Sono tornato a casa questa sera, ho parcheggiato distrattamente la
mia vecchia Seicento sulla strada. Più che un auto, l’Azzurra è un colabrodo. Tutte le volte che la omaggio di un pieno di benzina mi regala effluvi odorosi dai bocchettoni laterali; in quanto all’autoradio, quella i cd li ingoia, li tritura, li mastica, ci fa salsa e rock&roll. Il peggio è che non me li restituisce più. La radio, invece, è tecnologicamente un gioiellino. Non solo si accende automaticamente nei sobbalzi della strada, ma pure cambia in automatico le frequenze, e in 100 metri di percorso è capace di passare da una compassata Radio Radicale a una devota Radio Maria. Io sostengo che sceglie lei per me, si rifiuta di ascoltare i radio-giornali la mattina presto, ignora Radio Popolare alle due del pomeriggio, si entusiasma della Borsa con Radio 24 la sera. E al salto della ferrovia di Remondò decide che le previsioni di strade e autostrade d’Italia sono il cocktail che devo ascoltare in quel momento, anche se la mia strada intasata non lo è mai. Anche se ogni giorno lavorativo non esco mai dal perimetro degli inceneritori lomellini. Però non mi abbandona mai, a dispetto dei sedili bruciacchiati dalle sigarette ritornate da fuori, nonostante il ghiaccio dell’inverno e i bollori di agosto, nonostante gli spifferi e la cronica disfunzione al motore, i fendiocchiali bloccati, il freno a mano incastrato, nonostante la nausea nel dover percorrere ogni giorno lo stesso asfalto, la stessa via. Nonostante la noia del solito paesaggio, del sonno secolare che cerca di graffiare quello che la porta in giro.
NIENTE SUV QUESTA SERA di Adriano Arlenghi
il giornale dell’associazione culturale IL VILLAGGIO DI ESTEBAN inverno 2009-2010 Stampato con la collaborazione di CSV PAVIA E PROVINCIA via Taramelli 7 Pavia via Da Vinci 15 Vigevano. Hanno collaborato a questo numero : Arlenghi, Boiler Due, Giacomone, Gradinaru, Livraga, Maia, Mossi, Oisin, Prella, Protti , Ratti, Savini, Vallati. Questo numero di Esteban è dedicato ai 76 giornalisti uccisi, ai 33 rapiti, ai 573 arrestati, ai 1156 aggrediti o minacciati e ai 157 fuggiti dal loro paese, ai 570 media censurati, ai 151 bloggers e cyberdissidenti arrestati (uno dei quali è morto in prigione) ed ai 61 aggrediti fisicamente, il tutto avvenuto in vari paesi del mondo (60 dei quali operano censure su internet) nel corso del 2009 (fonte Reporters Sans Frontieres) Questo numero è dedicato in particolare a Bahman Ahmadi-Amui, giornalista iraniano condannato a sette anni e quattro mesi di reclusione e 34 frustate, e a Leily Afshar fotografa iraniana recentemente arrestata e, come tutti gli arrestati in Iran, a rischio di tortura
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