4 minute read

Salute oculare e benessere visivo: valori cardine nel post Covid

Medd by DaTE: design e futuro dell’occhiale di ricerca

di Nicoletta Tobia

Advertisement

L’appuntamento, svoltosi il 17 ottobre a Milano con la partecipazione di oltre 180 tra professionisti, studenti, giornalisti e appassionati, è stato un’occasione di riflessione e confronto su questi temi e sull’importanza della creatività nei processi produttivi

Un evento particolare, non votato al business: così lo ha definito il presidente di DaTE, Giovanni Vitaloni. «Abbiamo sempre lavorato per organizzare momenti di carattere commerciale e fare networking: oggi abbiamo voluto realizzare un incontro con un approccio culturale, formativo e informativo, per scambiare opinioni su un prodotto e un’industria che tutti noi amiamo», ha detto Vitaloni presentando l’iniziativa presso l’Adi Design Museum di Milano. Ha preso così il via il workshop condotto dal sociologo Francesco Morace, che ha ricordato alla platea quanto l’occhiale stesso, come prodotto, sia oggi, nel periodo complicato che viviamo, al centro di tutte le sfide che dobbiamo affrontare. «È probabilmente l’oggetto di uso quotidiano che contiene più elementi legati al rapporto delicatissimo tra forma e funzione, perché serve e nello stesso tempo caratterizza il nostro modo di proporci al mondo - ha affermato l’esperto - Non a caso è sempre stato a cavallo tra moda, estetica, design, ingegneria e scienza dei materiali».

Che l’occhiale sia uno degli oggetti più complessi in questo rapporto tra forma e funzione è stato ribadito anche da Luciano Galimberti. Il presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale ha sottolineato nel suo intervento come il design italiano, considerato una leva strategica, sia caratterizzato da una ricchezza e da una pluralità di linguaggi espressivi accomunati tra loro dalla capacità, unica al mondo, di creare relazioni. Spostando poi il focus più specificatamente sull’occhialeria, ha preso la parola Alain

Gli organizzatori, alcuni dei relatori e i vincitori dei riconoscimenti consegnati durante l’appuntamento milanese. Aether Eyewear è stata premiata da una giuria composta da Luciano Galimberti, presidente di Adi-Associazione per il Disegno Industriale, Livia Peraldo, direttrice di Elle Decor, e Antonio Cristaudo, direttore commerciale e sviluppo di Pitti Immagine. I centri ottici Frank Lo di Roma di Massimiliano Savo e I Visionari di Firenze di Elena ed Emiliano Lenzi sono stati invece selezionati dagli espositori di DaTE 2022

Alcuni degli oltre 90 pezzi iconici selezionati per raccontare la storia dell’occhialeria attraverso una mostra dedicata, visitabile dal pubblico per una settimana presso l’Adi Design Museum di Milano

Miklitarian autodefinitosi, piuttosto che designer, lunetier. Partito come ottico, ha iniziato in seguito a disegnare montature: questo per lui non significa essere designer, bensì portare avanti una visione tecnica che poi diventa anche estetica. «Gli occhiali sono come la macchina da scrivere per Olivetti, devono unire la tecnica al piacere - ha detto - Progettarli per qualcuno deve essere un dono, trasferito in modo generoso, non una sfida personale. Prima di creare bisogna sempre porsi delle domande: per chi sono fatti quegli occhiali, ma è importante conoscere anche la personalità che c’è dietro chi li porterà. La creatività non è mettere insieme linee, curve e forme, ma essere consapevole della responsabilità del dono che fai a chi indosserà quella montatura. Che non deve diventare un’uniforme. Ciò che mi interessa è toccare l’individuo nel suo cuore, capire la sua unicità, proteggere la sua anima e aprirla attraverso gli occhi e, quindi, continuare in questo processo molto sottile di riconoscimento dell’unicità stessa». Creare un occhiale è un lavoro d’équipe di tutta una catena complessa di professionalità in cui scorrono competenza e fiducia, ha ribadito poi Miklitarian. Per realizzare un prodotto bisogna conoscerne tutte le implicazioni e quasi immedesimarsi in esso: spesso però questo non succede, non sempre c’è un centro d’interesse condiviso, serve un equilibrio. E a livello di produzione ha sottolineato come da cento anni si fabbrichi sostanzialmente nello stesso modo, come non ci sia stata evoluzione in modo consistente. «Nessuno vuole davvero modificare la struttura dell’oggetto o rischiare con cambiamenti più radicali - ha affermato - Gli occhiali di domani dovranno essere completamente diversi, da un secolo non c’è vera innovazione: è il motivo che mi ha spinto a essere qui oggi, spero che le mie parole siano uno stimolo per gli industriali a raccogliere la sfida e andare verso il futuro». Il testimone è quindi passato a Silvia Fresco, giovane designer dell’occhialeria indipendente e fondatrice di In Sana, la quale ha raccontato la propria esperienza che l’ha portata a dedicarsi alla progettazione e alla lavorazione dei suoi modelli sun. A chiudere gli interventi è stato Domenico Concato, titolare di Punto Ottico Humaneyes, che ha espresso il proprio punto di vista su come si racconta l’occhiale di ricerca. «I negozi oggi propongono troppe collezioni ed è un problema trasferire al personale la filosofia che hanno dietro - ha affermato - Io ne ho sempre tenute poche: quando le mostriamo al cliente, le raccontiamo con grande profondità ed è molto più semplice farne trasparire le caratteristiche e il progetto. Il futuro secondo me va sempre più in direzione di poche linee e di un’identità ben precisa: il punto vendita così acquista un’immagine più elevata, diventa più importante l’insegna e il suo impatto rispetto al prodotto in sé». Al termine del workshop sono stati premiati l’occhiale più innovativo esposto all’ultima edizione di DaTE e il centro ottico italiano più visionario. Il primo riconoscimento, consegnato da Cristina Frasca, è stato attribuito al modello S1 Black Hero di Aether Eyewear. Il secondo, assegnato al centro ottico più visionario valutato dagli espositori di DaTE 2022, è andato ex aequo a Frank Lo di Roma, guidato da Massimiliano Savo, e a I Visionari di Firenze di Elena ed Emiliano Lenzi per la scelta dei prodotti, la tipologia di servizi offerti ai clienti, gli allestimenti e la comunicazione.

This article is from: