4 minute read

L’italiano... della religione | 1

La Doxa, uno dei più importanti centri di ricerca sociale, dà questi dati sulla religiosità in Italia:

Quindi l’Italia è un Paese a maggioranza cattolica, ma se consideriamo chi va davvero in chiesa, è un Paese parzialmente cattolico. Questa influenza della religione ovviamente c’è anche nella lingua che viene dalla Bibbia e dal Vangelo.

45% cattolici praticanti 30% cattolici non praticanti 15% altre religioni o religiosità vaga 10% atei

1 Collega le spiegazioni alle citazioni religiose corrispondenti.

1

Il prossimo sono le altre persone: bisogna amarle in maniera totale.

5

Se ti danno un pugno, non vendicarti ma porgi (offri, mostra) l’altra guancia.

6

Pilato, il governatore romano, decise di “non decidere” e si lavò le mani per indicare che non voleva sapere altro su Gesù.

2 7

Gesù mandò via i mercanti che usavano il tempio di Dio per fare soldi: non confondere la vita spirituale e la vita materiale.

3 Gesù chiede a Dio di perdonare i suoi uccisori perché non sapevano quello che facevano.

5 Porgere l’altra guancia. Scagliare la prima pietra. Mandar via i mercanti dal tempio. Ama il prossimo tuo come te stesso.

Passare nella cruna dell’ago. Non sanno quello che fanno. Lavarsene le mani.

Non di solo pane. I peccati della carne. La carne è debole.

4

«È più facile che un cammello passi nella cruna di un ago piuttosto che un ricco vada in Paradiso». La cruna è il buco dell’ago. Chi ha peccato va punito, ma puoi punirlo (lanciandogli una pietra) solo se tu non hai mai peccato. In altre parole: perdona chi ha sbagliato.

8

Gesù dice che «non di solo pane vive l’uomo», cioè esiste anche una vita spirituale, non solo materiale.

9

Lo spirito è forte (prende decisioni, fa promesse) ma la carne è debole (il corpo spesso ci fa tradire le promesse).

10

I peccati della carne sono peccati che riguardano il corpo, soprattutto quelli legati al sesso.

2 Parole o espressioni usate in italiano, spesso senza conoscerne l’origine religiosa.

▶ È solo un peccato / una mancanza / un errore veniale! Il cristianesimo distingue i peccati mortali, cioè gravi, che mandano l’anima all’Inferno, da quelli veniali, cioè piccole mancanze o imperfezioni. ▶ Non dimenticare che la pazienza è una virtù cardinale. Ricorda che l’ira è un vizio capitale. Nella tradizione cattolica ci sono 7 virtù (aspetti buoni del carattere) cardinali (importantissime) e 7 vizi (abitudini cattive, negative, il contrario delle virtù) capitali (importantissimi). ▶ Il Parlamento non ha deciso, la legge resta ancora nel limbo. Quando un bambino nasce viene battezzato ed entra a far parte della Chiesa; se si comporta bene va in Paradiso, se ha commesso errori veniali va in Purgatorio, se ha commesso peccati mortali va all’Inferno. E se muore prima di essere battezzato? Va nel limbo, dove tutto è fermo e non si vede Dio ma non si soffre il dolore dell’Inferno. ▶ Quando parla sembra che dica le litanie / il rosario. La litania è una serie di lodi a Dio, a Maria e ai santi; il rosario è la ripetizione per 50 volte di una preghiera (Ave Maria). Litanie e rosario hanno una tonalità ripetitiva, per cui chi parla in quel modo è noioso. ▶ Siete solo dei sepolcri imbiancati. Cristo definisce sepolcri (cioè “tombe”) imbiancati (“dipinti di bianco”, per sembrare nuovi e puliti) gli ipocriti, cioè coloro che dicono una cosa e ne pensano un’altra.

3 La religione aiuta a capire la pittura italiana.

Le immagini dei Santi erano usate per aiutare i fedeli (cioè coloro che hanno fede in Dio, i credenti) a imitare la loro vita senza vizi e con tante virtù. Siccome la gente normale non sapeva leggere, si usavano delle immagini. In queste pagine vedi alcuni esempi di icone di Santi molto comuni nelle chiese.

Scrivi i nomi dei santi sotto alle immagini corrispondenti. ▶ San Sebastiano: fu legato nudo a una colonna e ucciso con delle frecce. ▶ San Paolo: poiché era cittadino romano non poteva morire in croce, quindi gli tagliarono la testa con una spada. ▶ San Lorenzo: fu bruciato vivo su una griglia come quelle usate per cuocere la carne sul fuoco. ▶ San Pietro: ha in mano le chiavi del Paradiso. ▶ Santa barbara: il padre la teneva chiusa in una torre perché ne era geloso. ▶ Santa Lucia: le furono tolti gli occhi, che nelle immagini tiene in un piattino davanti a sé. ▶ San Rocco: aiutava i malati di peste e per questo si ammalò: gli si formò un “bubbone” (la ferita della peste) su una coscia. ▶ San Marco: è uno dei quattro evangelisti (gli autori dei Vangeli); ha sempre in mano il Vangelo ed è vicino a un leone alato. ▶ San Francesco: parlava con gli uccelli e con gli animali dei boschi. ▶ Sant’antonio da Padova: in realtà era portoghese; ha sempre in mano un giglio (simbolo della purezza) e in braccio Gesù Bambino. Santo o Sant’ si usa davanti a vocale (come Sant’Antonio) o a s + consonante (come Santo Stefano).

This article is from: