TWISSST- ISSUE NUMBER ZERO- ITALIAN EDITION

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ISSUE NUMBER ZERO

FASHION,ARTS & CULTURE MAGAZINE


By Artur Cabral


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Staff Editor in Chief & Creative Director Norberto Lopes Cabaço norberto.lopes@twissst.com Foreign Editors Director Mauro Parisi mauro.parisi@twissst.com Twissst Polish Edition Responsible Weselina Gacińska wese.gacinska@twissst.com Editorial Coordinator Chloè Yakuza Architecture & Art Director Mauro Parisi mauro.parisi@twissst.com Senior Graphic Designer Arturo Jose Vallejo arturo.vallejo@twissst.com Web Broadcast Manager Javier Santamaria javier.santamaria@twissst.com Photography Alvaro Gallego alvaro.gallego@twissst.com Marketing,Advertising and PR Director Norberto Lopes Cabaço norberto.lopes@twissst.com Marketing, Advertising and PR Managers Zuriñe Ojembarrena zuriñe.ojembarrena@twissst.com Eduardo Lozano eduardo.lozano@twissst.com 5


Editors Twissst English Edition Angela Velo Pérez Clare Hodgson Twissst Italian Edition Giulia Chiaravallotti Francesco Marangon Twissst Polish Edition Weselina Gacińska Marcel Nieto-Głowacki Twissst Portuguese Edition Elis Porfirio Bernardo Saavedra Twissst Spanish Edition Elena Arteaga Benedicta Moya Contributors Artur Cabral, Eleonora Maggioni, Elis Porfirio, Laura Parisi, Telma Russo, Carlota Branco.

Twissst Magazine - Head Office Calle Gran Via, 57 7 F 28013, Madrid, Spain Tel: +34 910 072 973 hello@twissst.com www.twissst.com 6


Index Teatro Kubik, un laboratorio d’idee in continua evoluzione. pag. 9 La sinuosità artistica secondo Zaha Hadid pag. 14

ModaLisboa Freedom, passo a passo! pag. 20

LIFESTYLE & FASHION CULTURE MAGAZINE

La prima città ritratta in TWISSST, Trieste: una conquista per l’eleganza. pag. 98

I fotografi Artur Cabral, Telma Russo e Elis Porfirio presentano il loro lavoro, invitati da TWISSST. pag. 78

“When West meets the East”. L’ e d i t o r i a l e - c a p s u l a fotografato a Varsavia dalla coppia Daniel Duniak e Grzegorz Korzemioski pag. 110

Łodz, a 120 Km da Varsavia, l’antico motore industriale polacco alla ricerca dell’antica gloria. pag. 122

Fashion Philosophy, ancora una volta siamo andati alla scoperta del miglior Design polacco e………l’abbiamo trovato! pag. 130

Culture Calendar, da Londra a Parigi, passando per Venezia, il must go per la vostra agenda. pag. 141

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Il numero"zero" di Twissst vuole essere un ringraziamento generale a quanti, professionisti del settore, hanno risposto, soddisfando le nostre richieste, quando li abbiamo interpellati; disegnatori, fotografi, stilisti, uffici stampa e, pure, la Semaine de la Mode Masculine di Parigi, la London Fashion Week e, in particolare, ModaLisboa, la settimana della moda più importante del Portogallo e la giovane e promettente Fashion Philosophy, Poland Fashion Week di Polonia.

È con l'emozione naturale di chi lancia una nuova pubblicazione che scrivo le prime parole - a mò d'introduzione - di questo nuovo progetto editoriale di nome TWISSST. Questo primo numero (in realtà, un numero zero) è senza dubbio il culmine di mesi di pianificazione e di preparazione che hanno reso possibile arrivare a questo momento.

È stato grazie a questi professionisti e ai comitati organizzatori, alle città visitate, ai musei e ai festival culturali visitati, che ci siamo proposti di continuare in quei momenti in cui le forze sembravano svanire; sono state le proposte e gli esuberanti progetti creativi che ci hanno indicato il percorso da seguire, che ci hanno aiutato nella ricerca di una identità, a lottare per ciò che crediamo e a continuare a credere nel rinnovamento costante.

Dopo vari anni con il blog "Conceito Homem", un progetto in solitario che mi ha permesso di passare per varie città europee e conoscere diverse piattaforme la cui ragione d'essere risiede nella divulgazione del talento, non solo della Moda ma delle Arti in genere, il bisogno di evolversi si è reso lentamente più forte e, quasi obbligatoria, la necessità di sviluppare una linea editoriale piú profonda e amplia. Nacque così, nel Novembre 2011, l'idea di creare un medio indipendente e internazionale, bimestrale e in varie lingue (attualmente 5) che promuova la Moda, la Fotografia, il Design e le

Tutto ciò costituisce il dna di TWISSST, lo spirito critico è nostro elemento costituente e caratterizzante; non esiste informazione senza rigore e serietà così come non esiste crescita senza autocritica. Per tutto quanto detto, e dopo circa 270 giorni di confronto e dibattito d'idee, festeggiamo con tutti voi le prime pagine di TWISSST; torneremo a settembre con una edizione più amplia e più diversificata.

nutrono e interconnettono tra loro; ogni passo realizzato da quel momento ha significato una piccola/grande sfida superata. Riunire un team di persone idonee per disponibilità e competenze, individuare uno spazio adatto alle necessità e alla filosofia di TWISSST, ottenere le attrezzature tecniche che ci permettano realizzare il lavoro con il rigore e la qualità che ci imponiamo, sviluppare una linea editoriale o costruire una webpage sono, tutte, piccole vittorie proprie della crescita di un progetto.

Vi saluto con un "arrivederci" e con un suggerimento: visitate la pagina www.twissst.com e scriveteci, inviateci proposte e curiosità, siate audaci .. intrepidi ...arditi Twissst <3 it ;) Norberto Lopes Cabaço

Ma questo è il nostro progetto e "nostro" è il sogno che vogliamo condividere con voi. Tutto questo processo di porta al punto di partenza, ci porta a tenere nella giusta considerazione la fiducia riservataci in certi momenti da piattaforme e organizzazioni, per la divulgazione del loro lavoro.

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KubiK Fabrik:

un nuovo spazio per la creazione teatrale Testo: Eleonora Maggioni Foto: Kubik Fabrik

Una nuova proposta si affaccia sul panorama teatrale madrilegno, giá di per sé ricco, in questo ultimo periodo, di interessanti alternative che competono con il monopolio dei grandi teatri della città.

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Kubik Fabrik è un nuovo spazio teatrale che nasce nell'Ottobre del 2010 grazie alla collaborazione tra l'attore e regista Fernando Sanchez Cabezudo e professionisti vincolati al atre realtà teatrali già instituzioni a Madrid, come la Sala Triangulo, il Teatro de La Abadia e la Escuela CES. Il progetto prende forma dal desiderio di ideare uno spazio aperto alla creazione artistica, all'interno del quale si fondano diverse traiettorie e generi teatrali, attraverso spettacoli che portano il marchio di KubiK Fabrik ed altri provenienti invece da proposte presenti sul territorio spagnolo (BarakaTeatro, la compagnia di danza Arrieritos) ed internazionale ("Inbox" del Collettivo Quintanda, Brasile). Da qui il nome Kubik Fabrik, un'autentica fabbrica creativa. Niente di piú azzeccato dal momento che la sala nasce proprio su 300 metri quadrati di quello che un tempo fu un capannone industriale nel pieno centro di Usera, quartiere periferico di Madrid. Uno spazio, questo, costruito artigianalmente (sulla pagine web si puó trovare il video/documentario dei "lavori in corso" ai quali hanno partecipato il direttore artistico e gli stessi attori/collaboratori del teatro) sul modello di altre città europee come Londra, Berlino e Parigi, in cui questa tipologia di spazio multifunzionale è già una realtà consolidata.

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E il risultato è realmente interessante. Appena entrati si ha subito la sensazione di trovarsi all'interno di una ex fabbrica riabilitata.Il foyer diminuto, e forse proprio per questo cosí accogliente; luce soffusa e sipario rosso, dietro al quale si nasconde lo scenario a cui si accederà più tardi, dopo aver atteso seduti al bancone sulla sinistra, con un bicchiere di vino o assaggiando una delle torte dall'aspetto decisamente allettante. Sulla destra la collezione in bianco e nero dei volti dei collaboratori, come se di foto d'altri tempi si trattasse, E finalmente si puo ritirare il biglietto, un piccolo souvenir da portarsi a casa, che non è nient'altro che una spilla sulla quale è impressa la locandina dello spettacolo da vedere. Sta tutto nei dettagli, come in Büro, lo spettacolo che ci fece scoprire questa nuova location teatrale combinazione della pantomima comica e di una messinscena delicata ed intelligente, che mette in luce i meccanismi della quotidianità dell'uomo moderno, facendone trasparire, dietro agli sketchs comici, la triste amarezza della routine della vita. Un cubo di cartone che si apre e dal quale

escono, come in un libro illustrato per bambini, le figure disegnate che compongono la realtà onirica del protagonista, unico attore reale in scena. Trasportati all'interno di un ufficio francese anacronistico, con macchine da scrivere e ventiquattrore rigide come non se ne vedono ormai da tempo. Una caricatura della vita dell'impiegato, in cui molti spettatori potrebbero facilmente riconoscersi. La Trilogia dell'uomo moderno (composta da tre

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opere complementarie: Bßro, Metro Cubico ed il Gran Atasco) è passata per il cartellone del teatro due volte in questo 2012; per conoscere la nuova e interessante sala (www.misterkubik.com) di introduzione al teatro che si organizzano per adulti e bambini. prima per trovare il teatro se non conoscete la zona e, se

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All People born equal... than some become Twissster s

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Zaha Hadid

Un breve percorso tra le creazioni piĂş significative della maestra delle curve Testo: Mauro Parisi

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Riverside Museum. Photo: Andrew Ferrans


Il corpo sinuoso e zigzagante, la copertura di zinco scintillante, le forme audaci e sprezzanti. Il Riverside Museum di Glasgow è un tributo al periodo dorato della città durante la prima rivoluzione industriale; con il suo tetto “metallico” multiforme culminante in una strabiliante facciata vetrata di diversa altura, il Museo sembra voler riechegghiare la Glasgow degli altiforni e dei docks ma nello stesso tempo gli antichi villaggi, quasi abitati vikinghi fortificati, con le loro case e campanili. Osservando questo nuovo Museo che dallo scorso Ottobre si affaccia sulle rive del fiume Glyde a Glasgow non possiamo non riconoscere la mano e l'estro dell'archistar piú in voga negli ultimi tempi e che più seguiamo con inteRiverside Museum. Photo: Julesfoto @ Flickr

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Riverside Museum. Photo: Julesfoto @ Flickr


resse: l'anglo-irachena ZahaHadid. Accompagnata dalla stigmata di “visionaria” e di creatrice di opere non realizzate, Zaha Hadid negli ultimi anni ha non solo inanellato alcune tra le progettazioni e creazioni oggettivamente più interessanti dell'architettura contemporaMAXXI Museum. Photo: MarvelFrance

Bridge Pavilion. Photo: Pnovellon @ Flickr

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Evelyn Grace Academy. Photo: Boussir Dou

Acquatic Center. Photo: Zaha Hadid Arquitects


nea (BMW Central Building di Lipsia, MAXXI di Roma, Bridge Pavillon di Saragozza, la riqualificazione del quartiere di Zorrozaurre di Bilbao) ma è stata pure insignita dei più prestigiosi premi del settore (il Priztker, il Nobel dell'arquitettura, nel 2004, prima donna a vincerlo e lo Stirling per due anni consecutivi; nel 2010 per il Maxxi di Roma e nel 2011 per l'Evelyn Grace Academy di Brixton).

Louis Vuitton Icone Bag

Questa effervescenza creativa ha raggiunto il suo apice il giugno scorso quando è stata finalmente inaugurato al mondo la sua ultima e più mediatica costruzione, l'Acquatic Center di Londra per le Olimpiadi 2012 con il suo tetto ondulato e trasparente che ricorda le forme di onde marine ma anche la morfologia di certi invertebrati acquatici. Zaha Hadid nasce come matematica, essendosi laureata in tale disciplina all'American University di Beirut; trasferitasi a Londra studió Architettura nell'Arquitectural Association dove si laureó nel 1977. Complice chissá il background logico-matematico, fin dai primi disegni le sue creazioni sono state influenzate dal decostruttivismo dei suoi ispiratori: Mies Van de Rohe, Mendelshon, Le

Melissa shoes

Flagship store Neil Barret, Tokyo

Lamp Genesys 17


Corbusier e Koolhaas La sua prima opera internazionale, la stazione dei Vigili del Fuoco della Vitra a Weil am Rhein, Alemania, nel 1993 focalizzó l'interesse del mondo dell'Architettura sulle sue proposte costruttive e la seconda, il Centro d'Arte Contemporanea Rosenthal di Cincinnati, USA, nel 1998 sancisce la sua definitiva consacrazione.

MAXXI Museum. Photo: Mark Hogan

MAXXI Museum. Photo: Mark Hogan

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Lo stile della Hadid ha ben presto raggiunto una spiccata personalitá e l'uso di volumi leggeri, di forme angolari o spigolose, di giochi di luci e ombre sono diventati un tratto inconfondibile della sua opera. Per Zaha Hadid l'interconessione tra lo spazio e l'oggetto, diventa una sperimentazione immaginifica continua; le sue creazioni architettoniche non si concludono nell'ideazione di uno spazio funzionale per l'attivitá cui sono pensate quanto piuttosto cercano un dialogo con lo spazio circostante; dialogo conciliante o dirompente a seconda dei casi, ma mai monotono, insipido o, assolutamente deleterio per un grande architetto, ripetitivo e scontato; ed é per questo che l'ammiriamo e ne seguiamo con attenzione la produzione artistica.


Hotel Puerta de America, Madrid.

L'interesse per la forma in sè e per l'eleganza delle linee hanno avvicinato in varie occasioni la Hadid a mondi complementari all'architettura come l'arredamento, il design industriale e di prodotto e queste incursioni hanno dato frutto a dei veri e propri oggetti d'arte dove la funzionalitá si trasfigura nella bellezza delle forme: l'arredamento nell'Hotel Puerta de America a Madrid, il Neil Barret Store a Tokyo, la lampada Genesy di Artemide, le scarpe Melissa, i divani della Sawaya & Moroni, la Louis Vuitton Icone Bag sono solo alcuni tra i piú famosi; in ognuna di queste “creazioni” troviamo la vitalitá dirompente delle sue linee, la forza sensuale delle sue forme e dei materiali usati e la carica rigenerante dei colori scelti. Tutto nella sua produzione ci parla di un'artista capace di rapportarsi con il mondo mutevole dell'attualitá, di una donna determinata e determinante nelle sue scelte e nelle sue dichiarazioni, come questa al webmagazine designboom.com, in cui rispondendo ad una domanda circa le possibili minaccie che potrebbero incombere sul prossimo futuro ne individua chiaramente una: “..the conservative values that are emerging, it may not effect architecture immediately but it will effect society and that's what worries me. The World is looking more and more segmented; the difference between people is becoming greater. One has to strive for a very open liberal society.”

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MODALISBOA LISBOA FASHION WEEK Nacque nel 1991, in un Portogallo in cui la familiarità con le parole Design e Moda era ristretta a un gruppo ristretto di persone. Poco a poco, promosse lo spirito critico e affiancò la creazione di collezioni che zione della stampa specializzata nazionale ed internazionale, dei buyers e degli opinion makers. Realizzata annualmente in Marzo e Ottobre, per 4 giorni ModaLisboa presenta il meglio del design di moda portoghese, disegnatori e brand nazionali e stranieri. no 2013 è stato “FREEDOM” e 3 spazi sono stati appositamente allestiti per

La sala A, en Paços do Concelho (Palazzo Municipale) ha ospitato il design forma LAB, con le sfilate delle marche SAYMYNAME, VÍTOR, DANIEL DINIS, RICARDO ANDREZ, MARQUES ALMEIDA e la proposta del disegnatore di gioielli VALENTIM QUARESMA. La sala B, nella Piazza del Municipio, ha ospitato le collezioni di PIOTR DRZAL, disegnatore polacco invitato

sfilate di LIDIJA KOLOVRAT, LUIS BUCHINHO, DINO ALVES, RICARDO PRETO, MARIA GAMBINA, MIGUEL VIEIRA, NUNO BALTAZAR, NUNO GAMA, PEDRO PEDRO, ALEXANDRA MOURA y FILIPE FAÍSCA.

2013; 22 gli approcci diversi di una unica stagione e 22 le reinterpretazioni del concetto scelto da ModaLisboa come tema per vestire il prossimo inverno. che più desideriamo essere, è senza dubbio il miglior concetto da proporre a un creatore di moda. ModaLisboa, con Eduarda Abbondanza alla testa, ha dedicato gli ultimi 21 anni alla difesa del pluralismo ideologico-concettuale nella moda, alla promozione e divulgazione della libertà creativa con una freschezza niente affatto comune. Per la sua traiettoria, ModaLisboa si è meritato un posto fisso nel calendario delle Fashion Weeks da non perdere e noi, senza dubbio, lì staremo.

Norberto Lopes Cabaço la settimana della moda polacca Fashion Philosophy, Fashion Week Poland e pure RICARDO DOURADO, KATTY XIOMARA, OS BURGUESES e WHITE TENT. Nel Pátio di Galé hanno avuto luogo le

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ModaLisboa: Fotografia: Rui Vasco Testi: Norberto Lopes Cabaรงo Translation: Francesco Marangon

By Elis Porfirio 21


Nuno Gama

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Originario di Azeitão (Aprile '66), Nuno Gama cambió Lisbona per Oporto appena ventenne, dove studiare Design de Moda era l'opzione migliore e l'Istituto Citex, il posto piú indicato. Determinato di natura, ancora studente all'etá di 22 anni, accettó la proposta di disegnare 2 collezioni, una femminile e una maschile. È questo fu il punto di non ritorno.

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Nel 1993 creó la marca "Nuno Gama" e la risposta arrivó sottoforma del "Globo de Ouro da Moda" e del premio "7 de Ouro" Oltre ad essere un assiduo del calendario di ModaLisboa, é stato presente anche in altre manifestazioni, come in esposizioni al Louvre o nell'evento "Hombres en Falda" a Madrid. Nel 2009, parallelamente all'attivitá propria delle marca, ha disegnato le uniformi della regione turistica Porto Norte e dell'Hotel Mercure a Oporto. Nello stesso anno é stato invitato dall'Angola Fashion Week e costituisce una partnership con la marca "Eureka" per la distriduzione nel settore calzature, alleanza che mantiene tuttora. Il 2010 fu un altro anno ugualmente positivo per Nuno Gama, con la presentazione della collezio-

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ne Inverno nella Fashion Philosophy, Poland Fashion Week e, di nuovo, nell'Angola Fashion Week. Il "savoir faire" che l'industria gli riconosce permette un nuovo incarico per la creazione di uniformi aziendali, in questo caso per il Club Creme, per l'Ospedale di S. João e per l'Hotel Intercontinental. L'ultimo progetto in ordine di tempo é stata l'apertura di un secondo punto vendita diretto, questa volta a Lisbona, in una delle zone più significative della cittá. Per l'inverno 2013 ha presentato una collezione piú sobria e misurata del solito, visibile soprattutto nelle forme piú classiche di costruzione dei blazers, una collezione più pulita e meno carica di accessori, in cui la esclusivitá risiede nella composizione dei capi, nella qualità dei tessuti, lane ricercate e cachemire

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ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

che riservano il lusso alla sfera del cliente. Nuno Gama ha ridotto l'intensità, e però l'essenza della marca rimane; è come nella preparazione di un buon piatto: quando si riduce l'intensità dei sapori si assaporano le sfumature più sottili e leggere e affiorano nuove sensazioni. Non sappiamo se sarà definitivo, ignoriamo se con "BE God's" (anagramma che, in sè, rispecchia quanto detto) Nuno Gama tracci una nuova linea, anche se nel fondo crediamo di no. Se qualcosa conosciamo del Dna di Nuno Gama é, riassumibile in una frase, "Expect the unexpected"

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Katty Xiomara

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Nata a Caracas, Venezuela, arrivó in Portogallo con 18 anni, installandosi a Oporto. Katty Xiomara si è formata nell'istituto Citex, è stata alunna della stilista Maria Gambina e fin dai primi passi ha marcato un'impronta inconfondibile nella moda portoghese. All'età di 22 anni vinse il premio "Porto Moda" e presentó la sua collezione in Portugal Fashion. Ha disegnato le divise degli impiegati di Pizza Hut, Kodac e McDonald's in Portogallo. Cosciente dell'importanza della visibilità nel mercado della Moda, la sua scommessa per l'internazionalizzazione l'ha portata a sfilare in diversi paesi tra cui Angola, Spagna, Stati

Uniti e Giappone. Attualmente compagina la sua attivitá di Designer di moda con quella docente nel Citex, dove insegna Disegno tessile. La sua ultima proposta, presentata in ModaLisboa e denominata "Futuralma" mantiene lo spirito preppy caratteristico delle sue creazioni, sebbene le tonalitá piú scure e i volumi utilizzati, conferiscono una attitudine piú seria alla collezione. La vestibilità della collezione, il suo styling e la presenza di un trench "nude color" le hanno valso un meritato e sonoro applauso.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Nato a Lisbona nel Gennaio del '76 e stabilitosi a Oporto, Nuno Baltazar si è formato in Design di Moda nell'istituto Citex. Ha ottenuto vari premi come giovane creatore, "Sangue Novo" nel '96 e "Porto Moda" nel '97 e, per due anni consecutivi, il concorso Giovani Creatori della rivista Máxima nel '96 e '97. Nel 1999, con Paulo Cravo, creò la marca "Cravo.Baltazar" e poco più tardi, già con solo "Nuno Baltazar", intraprese un percorso intessuto di successi. Responsabile dell'immagine di varie personalità della sfera musicale portoghese, dal 2001 cura l'immagine di Catarina Furtado, volto noto e amato della televisione portoghese e ambasciatrice dell'Onu. Dal 2008 ha abbracciato un nuovo progetto in associazione con il disegnatore Vitor Almeida denominato "Baltazar MAP", un progetto di decorazioni d'interni con una linea di mobiliario e illuminazione. Il talento di Nuno Baltazar non ammette discussioni, avendo dotato il panorama della moda portoghese di una bellezza classica, di una femminilitá allo stato puro, di una grazia ridefinita e una sensibilità quasi poetica in cui prevale il rigore e una figura di una sobria contemporaneità. Forse bevendo dalla stessa fonte dei grandi "couturiers" ha creato una linea speciale, "Nuno Baltazar Atelier", con capi a misura

Nuno Baltazar

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delle specifiche necessità di ciascun cliente e dal 2004 si trova ubicato in piena Avenida da Boavista in un elegante edificio di 3 piani, in cui ogni elemento, dai vestiti agli accessori o al mobiliario esposto risponde all'universo creativo di Baltazar. Con la proposta per l'inverno 2013, "The Man I Love", ci invita alla scoperta di una parte di se, essendo per lui ogni collezione un'occasione per una maggiore condivisione; questa volta propone una interpretazione personale della figura di Pina Bausch, brillante ballerina e coreografa tedesca (1940-2009) che attraverso la danza, tentó di rappresentare le emozioni umane.

In una sua pièce, "Nelken" del dicembre del 1982, Nuno Baltazar ha trovato il mood per l'Inverno 2013. Le tonalità rimangono fedeli alla "Maison Baltazar" e nelle silhouttes predomina la mobilità e le linee H, con cui dimostra sentirsi estremamente a suo agio. Già da tempo Baltazar si è affermato come uno dei talenti della moda portoghese, un nome riconosciuto e rispettato nel mondo della moda e possiede le qualità, i requisiti e gli skills necessari per dare un passo ulteriore e aprire la moda portoghese a un nuovo concetto; il lusso per il lusso, come dimostrazione di forza e creativitá nella linea delle grandi capitali della Moda mondiale... È questo il desiderio di TWISSST per le collezioni 2014.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013

Os Burgueses

Os Burgueses è una marca creata nel 2009 per la coppia di disegnatori Pedro Euleuterio e Mia Lourenço (entrambi del '85). Laureatisi in Design di Moda nell'Universitá Tecnica di Lisbona, la coppia partecipa con la creazione di propri capi d'autore al progetto dell'Associazione di Artista ArtinPark destinato allo sviluppo di una nuova generazione di artisti locali.

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Nel 2009, Os Burgueses presenta la sua prima collezione nello Spazio Dual e nel 2011 debuttano in ModaLisboa. Vincitori del Fashion Awards Portugal 2011 nella categoria "Miglior nuovo talento 2011", la traiettoria di questa giovane coppia della moda portoghese è destinata a una sicura proiezione.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

La loro proposta per l'Autunno/Inverno 2013 è risultata coerente ed equilibrata; forme pulite in materiali nobili e coordinati sobri in cui rigore e modernitå risultano cuciti insieme con mano di maestro.

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Miguel Vieira

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Originario dell'isola di Madeira, Miguel Vieira è uno dei piú rinomati ed apprezzati disegnatori portoghesi, con una traiettoria professionale che così lo certifica, sia a livello nazionale che internazionale. Nel 1986 mosse i primi passi come disegnatore di moda e appena due anni dopo creó la propria marca, “Miguel Vieira”, e la prima collezione femminile.

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Nel 1989 lancia la collezione maschile e nel 1994 la linea di calzature e accessori uomo "Miguel Vieira Homem"; un anno dopo segue quella femminile. A partire da quel momento l'espansione e consolidamento della marca a livello internazionale ĂŠ stato uno degli obiettivi del disegnatore e i risultati non tardarono ad arrivare. Nel 2004 apre il primo negozio "Miguel Vieira Casa" e stringe una partnership con Splend'oro per la creazione di una linea di gioielleria. Nello stesso anno accetta l'invito per presentare la sua collezione Primavera/Estate nella San Paolo Fashion Week in Brasile ed ĂŠ premiato con il Globo de oro como Designer di Moda.

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Durante il triennio 2005-2008 continua a presentare la propria collezione a San Paolo e nella Fashion Philosophy, Poland Fashion Week. Il taglio di Miguel Vieira così come la base cromatica delle sue collezioni sono diventati l'impronta inconfundibile del disegnatore. Puro e di una sobrietà fuori discussione, Miguel Vieira si muove nella sfera del lusso in maniera visibile e palpabile, abbraccia la visione classica sartoriale e la reinterpreta creando capi di grande eleganza e modernitá. La proposta per l'inverno 2013 "Vestir o Fado" è il risultato di un viaggio alle radici dell'essere portoghese, al sentimento e all'essenza come punto di partenza verso il rinnovamento. Come il Fado, atemporale ma di una contemporaneità indiscutibile, così si presentano le figure; sofisticate, con glamour, decorate con personalitá e con colori dal nero caviale, al castano shitake, dal verde lago al castano lip-stick e con un rigoroso senso estetico. ... Se la "saudade" non puó essere definita ma solo vissuta, in questo caso il Fado, per poter essere sentito, deve essere sperimentato. TWISSST <3 it!

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ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco


Filipe Faísca

ModaLisboa FREEDOM 2013 Autunno - Invierno 2013 Laureatosi in Design di moda allo IADE di Lisbona (1989), Filipe Faísca partecipò all'evento di moda "Manobras de Maio" ancora studente e presentó la sua prima collezione in ModaLisboa solo due anni dopo aver conclusi gli studi. Nel '92 aprí il proprio atelier e contemporaneamente inizió una collaborazione come assiszar. Il raffinato senso estetico di Filipe Faisca le è valso il disegno di impeccabili costumi per il cinema, teatro, opera e ballets oltre alla personalizzazione delle uniformi del personale della discoteca "Luz" e del risto-rante "Bica do Sapato" di Lisbona (che consigliamo vivamente). Nel 2006, dopo 14 anni di assenza, ritorna a sfilare a ModaLisboa; nello stesso anno inizia una collaborazione con Hermès, in qualitá di

Nel 2008 riceve il Globo de Ouro come miglior

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no; nel 2011 inizia una part-nership con la marcia Triumph che continua

Filipe Faísca ci presenta “Luto”; una proposta in cui ogni aspetto, dalle forme ai volumi, dalla scenografia allo styling ha elevato il concetto di sfilata ai livelli delle migliori passerelle internazionali. Con un incipit realmente sorprendente, grandi ombrelli neri, “fazzoletti” sul capo in plastica, “calze” dipin-te sulla pelle, tutto lasciava presagire una chiusura del calendario di ModaLisboa in grande stile. Sempre ci sará spazio per Filipe Faísca, per la sua

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audacia, l'estro creativo, per la sua capacità di creare figure che palesano perché la Moda é Moda. Faísca crea per una donna fuduciosa, di passo

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sicuro, che cammina per la cittá a testa alta, sicura di sè, di cíó che é e che rappresenta. Quando la Moda riesce a trasmettere sensazioni, ci incontriamo davanti a un'altra sfera; forse per la perenne capacitá di autosuperazione presente in Faísca o forse per il sentimento che genera l'amore all'arte, che é la sua moda, certo é che non si puó rimanere inerti a esso. Sia como sia, questo sentimento è fluito naturalmente tra il pubblico che ha risposto nella miglior forma possibile: un fragoroso applauso... in piedi! TWISSST <3 <3 <3 it!

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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LuĂ­s Buchinho

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Originario di Setúbal , Luís Buchinho finalizzò i suoi studi in moda nel Citex di Porto nel 1989 e d'allora la sua traiettoria é stata caratterizzata da una evoluzione continua progressivamente riconosciuta per la critica nazionale ed internazionale; le sue collezioni si presentano nella Settimana della Moda di Parigi, in ModaLisboa e in Portugal Fashion (Oporto) Per l'invero 2013, il filo conduttore è stato la classica pavimentazione portoghese che si riscopre nei motivi, negli stampati e nei colori oscillanti tra il nero, argento e blu. Soluzioni prettamente urbane, estremamente femminili, costruite con materiali di prima qualitá che sono state ricevute con un caloroso applauso alla chiusura del primo giorno di ModaLisboa. TWISSST <3 it!

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Dino Alves

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Nato nel 1967 nel nord del Portogallo, ha studiato Pittura nell'Istituto Politecnico di Oporto e Fotografia nel INEF.

Dopo varie collaborazioni al Dipartimento del Cinema e al Museo del Cinema di Lisbona, prese parte al progetto "Manobras de Maio" - un evento a favore dei nuovi talenti della moda portoghese che ebbe luogo negli anni Novanta - e ha successivamente lavorato nella preparazione di costumi per teatro e produzioni pubblicitarie. Definito come l'enfat terrible della moda portoghese, per l'Autunno/Inverno 2013 presenta la collezione "Sombra brilhante", concepita a partire dell'interpretazione della dualitรก luce-ombra nelle forme e nei giochi di colore. L'allestimento della collezione, estremanente curato come di

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consueto, e la profonda attenzione sui colori e stampati ci preparano a un inverno di forti proposte, sia per l'abbigliamento femminile che per il maschile. .

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco 45


Piotr Drzal

ModaLisboa FREEDOM Fall - Winter 2013

piccola citta del sud della Polonia, Piotr Drzal (1984) si é formato in Design di Moda nell'Accademia di Belle Arti di Lodz, città sede del Fashion Philosophy, Poland Ha lavorato come apprendista nell'atelier giovane etá ha giá ricevuto alcuni premi come quello della giuria del concorso "Golden Thread" promosso dalla Fashion Philosophy per la valorizzazione dei nuovi talenti; premio che attesta la visione pratica e stilistica del giovane disegnatore. Per l'Autunno/Inverno 2013, ha accettato l'invito di ModaLisboa dentro del programma di interscambio che da qualche anno lega le due organizzazioni e non è venuto meno alle aspettative. L'alleanza tra il confort della sfera creano una atmosfera bien coordinata, con spazi per l'utilizzo di accessori come il cappello nero di feltro che apportano un plus di modernità e un tocco "amish clean" che abbiamo apprezzato particolarmente. 46


con alcuni coordinati femminili, equilibrata in linea generale, con materiali nobili come sete stampate o alpaca che rivelano la cura per il dettaglio e per la creazione di capi con una struttura e un carattere lussuoso. Capi essenziali del guardaroba maschile come le camicie o i blazer sono stati rivalutati, ridefiniti nei dettagli, nelle forme puntando all'innovazione sempre tenendo d'occhio peró, una delle regole basiche della professione: la vestibilità. L'unico neo è stato la mancanza di giacche e cappotti in una collezione invernale, effica-

cemente risolto qualche settimana dopo nel Piotr Drzal è un nome da tener in mente; sebbene giovane e con una traiettoria ancora corta, dimostra una abilitá nel taglio e un gusto accurato nella combinazione di colori e, egualmente importante, possiede una dote fondamentale nell'industria della moda; la capacitá di ascoltare e rettificare quando l'occasione lo esige. TWISSST <3 it!

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ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco


White Tent

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White Tent è formato da Pedro Noronha-Feio e Evgenia Tabakova; specializzatisi nella Central Saint Martins e nella London College of Fashion, presentano le loro collezioni in ModaLisboa dal 2007. La loro proposta per l'inverno 2013 si mantiene fedele alla linea della marca: un universo urbano e

minimalista che punta sul confort e praticitĂ piu di ogni altro aspetto; le maglie sono collezione costituita maggiormente da capi in azzurro, nero e color rame.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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Nata a Lisbona nel 1973, Alexandra Moura si Ê formata nel IADE e successivamente si è specializzata in Progetti di Disegn di Moda.

Alexandra Moura

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Ben presto partecip贸 in vari eventi di valorizzazione di nuovi talenti e della moda in generale come Manobras de Maio e Portugal Fashion oltre a collaborare negli ateliers di stilisti del livello di Ana Salazar e Jos茅 Antonio Tenente. Nel 2000 riceve l'invito di Optimus

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per presentare la sua prima collezione personale e a partire dal 2002 è una assidua presenza di ModaLisboa. Il 2003 la vede alla guida del progetto "Wearable Design" nell'ambito del "Experimenta Design 2003" e alle prese con il disegno delle uniformi aziendali per Lusoponte S.A.; nello stesso anno debutta nell'attivitá docente nell'ESART (Scuola superiore delle Arti Applicate) a Castelo Branco. Negli anni succesivi è stata impegnata in diverse collaborazioni e progetti che l'hanno portata a presentare la propria collezione Inverno 06/07 ed Estate 07 nel Bread and Butter di Barcellona, ad essere nominata come Migliore Stilista nei premi Globos de Ouro e ad essere invitatata dal MUDE di Lisboa al Fitur di Madrid come creatrice ospite. Attualmente insegna Design di Moda nel master omonimo dell'ESART. Alexandra Moura é l'unica disegnatrice portoghese integrante dei libri "Atlas of Fashion Designers" (2009), "Mapa da Moda Contemporanea" (2011) e "Fashion Design 52


Source Book" (2011). Per l'Inverno 2013, la stilista ha creato una collezione carica di contrasti, di una intensitá decrescente che inizia con neri assoluti per terminare in forme piú sinouse e elementi floreali. I colori sono stati attentamente pensati: brillanti e opachi, bianchi e neri; le silhouttes oscillano e si muovono in una prospettiva concettuale, volumi generosi che circondano il corpo come se lievitasse e una visione piú serena, tessuti eterei che accarezzano corpi decorati con stampati floreali. Scrivere su Alexandra Moura significa ritrattare una visione introspettiva della Moda; più che una prova o una proposta tessile, é l'anima della disegnatrice che si specchia nei capi, nello styling, in definitiva nella collezione. Cosí si presenta l'inverno per Alexandra Moura..."Agri..Dolce"

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Lidija Kolovrat

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Bosniaca d'origine, Lidija Kolovrat arrivò in Portogallo all'etá di 28 anni e rapidamente si fece spazio nel panorama artistico del paese con produzioni oscillanti tra video-art ed espozioni in gallerie e musei. Laureatasi in Cinema nella Film Academy di Zagabria e in Design di Moda nel Technology College di Zagabria, Lidija Kolovrat sa coniugare nel migliore dei modi il know how acquisito in ambiti tanto differenti. In “I see myself in your eyes”, la disegnatrice ha nuovamente voluto

sottolineare l'interesse per l'introspezione delle forme e del movimento; il contrasto degli opposti risulta specialmente interessante nella linea uomo.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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Pedro Pedro

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Pedro Pedro (1973) concluse nel 1997 il corso di Design di Moda nell'Accademia della Moda di Oporto; anteriormente aveva studiato Pittura e Pittura su seta. Debutta come professionista nel '96 quando vince il primo premio del concorso "Nuovi Stilisti Expo-wear"; i suoi inizi lo vedono impegnato in illustrazioni di moda e in vari progetti relazionati con questa idustria: gonne, jeans e streetwear maschile. Nel 1998 crea la marca “Pedro Pedro”, con cui partecipa negli anni successivi al Portugal Fashion e Porto de Moda. Nel 2003 vince il primo premio nella competizione europea "I Mode You European Fashion Awards 03” realizzato a Bruxelles. Nel 2004, insieme con Júlio Waterland, lancia il brand “Pedro Waterland”, presente al Portugal Fashion e in ModaLisboa. Nel 2006 e 2007 presenta le sue collezioni nella Paris Fashion Week e, a partire del 2008, di nuovo con la marca "Pedro Pedro". Le sue collezioni sono abituali del calendario ufficiale di ModaLisboa e le sue sfilate fanno parte del ristretto club di imperdibili. Le sue proposte sono una teoria di capi ultra femminili, eleganti e con un 56


taglio moderno, giovane e attuale. In questa occasione, con la proposta "Urban Mix", Pedro Pedro punta per la piena funzionalitá; una donna attiva, una professionista moderna che ama il design e il confort e non transige sulla qualitá sartoriale. Chaiaramente urbana, la collezione d'Inverno ha creato nuove consistenze in materiali che da sempre fanno parte dei closets femminili; tweeds e broccati si sono arricchiti di nuove rifiniture, gli accesori rinforzano il dinamismo delle proposte e la straordinaria tavolozza di colori, come l'azzurro regale, il rosso mattone o il cannella, apporta una nota di calore in una collezione disegnata per il freddo. La selezione di materiali di eccelente qualitá e la sensibilitá con cui si é fabbricato ciascun capo conducono a capi perfettamente coordinati e cordinabili non solo tra loro ma anche con pezzi di collezioni anteriori. Funzionale, attuale, concettuale e contemporaneo, Pedro Pedro é un creatore di grandissimo talento; il rigore nel processo costruttivo e la spiccata sensibilitá stilistica attestano una profonda conoscenza delle necessitá della donna moderna. ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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Ricardo Andrez

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Giovane e irriverente, Ricardo Andrez, vive a Oporto dove frequentó la Cooperativa Arvore e l'Istituto Citex. Focalizzato nelle diverse possibilitá dell'abbigliamento maschile, la sua idea base, e trasversale in tutta la collezione, è l'universo sportswear. La marca, creata nel 2006, si è

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via via sviluppata; nel 2008 e 2009 é stata invitata a sfilare nella Cibeles Madrid Fashion Week e a Barcellona e nel 2010 si é integrata nella piattaforma LAB di ModaLisboa. Dopo vari premi ricevuti in Portogallo, Spagna e Germania, il lavoro di Ricardo Andrez si é concretizzato in una linea ricevuta con sempre piú interesse dalla critica che la definisce come "una sfilata da vedere". E questa edizione non è stata un'eccezione. La filosofia playfull del creatore è stata presente in ogni momento; un'eccelente proposta di colori ha contraddistinto forme leggermente loose fit e in alcuni casi ha mostrato piena potenzialitá nel confeziona-re capi di qualitá sartoriale realmente interessanti. In ogni edizione Ricardo Andrez dimostra maggiore coerencia e equilibrio tra una collezione concettuale e proposte che perfettamente vestibili che potremmo tranquillamente incontrare al girare l'angolo passeg-giando per le cittá. Essendo dell'idea che la Moda solo esiste quando ciò avviene, diamo il benvenuto a Ricardo Andrez al A-side del mondo del business. ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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Maria Gambina

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013

Originaria di Oliveira di Azemeis (Aprile '69) inizi贸 gli studi di Pittura presso la Scuola Superiore di Belle Arti di Oporto per poi passare al Design di Moda, studi 60


che terminó nel '92 sempre a Oporto. Vincitrice in due occasioni del concorso "Sangue Novo", promosso da ModaLisboa, Maria Gambina ha giá un ampio curriculum sia a livello nazionale che internazionale; parte di tale riconoscimento si deve senza dubbio alla sua capacitá di offrire ad ogni stagione pro-

poste visualmente molto differenti. Il mix di influenze componenti il suo immaginario creativo é chiaramente riflesso in "Otherness", la pro-posta per l'Inverno 2013. Ha fatto ricorso alle influenze della musica e della cultura urbana, condendole con stampati d'autori e, pure, alle immagini del hockey, redifinendone le

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco forme. Più concettuale che in edizioni anteriori, la collezione è risultata più artistica che "ready to wear" con le spalle assumendo protagonismo e le silhouette giocando con la dicotomia corto/oversize. Un inverno Maria Gambina allo stato puro!

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Daniel Dinis

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Originario di Francoforte, Daniel Dinis, (Luglio '81) si è laureato nel 2004 in Design di Moda nella "Latte Verein" di Berlino e ha lavorato come assistente dello stilista Dino Alves nei due anni successivi. Ha inol-tre realizzato lavori di

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styling per teatro e televisione e consulenze in moda per diverse marche. La visione di Daniel Dinis lo porta alla creazione di capi con un carattere sportivo partendo peró dalla base della figura classica. In "13", il disegnatore é tornato a visitare l'universo sportswear apportandoci alcune reminiscenze dell'in-verno 2012. In questa occasione ha usato materiali delle anteriori collezioni, creando capi in "patchwork", ha proposto forme e volumi struttura-

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

ti propri di inverni rigidi ma che, in certi casi, per l'uso di tonalita ramate e ca-stane, ci ricordano atmosfere autunnali. Grigi, azzurri e pennellate di arancione hanno caratterizzato le lane, le popeline di cotone e twill di una collezione in cui l'intensitá é stata presente dal primo all'ultimo coordinato.

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Ricardo Dourado

ModaLisboa FREEDOM Autunno - Inverno 2013 Designer irreverente ed innovatore, le sue creazioni hanno ricevuto un'ottima critica da parte della stam-pa internazionale, soprattutto quella specializzata nel design piú sperimentale. Nato nel 1980, a 23 anni termina gli studi di Design di Moda nel Citex di Oporto Dal 2004 é presente regolarmente in ModaLisboa dove riesce a sfilare in entrambe le edizioni di ogni an-no. Nominato al Globo de Ouro nella categoria di Miglior Stilista nel 2010, Ricardo Dorado ha realizzato varie collaborazioni con diversi disegnatori, lavori di styling per riviste e il disegno del vestuario per la compa-gnia di danza contemporanea "Buzz" Dourado, cosciente che lo stile che difende e con il quale si sente identificado richiede una spiccata pre-senza nei mercati esteri, é un attivo partecipante di eventi e piattaforme dedicate alla promozione di nuovi disegnatori in un contesto globale e per questo abbiamo visto le sue collezioni nella piattaforma Bread and Butter di Barcellona, nel SIMM di Madrid e nel Bickfant di Vienna. Per l'Inverno 2013, Ricardo Dourado ci ha presentato una legione di soldati urbani pattugliando la cittá in difesa delle proprie convinzioni;i coordinati intensi, le 64


forme lunghe ma facilitanti il movimento, le dualitรก nelle forme; da una sovrapposizione di capi a coordinati di un livello di lievitรก e rifinitura minimalista. Ci ha regalato una collezione estesa, che pure nei colori sperimenta la dualitรก tra neri, bianchi, colori bril-lanti, vivi e metallizzati. Una nuova scommessa vinta per Ricardo Dourado, una proposta intensa e con una ottima recezione del pubblico...e non solo.

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco

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Valentim Quaresma

Valentim Quaresma vive e lavora a Lisbona. Tra il 1987 e 1991 studi贸 nella scuola Antonio Arroio e nel dipartimento di gioielleria della Ar.co e tra il 1989 e il 2001 lavor贸 con la stilista Ana Salazar nella creazione di gioielli e accessori per le sue collezioni. Nel 1994 vinse la competizione europea di Giovani Creatori nella sezione delle arti plastiche e nel 2002 inizi贸 una collaborazione per la Christian Lacroix Haute Couture, nell'area della gioielleria. 66


A partire d'allora, l'internazionalizzazione della marca non si ferma, presentando le sue collezioni in vari eventi come il Salone Première Classe di Parigi, showroom in ModaLisboa, Circuito Portugal, Bread and Butter Barcellona, 080 Barcellona Fashion e [Moment] in Lettonia. Nel 2011 espone le sue crezioni nello showroom della Fiat di Marylebone a Londra e partecipa nel calendario ufficiale di ModaLisboa presentando la collezione "Alquimia" nel MUDE (Museo del Design e della

ModaLisboa / Fotografia: Rui Vasco Moda) di Lisbona. Dopo l'esposizione "Estados de espirito" nel Museo di Storia Naturale di Luanda, di nuovo a Modalisboa ci presenta la collezione Autunno/Inverno 2013 "Virus"; una eccezionale proposta di gioielleria che riunisce tecnologia, rigore e design vanguardista e in cui, la stessa tematica base, viene trattata da diversi punti di vista, forme e soluzioni diverse. Pura, acuta e straziante creativitĂ ; quale sarebbe la reazione di certe icone pop alle creazioni di Valentim Quaresma? in attesa della risposta, possiamo giĂĄ confermare ... TWISST <3 it!

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Saymyname

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V!tor


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ship. di questo atipico creatore di moda la

e medie imprese tessili.

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Marques Almeida

ModaLisboa FREEDOM

Marta Marques e Paulo Almeida con base a Londra. i primi passi collaborando con la stilista Alexandra Moura mentre Paulo Almeida La conclusione di questo periodo si concluse per entrambi con la decisione di spostartwood e di Preen.


comune. -

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Ricardo Preto


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boa. stessa.





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Artur Cabral accademica in Architettura - con un talento innato nel trattamento del colore e della

Testo: Bernardo Saavedra Traduzione: Giulia Chiaravallotti Foto: Artur Cabral




luce. -

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Elis Porfirio Testo: Bernardo Saavedra Traduzione: Giulia Chiaravallotti Foto: Elis Porfirio

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Elis Porfirio è un ingegnere elettromeccanico nata a Evora, Portogallo, nel 1976; fin da piccola ha mostrato una grande passione per la fotografia. Autodidatta, affronta ogni scatto come una prova ne. Introspettivo, o istintivo, il suo sguardo furtivo è sempre alla ricerca di avvenimenti fortuiti da immortalare in flash di memoria. Amante della fotografia in bianco e nero, a volte inserisce colpi di colori reinterpretandoli alla stregua di tasselli di un Ogni shooting è per lei contesti cinematografici dove poter far fluire una 90


poesia visualmente minimalista. con blogs di moda, come Conceito Homen, e rappresenta una delle scommesse di tore. 91


Fotografa dallo sguardo inquieto, apporta alla fotografia la visione introspettiva propia di chi vede in

Telma Russo

Testo: Bernardo Saavedra Traduzione: Giulia Chiaravallotti Foto: Telma Russo

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di un viaggio personale. La sua traiettoria personale rivela inquietudine e desiderio di costante

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prova A soli 25 anni si è laureata in Styling alla Escola de Moda di Lisbona e in Fotografia nella Escola Tecnica de

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Imagem e Comunicaçao sempre a Lisbona giosa Central Saint Martins College of Art and Design. Autodefinitasi come fotografa concettuale e di Moda è una collaboratrice assidua di MODALISBOA per cui copre i Backstage; la sua attivitá abbraccia inoltre il booking e videolook per alcuni dei piú rinomati stilisti portoghesi come Dino Alves o Miguel Vieira. 97


Fernando Pessoa diceva che “i viaggi sono i viaggiatori” ed è effettivamente così, se anche in un viaggio di gruppo, ciascun partecipante lo vive in maniera distinta, a seconda della propria

Con questa idea di base e fedeli alla nostra filosofia, TWISSST vi presenterà ad ogni numero, alcuni appunti di viaggi che ci hanno ispirato, per la particolarità del posto, per offrire un punto di vista insolito o semplicemente differente da compartire con voi. In questa occasione, visitiamo Trieste; una città dove ad ogni passo si respira quella particolare Impero Asburgico.

polacca, Varsavia e sede del Fashion Philosophy, Fashion Week Poland. ci ha sorpreso per il suo carattere e per la intensità di avvenimenti storici vissuti per le sue strade. A Marcel, nostra guida per la città,

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Image courtesy of MATC


Trieste, l’ eleganza della discrezione Testo: Mauro Parisi

Piazza Unita d’Italia dal Molo Audace. Foto: Mauro Varagnolo

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Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da “Trieste”, Umberto Saba (1883 – 1957) 101


Cosí

é come Umberto Saba, vedeva la sua

menti; come qualcuno, in fin dei conti, realmente autentico. Trieste è una delle più affascinanti e sorprendenti diversi. Una città dai numerosi confini, non solo geografici ma anche culturali e storici. trionale, Trieste si affaccia sul mar Adriatico ma si

vero sbocco a mare e porto commerciale si respira dappertutto nella cittá; dai caffé storici del centro, dove trovare riparo dal gélido vento di ro che qui han vissuto: chiese protestanti, una serbo-ortodossa di San Spiridione con le sue

per chiunque volesse confrontarsi con il proprio destino. Questa é la peculiare ereditá che ha

Pur essendo pienamente italiana, é la piú lontana Trieste è elegante, solare e mediterránea ma al contempo, riservata – a tratti álgida - e misteriosa. Si sente parlare poco di lei, quasi non fosse interessata a farsi vedere, gelosa di quel patrimonio intellettuale che poche altre cittá possono vantare; sono in effetti poche le cittá cosí indissolubilscrittore e, ancor piu insolito, a quella di una serie di grandi figure letterarie come é il caso di Trieste; l'impronta delle sue atmosfere e dei suoi scorci é inconfondibilmente presente

Vista della città dal Molo Audace. Foto: Michaela Kobyakov 102


Storicamente, il grande momento di svolta di Trieste si ebbe nel 1719 quando la casa d'Asbur- go concesse alla cittรก lo status di porto franco, e che ancor'oggi obbliga, a chi passeggia per i suoi viali, a mantenere sempre lo sguardo in alto per non perdersi i mille particolari delle signorili facciate.

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rappresenta lo spirito di Trieste. offre un maestoso squarcio sul mare, quasi a sviluppo triestino;

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PREFACIO

Molo Audace. Foto: Mauro Varagnolo

su questo salotto cittadino s'affacciano alcuni degli edifi-

famoso Caffé degli Specchi, ritrovo di letterati giá dalla sua apertura nel tardo Ottocento: prendersi un caffe o un tè rappresenta una tappa obbligatoria per chiunque visiti personaggi come Joyce, Rilke, Saba o Svevo vale, da sola, la visita.

Piazza Unità d’Italia durante il Natale. Foto: Mauro Varagnolo

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Palazzo del Governo. Foto: Ekaterina Madler-Boym


Addentrarsi in cittá lasciando dietro di sé l'Adriatico significa immergersi in un dedalo di antiche stradine ancora capaci di emanare l'autenticitá della vita cittadina popolare piene, cosi come sono, di osterie e locali.

notturna triestina piú modaiola. che dal mare entra dentro la cittá,; scavato alla fine del Settecento durante il grande sviluppo urbanistico appoggiato dagli Asburgo fu creato per permettere lo scarico delle merci dal porto direttamente

Municipio. Foto: Mauro Varagnolo

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Continuando la nostra passeggiata per il Borgo Teresiano si possono apprezzare i suoi ampli e rettilinei viali dove rivaleggiano numerosi le prove dell’effervescenza culturale della citta: dai teatri, come l’Eden in stile liberty o il Politeama Rossetti, ai musei come la Galleria Nazionale D’arte Antica, il Museo della comunitá ebraica e la Galleria d’Arte Moderna. Canal Grande. Foto: Mariella Viola 106


Canal Grande con la chiesa di San Antonio sullo sfondo. Foto: Mauro Varagnolo

trova il monumento forse piu emblemรกtico di Trieste: il Castello di Miramare. -

Castello Miramare. Foto: Kozplus

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ta elementi gotici e rinascimentali che riescono a fondersi in un armonioso esempio di lussuosa mansione nobiliare con arredamento originale

due piacevoli borghi marinari meritevoli di una visita: Duino, un minusculo paese famoso per il suo castello e per non avere toponomástica stradale e Muggia, con i suoi edifici arrocati gli uni sugli altri e le stradine

Foto: Muggia. German Gutierrez

Foto: Duino. Aksel Siekman

Caffe e locali storici: 2. Caffè degli Specchi, aperto nel 1839 e meta obbligatoria nella visita della cittá. 4. Caffé T 5. Caffé San Marco, in Via Battisti 18, dove a principio del '900 era possibile imbattersi in Italo Svevo ed oggi sedersi accanto a Claudio Magris. 6. Pasticceria Pirona,

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Tram di Opcina

Il tram storico di Opicina inizia il suo percorso in Piazza Oberdan, in pieno centro storico e rápidamente sale in direzione del Carso, superando un disnivello di 400 metri grazie ad un sistema misto di trazione elettrico-funiculare. -

L’emozione della funiculare, i panorama mozzafiato del golfo, il romanticismo dei suoi banchetti originali in legno e, una volta arrivati a destinazione, le grotte, le chiese fortificate, i piccoli laghetti nascosti, meritano senza dubio l’esperienza del viaggio in tram. Giá nell’altipiano, consigliamo vivamente di visitare qualche “osmizza”; locali dove poter provare i prodotti tipici dell’agricoltura della zona come vino, formaggi e salumi, le osmizze si trovano molto spesso nelle stesse cantine o locande -dei contadini della zona; qui, tra l’altro, si puo degustare il caratteristico vino dell’altipiano, il Terrano. Per valorizzarlo esiste un percorso enogastronomico tra -

cucina locale si accompagna esclusivamente con questo tipo di vino. Foto: Mikelets

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When West meets East

Fotografato a Varsavia da Duniak e Korzeniowski, “When West meets East” ha costituito un esempio di interconnessione concettuale tra il disegno piú innovatore e la classica proposta “summer”. mente sinonimo di stampati floreali e infradito da spiaggia.

Materiale . 1 studio fografico . 1 auto a noleggio . 2 responsabili di illuminazione . 1 stilista . 2 aiuto-stilista . 1 makeup artist . 1 hair stylist . 2 fotografi . 4 modellli . 78 capi


Sinistra Vestito: Ewelina Kosmal Gola Est by es Destra Camicia Lukasz Stepien Gola Est by es 111


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Vestito: Viola Piekut 113


Destra Sinistra 114

Colletto e Top - Est by es Camicia - Lukasz Stepien; Giacca - Piotr Drzal


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Giacca e Pantaloni - Bartek Malewicz; Accessori: Hi End 116


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Zuo Corp; Colletto - Hi End 118


Giacca, camicia e short - Piotr Drzal 119


Camicia - Lukasz Stepien; Blazer: Bartosz Malewicz


Produzione . 623 minuti di lavorazione . 1246 foto . 64 foto preselezionate . 22 fotografie ritoccate in post produzione

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Testo: Mauro Parisi Foto: Mauro Parisi and George Nejmantowicz

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Quasi al centro esatto della Polonia, la seconda città del paese non rientra nel circuito turistico classico; ed é un cerli, non lasciano sicuramente indifferenti. -

biarlo in maniera radicale e definitiva. A seconda della zona, a seconda della veduta, la sensa-

media città del Midwest statunitense, nel Bronx newyorkese, catapultati di 30 anni indietro in pieno socialismo reale 2

no. La sua popolazione crebbe fino a divenire, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, una delle città piú densamente popolate al mondo con 13.000 abitanti/Km², e la 3

4 Ksiezy Myln; Caserma Vigili del Fuoco - George Nejmantowicz


5 "Manchester polacca") caratterizzato anche da tentativi

Scheibler, attualmente in fase di recupero. Photo Gallery

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1 Ksiezy Myln - antica fabbrica riconvertita in appartamenti e loft 2 White factory 3 Esempio di architettura popolare di stampo sovietico 4 Ksiezy Myln - Caserma dei Vigili del Fuoco 5 Manufaktura 6 Ksiezy Myln - fabbrica in rovina 7 Palazzo Poznanski 8 Open Air Museum Lodz Wooden Architecture 9 Open Air Museum Lodz Wooden Architecture 10 Open Air Museum Lodz Wooden Architecture 11 Palazzo Poznanski 12 Palazzo Schichts - Piotrkowska 13 Tram per una strada di Lodz 14 Casa Baharier House - Piotrkowska 15 Murale nella Bechthold House - Piotrkowska 16 Casa Konstadt - Piotrkowska 17 Ulica Piotrkowska 18 Casa Sendrowicz - Piotrkowska 19 Palazzo Kohn - Piotrkowska 20 Casa Krusche - Piotrkowska 21 Scuola Nazionale Leon Schiller


9 uno spazio relativamente ristretto, le fabbriche, il ne - con parco annesso - del padrone. merciale della cittĂ ; si trova nelle antiche, e

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e anteriormente sua residenza privata, testimonia nato settore della cittĂ .


come testimoniano le numerose facoltĂ universitarie ed istituti di specializzazione e come certifica la -

certamen europei del settore. 11 per intero da nord a sud. della cittĂ che sicuramente servirono per scenifi-

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le statue con cui la cittĂ ha voluto ricordare i suoi 14

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Le numerose testimonianze della antica presenza ebraica in cittĂ - soprattutto nella zona nord - ci ricordano per esempio il suo peso nello sviluppo della stessa e, con-

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La presenza di didascalie e referenze unicamente in polacco, una barriera per chi non -


notevole collezione di piante tropicali, orchidee e palme di diver-

MeblotekaYellow -

clientela costituita prevalentemente da studenti, architetti e professionisti dei vicini studi professionali, si possono


Fashion Philosophy,Poland Fashion Week

Testi: Norberto Lopes Cabaço Traduzione: Francesco Malangon

Texto: Mauro Parisi Tradução: Elis Porfirio

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se si trattassero di selezioni naturali.

Jemiol, Bohoboco o Natasha Pavluchenko abbiano disertato, il numero mente strabiliante.

nostro interesse

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JOHANNA STARTEK è stata una dei disegnatori che meglio ha saputo equilibrare la bilancia tra concetto e prodotto. Frequenta la facoltà di Textile Art and Fashion Design Nonostante la sua giovane età, è stata finalista del concorso “Fashion Oscars and the Golden Thread Designer” presenta come una delle promesse del disegno polacco.

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gusto e al gusto per la singolaritá. colori e i motivi sono resultati davvero inspiratori.

è una delle disegnatrici che ha raccolto un positivo riconarsi con la couture parigina, città dove risiede.

chile e femminile.

che se ne vuole dare, possono essere usati per la crea-

JAROSLAW EWERT

della categoria OFF per la profusione di colori e per la Sebbene a volte possa risultare complesso presentare in una stessa proposta, materiali, volumi, colori e forme costruite in maniera singolare e non come un insieme, in questa occasione non è stato così. Esiste un filo conduttore tra i colori e, nonostante una proposta molto intensa da un punto di vista visuale,

visuale non supera minimamente il limite accettabile. -


Joanna Startek

Paulina Plizga

Jaroslaw Ewert


Jaroslaw Ewert


Designers Avenue Una delle caratteristiche “proprie” del Fashion Philosophy, Poland Fashion Week è la capacità di presentare una rosa di disegnatori diversa ad ogni edizione e, per ne abbia proposto una collezione di tale intensità e livello da emozionarci quasi alle lacrime, nella successiva neanche compaia nel calendario ufficiale degli eventi. Questa peculiare selezione può essere positiva, ma anche (molto) rischiosa.

una visione concettuale, peró la Moda come business si basa su regole non Una piattaforma giovane deve centrarsi sul talento e diffonderne la conoscenza; tale premessa dovrebbe concretarsi in un best practice in cui questo fine ultimo “divulgativo” dovrebbe fondamentarsi su una molteplicitá di variabili e non esclusivamente nella possibile relazione esistente tra disegnatore e organizzazione. Forse per questo motivo alcuni creatori hanno optato per non partecipare nell'ultima edizione dell'evento nonostante per molti di essi non sia finanziariamente possibile avvalersi autonomamente di una copertura pubblicitaria internazionale paragonabile a quella che un evento simile sempre significa. D'altra parte, affinchè una pubblicità sia realmente efficace bisogna anteriormente sviluppare un lavoro preparatorio che consideriamo non sia stato sufficientemente realizzato da parte dell'organizzazione. La simbiosi tra l'organizzazione e il disegnatore, più che obbligatoria, è necessaria in un mondo come quello della Moda che si muove ad un ritmo incessante e in cui le esigenze delle varie parti in causa non sempre vanno nella stessa direzione. Non esistono Settimane di Moda senza creatori di chiara fama che presentino le proprie collezioni e lo sviluppo di un creatore senza un'organizzazione che ne promuova il disegno sarà sempre più lento e mediaticamente meno intenso. Così pure, la selezione delle collezioni per le differenti piattaforme deve abbracciare una stessa linea editoriale, deve promuovere un'idea concettuale e lo sviluppo di una linea di attuazione che comprenda distinte abilità, volontà editoriali al margine. La scelta di un disegnatore su di un altro deve basarsi sulla scelta di un pubblico obiettivo concorde (media, buyers del settore, ritorno commerciale, accettazione del pubblico acquirente) e non di linee editoriali, nonostante lo cool che siano (o si ritengano d'essere..). La Moda non sta al servizio delle reviste specializzate, dei media o degli sponsors; è una industria di guru strategici che anticipano le necessità del mercado proponendo soluzioni al rispetto. I media massificano tali risposte e creano i bisogni, condizionano le opinioni e gli status; sono senza dubbio dei decision makers, ma di prodotti terminati, studiati e consolidati. In un paese che vive al margine della crisi globale, con una eredità tessile importante, non approfittare di questa congiuntura per sviluppare un lavoro in grande scala, sarebbe davvero imperdonabile, e criminale. 135


2013 WINTER COLLECTIONS La piattaforma per eccellenza, la Designers Avenue abbraccia le collezioni dei disegnatori più consacrati della sfera creativa polacca; 18 sono stati i creatori lì presenti e 5 hanno senza dubbio brillato per innovazione, rigore, capacità creativa e senso estetico.

LUCJA WOJTALA Con un background accademico in diverse aree, Lucja Wojtala ha già alle spalle un'importante traiettoria internazionale; “International Talent Suppot” (Italia), CPD (Düsseldorf, Alemania) y “Bread and Butter” (Berlín). Allieva di John Galliano, Lucja ha ridotto all'essenziale il concetto della collezione; la maglia di lana, lavorandola di tante forme quanto il materiale permette. Con modelli precisi e contemporanei, ha brillato per l'originalità, per la creazione di una serie di capi “ready to wear” e di facile commercializzazione. Ha intelligentemente scomesso su di una collezione mista ed equilibrata, sottolineando la sua facilità nel lavorare la lana creando forme, volumi, capi pesanti e capi più leggeri, perfettamente relazionati tra loro, senza risultare eccessivi o monotoni.

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PIOTR DRZAL Giovane disegnatore già incontrato in ModaLisboa, Piotr Drzal ha sviluppato nel breve periodo trascorso tra i due eventi, quella linea di cappotti di cui notammo la mancanza in occasione della settimana della moda polacca. Visivamente piú forte e con volumi adattati alla stagione, Piotr Drzal si è affermato come una delle promesse del disegno polacco. Il senso estetico e la facilità con cui lavora i materiali più variegati, risultano freschi e innovatori in un intorno in cui i toni neutri e pastello continuano fortemente radicati. La sua é stata una coerente proposta wearable con cui ha posto in evidenza che le possibilità del guardaroba maschile sono tanto numerose come la capacità di un disegnatore di crearle.

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Laureata nella Facoltà del Tessile e della Moda della Strazminski Academy di Lodz, Blazusiak presentó una collezione in cui il bianco e l'avorio sono stati gli unici elementi pittorici di una proposta ritagliata con perfezione chirurgica; la principale preoccupazione è stata l'esaltazione discreta delle forme femminili, esplorando il corpo attraverso il gioco tra transparenza e sinuosità delle curve; semplice ed elegante... In una stagione in cui i volumi e la protezione del corpo imperano, Blazusiak ha apportato un'idea differente, dotando la donna di un romanticismo gelido attraverso una leggerezza e una sovrapposizione nelle forme che non è affatto risultato ridondante ne d'intralcio al movimento. È nell'equilibrio che risiede il successo e in questa stagione Blazusiak è andata oltre, proponendoci una riflessione: perchè l'inverno deve essere sinonimo di tonalitá scure? In realtà non è affatto detto che così debba essere, sempre che esista un'alternativa valida, come in questa proposta; Blazusiak ha vestito, piú d'ogni altro, l'inverno di bianchi e colori brillanti, in una passerella che in questa occasione, si é rivelata troppo corta.

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WIOLA WOLCZYNSKA Disegnatrice di moda e stilista di professione, Wiola Wolczynska ha viaggiato agli anni Venti portandoci un guardaroba con un interessante “Twissst” nelle forme e nei volumi. Ha impiegato colori piú sobri e spogliato i capi di ogni accessorio fastoso, creando una linea “ready to wear” in tutta la sua essenza. Proprio queste forme e la maniera con cui erano tra loro relazionate hanno chiamato la nostra attenzione: cappellini perfetti per acconciature “garçonne” e lo spirito inquieto di Amelia Earhart, che nel 1927 fu la prima donna, passeggero, ad attraversare l'Atlantico a bordo di un aereo Fokker. Wolczynska, da buena alunna del Saint Martins, ha interiorizzato perfettamente il significato di un “Mood Board”, disegnando una collezione senza eccessi. Confort, libertà e movimento sono tutti sinonimi di una proposta ben realizzata e con un raffinato stile. 139


MONIKA PTASEK In PTASEK FOR MEN, Monika Ptasek, ha presentato una collezione inspirata agli anni '50, una linea chiaramente spensierata per un pubblico che cerca nel proprio abbigliamento un'opportunitá di espressione. Laureatasi nel SEPU (Cracow School of Art and Fashion Design), Monika definisce le sue collezioni como ambigue; sebbene più a suo agio con un guardaroba prettamente maschile, ne difende il carattere unisex; un “boyish or manish look” per un pubblico che non si prende eccesivamente sul serio alla ora di confrontarsi con la vita. Stivali alti, looks che si muovono tra il leggeremente militare e il comodamente oversized; Monika ha presentado per l'Inverno 2013 uno dei capi fetish della stagione e elemento fondamentale del guardaroba maschile: il vestito; è stato rivisto e modificato, i modelli e i colori hanno perso in sobrietà a favore di un'intensità, in occasione davvero vibrante. Con un esercito di fan in territorio polacco, Monika Ptasek libera la sua immaginazione in ogni stagione; osa creare una collezione che per un lato farà arrossire i più conservatori e dall'altro contribuirà a sviluppare un senso estetico molto differente del comunemente incontrato per le strade di un paese affamato di nuove proposte, nuove idee e proposte. Per l'inverno 2013, Monika Ptasek ci propone.....Monika Ptasek alla stato puro!

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Culture calendar

Testi: Laura Parisi, Carlota Branco, Giulia Chiaravallotti

La Serpentine Gallery di Herzog & de Meuron e Ai Weiwei. (1 Giugno – 14 Ottobre 2012, Hyde Park, Londra)

All'interno delle manifestazioni per Londra2012, spicca questo progetto che ha visto insieme gli studi di architetti HERZOG & MEURON e AI WEIWEI; i loro team hanno ideato una struttura che invita lo spettatore a guardare sotto la superficie di un parco alla ricerca del passato costruito e riscoprire cosi il segno degli altri progettisti che si sono cimentati sullo stesso luogo nelle passate edizioni. Il rivestimento dell'interno sarà di sughero: un materiale scelto per le qualità ecologiche e per la capacità di Dodici colonne (tante quante le edizioni del padiglione estivo) andranno a sostenere un tetto circolare che si alzerà di soli 140 cm dal livello del suolo e conterrà uno Questa architettura propone una riflessione sul senso della manifestazione che da 12 anni porta i migliori architetti del mondo a confrontarsi con la progettazione di un padiglione per esposizioni di arte contemporanea: una struttura temporanea originariamente pensata per

sé.

(da Giugno, Casa dos Bicos, Lisbona

Ha aperto lo scorso 13 Giugno la Fondazione Saramago, nella Casa Dos Bicos di Lisbona, poco lontano dalla centrale Praça do Comercio con la mostra “A semente e os frutos” . Si possono ammirare centinaia di documenti, fotografie, pitture e note personali del grande autore portoghese da poco arrivate dalla sua ultima dimora, Lanzarote. Completa l’offerta visuale, una sezione multimedia con interviste al Premio Nobel e l’esposizione di edizioni esclusiva da collezionista delle sue opere piú celebri. 141


BIENNALE DI ARCHITETTURA – COMMON GROUND (29 Agosto – 25 Novembre, Venezia)

La tredicesima edizione raccoglierà i contributi di architetti, artisti, fotografi e personaliper i territori delle città. Si sono già svolti una serie di incontri nelle 14 maggio) e a Roma la conferenza stampa di presentazione, diretta da David Chipperfield. In questa edizione saranno presenti 55 paesi, tra cui per la prima volta, Angola, Kosovo, Perù, Turchia e Kuwait. Previsti 58 progetti e installazioni realizzati non solo da architetti ma anche da gruppi tetto Chipperfield. Tra i nomi importanti del panorama internazionale, partecipano Peter Eisenman, Norman Foster, Eduardo Souto de Moura, Zaha Hadid e Kazuyo Sejima, curatrice della precedente edizione. Tra i rappresentanti della scuola nord europea troviamo Rem Koolhaas, gli MVRDV di Winy Maas, Peter Zumthor e Herzog &De Meuron, mentre i nomi degli italiani selezionati sono quelli dello storico Fulvio Irace, del collettivo San Rocco e Cino Zucchi. ve parallele come il Progetto Educational dedicato agli studenti, la Biennale Sessions che si rivolge a Università grafici.

(18.05 – 28.10) Covent Garden, Londrra

La maggiore esposizione del Museo del Trasporto di Londra di quest’anno è dedicata a una delle icone più conosciute della città: la metropolitana affettuosamente conosciuta come “Tube”. Obbiettivo dell’esposizione è rappresentare come questa immensa rete di trasporto non abbia significato soltanto un importante aiuto alla mobilità quanto una fonte di ispirazione nell’arte, design e cartografia. Oltre all’impressionante collezione di mappe del museo e pezzi mai visti, si potranno ammirare opere di arte che artisti contemporanei come Simon Patterson, Stephen Walter, Susan Stockwell, Jeremy Wood, Agnès Poitevin-Navarre e Claire Brewster hanno cretao per la decorazione di alcune delle fermate; per esempio, “The Great Bear” di Simon Patterson, una litografia in cui, aldilà della mappa del metro rappresentata nella trama di linee, nasconde quei personaggi famosi che hanno dato il proprio nome a alcune delle fermate della Tube.

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(19 Giugno - 30 Settembre, Versailles, Parigi).

Fino al prossimo 30 Settembre si potranno

plastica portoghese Joana Vasconcelos. Allestita da Jean Jacques Aillagon, si tratta di una esposizione frutto di un anno e mezzo di lavoro che interessa spazi sia degli interni che infatti imbatterci con opere come “A Noiva”, un candelabro formato da assorbenti, o “Marilyn”, una scarpa costruito con tappi e pentole come te le opere in ferro battuto, il “Garrafão” e il donna mentre, sospesi, pendono dal tetto del Salone de La Paix et la Guerre i “Coraçãos creati con posate di plastica seguendo la tecniteristica della cittá portoghese di Viana do Castelo e simbolizzano la forza della passione e mo fado della mitica interprete fadista Amalia Rodrigues. Tra le altre opere in esposizione suggeriamo auto dei nostri tempi, rivestito di piume rosa e

dettagli e degli adorni, che riprende le parrucche in voga nella Francia pre-revoluzionaria di Maria Antonietta e che proprio nei suoi appartamenti è stata posizionata. Joana Vasconcelos è la prima artista donna a esporre a Versailles, in uno scenario che ha visto già le opere di Jeff Koons, Bernar Venet y Takashi Murakami; e con queste parole ha commentato la sua partecipazione in tale evento: “interpretare la densa mitologia di Versailles riconducendola alla contemporaneità, evocare la presenza di importanti figure storiche che vissero nel Palazzo, appoggiandomi sulla mia doppia identità e esperienza di donna portoghese, nata e cresciuta in Francia; tutto questo ha supposto per me la più grande sfida professionale”

Fotografia: Enric Vives-Rubio

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PRIMO NOVECENTO. (Pinacoteca de Nitis, Barletta, Italia. fino al 9 Settembre 2012)

Attraverso le pitture di grandi artisti appartenenti al movimento macchiaiolo e divisionista italiano ci si immerge nella realtรก femminile del periodo; costumi, tradizioni locali ed intima quotidinianitรก di un complesso e variegato territorio culturale scorre nella preziosa esposizione che si fregia di ritratti personali inseriti in paesaggi e scenari capaci di evocare suggestioni storiche e letterarie. Giuseppe De Nittis, Amedeo Bocchi, Alfredo Savini, Vittorio Corcos a Rossi e Giuseppe Pellizza da Volpedo sono i protagonisti di una mostra che ha nella forte carica simbolica delle correnti pittoriche rappresentate la propria particolaritรก. Divisionisti e Macchiaioli infatti, seppur per percorsi distinti, usano la luce e i suoi effetti per trasfigurare la realtรก rappresentata iniettandole una forte carica simbolico-sentimentale

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September Issue, just around the corner...

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