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Donne e partecipazione sociale. Relazione della Presidente del CEU al Forum International des ONG Pour les Droits Economiques, Sociaux et Culturels de la Femme, Ginevra 27­28 settembre 2010 di Luciana Luisa Papeschi

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ono passati molti anni da quando i Diritti Umani hanno avuto una codificazione universale sancita e portata avanti dall’ONU, riconosciuta da tutte le Nazioni che ne hanno fatto parte. Ma ancora oggi è in atto il percorso per creare leggi, ma soprattutto per creare una visione stabile della Dignità Umana che trae le sue certezze dalle basi dichiarate e legiferate sui diritti dell’uomo e della donna, diritti che non possono e non devono essere disattesi. La visione del mondo che entra ogni giorno nelle nostre menti tramite i mass media e l’ininterrotto flusso informa­ tivo ci dà sofferenza e delusioni per tutto ciò che è evidente essere ingiusto. Ma il progresso non ha prodotto difese che non producano più offese e guerre! La soluzione dei conflitti esiste sempre, nell’integrazione delle varie diversità, nel riconoscimento di tutte le azioni e progetti utili, nell’arginare “tumori” sociali; cellule impaz­ zite che spesso generano “reazioni” dogmatiche che dege­ nerano in discriminazioni e mancata integrazione sociale. Ancora oggi si passa dalle grandi aperture “agli altri”, a cui fanno seguito “grandi chiusure” e grandi sanzioni a causa dell’impossibilità di “convincere”, con opportuni strumenti valutativi, coloro che si oppongono alla nostre azioni. Molti progressi si sono fatti: la democrazia permette il dia­ logo e la diversità di opinioni. Le capacità psichiche dell’uomo e della donna, enorme­ mente potenziate nel trovare cavilli e furbizie, hanno pro­ dotto sempre più una forza che nella ingiustizia di un potere ­ gestito spesso per l’utilità di pochi individui ­ di­ mostrano ogni giorno che prevale il più potente, ma non il più giusto. L’individuo che ancora non è arrivato alla propria sostan­

Strumenti propedeutici per la messa in opera delle condizioni che permettano alla donna la effettiva partecipazione all’espressione dei propri diritti in una costruzione sociale.

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zialità e libertà di pensiero, non ha possibilità di riconoscersi nelle idee ritenute sagge. Spesso ricerca una potenza che si nutre di miti nel perse­ guimento di modelli di successo, nelle adesioni a lobby con interessi specifici, ma certamente non utili allo sviluppo della crescita umana.

Il moDello satura sempre. Il gIusto e la verItà sono eternI. Non viviamo per morire, e non viviamo per rimanere in questa dimensione storica, ma per trascendere dalle dipen­ denze di ciò che non è utile per raggiungere sempre mag­ giori gradi di libertà. La trascendenza della nostra energia­pensiero, potrà trovare soluzioni costruttive e utili per tutti, anche se meno sod­ disfacenti per servire l’interesse di pochi. Niente da parte della donna sarà più importante del cercare sempre più verità. La donna dovrà intraprendere un percorso che la porterà a liberarsi dal giudizio degli altri per poter affermare il pro­ prio pensiero, libero da vincoli mentali imposti dalla so­ cietà, dalla cultura, dalla famiglia,ecc. con doveri e obblighi sociali e morali non scelti da lei. E’ necessario che la donna esprima la propria dignità, che è il “grande valore da dare alla sua vita” ricercando ogni giorno valutazioni più giuste, espressioni più ferme

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nella difesa della propria realtà cosciente. La donna dovrà comprendere, come tutti gli esseri umani, che molto può fare su di sé, esercitando autocritica e con­ fronti costruttivi. Ma dovrà anche approfondire la consapevolezza che lo stimolo al cambiamento nasce dentro l’essere umano, che spesso ritiene che il suo pensiero sia sempre giusto e quello degli altri sia sbagliato. La verità, la ricerca di verità è una ricerca insaziabile, che quando appare alla coscienza umana, attua un processo di liberazione delle sue energie. La donna non deve ricercare rivalse. Essere libera nel pro­ prio pensiero costruttivo, positivo, è già un grande premio per la sua fatica. Ogni essere nasce e vive per la prima volta alla sua vita e non ha scelto una gran parte delle informazioni che lo for­ mano. Nel disagio e nella sofferenza che proverà, in questa “cat­ tività”, cercherà di capire, di capirsi, di trovare nuove am­ piezze che diano serenità e certezza. Si attua un “processo di liberazione e non di perfezione”: si sperimentano anche errori ed esperienze negative per la formazione di una coscienza sostanziale. Le paure della vita, della morte, delle malattie, della vec­ chiaia, paure per se stessi, per i figli, diventano blocchi alla propria libertà di sperimentare: si cerca in false mete una soddisfazione e una forza che non contengono. La vera forza è nel debellare le paure e aumentare così la serena coscienza e accettazione delle nostre esperienze e sofferenze che analizzate in un’ottica costruttiva daranno grandi risultati nel divenire del nostro essere. Nel rispetto dei Diritti Umani possiamo affermare che: dobbiamo accettare tutti, comprendere tutti, non condi­ videre semmai le idee e le azioni degli altri. Come ho avuto occasione di affermare in altre sedi inter­ nazionali è possibile “combattere le azioni negative umane rispettando però sempre la dignità di ogni essere umano”. Nessuno ha colpa delle azioni sbagliate, ma solo respon­ sabilità. La colpa non c’è, perché pochi sanno debellare dentro di sé idee e comportamenti negativi trasmessi che li dirigono.

tomissione” e archiviazione di quelle non utili per un po­ tenziamento di quelle utili. Non si può pretendere che altri diano ciò che non hanno, occorre produrre su noi stessi un monitoraggio disattivando le informazioni che sono spesso cellule tumorali che sono fuori del controllo dell’esecuzione del progetto di crescita dell’individuo e dilagano producendo a volte stasi o morte della nostra realizzazione.

“vIvere

per crescere, non vIvere per morIre,

ma per trascenDere, questo è un nostro DIrItto”.

Agiamo su noi stessi e così facendo fonderemo un mondo forte, utile, cosciente. Ognuno farà per come può, nella gradualità. Le informa­ zioni ci sono ed è possibile utilizzare una metodologia per l’applicazione di queste. Occorre formarsi e informarsi per disporre della nostra li­ bertà consapevoli come donne di essere il pilastro insosti­ tuibile della nascita dell’intero genere umano: grande pri­ vilegio, ma grande responsabilità. Dare vita alla vita cosciente in ogni attimo per rendere il nostro vivere utile a noi e agli altri: questo è il nostro futuro. Il CEU – Centro studi per l’ Evoluzione Umana ­ ha con­ dotto importanti studi e ricerche per oltre un trentennio realizzando progetti formativi educativi volti a liberare nuove energie, da tutto ciò che inibisce l’essere nella sua espressione forte, consapevole, serena.

“la ragIone è nelle memorIe, la verItà è nella coscIenza” (l.l. papeschI 1998). Ciò fa comprendere che tutti hanno le loro ragioni dovute spesso a idee condizionate. La verità dà libertà a tutti ma occorre una serena riproget­ tazione di se stessi con un’analisi attenta in cui non si po­ tranno più utilizzare idee negative che distruggono e non costruiscono positività. Il cervello umano è grandemente inquinato e le degenera­ zioni comportamentali, che attivano drammi e sofferenze sono spesso dovute a questo “inquinamento informazio­ nale” in cui molti non riescono a riequilibrare se stessi e le tensioni a volte raggiungono livelli drammatici. Serve una revisione delle memorie (esperienze), una “sot­

————————————————————— Luciana Luisa Papeschi, Presidente del Centro studi per L’Evoluzione Umana, Psicologa, è da sempre attenta studiosa degli aspetti più profondi e sostanziali che coinvolgono l’essere umano nel suo cammino evolutivo.

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