PROGETTO
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DYNAVAL
ARRAY INFRASONICO STAFFAL di
sperimentazione di array infrasonici alle pendici del massiccio del Monte Rosa (Gressoney-La-Trinité) per il monitoraggio e la prevenzione delle valanghe INTRODUZIONE
Nella pagina a fianco, installazione dell'array infrasonico a Staffal.
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Una valanga è una sorgente molto efficace di onde infrasoniche che vengono prodotte durante le fasi di accelerazione del flusso. Queste consistono in onde acustiche compressionali che si propagano in atmosfera e che sono del tutto analoghe al suono ma con frequenza più bassa (<20 Hz). Tuttavia, sebbene l’infrasuono prodotto dalle valanghe sia ben documentato e descritto in letteratura (Bedard, 1994; Naugolnykh and Bedard, 2002), il suo uso come sistema di monitoraggio è, ad oggi, poco diffuso (Chritin et al., 1996; Comey and Mendenhall, 2004; Scott et al., 2007). Questo è dovuto principalmente al fatto che numerose sorgenti naturali (vento, microsisma oceanico, terremoti) e antropiche (attività industriali, traffico, aerei, ...) producono onde infrasoniche, rendendo l’interpretazione e l’identificazione dei singoli segnali molto complessa. Questa ambiguità è aggravata dal fatto
che un’onda infrasonica si può propagare per grandi distanze (decine/centinaia di km), anche in funzione della direzione e dell’intensità del vento, rendendo difficile la discriminazione tra le varie sorgenti. Negli ultimi anni, l’impiego di array infrasonici, che consistono in 3 o più sensori posizionati nello spazio secondo una certa geometria ed utilizzati come un’antenna, ha contribuito molto al miglioramento dell’analisi infrasonica delle valanghe (Scott et al., 2007). L’utilizzo di un array, rispetto ad un sensore singolo, ha infatti il grande vantaggio di aumentare il rapporto segnale/rumore riducendo così drasticamente le ambiguità nel riconoscimento dei segnali. Ad oggi, il monitoraggio infrasonico delle valanghe è però ancora limitato ad aree di pochi km2 (Scott et al., 2007), in quanto l’impiego a più ampio raggio (> di alcuni km) è fortemente limitato dalla presenza di numerose sorgenti di infrasuono oltre alle valanghe.
Negli ultimi due decenni l’acustica infrasonica ha vissuto uno sviluppo notevole in termini di sensoristica, di strategie per l’abbattimento del rumore e di procedure di analisi. Come conseguenza l’infrasuono rappresenta uno strumento di monitoraggio e ricerca sempre più efficace per un'ampia varietà di fenomeni, tra cui le esplosioni e i processi industriali (Ceranna et al., 2009), le esplosioni vulcaniche (Ripepe and Marchetti, 2002), i flussi di massa (Ripepe et al., 2010), gli impatti di meteoriti (Evers and Haak, 2002), fino ai processi atmosferici (vedi Infrasound Studies for Atmospheric Studies).
L’ARRAY INFRASONICO DI STAFFAL Durante la stagione invernale 2009-2010, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze, Centro di Competenza della Protezione Civile Nazio-