Privatopia: come cambia il senso del luogo

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Privatopia: come cambia il senso del luogo 1. Care vecchie visioni future È il 1932. Siamo nell’America post-crollo di Wall Street. Il New York Times Magazine1 pubblica un articolo a firma del padre dell’urbanistica contemporanea Le Corbusier (1887-1965) in cui viene proposta la sua personale visione ideale di città del futuro: immensi grattaceli piantati come alberi sullo sfondo verde di un parco. Per quanto suggestiva, l’ipotesi viene ribaltata qualche mese più tardi dalla replica di un altro maestro come Frank Lloyd Wright (1867-1959). Per l’architetto “organico”2 il futuro urbano, almeno quello americano, si sarebbe sviluppato orizzontalmente, conformandosi attorno a ciò che egli stesso individua come gli evidenti moderni fattori di decentramento: trasporti, comunicazioni e tecnologia. Questa visione viene ribattezzata Broadacre City3 (letteralmente: “città acrovasto”), una città caratterizzata da enormi strade a separare ed unire ambienti lavorativi ed ambienti residenziali formati da lotti di circa mezzo ettaro, con dei confini pressoché privi di margine.

Fig. 1 Broadacre City così come l’aveva immaginata Frank Lloyd Wright nel 1932 (Fonte: http://listicles.thelmagazine.com/2009/06/10-unbuilt-frank-lloyd-wright-buildings/)

Al di là del fatto che si possa considerare tale visione attraente o repellente, bisogna comunque riconoscere la lungimiranza di Wright. Egli prima di altri è riuscito a comprendere verso quale direzione stava portando l’automobile, arrivando ad interpretare l’ideale domestico americano non come il soggiorno acusticamente

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Di recente, proprio il New York Times ha dedicato un articolo alla mostra in onore all’architetto modernista Le Corbusier, tenutasi proprio quest’anno al Barbican Center di Londra. Qui potete trovare il link: http://www.nytimes.com/2009/03/26/arts/design/26abroad.html?_r=1. 2 L’architettura organica è una branca dell’architettura moderna che promuove l’armonia tra uomo e natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra ambiente costruito e ambiente naturale attraverso l’integrazione degli artifici umani e degli elementi naturali in un unico sito. L’opera Testamento di Frank Lloyd Wright del 1957 (in Italia, edita da Einaudi nel 1963), rappresenta un po’ la summa ideologica di questa nuova frontiera dell’architettura. 3 Il concetto viene ampliamente sviluppato da Frank Lloyd Wright nell’opera del 1932 The Disappearing City. Con il concetto di Broadacre City si intende configurare una “arcologia”, ossia una struttura talmente enorme da poter mantenere una ecologia interna e una densità abitativa estremamente alta. Per approfondimenti: http://www.accd.edu/sac/honors/main/papers%2004/Campos/broadacre.html


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