Da El Alamein al Laconia a cura di Gian Paolo Bertelli
A mio padre uno dei ragazzi di Passo Halfaya
Il nostro impegno in Africa venne giustificato dal fascismo, con la necessita’ di offrire la “quarta sponda “all’Italia fascista tesa a soddisfare i sacrosanti bisogni di una popolazione finalmente in crescita demografica. Di seguito i grafici che secondo il governo provavano le nostre giuste rivendicazioni.
E per continuare nel 1942 vennero pubblicate altre tabelle che dovevano convincere anche i piu’ riottosi a condividere le necessarie scelte del regime.
Le illusioni dureranno poco, ed in tre anni di guerra l’Italia abbandono’ la quarta sponda
La seconda guerra mondiale non era ancora terminata e gia’ cambiavano le alleanze e si delineava un nuovo ordine mondiale, nazioni che si erano unite per lottare in difesa della democrazia contro il nazifascismo cercavano di allargare la propria zona di influenza venendo a patti con gli ex nemici. In nome della realpolitik, criminali nazisti riuscirono a fuggire a volte con il beneplacito degli angloamericani, spesso con documenti rilasciati da solerti prelati vaticani. Ufficiali delle ss si trasferirono in medio oriente per addestrare gli eserciti arabi che erano intenzionati a bloccare sul nascere l’indipendenza dello stato di Israele, altri fuggirono grazie appunto ad una rete di complicita’ in Sud America o sotto falso nome negli Stati Uniti. Funzionari di polizia e dirigenti pubblici sia in Italia che in Germania dopo una prima epurazione di facciata vennero reintegrati nelle mansioni originali, i processi ai criminali nazifascisti finirono nella maggior parte dei casi con assoluzioni o condanne a pochi anni peraltro nemmeno scontate. L’amnistia di Togliatti dette l’ultimo definitivo colpo di spugna, gli omicidi che tanto avevano scosso l’opinione pubblica di Amendola, Matteotti, Don Minzoni, dei fratelli Rosselli restarono impuniti; i mandanti e gli esecutori si riciclarono nel nuovo stato democratico raggiungendo a volte impieghi di responsabilita’ nelle aziende come la Fiat o in posti pubblici. Gli stessi resoconti delle stragi perpetrate dalle forze tedesche occupanti e dai repubblichini rimasero chiusi per anni negli armadi della vergogna e solo da poco sono state resi pubblici grazie alla tenacia di ricercatori e storici come Mimmo Franzinelli . Attraversiamo un periodo in cui si cerca di riscrivere la storia recente mistificando la realta’, perdendo di vista chi era il carnefice e chi la vittima, chi ha compiuto l’azione delittuosa e chi non ha accettato passivamente il sopruso e la privazione di ogni elementare diritto. Ben pochi hanno resistito alla tentazione di cavalcare l’ondata di destra che ha colpito il paese sfornando saggi su saggi che non fanno che ripetere quanto scrissero senza troppo successo i nostalgici negli anni cinquanta e sessanta, tornano le stragi del primo dopoguerra commesse da elementi che nulla avevano a che vedere con la Resistenza, criminali comuni, ex fascisti ed avventurieri che imbracciarono le armi e si diedero a vendette personali ed a rapine. E’ innegabile che ci furono anche episodi delittuosi commessi da elementi della Resistenza, che in tal modo vollero farsi giustizia di torti e soprusi subiti, visto come sono andate le cose nel dopoguerra con l’impunita’ concessa agli autori di stragi di civili innocenti; forse la vera giustizia non era quella che usciva dalle aule dei tribunali. Nella continua negazione della verita’ o piu’ propriamente nell’occultamento ed insabbiamento della stessa si collocano alcuni episodi che hanno per protagonisti i nostri militari impegnati nel secondo conflitto, come gia’ del resto accadde dopo il primo conflitto mondiale quando prendendo a pretesto l’impresa di Fiume vennero censurati i giornali come l’Avanti che per primo comicio’ a parlare delle fucilazioni di massa e delle violenze e vessazioni che i nostri militari impegnati al fronte subirono a causa degli ordini dissennati di Cadorna. Alla fine del seconda guerra mondiale i politici nostrani permisero, in ossequio alle direttive statunitensi , di denunciare solamente le vessazioni commesse dai sovietici ai danni dei nostri prigionieri di guerra: famosa fu la pagina pubblicata da un giornale di destra per le elezioni del 1948 in cui uno scheletro in divisa dell’Armir pregava la mamma di pensare a lui e di votare DC, allora non si parlava dei criminal camp inglesi ed americani dove i non collaborazionisti venivano rinchiusi in condizioni disumane, non si parlava nemmeno delle vittime civili dei bombardamenti indiscriminati alleati che avevano raso al suolo interi quartieri privi peraltro di obbiettivi di interesse militare: Ferrara con oltre 1400 vittime civili ne e’ una prova lampante. Ma la nostra classe politica di allora si spinse ben oltre arrivando anche ad oscurare le stragi compiute dai tedeschi, prima alleati, poi nemici , poi ancora alleati. Di questo intreccio perverso di real politik, di convenienza politica e di mera sudditanza, ho fatto l’oggetto di questa mia ricerca. 1
Durante la guerra di Spagna su opposti fronti, si affrontarono truppe italiane: i volontari al fianco di Franco ed i fuoriusciti antifascisti, che erano schierati con la neonata repubblica spagnola. Le truppe italiane erano in gran parte formate da volontari che con il miraggio dello stipendio garantito dal regime, pensavano di risolvere il problema della difficile sopravvivenza in patria dove spesso mancava il lavoro. Nel campo avverso militavano le piu’ diverse formazioni politiche: dagli anarchici, ai repubblicani, dai socialisti , ai comunisti ed infine alle formazioni di Giustizia e Liberta’ di Rosselli. Dopo la disfatta subita dalle truppe fasciste a Guadalajara, fu proprio Rosselli interrogando i prigionieri a rendersi conto che l’esercito avversario era formato in gran parte da poveri diavoli che si preoccupavano di guadagnarsi da vivere e di spedire quanto piu’ possibile del soldo a casa per aiutare la famiglia. A differenza di Rosselli, Mussolini diede ordini perentori al genero Galeazzo Ciano, responsabile della spedizione Spagnola, di passare per le armi i repubblicani italiani catturati, pronunciando la famosa massima riportata dallo stesso Ciano nei suoi diari “i morti non raccontano la storia” . Anche in questo il Duce sbagliava; i morti raccontano la storia, basta saperli ascoltare. Nel sacrario di El Alamein c’e’ un silenzio assordante, come abbagliante e’ il marmo di migliaia di lapidi in cui e’ incisa la parola Ignoto. Assordante e’ il silenzio in fondo al mare dei 1348 prigionieri di guerra periti nel naufragio del piroscafo Laconia in mezzo all’Atlantico, per chi va a visitare il campo di Mauthausen in Austria, parlano le bocche aperte dei forni crematori e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Con questa ricerca vorrei ricordare il 65° anniversario dell’affondamento del Laconia avvenuto il 19 Settembre 1942. Dalla documentazione raccolta si evince quanto la vita umana valga poco anche per nazioni che si ergono come giudici e garanti della democrazia nel mondo. Alla fine del secondo conflitto mondiale un solo paese al mondo aveva ottenuto profitti enormi dalla guerra: gli Stati Uniti, di contro Urss, Italia, Germania, Giappone faticosamente si rimboccavano le maniche per ricostruire quanto distrutto dalla guerra . Se scorriamo i nomi impressi sul muro del Vietnam a Washington o quelli del cimitero inglese ad El Alamein possiamo vedere che in guerra negli Stati Uniti andarono di preferenza le classi meno abbienti ed in primis gli emigrati ispanici e gli afro americani, Bush e Clinton il Vietnam non l’hanno fatto, il primo era nella guardia nazionale e l’altro fuggito’ in Canada. Gli inglesi invece attingevano a man bassa nelle truppe delle colonie, i gurka indiani ed i maori andavano in prima linea, l’importante che terminata la carneficina potessero sfilare le cornamuse degli inglesi doc. In Italia i gerarchi ed i figli della borghesia stettero lontani dal fronte, eccezion fatta per le solite teste calde, fra questi Italo Balbo ucciso dal fuoco doppiamente amico di un addetto alla contraerea di origine ferrarese imbarcato sulla nave San Giorgio che non a caso e’ il patrono di Ferrara. Qualche rampollo della nobilta’ si fece onore al fronte ma proprio per questo rappresenta l’eccezione: Paolo Caccia Dominioni che gia’ si era distinto nella grande guerra, anche per i giudizi sferzanti su Cadorna, combatte’ valorosamente ad El Alamein: passo’ anni in Egitto e Libia a raccogliere i resti dei nostri caduti componendoli poi nel Sacrario da lui progettato e costruito intorno a Quota 33, ultima sacca di resistenza italiana in Egitto. Per tornare al tema della sorte dei prigionieri italiani, sempre nello stesso giornale Pace e Liberta’ del monarchico Edgardo Sogno, tanto anticomunista da combattere a fianco delle truppe franchiste pur non aderendo al Fascismo si parla a distanza di dieci anni dalla fine della guerra dei prigionieri italiani ancora presenti in Russia, si parla di 4000 prigionieri morti di tifo nel campo 7083-2 nel Kazakistan, ma si evita accuratamente di menzionare il numero dei prigionieri italiani morti nei campi alleati in Australia, Stati Uniti, Sud Africa, India e naturalmente si evita di urtare l’ormai alleato tedesco chiedendogli conto delle stragi perpetrate in Italia a danno della popolazione civile e dei nostri militari 2
non cobelligeranti dopo l’ otto Settembre. Era questo il prezzo che i nostri governanti dovevano pagare agli Stati Uniti in cambio degli aiuti di cui il nostro paese aveva bisogno per ripartire dopo la sconfitta patita.
Copertina del periodico Pace e Liberta’ di Edgardo Sogno 3
Prima di parlare dell’affondamento del Laconia mi sembra utile richiamare alla memoria l’andamento delle operazioni belliche in Africa all’inizio del conflitto. Il 10 Giugno 1940 l’Italia dichiarava guerra alla Francia ed all’Inghilterra, quindici giorni dopo il 25 di Giugno la guerra contro i francesi in Africa era gia’ finita, Balbo fu fermato mentre stava entrando in Tunisia per rifornirsi di quanto gli serviva per prepararsi alla ben piu’ dura battaglia con gli inglesi che gia’ premevano al confine egiziano. Il generale Graziani forte di 70 carri medi, 340 carri leggeri e 3787 autocarri il 9 Settembre su ordine di Mussolini decise di marciare verso Sidi El- Barrani in territorio egiziano. Gli inglesi nel frattempo si erano ritirati, come da tempo previsto, nel campo trincerato di Marsha Matruh 120 km ad oriente rispetto a Sidi el Barrani. Dal 13 al 18 Settembre gli italiani persero 120 uomini ed ebbero 410 feriti, per un terzo libici, gli inglesi persero una cinquantina di uomini, numerosi gli automezzi italiani in avaria piu’ per la difficolta’ del terreno che per l’offesa nemica. Mentre il generale Graziani tentennava a riprendere l’offensiva non cedendo alle pressioni di Mussolini che chiedeva di marciare su Marsa Matruh entro il 15 di Ottobre, gli inglesi si stavano riorganizzando ed il 6 di Dicembre lanciarono l’operazione Compass contro le linee italiane. I nuovi carri armati Matilda muniti di corazze imperforabili dalle armi anticarro italiane fecero la differenza, dopo tre ore di combattimenti il raggruppamento Maletti non esisteva piu’, il comandante era morto sul campo, gli italiani ebbero 800 caduti, 1300 feriti e 2000 prigionieri, gli inglesi persero in tutto 8 ufficiali e 48 uomini tra morti, feriti e dispersi.
Il teatro dell’operazione “Compass” 4
Dopo aver riconquistato di slancio Sidi el Barrani gli inglesi si fermarono permettendo a Graziani di spostare con una marcia forzata di 60 km percorsi in 36 ore sotto gli attacchi aerei inglesi la divisione Cirene a passo Halfaya ed ad organizzare una resistenza con il resto delle truppe sulla direttrice di Sollum.Travolte le difese italiane dopo la battaglia di Bardia e la presa di Tobruk gli inglesi si diressero verso Derna, il 31 di Gennaio entrarono in una citta’ vuota abbandonata dagli italiani in fuga, le nostre truppe ormai allo stremo incalzate dagli australiani si ritirarono fino a Bengasi, poi ad El Agheila, la Cirenaica era perduta, in due mesi gli inglesi erano avanzati di 800 km, perdendo fra morti , feriti, prigionieri e dispersi circa 2000 uomini, catturando 130.000 prigionieri, 23 generali, 1290 pezzi di artiglieria , il tutto senza mai utilizzare sul campo piu’ di due divisioni per volta. L’11 Febbraio 1941 il generale Graziani tornava in Italia, finiva cosi’ la guerra italiana in Africa, il 12 giunse a Tripoli Rommel: iniziava la guerra italo-tedesca. Il 21 di Marzo 1941 venne annientato dagli inglesi il presidio italiano a Giarabub, ultima resistenza italiana nella prima fase della guerra. L’arrivo del D.A.K (Africa Korps) fu funestato da l’affondamento del convoglio Tarigo, dal nome del cacciatorpediniere capo scorta, il convoglio si componeva di quattro navi tedesche ed una nave italiana il Sabaudia, scortate da tre cacciatorpedinieri il Tarigo, il Lampo ed il Baleno. Il convoglio trasportava truppe, armi e munizioni in Tripolitania, la rotta passava al largo della Sicilia vicino alle coste tunisine , a causa del mare agitato il convoglio si trovo’ nelle ore notturne nei pressi delle secche di Kerkenah , avvistato dalla ricognizione britannica venne intercettato da quattro cacciatorpediniere inglesi partiti da Malta, le stesse manovrarono a lungo indisturbate per portarsi in posizione di attacco protette dall’oscurita’ e guidate dal radar, il fuoco inizio’ alle 2.20 di notte, il Lampo ed il Baleno furono colpiti gravemente e finirono nelle secche, i mercantili affondarono ed il Sabaudia salto’ in aria: il Tarigo riusci’ a contrattaccare colando a picco il caccia Mohawk prima di affondare anch’esso. Le unita’ britanniche si allontanarono velocemente senza prestare aiuto ai naufraghi delle navi dell’ Asse ed a quelli del caccia inglese. Il Lampo, sul quale era imbarcato e mori’ combattendo un congiunto ventenne dello scrivente il cannoniere Bertelli Mario, fini’ nelle secche e non affondo’, dopo alcuni mesi la nave ospedale Epomeo recupero’ i poveri resti mummificati dal vento del deserto che vennero affidati al mare. Il cacciatorpediniere venne disincagliato, riparato e fu di nuovo affondato nel corso del conflitto.
Cannoniere Bertelli Mario di Umberto anni 22 di Ferrara 5
Un testimone oculare imbarcato sulla Epomeo descrive cosi’ il recupero dei resti dei caduti: "Il vento del deserto aveva cosparso il Lampo di sabbia, i piovaschi l'avevano battuto lavando la patina rossigna; il mare polverizzato dai frangenti ... aveva imbevuto di salmastro quei corpi di marinai aggrappati ai cannoni ed alle mitragliatrici; il sole li aveva prosciugati; l'acre salsedine della Piccola Sirte ... e l'alito del mare avevano preservato quelle membra giovani come in un sonno letargico .... Quei corpi di marinai sembravano ancora vivi quando, alle prime luci dell'alba, l'Epomeo venne ad ancorarsi più vicino e gli sguardi si fissarono su quella nave affascinante. I cannoni erano puntati ancora verso il largo, com'erano rimasti dopo l'ultima salva; nella torretta di poppa sei cannonieri stavano ancora uniti in un gruppo serrato; sull'alto della plancia un biondo ricciuto, dal viso intatto, stringeva la canna della sua mitragliatrice; un sergente e tre siluristi erano accanto ai tubi di lancio. Sparsi dovunque i resti di corpi straziati e mutilati Una squadra d'infermieri e marinai e un ufficiale medico trasbordarono sul Lampo. Ispezionarono il ponte di coperta, le plance ed i locali interni; salutarono commossi quelle salme rimaste ai loro posti, tra le lamiere squarciate e i rottami dispersi, e iniziarono l'opera pietosa, cercando di radunare quel che rimaneva dei corpi dilaniati e confusi dalla violenza del combattimento. Poi le salme vennero rimosse ed allineate in coperta per il riconoscimento; qualcuna fece resistenza come se volesse stare ancora la suo posto; alcuni corpi aderivano sulle lamiere come se vi fossero saldati e confusi in una comunione ostinata; furono quasi staccati per forza dal ferro della nave. Tutta la giornata passò prima che l'ultimo fosse allineato sotto il cielo a fianco degli altri. Al tramonto i sacchi furono chiusi; ognuno ebbe un peso perché affondasse rapidamente e così vennero portati al largo per la immersione con gli onori militari e con un breve rito religioso. Allora il Lampo rimase solo e deserto sulla secca di Kerkenah. Oramai non era più che un relitto di nave. Il suo equipaggio errava nel cimitero azzurro dove tanti altri marinai riposavano già, lontani dalle frenetiche competizioni, nella quiete profonda dove la vita si rinnova in creature meravigliose.... La pace è con loro e con tutti gli altri, alleati ed avversari, di ogni stirpe e d'ogni lingua, d'ogni fede e d'ogni bandiera".
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CT Lampo 1940
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La guerra in mare come vedremo in seguito quando parleremo piu’ diffusamente dell’affaire Laconia, veniva combattuta senza esclusione di colpi da parte dei contendenti. Imbarcato sul CT Luca Tarigo un giovane ferrarese di 23 anni, Giancarlo Antolini, grazie al ritrovamento fortunoso del suo diario, da parte di Marco Pareschi, appassionato di storia locale, siamo in grado di ricostruire gli ultimi mesi di vita di questo marinaio. Nato a Cona il 18 Settembre 1917 Antolini si arruolo’ giovanissimo nella Regia Marina, forse per sottrarsi ad una situazione di miseria che in quegli anni affliggeva buona parte della popolazione ferrarese, il padre era anziano e paralizzato e non poteva sostenere la famiglia per cui tale compito fu assolto dai figli. Allo scoppio della guerra inizio’ a tenere una sorta di diario in cui appuntava le esperienze giornaliere di vita militare e raccoglieva i bollettini di guerra diramati dal ministero a volte commentandoli, a volte corredandoli di ritagli di giornale e fotografie che ritraevano navi o personaggi politici in auge. Tale diario si interrompe il 13 Marzo 1941 quando Antolini torna nella casa di via Romiti per una licenza premio di quindici giorni; la sua nave e’ ormeggiata a Napoli, il giorno 13 appunto scrive una specie di testamento spirituale.Queste le sue ultime parole vergate in bella calligrafia : “ Io parto, vado non so dove, vado sulla mia nave, sul mio Tarigo, e sono certo che non manchera’ di continuare la sua opera, io vado per compiere il mio dovere e lottero’ per una imminente vittoria, cosi’ il popolo italiano avra’ la felicita’ e la giustizia che merita. Io non so quando ritornero’ e se ritornero’ in ogni modo conservate gelosamente questi registri, la mia nave in legno e le belle foto del CT Tarigo. Sottocapo ts Antolini Giancarlo” Appena un mese dopo il convoglio Tarigo finira’ in un’imboscata tesa dalle navi inglesi nei pressi delle secche di Kernak, il Tarigo sara’ l’unica nave del convoglio che riuscira’ a rispondere al fuoco nemico affondando anche una nave avversaria. Antolini non sara’ fra i pochi superstiti che scamperanno alla strage.
Alcune fotografie del CT Luca Tarigo tratte dai vecchi registri utilizzati da Antolini per scrivere il diario. 7
In queste brevi note si ha un’idea di come si svolse l’azione che pose fine all’esistenza di tanti giovani italiani.
Dal fascicolo personale di Antolini Giancarlo, conservato nell’Archivio di Stato di Ferrara, si apprende che alla famiglia del Caduto venne concessa una somma di denaro di lire cinquecento che servirono, come scritto nella nota informativa della questura , per pagare la pigione arretrata. Alla famiglia era stato sospeso il sussidio di lire 300 mensili in attesa di disposizioni da parte del ministero. La guerra aveva portato fin dai primi anni lutti e miseria nelle famiglie meno abbienti e lo stato fascista non riusciva certo con elargizioni una tantum o miseri sussidi a consolare chi aveva perso un marito od un figlio.
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L’ultima pagina del diario di Giancarlo Antolini di anni 23 ; morira’ il mese dopo al largo delle coste africane.
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Alcuni ritagli di giornali che Antolini raccoglieva ed incollava sui registri. Leggendo il diario ci si fa un’idea di quanto incisiva fosse la propaganda nell’Italia fascista di quegli anni. Non un dubbio, non un tentennamento, la vittoria finale sembrava a molti ventenni di allora, certa ed immancabile. La morte non era vista con paura, ma era il naturale coronamento dell’ideale fascista dell’eroismo del soldato italiano erede delle virtu’ guerresche del legionario romano.
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Salvatore Todaro fu un comandante italiano che pur facendo fino in fondo il proprio dovere, non si lascio’ coinvolgere nella retorica del tempo ed anzi si distinse per l’umanita’ dimostrata nei confronti del nemico, per questo fu soprannominato il don Chisciotte del mare . Per capire meglio lo spirito di questo combattente val la pena leggere l’articolo di Augusto Benemeglio che riporto integralmente.
Salvatore Todaro Il Don Chisciotte del mare “Da mesi e mesi non faccio che pensare ai miei marinai che sono onorevolmente in fondo al mare. Penso che il mio posto è con loro”. Così scrisse Salvatore Todaro il 12 dicembre 1942, un giorno prima di morire, in una lettera ad un suo amico salentino, che aveva vissuto con lui le incredibili vicende a bordo del sommergibile “Cappellini”. Todaro aveva solo trentaquattro anni e tutta una carriera davanti a se, aveva una moglie giovane e due figlie piccolissime (la secondogenita vedrà la luce, a Livorno, dove tuttora vive, proprio in quel giorno dedicato a Santo Spiridione, un pecoraio di Cipro rozzo e incolto che grazie alla fede e al coraggio diventò vescovo di Trmithonte ) e non aveva nessun motivo per desiderare la morte. Todaro si trovava nel porto di La Galite, in Tunisia, a bordo del piropeschereccio Cefalo, un nome emblematico, mitico, che rievoca la leggenda del bellissimo cacciatore che uccide per errore la propria moglie e poi, pazzo di dolore, si getta in mare. Forse, chissà, anche lui riteneva di aver fatto un errore fatale nella sua ultima sanguinosa battaglia in Atlantico, una lunga e impari lotta condotta in superficie tra il suo sommergibile Cappellini e l’Emaueus, una grossa nave mercantile inglese trasformata in una 11
sorta di incrociatore ausiliario, carica di truppe destinate in Africa, assai ben armata, con diversi cannoni a lunga gittata. Che cominciano a bersagliare il Cappellini su di un mare in tempesta le cui onde sono come frustate per il sommergibile italiano, lo spazzano da prora a poppa, lo sballottano come un sughero, asteria o osso di seppia. Ma alla fine Todaro, nonostante tutto, prevale e riesce ad affondare quel finto mercantile inglese carico di oltre tremila soldati. Che naufragano. Molti di essi moriranno, inghiottiti dalle onde gelide. E insieme a loro moriranno molti marinai dell’equipaggio. Stavolta Todaro non li può aiutare, non può fare nulla per loro. Non ha a disposizione neppure una lancia di salvataggio e inoltre stanno sopraggiungendo gli aerei e le navi inglesi . Deve far presto a squagliarsela e non è per nulla facile. Il sommergibile è assai malandato, ci sono avarie un po’ da tutte le parti e naviga in superficie. E’ un’impresa sfuggire al tiro incrociato degli inglesi, che lo hanno ormai avvistato. Todaro opera una immersione di fortuna e cerca scampo sul fondo marino. Dopo varie peripezie riesce a salvarsi e a far ritorno a Bordeaux, dov’è la base dei sommergibili italiani. Ma quella battaglia denominata di “Freetown” segna il limite, il crinale dell’ascesa di Salvatore Todaro, il Don Chisciotte del mare . Quella vicenda lo aveva mutato profondamente. Qualcosa si era spento in lui, qualcosa di sacrale si era rotto dentro di lui. Sacerdote del mare Chi lo ha conosciuto bene lo ricorda come un asceta, un mistico, un sacerdote che appartiene ad una religione che ha per tempio il mare e per altare il sommergibile . Altri dicono che era come un antico spartano: sobrio, schivo, introverso, solitario, con un portamento fiero e un’andatura rigida, quasi altera. In realtà quell’andatura era dovuta al fatto che Todaro portava il busto, a causa di una frattura alla colonna vertebrale, riportata quando volava sugli idrovolanti come osservatore aereo. Oggi diremmo che Todaro era un invalido a tutti gli effetti e forse avrebbe il diritto alla pensione di invalidità, ma lui non voleva sentirlo dire neppure per scherzo. Non accettava neppure che si accennasse alla sua menomazione, peraltro a conoscenza di tutti i medici che lo avevano sottoposto a visita sanitaria, per timore di essere relegato al servizio sedentario. Del resto la cultura del sacrificio gli era connaturata e l’Accademia Navale di Livorno la sviluppò oltre ogni limite. Era – come scrisse un giornalista dell’epoca - “un soldato nel più puro senso della parola, un soldato nel più segreto fondo del suo spirito e lo dimostrò subito dopo quell’incidente applicandosi come un matto, giorno e notte, allo studio dei sommergibili e dei mezzi d’assalto per diventare, in capo a pochi anni, uno dei più grandi esperti e specialisti del settore”.
La vicenda del “Kabalo” Allo scoppio della guerra ottiene il comando del sommergibile Cappellini, destinato in Atlantico. Todaro è tra i primi ad attraversare lo stretto di Gibilterra e a raggiungere Bordeaux, dove è la base del Comando dei sommergibili italiani, Betasom. Qui gli basta qualche mese per diventare famoso in tutta Europa. Per la cronaca è il pomeriggio del 15 ottobre 1940, quando avvista, con il periscopio, un grosso piroscafo belga, al servizio degli inglesi, il Kabalo. Lo affonda con il cannone, poi rimorchia i ventisei naufraghi e, incredibilmente, navigando in emersione ed esponendosi a tutti i rischi possibili, li trasporta in mare per ben quattro giorni e quattro notti. Alla fine di varie peripezie e dopo che per l’ennesima volta si è spezzato il cavo di rimorchio, Todaro decide di prendere a bordo i naufraghi. E’ un’altra “follia”, ma lui prosegue nell’estremo tentativo di salvare quegli uomini e dopo aver percorso oltre 750 miglia riesce finalmente a farli approdare, in sicurezza, sulla costa delle Azzorre . Si salvano tutti. E’ un miracolo. Si parla di lui su tutti i giornali d’Europa: E’ ormai il “Gentiluomo del mare”, o il “Don Chisciotte del Mare”. 12
“Neppure il buon samaritano della parabola evangelica avrebbe fatto una cosa del genere”, sbotta l’ammiraglio tedesco Donitz, che pure lo ammira. “Signori, - dice rivolgendosi ai colleghi italiani – io vi prego di voler ricordare ai vostri ufficiali che questa è una guerra e non una crociata missionaria. Il Signor Todaro è un bravo comandante, ma non può fare il Don Chisciotte del mare”. L’onorificenza del “Tu” Nella vicenda del Kabalo vi erano stati molti aspetti contrastanti e anche inconvenienti di natura diplomatica, e alla fine per Todaro anziché elogi ci furono richiami all’ordine e moniti da parte dei superiori. Ma il Don Chisciotte del mare non ne tenne affatto conto e un mese dopo ripeté pari pari l’operazione Kabalo, affondando e poi salvando i naufraghi del piroscafo inglese Shakespeare, confermando la sua fama di piantagrane e di “originale”, anche per il modo che aveva di combattere, (in emersione e con il cannone) assolutamente fuori dagli schemi. Non era sfuggito neppure il suo strano comportamento con gli inferiori, molti dei quali gli davano addirittura del “Tu”. Erano tutti quelli che aveva decorato sul campo con la frase rituale: “Da oggi tu mi darai del Tu”. Questa onorificenza del Tu valeva più di una medaglia d’oro per i suoi fedeli marò, che lo adoravano come un semidio, tale era il suo carisma. Da tutta la sua persona promanava un grande senso di sicurezza, ardore e spregiudicatezza, quasi un senso di invulnerabilità. Era un vero capo che dava costantemente l’esempio per ardimento e smisurato spirito di sacrificio, era lui il primo ad esporsi ai pericoli, a soccorrere e incoraggiare i suoi uomini, ai quali riusciva a trasmettere autorevolezza e fiducia e un altissimo senso di protezione. Perciò non desta alcuna meraviglia che i suoi uomini facessero carte false per imbarcare con lui, che sembrava conoscere in anticipo l’esito delle battaglie e dava ordini con un tono pacato di voce, ordini che erano vaticini e profezie. E al riguardo c’è tutto un fiorire di aneddoti. Mago Bakù Todaro era anche un uomo di profonda e originale cultura: conosceva testi antichi e rari di letteratura, astronomia, matematica, e soprattutto aveva una vera e propria passione per la psicanalisi, fino al punto di sperimentare su di sé (una sorta di cavia volontaria, come lo era stato lo stato il padre della 13
psicanalisi) le teorie freudiane . Ma alla fine gli predilesse Jung, allora poco conosciuto in Italia, soffermandosi a lungo sulla teoria dell’inconscio collettivo. A Bordeaux, fra una missione di guerra e l’altra, passava lunghe giornate chiuso nel suo camerino a leggere, studiare, sperimentare. Si narra, a proposito di aneddoti, che una volta, per gioco, riuscì ad ipnotizzare una signora con estrema facilità. E così la sua fama di corsaro gentiluomo si colorò di altri aspetti, assunse toni accesi e istrioneschi. In effetti c’era, in quel suo pizzetto di barba nerissima, un che di mefistofelico ed anche nel suo sguardo obliquo, magnetico, indagatore, c’era un che di stregonesco. Era quello il periodo in cui Todaro s’era appassionato alle teorie di Lombroso e continuava a leggere, disordinatamente, un po’ di tutto, dalla filosofia alla parapsicologia, ai libri sulle pratiche magiche. E così a bordo cominciarono a chiamarlo Mago Bakù. Si dice, in effetti, che avesse una sorta di preveggenza. C’è chi giura di averlo sentito fare delle previsioni che si sono avverate fin nei minimi particolari. Una volta lasciò a terra un marinaio perché prevedeva che ci sarebbero stati pericoli solo per lui. E infatti in mare non successe nulla, però il marinaio in questione fu colto da un violento attacco di appendicite, con pericolo di peritonite, e si salvò solo perché poté essere prontamente ricoverato in ospedale e trasportato in sala operatoria. La morte di Stiepovich Un’altra volta mandò in licenza il suo mitragliere più fido, che non voleva saperne di lasciare i suoi compagni. “E’ un ordine!”, gli disse con perentorietà il comandante Todaro . Poi confidò ad un amico che il giovane marinaio aveva il destino segnato. “ Che si goda qualche giorno in famiglia prima di quel giorno”. Un mese dopo il marinaio rimase ucciso, mentre si trovava alla sua mitragliera da uno scoppio di granata che frantumò la torretta del sommergibile. Fu infallibile fino a quel giorno. Ma alla vigilia di Natale del 1941, mentre si accingeva a compiere l’ennesima missione, qualcosa lo turbò. Non riusciva ad avere quella sua solita serenità, quel distacco necessario per concentrarsi. Confidò ad un compagno di corso e amico, il comandante Fecia di Cossato, che improvvisamente s’era fatta nebbia dentro di lui. Era incapace di vedere con la mente. “Questa volta non so proprio che cosa ci capiterà”, disse all’amico sorridendo. Poi si fece serio e disse: “C’è qualcosa in me che non riesco a decifrare ed è la prima volta che mi capita. Se non dovessi tornare, ti prego, consegna questa a mia moglie”. Si sfilò dall’anulare la fede nuziale e la diede all’amico. “E’ l’unica cosa di valore che ho e desidero che torni a chi me l’ha donata”. Usciti in mare si scontrarono con l’incrociatore inglese Eumaues. Todaro non morì in quella che sarebbe stata la drammatica battaglia di Freetown, ma morirono molti suoi marinai e il tenente Danilo Stiepovich, che aveva sostituito al pezzo un mitragliere gravemente ferito. Colpito in pieno da una granata, con una gamba maciullata e molte altre gravi ferite, ormai morente, Stiepovich giaceva riverso sulla mitragliera. Todaro gli si avvicinò, se lo prese tra le braccia e gli chiese, con tutta la dolcezza possibile: “Che cosa posso fare per te, Danilo?” “Non mi mandare in infermeria… Non servirebbe a nulla… Lasciami qui… Voglio vedere affondare quella là”, - rispose Stiepovich indicando con la mano la nave che continuava a cannoneggiare il sommergibile. “Te lo prometto”, disse Todaro. E pochi minuti dopo l’ incrociatore inglese colava a picco colpito in pieno da un siluro. Stiepovich faceva in tempo a vederlo inabissarsi, poi spirava. Todaro gli si avvicinava e gli chiudeva gli occhi per sempre. Il male è la guerra E subito dopo inizia la lunga odissea del Cappellini in costante e disperata fuga, avvistato, inseguito, braccato, colpito, riporta gravi danni che sembrano irreparabili. Invece riesce a eludere il nemico acquattandosi sul fondo dell’Oceano per due giorni e due notti, al buio. Due giorni e due notti a 14
seppellire i morti, a tamponare le mille avarie, ad innalzare preghiere al cielo, sotto milioni e milioni di tonnellate d’acqua marina. Infine il rientro di fortuna a Luz, un porto della Gran Canaria e, qualche giorno dopo, beffando ben cinque navi inglesi che lo attendevano al varco, fuori dal porto, riesce a raggiungere Bordeaux. Il Cappellini è davvero malridotto, rimarrà fuori uso per diversi mesi. E’ il momento buono per sbarazzarsi di Todaro che era diventato un problema per tutti, per Supermarina (il comando generale della Marina) e per gli alleati tedeschi, che pure ammirandolo molto (gli avevano conferito due croci di ferro) lo ritenevano troppo umanitario. In realtà chiese lui di essere sbarcato perché sentiva di aver fallito la sua missione. “Ma perché dici che hai fallito?,” gli ribatteva il fraterno amico Comandante Leoni. “Hai fatto l’impossibile, sei riuscito, nonostante le difficoltà estreme, a salvare molti marinai e a riportare il Cappellini in porto. Quello che hai fatto è miracoloso e tu dici che hai fallito. Perché?” Non rispose. Forse era convinto di essere venuto meno nei confronti dei suoi marinai morti, molti dei quali aveva decorato sul campo con la frase rituale: “Da oggi tu mi darai del tu”. O forse le ragioni erano altre. Ma non ne voleva parlare. “Tu hai l’animo nitido e pulito come cristallo, - proseguiva Leoni - hai il massimo senso dell’onore, la tua coscienza ti detta sempre le mosse che devi compiere...” “Nulla, nulla puoi rimproverarti, capisci? Di che cosa ti accusi, Totò?” - concluse accorato. In realtà, Todaro non sapeva dire perché si sentiva colpevole. “Penso che il mio posto è con i miei marinai, sul fondo del mare, accanto a loro. Sì, questo penso.” Disse. E si tacque. Leoni scosse la testa e se ne andò. Forse intuì che stava cambiando lo spirito della guerra, le regole erano diverse. O forse capì, vedendo tanti naufraghi, migliaia di naufraghi, che chiedevano disperatamente aiuto, vedendo il sangue di Stiepovioch e dei suoi marinai caduti, che il male non era il nemico, ma la guerra stessa. “Sì, il male è la guerra”, pensò e il pensiero salì fino al cielo. In tutto l’universo gli sembrava che fosse disegnata, che campeggiasse, a caratteri infiniti, l’immensa scritta “ IL MALE E’ LA GUERRA”. Ed ecco allora la verità consequenziale. Tutta la sua lunga preparazione alla vita era stata un errore! Io ho passato tutto la mia vita a prepararmi per la guerra. Ma la guerra è un male, un male, capisci! Sono un fallito! Un fallito! Così pensò quell’uomo che sembrava ormai privo di spirito, quell’uomo che aveva affondato molti piroscafi, molti incrociatori, che aveva lottato alla pari con navi molto più armate e potenti di lui e anche contro gli aerei, sempre rischiando in prima persona . Quel comandante che spesso si metteva al cannone, che aveva la canna così arroventata da cuocerci due uova, e ci si metteva a mani nude, mani bruciate, sanguinanti. Quel guerriero del mare che aveva sempre combattuto con grande coraggio e spirito da cavaliere antico, con lealtà, generosità, magnanimità, senza mai veramente odiare il nemico. Ma ora forse avvertiva per la prima volta il peso del sentimento dell’odio. Ora capiva che non si può fare la guerra per cavalleria, perché fare la guerra significa dover uccidere e quindi odiare. E quel sentimento ignobile stava prevalendo su di lui e gli sarebbe rimasto per sempre appiccicato nell’anima .Questo non lo sopportava. Gli era intollerabile. Il Comandante Todaro è morto Chiese e ottenne di essere impiegato nelle operazioni più rischiose. Prima con i Mas in Crimea, poi al comando del piropeschereccio Cefalo, in Tunisia, che appoggiava i motoscafi d’assalto nelle imprese più difficili e rischiose. E aspettò la morte che inevitabilmente sarebbe arrivata. Intanto viene a conoscenza degli orrendi misfatti perpetrati ai danni dei naufraghi italiani del Laconia, a cui avevano mozzato le mani per impedir loro di salire a bordo dell’imbarcazione di salvataggio . Alla fine i naufraghi italiani morti saranno ben 1350 su complessivi 1800. Tutti crudelmente abbandonati al 15
proprio destino! E lui aveva rischiato cento mille volte la vita per salvare i ventisei naufraghi belgi del Kabalo! … “Ma sì, ho sbagliato tutto, ora lo so, ne sono certo”, pensa, mentre sta effettuando l’ennesima missione notturna nel porto di Bona. Ma il tempo è pessimo e l'azione non si può effettuare. Ritorna nel porto di La Galite e si mette a dormire. E' il mattino del 13 dicembre 1942 e un aereo inglese, uno “Spitfire” scendendo a volo radente e spezzonando, mitraglia il Cefalo. La contraerea riesce a mettere in fuga l’aereo e subito dopo alcuni marinai italiani si precipitano a bordo del peschereccio, cercano Todaro. Lo chiamano, ma non risponde. Vanno nella sua cuccetta e lo trovano con gli occhi chiusi, sembra che dorma. In tutto quel fracasso non s’è neppure mosso. Ma guardandolo meglio si nota una piccola scheggia che gli ha trapassato la tempia .Gli erano già a fianco le sirene del mare per trasportare la sua anima tra gli abissi insondabili. “Il Comandante Todaro è morto”, grida un marinaio piangendo. E tutti sono increduli e addolorati. Piangono in silenzio. Guardano il cadavere e non credono ai loro occhi. Sembra loro impossibile che Todaro sia morto. Per chiunque lo avesse conosciuto l’idea che un tal uomo potesse morire sembrava irreale. Aveva incarnato come pochi il mito dell’eroe buono. Ma in realtà il guerriero del mare, il cavaliere azzurro, il Don Chisciotte del mare era morto molto tempo prima. “Morirò quando il mio spirito sarà lontano da me”, aveva detto più volte. E il suo spirito si era cominciato ad allontanare da lui quel giorno della battaglia di “Freetown”, quel giorno in cui aveva preso coscienza del male della guerra, quel giorno in cui aveva cominciato a odiare il mestiere che faceva. Il mitico eroe Salvatore Todaro era morto in quel giorno. Quello che giaceva ora lì, nella cuccetta del Cefalo, non era il comandante Todaro, ma solo il suo simulacro. Augusto Benemeglio In campo avversario le figure come quella di Todaro si trovano probabilmente in prevalenza sugli schermi cinematografici interpretati dal John Wayne di turno. Ma riprendiamo il capitolo aperto sulla guerra in Africa. Con l’arrivo di Rommel le strategie cambiano, i tedeschi non portano solo carri armati e mezzi all’altezza di quelli inglesi e truppe fresche ma anche e soprattutto il genio del feldmaresciallo che gia’ nella Grande Guerra aveva dato ampio sfoggio delle sue capacita’ strategiche incuneandosi nelle linee italiane a Caporetto. Il comando delle operazioni rimane teoricamente in mani italiane, ma la realta’ dei fatti e’ profondamente diversa. Questa fase del conflitto vede protagonista il 2° Reggimento Artiglieria Celere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. Il reggimento di stanza a Ferrara si porta a Napoli ai primi di Gennaio 1941; imbarcato arriva a Tripoli il 14 dello stesso mese, per volere di Rommel nell’Aprile del 1941 nel corso del’offensiva dell’Asse verso Tobruk, il reggimento viene posto direttamente agli ordini del comando tedesco. Dopo un trasferimento di centinaia di chilometri disturbato dal Ghibli, la tempesta di vento del deserto, il reggimento ferrarese riceve il battesimo del fuoco il giorno di Pasqua del 1941; alla fine della giornata le perdite saranno di 9 morti e 29 feriti. A supporto della divisione Ariete nella giornata del 24 Maggio al termine della fase piu’ acuta dei combattimenti il 2° Articelere contera’ ancora molti morti e feriti. 16
Dal 25 Maggio al 17 Giugno 1941 il Reggimento partecipa alla operazione “Scorpione” riconquistando il passo Halfaya attestandosi poi nella Ridotta Capuzzo. Il 15 Giugno si scatena la controffensiva britannica, vengono schierati i carri armati Matilda e si tenta di liberare dall’assedio Tobruk; per tre giorni le batterie italiane resistono a passo Halfaya impedendo agli inglesi di raggiungere la citta’ assediata, lo stesso Rommel citera’ il maggiore Pardi che insieme al battaglione Bach tedesco hanno difeso la posizione stroncando il 15 Giugno ben tre attacchi consecutivi di soverchianti forze nemiche. Nei tre giorni il reparto ha avuto 12 morti, 42 feriti e 15 dispersi. Il periodo da Luglio a Novembre 1941 e’ caratterizzato da attivita’ di ricognizione e di risposta ai tentativi di avvicinamento ai caposaldi italiani e tedeschi da parte degli inglesi. Il 18 Novembre 1941 , anticipando le intenzioni italo- tedesche i britannici scatenano una imponente controffensiva, preannunciata da un violentissimo bombardamento del caposaldo Halfaya, fino al 22 di Novembre gli artiglieri del 2° Articelere debbono sostenere la forza d’urto nemica ed i continui attacchi che arrivano anche da Sollum riconquistata dagli inglesi. Le singole batterie , accerchiate ed isolate fra di loro , debbono difendersi autonomamente dagli attacchi sferrati da forze nemiche meglio equipaggiate e piu’ numerose. Rommel nel frattempo , grazie a questa resistenza , riesce a ritirare le truppe ed a riorganizzarle . In Dicembre l’accerchiamento inglese dei capisaldi di Halfaya , Cirener e Bardia si chiude, le nostre truppe per la maggior parte frazionate in piccoli capisaldi sosterranno l’urto di forze cinque volte superiori, senza cedere neppure quando, esauriti viveri ed acqua continueranno a combattere utilizzando i pochi mezzi che l’aviazione riusciva a volte a paracadutare sulle postazioni. Bardia cade il 2 di Gennaio 1942 e con essa il comando del 2 Artiglieria Celere , dopo l’esaurimento di munizioni e viveri , la situazione dei capisaldi nel settore Sollum – Halfaya diventa insostenibile, dal 4 al 16 di Gennaio 1942 la situazione sanitaria precipita, per vincere la sete gli assediati bevono la propria urina lasciata raffreddare e tenuta d’occhio per evitare che altri se ne impossessino: parecchi militari impazziscono per la sete e le privazioni, i feriti senza cure muoiono fra atroci sofferenze. Il 17 arriva l’ordine di capitolazione, dopo aver reso inutilizzabili i pezzi , aver reso gli onori militari ai caduti sepolti presso la cappella costruita dagli artiglieri, dopo 59 giorni di assedio e di bombardamenti terrestri, aerei e navali, il 2° Reggimento Artiglieria Celere cede la posizione, non vinto dalla forza dell’avversario ma dalla fame, dalla sete e dalle continue privazioni. Lo Stendardo del 2° Articelere rimarra’ in terra d’Africa sepolto nel vallone dell’Uadi Garfan, insieme ai Caduti. Una ricerca effettuata dai reduci negli anni 60 si e’ rivelata infruttuosa, forse la bandiera e’stata preda di bande beduine che hanno saccheggiato la zona della battaglia ed i cimiteri di guerra: 18 artiglieri caduti sono sepolti nel sacrario di El Alamein. Fra i ferraresi che resistettero fino all’ultimo a passo Halfaya c’era anche il padre dello scrivente, il sergente maggiore Bertelli Celso che finì in un campo di prigionia in Sud Africa da cui torno’ nel 1946. A lui debbo una serie di fotografie che lo ritraggono nel teatro dei combattimenti, fra queste c’e’ anche la cappelletta costruita dai militari italiani per onorare i caduti del 2° Articelere. La croce e la campana sono state realizzate utilizzando i bossoli dei proiettili di artiglieria, i cannoni vennero alla fine puntati con “alzo zero” in funzione anticarro, nella fotografia che ritrae il rifugio e’ visibile la Madonna delle Grazie conservata nel duomo di Ferrara.
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Postazione anticarro e vedetta . Passo Halfaya
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Sopra l’interno del rifugio a Passo Halfaya, sotto chiesetta costruita dagli artiglieri del 2° Articelere “Emanuele Filiberto Testa di Ferro”. 19
Ridotta Capuzzo
Passo Halfaya Gennaio 1942 foto ripresa da ricognitore britannico; da notare i crateri delle esplosioni causate dagli incessanti bombardamenti provenienti da cielo, terra e mare.
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La resistenza ed il sacrificio delle nostre truppe , permise a Rommel come dicevamo di riorganizzare le truppe in ritirata per la controffensiva. Il 21 di Gennaio, appena 4 giorni dopo la resa di passo Halfaya, Rommel contrattacca, cade prima Aim el Gazala , Tobruk viene presa il 21 di Giugno ed il 30 dello stesso mese le truppe corazzate arrivano in vista di El Alamein in Egitto. Qui termina il nostro resoconto in quanto durante la prima battaglia di El Alamein vengono fatti prigionieri i 1800 italiani del Laconia. La seconda battaglia si svolse fra il 30 Agosto ed il 5 di Settembre del 1942, le forze dell’Asse lanciate verso Suez ebbero la strada sbarrata dai campi minati e dalle posizioni inglesi ben difese. Ad El Alamein i combattimenti continuarono fino al 23 Ottobre 1942 quando Montgomery passando all’offensiva scateno’ la terza battaglia di El Alamein, dopo dieci giorni di aspri combattimenti riportera’ la vittoria decisiva il 6 Novembre 1942. I tedeschi imposessandosi anche degli automezzi italiani, batteranno in ritirata lasciando questi ultimi al loro destino. Nel Gennaio del 1943 i superstiti raggiunsero la Tunisia, la guerra nel deserto era terminata, rimangono ad El Alamein i tre sacrari nei quali sono raccolti e custoditi i resti di pochissimi caduti, la maggior parte di essi giace ancora nel deserto. Nel sacrario italiano sono custoditi i resti di 4634 Caduti, di questi 2187 sono ignoti. Nel 1960 e’ stato consacrato sotto il porticato del sacrario un sacello che raccoglie le spoglie di cento operai italiani periti durante la costruzione delle dighe di Assuan, Ed fina ed Esna. La raccolta dei resti e la costruzione del sacrario venne portata a termine fra il 1949 ed il 1960 da Onorcaduti sotto la guida del Colonnello Paolo Caccia Dominioni a cui e’ dedicato un busto all’interno del Sacrario. Il 23 Gennaio 1943 cadeva Tripoli e la Tunisia cinque mesi dopo. Nel Dicembre 1942 il bisettimanale “Le Forze Armate” , sottotitolo “la pace piu’ sicura sara’ all’ombra delle nostre spade”, esce con un numero speciale per celebrare i Caduti del mese di Dicembre 1941, i dati sono i seguenti: Esercito e M.V.S.N AFRICA SETTENTRIONALE FRONTE RUSSO FRONTE GRECO-ALBANESE
CADUTI 618 ; FERITI 529 ; DISPERSI 620. CADUTI 237 ; FERITI 643 ;DISPERSI 54 CADUTI 388 ; FERITI 407
MARINA CADUTI 133 ; FERITI 55 ; DISPERSI 1151 AERONAUTICA CADUTI 79 ; FERITI 48 ; DISPERSI 33
Da notare che i dispersi in Marina sono da considerarsi deceduti in quanto il recupero dei cadaveri in fondo al mare non veniva di solito effettuato e mancava quindi la prova del decesso .
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I morti ferraresi citati furono:
Esercito:Africa Settentrionale Ten. Coco Francesco di Poggio R. , Serg. Bagolini Nino di Ferrara, Cap- Magg. Finessi Edole da Massafiscaglia, Cap. Magg . Rizatti Leonardo da Migliarino, Andreasi Adelino da Pontelagoscuro, Feltrami Ivo da Codigoro, Castaldi Umberto da Quacchio, Chiodane Roberto da Bondeno, Fagiolo Alpinolo da Ferrara, Formaggi Alberto da Massafiscaglia, Minarelli Antonio da S.Agostino, Tamoni Angelo da Copparo, Trazzi Mario da Bondeno FRONTE RUSSO Boschetti Nello da Codigoro, Zarantonello Ernesto da Argenta, Sonetti Ilvano da Copparo, Benazzi Guido da Codigoro, Brunelli Ezio da Focomorto, Cazzanti Luigi da Codigoro, Cassani Ottavio da Argenta, Ciavardini Giuseppe da S. Agostino, Fogli Giuseppe da Lagosanto, Gaiba Vinicio da Argenta, Gessi Solimano da Portomaggiore, Gorli Guido da Massafiscaglia, Marchetti Delario da Migliaro, Moretti Angelino da Argenta, Mari Secondo da Massafiscaglia, Pampolini Clinio da Portomaggiore, Pesce Aligi da Bondeno, Venturosi RTomeo da Masi Torello, Veronesi Leonino da Porotto. Zanni Ulderico da Comacchio . FRONTE GRECO-ALBANESE Cap. Magg. Bonora Giovanni da Formignana, Molinari Walter da Bondeno . REGIA MARINA Farinelli Ugolino da Mesola , REGIA AERONAUTICA Maggiore Pilota Toschi Cesare da Portomaggiore, M.llo Martelli Gaspare da Migliarino.
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Per farsi un’idea delle forze in campo nelle due battaglie di El Alamein basta scorrere i dati sotto riportati :
Prima battaglia di El Alamein
1 Luglio - 31 Luglio 1942
Germania e Italia
Gran Bretagna e Commonwealth
Erwin Rommel
Claude Auchinleck
96.000 uomini (56000 italiani)
150.000 uomini
585 carri armati
1.114 carri armati
meno di 500 aeroplani
piu’ di 1.500 aeroplani
Seconda battaglia di El Alamein
23 Ottobre - 31 Novembre 1942
Germania e Italia
Gran Bretagna e Commonwealth
Erwin Rommel
Bernard Montgomery
96.000 uomini meno di 500 carri armati
250.000 uomini piu’ di 1000 carri armati
Perdite 12.000 fra morti e feriti 25.000 prigionieri 450 carri armati
23.500 fra morti , feriti e dispersi 500 carri armati
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I due Laconia
Molte volte il nome di una nave ci porta alla mente la tragedia legata al suo affondamento; basti pensare al Titanic od all’ Andrea Doria , veri colossi del mare finiti in fondo all’oceano. Nel caso del Laconia l’armatore Canard di Liverpool , non si sa per quale ragione , forse cultore della civilta’ spartana che nella regione greca della Laconia era nata, decise di commissionare nel 1910 ai cantieri navali Swan Hunter & Wigham Richardson la costruzione di un piroscafo a vapore da impiegare nel collegamento fra Stati Uniti ed Inghilterra a cui impose quel nome. La nave varata nel Dicembre 1911, poteva trasportare 2610 passeggeri , era dotata dei migliori confort dell’epoca , la prima crociera fu effettuata nel Gennaio del 1912. Le crociere durarono veramente poco perche’ allo scoppio della Grande Guerra il piroscafo venne militarizzato con base a Simonstown nel Sud Atlantico.Dopo essere stato impiegato in Africa Orientale e nell’Oceano Indiano fu riconsegnato alla compagnia Cunard che riattatolo ad uso civile lo reimpiego’ nel Settembre del 1916.
Il 25 Febbraio 1917 alle 22:30 la nave venne affondata 11 chilometri ad ovest nord-ovest di Fastnet al largo delle coste irlandesi , salpata da New York otto giorni prima con 75 passeggeri a bordo (34 in prima classe e 41 in seconda ) , e con un equipaggio di 217 uomini sotto il comando del capitano Irvine. Il primo siluro colpi’ la nave sulla sinistra appena sotto la sala macchine ma non la affondò. Venti minuti più tardi un secondo siluro esplose nella sala macchine, di nuovo sulla sinistra, e la struttura questa volta cedette. Dodici persone perirono nel naufragio,sei dell’equipaggio e sei passeggeri , tra questi tre cittadini americani, madre e figlia Maria E. Hoy e Miss Elizabeth Hoy. La nave trasportava prodotti alimentari, cotone, e materiale bellico, il sottomarino tedesco U50 lancio’ i 2 siluri che colpirono la nave. Un giornalista americano Floyd Gibbons che era a bordo del Laconia descrivera’ in un memorabile articolo che verra’ pubblicato da tutti i quotidiani americani l’affondamento della nave, dopo poche settimane gli Stati Uniti abbandoneranno l’isolazionismo e parteciperanno direttamente al primo conflitto mondiale. Il primo piroscafo Laconia era affondato.
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Primo piroscafo Laconia 1912 – 1917
Stazza lorda: 18,099 tonnellate Lunghezza: 183m (600 piedi) Larghezza: 22m (72 piedi) Numero di canalizzazioni: 2 Numero di alberi: 2 Costruzione: Acciaio Propulsione: Twin vite Motori: Otto cilindri a quadrupla espansione motori da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocità: 17 nodi (31 Km / h) Costruttore: Swann, Hunter & Wigham Richardson, Wallsend on Tyne Passeggero alloggio: 300, 1 ° classe; 350 2 ° Class; 2,200 3 ° Class
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Secondo piroscafo Laconia 1921 -1942 Dopo la sfortunata avventura del primo Laconia l’armatore decise di commissionare la costruzione di un secondo piroscafo a cui impose lo stesso nome, un po’ come si faceva a meta’ ottocento nelle campagne ferraresi quando veniva a mancare un figlio, caparbiamente si continuava ad imporre lo stesso nome al futuro nascituro al fine di perpetuare il nome del nonno o del padre, tale tradizione era definita il morto che “chiama” il vivo. Comunque digressioni a parte, il nuovo Laconia effettua la prima crociera nel Gennaio del 1923, il viaggio ha una durata di 130 giorni la nave circumnaviga il globo e tocca 22 porti. Nel Settembre del 1934 mentre incrocia nel tratto di mare fra Boston e New York entra in collisione con la Pan Royal un mercantile statunitense: gravemente danneggiata viene rimorchiata fino al porto di New York dove rimane per le necessarie riparazioni fino al 1935 anno in cui riprende le crociere. Nel Settembre 1939, evidentemente Settembre non e’ il mese fortunato per questa nave, viene requisita e viene trasformata in nave da guerra a tutti gli effetti, dotata di armi e batterie antiaeree e’ destinata al trasporto di munizioni, truppe e scorta ai convogli, partecipa attivamente alle vicende belliche fino al Settembre 1942 quando viene colpita da un sommergibile tedesco. Vale la pena ricordare che per convenzione internazionale le navi ospedale od adibite a trasporto prigionieri, debbono darne comunicazione alle organizzazioni della Croce Rossa, era prassi durante il conflitto utilizzare navi ospedale anche per rifornire di combustibile le truppe eludendo i controlli. Famosa e’ la confidenza fatta da Mussolini a Ciano al riguardo, il duce si vantava di aver rifornito le nostre truppe in Africa utilizzando le navi ospedale italiane. L’RMS Laconia pur navigando da 20 anni sui mari con le sue 19600 tonnellate era considerata una nave robusta ed affidabile, le cabine passeggeri erano state in parte smantellate ed erano state aggiunte camere di galleggiamento per poter aumentare la capacita’ di carico, a differenza della precedente era dotata di un solo camino, la propulsione a vapore alimentata da carbone di pessima qualita’, produsse un notevole fumo che permise alla vedetta del sommergibile tedesco di avvistare la nave in navigazione nell’oceano e di preparare l’agguato. Il piroscafo procedeva a luci spente e con i vetri oscurati per non essere avvistata dagli Uboat che stazionavano nella zona con l’obbiettivo di colpire i rifornimenti verso l’Inghilterra, anche per questo motivo la nave armata venne considerata legittimamente obbiettivo bellico da parte del comandante tedesco. Era prassi comune da parte degli U Boat tedeschi dopo un siluramento di rimanere nella zona antistante il naufragio per tentare di catturare il comandante della imbarcazione nemica, in quanto Doenitz era convinto che per preparare un buon comandante servissero almeno dieci anni mentre per costruire una nuova imbarcazione ne bastasse uno, per questo motivo come vedremo piu’ avanti il comandante del sottomarino tedesco si accorse di aver silurato una nave che non trasportava truppe ma prigionieri di guerra italiani e civili.
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Caratteristiche tecniche del secondo Laconia
Lordo di 19,860 tonnellate di stazza x x x x x x x x x
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Lunghezza - 183 metri (600 piedi) Larghezza - 22,5 metri (74 piedi) Numero di canalizzazioni - 1 Numero di alberi - 2 - Costruzione Acciaio Propulsione - Twin - vite Motori - turbine a vapore, diretto da Wallsend Slipway Co Ltd Servizio di velocità - 16 nodi Costruttore - Swan, Hunter & Wigham Richardson Ltd, Wallsend on Tyne Data del varo - 9 aprile 1921 Passeggeri - 1 ° classe 350, 2 ° classe 350, 1.500 classe 3
Il giorno di Natale del 1937 , questo era il menu’ servito ai passeggeri a bordo del Laconia:
Una cartolina pubblicitaria distribuita a bordo del Laconia
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Meno di cinque anni dopo, nel mese di navigazione che precedette l’affondamento, ai prigionieri italiani debilitati da un mese di viaggio rinchiusi o meglio stipati nella stiva della nave venivano serviti improbabili zuppe di verdura ed immangiabili intrugli mentre, ai piani superiori del piroscafo i passeggeri civili inglesi si godevano la crociera. Il comandante inglese della nave Rudolf Sharph gia’ sopravissuto ad un altro naufragio causato sempre dai siluri di un sottomarino tedesco avvenuto pochi mesi prima richiamo’ il personale militare inglese ed i carcerieri polacchi al rispetto dovuto ai prigionieri di guerra, imponendo ai civili e specie alle donne imbarcate un contegno piu’ consono allo stato di guerra ed al rispetto delle sofferenze e privazioni che subivano i prigionieri italiani.
Per milleottocentoquarantuno soldati italiani reduci dalle battaglie d'Egitto, di Marmarica e di Cirenaica, la guerra era davvero finita, era arrivato l'ordine di evacuazione del campo di concentramento inglese n. 310 di Suez. Caricati prima su zatteroni a Port Tewfik, vennero poi imbarcati sul grande piroscafo inglese il Laconia, una nave di quasi 20.000 tonnellate, dotata di dispositivi anti rollio, lunga 183 metri e larga 20. Quel Mercoledi’ 29 Luglio 1942 iniziarono le operazioni di imbarco, il Laconia aveva due piani di stive , il piu’ profondo sotto la linea di galleggiamento, nelle stive erano stati installati quattro gabbioni di 15 per 15 metri di lato, in 225 metri quadrati dovettero convivere 460 prigionieri, per un viaggio che duro’ piu’ di un mese. Nella stiva piu’ profonda non c’erano oblo’ e l’aria era irrespirabile, per evitare di fare dei favoritismi si oscurarono anche quelli della stiva superiore, a parte le comprensibili esigenze belliche, il luogo di detenzione era piu’ simile ad un girone dell’inferno che ad un locale atto ad ospitare esseri umani. Con a disposizione meno di mezzo metro quadrato a testa per sopravvivere, scoppiarono fatalmente i contrasti e le liti fra prigionieri che cercavano di conquistare un posto vicino alla bocchette dell’aria, del resto unico conforto e sollievo al caldo tremendo causato dal sole africano che rendeva lo scafo incandescente. La promisquita, il buio, le sevizie subite fecero crollare in molti prigionieri i freni inibitori, il reciproco rispetto e le risse che naturalmente e fatalmente nacquero vennero sedate brutalmente dai soldati polacchi di guardia ai prigionieri. Doppiato il Capo di Buona Speranza ed entrati in Atlantico venne concesso ai prigionieri di uscire a per un’ora al giorno all’aperto, gli stessi furono sottoposti a docce gelate che minarono ulteriormente il loro fisico gia’ provata dalla dura detenzione. Le 103 guardie polacche della ottava divisione formata a Teheran da ex prigionieri di guerra catturati dai russi durante la campagna polacca, erano comandate dal tenente colonnello Baldwin, si distinsero durante il servizio per le continue vessazioni a cui sottoposero i nostri connazionali. A completare il carico di passeggeri vennero imbarcati 900 fra ufficiali e soldati inglesi reduci dalla campagna contro Rommel, funzionari inglesi con le famiglie che rientravano in patria dal medio oriente, duecento prostitute di varie nazionalita’ imbarcate a forza in quanto sospettate di essere spie. Dopo aver fatto scalo ad Aden, il Laconia sbarco’ a Mombasa le 200 prostitute, oltre ad alcuni prigionieri feriti o ammalati, ci furono due scali tecnici a Durban e Capetown per imbarcare altro personale militare ed infine il piroscafo arrivo’ in Atlantico, a bordo si trovavano 463 tra ufficiali e uomini dell’equipaggio, 286 militari inglesi delle varie armi, 80 donne e bambini oltre ai 1800 italiani ed ai 103 carcerieri polacchi, in tutto 2732 persone .
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In Atlantico il Laconia navigava utilizzando tutte le precauzioni possibili, il Capitano Sharp vecchio lupo di mare era gia’ stato oggetto di attenzione da parte dei sottomarini tedeschi che nel 1940 avevano colato a picco la sua nave il Lancastria nel Golfo della Manica . Le dotazioni di bordo in caso di naufragio erano composte da 32 lance e 40 zattere,del tutto insufficienti per 2732 passeggeri. Le giornate trascorrevano tranquille, sui ponti i bambini giocavano, le donne si abbronzavano e civettavano con i giovani ufficiali imbarcati in Sud Africa, dalle stive provenivano i lamenti dei prigionieri stremati dal caldo, dalle malattie, dalla scarsezza del cibo e dalla durezza dei guardiani. L’11 di Settembre un messaggio dell’Ammiragliato ruppe il silenzio radio, venne ordinato alla nave di modificare la rotta e di portarsi verso il centro dell’ Atlantico, ormai era troppo tardi. Il capitano di corvetta di 32 anni Werner Hartenstein comandante dell’ U 156, era all’inseguimento della preda, identificata proprio dalla scia di fumo nero che lasciavano dietro di se i fumaioli del Laconia , scia causata dalla cattiva combustione del carbone di scarsa qualita’ che era stato fornito alla nave e che tanto aveva preoccupato il Capitano Sharp alla partenza. L’U 156 varato a Brema nel 1941 era una formidabile arma di offesa, estremamente veloce poteva arrivare a 18 nodi in superfice ed a 7 in immersione, era lungo 76 metri ed aveva un equipaggio di 50 uomini. Equipaggiato con 6 lanciasiluri , completava l’armamento una scorta di 16 siluri ed in coperta un cannone da 105 e due mitragliere. L’ U156 aveva gia’ affondato 96500 tonnellate di naviglio nemico e con questo nuovo bersaglio il comandante Hartenstein contava di superare il bottino degli altri due sottomarini tedeschi in agguato nella zona l’U507 e l’U506. Dopo un inseguimento durato 10 ore la sera del 12 Settembre 1942 il comandante Hartenstein diede il comando “los” per far lanciare i siluri, erano le 22:00. Il Laconia fu squassato da due tremende esplosioni, si scateno’ il finimondo, dai tubi spezzati fuoriuscivano nuvole di vapore bollente, la nave immediatamente sbando’ sulla dritta, disordinatamente i passeggeri si precipitarono verso le scialuppe e le imbarcazioni scampate all’esplosione. Nella stiva squassata dalla deflagrazione centinaia di prigionieri italiani avevano trovato la morte, per gli altri era solo questione di tempo; i soldati polacchi spararono verso quegli italiani che cercavano di forzare le porte delle gabbie per sfuggire ad una morte atroce, dopo 45 minuti il Laconia si stava gia’ inclinando di prua, alcune zattere sovraccaricate o danneggiate dalle esplosioni si erano inabissate, nel frattempo il telegrafista di bordo aveva gia’ lanciato l’s.o.s che in questo caso per convenzione era un s.s.s che significava che la nave era stata affondata da un sottomarino. Nel caos invano ostacolati dai polacchi, un consistente numero di prigionieri riusci’ a salire sul ponte ed a cercare la salvezza buttandosi in mare aggrappati a tutto cio’ che potesse galleggiare. Il comandante del Laconia decise di affondare con la nave per non occupare uno dei posti sulle poche lance di salvataggio rimaste integre, la posizione del relitto fu segnalata nel messaggio radio trasmesso prima dell’affondamento, a lungo si penso’ che la potenza impiegata dalla radio di bordo non fosse sufficiente a raggiungere le basi inglesi, ma come vedremo in seguito a poca distanza c’era l’isola di Ascension dove era stata installata una base statunitense ben attrezzata. La lancia numero 13 sulla quale riuscirono a salire polacchi ed italiani, finalmente accomunati dalla cattiva sorte ando’ alla deriva e venne recuperata dopo cinque giorni dall’incrociatore francese Gloire. A molti nostri connazionali ando’ molto peggio: respinti spietatamente dagli inglesi che per primi riuscirono a salire sulle scialuppe, annegarono non sapendo nuotare, altri piu’ intraprendenti o piu’ disperati cercarono di aggrapparsi ai bordi delle scialuppe e si videro amputare le mani dalle accette dei soldati inglesi scomparendo fra le onde emettendo grida disumane.
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Alle 23.25 mentre si stava calando ancora l’ultima scialuppa, le caldaie del Laconia esplosero ,il piroscafo si inabisso’ di prua, sulla nave rimasero oltre a centinaia di prigionieri morti od intrappolati nelle gabbie anche il comandante Sharp ed il secondo capitano Steel. A rendere piu’ tragico, se possibile il bilancio del naufragio furono un branco di squali che sopraggiunsero attirati dal sangue delle vittime e nugoli di barracuda che azzannarono gli arti inferiori e le natiche dei naufraghi.. Impediti a salire a bordo delle barche o delle zattere, centinaia di italiani vennero divorati ancora vivi dagli squali, che una volta sazi sembravano trastullarsi con i cadaveri che galleggiavano. Mentre a bordo del sommergibile tedesco si brindava al buon esito della missione “Eisbàr” orso bianco il capitano di corvetta Hartenstein ignorava che il primo siluro lanciato aveva colpito la stiva numero quattro dove erano rinchiusi in un’unica gabbia di 225 metri quadrati 450 soldati italiani che rimasero quasi tutti uccisi, e lo stesso aveva fatto il secondo che aveva centrato la stiva numero due anche se causando meno vittime. Del Laconia il comandante tedesco non sapeva nulla, ne sapeva il nome in quanto era stato captato il messaggio di soccorso lanciato dalla nave prima di affondare, come da ordini ricevuti il sottomarino emerse e punto’ verso il luogo del naufragio per tentare la cattura del comandante Sharp, Hartenstein salito in torretta udi’ subito invocazioni di aiuto , pur non parlando italiano capi’ che qualcosa di grave era accaduto, fece ripescare alcuni naufraghi e da questi con molta fatica riusci’ a realizzare che sulla nave erano trasportati piu’ di mille prigionieri italiani. Comincio’ qui quello che sara’ in seguito denominato “ l’affaire Laconia” .
Il Comandante del Laconia R. Sharp
Il Comandante del U156 Hartenstein 31
Prigionieri italiani versoi campi di concentramento.
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Il luogo dell’ affondamento 04° 34’ latitudine Sud , 11° 25’ longitudine Ovest
L’Affaire Laconia Gli inglesi come si apprese in seguito captarono il messaggio del Laconia, ma pensando ad un’imboscata preferirono ignorarlo, nel frattempo mentre si cercava di aiutare i naufraghi non facendo differenze fra alleati e nemici dal sottomarino parti’ un messaggio diretto al comando sommergibili, “affondato inglese Laconia. Purtroppo con 1500 prigionieri italiani. Sino a ora 90 salvati.chiedo ordini Hartenstein” . Il vice ammiraglio Doenitz fu svegliato a Parigi, la decisione da prendere non era affatto semplice, dal punto di vista militare la scelta era semplice bisognava buttare a mare i naufraghi in quanto lo scafo non era adatto a trasportarli, ma Doenitz era prima di tutto un marinaio e decise di inviare a dar manforte all’ U156 altre tre unita’ l’U506, l’ U507 e l’U459. Il comandante dell’ U507 Harro Schacht quando gli arrivo’ l’ordine di Doenitz era a 750 miglia dal luogo del naufragio, per raggiungerlo alla velocita’ di 15 nodi all’ora ci avrebbe impiegato due giorni. Il comandante dell’ U506 era Wùrdemann che era partito verso il luogo della tragedia di sua iniziativa, prima ancora di ricevere ordini dall’ammiragliato, il terzo l’U459 era soprannominato vacca da latte, per le enormi dimensioni ed anche perche’ serviva per rifornire di carburante e munizioni i sommergibili direttamente in mare: quest’ultimo mezzo era comandato da Wilamowitz-Mòllendorf, un veterano della prima guerra mondiale. Entrambi i comandanti dell’U506 e dell’U459 periranno con il loro equipaggio nel Gennaio del 1943 il primo e nel Luglio dello stesso anno il secondo a causa delle bombe di profondita’ sganciate da aerei alleati. La mattina del 13 di Settembre l’U156 si aggirava sul luogo del naufragio ripescando e prestando soccorso ai naufraghi senza distinzione di nazionalita’ in attesa che arrivassero i soccorsi, fra gi inglesi quasi nessuno desiderava essere salvato dai tedeschi, a causa delle correnti le imbarcazioni ed i relitti a cui si erano aggrappati i superstiti si allontanavano sempre piu’ dal luogo del disastro. Con 123 italiani e 21 inglesi a bordo scampati al naufragio, che di fatto impedivano le operazioni belliche , Hartenstein provo’ a formulare una richiesta veramente inconsueta in tempo di guerra: chiese di dichiarare la neutralizzazione diplomatica del luogo del naufragio. La proposta fu respinta da Doenitz dopo che si fu consultato con lo stato maggiore, nel contempo lo stesso avverti’ il comando dei sottomarini italiani a Bordeaux e chiese l’intervento degli incrociatori della repubblica di Vichy per collaborare alle operazioni di soccorso, il sommergibile Cappellini al comando del tenente di vascello Marco Revedin, nato a Bologna nel 1911 rampollo dei marchesi Revedin di San Martino di Ferrara, parti’ immediatamente per soccorrere i nostri connazionali. Hartenstein aveva gia’ trasmesso sulla lunghezza d’onda usata dagli inglesi dei 25 e 60 metri un messaggio in cui dava la sua posizione e prometteva di non attaccare le navi nemiche che si fossero impegnate nel soccorso dei naufraghi; il messaggio era firmato “un sottomarino tedesco”. Da Berlino intanto l’ammiraglio Fricke, a nome di Hitler disapprovava la troppa umanita’ dimostrata dal comandante tedesco ed ordinava di non assumere alcun rischio ai comandanti delle unita’ tedesche impegnate . Doenitz lo interpreto’ a modo suo, ordino’ di continuare il soccorso e di interromperlo solamente se vi fosse pericolo reale per gli scafi tedeschi operanti. Il 14 di Settembre tre navi francesi la Gloire, la Dumont-d’Urville e la Annamite insieme al Cappellini navigarono a tutta forza verso quel tratto di mare presidiato dall’Uboat 156 che nel frattempo aveva raccolto parecchie donne e bambini inglesi stremati dopo tre giorni in mare, in tutto i sommergibilisti tedeschi avevano assistito 400 persone distribuendole poi sulle scialuppe ancora in buono stato, rifocillandole e fornendo loro generi di conforto. 33
Il 15 di Settembre alle 11:30 arrivo l’U506 che imbarco’ la meta’ dei 263 naufraghi; in quel momento presenti sullo scafo di Hartestein, chiedendo che fossero tutti italiani, verso le 15 arrivo’ anche l’U507 che collaboro’ al recupero di altre imbarcazioni alla deriva, si cerco’ sempre di tenere separati gli italiani dai polacchi per evitare vendette e ritorsioni. Il 16 di Settembre per Hartenstein ed i suoi marinai che non dormivano ormai da quattro giorni fu una giornata decisiva. Revededin ed il Capellini avevano incontato alcune scialuppe con inglesi a bordo alla deriva e le avevano rifornite di viveri ed acqua dirigendosi poi a tutta forza verso le altre unita’ impegnate nelle operazioni di soccorso. Alle 11:25 apparve all’orrizzonte un aereo alleato , un Liberator americano. Fu subito esposta una grande bandiera con la croce rossa sul sommergibile tedesco, peraltro impossibilitato ad immergersi per il gran numero di prigionieri che erano ospitati in coperta, nel contempo un ufficiale della RAF prigioniero trasmise dalla radio del sommergibile sulla frequenza dell’aereo un messaggio che raccomandava di non attaccare in quanto a bordo si trovavano naufraghi del Laconia fra cui numerose donne e bambini. Da parte del Liberator non ci fu risposta, si allontano’ per ritornare poco dopo per sganciare il suo carico di bombe, fu un momento di panico generale, il sottomarino cerco’ di evitare le bombe facendo manovra a tutta forza, le scialuppe a traino sbalzarono in mare parte del loro carico umano, una bomba centro’ una lancia uccidendone gli occupanti, per ben due volte il Liberator sgancio’ il suo carico di bombe, mentre il sottomarino si immergeva venne ripetutamente colpito subendo gravi danni, la radio venne riparata dopo otto ore, le falle vennero rattoppate, ma i periscopi ed altre attrezzature risultarono inservibili. Hartenstein fu costretto ad evacuare i naufraghi ed a sospendere le operazioni di soccorso, informando Doenitz appena la radio fu riparata di quanto accaduto. La notizia dell’attacco proditorio subito mentre si stava compiendo una operazione umanitaria di salvataggio arrivo’ anche alle altre unita’ tedesche ed italiane impegnate a rastrellare in un’ampio tratto di mare i naufraghi. Doenitz ordino’ per salvaguardare i mezzi e gli equipaggi tedeschi di abbandonare le operazioni, i superstiti italiani vennero imbarcati a bordo dei sommergibili per essere affidati alle navi francesi, mentre il resto dei naufraghi furono imbarcati sulle scialuppe di salvataggio con viveri ed acqua sufficienti. In quello stesso giorno , fatto tesoro dell’esperienza, Doenitz vergo’ di suo pugno un ordine che a Norimberga gli costera’ caro, con questa serie di disposizioni da lui battezzate “Triton Null” ordinava in futuro di non prestare alcun soccorso ai naufraghi di navi colpite dai sommergibili tedeschi. Per tutta la giornata del 17 Settembre le navi francesi guidate via radio dai sommergibili tedeschi continuarono ad imbarcare naufraghi alla deriva, il 18 notte grazie al fortunoso avvistamento di un fuoco acceso con l’ultimo fiammifero a disposizione da un naufrago a bordo di una scialuppa si riusci’ strappare ad una fine certa altre vite. Il Gloire alla fine riusci’ a salvare 373 italiani, 597 inglesi , fra cui 48 donne e bambini, 70 polacchi ed un greco, in totale 1041 anime. L’Annamite ne soccorse 300, il Cappellini ne trasse in salvo 110 che poi trasbordo’ su di una unita’ francese .I Tedeschi provvidero a liberare 385 prigionieri francesi detenuti in Germania che avevano rapporti di parentela od amicizia con gli equipaggi delle navi francesi: questo era il prezzo della collaborazione prestata da parte della Francia.. A seguito del bombardamento americano due scialuppe che erano al traino dell’ U156 si trovarono alla deriva, dopo indicibili sofferenze 16 dei 64 naufraghi fra cui donne e bambini arrivarono il 9 di Ottobre dopo quasi un mese di navigazione sulle coste della Liberia; una donna non sopravvisse agli stenti e mori’ pochi giorni dopo. Il 21 di Ottobre quasi quaranta giorni dopo l’affondamento fu trovato in mare il secondo canotto del Laconia: dei 51 occupanti ne erano rimasti in vita quattro, ormai sfiniti ed allo stremo delle forze. 34
I dati dell’ecatombe, a distanza di tanti anni sono ancora controversi, anche se non si discostano molto dai seguenti: dei 2732 imbarcati a bordo del Laconia ne sopravvissero 1111 , dei 1800 italiani prigionieri 450. Le forze alleate non riuscirono certamente a fronte alta da questo episodio, fu negato in un primo tempo come gia’ detto che il messaggio del Laconia fosse stato captato. Per anni , di fronte all’indignazione generale, il governo degli Stati Uniti nego’ l’operazione bellica del Liberator nonostante le testimonianze dei superstiti inglesi; solo trenta anni dopo venne detta finalmente la verita’ su questo episodio di pirateria, nessuno pago’ per questo crimine, constatato quanto sta succedendo in materia di impunita’ ed indulgenza verso le forze armate americane in questi tempi nulla e’ cambiato dopo 65 anni. Il comandante Hartenstein peri’ a 35 anni nell’Oceano Atlantico con il suo equipaggio l’otto Marzo 1943 colpito dalle bombe di profondita’ sganciate da un aereo Catilina alleato. Di seguito alcune testimonianze raccolte dopo il disastro sul trattamento subito dai prigionieri italiani. Dal giornale di bordo del comandante Hartenstein: "00 h 7722 - SO. 3. 4. Visibilità media. Mare calmo. Cielo molto nuvoloso. Secondo le informazioni degli italiani, gli inglesi, dopo esser stati silurati, hanno chiuso le stive dove si trovavano i prigionieri. Hanno respinto con armi coloro che tentavano di raggiungere le lance di salvataggio...". Lo storico americano Clay Blair jr., che descrisse l’avvenimento nel suo libro „Hitler’s U-Boot War“, dice esplicitamente che il Laconia aveva a bordo sufficienti scialuppe di salvataggio per tutte le 2700 persone imbarcate, prigionieri compresi. Ciò nonostante, le guardie polacche ricevettero l’ordine dagli ufficiali di sbarrare i cancelli delle stive, quindi, mentre militari ed ospiti si imbarcavano, la guardia si schierò con i fucili puntati davanti alle cancellate chiuse. La scena fu descritta da alcuni sopravvissuti, le cui testimonianze sono raccolte nel libro di Antonio Trizzino, ”Sopra di noi l’oceano”: “Appena ebbero compreso che erano stati condannati all’annegamento, i prigionieri si lanciarono contro i cancelli, mentre le guardie li respingevano a colpi di baionette o sparando a bruciapelo. A coloro che riuscirono ad arrivare alle scialuppe e ad aggrapparvisi venivano tagliate le mani.” Altre testimonianze sull’ attacco del Liberator: I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia all’interno che sul ponte di coperta; in più trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilità di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo c’erano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, l’ufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di più: Hartenstein chiese ad uno degli ufficiali inglesi che si trovavano sul suo U-Boot di trasmettere - in inglese - all’aereo il seguente messaggio: „Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini“. Il Liberator non rispose e si allontanò. Il tenente pilota Harden telegrafò però al punto di appoggio che si trovava sull’isola di Asuncion, da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impartì l’ordine chiaro „Sink sub“. Quindi il Liberator tornò alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse.
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Naufraghi a bordo del U 156 il 13 Settembre 1942
Naufraghi sul ponte del U 507
Naufraghi vengono assistiti dal U507
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Donne e bambini superstiti del naufragio imbarcate sulla Gloire
Una delle pagine degli atti del processo a Doenitz celebrato a Norimberga dove si ricostruisce il naufragio del Laconia.
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Anche Ferrara ha dato il suo contributo di sangue quel 12 Settembre 1942 al largo di Ascension Island in pieno Atlantico. L’estrapolazione dei dati relativi ai Caduti Ferraresi è stata ottenuta comparando l’elenco fornitomi da Onorcaduti con il fondo Prefettura relativo alle comunicazioni alle famiglie che e’ conservato in Archivio di Stato di Ferrara. L’elenco ottenuto e’ stato ulteriormente verificato tramite le anagrafi dei comuni che hanno risposto alle mie richieste di verifica, in particolare mi hanno risposto con sollecitudine le anagrafi di ferrara,Migliarino, Formignana, Copparo, Portomaggiore, Argenta, purtroppo non ho avuto alcuna risposta da Bondeno, Cento, Comacchio, Goro, Lagosanto. Ancora oggi emergono nuovi nominativi di Caduti del Laconia, i dati del Ministero della Difesa parlano di dispersi in Mediterraneo, evidentemente quando fu redatto l’elenco dei passeggeri c’era un po di confusione a livello geografico fra i vari uffici competenti… I Caduti ferraresi fin qui verificati sono i seguenti: 1) Agnella James di Giovanni, di anni 22: nato a Migliarino il 7/10/1919, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 2) Anteghini Bruno fu Augusto, di anni 22: nato a Migliarino il 21/10/1919, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, catturato in combattimento al km 121 a Sud Ovest di Alessandria il 10/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 3) Arvieri Ariode di Olivo, di anni 22: nato a Massafiscaglia il 4/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9° Bersaglieri, gia’ ferito in combattimento il 10/11/1941, disperso in combattimento a Rusveiat-El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 4) Bardella Renato di Rino, di anni 30: nato a Francolino il 29/07/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Il fratello Cesare classe 1919 era deceduto in combattimento a Porto Bardia (Cirenaica) il 27/12/1940. 5) Bettini Loris Flavio di Eugenio, di anni 22: nato a Formignana il 14/02/1920, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat-El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 6) Bolognesi Bruno di Gaetano, di anni 22: nato a S. M. Codifiume il 1/12/1919, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 7) Bonora Willer di Lobbia, di anni 22: nato a Baura il 7/04/1920, residente a Francolino ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi e’ rinchiuso nel campo n. 306 Chief pow con il numero di matricola 150103. Disperso in prigionia il 12/09/1942 8) Carli Luigi di Giuseppe, di anni 21: nato a Comacchio il 09/05/1921, ha combattuto in Africa nel 85 Reggimento Fanteria Sabrata, Catturato il 28/08/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 9) Carli Roberto di Pasquale, di anni 27: nato a Ponte Maodino (Codigoro) il 7/12/1914 ha combattuto in Africa nel 9° Bersaglieri, catturato a Rusveiat- El Alamein il 15/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 10) Cenacchi Carlo di Federico, di anni 30: nato a San Bartolomeo in Bosco il 19/04/1912, ha combattuto in Africa nel 85° Reggimento Fanteria Sabrata, catturato il giorno 11/07/1942 al Km 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein, internato nel campo 306, matricola 341737. Disperso in prigionia il 12/09/1942 11) Chersoni Rinaldo di Ciriaco, di anni 25: nato a S.M. Codifiume il 11/06/1917 ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, catturato al km. 121 Sud Ovest di Alessandria il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942 12) Dolfi Armando fu Perfetto, di anni 25: nato a San Giorgio (Ferrara) il 21/06/1917, ha combattuto in Africa nel 66° Reggimento Fanteria, catturato ad El Alamein il giorno 11/07/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942.
13) Felloni Selvino fu Antonio, di anni 29: nato a Formignana il 20/08/1913, residente a Filo d’Argenta ha combattuto in Africa nell’27° Reggimento Fanteria “Pavia”. Fatto prigioniero dagli inglesi il 15 Luglio 1942 ad El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 14) Maini Ardito fu Ulderico, di anni 26: nato a Vigarano Mainarda il 29/11/1915, Ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, prigioniero numero 150348 nel campo 306 in Egitto, Disperso in prigionia il 12/09/1942. 15) Mandrioli Ottorino di Gennaro, di anni 28: nato a Villanova di Denore il giorno 08/05/1914, ha combattuto in Africa nel 85° Reggimento Fanteria Sabrata, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942 16) Marabesi Viterbo di anni 30: nato a Casaglia (Pontelagoscuro) il 28/09/1911, ha combattuto in Africa nel 61 Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 17) Maranini Giuseppe di anni 23: nato a Ferrara il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, disperso il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 18) Marzola Giorgio di Filippo, di anni 27: nato a Migliarino il giorno 05/06/1915, Ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, disperso il 15/07/1942 ad El Alamein, prigioniero n. 150248 campo 306 Egitto. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942 19) Masieri Giordano di anni 21: nato a Massafiscaglia il 16/04/1920, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 20) Melloni Luigi di Pietro, di anni 27: nato a Renazzo il giorno 04/01/1915, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri, prigioniero n. 150172 nel campo 306 in Egitto. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 21) Pacini o Paccini Giuseppe, di anni 23: nato a Berra il giorno 08/10/1918, ha combattuto in Africa nel 66° Reggimento Fanteria, fatto prigioniero il 10/03/1942. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 22) Pandolfi Vincer di Quinto, di anni 22: nato a Codigoro il 31/07/1920, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 23) Pavani Settimio di Gaetano, di anni 22: nato a Consandolo (Argenta) il 4/09/1920, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 24) Ravagnani Bruno di Sirode, di anni 22: nato a Stellata (Bondeno) il 13/12/1919, ha combattuto in Africa nel 7° Reggimento Bersaglieri, fatto prigioniero il giorno 11/07/1942 al km. 121 Sud Ovest di Alessandria. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 25) Ricchieri Umberto di anni 28: nato a Jolanda di Savoia il giorno 04/04/1914, ha combattuto in Africa nel 9° Reggimento Bersaglieri. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 26) Rossi Umberto di Armando, di anni 31: nato a Porotto il 13/09/1911, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria, catturato dagli inglesi al km. 127 della ferrovia El Dab’a’- El Alamein. Disperso in prigionia il 12/09/1942. 27) Scalambra Guido di Lorenzo, di anni 30: nato a Francolino il 17/05/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150520. Lascia una moglie ed una figlia di cinque anni. Disperso in prigionia il 12/09/1942.
28) Targa Fernando di Giovanni, di anni 30: nato a Vigarano Mainarda il 18/02/1912, ha combattuto in Africa nel 27° Reggimento Fanteria “Pavia”, catturato a Tobruk, internato nel campo 306 in Egitto, matricola 150796. Disperso in prigionia il 12/09/1942. Da notare che nei fondi prefettura vengono storpiati alcuni nomi di localita’, Rusveiat in realtà è Ruweisat
Nella piantina di provenienza inglese la dislocazione delle nostre truppe ed i luoghi dove vennero fatti prigionieri i 28 militari ferraresi periti sul Laconia. Da notare l’errore di attribuzione del nome ai reggimenti di fanteria, il 20° era il Brescia ed il 27 la Pavia.
Vista da satellite della zona degli scontri: da notare El Dab’a’ dove ha combattuto l’85° Fanteria ed El Ruweisat dove combatte’ il 9° Bersaglieri.
Una ulteriore ricerca e verifica sui trenta nominativi ferraresi della tragedia del Laconia, e’stata effettuata presso l’ Archivio di Stato di Ferrara dove ho potuto visionare, grazie alla cortesia degli operatori, le trenta buste che raccolgono i fascicoli personali di buona parte dei caduti, feriti, prigionieri e dispersi ferraresi. Non posso essere certo di avere a disposizione l’elenco completo dei Caduti ferraresi del Laconia ma penso che i dati in mio possesso non si discostino dalla realta’. Alle famiglie dei dispersi se bisognose, fu erogata dallo stato un’una tantum di 1000 lire: il contributo giornaliero per le mogli che avevano il marito al fronte era di circa 11 lire, di certo non c’era da scialacquare.
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Copia della lettera inviata alla prefettura di Ferrara dal consolato italiano di Losanna, il 23 di Febbraio 1943, a distanza di cinque mesi dal naufragio del Laconia le famiglie dei Caduti non erano ancora state avvertite. Di seguito i reggimenti dei Caduti ferraresi del Laconia e la loro dislocazione all’atto dell’entrata in guerra dell’Italia. 85 Reggimento Fanteria Sabrata - Jefren (Libia). 66 Reggimento Fanteria Trieste - Piacenza. 61 Reggimento Fanteria Trento - Trento. 27 Reggimento Fanteria Pavia - Libia. 9 Reggimento Bersaglieri – Cremona 7 Reggimento Bersaglieri - Bolzano. 42
La guerra e’ finita !
Nell’ immagine qui sopra riprodotta e dal commento che la accompagna ci si puo’ fare un’idea del tipo di considerazione che avessero di noi italiani gli alleati. La didascalia recita: “ felici di essere fuori di li, dopo El Alamein i prigionieri marciano a migliaia, non sono necessarie le guardie per evitare che scappino”. La fotografia fu pubblicata sul libro Eight Army di Robert Neillands, l’autore omise di ricordare il valore dei nostri reparti in Africa che seppero tenere testa a forze meglio equipaggiate, regolarmente rifornite e particolare non trascurabile ad un esercito che contava piu’ del doppio degli effettivi rispetto al nostro nella battaglia decisiva di El Alamein. Non diversa era nell’ Aprile del 1942 la politica di Roosvelt verso quegli americani che erano emigrati negli Stati Uniti: vennero schedati implacabilmente, non tenendo conto del fatto che molti di essi avessero gia’ combattuto nella Grande Guerra nell’esercito degli States. Nella pagina sucessiva sono riprodotte le schede compilate dall’ufficiale dell’anagrafe americana: gli immigrati ferraresi provenivano per la maggior parte dalla zona di Cento e di Renazzo, l’immigrazione era iniziata nella seconda meta’ dell’ottocento, poco dopo l’unita’ d’Italia. Gli immigrati ferraresi vivevano in prevalenza fra New York e Boston sulla costa atlantica ed esercitavano professioni legate all’industria meccanica ed alla carpenteria, i nomi delle citta’ di provenienza venivano spesso storpiati ed accadeva anche che si indicasse il quartiere di origine, si trovera’ cosi’ un ferrarese che all’ingresso negli States dichiarera’ di provenire da San Giorgio ed un altro che dichiarera’ di essere nato a Penzale (Cento). 43
Schedatura da parte del governo U.S.A. di Bertelli Petronio di Ferrara e Balboni James di Cento. 44
La cosa che piu’ sorprende della morale alleata e’ che quando ad essere colpiti sono i civili inglesi od americani, si grida alla barbarie e si invocano le convenzioni internazionali, quando si tratta di bombardare citta’ italiane, tedesche o giapponesi si parla, quando se ne parla, di ineluttabili e dolorose scelte strategiche imposte dagli eventi e che tali atti sono necessari per proteggere l’avanzata e l’incolumita’ dei militari alleati. Tale ragionamento viene ancora largamente seguito dalle autorita’ americane come nel caso dei bombardamenti preventivi, che precedettero l’invasione dell’Iraq, che causarono appunto innumerevoli vittime fra la popolazione civile. Ma per non cadere nel facile antiamericanismo odierno, vorrei tornare alla seconda guerra mondiale ed alle numerose vittime innocenti causate dai bombardamenti alleati . Per rimanere in ambito locale Ferrara disponeva nel 1943 di pubblici rifugi che potevano ospitare 5386 persone, i morti a causa dei bombardamenti ammontano secondo fonti dell’Anagrafe di Ferrara a 1071 , la cifra e’ sicuramente imprecisa per difetto in quanto spesso non tiene conto degli sfollati ferraresi morti fuori Ferrara. E’ il caso ad esempio di Bertelli Enrica di 24 anni e della figlioletta Maria di appena 4 anni morte nel crollo di un palazzo ad Alberlungo di Rovereto nell’ Agosto 1944 centrato da una bomba sganciata da un bombardiere alleato. Il giornale dell’epoca diede la notizia in un trafiletto dal titolo significativo “ancora bombe”, Bertelli Enrica aveva perso all’inizio della guerra il fratello Mario, marinaio ventenne perito in combattimento a bordo dell’incrociatore Lampo.
Bertelli Erica ed Ambrosone Maria
Corriere Padano
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Quanto fin qui detto penso dimostri come un grande paese democratico come gli Stati Uniti d’America, preso giustamente ad esempio come democrazia compiuta, abbia anche esso un ben strano senso della giustizia, passando sopra al genocidio degli indiani ed alle stragi compiute per esportare la democrazia in varie nazioni del mondo. Vorrei tornare ora a quello che fu il post Laconia. Sconfitto finalmente il nazifascismo le potenze vincitrici istituirono il tribunale di Norimberga, da una parte furono giustamente puniti i responsabili dell’olocausto, dall’altra si volle processare chi aveva combattuto per un’ideale sbagliato o chi come Doenitz aveva solamente fatto il proprio dovere di militare e di marinaio, mettendo anche a repentaglio la propria incolumita’ scontrandosi duramente con Hitler sul comportamento da tenere nei confronti dei naufraghi del Laconia.. Il suo ordine “Triton Null” che di fatto gli costo’ una condanna a Norimberga, fu giustificato dal proditorio ed ingiustificato attacco di un Liberator U.S.A che non esito’ a sganciare alcune bombe sul sottomarino di Hartestein mentre era impegnato a soccorrere i naufraghi, uomini, donne e bambini perfettamente visibili all’equipaggio alleato del Liberator. A nulla servi’ il promemoria inviato ai giudici dall’ammiraglio statunitense Nimitz che di fatto assolveva Doenitz in quanto le stesse disposizioni dell’ammiraglio tedesco, erano state impartite alle forze alleate operanti sui sommergibili. La giustizia militare dei vincitori fece passare per le armi generali ed ufficiali italiani e tedeschi che avevano ordinato di aprire il fuoco sui militari alleati che tentavano di evadere dai campi di prigionia, dimenticando in che modo si comportavano negli stessi frangenti gli ufficiali alleati. Amanti delle statistiche gli statunitensi, pubblicarono una inchiesta sul tasso di mortalita’ dei prigionieri nei rispettivi campi avversari; tali dati risultavano viziati in quanto prigionieri delle forze dell’asse uccisi come nel caso del Laconia dalle bombe americane o dalle guardie polacche ed inglesi furono di fatto conteggiati come vittime dei tedeschi. A Norimberga, sempre tenendo fermo il giudizio sacrosanto di condanna del nazismo e dei suoi crimini, si introdusse un nuovo ordinamento di “selettività giudiziaria”, che sancì il principio che “il comportamento delle potenze vincitrici non poteva essere equiparato con gli stessi standard legali applicati ai loro nemici”. In un libro “La gioia violata” di Federica Saini Fasanotti si parla di altri crimini commessi dalle forze alleate e mai puniti: “Vi furono numerose violazioni del diritto umanitario nei confronti dell’Italia, con attacchi contro centri abitati e mezzi della Croce Rossa. Gli inglesi ( ..i portatori della libertà secondo certa vulgata corrente..) si distinsero, come già fatto sulla Germania con la tecnica dell’ “ Area bombing”, che mirava alla distruzione delle abitazioni,più che a colpire gli obiettivi militari. In Albania ed in Africa Settentrionale gli uomini della Raf si accanirono in special modo ,contro ospedali ed edifici con il simbolo della Croce Rossa, mentre la Regia Aeronautica e la Marina adottarono sempre una condotta di guerra improntata ad un comportamento cavalleresco ed umanitario. Numerosi furono i prigionieri italiani eliminati direttamente sul campo di battaglia nel deserto libico–egiziano. I reparti di fanteria del Commonwealth britannico, soprattutto quelli provenienti dall’Oceania, furono autori di massacri di prigionieri appena catturati e mutilizioni di cadaveri. Durante la campagna di Tunisia, nella battaglia di Takrouna,i “reparti maori” del generale Freyberg uccisero a baionettate tutti i prigionieri italo-tedeschi e gettarono vivi da un dirupo anche due soldati italiani. “ ed ancora: Una pagina dimenticata è quella degli internati italiani in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti, allo scoppio delle ostilità. Con l’inizio della guerra le autorità britanniche arrestarono subito 4000 italiani, e non vi furono distinzioni tra fascisti ed antifascisti…. La sorte dei nostri civili evacuati dall’Africa Orientale Italiana, fu ancor peggiore dei militari. Gli uomini in buono stato furono trasferiti in Kenya, Rhodesia, Uganda, Sud Africa e Tanganika, mentri le donne, i bambini i vecchi , vennero raccolti in 46
campi inospitali in AOI, nei pressi di Mandera, Berbera, Dire Daua, Harar, veri “ inferni per vivi”…. Qui i bambini italiani morivano di morbillo e di altre malattie, in tutto le vittime civili nei campi di concentramento alleati furono stimate in circa duemila. Francesi e Greci si distinsero per la sistematica violazione delle leggi umanitarie. Il rapporto del nostro Ministero della Guerra, definì brutale il comportamento verso i nostri soldati catturati, sia che fossero feriti o meno. Sorte peggiore toccò a coloro che alla conclusione della campagna africana, furono consegnati dagli alleati ai francesi di De Gaulle. Da notare che la cosiddetta “Francia Libera” non era riconosciuta da nessuna potenza belligerante, come “governo legittimo” (… De Grulle riuscì alla fine della guerra nel capolavoro di far sedere la Francia, sonoramente battuta dalla Germania nel maggio del 1940, a fianco delle potenze vincitrici.., senza che i francesi avessero realmente contribuito all’esito finale della guerra in Europa NdA), nemmeno dagli Alleati. Quindi i francesi non avrebbero potuto trattenere alcun prigioniero di guerra. Nonostante ciò, le condizioni imposte ai nostri militari, furono tra le più disumane ed indegne di una nazione civile. Sul fronte jugoslavo la guerra aveva oramai assunto una connotazione di ferocia estrema da ambo le parti, ma, come ricorda l’autrice, le forze armate italiane furono nella maggior parte dei casi costrette a reagire a causa del comportamento “barbaro” dei partigiani slavi. “Nel luglio del 1941, nella zona di Podgorica ( Montenegro), soldati della divisione Messina furono massacrati. Quando la zona venne riconquistata, si trovano 70 cadaveri dei nostri tagliati a pezzi e incastrati nei canali di scolo della strada. Sui cadaveri si erano avventati dei maiali”. Successivamente, dopo l’armistizio, le violenze si spostarono anche sui civili dell’Istria e della Dalmazia.Da parte italiana non vi fu mai alcun intento di “pulizia etnica” e di “sbalcanizzione “ dei territori ex jugoslavi. La Legge di guerra italiana ed il codice penale militare erano allora pienamente corrispondenti alle norme internazionali ed alle consuetudini che regolavano la condotta della guerra secondo il diritto internazionale. Gli Usa, dopo la loro entrata in guerra nel 1941, si allinearono subito al comportamento dei britannici, radendo al suolo interi abitati nelle nostre città, mentre i piloti dell’Us Air Force mitragliavano sistematicamente tutto quello che si muoveva sulle strade. In Sicilia con l’eccidio all’aeroporto di Biscari ( Ragusa), dove furono trucidati 73 prigionieri dell’Asse, si aprì la tragica lista di massacri e violenze sul suolo italiano. Lo stesso Patton, arringò i soldati della 45° divisione di fanteria: “ Ci scontreremo con il nemico..Gli porteremo la guerra in casa..Non avremo pietà..Quel bastardo deve morire..Dovete avere l’istinto assassino.. Conserveremo la fama di assassini e gli assassini sono immortali”.In Sicilia furono gli inglesi a dedicarsi con zelo all’internamento dei civili ritenuti “pericolosi fascisti”. Nei campi di concentramento di Siracusa, Fossa Creta vicino Catania, Messina, Pisturina e Priolo, migliaia di persone, civili, ma anche militari, rimasero per quasi un anno all’aria, senza baracche, senza alcuna assistenza medica, buttati sulla nuda terra, preda della malaria. Ancora nella primavera del 1994 vi erano detenuti ben 7000 prigionieri, trattati come animali da pascolo. Le truppe coloniali francesi si macchiarono di violenze di ogni sorta su donne, uomini e bambini, in questo istigate volentieri dagli ufficiali francesi, (…. Dopo la pessima figura fatta nel 1940, questi ultimi volevano forse riscattare in questo modo l’ “onore della Francia ) R imasero tristemente famose le 24 ore di vacatio legisconcese alle bande marocchine dagli alleati. Dopo l’otto settembre si registrò una recrudescenza dei crimini contro i nostri soldati. Il disprezzo,tale da rasentare spesso il razzismo, da parte degli alleati, crebbe allora ancor di più , proprio a causa del repentino voltafaccia della monarchia e di Badoglio. Le forze armate “cobelligeranti” furono mal viste soprattutto dai britannici ed utilizzate prevalentemente come bassa manovalanza nei porti e nei lavori di fatica. Questo d’altronde è il prezzo che si paga quando s’inizia una guerra da una parte, cercando poi di finirla in campo avverso. 47
Altre inchieste sulle stragi commesse dai tedeschi ai danni dei militari e dei civili italiani, furono insabbiate per anni dai nostri governanti in ossequio all’alleanza atlantica ed al timore di irritare i governi alleati di Germania ed Inghilterra . Fu cosi’ che Reader e Kappler, poterono sfuggire alla giustizia dopo aver scontato una parte minima della pena in un carcere peraltro dotato di ogni comodita’. Nel 1988 i deputati Capecchi, Palmieri, Ferrandi e Picchetti chiesero ripetutamente al governo se rispondesse a verita’ la notizia della strage di prigionieri italiani compiuta dai nazisti a Leopoli e se fosse stata controllata una notizia di fonte polacca riguardante la soppressione di 10.000 prigionieri italiani sepolti vivi dai nazisti a Deblin, 100 km da Varsavia; di questi episodi se ne potrebbero citare parecchi altri ma per tutti vale la stessa regola, la storia viene scritta dai vincitori, a loro e’ lasciato il compito di perpetuare la memoria del secondo conflitto mondiale, Holywood ha fatto il resto. Solo oggi timidamente , esce qualche libro controcorrente, il pericolo sta nel dividere la giusta e sacrosanta condanna del nazifascismo, causa prima della seconda guerra mondiale, dalla verita’ storica che non deve giustificare crimini contro l’umanita’ in quanto commessi dalle potenze vincitrici.
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Nel 1995 si torna a parlare di Leopoli:
Giuseppe Rasolo
Utile è il confronto con gli storici sovietici, che sono i primi a parlare dei numerosi decessi di italiani nei campi di prigionia tedeschi, nello stesso periodo scoppia anche il caso Leopoli. Secondo il libro del polacco Jacek Wilzcur ("Le tombe dell'Armir"), migliaia di soldati italiani furono trucidati dai tedeschi nel corso della ritirata. Tali affermazioni , unitamente a un rinnovato interesse dell’opinione pubblica, indussero il Ministero della Difesa ad aprire un'inchiesta ed a nominare una commissione d'indagine. Dopo affrettate ricerche furono giudicate come improbabili le rivelazioni dell'autore polacco, anche sulla base del fatto che parecchi dei nomi citati o non esistevano oppure appartenevano a persone ancora in vita in Italia. Ulteriori rivelazioni confermarono invece l'ecatombe di militari italiani e sulla base di quelle dichiarazioni il governo italiano il 23 aprile 1991, firmò un accordo con il governo della Unione Sovietica per il recupero delle salme e per ulteriori ricerche da compiersi in territorio sovietico I primi dati portarono all'identificazione di ottomila dispersi e consenti’ agli storici italiani di concludere che , nel lager di Tambow si ebbe il più alto numero di decessi di italiani a causa di una epidemia di tifo petecchiale. Il Commissariato generale di Onorcaduti ha svolto in questi ultimi due anni un paziente lavoro di ricerca per l'identificazione dei resti di 64.400 soldati italiani, schedati dai russi. Un lavoro che consentirà di avere notizie precise su ogni singolo soldato italiano caduto in Russia. Ad oltre cinquant'anni da quei luttuosi avvenimenti, esiste quindi la concreta possibilità di conoscere nel dettaglio tutta la verità sulla tragica campagna di Russia e dare forse finalmente degna sepoltura ai 74.800 caduti italiani.
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La guerra era appena finita, i reduci tornavano, la guerra fredda era alle porte, arrivavano gli aiuti americani con il piano Marshall, De Gasperi era andato negli U.S.A. ed era tornato con i soldi e le promesse di aiuto, in cambio aveva lasciato la promessa di rimanere da questa parte della cortina di ferro e di contrastare con ogni mezzo i comunisti italiani.I partigiani che avevano combattuto i nazifascisti , deponevano le armi e lasciavano i gangli di controllo della vita pubblica, polizia e governo. Ritornavano al loro posto gli ex epurati fascisti; l’ordine era quello di tacere sui fatti e misfatti commessi dagli ex alleati tedeschi e dai nuovi alleati della NATO. Il Laconia con le altri stragi di italiani fu dimenticata, nei primi anni 50 Antonio Trizzino ex ufficiale dell’aeronautica, ex collaboratore del “Giornale della Razza, rivista razzista a cui aveva collaborato anche Giorgio Almirante, scrisse un primo libro “Generali e poltrone” a cui fecero seguito “Sopra di noi l’oceano “ e “Settembre nero”; testi editi da Longanesi che riscossero un discreto successo di pubblico specie fra chi quegli episodi li aveva vissuti in prima persona ed era stanco di vedere le mistificazioni e le falsita’ dei film americani sull’argomento.Denunciato per vilipendio delle forze armate per aver raccontato le malefatte e l’impreparazione di alcuni alti papaveri della marina, Trizzino venne prima condannato e poi assolto con formula piena. Negli anni 60, la Domenica del Corriere torno’ sull’argomento pubblicando alcune pagine sull’affondamento del Laconia ed illustrandone le fasi piu’ tragiche con i disegni che hanno reso famoso prima Beltrame e poi Walter Molino. L’ opinione pubblica, negli anni del boom economico non era molto attenta a questi episodi; la guerra sembrava molto lontana anche se erano passati nemmeno tre lustri dalla conclusione della stessa, le priorita’ allora erano la vespa e la televisione che, da qualche anno, era entrata nelle case degli italiani anche se per poche ore al giorno e con un solo canale che cominciava le trasmissioni verso le 17:30 con la “tv dei ragazzi” . All’estero gli inglesi, consci di avere la coscienza sporca riguardo al trattamento dei nostri prigionieri se costretti a parlare del periodo storico non li menzionavano nemmeno, preferendo esecrare il comportamento tedesco che non rispettava i piroscafi civili, dimenticando il comportamento dei sommergibili inglesi impegnati nelle stesse operazioni in Mediterraneo. All’estero anche la Germania non amava parlare di quanto successo, dopo la condanna a 10 anni di carcere a Spandau di Doenitz e la fucilazione del comandante di un sottomarino tedesco, del suo secondo e del medico di bordo, per aver sparato sui naufraghi di un cargo greco, schiacciati anche dalle colpe dell’olocausto non presero mai posizione in proposito. Il libro piu’ completo sull’argomento fu scritto da Leonce Peillard , “Affaire Laconia”, il testo originale in francese inizia con la visita dell’autore nella casa di Doenitz ad Amburgo e termina con la discussa condanna a 10 anni di reclusione nel carciere di Spandau dell’ammiraglio tedesco; la condanna ebbe piu’ il sapore di una vendetta da parte degli alleati che di un’atto di giustizia, Doenitz aveva sviluppato un’arma micidiale, gli U Boat che aveva causato incalcolabili danni alle forze alleate in tutti i mari del mondo. Il libro di Peillard fu tradotto in tedesco e pubblicato a Monaco nel 1965, in Italia, a parte i libri di Trizzino, e’ uscito nel 2002 “prigionieri dell’oceano” di Donatello Bellomo, una versione romanzata della storia con annessa love story platonica fra un membro dell’equipaggio del Capellini ed una giovane superstite inglese. Poi piu’ niente, la triste fine di quasi 1400 italiani sembra , a distanza di anni non interessare nessuno, la BBC ha recentemente messo in onda un programma che rievoca l’affondamento; dei nostri connazionali non se ne parla, come sostiene Peillard “la coscienza sporca degli inglesi, non puo’ essere lavata in pubblico.”. Il Comandante del Capellini, Todaro, prima di affondare il Kabalo piroscafo belga al servizio degli inglesi, avverti’ i marinai dello stesso della sua presenza sparando alcuni colpi di avvertimento, atteso che le scialuppe fossero calate e che tutti i passeggeri e l’equipaggio fossero in salvo, solo allora 50
affondo’ la nave che procedeva a luci spente in Atlantico, l’episodio dette il pretesto alla dichiarazione di guerra da parte del governo in esilio belga nei confronti dell’Italia, solo a guerra finita si riconobbe la leggitimita’ del comportamento di Todaro in quanto il Kabalo trasportava, per conto degli inglesi , materiale bellico in Inghilterra. Come gia’ detto il Cappellini traino’ prima ed imbarco’ poi i naufraghi sbarcandoli in un porto sicuro dopo giorni di navigazione, rischiando la perdita dello scafo e dell’equipaggio in quanto costretto a navigare in emersione , facile preda degli aerei nemici. Gli inglesi il 16\08\1942 silurarono in Mediterraneo, nei pressi dell’isola Sapienza davanti a Navarino, una nave italiana la Nino Bixio che trasportava prigionieri inglesi provenienti dal fronte africano; questi ultimi in maggioranza indiani, cercarono anche di ribellarsi alle guardie italiane che comunque riuscirono a ristabilire l’ordine senza ricorrere all’uso delle armi; gli unici prigionieri deceduti furono quelli coinvolti nell’esplosione dei siluri, 200 su 2000. Ben diversa fu la sorte dei nostri connazionali del Laconia che, in quei giorni partivano da Suez diretti verso l’Inghilterra. Il 2\07\1940 alle 6:15 il transatlantico Arandora Star, che stava trasportando verso gli USA 1600 prigionieri italiani e tedeschi, molto probabilmente anche civili che si trovavano in Inghilterra allo scoppio delle ostilita’ , venne silurato ad un centinaio di chilometri di distanza dall’Irlanda settentrionale da un sommergibile tedesco, le cinture e le lance di salvataggio furono come di consueto ad appannaggio di guardie ed equipaggio, i soldati di guardia aprirono il fuoco sulla massa di prigionieri che si riversavano in coperta tentando di salvarsi. Alcuni inglesi rimasero travolti ed alla fine, nella lotta per la vita con le armi recuperate, anche i prigionieri combatterono fra di loro per guadagnare la salvezza;al termine dei combattimenti 968 prigionieri su 1600 periranno, 20 guardie su 140 e 51 uomini di equipaggio su 150, il capitano della nave E.W.Moulton scomparve in mare dopo aver ceduto il suo salvagente ad un italiano che non sapeva nuotare, la classica eccezione.che conferma la regola. Uno dei pochi superstiti del Laconia, il caporale Dino Monti , cosi’ narra gli ultimi momenti della nave: “Non ci hanno voluto far uscire dalle gabbie nemmeno quando il piroscafo cominciava a sbandare. Quegli infami polacchi sparavano dentro le stive, infilzavano con le baionette i nostri compagni che si avvicinavano alle grate. Quelli che erano piu’ vicini, appena i morti e i feriti stramazzavano a terra ne prendevano subito il posto.La grata si torceva ,si piegava sotto la pressione.E intanto ridevano come i pazzi.Urlavano, gridavano e bestemmiavano.Io mi sono addossato alla parete cercando di non vedere e non sentire.Molti tentavano di uccidersi battendo la testa contro le pareti. Alla fine i nostri sforzi centuplicati dal terrore, dall’esasperazione , dalla follia collettiva ebbero ragione della grata.Calpestando i caduti ci lanciammo verso le scale.Nel buio completo urtavamo contro portelli chiusi, porte bloccate o cosi’ deformate dall’esplosione che era impossibile aprirle. Qualche scala cedette per il sovraccarico.Alcuni erano cosi’ affamati che invece di pensare a salvarsi si aggiravano per la nave in cerca di cibo. Fui letteralmente trasportato da quella massa sempre piu’ folle.Ci precipitammo verso le scialuppe, ma fummo respinti a colpi di calcio di fucile.Allora mi tolsi le scarpe e mi tuffai”. Alla domanda di come mai galleggiassero tanti corpi senza mani la risposta sempre tratta dal dossier di Antonino Trizzino, e’ la seguente:” Quando i superstiti si aggrappavano alle scialuppe quei maledetti gli recidevano i polsi perche’ non potessero piu’ arrampicarsi. Urlavano come bestie sgozzate mentre scivolavano in acqua senza piu’ le mani.” Un gran numero di cadaveri si addenso’ intorno al Capellini che attendeva la nave francese di soccorso proveniente da Dakar. Al processo di Norimberga , l’affondamento del Laconia sara’ poi condensato in cifre: Morti: 1350 italiani su 1800 e 11 inglesi su 811. 51
Questi due libri, insieme a Generali e Poltrone scritti dall’ex ufficiale dell’aeronautica Antonino Trizzino, rappresentano le uniche voci di denuncia nel primo dopoguerra delle atrocita’ commesse anche dagli alleati nei confronti dei prigionieri di guerra. Figura controversa del panorama italiano dei primi anni cinquanta, il Trizzino gia’ collaboratore di riviste razziste quali la ben nota “La difesa della razza” di Telesio Interlandi, si scontro’ con le alte gerarchie militari, dopo alterne vicende che lo videro condannare e poi assolvere dall’accusa di vilipendio delle forze armate, ebbe il merito di alzare il velo che copriva alcuni episodi sconcertanti della seconda guerra mondiale. A lui fu anche attribuito un saggio sull’Ovra scritto con lo pseudonimo di Sicanus in cui si trattavano argomenti scottanti che riguardavano l’attivita’ della polizia segreta fascista.
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Nel numero del periodico “La difesa della Razza” di cui qui sotto e’ riprodotta l’intestazione, si trovano articoli a sfondo antiebraico e razzista di Giorgio Almirante e Antonino Trizzino, il primo scegliera’ la carriera politica nelle file del Movimento Sociale, l’altro si dara’ alla carriera letteraria.
Curzio Malaparte in un articolo intitolato“Navi di ferro e teste di legno” difendera’ a spada tratta Trizzino. Il titolo trae spunto dall’epigrafe che si puo’ leggere sul monumento all’ammiraglio austriaco Tegetoff il vincitore di Lissa, l’epigrafe dice: “A Lissa navi di legno e teste di ferro vinsero navi di ferro e teste di legno”, l’allusione all’ammiraglio Persano, processato ad Ancona nel 1866 e’ fin troppo evidente. Malaparte termina con una amara considerazione: “ Il fatto di avere una testa di legno non e’ un disonore: in certi casi puo’ essere un vantaggio. Quando le navi di ferro vanno a fondo le teste di legno rimangono a galla. Purtroppo non c’e’ nessun tribunale al mondo che possa far rimanere a galla le navi di ferro, e mandare a fondo le teste di legno.”
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L’asso di Bastoni Nel primo dopoguerra alcuni giornalisti provenienti dalle file repubblichine come Trizzino di cui abbiamo gia’ parlato e Pietro Caporilli, insinuarono o per meglio dire accusarono apertamente su libri e giornali parte dei vertici della Regia Marina di aver fornito, nel corso del conflitto, informazioni relative alle rotte dei nostri convogli e dei nostri sottomarini agli alleati. La notizia sembro’ a molti ex combattenti plausibile in quanto il piu’ delle volte le nostre unita’ navali si trovarono ad attenderle al varco sommergibili ed unita’ alleate. I pochi convogli che si salvarono, sempre a detta di Trizzino e Caporilli, furono quelli i cui comandanti seguirono rotte diverse da quelle fornite da Supermarina. Di sicuro non servi’ a chiarire la situazione la medaglia conferita dagli alleati ad un alto ufficiale italiano della marina per meriti non meglio specificati, acquisiti durante il conflitto. I famigliari dei caduti , disertarono le cerimonie commemorative a cui presenziavano alcuni ufficiali “chiaccherati” e l’assoluzione da parte del Tribunale dei giornalisti, nella causa intentata per villipendio e diffamazione delle forze armate dalle autorita’ militari , non fugo’ certamente i dubbi dei famigliari delle migliaia di marinai italiani che avevano perso la vita nel fiore della gioventu’ forse a causa del tradimento di alti ufficiali. Il giornale “Asso di Bastoni “ promosse una dura campagna di stampa e fu piu’ volte sequestrato. Caporilli venne poi allontanato dalla direzione del giornale quando si mise contro la nomenclatura del Movimento Sociale, che in quegli anni cercava di ricostruirsi una verginita’ politica.
La testata del giornale con l’indicazione del direttore politico , Pietro Camporilli.
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Alcune pagine dedicate nei primi anni 50 alle accuse di intelligenza con il nemico e tradimento rivolte ad alti ufficiali della marina.
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Lettere e trafiletti tratte da “l’Asso di bastoni”
La campagna denigratoria diede sicuramente i suoi frutti, Camporilli nel libro a sinistra, narro’ la fine misteriosa di alcune unita’ navali e sottomarine italiane , su alcune di esse il giornalista fu imbarcato come corrispondente di guerra. Lo sdegno fu unanime ed a nulla valse la difesa non troppo convinta ad onor del vero delle autorita’ .
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Nel Novembre del 1950 , il governo egiziano cedette al governo italiano la concessione di un terreno che circonda Quota 33 per la durata di 99 anni; su tale terreno grazie a Paolo Caccia Dominioni ed Onorcaduti sorgera’ il nucleo del Sacrario Italiano di El Alamein. La Domenica del Corriere dedicò una copertina all’avvenimento.In questi giorni il governo egiziano ha donato in maniera perpetua tale terreno all’Italia.
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Pagina dedicata dalla Domenica del Corriere ad Aurelio Zamboni di Ferrara. 58
I ferraresi e la guerra. L’episodio descritto nella tavola di Beltrame si riferisce alla Medaglia d’Oro al valor militare Bersagliere Aurelio Zamboni di Giuseppe nato a Berra, in forza al 9° Bersaglieri; sotto riprodotto l’articolo del Corriere Padano che annuncia il conferimento dell’alta decorazione alla memoria del Caduto.
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Bersagliere Aurelio Zamboni di Cologna
La figura del Bersagliere Aurelio Zamboni e’ emblematica per come la retorica di regime, tendesse a mitizzare il sacrificio del singolo ed a nascondere le migliaia di morti anonime di quanti, pur facendo fino alla fine il proprio dovere, non esalassero l’ultimo respiro inneggiando al duce ed alla patria. La stessa Domenica del Corriere dedico’ a Zamboni una copertina promuovendolo a sergente, senza citarne il nome. In quel 1942 che segnava la sconfitta dell’Asse ad El Alamein, si consumavano in Russia ed in Africa, in Mediterraneo ed in Atlantico, autentiche carneficine di militari italiani; il regime continuava ad ignorarle, le uniche notizie che riportavano i giornali erano solamente gli episodi singoli di eroismo da parte dei nostri militari . Il duce ricompensava le famiglie dei militari deceduti con una elargizione in denaro: si andava dalle mille alle duemila lire per i Caduti anonimi fino alle venticinquemila per quei militari che erano morti in maniera eroica o si erano distinti particolarmente nel corso dell’azione che li aveva visti perire. Ad Aurelio Zamboni, Ferrara dedichera’ una via, seguendo l’esempio di Cologna che gli aveva dato i natali.
Copia del telegramma che annuncia alla famiglia la morte di Zamboni Aurelio di anni 21
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Di seguito alcuni documenti che testimoniano l’interesse del regime di sfruttare a fini propagandistici la tragica morte del bersagliere Zamboni.
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Anche un ufficiale che peraltro non comandava il 28 Battaglione del 9 Bersaglieri in Africa invio’ un contributo con preghiera di pubblicazione al segretario politico del fascio di Cologna.
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Nessuno potra’ mai dire se le cose andarono esattamente cosi; di sicuro quel ragazzo partito appena ventenne da Cologna per essere catapultato a migliaia di chilometri di distanza, a combattere una guerra che con il senno di poi sarebbe stata definita ingiusta, ha avuto almeno l’effimero onore di essere tramandato ai posteri con l’aureola dell’eroe. Migliaia e migliaia di altri non ebbero la stessa “fortuna” in quanto non sempre si ha un Mario De Micco vicino, attento cronista di quei tragici avvenimenti. Di seguito , copia del messaggio inviato al Ministero della guerra dal padre di Zamboni
“ Mi sento profondamente commosso per la superba motivazione dedicata al mio Aurelio. Ringrazio voi per tutto ciò che avete fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che sia caduto da eroe:avrei avuto il cuore straziato se l’avessi saputo un vile.Viva il Re.r”goglioso che egli sia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re e fatto e vorrete fare per onorare la memoria del mio caro.........sono fieramente orgoglioso che egli InIn quegli anni anche la vita di un figlio poteva essere donata alla patria, dopo appena tre anni dalla morte di Zamboni, tutto sarebbe stato rimesso in discussione, ed i valori per cui aveva dato la vita sarebbero stati dimenticati in fretta. Con la caduta del fascismo tutti gli atti di eroismo dei nostri militari furono dimenticati, solo dopo sessant’anni un presidente della repubblica avrebbe onorato i caduti di El Alamein.ia caduto da eroe: avrei invece il cuore straziato se l'avessi saputo un vile. Viva il re 66
L’estensore della rievocazione della morte di Zamboni fu il Maggiore Mario De Micco, anche se risulta che il comandante del battaglione di cui era effettivo Zamboni era il Maggiore Luigi Togna, forse meno portato alla scrittura. Il De Micco, in seguito promosso tenente colonnello, fu sicuramente un valoroso combattente, ma dopo la campagna d’Africa magari per la sua propensione a colorire episodi tragici che coinvolgevano i nostri militari, fini’ la sua carriera in un Ufficio Propaganda della repubblica sociale. La data della morte fa pensare che il decesso non sia avvenuto per cause naturali. Ten. Colonnello De Micco Mario nato il 25\08\1897 in Chianciano, morto il 28\04\1945 Vercelli. Bersagliere nella Grande Guerra fu promosso tenente nel 1918, volontario nella campagna di Etiopia nel 1935, combatte’ nella Divisione Corazzata “Trieste” in Nord Africa dal 1941 al 1943 passo’ al comando di truppe libiche alla fine della campagna d’Africa. Rimpatriato fu aggregato prima alla Divisione “Piave” a Roma fino all’ otto Settembre, aderi’ alla repubblica di Salo’ . A Vercelli diresse l’Ufficio Propaganda della CCGU (Centro Costituzione Grandi Unita’) fino al Marzo 1944, promosso in seguito Capo dell’Ufficio di Stato Maggiore del CCGU fino all’Aprile 1945.
Decorazioni: Medaglia d’argento e Medaglia di bronzo (1915-1918 ); Commenda dell' Ordine Coloniale (1939); Croce di ferro tedesca 2nd Class (14 Febbraio 1943); Ordine Coloniale Stella d' Italia (10 Maggio 1943). Lo sfortunato Zamboni era nato a Berra Ferrarese nel 1919, da famiglia contadina (Bracciante) venne arruolato nel 1940 e assegnato al 28° Btg del 9° Reggimento bersaglieri. Fu sulle alpi francesi per il breve periodo del conflitto poi dal settembre 1941 in Africa Settentrionale con il grado di caporale inquadrato nella divisione motorizzara Trieste. Motivazione della medaglia:
Tiratore di mitragliatrice, durante un attacco nemico e sotto violento fuoco di artiglieria, benchè gravemente ferito al capo da una pallottola, non abbandonava l’arma e rifiutando ogni cura continuava imperterrito a sparare. Ferito una seconda volta da una granata che gli squarciava una gamba e l’addome, con ammirabile stoicismo si faceva amputare, sul posto e con mezzi di fortuna, un braccio quasi stroncato. Visti i compagni contrassaltare l’avversario con lancio di bombe a mano, in un supremo sforzo raccoglieva l’arto amputato e lo scagliava contro il nemico gridando: “Non ho più bombe, ma eccovi la mia carne e che vi possa arrecare danno”. Spirava poco dopo per dissanguamento. Esempio di fulgido eroismo. Sidi el Breghis, Quota 211, 12/15 dicembre 1941”.
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Mentre il Laconia stava affondando, i quotidiani italiani ignoravano la notizia; in quei giorni il Corriere Padano usciva con la prima pagina dedicata alle imprese del sommergibile “Barbarigo”. Questa unita’ al comando di Grossi, fu al centro di aspre polemiche in quanto sembra che l’equipaggio ed il comandante fossero vittime di un’allucinazione collettiva in quanto si convinsero di aver affondato una nave americana, mentre invece la stessa passo’ indenne fra i siluri, il bollettino di guerra redatto sembra anche con la supervisione del duce fu poi smentito dagli alleati. Sul Barbarigo perse la vita Egidio Ricci di Tresigallo di 21 anni, il 16 Giugno 1943 in Atlantico.La fine del sommergibile e’ ancora avvolta nel mistero in quanto non si riusci’ ad appurare se avesse urtato una mina o fosse caduto vittima di un attacco aereo alleato , o semplicemente se fosse affondato a causa di una avaria .Il Corriere Padano , pochi mesi prima della morte, aveva dedicato un’articolo al Ricci.
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Nell’Autunno del 1942 tutti i giornali del regime erano intenti ad esaltarele nostre vittorie in Russia ed Africa con dovizia di particolari la propaganda denunciava gli attacchi alleati alle navi ospedale e le sevizie subite dai i nostri prigionieri. La nave ospedale Arno fu attaccata mentre procedeva con le insegne della Croce Rossa ed a luci accese in Mediterraneo. Non si puo’ negare di contro che lo stesso Mussolini si vanto’, un giorno con Ciano, di aver fatto trasportare sulle navi ospedali munizioni e rifornimenti per le nostre truppe in Africa, forse l’intelligence alleato lo era venuto a sapere…..
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Per quanto riguarda la sorte dei nostri prigionieri, il Corriere nostrano lasciò la parola alle testimonianze dei lettori; la tragedia del Laconia non poteva essere divulgata in quanto, della stessa erano responsabili sia pure involontari i nostri alleati tedeschi. In Africa , le nostre truppe stavano abbandonando l’Egitto incalzate dagli alleati, l’attenzione dei giornali veniva quindi spostata sul fronte russo dove le forze dell’Asse sembravano raccogliere successi. Stalingrado e la disfatta dell’Armir , di lì a pochi mesi smentira’ la stampa di regime; il 25 Luglio era ormai vicino e con l’otto Settembre l’esercito italiano verra’ lasciato al suo destino da Badoglio e dal re che con poche armi e molti bagagli scapperanno al Sud.
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Altri titoli del Corriere Padano sul finire del secondo anno di Guerra
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Dopo un lungo oblio, finalmente la Domenica del Corriere il 26 Maggio 1963 dedicò alcune pagine interne all’Affare Laconia”, riprendendo quanto scritto da Trizzino; il giornalista Luca Barbara riassunse i fatti in tre pagine interne, i disegni realizzati da Biffignandi, Walter Molino firmera’ la copertina dedicata alla fiera di Torino e l’ultima pagina “il toro dal barbiere” un classico delle copertine della Domenica. Nello stesso numero verra’ dedicato ampio spazio a Cooper, l’astronauta americano che finalmente crede in Dio dopo un viaggio nel cosmo e ci sara’ anche una pagina dedicata al nascente Lido di Spina. Eravamo nel 1963, l’anno di Kennedy , del papa buono, di Martin Luther King , di Kruscev etc.
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Le immagini erano eloquenti ma, l’opinione pubblica era occupata a godersi il boom economico. Dopo lo scampato pericolo, corso dal mondo nell’Ottobre del 1962, a causa della crisi dei missili a Cuba, i politici italiani non vollero creare problemi agli alleati, si era in piena guerra fredda. Sempre negli anni 60, alcune riviste francesi dedicate agli appassionati di storia, spesero ampie pagine sull’Affaire Laconia; le fotografie e gli articoli furono tratti da un libro scritto da Léonce Peillard 73
“l’Affaire du Laconia”, un’opera completa di oltre 300 pagine, supportata da documenti originali; alla fine del libro verra’ pubblicato il resoconto del processo di Norimberga contro Doenitz. L’autore dedichera’ l’opera ai due marinai Werner Hartenstein e Rudolf Sharp, entrambi direttamente od indirettamente vittime della tragedia del Laconia. Il testo verra’ stampato anche in Germania, sia pure con alcuni tagli nel 1965. In Italia, Garzanti ne curera’ un’edizione completa che uscira’ nel Marzo 1963. In Inghilterra, il libro di Peillard uscira’ molto piu’ tardi e non avra’ un grosso successo. Anche in Polonia uscira’ un libercolo per ricordare la dozzina di carcerieri polacchi periti nel naufragio o negli scontri con i prigionieri italiani.
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Da quegli avvenimenti sono trascorsi 65 anni, molti dei protagonisti sono deceduti. Questa ricerca si conclude con la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei “Dispersi”; tale elenco mi e’ stato fornito dal Ministero della Difesa che desidero ringraziare per la sensibilita’ dimostrata. Questi Caduti meriterebbero, per le crudeli circostanze della morte, non dovute che in parte alla sfortuna, ma soprattutto per il senso del dovere dimostrato nella prima battaglia di El Alamein, di essere ricordati degnamente nell’anniversario del naufragio del Laconia; in questo modo si onorerebbero anche le decine di migliaia di Caduti italiani i cui corpi giacciono ancora in fondo al mare o dimenticati nelle sabbie del deserto od in qualche fossa comune. Ci sono alcune lapidi nel Sacrario di El Alamein che mi sembra valga la pena riprodurre alla fine di questa ricerca.
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Nel 1992 , in occasione del 50° anniversario del Laconia, alcuni paesi ex belligeranti ricordarono il tragico evento; fra questi non c’era l’Italia.
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Considerazioni sulla documentazione disponibile sul Laconia. Ho cercato, prima di iniziare questa ricerca, notizie sul naufragio del Laconia, prima di tutto in internet poi sui giornali dell’epoca , ed infine mi sono procurato gli scritti di Trizzino, Peillard e Bellomo che hanno trattato in maniera diversa l’argomento. Di Trizzino e Bellomo ho gia’ parlato, di Peillard sono riuscito a trovare su Ebay le edizioni originali italiana , tedesca, francese ed inglese e a parte qualche dettaglio non c’e’ molta differenza fra le stesse: la vicenda del Laconia venne ricostruita basandosi su testimonianze raccolte dai sopravissuti e grazie alla documentazione fornita da tedeschi, inglesi ed italiani. Gli americani furono reticenti per quel che riguarda il bombardamento aereo portato a termine dal Liberator, con le tragiche conseguenze che conosciamo. Il Peillard, francese di nascita, studio’ in Inghilterra e verso questa nazione sembra provare una sorta di amore odio piuttosto comune oltralpe, in particolare in alcune occasioni lo scrittore sposa in maniera acritica le tesi dei britannici salvo contraddirsi nel proseguo del racconto, a parte i soliti luoghi comuni sugli italiani spesso chiamati “latini” ed a parte qualche episodio poco credibile, ad esempio quando i prigionieri imbarcati, muniti dell’immancabile mandolino, rivolgono apprezzamenti ad una passeggera inglese durante una sosta, particolare abbastanza improbabile se si pensa che i 1800 prigionieri erano stati chiusi come animali nelle stive con gli oblo’ oscurati, mantiene una correttezza storica nell’esporre la cronologia dei fatti. Ben piu’ gravi sono alcune affermazione fatte da Peillard riguardanti gli attimi immediatamente successivi al naufragio, i britannici negarono che le guardie polacche avessero aperto il fuoco sugli italiani che cervano di sfuggire alla morte chiusi come erano nelle gabbie mentre la nave affondava, giungendo a sostenere che le guardie fossero prive di munizioni, senza tenere conto di quanto sostenuto dagli italiani, non si capisce come parecchi di essi presentassero ferite da arma da fuoco quando furono soccorsi dai tedeschi dell’U156, sempre per rincarare la dose il Peillard racconta come il comandante Hartestein fosse infastidito dal racconto troppo vivace e dal gesticolare dei prigionieri italiani, definiti dallo scrittore troppo esagerati nell’esporre i propri sentimenti sia nella buona che nella cattiva sorte. Gli italiani, a detta di Peillard non dimostrarono il sangue freddo degli inglesi durante l’affondamento, lasciandosi andare a manifestazioni di disperazione, bestemmiando, pregando, invocando la mamma o la sposa; forse tale atteggiamento era dovuto al fatto che i carcerieri ebbero l’ordine di non aprire le gabbie per permettere anche ai prigionieri di salvarsi. Il primo siluro ne uccise 400 colpendo in pieno una gabbia nella stiva, il secondo completo’ l’opera distruggendone una seconda, a questo punto , ad ondate successive con la forza della disperazione , i nostri connazionali sfidando gli spari ele baionette degli aguzzini riuscirono con la forza della disperazione, a piegare le sbarre delle gabbie e ad avere ragione dei militari polacchi, questa e’ la realta’ dei fatti. Mentre anche gli inglesi lottavano fra di loro per salire sulle scialuppe di salvataggio, gli italiani combattevano per accapparrarsi un salvagente . Anche per quel che riguarda il vitto, lo scrittore francese non si lascia sfuggire l’occasione di fare qualche battuta sui prigionieri schizzinosi che, sognando lasagne ed altre leccornoie, non gradivano la brodaglia ipocalorica dispensata dagli inglesi, giustificando cosi’ il fatto che, a differenza dei ben pasciuti inglesi, i nostri si presentassero ai soccorritori come vere larve umane, seminudi o con i resti delle divise coloniali ridotte a brandelli. I comandanti dei sottomarini annotarono diligentemente quello che videro ed i resoconti sono illuminanti per chi vuole leggere gli accadimenti senza pregudizi. Gli italiani piu’ fortunati che riuscirono a trovare posto sulle scialuppe di salvataggio furono trattati come subumani dai britannici; in un’occasione racconta Peillard, senza peraltro commentare 77
l’accaduto, una lancia sovraccarica di naufraghi stava imbarcando troppa acqua, a segni gli italiani furono invitati a salire su un galleggiante a traino, stremati i nostri ubbidirono, erano in sette, la mattina seguente ne era rimasto vivo solo uno; gli altri erano stati inghiottiti dalle onde, il superstite mori’ il giorno seguente. Quando il Cappellini del comandante Revedin riusci’ a raggiungere gli scampati alcuni giorni dopo il disastro, si trovo’ a navigare in mezzo ad una massa gelatinosa di cadaveri dilaniati dagli squali. Il Cappellini come era giusto, dette la precedenza nelle operazioni di soccorso ai nostri connazionali, raccogliendo nel contempo testimonianze sulle efferatezze commesse dai carcerieri britannici e polacchi. Stupisce come Peillard per alcuni versi cronista fedele, non abbia stigmatizzato il fatto che mentre nelle stive si soffriva la fame ed il freddo, nei ponti superiori del Laconia si davano feste e ci si godeva la crociera. Vale la pena ricordare alcuni commenti di Andrea David Quinzi riguardanti la tragedia: “Questa prima fase della tragedia, la più orribile, non solo non è stata mai approfondita, ma ancora oggi viene taciuta come dimostra un esempio emblematico. Il Dipartimento Storico della BBC, gloriosa e meritoria istituzione culturale , autrice di documentari televisivi di grande valore, in una recentissima produzione dedicata alla “Guerra dell’Atlantico”, trasmessa domenica 21 luglio 2002 alle nove di sera, ha ricordato l’affondamento della Laconia senza menzionare o ricordare le migliaia di caduti italiani. Il tutto il documentario si fa cenno agli italiani in due soli commenti: quando si parla dei passeggeri, “The liner Laconia was homebound from Cape Town with two thousand seven hundred people onboard. Eighteen hundred of them Italian prisoners of war.” [La nave Laconia si era allontanata da Cape Town con 2700 persone a bordo: 1800 di esse italiani prigionieri di guerra]; e in un breve passaggio dedicato ai naufraghi: “Hundreds of men, most of them Italian prisoners, were struggling in the sea. They were desperate for a place in a lifeboat.” [Centinaia di uomini, in gran parte prigionieri italiani, erano sparsi nel mare. Essi erano alla ricerca disperata di un posto nelle scialuppe]. L’analisi di queste parole conferma implicitamente che tra le acque vi erano soprattutto italiani cui, evidentemente, non era stato dato posto sulle scialuppe occupate dai soli civili e militari inglesi. La parte del documentario dedicata al Laconia , ha proposto le testimonianze di due sopravvissuti inglesi: un marinaio addetto alle cucine, Frank Holding; ed una donna che nella sciagura perse la figlia, Janet Walker. La vicenda viene di fatto incentrata soprattutto sulla pietosa vicenda della donna che vide per l’ultima volta la figlioletta tra le mani di un ufficiale inglese. Solo nella testimonianza del marinaio c’è un preciso riferimento alla crudeltà verso gli italiani: “…one fellow in the boat says, ‘If any of them are on - hanging onto the side,’ he said, ‘Call out and I’ll give you the hatchet, chop their fingers off” [..uno sulla barca dice, ‘Se qualcuno di loro cerca di aggrapparsi’ egli disse’ gridate ed io vi darò l’accetta per tagliargli le dita].
78
Di fatto il documentario della BBC non fa alcun riferimento alla tragica decisione che condannò gli italiani, concludendo lo spazio dedicato all’affondamento della Laconia con un generico commento che trasforma la vicenda in una delle tante tragedie del mare: “One thousand, six hundred people were lost with the Laconia.” [1600 persone perirono con la Laconia], senza alcun riferimento al fatto che dei 1600 morti indicati ben 1400 erano italiani ! Ciò non significa che la storiografia anglo-americana ignori come andarono realmente i fatti. Fra le poche voci non reticenti vale la pena ricordare quella dello storico americano Clay Blair jr. (19251998), sommergibilista durante la guerra ed autore di numerosi saggi di storia. Ecco come Blair ha ricordato la strage degli italiani: “The Poles who were assigned to guard the POWs refused to unbolt the doors on the pens and consequently hundreds of Italians who survived the torpedoes went down with the ship. Several hundred or more broke out of one pen and scrambled topside, but they were refused places in lifeboats at gun and bayonet point.” [I polacchi cui era assegnata la guardia dei prigionieri di guerra rifiutarono di aprire i cancelli e di conseguenza centinaia di Italiani che erano sopravvissuti ai siluri colarono a picco con la nave. Diverse centinaia sfondarono uno dei cancelli e si riversarono sul ponte, ma a loro vennero negati i posti sulle scialuppe a colpi di fucile e di baionetta].”
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Per quel che riguarda l’attacco del Liberator da Inform giornale On Line dell’11\09\2007 riporto fedelmente : “I quattro sommergibili si trovavano carichi di prigionieri, sia all’interno che sul ponte di coperta; in più trainavano molte scialuppe di salvataggio. Erano quindi nella impossibilità di immergersi. In quelle condizioni, il 16 settembre, alle ore 11,25, fu avvistato un bombardiere americano del modello B-24 Liberator. A bordo c’erano il tenente pilota James D. Harden, il tenente Edgar W. Keller, l’ufficiale di rotta Jerome Perimar. Costoro osservarono i sommergibili con visibili a coperta, come da convenzione internazionale, i teli bianchi con la croce rossa, indicanti prigionieri a bordo. Di più , Hartenstein chiese ad un ufficiale inglese prigioniero, di trasmettere - in inglese - all’aereo il seguente messaggio: „Qui ufficiale Raf a bordo del sommergibile tedesco. Ci sono i naufraghi del Laconia, soldati, civili, donne e bambini“. Il Liberator non rispose e si allontanò. Il tenente pilota Harden telegrafò però al punto di appoggio che si trovava sull’isola di Asuncion da dove il comandante in capo, il colonnello Robert C. Richardson III, impartì l’ordine chiaro „Sink sub“. Quindi il Liberator tornò alle 12, 32 per bombardare i sommergibili. Hartestein a quel punto fece tagliare le cime con le scialuppe e si immerse.” Secondo Peillard il pilota del Liberator non conosceva il codice morse non essendo della marina, affermazione azzardata in quanto , le trasmissioni telegrafiche , erano largamente utilizzate presso tutte le armi e specie sugli aerei , a causa dei disturbi presenti in fonia ed assenti in telegrafia , dove i segnali erano piu’ inteleggibili anche in presenza di rumori di fondo elevati .Risulta che il Liberator a corto di carburante non attese l’autorizzazione dalla base di Ascension e decise di tentare l’affondamento del sommergibile in quanto la preda era troppo appetibile. Come si puo’ vedere anche oggi le giustificazioni quando a commettere crimini di guerra sono i vincitori si possono trovare facilmente. I passeggeri civili donne e bambini del Laconia sopravissuti al naufragio furono trattati con umanita’ dai tedeschi e dagli italiani, a bordo dei sommergibili gli ufficiali cedettero le proprie brande alle donne colmandole di premure , una di esse tenne un diario che poi cedette a Peillard in cui viene annotato giorno per giorno quanto successe .
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Il rifiuto, da parte degli inglesi di permettere agli italiani di usufruire delle scialuppe di salvataggio, ricorda una situazione analoga occorsa durante il naufragio del Titanic, quando ai passeggeri di terza classe, fra questi parecchi italiani, fu riservato lo stesso trattamento, i naufraghi si videro costretti a gettarsi nelle acque gelide dell’Atlantico dove perirono in gran numero per le basse temperature che paralizzarono anche chi sapeva nuotare. Sempre scorrendo il libro di Peillard si puo’ leggere come, il 16 Settembre 1942 verso le 17, il sommergibile Cappellini comandato da Revedin arrivò nella zona in cui erano segnalate alcune imbarcazioni con a bordo naufraghi italiani. La scena che si presentò ai marinai fu quanto di piu’ macabro si potesse immaginare: quattro imbarcazioni di cui due semisommerse circondate da centinaia di punti neri, relitti, corpi gonfi come vesciche piene d’aria che galleggiavano, un centinaio di naufraghi sopravvivevano ancora, e fra questi molti italiani che una volta a bordo raccontarono finalmente al comandante come andarono le cose a bordo del Laconia, le angherie subite durante la prigionia ed al momento del naufragio. Il comandante Revedin annotò quanto ascoltato sul libro di bordo, nonostante la voglia di lasciare al loro destino i polacchi e gli inglesi offrì loro l’aiuto necessario, li prese a bordo ma li sistemò alla bene meglio sul ponte, avvertendoli che in caso di attacco si sarebbe immerso senza tanti complimenti . All’interno del Cappellini furono medicati i pochi sopravissuti italiani, alcuni ebbero i polpacci od altre parti del corpo dilaniate dai pescecani; altri morirono nonostante le cure, i loro corpi rinchiusi in sacchi furono sepolti in mare come vuole la tradizione. Alla fine del libro Peillard dedichera’ un capitolo all’ordine “Triton Null” dato da Doenitz a tutte le unita’ combattenti , di non prestare alcun soccorso ai naufraghi, tale ordine fu oggetto al processo di Norimberga di analisi accurate e discussioni su cosa intendesse Doenitz ottenere con questo ordine; ci fu chi lo volle interpretare come un invito a distruggere navi ed equipaggi, magari mitragliando i naufraghi ed i sopravvissuti, come fece il comandante Eck che dopo aver affondato una nave da trasporto alleata fece fuoco sui sopravvissuti affinche’ non rivelassero ai soccorritori la presenza di un sommergibile tedesco in zona. Tale preoccupazione fu confermata dalla vulnerabilita’ dei sommergibili tedeschi di fronte all’aviazione alleata , la segnalazione da parte dei sopravissuti della presenza di sommergibili in zona, anche con la trasmissione nelle prime fasi del naufragio del segnale SSS che indica appunto il siluramento dell’unita’ da parte di un U boat, scatenava una caccia spietata allo stesso da parte degli aerei alleati dotati di dispositivi antisommergibile e di bombe di profondita’. L’elevato numero di Uboat affondati nell’ultimo periodo della guerra ne e’ la conferma. Il comandante Eck venne fucilato dagli alleati dopo la cattura. Le navi francesi che parteciparono alle operazioni di soccorso si presero fino in fondo il rischio di essere attaccate dalle forze alleate in quanto non era previsto dall’armistizio firmato con le forze dell’Asse una collaborazione con l’occupante; pertanto una nave da guerra francese che fosse stata avvistata mentre prestava soccorso ad un sommergibile italiano o tedesco, sarebbe stata immediatamente attaccata . Una di queste unita’ , la Gloire avvisto’ una lancia a motore perfettamente in ordine, con viveri ed acqua, munita anche di una radio di bordo che conteneva lo stato maggiore del Laconia meno il comandante affondato con la nave. Questi “eroi “ si erano allontanati per primi dalla nave che affondava ed a bordo di una delle poche imbarcazioni in ordine si erano diretti utilizzando la strumentazione adeguata verso la costa piu’ vicina: un bell’esempio di coraggio….In tutto 52 inglesi, fra questi una donna, uno degli occupanti si lamento’ di aver dimenticato a bordo della lancia un barilotto di Whisky; da quel che ci riporta Peillard sembra che questi “naufraghi” fossero trattati in 81
maniera piuttosto fredda dall’equipaggio e dagli ufficiali del Gloire che come uomini di mare, non approvavano il contegno degli ufficiali inglesi che avevano pensato prima di tutto a salvare la propria pelle ed a non farsi mancare niente, mentre migliaia di uomini donne e bambini erano deceduti in maniera cosi’ tragica ed avrebbero potuto essere salvati con un po piu’ di coraggio e di umanita’. Tutti i naufraghi , escluso quelli imbarcati sul Capellini furono sbarcati dai francesi a Dakar, gli inglesi rimasero prigionieri dei tedeschi per pochi mesi, per gli italiani di nuovo catturati dagli alleati si riapri’ il doloroso capitolo della prigionia. Sedici naufraghi inglesi riuscirono a raggiungere fortunosamente le coste della Liberia e vennero rimpatriati. Dei 2732 membri dell’equipaggio e passeggeri del Laconia se ne salveranno 1111, dei 1800 italiani ne sopravviveranno 400 circa ; di questi molti moriranno nei giorni successivi al naufragio; dei 103 polacchi se ne salveranno 73 . Interessante e’ il capitolo dedicato al processo di Norimberga contro Doenitz : nonostante l’ordine “Triton Null” rispettasse la convenzione di Ginevra del 1904 che prevedeva l’aiuto ai naufraghi solo in caso di non pericolo per l’unita’ combattente, e tenendo conto che solo il Comandante Eck sparo’, peraltro non prendendo a giustificazione l’ordine di Doenitz, sui sopravissuti al siluramento , la corte decise di condannare l’ammiraglio Doenitz ritendolo colpevole di “delitti contro la pace” e di “delitti di guerra”. Lo assolse per “delitti di piano concertato o complotto.”; il 1 Ottobre 1946 lo condanno’ a 10 anni di carcere. Uscito dal carcere Doenitz si ritiro’ a vita privata, volle solo affidare a Peillard alcune pagine di un memoriale in cui sostenne l’infondatezza delle accuse mossegli a Norimberga e difendendo nel contempo l’ordine dato dopo il caso Laconia di non soccorrere piu’ i naufraghi, portando come giustificazione i due attacchi subiti dai sommergibili tedeschi da parte americana durante le operazioni di soccorso.
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Dopo due anni dalla pubblicazione di questa ricerca il 12 Settembre 2009 la Nuova Ferrara pubblica un articolo di Graziano Gruppioni per ricordare questa tragedia. A distanza di 67 anni discendenti o semplici conoscenti dei protagonisti e delle vittime di una delle tante tragedie della guerra, hanno contattato la Nuova Ferrara, l’Autore dell’articolo e lo scrivente. Un ringraziamento particolare va al Sig. Agide Vandini di Filo di Argenta che mi ha permesso di inserire a pieno titolo Selvino Felloni di Filo fra i Caduti ferraresi del Laconia, purtroppo il suo fascicolo non e’ rintracciabile nel Fondo Prefettura dell’Archivio di Stato di Ferrara e pur essendo presente il nominativo nell’elenco dei Caduti del Laconia redatto da Onorcaduti non era stato possibile determinare la citta’ di provenienza di Selvino Felloni al momento della prima stesura della ricerca. Quest’anno visitando Londra mi sono imbattuto in uno dei tanti monumenti che ricordano la vittoria alleata nel secondo conflitto mondiale. Sulle sponde del Tamigi dietro la Torre di Londra una serie di targhe di bronzo ricordano i marinai periti nel conflitto, fra le navi menzionate c’e’ anche il Laconia, nella lapide vengono elencati i componenti dell’equipaggio ed i passeggeri inglesi che hanno perso la vita a seguito dell’affondamento ma nemmeno una riga ricorda i prigionieri inermi lasciati morire senza soccorso, decisamente una mancanza di fair play o semplicemente il desiderio di dimenticare o di non far conoscere all’opinione pubblica una pagina nera della storia della marina inglese.
L’articolo a firma di Graziano Gruppioni che descrive la Tragedia del Laconia
Gu ardia alla F rontiera F eloni Selvino,nato a F ilo d’A rgenta,decedu to in A tlantico il12Settemb re 1942a b o rdo delL aconia.
Felloni Selvino naque il 20/08/1913 a Filo d’Argenta, effettivo del XXVII settore copertura a Fiume. Per esigenze belliche le Guardie alla Frontiera vennero impiegate anche al di fuori degli originari settori di copertura, da questo corpo infatti nacque nel Febbraio 1942 a Castel Benito in Africa il 350° Fanteria A.S. Reparti di Guardie alla Frontiera seguirono i reparti vittoriosi dell’ Asse nell’avanzata travolgente verso Il Cairo, l’illusione si infranse ad El Alamein, presumibilmente come gli altri prigionieri del Laconia anche Felloni venne catturato nell’Estate del 1942, dopo una breve permanenza in un campo di prigionia in Egitto trovo’ la morte in Atlantico. Grazie al Sig. Agide Vandini di Filo d’ Argenta si e’ potuto ricordare uno dei tanti ferraresi morti in una delle tante guerre che hanno insanguinato l’Italia. Cui prodest si chiedevano i latini, a questo quesito si potrebbero dare numerose risposte, tutte a scapito di chi in quella guerra ha lasciato la giovinezza e spesso la vita.
A Londra si ricordano solo i pochi inglesi deceduti sul Laconia, nemmeno una riga per ricordare i prigionieri italiani annegati, divorati dagli squali, uccisi dai carcerieri polacchi o morti dissanguati dopo essersi visti mozzare le mani dalle accette degli inglesi che impedivano loro di issarsi sulle scialuppe di salvataggio.
Qualora ci fossero ulteriori aggiornamenti o rettifiche mi riprometto di implementare questo PDF. Gian Paolo Bertelli Email g.p.bertelli@alice.it
Elenco dei Caduti italiani del Laconia 12 Settembre 1942
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Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
ABBATE FRANCESCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/11/1919 23
Soldato
ACAMPORA GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/11/1918 24
Soldato
ACCIARRI GUERRINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/06/1915 27
C.le Magg.
ACHILLI COSTANTINO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/10/1918 24
Caporale
ACHILLI LUIGI
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 16/05/1919 23
Soldato
AGLIARDI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/01/1916 27
Soldato
AGNELLA JAMES
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/10/1919 23
Caporale
AGNELLI PIETRO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/10/1919 23
Soldato
AGOSTINO GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/01/1921 22
Soldato
ALFIERI MARINO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/05/1919 23
Soldato
ALIMENTI CLEMENTE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/08/1917 25
Soldato
ALMANGANO OSVALDO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/05/1917 25
Soldato
ALOIA OSCAR
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/06/1920 22
Soldato
ALTOBELLI VINCENZO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 09/09/1921 21
Soldato
AMANDOLA ALESSANDRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 14/01/1920 23
Soldato
AMBROSIO UMBERTO
10 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 11/06/1920 22
Caporale
AMODEO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/02/1915 28
Soldato
AMOROSO SALVATORE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/01/1916 27
Soldato
ANTEGHINI BRUNO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 21/10/1919 23
Soldato
ANTONELLI COSIMO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/03/1922 21
Soldato
ANTONIELLI CARLO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/09/1920 22
Soldato
ANTONINI ANTONIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/04/1920 22
Soldato
ANTONINI EGIDIO COST.
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 13/04/1913 29
Soldato
ANTONINO NICOLANGELO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/05/1914 28
Soldato
ANTONUCCI EZIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 18/08/1921 21
Soldato
ANTONUCCI GENNARO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/05/1920 22
Soldato
ARCADI AUGUSTO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/01/1919 24
Soldato
ARDIZZONE CARMELO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/03/1920 22
Soldato
ARGHIRO NICOLA
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 21/05/1921 21
Soldato
ARIERI LUIGI FERDINANDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 26/08/1918 24
Soldato
ARNONE GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/06/1912 30
Soldato
ARRICHIELLO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1920 23
Soldato
ASCARI GILBERTO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/09/1920 22
Caporale
ASSONI GIULIO
2 RGT ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 15/11/1919 23
Soldato
ASTI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/01/1918 25
Soldato
AVANZI RENZO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/04/1915 27
Soldato
BACCI EGIDIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/03/1920 23
Soldato
BAGNI REMO
2 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/03/1915 28
Soldato
BAIOCCO DINO FORTUNATO
83 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/10/1919 23
Soldato
BAIOCCO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/08/1916 26
Soldato
BALAGNA ALBERTO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 09/11/1919 23
Soldato
BALDI GINO
1 RGT. CELERE ART.
Morto in Prigionia
Soldato
BALDINI ATTILIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/06/1912 30
1
Nascita Eta’
15/05/1920 22
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
C.le Magg.
BALESTRINI GUIDO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 13/09/1916 26
Soldato
BALZANO ANTONIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/06/1921 21
Sergente
BANDINI DANTE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/02/1913 30
Soldato
BANDINI SPARTACO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 19/10/1919 23
Caporale
BARATTI FRANCESCO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 25/06/1913 29
Soldato
BARBAGALLO SALVATORE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 06/11/1918 24
C.le Magg.
BARBAROSSA RENATO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 27/10/1912 30
Soldato
BARBIERI ROSOLO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 23/07/1920 22
Caporale
BARBOLINI ARMANDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/03/1916 27
Soldato
BARDELLA RENATO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/07/1912 30
Caporale
BARDI ILIO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 19/05/1916 26
Soldato
BARDUCCO GINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/06/1914 28
Soldato
BARICCHI ISELLO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/04/1921 21
Soldato
BARILA‘ GREGORIO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 07/10/1920 22
Soldato
BARTEZZAGHI PASQUALE
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 05/01/1914 29
Soldato
BARTOLINI ITALINO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 24/12/1919 23
Soldato
BARTOLINI TURIDDU
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/09/1921 21
Soldato
BASCHIERI RINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 09/09/1920 22
Soldato
BASSANI GIACINTO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/06/1920 22
Soldato
BASSO GUERRINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/07/1916 26
Caporale
BASTIA GINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/06/1920 22
Soldato
BATTISTI CESARE
134 BTR. ART.
Disperso in Prigionia 21/11/1920 22
Caporale
BATTISTI GREGORIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/08/1921 21
Sergente
BATTISTINI ALDO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 10/03/1914 29
Soldato
BEDOSTI ALDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/12/1912 30
Soldato
BELLESE GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/06/1918 24
Soldato
BELLINI PAOLO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 04/05/1914 28
Sergente
BELLINTANI ARTURO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/04/1913 29
Soldato
BELLO GIOVANNI
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 05/08/1920 22
Soldato
BELLONI CARLO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 21/09/1913 29
Soldato
BELLUZZI VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/03/1915 28
Soldato
BELTRAMO FELINTO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Morto in Prigionia
Soldato
BELTRANI EMILIO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/04/1916 26
Soldato
BENASSI FORESTO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1920 23
Soldato
BENELLI ERMANNO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/12/1920 22
Sergente
BENNATI FRANCESCO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/05/1921 21
Soldato
BERGAMINI GINO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/07/1919 23
Soldato
BERGONZI CESARE
3 RGT. ART. ALPINA
Disperso in Prigionia 12/09/1920 22
Soldato
BERNO FRANCESCO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/07/1914 28
Soldato
BERTI VITTORIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/08/1915 27
Soldato
BERTONA PIETRO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 27/03/1911 31
Soldato
BERTUCCIO NATALE
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/05/1917 25
Sergente
BETTI PIETRO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/09/1918 24
2
Nascita Eta’
29/07/1910 32
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
BETTINI LORIS
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 14/02/1920 23
Soldato
BIANCHI GUGLIELMO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/05/1916 26
Soldato
BIANCULLI GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/05/1920 22
Soldato
BIASIOLO RINO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 07/04/1914 28
Soldato
BIBBIANO GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/04/1920 22
Soldato
BICORGNA LUIGI
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/05/1916 26
Soldato
BIGIO ORLANDO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/04/1920 22
Soldato
BIGNOTTI BRUNO FRANCESCO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/06/1921 21
Soldato
BISAGNI CARLO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 04/09/1919 23
Soldato
BISELLI CELESTE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/05/1921 21
Soldato
BISORI ALDO
65 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 04/04/1921 21
Caporale
BIVI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/02/1917 26
Soldato
BOLDI ALDINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/08/1920 22
Soldato
BOLLETTIN PIETRO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/04/1917 25
C.le Magg.
BOLOGNESI BRUNO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/12/1919 23
Soldato
BOMBARDA GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/09/1919 23
Soldato
BOMBELLI DOMENICO FRANCESCO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia
Soldato
BOMBELLI PIETRO FRANCESCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/02/1920 23
Soldato
BONELLO FRANCESCO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 14/11/1919 23
C.le Magg.
BONETTI GIUSEPPE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 23/11/1919 23
Soldato
BONIFAZI PRIMO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 08/08/1921 21
Caporale
BONINI ILARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 01/09/1920 22
Soldato
BONORA WILLIERS ALESSANDRO 27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/04/1920 22
Soldato
BONVICINI MARIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/02/1921 22
C.le Magg.
BONVINI FRANCESCO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/04/1917 25
C.le Magg.
BORCIANI STEFANO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/12/1915 27
Serg. Magg.
BORGHI ARMANDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/01/1914 29
Serg. Magg.
BORGONOVO ENRICO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/01/1916 27
Soldato
BORIONI GINO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/03/1911 31
Soldato
BORTOLETTI DAVIDE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/04/1920 22
Serg. Magg.
BORTOLOZZO RENZO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 23/12/1916 26
C.le Magg.
BOSCARIN LUIGI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 21/09/1920 22
Caporale
BOSCHI ADOLFO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 09/05/1920 22
Caporale
BOSCHIROLI ANNUNZIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/04/1921 21
Soldato
BOSSIO PAOLINO
2 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 21/04/1913 29
Soldato
BOTTAMEDI CIRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/04/1921 21
Soldato
BOTTAZZI GINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/11/1920 22
Soldato
BOZZON REMIGIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/08/1920 22
Soldato
BRACCHI GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/06/1919 23
Sergente
BRACCINI DARIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/08/1917 25
C.le Magg.
BRESCIANI TRENTO
4 RGT. ARMATA ART.
Disperso in Prigionia 04/07/1915 27
Soldato
BRUNELLI GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/01/1917 26
Soldato
BRUNETTI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/08/1914 28
3
Nascita Eta’
07/11/1920 22
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
BRUNI PIETRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 11/08/1920 22
Caporale
BRUNO PASQUALE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/06/1920 22
Soldato
BRUSCO GABRIELE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/11/1921 21
Sergente
BUCCIERI FRANCESCO LIBERO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1920 23
Soldato
BUFFAGNI SANTE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/10/1921 21
Sergente
BUIA RENZO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 03/01/1916 27
Soldato
BULGARELLI LEO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/12/1921 21
Soldato
BUOLI IVO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 04/11/1919 23
Soldato
BUONCOMPAGNI ALFREDO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/01/1918 25
Sergente
BUONOPANE ALFONSO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/08/1914 28
Soldato
BUSARELLO ATTILIO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/09/1921 21
Caporale
BUSU EUGENIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/12/1920 22
Soldato
BUTTI NATALE
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 25/12/1917 25
C.le Magg.
CACACE BRUNO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 21/05/1918 24
Soldato
CACIARI PIER LUGI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 29/04/1919 23
Soldato
CAFASSO RUGGERO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/02/1921 22
Caporale
CAIFA FORTUNATO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/07/1920 22
Soldato
CAL ALBINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 14/11/1921 21
C.le Magg.
CALANDRIELLO MICHELE
32 BTG. PRES. FTR.
Disperso in Prigionia 10/04/1921 21
Soldato
CALARESE LUIGI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 13/11/1920 22
Sergente
CALVARESI GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/05/1915 27
Soldato
CAMMARERE GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/06/1912 30
Soldato
CAMORANI UGO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/01/1920 23
Soldato
CAMPAGNOLO GIOVANNI
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/11/1921 21
Soldato
CAMPESTRIN RINO
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/08/1921 21
Caporale
CAMUSI FRANCESCO
50 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/08/1921 21
Soldato
CANESCHI GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/06/1920 22
Soldato
CANGIOLI UGO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/12/1914 28
Soldato
CANIATI GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/04/1922 20
Soldato
CANTINI RENATO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/02/1917 26
Soldato
CANTON ANTONIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 05/03/1916 27
Soldato
CANTONI ENNIO
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/05/1920 22
Soldato
CAPELLETTI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/02/1914 29
Soldato
CAPITELLI MARIO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 03/01/1921 22
Serg. Magg.
CAPOGROSSO GIOVANNI
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 12/10/1918 24
Soldato
CAPPELLO VENUTO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/12/1921 21
Soldato
CAPPONI GIORGIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/02/1916 27
Soldato
CARAMORI ELVIO
5 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 03/05/1919 23
Soldato
CARBONE VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/09/1913 29
Caporale
CARDELLINO LUIGI
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 21/01/1921 22
Soldato
CARDILLO CLAUDIO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/06/1920 22
Soldato
CARDO FRANCESCO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 03/10/1914 28
Soldato
CARDO SALAVATORE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/01/1914 29
4
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
CARETTA MARCELLO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 16/01/1912 31
Soldato
CARLI LUIGI
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/05/1921 21
Soldato
CARLI ROBERTO L.
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/12/1914 28
Caporale
CARPENTIERI STEFANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/04/1921 21
Soldato
CARPIGNANO VITTORIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 17/05/1920 22
Soldato
CARRAI VITTORIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/04/1919 23
Soldato
CARRARO ALESSANDRO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/09/1917 25
Soldato
CARTANESE MARIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/07/1921 21
C.le Magg.
CARUGATI ANTONIO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 30/08/1917 25
C.le Magg.
CASAGRANDE SANTINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/03/1921 21
Soldato
CASANICA LUIGI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/01/1921 22
Soldato
CASAROTTO GIOVANNI
132 RGT.ART.DIV.CORAZZ.
Disperso in Prigionia 29/03/1920 22
Soldato
CASELLA GIUSEPPE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/06/1920 22
C.le Magg.
CASELLA LIBERANTE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 01/07/1921 21
Soldato
CASELLI GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/02/1916 27
Soldato
CASILLO GIUSEPPE
24 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 21/10/1921 21
Soldato
CASILLO RAFFAELE
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 02/08/1912 30
Soldato
CASPANI OTTAVIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/04/1920 22
Soldato
CASSOLI CARLO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 29/01/1917 26
Soldato
CASTAGNA VITO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/02/1916 27
Soldato
CASTELLI VINCENZO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/05/1920 22
Soldato
CATANESE DEMETRIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/08/1922 20
Soldato
CATTINI GINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 11/01/1915 28
Sergente
CAVAGNERA NATALE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/12/1917 25
Soldato
CAVALIERI GIUSEPPE
14 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 24/10/1921 21
C.le Magg.
CAVALLUZZO MICHELE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/10/1912 30
Soldato
CAZZULANI ANGELO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/05/1917 25
C.le Magg.
CECCHIN GUERRINO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 07/12/1915 27
Serg. Magg.
CELONI APOLLONIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 30/09/1917 25
Soldato
CENACCHI CARLO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/04/1912 30
Caporale
CERASOLI UMBERTO
Q. G. DIVISIONE
Disperso in Prigionia 16/03/1909 34
Soldato
CERESA RICCARDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 31/10/1915 27
Soldato
CERISOLI RODOLFO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/09/1919 23
Soldato
CERON PAOLO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/12/1919 23
Soldato
CERULLI DONATO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/06/1921 21
Soldato
CERVELLA ERNESTO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/09/1919 23
Soldato
CHERSONI RINALDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/06/1917 25
Soldato
CHERUBINI GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/11/1920 22
Soldato
CHETTA ROSARIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 29/04/1921 21
Soldato
CHIARI ANTONIO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 13/01/1920 23
Soldato
CHIARO ANTONIO
115 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/10/1921 21
Caporale
CHIESA MIRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 22/03/1921 21
Soldato
CHIOCCIOLI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/08/1913 29
5
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Caporale
CHIODINI ANGELO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 15/11/1910 32
Soldato
CHIRCO GAETANO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/02/1921 22
Soldato
CIBIN ANTONIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 23/06/1919 23
C.le Magg.
CIGHETTI SECONDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/09/1915 27
Soldato
CIMINI ARMIDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/05/1919 23
Soldato
CIRCELLI MICHELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/01/1921 22
Soldato
CIRELLI BATTISTA
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 14/10/1915 27
Soldato
CIRIELLO BENIAMINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/05/1922 20
Soldato
CIRIELLO VINCENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/10/1920 22
Soldato
CIRIESI BRUNO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/06/1919 23
Soldato
CISOTTO ALBANO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/03/1918 24
Soldato
CITRO BONAVENTURA
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/04/1916 26
Caporale
CLAUSI MARIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/08/1921 21
Soldato
CLERICI FERDINANDO
65 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 22/04/1912 30
Soldato
COCOZZA GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/10/1919 23
Soldato
CODAZZI GIUSEPPE F.
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/01/1921 22
C.le Magg.
COGNO UMBERTO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/04/1917 25
Soldato
COLAIZZI EMIDIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/10/1920 22
Soldato
COLANTONI FELICE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/12/1916 26
Soldato
COLNAGHI SERAFINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/02/1916 27
Soldato
COLOCUCCI ARMANDO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/12/1914 28
Soldato
COLOMBI ADOLFO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/07/1920 22
Soldato
COMI DOMENICO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/01/1916 27
Soldato
COMOLLI FILIPPO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 23/07/1915 27
Soldato
CONDELLO IMMACOLATO V.
37 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/02/1921 22
Soldato
CONSOLINI SEVERINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/03/1920 23
Soldato
CONTINI GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/02/1918 25
Soldato
CONZATTI CARLO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/01/1920 23
Caporale
COPPOLA PASQUALE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/01/1917 26
Soldato
COPPOLA VINCENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/01/1921 22
Soldato
CORBO NUNZIO G.
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/03/1912 30
Soldato
CORRADO CALOGERO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/11/1919 23
Soldato
CORRADO FRANCESCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/09/1918 24
Soldato
CORRADO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/10/1921 21
Soldato
CORZANI MARIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/02/1920 23
Soldato
COSMO ARCANGELO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 06/02/1920 23
Caporale
COSTA ENRICO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/11/1914 28
Soldato
COSTANTINO SANTO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 26/10/1920 22
Caporale
CREA CARMELO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 15/10/1913 29
Soldato
CREMA UMBERTO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/07/1920 22
Caporale
CREPALDI AMEDEO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/05/1916 26
Sergente
CRICRI‘ FRANCESCO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/02/1910 33
Soldato
CRIVELLARO ANGELO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/02/1920 23
6
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
CRIVELLOTTO GUERRINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 12/03/1917 26
Soldato
CURATOLO VINCENZO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 16/11/1916 26
Soldato
CURELLO SAVERIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/10/1914 28
Soldato
CURINA FEDERICO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 22/08/1920 22
Sergente
CURIONI GIUSEPPE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 07/09/1917 25
Soldato
CURTI EUGENIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/07/1912 30
Soldato
CURZOLA BAODINO PASQUINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/10/1919 23
Soldato
D‘AGUI’ GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/04/1913 29
Soldato
D‘ALESSANDRO SALVATORE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/07/1920 22
Soldato
D‘ALESSIO VINCENZO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 14/03/1919 24
Caporale
D‘ANGELO GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/10/1920 22
Soldato
D‘ASCANIO ANTONIO
113^ CP. MARCONISTI
Disperso in Prigionia 13/12/1919 23
Soldato
D‘ASCOLA GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/11/1918 24
Soldato
D‘ELIA GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/02/1915 28
Soldato
D‘INTINO CESARE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/03/1920 23
Soldato
D‘ITRIA ANTONIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1913 29
Serg. Magg.
D‘ONOFRIO LEANDRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 08/09/1912 30
Soldato
DAGNINO ONORATO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/08/1919 23
Soldato
DAL CIN EUGENIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/01/1920 23
Soldato
DALLA CIA ILARIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/04/1921 21
Soldato
DALLAGO GIUSEPPE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/11/1920 22
Soldato
DANELON REMIGIO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 22/09/1917 25
Soldato
DANESE ALBERTO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/04/1915 27
Soldato
DARDANI VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/06/1913 29
Soldato
DAVOLI LAMBERTO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/04/1921 21
Caporale
DE BERNARDIS GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/03/1921 21
Soldato
DE BIASIO GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/01/1917 26
Soldato
DE GENNARO PASQUALE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/08/1917 25
Soldato
DE GRAZIA SALVATORE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/03/1917 25
Soldato
DE GREGORIO CARMINE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/04/1921 21
Soldato
DE LELLIS LIBERATO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/08/1921 21
Soldato
DE LUCA GINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/05/1922 20
Soldato
DE MARTINO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1922 21
Soldato
DE PALMA LUIGI
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/04/1916 26
Serg. Magg.
DE SANTIS GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/02/1918 25
Soldato
DE SIMONE ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/01/1915 28
Soldato
DE VELLIS SALVATORE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/08/1920 22
Soldato
DE VILOS FABIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/10/1920 22
Cam. Nera
DE VINCENTIIS DONATO
135 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 07/06/1912 30
Soldato
DEL TORO ALFONSO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/03/1918 24
Soldato
DELL‘ANDRINO CELESTINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 31/05/1916 26
Soldato
DESE‘ PIETRO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/04/1922 20
C.le Magg.
DESTE LEUCO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/02/1918 25
7
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
DI BRINO VELCINIO
24 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 11/12/1921 21
Soldato
DI CREDICO MARIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/10/1920 22
Soldato
DI FEBO SANTE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/03/1915 28
Caporale
DI FRUSCIA CARMINE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/09/1916 26
Soldato
DI LAVORE CALOGERO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 13/04/1921 21
Soldato
DI LELLA NICOLA
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/03/1920 23
Soldato
DI LUCIANO ANTONINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/12/1920 22
Soldato
DI MATTEO SALVATORE
201^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 20/09/1913 29
Soldato
DI NATOLO PAOLO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/11/1922 20
Soldato
DI NUZZO LUIGI
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/08/1921 21
Soldato
DI ODOARDO SABATINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1921 22
Soldato
DI PAOLA BENETTO
205 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 31/05/1912 30
V. Capo Sq.
DI PELINO DOMENICO
140 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 22/08/1907 35
Soldato
DI PIETRO LODOVICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/11/1921 21
Soldato
DI SANTO TINDARO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/09/1921 21
Soldato
DI STASI COSTANTINO
51 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/09/1919 23
Soldato
DI STASO PASQUALE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/03/1921 21
Soldato
DI TERESA GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 12/08/1919 23
Soldato
DI TRANI RICCARDO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/09/1921 21
Soldato
DI TROCCHIO LUIGI
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1920 23
Soldato
DI VINCENZO DOMENICO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/12/1921 21
Sergente
DOLFI ARMANDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/06/1917 25
Soldato
DOMENICONI GUERRINO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/01/1912 31
Soldato
DONATI AURELIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/04/1914 28
Soldato
DONDE‘ ENRICO
7 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/12/1915 27
Soldato
DONGELLINI RENATO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/03/1920 23
Soldato
DONINA VALENTINO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 09/02/1915 28
Caporale
DONNANGELO ANTONIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/05/1915 27
Soldato
DUGULIN MILANO
10 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 25/05/1920 22
Caporale
ECCEL LUIGI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 24/11/1915 27
Soldato
ELIA ANGELO
24 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 13/12/1921 21
Soldato
ELIGIBILE FRANCESCO
70 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1920 23
Soldato
EMILIANI ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/10/1910 32
Soldato
ERCOLI GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/09/1921 21
Cam. Nera
ERRANTE ANTONIO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 28/06/1903 39
Soldato
ERRICO VINCENZO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 20/11/1914 28
Soldato
ESAUDITO CARLO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/01/1915 28
Caporale
ESPOSITO ANTONIO
318 BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 30/08/1916 26
Soldato
EUFEMI IVO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/09/1922 20
Soldato
FABBRI ERMINIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/05/1918 24
Sergente
FABBRI GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/08/1913 29
Cam. Nera
FABIANO FRANCESCO
270 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 26/03/1915 27
Sergente
FABIANO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/08/1913 29
8
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
FABIO SALVATORE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/02/1919 24
C.le Magg.
FAGIOLI OSVALDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/06/1920 22
Soldato
FAGIOLINI ALBERTO
251 BTR. ART.
Disperso in Prigionia 06/06/1918 24
Soldato
FAILLA SALVATORE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/03/1920 23
Soldato
FALCIATORE ANTONIO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/01/1918 25
Cam. Nera
FALCO GIUSEPPE
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 15/03/1903 40
Soldato
FALDUTO NATALE
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 16/07/1914 28
Soldato
FARINA PASQUALE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/02/1912 31
Soldato
FAROLFI LUIGI
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/03/1913 30
Soldato
FASCIONI REMO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/01/1921 22
Soldato
FAVALE ANTONIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 18/06/1921 21
Soldato
FAZIO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/04/1912 30
Soldato
FEBBRARO CARMELO
19 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/01/1913 30
Soldato
FEDI FORESTO
20 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 16/10/1916 26
Soldato
FELICINI ENRICO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 07/04/1913 29
Soldato
FELLONI SELVINO
XXVII SETTORE COPERTURA G.A.F. Disperso in Prigionia 20/08/1913 29
Soldato
FERLA MICHELANGELO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/05/1919 23
Soldato
FERRAGUTO GIUSEPPE
19 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/03/1920 22
Soldato
FERRARI AGOSTINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/07/1922 20
Soldato
FERRARI CESARE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/05/1920 22
Caporale
FERRARI ROBERTO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/11/1920 22
Soldato
FERRARI ROMEO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 18/07/1914 28
Soldato
FERRARINI MARINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 14/08/1919 23
C.le Magg.
FERRARO ENRICO MARIO
31 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/06/1915 27
Soldato
FERRARONI GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/04/1917 25
Soldato
FERRETTI FERNANDO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 02/12/1919 23
Soldato
FERRETTI GIAN PIERO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/10/1916 26
Soldato
FERRETTI GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/09/1922 20
Soldato
FERRI GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/12/1921 21
Soldato
FERRINI TELESFORO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/03/1914 29
Soldato
FIACCHI VINCENZO
204 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 19/05/1909 33
Soldato
FICHI GIUSEPPE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/10/1912 30
Soldato
FILIGHERA SECONDO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/08/1917 25
Soldato
FILIPPI ARMANDO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 06/03/1913 30
Soldato
FINO GIUSEPPE
157 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/12/1919 23
Soldato
FINOCCHIARO MARIO
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/07/1909 33
Soldato
FIOCCHI GUIDO
BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 10/05/1913 29
Serg. Magg.
FIORANI GERARDO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 18/06/1920 22
Cam. Nera
FIORE DANTE
148 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 26/02/1911 32
Soldato
FIORETTI GIUSEPPE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/12/1910 32
Soldato
FIORI UMBERTO
21 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 10/12/1920 22
Caporale
FIORINI LUIGI
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/07/1920 22
C.le Magg.
FIUMICELLI ERBESTO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/05/1917 25
9
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
FOCARILE MICHELE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/10/1914 28
Serg. Magg.
FODALE GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/01/1917 26
Soldato
FODERA‘ MATTEO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/11/1918 24
Soldato
FOGLIAZZA ERNESTO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 11/02/1912 31
Caporale
FONTANA FRANCESCO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/07/1918 24
Soldato
FONTANA VINCENZO
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 26/01/1920 23
C.le Magg.
FORCELLO MICHELE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/05/1921 21
Soldato
FORESTI RAFFAELE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1920 22
Soldato
FORGETTA ARMANDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1921 22
Soldato
FORGETTA PASQUALE
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 23/08/1915 27
Soldato
FORGIA MARIO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 18/09/1920 22
Soldato
FORINO NUNZIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/09/1921 21
Soldato
FORLANTE ANTONIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/09/1920 22
Soldato
FORMIGONI NETTUNO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/09/1917 25
Soldato
FORTINI SILVERIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/11/1913 29
Soldato
FORTUGNO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/11/1912 30
Soldato
FOTI GIORGIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/03/1920 23
Soldato
FRAGASSI LUIGI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 02/05/1916 26
Sergente
FRANCESCUTTI MARIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/06/1920 22
Soldato
FRANCHETTO LUIGI
34 CP. SAN.
Disperso in Prigionia 09/10/1922 20
C.le Magg.
FRANCHINI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/11/1914 28
Soldato
FRANCICA DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/04/1912 30
Soldato
FRANCO FRANCESCO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/03/1914 28
Soldato
FRANCONE ANTONIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 10/06/1921 21
Soldato
FRATI ALFREDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/10/1920 22
Soldato
FRATTIN GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/03/1918 25
Soldato
FRATTINI DIONISIO
4^ CP. LANCIAFIAMME GENIO
Disperso in Prigionia 27/06/1911 31
Soldato
FRESI ANTONIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/03/1920 22
Soldato
FRICCHIONE GIOVANNI
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/10/1916 26
Soldato
FRISINA ARCANGELO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1914 29
Soldato
FRONTERA GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/09/1921 21
C.le Magg.
FRUSCIANTE SEVERINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 26/04/1914 28
C.le Magg.
FUOCO DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/01/1911 32
Soldato
FUSCO COSTANZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/11/1921 21
Soldato
GABRIELLI ARMANDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/01/1920 23
Soldato
GAETA ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/06/1919 23
Soldato
GAETA FIORENTINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/02/1922 21
Soldato
GAETA GAETANO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/11/1922 20
Soldato
GAGLIANO MICHELE
64 BTG. DI CPL. FTR.
Disperso in Prigionia 10/12/1915 27
Soldato
GAGLIARDE LORENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/12/1920 22
Soldato
GALAFASSI ANTONIO
132 RGT.ART.DIV.CORAZZ.
Disperso in Prigionia 13/12/1919 23
Soldato
GALANTINO LORENZO
9 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 16/01/1913 30
Caporale
GALELLA GERARDO
116 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/10/1918 24
10
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
C.le Magg.
GALETTO GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 17/07/1922 20
Soldato
GALLETTI OTELLO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/11/1919 23
Soldato
GALLI ARMANDO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 24/07/1921 21
Soldato
GALLI ARTURO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/10/1915 27
Soldato
GALLI GENESIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/04/1920 22
Soldato
GALLI RAFFAELLO
7 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 03/12/1919 23
Soldato
GALLICCHIO FRANCESCO
21 CP. COMM.
Disperso in Prigionia 04/05/1920 22
Soldato
GALLINA LIBERATO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/11/1921 21
Soldato
GALLO LORENZO
11 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 03/09/1915 27
Soldato
GALLO MICHELE
10 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 24/03/1918 24
Soldato
GAMBA MALVINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 22/07/1917 25
Cam. Nera
GAMBICCHIA BIAGIO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 01/06/1913 29
Soldato
GANASSI ZOELLO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/10/1919 23
Soldato
GAROFANO GIOCONDINO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 12/12/1921 21
Soldato
GASPARETTO GIOCONDO
202 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 08/09/1919 23
Soldato
GASPARINI CORRADO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/03/1921 22
Soldato
GATTABRIA VITO
69 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/11/1913 29
Soldato
GATTELLARO SANTO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/06/1916 26
Soldato
GATTI GIOVANNI BATTISTA
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/08/1921 21
Soldato
GATTI GIUSEPPE
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 16/12/1912 30
Soldato
GAVA UMBERTO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/08/1915 27
Soldato
GAVIOLI ROBERTO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/06/1913 29
Soldato
GAZZANIGA PRIMO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/03/1920 23
Serg. Magg.
GENOVESE LAMOTTA IERASIMO
203 CP. CC.NN. MITRAGLIERI M.V.S.N.
Disperso in Prigionia
Cam. Nera
GENTILE FEDELE
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 20/07/1910 32
Soldato
GENTILE VINCENZO
AUTOGRUPPI AUTO.
Disperso in Prigionia 08/12/1920 22
Sergente
GERMANI GIUSEPPE
8 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 31/07/1914 28
Caporale
GERVASI FAUSTINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/12/1918 24
Soldato
GESTI GIUSEPPE
8^ CP. IDRICI GENIO
Disperso in Prigionia 03/06/1915 27
Soldato
GHEDA ENRICO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 01/10/1919 23
C.le Magg.
GHENO CESARE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/09/1914 28
Soldato
GHERARDELLI ALFREDO
6 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 10/04/1914 28
Sergente
GHEZZI AMBROGIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 27/03/1918 24
Soldato
GHIDINI SANTO
V BTG. CARRI CARR.
Disperso in Prigionia 08/08/1917 25
Soldato
GHINELLI LUIGI
155 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/01/1912 31
Caporale
GHIZZI VIRGILIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 06/11/1920 22
Soldato
GIACALONE GAETANO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/11/1921 21
Soldato
GIACHIN ANTONIO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/08/1920 22
Soldato
GIACOMETTI DOMENICO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/04/1913 29
Soldato
GIACOMETTI LORENZO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/03/1913 30
Soldato
GIACOPINI GAETANO
IV› GR. SQD. BLINDO “ NIZZA “
Disperso in Prigionia 06/11/1917 25
Soldato
GIAFFREDA LUIGI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1921 21
Soldato
GIALLO GIUSEPPE
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/07/1918 24
11
Nascita Eta’
20/02/1913 30
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
GIANNASCHI CARMINE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/09/1922 20
Soldato
GIANNETTI LARINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/01/1915 28
Serg. Magg.
GIANNO GIACOMO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 07/04/1914 28
Soldato
GIBERTI CARLO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/10/1920 22
Soldato
GIOIETTI MARIO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/12/1921 21
Soldato
GIORDANI LUIGI
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 31/10/1920 22
Soldato
GIORDANO PASQUALE
40 RGT. FTR.
Morto in Prigionia
Soldato
GIORGI GINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/06/1916 26
Caporale
GIOVANNINI QUINTO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/05/1919 23
Soldato
GIOVE LEONARDO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1919 24
C.le Magg.
GIUBERTI BRUNO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/03/1916 27
Soldato
GIUFFRIDA PANZONE GAETANO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1920 23
Soldato
GIULITTI VINCENZO
55 BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 13/10/1919 23
Sergente
GIUNTA VITTORIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 05/11/1918 24
Cam. Nera
GIUSTILIANO GIUSEPPE
134 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 18/07/1903 39
Serg. Magg.
GNUDI ANELLO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/02/1910 33
Sergente
GOBBI PIETRO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/10/1914 28
Soldato
GOLINELLI ILDEGERDE
4 GR. ART.
Disperso in Prigionia 03/02/1921 22
Soldato
GOTTI GIACOMO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/08/1920 22
Soldato
GRAMIS LUIGI
155 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 23/02/1916 27
Caporale
GRANDI GIUSEPPE
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 26/02/1915 28
Caporale
GRANDI MIRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/06/1917 25
Soldato
GRANERI DOMENICO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/11/1921 21
C.le Magg.
GRAZI VITTORIO
32 BTG. CARRI CARR.
Disperso in Prigionia 28/06/1917 25
Caporale
GRAZZINI OTELLO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 08/06/1920 22
Soldato
GRECO ALESSANDRO
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 14/07/1913 29
Soldato
GRECO ANIELLO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/03/1912 30
Soldato
GRECO LEONARDO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/10/1921 21
Soldato
GRECO ORONZO
24 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 04/04/1921 21
Soldato
GRECO RAFFAELE
Q. G. DIVISIONE
Disperso in Prigionia 24/05/1916 26
Soldato
GRIECO CIRIACO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/09/1921 21
Soldato
GRIFONI FLORINDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/08/1921 21
Soldato
GRILLINI ALFREDO
18 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/06/1915 27
Soldato
GRILLINI MARIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/12/1912 30
Soldato
GRILLO RICCIOTTI BRUNO
21 BTG. COLL. GENIO
Disperso in Prigionia 03/12/1916 26
Soldato
GRILLO VINCENZO EDGARDO
126 CP. GENIO
Disperso in Prigionia 14/03/1920 23
Soldato
GRIMALDI MICHELE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/03/1914 29
Soldato
GRISOLIA FRANCESCO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/04/1919 23
Soldato
GRISPINO FRANCESCO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/01/1921 22
Soldato
GROSSO LUIGI
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 13/07/1911 31
Soldato
GUAGNETTI LUIGI
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 21/08/1916 26
Soldato
GUALDAMBRINI ANTONIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1918 25
Soldato
GUALTIERI PRIMO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/05/1920 22
12
Nascita Eta’
10/08/1919 23
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
GUANA GIOVANNI BATTISTA
9 RGT. GENIO
Morto in Prigionia
Cam. Nera
GUARANO ANTONINO
270 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 13/06/1913 29
Soldato
GUBIANI GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/12/1921 21
Soldato
GUERCI FRANCESCO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/11/1922 20
Soldato
GUERRA ANGELO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1921 22
Caporale
GUERRA GIULIO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 06/02/1909 34
Soldato
GUERRERA PASQUALE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 18/10/1914 28
Sergente
GUERRINI CRISTOFORO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/02/1913 30
Soldato
GUERRINI GIULIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/09/1915 27
Soldato
GUERRINI PIETRO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/09/1919 23
Soldato
GUGNALI ALFREDO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/02/1911 32
Soldato
GUIDA DOMENICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/12/1919 23
Soldato
GUIDA GIOVANNI
150 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/02/1910 33
Soldato
GUIDAZZI QUNTO
3 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/10/1916 26
Sergente
GUIDETTI PIETRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 08/08/1914 28
Soldato
GUIDONI LORENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/08/1913 29
Soldato
GUIDUCCI GENEROSO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/11/1912 30
Soldato
GULLI SANTE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/11/1921 21
Soldato
GUZZO ANTONIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/08/1921 21
Soldato
IABICHELLA GIUSEPPE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/10/1917 25
Soldato
IACIOFANO ANGELO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/09/1921 21
Soldato
IACOBONE VINCENZO
20 RGT. AUTO.
Disperso in Prigionia 05/02/1921 22
C.le Magg.
IACOPETTA SALVATORE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/02/1913 30
Soldato
IACOVELLI ROCCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/06/1921 21
Soldato
IAFRATE SANTE
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 03/02/1921 22
Soldato
IAMONTE CARMELO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/03/1911 31
Soldato
IANNACE ATTILIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 02/03/1914 29
Soldato
IANNONE LUIGI
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1912 31
Soldato
IANNUCCI REMO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/11/1921 21
Soldato
IANNUNZIO GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/03/1921 22
C.le Magg.
IARETTI LORENZO
26 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 22/02/1910 33
Soldato
IEPPI GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/08/1921 21
Soldato
IIRITI LEONE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/11/1913 29
C.le Magg.
INIC SAVA
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/12/1910 32
Caporale
INTERLANDI EMANUELE
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/10/1915 27
Soldato
IONATELLI ANTONIO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/08/1922 20
C.le Magg.
IOPPOLO GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/07/1921 21
C.le Magg.
IUDICA DOMENICO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/10/1916 26
Soldato
IZZO COSIMO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/10/1921 21
Soldato
JENKO ANTONIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/08/1911 31
Soldato
KOMAR EUGENIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/07/1920 22
C.le Magg.
LA MOGLIE GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/06/1918 24
Soldato
LA ROCCA AMEDEO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/11/1917 25
13
Nascita Eta’ 10/05/1916 26
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
LABADINI ERMINIO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/06/1920 22
Soldato
LAGANA‘ SALVATORE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/12/1914 28
Soldato
LAMELZA GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/05/1920 22
Serg. Magg.
LAMOTTA GENOVESE JERASIMO 203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 20/02/1913 30
Soldato
LAMPASONA SEBASTIANO
1 RGT. AUTO.
Disperso in Prigionia 29/12/1921 21
Soldato
LAMPUGNANI ALBERTO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 15/10/1914 28
Soldato
LANDI VITTORIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/11/1919 23
Soldato
LANDO ANTONIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/07/1919 23
Soldato
LANNUTTI DOMENICO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/09/1920 22
Carabiniere
LANZO FRANCESCO
1338^ SEZ. MISTA CC.
Disperso in Prigionia 09/04/1920 22
Soldato
LANZUISE VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/11/1919 23
Soldato
LAPIETRA PRIMIANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/04/1921 21
Soldato
LARDI ALFREDO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/02/1913 30
Carabiniere
LARESE CAPO TITO
707^ SEZ. MISTA CC.
Disperso in Prigionia 07/04/1905 37
Caporale
LATTANZIO LUIGI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/10/1921 21
Caporale
LAVAGNINI ANGELO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/08/1920 22
Cam. Nera
LAVIERI ANTONIO
156 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 06/10/1908 34
Soldato
LECCA LUIGI
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 18/03/1918 25
Soldato
LEDDA PASQUALE
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/11/1918 24
Soldato
LENARCIC CARLO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/03/1909 33
Soldato
LEO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/01/1921 22
Soldato
LEONE GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/03/1920 22
Soldato
LEONE GIUSEPPE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 12/04/1919 23
Soldato
LEONELLI LIVIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/03/1912 31
Soldato
LEONTI GAETANO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/10/1916 26
Caporale
LEPORE SAVERIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 25/08/1920 22
Soldato
LETIZIA LUCIANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/02/1919 24
Soldato
LI VECCHI ANTONINO
31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
Soldato
LIBERATORE ANGELO NICOLA
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/11/1919 23
Soldato
LICASTRO GAETANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/09/1916 26
Soldato
LICINI DANTE
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 23/09/1910 32
Soldato
LIGUORI RAFFAELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/10/1921 21
Caporale
LINCETTO ORIONE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 24/03/1917 25
Soldato
LINTAS ANTONIO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/01/1920 23
Soldato
LIONELLO GOTTARDO
6 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 04/05/1913 29
Soldato
LIONELLO VINCENZO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/05/1921 21
Cam. Nera
LIPARI VINCENZO
174 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 26/06/1908 34
Soldato
LIPPARINI AUGUSTO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/10/1913 29
Soldato
LO MONACO ALFIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/09/1916 26
Soldato
LO PREIATO ANTONINO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/02/1913 30
Caporale
LOCONSOLO MAURO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/11/1921 21
Cam. Nera
LOLLI ALBINO
LXXXI BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 10/10/1910 32
Soldato
LOLLI SECONDO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 17/04/1911 31
14
Nascita Eta’
17/01/1916 27
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
LOMBARDO FILIPPO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/01/1918 25
Cam. Nera
LOMOLINO GIOVANNI
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 30/11/1911 31
Soldato
LOPARDO DONATO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/02/1920 23
Soldato
LOPRESTI ROCCO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/10/1914 28
Soldato
LORENZETTI GIUSEPPE
8 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 23/12/1905 37
Soldato
LORENZI PIETRO
340 RGT. ART.
Disperso in Prigionia 18/04/1913 29
Soldato
LORENZINI FULVIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/05/1912 30
Serg. Magg.
LUBATTI GIOVANNI
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/05/1912 30
Sergente
LUCCHESI ANGELO
C.DI ED ENTI VARI ART.
Disperso in Prigionia 25/04/1909 33
Soldato
LUCIA DOMENICO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/04/1912 30
Soldato
LUCIANI VINCENZO
32 CP. GENIO
Disperso in Prigionia 22/09/1908 34
Caporale
LUCOTTI PARIDE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 13/01/1920 23
Serg. Magg.
LUDOVICO DOMENICO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/11/1916 26
Soldato
LUGLI IVO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/11/1921 21
Caporale
LUISI ORESTE
6 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 02/05/1911 31
Soldato
LUORDO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/07/1921 21
Soldato
LUPERTI SALVATORE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/01/1914 29
Soldato
LUPI BATTISTA
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 07/04/1918 24
Soldato
LUPI GUERRINO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 22/06/1917 25
C.le Magg.
LUPPI FRANCESCO
22 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 24/08/1910 32
Soldato
MACCARIELLO PIETRO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/07/1911 31
Soldato
MACHEDA PASQUALE
22 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 26/02/1915 28
Soldato
MAESTRI PASQUALE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/03/1913 30
Soldato
MAFFI CARLO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/03/1914 28
Soldato
MAFFIA ALBERICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/03/1920 22
Soldato
MAGGI GIACOMO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/08/1920 22
Soldato
MAGGIO STEFANO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/02/1916 27
Soldato
MAGHINI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 12/10/1921 21
Soldato
MAGNANI LIVIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/01/1920 23
Soldato
MAGURNO GIUSEPPE
19 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/10/1920 22
Soldato
MAINI ARDITO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/11/1915 27
Caporale
MAIOLI WALTER
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 27/05/1914 28
Soldato
MAIOLO DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/07/1914 28
Caporale
MAIONE UMBERTO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/05/1916 26
Soldato
MALACHIN OTTAVIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 21/05/1918 24
Soldato
MALAGO RICCARDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/01/1917 26
Soldato
MALASPINA LEOPOLDO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/01/1921 22
Caporale
MAMELI LUIGI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 09/05/1916 26
Soldato
MAMMANA MICHELE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/01/1920 23
Soldato
MANACHINO ANTONIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 27/09/1916 26
Soldato
MANAI ANTONIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/03/1920 23
Soldato
MANCA ANTONIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 11/06/1921 21
Soldato
MANCUSO FRANCESCO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 21/01/1920 23
15
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
MANCUSO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/11/1914 28
Serg. Magg.
MANDELLI ALDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/06/1916 26
Soldato
MANDINI LODEO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/12/1921 21
Soldato
MANDRIOLI OTTORINO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/05/1914 28
Caporale
MANESTRINA BERNARDO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 20/04/1914 28
Caporale
MANFRE‘ GIUSEPPE
204^ AUTOSEZIONE MISTA
Disperso in Prigionia 04/11/1906 36
Soldato
MANFREDA DOMENICO
207 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/08/1914 28
Soldato
MANFREDINI DOMENICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/04/1920 22
Soldato
MANGANARO GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/06/1921 21
C.le Magg.
MANICONE ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/03/1920 22
Soldato
MANIERO ANTONIO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/01/1920 23
Soldato
MANNELLO PIETRO
47^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 19/02/1917 26
Soldato
MANTOVANI DERVILLE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/06/1920 22
Soldato
MANZO PASQUALE
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/08/1914 28
Soldato
MARABESI VITERBO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/09/1911 31
Soldato
MARANGI ANTONIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 13/04/1921 21
Soldato
MARANGONI ALDO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 16/03/1922 21
Sergente
MARANI WILLIAM
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/04/1920 22
C.le Magg.
MARANINI GIUSEPPE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 08/10/1918 24
Caporale
MARAVIGLIA UMBERTO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/08/1919 23
Soldato
MARCANTUONO DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/05/1920 22
Soldato
MARCHESIN FRANCESCO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 27/09/1919 23
C.le Magg.
MARCHETTI CALVINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/09/1919 23
Soldato
MARCHETTO FORTUNATO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/12/1915 27
Soldato
MARCHIANO SALVATORE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/02/1920 23
Soldato
MARCHIO GIUSEPPE
24 RGPT. G.A.F. ART.
Disperso in Prigionia 17/03/1920 23
Soldato
MARCHIO RAFFAELE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/05/1913 29
Soldato
MARCON GIACOMO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 13/02/1918 25
Soldato
MARCONI PIETRO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/05/1919 23
Soldato
MARGANI LEONARDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/03/1918 25
Soldato
MARGINI GINO
5 RGT. “ LANCIERI DI NOVARA “
Disperso in Prigionia 16/10/1917 25
C.le Magg.
MARGUERETTAZ ABELE
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 07/07/1910 32
Soldato
MARI UGO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/02/1919 24
Caporale
MARIANI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 26/10/1913 29
Soldato
MARIANI PIETRO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 11/02/1921 22
Soldato
MARINELLI DOMENICO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 16/05/1914 28
Soldato
MARINELLI DUILIO
95 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/12/1910 32
Soldato
MARINELLI PASQUALINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 08/04/1920 22
Soldato
MARINELLI SECONDO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 18/06/1920 22
C.le Magg.
MARINELLO GIOVANNI
63 BTG. TERR. MOBILE FTR.
Disperso in Prigionia 14/09/1917 25
Soldato
MARINO FERDINANDO
32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
Soldato
MARINOTTI BRUNO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1921 22
Soldato
MARINZOLI GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/05/1915 27
16
Nascita Eta’
09/07/1919 23
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
MARMIROLI ONELIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/06/1922 20
C.le Magg.
MARONESE GIOVANNI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/02/1916 27
Soldato
MARONGIU EFISIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/09/1920 22
Soldato
MAROTTA VINCENZO
7 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 15/10/1915 27
Soldato
MARRAZZO FORTUNATO
29^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 10/09/1915 27
Soldato
MARRAZZO PASQUALE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/12/1922 20
Soldato
MARTINELLI GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1920 22
Soldato
MARTINELLI PAOLINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 08/08/1918 24
C.le Magg.
MARTINENGO GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/10/1920 22
Soldato
MARTINI CARLO
204 BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 14/10/1919 23
Soldato
MARTINI ELIO
16 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/04/1916 26
Serg. Magg.
MARTINI GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/10/1914 28
Soldato
MARTINO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/08/1915 27
Sergente
MARTIRADONNA VITO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/04/1920 22
Caporale
MARTORELLI AMERICO
13 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 10/08/1911 31
Soldato
MARTUCCI GIOVANNI
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/04/1920 22
Soldato
MARZINOTTO ANTIMO
8 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/02/1920 23
Sergente
MARZO MICHELE
C.DI ED ENTI VARI GENIO
Disperso in Prigionia 18/09/1920 22
Soldato
MARZOCCHI NARCISO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/03/1912 31
Soldato
MARZOLA GIORGIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 05/06/1915 27
Soldato
MASCARIN ERNESTO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/08/1920 22
Soldato
MASCARO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/09/1920 22
Sergente
MASERA MICHELE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/01/1916 27
Soldato
MASETTI ETTORE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 08/08/1918 24
Soldato
MASIERI GIORDANO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/04/1920 22
Soldato
MASOTTI REMO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 26/08/1920 22
Soldato
MASSELLI VITRUVIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 04/04/1920 22
Soldato
MASSERDONI GIOVANNI BATTISTA
4 RGT. ARMATA ART.
Disperso in Prigionia
Soldato
MASSIMI UMBERTO
203 BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 25/12/1919 23
Soldato
MASTROIANNI LUIGI
47^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 07/03/1917 26
Soldato
MASTROLEO VITO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/01/1918 25
Soldato
MASTROPIETRO ANTONIO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 02/01/1921 22
Soldato
MASTROSIMONE SALVATORE
RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/04/1912 30
Soldato
MATTIA GIAMBATTISTA
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/08/1920 22
Caporale
MATTIELLO SETTIMIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/05/1913 29
C.le Magg.
MATTONAI OTTAVIO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 09/04/1915 27
Soldato
MAZZANTI BERTO
5 RGT. ARMATA ART.
Disperso in Prigionia 13/03/1913 30
Caporale
MAZZI GINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/10/1919 23
Sergente
MEDAU ANTONIO
66 RGT. FTR.
Morto in Prigionia
Soldato
MEGHI CIRILLO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/11/1919 23
Serg. Magg.
MEINARDI GIOVANNI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 09/02/1914 29
Soldato
MELE GAETANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1926 17
Soldato
MELE MICHELE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/05/1920 22
17
Nascita Eta’
23/06/1913 29
31/08/1918 24
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
MELILLO DONATO
28 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
Soldato
MELILLO FRANCESCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/04/1920 22
Soldato
MELILLO SAVINO
14 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/11/1913 29
Soldato
MELIS ANTONIO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1920 23
C.le Magg.
MELLONE VITO
32 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/03/1915 28
Soldato
MELLONI BRUNO
2 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 30/11/1914 28
Caporale
MELLONI LUIGI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/01/1915 28
Caporale
MENABUE DARIO
2 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/01/1916 27
Caporale
MENCARINI BRUNO
43 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 08/09/1917 25
Soldato
MENCARONI LORENZO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/06/1920 22
Soldato
MENEGHESSO NARCISO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/05/1916 26
C.le Magg.
MENGOZZI NINO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/07/1918 24
Caporale
MERCALLI PIETRO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 26/03/1910 32
Caporale
MERCURI GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/04/1918 24
Soldato
MERCURI MICHELANGELO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/05/1920 22
Soldato
MERLO MARIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/04/1919 23
Soldato
MEROLA ANIELLO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/10/1920 22
Soldato
MEROLA FRANCESCO
8 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 25/11/1921 21
Soldato
MESSINA SANTO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/08/1917 25
Soldato
MICCIO ANTONINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 28/04/1914 28
Caporale
MICELI MICHELE
32 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
Soldato
MICELI PASQUALE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/02/1914 29
Soldato
MICHIELON VITTORIO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 02/12/1922 20
Caporale
MIGLIORI MEDARDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/09/1920 22
Soldato
MIGNARDI ANTONIO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 18/06/1921 21
Caporale
MILAN SILVIO
5 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 27/10/1913 29
Soldato
MILONE SAUL
OSPEDALI SAN.
Disperso in Prigionia 27/08/1918 24
Serg. Magg.
MILUTIN ETTORE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 05/04/1919 23
Soldato
MINARINI ANGELO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/04/1914 28
Soldato
MINASI SAVERIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/02/1920 23
Caporale
MINERVINO ARMANDO
C.DI ED ENTI VARI ART.
Disperso in Prigionia 30/07/1920 22
Soldato
MINOCCHI ORESTE
204 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 24/08/1918 24
Soldato
MODENA SANTE
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/04/1920 22
Soldato
MODICA GIORGIO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/07/1918 24
Soldato
MOLINARO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/01/1920 23
Soldato
MOLINARO FELICE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/01/1921 22
Soldato
MOLINO G.MARIA
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/05/1919 23
Soldato
MONACELLI DONATO
135 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/09/1919 23
Soldato
MONACO ATTILIO
203 BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 04/08/1920 22
C.le Magg.
MONDONI ETTORE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/09/1917 25
C.le Magg.
MONDUCCI MARIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/05/1915 27
Soldato
MONOMI ANGELO
133 RGT.ART.DIV.CORAZZ.
Disperso in Prigionia 27/08/1915 27
Soldato
MONTANARI GALLIANO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/09/1915 27
18
Nascita Eta’ 17/11/1919 23
30/05/1916 26
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
MONTEBUGLIO VINCENZO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/11/1914 28
Soldato
MONTEFUSCO SILVERIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/02/1914 29
Soldato
MONTEVECCHI UMBERTO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/01/1913 30
Sergente
MONTI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/03/1916 27
Caporale
MONTI OSVALDO
22 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 11/02/1913 30
Soldato
MORANDI LUIGI
3 RGT. ART. C.D.A.
Disperso in Prigionia 27/12/1915 27
C.le Magg.
MORANDO ALDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/10/1920 22
Soldato
MORANO NICOLA
20 RGT. FTR.
Morto in Prigionia
Serg. Magg.
MORELLI VINCENZO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 25/04/1911 31
Mar. Ord.
MORETTI GABRIELE
702^ SEZ. MISTA CC.
Disperso in Prigionia 22/09/1903 39
V. Capo Sq.
MORICONI OTELLO
170 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 18/10/1906 36
Soldato
MORIGGI MARIO
27 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 08/10/1920 22
Soldato
MORINI MAGLIO GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/07/1920 22
Soldato
MORO SILVIO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 12/02/1920 23
Soldato
MORONI BALILLA
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 24/01/1921 22
Caporale
MORRA SALVATORE
70 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/07/1917 25
Soldato
MORUZZI RENATO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/01/1916 27
C.le Magg.
MOSCA ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1915 28
Soldato
MOSCATELLI GIUSEPPE
6 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 30/09/1919 23
C.le Magg.
MOSCONI LUIGI
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 12/03/1916 27
Caporale
MOSSUTO ANTONIO
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 01/01/1917 26
Soldato
MUCCI REMIGIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/05/1913 29
Soldato
MURATORE GIROLAMO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/09/1922 20
Soldato
MURESU PIETRO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/04/1919 23
Soldato
MUSCOLO GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/02/1921 22
Caporale
NADALINI BRUNO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/08/1921 21
Soldato
NAIMO VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1911 32
Soldato
NANETTI AMALFI
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/06/1920 22
Soldato
NANI GIOVANNI
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/04/1918 24
Soldato
NANIA GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/08/1913 29
Caporale
NANNETTI GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/10/1912 30
Soldato
NANNI GUIDO
57 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/03/1910 33
Soldato
NANNINI GUIDO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 22/02/1916 27
Soldato
NAPOLITANO RAFFAELE
65 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 05/01/1913 30
Soldato
NAPPI PIETRO
10 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 26/12/1913 29
Sergente
NARDECCHIA NATALE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 23/12/1918 24
Soldato
NARDELLI DOMENICO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/08/1911 31
Caporale
NARDINI RINALDO
50 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/10/1917 25
Soldato
NARDUZZO TULLIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/11/1919 23
Sergente
NASSIMBENI ELIO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 12/01/1913 30
C.le Magg.
NASTRINO DOMENICO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/09/1911 31
Soldato
NATALE GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/03/1921 22
Soldato
NAVOLIO DONATO
21^ CP. CHIMICA GENIO
Disperso in Prigionia 12/07/1920 22
19
Nascita Eta’
03/05/1914 28
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
NAZIONALE UMBERTO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/12/1915 27
Caporale
NEGRI ANGIOLINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 05/08/1915 27
C.le Magg.
NEGRI GINO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/03/1916 26
Soldato
NEGRI MICHELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/09/1919 23
C.le Magg.
NEGRI ORESTE
202 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 05/04/1920 22
Soldato
NEGRO ERNESTO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/02/1921 22
Soldato
NEGRO OSCAR
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 25/09/1919 23
Soldato
NERI ERMELINDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/01/1920 23
Caporale
NERI PRIMO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/06/1920 22
Soldato
NEVOLO DOMENICO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 01/06/1914 28
Soldato
NICCOLINI GUIDO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/05/1920 22
Caporale
NICHELE BRUNO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/09/1912 30
Carabiniere
NICOLIS NICOLA
105^ SEZ. MISTA CC.
Disperso in Prigionia 22/04/1921 21
Soldato
NICOLOSI SALVATORE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1917 26
Sergente
NICOSIA MARIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1921 22
Soldato
NIGRO GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/09/1921 21
Soldato
NOBILI FERNANDO
53 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 19/02/1918 25
Soldato
NOBIS SANTE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/11/1918 24
Soldato
NOCETTI CELSO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/10/1919 23
Sergente
NOGARA GIOVANNI
C.DI ED ENTI VARI GENIO
Disperso in Prigionia 01/09/1906 36
Soldato
NORBIATO BRUNO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/11/1915 27
Soldato
NOTA FRANCESCO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/01/1921 22
Soldato
NUZZI ORAZIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/10/1918 24
Soldato
NUZZO GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/01/1920 23
Soldato
NUZZO RAFFAELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/02/1921 22
Soldato
OLIVA ANGELO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/08/1920 22
Sergente
OLIVA ANIELLO
30 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 10/10/1920 22
Soldato
OLIVA REALINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/01/1920 23
C.le Magg.
OLIVIERI AURELIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/09/1910 32
Soldato
OMBELLINI LUIGI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/09/1917 25
Soldato
ONELLI MARIO
15 AUTOREP. AUTO.
Disperso in Prigionia 22/12/1916 26
Soldato
ONOFRILLO PASQUALE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/02/1916 27
Soldato
ORIBELLI PRIMO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 25/02/1919 24
Soldato
ORLANDI FRANCESCO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/10/1914 28
Soldato
ORLANDI RENATO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/08/1921 21
Caporale
ORLANDO UMBERTO
204 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 01/08/1910 32
C.le Magg.
ORNAGHI MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 11/06/1917 25
Soldato
ORSINI EDOARDO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/08/1921 21
Soldato
ORTICA ANGELO
157 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/07/1917 25
Caporale
ORTIS GIACOMO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/02/1920 23
Soldato
ORTOLANI SETTIMIO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 17/11/1919 23
Serg. Magg.
OSCURELLI PALMIRO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/03/1912 30
Soldato
OSTERBAURER MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 30/01/1918 25
20
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
OSTI GIORGIO
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/07/1918 24
Soldato
OVIDI ANTONIO
7 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 15/12/1912 30
Soldato
OZZANO LUIGI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/03/1922 21
Soldato
PACELLI DOMENICO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 05/02/1921 22
Soldato
PACINI EFISIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/02/1921 22
Soldato
PACINI GIUSEPPE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/10/1918 24
Soldato
PADULI IVONE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 02/04/1916 26
Soldato
PAGLIAZZO GIUSEPPE
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/02/1914 29
Soldato
PAGLIUCA DONATO
16 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/03/1911 32
Soldato
PAGLIUCA LUIGI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/08/1920 22
Soldato
PALA ELIO
33 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 03/04/1915 27
Soldato
PALAZZESI AMATO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/01/1914 29
Soldato
PALAZZOLO PAOLO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 02/08/1920 22
Soldato
PALAZZOLO SALVATORE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/03/1920 23
Soldato
PALDINO GIUSEPPE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 23/03/1916 26
C.le Magg.
PALERMO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/10/1913 29
Soldato
PALESTRA PAOLO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/10/1915 27
Soldato
PALETTA LUIGI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/05/1911 31
C.le Magg.
PALLOTTA MASSIMO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/06/1918 24
Soldato
PALMIGIANI FEDERICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/11/1920 22
Soldato
PANACCIO GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/03/1914 28
Soldato
PANARIELLO CIRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 04/02/1914 29
Soldato
PANCIROLI GINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/10/1992 50
Soldato
PANDOLFI VINCER
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 31/07/1920 22
Soldato
PANIGATI GIUSEPPE
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 15/12/1919 23
Caporale
PANTANINO FRANCESCO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/04/1919 23
Soldato
PAOLILLO MATTEO
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 10/05/1921 21
Soldato
PAOLINI ARMANDO
20 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 06/12/1921 21
Cam. Nera
PAOLINI GIOVANNI
132 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 18/10/1910 32
V. Capo Sq.
PAPAGNI DOMENICO
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 01/05/1913 29
Soldato
PAPARELLA GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/01/1912 31
Soldato
PAPERINI GINO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/10/1920 22
C.le Magg.
PAPPALARDO VENERO
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/11/1912 30
Soldato
PAPPATERRA FRANCESCO
16 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/05/1920 22
Soldato
PARASCANDOLO MICHELE
96 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 19/04/1912 30
Caporale
PARIGI SESTILIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/09/1919 23
Soldato
PARIMBELLI MARIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 27/03/1916 26
Soldato
PARISELLA FIORINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/08/1921 21
Caporale
PARISI GIAMBATTISTA
GRUPPI LAVORATORI GENIO
Disperso in Prigionia 02/02/1903 40
Soldato
PARODI GIACOMO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 04/01/1917 26
Soldato
PARRELLA PELLEGRINO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/07/1920 22
C.le Magg.
PARRILLO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/12/1920 22
Serg. Magg.
PASANISI TOMMASO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/03/1916 27
21
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
PASCALE SABATO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/08/1922 20
Soldato
PASCARELLA GENNARO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/09/1921 21
Caporale
PASCIUTO MATTEO
17 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 31/01/1916 27
Soldato
PASI GIULIO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/02/1912 31
Soldato
PASINI FELICE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/01/1916 27
Soldato
PASQUALE DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/03/1920 22
C.le Magg.
PASQUALI CORRADO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 31/10/1915 27
Caporale
PASQUALI UMBERTO
204 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 26/11/1919 23
Soldato
PASQUINI UMBERTO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/03/1915 28
Sergente
PASSANTI EMILIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 01/04/1914 28
Soldato
PASSARIELLO VINCENZO
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/07/1913 29
Soldato
PASSINI BIAGIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 31/01/1919 24
Soldato
PASTORINO MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 28/07/1918 24
Soldato
PATANE‘ GIOVANNI
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/02/1919 24
Soldato
PATRIA UMBERTO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/07/1918 24
Soldato
PATTUGLIA MARIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 30/05/1919 23
C.le Magg.
PAUZIN VITTORIO
5 GR. ART.
Disperso in Prigionia 19/05/1919 23
Sergente
PAVAN ANTONIO
455 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 28/03/1917 25
C.le Magg.
PAVAN PRIMO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/07/1920 22
Soldato
PAVANELLO GIUSEPPE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/01/1916 27
Soldato
PAVANI SETTIMIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/09/1920 22
Soldato
PAVESE SALVATORE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/03/1914 28
Soldato
PAVOLUCCI LUIGI
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/12/1914 28
Soldato
PAVONE ANTONINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 23/04/1917 25
Soldato
PEDRAZZOLI ARONNE
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 05/05/1920 22
Soldato
PEDRETTI ATTILIO
21 BTG. COLL. GENIO
Disperso in Prigionia 13/12/1916 26
Soldato
PEGORARO SERENO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/03/1920 22
Soldato
PEGORIN ANTONIO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 31/05/1918 24
Soldato
PEGORIN OTTORINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/12/1918 24
Soldato
PELLEGRINO COSIMO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/12/1914 28
Soldato
PELLERITO GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 17/01/1920 23
Soldato
PELOSI SERGIO
80 AUTOREP. AUTO.
Disperso in Prigionia 27/03/1920 22
Soldato
PENTA PASQUALE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/10/1921 21
Soldato
PERI FRANCESCO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/07/1918 24
Soldato
PERON GIACCHINO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/01/1919 24
Soldato
PERRECA LUIGI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 11/08/1917 25
Soldato
PERRI ANGELO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/08/1915 27
Caporale
PERRI GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 06/01/1916 27
Sergente
PERRONE VINCENZO
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 01/12/1920 22
Soldato
PERRONI GIULIO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/01/1912 31
Soldato
PERROTTA VINCENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/12/1920 22
Soldato
PESARESI ADAMO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/06/1914 28
Soldato
PESCI GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/01/1920 23
22
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
PETRILLI FRANCESCO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/02/1921 22
Soldato
PETRUOLO FRANCESCO
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 15/08/1918 24
Soldato
PETTA EMILIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/09/1916 26
Caporale
PETTINARI LUIGI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/01/1918 25
Soldato
PETTINELLA ALFREDO
12 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/01/1920 23
Caporale
PEVIANI LUIGI
21 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/05/1916 26
Soldato
PEZZETTI FRANCESCO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/12/1918 24
Soldato
PIANTADOSI PIETRO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/06/1922 20
Caporale
PICCHIOTTI RENATO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 30/10/1914 28
Soldato
PICCICUTO SALVATORE
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/02/1919 24
Soldato
PICCININI RENZO
GRUPPI LAVORATORI GENIO
Disperso in Prigionia 09/08/1913 29
Soldato
PICCIRILLO DAVIDE
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 13/05/1920 22
Soldato
PICCIRILLO GENEROSO
34 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 24/11/1920 22
Soldato
PICCO ERNESTO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 04/12/1918 24
Soldato
PICCOLI ALDO
III GR. ART. CA
Disperso in Prigionia 25/07/1916 26
Soldato
PICCOLILLO ARMANDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/02/1920 23
Soldato
PICOLLO MARIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/09/1921 21
Soldato
PIEGARI VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/07/1920 22
Soldato
PIEMONTE GIUSEPPE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/10/1917 25
Soldato
PIERI GUERRADO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/10/1916 26
Soldato
PIERMARINI GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/03/1919 24
Soldato
PIETRANTONIO DOMENICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/03/1916 26
Soldato
PIETROBONO SISTO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/12/1912 30
Soldato
PIETROVITO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/09/1921 21
Caporale
PIFFERI LUIGI
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 10/08/1919 23
C.le Magg.
PIFFERI PIETRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 26/11/1916 26
Soldato
PIGNATARO GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/03/1915 27
Caporale
PIGNATTI ALBINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/05/1920 22
C.le Magg.
PINNA ALDO
6 GR. ART.
Disperso in Prigionia 12/05/1915 27
Soldato
PINNA FEDERICO
6 GR. ART.
Disperso in Prigionia 21/02/1921 22
Sergente
PINTO PIETRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 22/09/1917 25
Caporale
PINTUS FRANCESCO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 25/10/1919 23
Soldato
PIOVAN GUGLIELMO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/11/1920 22
C.le Magg.
PIOVANELLI BATTISTA
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 20/08/1912 30
Soldato
PIPITONE VINCENZO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/05/1918 24
Soldato
PIPOLA PASQUALE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/01/1921 22
Soldato
PIRAINO ANTONIO
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 17/04/1914 28
Soldato
PIRANI ARDUINO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/04/1917 25
Sergente
PIRAZZINI FERDINANDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/07/1915 27
Soldato
PIRONI ALFREDO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 29/05/1910 32
Soldato
PISCIONERI GIOVANNI BATTISTA 3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 31/03/1920 22
Serg. Magg.
PISTONE GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/06/1917 25
Soldato
PISTONE MARIO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 03/07/1920 22
23
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
PISTONI NUNZIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 23/10/1912 30
Soldato
PIZZAGALLI GIUSEPPE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/08/1918 24
Soldato
PIZZINI GIUSEPPE
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/12/1920 22
Soldato
PIZZIOLI DORANDO BRUNO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/12/1916 26
Soldato
PIZZIRANI ERIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/09/1921 21
Caporale
PIZZOLI GINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 07/11/1913 29
Sergente
PLEBANI GIUSEPPE
204 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 05/08/1916 26
C.le Magg.
PLUTINO SEBASTIANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/09/1917 25
Soldato
POLI ANGELO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/10/1921 21
Caporale
POLI GIACOMO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 12/05/1919 23
Soldato
POLITO VALENTINO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 06/12/1920 22
Soldato
POLIZZOTTO FRANCESCO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/08/1916 26
C.le Magg.
POLLES ARMANDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/03/1918 25
Soldato
POLONIO ANGELO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/08/1920 22
Soldato
POMPEI CORRADO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/08/1920 22
Soldato
PONTE DOMENICO
22 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 13/03/1910 33
Soldato
PONTI AUGUSTO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 12/08/1917 25
Soldato
PONTILLO RAFFAELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/11/1921 21
Soldato
PONTRELLI ANTONIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/10/1918 24
Soldato
PORRU LUIGI
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/01/1920 23
Soldato
POTA GIOVANNI
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/01/1921 22
Soldato
POZZETTO VIRGILIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/05/1915 27
C.le Magg.
PRATICO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/11/1913 29
C.le Magg.
PREARO RODOLFO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/05/1915 27
Soldato
PREMI OTELLO
8 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/04/1911 31
Soldato
PREVITERA SEBASTIANO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/04/1918 24
Soldato
PRIETTI NINO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/12/1914 28
Soldato
PRIMI ORFEO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 27/08/1920 22
C.le Magg.
PRIORIELLO PASQUALE CARMINE 3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 09/12/1914 28
Soldato
PRODI RENATO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/07/1914 28
Sergente
PROIA ALDO
204 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 21/01/1918 25
Soldato
PROIETTI ARDUINO
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 06/05/1915 27
Soldato
PROTA SAVERIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/10/1922 20
Caporale
PROTANI RENATO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/07/1917 25
Caporale
PROTOPAPA GIORGIO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/02/1916 27
Soldato
PROVVEDI UBALDO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 10/01/1915 28
Serg. Magg.
PRUSSI RENATO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/06/1917 25
Soldato
PUCCETTI ETTORE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/03/1921 22
C.le Magg.
PUCCI ILDO
33 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 14/08/1915 27
C.le Magg.
PUGGIONI FILIBERTO
43 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 17/06/1918 24
Soldato
PUGLIESE GIROLAMO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/02/1914 29
Soldato
PULEIO PASQUALE
22 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/04/1922 20
Soldato
PUNGITORE GIUSEPPE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/10/1915 27
24
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Caporale
PURICELLI AMBROGIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 23/03/1916 26
Soldato
PUTANO BISTI ALFIERO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/01/1918 25
C.le Magg.
PUZZO VINCENZO
207 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/01/1920 23
Caporale
QUAINI PIETRO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/03/1919 24
Caporale
QUARANTA BATTISTA
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/08/1919 23
Soldato
QUARNETI GIUSEPPE
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/10/1912 30
Soldato
QUATTROMANI GIUSEPPE
60 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 08/07/1920 22
Soldato
QUINTE FRANCESCO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 01/03/1918 25
Soldato
QUINZANINI GIUSEPPE
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/03/1920 23
Soldato
RABAZZI ROBUSTO
4 GR. ART.
Disperso in Prigionia 24/04/1920 22
Soldato
RABITTI ALFREDO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/03/1920 23
Soldato
RABUANO GIOVANNI
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 11/03/1917 26
Caporale
RACHIELE RAFFAELE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/02/1912 31
Soldato
RACITI ANTONINO
10 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/06/1920 22
C.le Magg.
RADICCHI GUALTIERO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/05/1914 28
Soldato
RAGAZZINI DECIO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/02/1912 31
Caporale
RAGAZZINI GUALTIERO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/05/1915 27
Soldato
RAGGI PAOLO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 15/06/1918 24
Soldato
RAIMONDI GIACOMO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/04/1920 22
Soldato
RAIMONDI ONOFRIO
9 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 28/01/1913 30
Soldato
RAIMONDO ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/08/1918 24
Soldato
RAMBELLI GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/12/1919 23
Soldato
RAMPIN GINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/09/1916 26
Cam. Nera
RANALDI AUGUSTO
114 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 09/01/1906 37
Soldato
RANALLETTA ARTURO
76 AUTOREP. AUTO.
Disperso in Prigionia 28/09/1921 21
Soldato
RASPAVOLO TOMMASO
3 BTG. TERR. MOBILE FTR.
Disperso in Prigionia 24/04/1914 28
Caporale
RATTO SALVATORE
90 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 26/09/1916 26
Soldato
RAVAGNANI BRUNO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 13/12/1919 23
Caporale
RAZZOLI CLEMENTINO
2 RGT ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 15/06/1918 24
Soldato
RE PIETRO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1919 24
Soldato
REBESCHI SERGIO
3 NUCLEO CHIRURGICO SAN.
Disperso in Prigionia 02/02/1917 26
Soldato
RECCHIUTI LUIGI
8 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 09/04/1917 25
Soldato
REDA ROBERTO
3 BTG. TERR. MOBILE FTR.
Disperso in Prigionia 07/06/1916 26
Soldato
REGGIANI ARNALDO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/05/1913 29
Soldato
REGGIMENTI ALBERINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 28/09/1918 24
Soldato
REMIGI CARLO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 18/05/1913 29
Cam. Nera
RENDA SAVERIO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 04/09/1902 40
Soldato
REPETTI CARLO
65 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 10/09/1912 30
Soldato
RESCIGNO GIUSEPPE
42 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 03/10/1912 30
C.le Magg.
RESTANTE FILIPPO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/01/1921 22
Soldato
RESTI ANGIOLO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 19/10/1912 30
Soldato
RIBONI ETTORE
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/01/1914 29
Soldato
RICCHIERI UMBERTO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 04/04/1914 28
25
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
RICCHIUTO MARTINO
27 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 02/05/1915 27
Soldato
RICCI ENRICO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/03/1912 31
Cam. Nera
RICCI FRANCESCO
118 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 04/10/1910 32
Soldato
RICCIARDI PIETRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 24/09/1918 24
Soldato
RICCIO ALFONSO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/09/1922 20
Soldato
RICCO GIUSEPPE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 18/10/1921 21
Sergente
RICHIUSA EMILIO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/11/1916 26
Soldato
RIFICI CARMELO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/03/1921 21
Soldato
RIGHI LUIGI
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/01/1914 29
Soldato
RISELLI MARCELLINO
XI BTG. CARRI CARR.
Disperso in Prigionia 20/03/1921 21
Soldato
RIVA BATTISTA
132 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 19/09/1919 23
Soldato
RIVA FRANCESCO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 18/05/1920 22
Soldato
RIVA SALVATORE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/05/1920 22
Soldato
RIVELLI ARCANGELO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 07/04/1920 22
Soldato
RIZZO ANTONIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 27/02/1919 24
Soldato
RIZZO GIUSEPPE
24 RGPT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 06/05/1921 21
Soldato
RIZZO LORENZO
Soldato
ROBERTI ARISTIDE
28 RGT. FTR. Disperso in Prigionia 10/12/1921 21 BTG.CONTROCARRO E SEMOVENTI Disperso in Prigionia ART. 30/11/1914 28
Soldato
ROCCO ISIDORO
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 22/08/1914 28
C.le Magg.
ROLFINI RENATO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/01/1920 23
Soldato
ROMAGNOLO ROSARIO
36 CP. COMM.
Disperso in Prigionia 01/04/1916 26
Sergente
ROMANI VINCENZO
6 RGT. ARMATA ART.
Disperso in Prigionia 27/01/1911 32
Soldato
ROMANO GIOVAMBATTISTA
205 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 07/12/1919 23
C.le Magg.
ROMBI PASQUALINO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/04/1918 24
Soldato
ROMEO CLEMENTE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 22/12/1913 29
Soldato
ROMERSI OTTAVIO
2 RGT ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 23/09/1918 24
Soldato
RONCUCCI NELLO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/05/1919 23
Sergente
RONDELLO GIOVANNI
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/10/1916 26
C.le Magg.
RONDINI BALDASSARE
63 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 25/02/1910 33
Soldato
RONTINI ALBERTO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 01/08/1914 28
Soldato
ROSANELLI LINO
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/12/1919 23
Soldato
ROSINI UMBERTO
15 RGT.(515) FTR.
Disperso in Prigionia 16/10/1916 26
Soldato
ROSSI ADRIANO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 31/01/1921 22
Soldato
ROSSI FRANCESCO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 30/08/1918 24
Soldato
ROSSI GIOCONDO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 10/08/1920 22
Soldato
ROSSI GUIDO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 07/07/1917 25
Soldato
ROSSI LUIGI
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 06/09/1920 22
Soldato
ROSSI UMBERTO
85 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/09/1911 31
Soldato
ROVIELLO RAFFAELE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/01/1921 22
Sergente
RUBANO VINCENZO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/05/1913 29
Soldato
RUBERTO PIETRO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 29/05/1921 21
Soldato
RUGGERI ANTONIO
31 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/07/1916 26
Soldato
RUGGERI MARIO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/12/1920 22
26
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Cam. Nera
RUGGIERI CARLO
129 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 31/08/1910 32
Soldato
RUGGIERI DOMENICANT.
4 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/08/1920 22
Soldato
RUGGIERI LELIO
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 05/06/1918 24
C.le Magg.
RUGGIERO NICOLA
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/03/1911 32
Soldato
RUGGIERO VINCENZO
960 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 30/08/1917 25
Capo Sq.
RUSSI DOMENICO
233 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 12/10/1906 36
Soldato
RUSSO ANGIOLINO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/02/1918 25
Soldato
RUSSO BIAGIO
201 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 12/05/1919 23
Soldato
RUSSO FRANCESCO
479 OSPEDALE DA CAMPO SAN.
Disperso in Prigionia 16/01/1912 31
Caporale
RUSSO GERARDO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 16/02/1914 29
Caporale
RUSSO LUIGI
66 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/03/1917 26
Soldato
RUSSO MARIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1921 21
Soldato
RUSSO ORAZIO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 30/11/1915 27
Soldato
RUSSO SALVATORE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 14/03/1914 29
C.le Magg.
RUSSOLO PIETRO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 14/09/1916 26
Soldato
SACCENTE MARCO
20 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 12/10/1916 26
Soldato
SACCHETTI GINO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/06/1920 22
Soldato
SACCO GIOVANNI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/10/1921 21
Soldato
SACCOMAN ORFEO
17 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 31/03/1916 26
Soldato
SAGGIOMO MARIO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/12/1919 23
C.le Magg.
SALERNO DOMENICO
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/09/1912 30
Soldato
SALETTI LUIGI
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/05/1920 22
Caporale
SALFO PASQUALE
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 20/10/1921 21
Soldato
SALIERNO ANGELO
27^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 22/11/1914 28
Soldato
SALUTINI ANTONIO
142 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/06/1919 23
Soldato
SALVADORI GIOVANNI
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 09/09/1916 26
V. Capo Sq.
SALVAGGIO FRANCESCO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 14/09/1906 36
Soldato
SALVATORE GUERRINO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 15/11/1916 26
Soldato
SALVATORE LIBERO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 02/07/1921 21
Soldato
SALZERI DOMENICO
4 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 04/06/1920 22
Cam. Nera
SAMMARITANO DIEGO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 08/11/1910 32
Caporale
SAMPAOLO GUIDO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 28/03/1920 22
Soldato
SANNA VINCENZO
IV BTG. ARTIERI
Disperso in Prigionia 09/10/1904 38
Soldato
SANSONE ANGELO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 10/10/1918 24
Soldato
SANTARELLA SILVIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/04/1922 20
Soldato
SANTILLI DOMENICO
42 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 27/05/1920 22
Sergente
SANTONASTASO FRANCESCO
205 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/10/1920 22
Soldato
SANTONASTASO MICHELE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/10/1918 24
Soldato
SAPIGNI GIOVANNI
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 19/03/1916 27
Soldato
SARCINA ANGELO ANTONIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/06/1921 21
Cam. Nera
SARCINA GIUSEPPE
233 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 28/01/1911 32
Soldato
SAUSA SALVATORE
31 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
Cam. Nera
SAUSTO VINCENZO
156 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 11/07/1913 29
27
Nascita Eta’
06/04/1916 26
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
SAVINELLI GIUSEPPE
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/12/1912 30
C.le Magg.
SBORDONI ANGELO
1 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 06/08/1918 24
C.le Magg.
SCAGLIOTTI GIUSEPPE
4 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 17/09/1914 28
Soldato
SCALAMBRA GUIDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/05/1912 30
Caporale
SCALISE DOMENICO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/04/1914 28
Soldato
SCALISE GIOVANNI
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/06/1917 25
Sergente
SCARAMUZZINO GIUSEPPE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/03/1918 25
Soldato
SCARDELLATO VITTORIO
115 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/08/1916 26
Soldato
SCAVONE ANTONIO
116 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/03/1916 26
V. Capo Sq.
SCHIAVO DOMENICO
174 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 06/10/1911 31
Soldato
SCHIAVONE LUIGI
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/04/1919 23
Cam. Nera
SCILIMATI MICHELE
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 13/08/1902 40
Soldato
SCIROCCO LUIGI
7 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 14/10/1918 24
Soldato
SCOTESE ARMANDO
10 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 16/04/1915 27
Soldato
SCOTTI GIOVANNI BATTISTA
52 GR. ART.
Disperso in Prigionia 11/03/1919 24
Soldato
SCOTTO DI TELLA VINCENZO
8 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 04/05/1913 29
Soldato
SCUTELLA ANTONINO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 15/03/1913 30
Caporale
SEREGNI SECONDO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 29/03/1918 24
Soldato
SERRA ANTONIO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/04/1920 22
Soldato
SERRATORE DOMENICO
40 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/10/1922 20
Soldato
SERVIDIO GUIDO
3 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 01/01/1920 23
Soldato
SESSA AMEDEO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 07/09/1918 24
Soldato
SESSO CIRO
10 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 25/07/1920 22
Soldato
SETTEMBRE SABATO
AUTOGRUPPI AUTO.
Disperso in Prigionia 13/08/1920 22
Soldato
SETTIMIO GUERRINO
805 SZ. SAN.
Disperso in Prigionia 03/07/1913 29
Caporale
SEVEGNANI CARLO
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/09/1921 21
Caporale
SEVERINI ANGIOLINO
204 BTG. GENIO
Disperso in Prigionia 21/10/1918 24
Soldato
SGAMBA FEDERICO
16 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/06/1920 22
C.le Magg.
SGANGA FILIPPO
RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.
Disperso in Prigionia 08/01/1916 27
Soldato
SGRILLI GINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 28/04/1915 27
Soldato
SICILIANO FILIPPO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/05/1913 29
C.le Magg.
SIGNORATO NATALE
204 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 19/03/1909 34
C.le Magg.
SILVESTRI PIETRO
21 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 23/12/1919 23
Soldato
SILVESTRI SAVINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/01/1920 23
Soldato
SILVESTRI TRENTO
RGT. BTG. COLONIALI-RGPT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/09/1916 26
C.le Magg.
SILVESTRO ANDREA
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/06/1919 23
Sergente
SIRONI MOSE
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 03/05/1918 24
Caporale
SISTO CIRO
AUTOGRUPPI AUTO.
Disperso in Prigionia 12/02/1916 27
Soldato
SORBO ANTIMO
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 26/08/1920 22
Soldato
SORGATO ALDO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/08/1921 21
Soldato
SORICHILLO VINCENZO
31 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/09/1921 21
Soldato
SORRENTINO GAETANO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/04/1921 21
Soldato
SORRENTINO ROCCO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/04/1916 26
28
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
SPAGGIARI LAERTE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/01/1921 22
Soldato
SPANO VITO
201 RGT. ART. MOTORIZZATO
Disperso in Prigionia 10/01/1920 23
Soldato
SPATARO SALVATORE
17 CP. GENIO
Disperso in Prigionia 12/05/1909 33
Soldato
SPATUZZI GIOVANNI
14 RGT. G.A.F. ART.
Disperso in Prigionia 06/11/1921 21
Soldato
SPECCHIA LUIGI
LXIII BTG. MITR.
Disperso in Prigionia 01/02/1913 30
Soldato
SPECIALE MICHELE
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/12/1919 23
Soldato
SPINOSA ENRICO
145 AUTOREP. AUTO.
Disperso in Prigionia 29/01/1920 23
V. Capo Sq.
SPROVIERO MICHELE
150 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 21/06/1903 39
V. Capo Sq.
STABILE FRANCESCO
174 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 29/06/1909 33
Soldato
STAFFA PIETRO
3 RGT. CELERE ART.
Disperso in Prigionia 13/09/1915 27
Soldato
STANNARDI GUERRINO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/03/1920 22
Soldato
STANZANI CARLO
86 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 12/08/1919 23
Sergente
STELLA MARCO
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 06/03/1921 22
Cam. Nera
STRINGANO RICCARDO
250 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 26/04/1905 37
Serg. Magg.
SUCCI ATTILIO
27^ SQD. PAN. WEISS
Disperso in Prigionia 14/09/1913 29
Soldato
SUGAMELE FRANCESCO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/01/1919 24
Soldato
SURACE GIUSEPPE
XXVI BTG. MITR. C.D’A.
Disperso in Prigionia 05/06/1912 30
Soldato
TAMMARO UMBERTO
4 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/01/1920 23
Soldato
TARGA FERNANDO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 18/02/1912 31
Soldato
TASCHINI URBANO
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 26/08/1918 24
Soldato
TASSI ELISEO
203 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 22/09/1919 23
Soldato
TAURISANO ANTONIO
11^ SEZ. SUSS.
Disperso in Prigionia 21/11/1918 24
Soldato
TAVERNITI ANGELO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/11/1912 30
Soldato
TESAURO GIUSEPPE
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/01/1920 23
Soldato
TESTA GENNARO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/10/1920 22
Soldato
TIBALDI LUIGI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 31/05/1921 21
Cam. Nera
TOMASELLI ANDREA
CL BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 26/12/1912 30
C.le Magg.
TONEGUZZO MARIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 09/09/1916 26
Soldato
TONNI ADOLFO
62 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 30/03/1911 31
Soldato
TORCHIA GIUSEPPE
19 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 16/01/1914 29
Caporale
TOSATO ANGELO
9 RGT. ALP.
Disperso in Prigionia 28/03/1918 24
Soldato
TOSETTO GINO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/01/1920 23
Soldato
TOSI ORESTE
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 22/09/1911 31
Soldato
TRADII GINO
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/03/1911 31
Soldato
TRAPASSO ROSARIO
20 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 16/11/1920 22
Soldato
TRENCHI ARNALDO
22 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 17/09/1913 29
Soldato
TRIDENTI SALVATORE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/05/1920 22
Soldato
TRINCHESE SALVATORE
20 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 13/06/1920 22
Soldato
TROBBIANI NAZZARENO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 19/02/1915 28
Soldato
TROVATO FRANCESCO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/01/1915 28
Soldato
TUCCIA FAUSTO TARQUINIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 27/10/1922 20
Soldato
TUL GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/08/1911 31
Soldato
URSIDA VINCENZO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/02/1916 27
29
Nascita Eta’
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
USAI FRANCESCO
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/03/1917 26
Caporale
VAIA UGO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 11/12/1921 21
Soldato
VAILATI AMEDEO
202 RGT.ART. DIV. CC.NN.
Disperso in Prigionia 22/06/1920 22
Soldato
VALENTE CIRO
50 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/07/1920 22
Cam. Nera
VALENTI GIUSEPPE
270 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 11/07/1913 29
Soldato
VALENTINI RAUL
13 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 28/10/1920 22
Soldato
VALENTINO VIRGINIO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 25/07/1922 20
Soldato
VANGI CATALDO
201 BTG. FTR.
Disperso in Prigionia 07/02/1920 23
Cam. Nera
VANINI GIORGIO
XI BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 31/08/1924 18
Caporale
VANNINI BRUNO
8 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 22/09/1918 24
Soldato
VARIO GAETANO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/04/1921 21
Serg. Magg.
VAROTTO MARCELLO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 18/09/1916 26
Soldato
VARRUCCIU GIOVANNI
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 23/02/1921 22
Caporale
VATORE PASQUALE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/10/1919 23
Soldato
VECCHIATTINI GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/03/1911 32
Caporale
VECCHIONI DANTE
12 RGT. ART.DIV.FANT.
Disperso in Prigionia 24/11/1920 22
Cam. Nera
VELELLA VINCENZO
140 BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 05/02/1911 32
C.le Magg.
VELLONE BRUNO
19 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 22/07/1914 28
Soldato
VELTRI PASQUALE
10 CENTRO AUTO.
Disperso in Prigionia 14/02/1917 26
Soldato
VENDRAMIN OTTORINO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 29/08/1918 24
Soldato
VENTRICE PASQUALE
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 09/03/1917 26
Soldato
VENTURI DOMENICO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/11/1913 29
Soldato
VENTUROSI ANGELO
13 SETTORE E SOTTOSETTORE G.A.F.
Disperso in Prigionia
V. Capo Sq.
VERNOCCHI TERZO
LXXXI BTG. M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 18/01/1914 29
C.le Magg.
VERSACE GREGORIO
AUTOGRUPPI AUTO.
Disperso in Prigionia 01/01/1916 27
Soldato
VESCIO SALVATORE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/06/1922 20
Soldato
VESPA GIUSEPPE
27 BTG. DI CPL. FTR.
Disperso in Prigionia 02/07/1913 29
Soldato
VETRI SANTO
99^ SEZ. SUSS.
Disperso in Prigionia 29/09/1917 25
Caporale
VIDOLETTI BENVENUTO
1 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 09/10/1916 26
Soldato
VIGNOLA VINCENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 20/06/1921 21
Soldato
VIGNONI ANDREA
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 13/12/1921 21
Soldato
VILLANOVA GIOVANNI
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/03/1919 24
Soldato
VITOLO FELICE
115 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/09/1916 26
Cam. Nera
VITTA GIUSEPPE
270 LEGIONE M.V.S.N.
Disperso in Prigionia 10/05/1920 22
C.le Magg.
VITTOR ELIO
9 RGT. BERS.
Disperso in Prigionia 16/03/1917 26
Soldato
VOCATURO ALBERTO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 17/08/1917 25
Soldato
VOLPE GIORGIO
39 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 05/09/1921 21
Soldato
VOLPI CARLO
26 RGT. C.D.A. ART.
Disperso in Prigionia 21/11/1918 24
Soldato
ZAMA GIUSEPPE
28 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 04/02/1920 23
Soldato
ZANARDINI ANTONIO
61 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 14/07/1921 21
Caporale
ZANI MARIO
141 RGT.(541) FTR.
Disperso in Prigionia 05/10/1920 22
Soldato
ZANOLA PIETRO
21 RGT. GENIO
Disperso in Prigionia 23/02/1916 27
Soldato
ZARA VINCENZO
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 03/10/1919 23
30
Nascita Eta’
16/05/1912 30
Grado
Cognome Nome
Unita’
Stato
Soldato
ZARAMELLA VITTORIO
132 RGT. FANT.CARR. CARR.
Disperso in Prigionia 24/10/1919 23
Soldato
ZARRELLI PASQUALE
26 RGT. ART. DIV. FANT.
Disperso in Prigionia 22/05/1920 22
Soldato
ZIMBALARDI ROCCO
20 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 24/12/1918 24
Soldato
ZINNO NICOLA
65 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 21/01/1919 24
Soldato
ZITO GIUSEPPE
27 RGT. FTR.
Disperso in Prigionia 02/06/1921 21
Soldato
ZOSO GUERRINO
C.DI ED ENTI VARI AUTO.
Disperso in Prigionia 02/05/1919 23
31
Nascita Eta’
Bibliografia LA DIFESA DI GIARABUB S. CASTAGNA LONGANESI 1967 LE OPERAZIONI IN AFRICA SETTENTRIONALE M.MONTANARI UFF. STORICO ESERCITO 2000 IL CT E IL SUO EQUIPAGGIO A.INCISA DELLA ROCCHETTA VICENTINI 1988 LA MIA SECONDA EDUCAZIONE INGLESE A. DENTI DI PIRAJNO LONGANESI 1971 BATTERIE SEMOVENTI ALZO ZERO D. BERETTA MURSIA DAL FRONTE DELL’AFRICA SETTENTRIONALE G. MANCINELLI RIZZOLI 1970 SULL’ARIA DELLA GLORIA NUMERO UNICO G.NISINI P. PORSIA 1952 HISTORIA MAGAZINE 1968 MIROIR DE L’HISTOIRE 1960 EL ALAMEIN C.BARBIERI DELTA 2007 L’OMBRA DI GIUDA P. CAPORILLI ARDITA 1952 ALAMEIN 1933-1962 PAOLO C- DOMINIONI LONGANESI 1966 GLUTHOLLE AM HALFAYA PASS H.J. KORTEN SETTEMBRE NERO A. TRIZZINO LONGANESI 1969 NAVI E POLTRONE A. TRIZZINO LONGANESI 1963 LE TOMBE DELL’ARMIR J. WILCZUR MONDADORI 1987 AFFARE LACONIA LEONCE PEILLARD TATSACHENBERICHT 1965 L’AFFAIRE DU LACONIA LEONCE PEILLARD LAFFONT PARIS 1963 LA NOSTRA GUERRA 1940-1945 ARRIGO PETRACCO 1940-1945 SI E’ FERMATO IL TEMPO G. RIGOLIN PANDA 2000 LE BARE DI FUOCO R. CRISP LONGANESI 1970 EIGHT ARMY R. NEILLANDS OVERLOOK PRESS 2004 IL CASO DEL LACONIA LEONCE PEILLARD GARZANTI 1963 GLI UFFICIALI DI S. M. CADUTI IN GUERRA STATO MAGG. ESERCITO 1954 DICIASSETTE COLPI A. DUMINI LONGANESI 1967 SOPRA DI NOI L’OCEANO A. TRIZZINO LONGANESI 1967 GLI AMICI DEI NEMICI A.TRIZZINO LONGANESI 1959 PRIGIONIERI DELL’OCEANO D. BELLOMO SPERLING & KUPFER 2002 GLI EROI DELL’OASI GIARABUB M. SARDI RIZZOLI 1942 PAGINE SULLA GUERRA ALLA RADIO SANSONI 1941 IL VOLTO RELIGIOSO DELLA GUERRA M. FRANZINELLI EDIT. FAENZA 2003 I MILITARI DECEDUTI , DISPERSI,FERITI, PRIGIONIERI DI FERRARA E PROV. L. MARAGNA 2005 IL REGGIMENTO ARTIGLIERIA CELERE G. MARCIANI TIPOGRAFIA REGI. 1955 IL REGGIMENTO DI ARTIGLIERIA CELERE 2 L.FRANCHI 1979 IL REGGIMENTO ARTIGLIERIA A CAVALLO E IL 2 CELERE M. IACOPI RIVISTA MILITARE 1986 HO DIFESO LA PATRIA R. GRAZIANI GARZANTI 1948 DIIARIO GALEAZZO CIANO Vol. 1,2 G. CIANO RIZZOLI EDITORE 1946 LA GUERRA IN AFRICA VICO MANTEGAZZA LE MONNIER 1896 IL GRUPPO BUSCAGLIA M. AICHNER, G. EVANGELISTI LONGANESI 1972 LA CAMPAGNA DI RUSSIA M. CARLONI LONGANESI 1970 LA MARINA TRAVERSO I SECOLI A. FRIGNANI BIBL. PER MILITARI 1908 UOMINI E SOLDATI G.C. ABBA ZANICHELLI 1892 CAPO MATAPAM DUE FLOTTE SORPRESE RONALD SETH GARZANTI 1962 L’ALTARE DA CAMPO IN AFRICA ORIENTALE FRA GINEPRO S.E.I 1937 NOSTALGIE DELLA GUERRA ORTENSIO CHIARI JAN JUGLAR EDITORE 1963 PER NON DIMENTICARE LUCIANO MARAGNA 2005 FERRARA SOTTO LE BOMBE GIORGIO GANDINI COMUNE FERRARA 1999 PER IL DUCE E PER IL RE GIOVANNI BLADIER LONGANESI 1972 MUSSOLINI BOYS ALPHEO PAGIN INTEREGIST 1976 VADEMECUM AFRICANO I.F.A.I. 1943 SOLDATI SENZ’ARMI LEONIDA FELLETTI D. DE LUIGI EDITORE 2004 ALBO EROICO DELLA PROVINCIA DI FERRARA 1911-1945 IL CORRIERE PADANO ANNATE 1940-1943 DOMENICA DEL CORRIERE ILLUSTRAZIONE ITALIANA SIGNAL IL MATTINO ARCHIVIO DI STATO DI FERRARA Fondo Prefettura , gabinetto del prefetto, categoria 30, indole politica B. 219-243 ALBO EROICO DELLA PROVINCIA DI FERRARA 1980 ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI FERRARA MILITARI E GUERRE XX Desidero ringraziare il Ministero della Difesa che tramite Onorcaduti e l’ Ufficio Storico Militare per avermi hanno fornito l’elenco dei Caduti italiani del Laconia, la dott.sa Folchi ed il Dott. Guarnieri dell’Archivio di Stato di Ferrara per l’assistenza prestatami . Desidero ringraziare inoltre l’ufficio anagrafe dei comuni di Copparo, Portomaggiore , Argenta, Formignana, Migliarino ed il Sig. Lodi dell’Anagrafe di Ferrara per aver verificato l’esattezza dei dati in mio possesso. La copertina e’ una realizzazione grafica di Massimo Contento. Le bozze sono state controllate da Marinella Marzola , Giuliano Spisni
Finito di stampare Maggio 2008