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www.frateindovino.eu Azzerato il confine tra legalità e reato
Questa generazione senza limiti di Ulderico Bernardi
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Mensile di cultura religiosa e popolare
Lavoro ai giovani, ci vogliono posti La precarietà nuoce a chi è disoccupato e alle famiglie
Q
uando l’eccesso genera violenza. Contro gli altri e contro di sé. In questi mesi ne abbiamo avuto la prova, in un crescendo acceso dalla politica, dalle azioni sindacali, da qualsiasi altra scusa che possa essere chiamata in causa per distruggere. I giovani protagonisti dei conflitti sociali, siano operai o studenti, disoccupati o precari, sembrano avere in comune una sorda avversità verso le cose. Vivono circondati da oggetti, e sono continuamente stimolati a possederne sempre di più. Fino all’esasperazione. In un artificiale incremento dei bisogni che non ha pari in tutti i secoli che ci hanno preceduto. E allora, quando monta la rabbia come azione immediatamente collegata si passa a spaccare tutto. E poco importa se si tratta di strumenti didattici o mezzi pubblici, se sono vetrine di negozi o camion che trasportano rifiuti. Anche la devastazione è un segnale, contro un mondo che li ha spogliati del senso esistenziale; che li ha privati della capacità di distinguere tra possibile e lecito; tra essenziale, ciò che vale davvero ed è irrinunciabile, e quanto, invece, è del tutto superfluo e distoglie la mente dai doveri verso la vita. Gli adulti e gli anziani del nostro tempo sono chiamati a interrogarsi a fondo sulla responsabilità di avere permesso la diffusione di modelli culturali svuotati di concretezza e di ideali. Segue a pagina 2
occhi di speranza Il messaggio del Papa per la Giornata del Malato che si celebra l’11 febbraio A pagina 2, Carrara
Intervista con Andrea Vitali, medico e scrittore di successo A pagina 5, Briccola
Morandi re di Sanremo Il popolare cantante guiderà il più famoso Festival della Canzone A pagina 6, Dossico
La
rivoluzione del nylon
La crisi colpisce tutti e in ogni campo, ma i più bersagliati sono indubbiamente i giovani, alla disperata ricerca di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che non arriva mai. E si vive nella precarietà, frustrante per le famiglie e i loro figli che attendono, fino a 30 anni e oltre. C’è bisogno di nuovi, concreti orizzonti. Servizio a pagina 3
UNO SPRECO CHE RIGUARDA TUTTI
Un ritrovato di grandissima utilità per tutto il mondo A pagina 15, Muscardini
Accento dei media solo sulla negatività
Io
ragazza normale che non faccio notizia
“N
Il nostro uso del TEMPO
non ti scrivo
Qual è il nostro rapporto con il tempo: che uso ne facciamo? Sono interrogativi che si pongono di fronte al dispendio, spesso allo spreco di molte ore vissute quasi da alieni, senza contatti con l’esterno, con le persone. O, peggio ancora, in dipendenze che fanno male al fisico e alla psiche. Luca Saltini a pagina 5
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Con
nati in ambulatorio
Caro amico,
Gino Carrara a pagina 7
All’interno
Racconti
Abitudini d’oggi
una lettera…
Anno 54 - Febbraio 2011 / n. 2
oi, giovani normali, non facciamo notizia”. È il giusto lamento che ho letto di recente su un settimanale, in un interessante “editoriale dei lettori”, firmato da Naomi Domeniconi, studentessa di vent’anni. A questa giovane va riconosciuto di aver sollevato un problema vero, soprattutto nella sostanza delle argomentazioni che porta. Intanto questo intervento sgombera il campo da molti luoghi comuni che circolano e sono alimentati sui giovani: che non sono tutti plagiati dal Grande Fratello o da altri fenomeni di seduzione collettiva. Una ragazza che studia con serietà, si diverte senza impasticcarsi e sballarsi è troppo “normale” e non fa notizia. I mass media hanno in genere - e purtroppo - gli occhi puntati su ciò che fa rumore: le buone notizie non sono notizie. Del resto, il meccanismo che la nostra società ha messo in
piedi per far scontare le colpe (per esempio quella di essere giovani) è cinico e spietato. Lo stesso cardinale Carlo Maria Martini ha posto un interrogativo cruciale: “Vi pare che in questa società noi adulti amiamo veramente i giovani? Se li amassimo veramente, non fuggirebbero come accade oggi dalla famiglia, dalla Chiesa, da se stessi e perfino dalla vita”. (g.z.) Testimonianza a pagina 3
TV in Italia
La cattiva maestra ora si è fatta pessima Claudio Bonvecchio a pagina 4
19/01/11 12:42