 6,5%). Sempre nel secondo trimestre è peggiorato il clima di fiducia delle imprese industriali, si contrae la produzione industriale (-0,8%), mentre l’indice dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) cresce meno della media dell’Area dell’euro e dei principali paesi che la compongono

Questo è quanto si legge nella 171° Indagine Congiunturale di Federmeccanica condotta su un campione di imprese metalmeccaniche associate che attualizza le informazioni al secondo trimestre 2024 e fornisce

le previsioni relative al terzo trimestre 2024.

Dai dati emerge come, l’incertezza che sta fortemente condizionando l’economia europea, trovi conferma nell’evoluzione negativa dell’attività industriale osservata nei principali paesi dell’area.

Similmente anche nel nostro Paese, in questa prima metà del 2024, i risultati della produzione industriale, con riferimento sia nel suo complesso sia al solo settore metalmeccanico, rimangono ancora in terreno negativo.

EVOLUZIONE CONGIUNTURALE

Nel secondo trimestre del 2024 l’attività economica e il commercio mondiali hanno continuato ad espandersi a ritmo moderato mentre le prospettive rimangono contenute. Continuano a pesare gli effetti delle politiche monetarie ancora restrittive, l’incertezza alimentata dai conflitti in corso, la generale fiacchezza del ciclo manifatturiero così come le difficoltà del trasporto marittimo.

Nel nostro Paese, in questa prima metà del 2024, i risultati della produzione industriale rimangono ancora in terreno negativo: -0,8% nel secondo trimestre rispetto al precedente (era già -1,3% nel primo) e -1,7% nel confronto tendenziale (dopo il -3,9% segnato nel primo trimestre).

Nel settore metalmeccanico si riscontra una situazione ancora più difficile: in termini congiunturali, nel secondo trimestre il calo produttivo è stato dell’1,5%, dopo il -2,1% registrato nel primo; mentre in termini tendenziali, alla contrazione del 3,9%, segnata nei primi tre mesi dell’anno, ha fatto seguito un -3,4% nei successivi tre.

In questo primo semestre del 2024 la produzione metalmeccanica è diminuita in maniera diffusa in tutti i comparti dell’aggregato, ma in particolar modo in quello degli autoveicoli e rimorchi i cui volumi di produzione hanno segnato cali

congiunturali sempre più accentuati nei singoli trimestri.

Le dinamiche produttive sono state disomogenee nei diversi comparti e questo anche perché il settore metalmeccanico è un settore fortemente eterogeneo sia per l’inclusione di una vasta gamma di attività produttive, molto diversificate tra loro, sia per le differenti dimensioni che caratterizzano le imprese metalmeccaniche.

Nel corso dei primi sei mesi del 2024, l’export italiano ha risentito della debolezza del commercio mondiale ancora condizionato dai tanti fattori di incertezza che caratterizzano il contesto internazionale. Le esportazioni metalmeccaniche, nella prima metà del'’anno in corso, si confermano negative e la dinamica trimestrale, non solo convalida il trend discendente, che già 171° Indagine Congiunturale nell’ultima parte del 2023 era entrato in terreno negativo (-1,1%), ma in questo secondo trimestre evidenzia un nuovo inasprimento (-4,3% dopo il -2,0% del primo trimestre).

Complessivamente nei primi sei mesi dell'anno in corso, l’export settoriale è, infatti, mediamente diminuito del 3,2%, rispetto al primo semestre del

ATTUALITÀ

2023, mentre l’import si è ridotto del 6,5% e il saldo dell’interscambio è stato pari a circa 25,5 miliardi di euro, superiore ai 22,2 conseguiti nell’analogo periodo dello scorso anno.

Con riferimento alle aree di destinazione, in questa prima metà dell’anno, più marcata è stata la contrazione registrata dalle esportazioni dirette verso l’Unione Europea (-5,5% su base annua), rispetto a quelle indirizzate verso i mercati esterni all’area (-0,5%), e il calo pur avendo interessato tutti inostri principali partner commerciali, è stato determinato in particolar modo dal crollo registrato sul mercato tedesco (-11,1% rispetto ai primi sei mesi del 2023).

I risultati della nostra consueta indagine trimestrale, confermano il proseguimento della difficile fase nella quale versa il settore, oramai da molti trimestri, e che non trova conforto nemmeno negli indicatori previsivi che, nel breve periodo, permango negativi: Il 34% delle imprese intervistate dichiara un portafoglio ordini in peggioramento e sale al 39% (dal 32% della scorsa rilevazione) la quota di imprese che si ritiene insoddisfatta delle consistenze in essere; Il 32% delle imprese (in forte aumento rispetto

al precedente 21%) prospetta una contrazione nei livelli di produzione totale; La percentuale di imprese che valuta cattiva o pessima la situazione della liquidità aziendale aumenta dal 6% della scorsa indagine all’attuale 7%; Si espande la quota di imprese che prevede una riduzione i livelli occupazionali nei prossimi sei mesi (14% in salita dal precedente 11%).

Inoltre, i dati INPS mostrano un incremento del ricorso all’istituto della Cassa Integrazione: +38,4% nel periodo gennaio-luglio 2024 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In particolare, le ore autorizzate di CIGO sono aumentate del 70,1%, mentre quelle di CIGS del 3,5%.

I TRAFFICI MARITTIMI NEL MAR

ROSSO

La difficile fase economica che stiamo vivendo oramai da diversi anni, ma soprattutto l’incertezza sulla sua evoluzione futura, sta condizionando significativamente la produzione del settore metalmeccanico; inoltre, le tensioni geopolitiche in atto in aree strategiche, soprattutto per quel che riguarda le catene di approvvigionamento, rendono sempre più difficile il contesto nel quale devono operare le nostre imprese metalmeccaniche,

Diventa sempre più difficile reperire competenze tecniche di base/ tradizionali mentre quelle tecnologiche avanzate/digitali hanno raccolto il 27% delle risposte

con pesanti ricadute anche sulla capacità di competere delle stesse. Una delle problematiche emergenti da questo scenario internazionale, è rappresentata dalle difficoltà connesse ai traffici marittimi che attraversano il Mar Rosso. Per fronteggiare una situazione così complessa, tra gli accorgimenti che le imprese hanno adottato o stanno adottando, l’incremento delle scorte è valutato nel 36% dei casi, modalità alternative di trasporto merci (treno, aereo, ecc.) nel 30%, il reperimento di nuovi fornitori in Europa e/o in aree non interessate da tali difficoltà nel 29%, mentre nel restante 5% le imprese adotteranno altre soluzioni. Il contesto fin qui descritto sta creando gravi disagi al sistema produttivo dell’industria nazionale e di quella metalmeccanica in particolare.

DIFFICOLTÀ DI REPERIMENTO DI MANODOPERA

Per le aziende, disporre di personale qualificato è una questione strategica per affrontare le sfide future e, a giugno 2024, confermando le tendenze degli ultimi tre anni, la quota di imprese che ha dichiarato di incontrare difficoltà nel reperire i profili professionali essenziali per lo svolgimento dell’attività aziendale è stata pari al 69%. Con riferimento alla tipologia di competenze ricercate, diventa sempre più difficile reperire quelle tecniche di base/tradizionali (48% delle aziende, quota più elevata degli ultimi quattro anni), mentre quelle tecnologiche avanzate/digitali hanno raccolto il 27% delle risposte. La ricerca delle competenze trasversali (intese come la capacità di risolvere problemi, di prendere decisioni, di lavorare in gruppo, di comunicazione, di autonomia) è stata ardua per il 19% delle imprese (percentuale più bassa dal 2021), mentre il restante 6% è alla ricerca di figure professionali con altre specifiche caratteristiche.

Paola Carron designata alla presidenza di Confindustria Veneto Est

Il Consiglio Generale di Confindustria Veneto Est, riunito nella sede di Venezia-Marghera, ha designato Paola Carron quale candidato alla Presidenza di Confindustria Veneto Est per il quadriennio 2024-2028 all’unanimità. Il voto è avvenuto a scrutinio segreto. A norma di Statuto, la candidatura di Paola Carron sarà sottoposta per l’elezione all’Assemblea dei Soci, che è convocata per il prossimo 23 novembre, chiamata ad eleggere il nuovo Presidente di Confindustria Veneto Est per il primo mandato quadrien -

nale (2024-2028) successivo alla costituzione della nuova Associazione.

Paola Carron nasce ad Asolo (TV) nel 1968, è coniugata e madre di due figli. Si diploma all’Istituto Filippin di Paderno del Grappa nel 1987. Nello stesso anno inizia il percorso professionale nell’impresa di famiglia, Carron S.p.A., fondata nel 1963 e attiva nelle costruzioni generali, di cui oggi è Consigliere Delegato, Responsabile Commerciale, Responsabile della Sostenibilità del Gruppo Carron, rappresentando con il fratel -

lo Diego e le sorelle Arianna e Marta la seconda generazione. Paola Carron dal 2003 ha ricoperto ruoli in ambito associativo in ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) e in Confindustria, a livello territoriale, regionale e nazionale. Nel 2012 ha assunto il ruolo di fondatore e Presidente di ITS RED Academy. Attualmente è Vicepresidente di Confindustria Veneto Est con delega a Edilizia, Territorio e Infrastrutture, Presidente di Ance Rovigo Treviso. È Vicepresidente della Commissione Nazionale Grandi

Infrastrutture, Componente del Consiglio Generale di Confindustria.

TRATTAMENTI TERMICI

Carbotempra è una azienda di trattamenti termici, con impianti di ultima generazione, dotata di laboratorio per prove metallurgiche e tecnologiche. L’azienda è specializzata nella tempra di acciai per cuscinetti e speciali, nella cementazione gassosa e carbonitrurazione.

Laboratorio metallurgico

Cementazione

Carbonitrurazione

Tempra e rinvenimento

Sottoraffreddamento

Normalizzazione

Ricottura normale e in bianco Sabbiatura

Via N. Sauro, 12 - 20862 Arcore (MB) Tel. +39 039615545 / +39 0396013244 www.carbotempra.it

Leopoldo Destro e Paola Carron

SISTEMI DI RAFFREDDAMENTO

Rittal inaugura il Calorimetric Lab di Valeggio sul Mincio

Rittal apre il suo Calorimetric Lab presso lo stabilimento Rittal RCS di Valeggio sul Mincio (VR). Benché il gruppo Rittal disponga di 8 siti di produzione dislocati in tre continenti, l'impianto di Valeggio sul Mincio è l’unico ad ospitare una simile struttura oltre alla sede centrale tedesca, a riprova dell’importanza strategica del sito per la produzione dei sistemi di raffreddamento (chiller, condizionatori, scambiatori di calore) destinati ad essere commercializzati da Rittal in tutto il mondo. Il Calorimetric Lab di Valeggio sul Mincio occupa una superficie di 120m², dedicata interamente alle camere calorimetriche e ai relativi vani tecnici. In particolare, sono presenti due camere calorimetriche di 30m² ciascuna, che possono essere unite in un'unica

AUTOMAZIONE

soluzione rimuovendo la parete divisoria, così da consentire test su dispositivi di diverse dimensioni. Il laboratorio è attrezzato per testare una vasta gamma di apparecchiature, inclusi refrigeratori aria/acqua fino a 40kW resi, refrigeratori acqua/acqua fino a 35kW resi e condizionatori aria/aria fino a 12kW resi, con possibilità di estensione fino a 65kW per i refrigeratori aria/ acqua e 45kW per i condizionatori aria/aria con camere unite. I test possono essere condotti in ambienti controllati con temperature variabili da -40°C a +70°C e umidità relativa dal 30% al 90%, anche utilizzando minicalorimetri per simulare in modo estremamente realistico le condizioni ambientali d’esercizio. Inoltre, il Calorimetric Lab è in grado di testare apparec-

chiature caricate con i nuovi refrigeranti conformi alla direttiva F-GAS, con classificazione A2L o A3.

Queste caratteristiche rendono il Calorimetric Lab di Valeggio idoneo a supportare l’esecuzione di una vasta gamma di test conformi alle normative internazionali, tra cui EN14511, EN14825, EN60204-1, IEC/EN 60335-1, IEC/EN 60335-2-40 e ISO378.

La struttura è stata progettata e costruita in conformità con le più rigide normative europee, tra cui la direttiva bassa tensione 2014/35/EU, la direttiva EMC 2014/30/EU, la direttiva PED 2014/68/EU e la direttiva Atex 2014/34/EU.

Oltre ad essere funzionale all’impianto di produzione Rittal la struttura sarà aperta anche ai

clienti che abbiano necessità di realizzare sui prodotti dell’azienda test specifici ad integrazione di quelli standard.

Gruppo KEBA punta su innovazione e intelligenza artificiale on-device

Il fondamento strategico del Gruppo KEBA, ovvero la diversificazione del business in vari mercati e settori, si è dimostrato

ancora una volta una base solida e stabile per l'azienda. Il gruppo, con sede a Linz/Urfahr, riunisce tre business unit: Industrial Automation, Handover Automation and Energy Automation. Il Gruppo KEBA ha generato un fatturato di 474,6 milioni di euro nel periodo aprile 2023marzo 2024 con una crescita media annua negli ultimi 5 anni del 9,3% (CAGR), nonostante un calo del ciclico delle vendite durante l’esercizio appena concluso. Rispetto all'andamento in settori analoghi e nel contesto economico, KEBA è abbastanza soddisfatta dei risultati in tutti e

tre i segmenti di attività, poiché è stata in grado di aumentare la propria quota di mercato in un contesto economico dinamico e difficile, in particolare in Europa, e di espandere la propria presenza acquisendo nuovi clienti. Il Gruppo KEBA riserva ogni anno una parte significativa del suo fatturato all’R&D: 80,8 milioni di euro sono stati investiti nello sviluppo e nel miglioramento dei prodotti e soluzioni che corrisponde al 17%. Nell'ultimo esercizio è stato raggiunto un importante traguardo: il primo modulo AI è stato presentato come parte del portfolio KEBA Industrial Automation, che

consente ai partner di utilizzare l'intelligenza artificiale direttamente sulle macchine senza l’impiego del cloud. Questa cosiddetta applicazione di intelligenza artificiale on-device aumenta sia la sicurezza che la flessibilità nell'uso industriale dell’AI. Nell'era del networking globale e del rapido progresso tecnologico, questo approccio di "open innovation" svolge un ruolo chiave nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Per promuovere questo aspetto in modo ancora più forte, KEBA ha creato uno spazio, il KEBA InnoSpace, ideale per l'innovazione aperta.

Da sinistra: Andreas Schoberleitner e Christoph Knogler, rispettivamente CFO e CEO di KEBA Group AG

Dalle start-up ai grandi player: SPS porta a Norimberga un concentrato di innovazione

Dal 12 al 14 novembre torna a Norimberga SPS - Smart Production Solutions, l’evento clou di fine anno dedicato all’automazione. La fiera permette di scoprire prodotti e soluzioni innovative e di immergersi nel settore in rapido sviluppo. Su un'area di 130.000 m², circa 1.300 imprese nei 16 padiglioni espositivi presenteranno ai visitatori prodotti e soluzioni intelligenti. Anche nel 2024 la fiera, giunta alla 33ª edi-

L’agenda

EuroBLECH

22 - 25 ottobre 2024

Hanover, Germania www.euroblech.com

Fastener Fair 29 - 30 ottobre 2024 Milano www.fastenerfairitaly. com/it-it.html

A&T Automation & Testing Vicenza 2024 6 - 8 novembre 2024 vicenza.aetevent.com

zione, consentirà nei tre giorni di entrare nel vivo dell’automazione, scambiare idee e confrontarsi con gli esperti del settore. Da molti anni SPS rappresenta un appuntamento importante per espositori e visitatori italiani che a Norimberga possono presentare prodotti e soluzioni e restare aggiornati sul settore. Nel 2023 sono stati 1.337 i visitatori e 77 le aziende espositrici provenienti dall'Italia, posizionando il

ExpoIndustria 6 - 9 novembre 2024

Vicenza www.expoindustria.it

Formnext 19 - 22 novembre 2024

Francoforte, Germania www.messefrankfurt. it/it/fiera/formnext

Fornitore Offresi 13 - 15 febbraio 2025 Como www.fornitoreoffresi. com

Paese tra le prime tre nazioni che partecipano regolarmente a SPS. Dati che sottolineano l'importanza della fiera internazionale per il mercato italiano verso una produzione orientata al futuro. Nei quattro forum posizionati nei padiglioni 1, 3, 6 e 8, i visitatori potranno informarsi sulle tendenze e sulle novità, seguire presentazioni e tavole rotonde e assistere a dimostrazioni dal vivo. Il programma del Technology Stage, il forum organizzato nel padiglione 3 dalle associazioni VDMA e ZVEI, sarà trasmesso anche in diretta attraverso il supplemento digitale "SPS on air" e reso disponibile in formato digitale in lingua tedesca e inglese. I temi chiave per il 2024:

• Trasformazione digitale

• Comunicazione industriale

• Sicurezza e protezione

• Data Rooms

• Modelli intelligenti e basati sui

dati per il controllo e la visualizzazione

• Innovazioni nel campo dei sensori

• Drives

• Sostenibilità

• L'intelligenza artificiale nell'automazione

Con circa 24 espositori lo stand collettivo “Automation meets IT”, allestito da diversi anni nel padiglione 6, offre ai visitatori la possibilità di ottenere una panoramica sul tema e di ricevere una consulenza da parte dei fornitori.

Le tematiche trattate dallo stand collettivo sono:

• Gestione IT per la produzione

• Soluzioni e servizi basati su Cloud ed Edge

• Misure di sicurezza per la produzione

• Soluzioni basate su Internet of Things e Intelligenza Artificiale

• Open Source.

Mecspe 5 - 7 marzo 2025 Bologna www.mecspe.com

Intec & Z 11 - 14 marzo 2025

Lipsia, Germania https://www.messe-intec. de

Hannover Messe 31 marzo - 4 aprile 2025 Hannover, Germania www.hannovermesse.de/ en

Formnext 8 - 10 aprile 2025 Chicago, Illinois www.formnextchicago.com

AutoPromotec 21 - 24 maggio 2025

Bologna www.autopromotec.com/it

Subcontratación 2025 3 - 5 giugno 2025

Bilbao, Spagna subcontratacion.bilbaoexhibitioncentre.com

DIGITALIZZAZIONE E RIDUZIONE DEI COSTI

Ottimizzare la produzione attraverso il monitoraggio

intelligente dei dati

La piattaforma IoT & AI di Zerynth permette a T.G.R. di portare avanti il monitoraggio dei processi produttivi e l’estrazione di dati da qualsiasi macchinario, incrementando la produttività e riducendo i consumi energetici.

T.G.R., azienda attiva nelle lavorazioni meccaniche, ha compiuto un significativo passo avanti nella propria trasformazione digitale grazie alla piattaforma IoT & AI di Zerynth, realtà che supporta le aziende manifatturiere nell’efficientamento della produzione, incrementando il valore degli asset industriali interconnessi. L'integrazione di queste tecnologie ha permesso a T.G.R. di superare sfide cruciali nel monitoraggio e nell’ottimizzazione dei propri macchinari. I dati, infatti, sono ormai riconosciuti come asset fondamentali per il successo delle imprese. Secondo il White Paper di IBM “The Rise of the Data Economy: Driving Value Through Internet of Things Data Monetization”, i dati sono la chiave per capire se un’impresa resterà rilevante attraversando la rivoluzione digitale. L’OCSE sottolinea come le imprese che sfruttano i dati possono ottenere significativi

La piattaforma IoT e AI di Zerynth. Stato di monitoraggio delle macchine e allarmi

miglioramenti in termini di costi e integrazione di valore.

Per rispondere a questa esigenza, tecnologie avanzate come l’IoT e l’AI diventano essenziali. Queste soluzioni permettono il monitoraggio dei processi produttivi e l’estrazione di dati da qualsiasi macchinario, consentendo alle industrie di ridurre l’uso delle risorse energetiche, ottimizzare la produzione e diminuire i tempi di fermo macchina.

Grazie alla Piattaforma Industrial IoT & AI di Zerynth T.G.R. è riuscita ad ottenere visibilità su costi e consumi energetici, minimizzare i tempi di inattività, avere un supporto alla pianificazione proattiva della manutenzione, e integrare i dati operativi con i sistemi gestionali esistenti. “Abbiamo scelto Zerynth perché ci ha dato l’opportunità di fare una DEMO a costo 0 e perché non ha posto vincoli sui protocolli da utilizzare per una raccolta dati avanzata", spiega Kevin Mohajur Jogun - Lean & Project Manager presso T.G.R. "Con Zerynth trasformiamo i parametri macchina in informazioni utili alla pianificazione e consuntivazione”.

UN SUPPORTO COMPLETO

T.G.R. aveva la necessità di migliorare il processo di raccolta dei dati, spesso non allineato alle reali necessità produttive, e sviluppare una soluzione che garantisse un monitoraggio efficace dei consumi energetici e delle operazioni di produzione. Infine, era cruciale raccogliere e analizzare i dati energetici per ridurre i costi complessivi, aumentare la sostenibilità operativa dell’azienda ed essere in grado di preventivare in anticipo il costo dei prodotti. Zerynth ha fornito non solo assistenza tecnica, ma ha anche aiutato T.G.R. nella compilazione di bandi, aggiungendo in questo modo un valore significativo oltre alla semplice implementazione tecnologica. Grazie a Zerynth, T.G.R. ha potuto migliorare l’efficienza produttiva e gestire al meglio le operazioni. Questa collaborazione dimostra come l’adozione di soluzioni IoT e AI possa portare vantaggi tangibili in termini di produttività e sostenibilità per le aziende manifatturiere.

INFRASTRUTTURE DIGITALI

Un Data Space dedicato alle macchine utensili

UCIMU conclude la prima fase del progetto pilota di Machinery-X, un Data Space, realizzato in collaborazione con IDSA, che consente di condividere in modo sicuro i dati sul funzionamento delle macchine utensili per la lavorazione dei metalli.

UCIMU-Sistemi per produrre, l'associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione e di prodotti ausiliari, ha annunciato la conclusione della prima fase del progetto pilota di Data Space per le macchine utensili, realizzato in collaborazione con l'International Data Spaces Association (IDSA). Questa iniziativa mira a creare un'infrastruttura di dati federata, sicura e sovrana, basata sui principi di trasparenza, fiducia e partecipazione. Tale progetto evolverà nella creazione di una rete di imprese dedicata alla gestione e alla crescita del Data Space.

Il progetto nasce dalle esigenze delle aziende associate a UCIMU, che hanno espresso la volontà di condividere in modo sicuro e gestito i dati relativi al funzionamento delle macchine utensili per la lavorazione dei metalli, per ottenere vantaggi in termini di nuovi servizi, efficienza, qualità e innovazione di business. Basato su un approccio bottom-up, il progetto parte dalle necessità reali delle aziende e si sviluppa in modo incrementale, coinvolgendo diverse tipologie di attori dell'ecosistema delle macchine utensili. Il progetto pilota ha fissato tre principali obiettivi: manutenzione predittiva, servizi avanzati, interoperabilità europea. Con la manutenzione predittiva l’obiettivo è sfruttare i dati generati dalle macchine utensili per ridurre i costi di gestione e aumentare la loro disponibilità e la performance delle macchine stesse grazie

alla collaborazione tra utilizzatori delle macchine, produttori delle stesse e dei componenti, sviluppatori di applicazioni attraverso l'analisi dei dati. Rispetto ai servizi avanzati, l’intento del progetto consiste nell’espandere le capacità del Data Space verso servizi più sofisticati, coinvolgendo fornitori di servizi manutentivi, data scientists, fornitori di servizi finanziari e sviluppatori di nuovi modelli di business. Infine, con riferimento all’interoperabilità Europea, si ragiona sulla possibilità di connettere il Data Space per le macchine utensili con altri Data Space europei operanti in settori complementari come logistica, energia e mobilità, creando una rete federata di dati interoperabile e sovrana, per favorire la competitività e l'innovazione del settore delle macchine utensili. Queste attività saranno svolte in collaborazione con il progetto Sm4rtenance che coinvolge i principali attori e Data Spaces esistenti a livello europeo.

COME FUNZIONA MACHINERY-X

Machinery-X, il Data Space per le macchine utensili, si basa sullo standard IDS (International Data Spaces), che definisce regole comuni per la gestione e la condivisione dei dati, garantendo privacy, sicurezza e sovranità. L'ecosistema include costruttori di macchine utensili, fornitori di componenti e servizi, utilizzatori di macchine, sviluppatori di applicazioni portatrici di ulteriore valore aggiunto e di nuovi modelli

di business, centri di ricerca e innovazione, enti finanziari e altri. Ogni attore dispone di un connettore Data Space, che permette la gestione dei propri dati e la connessione con gli altri attori del Data Space, seguendo le regole stabilite. Il connettore si allaccia alle altre componenti software del Data Space che saranno gestite dalla rete di impresa, come il gestore delle identità, il MetaDataBroker, la semantica e la clearing house per la gestione della “notarizzazione” dei contratti. I risultati e i benefici del progetto pilota, sviluppato dal Comitato Data Space di UCIMU (composto da varie aziende associate, attive nella produzione di macchine utensili, componentistica e software/soluzioni ICT), sono stati illustrati nel corso dell’evento che si è tenuto presso BI-MUpiù di 34.BI-MU.

STRUMENTAZIONE

Sensori forza/coppia multiasse dedicati ai robot

Bota Systems, azienda all'avanguardia nella produzione di sensori di forza/coppia multiasse, ha fatto il suo debutto in Italia in occasione della 34° BI-MU, la manifestazione biennale delle macchine utensili, dei robot e dell'automazione che si è tenuta a inizio ottobre a fieramilano Rho. Nello spazio espositivo del salone RobotHeart Bota Systems ha mostrato per la prima volta una nuova generazione di sensori di forza/coppia multiasse e personalizzati che intendono facilitare l'interazione naturale e libera tra robot e persone. Fondata nel 2020 come spin-off dell'ETH Robotic Systems Lab, Bota Systems ha sede a Zurigo, in Svizzera, e dispone di un team di ingegneri specializzati in robotica, meccanica ed elettronica.

Grazie ai sensori di Bota Systems e al loro preciso feedback, è possibile automatizzare processi manifatturieri complessi come la microfinitura, la saldatura robotizzata di precisione, la manipolazione collaborativa di parti delicate e l’assemblaggio di

la massima flessibilità, anche nel caso di geometrie estremamente complesse, e con una ripetibilità eccellente. A beneficiarne, in particolar modo, i settori delle lavorazioni meccaniche di precisione, l’elettronica, la chirurgia robot-assistita e l’impiego in esoscheletri e robot umanoidi che necessitano di essere dotati di un senso del tatto ultra-preciso e sensibile.

“Il mercato italiano dell’automazione è riconosciuto per lo sviluppo di applicazioni particolarmente sfidanti e complesse”, afferma Ilias Patsiaouras, CTO e co-fondatore di Bota Systems.

“Per questa ragione, e per l’importanza di BI-MU come fiera dedicata al mondo industriale, Bota Systems non poteva mancare”.

La gamma di sensori di Bota Systems integra tutto l’hardware e la tecnologia necessari per misurare in modo affidabile la forza e la coppia nell’alloggiamento del sensore, riducendo così le interferenze e riducendo l’impatto sul carico utile complessivo del braccio robotico, semplificando notevolmente il lavoro degli integratori di sistemi robotici anche grazie alla modalità plug & play di installazione dei sensori.

La gamma comprende diversi modelli, dedicati ai robot industriali e collaborativi, ciascuno con le proprie caratteristiche di compattezza e sensibilità e in grado di supportare un’ampia gamma di carichi utili.

Il sensore PixONE montato su un robot industriale

LA CONFERENZA

Hoffmann Group ha una visione olistica imperniata su automazione, digitalizzazione e utensili di qualità. Grazie a un universo di soluzioni mirate, integrate e scalabili, è possibile sciogliere i nodi critici del processo produttivo e creare sinergie virtuose.

Nel settore metalmeccanico, massimizzare la produttività è un imperativo stringente, una strategia vitale per conservare la propria posizione e avere successo in un mercato incerto, complesso e ipercompetitivo. Per questo, Hoffmann Group ha sviluppato un approccio mirato, finalizzato a sciogliere i punti più critici del processo produttivo e a renderlo più fluido, efficiente e proficuo. Soluzioni di automazione, digitalizzazione della produzione e utensili di qualità sono i tre grandi pilastri su cui poggia la strategia dell'azienda.

Per parlare di questi fondamentali argomenti l'azienda ha organizzato, presso la sede di Vigonza, una conferenza stampa dal titolo "Massimizzare la produttività in un mercato sfidante. Le soluzioni di Hoffmann Group e demo live dei sistemi di automazione GARANT". Durante l'evento sono stati affrontati temi quali: l'approccio mirato di Hoffmann Group per la metal-meccanica; i fattori che riducono la produttività e le nuove soluzioni di automazione e digitalizzazione che la incrementano; l'importanza della prestazione dell’utensile come criterio per sfruttare

Massimizzare la produttività in un mercato sfidante

appieno le macchine.

Hoffmann Italia, infatti, che conta oltre 8 mila clienti attivi nel Paese e una rete di più di 80 consulenti tecnico-commerciali, conosce bene le numerose criticità che grandi industrie e piccole e medie officine meccaniche devono affrontare ogni giorno, pena la loro stessa sopravvivenza.

"Serviamo un approccio multi channel, in cui è il cliente a scegliere quale sia il canale di comunicazione e interazione più conveniente per lui nella collaborazione con noi", spiega Alessandro Gentili, Amministratore Delegato di Hoffmann Italia. "Mettiamo quindi a disposizione la nostra rete di vendita capillare, l’ufficio commerciale, l’ufficio tecnico, la chat, il blog e così via. Per quanto riguarda la

rete di vendita commerciale abbiamo più di 80 tecnici che visitano quotidianamente (circa 200-300 visite al giorno) gli stabilimenti produttivi dei clienti e che intercettano i bisogni, le criticità e le sfide in tutte le aree: quella dell’approvvigionamento, dello stoccaggio, della pianificazione della produzione, della produzione stessa, della qualità di montaggio e della manutenzione".

LE SFIDE DEL FUTURO

Insomma, Hoffmann conosce molto bene i propri clienti e così anche le sfide che ogni giorno questi devono gestire. A tal proposito Alessandro Gentili ha esposto quelle che sono, effettivamente, le sfide e le opportunità principali per i clienti: VUCA, acronimo di volatilità, incer-

GARANT Turntable

tezza, complessità e ambiguità - queste situazioni riducono la capacità di analisi e di predizione e, quindi, si rende necessario reingegnerizzare i processi e tutte le filiere produttive e pervenire a un'organizzazione più snella, flessibile, adattiva, veloce e sicura. La pressione competitiva Extra CEEle produzioni industriali che una volta erano il fiore all'occhiello dei sistemi industriali europei come l'automobile ma anche l'elettrodomestico e l'energia oramai sono divenute appannaggio esclusivo dei paesi Extra CEE. La domanda crescente di qualità e cost saving - spesse volte la competizione si svolge con pratiche sleali o, addirittura, in disparità di condizioni e avviene un paradosso. Da un lato c'è la richiesta di comprimere i costi dei manufatti e le aziende sono quindi obbligate a reingegnerizzare i processi, spremere i fornitori e recuperare licenze; dall'altra, questo non deve avvenire a discapito della qualità del prodotto, del servizio e della velocità delle consegne.

La riduzione dei lotti di produzione - quello che rimane in Europa e in Italia sono solo lavorazione di piccoli lotti o produzione di prototipi, il che pone delle sfide completamente diverse come una riorganizzazione delle risorse, nonché il cambio degli attrezzamenti delle macchine e degli utensili.

La strozzatura delle catene di

fornitura - queste sono sempre più frequenti e inducono molti clienti a dotarsi di fornitori flessibili e sistemi di approvvigionamento digitali, snelli e sicuri.

La carenza di competenze specialistiche - sono dovute per lo più all'invecchiamento della popolazione e al calo demografico porta invece a una riduzione dell'offerta di forza lavoro; d'altro canto, i cambiamenti tecnologici stanno determinando l'obsolescenza delle professionalità esistenti che conduce alla carenza di competenze specialistiche.

La sostenibilità - l'obiettivo è nobilissimo ma la tassa da pagare è molto alta e obbliga i clienti, così come i loro

Un momento della conferenza stampa organizzata da Hoffmann Group presso la sua sede di Vigonza.

fornitori, a dei grandi investimenti che devono portare tutta la filiera produttiva e la catena di fornitura al raggiungimento degli obiettivi ESG. L'elettrificazione e l'automotiveanche qui gli obiettivi di riduzione di emissione del dell'anidride carbonica stanno determinando una trasformazione industriale e una compressione di un settore e del suo potenziale di mercato che era trainante per il nostro sistema industriale, quindi, anche qui c'è l'esigenza di un riposizionamento strategico e di una riorganizzazione di tutte le risorse: produttive, umane, tecnologiche, economiche.

Il sistema di asservimento automatizzato per macchine utensili GARANT Automation Basic è stato progettato per centri di tornitura e/o fresatura a 3 o 5 assi

I nuovi materiali - il progresso tecnologico sta offrendo la possibilità di integrare dei nuovi materiali che portano a miglioramenti delle proprietà meccaniche come la leggerezza, la resistenza, la sostenibilità. Inoltre, tutti i materiali riciclabili permettono delle produzioni molto più ecologiche ma, questi nuovi materiali (ovvero le plastiche con polimeri rinforzati, le superleghe, la sterilite o i materiali compositi) richiedono spesso delle nuove macchine utensili e delle strategie di lavorazione o dei parametri di lavorazione degli utensili completamente diversi, bisogna quindi essere sempre al fianco del cliente per supportarlo in questo percorso

di trasformazione.

I cambiamenti tecnologici - sono tanti e tra questi ci sono l'intelligenza artificiale, l'Internet of Things e i digital twins che impongono l'esigenza di fare dei grandi investimenti insieme alla necessità di avere imprenditori e manager sapienti in grado di gestire le nuove tecnologie.

La connettività - qui l'obiettivo è quello di connettere e di integrare i materiali prodotti, le persone e le macchine attraverso il cloud computing e l'internet delle cose.

La digitalizzazione dei processi organizzativi e produttivi - questa è certamente alla base dei cambiamenti tecnologici e li rende possibili e semplificati avendo un controllo sui processi produttivi, tracciandoli e facendo delle analisi in grado di predire e di pianificare.

UN ECOSISTEMA INTEGRATO

L'obiettivo di Hoffmann Group è quello di non lasciare da soli i propri clienti a gestire queste sfide e tutte queste opportunità. La risposta dell’azienda è quella di costruire un ecosistema capace di integrare tutte le soluzioni, i prodotti e i servizi di software mantenendoli connessi tra di loro in un equilibrio dinamico. Il fine è di creare dei benefici lungo tutta

UTENSILI

la catena di formazione del valore del cliente permettendogli di avere un'esperienza di approvvigionamento e di acquisto semplice, fluida e senza soluzione di continuità.

“In questo contesto abbiamo sviluppato una strategia che contempla soluzioni integrate capaci di sostenere i nostri clienti fin da subito", spiega Gentili. "La forza della nostra proposta è proprio questa: abbiamo soluzioni che già nell’immediato possono intervenire sui nodi critici del processo produttivo e massimizzare la produttività dei nostri clienti. Le nostre soluzioni sono mirate, ma fanno parte di una visione olistica; intervengono cioè là dove necessario, ma sono anche scalabili e in grado di dialogare tra loro. Il mio consiglio alle aziende è di non perdere tempo e intervenire subito dal nodo più critico del proprio processo e attivare così un percorso virtuoso di efficientamento a lungo termine”.

COME AVERE UN IMPATTO SULLA PRODUTTIVITÀ

“Se dovessimo descrivere in una parola il terreno su cui si gioca la partita nel settore industriale questa è ‘produttività’, intesa come l’utilizzo ottimale dei fattori produttivi, capitale e lavoro", racconta Roberto Bevilac-

Il sistema di caricamento automatico GARANT Turntable è stato sviluppato per movimentare in modo estremamente semplice dispositivi di serraggio su fresatrici CNC

qua, Head of Product Management di Hoffmann Italia. "In molte realtà, tuttavia, sono le dispersioni – come la non immediata disponibilità degli utensili, i lunghi tempi di attrezzaggio delle macchine, i fermi macchina imprevisti e la redazione manuale di documenti – a prevalere sulla ricerca di quelle sinergie che favoriscono un flusso produttivo fluido e ottimale”. Vengono infatti disperse spesso preziose risorse e, nel processo produttivo di alcune imprese queste risorse vengono consumate senza che ci sia produttività. I casi più tipici sono quelli di macchinari non utilizzati appieno e non sfruttati al 100% del loro potenziale. Il secondo punto è invece positivo: agire sul processo affinché questo fluisca al meglio e quindi in sinergia in modo che, le diverse fasi, diano una produttività maggiore di quella preventivata. La strategia di Hoffmann Group ha l’obiettivo di individuare proprio queste sinergie e ovviare alle criticità più diffuse nelle officine meccaniche proponendo soluzioni integrate e scalabili, elencati, nel corso della conferenza stampa, da Roberto Bevilacqua:

Digital Product - al centro di tutto ci sono i prodotti digitali che compongono il sistema nervoso centrale dell'azienda e che Hoffmann Group ha denominato, nello specifico, Connected Manufacturing e Connected Metrology: si tratta di software che servono a una gestione ottimale del processo di produzione e che mettono in rete gli utensili delle macchine, delle attrezzature e degli strumenti di misura così da ottimizzare il processo. Questo fa in modo che il processo utilizzi il numero minore di risorse sapendo sempre cosa si sta utilizzando, di che cosa si ha bisogno e come eventualmente approvvigionarlo. Attraverso questi software tutti i macchinari e tutti gli strumenti dell'azienda possono dialogare tra di loro. Possiamo dire che, una volta implementato, questo è lo strumento che può consentire il salto di qualità e l'eliminazione di gran parte delle

Automazione GARANT - un concetto più semplice è quello dell'automazione Garant che si basa sul caricamento in macchina dei particolari da lavorare e delle attrezzature. Hoffmann Group possiede due diverse soluzioni, una che serve al caricamento in macchina dei pezzi da lavorare e l'altra che serve al caricamento in macchina delle attrezzature. Queste soluzioni possono ovviare al problema dei fermi macchina perché consentono un attrezzaggio e un caricamento delle macchine molto più rapidi oltre a una programmazione più veloce e intuitiva.

e un risparmio considerevole.

Vending solutions - le veding solutions sono sistemi per la gestione e la distribuzione automatica delle scorte di utensili e altri materiali ausiliari. Questi permettono il monitoraggio

dei consumi e delle scorte minimizzando inoltre lo spreco e ottimizzando lo stock permettendo riordini automatizzati. Si tratta di un sistema che si connette con altre soluzioni di cui Hoffmann Group dispone. Infine, Hoffmann Group aiuta anche il cliente proponendo il conto deposito. Tool Concept - un servizio italiano che si basa sulla progettazione dei cicli di lavoro e delle attrezzature necessarie per ottimizzare la produzione. Questo serve a ovviare la problematica che spesso si verifica da parte del cliente di non avere risorse dedicate all'ottimizzazione del ciclo e anche alla realizzazione di attrezzature speciali. In questo senso Hoffmann Group offre anche soluzioni personalizzate che consentono un salto di qualità al cliente che vedrà un incremento della propria produttività

GARANT dispersioni.

Sistema di distribuzione automatica

HCT (Hoffman Connecting Tools)sono strumenti di misura con una nuova logica di connettività, semplice ed efficace. Questi permettono la digitalizzazione delle operazioni relative al controllo qualità, la trasmissione dati semplice e sicura via Bluetooth e una gestione del sistema che non necessita di personale particolarmente esperto. Da decenni esistono software per la raccolta dati, ma qui la novità è nella semplicità nell'utilizzo grazie anche alle interfacce intuitive che permettono di lavorare con delle applicazioni connesse allo smartphone.

L'UTENSILE

Ruolo centrale nella strategia di Hoffmann Group è rivestito dagli utensili da taglio, che nell’ottica di una maggiore produttività oggi richiedono un netto cambio di mentalità: non tanto la durata, quanto la prestazione dovrebbe essere il criterio prevalente nella loro scelta.

“Gli utensili da taglio in realtà incidono pochissimo sui costi di produzione", spiega Davide Osti, PM Cutting Tools & Clampings. "Tuttavia, scegliendo la strategia di lavoro adatta e utensili performanti in base ai corretti parametri, è possibile ridurre i costi di produzione unitari anche di un 15% e aumentare notevolmente la produttività. A fine giornata, è meglio aver prodotto cinque pezzi in più che aver risparmiato 3 euro sull’utensile”. Se, nei tempi inattivi, è possibile ottenere un incremento della produttività tramite l’automazione e la robotica e attrezzaggi veloci, durante la fase di lavoro, sono infatti le strategie di lavoro – HPC, MTC, HSC, TPC, ecc. – e utensili da taglio più performanti a fare la differenza. In questo, Hoffmann Group eccelle grazie agli utensili di qualità superiore GARANT Master, un‘ampia gamma caratterizzata dalle alte prestazioni che consente di realizzare qualsiasi lavorazione, di qualsiasi materiale, con qualsiasi strategia di lavoro.

GARANT Turntable

TESSUTI INNOVATIVI

L'abbigliamento da lavoro studiato da Mewa si rifà alle caratteristiche di ergonomia e traspirazione tipiche dell'abbigliamento sportivo ma potenziato in termini di funzionalità, protezione, libertà di movimento e sostenibilità.

Dietro all’abbigliamento sportivo c’è un notevole know-how scientifico. I tagli ergonomici aumentano la libertà di movimento, i tessuti traspiranti ed elasticizzati migliorano l'efficienza degli atleti. Molte di queste innovazioni si riscontrano anche nell'abbigliamento da lavoro. E anche il tema della "sostenibilità" coinvolge entrambi gli ambiti. Gli indumenti che si indossano durante gli allenamenti e le attività agonistiche da decenni vengono adattati ad esigenze costantemente in crescita. A trarne vantaggio non sono solo gli atleti, ma anche gli artigiani e gli operatori del settore industriale: perché una maglietta da lavoro di oggi viene spesso realizzata con una tecnologia originariamente concepita per gli sport agonistici.

Abbigliamento da lavoro ispirato alle esigenze di atleti e sportivi

PIÙ FUNZIONALITÀ CON NUOVI MATERIALI

Indumenti all'insegna della durabilità: alla base

dell'abbigliamento da lavoro oggi ci sono spesso tecnologie studiate in origine per gli sport agonistici (Foto Mewa)

Dai costumi da bagno in cotone pesante a quelli così leggeri da essere appena percepiti una volta indossati: negli ultimi 100 anni il settore dell'abbigliamento sportivo ha subito una grande trasformazione. "L' impiego di fibre sintetiche come il poliestere o la poliammide ha reso gli indumenti molto più leggeri ed elastici. Questo li rende molto più comodi da indossare, soprattutto durante l'attività fisica", spiega Mark Weber, responsabile dello Sviluppo Prodotti di Mewa che, insieme al suo team, studia nuove soluzioni nel campo dell'abbigliamento da lavoro.

Le moderne fibre tessili possono però offrire molto di più. Ad esempio, la combinazione di materiali sintetici e cotone contribuisce ad assorbire meglio il sudore, riducendo così al minimo il cattivo odore. Un'altra tipologia di tessuto mutuata dal settore sportivo viene utilizzata nella collezione Mewa Peak per l'industria e gli artigiani. Qui le fibre di poliestere contengono particelle di carbone attivo in grado di assorbire o rilasciare umidità e calore. Le proprietà termoregolatrici riducono la sudorazione, gli indumenti rimangono più asciutti e si elimina il tipico senso di raffreddamento provocato dagli indumenti sudati.

TAGLIATI SU MISURA PER LE SPECIFICHE ESIGENZE

Come prodotto definito “ibrido”, l'abbigliamento da lavoro moderno presenta zone che provvedono a mantenere il calore e il fresco, ma anche zone elasticizzate o protettive, come spiega Weber. Ad esempio, l'abbigliamento da lavoro per gli artigiani presenta sulle zone particolarmente esposte all'usura come le ginocchia, i gomiti e le spalle, un tessuto rinforzato e resistente all'abrasione.

Lo stesso principio è stato adottato per le giacche da trekking, ad esempio nella zona in cui si appoggiano le cinghie dello zaino o nei pantaloni da equitazione. Per il lavoro così come per lo sport, gli inserti elasticizzati negli indumenti garantiscono la massima libertà di movimento e le fasce di areazione permettono di mantenere la traspirazione. Infine, sempre dal settore sportivo e del tempo libero l'abbigliamento da lavoro ha mutuato un altro elemento: lo stile a strati. "Per le situazioni in cui si cambia luogo di lavoro e si presentano condizioni climatiche variabili, abbiamo concepito le nostre collezioni in modo tale che le magliette, i gilet e le giacche, così come i pantaloncini e i pantaloni, possano essere facilmente combinati tra loro sia a livello

estetico sia in termini di vestibilità. In questo modo è garantita la CI di tutto il team durante tutto l’anno", afferma Weber.

UN OUTFIT ADEGUATO È SINONIMO DI PROFESSIONALITÀ

Ma la funzionalità non è tutto: anche il look è importante. Se negli anni '70 l'abbigliamento da lavoro per gli artigiani era la classica tuta blu in tinta unita e poco aderente, nel nuovo millennio il look sta assumendo un'importanza sempre maggiore. "L'abbigliamento da lavoro non trae ispirazione solo dalle tecnologie innovative, ma anche dai trend della moda. E nel settore tessile, rispetto al passato, abbiamo a disposizione diverse alternative stilistiche", spiega Weber. Dettagli tipici dell'abbigliamento sportivo, come un comodo scollo in una maglietta, la forma funzionale di un cappuccio o una tasca con bottoni a pressione, hanno trovato spazio anche nell'abbigliamento da lavoro. Oggi gli artigiani, siano essi uomini o donne, vogliono vestirsi alla moda e in modo decoroso. Questo è il risultato di un sondaggio svolto da Mewa nel 2023. Secondo Weber, la maggior parte degli intervistati preferisce modelli sportivi e aderenti e le tonalità scure del grigio o del blu mentre i colori accesi o neon si dovrebbero utilizzare solo come dettagli, ma con moderazione. "Tuttavia anche se ci sono molte analogie tra l'abbigliamento da lavoro e quello sportivo, non si può adottare tutto". Perché, quando si tratta di abbigliamento da lavoro, la sicurezza ha sempre la precedenza sullo stile.

L'ABBIGLIAMENTO

DA LAVORO NON È "FAST FASHION”

L'abbigliamento da lavoro combina funzione protettiva, moda e immagine e deve soddisfare molti requisiti di qualità. Infine, anche la sostenibilità dell'abbigliamento sta diventando sempre più importante sia per chi lo indossa sia per i decision maker. Per questo motivo, Mewa ha progettato

Nell'abbigliamento da lavoro sono importanti la funzionalità, ma anche il look (Foto Mewa)

Peak, una collezione per l'industria e gli artigiani realizzata quasi per il 75% con materiali sostenibili. "Dal nostro punto di vista sostenibilità significa innanzitutto garantire la maggiore durata possibile degli indumenti da lavoro, poiché è proprio la produzione di tessuti a creare la peggiore impronta ecologica", spiega Mark Weber. Questa durabilità si può ottenere grazie alla qualità dei materiali e della lavorazione, nonché alla possibilità di riparare i singoli capi. A questo si aggiunge il valore, in termini ecologici, del servizio Mewa a 360° che provvede al lavaggio e alla gestione degli indumenti. Grazie a processi di lavaggio orientati al risparmio di acqua e di energia, al sistema del riutilizzo e a progetti pilota finalizzati a rendere la logistica a impatto zero, Mewa sta organizzando i propri processi operativi al fine di risparmiare risorse, tanto da aver già ricevuto diversi riconoscimenti in tal senso.

TRASMISSIONE MECCANICA

Al settore delle macchine utensili Mayr vuole offrire soluzioni all'avanguardia capaci di rispondere ai nuovi standard di qualità, varietà e precisione.

Nonostante la leggera contrazione dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot, e automazione, per questo settore il 2023 è stato un anno positivo con una crescita del 6,5% e un fatturato di 7,75 miliardi di euro. Negli ultimi anni, infatti, le aziende italiane hanno saputo reinventarsi, non solo superando alla grande il difficile periodo della pandemia ma sfruttando appieno le misure di sostegno per l’industria 4.0 offerte dal governo alle imprese del settore che contribuiscono con oltre 10 miliardi al Pil italiano, considerando tutto l'indotto generato.

VERSO LA FABBRICA DIGITALE

In questo contesto di sviluppo e corsa all’innovazione, la presenza di Mayr non passa inosservata.

Giunti e componenti per un mercato in evoluzione

alta qualità offerta dall’azienda tedesca offre soluzioni adatte per le esigenze del settore, incluse personalizzazione e assistenza tecnica alla progettazione senza pari.

Le macchine utensili, infatti, spaziano in un campo molto esteso di categorie tra cui asportazione e deformazione, robot, tecnolo -

gie abilitanti e automazione. Non bisogna dimenticare che il settore sta procedendo rapidamente verso la fabbrica interconnessa e digitale e la tecnologia di additive manufacturing che completano l'ampio spettro di innovazioni presenti in questo ambito. In risposta a tutto questo, l’offerta Mayr per il settore delle macchine utensili è molto vasta. Un vero e proprio “buffet” da cui scegliere: giunti di sicurezza, limitatori di coppia, giunti per servomotori, giunti per elevata velocità di lavorazione e freni elettromagnetici con modelli di tutti i tipi e per tutte le applicazioni. Ma la varietà non significa che non esistano elementi comuni a tutti i prodotti Mayr. Tra essi è facile identificare la qualità e la precisione, pochissima o nessuna manutenzione e lunga vita di servizio. Tutto questo è possibile grazie agli oltre 100 anni di esperienza nella costruzione

Giunto ROBA-DS in acciaio

e progettazione di componenti di trasmissione che contraddistinguono Mayr sul mercato. La competenza aziendale è comprovata dal certificato DIN ISO 9001 che conferma l’applicazione dei più elevati standard di qualità nei processi industriali.

GIUNTI DI TRASMISSIONE CHE

FANNO LA DIFFERENZA

Tra i tanti componenti in uso nelle macchine utensili, i giunti rivestono un’importanza critica. Per questo l’azienda ha a catalogo, fra le tante opzioni, tre particolari tipi di giunti di trasmissione particolarmente apprezzati dal settore per loro caratteristiche tecniche e applicative: Smartflex, giunti di trasmissione a soffietto metallico per servoazionamenti con un campo di coppie che varia da 16 a 200 Nm; ROBA-ES, giunti di trasmissione elastici senza gioco per assorbire le vibrazioni con un campo di coppie che varia da 7 a 600 Nm; ROBA-DS (servo), giunti di trasmissione a pacchi lamellari senza gioco con un campo di coppie che varia da 160 - 1.600 Nm. Tra questi prodotti i costruttori di macchine utensili possono trovare soluzioni a molte sfide tecniche in modo da mantenere i propri prodotti sempre più competitivi e all’avanguardia sul mercato. Smartflex, per esempio, è un giunto a soffietto metallico ad innesto plug-in progettato per fornire un collegamento torsionalmente rigido e senza gioco tra gli

alberi. Grazie alla sua struttura a soffietto, il giunto compensa il disallineamento angolare, assiale e radiale tra gli alberi, garantendo un'efficace trasmissione della coppia anche in condizioni dinamiche e ad elevate velocità come è spesso necessario nel funzionamento di macchine utensili.

Similarmente, ROBA-ES è un giunto di collegamento tra alberi elastico ad innesto plug-in progettato per assorbire e smorzare le vibrazioni nelle servotrasmissioni dinamiche. In aggiunta, grazie al suo nucleo in elastomero resistente ai fluidi, offre un comportamento di smorzamento selezionabile utilizzando inserti in elastomero con diverse durezze Shore.

Infine, per esigenze particolarmente “heavy-duty”, ROBA-DS (servo) è un giunto di collegamento tra alberi a pacchi lamellari senza gioco con una forma ottimizzata con FEM (Finite Element Method). Come gli altri questo giunto offre una trasmissione torsionalmente rigida e senza gioco, compensando gli scostamenti assiali, radiali e angolari degli alberi.

Tutti i prodotti Mayr offrono vantaggi tecnici importanti e rendono

Trasduttore di coppia ROBA-DS

la progettazione, costruzione e operazione delle macchine utensili molto più facile e affidabile, contribuendo al buon nome del Made in Italy nazionalmente e all’estero. Nel caso dei tre prodotti sopra menzionati, i vantaggi offerti sono davvero senza eguali. Smartflex, ad esempio, offre un eccellente rapporto costo/prestazioni grazie al suo semplice montaggio e al fissaggio rapido sugli alberi. Ciò si traduce in una riduzione del tempo di montaggio e, di conseguenza, in una maggiore efficienza di produzione. A questo si aggiunge la precisione più elevata.

Il giunto Smartflex garantisce un fissaggio senza gioco e una trasmissione della coppia senza perdite, fornendo un collegamento stabile e affidabile tra gli alberi delle macchine utensili

Anche i giunti ROBA-ES e ROBADS (servo) non sono da meno. I primi sono in grado di assorbire le vibrazioni generate dalle servotrasmissioni, migliorando la stabilità e riducendo l'usura delle componenti della macchina. Per chi, invece, ha esigenze molto stringenti, ROBA-DS (servo) è una scelta sicura. Insensibile ai carichi alternati, il giunto ROBA-DS è progettato per sopportare carichi alternati fino al 100% della coppia nominale senza perdite di prestazioni o danni alle lamelle. Grazie alla sua elevata densità di potenza offre una bassa inerzia che consente rapidi cambi di velocità e accelerazioni nelle applicazioni ad alta dinamica.

AUTOMAZIONE INDUSTRIALE

Gamma di passacavi con telaio scomponibile

La serie EWO è l’innovativa famiglia di passacavi divisibili di marchio CEMBRE, che segna un salto di qualità per questa categoria di prodotto. Grazie al lavoro e allo studio del proprio team tecnico, Cembre è stata in grado di progettare una nuova generazione di passacavi, contraddistinta da un ergonomi-

SOLUZIONI ECO-FRIENDLY

co telaio scomponibile, dotato di guarnizione sovrastampata e compatibile con gommini dall’elevato grado di protezione contro l’ingresso di corpi solidi estranei e contro la penetrazione di acqua. Sottili e poco ingombranti grazie al design compatto e all’assenza della guarnizione esterna, i passacavi EWO sono

la scelta ideale per innumerevoli applicazioni, specialmente per quelle nell’ambito dell’automazione industriale. Disponibili in forma quadrata, rettangolare e circolare per rispondere a ogni esigenza di installazione, i passacavi prodotti da Cembre possono gestire, con semplicità e precisione, il passaggio di cavi su quadri elettrici, pannelli ed a bordo macchina. Il telaio dei passacavi EWO realizzato in PA6.6 caricato in fibra di vetro, dal design sottile e compatto, è dotato di un’innovativa guarnizione sovrastampata, che permette a EWO di raggiungere un alto livello di protezione IP66 senza ricorrere ad una guarni-

zione esterna. La tecnologia Stop Plinth, che caratterizza la struttura del telaio, protegge la guarnizione sovrastampata da ogni rischio di compressione, assicurando così sempre un’efficace protezione IP66. La struttura scomponibile del telaio dei passacavi EWO assicura libertà e versatilità in ogni operazione di cablaggio. Il telaio dei passacavi EWO può essere comodamente fissato mediante viti di acciaio inox zincato, fori imbutiti o rivetti. Il sistema anti-caduta permette di eseguire il fissaggio dei passacavi della serie EWO in tutta comodità e rapidità, anche qualora il telaio installato venisse a trovarsi orientato verso il basso.

Supporti e nastri di fissaggio per fili, cavi e tubi

Norelem ha lanciato quattro nuove famiglie di sistemi di fissaggio dei cavi con la tecnologia del nastro di fissaggio, che offre soluzioni rapide e flessibili.

La gamma di supporti e nastri di fissaggio è progettata per il montaggio a vite di fili, cavi o tubi, consentendo la rimozione e l'inserimento senza attrezzi. Il nastro può essere aperto e chiuso centinaia di volte ed è adatto anche al montaggio diretto con viti a testa svasata. Disponibile in larghezze di 7,5, 10, 20 e 30 mm, con lunghezze che supportano intervalli di serraggio da 4 a 100 mm, questa soluzione pratica e adattabile per la gestione dei cavi consente facili regolazioni e ripo -

sizionamenti senza l'ausilio di utensili aggiuntivi, garantendo economicità e rispetto dell'ambiente.

Per chi lavora con i profili in alluminio, norelem offre anche una base con nastro di fissaggio progettata per il montaggio su profili in alluminio di tipo I e B. Questa versione può essere fissata trasversalmente o parallelamente alla scanalatura del profilo con una rotazione a destra di 45°. Disponibile in larghezze di 10 e 20 mm e in tre lunghezze, questa base è adatta a larghezze di fissaggio da 4 a 60 mm.

Inoltre, norelem offre un nastro di fissaggio in rotolo realizzato in polipropilene di alta qualità. Questo rotolo di nastro a strap-

po offre una soluzione versatile per la gestione dei cavi, consentendo ai clienti di tagliare il nastro a qualsiasi lunghezza per adattarlo alle esigenze specifiche. L'uso ripetuto del nastro è una soluzione flessibile e sostenibile per l'organizzazione dei cavi.

Infine, la fascetta di fissaggio ha un nastro di fissaggio di alta qualità con un occhiello in plastica saldato, che facilita il raggruppamento e il fissaggio di cavi e fili. È larga 20 mm e disponibile in lunghezze che vanno da 170 a 600 mm, offrendo opzioni per soddisfare le diverse esigenze e consentendo ai clienti di scegliere una fascetta che soddisfi i loro requisiti specifici, garantendo

una gestione dei cavi comoda e affidabile. Sia la base di fissaggio che il nastro sono riutilizzabili, consentendo una riorganizzazione flessibile senza generare rifiuti. Inoltre, il nastro di fissaggio è autoestinguente secondo la norma UL94-V2 e la base di fissaggio soddisfa lo standard UL94-V0, garantendo elevati standard di sicurezza.

INDUSTRIA NAVALE

IA generativa per una visualizzazione immersiva in tempo reale

Siemens espanderà la sua collaborazione con NVIDIA per contribuire alla creazione del metaverso industriale. Siemens sta portando la visualizzazione immersiva alimentata dalle nuove API NVIDIA Omniverse Cloud alla piattaforma Siemens Xcelerator, promuovendo un maggiore utilizzo della tecnologia del gemello digitale guidata dall'IA. In occasione dell'NVIDIA GTC, Siemens e NVIDIA hanno dimostrato come l'IA generativa possa rivoluzionare la visualizzazio -

ne di dati complessi, rendendo possibile il fotorealismo, e hanno evidenziato come il costruttore di navi sostenibili HD Hyundai possa utilizzarla per sviluppare nuovi prodotti. Nella fase successiva di questa collaborazione, Siemens rilascerà nel corso dell'anno un nuovo prodotto per Teamcenter® X, il software per il settore di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) basato su cloud, parte della piattaforma Siemens Xcelerator. Grazie alle tecnologie NVIDIA

Omniverse, questo prodotto offrirà ai team di progettazione la possibilità di creare un gemello digitale ultra-intuitivo, fotorealistico, in tempo reale e basato sulla logica che elimina gli sprechi e gli errori del flusso di lavoro. L'impostazione e la regolazione dei dettagli nei rendering fotorealistici, come le definizioni dei materiali e gli ambienti di illuminazione, insieme ad altre risorse scenografiche di supporto, saranno notevolmente accelerate dall'IA generativa. Compiti

che prima richiedevano giorni adesso possono essere completati in poche ore, con i dati di progettazione contestualizzati come apparirebbero nel mondo reale.

Inaugurato il laboratorio multidisciplinare per la "buona" Intelligenza Artificiale

Taglio del nastro per GOOD AI, il laboratorio multidisciplinare dell’Università di Pisa per lo studio e lo sviluppo di sistemi di “buona” Intelligenza Artifi-

ciale, che soddisfino, cioè, non solo criteri di accuratezza ed efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità. Il laboratorio ha sede presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Ateneo pisano, e vede la partecipazione di docenti e ricercatori con diverse competenze, dalla filosofia alla linguistica computazionale fino alla giurisprudenza, all’informatica e all’ingegneria, non solo dell’Università di Pisa, ma anche di Scuola Normale Superiore e CNR.

“La diffusione rapidissima di sistemi di Intelligenza Artificiale sempre più potenti ha inevitabilmente un grande impatto economico, sociale e culturale", afferma Francesco Marcelloni, docente al Dipartimento di Ingegneria dell’Informa -

zione dell’Università di Pisa e coordinatore del laboratorio. "Basti pensare a sistemi come ChatGPT o DALL-E, che sono in grado di generare contenuti sotto forma di testi e immagini che hanno qualità spesso indistinguibili da quelli prodotti dagli umani. La recente evoluzione dei sistemi di Intelligenza Artificiale apre scenari applicativi fino a pochi anni fa impensabili, ma rende al tempo stesso urgente il tema della loro potenziale pericolosità, e diventa indispensabile poter distinguere una “buona IA”, a cui delegare con fiducia molti compiti anche in contesti critici, da una “cattiva IA”, che è invece imperativo controllare e limitare. Il laboratorio GOOD AI, che riunisce al suo interno competenze altamente

interdisciplinari, si occuperà di valutare la conformità di sistemi di Intelligenza Artificiale, soprattutto quelli usati in contesti critici, come per esempio i sistemi di riconoscimento facciale, rispetto a criteri non solo di efficienza, ma anche di trasparenza, sicurezza ed eticità”. “Oltre a occuparsi dello sviluppo di sistemi conformi, il laboratorio GOOD AI si occuperà anche di fornire consulenza a imprese e Pubbliche Amministrazioni relativamente al grado di adeguatezza delle loro applicazioni rispetto ai principi stabiliti dalla normativa europea", conclude Marcelloni. Il laboratorio nasce dalle attività del progetto FAIR finanziato dal PNRR con l’obiettivo di sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale del futuro.

AUTOMATIZZAZIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI

Un report di Hexagon ha rivelato che il 98% dei produttori deve fare i conti con problemi di dati. Tra le maggiori conseguenze di queste difficoltà si annoverano ritardi nell'implementazione di tecnologie avanzate come i gemelli digitali, l'automazione e l'IA.

Un nuovo report di Hexagon rivela che le aziende che non riescono a ottenere dei dati chiari rischiano di rimanere indietro rispetto ai concorrenti. Il sondaggio a livello mondiale condotto da Forrester Consulting e commissionato da Hexagon tra più di 500 aziende del settore della produzione ha rilevato che, il 98% di queste, segnala almeno un problema con i dati all'interno della propria organizzazione. I leader stanno prendendo in considerazione la collaborazione in tempo reale, l'IA e l'automazione, ma le sfide persistenti legate ai dati ostacolano l'innovazione e l'implementazione di tecnologie di produzione così avanzate.

L’Advanced Manufacturing Report pubblicato recentemente evidenzia i cambiamenti fondamentali nel modo in cui i prodotti di alto valore vengono progettati e realizzati attraverso tre fattori digitali fondamentali: qualità e disponibilità dei dati, collaborazione e valorizzazione della forza lavoro e automazione.

UTILIZZO DEI DATI E

COLLABORAZIONE: UN GRANDE

PROBLEMA PER I PRODUTTORI

Ben il 97% delle aziende che si trovano ad affrontare sfide legate alla

Dati chiari e di qualità per migliorare innovazione e time-to-market

collaborazione e alla produttività presentano problemi con i dati, che possono influire sulla loro capacità innovativa e ritardare la risposta alle esigenze dei clienti. La maggior parte dei leader aziendali è consapevole che una migliore collaborazione può migliorare la qualità dei prodotti (88%), il time-to-market (86%) e anche la sostenibilità: l'82% degli intervistati ritiene che una migliore comunicazione tra i team di progettazione e produzione possa ridurre significativamente gli sprechi di materiali e le emissioni. Nonostante

ciò, quasi tre quarti (71%) dei leader aziendali sono preoccupati per la mancanza di sinergia tra i loro team di progettazione e produzione. "È ironico che il settore della produzione abbia inventato l'automazione e i metodi agili che stanno guidando la trasformazione aziendale in altri settori, ma fatichi ad affermarsi come oggetto di questa trasformazione", commenta Josh Weiss, Presidente della divisione Manufacturing Intelligence di Hexagon. "Questo, però, avviene perché raggiungere la digitalizzazione in tutte le catene del

I risultati dell'indagine indicano che il 37% dei produttori è in ritardo rispetto ai concorrenti poiché non sono riusciti ad automatizzare in modo significativo, o completo, nessuna fase del processo produttivo

valore produttivo è una sfida molto reale, complessa e umana. I gemelli digitali sono fondamentali per rendere le fabbriche smart, consentono ai team di risolvere i problemi in tutti i reparti, di realizzare innovazione e sono proprio quei dati di alta qualità a supportare le forze trainanti della produttività, come l'IA e la robotica. "Chi in questo momento si avvale di questi dati per la propria organizzazione può generare valore in modo più efficiente e commercializzare prodotti più rapidamente e con l'agilità necessaria per adattarsi alle condizioni del mercato", spiega Weiss. "Abbiamo già assistito a un processo simile quando l'elettronica di consumo ha guidato il passaggio all'innovazione rapida dei prodotti. Ora, lo stiamo rivivendo con BYD, che ha sconvolto il settore automotive sorpassando Tesla come leader del mercato dei veicoli elettrici. Ciò sottolinea la necessità di trasformare la produttività e l'innovazione in tutta la catena del valore produttivo". Durante la ricerca sono stati intervistati gli esperti del settore produttivo in Nord America, Asia ed Europa. Il 24% degli intervistati era costituito da dirigenti di massimo livello aziendale. È emerso che, sebbene l'accesso a dati di alta qualità sembri essere un problema universale, le aziende asiatiche sono più propense

ad applicare i loro dati, ad es. utilizzando la simulazione, la produzione virtuale e la manutenzione predittiva per prevedere ed evitare problemi a valle, quando gli impatti finanziari possono essere gravi.

I RISULTATI DI UNA GESTIONE

CORRETTA DEI DATI

Con solo il 2% dei produttori che afferma di non avere problemi con le proprie pratiche di gestione dei dati, la maggior parte delle aziende rischia di non raggiungere i propri obiettivi aziendali se non interviene prontamente. Tra le priorità aziendali per i prossimi tre anni, i leader del settore hanno citato il miglioramento dell'efficienza operativa, l'aumento della produzione e un miglioramento più rapido della qualità dei nuovi prodotti. Il tutto potrebbe essere

La maggior parte dei leader aziendali è consapevole che una migliore collaborazione può ottimizzare la qualità dei prodotti, il timeto-market e la sostenibilità

ostacolato dal mancato apporto dei cambiamenti culturali e tecnici necessari a livello aziendale per avere successo con la digitalizzazione. I risultati indicano inoltre che il 37% dei produttori è in ritardo rispetto ai concorrenti. Si può effettivamente parlare di "ritardo", poiché non sono riusciti ad automatizzare in modo significativo o completo nessuna fase del processo produttivo. Questa percentuale si contrappone a un quarto dei produttori che possono essere considerati i "leader" sul mercato, poiché hanno automatizzato almeno due fasi dei loro processi produttivi. La ricerca mostra che i leader del settore vantano un netto vantaggio in termini di produttività ed efficienza della forza lavoro rispetto alle aziende che presentano ritardi: Il 58% dei leader riferisce un aumento della produttività e dell'innovazione da parte del personale rispetto al 35% delle aziende "ritardatarie"; il 39% dei leader affronta efficacemente la carenza di talenti, rispetto al 26% delle aziende con ritardi. Le aziende manifatturiere di tutto il mondo stanno cercando tecnologie di automazione avanzate per aumentare la produttività. È interessante notare che il 58% delle aziende asiatiche prevede di investire nell'automazione basata sull'IA, o IA generativa, nei prossimi tre anni, rispetto a meno della metà delle aziende manifatturiere in Nord America (45%) e nella regione EMEA (38%).

GESTIONE DEI DATI

La piattaforma di intelligenza industriale che velocizza i processi decisionali in diversi settori

La software company, AVEVA, ha scelto Hannover Messe per presentare CONNECT, la piattaforma di intelligenza industriale in più rapida crescita al mondo che fornisce informazioni affidabili e velocizza i processi decisionali in diversi settori. Connect offre ai leader del mondo industriale una comprensione più approfondita del proprio business e un digital twin intelligente che unifica le informazioni lungo l’intero ecosistema industriale per ottimizzare l'efficienza, massi -

mizzare la sostenibilità e il rendimento. Basato sul software industriale già ampiamente riconosciuto di Aveva, Connect riunisce applicazioni di diversi fornitori, tra cui Schneider Electric, RIB, ETAP e altri partner.

Come piattaforma digitale aperta e neutrale che copre l'intero ciclo di vita industriale in tempo reale, Connect offre servizi nativi di gestione dati, di visualizzazione, di sviluppo di applicazioni, capacità di modellazione e analisi e di gestione

dell'utilizzo. All'interno di un unico contesto applicativo, la piattaforma riunisce i dati, il digital twin, l'intelligenza artificiale industriale e una profonda esperienza di dominio. Grazie alla sua base cloud su Microsoft Azure, Connect offre alle industrie capacità scalabili che possono sbloccare nuovi livelli di sostenibilità ed efficienza. "L'economia industriale connessa sbloccherà i vantaggi della collaborazione globale in tutto l'ecosistema industriale",

ha spiegato Caspar Herzberg, CEO di Aveva. "In qualità di piattaforma di intelligenza industriale, Connect consente una comprensione olistica della catena del valore e stimola l'innovazione in tempo reale a ogni livello. Grazie ad analisi e intelligenza artificiale, questo ecosistema di dati unico e completo offre un'efficienza elevata in un ambiente in cui i team sono in grado di progettare in modo più intelligente, operare meglio e aumentare la redditività”.

Servizi digitali per il manifatturiero

Var Group, operatore per i servizi e le soluzioni digitali, parte del Gruppo SeSa quotata all'Euronext STAR, annuncia la nascita di Var Industries, Business Unit dedicata ai servizi digitali per il manifatturiero, dalla progettazione alla produzione.

Var Industries fa il suo ingresso nel mercato riunendo l’esperienza di Tech Value, Cadlog Group, PBU e del team Var Group dedicato allo sviluppo software per l’industria manifatturiera. La nuova realtà, guidata dai managing partner Filippo D’Agata e Carlo Pinferi, rappresenta un centro di

eccellenza con un’offerta dedicata ai servizi per la digitalizzazione della produzione – meccanica ed elettronica – diventando così l’unica struttura nel mercato europeo a coprire a tutto campo le esigenze di produzione dei sistemi complessi delle PMI.

Con la nuova realtà Var Group continua il percorso di internazionalizzazione di Var Industries, facendo confluire in un’unica offerta tutta la proposta prima presente in Francia, Germania, Spagna e Italia, sostenendo così l’evoluzione digitale delle imprese in 13 paesi nel mondo.

Il piano industriale prevede una crescita perseguita attraverso linee interne ed esterne nei prossimi due anni, con investimenti del valore di 1 milione di euro per lo sviluppo della propria offerta e un piano di assunzioni per ampliare il personale, con 20 nuovi professionisti da inserire nel 2024. La strategia di evoluzione avverrà anche per linee esterne tramite M&A, con un investimento iniziale di oltre 10 milioni di euro.

“Var Group compie un ulteriore passo in avanti con Var Industries, diventando l’unico player in Europa con

una Business Unit specializzata sui sistemi complessi delle PMI del manifatturiero”, ha spiegato Francesca Moriani, CEO Var Group. “Var Industries entra nel mercato con una proposta integrata che rappresenta un’opportunità unica per le PMI nel manifatturiero, unendo in un solo fornitore idee, strumenti e soluzioni digitali”, ha spiegato Filippo D’Agata, managing partner di Var Industries. “Le PMI giocano un ruolo chiave nel tessuto imprenditoriale italiano, in quanto responsabili di una quota significativa dell’intero fatturato generato in Italia”.

UNA NUOVA BUSINESS UNIT PER VAR GROUP

SALUTE E AMBIENTE

Cavi sicuri e sostenibili con il sigillo "PFAS-free"

Privi di sostanze chimiche PTFE e PFAS, i cavi chainflex di igus garantiscono più sicurezza per le persone, la natura e le aziende.

Come le sostanze chimiche della famiglia dei PFAS, alcuni composti del politetrafluoroetilene (PTFE in breve) sono considerati "forever chemicals", ovvero sostanze chimiche eterne, e quindi potenzialmente dannosi per l'ambiente, le persone e gli animali. L'Unione Europea sta già valutando possibili restrizioni e divieti per l’utilizzo di queste sostanze. Con il sigillo "PFAS-free" igus identifica i cavi chainflex privi di queste sostanze chimiche, offrendo ai clienti sicurezza operativa, anche nel caso di futuri divieti legislativi. Si potrebbe pensare che PFAS e PTFE siano acronimi riservati al mondo della chimica. In realtà queste abbreviazioni si riferiscono a composti chimici utilizzati in molte applicazioni di uso quotidiano presenti nelle nostre case. Il politetrafluoroetilene (PTFE), ad esempio, è comunemente conosciuto con il marchio Teflon. I composti per- e polifluoroalchilici (PFAS) si trovano negli indumenti e nei tessuti trattati, nella carta da forno, nelle schiume estinguenti degli estintori, nel makeup, ma anche in diverse materie plastiche. Poiché i PFAS sono difficilmente degradabili nell'ambiente e particolarmente durevoli nel tempo, l'Unione Euro -

pea sta spingendo per una restrizione o addirittura un divieto di utilizzo per oltre 10.000 composti PFAS. Per tutelarsi da questi possibili interventi, le industrie chiedono sempre più spesso che le materie plastiche da loro acquistate siano prive di PFAS. Ed è esattamente ciò che igus garantisce con il sigillo "PFAS-free" per la gamma di cavi chainflex

UNA GAMMA AMPIA

L'azienda di Colonia, specializzata in motion plastics, ha già eliminato l’utilizzo di queste sostanze chimiche per il 95% dei suoi cavi, offrendo ai clienti sicurezza progettuale, anche in vista di divieti a livello europeo. Tutti i cavi chainflex etichettati "PFAS-free" sono realizzati con materiali come isolanti, rivestimenti, nastri ecc. privi di composti del fluoro. Ciò ad esclusione di possibili impurità o valori limite misurati che non possono essere completamente eliminati a causa, ad esempio, di influenze esterne. Questo significa che igus soddisfa già i requisiti internazionali, poiché in alcuni Paesi l'esportazione di PFAS è stata limitata ed è soggetta a notifica o autorizzazione. "Con il sigillo PFAS-free offriamo maggiore sicurezza ai nostri clienti e

continuiamo a lavorare in ottica di sostenibilità, evitando di utilizzare questi composti nocivi", spiega Simone Gadeschi, Product Manager per i cavi chainflex presso igus Italia. I cavi flessibili chainflex sono stati sviluppati appositamente per l'uso in applicazioni dinamiche e vengono impiegati in moltissimi sistemi in tutto il mondo. Utilizzati nelle catene portacavi igus, garantiscono l'alimentazione sicura di molti impianti, comprese gru, macchine utensili e robotica. Nel tempo, la gamma chainflex è cresciuta e, ad oggi, conta oltre 1.350 cavi di diverse tipologie, tra cui cavi di controllo, cavi bus, dati, motori, in fibra ottica

ecc. Questi cavi da posa mobile si distinguono per la loro durabilità e robustezza, performance frutto dei numerosi test eseguiti dal laboratorio di prova interno presso la sede centrale di igus a Colonia. Qui, infatti vengono effettuati oltre due miliardi di cicli di prova all'anno. L'esperienza acquisita con i test ha portato l'azienda, già 10 anni fa, ad offrire una garanzia di 36 mesi per i cavi chainflex che lo scorso anno è stata incrementata a 4 anni. "Con questa garanzia, i nostri cavi contribuiscono ad incrementare l'affidabilità progettuale e operativa, oltre a soddisfare le richieste di prodotti PFAS-free," spiega Gadeschi.

I cavi chainflex igus hanno il sigillo PFAS-free (Fonte: igus GmbH)

IDENTIFICAZIONE DIGITALE

Filigrana digitale e sistemi di visione per migliorare l'automazione

Per offrire opzioni di imballaggio innovative e migliorare l'intero ciclo di vita del prodotto OMRON e Digimarc mettono insieme le forze, grazie a tecnologie capaci di identificare, ispezionare e avviare la tracciabilità in modo rapido e accurato.

Digimarc Corporation, esperta nel settore delle tecnologie di filigrana digitale, e OMRON, azienda attiva nelle soluzioni di automazione industriale, hanno avviato la loro partnership strategica volta a portare le soluzioni di automazione industriale a un nuovo livello. La combinazione tra le filigrane elettroniche Digimarc e le tecnologie di visione artificiale OMRON rappresenta un approccio innovativo all'identificazione digitale dei prodotti e una svolta nell'automazione industriale. Insieme, le due aziende consentono ai produttori e ai brand di essere in vantaggio rispetto alla concorrenza, di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato e di soddisfare i requisiti sempre più rigorosi di prodotti sostenibili e personalizzati.

“Oggi più che mai, le aziende devono rispondere alle crescenti pressioni di aderire alle nuove normative di settore, snellire le operazioni e soddisfare le aspettative dei consumatori in termini di qualità, autenticità e sostenibilità", ha dichiarato Ken Sickles, Chief Product Officer di Digimarc. "Grazie alla nostra partnership con OMRON, possiamo

offrire una soluzione di automazione industriale che risponde a queste esigenze”.

SOLUZIONI ORIENTATE AL FUTURO

I progressi nel campo dell'automazione industriale sono fondamentali non solo per le attività aziendali, ma anche per la sicurezza dei consumatori. Digimarc e OMRON hanno modernizzato l'automazione industriale, consentendo ai produttori di evitare la mancata compatibilità dei componenti o l'errata etichettatura dei prodotti, di aumentare la velocità e l'efficienza del processo produttivo e di semplificare la distribuzione e l'evasione dei prodotti confezionati. La soluzione agevola inoltre il recupero, lo smistamento e il riciclaggio dei materiali di imballaggio dopo l'uso, riducendo la dispersione dei rifiuti nell'ambiente e migliorando la qualità e la quantità del materiale riciclato post-consumo.

"I nostri clienti nel settore dei beni di consumo devono far fronte a crescenti esigenze in termini di sicurezza, imballaggi sostenibili e di alta qualità", ha dichiarato Fernando Colás, Chief Executive Officer di OMRON

Industrial Automation EMEA. "Integrando la tecnologia di digital watermarking di Digimarc nelle nostre soluzioni di visione industriale, offriamo opzioni di imballaggio innovative che riducono i materiali superflui e prevengono l'etichettatura o il confezionamento errat-o dei prodotti". Le tecnologie Digimarc e OMRON sono in grado di identificare, ispezionare e avviare la tracciabilità dei prodotti in modo rapido e accurato, a velocità elevate. Di conseguenza, i brand e i produttori di tutti i settori ottengono notevoli miglioramenti in termini di efficienza, qualità, tracciabilità, sicurezza e conformità delle operazioni industriali. Questa combinazione di esperienza nell'automazione industriale e tecnologia avanzata di filigrana digitale fornisce una soluzione integrata per rinnovare gli impianti industriali. Oltre all'automazione industriale, le filigrane digitali Digimarc migliorano l'intero ciclo di vita del prodotto, consentendo ai brand di affrontare le sfide future e di soddisfare le aspettative dei consumatori con una riduzione degli investimenti. Una volta applicate, le filigrane digitali automatizzano l'identificazione della raccolta e della selezione degli imballaggi negli gli impianti di riciclaggio dei materiali (MRF), generando metriche di sostenibilità. Inoltre, le filigrane digitali Digimarc supportano l'autenticazione dei prodotti, i programmi di fidelizzazione dei clienti a doppio fattore, le casse dei punti vendita di nuova generazione e altre applicazioni aziendali, offrendo un importante valore aggiunto.

CONVERTITORI DI FREQUENZA

Una tecnologia intelligente per lo stoccaggio del carbonio

Rockwell Automation, Inc., azienda mondiale di automazione industriale e trasformazione digitale, sta collaborando con Drillmec, un'azienda globale con sede in Italia specializzata nella perforazione onshore e offshore, che sta sviluppando nuove e innovative tecnologie di stoccaggio.

La tecnologia avanzata di Drillmec utilizza l'intelligenza basata sui dati e l'automazione di precisione per rendere la perforazione dei punti di ingresso per le nuove strutture di stoccaggio del carbonio, più veloce, più facile, più sicura e più conveniente. Questa iniziativa rafforza l'impegno di Drillmec nello sviluppare soluzioni che sfruttano la sua esperienza nella trivellazione e nei rig per ridurre le emissioni e raggiungere obiettivi ambientali.

Le attività di cattura e stoccaggio del carbonio ne prevedono l'intrappolamento nel punto di emissione – ad esempio, in una fabbrica – per poi pomparlo in un’idonea struttura di stoccaggio sotterranea dove viene immagazzinato in modo permanente, impedendone il rilascio nell'atmosfera.

Utilizzando i convertitori di frequenza CA Allen-Bradley PowerFlex TL XT 755, il sistema di perforazione automatizzata di Drillmec è più preciso e mirato rispetto ai suoi predecessori. Ciò consente di raggiungere lo stato finale desiderato – la creazione di un punto di ingresso per nuove strutture di stoccaggio del carbonio – in meno tempo, utilizzando meno materiali e meno energia rispetto ai sistemi precedenti. Attraverso una maggiore efficienza, una maggiore auto -

mazione e altre funzionalità avanzate, la nuova tecnologia ridurrà anche il numero di personale necessario in loco. Ciò contribuirà a contenere i costi e a migliorare la sicurezza del cantiere.

La tecnologia di Drillmec è adatta all'uso onshore e offshore. Riducendo i costi, contribuisce ad abbassare la barriera all'ingresso di nuovi impianti di

cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS). Ciò ha il potenziale per ridurre significativamente le emissioni legate a tutta una serie di usi industriali e domestici. Oltre a fornire tecnologia, Rockwell Automation ha collaborato fianco a fianco con Drillmec per ottimizzare il flusso di lavoro della perforazione, massimizzando l’efficienza e minimizzando le emissioni.

DIGITALIZZAZIONE

Amplificatore estensimetrico con interfaccia IO-Link

Il nuovo amplificatore estensimetrico di Burster con interfaccia IO-Link consente la digitalizzazione della tecnologia di misura direttamente dal sensore. Il suo design compatto e l'elevato grado di protezione

permettono all’amplificatore di essere utilizzato ovunque sul campo. I sensori estensimetrici hanno tipicamente una tensione di uscita di pochi millivolt. In ambienti industriali, ad esempio in prossimità di motori elettrici o convertitori di frequenza, le interferenze possono influenzare il risultato della misura durante la trasmissione di segnali analogici. Tutto ciò si può evitare in modo affidabile utilizzando il nuovo amplificatore estensimetrico con interfaccia IO-Link. Il collegamento analogico tra il sensore e l'am-

plificatore è mantenuto il più breve possibile, la comunicazione IO-Link standardizzata è completamente digitale e priva di interferenze. L'amplificatore viene alimentato direttamente tramite interfaccia IO-Link –un cavo standardizzato a 5 fili con connettore M12. I sensori estensimetrici possono essere collegati tramite un connettore M8 a 4 pin. L'elettronica dell'amplificatore di alta qualità consente misure precise con una non-linearità < 0,005 % F.S. Classe di protezione IP65 specifico per uso in ambiente

industriale gravoso e resistente alle vibrazioni. La conversione A/D a 24 bit garantisce che i segnali digitali abbiano una risoluzione sufficiente. Il nuovo amplificatore estensimetrico con interfaccia IO-Link consente un’immensa flessibilità. Con una scelta adeguata del master IO-Link, l'amplificatore può essere integrato in quasi tutte le reti fieldbus. A seconda del numero di porte fornite dal modulo master, le attività di misura multi-canale possono essere implementate in modo semplice ed economico.

SOLUZIONI HARDWARE E SOFTWARE

Grazie ai sensori wenglor utilizzati per gestire le fasi di accosto del robot AGV e per monitorare l’ambiente circostante, TAO Automation sviluppa al meglio le proprie applicazioni basate sulla visione artificiale.

Oggi l'automazione è un plus tecnologico apprezzato dalle aziende di ogni genere e dimensione per la capacità di assicurare qualità, produttività ed efficienza. In questo contesto, per le ampie potenzialità di cui dispongono, i sistemi di visione si candidano tra le tecnologie più interessanti e in costante sviluppo. Un concetto ben chiaro a Fabio Mancini, founder e CEO di TAO Automation, azienda di Vicopisano (PI) nella quale ha trasferito la sua ampia e pluridecennale conoscenza del mondo dell’automazione industriale, dando vita a una realtà che si distingue per la capacità

I sensori al servizio della visione artificiale

di innovare integrando tecnologie avanzate quali la robotica, anche mobile, e la visione.

DAL SERVICE ALL’INNOVAZIONE

Come racconta Mancini, la svolta decisiva è avvenuta nel 2015, quando l’esperienza maturata fin

L'ampia offerta di sensori wenglor comprende anche soluzioni di machine vision e illuminatori

dagli anni ’90 nella progettazione, costruzione, manutenzione e revisione di impianti industriali – cresciuta di pari passo con l’avvento delle nuove tecnologie, tra cui la visione – ha trovato la sua naturale collocazione in TAO Automation.

“Quale start up creata per dare un più ampio valore a tutto ciò che negli anni avevo appreso, TAO Automation inizialmente ha scelto di concentrarsi sulla manutenzione e sul service di impianti realizzati da terzi”, inizia Mancini.

“Ben presto ci siamo resi conto che, per assicurare il massimo vantaggio competitivo ai nostri clienti, era necessario spingersi oltre e abbiamo intravisto nelle soluzioni di visione artificiale una enorme potenzialità tecnologica per rendere ancora più efficace l’automazione dei processi industriali”.

Alle iniziali attività di service, TAO

Automation affianca ben presto una serie di altre attività, che spaziano dalla progettazione alla consulenza, dalla costruzione di macchine prototipali all’implementazione di linee complete, fino alla realizzazione di soluzioni basate sulla robotica e sui sistemi di visione artificiale. In questo percorso, con le sue soluzioni e il valore aggiunto apportato dalla sua squadra di tecnici, wenglor sensoric si è dimostrato un partner in grado di esaltare l’approccio innovativo di TAO Automation.

VISIONE ARTIFICIALE E ROBOTICA

Il cuore delle applicazioni sviluppate in TAO Automation è la visione artificiale, che si concretizza in applicazioni software customizzabili (TAO Vision), e la robotica industriale/robotica mobile. Quest'ultima trova il suo apice in un prodotto configurabile in funzione delle necessità dei clienti (TaoGoRan). GoRan è un AGV, ovvero un veicolo a guida autonoma, basato su una piattaforma mobile che, grazie a una serie di sensori e opportuni sistemi di visione, è in grado di spostarsi all’interno di un ambiente al fine di eseguire task tra i più disparati. Sulla piattaforma TaoGoRan è integrabile un robot industriale/cobot antropomorfo coordinato che, in base all'equi -

paggiamento di cui dispone, può eseguire compiti di asservimento macchine, trasporto intralogistico, palletizzazione/depalletizzazione, picking di precisione, assemblaggi ecc.

Grazie alle ruote di cui dispone – di tipo “mecanum” – l’AGV è in grado di muoversi liberamente senza vincoli di modo e direzione (laterale, diagonale, con moto rotatorio su punti pivot ecc.). I dispositivi wenglor di cui dispone, come i sensori a ultrasuoni o le unità laser a tempo di volo della serie wintec, utilizzati ad esempio per gestire le fasi di accosto del robot alle postazioni target, oltre a monitorare l’ambiente circostante, restituiscono informazioni dettagliate dei movimenti eseguiti, garantendo anche la sicurezza del personale, oltre che del veicolo stesso, nell’esecuzione dei task assegnati. Nonostante l’abbondante sensorizzazione di cui GoRan si avvale, il cuore “sensoriale” del sistema è rappresentato da TAO Vision, la piattaforma per la visione artificiale sviluppata da TAO Automation su base hardware wenglor.

“Quando abbiamo valutato le soluzioni presenti sul mercato, quelle proposte da wenglor ci sono sembrate le più adatte per i nostri scopi”, conferma Mancini.

“Si caratterizzano per le elevate prestazioni, ma anche per la fles -

sibilità operativa e la totale apertura. A livello hardware possiamo contare sul supporto di EtherCAT, un protocollo solido, diffuso e molto performante”.

La quantità di dati che le telecamere wenglor possono generare è notevole e, all’interno di processi ad alta velocità di elaborazione e trasmissione, diventa cruciale eliminare ogni ritardo affinché non si verifichino colli di bottiglia.

“È interessante anche il software all-in-one di wenglor uniVision, che agevola il settaggio e la programmazione dei suoi prodotti di visione in modo molto efficace, anche se in TAO Automation abbiamo deciso di percorrere la strada del software sviluppato internamente: una scelta che ci permette di essere ancora più vicini alle esigenze del cliente, resa possibile dall’approccio aperto dell’hardware di wenglor sulla cui base non abbiamo riscontrato difficoltà di sviluppo e integrazione”.

POTENZIALITÀ DA SVILUPPARE

Le possibilità offerte dalla visione artificiale sono molteplici e la proposta di wenglor si contraddistingue per la capacità di assecondare costruttori e integratori nel successo del proprio lavoro: proprio come accade in TAO Automation. Nella rilevazione 3D, ad esempio, i profilometri della famiglia weCAT e gli strumenti a

Sensori di profilo weCat 3D

ROBOTICA

luce strutturata ShapeDrive risultano particolarmente apprezzati per le loro performance. “Possiamo montare il profilometro in posizione fissa per riconoscere gli oggetti che scorrono su un nastro trasportatore ed eseguire attività di pattern matching per programmare il successivo robot di pick&place. Oppure siamo in grado di ricostruire i profili per poi eseguire lavorazioni ad hoc”, prosegue Mancini. “Ma possiamo anche utilizzarlo in modo dinamico, collocando il sensore sul polso di un robot per eseguire più riprese dell’oggetto da diverse angolazioni. I concetti applicativi che grazie alla flessibilità possiamo mettere in pratica nell’ambito della machine vision ci consentono di sviluppare pressoché qualsiasi tipo di attività: l’abbinata con TAO GoRan va proprio in questa direzione”.

AMPIA DISPONIBILITÀ DI PRODOTTI E SOLUZIONI

Tra i numerosi dispositivi per la visione che wenglor mette a disposizione, nel corso degli anni

TAO Automation ne ha utilizzati diversi in funzione delle necessità applicative.

weCAT, ad esempio, è la famiglia di sensori laser 2D/3D che sfruttano il principio della triangolazione e che operano con sorgente di due tipi (luce rossa e luce blu) e quattro diverse classi (1, 2M, 3R, 3B). La telecamera integrata misura il profilo acquisito e, grazie alla risoluzione che può spingersi fino a 2 μm, lo elabora per ricreare un modello preciso dell’oggetto.

Sono tre, in particolare, i modelli utilizzati da TAO Automation per le proprie applicazioni. Idonei per gestire con differenti risoluzioni aree di lavoro con asse Z da 90 fino a 1.500 mm, dispongono di un design robusto, adatto all’uso in ambienti industriali e persino nell’alimentare con le versioni in acciaio inox.

ShapeDrive G4 è invece la soluzione di visione basata sulla tecnica della luce strutturata: sugli oggetti da misurare viene proiettato un pattern di luce, che viene rilevato dalla telecamera e quindi trasformato in una

nuvola di punti grazie al potente processore integrato nel dispositivo. Il risultato è un modello 3D estremamente preciso, che può addirittura raggiungere una risoluzione di pochi micrometri. Grazie all’elevata gamma dinamica, ShapeDrive G4 può lavorare anche su oggetti metallici o lucidi.

SERVIZI E CONSULENZE: LA DIFFERENZA TRA FORNITORE E PARTNER

Al di là dei prodotti, pur sempre importanti, esistono anche altri fattori che possono fare la differenza per una azienda che, come TAO Automation, si muove in un settore specializzato come quello delle tecnologie di automazione basate su visione e robotica. Da questo punto di vista, il rapporto che si è instaurato con wenglor è un plus che ha dato molto valore: parlare la stessa lingua, quella della tecnologia, è già di per sé un enorme vantaggio che, sulla scorta di esperienze pregresse, TAO Automation ci tiene a rimarcare e a non dare affatto per scontato. wenglor mette a disposizione dei propri clienti anche il servizio Rental: sensori, profilometri, smart camera, sistemi di illuminazione possono essere richiesti, testati e utilizzati gratuitamente per 15 giorni al fine di valutarne l’adeguatezza in funzione delle esigenze e, nel caso, procedere poi con l’acquisto del materiale. In TAO Automation si sfrutta abitualmente questa possibilità, perché permette di ottenere risposte concrete a necessità spesso molto complesse e su applicazioni customizzate, che richiedono spesso l’allestimento di demo prototipali. È questo l’ennesimo fattore che fa pendere l’ago della bilancia di TAO Automation verso le soluzioni di wenglor.

Supersensori ShapeDrive G4

SOLUZIONE COLLABORATIVA

Sistema di visione per il prelievo dei pezzi

Comau presenta l'ultima soluzione della sua famiglia di sistemi di visione flessibili e indipendenti dall’hardware MI.RA (Machine Inspection Recognition Archetypes), MI.RA/OnePicker. La nuova soluzione di prelievo pezzi

basata sul sistema di visione di Comau (che ha fatto il suo debutto ad Automate 2024, la principale fiera di automazione del Nord America) è un modo semplice e intelligente per eliminare le attività di selezione difficili da gestire, all'interno di settori diversificati, aumentando a sua volta sia il benessere dei lavoratori che l'efficienza di lavoro complessiva. Potenziata grazie all'intelligenza artificiale, questa soluzione indipendente dall'hardware abbina una tecnologia di visione all'avanguardia a sensori avanzati per prelevare oggetti spostati in modo casuale dopo aver calcolato la posizione di prelievo

TECNOLOGIE DI LUBRIFICAZIONE

in pochi secondi. Il sistema di guida visiva robotizzato, compatto e leggero, determina in modo proattivo il modo più efficace per svuotare un contenitore, risparmiando sui costi e riducendo i potenziali rischi.

MI.RA/OnePicker è progettato per prelevare autonomamente vari oggetti dallo stesso contenitore senza fare affidamento su un’assistenza basata su CAD o su informazioni pregresse sulla loro dimensione, forma, colore o caratteristiche.

“MI.RA/OnePicker è il risultato dei nostri continui sforzi per rendere la tecnologia complessa più accessibile ed

efficace per una vasta gamma di settori”, ha affermato Nicole Clement, Chief Business Unit Leader for Advanced Automation Solutions. “L'impegno di Comau per potenziare l'automazione rivolta ad aziende di tutte le dimensioni con soluzioni robotiche intelligenti si estende ora, tra le tante, alle complesse operazioni di prelievo dei pezzi in ambiti come la gestione del magazzino e la produzione. Si tratta di un mercato, in base alle nostre stime interne e a ricerche di supporto, che dovrebbe raggiungere un tasso di crescita annuo composto del 76% (2019-2025)".

Cuscinetto a basse emissioni di particelle per servomotori

NSK lancerà un cuscinetto ad alte prestazioni per servomotori che riduce le emissioni di particelle come grasso od olio. Questo sviluppo innovativo contribuirà al funzionamento stabile di macchinari industriali vitali come i robot. Sfruttando la sua ricca esperienza in tribologia (controllo dell’attrito e dell’usura attraverso lubrificanti e superfici dei materiali), NSK è riuscita a sviluppare un cuscinetto con nuove tecnologie di lubrificazione e tenuta che dimezza le emissioni di particelle rispetto ai prodotti convenzionali. Inoltre, il grasso ha una durata doppia rispetto alla norma, mentre la tenuta in gomma offre una coppia più bassa. Con molti Paesi afflitti da una progressiva caren-

za di manodopera, il mercato dei robot industriali continua a crescere. Tuttavia, le applicazioni robotizzate richiedono alti livelli di affidabilità per effettuare la transizione da attività manuali ad automatizzate. L’affidabilità dei robot è data dai loro componenti principali. Un tipico robot antropomorfo, ad esempio, può avere fino a sei servomotori per controllare il posizionamento e la velocità su diversi assi.

Ogni servomotore ospita due cuscinetti: un cuscinetto sul lato di carico che sostiene appunto i carichi derivanti dall’applicazione; e un cuscinetto sul lato opposto posizionato fra il disco del freno e il disco dell’encoder. In ambienti con temperature

elevate come i servomotori, i cuscinetti tendono a rilasciare minuscole particelle di grasso e olio durante la rotazione. Queste particelle aderiscono ai dischi e causano problemi come errori di lettura degli encoder e slittamento dei freni. Per questo motivo NSK ha sviluppato lubrificante e tenute che non rilasciano particelle e offrono un’alta tenuta ermetica. Il nuovo grasso di NSK ha

un’evaporazione molto contenuta in ambienti con temperature elevate come i servomotori e utilizza componenti termoresistenti superiori per garantire una bassa dispersione di particelle e una maggiore resistenza al grippaggio. La nuova tenuta in gomma di NSK presenta un labbro di forma ridisegnata che favorisce la riduzione delle emissioni, oltre a ridurre la coppia del 10%.

TRASFORMAZIONE DIGITALE

La robotica collaborativa rappresenta una risorsa inestimabile per l'industria soprattutto se sviluppata nel rispetto degli esseri umani. Per questo alle tecnologie robotiche di oggi è richiesto di rispettare alcuni criteri, tra cui: sicurezza, apprendimento e sostenibilità.

L’automazione robotica ha già ridisegnato profondamente settori come manifatturiero e intralogistica ma anche altri differenti dall’industria tradizionale come il medicale. In un’ottica di Industry 4.0 e di quella trasformazione digitale che è già ampiamente in atto, continua lo sviluppo e l’adozione delle nuove tecnologie, sempre più presenti nelle strategie aziendali. Gli obiettivi sono molteplici non solo riferiti a efficienza e ottimizzazione della produzione, ma anche sostenibilità e soprattutto sicurezza dei luoghi di lavoro. In questo articolo Sandro Mascetti, CEO di MAS Elettronica, affronta gli aspetti collaborativi della robotica e analizza l’evoluzione, le connessioni con le recenti tecnologie, le normative e l’attuale potenziale che i cosiddetti cobot hanno ancora da esprimere.

I FATTORI ABILITANTI DELLA

ROBOTICA COLLABORATIVA

La robotica collaborativa è una risorsa che ha oramai trasformato in modo radicale il rapporto tra uomo e macchina, e che ha consentito di raggiungere risultati

ROBOTICA

Uomo-macchina: una collaborazione a prova di sicurezza

notevoli attraverso numerosissime applicazioni. Quali sono, quindi, i fattori che hanno permesso una diffusione crescente dei robot collaborativi nell’industria?

Replicabilità – Poiché la precisa replicabilità (dei compiti e dei movimenti) è un aspetto che per l’essere umano risulta difficoltoso, è stato chiesto alle macchine di effettuare movimenti e processi identici, in successione e in cadenza predefiniti.

Percezione – Un altro fattore fondamentale è quello di avere la percezione di ciò che accade intorno a sé. Ad esempio, se un addetto al montaggio o alla lavorazione deve prestare attenzione a ciò che succede attorno a lui per evitare danni a cose o ai colleghi che sono nelle vicinanze, lo stesso concetto è stato trasferito

nell’approccio lavorativo dei robot collaborativi. Grazie alla sensoristica i cobot hanno la percezione di ciò che accade nell’ambiente circostante e, allo stesso modo di un collega umano, possono interrompere le loro attività nel caso di rischio.

Sicurezza – I robot, non solo quelli collaborativi, sono utilizzati per svolgere compiti ripetitivi, pesanti ma anche pericolosi. Grazie alla ripetibilità e una percezione sempre più sofisticata, sono in grado di garantire un elevato livello di sicurezza negli ambienti dove vi è interazione con l’uomo.

Apprendimento – Anche questo aspetto è molto importante poiché con l’ingresso dell’intelligenza artificiale nell’industria

4.0 è stato possibile conferire ai cobot l’attitudine di imparare

velocemente dalla loro esperienza. Anche i robot collaborativi fanno “gavetta” e ciò è fondamentale poiché in base al loro sapere saranno in grado di svolgere mansioni anche molto diverse e, nel caso dei sistemi più sofisticati, di riprogrammarsi in modo autonomo.

Alta integrabilità – Ripetibilità e apprendimento sono qualità che consentono ai robot collaborativi un’elevata flessibilità con la quale integrarsi in un universo di applicazioni. Basti pensare che ad esempio i bracci antropomorfi possono essere utilizzati per mansioni sopracitate ma anche in campo medicale, dove vi è una costante evoluzione nel campo degli interventi chirurgici.

Consumi e sostenibilità – L’evoluzione dei software, dell’hardware e della cinematica ha consentito, nel corso degli anni, di attenuare il consumo energetico dei robot collaborativi. Ciò offre il vantaggio di costi di esercizio minori per le aziende ma anche il perseguimento degli obiettivi dell’agenda 2030.

NORMATIVE

Tra tutti, la sicurezza è uno dei fondamenti della robotica collaborativa e la percezione dei robot ne è correlata. Quali sono, dunque, le normative che fissano i requisiti di sicurezza per i robot industriali

SBC Frida IMX8M di MAS Elettronica

e la loro integrazione? La norma ISO 10218 (e relative sezioni 1 e 2) ha posto le basi per un funzionamento in sicurezza mentre risale al 2016 la specifica tecnica ISO/ TS 15066 che contiene ulteriori prescrizioni da applicare ai cobot in particolare quando il loro lo spazio operativo è condiviso con i colleghi umani. Senza addentrarci nello specifico, possiamo dire che normative e specifiche prevedono requisiti minimi e necessari riguardo a spazi di lavoro, procedure, e previsione di tutti i possibili rischi. L’obiettivo è quello di far assumere al cobot modalità per cui, al momento della condivisione dello spazio con gli esseri umani, non si presentino rischi di incidenti.

CPU Aurora IMX8M di MAS

SENSORISTICA E RILEVAMENTO

Tecnologie di rilevamento e una sensoristica sempre più precise e diversificate è possibile aumentare ed affinare le capacità di percezione dei robot. Ad esempio, i robot mobili autonomi (AMR) sono in

grado di rilevare con precisione e in tempo reale posizione e scenario circostante, compresa la presenza di oggetti e persone o mezzi in movimento. Questa capacità consente una navigazione autonoma e ragionata, ovvero il robot a seconda dei casi specifici non percorrerà mai lo stesso itinerario ma sarà in grado di ricalcolare viva via il percorso migliore in base agli eventi. Lo stesso concetto è applicato ai cobot, poiché dotati di una sensoristica varia che consente di: rilevare la presenza umana nelle vicinanze, rilevare e riconoscere le varie forme degli oggetti che ad esempio dovrà manipolare, leggere le informazioni di un particolare attraverso QR Code oppure RFID, misurare la temperatura di un lavorato, verificare le misure di un pezzo, determinarne i difetti, e molto molto altro.

RESTITUZIONE DI DATI FRUIBILI

Ultimo ma non meno importante è l’aspetto dei dati. L’impiego dell’automazione consente alla fabbrica 4.0 di disporre di molti dati acquisiti dalle macchine durante le fasi di lavorazione, anche nel caso dei cobot. La generazione di grandi quantità di dati può, attraverso un sw di orchestrazione, scalare verso il livello superiore per essere elaborata al fine di trarre informazioni utili per il controllo, per l’ottimizzazione delle strategie oppure per consentire una rapida riprogrammazione del processo.

Grazie alla sensoristica i cobot hanno la percezione di ciò che accade nell’ambiente circostante e, allo stesso modo di un collega umano, possono interrompere le loro attività nel caso di rischio

ELENCO INSERZIONISTI

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N. 5 OTTOBRE 2024

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