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Voci dal palco
di Tommaso Chimenti foto di Stefano Ridolfi
Abbiamo posto a vari personaggi del mondo teatrale fiorentino due semplici domande sul complicato momento contingente legato alla quarantena in seguito al Covid-19. Cominciamo questa nostra rubrica con l’attore e regista Fulvio Cauteruccio e con l’operatore teatrale, Responsabile Relazioni Esterne e Progetti internazionali del Teatro della Pergola, Riccardo Ventrella.
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Come stai vivendo queste settimane senza teatro? F.C.: “Come quando una domenica mattina ti finisce la bombola del gas e le tue lasagne vanno a male perché il frigo si rompe contemporaneamente. Devi buttare tutto. Tutto diventa maledettamente complicato (avevo iniziato le prove e ho dovuto interrompere perché tutto verrà, forse, posticipato)”.
R.V.: “In questi giorni mi è mancato molto l’abitare il teatro, perché a teatro si va sempre, a parte il giorno di Natale. Si tratta di una dimensione quotidiana che è difficile dimenticare. Per quanto riguarda il lavoro non abbiamo mai smesso, in realtà. Ogni giorno cerchiamo di immaginare il futuro”.
Come pensi che il teatro italiano possa risollevarsi da questo cataclisma? F.C.: “Penso che sarà una delle ultime categorie a poter ricominciare a lavorare e quindi diventerà ancora più complicato esistere. Ho finito la mia tournée a metà febbraio ma ancora non ho ricevuto un centesimo dai Teatri Stabili e dalle compagnie per cui ho lavorato. Ci marciano anche loro e questo ti fa capire come il sistema Teatro sia marcio e lobbistico. Se questi sono i presupposti sarà un lungo lungo inverno”.
R.V.: “Non è facile dire da dove si potrà ripartire, più che altro perché mancano ancora molti parametri. Il futuro assomiglia più ad una partita a dadi, che ad una di scacchi. Credo che ripartirà proprio da questo periodo di assenza, da quanto profonda sarà la riflessione che tutti gli operatori sapranno fare in questo momento difficile. Più si farà tesoro di questo, più si potrà ricominciare. Non voglio usare delle retoriche e metafore post belliche, ma in realtà si ripartirà quasi da zero. Chi potrà immaginare meglio il futuro sarà molto avvantaggiato”.
LAVIGNETTA
di Lafabbricadibraccia
