Raccolta di atti parlamentari dal 1° al 31 luglio 2021

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ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/06407 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 539 del 13/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: DI MAIO MARCO Gruppo: ITALIA VIVA Data firma: 13/07/2021

Commissione assegnataria

Commissione: I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 13/07/2021 Stato iter:

14/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione RINUNCIA ILLUSTRAZIONE 14/07/2021 Resoconto DI MAIO MARCO ITALIA VIVA RISPOSTA GOVERNO 14/07/2021 Resoconto SIBILIA CARLO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (INTERNO) REPLICA 14/07/2021 Resoconto DI MAIO MARCO ITALIA VIVA Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 14/07/2021 SVOLTO IL 14/07/2021 CONCLUSO IL 14/07/2021 Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06407 presentato da DI MAIO Marco testo di


Martedì 13 luglio 2021, seduta n. 539   MARCO DI MAIO. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: il blocco del turn over del personale della Polizia di Stato nella provincia di Forlì-Cesena si è rivelato del tutto inadeguato, avendo avuto come unica conseguenza una riduzione dell'organico che rischia di paralizzare la sicurezza, con gravi ripercussioni a carico della collettività; difatti, la mole di lavoro è notevolmente aumentata e, con essa, si sono moltiplicati i casi di stress da lavoro correlato; inoltre, si registra una carenza di strumenti idonei per affrontare le situazioni più complesse, nonché una generale mancanza di garanzie funzionali, di ambienti di lavoro salubri e idonei allo svolgimento dell'attività lavorativa, ma anche di tutele legali che si traducono, tra le altre, nella richiesta di norme più severe che puniscano l'aggressione agli agenti di Polizia –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione esposta in premessa e quali iniziative intenda adottare per rinforzare adeguatamente e in breve tempo gli organici della Polizia di Stato nella provincia interessata. (5-06407) Atto Camera Risposta scritta pubblicata Mercoledì 14 luglio 2021 nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali) 5-06407 Signor Presidente, Onorevoli Deputati, l'On.le interrogante chiede di conoscere le iniziative per rafforzare la presenza della Polizia di Stato nel territorio di Forlì-Cesena. Al riguardo, rappresento che la provincia di Forlì-Cesena è dotata di un organico di 521 unità, che sarà incrementato di 16 unità entro la fine del mese di luglio 2021. In particolare, l'organico della Questura di Forlì-Cesena consta attualmente di 186 unita in Questura e 83 in servizio presso il Commissariato distaccato di Cesena. La forza prevista dal decreto ministeriale del 16 maggio 1989 è di 204 unità per la Questura (18 in più rispetto agli attuali) e 68 per il Commissariato (15 in meno rispetto agli attuali). La recente costituzione di un nuovo ufficio della Questura, e cioè il Posto di Polizia di Frontiera presso l'aeroporto «L. Ridolfi», ha indotto a destinarvi 12 operatori, attingendo alle risorse disponibili in vari settori di Questura e Commissariato, per garantire i servizi di vigilanza e controllo. Il numero di operatori è destinato ad aumentare, allorquando i voli riprenderanno a pieno regime e saranno operativi, verosimilmente dal mese di novembre, anche quelli extra Schengen. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nel generale piano di potenziamento degli uffici sul territorio, ha previsto una serie di movimenti in ingresso e in uscita, cui conseguirà – con decorrenza 28 luglio 2021 – un incremento di organico pari a sei unità per la Questura e una per il Commissariato. Con riferimento agli ambienti di lavoro, segnalo che la sede della Questura è ubicata in uno stabile


antico di proprietà demaniale mentre il Commissariato distaccato di Cesena è allocato in due palazzine private di recente costruzione in zona residenziale. Per tale ultimo ufficio sussiste un progetto esecutivo che prevede la costruzione di una nuova sede del commissariato all'interno dell'area che già ospita il Centro Addestramento Polizia di Stato di Cesena, con apertura dei cantieri prevista per la fine dell'anno in corso. Salubrità e sicurezza degli ambienti lavorativi per entrambe le sedi di servizio sono sufficientemente garantite, come attestato dai periodici sopralluoghi effettuati dal medico competente. Infatti, utilizzando l'applicativo messo a disposizione dal Ministero dell'interno per tutti e sette i gruppi nei quali sono stati suddivisi i lavoratori, è emerso un livello di rischio non rilevante, per il quale non sono previsti interventi correttivi. Informo infine che il medico competente, dirigente l'Ufficio Sanitario Provinciale della Questura di Forlì-Cesena, a tutt'oggi non ha mai rilevato patologie da stress lavoro-correlato.

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05772 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 344 del 08/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: LEONE CINZIA Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 08/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma TRENTACOSTE FABRIZIO MOVIMENTO 5 STELLE 08/07/2021 CROATTI MARCO MOVIMENTO 5 STELLE 08/07/2021 PAVANELLI EMMA MOVIMENTO 5 STELLE 08/07/2021 VANIN ORIETTA MOVIMENTO 5 STELLE 08/07/2021 DE LUCIA DANILA MOVIMENTO 5 STELLE 08/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 08/07/2021 Stato iter:

IN CORSO


Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05772 presentata da CINZIA LEONE giovedì 8 luglio 2021, seduta n.344 LEONE, TRENTACOSTE, CROATTI, PAVANELLI, VANIN, DE LUCIA - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: Arianna Virgolino, ex agente di Polizia di 32 anni in forza alla sottosezione di Guardamiglio (Lodi) della Polizia stradale, è stata allontanata dalla Polizia di Stato nel 2019 perché, si legge nella decisione del Consiglio di Stato, causerebbe "nocumento all'immagine della Polizia" a causa di "demeriti estetici"; il "nocumento" si ravviserebbe nella cicatrice al polso della giovane ragazza per la rimozione di un piccolo tatuaggio a seguito di 9 sedute laser, molto invasive e molto dolorose, alle quali la Virgolino si era sottoposta successivamente alle prove preselettive del concorso; considerato che: in particolare, al momento delle preselezioni per entrare in Polizia il tatuaggio non era stato eliminato del tutto in quanto occorrevano le citate numerose sedute per rimuoverlo completamente con il laser, ma l'amministrazione della Polizia di Stato ha deciso ugualmente di escludere la Virgolino ritenendola inidonea per la presenza pur parziale del tatuaggio; la poliziotta allora ha impugnato la decisione dell'amministrazione della Polizia di Stato rivolgendosi al TAR del Lazio, il quale le ha dato ragione sospendendo il provvedimento e concedendole la riammissione alla scuola di Polizia; successivamente la Virgolino è stata premiata per il suo lavoro dal prefetto di Lodi, Cardona, su segnalazione del sindaco di Casalpusterlengo, Delmiglio, definendola "eroe del quotidiano", a riprova dell'impegno e del coraggio con cui ella si era distinta nell'espletamento delle sue funzioni di agente di polizia; tuttavia l'amministrazione della Polizia di Stato ha presentato ricorso al Consiglio di Stato che ha ribaltato la decisione del TAR, sospendendo definitivamente la Virgolino per quel tatuaggio che non esiste più, essendo stato completamente cancellato, dichiarandola dunque inidonea al servizio e costringendola a consegnare il distintivo; considerato infine che: il 7 novembre 2020 è stata nominata vice capo vicario della Polizia Maria Luisa Pellizzati, la prima donna a ricoprire questo ruolo, che, stando alle dichiarazioni della Virgolino, avrebbe anch'ella un tatuaggio; se quanto riportato dovesse essere vero rappresenterebbe un segnale importante per affrontare la questione in tutta la Polizia di Stato,


si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato; quali iniziative, per quanto di sua competenza, intenda assumere affinché si intervenga in maniera tempestiva per rivedere la normativa al fine di scongiurare casi come quello descritto, che investono e penalizzano molti agenti di Polizia su tutto il territorio nazionale. (4-05772)

ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03132-AR/005 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 540 del 14/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: FIANO EMANUELE Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 14/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma BORGHI ENRICO PARTITO DEMOCRATICO 14/07/2021

Stato iter:

14/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 14/07/2021 CASTELLI LAURA VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 14/07/2021 ACCOLTO IL 14/07/2021 PARERE GOVERNO IL 14/07/2021 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 14/07/2021 CONCLUSO IL 14/07/2021 Atto Camera Ordine del Giorno 9/03132-AR/005


presentato da FIANO Emanuele testo di Mercoledì 14 luglio 2021, seduta n. 540   La Camera, premesso che: l'articolo 74 del provvedimento in esame stanzia risorse aggiuntive per la remunerazione del trattamento accessorio per le prestazioni di lavoro svolte anche dal personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; nel corso dell'esame del provvedimento la Commissione in sede referente ha approvato un emendamento al predetto articolo 30 con il quale – anche in relazione alla specificità di cui all'articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183 – sono autorizzate risorse aggiuntive per il rinnovo contrattuale, per il triennio 2019-2021, del personale non dirigente delle Forze di polizia e delle Forze armate e del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, da destinare anche alla remunerazione delle peculiari prestazioni connesse alle indennità accessorie; nel suddetto emendamento approvato dalla Commissione in sede referente è altresì prevista la proroga per altri tre anni della disciplina transitoria di cui all'articolo 46, commi 5 e 6, del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95, relativa al finanziamento dell'area negoziale per i dirigenti delle Forze di polizia a ordinamento civile e della correlata procedura per i dirigenti delle altre Forze di polizia e delle Forze armate; le predette procedure negoziali sono state previste per disciplinare gli istituti normativi e i trattamenti accessori, con esclusione del trattamento economico fondamentale, del personale dirigente delle Forze di polizia e delle Forze armate; per il finanziamento a regime delle richiamate procedure negoziali – con una formulazione che potrebbe determinare possibili incertezze interpretative – i citati commi 5 e 6 dell'articolo 46 del decreto legislativo n. 95 del 2017 prevedono l'impiego di quota parte delle risorse destinate alla rivalutazione del trattamento accessorio dei dirigenti delle Forze di polizia e delle Forze armate, ai sensi dell'articolo 24, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; per l'attuazione del citato articolo 46 del decreto legislativo n. 95 del 2017 è stato attivato il primo tavolo negoziale relativo al triennio 2018-2020; le risorse aggiuntive legate alla specificità, previste dal menzionato emendamento all'articolo 74 del decreto-legge n. 73 del 2021, sono destinate al solo personale non dirigente delle Forze di polizia e delle Forze armate, per il triennio 2019-2021, impegna il Governo a valutare l'opportunità di presentare alla prima favorevole occasione – anche in sede di esame della prossima legge di bilancio – una proposta normativa volta a perfezionare la disciplina del finanziamento dell'area negoziale dei dirigenti delle Forze di polizia a ordinamento civile e della correlata procedura per i dirigenti delle altre Forze di polizia e delle Forze armate, anche al fine di superare eventuali incertezze interpretative derivanti dall'applicazione dei commi 5 e 6 del citato articolo 46 del decreto legislativo n. 95 del 2017, nonché a valutare la necessità di stanziamento di eventuali risorse aggiuntive per l'attuazione delle predette procedure negoziali dirigenziali rispetto


a quelle già autorizzate per il triennio 2021/2023, tenuto conto degli istituti normativi e dei trattamenti accessori di natura variabile finanziati, in sede di accordi negoziali del personale non dirigente delle Forze di polizia e delle Forze armate, per il triennio 2019-2021. 9/3132-AR/5. (Testo modificato nel corso della seduta) Fiano, Enrico Borghi.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09799 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 540 del 14/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: ZOFFILI EUGENIO Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER Data firma: 14/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 14/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-09799 presentato da ZOFFILI Eugenio testo di Mercoledì 14 luglio 2021, seduta n. 540   ZOFFILI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: il posto fisso di Polizia di Palau costituisce, sin dalla sua istituzione, un insostituibile punto di riferimento per i residenti, i cittadini dei paesi limitrofi e gli stessi turisti; la presenza degli agenti è garanzia di tranquillità per ogni cittadino che ritrova in loro assoluta disposizione per ogni questione e per ogni problematica attinente alla sicurezza;


l'esistenza combinata di uno scalo portuale, che svolge un incessante collegamento con l'arcipelago di La Maddalena, attraverso le navi che trasportano persone e mezzi, e di una stazione marittima, mette ancor più in evidenza la necessita della presenza fissa di organi preposti al controllo e alla vigilanza di eventuali illeciti; la paventata chiusura del posto fisso di Polizia di Palau sembra sia legata all'esigenza dell'amministrazione comunale di Palau di riappropriarsi dell'immobile che attualmente ospita gli uffici; la soluzione a tale problema non può essere la soppressione definitiva dell'ufficio ma la ricerca di un immobile alternativo idoneo a una definitiva sistemazione che possa consentire il mantenimento degli attuali standard di sicurezza per la collettività; indubbiamente la chiusura del posto fisso di Polizia di Stato di Palau, oltre a disperdere le grandi professionalità, frutto di anni di formazione e specializzazione del personale ivi operante, finirebbe con l'incidere negativamente e pesantemente sulla sicurezza dei cittadini e dell'intero tessuto sociale, economico e produttivo –: se e quali iniziative di competenza intenda tempestivamente adottare al fine di scongiurare la chiusura definitiva del posto fisso di Polizia di Stato, ivi inclusa la ricerca e l'individuazione di una sede alternativa. (4-09799)

ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03132-AR/011 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 540 del 14/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: OCCHIONERO GIUSEPPINA Gruppo: ITALIA VIVA Data firma: 14/07/2021

Stato iter:

14/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 14/07/2021 CASTELLI LAURA VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:


ACCOLTO IL 14/07/2021 PARERE GOVERNO IL 14/07/2021 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 14/07/2021 CONCLUSO IL 14/07/2021 Atto Camera Ordine del Giorno 9/03132-AR/011 presentato da OCCHIONERO Giuseppina testo di Mercoledì 14 luglio 2021, seduta n. 540   La Camera, premesso che: ai sensi del comma 7 dell'articolo 3 del decreto legislativo n. 165 del 1997 per il personale militare escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall'ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, l'ammontare individuale dei contributi è determinato con l'incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell'ultimo anno di servizio moltiplicata per l'aliquota di computo della pensione. Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell'interessato; il comma 2 dell'articolo 10 del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94 ha introdotto una modifica all'articolo 3, comma 7, ultimo periodo del decreto legislativo n. 165 del 1997 richiamato, al fine di estendere anche alle Forze armate l'applicabilità dell'istituto del «moltiplicatore», già prevista per le Forze di polizia ad ordinamento militare, in alternativa al collocamento in ausiliaria; l'INPS ha interpretato la predetta disposizione come norma speciale, escludendo il corpo nazionale dei vigili del fuoco di Trento e Bolzano, impegna il Governo in considerazione della continuità del servizio garantito dal personale dei Vigili del fuoco anche nelle fasi più acute della pandemia, a valutare l'opportunità di adottare misure di sostegno e di premialità, tra cui quelle finalizzate ad estendere anche ai vigili del fuoco di Trento e Bolzano l'applicabilità dell'istituto del «moltiplicatore», già prevista per le Forze armate e per Forza di polizia ad ordinamento militare, in alternativa al collocamento in ausiliaria. 9/3132-AR/11. Occhionero.


ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03132-AR/009 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 540 del 14/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: BORGHI ENRICO Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 14/07/2021

Stato iter:

14/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 14/07/2021 CASTELLI LAURA VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 14/07/2021 ACCOLTO IL 14/07/2021 PARERE GOVERNO IL 14/07/2021 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 14/07/2021 CONCLUSO IL 14/07/2021 Atto Camera Ordine del Giorno 9/03132-AR/009 presentato da BORGHI Enrico testo di Mercoledì 14 luglio 2021, seduta n. 540   La Camera, premesso che: il provvedimento in esame reca norme volte a potenziare ed estendere gli strumenti di contrasto alla diffusione del contagio da COVID-19 e a contenere l'impatto sociale ed economico delle misure di prevenzione finora adottate; in particolare, è emersa la necessità di incrementare l'efficienza delle risorse umane dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico al fine di rendere queste risorse più dinamiche e adeguate


alle condizioni che le circostanze attuali impongono; è sempre più evidente che solo una maggiore azione di prevenzione e controllo del territorio e di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, connessi, in particolare, all'emergenza sanitaria in corso a causa della diffusione del COVID-19, potranno consentire al nostro Paese di proseguire sulla ripresa delle diverse attività in sicurezza; appare pertanto necessario implementare, immediatamente, il numero degli operatori assegnati ai centri cittadini, mediante l'assunzione delle graduatorie già approvate, quale quella degli Allievi agenti della polizia di Stato, impegna il Governo a valutare l'opportunità di reperire quanto prima le risorse necessarie atte a garantire l'assunzione degli Allievi Agenti della Polizia di Stato, bandito con decreto del Capo della Polizia – Direttore generale della Pubblica sicurezza 18 maggio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale, n. 40 del 26 maggio 2017. 9/3132-AR/9. (Testo modificato nel corso della seduta) Enrico Borghi.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09730 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 535 del 06/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: CUNIAL SARA Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO Data firma: 06/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 06/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera


Interrogazione a risposta scritta 4-09730 presentato da CUNIAL Sara testo di Martedì 6 luglio 2021, seduta n. 535   CUNIAL. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: è giunta all'interrogante una denuncia riguardante fatti successi, alla Scuola allievi agenti di polizia di San Giovanni a Trieste, tra il pomeriggio del 2 e l'8 aprile 2021; il 2 aprile 2021 viene ordinato a tutti gli allievi di rimanere chiusi nelle loro camere. La motivazione pare fosse legata al fatto che nella stessa mattina sia stata comunicata la presenza di un caso di COVID-19 in caserma; tutti gli allievi vengono sottoposti a tampone, e tutti pare fossero risultati negativi, ma, nonostante questo, viene comunque intimato loro di non uscire dalla struttura, né tanto meno dalle loro rispettive camere fino al giorno 8 aprile 2021; viene loro vietato di accedere anche all'area esterna, quale il piazzale interno, e adempiere a qualsiasi altra necessità personale, quale la spesa personale, andare in farmacia, prelevare al bancomat e altro. I pasti venivano consegnati in stanza da degli addetti. Tutto questo sembrerebbe essere successo nonostante la direzione abbia sempre imposto il rispetto di tutte le norme di sicurezza: distanza mascherine, igiene durante l'attività della scuola; pare però che tale trattamento di isolamento fosse riservato ai soli allievi e che tutto il resto del personale, che è stato a contatto con loro compresa la direttrice, potesse, invece, entrare e uscire dalla struttura liberamente. La denuncia prosegue specificando che è stato negato agli allievi qualsiasi prodotto per la pulizia delle stanze fino a martedì 6 aprile 2021, quando sono riprese le attività di gestione della struttura da parte del personale di servizio; risulta all'interrogante che la questura di Trieste sia stata resa edotta dei fatti –: di quali informazioni disponga il Governo e se non si intenda avviare una ispezione nella scuola allievi Agenti di polizia di San Giovanni a Trieste. (4-09730)

ATTO SENATO INTERPELLANZA 2/00086 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18


Seduta di annuncio: 342 del 06/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: BARBARO CLAUDIO Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 06/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELLA DIFESA • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 06/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Senato Interpellanza 2-00086 presentata da CLAUDIO BARBARO martedì 6 luglio 2021, seduta n.342 BARBARO - Ai Ministri della difesa, dell'interno e dell'economia e delle finanze. - Premesso che: è copioso il ricorso al contenzioso amministrativo degli appartenenti alle forze armate, militari e di polizia, che si vedono censurati o sanzionati dalla propria amministrazione laddove intendano partecipare alla vita pubblica attraverso l'accettazione di ruoli dirigenziali in partiti, associazioni e organizzazioni politiche; all'uopo giova ricordare che, all'art. 1483 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (codice dell'ordinamento militare), espressamente è fatto divieto al militare che si trova nelle condizioni previste dal comma 2 dell'art. 1350 di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni politiche e amministrative. Tali condizioni riguardano gli appartenenti ai corpi militari e di polizia che svolgano attività di servizio, siano in luoghi militari o comunque destinati al servizio, indossino l'uniforme, si qualifichino, in relazione ai compiti di servizio, come militari o si rivolgano ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali. a prima vista, quindi, al di fuori delle attività relative o connesse al loro servizio, i militari e gli appartenenti alle forze dell'ordine, al pari di tutti i cittadini, possono regolarmente partecipare alla vita politica, e quindi candidarsi alle elezioni, ricoprire incarichi elettivi, iscriversi a partiti,


associazioni e organizzazioni politiche e svolgere al loro interno ruoli funzionali e dirigenziali; non esistono, per di più, limitazioni espresse all'articolo 49 della Costituzione, il quale stabilisce che "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale"; per il personale militare, come per altri dipendenti pubblici, è prevista solo la riserva di legge del terzo comma dell'art. 98 della Costituzione, che spesso le amministrazioni ritengono soddisfatta esclusivamente con la restrizione, prevista ex lege, secondo cui le forze armate debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche. Tale generico principio, come si diceva, ha alimentato ed alimenta spesso contenziosi amministrativi, i cui esiti sono talvolta contraddittori; per le persone in divisa è pur comprensibile che l'esigenza di una corretta e imparziale amministrazione delle loro prerogative, da svolgersi in equidistanza dalle contese politiche, suggerisca l'inopportunità di un impegno militante nella vita politica, tuttavia le istituzioni, compreso il Parlamento ed il Governo, come anche i Consigli regionali e comunali, spesso hanno nel proprio consesso membri provenienti dalle forze armate e dall'Esercito: non si ravvede, quindi, come sia possibile esercitare legittimamente ruoli di tale rilevanza pubblica e poi non poter ricoprire, neppure a livello locale, ruoli di dirigenza nei partiti, nelle associazioni e nelle organizzazioni politiche, quantomeno in quelle che siano partecipi della democrazia e i cui dottrina e statuto non siano incompatibili con i doveri del giuramento prestato e con i principi costituzionali e generali dell'ordinamento; il legislatore non ha mai disciplinato la materia oggetto di riserva di legge ex art. 98 della Costituzione e, di fatto, l'orientamento maggiormente praticato è quello della sentenza n. 5485/2017 del Consiglio di Stato, che ha escluso che sia possibile per il militare prendere parte, a livello dirigenziale, alla vita interna di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, pur essendogli possibile candidarsi e di ricoprire incarichi elettivi; secondo questo orientamento, quindi, il militare può aderire ma non assumere, nell'ambito di una formazione partitica, alcuna carica statutaria, neppure di carattere onorario, nemmeno locale, a tutela indiretta del principio di neutralità, per quanto non manchino, nella letteratura dei singoli casi, anche inedite altre letture, sia degli addebiti sollevati dalle amministrazioni, sia pure delle pronunce dei tribunali amministrativi; a giudizio dell'interpellante, non sarebbe affatto compromesso il principio di neutralità, nell'esercizio del servizio, del militare che assumesse una carica interna ad un partito o associazione politica, considerato che egli si può comunque iscrivere a tali organizzazioni e, attraverso di loro, essere eletto nelle assemblee elettive, si chiede di sapere se si intenda prendere un provvedimento che possa fare complessivamente chiarezza, al fine di evitare il frequente contenzioso fra le amministrazioni ministeriali e gli appartenenti alle forze armate, militari e di polizia, che aderendo ad un partito o organizzazione politica, intendano assumere un incarico al loro interno, vieppiù se lo stesso è di mero livello comunale, territoriale o locale. (2-00086)


ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05712 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 342 del 06/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: DE VECCHIS WILLIAM Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER - PARTITO SARDO D'AZIONE Data firma: 06/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 06/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-05712 presentata da WILLIAM DE VECCHIS martedì 6 luglio 2021, seduta n.342 DE VECCHIS - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: martedì 22 giugno 2021, presso l'aeroporto "Leonardo da Vinci" di Fiumicino, si è verificato l'ennesimo episodio di violenza ai danni delle forze dell'ordine in servizio presso lo scalo; nello specifico, un agente della Polaria è stato colpito, mentre eseguiva un fermo amministrativo ad un noleggiatore di auto abusivo, ex pugile, e altri due agenti sono stati aggrediti nel prestare soccorso al collega ferito e trasportato poi in ospedale; è inaccettabile che le forze dell'ordine, in particolare Polizia e Guardia di finanza quotidianamente impegnate nell'aeroporto internazionale per contrastare abusivismo ed illegalità e consentire il regolare svolgimento delle attività lavorative dei tassisti e noleggiatori con conducente onesti, debbano subire continue aggressioni,


si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga importante pianificare una strategia, in accordo con il Comune di Fiumicino e la società che gestisce l'aeroporto internazionale, per attuare interventi presso lo scalo e le relative aree di sosta di pertinenza, col fine, in primo luogo, di scongiurare il verificarsi di episodi di violenze e aggressioni ai danni delle forze dell'ordine impegnate nello svolgimento del proprio servizio pubblico, oltre a consentire la regolare attività lavorativa che viene danneggiata da continui episodi di abusivismo e illegalità. (4-05712)

ATTO CAMERA ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03132-AR/056 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 540 del 14/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: FEDERICO ANTONIO Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 14/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma PENNA LEONARDO SALVATORE MOVIMENTO 5 STELLE 14/07/2021 BALDINO VITTORIA MOVIMENTO 5 STELLE 14/07/2021

Stato iter:

14/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione PARERE GOVERNO 14/07/2021 CASTELLI LAURA VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:

ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 14/07/2021 ACCOLTO IL 14/07/2021 PARERE GOVERNO IL 14/07/2021 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 14/07/2021 CONCLUSO IL 14/07/2021 Atto Camera


Ordine del Giorno 9/03132-AR/056 presentato da FEDERICO Antonio testo di Mercoledì 14 luglio 2021, seduta n. 540   La Camera, premesso che: l'articolo 74 del decreto-legge in esame detta norme in merito allo svolgimento da parte delle forze dell'ordine dei maggiori compiti connessi all'emergenza epidemiologica e alle accresciute esigenze di controllo del territorio; un aspetto vitale, come ha fortemente dimostrato l'emergenza sanitaria in corso, per garantire l'efficace espletamento dei compiti di controllo del territorio e dei servizi di sicurezza pubblica, nonché per incrementare la percezione di sicurezza, soprattutto nei centri più piccoli, spesso sprovvisti dei servizi di polizia locale, è la presenza delle strutture territoriali dell'Arma dei Carabinieri; l'Arma dei Carabinieri è presente nel territorio del comune di Toro (CB) da quasi cento anni e rappresenta un imprescindibile presidio di sicurezza e legalità non solo per il territorio comunale ma per tutto il comprensorio, ricomprendendo anche i comuni limitrofi; si rende necessario, al fine di continuare a garantire la presenza dei Carabinieri, mettere a disposizione idonea struttura per ospitare la Caserma del Comando dell'Arma dei Carabinieri di Toro; analoga esigenza non riguarda solo il caso sopra richiamato ma anche, a titolo esemplificativo, altre Stazioni dei Carabinieri, come quelle di Nola (NA), Avella (AV), Galatina (LE) e Mandatoriccio (CS); in relazione a quest'ultima Stazione dei Carabinieri (Mandatoriccio – CS) si rappresenta inoltre la necessità di sospendere il termine decadenziale del rientro dal ripiegamento, in considerazione dell'importante funzione svolta sul territorio, nonché dall'elevata professionalità dell'Arma dei Carabinieri riconosciuta dai cittadini del comune di Mandatoriccio, impegna il Governo a valutare l'opportunità di adottare specifiche misure di propria competenza, anche ricorrendo alle maggiori risorse messe a disposizione a seguito dell'afflusso dei fondi europei da impiegare nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) o a quelle previste in altri provvedimenti, per definire un piano volto ad assicurare idonea collocazione ai presidi territoriali dell'Arma dei Carabinieri, con specifico riferimento al Comando dell'Arma dei Carabinieri di Toro. 9/3132-AR/56. (Testo modificato nel corso della seduta) Federico, Penna, Baldino.


ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06491 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 545 del 22/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: GEMMATO MARCELLO Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 22/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma LUCASELLI YLENJA FRATELLI D'ITALIA 22/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELLA SALUTE Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 22/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06491 presentato da GEMMATO Marcello testo di Giovedì 22 luglio 2021, seduta n. 545   GEMMATO e LUCASELLI. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: secondo quanto si evince da fonti di stampa recenti, sembrerebbe che la Federazione sindacale di polizia, tramite un comunicato, abbia segnalato ancora una volta gravi carenze strutturali relative all'hotspot di Taranto che determinano difficoltà oggettive nella gestione e nell'ospitalità dei migranti nonché gravi problematiche di salute dovute alla rilevazione di soggetti positivi al COVID-19; in particolare, secondo quanto si evince dalle parole del segretario generale della Polizia, pare che siano stati accertati di recente 26 soggetti positivi al COVID-19 dei quali un caso risultato positivo


alla variante Delta. Inoltre, 19 dei soggetti positivi al COVID-19 sarebbero stati trasferiti in una struttura dedicata e posti sotto il controllo degli agenti delle forze di polizia; il segretario generale della Fsp Polizia, tenuto conto del costante contatto degli agenti di polizia con i migranti nell'hotspot, ha evidenziato la necessità di uno screening volto alla rilevazione di soggetti positivi tra gli agenti impiegati nei servizi di ordine pubblico e di controllo del territorio; inoltre, la Fsp ha rilevato l'urgenza di porre in essere misure volte alla risoluzione delle problematiche derivanti dalle carenze strutturali dell'hotspot di Taranto che, di fatto, consentono troppo spesso fughe di immigrati anche positivi al COVID-19; secondo quanto evidenziato dal segretario generale della Fsp Polizia, infatti, la recinzione sul perimetro dell'hotspot è decisamente troppo bassa e quindi insufficiente ad impedire queste fughe. Per sopperire quotidianamente a questa carenza pare che si impieghi un numero rilevante di agenti delle Forze di polizia che, schierati anche in questi giorni sotto il sole a più di 40°, sostituiscono di fatto la recinzione lungo il perimetro della struttura; il segretario generale del sindacato, inoltre, riferendosi alla situazione generale appena descritta e in particolare al costante contatto tra agenti di polizia ed immigrati potenzialmente positivi al COVID-19 e alla conseguente e costante possibilità di contagio, al pericolo costante di fughe degli immigrati anche positivi, e quindi di probabili possibilità di contagi ai danni di altri cittadini, avrebbe segnalato la mancanza di protocolli di intervento adeguati, che limitino il pericolo per gli agenti di polizia e per le proprie famiglie e per la popolazione; infine, la Fsp evidenzia che l'hotspot di Taranto sarebbe stato trasformato da centro di prima accoglienza per non più di 72 ore in una struttura per l'ospitalità di cittadini extracomunitari, anche positivi al COVID-19 e anche per necessità di quarantena, per tempi superiori e non determinati –: se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero e, in caso affermativo: a) se l'hotspot di Taranto sia effettivamente in condizioni strutturali e organizzative tali da poter trattenere gli immigrati per più di 72 ore garantendo loro condizioni sanitarie e di vivibilità adeguate; b) se il Governo intenda porre in essere iniziative di competenza volte alla elaborazione di protocolli di intervento che gli agenti di Polizia possano adottare nei casi descritti in premessa ovvero di necessario contatto con immigrati anche positivi al COVID-19 e di necessarie e prolungate ospitalità degli stessi anche superiori alle 72 ore; c) se il Governo intenda porre in essere iniziative urgenti di competenza volte alla realizzazione di una protezione perimetrale dell'hotspot di Taranto che possa impedire fughe di immigrati ospitati soprattutto se risultati positivi al COVID-19; d) se si intenda provvedere allo screening sanitario quotidiano mediante tamponi degli agenti di polizia impiegati presso l'hotspot di Taranto. (5-06491)


ATTO CAMERA INTERPELLANZA 2/01287 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 546 del 23/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: TONELLI GIANNI Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER Data firma: 23/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma FOGLIANI KETTY LEGA - SALVINI PREMIER 23/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 23/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interpellanza 2-01287 presentato da TONELLI Gianni testo di Venerdì 23 luglio 2021, seduta n. 546   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che: si è appreso che la durante l'attuale G20, presso la città di Venezia, l'amministrazione di Polizia di Stato ha ritenuto opportuno sostituire i precedenti sistemi di comunicazione per gli operatori di polizia con il sistema «Tetra», affinché possa essere garantita un'effettiva ed efficiente comunicazione radio tra gli operatori delle forze dell'ordine su tutto il territorio; il predetto sistema di telecomunicazione risulterebbe infatti decisamente più efficiente rispetto a quelli in precedenza utilizzati, garantendo una comunicazione su oltre il 90 per cento del territorio da vigilare (anche nei tratti lagunari più remoti), a fronte di quelli prima in uso, che coprivano circa il 30 per cento del territorio, costringendo gli operatori di polizia ad utilizzare, qualora


possibile ed in condizioni di sicurezza, il proprio apparecchio telefonico; proprio dal confronto con il sistema Tetra gli attuali sistemi per le comunicazioni della Polizia di Stato hanno mostrato di non garantire un'adeguata efficienza e hanno palesato criticità per la sicurezza della collettività e degli stessi operatori delle forze dell'ordine; risulta però che il sistema Tetra utilizzato al momento sul territorio di Venezia sarà disinstallato una volta terminato il G20, con aggravio di costi per la sua sostituzione con il precedente apparato tecnologico non idoneo, palesando ciò una lapalissiana illogicità nell'agire amministrativo e uno spreco di denaro pubblico necessario alla ricostituzione del sistema Tetra con il precedente, le cui prestazioni sono ben inferiori; ebbene, tutto ciò, oltre che una violazione del principio di buon andamento dell'azione amministrativa, costituisce senza dubbio una gravissima condizione di insicurezza cui sono ad oggi sottoposti gli operatori della Polizia di Stato, costretta ad utilizzare sistemi di telecomunicazioni meno idonei –: se e in che modo si intenda rispondere alle criticità emerse dal confronto con i sistemi attualmente in vigore e il sistema Tetra; se siano state espletate le dovute valutazioni di opportunità nonché un'attenta analisi costi-benefici in merito alla scelta di sostituire solo per breve tempo il precedente sistema di comunicazione scarsamente idoneo, sul territorio di Venezia, con altro ben più efficiente, quale il sistema Tetra, limitatamente al G20, e se siano state considerate le ipotesi di mantenerlo ed anzi di promuoverne l'utilizzo anche su altri territori italiani. (2-01287) «Tonelli, Fogliani».

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02731 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 349 del 21/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: CANDIANI STEFANO Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER - PARTITO SARDO D'AZIONE Data firma: 21/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario:


• MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 21/07/2021 Stato iter:

22/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione ILLUSTRAZIONE 22/07/2021 CANDIANI STEFANO LEGA - SALVINI PREMIER - PARTITO SARDO D'AZIONE RISPOSTA GOVERNO 22/07/2021 LAMORGESE LUCIANA MINISTRO - (INTERNO) REPLICA 22/07/2021 CANDIANI STEFANO LEGA SALVINI PREMIER - PARTITO SARDO D'AZIONE Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 22/07/2021 SVOLTO IL 22/07/2021 CONCLUSO IL 22/07/2021 Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02731 presentata da STEFANO CANDIANI mercoledì 21 luglio 2021, seduta n.349 CANDIANI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: a partire dal 2018, il Ministro dell'interno pro tempore Salvini aveva dato avvio ad una sperimentazione per l'utilizzo da parte delle forze dell'ordine delle pistole ad impulsi elettrici, ritenendole un supporto importante per quanti lavorano ogni giorno per garantire la sicurezza e l'ordine pubblico; dopo che a luglio 2020 il Viminale aveva ordinato l'immediato ritiro delle armi date in via sperimentale alle forze dell'ordine, il nuovo Governo ha insistito affinché si rivalutasse la questione, puntando sull'importanza di questo strumento come ausilio per la garanzia della sicurezza e per il contrasto alla criminalità organizzata; con grande soddisfazione, l'impegno è stato mantenuto: a seguito della recente aggiudicazione della gara nazionale per la fornitura di dispositivi a conduzione elettrica alle forze dell'ordine, nei prossimi mesi la fornitura di 4.482 taser sarà distribuita su tutto il territorio nazionale; nel momento di crisi che sta vivendo il nostro Paese, anche con l'inevitabile aumento della microcriminalità collegata al disagio sociale, gli agenti sono con troppa frequenza vittime di aggressioni ed è fondamentale per l'intero sistema Paese che vengano loro garantite tutele e strumenti idonei;


episodi di violenze e minacce vedono coinvolti troppo spesso anche agenti della Polizia locale: solo negli ultimi giorni, a Roma un ragazzo originario della Guinea ha aggredito un agente impegnato in un intervento di ripristino del decoro urbano ferendolo gravemente, a Siracusa due agenti sono finiti in ospedale mentre svolgevano un normale servizio di vigilanza. Al momento, per gli agenti della Polizia locale non è prevista la dotazione dei taser, ma sarebbe importante rivalutare questa decisione, si chiede di sapere quali siano le tempistiche previste per la distribuzione sull'intero territorio nazionale dei dispositivi a conduzione elettrica (taser) e se il Ministro in indirizzo stia valutando l'opportunità di dotare anche gli agenti della Polizia municipale di tale dispositivo di sicurezza. (3-02731)

ATTO SENATO ODG IN COMMISSIONE 0/02320/028/05 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: del 21/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: CONZATTI DONATELLA Gruppo: ITALIA VIVA - P.S.I. Data firma: 21/07/2021

Commissione assegnataria

Commissione: 5. COMMISSIONE (PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, BILANCIO) Stato iter:

21/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione INTERVENTO RELATORE 21/07/2021 MODENA FIAMMETTA FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC PARERE GOVERNO 21/07/2021 CASTELLI LAURA VICE MINISTRO - (ECONOMIA E FINANZE) Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 21/07/2021 ATTO MODIFICATO IN CORSO DI SEDUTA IL 21/07/2021


ACCOLTO IL 21/07/2021 PARERE GOVERNO IL 21/07/2021 RINUNCIA ALLA VOTAZIONE IL 21/07/2021 CONCLUSO IL 21/07/2021 Atto Senato Ordine del Giorno 0/2320/28/05 presentato da DONATELLA CONZATTI mercoledì 21 luglio 2021, seduta n. 428 Il Senato, in sede di esame del disegno di legge recante: "Conversione in legge del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali"; premesso che: ai sensi del comma 7 dell'articolo 3 del decreto legislativo 165 del 1997 per il personale militare escluso dall'applicazione dell'istituto dell'ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall'ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l'incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell'ultimo anno di servizio moltiplicata per l'aliquota di computo della pensione. Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell'interessato; il comma 2 dell'articolo 10 del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 94, ha introdotto una modifica all'articolo 3, comma 7, ultimo periodo del decreto legislativo n. 165 del 1997 richiamato, al fine di estendere anche alle Forze armate l'applicabilità dell'istituto del "moltiplicatore", già prevista per le Forze di polizia ad ordinamento militare, in alternativa al collocamento in ausiliaria; l'INPS ha interpretato la predetta disposizione come norma speciale, escludendo il corpo nazionale dei vigili del fuoco di Trento e Bolzano; impegna il Governo: a valutare l'opportunità di adottare urgenti misure normative volte ad estendere anche ai Vigili del fuoco di Trento e Bolzano l'applicabilità dell'istituto del "moltiplicatore", già prevista per le Forze annate e per Forza di polizia ad ordinamento militare, in alternativa al collocamento in ausiliaria. (0/2320/28/5) Conzatti


ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/06453 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 543 del 20/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: FERRARI ROBERTO PAOLO Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER Data firma: 19/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma MATURI FILIPPO LEGA - SALVINI PREMIER 19/07/2021 PICCOLO TIZIANA LEGA - SALVINI PREMIER 19/07/2021

Commissione assegnataria

Commissione: IV COMMISSIONE (DIFESA) Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELLA DIFESA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA DIFESA delegato in data 19/07/2021 Stato iter:

20/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione ILLUSTRAZIONE 20/07/2021 Resoconto MATURI FILIPPO LEGA - SALVINI PREMIER RISPOSTA GOVERNO 20/07/2021 Resoconto MULE' GIORGIO SOTTOSEGRETARIO DI STATO - (DIFESA) REPLICA 20/07/2021 Resoconto MATURI FILIPPO LEGA SALVINI PREMIER Fasi iter:

DISCUSSIONE IL 20/07/2021 SVOLTO IL 20/07/2021 CONCLUSO IL 20/07/2021 Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06453


presentato da FERRARI Roberto Paolo testo di Martedì 20 luglio 2021, seduta n. 543   FERRARI, MATURI e PICCOLO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: sono in corso le trattative e i tavoli di concertazione per i rinnovi contrattuali del comparto sicurezza; l'articolo 1 della legge 23 ottobre 1961, n. 1165, ha previsto la corresponsione di un'indennità speciale di seconda lingua anche al personale militare od appartenente alle forze di polizia ad ordinamento militare in servizio nella provincia autonoma di Bolzano o presso uffici situati a Trento ed aventi competenza regionale; la predetta indennità è stata incrementata nel tempo con provvedimenti ad hoc come, ad esempio, il decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 139, recante «recepimento del provvedimento di concertazione per le Forze armate relativo al biennio economico 2000-2001», o il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 52, recante «recepimento del provvedimento di concertazione per le Forze armate, integrativo del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171, relativo al quadriennio normativo 2006-2009 e al biennio economico 2006-2007»; nel decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2018, n. 40, recante recepimento del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze armate nel triennio normativo ed economico 2016-2018, non erano invece presenti disposizioni che concernessero l'adeguamento dell'indennità di bilinguismo; non è noto quando il personale militare o appartenente alle forze di polizia ad ordinamento militare percepirà una maggiorazione dell'indennità speciale di seconda lingua –: se e quando il Governo ritenga possibile adottare le iniziative di competenza per procedere all'adeguamento dell'indennità speciale di seconda lingua spettante al personale militare o appartenente alle forze di polizia ad ordinamento militare in servizio nella provincia autonoma di Bolzano o presso uffici situati a Trento ed aventi competenza regionale. (5-06453) Atto Camera Risposta scritta pubblicata Martedì 20 luglio 2021 nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa) 5-06453 Con l'interrogazione a risposta immediata oggi all'esame di questa Commissione parlamentare, l'Onorevole interrogante ha chiesto di conoscere se e quando il Governo ritenga possibile procedere all'adeguamento dell'indennità speciale di seconda lingua spettante al personale militare o appartenente alle forze di polizia ad ordinamento militare, istituita con legge 23 ottobre 1961, n.


1165. Rendo noto, al riguardo, che l'articolo 1 della citata legge, per gli appartenenti, non di leva, delle Forze armate e dei Corpi organizzati militarmente, in servizio nella provincia di Bolzano o in Uffici aventi sede in Trento, che abbiano superato l'esame e ottenuta l'attestazione di conoscenza della lingua tedesca, stabilisce l'attribuzione di una indennità speciale di seconda lingua, cumulabile con tutte le altre indennità. Tanto premesso, appare utile evidenziare che l'istituto retributivo in argomento, in aggiunta agli ulteriori profili riguardanti il rapporto di impiego ed il relativo trattamento economico per il personale interessato, ad esclusione del personale dirigenziale, rientra tra le materie previste dalle procedure di concertazione, di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195. Tale decreto, in particolare, in attuazione dell'articolo 2 della legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di disciplina dei contenuti del rapporto d'impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, stabilisce che le medesime procedure, da attuarsi secondo le modalità e per le materie indicate dalla legge, debbano concludersi con l'emanazione di separati decreti del Presidente della Repubblica, concernenti il personale delle Forze di polizia anche ad ordinamento militare e quello delle Forze armate. Il quadro giuridico di riferimento sopra riportato consente di rappresentare che il Governo, proprio al fine di garantire il massimo vantaggio ed il rispetto del principio di equiordinazione tra il personale del Comparto difesa e sicurezza, è tenuto a coniugare l'esigenza di coordinare le varie proposte economiche tra i diversi attori dell'attività concertativa con la necessità di rispettare il tetto delle risorse disponibili. Chiarito quanto sopra, nel merito del quesito posto, rendo noto che l'esigenza di procedere all'adeguamento dell'indennità speciale di seconda lingua potrà essere valutata nell'ambito del corrente ciclo concertativo riferito al triennio 2019-2021, in ragione del fatto che il legislatore ha assegnato a detta sede le necessarie attività di incontro e confronto tra le Amministrazioni del Comparto, i Sindacati delle Forze di polizia ad ordinamento civile e le Rappresentanze militari, al fine di addivenire congiuntamente ad un punto di equilibrio tra l'esigenza rappresentata con l'interrogazione e quelle più generali del personale del Comparto difesa e sicurezza, come individuate dalle parti in causa.

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09965 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 550 del 29/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: PAOLIN GIUSEPPE


Gruppo: LEGA - SALVINI PREMIER Data firma: 29/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 29/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-09965 presentato da PAOLIN Giuseppe testo di Giovedì 29 luglio 2021, seduta n. 550   PAOLIN. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che: da quanto è emerso dalla stampa locale di Treviso, giovedì 22 luglio una rappresentanza di un sindacato di polizia ha espresso alla Prefetto Maria Rosaria Laganà grande preoccupazione per la riduzione di organici della Polizia di Stato di ben 97 unità in 10 anni, passando dalle 338 unità del 2011 alle attuali 241 per il 2021. A questo dato, già di per sé preoccupante, il sindacato ha prospettato che, entro 6 anni andranno in quiescenza altri 144; se i dati sopra esposti saranno confermati, nel 2027 la provincia di Treviso passerà da un poliziotto ogni 1.990 abitanti, a uno ogni 2.954 abitanti, una situazione che, come si può ben capire, né i sindaci della provincia di Treviso, né tanto meno i cittadini possono supinamente subire, a fronte anche del rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Ci si riferisce anche alle sconcertanti notizie emerse durante il processo che si sta svolgendo nell'aula bunker di Mestre al presunto clan dei Casalesi che aveva sua base ad Eraclea e al collegamento degli stessi con il mancato rapimento del 2015 che doveva avvenire in una villa nel comune di Castelcucco (in provincia di Treviso), di un facoltoso imprenditore, rapimento che fu sventato dalla polizia di Stato grazie a delle intercettazioni telefoniche; il report del 5 maggio 2021 dell'«Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell'economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso» ha delineato (confrontando il periodo marzo 2019-febbraio 2020 e l'analogo periodo 2020/2021) dei rischi potenziali, individuando i settori economici da sempre d'interesse delle mafie (settore immobiliare, del commercio all'ingrosso e il settore della ristorazione) e le nuove aree connesse alle filiere produttive o ai servizi legati alla pandemia (cosiddetta covid economy). Per questo motivo sono


state prese in considerazione alcune categorie di variazioni societarie che maggiormente incidono sulla gestione aziendale e che, comunque, potrebbero essere «sintomatiche» di un condizionamento criminale, quali ad esempio: turn-over delle cariche, turn-over di partecipazioni, trasferimenti di quote, trasferimenti di aziende, trasferimenti di sede, variazioni di natura giuridica e/o del capitale sociale, con cui anche il tessuto socio-economico veneto deve fare i conti –: come sia stato possibile che, nell'arco di 10 anni, la questura di Treviso ed il commissariato di Conegliano abbiano visto ridotto complessivamente il proprio organico di ben 97 unità; se vi sia l'intenzione di inviare a Treviso, entro la fine dell'anno 2021, degli adeguati rinforzi affinché il rapporto tra abitanti e polizia di Stato rientri nella media nazionale, sperando che questo sia l'inizio, affinché il personale dei servizi pubblici presenti in provincia di Treviso sia adeguato alla media nazionale; se nell'ambito dei rinforzi richiesti, si intenda potenziare pesantemente il settore investigativo al fine di contrastare al meglio le pericolose infiltrazioni della criminalità organizzata, cui purtroppo la provincia di Treviso non è immune; a che punto sia il piano d'incremento delle forze dell'ordine voluto dall'ex Ministro dell'interno Matteo Salvini nel 2019 che aveva come obiettivo, entro il 2023, l'assunzione in servizio di ben 8.793 donne e uomini in divisa, piano che già per la fine del 2020 prevedeva l'assunzione complessiva di ben 4.503 agenti. (4-09965)

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06516 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 549 del 28/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: VARCHI MARIA CAROLINA Gruppo: FRATELLI D'ITALIA Data firma: 27/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato


in data 27/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06516 presentato da VARCHI Maria Carolina testo di Mercoledì 28 luglio 2021, seduta n. 549   VARCHI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: come si apprende da fonti di stampa, l'istituto penitenziario Pietro Cerulli di Trapani verserebbe in una gravissima situazione di degrado e abbandono, tra protocolli sanitari non rispettati, servizi igienici fuori-uso e altri numerosi disservizi; la denuncia è stata lanciata dal sindacato di Polizia penitenziaria Uilpa, che ha segnalato nuovamente la totale assenza di igiene e salubrità nei luoghi di lavoro all'interno della struttura penitenziaria: «Nella struttura penitenziaria vi è la totale assenza di igiene e salubrità nei luoghi di lavoro. La situazione è a dir poco mortificante per il personale di Polizia che opera nei reparti detentivi, anche in considerazione del periodo di grave emergenza sanitaria a causa del covid-19. È scandaloso che, a fronte di protocolli sanitari diramati dall'assessorato regionale alla Salute assistere alla totale assenza nell'applicazione degli stessi», con particolare riguardo «alla fatiscenza dei reparti detentivi rappresentata da una moltitudine di segnalazioni, rafforzate da relazioni di servizio dei lavoratori, che operano nelle trincee carcerarie in condizioni “disumane” per quanto riguarda la tutela della salute di cui al decreto legislativo 81/2008. Ad oggi, le segnalazioni, per quanto riguarda la richiesta di installazione di condizionatori nei posti di servizio attinenti la sicurezza, ha partorito solo l'acquisto di “miseri” ventilatori, che non hanno per niente migliorato la preoccupante situazione segnalata in ordine alle insopportabili temperature raggiunte nei posti di servizio, che certamente mettono a rischio la salute dei lavoratori»; e non solo, tutti i servizi igienici di pertinenza del personale di polizia penitenziaria nei reparti detentivi sarebbero quasi completamente inagibili «costringendo i lavoratori ad usare arnesi rudimentali, tra cui bidoni», mentre «Il reparto Adriatico oramai è da ristrutturare, infatti oltre l'impianto idrico, di refrigerazione e di automatizzazione, anche il pavimento sta dando importanti segni di cedimento, con ovvi rischi per l'incolumità degli operatori»; ancora più grave e intollerabile, se possibile, la circostanza che «la carenza di igiene e i guasti nei gabinetti non consente la pulizia degli ambienti di lavoro e che sono totalmente assenti le principali dotazioni per l'igiene personale e cioè: disinfettante gel, sapone, carta igienica, carta asciugamani. Tutto quanto segnalato viola clamorosamente non solo qualsiasi protocollo sanitario in tema di Prevenzione e contenimento del rischio da contagio da covid-19»; tale situazione si aggiunge al già preoccupante clima di guerriglia registrato solo poche settimane


fa, quando, proprio nel carcere di Trapani, 7 agenti di polizia penitenziaria sono stati feriti e minacciati di morte, nel corso di una rissa tra una mezza dozzina di detenuti –: considerato la gravità dei fatti esposti in premessa, quali immediate iniziative di competenza intenda assumere il Governo per sanare l'intollerabile e più volte denunciata condizione di degrado e insalubrità degli ambienti all'interno dell'istituto penitenziario Pietro Cerulli di Trapani. (5-06516)

ATTO SENATO INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02760 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 352 del 28/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: MALLEGNI MASSIMO Gruppo: FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC Data firma: 28/07/2021

Destinatari

Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 28/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Senato Interrogazione a risposta orale 3-02760 presentata da MASSIMO MALLEGNI mercoledì 28 luglio 2021, seduta n.352 MALLEGNI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che, a quanto risulta all'interrogante: il 26 marzo 2017, la dottoressa R.S., allora dirigente della squadra mobile della Questura di Pisa ed in stato di gravidanza alla quarta settimana, a bordo della sua autovettura, fu coinvolta a Roma in un tentativo di furto da parte un rapinatore armato in scooter, che si concluse con l'arresto dello


scippatore; a seguito della violenta colluttazione, ella fu ricoverata in ospedale, riportando una prognosi di giorni 15 per traumi ed abrasioni, ed al rapinatore fu determinata una pena di 4 anni di reclusione e 1.600 euro di multa (sentenza di appello 8 ottobre 2018); in data 12 novembre 2019 con decreto del capo della Polizia, alla dottoressa S. fu riconosciuto lo status di "vittima del dovere" per le lesioni riportate e, nel mese successivo, conferito il titolo di "ambasciatrice del Molise nel mondo"; nonostante la proposta, in data 5 giugno 2017, al Ministero dell'interno da parte del questore di Roma di conferimento di promozione per merito straordinario in favore della dirigente, fu notificato (con decreto del capo della Polizia del 21 luglio 2020) il non accoglimento della presentazione di promozione alla qualifica superiore; in data 23 ottobre 2020, la dottoressa ricevette la nota ministeriale con allegato l'encomio solenne e, il mese successivo, decise di presentare ricorso amministrativo presso il TAR Puglia avverso tutti i provvedimenti contrari al riconoscimento della promozione per meriti straordinari; il 31 dicembre 2020, con sentenza del TAR Puglia, sezione di Lecce, è stata accolta l'impugnativa e annullato l'atto, ordinando che la sentenza fosse eseguita dall'autorità amministrativa. Il 22 giugno 2021 il Ministero dell'interno, avverso la citata sentenza, ha proposto, ad avviso dell'interrogante inopinatamente, appello al Consiglio di Stato, si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda adoperarsi per fornire urgentemente una risposta che sani la situazione, attribuendo alla dottoressa S. quanto ha meritato sul campo con unanime e pubblico riconoscimento. (3-02760)

ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06486 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 545 del 22/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: NAVARRA PIETRO Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO Data firma: 22/07/2021

Destinatari


Ministero destinatario: • MINISTERO DELL'INTERNO • MINISTERO DELLA DIFESA Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 22/07/2021 Stato iter:

IN CORSO Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-06486 presentato da NAVARRA Pietro testo di Giovedì 22 luglio 2021, seduta n. 545   NAVARRA. — Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: la provincia di Ragusa sconta da anni un'insufficiente dotazione di uomini e mezzi delle forze dell'ordine, probabilmente dovuta anche alla marginalità geografica del territorio e alla carenza cronica di organico propria di questa provincia; parte delle unità di polizia sono peraltro destinate a occuparsi dei fenomeni migratori che impegnano le spiagge e il porto di Pozzallo in particolare; parte del personale è poi sovraccaricato da oneri di gestione, identificazione, e autorizzazioni relative ai continui sbarchi, provenienti in particolare con barchini dalla Tunisia; il territorio soffre di episodi ripetuti di microcriminalità, in particolare nelle campagne, e recentemente è stato oggetto anche di attacchi da parte della mafia organizzata cui sono stati inferti colpi importanti ma non ancora definitivi; in questo contesto, l'attuale dotazione delle forze dell'ordine lungo la fascia costiera che va da Scoglitti, a Marina di Ragusa, a Donnalucata e oltre, sia con riferimento ai carabinieri che alla polizia, è a parere dell'interrogante assolutamente risibile, anche alla luce dell'immane lavoro delle unità in campo; gli episodi di microcriminalità diffusa notturna e diurna, infatti, si susseguono senza la possibilità di vedere intervenire nessuno, mentre le chiamate di emergenza finiscono per rimanere in gran parte inevase; a fronte di questo quadro, a quanto consta all'interrogante, si sono verificati, purtroppo, tentativi spontanei di cittadini che si vogliono organizzare per resistere a malversazioni e minacce crescenti sia in orari notturni che diurni –: se non si ritenga opportuno rivedere quanto prima le dotazioni organiche destinate al controllo del territorio in questa provincia e se non si ritenga opportuno intervenire anche con unita aggiuntive


mobili assegnate da Scoglitti a Marina di Ispica lungo la costa per restituire serenità e sicurezza a cittadini, aziende e operatori di questo territorio. (5-06486)

ATTO SENATO RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00091 Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 18 Seduta di annuncio: 16 del 21/07/2021 Abbinamenti

Atto 7/00089 abbinato in data 21/07/2021 Atto 7/00090 abbinato in data 21/07/2021 Firmatari

Primo firmatario: DE FALCO GREGORIO Gruppo: MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO Data firma: 21/07/2021 Elenco dei co-firmatari dell'atto Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma CORRADO MARGHERITA L'ALTERNATIVA C'È - LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE 21/07/2021 DE BONIS SAVERIO MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 21/07/2021 FATTORI ELENA MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 21/07/2021 GRANATO BIANCA LAURA L'ALTERNATIVA C'È - LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE 21/07/2021 LA MURA VIRGINIA MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 21/07/2021 MARTELLI CARLO MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 21/07/2021 NUGNES PAOLA MISTO-ALTRE COMPONENTI DEL GRUPPO 21/07/2021

Commissione assegnataria

Commissione: 3. COMMISSIONE (AFFARI ESTERI EMIGRAZIONEI) Commissione: 4. COMMISSIONE (DIFESA) Stato iter:

21/07/2021 Partecipanti allo svolgimento/discussione INTERVENTO PARLAMENTARE 21/07/2021 PINOTTI ROBERTA PARTITO DEMOCRATICO DE FALCO GREGORIO MISTO GARAVINI LAURA ITALIA VIVA - P.S.I. BONINO EMMA +EUROPA - AZIONE DE PETRIS LOREDANA LIBERI E UGUALIECOSOLIDALI GASPARRI MAURIZIO FORZA ITALIA BERLUSCONI PRESIDENTE-UDC NUGNES PAOLA MISTO RAUTI ISABELLA FRATELLI D'ITALIA DICHIARAZIONE VOTO 21/07/2021 DE PETRIS LOREDANA LIBERI


E UGUALI-ECOSOLIDALI ALFIERI ALESSANDRO PARTITO DEMOCRATICO INTERVENTO PARLAMENTARE 21/07/2021 CAUSIN ANDREA MISTO DICHIARAZIONE VOTO 21/07/2021 CANDURA MASSIMO LEGA - SALVINI PREMIER - PARTITO SARDO D'AZIONE BONINO EMMA +EUROPA - AZIONE Fasi iter:

DISCUSSIONE CONGIUNTA IL 21/07/2021 DISCUSSIONE IL 21/07/2021 DICHIARATO PRECLUSO IL 21/07/2021 CONCLUSO IL 21/07/2021 Atto Senato Risoluzione in Commissione 7-00091 presentata da GREGORIO DE FALCO mercoledì 21 luglio 2021, seduta n.016 Le Commissioni riunite, a conclusione dell'esame, ai sensi dell'articolo 50 comma 2 del regolamento del Senato, dell'affare assegnato sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2020, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2021 (Doc. XXVI n. 4), premesso che: dal 2011 la Libia si trova in una condizione di conflitto militare e grave instabilità politica mentre gli scontri, susseguitisi negli anni tra le forze affiliate al GNA (Government of National Agreement) a sostegno dell'ex primo ministro Fayez al-Serraj, con base a Tripoli, e quelle dell'auto-proclamato LNA (Libyan National Army) del generale Khalifa Haftar con base a Tobruk, hanno reso sempre più marcata la situazione di insicurezza del Paese, politicamente frammentato e dilaniato da una guerra civile ormai endemica; durante il conflitto, le milizie, i gruppi armati e le forze di sicurezza in guerra fra loro hanno commesso gravi violazioni del diritto internazionale, compresi crimini di guerra e violazioni sistematiche dei diritti umani. Nei combattimenti sono state utilizzate armi trasferite illecitamente dai Paesi terzi che hanno sostenuto una delle due fazioni nonostante l'embargo totale stabilito dalle Nazioni Unite nel 2011; in questo contesto gli accordi stipulati dall'Italia con il precedente esecutivo guidato da al-Serraj e in generale le politiche migratorie dell'Unione europea hanno di fatto affidato alla Libia, esternalizzando la propria funzione sovrana del controllo delle frontiere marittime, in luogo della gestione dei flussi migratori, lungo la rotta del Mediterraneo centrale; questa scelta si è tradotta in una costante violazione dei diritti fondamentali di coloro che hanno tentato e tentano di sfuggire a guerre, carestie, violenze o anche semplicemente aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita;


la condizione di decine di migliaia di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia rimane infatti drammatica: essi sono esposti ad arresti arbitrari e rapimenti per mano delle milizie, sono regolarmente vittime di trafficanti di esseri umani e di abusi da parte di gruppi criminali collusi con le autorità libiche, mentre il prolungarsi di questa situazione di instabilità ha determinato un ulteriore peggioramento della condizione di vita delle persone migranti nel Paese, esponendoli a rischi sempre maggiori; nei centri di detenzione amministrati dalla direzione per la lotta alla migrazione illegale e nei tanti luoghi di reclusione non ufficiali, i prigionieri vengono sottoposti a sfruttamento, minacce, lavoro forzato, tortura e altre violenze, inclusi stupri, spesso allo scopo di estorcere denaro alle famiglie in cambio del loro rilascio; come sottolineato, fra gli altri, dal Rapporto 2020-21 di Amnesty International, le condizioni dei detenuti sono disumane, per il sovraffollamento e la mancanza di cibo, di acqua e di cure mediche. La situazione sanitaria nei centri di detenzione si è ulteriormente aggravata a causa della diffusione del Covid-19; a Tripoli, le condizioni dei centri di detenzione sono degenerate a tal punto da costringere recentemente Medici Senza Frontiere ad annunciare la sospensione delle loro attività di assistenza medico-umanitaria, a causa dei rischi per il proprio personale e dei numerosi episodi di violenza subiti dai migranti prigionieri che si rivolgevano all'équipe di MSF; nel maggio del 2020 il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Guterres, ha manifestato forte preoccupazione per la condizione di rifugiati e migranti che sono detenuti nelle prigioni clandestine dei trafficanti e "nelle strutture di detenzione sotto il controllo del Ministero dell'Interno", e ha esortato gli Stati membri a rivedere le politiche a sostegno del ritorno dei rifugiati e migranti in quel Paese. Ciononostante l'Italia, ma anche Malta e l'agenzia europea Frontex hanno invece intensificato il sostegno alla Guardia costiera libica le cui unità navali sono letteralmente guidate dagli europei verso i barconi da intercettare, anche all'interno delle zone SAR marittime italiana e maltese; già nel 2019, la Commissaria per i diritti umani del Consiglio d'Europa Dunja Mijatovic aveva presentato 35 raccomandazioni agli Stati membri dell'organizzazione, e in particolare a quelli che sono anche membri della UE, affinché rispettino il giusto equilibrio tra il diritto di controllare i confini e il prioritario dovere di proteggere le vite e i diritti delle persone soccorse nel Mediterraneo. Una di queste chiedeva agli Stati membri dell'Unione europea di sospendere ogni collaborazione con la Libia finché non sarà provato che non siano violati i diritti umani delle persone sbarcate sulle sue coste; il 5 aprile dello stesso anno il Direttore Generale dell'OIM António Vitorino ha dichiarato: "I migranti, compresi uomini, donne e bambini [...] sono detenuti in condizioni spesso subumane", osservando che "la Libia non è un posto sicuro per rimpatriare i migranti che hanno tentato e fallito il raggiungimento dell'Europa"; le violazioni organizzate e continuate da parte delle autorità libiche sono ora oggetto di un'indagine della Corte penale internazionale per crimini contro l'umanità in cui è coinvolto anche il nostro Paese; alla luce di queste considerazioni qualsiasi azione volta a riportare le persone salvate in mare in Libia si configura non solo come respingimento collettivo, ma anche respingimento verso un luogo


non sicuro, in violazione di numerose Convenzioni e quindi del diritto internazionale. Va ricordato infatti che l'articolo 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione), prevede che "Le espulsioni collettive sono vietate" e che "Nessuno può essere allontanato, espulso o estradato verso uno Stato in cui esiste un rischio serio di essere sottoposto alla pena di morte, alla tortura o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti"; lo stesso principio di non respingimento è sancito dall'articolo 33 della Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, integrato dall'art. 3 della Convenzione ONU contro la tortura, quindi richiamato dai Regolamenti europei n. 656/2014 e 1624/2016, che impedisce di respingere una persona verso uno Stato dove la sua vita sarebbe in pericolo o dove essa rischi di essere sottoposta a tortura o altro trattamento inumano o degradante. Questo divieto è stato interpretato dalla Corte europea dei diritti umani come applicabile anche ai casi di respingimento in alto mare. È quindi evidente come respingere una nave con persone soccorse verso un territorio dove queste persone potrebbero subire una violazione di diritti fondamentali costituisce un atto illecito; chi riesce a fuggire dai centri di detenzione non ha altra alternativa che tentare la fuga attraverso il mare verso le coste europee, affidandosi alle reti di trafficanti, che spesso sono quelle stesse persone che gestiscono i centri e liberano i migranti in cambio del pagamento di riscatti ingenti, poiché non esiste una via di accesso significativa per accedere al continente europeo in modo legale; secondo i dati riportati dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), soltanto nei primi sei mesi del 2021 sono state intercettate quasi 15.000 persone nel Mediterraneo centrale. In tutto il 2020, secondo la stessa fonte, le intercettazioni erano state 11.821; i centri di detenzione vengono ripopolati e il traffico abominevole è alimentato dalla cattura in mare da parte della cosiddetta "Guardia costiera libica", in quella finzione di area SAR dichiarata dalla Libia nel 2018 senza nemmeno un centro di coordinamento dei soccorsi; le operazioni della sedicente "Guardia costiera libica" non possono, quindi, essere considerate operazioni di soccorso alla vita delle persone in pericolo di perdersi in mare. Al contrario, sono operazioni di intercettazione, cattura e respingimento collettivo, illegale a norma delle convenzioni internazionali, con uso di gravi forme di violenza, come testimoniato da ultimo anche da un video ripreso dall'aereo di ricognizione della Ong Sea-Watch pochi giorni fa, nel quale la motovedetta libica Ras Jadir, donata dall'Italia, viene ripresa mentre spara dei colpi verso un barcone carico di persone; riguardo a quest'ultimo evento, non tranquillizzano affatto le parole del Ministro della difesa Guerini durante la Comunicazioni del Governo del 7 luglio 2021 alle Commissioni III e IV di Camera e Senato riunite, laddove ha voluto sottolineare che " ... le autorità libiche stesse hanno già condannato il comportamento del comandante della nave ed è stata disposta un'inchiesta. Si tratta di una presa di posizione che credo non abbia precedenti", come se davvero fosse anche solo minimamente credibile un'inchiesta disposta da autorità libiche notoriamente legate a coloro che di questi crimini si sono resi protagonisti. D'altra parte l'arresto farsa, con successiva reintegrazione e promozione, del famigerato BiJa rende chiaramente la misura della serietà di quelle "Autorità"; le stesse Autorità che nulla hanno eccepito quando una delle motovedette donate dall'Italia ai libici ha aggredito, con un vero atto di pirateria, i pescherecci italiani Artemide e Aliseo, sparando loro


contro il 21 maggio 2020, mentre le unità erano in acque internazionali, illegalmente e contro tutte le Convenzioni rivendicate dalla Libia; il Regolamento di Frontex n. 656/2014 definisce il Place of Safety come il " (...) luogo in cui si ritiene che le operazioni di soccorso debbano concludersi e in cui la sicurezza per la vita dei sopravvissuti non è minacciata, dove possono essere soddisfatte le necessità umane di base e possono essere definite le modalità di trasporto dei sopravvissuti verso la destinazione successiva o finale tenendo conto della protezione dei loro diritti fondamentali nel rispetto del principio di non respingimento (...)"; le autorità italiane, che hanno ricevuto segnalazione di un'imbarcazione sovraccarica ed in difficolta, in pericolo di perdersi in acque internazionali, non possono sollecitare la responsabilità SAR "libica", poiché quelle persone sono già sotto la responsabilità delle autorità italiane (nessun rilievo operativo hanno gli Stati di bandiera in un'operazione SAR, alla luce della Convenzione di Amburgo '79), altrimenti si realizza a tutti gli effetti una consegna (rendition) di quelle persone alle autorità di un Paese che non garantisce un luogo di sbarco sicuro, che non aderisce alla Convenzione di Ginevra sui rifugiati e dove è noto che vi si verificano collusioni tra autorità statali e trafficanti, Paese che, non da ultimo, si trova in una fase di instabilità politica in cui hanno luogo con frequenza gravissime violazioni dei diritti umani anche ai danni della stessa popolazione libica; la collaborazione con il centro di coordinamento libico (JRCC) contraddice quindi gli obblighi internazionali assunti dalla Repubblica italiana aderendo alle norme internazionali in materia di diritti umani e diritto dei rifugiati. Infatti, i migranti catturati corrono il concreto pericolo di essere sottoposti a tortura e trattamenti inumani e degradanti in Libia e le stesse autorità libiche possono ulteriormente respingere i migranti verso altri Stati dove nessuno garantisce che essi non siano ancora sottoposti a tortura, trattamenti inumani e degradanti e persecuzioni, in violazione alle norme sulla tutela dei diritti umani e dei diritti dei rifugiati; a ulteriore riprova dell'estrema pericolosità della rotta centrale del Mediterraneo laddove operano esclusivamente miliziani libici, che fanno variamente riferimento alla c.d. Guardia Costiera libica, anche quest'anno si conferma la tendenza di brusca crescita del numero dei morti, come evidenziato dall'UNHCR: nella prima metà del 2021, infatti, il numero di persone morte nel Mediterraneo centrale è triplicato rispetto all'anno scorso; ciononostante, l'Italia e gli altri Stati membri dell'Unione europea hanno ritirato tutti gli assetti navali governativi di salvataggio marittimo e hanno continuato a fornire supporto alle Guardia Costiera e ad altre autorità libiche preposte al contenimento dei flussi migratori in uscita dal Paese. Questo avviene anche tramite la donazione di motovedette d'altura, come nel caso della Ras Jadir menzionata sopra e della Ubari-660, che a maggio 2021, come ricordato, ha aperto il fuoco contro i pescherecci italiani Artemide e Aliseo; anche per questo motivo, si deve ritenere che il Governo italiano, continuando nel finanziamento e nel supporto a questo sistema di cattura da parte della Guardia costiera libica e contribuendo alla detenzione dei rifugiati e migranti, si rende corresponsabile delle violenze, delle torture e delle sistematiche violazioni dei diritti descritte finora, oltre che di azioni di respingimento illegali in violazione di tutte le convenzioni internazionali a tutela dei diritti umani; inoltre, diversi report di organizzazioni non governative e numerose inchieste giornalistiche


testimoniano come siano spesso le stesse milizie, ed in particolare quelle delle città costiere, a gestire sia il traffico di esseri umani che le attività di intercettazione della Guardia costiera. In particolare un rapporto del Segretario Generale dell'ONU al Consiglio di Sicurezza dell'anno scorso viene segnalato un alto rischio di infiltrazione e di legami tra il personale della cosiddetta "Guardia costiera libica e le milizie che gestiscono il traffico di esseri umani; un caso emblematico in questo senso, ma non certo l'unico è quello di Abdurahman al-Milad, detto al-Bija, noto trafficante di esseri umani, il cui ruolo è stato minuziosamente raccontato dal quotidiano "Avvenire" e, in particolare, dai giornalisti italiani Nello Scavo e Nancy Porsia, finiti sotto scorta nel nostro Paese per le minacce ricevute in seguito alle loro inchieste. Al-Bija è stato contemporaneamente a capo delle milizie di Zawiya, a supporto del Governo di Al Serraj a difesa di Tripoli, e della Guardia costiera Ovest a controllo dell'area da Tripoli a Zuwara, uno dei principali punti di partenza per le coste europee. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, gli uomini di Bija sono responsabili di violenze inaudite, stupri, estorsioni, torture, omicidi e vendita di esseri umani come schiavi; in un documento a disposizione della Procura presso la Corte penale internazionale in Olanda, riportato sempre da "Avvenire", si legge che alcuni dei suoi uomini hanno beneficiato del programma UE di addestramento e che le sue forze erano state destinatarie di una delle navi fornite dall'Italia. Si ricorda a tal proposito che Bija è stato ricevuto e accolto in Italia nel 2017 come esponente della sedicente Libyan Coast Guard e con tale ruolo ha partecipato ad incontri ufficiali; a seguito delle accuse di crimini contro l'umanità avanzate dalla Corte dell'Aja, Bija venne arrestato a Tripoli, mentre l'ONU e l'Unione europea hanno disposto diverse sanzioni a suo carico, prevedendo anche il congelamento dei beni (richiesta mai eseguita dalle autorità governative libiche). Come sopra accennato, il trafficante è stato invece scarcerato nell'arco di pochi mesi e da poco è stato anche risarcito con una promozione al grado di Maggiore ed ha ora il comando della Guardia costiera a Zawyah; le milizie implicate nel traffico di esseri umani sono le stesse che, guidate da logiche tribali e di potere basata sul controllo di porzioni di territorio e delle attività economiche illegali a queste collegate, contribuiscono all'insicurezza e instabilità del Paese, minacciando il processo di transizione pacifica inaugurato a Ginevra. In considerazione di ciò, la prosecuzione della missione di supporto alla Guardia costiera libica finanziando e rafforzando tali milizie contribuisce in realtà ad indebolire il processo di stabilizzazione della Libia; in termini di oneri finanziari, il Governo nella recente deliberazione del Consiglio dei Ministri ha deciso di mantenere il proprio sostegno e di prorogare la Missione di supporto alla Guardia Costiera Libica incrementando il finanziamento da €10.050.160 a €10.479.140, per un totale di €32.6 milioni di euro dal 2017, anno della firma dell'accordo Italia-Libia. A questi vanno aggiunti i costi sostenuti dai contribuenti italiani per le missioni navali nel Mediterraneo, (nessuna delle quali ha compiti di ricerca e soccorso in mare: per l'anno 2021) €39.7 milioni destinati a EUNAVFOR MED Irini (scheda n. 6/2021), €46.7 milioni per la missione bilaterale di assistenza e supporto (scheda n. 18/2021) e €95.9 milioni per Mare Sicuro (scheda n. 34/2021) quest'ultima con un incremento delle risorse di oltre 15mln di euro senza alcuna variazione del personale e degli assetti coinvolti;


il fragile cessate il fuoco raggiunto ad ottobre scorso dovrebbe essere occasione propizia per definire un Piano di evacuazione, coordinato a livello europeo, di tutti i migranti e rifugiati detenuti arbitrariamente, attraverso dei veri ed ampi corridoi umanitari, proponendo inoltre un insieme per porre fine alla loro detenzione, obbligatoria e automatica. Ciò rappresenterebbe un investimento non solo più utile al miglioramento della condizione dei diritti umani nel Paese, ma anche della situazione socio-politica, oltre che un impegno sicuramente più coerente con l'art. 10 della Costituzione italiana e con la Carta europea dei diritti dell'uomo; considerato che: durante le comunicazioni rese il 7 luglio 2021 dal Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e dal Ministro della difesa, quest'ultimo affermava che "In particolare, per quanto riguarda il comando e controllo, fino al 2 luglio 2020 a bordo della nostra nave sono state resi disponibili a personale libico sistemi di comunicazione per i collegamenti con le centrali operative marittime operative degli altri Paesi, e coordinamento tra le proprie unità e quelle delle Missioni nazionali ed internazionali operanti nell'area. A partire dal 3 luglio 2020 l'attività è condotta in piena autonomia dalla Marina libica, presso propria infrastruttura a terra e senza coinvolgimento alcuno di personale della Difesa italiana"; sempre nella stessa audizione, il Ministro Guerini sosteneva, per quel che riguardava le attività dell'unità navale di Mare Sicuro ormeggiata a Tripoli, " (...) la stessa svolge attività di addestramento e supporto alla manutenzione di mezzi navali libici ed ha contribuito allo sviluppo di una capacità di comando e controllo dei propri mezzi da parte della Marina libica. Relativamente al coinvolgimento di questa unità e del suo personale nella condotta di unità SAR da parte della Guardia costiera libica, come detto aggiungeva che: (...) sino al 2 luglio 2020 a bordo della nave erano resi disponibili sistemi di comunicazione per attività di coordinamento operativo. Nello specifico veniva attivato un Lybian Navy Comunication Center con la possibilità di fruire di strumenti come, ad esempio, utenza telefonica abilitata alle chiamate internazionali, capacità fax ed email per inoltrare e ricevere segnalazioni inerenti eventi SAR, apparati per la comunicazione VHF ed HF per esercitare il controllo in mare dei propri assetti navali. Sostanzialmente a bordo della nave [italiana ndr] si recava un ufficiale di collegamento libico che sfruttando i sofisticati sistemi di supporto svolgeva le attività secondo le direttive ricevute dalle autorità libiche; questo ufficiale di collegamento, secondo le istruzioni ricevute, compilava e firmava un fax di segnalazione per comunicare agli enti SAR limitrofi - per l'Italia MRCC Roma l'assunzione della responsabilità degli eventi, nonché i successivi aggiornamenti. Nessuna comunicazione veniva fatta dal personale italiano. Come ho detto, a partire dal 3 luglio 2020 tutte le attività operative libiche sono condotte dalla GC libica attraverso l'utilizzo di proprie infrastrutture e capacità di comunicazione ubicate a terra, senza alcun coinvolgimento di personale italiano". E' una straordinaria ammissione che il JRCC libico non ha, o perlomeno non aveva, la necessaria autonoma capacità operativa; quindi un ufficiale di collegamento - tale Mustafà - riceveva direttive dai propri superiori compilava e firmava la dichiarazione (rivolta ai centri di coordinamento italiano e maltese che quindi venivano così sollevati da responsabilità) di assunzione del coordinamento. Ma allora, se così fosse, dovrebbero esservi innumerevoli registrazioni delle disposizioni di coordinamento poi impartite alle motovedette libiche da bordo della nave italiana, dall'ufficiale di collegamento. Ma,


invece, sono state diffuse dalla stampa registrazioni audio che incontrovertibilmente provano che il coordinamento in mare veniva effettuato da assetti europei; durante la stessa audizione il Ministro Guerini, relativamente alla missione Irini dichiarava, inoltre, che "l'Italia ha dato un forte impulso alla revisione del mandato della Missione nell'ottica di un rinnovato coinvolgimento nell'addestramento delle unità marittime libiche (...), al fine di rafforzarne le capacità anche con un coinvolgimento concreto della UE e degli Stati membri. Nel mio ultimo colloquio con il Primo ministro [libico] ho colto l'occasione per evidenziare i risultati ottenuti da Irini e per sottolineare allo stesso tempo l'importanza della ripresa dell'addestramento da parte della Missione europea della Guardia Costiera libica. Il Comando della Missione ha già condiviso con le autorità locali un'ipotesi di programma addestrativo funzionale alla formazione del personale nella gestione delle situazioni di crisi ed emergenza, nel rispetto dei diritti umani e di genere", riconfermando successivamente che la missione Irini tornerà ad avere anche funzione di addestramento per la cosiddetta "Guardia Costiera libica"; si tratta di affermazioni che destano forte preoccupazione, visto che sino al 7 luglio 2021 si era negato che vi fosse qualunque supporto, pure se - a detta del Ministro - senza coinvolgimento di personale italiano, delle strutture italiane presenti in Libia e che esse non prendono atto di quanto sopra esposto, ossia delle note, innegabili ed evidenti violazioni dei diritti umani commesse dalla cosiddetta "Guardia Costiera libica", utilizzata non per una inesistente attività di coordinamento di operazioni di soccorso marittimo, ma per eseguire, sotto il coordinamento operativo italiano ed europeo respingimenti collettivi che l'Europa ha affidato all'Italia e che l'Italia realizza coordinando i libici; e si tratta di "respingimenti" proprio per la presenza della nave della Marina militare italiana di stanza al porto di Tripoli, che, come sopra ricordato citando le parole del Ministro Guerini oltre ad addestrare, riparare e sviluppare i mezzi a disposizione dei libici, fornisce loro anche i sistemi di comunicazione per coordinare la cattura dei migranti; dunque, sotto il profilo giuridico l'Italia è autrice e non solo complice dei respingimenti dato che, in base al diritto internazionale non ci sono obblighi giuridici di "riconsegnare" i naufraghi da soccorrere in acque internazionali ai libici, così come costituisce atto di legittima difesa qualsiasi tentativo di fuga rispetto ai tentativi di intercettazione violenta in alto mare operati dalle motovedette libiche; per quel che riguarda la Missione Irini, tra l'altro, è lecito ritenere che dietro gli obiettivi ufficiali della missione si possano anche celare comandi italiani che garantiscano una forte integrazione tra le attività di monitoraggio svolte dagli assetti navali ed aerei europei, italiani e maltesi con le autorità libiche, altrimenti incapaci di andare ad intercettare barconi carichi di migranti in acque internazionali, addirittura nella zona SAR maltese, laddove come imposto dalle Convenzioni internazionali dovrebbero intervenire invece, se non altro, per prossimità, i mezzi di soccorso, anche mercantili, coordinati da maltesi o italiani, garantendo quel porto di sbarco sicuro (POS) che il governo di Tripoli non può mai assicurare. Tutto questo avviene mentre Italia e Malta hanno ritirato dalle acque internazionali i rispettivi assetti navali istituzionali, per il timore che venissero coinvolti in attività di soccorso, e che le navi della Marina militare che pure sorvegliano le


piattaforme petrolifere offshore, non intervengono quando i migranti in fuga riescono a raggiungere queste installazioni in acque internazionali; di recente il giornale "Avvenire" ha rivelato che esistono numerosi filmati in presa diretta, mai resi noti, girati da bordo delle unità navali libiche, che proverrebbero le costanti violazioni dei diritti umani perpetrate dalla sedicente "Guardia Costiera libica" nei confronti dei naufraghi; infatti, l'UE aveva dotato le motovedette libiche di piccole videocamere Go pro che riprendevano e trasmettevano i filmati in Cloud, ad un archivio virtuale. "Il monitoraggio remoto - precisa un rapporto del 2018 - include anche l'uso di due kit di Go-Pro camera, forniti da Eunavformed alla Libyan Coast Guard alla fine del 2017 per equipaggiare le motovedette. Queste telecamere riprenderanno le immagini delle operazioni di LCG, che saranno poi caricate su un sistema basato su Cloud per l'analisi per il personale Eunavformed"; ad oggi non è dato sapere nulla di quei video che sono nella disponibilità di Eunavformed, ma è chiaro che comunque Italia ed Europa hanno ulteriori prove di violazioni dei diritti umani, come ha ricordato di recente Vincent Cochetel, inviato dell'Unhcr per il Mediterraneo Centrale, quando ha riferito che "Ci è stato segnalato più volte l'uso sproporzionato della forza da parte di alcuni membri di Lcg/Gacs/Marina", ossia delle tre principali entità delle milizie libiche incaricate di pattugliare le coste. "Tutte queste informazioni - aggiunge Cochetel - sono state condivise durante le conferenze "Share Med" organizzate appunto da Eunavformed"; il finanziamento alla Cosiddetta "Guardia Costiera" libica, comunque lo si voglia chiamare, anche camuffandolo e nascondendolo tra le varie schede, è del tutto incompatibile con il rispetto dei diritti umani e dei principi che devono sempre informare uno Stato di diritto quale è l'Italia. Continuare in questo contesto la collaborazione con quelle pseudo istituzioni libiche significa rendersi corresponsabili delle violenze che subiscono i naufraghi, i migranti e i richiedenti asilo e responsabili principali dei respingimenti indiscriminati ed illegali, anche operativamente coordinati e resi possibili per effetto del supporto logistico e del finanziamento da parte del Governo italiano, verso luoghi di detenzione, di tortura che sono veri e propri campi di concentramento; incidentalmente si osserva che in occasione del voto sulle missioni, lo scorso anno era stata annunciata l'imminente modifica del Memorandum del 2017, rinnovato nel 2020 che è per ampia parte secretato, modifiche che sarebbero state volte a garantire, a detta del Governo, un maggiore rispetto dei diritti umani da parte della "Guardia Costiera" libica e nei campi di racconta dei migranti in Libia. Di tutto ciò si sono perse le tracce; inoltre, è di tutta evidenza, come detto, che l'impiego di risorse per il sostegno alla cosiddetta "Guardia Costiera libica" non favorisce in alcun modo la auspicabile stabilizzazione del Paese; per quanto sopra esposto: si esprime parere contrario alla proroga della missione bilaterale di assistenza nei confronti delle Istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi (scheda n. 48/2021); si esprime parere contrario alla proroga della partecipazione di personale militare alla missione VE denominata European Union Military Operation in the Mediterranean- EUNA VFORMEDIrini, (scheda n. 6/2021), limitatamente a quanto segue: "prestare assistenza nello sviluppo delle capacità e nella formazione della guardia costiera e della marina libiche per i compiti di contrasto in mare"; si esprime parere contrario alla proroga della partecipazione di personale militare alla missione


bilateraledi assistenza e supportoin Libia (scheda n. 18/2021) limitatamente a quanto segue: 1. attività di formazione, addestramento, consulenza, assistenza, supporto e mentoring a favore delle forze di sicurezza e delle istituzioni governative libiche, in Italia e in Libia, al fine di incrementarne le capacità complessive; 2. assistenza e supporto addestrativi e di mentoring alle forze di sicurezza libiche per le attività di controllo e contrasto dell'immigrazione illegale, dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza della Libia; 3. attività per il ripristino dell'efficienza dei principali assetti terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, funzionali allo sviluppo della capacità libica di controllo del territorio e al supporto per il contrasto dell'immigrazione illegale; si esprime parere contrario alla proroga del potenziamento del dispositivo aeronavale nazionale apprestato per la sorveglianza e la sicurezza dei confini nazionali nell'area del Mediterraneo centrale, denominato Mare Sicuro comprensivo della missione in supporto alla Marina libica richiesta dal Consiglio presidenziale Governo di accordo nazionale libico (scheda n. 34/2021), limitatamente a quanto segue: 1. Può altresì svolgere attività per il ripristino dell'efficienza degli assetti terrestri, navali e aerei, comprese le relative infrastrutture, funzionali al supporto per il contrasto dell'immigrazione illegale. 2. Ulteriori compiti sono connessi con la missione in supporto alla Marina libica, intesa a fornire sostegno alle forze di sicurezza libiche per le attività di controllo e contrasto dell'immigrazione illegale e del traffico di esseri umani, quali l'attività di collegamento e consulenza a favore della Marina libica impegnata nel controllo e contrasto del fenomeno in parola; si esprime parere contrario alla proroga della partecipazione di personale della Polizia di Stato alla missione civile dell'Unione Europea denominata EUBAM LIBYA (European Union Border Assistance Mission in Libya)(scheda n. 47/2021),limitatamente a quanto segue: "Supporta le autorità libiche nello sviluppo e nella gestione delle attività di sicurezza delle frontiere terrestri, marittime ed aeree del Paese". (7-00091) DE FALCO, CORRADO, DE BONIS, FATTORI, GRANATO, LA MURA, MARTELLI, NUGNES





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