X INSIDE MAGAZINE NUMERO 79

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X Inside Magazine numero 79

TEST 450 INTERVIEW Max Gazzarata Int.MX Round 3 Mantova




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FOTOGRAFIE: Davide Messora Fabio Principe Giuseppe Merigo In copertina Le 450 Cross 2020 Ph. Davide Messora Numero Registro Stampa N° 563 Decreto Presidente Tribunale Novara del 27/05/2013


Editoriale Che sforzo ragazzi per questo numero!!! Abbiamo deciso di provare le 450, il lavoro doveva uscire sul numero scorso ma purtroppo a causa di mille impegni è slittata al numero di Febbraio. Le 450 sono le regine del Mondiale Cross e non solo, cavalli di razza a cui è molto difficile tirare fuori tutta la loro forza. Tre piloti di tre livelli diversi, il pro in attività Simone Furlotti, Roman Jelen che ha corso nel mondiale ed ora è allenatore di giovani talenti e l’amatore Alberto Moseriti. Come spesso succede nella prova delle moto tutte si sono dimostrate ottime moto alcuni piloti hanno elogiato alcuni aspetti preferendo una marca rispetto all’altra. Ma bisogna anche dire che per l’amatore il pilota che va a divertirsi la domenica poter usufrire del 100% di queste “Belve” è veramente difficile, alle volte l’amatore sceglie con il cuore per attaccamento a una ditta oppure solo perchè “quella la usa Cairoli”. Le moto sono bellissime e performanti a voi la lettura di questo test! Ragazzi gassssss sempre a manetta!!!!!!!!!!!!!!



NUMERO 79


CONTENUTI

TEST 450 Interview Max Gazzarata INT.MX Round 3 Mantova Interview Alessandro Botturi


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TEST

Testo e Foto Messora Riders Simone Furlotti - Roman Jelen - Alberto Moseriti

TEST 450



Questa volta in redazione abbiamo voluto esagerare! Abbiamo portato in pista le 450 che scendono in pista nelle più importanti competizioni Italiane e Mondiale, peccato solo non aver avuto a disposizione la Kawasaki ma avremo modo di provarla in seguito. Per questo super test abbiamo ingaggiato tre piloti: Simone Furlotti Roman Jelen e Alberto Moseriti e Davide Guarneri come pecial guest. Tre stili di guida completamenti diversi, Simone il nostro pro che nel 2020 scenderà in pista nel campionato Italiano ed in alcune prove del Mondiale. Roman Jelen lo sloveno con un passato nel Mondiale e ora gestisce un’importante scuola di pilotaggio e segue l’allenamento di giovani piloti che correno a livello Europeo per ultimo Alberto Moseriti pilota di Supermoto che però usa la moto da cross per allenarsi in vista del prossimo Campionato AMA Supermoto, Alberto è per capire l’utente medio che può acquistare una 450. Pista dal fondo sabbioso con alcuni canali che ci hanno dato modo di provare le 5 moto in condizioni ottimali. La redazione vuole ringraziare:KTM Italia, Husqvarna Italia, Honda RedMoto, Suzuki Valenti e Yamaha Motor Europe. La Shock Wawe Design per averci forniti gli adesivi. Adesso parola si nostri tester!!!


HUSQVARNA FC 450


TEST

Testo e Foto Messora





Ecco le impressioni di guida dei nostri tre tester: Simone Furlotti “L’ho trovata molto simile a Ktm. La seduta è buona con una sella che ha un buon grip che permette di essere ben saldi anche quando si da gas. Ha un buon cambio e da un buon feeling in volo in curva e nei punti veloci la frenata è un pò pastosa. Le forcelle lavorano bene.” Alberto Moseriti “Simile alla cugina K ma con un motore che allunga di più e con un erogazione diciamo un filo più cattiva in aria e nei canali da tanta sicurezza e stabilità come nei punti veloci. Il freno è buono e il cambio lavora bene in sieme alla frizione.” Roman Jelen “La Husky 450 è la mia moto e quando mi siede sopra mi sento subito a casa. Per quanto riguarda le sospensioni sono molto simile a quelle della KTM, con le 5 marce è forse più facile usare il motore rispetto a KTM l’ho trovata più dolce nell’erogazione anche se il motore è veramente potente e spinge in tutte le condizioni


La forcella l’ho trovata un pochino morbida per il tipo di terreno della pista, ma anche in questo caso è un problema facilmente risolvibile. La frenata anche con questa moto è ottima. Per quanto riguarda il taction control si può dire che lavora nello stesso modo di quello di KTM.



HONDA CRF 450R


TEST 450

Testo e Foto Messora




La Honda CRF 450R la moto con cui Tim Gajser ha vinto il suo terzo titolo iridato. Le linee della Honda sono sempre bellissime e il confort di guida è una sua prerogativa. Honda con questa moto ha lavorato molto sull’erogazione per rendere la moto più dolce, il m La ciclistica aumenta ancora il feeling e la facilità di guida. Per rederla perfetta su questo tipo di terreno bisogna lavorare sul setting delle sospensioni ma

In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


Ecco le impressioni di guida dei nostri tre tester:

Simone Furlotti - PRO motore cresce bene fino a metà non risultando mai aggressivo. “Mi è piaciuto il motore che a nulla di grave con poche accortezze si riesce a sistemare il setting ha deiinbuoni bassi regimi che ti porta anche ad usare la marcia più bassa e da scappare col motore con una bella coppia sotto ma che mura un pò in alto. Ho notato nei punti veloci e nelle pecche in velocità che è un pò difficile da stringere dietro dati i due scarichi. non mi è piaciuto il davanti che non mi ha dato tanta fiducia sia in entrata curva sia nei punti veloci che la preferirei più stabile ha una frenata buona e mi è piaciuta come seduta e stabilità in curva l ho sentita maneggevole e molto guididabile.” Alberto Moseriti - Amateur “Anche se la moto si percepisce piccola tutto sommato la seduta è buona anche per le persone alte. Come telaio si inserisce bene nelle curve e nei canali in salto è maneggevole ha una buona frenata le sospensioni non danno troppa fiducia nelle staccate bucate e l avantreno e il telaio in generale si sente leggero nei punti veloci peccando un pò di stabilità. La frenata è buona il motore spinge bene ai bassi regimi peccando un pochino in al-


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


lungo” Roman Jelen “La Honda 2020 è un’ottima moto, come spesso avviene con la moto della casa alata si trova subito il feeling quando ci si siede sopra. I freni non mi sono trovato particolarmente bene, magari montando un disco after market si riesce a migliorarlo. Le sospensioni sono molto buone mi sono trovato subito a mio agio, forse rispetto alla concorrenza ti sembra di avere una moto più corta. Il controllo di trazione lo abbiamo provato nelle varie configurazioni ma per riuscire a capire meglio come funziona bisogna estremizzarlo, passare dal completamente spento a tutto acceso. Il motore va forte e grazie a questo dispositivo riesci a trasmettere a terra tutta la potenza e riesci a gestirla al meglio. Come per le altre moto le sospensioni per il tipo di terreIl tuo 2019 è stato un anno da dimenticare, hai capito come mai? no che abbiamo trovato sono risultate un pochino morbide.”

-L’infortunio di Loket è stata una conseguenza, a inizio marzo ero indietro con i tempi di preparazione ed è arrivato il primo infortunio. A Loket ho dovuto anticipare i tempi del mio rientro, il team mi spingeva per tornare. Forse non era il caso di rientrare in una gara di mondiale. Ormai è andata così e dobbiamo guardare avanti. A fine anno sei arrivato senza team come è arrivata la decisione di farti una struttura tua?


KTM


TEST 450

Testo e Foto Messora


La KTM



In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


Ecco le impressioni di guida dei nostri tre tester: Simone Furlotti “Come seduta ci si sente arretrati in dietro è molto stabile nel veloce ma curva anche bene nello stretto, ha delle buone forcelle che danno un buon confort anche se sono ad aria e per questo mi hanno stupito. Il motore è molto dolce senza dare la botta sotto. Ha un buon cambio. Gli servirebbe un pò di allungo. Il freno l’ho sentito piu pastoso che non mi piace troppo preferendo una frenata più secca.” Alberto Moseriti “La moto ha come motto ready to race. Da proprio questa sensazione appena si inizia ad usarla e a spremerla il motore ha un erogazione tonda che può aiutare anche l’amatore ma con tanta potenza, le sospensioni sono buone un pochino seduta dietro. La moto ha dato subito buone sensazioni e l’ho trovata molto piacevole nei canali e nelle buche da tanta stabilità. Il freno un pelo pastoso ma tutto sommato una buona frenata” Roman Jelen Mi sono trovato molto bene


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopolaun lungo periodo di inattività non è a con la moto, ciclistica ti aiuta molta, l’avantreno è riuscito alto e l’angolo è molto aperto. Mi sono trovato un pochino in buon difficoltà conallora le 4 marce, moltodileggera da guidare la trovare un accordo con un team ha deciso potenza è tanta questo 4 marce per ti spinge ad Furlotti usare poco il cambio. organizzarsi coneuna sualestruttura il 2020, scenIderà freni in sono molto e non ti mettono in crisi e funzionano bene anche quando si pista conbuoni la Suzuki 450.

spinge forte, il reparto sospensioni l’ho trovato un pochino dure davanti ma il setting è facile da cucire sul proprio Ciao Simone come stai? stile di guida. Il motore di questo KTM 450 è molto potente. Il-Bene traction control ha un unico settaggio, chetornato funziona siamo a gennaio e da un mesediciamo che sono inbene soprattutto sulle piste scivolose oppure per chi vuole una moto meno aggressiva più dolce. moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma Ti aiuta se si vuole una moto che non ti metta in crisi visto la grande cavalleria. ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando. Lo stesso concetto del traction vale per Husky.”



SUZUKI


TEST 450

Testo e Foto Messora




In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


Ecco le impressioni di guida dei nostri tre tester: Simone Furlotti “Mi piace il telaio e la seduta è buona la moto è facile da giocarci e una buona impostazione curva con una buona stabilità nel veloce. il motore pecca un filo ai bassi regimi con tanto freno motore infatti va utilizzata con regimi più alti cambiando le marce più spesso la frenata è buona mi da tanta fiducia e anche le forcelle e mono sono buone con un buon bilanciamento.” Alberto Moseriti “La seduta è buona confortevole a differenza delle altre ha ancora la tradizionale pedalina ma che con un colpo va subito in moto senza problemi. Durante la guida da subito un buon feeling si sente subito la presenza del freno motore in aria e in curva è maneggevole con anche una buona stabilità nei punti veloci.” Roman Jelen “La Suzuki è la moto che negli ultimi anni è cambiata meno di tutti, le migliorie apportato sono piccoli interventi ed è rimasta l’unica a non avere l’avviamento elettrico.


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con modelli la Suzukidi450. Ho provato alcuni un paio d’anni fa e avevano alcuni problemi nel reparto

sospensioni con il mono, invece quando mi sono seduto e dopo alcuni giri la posizioCiao Simone come stai? ne in sella è ottima riesci a stare molto in avanti in accelerazione e in uscita di curva e questo ti aiuta molto. La posizione tra manubrio sella e pedane è veramente ottima, i freni li ho trovati -Bene siamoi sella a gennaio e da un mese che sono tornato in poco moto performanti. e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma La cosa che mi ha stupito di più è stato l’inserimento ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando. in curva, tra tutte le moto è risultata per me al top, nel canale scorre benissimo.



YAMAHA YZ450F


TEST 450

Testo e Foto Messora




In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


Ecco le impressioni di guida dei nostri tre tester: Simone Furlotti “La seduta è un pò forzata dato che ha la parte anteriore della sella alta impedisce un pò gli spostamenti in sella. L’ho trovata pesante con un davanti largo che da un pò di difficoltà a stringerla con le gambe con un inerzia del motore che va a forzare la staccata portando tanti i pesi sull anteriore che ho trovato molto basso anche se ha sempre un buon ingresso in curva. Il motore da una botta sotto soprattutto in uscita curva che tende a diventare un pò troppo cattiva l’essere troppo bilianciata in avanti in staccata tende ad impuntarsi per le sospensioni le ho trovate morbide anche andandole a settare la frenata l ho trovata buona e reattiva.” Alberto Moseriti “Come primo approccio la seduta è un pò strana e si sente molto impuntata davanti e un pò troppo larga davanti ma dopo alcuni giri ci si abiuta a questa forma e ci si trova subito a proprio agio sia nei punti veloci che da inserire nel canale il motore è molto corposo e spinge sempre le sospensioni lavorano bene insieme al telaio rendendo


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


piacevole la guida e permettendo di spingere al meglio, la frenata è buona” Roman Jelen “Il motore della Yamaha mi ha impressionato, va veramente forte, l’erogazione è veramente immediata e in alcune situazioni ti può mettere in difficoltà è brutale. Avantreno abbastanza chiuso e nei primi giri facevo fatica ma poi quando si prende confidenza il problema sparisce, l’assetto mi sembrava molto basso davanti e ti lasciava delle strane sensazioni. Il reparto freni è buono, forse un gradino più in basso rispetto a Ktm e Husky. L’impostazione di guida non mi è piaciuta molto per il mio tipo di stile di guida e in alcune occasioni mi sono ritrovato troppo seduto indietro soprattutto in uscita di curva. Con la ciclistica ci devi prendere un po’ la mano perché è molto diversa rispetto alle altre ma come tutte la moto si può aggiustare con un setting dedicato.”


MAX GAZZARATA

Abbiamo incontrato Max Gazzarata nella sua sede di Moncalieri, Max da molti anni è uno dei team manager più apprezzati del mondo della Supermoto e nel 2020 si presenta al via della stagione con nuove strutture e una squadra di giovani piloti che potrebbero rappresentare il futuro della disciplina. Max però non è solo quello è stato uno dei più forti piloti italiani negli anni 90, fino ad arrivare ad essere il compagno di squadra di Alex Puzar. Nel 2020 quanti anni sono che vivi nel mondo delle corse?

-Avevo 12 anni quando ho cominciato ad andare in moto percui direi circa 40 anni che sono in questo mondo. Come è cambiato il mondo del motorsport da quando tu hai iniziato ad oggi.

-E’ diventato molto più professionale e questo è bello per lo sport c’è stato un salto di qualità, ma da un altro punto di vista è tutto più esasperato perché tutti coloro che non sono talenti la vedo difficile che possano arrivare, ho paura che non ci sia un giusto ricambio, trovarsi a


INTERVIEW

Testo Messora - Foto Messora - Tagliabue


dover competere con grosse strutture super organizzate ecco questo è quello che mi preoccupa. Una volta forse c’era meno differenza tra i team factory e quelli privati?

-Una volta questo divario lo percepivi ora invece ci si sente a disagio contro i team factory. Quali sono le differenze più grandi tra fare il pilota e il team manager, quali sono le cose più importanti tra i due ruoli?

- Fare il pilota come ho fatto io anche se non sono arrivato a vincere dei titoli era un full time folle, oggi mi dico di aver perso degli anni della mia giovinezza ma ormai è passato e non si può tornare indietro, la differenza forse è il tempo di concentrazione, quando facevo il pilota passavo tre o quattro ore super concentrato su quello che facevo e poi basta ero più libero di testa. Da team manager che è una cosa che amo fare ma sei impegnato 12 ore al giorno e alle volte anche di più. Oggi alle volte faccio fatica a dormire perché bisogna risolvere i problemi, fare il team manager è molto più faticoso! Dopo una carriera al top nel motocross come mai sei passato a correre nella supermoto?

-E’ stata una scommessa con Beppe Gaspardone, sai dopo anni che sei in giro per il mondo ogni fine settimana trovarsi di colpo a non correre più era una cosa per me troppo violenta, allora ho provato anche se all’inizio non mi piaceva per nulla la Supermoto la trovavo noiosa. Ma dopo le prime gare le cose sono cambiate, ci si divertiva ho avuto la possibilità di correre due anni in America bellissimi grazie ad Aldo Cerruti. Nell’AMA la parte di fuoristrada era pazzesca e forse anche un po’ pericolosa, ma mi sono divertito moltissimo. Sei sempre stato attirato dagli USA, cosa sono per te gli States?

-Siamo cresciuti con il sogno dei grandi piloti americani e poter essere stato lì è un sogno diventato realtà, il




primo anno che sono andato lì mi sono trovato a casa di Ricky Johnson a cena e pochi mesi prima l’ho visto a Maggiora al Nazioni, ero innamorato dei colori e degli odori ma anche dagli immensi spazi. Hai mai pensato di provare ad andare a correre in America?

-In America non era come adesso, era veramente lontana, ho fatto tre gare da solo là ma era difficile. Ma ho avuto la fortuna di conoscere molte persone che poi sono diventati amici che abbiamo vissuto un sogno quando si stava dall’altra parte dell’Oceano. Ci racconti un aneddoto curioso della tua stagione con Puzar?

-Io ho capito di non poter vincere un mondiale, ero molto veloce in allenamento, ma purtroppo in quell’uomo mi sono ammalato e non ho potuto dimostrato il mio valore, mi ricordo un Arsago Seprio del “91 il venerdì mattina siamo andati a correre a piedi, io feci uno sforzo enorme e mi venne mal al petto ma non mollai, il pomeriggio manche di 40 minuti. Il giorno dopo avevamo la gara ma alla sera si uscì lo stesso, io quando mi sono alzato ed ero distrutto invece Alex era perfetto ed ha vinto. Li ho capito che non basta allenarsi e faticare ma per vincere ci vuole la fibra del campione e quella devi averla dentro. Ho avuto il piacere di stare vicino ad Alex, Stephen e Booby e ho capito che per arrivare ci vuole qualcosa in più che i piloti che vincevano erano degli uomini speciali. Quale è stata la scintilla che ti ha fatto passare da pilota a team manager?



-La cosa è stata graduale, mentre ultimavo di correre mio padre ed io avevamo già qualche cliente e la cosa è arrivata pian piano, abbiamo ampliato la struttura e oggi siamo arrivati a un ottimo punto. Oggi è molto diverso abbiamo piloti che arrivano da tutto il mondo e bisogna far trovare al pilota un pacchetto funzionante. Sono contento perché arrivano pilota da tutta Europa che vogliono correre con noi e questo mi fa capire che si sta facendo un buon lavoro. Mi manca un top rider ma oggi non abbiamo ancora le risorse giuste. Oggi cerchiamo di costruire i giovani per portarli a vincere. Nel 2019 avete avuto qualche soddisfazioni.

-Devo dire di sì la vittoria nelle manche del trofeo delle Nazioni è stata incredibile, ci manca ancora un pilota che possa valorizzare a pieno tutto il lavoro e la tecnologia che c’è nelle nostre moto, non voglio dire che i nostri piloti non sono in grado ma sono ancora giovani invece con un top rider potremmo fare molto di più. Dove vedi il motard tra dieci anni?

-Domanda che forse conosci anche tu la risposta anzi la pensiamo allo stesso modo, sai non è facile dire dove saremo tra qualche anno. Tutti gli anni sento gente che si lamenta di questo sport ma comunque sia io sono tornato da poco nel Campionato Italiano ma ho potuto vedere 150 piloti e nella categoria solo asfalto, che a me non piace e nessuno volevo ci sono 35 piloti al via, ma se serve per far crescere la disciplina va bene. Dobbiamo fare le gare dove i piloti tornano a casa contenti e che si siano divertiti. Alla fine della nostra intervista Max ci fa una confessione dicendoci che se quando era giovane avesse avuto al suo fianco Vittoria avrebbe vinto il mondiale! Grazie Max per la bellissima chiaccherata.


ALESSANDRO BOTTURI

Yamaha ha voluto tributare al suo pilota una serata di gala all’interno della sede di Gerno di Lesmo ad Alessandro Botturi. Alessandro è alla sua seconda vittoria nella Africa Eco Race, un vero rally tra Marocco, Mauritania e Senegal. Abbiamo rivolto qualche domanda al campione di Lumezzane e il “Bottu” si è prestato volentieri a risponderci.


INTERVIEW

Testo Adriano Narducci - Messora - Foto Yamaha Racing



Seconda vittoria alla Africa Eco race cosa ha significato per te?

-Tanto perché alla fine ripetersi non è facile, la corsa è lunga e molto difficile, 1600 Km nel deserto e non sbagliare e fare tutto bene bisogna concentrarsi tanto e cercare di fare meno errori, come ho detto ripetersi è sempre un’impresa. Parliamo della differenza e delle difficoltà tra enduro e un rally Africano?

-Sono due cose completamente diverse, nell’enduro le speciali durano pochi minuti e hai la possibilità di percorrerle a piedi prima della gara, ti puoi fidare di te stesso e di quello che hai visto. Nel Rally devi fidarti del road book di chi l’ha fatto e di quello che l’ha revisionato e devi andare a sensazione, nelle dune è il tuo occhio che ti dice se puoi tenere aperto oppure devi chiudere il gas. Come ti prepari a livello fisico?

-Più che altro devi lavorare sulla testa che sul fisico, 500 Km di prova speciale è più una cosa mentale che fisica per tenere la giusta concentrazione per così tanti Km non è facile. Devi arrivare in buone condizioni a livello fisico, si cerca di lavorare molto con la moto facendo manche molto lunghe anche se non è mai lunga abbastanza.



Quale è la tappa che ti ha messo più in difficoltà?

-Sicuramente è stata quella dove ho perso il tappo della benzina e lì mi sono spaventato di non riuscire ad arrivare alla fine della tappa, ma con un po’ di fortuna e l’aiuto di Gritti che mi ha dato un paio di litri di benzina ce l’ho fatta. Quale è il fascino di queste gare?

-Il fascino è l’avventura, sono vere avventure, siamo partiti da Montecarlo dove il lusso è di casa poi si passa al Marocco che la porta dell’Africa per arrivare in Mauritania dove veramente non c’è niente, tanta povertà e vedi le persone che soffrono davvero, quanto si torna in Senegal sembra di tornare nella civiltà. Avresti voglia di tornare a correre la Dakar?

-Questa è una bella domanda, sono in tanti a farmela però dai io ho sposato il progetto dell’Africa Race e la gara sta crescendo di anno in anno, in questa edizione c’erano 84 moto dove negli anni scorsi eravamo molto bene, lo spirito organizzativo è molto alla mano. Un ringraziamento particolare ad Adriano Narducci che ha fatto le veci della redazione durante la serata.


INT MX ROUND 3 MANTOVA


RACE

Testo e Foto Messora


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


REPORT TIME – In un clima quasi primaverile, con il pubblico delle grandi occasioni sugli spalti del “Tazio Nuvolari” di Mantova, si è chiusa la serie che ha aperto le gare di motocross nel vecchio continente. Tim Gajser (HRC Honda MX1), Maxime Renaux (SM Action Yamaha MX2) e Pietro Razzini (Fiamme Oro Husqvarna 125cc) sono i nuovi Campioni degli Internazionali d’Italia MX EICMA series 2020! SUPERFINALE – Nella gara che mette in palio ben 110.000€ di montepremi vittoria per Mitchell Evans (HRC Honda MX1), l’australiano, scattato al via alle spalle del compagno di squadra Gajser, ha attaccato la tabella rossa della MX1 e l’ha sorpassato nel corso del nono giro, prendendo la testa della gara e mantenendola fino al traguardo. Secondo sotto la bandiera a scacchi Gajser che precede Tony Cairoli (KTM RedBull Factory Racing), terzo per tutta la gara. In Campionato Gajser si conferma leader con 20 punti sul compagnino, mentre Arminas Jasikonis (Husqvarna Rockstar Energy Factory Racing) chiude la serie al terzo posto. MX1 – Grande spettacolo nella prima gara dell’anno che ha visto contrapposti Tim


In una fredda mattina d’inverno sulla pista di Chieve abbiamo incontrato Simone Furlotti, il pilota s Salsomaggiore è tornato finalmente in moto dopo un 2019 da dimenticare. Simone la scorsa stagione è stato vittima di due infortuni che lo hanno tenuto fuori dalle gare per lungo tempo, purtroppo dopo un lungo periodo di inattività non è riuscito a trovare un accordo con un buon team allora ha deciso di organizzarsi con una sua struttura per il 2020, Furlotti scenderà in pista con la Suzuki 450. Ciao Simone come stai? -Bene siamo a gennaio e da un mese che sono tornato in

moto e comincio ad avere feeling, ma dall’essere in forma ci vuole ancora del tempo, però ci sto arrivando.


Gajser e Tony Cairoli. Al via i due scattano davanti a tutti e curvano insieme, con lo sloveno che prende il comando ed un piccolo margine sul siciliano che lo segue con un ottimo ritmo. Nel finale Gajser allunga su Cairoli che taglia il traguardo secondo, mentre terzo termina un battagliero Ivo Monticelli (KTM Standing Construct), che rimonta dal settimo posto del primo giro. In campionato vittoria per Gajser che precede in classifica il compagno Evans e Arminas Jasikonis, autore di una caduta in gara. MX2 – Gara intensissima in MX2, con Andrea Adamo (Yamaha SM Action Migliori) che sorprende tutti al via e cerca la fuga, braccato da Caleb Grothues (Suzuki RT973 MX School) e Nicholas Lapucci (KTM Steel Dr. Jack). Ma è da dietro che Mattia Guadagnini (Husqvarna Maddii Racing) crea un capolavoro, rimontando dopo una partenza non delle migliori, scalando quasi 10 posizioni, fino a prendere il comando della manche nel corso del settimo giro, mantenendolo fino al traguardo, che taglia davanti ad Adamo e Stephen Rubini (Honda Assomotor), che battaglia con il connazionale Renaux fino al traguardo, dando vita ad un duello spettacolare. In campionato Renaux


vince precedendo Guadagnini di trenta lunghezze, con Adamo terzo. 125 – E’ Andrea Roncoli (Husqvarna) il vincitore del terzo round della 125; il pilota piemontese si aggiudica gara uno e termina terzo in gara due, risultato che gli regala l’assoluta davanti a Pietro Razzini (Husqvarna) e Rasmus Pedersen (KTM), vincitore della seconda frazione. Razzini vince il campionato della ottavo di litro, precedendo in classifica Roncoli e Pedersen, con Andrea Bonacorsi (Fantic Racing) quarto in campionato e in gara. Gli Internazionali d’Italia MX EICMA Series 2020 si chiudono con il grande il successo della diretta streaming sul web, che ha chiuso con più di 205.000 visualizzazioni, entrando per la terza volta consecutiva nei trend di giornata. In Settimana come sempre sono programmati servizi in post produzione su RAI SPORT, con tre highlights, ciascuno di 60’ in onda il giovedì sera.




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