Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
Sommario
Editoriale l'importanza dell'educazione e dell'apprendimento dei diritti umani come strumento di pace e comunicazione tra i popoli. Luciana Luisa Papeschi
Gli strumenti fisiologici della comunicazione Maria Torlini
la rappresentanza politica vigente nelle moderne democrazie occidentali Carlo Cerutti
Aforismi Poesie - Sonetto 43 Elisabeth Barrett Browning
l'alcool e i suoi miti Edgardo Lugaresi
Prevenire gli effetti negativi prodotti dall'uso dei videogiochi Enza Palombo
Dalla tolleranza ... Angelamaria Loreto
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Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
Cultura e Natura si ripropone ai suoi lettori nel nuovo formato online. Nata nel 1985 ha perseguit,o nei suoi onnai 24 anni di attività ininterrotta, quelli che restano tuttora i suoi fini 'editoriali: offrire al lettore una visione quanto più possibile integrata e integrante di due mondi quello natmale e quello artificiale . . che, da troppo tempo .$eparati, hanno portato ad un divorzio doloroso tra Natura e Cultura e che è onnai sotto gli occhi di tutti. Viviamo in M'epoca che grida a gran voce di darsi cht fare per riequilibrare le sorti del pianeta da tutti i pilllti di vista e se non trasformiamo la nostra Cultura in 000 strumento attivo, propulsivo, ·capace di utilizzare in modo costruttivo e rispettoso delle leggi di Natm-a tutto ciò ohe ci circonda noi compresi, non avremo spazi per la nostra Vita a dimensione umana. Culhlra e Natura si offre come strumento a disposizione di tutti çoloro che vogliono conoscere·,. e .con la conoscenza contribuire, a diffondere una cultura profondamente umana dove il rispetto della Vita e la ricerca. di soluzioni costruttive ai problemi possa. divenire elemento impr,escindibile per superare la çonflittualità e gioire di ciò che la 'Natura dona costantemente senza distinzioni di razza, cwtura, ricchezza o povertà. Sta a noi fare un oculato uso deUe risorse energetiche ma soprattutto delle risorse più nobili dell'animo umano, Senza le quali nes:suna cultura e nessu.na tecnologia potrà m,ai offure la felicità di una sensazione di armonia o il beness·ere e la forza della cooperazione e della solidarietà per il raggimgirnento di lUl bene comillle. Oggi c'è bisogno di sentirsi vivi e nel c·elV"eUo si rivers.a troppo spesso moltO' nnnore e poca armonia. Non possiamo rimanere spettatori di ciò che ci passa davanti. Vivere nel terzo millennio, sulla scorta delle esperienze profondamente comprese del passato, può essere ma grande sfida per fare un grande passaggio di qualità che consenta all'uomo di riconciliarsi con il suo presente per realizzare 1Ul futuro degno di essere vissuto . Buona lettura! Il Direttore
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Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
L'importanza del 'educazione e e fapprend"mentoei . iritt uman come stmmeno di pace e COlTIU IjcazioJle tra i popoli. Pl'I!111 es SII
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6U all.ulLi dalla: Di~dliiJu'azione U ni-rEl . a~e' (h~i D,irltli del L' nill O. dl~ è stata . ancifa e C'Olne ,-alare d~ base JJet: TU '{ti gli uOluini e ller tuìri i popoli della Tena : ,an è una
inlpo-'izione'. nam è una Y.olont~ ]iLer<ml~I1te' e5pn~ss~ ~ ,dln qU(1le' fondn~e' tutto il no~ [O '\T\"'ere . Sess.dlta anni selubral10 t(llltl ala '";0110 ptU;llissiUli. Po-treuUU9 diI~ "Ile in que."to breTe la ' o dii ~elnpo 1."uonIo .t fa~eIldD I
per Itl p_inh \-olti. un ~rande p~"- ~ !!:gio daH< 8ch.iH~-ifil di ifuUu cio che lOi
ha l'receduto. alla liberta di ·'tegher-e' G.iò cbe: ~li IQuLn~~i. pa.ssa~gio ~offe'
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Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
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founazloue -sO~lanZt le peJ"re&lp'r:e . ., ion~' luni~Uh , In c;a,. o conrra.ria la ·ita è un ~rJ:aude .'forzo pet' non Cl"es·c,exle e llint3nere '''_ ANI ., - app:ianlO attIche che non SlanlO :'eUlpre luiglioUlti I.:on la \-eloc~[à che arl·renUllO ~' -Dluto Abbi. 1UO e!tm.n ent,e riconos-elu[o e eonoM:1RTo 11101.1Le espefilellze che non '~i sono lriye.lar,e utili al pno,jegul.l de~ llo ·t ra ~mnnlino , AJhell1alit~)_lli an]Jbiejltal~, g:lilefre'~ ~o:r' tturioll!e i \-alol"i ri~el1n
i o][)'~oleti ,c on h1[se ln-ete che po.rtJno al '\1.10 o .int'e riore.. ICl diulostr,(-_lO e:-s$~re e::;perielue di:truvtrn: deU . re'cl1til delf"indi'ridliui)I., che g~l~rano dnuntni e , .~fferenze nella yitc dea ·UOll10. I he non fl"OV(1 più 1111 :s..eu,_ol al propria ·,·i "eH!: t;gli spe~s{t perde la Iatm, e _ onfrm~o lè lb,lo=cca a , l( in si ,e'\-idenzi( JLl,ell"au1uento le ,.poIle"llziale del dis.a~i · Ulental~e. della ~onf]jithl( hta fanlili[Jt"e. ~ociale . pohtic a.
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PPI'çl1dinle-nto dei Diritti t BI, ni"". I Ollg21 n1 e&'S~r~ .. {h pane delle istituzioni n~ziolL1a~Ìl t;d intenulZlonati prepo._ te, aZioni pro2ethul~i cbe preyedano l" 'lnpre _'cindibilità. per le 5cuo[e di ogni ordiue' e gradu., deJf ''llprendinlento e deU· edn aZlone dei D-Ìt"itti l[ ]uani [olll!~ d[~: ipllna IC lnrbn . d.,~ne· riSOl .·e ec,lui;<1tiye ~(0;la~ti ~he IJ·e r la fonn~ zlone ~lel]e g:enerazio.ni fuhue DlJbb.i~nlo oIg.~luzzan~ un~ Educazione' di basl ~ -h~ " ]t] Ul]jye:E aIe, in Jll1odo d i [l1i"Tere eleTn~-uti IU lù'-le sa,l i di C:Olll1l11i,c<
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d'Ue f{tDl'7 U]~ ·Q i e/u» hl t~ rU l1(!~ì~it1d(J, l,o ~cl#a i=ano, iJlJlJJrJl le'ldoph la dipeJl{. ,f?l.C[( da lOi '. .' (jIJe a (? un ~ gl'al" .,. .TPDusnbi!Hà d 'U"('(li l 'CE ion e , P .OS3ial1)LQ aff~ruli:1re ,"he "es~ ere' llilla ~o nasce schia,·o da lllolte intòrulazianl ,c he si depobitilDo nelle- aree di nleulO'ltia del pr0l-lIrio [el"\-eU o ~ IllfofUrlazi,o:Jìli 'S elnpre più 5pe ..so "do'nate da dOllatrrl'i AltrtU1en e irnere .. sati are dipendeI'e ~rlnl "idla "le nuo-e geneJ [ ~nou~ ., ni11~ndellzle che -eugono 1010 ilnposre con l, ipetiti\"itn e il 'nfo'l zo cull 1inull deUe :tec. . e , lu qu~.· r() ~:r-aYis~ilno ' tnt,o di d[p~n :lceDza il ,§!io"-ane non può pin. l er ]~ _ 111 , ,~gier lJE1rte, I~ ~~,ghere infQruU~lioniutili alla I~:ropria ~ostruriiJne. L "Educ, zl-one dO\Tà lnettere p-ande atfe-11zù~ne ,,110 :-:.'\ i bJr1p 0 di ,o gni 'SUI ~olo individuo. ri efjuiJIibr a 11 do h dlpendenza dalle llH!UlCU"ie ehe' si oppongono 1011 ill~r[} cute.l luto. .alk liberrEl di polei alfi,;qubile cio che è L bfL~e della ,coscienz·s, indh-id\late. L 'llOlno ha cUrittQ uon 'olo a C(Ulo:sc~re' -ill1lol.ulo "'be (o ,L;:Ì,rconda lU, ha il dirino ben lJill giande di liberars.i dalle ~ ""hia,iiÌl di Cl:O cbe, ~li è '0 aiO dato e cIle blot:ca il suo ,-i'-Iel"e, Lo . -duppo del P.r-O~etto deII" - (n.1l0 è l]~!el1o eli c
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Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
çref;l:ere per e\"o. '\:-ersi III co: ç.ienz , hllp{]ri~ DIO ( guidare la IU" tchiU:1, CO]lOSCi~Hno i1 nl!oh,re e liJ suo
funzlon"lnento. COtlos ,.L.:uno la , :'trada Ic he t'ogliEuno
p€n~o,rre-re, Pluln~ppD ,.
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1101 . t'e ,iEll e eOlne ftlnziol(l.iaulo~ La ~trruia cJle dobbirullo intraprelldele è [agghlll,~ibile per.: egueudo l
le C:01l0~iClenLa le atblandQ
r arcl1h-ia;zirm.e di lne~nol'i~
pl'oce -~o e\-oIutiyo ,c reando cOlltlitti 1] pe:rcbe d€Ue
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lill:uilial'i~
ll!']ll n111i. ~ne.ll1Qrie che a1n~1l1enti bloccano il
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deUe paure'. del]e dif'e 'e ~'ig,ide
l'eli§!:io~i
f le ' non
iu&nnabili.
on
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penne '[ono di It,;Ol11tulictue con le
i -er -'it; in ~gIooltla ]e ste~·· e' . C) g~i abbùtU10 ~e ç;:ono , , ~ enze ,er f~Flo. Prqce. s cii integr~z:i(Jne JeUe' dh-ersifn, Di,~ el~ sitil iUGall](1a negli uOInÌni (la aC,;~[tafe' ~~Inpl"e : ti tti banuv dirittD ld esi.nen:.. ~ (i dil'fT,~j.à dà '(1 ~'t a.~'s'bilj. '1 eh e1'(lj,'er5'f, DobbianlO ICO nprendere seU1IJlt; : n~SSlnUIJ IL( ~olp' dei cOlldizÌonanle:nti l1e ha cl .' irtnil~ tu, P'Oc..sbnuo e , ereh, l'le la libertà di ~' \-ìluppar~ la non condi,-isione di idee R9R riteIltlte utili e I;l{'isTnltti -e ; Quindi. dçcehar~ seUlpre. l:olllpIendere eULpre. 10]1 condìyidere ciò che uanci è ut~le, H fonnulat'O un conJ:!lenO dille \-:el:oci:zz8 lo cOlnpre1H~ione di quanto .Op:1'Cl eSi l'es -'o.: if ,ow!JnUi le IO :iO}l rle1l'uomo nJa iOU Il!OnUJ Cjb sinh~rtizz( la jlO - ~ibi~ira di: J.lO]l I:{'Hls,ider l'e l ' altro nn nenù lol. ",elI'a 'uutol hegeFauo: (. I efJ i,- co lìfe.- i-siure ..i " ]a I
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pCT. eauinNT~to dc/ki ('r,{~:i('ira ti
--ll'indirtdno · ,
IQuesfO as~unto e parricolanuente itnpnftante p ier ]0 ~crunbio iufornl::'1ziolla]e che ~ iste dl1ç lL1 cop.pi" . NOll più la ~OIJl',affazione rd elTuno sull\dtro 01 il pos~ ·e$sQ deU altro. lua le: Cf)11":'i:1pe1:o1~zza della l
i01110 ibititi1 cJl,e rahro. nena
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,diyeJìShà t"i!;iologit:~, p~1.~lJlogit2ll. -:5perienzrale. p(!lr~~a e- ,ere
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oluziQ1]i, Vel
'~}()1d(J -fa/arah ur. o i! di Jcmiico NJ ; 1T101!do (lr~fi(,lale
t e ondLia uunen ti S'ouu s rarici
JN onO' un un i ' cli,e si 111uplt#coruJ ricuiedendo nlolr. en (:Ti'Cfie per il ,l oro ~ali rlisfa ifnl f.~ in ' 0 , rirh cendo rC)fal u ,e n e / 'nr:nuo alln i l ~p(Jf€J}:: (J di se SU?)' -o ~ ; ""UOlO inr j'/ore. ./ disorientluIIen',o O'ff, COlU' nò una gnlnde . 'offcren=o ' plU'n s'oJwnr1.'il'f.'n:-a "i? ca cClscimJ:a, Pe~· 1(1 gle~riollle e l'i~oluziLTlIe dei çOllUiui oc::on'e iOll.l1ure dei fonnnt'Or1 che la 'orino 51 , ~e te si per i1~qlLi~ ire UIUl lnetodo~ogi( pel 11l1"ge~,riol1.le ç ~iSQ(llzione effica"e dei confliui .:-tessl . t (Inp~[o deUa llUl ilua illll)Qrl'iU1Z", che ] 'educazione po nl atJtl'Ontale Pa~sag:~io dc') oggetto a ._o,g geua delle Ìufonnazioni Es -'e'I'e oggetto delle infol'lllt1zioni siguifì,ctl ulili.l.l'( I[e le ,~' te'.Sse in Luanilet'3J rilJeriti --c cou un:.: I lrispa."ta leyocafa :a JlUllllaiicftl.llfllÌe da r',iUIoIi tn]erut ed ~qefni ~na non , -el'itu:aìe nella lOJ:o uilinì, Spe _:S€ll sono
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Cultura e Natura N. 0 Anno 2009
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.;11e è qt1eUo di
d.ar~
e' la iJIJl10li('{cio Te )' den~indi\rldl'1l0, l·esp1'ef,~]one è l'~stei1ulzÌìOlle libera. quindi ~ ncbe istintiva ~ allnOUlatic~ del propdo pensiero. non ~~lnpre ~tI\1ttu1"ato per un fine. un pI"Oge1 ttlJ o un··azione. la {.(J,nUrJ7C(CltJne e la rrarNnissione del lOS 1'0 pe.JI U?fO OJ OQ}ji::: (UO per t'ià clle yogJ[{llnO ,t rJl}HOlÙYJ"e 1111t?~T "e' i"1 C01J1j(ne. raf.i1JU21 }'" J @ df~ ',e StNJ/prf? e /cf?;' cO'J o del , isr ~n l() ice ' l1J{? L '~espr, e.5l01le de\-e € . . ·ere libera lIeU.I prilna fase ella -ita e -a ~elupre ~ n l)Or3 ~giala anche nene sirtwuazioni di gl"ande d!.: a gio o La ' ~OlnUll.icélZi(]n~ lte.e,e ssita. de la PO '5 'lbiliU à di e -'C)ere accettata dc coloro cu·n cui C,ollllll1iehianrto e (P.lin dj ~i 'SOll' l ~"egol~.€n lJl"ecise"'lb le non ~' i }lQS.SOUC .n on cona cel'e_ pena l·lll!1pos.iibi1if~ d] [ol.luulicaTe c.i.òr che differenza Ira l·
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c orgerenlQ ch c è una gradualità mfiSiCO attraverso ritmi peci1ici con fr quenz precise. Anche il can1biarlo lavar]o e vestJrlo on azioni tbndalnentali al hn di al percepire al piccolo la pr senza t'assillI"ante di un adulto alno] evo(e. Si on p tuti an lizzarenl0 lti comportaJllcnti inappropriati que" to proposito~ come ad e elnp· o cruTIbiare il binlbo ul fasciato i in posizione prona
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Illtive di sviluppo dalla aliInentazi ne ai tli turbi del sonno alla deanlbulazion via cl ic ndo. Dipende ovviatnente dal contesto d Il dim I1S10ni di questo cal lp stinl Jativ, eludendo quindi ragioni di imrnatuntà o carenz 1 tipO organico. Ci sono nladri che non riesc no a rnto nizzarsi con il proprio tiglio per svariate ragi n· e questo non può non con portar un dj gj p r ent::rarnbi che a voltelmisc p r rinlolzar l crcando de lusioni nelluna e paure 11 11 altro be a lungo andare possono dare origine a patologi di notevole rilevanza se non i intervi TI per t rnpo, L 'olnore materno è il prilno tranlpolino di lancio per la costrllzione cosciente e serena d f piccolo Per at1101 qui si int nde propr io la pos ibilltà di fornire al batnbino i 111ezzi con cuj potenziare ed esprinlel"e le su abilità dj bas prontan1ente ion1ite dal suo corredo genetico con tutta la ganuna dI hJlllature e gradualità spresJva di cui è capace llJ1a nl.adre ben silllonlzza1a CQn le esigenze dl crescita del figlio, non 010 dal punto di vista esclusivllil1ente salutistico di buona cura nutrizionale. L società avanzat hanno ottratto grandenlente questi spazi di contatto continuo tra lnadre e tiglio e CiO ha c n1portato l'au111cnlo di disturbi C1110tivi eh oggi ono oLto gli occhi di tutti che dal la scu la mat rna fin
la l11adr che per il bambino spesso
divenbono invece un Lnod Il di ordine pulizia al quale il balnbino d v assoggettarsi senza variazioni di sa ta. Tutt qu sto non fa che co111unkar l balnbino, attraverso la via tattile-tnanipolativa, che egli ~ un ggetto non dic sgra ilo ll1a SIcuramente non ben ac eH t da ch i lo nlanipola c ci' C0111porta I innesto d Ile rime form di negazion:lo di é con chiu ure percetti-
ve a11 anlbientG cn o di forte an ia agitazione, e tutta u~a serie di i ìcoltà nell arco delle tappe voL!
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Come 11/10 sciell:<!ÌnLO trarrù meraviglie (11!lIe vm'ie applicliziolli delle leggi dellalw/urll, cosi ItI! 1101110 che llpplica CDII precisiolle scìentijìcI' le lenni dell'mI/ore potrà fllre mirllcoli III/CO/'(/ più gl'muli,
Anonimo
I Cii lIomilli disculOIlO, IUI!(j/u/'u ugisce, Volla ire Il bucio è Ul/ dolce sc1lerzo d/e la pl/role tli Vel//1ll1O il/u liIi,
/!Il f urli
1m illvelllu/o per ferll/III'e i lliscorsi qUlIlldo le
lacnd Ilergman
Se sei Ilei guai, II/Wl/ti ,'ellgol/o di sapere i plwl.icoill/'i,
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ollr;r/.i II/ /0/'0 C'omp/'ellsio/U! iII l'eullà sal/o solta/lto curiosi
Edg .. r W .. I~(Jn How(' LI! matematica è lilla sciellzu merrli'iglioSlJ, //In 1IU1llw w/cO!'I/I/'ovllto il modo di llividere 1111 Iricie/o fra tre /'Uglluil/i,
Woodrow Wilson
I A compiacersi del semplice
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/11/ 'I/llilllii I/ralllie.
Arturu Grill ASSIOMA DI DUClIARMI:'. Se osservi abbastallza ultell/all/eme il luo problema, li accorgerai di essere parte del probleml/.
Arthur Bluch
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DALLA TOLLERANZA AL RISPETTO DELLA DIGNITÀ UMANA Il concetto di tolleranza viene sostituito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo: non più sopportazione del diverso ma pari dignità e diritti. di Angelamaria Loreto La "tolleranza" nei secoli La tolleranza dO\Tebbe essere una fase di passaggio. DO\Tebbe portare al rispetto. Tollerare è offendere .
el 388 d.C. la sinagoga di Callinico snll'Eufrate fu incendiata da monaci cristiani istigati dal loro vescovo e aiutati dalla popolazione. L'imperatore Teodosio decretò dle il tempio fosse ricostruito a spese del vescovo, ma
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l'intervento di S. Ambrogio, che sosteneva che un imperatore cristiano non potesse equiparare fedeli ed infedeli, valse ad ottenere l'annullamento del decreto. Si potrebbe dire che la posizione della Chiesa cattolica sul tema della tolleranza sia contenuta tutta in quel lontano ma significativo episodio del IV secolo. Il grande teorico cattolico della tolleranza fu S. Agostino, il quale sosteneva che per necessit.'1 si deve convivere con il male, impossibile da eliminare, ma per sradicme il male del dissenso dalla Chiesa, la coercizione e la repressione sono addirittura benedette. In una delle sue prime opere - il De ordine Agostino crea un' equazione che sarà ripresa nel Medioevo da S. Tommaso d'Aquino: si devono tollerare i non credenti allo stesso modo in cui bisogna tollerare la prostituzione. Dopo Leone XIII il pensiero tomistico diventa addirittura norma per la 01iesa. Pio IX, infine, nel Sill,1bo, condannerà chi nega che la religione cattolica debba essere religione di Stato adesclusionedi tutte le altre religioniedi chi sostiene la libertà dei culti. Per il grande pe.nsatore inglese, John Locke, il problema della tolleranza era soprattutto quello della tolleranza religiosa. Per lui debbono essere tollerate tutte le azioni e le opinioni che non riguardano la societ.'I, poichè resterebbero identid1e anche se la società non esistesse e non coinvolgono quindi l'i.nteresse pubblico. Tra le cose indifferenti, deve essere tollerato tutto ciò che non lede l'interesse collettivo inteso come conservazione degli interessi individll<lli. In crunpo religioso, non la pluralità delle opinioni e di culto è dannosa allo Stato, ma il tentativo di imporne una a preferenza delle altre. Ne consegue che i "papisti" non vrumo tollerati poichè l'essenza del loro culto è la contestazione del governo inglese ed essi stessi non accettano il metodo della tolleranza. Nella storia d'Europa, di cui la Chiesa è stata tra i protagonisti politici, l'intolleranza è
ill1tica e la libertà moderna. Mutano le fedi religiose, i regimi politici (passando via via dagli Stati assoluti, alla rivoluzione francese, la restaurazione, la democrazia borghese, gli St.,ti nazionali, la rivoluzione comunista), ma il sistema intollerante messo a punto dalla Chiesa cattolica con il metodo inquisitorio - o consenso o repressione - continua immutato con l'avallo giustificill1te del tomist., 'bene cOlnW1e".
Oggi tutto ciò èsuperato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e non è più possibile arroccarsi in difesa di principi che un tempo sembravano indiscutibili. I diritti ulnani, infatti, hanno ora tu1 posto primario e la loro difesa e rispetto sono divenuti il cardine di qualsiasi azione religiosa o politica. Naturalmente questa evoluzione non è avvenutanè pacificrunentenèall'improvviso. Vi hrumo contribuito, oltre alle migliaia di morti perchè sostenitori di idee diverse, filosofi e teologi con il loro pensiero. Dal concetto di tolleranza come sopportazione di un inevitabile male maggiore (S. Agostino e S. Tommaso), si è passati a quello di reciprocità di Locke e Milton e a quello libertario di Volt.,ire, per il quale la toller= è una virtù civile che bisogna diffondere poichè è l'unica che possa assicurare a tutti benessere e civiltà.
1995: rumo mondiale della tolleranza L'Assemblea Generale dell'ONU, · nella convinzione che la toller= costituisca il fondamento stesso di ogni societ.'1 civile e della pace, ha proclamato il 1995 "anno della tollermlza" incaricando l'UNESCO di assumere il ruolo di organizzazione coordinatrice dell'anno.
I capi di Stato e di governo dei Paesi membri del Consiglio d'Europa, riuniti a Vienna nell'ottobre del '93, hrumo dal canto loro approvato un piMo d'azione per il lancio di mIa vast., campagna di se.nsibilizz.,zione del grru1 pubblico, soprattutto dei giovani, e di
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rafforzamento delle garanzie contro ogni forma di discriminazione. Il lancio ufficiale della campagna è avvenuto a Strasburgo il lO dicembre 1994, in occasione della giorrlllta internazionale dei diritti umani, e proseguirà fino a tutto il 1996 per mobilitare i vari settori della società europea a favore di obiettivi concreti di tolleranza, uguaglianza, dignità e democrazia. Il vertice della CSCE, tenutosi ai primi di dicembre del '94 a Budapest, ha sottolineato che "la proteIl filtlsofo !rlllll:e::.e Voltl/irl!, ",tluri! tI".1 'Trllll a /ti 51/11/1 lolleTflIl ZII ". zione dei diritti wnani, inclusi i diritti delle persone appartenenti a minoranze nazionali, è un agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te". fondamento essenziale della società civile Lo slogan della campagna - "tutti diversi, democratica" e ha manifestato apprezzamentutti uguali" - potrà aver successo solo se si to per il piano d 'azione del Consiglio comprenderà profondamente che tollerare d'Europa su razzismo, xenofobia, antisemitinon significa sopportare, ma riconoscere ad smoe intolleranza. La campagna di sensibilizognuno parità di diritti e opportunità, rispetto zazione si articolerà in vari tipi d'azione fra e dignità nonostante la diversità, abolendo cui: ricerche sulle cause del razzismo; cosÌ !'idea di un rapporto da superiore (che elaborazione di materiale didattico; concorsi, tollera) ad inferiore (che è tollerato) . premi, campagne radiotelevisive. Pertanto, non educazione alla tolleranza sic Ma educare alla tolleranza è veramente la et sÙllplicitel; ma alfabetizzazione dei diritti soluzione adeguata? wnani per consentire ad ognuno di sviluppa"Che cos'è la tolleranza? E' l'appannaggio re ed esprimere la propria dignità nel rispetto dell'umanità. Siamo tutti impastati di debodi quella altnù. D lezze edi errori; perdonMci reciprocamente le nostre sciocchezze è la prima legge della natura": così definisce la tolleranza Volt.-ure nel suo Dizionario filosofico. E nel ''Trattato sulla tolleranza" precisa: "Il diritto naturale è quello che la natura indica a tutti gli uomini", "il diritto wnanO non può in nessun caso fondarsi che su questo diritto della rmtura; e il grande principio, il principio universale dell'uno e dell'altro è su tutta la Terra: non fare
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