N. 11 20 novembre 2015
www.syndicom.ch Il sindacato dei media e della comunicazione
il giornale
AZB 3001 Berna Cambi di indirizzo sono da inviare a: syndicom, Adressverwaltung, Monbijoustrasse 33, casella postale, 3001 Berna
Dalla finanza alla salute le mire espansionistiche del colosso Swisscom › Pagg. 2-3
Mass media
L’importanza e la necessità del giornalismo investigativo discusse a Ginevra › Pag. 6
editoriale
Il mio inchino a voi Care lettrici, cari lettori, ho il privilegio di poter usare questo importante spazio per tirar la mia riverenza. Questa è infatti l’ultima edizione di syndicom il giornale che ho curato. In futuro al timone ci sarà il collega Giovanni Valerio che da anni è attivo a syndicom nel comitato dei giornalisti. Lascio, con una certa emozione nel cuore, questa bellissima avventura e ringrazio tutti voi che in questi anni avete scritto alla redazione per segnalare errori o per far i complimenti. Ringrazio anche le tante persone che hanno fornito spunti o addirittura contenuti, dalla cassa disoccupazione di syndicom al gruppo pensionati e poi i tanti collaboratori e collaboratrici delle diverse rubriche che sicuramente troveranno spazio anche sulle prossime edizioni. Certo ci sono stati negli anni anche momenti meno gioiosi e facili di quelli che ora mantengo nei miei ricordi, ma questo è il bello dei bilanci finali, si può con leggerezza abbandonare al passato le sgradevolezze di eventi e di alcune persone. Se per il saluto a voi mi posso concedere di inforcare gli occhiali che mi permettono di vedere la “vie en rose”, nel consegnare al mio successore il testimone, non potrò lasciargli in dote questa possibilità. Non lo avrei potuto fare una settimana fa sapendo quanto è diventato complesso oggi il mondo del lavoro che io osservo e analizzo da ormai 17 anni. Neanche se penso a come sempre più la società è improntata all’individualismo e all’interesse personale. Anche la leggerezza con la quale oggi vengono comunicati i pensieri sui social network mi lasciano perplessa sul mondo che verrà. Ammetto che spesso mi spaventa constatare quanto poco una gran parte di coloro che twittano o altro siano relamente informati sui temi sui quali si esprimono e con quanta leggerezza e a volte odio si esprimano, per non parlare poi dei turpiloqui linguistici e della volgarità. È in questo contesto complesso che il sindacato cerca di essere lanterna nel buio, il che significa scrivere quelle verità sco-
industria grafica
Verso il contratto: ora spetta alla base confermare il sì
economia e lavoro
› Pag. 7
La decrescita felice come via d’uscita dalla crisi
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pause di protesta in tut ta la svizzera mode che non ti fanno avere voti o amici o follower, ma che sono necessarie perché questo è il compito di chi fa giornalismo con professionalità e convinzione. Perché questo è il compito che l’organizzazione dei lavoratori ha, di essere voce forte contro gli abusi, in primis nei confronti dei lavoratori e in seconda battuta degli ultimi della nostra società, qualsiasi essi o esse siano. Se questo discorso era valido una settimana fa, lo è ancora di più oggi dopo il terribile venerdì di sangue che la Francia ha vissuto e ci ha tenuti incollati alla tv per diverse ore con lo stesso sgomento con il quale avevamo visto due aerei attraversare in pieno giorno le torri gemelle a New York. Da giorni, la parola più ricorrente nei mass media e nei social network è la parola guerra. In futuro, il compito di fare informazione, anche se di carattere sindacale, dovrà ancor più tentare di districare la difficile matassa che la paura crea tra le emozioni e la razionalità. Sarà dunque ancora più arduo continuare a dire di guardare gli altri senza discrimine, di avere un atteggiamento di apertura all’umano, di non avere paura e lottare per i propri diritti e i propri valori che non devono però essere quelli dettati da certi parolai di partiti populisti, ma quei valori che sono stati la culla della nostra democrazia, valori illuministi, di libertà. E non mi spavento a dirlo, anche di una certa libertà economica purché con la misura del rispetto della dignità umana. La paura, compresa quella di perder il posto di lavoro, non può essere la colonna sonora della nostra vita, non può farci piegare su noi stessi ad accettare ogni sorpruso, che questo arrivi da invasati estremisti o da arcigni e avari padroni. Diverse cose di quelle che vengono scritte su queste pagine non piacciono ad alcuni. Ripenso a quando ci siamo posizionati contro le armi e due iscritti hanno dato le dimissioni. Scusate se aspiriamo a un mondo migliore, mi verrebbe da dire. Scusate ma non possiamo fare altro che dire: liberté, egalité, fraternité.
Barbara Bassi
Sempre meno giallo
Fino a qualche anno fa, i camion color “giallo Posta” erano il vanto e il marchio dell’azienda. Ora rappresentano soltanto un peso economico insopportabile. Di fronte all’esternalizzazione del servizio di trasporto postale, gli autisti e il sindacato alzano la loro voce.
©S. OEHLER
dossier
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