syndicom - il giornale

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N. 4 29 aprile 2016

www.syndicom.ch Il sindacato dei media e della comunicazione

il giornale

AZB 3001 Berna Cambi di indirizzo sono da inviare a: syndicom, Adressverwaltung, Monbijoustrasse 33, casella postale, 3001 Berna

editoriale

A quando la vera utopia?

Il 5 giugno il popolo è chiamato alle urne per sfatare un’«utopia»: ovvero il versamento di un reddito di base incondizionato a ogni adulto e bambino che vive in Svizzera. Se destra e padronato sono uniti nel rigettare un tale meccanismo, la proposta invece divide la sinistra. I sindacati sono piuttosto contrari (come si può leggere all’interno del giornale), poi ci sono partiti che esprimono un «cauto sì», altri che criticano l’iniziativa perché «non esaustiva», e altri ancora che si guardano bene dal prendere una posizione chiara. Dunque il progetto verrà rifiutato, il che non traumatizza troppo i fautori dell’iniziativa il cui obiettivo era coinvolgere l’opinione pubblica nella discussione attorno all’argomento. Peccato che questo importante dibattito sul lavoro e la remunerazione sia fallace per via di alcune imprecisioni dell’iniziativa popolare. Il testo in effetti si accontenta soltanto di enunciare un principio: “La Confederazione provvede all’istituzione di un reddito di base incondizionato” consentendo alla popolazione di “condurre un’esistenza dignitosa e di partecipare alla vita pubblica”, senza precisarne chiaramente il senso. Secondo il comitato dell’iniziativa, questo reddito di cittadinanza sostituirebbe parzialmente un po’ di salario e un po’ di sicurezza sociale, oscillando tra un «reddito e una rendita universale». Così facendo, questo ambiguo progetto contrappone il reddito di base sia al lavoro che alle assicurazioni sociali, dal momento che esso non è né del tutto un salario diretto né del tutto un reddito sociale di ridistribuzione. Esso dunque apre le porte a un mercanteggiare sul costo dell’operazione e alle controversie attorno alle sue fonti di finanziamento. A qualsiasi condizione, si sarebbe guadagnato in chiarezza opponendo frontalmente il reddito di cittadinanza ai lavoratori stipendiati. Perché oggi il vero problema in Svizzera non è il lavoro o la sicurezza sociale, ma il sistema di (ri)distribuzione delle ricchezze prodotte in massa e accaparrate soprattutto da una piccola minoranza. E in questo senso il lavoro salariato mostra i propri limiti: da una parte sempre più profitti e dividendi, dall’altra sempre più impieghi precari e più disoccupazione. Non più dipendere da un salario per arrivare a fine mese uscendo finalmente dal lavoro dipendente! E dunque uscire da questo rapporto sociale di subordinazione e dominazione legate alla dipendenza da un salario versato da un’azienda. Fine del potere dei piccoli capi e dell’obbligo di trovarsi un lavoro › Continua a pag. 4

votazioni federali

Perché votare NO all’ingannevole iniziativa “A favore del servizio pubblico”  › Pagine 2 e 3

servizio pacchi posta

communico

Reazioni molto critiche al nuovo sistema di calcolo dell’orario di lavoro (AZB 2.0)  › Pag. 7

Tre professionisti del mondo della comunicazione e un invito a tutelare le idee  › Pag. 9

festival

In Ticino la tradizionale festa dei lavoratori si sposta da Lugano a Bellinzona e si trasforma in un vero e proprio festival di quattro giorni “per il bene comune”. In programma all’Espocentro incontri e dibattiti, presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali e proiezioni di film. Il tutto intorno ai temi della solidarietà, del servizio pubblico e del lavoro. Tutti gli appuntamenti in ultima pagina. il proclama uss per il primo maggio

Lottare per una AVS forte Di questi tempi, dove i datori di lavoro cavalcano il franco forte per smantellare posti di lavoro e per assoggettare i lavoratori a condizioni di lavoro sempre più flessibili e faticose; di questi tempi, dove la Banca nazionale si rifiuta di prendere atto dei problemi reali, continuando ad insistere su questo corso distruttivo del franco, senza interessarsi delle conseguenze che colpiscono soprattutto i lavoratori; di questi tempi, dove si allarga sempre di più la forbice tra poveri e ricchi, e dove

una politica borghese non fa quasi nulla per colmare questa differenza, ma anzi l’allarga ancora di più attraverso le sue politiche fiscali e finanziarie; di questi tempi, dove i datori di lavoro, nonostante sia vietato dalla Costituzione, continuano a negare alle donne lo stesso stipendio che pagano agli uomini per un lavoro di pari valore, e dove i partiti conservatori stanno soltanto a guardare; di questi tempi, dove la politica borghese spinge la pubblica amministrazione da una misura

di risparmio all’altra, e non si vergogna affatto di indebolire e smantellare sempre di più il servizio pubblico; di questi tempi, dove il primo partito del paese diffama quotidianamente i migranti con una politica del capro espiatorio per distrarci dai veri problemi; di questi tempi, dove i datori di lavoro e i partiti conservatori continuano a voler tagliare le prestazioni dell’AVS spingendo sempre più persone verso il disagio, nonostante il denaro nel serbatoio › Continua a pag. 18


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