syndicom - il giornale

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N. 8 28 agosto 2015

il giornale

www.syndicom.ch Il sindacato dei media e della comunicazione

AZB 3001 Berna Cambi di indirizzo sono da inviare a: syndicom, Adressverwaltung, Monbijoustrasse 33, casella postale, 3001 Berna

Stampa Svizzera

Editori allo sbando

Risale a qualche giorno fa l’annuncio di Ringier, Swisscom e della RadioTelevisione (SSR) di aver unito le forze per quel che riguarda il mercato pubblicitario. Il carattere pubblico-privato di questo accordo non implica alcuna procedura da parte della Comco ma le reazioni del mondo dei media non si sono fatte attendere e ovviamente neanche quelle di syndicom. Il fatto che le aziende mediatiche svizzere si debbano muovere sempre più verso piattaforme globali ed elettroniche a causa del crescente spostamento della pubblicità, è comprensibile e noto da tempo. La domanda che sorge, tuttavia, è se con questa joint venture si riesca davvero a fermare il deflusso attuale di denaro della pubblicità verso motori di ricerca e social network. Sussiste inoltre il pericolo che attraverso questa unione gli altri media, sia print sia online, facciano ancora più fatica a generare il denaro promozionale per il finanziamento delle proprie prestazione pubblicistiche. Con ciò la pluralità della stampa finisce ancor più sotto pressione, dal momento che la torta della pubblicità da spartire difficilmente aumenterà di volume. Dall’altro lato i partner di questa coalizione devono fin da ora prevedere di reinvestire gli introiti per rafforzare la qualità del prodotto giornalistico e la pluralità dell’informazione senza dimenticare la qualità delle condizioni di lavoro. Sia in Parlamento che nelle commissioni preposte si dovrebbe cominciare a pensare a come applicare una tassa su questi introiti pubblicitari delle aziende mediatiche e dei distributori come Google. O ad altri tipi di imposte che permettano poi di sostenere il settore. In ogni caso la notizia di questa unione proprio non è andata giù agli altri editori di Schweizer Medien, e in particolare al gruppo Tamedia, che si sono ritrovati già l’indomani per un incontro ai vertici. Il risultato però sono state le dimissioni immediate di Ringier dall’associazione mantello. Si tratta di un colpo clamoroso che di fatto rende l’associazione degli editori decisamente poco rappresentativa. Il presidente dell’associazione, l’ormai vetusto seppur inossidabile Hanspeter Lebrument descrive la situazione come grave. L’assenza di Ringier si noterà anche all’annuale congresso degli editori previsto a settembre, dove l’anno scorso Lebrument con la sua solita tracotanza aveva offeso e attaccato il partenariato sociale. (syndicom /bb)

Industria Grafica

La Svizzera romanda perde definitivamente le IRL+

Mass media

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Il multimedia è un investimento sul futuro professionale

Ticino

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È cambiato lo staff del segretariato di Massagno

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dossier

La fabbrica della storia

Non si tratta solo di passato. La storia è una posta in gioco politica e un’arma ampiamente usata nelle controversie strategiche che poggiano su valori e visioni del mondo. Dunque non sorprende che nel contesto delle elezioni federali di questo autunno le forze politiche reazionarie – che monopolizzano oltraggiosamente la narrazione nazionale – infilino nella storia svizzera i miti e le leggende che giustificano la loro visione ristretta. Le commemorazioni di Morgarten (1315), Marignano (1515) e del Congresso di Vienna (1815) cascano giusto a fagiolo per incoraggiare la chiusura e l’isolamento della Svizzera. Ovvero come mi fabbrico una storia su misura. Yves Sancey

› Pagine 2-3 Sondaggio

Postmail Lugano: c’è molto da migliorare

Dopo aver accolto svariate lamentele da parte di persone impiegate al servizio postale a Lugano (RRL Lugano) syndicom Ticino ha effettuato tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2015 un sondaggio. I risultati sono da considerarsi buoni dal punto di vista della partecipazione ma preoccupanti in quanto confermano in grandi linee le problematiche che erano state segnalate. Ora sarà necessario incontrare i vertici della Posta per confrontare i risultati con un sondaggio svolto al loro interno.

Come spiegato nella lettera di accompagnamento al questionario inviato a casa a tutti gli associati syndicom attivi presso la RRL di Lugano, l’idea di fare un sondaggio è nata dopo che diversi dipendenti si sono lamentati del modo di relazionarsi da parte della loro direzione. Inoltre nello stesso periodo

sono giunte al sindacato, soprattutto dalla regione di Lugano, sempre più lamentele dovute alle continue richieste di velocizzare i tempi di lavoro. Allo scopo quindi di verificare se si trattasse di pochi casi isolati oppure di una situazione di disagio generale, syndicom Ticino e Moesano ha promosso

questo sondaggio nel periodo tra la fine di giugno e l’inizio di luglio 2015. È stato deciso di porre solo due domande chiare che permettessero di far emergere gli eventuali problemi e in aggiunta è stato lasciato uno spazio affinché ognuno vi potesse › Continua a pag. 13


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