CARTAS DA GUERRA_20160215_Cineblog [it]

Page 1

cineblog.it

http://www.cineblog.it/post/678379/cartas-da-guerra-recensione-in-anteprima-del-film-in-concorso-a-berlino-2016

Cartas da guerra: recensione in anteprima del film in Concorso a Berlino 2016 Antonio Maria Abate

Di @antomaaba lunedì 15 febbraio 2016

Raffinato ma pesante esperimento quello di Ivo M. Ferreira, che con Cartas da guerra cerca la poesia senza però trovare la chiave giusta

L’orrore della guerra, mista alla lontananza dagli affetti. Si è soliti accostarsi a questa idea pensando al carnaio che una guerra produce, la paura, il sangue, la morte; e sebbene non ci sia bisogno di averne preso mai parte per rendersi conto che il distacco dai propri cari possa rappresentare uno dei drammi peggiori, non ci si sofferma mai abbastanza su questo aspetto. O almeno, cavandoci raramente un granché. Apri Conto Widiba e hai il 2,00% Con Widiba fai crescere i risparmi col 2,00% a 6 mesi e hai un conto a zero spese e zero canone

Ads by Cartas da guerra, da par suo, coltiva parecchi intenti, tutti lodevoli ma al tempo stesso gravosi. Parla di una pagina di storia grossomodo recente, ovvero la guerra che i portoghesi hanno combattuto in Angola, dando a vedere che gli strascichi non sono ancora del tutto rientrati. C’è l’elemento psicologico, se vogliamo, ancora più centrale, cui fa capo la seguente domanda: come vivono una situazione di questo tipo due persone che si amano? La risposta di Ferreira è un’elegia di immagini che si fondono con le parole, quelle riportate nelle tante lettere che Antonio e la sua giovane moglie si spediscono a vicenda. Visivamente sublime, con un ammaliante bianco e nero che intensifica quel costante senso di nostalgia che entrambi gli amanti stanno sperimentando. Ma che ben si adatta pure al contesto, una guerra che, come spesso capita, i soldati portoghesi stanno combattendo senza averne realmente interiorizzato i motivi. Antonio è un medico, ma in quel contesto non è il professionista bensì l’uomo nella sua interezza ad essere messo alla prova. Ed è dura non lasciarsi andare quando si vive una situazione così surreale, straniante come una guerra coloniale in cui ci si vede peraltro nei panni della fazione forte, quella destinata ad avere il sopravvento sull’altra. Scrivere alla propria sposa, aprirsi totalmente a lei, con un misto di tenerezza e disperazione, diventa perciò l’unico canale con il mondo, quel sottile filo che lo tiene ancorato alla realtà, se con questo intendiamo il restare “sani”. Descrivere meglio di così il dipanarsi della trama non è possibile, oltre a vanificare l’intento poetico di Ferreira, che c’è, si lascia piacere ma non sempre seguire. Sembra, specie all’inizio, un Malick in versione ridotta, con in meno i colloqui interiori, qui soppiantati dalla lettura a voce alta delle missive. Affascinante nell’immediato, meno incisivo, se non addirittura debole quando si comincia a sentire la necessità di dare un significato a quel miscuglio di immagini, parole e suoni. Esito opposto, per esempio, rispetto a La sottile linea rossa , con il quale si

1/3


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.