MototuriSmo 2016

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NUOVE METE: PARTI ANCHE TU CON I VIAGGI DI MOTOTURISMO

HONDA CB 500 X MOTO GUZZI V9 ROAMER e BOBBER

• Celano in ABRUZZO • IDEE DI VIAGGIO Itinerari in moto in CARINZIA Curva dopo curva in MAREMMA • AUSTRIA - Top Mountain Motorcycle Museum • Una giornata con TED SIMON Dalla MONGOLIA al GIAPPONE

GERMANIA

La Strada Tedesca

delle Alpi

ia, SPAGNA - Palenc uta la bella sconosci


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EDITORIALE TIZIANO CANTATORE u cantatore@mototurismo.it

BELLE LE VACANZE IN MOTO! P

er chi ha la fortuna di pensare ad una vacanza questa estate, non c’è di meglio che programmarla a cavallo di una moto. Solo l’idea provoca eccitazione. Perché comunque sia, una vacanza in moto è subito sinonimo di avventura, di esperienza sempre nuova e imprevedibile. Ovunque si decida di andare e qualsiasi distanza ci sia da percorrere, sarà un tempo da vivere intensamente che lascerà una traccia indelebile nella vostra vita. La strada percorsa in moto, di per sé, è viaggio, vacanza, emozione. La magia parte ancor prima di pigiare il tasto start. La programmazione, la meta possibile da raggiungere, offrono lo spunto perché la vostra immaginazione prenda il volo.

Attraverso la lettura di Mototurismo, gli spunti sulle mete non dovrebbero mancare. Ma io non finirò mai di ricordare che ogni percorso va sempre personalizzato a secondo delle vostre esigenze, dei vostri interessi e dei vostri umori. Così le soste. Un piccolo borgo che passa inosservato

ai più, potrebbe rappresentare per voi un miraggio, uno scorcio di romantica intesa col vostro modo di viaggiare. La moto è la compagna ideale per il tempo libero e per un turismo attivo e gratificante. Sono tanti anni (nel 2017 festeggeremo i 30!) che la nostra rivista si muove per rilanciare questo modo di viaggiare. Sempre in prima linea per promuovere l’uso della motocicletta per fare turismo. Abbiamo portato le due ruote negli angoli più reconditi del mondo, per farvi conoscere culture, percorsi e storie. Per incoraggiarvi a salire in moto e vivere le vostre esperienze di viaggiatori in un modo fantastico. Senza fretta, senza correre, senza altri fini, ma con l’intento di vivere dei bei momenti in piena libertà. Se avete la fortuna di vivere una vacanza in moto, non rinunciateci. Cogliete l’attimo e il mondo, lontano o dietro casa, vi sembrerà di certo migliore. Buone vacanze e sopra ogni cosa: prudenza, sempre. |3


SOMMARIO MOTOTURISMO | luglio - agosto 2016

32 06

52

I viaggi di mototurismo scegli il tuo viaggio sulle tracce dei nostri itinerari più belli

10

appuntamenti

22

idee di viaggio Toscana carinzia

28

abruzzo NATURA, STORIA E FEDE SI INCONTRANO A CELANO

74 52

Le nostre strade Germania - baviera LA STRADA TEDESCA DELLE ALPI

70

Austria TOP MOUNTAIN MOTORCYCLE MUSEUM, CHICCHE A DUE RUOTE IN ALTA QUOTA

74

in prova HONDA CB 500 X

84

spagna - PALENCIA LA BELLA SCONOSCIUTA

32

MONGOLIA, SIBERIA GIAPPONE PASSAGGIO A NORD-EST

84 96

UNA GIORNATA con ted simon

102

in prova MOTO GUZZI V9 ROAMER - BOBBER

110

Africa twin CHE PASSIONE!

120

accessori

126

tecnologia

128 SEGUI MOTOTURISMO

LIBRI

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SOUVENIR www.mototurismo.it

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102


THE NEW

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TIPOLOGIE DI VIAGGIO • VIAGGI DI GRUPPO CON PARTENZA PREDEFINITA

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all’esperienza maturata in trent’anni di turismo in moto e dagli itinerari più affascinanti pubblicati su Mototurismo, nascono i pacchetti di viaggio de “I VIAGGI DI MOTOTURISMO”, pensati per dare a tutti la possibilità di percorrere le nostre stesse strade.

• VIAGGI INDIVIDUALI CON PARTENZA LIBERA Viaggi da effettuare in completa autonomia, con data di partenza personalizzabile in base alle proprie esigenze.

CON QUALE MOTO VIAGGIO?

Proposte mirate, organizzate da persone esperte e qualificate, in grado di soddisfare la voglia di viaggiare e conoscere, nella massima libertà e sicurezza, in ogni momento dell’anno. Scegli la tua meta e contattaci per definire il tuo viaggio insieme ai nostri consulenti turistici incaricati e autorizzati.

COME OTTENERE INFORMAZIONI L’elenco completo delle proposte di viaggio sarà regolarmente presente su queste stesse pagine, sul sito www.mototurismo.it e sulla brochure scaricabile tramite il QR-Code qui a lato. Per avere informazioni sul programma di viaggio dettagliato, scrivere una mail a

Viaggi effettuati con altri partecipanti e una guida al seguito, con date di partenza predefinite.

oppure collegarsi al sito

www.mototurismo.it sezione VIAGGI, scegliere

il viaggio e utilizzare il modulo di contatto presente nella pagina.

I nostri viaggi prevedono - ove indicato - la possibilità di raggiungere la destinazione con moto propria e/o con volo aereo e moto a noleggio.

PROPOSTE VERSATILI I nostri viaggi includono un itinerario predefinito e il completo supporto logistico. È possibile però valutare insieme al nostro consulente turistico alcune possibilità per personalizzare il viaggio in base a particolari esigenze; non esitare a contattarci!

viaggi@mototurismo.it

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Le proposte promosse da “I Viaggi di Mototurismo” sono sviluppate e organizzate tecnicamente da Tour Operator e Agenzie Viaggio autorizzate. La prenotazione, le quotazioni definitive, i termini e la vendita dei pacchetti di viaggio sono affidati direttamente alle Agenzie Viaggio Autorizzate.


O P P U R G I D I G VIAG ZA N E T R A P N O C PREDEFINITA

tornanti francesi, proseguire tra valli e canyon e nell’Alta Provenza, la regione del Rodano e l’Alvernia, cuore verde di Francia e regione dei vulcani. L’Aquitania e i Pirenei sono le mete successive, poi uno sguardo sull’oceano a Biarritz e via con i tornanti e i passi montani sui Pirenei. Un salto in Spagna e poi ancora in Francia per attraversare la Linguadoca e la Provenza. Le Alpi e gli Appennini saranno i soggetti delle ultime foto di un viaggio motociclistico e turistico a 360 gradi di circa 3.000 chilometri. Quota di partecipazione in camera doppia: € 1.550 (pilota), € 1.350 (passeggero).

WEEK-END IN CROAZIA 8 - 11 SETTEMBRE

scozia

8 - 17 agosto TOUR STRADALE

MOTO PROPRIA - MOTO A NOLEGGIO Alla scoperta della Scozia con volo aereo incluso ed eventuale trasporto della propria moto fino a Manchester. (Moto a noleggio su richiesta). Quota indicativa 1.390; Trasporto moto € 600; Volo € 250

ALLA SCOPERTA DELL’OCCITANIA FRANCIA DEL SUD DALLE ALPI AI PIRENEI 11 - 20 AGOSTO MOTO PROPRIA Racchiuso tra i Pirenei e le Alpi, tra il Massiccio Centrale e il Mediterraneo, c’è un territorio splendido, culla di una cultura antica tramandata da una popolazione orgogliosa delle proprie origini e tradizioni. Questo territorio è strettamente legato alla cultura europea in quanto territorio di congiunzione tra est e ovest. Tutto questo “ben di Dio” è accompagnato ad un’orografia a dir poco perfetta per noi motociclisti: strade fantastiche ci accompagnano in luoghi bellissimi ed epici. Si affrontano le Alpi per poi tuffarsi sui

TOUR STRADALE

MOTO PROPRIA Week-end esclusivo con partenza da Ancona e arrivo a Spalato, tour guidati a Monstar o Dubrovnik e pernottamento in nave SNAV. Quota individuale: € 420 (pilota), € 350 (passeggero).

TOUR DEL MAROCCO 6 - 19 OTTOBRE TOUR STRADALE E OFF ROAD

MOTO PROPRIA Un viaggio magico per tutti i motociclisti. Lo spettacolo delle montagne con strade e piste sterrate che si ramificano tra profonde gole e canyon di rara bellezza; villaggi berberi di alta montagna situati in enormi piane; paesaggi nudi ed essenziali contornati da vette innevate. Quota indicativa in camera doppia o tripla: € 1.790.

CUBA

27 dicembre - 13 gennaio 2017 TOUR STRADALE

MOTO PROPRIA - MOTO A NOLEGGIO Un viaggio esclusivo e straordinario nella più affascinante isola caraibica. |7


VIAGGI LI A U D I V I D N I ZA N E T R A P CON LIBERA

ITALIA: Sardegna

Quattro possibilità per scoprire tutti i lati della Sardegna. Moto a noleggio a scelta tra BMW, Ducati, MV e KTM. Prezzi dei tour a partire da € 690 e passeggero da € 110. Possibilità di tour personalizzati.

y COAST TO COAST

8 giorni

Tour da 1.300 Km per scoprire tutta la Sardegna e le migliori località lungo la costa.

y MARI & MONTI 3 giorni

650 Km dalla costa ovest alla costa est, dal mare ai monti dell’interno per poi ritrovarsi di nuovo sul mare.

y NORTH SARDINIA DISCOVERY

ZAMBIA IN MOTO

Da settembre, una grande esclusiva de I VIAGGI DI MOTOTURISMO. Una stupenda avventura, assolutamente unica e indimenticabile, in un Paese genuino e affascinante, ancora poco battuto dal turismo. Due tour disponibili in cui al piacere di un viaggio in moto si alternano le emozioni dei safari fra animali selvaggi, circondati da una natura incontaminata.

y Zambia Classic

11 giorni con itinerario prevalentemente stradale e brevi deviazioni off-road, dalle Cascate Vittoria al Lower Zambezi National Park fino al South Luangwa National Park.

y Zambia Adventure

14 giorni dalle Cascate Vittoria al Lake Kariba, itinerario con lunghi tratti off-road all’interno di alcuni parchi nazionali (Kafue e Lower Zambezi) in cui potremo addentrarci solo avendo speciali permessi. Moto fornite dall’organizzazione (affidabili Honda Transalp 600 equipaggiate anche per percorrere tratti off-road). |8

3 giorni

450 Km per scoprire il nord dell’isola, con base a Castelsardo.

y SARDEGNA GRAND TOUR 6 giorni

1200 Km per percorrere il periplo della Sardegna.

IRLANDA

Le più belle strade d’Irlanda studiate per voi con tre tour a scelta, partenze libere e possibili personalizzazioni.

8 giorni

y Wild Atlantic Way (Nord Ovest) Contea di Donegal e Sligo

8 giorni

y Wild Atlantic Way (centro Ovest)

8 giorni

y Wild Atlantic Way (sud Ovest) Moto a noleggio disponibili BMW GS 800 e BMW GS 1200. Quote da € 1.280 a persona compreso il noleggio moto.


Stati Uniti in libertà y STATI UNITI

LEWIS & CLARK ADVENTURE

L’America con partenze libere e possibilità di personalizzare il viaggio.

y STATI UNITI - SAPORE D’AMERICA 9 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian. Da Los Angeles a Las Vegas attraverso California, Arizona, Nevada e Utah. Volo da Milano a Los Angeles. Quote indicative € 2.540 compreso volo e noleggio moto. Passeggero nella stessa camera €1.440.

y STATI UNITI - FLORIDA 8 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian, Vespa Piaggio. Alla scoperta della Florida: Miami, Daytona Beach, Orlando,Tampa, Venice, Naples, Key Largo, Key West. Quote indicative compreso il noleggio moto da € 1.120.

y STATI UNITI

COWBOYS & INDIANS ADVENTURE 14 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian. Attraverso i territori teatro di alcune delle battaglie campali più famose del Wild West, da Little Big Horn alle Badlands, combinando la grande storia con la natura mozzafiato del Wyoming, del Montana, dello Utah fino al Colorado. Alla scoperta del South Dakota e delle sue leggendarie Black Hills, tra immensi parchi nazionali, mitiche icone del West, siti di grande fascino come Mt. Rushmore e Crazy Horse Memorial, branchi di bisonti e il misticismo di luoghi sacri per i Nativi Americani. Quote indicative € 2.300-2.500.

15 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian. Tra mito e avventura alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest. Seguendo le orme della leggendaria spedizione dei grandi esploratori del West Lewis & Clark, un viaggio indimenticabile nella natura mozzafiato del Wyoming e Montana, dai parchi nazionali di Yellowstone e Grand Teton, fino ai confini del Canada delimitati dai paesaggi fantastici del Glacier National Park. Alla ricerca di bisonti, alci, lupi e orsi Grizzly, esplorando le antiche e sacre terre dei Nativi. Quote indicative: € 2.600-3.000.

y STATI UNITI - NEW ENGLAND 12 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian. Un viaggio nei territori dei primi insediamenti europei sul territorio nord americano, nel new england si compirono i primi passi verso la creazione degli stati uniti d’america, la storia e le tradizioni il territorio, i villaggi e le città, fanno di questa terra un concentrato unico di bellezze e suggestioni. Quote indicative: € 1.900-2.200 compreso noleggio moto.

STATI UNITI y DESERTI E CANYON DEL WEST 14 giorni

Moto a noleggio: BMW, Harley Davidson, Triumph, Honda, Indian. Dalla scintillante Las Vegas ai meravigliosi parchi nazionali, dai deserti carichi di fascino e mistero, fino alle riserve e pueblos nativo-americane. Il meglio del sud-ovest nella sua ammagliante e selvaggia bellezza. Un itinerario completo e variegato con moto a noleggio, per motociclisti indipendenti, amanti della natura e “attivi”, studiato per godere ed esplorare i parchi, con la possibilità di personalizzare l’itinerario. Quote indicative: €2.300-2.500 compreso noleggio.

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APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

EVENTI OFFERTA DEI CENSI 8-10 luglio, Abbadia San Salvatore (SI)

www.cittadellefiaccole.it UMBRIA JAZZ 8-17 luglio, Perugia

www.umbriajazz.com FESTIVAL DEL PENSARE 21-23 luglio, Casale Marittimo, Guardistallo, Montescudaio (PI)

www.pensiamoinsieme.org

FESTIVAL DEI FIORI DI MONTAGNA 16-24 luglio, Colle Isarco (BZ)

www.colleisarco.org

GRU VILLAGE Fino al 31 luglio, Grugliasco (TO)

www.gruvillage.com

GRANARA FESTIVAL 1-7 agosto, Granara (PR)

www.granara.org

SO WHAT FESTIVAL 5-7 agosto, Melpignano (LE)

facebook.com/sowhatfest MEZZANO ROMANTICA Fino al 6 agosto, Mezzano (TN)

www.mezzanoromantica.it

MONFORTINJAZZ 2016 9 luglio-6 agosto, Monforte d’Alba (CN)

www.monfortinjazz.it

GOLFO ARANCI MUSIC FESTIVAL 2016 10-15 agosto, Golfo Aranci (OT)

www.facebook.com/gamfmusic/

FESTAMBIENTE

5-15 agosto, Rispescia (GR)

www.festambiente.it

R

itorna FESTAMBIENTE, il festival nazionale di Legambiente, giunto alla ventottesima edizione, nella location di Rispescia, nel Parco regionale della Maremma. Dieci giorni in cui perdersi tra concerti musicali, proiezioni cinematografiche, spazi per bambini, mostre mercato, spettacoli teatrali e ristorazione bio e tradizionale. Una vera cittadella ecologica di tre ettari dove riscoprire il rispetto per l’ambiente, le buone pratiche e il divertimento: un appuntamento che ogni anno attrae circa 50mila visitatori in 10 giorni. Tema di quest’anno sarà l’economia civile, mentre la festa sarà divisa in grandi aree tematiche: dalla biodiversità al turismo sostenibile, dagli stili di vita agli ambasciatori del territorio passando per la legalità e la solidarietà. Non mancheranno spazi dedicati ai bambini e un’ampia offerta gastronomica. Se avete bisogno di relax potete fermarvi allo Spazio Benessere, un angolo dedicato alla salute e al relax di corpo e mente, dove provare massaggi e terapie naturali. Ogni sera alle 21, invece, spazio al cinema d’autore all’aperto con la rassegna cinematografica Clorofilla Film Festival.

WILD WEEKEND SUL SESIA www.sesiarafting.it

CALICI DI STELLE 10 agosto, Bolzano FESTIVAL DELLA COMUNICAZIONE 8-11 settembre, Camogli (GE)

www.festivalcomunicazione.it

CANTUGHEDER 2016 Fino all’11 settembre, Cantù (CO)

www.cantugheder.com

FIM - FIERA ITALIANA DELLA MUSICA 9-11 settembre, Erba (CO) FIERA NAZIONALE DEL FUNGO PORCINO 9-11 settembre, Albareto (PR)

www.fieradialbareto.it |10

L’

associazione sportiva SESIA RAFTING, con sede a Vocca (VC), propone un weekend mozzafiato, dedicato agli amanti del fiume e delle emozioni forti. Il pacchetto, valido fino a fine


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APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

mostre PAZIOTEMPO - QUATTRO DIMENSIONI DELLA MATERIA MOSTRA COLLETTIVA DI BARTOLOZZI-TESI, POMODORO, BARTOLUCCI E MORICONI Fino al 31 luglio, Volterra WARHOL È NOTO IL BAROCCO IMMAGINARIO Fino al 28 agosto, Ex Convitto Ragusa, Noto (SR) CLAUDIO SINATTI SLITSCAPE Fino al 4 settembre, Museo del Novecento, Milano

www.museodelnovecento.org

BRUCE SPRINGSTEEN. JUNGLELAND The Photography of Frank Stefanko Fino al 4 settembre, Wall Of Sound Gallery, Alba (CN)

www.wallofsoundgallery.com

ALPHONSE MUCHA Fino all’11 settembre, Complesso del Vittoriano, Roma

www.ilvittoriano.com

DOMON KEN, IL MAESTRO DEL REALISMO GIAPPONESE Fino al 18 settembre, Ara Pacis, Romagnola

www.arapacis.it

SIMONETTA FERRANTE LA MEMORIA DEL VISIBILE: SEGNO, COLORE, RITMO E CALLIGRAFIE Fino al 25 settembre, M.A.X. Museo, Chiasso (Svizzera)

www.centroculturalechiasso.ch/m-a-x-museo/

settembre, prevede due giornate adrenaliniche a stretto contatto con uno dei fiumi più suggestivi d’Europa: un mito per gli appassionati di rafting, hydrospeed e canyoning. L’avventura inizia il sabato, nel primo pomeriggio, con la discesa di rafting che ha reso famoso il Sesia in tutto il mondo: una cavalcata di dieci chilometri che alterna rapide e onde a tratti di acqua calma che permettono di rilassarsi, fare tuffi e godere della bellezza del paesaggio. Dopo circa due ore la discesa si conclude all’inizio del paese di Varallo, in una zona che permette comodamente di sbarcare a riva. Ricondotti alla base da un pulmino, dopo una doccia e un po’ di relax sulle amache del giardino, si trascorre la serata nel magico Rifugio dei Walser, un’antica baita del ‘700 in legno e pietra, nella quale si potranno degustare i piatti tipici delle antiche tradizioni locali e pernottare. La domenica si ritorna all’avventura con l’imbarazzo della scelta, tra una discesa, con muta termica e pinne da sub, su Hydrospeed, una sorta di bob galleggiante, o un’esperienza di canyoning, inoltrandosi nel torrente Sorba, uno degli affluenti principali del Sesia. Durante il percorso si transita da scivoli d’acqua a gole scavate dall’erosione millenaria del torrente, a discese in corda, con la possibilità facoltativa, per i più coraggiosi, di fare tuffi fenomenali. Costo del pacchetto: € 140 (comprensivo di una discesa di rafting, una di hydrospeed, o in alternativa, un’esperienza di canyoning, più cena e pernottamento in baita).

LEONARDIANA IL MUSEO DEFINITIVO SULL’OPERA DI LEONARDO DA VINCI www.leonardiana.it

LA PRIMA AURORA MOSTRA FOTOGRAFICA DI SIMONE CERIO Fino al 2 ottobre, Castello di Gallipoli (LE) ALBERTO GIACOMETTI. A CASA. Fino al 16 ottobre, Museo Ciäsa Granda, Stampa (Svizzera)

www.bregaglia.ch

DAVID BOWIE IS 14 luglio-13 novembre, MAMbo, Bologna

www.davidbowieis.it NOTHING IS REAL -

QUANDO I BEATLES INCONTRARONO L’ORIENTE

MAO, Torino

www.maotorino.it |12

N

ella quattrocentesca Corte Ducale di Ludovico il Moro, nel Castello di Vigevano, apre il nuovo museo dedicato all’opera completa di Leonardo Da Vinci. LEONARDIANA intende proporre un itinerario inedito attraverso la


COOL FRESH. Il coprisella in rete Aero 3D che rende piĂš fresca e comoda la seduta per le giornate torride e i viaggi piĂš lunghi.

Per moto.

Per scooter.


APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

raduni XVI MOTOMAIALE 15-16 luglio, Urbisaglia (MC)

motoclubdellurbe@gmail.com XI WILD NORMANS FEST 15-16 luglio, Castel Volturno (CE)

wildnormans@libero.it BIRRA & BIKERS 15-17 luglio, Burolo (TO)

criepaolo@libero.it

FESTA DEL MOTOCICLISTA 16 luglio, Como

pyk@libero.it

21°RADUNO REGISTRO STORICO ANCILLOTTI SCARAB 17 luglio, Briga Novarese (NO)

www.registrostoricoancillotti.it

MOTORADUNO A NOCERA UMBRA 17 luglio, Calcinelli di Saltara (PU)

vita e l’opera di Leonardo a partire dal suo soggiorno a Vigevano, che si pone al culmine della sua vita milanese. Protagonista del museo sarà il racconto del suo pensiero, della sua vita e dei tanti episodi inediti che la caratterizzarono. Sarà esposta tutta l’opera che riuscì a pensare e i materiali prodotti nel corso della sua vita: i disegni, oggi conservati da decine di musei e biblioteche sparsi nel mondo, i venticinque dipinti oggi attribuiti con certezza alla sua mano, i taccuini che accompagnarono le giornate, fitti di pensieri e geniali intuizioni, i codici che dopo la sua morte furono assemblati dagli amici/eredi e che oggi portano i nomi dei loro proprietari: Bill Gates, la Biblioteca Ambrosiana, l’Institut de France e così via. Leonardiana sarà il luogo, unico al mondo, in cui si potrà vedere in una volta sola tutta l’opera, ampia ed eterogenea, di uno dei più grandi geni dell’umanità.

VINO È MUSICA

29-30 luglio, Grottaglie (TA)

www.vinoemusica.it

www.motoclubdragone.it BLACK LIONS 11° YEAR 22-23 luglio, Supino (FR)

www.blacklionsmotoclub.it ROCKERS & VINO 22-24 luglio, Pergola (PU)

phantomatic59@yahoo.it MOTOGIRO VOLTURNENSE 24 luglio, Cerro al Volturno (IS) 10° MOTORADUNO NAZIONALE PASSO CROCEDOMINI 30-31 luglio, Bazena (BS)

www.motoradunocrocedomini.it 2° RADUNO D’EPOCA IN NOTTURNA VESPA SOTTO LE STELLE 5 agosto, Salizzole (VR)

tosi.nicola76@gmail.com

A SPASSO CON LE MOTO D’EPOCA 7 agosto, Calcinelli di Saltara (PU)

www.motoclubdragone.it

18° MOTORADUNO CAMPO DEI GALLI 3-4 settembre, Campogalliano (MO)

www.motoclubcampodeigalli.com 8° MOTOGIRO DEL SALENTO 8-11 settembre, Galatina (LE)

vittoriocreti2015@libero.it |14

T

orna l’evento “alla pugliese” per raccontare l’arte del vino e la cultura della convivialità. La rassegna VINO È MUSICA, giunta alla sua settima edizione, porta in scena tra le vie dell’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie l’antica tradizione della convivialità pugliese: tra sedie disposte lungo i marciapiedi, il vino condiviso tra gli amici, le orchestre che suonano in piazza e la grande cultura del buon bere e del buon mangiare in luoghi di grande suggestione e bellezza. Retaggi antichi, tipici della Puglia rupestre e popolare, affinati (come il buon vino) dalla presenza degli esperti di AIS (Associazione Italiana Sommelier), ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) e di Slow Wine, la costola enologica di Slow Food. Quaranta le aziende produttrici presenti, tutte a caccia dell’ambito Premio Enologico, riconoscimento che ormai da quattro anni viene assegnato da una giuria di esperti e pubblico.


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APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

IL PRIMO LABIRINTO DINAMICO DEL MONDO Fino al 20 settembre, Alfonsine (RA)

www.labirintodinamico.com

F

ino al 20 settembre, dalle 16 alle 22, sarà possibile visitare un’opera assolutamente unica: il primo LABIRINTO DINAMICO del mondo per dimensioni e tipologia. Un labirinto realizzato all’interno di un grande campo di mais (70.000 mq), dove le persone potranno “perdersi”, e ritrovarsi, lungo i sentieri disegnati tra le piante. Il labirinto si trova nell’Azienda Agricola “Galassi Carlo” (via Roma 111, Alfonsine), a pochi chilometri dalla Riviera Adriatica e dalle città d’arte di Ravenna, Faenza e Ferrara. La creazione del labirinto dinamico rappresenta un’evoluzione di quanto fatto negli anni passati dall’intraprendente Carlo Galassi, dell’omonima azienda agricola che ospita il labirinto, e, dal 2010, dall’estro creativo e visionario dell’artista del vento Luigi Berardi. Un’avventura iniziata quasi per gioco nel 2007 con la creazione del primo, “piccolo”, labirinto nel campo di mais. Labirinto che già nel 2008 e 2009 era cresciuto superando i 40.000 mq e potendosi vantare del titolo di primo labirinto effimero d’Italia. Nel 2010 l’incontro fra Galassi e Luigi Berardi, noto artista e punto di riferimento per il disegno di labirinti anche a livello internazionale, che di anno in anno ha collaborato per connotare i labirinti con tematiche sempre più profonde e complesse.

L’ESTATE DI BRISIGHELLA Fino al 15 agosto, Brisighella (RA)

www.brisighella.org

B

risighella, borgo medievale e termale incastonato nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, nell’Appennino

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Tosco-Romagnolo tra Ravenna e Firenze, offrirà per tutta l’estate un ricco programma di eventi. Ogni mercoledì dal 6 luglio, “LA MAGIA DEL BORGO: CHITARRA E ALTRO...”: raffinati appuntamenti di musica classica proposti da artisti di fama internazionale. Tutti i venerdì dall’8 luglio, “BRISIGHELLA BORGO D’ARTE”: mostra mercato, arte, antichità e brocantage, proiezioni film tematici, rassegna di spettacoli teatrali rivolti ai bambini e alle loro famiglie. Ogni sabato e domenica il centro storico si trasforma in un unico ristorante all’aperto con “CENE NEL BORGO”. A questi appuntamenti settimanali si aggiungono due eventi: “BRISIGHELLA VINTAGE”, sabato 23 luglio, una serata glam dove vintage non è la nostalgia del passato ma una strada nel presente, un divertente modo per mescolare stili; “CALICI SOTTO I 3 COLLI: LE STELLE NEL BORGO”, che trasforma il borgo in una cantina a cielo aperto fra musica d’autore, degustazioni di vino e suggestioni agresti in collaborazione con il Festival Strade Blu.

MOSTRA REGIONALE DELLA TOMA DI LANZO E DEI FORMAGGI D’ALPEGGIO 15-17, 23-24 luglio, Usseglio (TO)

www.sagradellatoma.it

C

ompie vent’anni la MOSTRA REGIONALE

DELLA TOMA DI LANZO E DEI FORMAGGI D’ALPEGGIO, che per due

fine settimana consecutivi animerà il comune di Usseglio. L’evento vedrà radunarsi 100 produttori provenienti da diverse regioni della Penisola (dalla Campania alla Sardegna, dalla Val d’Aosta al Trentino) che animeranno la Mostra Mercato, cuore pulsante della manifestazione, con la consueta vasta gamma di formaggi e prodotti tipici da degustare e acquistare e con l’esposizione di oggetti di artigianato e delle tradizione locali, in linea con quell’attenzione al territorio che è lo spirito


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APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

dell’iniziativa. Nel weekend si alterneranno momenti di musica, folklore e spettacolo; non mancheranno poi degustazioni guidate, visite agli alpeggi, pranzi valligiani organizzati dall’Ass. Turistica Pro Loco, lezioni di cucina, la grande risottata della domenica a pranzo, l’apprezzata area di street food con micro birrifici piemontesi e con specialità come le miasse della tradizione canavesana o i gofrie della Val Chisone. E per il secondo anno la Toma di Lanzo sarà protagonista di abbinamenti con i migliori vini DOC e DOCG del Piemonte grazie all’Enoteca sotto la Lera che verrà aperta in occasione dell’evento. Il 23 e il 24 luglio l’appuntamento è invece con la XIII edizione della MOSTRA BOVINA, CAPRINA, OVINA DI RAZZE ALPINE, dove i malgari faranno sfilare i loro capi bardati a festa con i classici rodun esposti in mostra. Per i due weekend della Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei Formaggi d’Alpeggio i ristoranti di Usseglio proporranno menu tipici dedicati all’evento, mentre nella location della manifestazione sarà allestito il Country Village dove poter assaggiare le carni di razza Piemontese Coalvi in abbinamento a birre artigianali piemontesi.

FERRARA BUSKERS FESTIVAL 2016 20-28 agosto, Ferrara

www.ferrarabuskers.com

È

la manifestazione che celebra la musica di strada più grande del mondo e la più antica d’Europa. Il FERRARA BUSKERS FESTIVAL torna con la 29esima edizione nel cuore della meravigliosa città estense, decorandola di magia e dei più originali suoni, tradizioni e invenzioni musicali, di ogni angolo del pianeta. Dal 20 al 28 agostoì, con anteprima a Comacchio il 19 agosto,

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oltre mille musicisti provenienti da tutto il mondo si esprimeranno sul palcoscenico delle grandi piazze, il Castello Estense, palazzi storici e monumenti ferraresi, donando al pubblico più di cento spettacoli al giorno, da vivere senza alcun biglietto d’ingresso. Tra i buskers, venti sono i gruppi di musicisti invitati, protagonisti della manifestazione, di cui quattro arriveranno dall’Austria, per la prima volta nazione ospite.

TRE EVENTI ENOGASTRONOMICI A BORMIO 9 luglio, 6, 20 agosto

www.bormio.eu

N

ell’infinità di appuntamenti dell’estate bormina, tornano anche i “classici” dedicati alle tradizioni e alla cultura enogastronomica dell’Alta Valtellina. “TRADIZIONI E MESTIERI IN PIAZZA” si fa “in tre” per gli ospiti di Bormio, alla scoperta del patrimonio storico ed enogastronomico locale: primo appuntamento sabato 9 luglio con la “SERATA DEI DOLCI VALTELLINESI”, in programma nel centro storico di Bormio con degustazioni di dolci tipici come la bisciola, torte e antiche ricette a base di frutta di stagione, miele e latte di montagna. Si prosegue il 6 agosto, sempre di sabato, con la “SERATA DEI VINI”: per l’occasione le case vitivinicole valtellinesi si daranno appuntamento nelle corti storiche per far conoscere a tutti i dettagli e le particolarità delle loro produzioni. Si potranno degustare vini come il Sassella, il Grumello, lo Sforzato e concludere con assaggi di grappe, amari locali (come il Braulio e la Taneda, per citare i più famosi) e tisane della tradizione. Per concludere, affascinante finale sabato 20 agosto con la “Serata Al Scur” (al buio, in dialetto bormino): a partire dalle 21 le luci del centro storico saranno spente, mentre fiaccole e lanterne riveleranno il fascino del borgo antico, in un itinerario guidato alla scoperta di portali, magnifici affreschi, corti della tradizione, attraverso giochi di ombre, degustazioni e intrattenimento musicale.

OPERAESTATE FESTIVAL VENETO www.operaestate.it

S

torie segrete e appassionanti scoperte, serate evento, prime assolute, creazioni originali e nuove produzioni, Operaestate Festival Veneto è alla 36a edizione: tra luglio e settembre a Bassano del Grappa e in 34 località della Pedemontana


safe smart & soft jeans for bikers

Jeans da moto , comodi, belli, ad alto livello di qualità e sicurezza sulla strada, grazie ad inserti in Kevlar® sulle zone più esposte e protezioni omologate sulle ginocchia. Testati secondo la normativa EN 13595-1:2002 per l’Italia: Eolo srl

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Elenco rivenditori e catalogo:

facebook.com/EoloMoto

art: Donald&Company

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APPUNTAMENTI EVENTI, SAGRE, MERCATINI, MOSTRE E RADUNI

Veneta, oltre 200 eventi con sconfinamenti anche in Trentino e in Friuli, tra danza, teatro, musica e cinema. Un’edizione che colloca Operaestate ai vertici dell’offerta culturale nazionale, tra i tre festival multidisciplinari italiani meglio valutati dal Ministero. Tutto il programma sul sito ufficiale.

al regista Joss Whedon, al produttore esecutivo Jeremy Latcham e agli attori. Nel percorso della mostra anche il set ricreato con le scenografie utilizzate nelle riprese e gli oggetti di scena, i cosiddetti props - arredi, costumi, macerie… - per calare il pubblico nell’atmosfera originale del film. Verranno poi presentati alcuni approfondimenti tematici attraverso una serie di pannelli dedicati ai singoli personaggi.

EROI MARVEL AL FORTE DI BARD Fino al 6 gennaio 2017, Forte di Bard (AO)

www.fortedibard.it

CINEMADIVINO I FILM SI DEGUSTANO IN CANTINA www.cinemadivino.net

L’ I

supereroi Marvel tornano al Forte di Bard. Dopo le spettacolari riprese del kolossal Avengers: Age of Ultron girate all’interno della fortezza nel marzo 2014, a un anno dall’uscita nelle sale cinematografiche, l’Associazione Forte di Bard e Marvel celebrano il successo del film con una mostra straordinaria e coinvolgente alla scoperta del dietro le quinte della pellicola. La mostra permetterà al pubblico e ai numerosissimi fan dell’universo dei famosi Supereroi di vedere costumi e oggetti originali di scena; ricostruzioni, effetti sonori e video, inoltre, faranno rivivere le atmosfere leggendarie del film. Inediti filmati di backstage girati nelle location valdostane permetteranno ai visitatori di vedere con i propri occhi ciò che accade sul set di una produzione cinematografica così complessa e avveniristica. A questi si aggiungeranno le interviste esclusive

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idea è originale: portare il cinema direttamente nelle cantine e nelle aie delle aziende vinicole. L’obiettivo: valorizzare il territorio e i prodotti enogastronomici tipici di alcune delle più importanti aree enologiche d’Italia portando gli appassionati di vino, ma anche di cinema, direttamente in cantina; far conoscere il lavoro dei produttori attraverso i loro racconti, la loro storia e la loro passione; diffondere la cultura del bere bene e della convivialità. Questo in sintesi “Cinemadivino - I grandi film si gustano in cantina”: la rassegna cinematografica itinerante che porterà il grande schermo direttamente nei luoghi dove nasce e si produce il vino. Dopo le anteprime di giugno in Emilia Romagna - dove la rassegna è stata ideata ed è nata oramai 13 anni or sono - per tutto luglio, agosto e fino ai primi di settembre si snoderà un intenso calendario di appuntamenti in diverse regioni d’Italia (da Nord a Sud): Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia oltre ovviamente l’Emilia Romagna. In totale saranno oltre 90 serate. Tutto il programma, in continuo aggiornamento sul sito ufficiale.



IDEE DI VIAGGIO PROPOSTE PER BREVI VIAGGI E WEEK-END

toscana

LA MAREMMA CURVA DOPO CURVA, TRA TERME E VINO

Butteri

© Terre Regionali Toscane

Itinerario alla scoperta degli scorci mozzafiato di questo angolo unico della Toscana

C Cantina Terenzi

Piazza del Castello, Montemerano

Immersi nel verde della Maremma

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i sono strade che sembrano versi di un libro che non si può smettere di leggere o spartiti di una musica che si vorrebbe ascoltare all’infinito. Per chi ama le due ruote la Maremma Toscana è tutto questo. Curva dopo curva, piega dopo piega, questo angolo dell’Italia non può non catturare chi vuole seguire il profilo del paesaggio in sella alla sua moto. L’itinerario parte da Scansano, cittadina che ha dato il nome a uno dei vini DOCG che fanno della Toscana una terra di grandi rossi: il Morellino, espressione moderna, versatile e morbida del Sangiovese. Chi vuole soggiornare tra i filari in un luogo che unisca natura, benessere e relax può scegliere il wine resort della cantina Terenzi (www. terenzi.eu) che offre ai motociclisti lo sconto del 10% sull’acquisto dei suoi vini. Un rifugio lontano dal caos, in cui assaporare sfavillanti tramonti, magari a bordo piscina, e assaggiare i prodotti della tradizione (su prenotazione). L’enologia del territorio qui ha radici che viaggiano indietro nel tempo, fino alla civiltà etrusca. Per valorizzare e preservare questo patrimonio il Consorzio a Tutela del Morellino di Scansano (www.consorziomorellino.it) ha dato vita, in accordo con l’Università di Siena, anche al progetto “Archeovino”, volto anche a salvaguardare

Terme all’hotel Overlooking


il polo archeologico di Ghiaccio Forte, in cui sorgeva un abitato etrusco. L’altopiano dalla vista mozzafiato che lo ospita merita sicuramente una sosta. Si trova lungo la SP159, che collega Grosseto a Manciano: una strada con curve e pendenze ideali per i centauri. A metà del percorso troverete le indicazioni per la bella Montemerano e, in direzione opposta, per le terme di Saturnia (www.termedisaturnia.it). Con una temperatura costante di 37°C, le terme sono un’imperdibile tappa all’insegna del relax: le acque in cui vi immergerete sono partite dal Monte Amiata e hanno percorso un viaggio sotterraneo di 40 anni. La struttura offre anche un ristorante e campi da golf. Ci rimettiamo alla guida sulla SP159 che ci conduce a Manciano; concedetevi una passeggiata in questo borgo per poi proseguire alla scoperta di piccoli gioielli come Pitigliano, Sovana e Sorano, le tre “città del tufo”. Tutta la zona è infatti di origine vulcanica ed è frastagliata da enormi speroni tufacei intagliati da numerosi vani rupestri, un tempo abitati ed ancora oggi impiegati come magazzini o ricovero per attrezzi agricoli. Al tufo è legata la storia di questo lembo della Maremma collinare: nel corso del tempo, infatti, questa roccia ha permesso alle antiche popolazioni di sfruttare e modellare il territorio. Anche gli attuali borghi fatti di abitazioni addossate le une alle altre danno la sensazione di essere un tutt’uno con gli speroni di roccia sottostante. La Maremma è una distesa di affascinanti colline che sfuma verso il mare e la costa saprà rapire i vostri occhi quanto le splendide località dell’entroterra. Per spostarvi a est proseguite lungo la SS74, scegliendo poi il percorso che riterrete migliore. Una vera e propria immersione nella natura vi accompagnerà fino al Parco della Maremma (www. parco-maremma.it), con le belle spiagge protette di Alberese e Talamone ed il suggestivo paesaggio della foce del fiume Ombrone, zona conosciuta per il birdwatching. Gli sportivi che non si accontentano

del trekking possono provare l’emozione del kitesurfing nei centri di Talamone e Fiumara. Tra le mete consigliate vi è la tenuta dell’Alberese (www. alberese.com), azienda biologica inserita nel Parco naturale dell’Uccellina. Passando dalla sella della vostra moto a quella dei cavalli maremmani, qui potrete conoscere e affiancare i Butteri, i mandriani custodi del bestiame, condividendo con loro la giornata. Partendo alle 7 del mattino si potrà infatti sperimentare il loro duro e impegnativo lavoro “da cow-boy”. In quest’area potete lasciare la moto e farvi guidare da Enrico Cheli (enrico.cheli@live.it) in un tour in carrozza fra pinete e boschi, fino alla spiaggia di Collelungo, ricca di dune e palme nane. Se siete fortunati potrete avvistare animali come il falco pescatore che da più di 42 anni non nidificava in Italia. Non potrete poi fare a meno di una pausa pranzo all’insegna dei prodotti tipici locali. Rientrando verso Scansano, potrete proseguire in direzione Grosseto, vivace cittadina che merita una visita. Se decidete di fermarvi per più giorni, dirigetevi verso sud, per godere dello spettacolo offerto dal promontorio del Monte Argentario, che domina la laguna di Orbetello e la costa tirrenica della Maremma, con le sue lunghe spiagge di sabbia. La zona non delude neanche gli amanti della montagna, che possono scoprire i pendii del Monte Amiata, ricoperti da boschi di faggi, abeti, castagni, che d’estate invitano alle passeggiate, mentre d’inverno si trasformano in piste da sci. A nord l’itinerario può spingersi sino a Follonica, per poi raggiungere Massa Marittima. Se volete visitare un luogo che suscita emozioni e suggestioni uniche, da Massa Marittima potete raggiungere l’Abbazia di San Galgano, in località San Galgano, Chiusdino (SI). Un luogo che saprà condurvi in un viaggio dentro voi stessi, così come lo hanno fatto gli scorci panoramici che avrete affrontato curva dopo curva lungo i saliscendi della Maremma.

Parco naturale dell’Uccellina

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IDEE DI VIAGGIO

austria

PROPOSTE PER BREVI VIAGGI E WEEK-END

I

CARINZIA DIVERTIMENTO IN MOTO SENZA FRONTIERE

l vario paesaggio della Carinzia costituisce un terreno ideale per gli appassionati delle due ruote. Il mite clima carinziano sembra fatto apposta per tutti coloro che vogliono godersi in moto i meravigliosi panorami dalla più alta vetta austriaca, il Grossglockner, fino ai tanti laghi balneabili d’acqua pura e potabile. La Carinzia è un vero paradiso per i motociclisti ed è in grado di soddisfare ogni desiderio: dalle lunghe gite giornaliere su strade alpine ricche di curve alle romantiche strade panoramiche con vista mozzafiato o alle tranquille gite intorno ai laghi. Le ventiquattro strutture ricettive del consorzio “MotorradlandKärnten” rispondono a criteri specifici studiati appositamente per i turisti in moto, come ad esempio servizi dedicati (posto moto al coperto e chiuso, locale riscaldato per asciugare l’abbigliamento, attrezzi per le riparazioni, pezzi di ricambio e prodotti per la cura e la manutenzione e altro ancora), assistenza individuale da parte degli albergatori (quasi tutti motociclisti appassionati), materiale cartografico dettagliato e riduzioni tariffarie sui pedaggi delle strade panoramiche della Carinzia. Vi proponiamo di seguito tre itinerari tra i più spettacolari della Carinzia. Altri possibili percorsi sono raccolti in una carta degli itinerari, scaricabile dal sito www.motorrad.kaernten.at

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© Karnten Werbung Motorradland Kärnten

© Region Villach Tourismous European


seguendo la statale B311 si raggiunge St. Johann im Pongau (da visitare la chiesa parrocchiale) e si prosegue oltre Wagrain e Radstadt dove si prende la statale B99 per Obertauern. L’itinerario continua in discesa e a St. Michael im Lungau vi aspetta la prossima salita fino a Katschberghöhe, nota località sciistica. Si prosegue poi sulla B99 attraverso la valle Liesertal (da vedere la cittadina medievale degli artisti di Gmünd con il Museo Porsche) fino a Spittal an der Drau per poi tornare passando per Lurnfeld e l’Alta Valle della Drava (Oberes Drautal) nuovamente al punto di partenza. Dettagli dell’itinerario e coordinate GPS su www.motorrad.kaernten.at

SAURIS E IL PARCO NATURALE DEL WEISSENSEE CURVE PER VERI ESPERTI

© Karnten Werbung Motorradland Kärnten

GIRO DEL GROSSGLOCKNER LA ROUTE 66 DELL’AUSTRIA Partendo da Oberdrauburg si procede in senso opposto alla corrente della Drava, il fiume più lungo ed importante della Carinzia, in direzione di Lienz, Tirolo Orientale. Oltrepassando il valico Iselsberg si torna nuovamente in Carinzia e si procede lungo l’alta valle Mölltal, si oltrepassano fragorose cascate e si raggiunge Heiligenblut, nota per il suo interessante santuario gotico con l’adiacente cimitero degli alpinisti. Da qui parte la strada alpina del Grossglockner, aperta nell’anno 1935, che conta 48 chilometri di lunghezza e 36 tornanti e che riserva ai biker un’esperienza di guida e uno spettacolo naturale davvero particolari. La prima tappa d’obbligo è la quota imperatore Francesco Giuseppe (Franz-Josefs-Höhe), da cui ci si può godere una fantastica vista panoramica sul Grossglockner (3.798 metri), la cima più alta dell’Austria, e sul Pasterze, il ghiacciaio più lungo delle Alpi Orientali. Decine di marmotte accolgono qui i visitatori e con un po’ di fortuna si possono vedere anche i maestosi stambecchi. Si procede quindi attraversando la galleria dell’Hochtor e dopo una breve salita si raggiunge il punto più alto del tour a 2.571 metri, la Fuscher Törl o la cima dell’Edelweissspitze, che offre un incredibile panorama su oltre 30 cime sopra i 3.000 metri. Quindi si scende veloci verso Bruck e

Partendo da Hermagor in direzione di Tröpolach si valica il Passo Pramollo/Nassfeld (1.552 metri), il comprensorio sciistico più grande della Carinzia, e si raggiunge Pontebba in Italia. Poi si procede lungo la bella Val d’Aupa in direzione di Moggio Udinese e Tolmezzo. Una volta superata la complicata rotonda di Tolmezzo, si continua in direzione di Ampezzo dove si gira a destra per Sauris. Da qui parte una strada stretta e piena di curve con gallerie in parte non illuminate che sale fino a 1.400 metri a Sauris (il comune più alto del Friuli). Sauris è un’isola linguistica dove la gente nel quotidiano parla per la maggior parte “saurano”, una lingua che appartiene al gruppo bavarese meridionale dell’alto tedesco. I primi abitanti, infatti, giunsero qui a metà del XII secolo da alcune valli limitrofe situate tra Tirolo e Carinzia e svilupparono una lingua propria che continua ad esistere ancora oggi. La specialità di Sauris è il prosciutto crudo, famoso per la sua leggera affumicatura e il suo profumo di erbe di montagna, che si può degustare in molti bei localini del paese. Proseguendo si oltrepassa la Sella di Razzo e alla fine della strada del valico si gira a destra in direzione di Prato e Comeglians per raggiungere Paluzza. L’itinerario continua poi in direzione di Timau, da cui si prende la comoda strada del Passo di Monte Croce Carnico/ Plöckenpass (1.360 metri) per giungere a KötschachMauthen. Poi si procede in direzione nord oltre il valico Gailbergpass verso Oberdrauburg, dove si gira a destra. La tratta restante attraversa l’Alta Valle della Drava (Oberes Drautal) in direzione di Greifenburg-Weissensee e oltrepassato il Kreuzbergpass (1.077 metri) ritorna a Hermagor. Dettagli dell’itinerario e coordinate GPS su www.motorrad.kaernten.at |25


IDEE DI VIAGGIO PROPOSTE PER BREVI VIAGGI E WEEK-END

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PARCO NAZIONALE DEI MONTI NOCKBERGE IL PARADISO DELLA CARINZIA PER I BIKER Tutti i biker si innamorano del Parco Nazionale dei monti Nockberge. Partendo da Hermagor si procede in direzione del lago Weissensee, si oltrepassa il valico Kreuzbergpass (1.077 metri), si raggiunge Greifenburg e si prosegue lungo la statale B100 per Spittal/Drau. Da vedere è il Castello Schloss Porcia con il suo interessante museo etnografico. Spittal, inoltre, offre anche diverse possibilità per fare rifornimento. Poi si procede in direzione del lago

© Karnten Werbung Motorradland

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Millstätter See. Alla seconda rotonda di Seeboden la strada continua in direzione di Treffling e procede per una strada stretta attraverso la valle Liesertal in direzione di Gmünd. Gmünd è la cittadina medievale meglio conservata in Carinzia, dove si può anche visitare l’interessante Museo Porsche. Facendo una deviazione per la valle Maltatal e seguendo la strada alpina che la percorre si giunge all’imponente Kölnbreinsperre, la diga più grande dell’Austria a 2.000 metri d’altitudine. Da Gmünd si procede attraversando la valle Liesertal fino a Kremsbrücke. Qui si gira in direzione di Innerkrems dove ha inizio una delle più belle strade di montagna dell’Austria, la Nockalmstrasse con i suoi 34 chilometri di puro divertimento. I tradizionali rifugi e trattorie sono ottimi punti di ristoro dove vengono servite le vere specialità carinziane. L’itinerario continua verso Bad Kleinkirchheim, Radenthein e Döbriach, per procedere poi attraverso il colle Glanz (panorama fantastico sul lago Millstätter See) e il paese di Ferndorf in direzione di Stockenboi fino a giungere alla sponda orientale del lago Weissensee. Un vero spettacolo della natura. Dopo una breve sosta si procede in direzione di Boden e Kreuzen e da qui oltrepassando il passo di Windische Höhe si ritorna a Hermagor. Dettagli dell’itinerario e coordinate GPS su www.motorrad.kaernten.at


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ABRUZZO • A CURA DI COMUNICANDO LEADER

C

elano domina, dall’alto dei suoi 860 metri, la circostante Piana del Fucino. Il centro storico è collocato in una posizione strategica e sovrastato dalla magnificenza del famoso Castello Piccolomini, il quale mantiene ancora inalterato l’aspetto medievale interrotto solo da qualche costruzione recente. L’antico territorio, circostante l’ampio Lago del Fucino oggi prosciugato, era già frequentato sin da prima del Paleolitico. Anche i Romani ne intuirono la posizione favorevole e vi fecero passare, nel III secolo a.C., la via Valeria, prolungamento della più antica via

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Tiburtina che da Roma portava fino all’Adriatico. La città, distrutta dall’imperatore Federico II nel 1224 e rifondata dallo stesso ai piedi dell’attiguo Monte Tino o Serra di Celano, visse un periodo di grande floridezza politica ed economica. Città ambita dai sogni di potenza feudale di alcune delle più potenti famiglie nobiliari dell’età medievale e tardo-medievale, tra i quali i Berardi, Conti dei Marsi ed i Piccolomini, divenne il principale punto di riferimento storico e culturale. La Contea di Celano infatti, in questo periodo, si estendeva a nord fino ad Ancona e a sud fino a Capua e assumeva il titolo di “Caput Marsorum”.


NATURA, STORIA E FEDE SI INCONTRANO A

CELANO Castello Piccolomini a Celano.

Celano fa parte del Parco Regionale Naturale Sirente-Velino e si trova a metà strada tra il Litorale Adriatico e Roma. Da qui si raggiungono facilmente le riserve naturali della Marsica ed il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e, sempre da qui, parte l’antico percorso della transumanza conosciuto con il nome di Tratturo Celano-Foggia. Il centro storico è caratterizzato non solo dal Castello Piccolomini, sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica che dispone di una sezione dedicata all’archeologia e costituita dalla “Collezione Torlonia di Antichità del Fucino”, ma anche

da palazzi e vicoli storici, opere d’arte e mura medievali, nonché dal patrimonio religioso rappresentato da splendide chiese, come quella di San Giovanni e dal convento francescano di Santa Maria Valleverde. Il territorio offre anche notevoli scenari naturalistici ed archeologici, come le gole di Celano, splendido esempio di canyon (l’unico presente nell’Italia centrale), ideali per turisti, sportivi e curiosi, ed il Musè - Nuovo Museo di Celano Paludi, che conserva reperti preistorici rinvenuti nel territorio della Piana del Fucino. |29


Gole di Aielli.

Celano lega la sua storia anche alla memoria gastronomica locale basata sulla tradizione popolare e contadina, caratterizzata dai prodotti tipici del territorio. La cucina celanese è semplice, ma richiede una certa abilità, preparata in modo equilibrato attraverso l’utilizzo di ingredienti freschi e genuini che trasformano piatti di origine povera come gli arrosticini di pecora e gli gnocchetti in un’esperienza unica. In una città dalla grande tradizione religiosa però non poteva certo mancare la festa dei santi patroni, i Santi Martiri, che si festeggia dal 24 al 26 agosto, rievocata attraverso la Santa Messa ed una storica processione tra le vie del Paese. Molto sentiti sono anche i riti pasquali e suggestiva è la Processione del Venerdì Santo.

Cappella di San Francesco a Castelvecchio Subequo.

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Celano inoltre ha dato i natali a molti personaggi illustri tra i quali spicca Fra’ Tommaso da Celano, amico e primo agiografo di San Francesco. Ovunque nel mondo, quando si parla del Santo di Assisi si parla di Tommaso da Celano. Oggi nella città è possibile organizzare itinerari guidati tra le mura del Castello, nei musei, nelle chiese antiche e nei vicoli storici, in un contesto naturale di notevole valore e di straordinaria bellezza. Passeggiate ed escursioni accompagnano il visitatore in luoghi splendidi, come “La Fonte degli Innamorati” (Località Gole), i ruderi del castello dell’antica Celano sul Monte Tino (o Serra di Celano), e il Monte San Vittorino con le “scalelle” medievali che conducono fino all’affresco rupestre di San Giorgio rappresentato su roccia.

Chiesa di San Giovanni Battista.


2 Piazza IV Novembre.

ITINERARI CONSIGLIATI

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DA CELANO A CAMPO FELICE

Dal Centro di Celano è possibile prendere la SS696 e raggiungere Ovindoli, immergendosi completamente nella bellezza degli scenari montani. Proseguendo sulla stessa strada si arriva a Rocca di Mezzo e infine a Campo Felice, dove sono situati gli impianti sciistici. In queste località e possibile praticare numerose attività tipiche delle località montane estive come il trekking e il nordic walking. La strada è ricca di curve ed offre ampie vedute e scenari meravigliosi. Entrambi gli itinerari sono consigliati per i motociclisti perché permettono di vivere un’esperienza straordinaria. Non vi resta che godervi l’incanto della montagna in estate, con i suoi colori e profumi.

DA CELANO A CASTELVECCHIO SUBEQUO

Partendo da Piazza IV Novembre, uscendo da Celano, è possibile prendere la Via Tiburtina Valeria, e proseguire in direzione Collarmele sulla SS5 fino ad arrivare a Castelvecchio Subequo, l’antica Superequum romana situata nella Valle Subequana, ai piedi del Monte Sirente. Già in età pre-romana, nella piana di Macrano, poco distante dall’attuale abitato, sorgeva un importante centro divenuto in seguito municipio romano. L’area archeologica di Macrano ha infatti restituito importanti vestigia di età romana e preromana. Importante sito archeologico è anche la catacomba del IV secolo situata in località Colle Morìa, una delle poche catacombe paleocristiane presenti in Abruzzo, testimonianza di una continuità abitativa anche nell’età tardo romana e nell’alto medioevo. Dopo il XII sec. Castelvecchio Subequo fu feudo delle famiglie Colonna e Piccolomini, Castelvecchio e, grazie alla transumanza, divenne una città ricca e strategicamente importante, come testimoniano i palazzi del centro storico e le numerose opere d’arte presenti nel territorio. Importante anche il patrimonio religioso rappresentato dalla Chiesa e convento di San Francesco, che custodisce una preziosa reliquia con il sangue del Santo di Assisi.

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Mongolia, Siberia, Giappone

PASSAGGIO A NORD - EST Appunti, emozioni, immagini di un viaggio affascinante, fino a raggiungere l’Impero del Sol Levante.

Giappone: Fujikawaguchiko, veduta nord del monte Fuji.


Siberia: lago Bajkal, la strada che conduce al porto di ChuŞir, isola di Ol’chon.


• A CURA DI SIMONE CHIEREGATO

E

ra il 1924 quando l’Unione Sovietica mise le mani sulla Mongolia, e Urga - così si chiamava a quel tempo Ulan Bator - era solo un ammasso di centomila ger senza nemmeno un solo edificio in mattoni. A distanza di quasi un secolo Ulan Bator è un’irriconoscibile città di un milione di abitanti e grattacieli di cemento e vetro sui quali si riflette il sole mentre percorriamo la sua arteria principale diretti a nord. Il centro abitato finisce dopo una mezz’ora di traffico intenso. Un detto racconta che i mongoli guidano l’auto come vanno a cavallo: partono tutti insieme e ognuno vuole arrivare primo! Al calare del sole siamo in prossimità del confine siberiano. Tuttavia, decidiamo di attraversarlo solo dopo aver visitato l’imponente monastero di Amarbayasgalant, di guardia all’estremità di una valle che si chiude a imbuto, dimenticato dai secoli e, per fortuna, anche dai pochi turisti che visitano la Mongolia. È uno degli unici tre monasteri che sopravvissero alla furia distruttrice delle purghe staliniane avvenute tra il 1937 e il 1939, durante le quali in Mongolia furono rasi al suolo seimila monasteri e persero la vita trentasettemila monaci. Costruito in stile Manciù, sopravvissuto ai secoli e alla sventura, ora il monastero cerca di sopravvivere all’incuria e al bisogno di restauro dovuti alla mancanza di fondi.


LAGO bajkal la roccia dello sciamano nell’isola di ol’chon Ci apprestiamo a raggiungere il confine a nord con la Siberia e voltiamo le spalle alla steppa mongola, mentre alcuni avvoltoi ci osservano volando alti e assicurandosi che lasciamo il loro territorio. Oltrepassato il confine, entriamo in Siberia, la terra che dorme, e seguiamo il nastro di asfalto che ci conduce direttamente nella taiga siberiana, un bosco quasi ininterrotto di larici e betulle. Siamo nella Repubblica autonoma di Buriazia, autonoma solo di nome e non di fatto, appartenente alla Federazione russa. Questa regione della Siberia è l’unica a essere abitata in maggioranza da popolazioni locali: i Buriati. Raggiungiamo la sua capitale, Ulan-Udé, a notte inoltrata. Passiamo a sud del lago Bajkal rasentando le sue spiagge e costeggiando, stretta tra la strada e le acque del lago, la linea ferroviaria più lunga del mondo, la Transiberiana. Raggiungiamo così Irkutsk, una delle grandi città siberiane, posta sulla sponda occidentale del lago Bajkal. Da questa località, a partire dal 1900 e per quattro anni, due battelli rompighiaccio di fabbricazione inglese trasportarono i passeggeri e i convogli |36

ferroviari della Transiberiana tra le due sponde del lago, ostacolo naturale alla linea ferroviaria. Poi, nell’inverno tra il 1903 e il 1904, si ebbe la malaugurata idea di posare dei binari direttamente sul ghiaccio e trainare vagoni e locomotive con delle possenti pariglie di cavalli. Il risultato fu un intero convoglio ferroviario, comprensivo di passeggeri e cavalli che lo trainavano, inabissati nel fondo del lago. Da Irkutsk puntiamo a nord per trecento chilometri, fino a raggiungere un minuscolo porticciolo dal quale un traghetto malandato ci condurrà sull’isola di Ol’chon, nel mezzo del lago Bajkal. Il territorio si fa desolato e severo, e nonostante sia luglio la vegetazione intorno è bassa, indice che la breve estate siberiana non permette ad alcuna forma di vita di svilupparsi a sufficienza. Lungo il tragitto il lago appare all’improvviso come una perla turchese dietro una cortina di verdi colline. È immenso e scintillante, un’autentica esplosione di vita in una zona che per dieci mesi l’anno rimane ibernata nei ghiacci. Profondo quasi millesettecento metri


e lungo circa settecento chilometri, si stima che contenga il venti percento delle riserve di acqua dolce dell’intero pianeta; le sue acque sono talmente cristalline che si può vedere il fondo fino a una profondità di quaranta metri, e in esse nuota uno strano animale intrappolato qui dalla notte dei tempi: la foca nerpa. Con queste caratteristiche il lago assume, non a caso, una connotazione magica tra le genti del posto: i Mongoli e i Buriati lo chiamano Dalai-Nor, Mare Sacro. Dalle acque del lago spunta l’isola di Ol’chon, uno sperone di roccia granitica di una bellezza disarmante, essenziale, quasi austera. Rimaniamo per un paio di giorni sull’isola, centro spirituale dello sciamanesimo. La nostra dieta qui si basa sull’omul, unico pesce che popola il lago, e nelle giornate di sole alterniamo passeggiate a lavori di manutenzione alle moto, partite da casa oltre un anno prima. L’estate esplode mentre percorriamo a ritroso la strada che ci riconduce a Ulan-Udé e, una volta entrati nella regione delle Transbajkalia, le

temperature toccano addirittura picchi innaturali per questa latitudine. Raggiungiamo Cita alle tre del pomeriggio mentre il termometro segna ventinove gradi centigradi. Se pensiamo che ben ventitré delle venticinque città più fredde al mondo si trovano in Siberia, questa situazione appare subito molto strana. Il nostro percorso punta a nord scavallando la regione della Manciuria cinese. Il territorio si fa ondulato, quasi montuoso, la taiga si infittisce e i centri abitati scompaiono. Le poche case che si incontrano sono delle isbe che appartengono a minuscoli villaggi dislocati a pochi metri dalla strada. Sono case vecchissime, autentici capolavori architettonici risalenti al secolo scorso o addirittura alla fine dell’Ottocento. Costruite in tronchi di larice, ormai da decenni hanno visto sostituire il vecchio tetto di canniccio a favore di uno in lamiera, sicuramente meno isolante ma di maggiore durata. L’unica parte colorata della casa sono le finestre e gli scuri, che spesso sono finemente decorati e intagliati; spiccano così in mezzo ai boschi delle macchie azzurre o bianche, |37


mongolia - siberia - giappone a volte viola, unica concessione di allegria per gli abitanti di queste severe lande. Dopo, per giorni e giorni, larici e betulle scorrono ininterrottamente ai lati della strada, la linea della Transiberiana appare a volte lambendo l’asfalto, per poi scomparire in mezzo al fitto della boscaglia. Il pensiero corre a quando quest’enorme opera ingegneristica fu realizzata, oltre un secolo fa. Fu costruita in tempi record, impiegando una forza lavoro di novantamila uomini, molti dei quali condannati ai lavori forzati; nessuno, però, sa precisare quanto costò in termini di vite umane. Sicuramente troppo. Ci fermiamo a osservare la sua immensità all’altezza di un passaggio a livello, ma riusciamo a rimanere fermi solo pochi minuti perché siamo assaliti da un

è un disastro di proporzioni immani. Ciò che è strano è che, nonostante il fuoco si faccia sempre più intenso, non appaiono mezzi dei vigili del fuoco. Costeggiamo l’incendio per quasi due giorni, e calcoliamo che la zona interessata è lunga quasi seicento chilometri. Purtroppo gli incendi in Siberia iniziano a giugno, per mano dell’incuria dell’uomo, e si estinguono a settembre, quando le deboli piogge li spengono prima dell’arrivo del grande gelo. Entriamo nella regione dell’Amur, il cui nome deriva dal vasto fiume che segna il confine tra Russia e Cina e che dà il nome anche a una specie di tigre rarissima e, purtroppo, in via di estinzione. Seguiamo il corso del fiume raggiungendo la

Siberia: Čita , gli scuri colorati delle isbe (classiche case di legno siberiane).

nugolo di tafani, moscerini e zanzare, in cerca di una preziosa goccia di sangue in questo ambiente ostile e spopolato. Ripartiamo velocemente ma continuiamo a essere loro bersagli; aumentiamo la velocità per sfuggire all’assalto e inizia quindi un ticchettio di insetti sulla tuta, sul casco, sul parabrezza, che ci obbliga più volte a fermarci per pulire la visiera. Per fortuna a un tratto l’invasione termina come d’incanto e i fastidiosi animali spariscono, apparentemente senza motivo o forse il motivo c’è. Ai bordi della strada compaiono i primi alberi anneriti da un incendio, mentre in lontananza si intravede una foschia che all’inizio scambiamo per calura. È un incendio. A mano a mano che proseguiamo, le fiamme arrivano a lambire la strada e si propagano fino all’orizzonte, |38

Attraversando le foreste siberiane gli insetti formano letteralmente una crosta spiaccicandosi sulle nostre moto.

città di Blagovešcensk, adagiata sulla sponda del corso d’acqua dirimpetto alla città cinese di Heihe. È curioso sapere che fino a poco tempo fa, per circa quarant’anni, il fiume Amur non fosse navigabile in quanto linea di confine tra i due colossi comunisti, che si facevano una guerra silenziosa e spietata. Ora il fiume è tornato a essere navigabile e i due Paesi sono in pace, ma la guerra continua a colpi di condomini e infrastrutture, che vengono puntualmente innalzati dai due Stati nel tentativo di dimostrare la propria superiorità. La nostra corsa prosegue ora in direzione sud. Lentamente la taiga scompare per lasciare nuovamente spazio a campi coltivati. Siamo nell’estremo oriente russo e realizziamo di essere nella regione autonoma ebraica quando, nella città


SVOBODny una fedele salmodia delle preghiere all’interno della Chiesa di San Nicola

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niigata veduta della cittĂ e del fiume che la attraversa



Giappone: Tokyo, sculture di Jizo nel tempio Zojoji. |42

di Birobidžan, una scritta in yiddish e cirillico ci dà il benvenuto. Nella piazza principale della città, di fronte alla stazione ferroviaria, campeggia un’enorme Menorah, il famoso candelabro ebraico a sette bracci. Altra città storica che attira il nostro interesse è Chabarovsk, dove trascorriamo un paio di giorni. Seconda solo a Vladivostok per importanza, Chabarovsk è una città dall’architettura barocca che conduce una vita tranquilla; un luogo forse ancora più affascinante della più famosa Vladivostok. Descritta da Tiziano Terzani nel suo libro Buonanotte, Signor Lenin, Chabarovsk è forse divenuta famosa perché qui fece base uno dei più grandi esploratori russi del secolo scorso, Vladimir Arsen’ev, accompagnato dalla sua guida Dersu Uzala, le cui vicende ispirarono prima un libro e poi un epico film negli anni Settanta. Scopriamo che il luogo dove fu rinvenuto il cadavere di Dersu Uzala è lungo la strada per Vladivostok, segnalato da una masso granitico sopra il quale è inciso il suo nome. Fatichiamo a trovarlo, ma alla fine ce la facciamo. Qualche centinaio di chilometri dopo, la leggendaria Vladivostok ci accoglie con una pioggia torrenziale, caratteristica delle zone a queste latitudini. Dopo settimane di chilometri nella taiga e nelle steppe, raggiungiamo il Mare del Giappone approdando a una città che sembra più baltica che orientale. È qui che fa capolinea la famosa Transiberiana ed è da qui che passa il treno “Rossiya”, proveniente da Mosca e giunto in città dopo quasi otto giorni di marcia, dopo aver eseguito quasi mille fermate e attraversato sette fusi orari, percorrendo quasi novemilatrecento chilometri. La stazione ferroviaria è la più famosa e fotografata al mondo ed è per questo che chiediamo al direttore della stazione se possiamo scattare una foto con le nostre moto al suo interno. Trascorriamo i due giorni di attesa per il traghetto che ci porterà in Giappone visitando la città e suoi dintorni, ammirando palazzi barocchi e la potente Flotta del Pacifico, ormeggiata nel porto cittadino. Sono i primi di luglio quando il traghetto della compagnia coreana DBS ci accoglie a bordo. Seguono quasi tre giorni di navigazione, interrotti solo da un breve scalo di poche ore nel porto sudcoreano di Donghae, che ci consente di mettere piede in questa penisola a noi praticamente sconosciuta; il poco tempo che abbiamo a disposizione è sufficiente per notare che il modello coreano tende a quello giapponese come ordine ed efficienza. Il tempo stringe e


Nara

Santuario Shintoista Kasuga

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dobbiamo risalire a bordo per ripartire, seguiti da un branco di orche che si esibiscono in lontananza con tuffi da capogiro. È

pomeriggio

quando,

nel

porto

di

Sakaiminato, terminiamo le operazioni di

Estremo oriente russo: Chabarovsk, bambine di etnia Nanai in costume tradizionale. |44

importazione delle moto con timbri, firme, autorizzazioni e assicurazioni; ora dobbiamo solo partire, avendo cura di tenere rigorosamente la sinistra. Ci dirigiamo subito a nord, dove poco dopo un traghetto ci porterà all’isola di Hokkaido impiegando solo un giorno e una notte di navigazione. Scesi a Otaru cominciamo a perlustrare l’isola più settentrionale del Giappone e la meno densamente abitata. In Giappone i limiti di velocità sono estremamente contenuti, è vietato sorpassare quasi ovunque e le uniche strade dove sarebbe possibile compiere spostamenti in tempi brevi sono le autostrade, che però hanno costi proibitivi. Per questo motivo decidiamo di spostarci lungo le strade statali. Prima di lasciare Hokkaido facciamo visita a un piccolo villaggio abitato dagli Ainu, una popolazione che ancora conserva legami di parentela con gli abitanti delle isole Curili e Sachalin, russe da ormai settant’anni. Un altro traghetto ci porta a sud sull’isola di Honshu, l’isola principale del Giappone. Ci dirigiamo subito presso il complesso monastico di Chuson-ji, che ospita circa trecento edifici e quasi quaranta templi risalenti al XII secolo. L’assenza di elementi tangibili di storia e architettura che aveva caratterizzato la prima parte di questo viaggio viene ampiamente ripagata in Giappone. Piacevole è anche vedere, in quasi tutti i siti culturali, una moltitudine di scolaresche disciplinate in visita, accompagnate da maestri disponibili e gentili. D’altronde, l’educazione e la gentilezza orientale, in particolar modo quella giapponese, è proverbiale. Con questa stessa cordialità siamo accolti all’interno del Circuito di Motegi dove, durante la Honda Collection Hall, pur senza alcun invito, siamo esortati a partecipare alla presentazione dell’ultima versione del robot di casa Honda: Asimo. L’evento ci lascia allibiti. Asimo è un robot dalle sembianze umane che risponde a comandi vocali, ha il senso dell’equilibrio e i pollici opponibili. Sempre più stupefatti dalla cultura nipponica, ci spostiamo alle pendici del Fuji. Gli ordinati filari di cespugli di Matcha, il tè verde giapponese che viene macinato a pietra, sotto le pendici del vulcano più sacro del mondo racchiudono in sé l’immagine perfetta


giappone

la magia di un tramonto sul monte fuji

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ikaruga

tempio di horyu-ji

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del Giappone. Ma se la cultura giapponese la si tocca con mano nella quotidianità di ogni giorno, la storia di questo Paese così apparentemente moderno la si può conoscere solo nelle città antiche. Nara è una di queste. Nel centro di Nara i cervi, messaggeri divini secondo la religione shintoista, pascolano liberi chiedendo cibo ai passanti o infilandosi nei negozi che profumano di cibo. Delle decine tra i monumenti e i templi presenti a Nara, sicuramente il più imponente è il Todai-ji, un tempio poderoso che, nonostante sia stato ricostruito di un terzo più piccolo rispetto all’originale, rimane ancora l’edificio in legno più grande del mondo. Continuiamo a scendere verso sud saltando di isola in isola attraverso ponti sospesi o a campate uniche, di lunghezze spropositate. Sono degli impressionanti e autentici capolavori di ingegneria. Giungiamo dunque sull’isola di Awaji, poi sull’isola di Shikoku. Qui visitiamo un’altra meraviglia, una delle massime espressioni del Giappone e dei suoi abitanti: un giardino tradizionale giapponese. Il parco Ritsurin, che si estende per settantacinque ettari e che comprende ben sei laghi e centinaia di piante, stagni, colline e canali, è di una bellezza eccezionale e trasmette una serenità inebriante. Ci spostiamo nuovamente sull’isola di Honshu, la principale. Da qui il percorso si dilunga ancora verso sud. La prossima destinazione è la città più tristemente famosa del Giappone e forse del mondo intero: Hiroshima. In questa città, alle 8:17 del 6 agosto 1945, ebbe luogo la fine del mondo e la fine di un mondo. La bomba atomica, esplosa a circa seicento metri dal suolo, scatenò un’onda di calore che raggiunse i novemila gradi, nebulizzando persone e incendiando gli uccelli in volo. Ottantamila persone morirono all’istante, mentre furono duecentomila quelle decedute successivamente per cause dirette o indirette. Nonostante questi numeri facciano inorridire, emerge la stupefacente dignità dei giapponesi. Nessuno all’epoca cercò commiserazione e nessuno lo fa tuttora, nonostante i decessi e le malformazioni continuino a manifestarsi. I giapponesi non hanno mai chiesto e mai chiederanno compassione all’umanità. Con questa rinnovata stima nei confronti del popolo giapponese lasciamo l’isola di Honshu per passare sull’isola di Kyushu, la più meridionale |47


tsumago nagiso

CACHI appesi ad essiccare all’interno di paglia di riso


dell’arcipelago nipponico, se si esclude Okinawa, quasi dispersa e isolata nel Pacifico. Qui i tratti somatici delle persone sembrano cambiare sensibilmente, la pelle diventa più scura e i visi sono meno spigolosi. Decidiamo di percorrere interamente l’isola fino alla sua estremità meridionale. Dalle guide in nostro possesso intuiamo che a Minamikyushu ci sono alcune bellezze da visitare e, anzi, assolutamente da non perdere. Questo minuscolo e sconosciuto paesino adagiato su un vasto altipiano lungo la costa dell’oceano custodisce in sé due attrattive che esprimono appieno lo spirito del Giappone remoto e passato. Visitiamo le case dei samurai e i loro giardini di raffinata bellezza, antiche dimore del Periodo Edo attorniate da piantagioni di tè verde, curate nei minimi particolari. Molte di queste dimore sono tutt’oggi abitate dai discendenti dei valorosi guerrieri samurai, ma alcune di esse sono visitabili. La perfezione dei dettagli, l’armonia nell’accostamento degli elementi e la cura dell’insieme riescono a trasmettere chiaramente lo stile di vita che caratterizzava questi luoghi fino all’Ottocento. L’altro motivo che ci ha spinto a visitare Minamikyushu è il museo della Pace. Il museo sorge sulla base aerea da dove, nel 1945, partirono i millequarantasei giovani piloti kamikaze per la battaglia di Okinawa. Una visita sconvolgente e silenziosa che, attraverso foto, lettere e testamenti, racconta gli ultimi giorni di quella giovane generazione destinata al sacrificio. Dall’estremità meridionale del Giappone, per guadagnare tempo, decidiamo di risalire a nord con uno dei velocissimi traghetti che svolgono normale servizio di collegamento tra le isole. Ci imbarchiamo così nel tardo pomeriggio a Miyazaki per sbarcare al mattino presto a Kobe, nei pressi di Osaka: in una notte il traghetto ha percorso ben cinquecento miglia nautiche alla velocità di circa sessanta chilometri orari. La nostra destinazione finale è Tokyo, ma lungo la strada un paio di elementi attirano la nostra attenzione inducendoci a una sosta. La Foresta di Bambù nei pressi di Kyoto è un fitto bosco di altissime canne di bambù che si protendono ritte verso l’alto, lasciando passare tra di esse spiragli di sole e il fruscio del vento, una musica celestiale che fa da colonna sonora a questo luogo. Altra sosta è Tsumago, un paesino di montagna dislocato sull’antica strada postale che un tempo


mongolia - siberia - giappone collegava Tokyo a Kyoto. Disperso nei boschi, interamente costruito in pietra e legno, davanti alle sue finestre fanno bella mostra di sé sfilze di cachi appesi a essiccare, intrappolati nella paglia di riso. Mentre passeggiamo nelle strade deserte, mancherebbe solo un samurai con tanto di katana legata alla cintola per farci credere di avere fatto un balzo indietro nel tempo! Riprese le motociclette giungiamo a Tokyo a sera inoltrata. Siamo accolti da una visione futuristica: sopraelevate si annodano le une alle altre, treni monorotaia sfrecciano a cinquanta metri di altezza, sfilze di semafori sono sincronizzati tra loro, sembra di essere in un racconto fantascientifico. Veniamo accolti così nella capitale, che conta quindici milioni di abitanti. Raggiungiamo il cuore di Tokyo senza avere mai il bisogno di appoggiare un piede per terra, dalla periferia raggiungiamo la torre della televisione, la Tokyo Sky Tree, in meno di venti minuti. Che spettacolo incredibile il Giappone!

Giappone: Kyoto, la Foresta di Bambù di Arashiyama. |50

Siberia: Birobidžan capitale dell’omonimo stato ebraico autonomo.


Giappone: sosta in un “autogrill� nei pressi di Tsuyama.

Giappone: Minamikyushu, giardini Zen nelle case dei samurai.

Giappone: Kyoto, giovani ragazze in calesse. |51


LE NOSTRE STRADE CON “LE NOSTRE STRADE”, LAURA E LELE CI ACCOMPAGNANO ALLA SCOPERTA DI NUOVI ITINERARI

Il video-racconto di questo viaggio lo potete trovare sull’edizione digitale di Mototurismo e su MototurismoTV, visibile su YouTube e disponibile come applicazione gratuita per tutte le SmartTV Samsung. IN COLLABORAZIONE CON

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GERMANIA

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La strada tedesca delle Alpi Le Nostre Strade ci proiettano nella meravigliosa cornice offerta dalla Strada tedesca delle Alpi, la più bella e suggestiva di tutta la Germania.

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La litoranea lungo il lago Walchensee. |53


• A CURA DI LAURA PAGANI, EMANUELE FABIANO

L’

Alpenstrasse, come viene definita in terra teutonica, è caratterizzata da oltre quattrocento tortuosi chilometri che si snodano lungo l’arco alpino della Baviera, una delle aree tedesche più caratteristiche e permeate di tradizioni. Prende il via a Lindau, che si affaccia sul grazioso Lago di Costanza, per poi attraversare piccoli paesi montani, cittadelle, zone boschive e, infine, culminare nel “Nido dell’Aquila”, ai confini con l’Austria, attraverso ambientazioni intrise di suggestività, specialmente per quanto riguarda la natura e i suoi gradevoli paesaggi.

Il fiabesco castello di Neuschwanstein.

Dopo una visita al centro di Lindau, che si estende su un’isoletta collegata alla terraferma attraverso un ponte, lasciamo il lago alle nostre spalle spostandoci verso est, per fare breccia in Füssen, città che vanta una storia millenaria grazie alla sua posizione, punto d’incontro di quattro importanti vie di comunicazione: la Strada romantica, la Via romana Claudia Augusta, la Via fluviale del Lech e, per l’appunto, la Strada delle Alpi. La città è dominata dall’Hohes Schloss, un castello medievale edificato nel 1291 sui resti di un insediamento romano che pare risalisse al IV secolo. Le stradine centrali in pavé ci proiettano in un clima decisamente bavarese, con edifici caratteristici, curati nei minimi dettagli, spesso decorati con antichi dipinti ben ristrutturati: in un attimo l’atmosfera si fa quasi magica! L’antica Kloster Sankt Mang, ex abbazia benedettina di san Magno rielaborata nel XVIII secolo in stile barocco, oggi ospita non soltanto il municipio e la biblioteca, ma anche un interessante museo cittadino. Dal punto più elevato della città si scorgono i piccoli laghetti che tratteggiano l’area circostante, e il fiume Lech che serpeggia tra la fitta e verde massa boschiva. Da qui, in un batter d’occhio, si raggiungono due dei castelli fatati di re Ludwig, eccentrico e stravagante regnante bavarese appassionato d’arte e fortificazioni che ha lasciato in quest’area un’imponente eredità architettonica. Il primo è posto su un’altura del paese di Hohenschwangau, dove Ludwig trascorse la sua giovinezza. La struttura risale al XII secolo, ma subì una straordinaria trasformazione in stile Tudor e gotico una volta acquistato da suo padre, Massimiliano II. È in questo maniero che Ludwig costruì la sua estrosa personalità, spesso


Il maniero di Linderhof, un tributo alla sfarzositĂ .


in compagnia di artisti di grande calibro come Wagner, che proprio in questo contesto compose importanti opere tra cui Tristano e Isotta e I maestri cantori di Norimberga. Tra i locali più belli della fortezza si annoverano la Camera del Tasso, ovvero la camera da letto reale, la Camera di Hohenschwangau, nota anche come Stanza della musica dove è custodito il pianoforte di Wagner, la Sala del Cavaliere del cigno, che affascina per i suo magnifici affreschi, e la Sala degli eroi, coi suoi dipinti raffiguranti leggendari personaggi teutonici. Il secondo castello è anche il più noto, divenuto famoso in tutto il mondo dopo che Walt Disney lo scelse per ambientare le proprie fiabe. Nel realizzare il maniero di Neuschwanstein, Ludwig tenne come modello la fortezza medievale

Grazioso angolo del centro cittadino di Füssen.

Colori e tratti bavaresi che tratteggiano questo itinerario.

di Wartburg in Turingia. L’imponente edificio è immerso in un incantevole scenario naturale a ridosso dell’arco alpino e con una vista eccezionale sulle cittadelle vicine e i vari laghi che punteggiano la scena. È senza dubbio il castello delle fiabe per eccellenza, nonché simbolo della Germania intera; tra le sue peculiarità non va tralasciata la suggestiva camminata sul Marienbrücke, il ponte di Maria, che, sospeso per aria, offre una vista da sogno sull’edificio nel suo incantato contesto paesaggistico. Tra gli ambienti interni colpiscono i pavimenti in mosaico della Sala del trono, la Sala dei maestri cantori dedicata a Wagner e il Salone reale coi suoi dipinti leggendari. Rincresce il fatto che re Ludwig non sia riuscito a completare questa straordinaria opera architettonica nel corso della propria esistenza e che molte opere presenti all’interno delle stanze non siano state terminate.


Centro di Bad Tรถlz, borgo termale tedesco.


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Il Chiemsee, noto anche come il “mare” di Baviera. |59


Con le nostre Moto Guzzi proseguiamo lungo l’incantevole cornice offerta dalla Strada tedesca delle Alpi e assaporiamo ogni chilometro immersi in un contesto paesaggistico senza eguali. Non esitiamo a visitare anche il sontuoso Schloss Linderhof sorto, sempre per volontà di re Ludwig, come luogo di svago per sé stesso. L’intero edificio, compresa l’area esterna, è di una sfarzosità sfrenata. Il giardino è elegante e curato

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nel minimo dettaglio, rallegrato da composizioni floreali, fontane e giochi d’acqua, statue, antri nascosti, sentieri e scalinate. Negli interni prevale lo stile rococò, principesco e pomposo, dove il color oro spesso domina su tutto il resto, mentre l’area più suggestiva è sicuramente la Grotta di Venere, caratterizzata da un incantevole laghetto sotterraneo: ospita un’imbarcazione a forma di conchiglia, a bordo della quale il sovrano


trascorreva ore a farsi cullare dall’acqua, oltre a un gioco di luci all’avanguardia se si considera il periodo della sua realizzazione. La Strada tedesca delle Alpi pullula di attrattive degne di nota, così, a pochi chilometri di distanza, visitiamo la Benediktinerabtei di Ettal, abbazia benedettina fondata nel 1330; è affiancata dall’antica Accademia dei Cavalieri, che in passato

formò numerosi personaggi illustri sia tedeschi sia austriaci, oggi trasformata in un facoltoso liceo. Questo edificio religioso è un valido esempio ben conservato di arte barocca, dove risaltano stucchi dorati e magnifici affreschi; camminando all’interno del chiostro si viene rapiti da una forte sensazione di pace e tranquillità, una valida tappa se ci si vuole riposare dopo tante ore trascorse in moto.

La cittadella di Neubeuern vista dall’alto del suo castello. |61


In sella alle fiammanti California ed Eldorado ci catapultiamo all’interno di uno dei più bei panorami sciistici internazionali, quello che si estende intorno alla cittadina di GarmischPartenkirchen, situata ai piedi della catena del Wetterstein e delle sue rinomate cime, quali l’Alpspitze, Waxenstein e Zugspitze, la più alta di tutta la nazione. Se difficilmente si può raggiungere questa località in moto durante i mesi invernali, nella bella stagione quest’area offre la possibilità di cimentarsi in lunghe camminate tra gradevoli sentieri immersi nella natura. La cittadina riflette il carattere bavarese della zona, con strade pedonali ben curate, case affrescate coi tipici dipinti ad aria dove sono rappresentate scene di vita quotidiana o tematiche religiose e negozi che offrono prodotti tipici locali. Da non perdere una visita alla chiesa vecchia di St. Martin, il santuario di St. Anton e la Locanda della posta, dove re Ludwig solitamente si fermava ad abbeverare i suoi cavalli. L’itinerario lungo l’Alpenstrasse prosegue verso Mittenwald, definita dallo scrittore Goethe “un vivace libro illustrato”, come recita una targa posta lungo la via Obermarkt. Ogni casa è caratterizzata da straordinari dipinti che rallegrano questo villaggio alpino posto ai piedi del monte Karwendel. Come testimonia l’enorme liuto scolpito nel legno situato nella zona centrale della cittadella, Mittenwald possiede una fiorente industria di questi strumenti musicali che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Nuovamente in marcia, costeggiamo prima il Walchensee e il Kochelsee, poi due suggestivi laghi alpini dell’alta Baviera che riflettono il verde intenso dei boschi e l’azzurro terso del cielo, creando una colorazione decisa e sgargiante. Per gli appassionati della singolare musica raccolta nei Carmina Burana, testi poetici medievali tramandati in un importante manoscritto, il Codex Buranus, realizzato dai monaci del Kloster Benediktbeuern, è imprescindibile una visita in questo luogo di culto.

Le aquile sono sempre protagoniste lungo la strada delle Alpi.

Con le Nostre Strade ci spingiamo a Bad Tölz, una delle numerose città termali tedesche caratterizzata da un centro storico incantevole, fatto di strade pedonali come la Marktstrasse, ricche di negozi, locali tipici ed edifici dalle tinte tenui, arricchiti di affreschi che infondono un tocco di spiritualità. Sul colle che sovrasta la città, detto Kalvarienberg, Monte Calvario, si inerpica una Via Crucis che conduce a una chiesa


Mittenwald, la cittĂ dai muri dipinti.


le nostre strade che conserva una Scala Santa, sino alla raccolta cappella di san Leonardo, patrono del bestiame e dei cavalli. Si delinea quindi una Baviera non solo fortemente permeata dalle tradizioni, come testimonia l’usanza tutta attuale di indossare abiti caratteristici del passato, ma anche estremamente legata alla spiritualità, considerati gli svariati edifici religiosi e le tematiche degli affreschi che compaiono sulle facciate delle abitazioni. Lungo le Nostre Strade costeggiamo anche il Tegernsee, lago scelto dalla Casa Reale bavarese per trascorrere piacevoli momenti di villeggiatura, tanto da trasformare un antico convento benedettino in castello che, in un’ala, ospita anche una rinomata birreria, la Bräustüberl. Non distante, la cittadella di Neubeuern si contraddistingue per l’accogliente

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piazza del mercato con edifici ben curati e un bel castello, anni addietro di proprietà dei ricchi signori del borgo, arricchitisi grazie al fiorente commercio derivante dalla vicina via fluviale dell’Inn. Un altro interessante castello è quello di Aschau im Chiemgau, risalente al 1165 ma ristrutturato più volte nel corso dei secoli. Da qui è possibile raggiungere una funivia che risale lungo il monte Kampenwand, a un’altitudine di millecinquecento metri. Le nostre Guzzi ci portano poi sulle rive del Chiemsee, il lago più esteso di tutta la Baviera, caratterizzato dalla presenza di due isole principali: l’isola delle donne, dall’aspetto romantico e sede di un monastero di benedettine, e l’isola degli


uomini che accoglie il grandioso palazzo di Herrenchiemsee, anch’esso voluto da re Ludwig e noto soprattutto per essere una fedele copia della reggia di Versailles. Lasciato il lago alle nostre spalle ci dirigiamo verso Bad Reichenhall, oggi città termale ma con un trascorso storico legato alla produzione e alla commercializzazione del sale. Ai piedi del castello cittadino visitiamo il museo della vecchia salina risalente al 1836, dove spiccano le antiche pompe d’estrazione e la sala del pozzo principale. Qui non ci lasciamo sfuggire un assaggio delle rinomate palle di Mozart, dolcetti realizzati dalla cioccolateria del borgo in perfetto stile bavarese. Tra foreste, piccoli paesi montani e vallate con animali al pascolo raggiungiamo una delle località

più incantate e incontaminate di questo itinerario alpino, il Königssee o Lago del Re. Inserito nel contesto del Nationalpark Berchtesgaden, ha il primato di essere lo specchio d’acqua più pulito della nazione. Parcheggiamo le nostre moto per una mezza giornata e salpiamo a bordo di un battello a motore elettrico per esplorare questa estasiante e magica area. L’acqua è cristallina, l’aria frizzante, l’atmosfera incantata tanto da sembrare un luogo delle meraviglie. Nel cuore del lago il capitano della nave si ferma suonando una canzone con la tromba e, incredibilmente, il suono ritorna in eco dando vita a un eccezionale e sorprendente duetto. Avvistiamo anche St. Bartholomä, la bella cappella di san Bartolomeo, che si distingue per le sue cupole colorate, nonché diversi animali

La campagna bavarese alle spalle del convento Benediktbeuern. |65


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Lo straordinario e incontaminato KonigSee, o lago dei Re. |67


IN COLLABORAZIONE CON

L’inquietante tunnel che porta al “Nido dell’Aquila”.

selvatici come cerbiatti, caprioli e volatili che scorrazzano o volano in cerca di cibo lungo le rive del lago. Sulla punta estrema del Königssee scendiamo sulla terraferma per intraprendere una passeggiata di qualche chilometro immersi nella natura più profonda e raggiungere così le sponde dell’Obersee, un altro laghetto incontaminato alimentato dalla cascata del Röthbach, la più alta della Germania. Abbandoniamo a malincuore questo luogo paradisiaco per ritornare in città, a Berchtesgaden, il punto più orientale dell’Alpenstrasse. Il suo centro è molto elegante e florido, degno di una città con un trascorso storico molto importante: fu infatti una dei capisaldi della via del sale grazie alla presenza di numerose miniere d’estrazione. Da qui prendiamo una strada montana molto difficoltosa, con una forte pendenza e tornanti che si snodano all’interno di una fitta area boschiva, sino a raggiungere Obersalzberg, un’apprezzata località di villeggiatura alpina. La località è nota per essere il “Nido dell’Aquila”, dove negli anni Venti Hitler fece costruire un sistema fortificato che fungesse da ultimo rifugio in caso di necessità. Oggi questo luogo è stato trasformato in uno splendido osservatorio panoramico, con tanto di ristorante che si raggiunge attraverso un ascensore posto dopo un tunnel sotterraneo di centoventiquattro metri scavato nella roccia. La vista è eccezionale, quasi da togliere il fiato, e ripaga appieno la fatica fatta per raggiungere questo luogo sperduto nelle montagne al confine tra Germania e Austria, esattamente al culmine della Strada tedesca delle Alpi, senza dubbio la più suggestiva di tutta la Baviera!


Aschau, insolita torre dell’orologio ai piedi del castello.


AUSTRIA

TOP MOUNT AIN MOTORCYCLE MUSEUM CHICCHE A DUE RUOTE IN ALTA QUOTA

A oltre duemila metri di altitudine, il museo della moto più alto d’Europa accoglie, in una struttura dal design moderno e ben integrata con il paesaggio, veri e propri gioielli che raccontano più di 100 anni di Storia della Motocicletta. |70

• A CURA DI MARCO GHEZZI

I

l Passo Rombo, punto di passaggio fra l’Italia e il Tirolo Austriaco, una delle strade più ardite e spettacolari delle Alpi, con i suoi tornanti che si arrampicano fino a 2.500 metri di quota, gli strapiombi vertiginosi e i panorami che si aprono sempre più emozionanti ad ogni curva, costituisce una meta molto ambita e frequentata dai motociclisti di tutta Europa. Da oggi però si trova un ulteriore motivo d’interesse lungo il versante austriaco di questa strada, il Top Mountain Motorcycle Museum. Un’opera che nasce dalla passione di due grandi collezionisti di motociclette, Alban e Attila Scheiber, fra l’altro già proprietari della stessa strada alpina del Rombo. Con una ricerca capillare che prosegue da


numerosi anni, i fratelli Alban e Attila sono riusciti a mettere insieme una prestigiosa collezione di oltre duecento moto d’epoca e a coronare il sogno di poterle esporre e presentare al pubblico, in una struttura scenografica e accogliente. “Una volta molte di queste moto servivano per correre” - ci racconta Attila - “oggi invece ci fanno vivere un affascinante viaggio emozionale”. Tutto questo ha avuto inizio per pura passione e un pezzo alla volta siamo arrivati alla collezione di oggi. Così appena entrati ci si trova a passeggiare fra glorie di svariate epoche e marche: MV Augusta, Ducati, BMW, Zündapp, Triumph, Norton, Matchless, e tante altre, imbattendosi poi in vere rarità. Come una splendida Indian a due cilindri del 1912, alcune Harley Davidson dei primi anni del 1900 o una Brough Superior del 1939, appartenuta

allo stesso George Brough, fondatore di questa casa produttrice inglese che negli anni trenta si guadagnò l’appellativo di “Rolls Royce” delle moto. Il Top Mountain Motorcycle Museum sarà anche sede di mostre temporanee; fra le prossime in programma una dedicata a scooter e sidecar e una in tema “alpino” dedicata a battipista e fuoristrada storici. Si tratta in sostanza di un’esposizione ricca e importante ma che è solo agli inizi, perché il museo continuerà ad essere arricchito, sempre nello spirito di presentare esemplari unici e di qualità. Inoltre, se dopo aver soddisfatto la vista venisse voglia di allietare anche il palato, nell’attiguo Top Mountain Restaurant è possibile gustare le più tipiche leccornie tirolesi. Naturalmente in un’ambientazione tutta ruote e motori. |71


Qui sopra: riproduzione di un’officina d’epoca e l’ala principale del museo. Sotto: la nuova cabinovia Kirchenkarbahn che parte direttamente dall’interno del museo. I gemelli Alban e Attila Scheiber, già proprietari della strada austriaca del Passo Rombo, di alcuni alberghi e impianti di risalita nella Otztal, sono gli ideatori del Top Mountain Cross Point, unica struttura che accoglie il museo delle moto, la stazione di pedaggio del passo, un ristorante e una cabinovia. Giacomo Agostini, pilota motociclistico italiano, è considerato il più grande campione del motociclismo sportivo di tutti i tempi, avendo conquistato il maggior numero di titoli iridati (15) e vincendo 123 Gran Premi.

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INFORMAZIONI

Sopra: il ristorante a tema motociclistico è parte integrante del Top Mountain Museum, oltre che ad offrire un piacevole break durante la visita.

Il Top Mountain Motorcycle Museum è inserito in un edificio polifunzionale denominato Top Mountain Crosspoint che include anche un ristorante e la nuovissima cabinovia Kirchenkar, entrambe a tema motociclistico. Top Mountain Crosspoint è situato presso il paese di Hochgurgl (Tirolo austriaco) Accessibile giornalmente dalle 9 alle 19, dall’apertura del Passo Rombo (metà maggio circa) per tutto il periodo estivo. Costo d’ingresso € 10 www.crosspoint.tirol www.soelden.com |73


Honda CB500X

r e v o s s o r

la c utti per t

Sulle avvincenti e tortuose strade della Sardegna la CB 500 X ha dato il meglio di sĂŠ, confermandosi una moto alla portata di tutti. Facile da condurre per i meno esperti, divertente per i piĂš smaliziati e decisamente adatta a un utilizzo turistico, anche ad ampio raggio. |74


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• A CURA DI MARCO GHEZZI

P

rogettare una moto che possa adattarsi a un pubblico eterogeneo e a una grande varietà di utilizzi non è certo un’impresa semplice, ma con la CB 500 X pare proprio che i tecnici di Casa Honda siano riusciti nell’intento. Questa “piccola” crossover - che, ricordiamo, si affianca alla naked CB 500 F e alla più sportiva CBR 500 R, sfruttando la stessa meccanica ma con alcune differenze nella ciclistica, completando la gamma delle entry level Honda Serie 500 - si propone davvero come una motocicletta in grado di strizzare l’occhio a diverse tipologie di utenti. Facilità di guida, peso contenuto, buona abitabilità, un motore brillante e parco

nei consumi, insieme a costi di acquisto e gestione particolarmente contenuti, rendono la CB 500 X una scelta azzeccata, ad esempio per i motociclisti “di ritorno”, che riscoprono il piacere della moto ma vogliono un modello facile da gestire, senza rinunciare a prestazioni e divertimento. Oppure per gli automobilisti “pentiti”, alla ricerca di un mezzo agile nell’uso quotidiano, e per i giovani con patente A2, desiderosi di passare a una cilindrata maggiore. La facilità di gestione e di guida ammicca anche al pubblico femminile. Non ultimo, la CB 500 X sa essere una valida compagna di viaggio per chi vuole andare a spasso nel weekend ma anche per chi desidera affrontare viaggi più impegnativi, offrendo un buon comfort generale e un’ottima capacità di carico.



Presentata nel 2013, la CB 500 X si è rapidamente fatta apprezzare come una piccola crossover tuttofare, valida per l’uso quotidiano come per le scampagnate, anche in coppia. La nuova versione MY 2016 presenta una serie di aggiornamenti volti a migliorarne diversi aspetti, dall’estetica al comfort, fino al comportamento dinamico. Grazie a linee più tese e spigolose e a una grafica rinnovata, l’aspetto è ora decisamente più moderno e aggressivo, quasi da grande avventuriera. Le luci, sia anteriori sia posteriori, sono a LED, mentre il parabrezza è più alto di dieci centimetri e regolabile su due posizioni, a garanzia di una buona protezione dall’aria; inoltre, è dotato di due feritoie centrali che regolarizzano il flusso aerodinamico nella zona del busto e annullano le turbolenze intorno al casco. Altre migliorie hanno riguardato la forcella, adesso regolabile nel precarico, e il tappo serbatoio, non più asportabile ma incernierato. Il motore è sempre il compatto bicilindrico parallelo fronte marcia da 470 cc, raffreddato ad acqua, con distribuzione bialbero a quattro valvole per cilindro, capace di una potenza massima di 35 kW (48 CV), a 8.500 giri/min. e una coppia massima di 43 Nm a 7.000 giri/min. Davvero ottimo è il consumo medio dichiarato di 29,4 km/l, un dato che non si discosta molto da quanto abbiamo riscontrato durante il test. La ciclistica prevede una forcella telescopica con steli da 41 mm ed escursione di 140 mm e un mono ammortizzatore posteriore progressivo Pro-Link, anch’esso con regolazione del precarico molla, ma tramite ghiera a vite e quindi, di fatto, regolabile solo in officina. I freni prevedono un disco a margherita da 320 mm anteriore e uno da 240 mm posteriore, affiancati dal sistema ABS fornito di serie. Le ruote da 17 pollici, il peso di 196 kg in ordine di marcia e un’altezza sella contenuta in 810 mm concorrono a rendere questa crossover particolarmente agile e facile da condurre. Molto completa, infine, la dotazione di accessori in grado di rendere la CB 500 X una vera globetrotter: valigie laterali da 29 litri, set di barre tubolari antiurto, faretti a LED, portapacchi posteriore, topcase da 35 litri, paramani, manopole riscaldabili, cavalletto centrale e presa 12 V. La CB 500 X è venduta al prezzo decisamente allettante di 6.790 euro chiavi in mano per la versione standard e di 7.280 euro per la Travel Edition, già completa di borse laterali e barre paracolpi. |79


In prova | Honda cb500x

C

on il manubrio alto, la sella ospitale e le sospensioni a lunga escursione la CB 500 X sottolinea il proprio carattere di moto facile, divertente ma anche avventuriera, e subito viene voglia di salirci e partire. Una volta seduti ci si sente completamente a proprio agio. C’è immediatamente feeling, sia a livello ergonomico sia di comfort, e questo è importante soprattutto pensando a chi la guiderà come prima moto o ritornerà in sella dopo tanto tempo. Ma anche chi non è più di “primo pelo” appena in marcia non può che apprezzarne la facilità d’uso, l’agilità e quella sensazione di poter viaggiare a lungo senza stancarsi. Così, seguendo la sinuosa strada costiera che lambisce le caraibiche spiagge del Sulcis, possiamo abbandonarci a una guida dolce e rilassata. La piccola crossover scende in piega quasi da sola e ci troviamo a passare da una curva all’altra con grande naturalezza, accompagnati dal motore che frulla silenzioso e senza vibrazioni. In più, la buona erogazione della coppia ci permette spesso di giocare solo di gas, senza badare troppo ai cambi marcia, godendoci il percorso in pieno relax. Un occhio alla strumentazione e notiamo che con questa andatura turistica il consumo medio si attesta a poco più di 28 km/l, un risultato davvero sorprendente, sia in termini di risparmio sia di autonomia che, con il serbatoio da 17 litri, arriva molto vicina ai 500 chilometri. Puntando verso l’entroterra il tracciato si fa più tortuoso, alternando curve in rapida successione, tornanti, salite e discese; è l’occasione per sfoderare una guida più grintosa ed è subito puro divertimento. Apprezziamo ancora di più la grande agilità ma anche la rigorosità di comportamento di questa crossover, che segue ben piantata la traiettoria impostata, infondendo sicurezza e piacere di guida. Peccato solo che in uscita di curva, specie se in salita, il motore non sia pronto a dare quella risposta decisa che si vorrebbe. In questi frangenti è meglio allora tenerlo allegro, entrando con un rapporto più basso. Sui tratti rettilinei, invece, dove lo si può portare in allungo, offre un piacevole crescendo di potenza e spinta. Sottolineiamo che viaggiando veloce la protezione aerodinamica offerta dal parabrezza rimane ottimale, deviando bene l’aria da busto e testa e aumentando il comfort di marcia. Più avanti la vista di un piccolo sterrato è un richiamo irresistibile, e così proviamo a posare le ruote fuori dall’asfalto. La CB 500 X si guida bene anche in piedi e non disdegna di saltellare fra ciottoli e buche. Certo, non è la moto con cui affronteremmo lunghi tragitti in “off”, ma la strada bianca che conduce alla caletta isolata o al rifugio solitario la si affronta senza timori, grazie alle sospensioni con ampia escursione, alla buona altezza da terra e alla protezione del carter motore. Dopo tanti chilometri di guida veloce e qualche divagazione fuoristrada l’occhio torna curioso sull’indicatore del consumo medio: quasi 25 km/l, davvero un buon risultato. Facile, divertente e anche economica… amata Crossover, per fortuna abbiamo ancora parecchia strada da percorrere insieme.

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SU STRADA CON IL NOSTRO TESTER



HONDA cb 500 x MOTORE Bicilindrico in linea frontemarcia, bialbero 8 valvole (DOHC), raffreddato a liquido CILINDRATA 471 cc POTENZA MAX 35 kW (48 CV) a 8.500 giri/min COPPIA MAX 43 Nm a 7.000 giri/min FRIZIONE Multidisco in bagno d’olio CAMBIO 6 marce SOSPENSIONE ANT. forcella telescopica con steli da 41mm, regolabile nel precarico molle SOSPENSIONE POST. forcellone in acciaio scatolato con monoammortizzatore ProLink regolabile nel precarico molla FRENI ANT. Disco wave da 320 mm, pinza a 2 pist., ABS FRENI POST. Disco wave da 240 mm, pinza a 1 pist., ABS PNEUMATICI Ant. 120/70ZR17M/C (con battistrada on/off) Post. 160/60ZR17M/C (con battistrada on/off) ALTEZZA SELLA 810 mm PESO 196 Kg in ordine di marcia SERBATOIO 17,5 litri (riserva compresa) PREZZO € 6.790 versione standard € 7.280 versione Travel Edition



TITOLO

Palencia

la bella sconosciuta Strade poco battute, che trovandosi in Spagna, possono diventare un itinerario interessante, da seguire con grande soddisfazione. Nella comunità di Castiglia e León nella regione della Tierra de campos, la provincia di Palencia è la nostra meta e naturalmente una moto la nostra compagna di viaggio.

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Vista dal punto più alto di Támara de Campos, da dove si può osservare l’infinita meseta e le montagne di Palencia all’orizzonte. |85


• A CURA DI CARLOS MARTÍNEZ BERNÉS

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no degli aspetti più emozionanti di un viaggio è la pianificazione che lo precede: cercare i luoghi da visitare, scegliere l’itinerario e formarsi un’idea prima di salire in moto sono tutti particolari che mettono grande entusiasmo. Tuttavia, capita a volte di trovarsi improvvisamente di fronte alla possibilità di partire per qualche giorno senza neanche il tempo di preparare il viaggio. È quello che ci accade, inaspettatamente, un weekend di fine agosto. Le previsioni meteo sono buone e scegliamo una meta che includa tutto ciò che più ci piace: monumenti da visitare, una natura sconfinata, bei paesaggi tutt’intorno, strade tranquille da percorrere e la possibilità di fare molte fotografie. Decidiamo quindi di girare attraverso la provincia di Palencia, nel nord della regione di Castilla y León, in Spagna. Lì potremo trovare orizzonti infiniti, montagne, arte e cultura. La regione è infatti particolarmente ricca di monasteri, castelli, chiese o piccoli eremi di montagna, ed è considerata la zona con la maggiore concentrazione di arte romanica nel Vecchio continente. Non abbiamo molto tempo a disposizione per preparare il viaggio, per cui segniamo sulla cartina i luoghi principali da visitare, perlopiù piccole chiese rurali; poi improvviseremo lungo il percorso. Partiamo direttamente da Madrid e prendiamo l’autostrada A-1 in direzione nord, fino ad Aranda de Duero, per poi percorrere strade secondarie fino all’albergo che abbiamo prenotato. Lasciata indietro Aranda de Duero, percorriamo gran parte dell’area territoriale della Ribera del Duero, nella provincia di Burgos, presso il bacino del fiume Duero. Qui il paesaggio è principalmente agricolo con strade tranquille e poco trafficate, dominato da cantine d’avanguardia dove si produce il pregiato vino DOC Ribera del Duero, ma anche da larghi campi di cereali o girasoli. Non abbiamo fretta di arrivare, per cui decidiamo di improvvisare a ogni incrocio. In questo modo abbiamo la possibilità di apprezzare paesaggi e borghi di infinita bellezza, come Astudillo, Torquemada, Santoyo o Támara con le loro chiese, i ponti e le piazze sorprendenti.

La crudeltà di Erode e i suoi soldati, nella chiesa di santa Cecilia. |86


Santoyo, interno della chiesa di San Juan Bautista. |87


La chiesa di Nuestra Señora de la Asunción, nei pressi di Pisón de Castrejón.

Raggiungiamo il nostro incantevole albergo presso Boadilla del Camino, un paesino attraversato dal Cammino di Santiago e situato nel cuore della meseta, l’altipiano che occupa una parte della penisola iberica, e abbiamo subito modo di constatare la gentilezza e la disponibilità dei membri dello staff nel mostrare le bellezze e i segreti della loro terra: con enorme entusiasmo ci consigliano degli itinerari da seguire e i luoghi più interessanti da visitare. In albergo incontriamo numerosi pellegrini, religiosi e non, che arrivano da tutti i continenti per percorrere il Cammino, principalmente a piedi o in bicicletta. Dopo un po’ di riposo usciamo a visitare la vicina località di Frómista. Dobbiamo attraversare il Canal de Castilla, una sorprendente opera di ingegneria idraulica realizzata alla fine del XVIII secolo il cui scopo era quello di agevolare il trasporto di frumento verso i porti del nord, da dove veniva poi esportato. Andò in disuso con l’arrivo delle ferrovie, mentre oggi è diventato un |88

interessante percorso culturale e naturalistico che attraversa diverse province. Arrivati a Frómista visitiamo la favolosa chiesa romanica di san Martín de Tours. La stanchezza si fa sentire e rientriamo poco dopo. In fondo, durante questa giornata abbiamo percorso ben duecentonovantasette chilometri. Il giorno successivo, al mattino presto, ci concediamo un’abbondante colazione insieme ai pellegrini, dopo la quale siamo pronti per rimetterci in strada. Prendiamo l’autostrada A-67 per circa settanta chilometri, fino alla città di Aguilar de Campóo, luogo ideale da cui partire per visitare la zona della Montaña palentina, che comprende la parte settentrionale della provincia di Palencia e appartiene alla Cordigliera Cantabrica. Questa zona è ricca di piccoli paesi che sorgono nelle vallate e sui fianchi delle montagne, caratterizzati da interessanti edifici. Il monastero di santa María la Real de Mave a Aguilar de Campóo merita una visita speciale, non solo per la sua bellezza


La chiesa di Nuestra Señora de la Asunción conserva uno spettacolare portico con la rappresentazione degli apostoli

architettonica ma anche perché al suo interno ospita il museo del Romanico, che può essere utile per conoscere e apprezzare il resto della provincia. Nella chiesa di santa Cecilia, edificata vicino al castello, troviamo una gentile volontaria che spiega ai visitatori tutti i segreti della chiesa. La presenza di appassionati volontari è molto comune in questa zona e dimostra l’amore che gli abitanti hanno per i propri tesori. Rimaniamo particolarmente impressionati da un capitello scolpito in modo magistrale e perfettamente conservato nonostante i secoli, che rappresenta un Erode insieme ai suoi soldati mentre uccide con crudeltà i bambini innocenti davanti agli occhi disperati delle loro madri. Lasciamo Aguilar e torniamo in sella alla ricerca di qualche curva, per cui ci dirigiamo verso un piccolo villaggio chiamato Matalbaniega. Prima di partire ci eravamo informati circa una chiesetta che si trova in cima a un prato e da cui si apre una splendida vista sui dintorni. Si tratta

di un luogo sicuramente strategico. Anche in questo caso possiamo contare sulla cordialità di una volontaria, che si offre gentilmente di aprire la chiesa per farcela visitare. Rimaniamo estremamente colpiti dalla sua competenza e dalla passione che dimostra, non solo per la chiesa di san Martín, che considera parte di sé, ma anche in generale per l’arte romanica. Dopo un’ora di racconti e dopo aver ammirato uno per uno tutti i fantastici e numerosi beccatelli, riprendiamo la moto per macinare chilometri, questa volta senza interruzioni. Ci proponiamo di raggiungere Brañosera, località montana molto graziosa dagli edifici in pietra di un colore rossiccio molto particolare. Documenti storici conservati nel monastero di Silos indicano che, nel lontano 824, il conte Munio Núñez consegnò la Chartae populationis ai sudditi che abitavano queste terre, riconoscendo loro certi privilegi per amministrare, organizzare e prendere decisioni economiche o giuridiche. Si trattò di un embrione di ciò che nel futuro sarebbero stati i municipi. Per questo |89


San Cebrián de Mudá.

Palenzuela, i resti della chiesa di Santa Eulalia.

motivo, all’entrata del paese un cartello indica con orgoglio Primer ayuntamiento de España, ovvero Primo municipio di Spagna.

romanica. La chiesa, però, è chiusa a quell’ora, e sebbene un cartello riporti un numero da chiamare per effettuare una visita, decidiamo di lasciare tranquilla la guida e ci limitiamo a osservare la chiesa dall’esterno.

Lasciamo Brañosera, ancora desiderosi di strade di montagna. Subito fuori dal paese prendiamo la strada che sale fino al rifugio abbandonato di El Golobar, a circa milleottocento metri di altitudine. Facciamo due passi, scattiamo qualche foto e torniamo indietro. Ci avventuriamo lungo una strada secondaria e poco trafficata, con qualche curva. Svoltiamo per prendere la PP-2125 e di nuovo si spalancano davanti a noi tesori nascosti: eremi e chiese spettacolari, ponti di pietra ben conservati, ma soprattutto pace, molta pace. Dopo una curva, con nostra grande sorpresa, rimaniamo estasiati davanti alla bella Ermita en la roca, nel piccolo paesino di San Martin De Parapertú. Proseguiamo e ci fermiamo poco più avanti per rinfrescarci alla fontana di San Cebrián de Mudá, dove vorremmo visitare la bella chiesa |90

Riprendiamo la strada costeggiando il fiume Pisuerga per qualche chilometro, fino a raggiungere la città di Cervera de Pisuerga, centro nevralgico della zona. Ci concediamo una passeggiata tra le sue belle piazze e lungo le stradine pedonali. La giornata è favolosa, con uno splendido sole e un profondo cielo azzurro sopra di noi, e la piazza principale è gremita di gente. Visitiamo la chiesa di santa María del Castillo; appena fuori dalla città, il fiume e i ponti che lo attraversano mostrano tutto il loro splendore e così anche il parco vicino al fiume, che sembra invitarci a riposare un po’ al fresco. Risaliamo in sella alla nostra Kawasaki ER-6f, che si sta comportando da favola mantenendo


Piccola sosta durante la ricerca del rifugio abbandonato di El Golobar.

La solitaria strada che sale fino al rifugio di El Golobar.

i consumi incredibilmente ridotti: nonostante i numerosi chilometri, l’indicatore del serbatoio sembra non voler scendere. Prendiamo la strada CL-627 verso nord per addentrarci nelle valli, e in pochi minuti il paesaggio cambia aprendo davanti a noi dei bei panorami a ogni curva. La nostra meta è la chiesa di san Salvador de Cantamuda, che appare quasi inaspettatamente in tutto il suo splendore. Sulla via del ritorno decidiamo di imboccare una stradina laterale che entra nel bosco e indica la direzione “El Campo”: abbiamo la fortuna di scoprire un altro piccolo e semplice tesoro inatteso. La strada è corta e termina in un piccolo paesino, circondato da un ruscello, cavalli e prati su cui pascolano le mucche. Da qui si può godere anche di una bella vista sulle montagne. È arrivato il momento di ripartire. Ripassiamo da Cervera de Pisuerga, per svoltare poi verso

ovest e prendere la P-215, una strada divertente e adatta ai motociclisti, che ci avevano consigliato anche in albergo. Prendiamo in direzione Triollo e ci troviamo ad affrontare una curva dopo l’altra. Il traffico è quasi inesistente, l’asfalto in buone condizioni e i panorami sono stupendi; sia in aria sia sulla terraferma, siamo circondati di animali che non badano a noi. Ci godiamo la strada e ci fermiamo di tanto in tanto per osservare il panorama e scattare qualche fotografia. Percorriamo molti chilometri e le curve sono favolose e divertenti. Giunti a Triollo, stabiliamo quali saranno le prossime mete della giornata. Proseguiamo quindi verso la città di Velilla del río Carrión, dove si concludono le strade tutte curve di montagna. Andiamo avanti fino a Guardo per poi svoltare e prendere la CL-626 che costeggia le montagne. L’intenzione è quella di fare una sosta a Pisón de Castrejón dove un’altra graziosa chiesa romanica appare su un prato al bordo della strada. Lungo il lato non visibile dalla strada si conserva |91


in ottimo stato uno spettacolare portico con la rappresentazione degli apostoli. È giunta l’ora di prendere la strada verso l’albergo. Scegliamo la strada P-225 in direzione Saldaña che, nonostante le pessime aspettative, si rivela invece una bella sorpresa. Il paesaggio è tutt’altro che monotono e, attorniati da soffici colline, percorriamo una strada larga e ben asfaltata, con un traffico pressoché inesistente. Il paesaggio e i colori sono molto vari, le onde formate dal terreno contrastano con le perfette linee che le macchine agricole disegnano sui campi di grano durante la raccolta. Un autentico gioco di geometrie, interrotte soltanto da qualche balla di fieno. Sembra un lavoro di patchwork o un mosaico dove campi di grano, di girasoli, di mais e verdi boschi si uniscono armoniosamente. Il paesaggio, l’ora e la tipologia di strada invitano a guidare piano e senza fretta. Cerchiamo di assaporare il tutto molto lentamente, come se fosse il più buono dei gelati. Arriviamo a Saldaña e cerchiamo il sito archeologico della villa romana di La Olmeda, scoperta nel 1968 ma risalente al IV secolo. Purtroppo l’orario di apertura è già passato, ma intuiamo che si tratta di un luogo veramente interessante. Attraversiamo Carrión de los Condes, un importante borgo monumentale che merita senza dubbio una visita ma che, considerate l’ora e la stanchezza, osserviamo soltanto dalla sella della moto. Arriviamo infine all’albergo, dove concludiamo questa lunga, intensa e bella giornata: dopo undici ore e trecentosettanta chilometri in moto, portiamo nei nostri ricordi le divertenti strade, i bei monumenti, i paesaggi mozzafiato e la gentilezza delle persone che abbiamo incontrato. Dedichiamo il giorno successivo, ultima giornata prima di rientrare, alla visita di alcune aree nel sud della provincia. Purtroppo il cielo è nero. Non piove ancora, ma con il primo sorso di caffè arriva il temporale. Fortunatamente siamo perfettamente attrezzati per la pioggia, per cui partiamo verso Palenzuela, prima meta della giornata, caratterizzata da un piccolo centro storico con archi, un ponte, vestigia delle antiche mura e qualche bella chiesa. Il tempo, però, è talmente spiacevole che preferiamo guidare sotto la pioggia piuttosto che passeggiare a piedi sotto l’acqua. Ci dirigiamo allora verso est, dove sembra

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MI ERO SEGNATO PRIMA DI PARTIRE UNA CHIESETTA CHE SI TROVA IN CIMA A UN PRATO E CHE DOMINA GRAN PARTE DELLA VISTA DEI DINTORNI. È UN LUOGO SICURAMENTE STRATEGICO...

Dalla chiesa di Matalbaniega si ha un buona visione del territorio. |93


La bella chiesa di San Salvador de Cantamuda, in ottimo stato di conservazione.


che il tempo sia migliore. La pioggia ci regala paesaggi sorprendenti con orizzonti sconfinati dai colori diversi: il cielo nero contrasta con lo sfondo giallo del grano tagliato, il verde dei girasoli e il rossiccio delle antiche case di pietra. La bellezza di questi luoghi è arricchita dall’arcobaleno che vediamo apparire all’orizzonte nei pressi di Astudillo. Guidiamo in modo rilassato verso Lerma, per imboccare l’autostrada A-1 in direzione sud. Qui torna a farsi vedere il sole, ci siamo lasciati alle spalle il cielo nero di Palencia. Lungo il nostro percorso alterniamo tratti di autostrada a paesini nelle province di Segovia e Madrid. Concludiamo l’itinerario con la bellissima città di Palencia, capoluogo della provincia, già visitata qualche anno fa ma sempre meritevole. Palencia ha un meraviglioso centro con grandi vie pedonali, interessanti musei e monumenti e piacevoli parchi. La sua imponente cattedrale è soprannominata con affetto La bella desconocida, la bella sconosciuta. Poco conosciuta e fuori dai consueti itinerari turistici, risente probabilmente della fama delle vicine e maestose cattedrali di Burgos e León. Per inspiegabili motivi questa zona non è tra le principali mete turistiche, nemmeno per gli spagnoli, nonostante possa vantare numerose bellezze paesaggistiche, storiche, culturali e architettoniche. Noi però pensiamo che meriterebbe molto di più, così come il resto della provincia, a cui la definizione di bella sconosciuta si addice in egual maniera.

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UNA GIORNATA CON

TED SIMON

Sono passati diversi anni dalla visita di Ted Simon (Autore de “I Viaggi di Jupiter”) alla nostra redazione. L’occasione per incontrarlo nuovamente in Italia, viene colta con grande entusiasmo dal nostro collaboratore Giulio Fanton, che passa una giornata insieme allo scrittore e viaggiatore mito di intere generazioni di motociclisti.

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• A CURA DI GIULIO FANTON

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ed Simon - l’uomo che ha fatto due volte il giro del mondo in motocicletta, la seconda alla considerevole età di settant’anni - è a Verona. Abbiamo appuntamento con lui davanti a un grande condominio anni Sessanta, grigio e anonimo, rinserrato tra altri palazzoni in una stretta via. L’edificio ha tre ingressi e, mentre passeggiamo avanti e indietro in attesa, ci chiediamo da quale dei tre uscirà Ted e se lo riconosceremo subito. Ma forse questa curiosità è solo un modo per esprimere l’emozione con la quale attendiamo di conversare con lui, che ha raccontato in due libri imperdibili un mondo ormai irrimediabilmente travolto dalla Storia, e che ha saputo descrivere l’irrequietezza di chi si sente spinto ad andare e andare, in cerca di qualcosa che forse non è altro che sé stessi.


© Ted Simon

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Nel nostro quaderno abbiamo annotato alcuni passaggi dei suoi libri che ci piacerebbe Ted commentasse. Lo sfogliamo nell’attesa, e ritroviamo un brano che ci ha molto colpito. Per quale ragione sta compiendo questo lungo viaggio?» mi aveva domandato. «Per sapere» era stata la mia risposta, perché ormai mi stancavano le solite spiegazioni prolisse. «Ma che cosa vuole sapere?» aveva insistito lui. «Voglio sapere perché lo sto compiendo». Avevo scoperto, alla fine, perché stavo compiendo il viaggio? C’erano stati momenti, in quei quattro anni, in cui avevo saputo. Momenti in cui il viaggio non aveva bisogno di nessuna giustificazione». Rileggendo, proviamo la stessa emozione di quando lo avevamo letto la prima volta, l’illuminazione che si prova quando uno scrittore ti racconta qualcosa di te: la ricerca di senso che accomuna tutti, e che non è solo quella di un viaggio delimitato nel tempo e nello spazio, ma della vita stessa. Il nostro fantasticare è interrotto dall’aprirsi del

portone di sinistra. Ne esce un signore con i capelli grigi un po’ arruffati, l’occhio sorridente e curioso, il passo cauto e tuttavia giovanile, la simpatia contagiosa. In auto, saliamo le colline a ridosso della città e ci dirigiamo all’appuntamento con Luigi Licci - instancabile animatore di incontri con grandi viaggiatori e proprietario della bellissima libreria “Gulliver Travel Books” - che lo ha invitato e con il quale pranzeremo. Ted ci parla di Aspiran, il paesino nel Sud della Francia dove si è stabilito da poco, del vino che producono lì e di quanto sia migliorato da quando ci aveva vissuto fra il primo e il secondo giro del mondo. Qualche tempo dopo siamo comodamente seduti all’ombra di una grande casa di campagna, in una giornata straordinariamente calda e luminosa. Gli chiediamo che senso si possa affidare oggi al viaggio di conoscenza, così come lui lo ha interpretato nella sua vita.

“Oggi più che mai, in tempi nei quali siamo bombardati solo da immagini negative e purtroppo vere, è importante che le persone viaggino e riportino a casa la consapevolezza della bellezza |97


© Ted Simon

© Ted Simon |98


che ancora c’è nel mondo, nelle culture diverse, nelle persone che si incontrano. Ad esempio, non tutti i musulmani credono che gli altri dovrebbero diventare come loro e possono essere persone ospitali, amabili e piacevoli con cui vivere. È veramente importante diffondere il tipo di informazione che proviene dai viaggi personali”.

© Ted Simo

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© Ted Simo

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TED SIMON

Cita Addison, uno scrittore inglese del XVII secolo che ha scritto: “Quando il vizio prevale e gli uomini empi prendono il potere, il posto dell’onore è curare i propri affari”, ma solo per prenderne le distanze e ribadire che per lui è importante continuare a credere che esiste un altro modo di stare al mondo, cercando quello che c’è di buono, e il viaggio è lo strumento di questa ricerca, uno strumento che fa accadere cose splendide lungo la strada. Ricordiamo a Ted i continui riferimenti nei suoi libri alla paura e alle paure, a volte motivate dalla circostanza del momento e altre volte solo dalla solitudine e dal senso di estraneità di ciò che lo circondava. Gli leggiamo un passaggio tratto dal suo I viaggi di Jupiter. Scioccato, mi accorsi di cosa stava succedendo nella mia testa. Era assolutamente incredibile che potessi viaggiare in moto su una strada fangosa in Africa, assorto in quelle macabre fantasticherie. Ma, in nome del cielo, in che fantasie assurde mi ero perso? Prevedere le difficoltà era un conto, ma tessere episodi orrendi da farmi accapponare la pelle, be’, era proprio orribile. Era chiaro che ciò che stava succedendo in quel momento aveva la stessa radice che avevo chiarito poco prima: era l’ansia di una vita che si stava materializzando a poco a poco». Ted scuote la testa, lo sguardo fisso al pavimento, e ridacchia fra sé. Non sappiamo se stia cercando di formulare un pensiero o inseguendo il ricordo che gli abbiamo suscitato. Alza gli occhi, ci guarda e sorride scuotendo un po’ la testa, come a dire: “è così che vanno le cose; solo andando capisci da dove vengono le tue paure e a quali devi dare ascolto per non diventare spericolato”. Gli chiediamo qualche indicazione sul modo in cui affrontare un viaggio nello spirito con cui lui ha fatto i suoi.

© Ted Simo

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© Ted Simon

© Ted Simon

© Ted Simon

© Ted Simon

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“Io posso dare qualche consiglio, ma ho poche speranze che saranno seguiti. Viaggia da solo. Io lo faccio fin da quando, a 17 anni, andai in Francia con la bicicletta. È stato l’unico modo in cui ho viaggiato e non mi è mai passato per la testa di viaggiare con qualcun altro. Sforzati di guardare le cose che fai ogni giorno come se fossero un’avventura, anche la passeggiata all’ufficio postale. È un cambiamento mentale: occorre rompere la routine e non è facile. Non è stato facile neppure per me, ma se lo fai, accade che “ti svegli” con una curiosità differente. L’importante è riconoscerla e svilupparla. Quando sei in viaggio, poi, prenditi un momento la sera per scrivere un resoconto di quello che ti è successo durante la giornata”. Forte delle sue esperienze di viaggio e della sua notorietà, Ted Simon ha creato una Fondazione che la scopo di sostenere chi viaggia secondo i suoi principi: i Jupiter’s Travellers. Gli chiediamo di parlarcene.

“I Jupiter’s Travellers sono persone che ricercano le bellezze, i misteri e le tragedie del nostro mondo attraverso le avventure che affrontano. Sono persone molto diverse l’una dall’altra: alcuni sono intellettuali, altri operai. Viaggiano anche in modi diversi: chi in motocicletta, chi con la bici o in Land Rover. Li accomuna il fatto di essere vivi, avere menti aperte”. La Fondazione non finanzia i loro progetti di viaggio, ma offre loro uno spazio di conoscenza e di collegamento con altri viaggiatori e la speranza di poterli aiutare a trovare il modo di pubblicare ciò che producono. Nato in Germania, Ted ha vissuto in Inghilterra, in Francia e a lungo in California dove si è dedicato all’agricoltura biologica. Ora è ritornato in Francia, ad Aspiran nei pressi di Montpellier. Ha acquistato una bella casa di pietra, più grande di quanto gli servisse, e offre ospitalità gratuita a viaggiatori che abbiano bisogno di un luogo dove andare a scrivere i loro libri o lavorare sui loro documentari.

“Da parecchio tempo avverto il desiderio di spingere le persone a fare maggiormente quello che hanno in mente e Aspiran è un’espressione pratica di questa volontà: alloggiare persone che hanno un progetto da sviluppare. Per scrivere, è importante avere a disposizione un luogo in cui non sei distratto da pressioni che ti distolgano dal tuo sforzo creativo. Inoltre, quando si è finito di lavorare, è bello uscire e incontrare persone che amano condividere il proprio sforzo intellettuale, parlare, mangiare e bere in compagnia”. Mentre parla, Ted ci guarda curioso e a tratti chiude gli occhi per inseguire un pensiero. Distilla le parole per porgere le sue esperienze come se fosse la prima volta che le racconta, anche se sono quelle che ha scritto nei suoi libri e narrato chissà quante volte. Invita alla confidenza, Ted Simon, e azzardiamo di chiedergli come si invecchia dopo una vita avventurosa come la sua.

“Sono molto grato di non avere problemi fisici che interferiscono con la mia vita. Passo molto tempo a scrivere, ma è molto difficile per me accettare di essere la persona che sono adesso. Non mi piacciono gli specchi e mi piace invece sfogliare mentalmente le immagini del passato. Naturalmente, fa piacere ricevere dimostrazioni di affetto e di rispetto dalle persone che incontro e cerco di trarre il meglio da tutto questo”. Mentre ci avviamo alla visita di Verona che gli abbiamo promesso, ci tornano alla mente le parole con cui Ted conclude I viaggi di Jupiter.

«

Sogno molto nel frattempo. Sogno di viaggiare in sella alla mia Triumph, sulla terra rossa di una grande foresta, sotto una volta verde traslucido che si estende all’infinito. Una foresta incantata dove, forse, gli uomini possono ancora giocare a essere dei». Vorremmo chiedergli se lo stesso sogno continui a visitarlo, ma non lo facciamo. Siamo sicuri che è così. Ringraziamo Ted Simon per avere messo generosamente a disposizione le fotografie del suo primo viaggio. |101


IN PROVA

MOTO GUZZI V9 ROAMER “JEKYLL” BOBBER “HYDE”

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In prova | moto guzzi v9

• A CURA DI MARCO GHEZZI

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ella lunga storia di Moto Guzzi, che quest’anno festeggia l’invidiabile traguardo di novantacinque anni di attività, le motociclette custom hanno sempre rappresentato un segmento molto importante. Del resto, la custom “all’italiana”, più facile e intuitiva nella guida, fruibile anche e soprattutto nell’utilizzo turistico, è tradizionalmente “made in Mandello” a partire dalla mitica California nata nel 1971, passando attraverso le varie V35 e V50 Custom, la V65 Florida, la Nevada, fino alle più recenti California 1400, Eldorado e Audace. Adesso ecco arrivare Roamer e Bobber, con cui la Casa dell’Aquila intende rinnovare la gamma custom di media cilindrata, proponendo due motociclette moderne, tecnologicamente avanzate e in linea con le tendenze attuali del mondo dei custom bikers. Identiche nella meccanica e molto simili nella ciclistica, Roamer e Bobber sono però ben diverse nell’aspetto, nella personalità, nel comportamento e, in definitiva, per il pubblico al quale si rivolgono. In comune presentano anzitutto un’elevata cura nelle finiture e un ampio utilizzo di materiali nobili

per la componentistica. Bandita il più possibile la “volgare” plastica e con il diktat di “facciamole belle e di qualità”, il Centro Stile si è sbizzarrito con materiali più pregiati e robusti, come l’acciaio e l’alluminio. Ecco allora fare bella mostra di sé i parafango anteriore e posteriore in acciaio, insieme ai fianchetti laterali, ai copri iniettori, alle leve di freno e frizione e alle pedane del pilota in alluminio. Sempre in alluminio sono perfino il tappo del serbatoio e i gusci dei comandi elettrici. A questo si aggiunge, poi, una grande cura nelle finiture, dalle saldature alla verniciatura, per arrivare alle bellissime fresature del marchio Moto Guzzi sui coperchi delle teste, e ancora gli scarichi a doppio tubo, per mantenere bassa la temperatura all’esterno ed evitare le antiestetiche vaiolature. Altro pezzo forte che accomuna le due custom V9 è il nuovissimo motore bicilindrico da 850 cc, Euro 4, che debutta proprio su questi modelli. È stato completamente riprogettato con due obiettivi principali: continuare nel segno della tradizione Moto Guzzi, quindi mantenendo la caratteristica e intramontabile architettura a V di 90° con raffreddamento misto aria-olio, ma al tempo stesso rendendolo più moderno, migliorando soprattutto l’erogazione per ottenere maggiori doti di fluidità


Si chiamano Roamer e Bobber e sono le ultime novitĂ Moto Guzzi nel segmento custom. Sfruttano la stessa base meccanica e ciclistica della V9, su cui debutta il Nuovo motore da 850 cc, ma rimangono ben distinte per stile e carattere: piĂš classica, elegante e turistica la Roamer, piĂš audace, dark e sportiva la Bobber.

Moto Guzzi V9 Roamer


e prontezza ai bassi regimi. Adesso la coppia di 62 Nm è quasi interamente disponibile (95 percento) già a 3.000 giri mentre la potenza arriva a 55 cv. Il motore prevede anche una versione depotenziata, adatta per patenti A2. Oltre a questo, sono stati introdotti numerosi accorgimenti volti in particolare a soddisfare le strette normative Euro 4. Troviamo un nuovo basamento in alluminio rinforzato nei punti nevralgici, una camera di combustione riprogettata, un nuovo circuito

dell’olio e la frizione maggiorata, per renderla più robusta ma anche più morbida e modulabile. Nuovo è anche il cambio a sei marce, con innesti ancora più morbidi e precisi e il sesto rapporto allungato, che diventa una vera marcia di “riposo” nei trasferimenti veloci. Anche la ciclistica presenta numerosi punti in comune per Roamer e Bobber: un nuovo telaio a doppia culla scomponibile in tubi d’acciaio, una nuova coppia di ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico molla e calibrati per dare una risposta più progressiva, nonché l’impianto frenante. All’avantreno c’è una nuova pompa e una pinza Brembo a quattro pistoncini che lavora su un disco in acciaio da 320 mm, mentre al retrotreno è presente un disco da 260 mm e una pinza flottante a due pistoncini, messa in funzione da una pompa con serbatoio integrato. Il tutto è assistito dal sistema ABS a doppio canale, di serie. E sempre per una maggiore sicurezza di guida, si affianca il controllo di trazione, con due settaggi per strada asciutta e bagnata e con possibilità di disinserimento. A distinguere nettamente Roamer da Bobber è invece la misura della ruota anteriore: una snella 19” con pneumatico 100/90 sulla Roamer e una 16” per Bobber con un’immensa gomma 130/90, che pare uscita da un fumetto di Jacovitti. V9 Roamer è una moto rassicurante con le sue


MOTO GUZZI MEDIA PLATFORM (MG-MP) CONNETTE ROAMER E BOBBER AL MONDO MG-MP è un’applicazione gratuita per smartphone Apple e Android, capace di trasformare il dispositivo in una sorta di computer di bordo multifunzione. Grazie a una semplice connessione wireless, sarà infatti possibile visualizzare in tempo reale, una serie di informazioni tra cui tachimetro, contagiri, potenza istantanea, coppia istantanea, consumo istantaneo

forme classiche ed eleganti, e solo a vederla si percepisce già che sarà facile e piacevole da condurre. La sella accogliente e il manubrio largo e alto offrono, infatti, una posizione di guida comoda per viaggiare. In sostanza, raccoglie l’eredità lasciata dalla mitica Nevada 750 e, una volta montate due borse, diventa una custom turistica con cui gironzolare senza problemi. V9 Bobber, al contrario, con il suo look total black, la sella ribassata e il manubrio drag-bar induce a una posizione di guida più raccolta e sportiva, incarnando lo spirito delle bobber. Nate negli Stati Uniti nel Secondo dopoguerra dalla mano di appassionati piloti, erano motociclette caratterizzate dall’eliminazione di ogni particolare superfluo che non servisse per correre veloci sulle piste di terra battuta. Per gareggiare in queste condizioni, i corridori usavano pneumatici oversize, così da avere un’ampia impronta a terra. Minimalista nel look, Bobber è anche una base ideale per le personalizzazioni. Del resto, con un catalogo di ben quaranta accessori specifici e omologati, che coprono quindi la garanzia della moto, dedicati sia a Bobber sia a Roamer, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Moto Guzzi V9 Roamer costa 9.890 euro, mentre per Bobber occorre qualcosa in più, 10.190 euro. A voi la scelta: Dott. Jekyll o Mr. Hyde?

e medio, velocità media e voltaggio batteria, accelerazione longitudinale e trip computer esteso. Inoltre, il sistema consente di ritrovare facilmente il veicolo quando viene parcheggiato in un luogo sconosciuto, perché salva automaticamente la posizione in cui è stato spento. MG-MP mette a disposizione diverse funzioni. Eco Ride è pensata per limitare i consumi e mantenere una guida eco-compatibile: pur registrando tutti i dati, durante il viaggio mostra solo una valutazione sintetica dei risultati ottenuti, consentendo di rivedere i dettagli in un secondo momento, analizzando il percorso effettuato e i parametri di funzionamento del veicolo. Altra funzione è Grip Warning, che evidenzia le indicazioni sul funzionamento del controllo di trazione e fornisce informazioni sulla propria condotta di guida in relazione alle condizioni del fondo stradale: una spia avvisa l’eccessivo sfruttamento dell’aderenza disponibile. Integrando le informazioni provenienti dal veicolo ai dati rilevati dai sensori del giroscopio con gli algoritmi appositamente sviluppati per la nuova Moto Guzzi, lo smartphone sarà in grado di misurare accuratamente l’angolo di piega in curva. L’applicazione offre la possibilità di impostare delle soglie limite sia per l’angolo di piega sia per la velocità di percorrenza e i giri motore, una volta superati tali valori si accenderanno le relative spie del cruscotto virtuale. |107


In prova | moto guzzi v9

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SU STRADA CON IL NOSTRO TESTER

aliti su Roamer c’è subito intesa. Tutto è piacevolmente a portata di mano, la seduta è confortevole, gli arti rimangono in posizione naturale e inoltre la sella, non troppo alta (785 mm da terra), viene in aiuto a chi non è di gamba lunga. La sensazione è di avere tra le mani una moto facile e divertente, per nulla impegnativa, anche per chi è alle prime armi. Partiamo per seguire le strade mosse del Lario, accompagnati dal classico borbottio del bicilindrico Guzzi. Ma se il timbro del V90 è quello inconfondibile delle Guzzi, il comportamento del motore è invece una piacevole novità. Questo 850, infatti, è davvero un gioiellino; rapido nella risposta, corposo e lineare nell’erogazione, è sempre pronto a “pompare” coppia permettendo una guida del tutto rilassata. Il cambio avviene con estrema facilità ed è anche molto preciso. La Roamer scende in piega docile e precisa, e così ci godiamo, una dopo

l’altra, le belle curve che salgono al colle del Ghisallo, con uno sguardo alla strada e uno al paesaggio. Insomma, se la Roamer nasce anche con l’intento di continuare la tradizione turistica della Nevada, possiamo dire che l’operazione è senz’altro riuscita, benché occorra attrezzarsi: la Roamer, infatti, esce “nuda” da Mandello e due borse e un parabrezza diventano il minimo indispensabile di cui dotarsi per affrontare anche solo la gita del weekend. Salire su Bobber fa tutto un altro effetto. Il manubrio largo e basso, la postura più caricata in avanti e la sella ancora più bassa fanno sentire di essere parte integrante della moto; un senso di padronanza che spinge a una guida più “corsaiola”. Del resto, le bobber sono nate dalle gare e, se prima andavamo a passeggio da bravi turisti, adesso siamo più incitati a spingere con aggressività nelle curve, confortati dal buon appoggio del grande pneumatico anteriore e dalla stabilità delle sospensioni tarate più rigide, mentre le pedane scintillano sui tornanti più decisi, a dire il vero con fin troppa facilità. Certo, non è la moto ideale con cui partire per un viaggio, ma per la giornata sbarazzina su una strada tutte curve la Bobber sa essere una piacevole compagna.

moto guzzi v9 ROAMER (v9 Bobber) MOTORE CILINDRATA POTENZA MAX COPPIA MAX FRIZIONE CAMBIO SOSPENSIONE ANT. SOSPENSIONE POST. FRENI ANT. FRENI POST. PNEUMATICI ALTEZZA SELLA PESO SERBATOIO PREZZO

bicilindrico a V di 90°, 4 tempi, 2 valvole per cilindro, raffreddato ad aria e olio 853 cc 40,44 kW (55 CV) a 6.250 giri/min 62 Nm a 3.000 giri/min monodisco Ø 170 mm con parastrappi integrato 6 marce con ultimo rapporto di overdrive forcella tradizionale, Ø 40 mm forcellone con doppio ammortizzatore regolabile nel precarico molla disco flottante in acciaio inox, Ø 320 mm, pinza Brembo a 4 pistoncini contrapposti disco fisso in acciaio inox, Ø 260 mm, pinza flottante a 2 pistoncini Ant. 100/90 - 19” (130/90 - 16”) Post. 150/80 - 16” (150/80 B 16”) 785 mm (780 mm) 199 Kg in ordine di marcia 15 litri Roamer € 9.890 Bobber € 10.190


Moto Guzzi V9 Bobber



N I W T A AFRIC che passione! Inchino alla Regina


AFRICA TWIN CHE PASSIONE

ANDREA A CURA DI LEGGIER I

Un gruppo di “Africanisti” incalliti, capitanati dal nostro Andrea Leggieri, (anche lui colpito da sempre da autentica passione per “l’Africona”), si ritrova sui colli dell’Appennino, per celebrare il ritorno dell’amata endurona di casa Honda. Vecchie e nuove Africa Twin s’incontrano coi loro entusiasti proprietari. Ne nasce un’insolita prova e un confronto di opinioni su questa moto, che senza ombra di dubbio rimane ai vertici nel cuore di tantissimi appassionati del turismo off-road.

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l netto di opinioni personali e legittime passioni, nessun onesto appassionato a due ruote potrà negare alla Africa Twin un capitolo a sé nel grande libro della “storia del motociclismo”. Capitolo che - ancora in corso di scrittura - si presenta già straordinariamente ricco di colpi di scena! EPISODIO 1 - Sullo sfondo della fine degli scoppiettanti anni ‘80, le moto da enduro - sulla scia dei fasti della “Parigi-Dakar” - somigliano ancora alle moto da regolarità dei decenni precedenti: semplici e robuste, adatte tanto per il giretto fuori porta quanto per la mulattiera impestata o attrezzate con un bel “serbatoione” per un’indimenticabile avventura nel deserto. Il massimo della libidine pareva essere il bottoncino dell’avviamento elettrico, in alternativa a quella pedivella recalcitrante che tante tibie e peroni aveva mietuto.

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A dire il vero, qualche segno di una tempesta imminente “mamma Honda” lo aveva dato, sotto forma di due autentici “ordigni” dalle sorti radicalmente opposte: la NRX780, un missile da sogno per spadroneggiare nei Rally, e la XLV750R che… vabbè, lasciamo perdere! Ma, appunto, la bomba scoppia nel 1988 e si chiama Africa Twin, nome di battaglia completo XRV RD03: una bicilindrica sofisticatissima tecnicamente, ma che in fuoristrada risulta inarrestabile come un caterpillar, con prestazioni di paura e quella estetica HRC bianca-rossa-blu che faceva l’effetto di un’astronave atterrata fra vecchi trattori arrugginiti. Il successo fu immediato e folgorante, costringendo il resto del mondo a inseguire e reinventarsi, al punto che il comparto dell’enduro avvia una trasformazione che lo porterà in un decennio da nicchia specialistica a nuovo standard di riferimento di tutto il settore motociclistico: gradualmente crescono le cilindrate, i pesi, gli ingombri e ci si allontana dall’originaria attitudine fuoristradistica per accentuare una vocazione di viaggiatrice a 360°. Tutte le migliori case motociclistiche giapponesi ed europee - in prima fila alcune gloriose “Made in Italy”, ora scomparse (sigh!) contribuiscono a questa evoluzione presentando per tutti gli anni ‘90 a getto continuo nuove ammiraglie: lo scenario si fa terribilmente competitivo, ma la Africa Twin - nel frattempo anche lei un po’ imborghesita nelle due successive versioni: RD04 (passata a 750cc) e RD07 - continua ad essere uno dei punti di riferimento del settore.


EPISODIO 2 - L’inizio del nuovo millennio vede ormai le cosiddette “endurone” regine del mercato nel ruolo di autentiche “moto universali”, assestate sui 1000 e passa cc di cilindrata, carenate e perfettamente a proprio agio su asfalto, attrezzate di tutto punto anche per il turismo in coppia a pieno carico. E Honda che fa?! Niente: tanto folgorante era stata la sua apparizione, quanto incredibile la sua scomparsa: mentre quasi di soppiatto esce di produzione la Africa Twin, viene presentato un nuovo modello, la Varadero - per carità, gran buona moto - cui nessuno sano di mente da alcun credito di poter raccogliere l’eredità della “Regina”. Succede ciclicamente, ogni millemila anni, nella storia dell’umanità: come piovesse dal cielo, arriva un Messia e con la sua nuova parola mette a soqquadro la società: attira truppe di discepoli e suscita ondate di ostilità, mostra nuovi orizzonti e scatena sanguinosi conflitti e poi … puff… risale alla volta celeste, sempre lasciando intendere che potrebbe prima o poi resuscitare, ma sotto chissà quali vesti. E proprio da quel momento per noi poveri terrestri peccatori inizia il ballo: qualcuno abbandona la fede, altri continuano a coltivarla in modi più o meno ortodossi in attesa del suo ritorno, altri ancora si inventano nuovi profeti, e così via. Lo stesso è successo alle legioni di “Africanisti” rimasti improvvisamente orfani: man mano che il tempo passava invano, la “Regina” diventava una sorta di reliquia e attorno ad essa sorgevano una moltitudine di culti: ad un estremo quelli più

intransigenti che ne predicavano una religiosa conservazione, fino a quello opposto che passando da un’infinità di sfumature intermedie partivano dal cuore della moto, motore e telaio, per realizzare trasformazioni al limite del sacrilegio. Finché, nell’autunno del 2014, una cometa torna a brillare nel firmamento, annunciando grandi eventi: squilli di tromba e rulli di tamburo, Honda presenta l’erede ufficiale, la continuazione della stirpe Africa Twin, di cui si rumoreggiava da tempo. A dire la verità è solo una “maquette”, pur molto bella e suggestiva, e l’occhio esperto capisce subito che la strada prima di averne un esemplare sotto il sedere è ancora lunga, ma al tempo stesso tutti riconoscono il DNA della famiglia: quella ruota anteriore gigantesca, da 21, che è autentico monumento al talento off-road. E finalmente, un anno dopo tondo tondo, al Salone di Milano, tutti quanti - fedeli e infedeli - possono finalmente toccare con mano la nuova Africa Twin, che poche settimane dopo approda in tutti i concessionari. I primi dati di vendita sono assai lusinghieri, per cui a breve potremo contare sul feedback di migliaia di chilometri percorsi dai primi fortunati compratori; ma intanto, da Africanisti incalliti, non ci siamo potuti trattenere e abbiamo provato a cominciare a scrivere insieme l’EPISODIO 3 della saga, convocando sui colli dell’Appennino un manipolo di fidatissimi sacerdoti in un incontro dall’eloquente titolo “Romagna-Twin. Le più belle strade bianche di Romagna”. A loro la parola. |113


DAVID E PETR ACCA RO

C

onfesso che per me l’attesa non è stata snervante. Sono uno di quelli che, ancora tanto innamorati della capostipite, guardavano con sereno distacco al presunto (poi confermato) arrivo della sua erede. Il motivo è presto detto. Quando cominci una relazione con una motocicletta che rievoca le scorribande in deserto che sognavi da ragazzo, che trabocca di fascino e che, per il suo sconcertante ed efficace equilibrio, non smetteresti mai di guidare, è un grosso problema cominciare a pensare a qualcosa che dovrà prenderne il posto. E così, mentre continuavo a scorrazzare per asfalto e sterrati con la mia regina, le confidavo le mie perplessità: “Ammesso che arrivi, sarà fascinosa come te, così diversa dalle altre e altrettanto robusta e divertente? Ma soprattutto, ti somiglierà davvero? E se così non fosse?”. Ecco. Il dubbio e la soddisfazione che ancora mi dà la mia moto, mi hanno aiutato a non cadere nella frenesia dell’attesa. Perché, parliamoci chiaro, al di là dell’estetica, l’Africa Twin è il frutto di un progetto tra i più riusciti in assoluto, altro che chiacchiere. Di conseguenza, pazienza, non ce la fanno come la vogliamo? Per ora siamo felici con la nostra. Con questo stato d’animo mi sono fiondato alla concessionaria, dopo aver visto le forme del prototipo “infangato” presentato l’anno prima ad EICMA. Lei è lì, davanti a me, sopra una pedana che simula un salto. Ha quasi gli stessi colori della prima XRV. Rimango spiazzato, ha un’aria regale e allo stesso tempo cattiva. E’ snella, ma con un serbatoio che mi ricorda la XL 600 Paris-Dakar… due occhietti e sguardo accigliato. Ok, missione compiuta: ovvio che essendo abituato da tanto tempo alla storica silhouette, la sensazione è strana, ma non fatico a vederci la naturale e attuale evoluzione della mia moto. Da provare ce n’è una con i nuovi e aggressivi colori rosso/bianco/nero della CRF Rally ma

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purtroppo è la versione con il cambio a doppia frizione DCT (lo ammetto, l’idea del cambio automatico sulle moto mi fa rabbrividire o almeno, credevo..). Al posto della leva frizione c’è una leva che aziona il freno a mano, nessun pedale cambio, una marea di combinazioni di guida in modalità automatica e un’opzione di cambiata manuale con palette al manubrio. Salgo in sella, emozionato e scettico allo stesso tempo. Mi piace, mi sento a casa. Ha la stessa ergonomia della progenitrice. Ascolto con attenzione le istruzioni del venditore che mi illumina sul funzionamento del cambio elettronico. Metto in moto e l’atmosfera si fa ancor più familiare. Le note dello scarico mi piacciono, mi pare di star seduto su un bicilindrico a V. Innesto la prima pigiando un pulsante e avverto il classico “clack” e il solito sobbalzo della moto: “Ah però!”. Qui comincio ad incuriosirmi... Parto e metto le mie terminazioni nervose in modalità “non cercare la frizione”, atterrito dall’idea di schiantarmi alla prima curva. Mi accorgo subito che la leva sinistra è di proposito lontanissima dalla manopola, per evitare istintivi azionamenti. In movimento riesco agevolmente ad impostare


la modalità di guida automatica sulla mappatura più sportiva e percorro un bel po’ di chilometri tra città e dintorni, godendomi il buon bilanciamento, il peso poco avvertibile, l’efficacia della ciclistica (che mi ricorda tanto quella della mia RD03) e la pastosità del motore, ovviamente ben più dotato. A colpirmi però è soprattutto la tremenda efficacia di questo cambio sequenziale. Tralasciando la resa nella guida urbana (la mano sinistra ringrazia), mi ha impressionato davvero il funzionamento di questo cambio: tu dai gas e la moto va, snocciolando marce come faresti tu; apri all’improvviso e lei schizza via cambiando una marcia dietro l’altra con una rapidità disarmante; inchiodi prima di una curva e lei scala rapidissima, più veloce del tuo piede e il freno motore si sente eccome! Poi ho deciso di guidare in modalità manuale, cambiando e scalando marce con le palette al manubrio. Non l’avessi mai fatto. Mi son ritrovato a fare scorribande tra le curve di montagna con il sorriso stampato in faccia, pur non avendo ovviamente familiarizzato a dovere con i comandi. Un’appagante sensazione di prontezza

e un’altrettanto piacevole rapidità della cambiata che, fatemelo passare, mi ha subito invogliato alla guida aggressiva. Appena sceso dalla moto ho pensato alle mie certezze crollate in un quarto d’ora e mi sono trovato ad affrontare un dilemma. Manuale o DCT? Dubbio che non sono riuscito a risolvere nemmeno quando, in seguito, ho provato anche la versione con cambio tradizionale. Anzi, tornandomi in mente quel famoso tasto G (che indica la specifica modalità per la guida fuoristrada), mi sono chiesto se il valore aggiunto della nuova Africa Twin - o meglio, la ciliegina sulla torta - non sia proprio il DCT in off. Che dire, la fama di moto affidabile e indistruttibile se la dovrà sicuramente conquistare sul campo, ma una cosa per me è certa: questa CRF è esattamente come mi aspettavo che fosse oggi un’Africa Twin 1000. |115


AFRICA TWIN CHE PASSIONE

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ho avuto cinque XR 400 con cui ho corso nel deserto e tuttora faccio enduro con una splendida XRV 750 RD 04 del 1990. La mia Africona è stata leggermente modificata nell’estetica e ha dovuto subire una salutare dieta dimagrante di 22 kg. Grande moto! Ho potuto testare la nuova CRF 1000 a Vallelunga, presso il centro di guida sicura, provando le nuove Africa Twin in fuoristrada. Tutto bello, tutto elegante, tutti gentili ma… le moto da provare in fuoristrada erano le DCT

STEFA NO GR AMELL INI

ono nato a Forlì tanti anni fa, ingegnere meccanico trasporti, imprenditore per guadagnare due soldini e pilota per spenderli e divertirsi. Quarantacinque licenze agonistiche di cui quattro internazionali. Ho iniziato facendo le gimcane e classificandomi otto volte secondo al campionato italiano poi monomarca con un Franco Morini autocostruito, con cui ho vinto alcune gare. Sono passato infine ai motorally. Negli anni novanta ho corso in Africa: Tunisia

Optic 2000, Faraoni, Atlas Morocco ecc.... Le moto? Troppo belle! A proposito vi dò la mia definizione di moto: “Macchina endotermica che brucia benzina e produce divertimento”. Da sempre ho lavorato su questi stupendi mezzi: a vent’anni ho costruito in garage un motore a due tempi a disco rotante, successivamente ho sempre preparato le mie moto rigorosamente da solo. Ho ancora, conservate come reliquie, quasi tutte le compagne di avventura con cui ho corso Cosa dire delle Honda enduro serie XR di cui le Africa Twin facevano parte? Tutte le XR (600, 400, 250, XRV 650/750) sono state moto che hanno cambiato il mondo dell’enduro senza estremizzarlo. Moto facilissime, affidabili e capaci di vincere e… quanto hanno vinto! Personalmente |116

(cambio automatico) con pneumatici stradali! Questi sono matti! Dopo alcuni giorni di acqua e la notte sotto zero… questi ci vogliono male! I comandi sono semplici. Cruscotto bello ma adatto sopratutto per una guida seduta. Sound soft ma bello. Serbatoio grande, molto grande. Abbastanza “carica” sul davanti vuole andare diritto e non vuole piegarsi in curva. Grande stabilità che penalizza un po’ la maneggevolezza. Forse l’avancorsa è troppa. Forse dipende da fattori contingenti derivanti da regolazioni errate e non dal progetto. Infatti mamma Honda è la regina delle avancorse ridotte che comportano grande maneggevolezza. Posizione del pilota molto comoda in piedi ma la sella è un po’ troppo larga e per passare dallo spigolo destro a quello sinistro “bisogna prendere l’aereo”. Per il fuoristrada andrebbe meglio la sella lunga e snella perché, per evitare il peso sull’anteriore, conviene guidare un poco arretrati. Il traction


control funziona a meraviglia. Ti diverti poco ma rende molto. Il cambio è una favola e fatichi a sentire l’innesto delle marce. Gli automatismi sono buoni mentre l’assetto, come già detto, è un po’ troppo stabile. La moto riprende a pochissimi giri quindi coppia eccezionale e l’Africa Twin ci insegna che bisogna imparare a guidare giù di giri! Metto in folle spingendo il tasto bianco a destra nel manubrio e metto in moto. Con lo stesso pulsante,

Col controllo di trazione inserito, in qualsiasi momento e su qualsiasi fondo, si può spalancare il gas (escono dalla stalla 100 cavalli) in tutta sicurezza, la moto slitta per pochi centimetri (giusto il tempo necessario alla centralina per capire che non c’è trazione) e parte borbottando come se fosse sbiellata. Sembra di essere fermi invece si fanno i metri… fantastico! Forse con questa moto inizia una nuova era e, quando mamma Honda avrà a disposizione un

spingendo a sinistra, metto in drive e in sport. Continuando a spingere a sinistra scelgo tra i tre livelli di comportamento evidenziati dalle lineette orizzontali come erogazione. Spingo G (gravel) per il fuoristrada (lavo-ra sulle frizioni). Non disinserisco l’ABS (disinseribile solo sulla ruota posteriore). Con la levetta fronte marcia sulla sinistra comando l’antislittamento che ha tre livelli e può anche essere totalmente disinserito. Col pulsante a destra vicino al pulsante della messa in moto, scelgo tra cambio manuale e automatico. Durante il funzionamento automatico posso scalare o aumentare la marcia agendo sulle palette poste vicino alla manopola di sinistra. La moto, come detto, è molto equilibrata.

DCT leggerissimo e poco ingombrante, cambierà totalmente il mondo del fuoristrada, anche quello agonistico. Nei giorni successivi ho potuto provare, sempre in off-road, la versione senza DCT e ho notato, come previsto, che l’effetto “voglio andare solo diritto” non esiste. Il progetto è davvero ottimo (non avevo dubbi) e basta soltanto lavorare sulle regolazioni per rendere la DCT maneggevole come la sua mamma (vecchia Africona) e le sue sorelle manuali. |117


PAOLO GOVO NI

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a fedele appassionato delle Dakar degli anni ‘80, per me è stato inevitabile innamorarmi dell’Africa Twin sin dalla sua prima uscita. Con gli anni (e il sudore della fronte) riuscii a comprare la mia prima Africa Twin 650 e in un anno feci circa 50.000 chilometri. L’anno successivo comprai il 750 RD04, ma per motivi di lavoro la tenni solo qualche mese. La ricomprai poi nel 2010, anche se sul mercato erano già in commercio modelli successivi - e probabilmente migliori. La mia scelta ricadde su questo modello in quanto molti dei problemi del precedente modello erano stati risolti (ad esclusione di quello della presa d’aria del filtro). Non sono un assiduo frequentatore di deserti e fuoristrada, ma la mia impostazione di guida rimane di stampo dakariano dell’epoca. Dalla forte passione che ho per questa moto, sono arrivato a fare anche un sito (www.africatwin.info) dedicato ad essa, elencando i problemi congeniti della moto, proponendo soluzioni e sviluppando anche accessori fatti su misura (lo sviluppo e la realizzazione avvenuta in circa sei anni è stata complessa e divertente senza sottovalutare l’aspetto estetico, tecnico e di sicurezza su strada). La mia attuale Africa Twin, per necessità lavorative e di viaggio, è divenuta negli anni una moto da gran turismo, con tutti gli accessori e i comfort che si possono desiderare e con la previsione di installarne degli altri... Ma veniamo all’incontro avvenuto in Romagna. Io, come si dice dalle mie parti, sono un “fermone”. Mi sono presentato con la moto accessoriata per i lunghi viaggi e con la passeggera. L’organizzatore, con occhio sornione, prima di partire si raccomanda con i partecipanti: “Signori e signore, oggi sarà una passeggiata e per coloro che fanno le gare, tranquillizzate i motori perché anche per voi oggi sarà una passeggiata”.

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Appena sale in sella della moto e gira la chiave dell’avviamento (non ho detto mette in moto) tutti quanti, nel giro di quattro secondi netti, sono già carichi sulla moto, motore e luci accese. Mai capitato di vedere un sincronismo così generale da parte di tutti. Sul percorso che dire? C’è l’asfalto e il codice della strada, ma al primo brecciolino… si dà gas! Qui esiste la legge del tassello e della manetta. Che meraviglia! Osservo il gruppo dal fondo: vedo quelli in piedi (quelli senza la passeggera) a derapare, i più smaliziati con la passeggera tentano di tenere il passo; io e la mia caravella seguiamo la polvere, d’altra parte il soprannome 500 kg è molto azzeccato. A ogni sosta si fanno apprezzamenti sul panorama (siamo sempre dei mototuristi, che diaminie!) e si sbircia la moto vicina per prendere spunto su qualche possibile modifica da fare sulla propria. Le Africa originali si contano su una mano... Ci sono pure due Africa Twin nuove e devo riconoscere che da come le portavano i loro piloti appaiono decisamente maneggevoli anche sugli sterrati. Io sono felice di quella che ho… farei cambio solo per il motore con trasmissione automatica. Parlando del nuovo modello (finalmente mamma Honda si è decisa di colmare la grande lacuna), dopo averla vista per la prima volta alla fiera di Milano ho pensato che… l’avrei comprata senza neanche provarla! Dopo esserci salito veramente e averne valutato la maneggevolezza, la comodità di guida e del posto del passeggero (facendo mototurismo devo pensare ovviamente anche alla compagna) sono rimasto felicemente sorpreso. Impostazione di guida, strumentazione, cambio e accessori… tutto sopra le aspettative. Anche se sono un fedele del bicilindrico a V, non sono contrario alle evoluzioni tecniche e apprezzo moltissimo il cambio automatico. A livello estetico anche se è splendida, manca un po’ del carisma che avevano i modelli precedenti. Quando la incroci per strada da lontano, a colpo d’occhio fatichi un poco a riconoscerla, a differenza dei precedente modelli... Ma diamo tempo ai preparatori, affinché diano sfogo ai loro sogni e alle evoluzioni per cui l’Africa si presta magnificamente.


Se mettessimo in fila tutte le versioni… NXR, Marathon, Africa Twin 650 RD03, Africa Twin 750 RD04, Africa Twin 750 RD07, Africa Twin RD07a, CRF 1000, tutte rigorosamente con i colori HRC, sarebbe come mettere un bambino davanti una vetrina con tante caramelle... le prenderebbe tutte! La prima e la seconda per la fama, la terza perché è il modello “per i comuni mortali”, la quarta e la quinta perché rappresentano la perfetta evoluzione, la sesta per andare a spasso nei week-end ed infine l’ultima, per completare la collezione e incominciare a goderti una sorta di nuova giovinezza. Già, perché per noi veterani è come ritornare giovani e per i giovani è l’inizio di un nuovo viaggio.

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ACCESSORI ABBIGLIAMENTO E STILE PER MOTOVIAGGIATORI

GILET CONVENZIONALE E TRANSFORMER DA OJ

O GIACCA SPIDI EVORIDER TEX

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VORIDER TEX è una giacca corta da moto, ideale per le naked sportive e l’ultima generazione di crossover. Nella progettazione di questa giacca, gli ingegneri di Spidi hanno optato per una costruzione particolare, in grado di donare una superiore libertà di movimenti pur conservando un’ottima penetrazione aerodinamica, che è fondamentale quando si guida ad alta velocità. Per garantire un alto livello di protezione, il Safety Lab di Spidi ha dotato la Evorider Tex di protettori certificati Multitech su spalle e protettori certificati Force-Tech sui gomiti; inoltre la giacca Evorider Tex può essere facilmente implementata aggiungendo i paraschiena Warrior certificati Liv.1 e Liv.2 Per estendere l’utilizzo di questa giacca fino alle mezze stagioni, Evorider Tex è pronta per essere equipaggiata con la membrana impermeabile H2OUT così come il Thermo Liner. TAGLIE COLORI PREZZO www.spidi.com

S - 3XL Nero/Bianco - Nero/Rosso Nero/Arancione - Giallo Fluo € 179,90

J propone per l’estate 2016 ben cinque gilet, di cui tre ad alta visibilità. Tra questi ci concentriamo sui due modelli, BREZZA e TRANSFORMER. Sono disegnati da chi in moto ci va tutti i giorni ed esprimono bene la praticità e la versatilità che viene richiesta a questo capo di abbigliamento. BREZZA offre quattro grandi tasche frontali chiuse da doppio bottone a clip, una tasca interna e una posteriore. Per incrementare il flusso d’aria, oltre all’utilizzo del cotone, OJ ha inserito quattro zip di ventilazione frontali + una posteriore. Regolazioni presenti in vita e in fondo al gilet e alla doppia chiusura (cerniera + bottoni a clip) Tutt’altro che convenzionale appare TRANSFORMER Capo prettamente estivo che fa della freschezza il suo leit motiv. Il gilet è prodotto in poliestere + rete mesh e… si smonta: i pannelli che supportano le tasche anteriori possono essere staccate lasciando a vista la rete sottostante. A disposizione rimangono due tasche inferiori e quella posteriore, che in questo caso diventa l’utile contenitore delle parti sganciate. Transformer propone ampie regolazioni laterali a strap, che consentono a chiunque di trovare la giusta vestibilità. COLORE Brezza: Nero - Beige Transformer: Nero TAGLIE XS-5XL PREZZI Brezza € 74,90 Transformer € 89,90 www.ojworld.it

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MYTECH PER HONDA AFRICA TWIN

azienda lombarda MyTech aggiunge al suo ricco catalogo di accessori in alluminio quelli dedicati alla nuova Honda CRF1000L Africa Twin. MyTech ha creato una ricca serie di complementi di viaggio e protezione del mezzo. Segnaliamo tra questi il KIT VALIGIE LATERALI e il KIT TOP CASE, proposti nella versione silver o nero, tutti con sgancio rapido. La capienza dei kit valigie va dai 33+39 litri, ai 41+47 litri, mentre i top case sono proposti nella capienza di 33, 41 o 55 litri. Valigie e top case hanno fondo e corpo dello spessore di 2 mm, per contribuire a una maggiore resistenza in caso di caduta e ridurre le vibrazioni, mentre il coperchio ha spessore di 1,5 mm, così da contenerne il peso. Il kit valigie 33+39 litri ha un ingombro laterale di 96 cm, mentre per il kit 41+47 litri l’ingombro è 103 cm.

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MyTech ha inoltre disponibili due accessori di grande successo, il TOOL CASE, utile porta attrezzi posteriore e l’HANDLE BOX DA MANUBRIO, pratico per riporre piccoli oggetti da tenere a portata di mano, come smartphone, chiavi, biglietto autostradale, caricabatterie ecc… Entrambi i complementi sono in solido alluminio e disponibili nella versione nera e silver. A completare le dotazioni per l’Africa Twin, sempre in alluminio silver o nero, troviamo la protezione serbatoio olio posteriore, la piastra cavalletto, la protezione leveraggio frizione e la protezione dissipatore. www.mytechaccessories.it

PANTALONE AXO SUMMER

er accompagnarvi nelle vostre calde uscite di un giorno, o durante le afose vacanze estive, AXO ha realizzato il pantalone SUMMER. In poliestere ad alta tenacità, Summer presenta inserti in tessuto ballistico ed elastico. La fodera in poliestere, è traforata, anallergica ed antisudore e le ampie ventilazioni sulle cosce favoriscono il passaggio dell’aria, utile per affrontare anche il caldo più torrido. Arricci elastici e regolazioni volumi su vita e fondo, garantiscono un’ottima e comoda vestibilità. È presente il sistema di ancoraggio giacca-pantalone e, per una maggiore visibilità, gli inserti riflettenti. COLORE TAGLIE PREZZI

Nero Versione uomo 46-58 Versione donna 40-46 € 129

www.axosport.com


NUOVA LINEA ANTIPIOGGIA TUCANO URBANO

È

100% impermeabile la nuova linea antipioggia che Tucano Urbano ha progettato per soddisfare i bisogni di ogni scooterista e motociclista: da chi usa le due ruote in modo occasionale a chi viaggia in qualsiasi condizione atmosferica. TUCANO URBANO garantisce tenuta sotto la pioggia sia secondo i requisiti tecnici e costruttivi della normativa EN 343:2008 sia grazie ai test di simulazione sotto le intemperie. Proprio allo scopo di definire il 100% dell’impermeabilità non solo del

tessuto ma anche dell’intero capo confezionato, ha sottoposto la nuova linea antipioggia al Rain Tower Test che - secondo la norma EN 14360:2004 - verifica la resistenza del capo per un’ora a una quantità d’acqua pari a quella di almeno 8 nubifragi. Tutti questi fondamenti si trovano nel sistema Hydroscud®, che Tucano Urbano ha registrato per assicurare con un vero e proprio marchio le performance della sua linea antiacqua. Ora l’antipioggia Tucano Urbano si espande con tre nuovi SET DILUVIO, composti da giacca e pantalone.

SET DILUVIO REX Giacca e pantaloni antipioggia, sistema HYDROSCUD®, esterno in poliestere leggero traspirante, antivento e impermeabile a elevata colonna d’acqua, cuciture nastrate (collo incluso), trappola antiacqua con tasca stagna sulla cerniera centrale (collo incluso), bottoni e zip.

SET DILUVIO PLUS Giacca e pantaloni antipioggia, sistema HYDROSCUD®, esterno in nylon leggero traspirante, antivento e impermeabile a elevata colonna d’acqua, cuciture nastrate (collo incluso), trappola antiacqua con tasca stagna sulla cerniera centrale (collo incluso), tasche esterne di diverse dimensioni + 1 tasca interna, regolazioni con velcro su polsi e caviglie, fodera della giacca in rete di poliestere, inserti rifrangenti su gambe e schiena, bottoni e zip, normative EN 14360:2004 Rain Tower Test e EN 343:2008

SET DILUVIO EASY Giacca e pantaloni antipioggia, esterno in poliestere antivento e impermeabile a elevata colonna d’acqua, cuciture nastrate (collo incluso), trappola antiacqua sulla cerniera centrale (collo incluso), costruzione antiacqua con velcro e zip, normativa EN 14360:2004 Rain Tower Test, inserti rifrangenti su gambe e schiena, maxi soffietto alle caviglie per agevolare la vestizione, cappuccio ergonomico ripiegabile nel collo

COLORE TAGLIE PREZZO

COLORE TAGLIE PREZZO

COLORE TAGLIE PREZZO

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Nero-giallo XXS-4XL € 119,90

Nero XXS-4XL € 74,90

Nero XXS-4XL € 54,90


CUSTOM 500 L’ORIGINALE

T Packaging Nano Rain Jacket Plus

Packaging Panta Nano Plus

NANO COLLECTION PLUS A diventare plus è anche la supercompattabile NANO COLLECTION che, con la giacca NANO RAIN PLUS (€49,90 ) e il pantalone PANTA NANO PLUS (€40,00 ), rappresenta la soluzione perfetta per chi ha poco spazio a bordo e non sopporta di farsi cogliere impreparato dai capricci del cielo. Giacca e pantaloni antipioggia supercompattabili, HYDROSCUD®, esterno in nylon traspirante, antivento e impermeabile a elevata colonna d’acqua, cuciture nastrate, trappola antiacqua sulla cerniera centrale (collo incluso), normativa EN 14360:2004 Rain Tower Test, inserti rifrangenti, confezione a sacchetto di minimo ingombro. COLORE TAGLIE PREZZO

Nero - Giallo Fluo XXS-5XL Giacca € 54,90 - Pantalone € 40

orna il CUSTOM 500, il primo casco in fibra di vetro ideato negli Anni ‘50 da Roy Richter, il fondatore di Bell. La scelta di BELL di non imporre un logo impresso nella calotta a favore di un piccolo adesivo frontale staccabile, la dice lunga sul quanto il marchio americano sia consapevole di possedere un’immagine che nessun concorrente, impegnato nel proporre caschi dal sapore vintage, potrà mai scalfire. Le versioni proposte dal distributore italiano Bergamaschi sono molte e permettono di “sposare” questo jet con moto di differenti tipologie, dalle Harley-Davidson alle custom in genere, dalle classiche in versione originale o moderna, a certe naked e scrambler… senza contare che non pochi possessori di Vespa - vecchie e nuove - e di Lambretta personalizzate, l’hanno scelto come compagno di viaggio. Il CUSTOM 500 è privo di visiera (elemento disponibile in più versioni come accessorio optional) ma assolutamente completo dal punto di vista della dotazione tecnica, a partire dalla calotta compatta (significa che non è alleggerita nelle zone non prese in considerazione dai test di omologazione), prevista in fibra di carbonio per la versione top di gamma e in fibra composita per il resto della gamma. L’intera famiglia del CUSTOM 500 è prodotta in cinque differenti misure di calotta (che vanno a coprire sei taglie) e altrettanti EPS (multi density) interni. L’interno, antibatterico, è in vera pelle, così come il cinturino della chiusura con fibbia “DD”. Il CUSTOM 500 è un casco che nella versione in fibra è davvero accessibile a tutti. Il listino parte infatti da poco più di 200 Euro. A supporto c’è una garanzia che copre i suoi primi 5 anni di vita. TAGLIE XS-XXL PREZZI Da € 219 a € 498 www.bergamaschi.com |123


ACCESSORI ABBIGLIAMENTO E STILE PER MOTOVIAGGIATORI

VOYAGER BORSONE 100% WATERPROOF PERFETTO PER I VIAGGI IN MOTO

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mphibious ha deciso di dare colore alla sua anima vitale personalizzando alcuni dei prodotti più rappresentativi della gamma 100% Waterproof con una nuova colorazione Wild Green. Tra questi, tutti realizzati in robusto materiale PVC HD, troviamo VOYAGER, il robustissimo borsone perfetto per affrontare i viaggi in moto di breve, medio e lungo raggio, caratterizzato da una grande e comoda tasca esterna con cerniera semi-dry dotata di patta di protezione, dove riporre gli oggetti rendendoli facilmente raggiungibili. Completano la dotazione il sistema di chiusura Quick Proof laterale con doppio blocco di sicurezza (High Lock), quattro bande rifrangenti, sistema UltraFix su entrambi i lati per agganciare con la massima sicurezza il marsupio/borsellino a tracolla ANURA, moschettoni, dieci D-ring in ABS per l’utilizzo del Multi-Fix System, una pratica tasca esterna a rete,

comode e robuste maniglie in Cordura dotate di blocco a velcro, cinghia di rinforzo per il trasporto degli oggetti più pesanti, cinghia a tracolla imbottita completamente regolabile e removibile. VOYAGER è anche disponibile anche nelle colorazioni Nero, Blu, Rosso, Giallo, Grigio, Giallo Fluo,Orange, tutte in materiale PVC HD. Le due colorazioni Clear Verde e Clear Azzurro sono invece realizzate in materiale PVC HD+. Gli optional compatibili sono la fettuccia lombare rimovibile e gli spallacci imbottiti, pratici quando la borsa non è fissata al portapacchi ma viene trasportata come zaino in spalla, le cinghie per il fissaggio come bagaglio e il marsupio ANURA. VOYAGER ha una capacità di 45 e 60 litri ed è disponibile con prezzi al pubblico rispettivamente di € 84 e € 94. www.amphibious.it

DESIERTO IV: IL NUOVO VOLTO

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DELLA R 1200 GS LC/ADVENTURE PER TOURATECH

ia sul tetto del mondo che nel cuore dell’Africa: quasi nessun prodotto incarna lo spirito di avventura quanto le carenature Desierto di Touratech, che da anni continuano a dar prova della loro qualità nel corso di numerosi viaggi in tutti i continenti. Con la DESIERTO IV per la BMW R 1200 GS (LC) Touratech apre un altro capitolo di questa storia di successo. Il concetto di estetica individuale e massimo comfort di guida viene così reinterpretato. A prima vista spiccano la tipica affilatura della Desierto sopra il proiettore, così come l’accentuata

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forma a cuneo delle parti laterali che creano un collegamento armonioso tra la carenatura e il serbatoio. Il linguaggio dinamico delle forme sottolinea il carattere agile della R 1200 GS (LC) e conferisce alla nuova estetica il tipico aspetto della Desierto. I parti laterali sono disponibili in nero, grigio o bianco. Il parabrezza stesso è più ripido rispetto all’originale, il che contribuisce a dare una sensazione di guida più elevata, aumenta la percezione dello spazio e contemporaneamente lo ottimizza, senza causare


TECHNICAL T-SHIRT IL BENESSERE IN MOTO

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aspetto tecnico legato ai capi Hevik è ben evidente nella sua linea underwear, che ora si avvale di una nuova t-shirt capace di fornire alla vostra pelle il corretto grado di isolamento e di traspirabilità. Se non avete mai indossato capi prodotti seguendo lo standard solitamente indicato per gli atleti è il momento di provare. Realizzata utilizzando un mix di fibre costituito al 90% da Dryarn, e dal restante 10%, in egual misura, da Resistex Carbon ed Elastan, assicurano una sensazione di benessere e comfort sulla pelle. Il DRYARN è una microfibra altamente performante, più leggera di

ogni altra, più isolante della lana e dotata di un alto livello di traspirabilità. Essa gestisce il flusso di vapore della traspirazione mantenendo bilanciato il sistema di termoregolazione e conservando la pelle asciutta. Allo stesso tempo la sua bassa conduttività termica isola meglio dal clima esterno. RESYSTEX CARBON è ottenuto dall’unione di fibre tessili con un filamento continuo di materiale conduttivo a base di carbonio attivo. E’ naturale al 100% e non contiene prodotti chimici. Questa T-Shirt aiuta a disperdere l’elettricità statica, protegge dai raggi UV e aggiunge un effetto antibatterico. E ancora accelera il processo di evaporazione del sudore. ELASTANT è una fibra sintetica di poliuretano che viene utilizzata per elasticizzare i tessuti. COLORE TAGLIE PREZZO

Nero con grafiche tono su tono S-XXL € 45

www.hevik.it

ulteriori turbolenze sul casco. Grazie all’adozione delle regolazioni di serie, è possibile impostarne altezza e inclinazione durante la guida in base alle necessità personali. In risposta alle richieste del cliente, Touratech offre per la Desierto IV quattro diversi tipi di parabrezza: uno piccolo, più basso dell’originale GS, capace di offrire una migliore ventilazione e pensato per essere utilizzato nella guida sportiva; l’altro molto più alto, specifico per i tour e i lunghi viaggi. Entrambi sono disponibili nella versione trasparente e colorata. Varianti e prezzi sono disponibili sul sito Touratech shop.touratech.it. |125


A cura di MATTEO CANTATORE

TECNOLOGIA HI-TECH PER MOTOVIAGGIATORI

Caricabatteria BC K900 EDGE

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idland presenta H7, la nuova action camera top di gamma della linea H. Caratterizzata dal rinnovato form factor a sviluppo frontale, compatto ed estremamente leggero (58 grammi), H7 emerge grazie a caratteristiche tecniche avanzate: obiettivo grandangolare con angolo di visione 150°, stabilizzatore, sensore da 12MP e diverse combinazioni di risoluzioni supportate (4k@10fps, 2.7k@15fps, 1080p@60fps, 720p@120fps, 720p@60fps). Tra le modalità di ripresa segnaliamo Slow Motion, Self Timer e Time Lapse. A questo si aggiunge la possibilità di ruotare lo schermo di 180° e il loop recording, per registrazioni cicliche continue. Midland H7 ha un display LCD integrato da 2” che facilita l’inquadratura, permette di regolare facilmente le impostazioni e di rivedere in tempo reale foto e video. Il controllo dell’action camera può avvenire anche tramite la connessione Wi-Fi e l’App dedicata iSport Cam, disponibile per iOS e Android. Incluso nella confezione troviamo il telecomando wireless, la custodia waterproof fino a 30 metri, cornice, base curva, base piatta, aggancio rapido, biadesivo 3M e cavo USB. Prezzo al pubblico € 199.

ll’avanguardia nella cura della batteria e compatibile con BMW CAN-Bus BC Battery Controller, marchio italiano leader nella manutenzione delle batterie per avviamento, presenta una nuova versione del modello BC K900, l’unico caricabatteria 6/12V sul mercato compatibile con il sistema CAN-Bus delle motociclette BMW. BC K900 EDGE, completamente progettato e prodotto in Italia, risulta più performante e compatto del suo predecessore ed è caratterizzato da un design accattivante e da una corrente massima di carica di 1 Ampere. L’utente può scegliere tra tre diversi programmi di carica, per batterie 6 Volt o 12 Volt e per caricare la batteria direttamente attraverso la presa presente di serie su tutte le moto BMW, controllata dal sistema CAN-Bus. Una tecnologia di carica all’avanguardia a 8 fasi lo rende utilizzabile per il recupero, la carica, la desolfatazione e il mantenimento di ogni tipo di batteria al piombo-acido da 1 a 100 Ah, incluse le batterie sigillate e quelle a gel. Piccolo e automatico, BC K900 EDGE può restare sempre connesso alla batteria, anche in caso di lunga inattività del veicolo. Una barra LED indica il programma selezionato, il ciclo di carica, e qualsiasi messaggio d’errore. Il nuovo guscio ultraleggero è facilmente portatile ed è predisposto per il montaggio a parete. La confezione include sempre un adattatore BMW, insieme a un cavo di connessione impermeabile con occhielli e a un cavo con morsetti isolati. È venduto con una garanzia di 3 anni a € 63,25 + IVA.

www.midlandeurope.com

www.batterycontroller.it

MIDLAND H7 4K

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LIBRI UN SALTO IN LIBRERIA

LA SCIENZA IN VALIGIA Jacopo Pasotti Codice Edizioni Prezzo € 18

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ai consigli sul jetlag all’origine delle piogge monsoniche. Dai viaggi possibili - che siano nel deserto del Sahara, su una sperduta isola tropicale o nell’Artico a quelli che non potrete mai fare. Dal volo degli aeroplani a quello delle sterne artiche, dai consigli per i viaggiatori solitari a quelli per chi preferisce gettarsi nella mischia di una megalopoli. Jacopo Pasotti prepara le valigie e le riempie con tutto ciò che manca in una guida turistica per chi ha sete di scienza: curiosità, miti da sfatare, la pianificazione, la preparazione e lo svolgimento del viaggio, senza trascurare il ritorno a casa. Perché è meglio scrivere un diario di viaggio che scattare un’infinità di fotografie? Perché il tramonto ai tropici è un’illusione? Perché le rotte degli aerei sulle mappe sono disegnate curve? Infine, è proprio vero che viaggiare rende felici?

BREVI INCONTRI CON IL NEMICO Saïd Sayrafiezadeh Codice Edizioni Prezzo € 18

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tto storie dall’America più profonda, quella dei Walmart, dei lavori nei fast food, dei ragazzi che partono per l’Afghanistan senza credere in nulla. In mezzo a questo la tenerezza di un amore coltivato nonostante la durezza di queste vite tutte diverse, accomunate da un solo nemico: la condanna a un lavoro senza speranza, sottopagato, sempre uguale. E così diverso dal Sogno.

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CANTINE D’ITALIA 2016

A cura di GO WINE Edizioni GO WINE Prezzo € 15 A cura di Claudio Vismara

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affascinante mondo dei vini non si ferma solo davanti alla gioia di stappare una buona bottiglia; la parte forse più sorprendente e curiosa è andare a conoscere in azienda come avviene tutto il processo che porta alla produzione del vino che stiamo degustando. Visitare la cantina scoprendo le tecniche di coltivazione della vite, il tipo di fermentazione dell’uva, l’affinamento del vino prima di giungere nei nostri bicchieri è tutto un mondo affascinante che da tempo l’associazione Go Wine annota tra i principi ispiratori dell’attività associativa. L’edizione 2016 della guida alle cantine è curata direttamente dalla redazione di Go Wine. I tecnicismi delle “super” guide dei vini sono qui messi un po’ in disparte lasciando ampio spazio, invece, alle informazioni utili al viaggiatore come l’accoglienza e le possibilità di visita delle cantine. Sono 700 le cantine presenti nel volume, scelte in base all’esperienza diretta e tenendo conto della disponibilità alle visite ed alla vendita diretta. Ad ogni cantina è dedicata una ricca sezione di notizie, con giorni, orari di visita e informazioni stradali. A questa si aggiunge il racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere. Anche in questa guida non mancano le stelle per una valutazione su scala di cinque, suddivisa in tre aspetti: il sito, l’accoglienza e i vini. Altra valutazione sono le impronte, una sorta di segno ideale che Go Wine conferisce alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo. Anche in questa edizione, sono presenti le interviste curate da Massimo Zanichelli, dieci voci di uomini e donne del vino, che raccontano i loro prodotti, la loro terra e il loro vissuto. Il volume è suddiviso per regione e le cantine presentate in ordine alfabetico, al termine di ogni capitolo troviamo “altre cantine da conoscere” e lo spazio dedicato a dove dormire e dove mangiare, mentre a fine guida si trova un elenco di enoteche e locali denominato “ bere in città”.


motovacanze.it by

Promozione e programmazione di viaggi in moto di gruppo riservati a motociclisti speciali. Itinerari “collaudati” ed “esplorativi” di breve, media e lunga durata, concepiti per i partecipanti come rilassanti percorsi o emozionanti avventure, vissuti come occasioni in cui mettere in pratica l’amicizia tra chi ha la stessa comune passione dei viaggi in moto.

TI M E T TOITO IN M

Scopri alcune delle nostre proposte per l’estate 2016! Armenia 25/06 - 03/07 Ladakh 09 - 22/07 Ten Nations 09 -17/ 07 Cina 02- 31/07 e 05-28/08 Portogallo 31/07- 20/08 Romania 06 - 21/08 Sumatra 06 - 21/08 Danubio 07- 20/08 Grecia 08 - 21/08

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è un marchio in uso al tour operator Top Travel Team di Pla Net Viaggi srl Lungadige Porta Vittoria, 21 • 37129 Verona Tel. +39 045 8005167 • Fax +39 045 4743137

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Il piacere di andare in moto

Mototurismo è una pubblicazione edita da L’ISOLA Reg. Tribunale di Como N°28/86 del 20.11.1986 ISSN 1128-3947 DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE MOTOTURISMO Piazza Roma 1 22070 Lurago Marinone (CO) Tel. 031.93.77.36 | redazione@mototurismo.it PUBBLICITÀ L’ISOLA Piazza Roma 1 22070 Lurago Marinone (CO) Vittorio Uboldi • vittorio.uboldi@mototurismo.it STAMPA Velaweb, Binasco (MI) DISTRIBUZIONE PER L’ITALIA Pieroni Distribuzione S.r.l. Via C. Cazzaniga, 19 20132 Milano Tel. 02.25.82.31.76 | Fax 02.25.82.33.24 RESPONSABILE EDITORIALE Maria Carmen Fornaroli • fornaroli@mototurismo.it DIRETTORE RESPONSABILE Tiziano Cantatore • cantatore@mototurismo.it REDAZIONE Coordinamento | Matteo Cantatore • redazione@mototurismo.it Grafica | Valentina Uboldi • grafica@mototurismo.it Editing | Vanessa Pujia COLLABORATORI Davide Cantatore • Paolo Ciapessoni • Paola Colombi • Massimo Davì • Emanuele Fabiano • Lorenzo Franchini • Giulio Fanton • Marco Ghezzi • Andrea Leggieri • Luciano Milanese • Marco Nava Miriam Orlandi • Laura Pagani • Cristina Palchetti • Roberto Polleri • Walter Ramperti • Claudio Vismara HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO Carlos Martínez Bernés • Simone Chieregato • Emanuele Fabiano Giulio Fanton • Andrea Leggieri • Marco Ghezzi • Paolo Govoni Stefano Gramellini • Laura Pagani • Davide Petraccaro Claudio Vismara ABBONAMENTI EDIZIONE CARTACEA Acquistabile con carta di credito sul sito store.mototurismo.it oppure con bollettino/bonifico utilizzando il modulo presente in questa pagina. • 6 numeri (1 anno) € 25 | 12 numeri (2 anni) € 45 Per informazioni: Tel. 031.93.77.36 (da lun. a ven. dalle 14 alle 18) abbonamenti@mototurismo.it EDIZIONE DIGITALE Acquistabile esclusivamente all’interno dell’App Mototurismo, scaricabile gratuitamente su dispositivi iOS e Android. • 6 numeri (1 anno) € 13,99 Per informazioni: Tel. 031.93.77.36 (da lun. a ven. dalle 14 alle 18) app_support@mototurismo.it ARRETRATI EDIZIONE CARTACEA Acquistabili con carta di credito sul sito store.mototurismo.it oppure con bollettino/bonifico. • € 2,60 (cad.) + spese postali (a seconda del numero di copie) Per informazioni: Tel. 031.93.77.36 (da lun. a ven. dalle 14 alle 18) shop@mototurismo.it EDIZIONE DIGITALE Acquistabili esclusivamente all’interno dell’App Mototurismo, scaricabile gratuitamente su dispositivi iOS e Android. Per informazioni: Tel. 031.93.77.36 (da lun. a ven. dalle 14 alle 18) app_support@mototurismo.it

PUBBLICARE UN RACCONTO DI VIAGGIO SU MOTOTURISMO Per proporre un racconto di viaggio da pubblicare su Mototurismo è possibile inviare testo e foto tramite www.wetransfer.com a redazione@mototurismo.it o inviare un CD/DVD all’indirizzo postale della redazione. Testo massimo 20.000 battute e foto digitali ad alta risoluzione. Il materiale deve obbligatoriamente essere inedito (sia su internet sia su altri mezzi stampa). Il materiale verrà visionato e valutato; se d’interesse l’autore verrà avvisato di una possibile pubblicazione e delle condizioni. Il materiale inviato non verrà restituito. PUBBLICARE UNA FOTO NELLA RUBRICA “SOUVENIR” Per pubblicare una foto con dedica nella rubrica “Souvenir” inviare una mail a redazione@mototurismo.it La riproduzione di foto e testi, anche parziale, senza l’autorizzazione dell’Editore e la citazione della fonte è vietata.

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