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Acconciatura ed estetica reagiscono alla crisi

Risultati e attese delle imprese associate Lapam

In giugno, dopo le prime settimane di riapertura, regnava ancora molta incertezza, la situazione era in evoluzione ed era difficile comprendere se la strada intrapresa fosse quella giusta. C’era timore per l’andamento dei dati epidemiologici e per la reazione a medio e lungo termine della clientela. Le persone dopo le prime settimane in cui avevano oggettivamente bisogno di tagliarsi i capelli, o farsi la ceretta avrebbero continuato a frequentare come una volta i saloni di acconciatura ed estetica? Sarebbero cambiati i consumi, e in che modo? A distanza di alcuni mesi siamo in grado di analizzare il fatturato del primo semestre dell’anno e di avere una fotografia ben precisa di come sono andate le cose. L’anno è iniziato con le migliori prospettive con livelli di fatturato in linea o leggermente superiori allo stesso periodo del 2019 (gennaio/febbraio). A marzo, con l’inizio del lockdown dopo i primi giorni del mese, il fatturato è crollato del 77%. Dato che viene confermato anche nel mese di aprile che vede un calo del 97% dovuto alla chiusura totale per l’intero mese, fatta eccezione per la possibilità di vendere a domicilio qualche prodotto specifico di settore (shampoo, balsamo, creme, etc).

La riapertura del 18 maggio ha consentito di avere una parziale ripresa, il calo infatti si attesta al 23%, un dato che tutto sommato può essere considerato positivo visto che l’apertura delle attività è da considerare su metà periodo. Il vero rimbalzo si è verificato nel mese di giugno che ha visto crescere il fatturato di quasi il 10% rispetto a giugno 2019. Sarà interessante visionare i dati del prossimo semestre per capire se il trend dei consumi cambierà, come temevano alcune imprese alla riapertura, o se la ripresa sarà costante, confermando così che il Covid non ha modificato le abitudini dei consumatori del settore.

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