Piccola storia della misura Una gara di corsa Un Cinghiale presuntuoso si vantava di saper correre veloce come il vento. II Camaleonte volle punirlo e lo sfidò ad una gara di corsa. La Rana faceva da arbitro. Il traguardo era una macchia di sterpi. Appena la Rana diede il via, il Cinghiale prese a galoppare più forte che poteva, senza accorgersi che il Camaleonte gli era saltato sul dorso, ove stava aggrappato al pelo tenendosi ben forte per non essere sbalzato via. Quando raggiunse il traguardo, il Cinghiale frenò di colpo, felice di aver vinto. Ma la brusca frenata sbalzò il Camaleonte qualche passo più avanti del Cinghiale. Tranquillamente seduto sul musco, fregandosi le zampe, il Camaleonte si rivolse al Cinghiale dicendo :“ Ebbene, mi pare che tu sia arrivato dopo di me. Guarda: sono più avanti di te almeno dieci volte la lunghezza della mia coda. Riconosciti sconfitto”.(fiaba africana) La coda per misurare Per dare un'idea della distanza che lo separava dal Cinghiale, ii Camaleonte ha contato quante code come la propria ci stavano: ha confrontato la lunghezza della propria coda con la distanza tra sé e il Cinghiale. Il Camaleonte ha dunque misurato quella distanza usando la propria coda come unità di misura. Anche gli uomini dell'antichità che, come noi, avevano la necessità di misurare i terreni di loro proprietà o gli edifici che costruivano, usarono parti del proprio corpo come unità di misura. Cubiti, spanne, palmi Gli antichi Egizi usavano come unità di misura il cubito, cioè la lunghezza del braccio dal gomito alla punta del dito più lungo, il medio. Con questa unità di misura costruirono le loro famose piramidi. Col cubito tu puoi misurare la lunghezza della cattedra, la lunghezza e la larghezza della tua aula o del corridoio. Più difficile ti sarà misurare la lunghezza e la larghezza del tuo banco,e più difficile ancora quelle di un libro o di un quaderno. Gli Egizi, per misurare tutto ciò che era più corto di un cubito, usavano le